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Original subtitles

Brava!

Voci indistinte

Brava! Brava!

Dove sei?

Vieni fuori!

Non è un gioco!

Susanna, vieni fuori.

Susanna!

Ti ho già detto che non puoi allontanarti da sola.

Possibile che non lo capisci?

- Scusa. - Eh.

- Mauro, mi sento male. - Susanna? - Mi sento...

Susanna, che succede? Susanna! Susanna!

Vai, Irene! Un applauso!

Numero, numero... due!

Susanna! Susy!

Aiuto, Susanna sta male! Chiamate un'ambulanza!

Presto! Susanna sta male! Chiama un'ambulanza!

Campanello

- Ehi. - Ciao, papà.

- Ho pensato di passare prima di andare a lezione. - Hai fatto bene.

- Posso offrirti un caffè? - No, grazie, l'ho già preso. - Okay.

- Come stai? - Bene.

- Guarda che lo so che le cose con mamma non sono andate... - Già.

Mamma mia, che disordine.

E pensare che eri così ordinato.

Ti va se ci andiamo a fare un week-end a Morgex? Mmh?

Andiamo al Lago del Miage a vedere il ghiacciaio.

Il ghiacciaio si è sciolto.

L'appartamento lì l'abbiamo venduto 15 anni fa.

Ma tu questo te lo ricordavi dopo il risveglio. No?

Hai avuto altri vuoti di memoria

anche di cose... più indietro di 12 anni?

Secondo me, hai bisogno di una vacanza.

Vacci a Morgex, con una nuova compagna.

Ma tu guarda questa.

Fino a ieri parlavamo di bambole e ora mi parli di donne?

Papà, senti...

il passato è passato, devi andare avanti.

Per esempio, questa è una vecchia valigetta.

Non sarebbe ora di prenderne una nuova?

La mamma sarà felice che l'hai paragonata alla valigetta.

- Non capisci quello che sto... - Ho capito, però ascoltami.

Non è finita con tua mamma, okay? Io non mi arrendo.

Però questa valigetta te la porto in lavanderia, perché è lercia.

- Ciao. - Ciao.

Voci non udibili

Perché non le dici che provi?

Come?

Invece di fare scenate di gelosia a chiunque la inviti fuori.

- Tipo all'opera. - Non era gelosia, era una questione di principio.

Tu hai perso una gamba, io ho perso 12 anni di memoria

ma non basta per rassegnarci.

- Alba non è la mia ex moglie. - Non sarà nulla se non le dici la verità.

- Buongiorno, permesso. - Buongiorno.

Susanna, ricordi che ti parlavo della dottoressa brava e simpatica?

- Ecco Giulia. - Ciao, Giulia. - Ciao, piacere.

Susanna è arrivata qui per un episodio di vertigini.

La situazione ora è stabile, ma ha febbre a 38 gradi

e attacchi di emicrania, pressione 100 su 70.

Ha delle macchioline sulla schiena.

- Posso farle vedere la tua schiena? - Certo. - Grazie.

Spostiamo i capelli.

Eccoci qua.

- Okay. - Ecco, questo è il resto delle analisi.

[sottovoce] Pensi che possa essere di origine traumatica?

Non adesso.

Susanna, ti posso fare una domanda?

- Se prima non me la dici, come faccio a saperlo? - E' vero.

Ti ricordi che cosa stavi facendo prima di avere le vertigini?

Si era nascosta, è un gioco che fa. Quando l'ho trovata, si è agitata.

- E' un parente? - No, un educatore del centro che la ospita di giorno.

Facciamo un gioco, accendo una luce vicino al tuo occhio

e vediamo quanto resisti prima di chiuderlo. - Non mi piace.

- Ha ragione. - Susanna, per favore.

Gliel'hai chiesto tu.

Va bene. Avete avvertito un familiare?

Sì, il fratello gemello. Tra l'altro, lavora qua...

Susy!

Lollo, scusa, non ti volevo disturbare al lavoro.

No, non ti preoccupare.

Non ti preoccupare, adesso vediamo che cosa è successo.

Okay?

Siamo gemelli, sì.

Eterozigoti, ovviamente.

Vive con me perché i nostri non ci sono più per...

motivi diversi.

Okay, che cosa abbiamo?

Vertigini, febbre, chiazze rosse, emicrania e rigidità nucale.

- E la trisomia. - Essere down non è un malattia.

No, ma è una condizione rilevante.

- Io sono amnesico, se me lo dici mica mi offendo. - Ha ragione.

- I trisomici sono più soggetti a certe patologie. - Non lo sapevo.

Prima di fare ulteriori ipotesi, facciamole altre domande.

E' meglio di no, è come una bambina, rischiamo di agitarla.

-Rischiamo di più se non capiamo che ha. -Chiedete a me, la conosco bene.

Penso di sapere che cos'ha.

- Meningite. - Forse, i sintomi corrispondono.

Poco fa è andata in gita in Toscana, in una zona in cui c'è un focolaio.

Prima di lanciare l'allarme escluderei altre ipotesi.

Perdiamo tempo, serve una TAC.

Vanno convocati i compagni, potrebbero essere stati contagiati.

Procedi.

- Ehi, scusa il ritardo. - Che c'è, hai fatto tardi di nuovo a teatro?

- Teresa, buongiorno. - Buongiorno.

- Neve... - Prego? - Continua a ripetere "neve". - Un senzatetto?

La Polizia lo ha trovato a vagare in stato confusionale.

Dai documenti risulta il nome Ernesto Galbiati.

Non rincaserà da giorni, ma nessuna denuncia di scomparsa.

Ci ho provato, non vuole togliersi i vestiti.

- Ha disidratazione, tachicardia e dispnea. - E tremori alle braccia.

Okay, grazie.

Neve! Neve...

- Secondo me, è Alzheimer. - Non spiega tachicardia e dispnea.

E' normale che abbia il cuore sotto stress e respiri a fatica.

La parola senza senso... Chiedo un consulto a Psichiatria.

Chi ti dice che è senza senso?

Magari ha freddo e gli suscita un ricordo

o "Neve" è il nome di una donna. -Nessuno ha denunciato la scomparsa.

Mia madre aveva la demenza senile. I medici non la ascoltavano, io sì.

Così ho capito che aveva un problema al cuore.

Non pensavo avessi una madre così in là con gli anni.

Magari il paziente vuole dirci qualcosa che noi non capiamo.

Due minuti e abbiamo finito, Susy. Due minuti.

Lavoro con te da dieci anni, siamo andati a letto insieme.

Non mi hai mai parlato di lei.

- Non dirmi che ti vergogni. - Lei è la parte più bella della mia vita.

- Mi vergogno di me, ma di lei mai. - E perché non mi hai detto niente?

Papà è scappato quando eravamo piccoli e mamma è morta presto.

Io sono tutto quello che ha.

La sconvolgerebbe sapere che c'è un'altra donna nella mia vita.

Io non sono mai stata un'altra donna nella tua vita, io sono tua amica.

Susy, abbiamo finito. Sei stata bravissima.

Eccoci.

Allora? Che dicono gli esami?

- Presto avremo i risultati. - Ho allertato le altre famiglie.

Sono a Malattie Infettive per vedere se ci sono sintomi di meningite.

Oplà.

Amore, adesso io vado a lavorare e ti lascio qua con Mauro, okay?

A più tardi.

Ciao.

Mi passi la borsa, per favore?

Eccola. Susy, senti...

ti va di parlare del nostro piccolo segreto?

- No. - Ne vuoi parlare con tuo fratello?

- No. - Sicura?

Va bene.

Permesso?

C'è qualcuno?

Neve?

Rumore

Rumore di passi

Ma... Ciao, bella.

Non se ne parla neanche.

Vedere il cane potrebbe aiutarlo a ritrovare lucidità.

- Dovete occuparvi voi dei pazienti. - Sì...

Qui non entrano animali. Forse c'è un focolaio di meningite.

Squilli di cellulare

Ehi.

La febbre è un po' aumentata.

- La testa come va? - No, non è aumentata.

- Scusa, non mi sono espresso bene. La testa ti fa male? - Come prima.

- Senti altri dolori? - Sì, mi manca casa mia.

- E tu? - Io che cosa? - Senti dolori?

Anche a me manca casa mia.

Vibrazione di cellulare

- Rispondi pure, non ho fretta. - Non è il mio.

Io ho solo questo come cellulare.

Okay.

Lorenzo tratta Susanna come una bambina, ma è una donna.

- Non ci riguarda. - Il paziente va trattato come un interlocutore.

Devi dare peso a ciò che ti dice.

Lorenzo la conosce meglio di quanto potremmo mai farlo noi.

Tra poco sapremo se Susanna ha la meningite.

- Mmh? - Okay.

Ah, Giulia, scusa...

Sei libera stasera?

Per che cosa?

- Tranquilla, non ho intenzioni romantiche. - No, certo, figurati.

Riccardo è pazzo di Alba, ma non si dichiara.

Non lo so, ho pensato che io esco con lui

tu esci con lei e ci vediamo al solito posto per caso.

- Non lo so, che dici? - Va bene.

- Scusate, sono arrivate le analisi di Susanna. - Ah.

Buone notizie, ci sono segni d'infiammazione, ma non è meningite.

Susy, hai capito che ha detto la dottoressa?

La meningite è una cosa brutta, devi essere felice. Ohi.

Che c'è?

Ho bagnato il letto. Scusami, non l'ho fatto apposta.

Non ti preoccupare, succede.

Chiamiamo le infermiere e sistemiamo tutto. Mmh?

Ora che non c'è più il rischio di contagio, puoi uscire un po'.

[sottovoce] Non dovresti...

però c'è un posto in cui nascondiamo il cioccolato, che è buonissimo.

Lorenzo, ci vedo male, tutto grigio.

- Non ci vedo più. - Calmati. - Non ci vedo. - Sistemiamo tutto.

Calmati, calmati.

Vertigini, febbre, arrossamenti, emicrania, VES alta

incontinenza e offuscamento del visus. -Una reazione allergica?

Non ha mai avuto allergie.

- Una forma di epatite? - No, sono stato attento.

Non puoi esserne sicuro, per la A basta una vongola infetta.

Susanna odia le vongole.

Avremmo ittero e transaminasi alte, non chiazze!

C'è solo un'altra spiegazione possibile.

- Leucemia. - Leucemia?

Nei trisomici è frequente.

Forse la spiegazione è più semplice ed è un'infezione.

Non ne ha mai avute, sono sempre stato attento.

Sai che ha un secondo cellulare?

- Di che parli? - Lo nasconde nella borsa. Lo sai o no? - No.

E' impossibile, lei non mente e non ha segreti con me.

Ho fatto il tuo stesso errore.

Pensavo che mia figlia fosse rimasta la mia bambina, ma non è così.

- Susanna non è più una bambina. - Tu non sai niente di lei.

Io non ho tempo da perdere.

Facciamo l'esame del liquor e ci attiviamo per un trapianto.

Non è lucido.

- Che c'è? - Crisi respiratoria, l'ho attaccato all'ossigeno.

Visto? Non è solo Alzheimer. Dev'esserci un'infezione polmonare.

- Procediamo con una cura antibiotica. - Sì.

Possiamo solo aspettare che faccia effetto.

C'è anche un altro problema.

- Quando hai fatto, lasciale al solito posto. - Grazie.

Vieni, Neve.

Cani che abbaiano

Guarda che sarà solo per pochi giorni, eh.

Starai benissimo.

Adesso, però, ti devo lasciare qua.

Qui al calduccio.

Brava.

Dottor Kidane, paura dei cani?

Ma che scherzi? No.

Mmh.

- Ci vieni spesso qui? - Dipende, una o due volte a settimana.

- Già abbiamo poco tempo libero e tu lo passi qua? - Sì. - Perché?

Perché loro non mentono.

Una birra e ti lascio alla tua vita sociale.

- No, devo fare la tesi. - Ma smettila, una birra!

Forse hai scordato anche questo

ma uno specializzando o studia o lavora.

Mmh. Guarda chi c'è.

- Dài, andiamo. - No, meglio di no. - Dài, smettila! Una birra!

- Oltre alla gamba hai perso anche le palle? - Non è carino da dire.

- Mmh. Ciao. - Ciao. - Possiamo?

- Certo. - Se volete, è libera anche questa.

- Io me ne sto andando. - No, beviamoci un giro.

In una giornata così complicata ci vuole. Quattro birre.

- Più che complicata direi sorprendente. - Mmh.

Qualcuno di voi sapeva questa storia della sorella di Lorenzo?

E' strano tenere un segreto così. Da amica, mi offenderei.

Perché dovresti offenderti? Lo mette a disagio, che strano c'è?

Se hai una persona importante nella tua vita non la nascondi

oppure sei strano forte.

I segreti fanno ammalare, è vero

soprattutto se impediscono le relazioni speciali.

- Giusto? - Sì, ma alcuni sono più difficili da rivelare.

Tu non ci hai detto che la Martelli è tua madre.

-Non siamo tutti mammoni come te. -Meglio che acidi. -Ah, permaloso!

- Miss Simpatia si è svegliata! - Facciamo un brindisi?

- Sì! - Ai medici che non hanno paura dei segreti.

E ai rapporti speciali.

- Forza! - Dài!

- Bravi. - Cin cin. - Evviva! - Salute.

Tutto bene, Susanna?

- Dove sei stata? - Alla macchinetta del caffè. - Mmh.

Non ci sono macchinette nella hall.

- Lo dirai a mio fratello? - Che cosa, di portarti un caffè?

- No, che sono uscita dal reparto. - Perché dovrei?

Hai fatto bene a farti un giro.

-L'ho fatto di nascosto. -Pazienza, ti andava di farlo e l'hai fatto.

Così fanno gli adulti, e tu lo sei almeno quanto Lorenzo.

- Lorenzo mi vuole bene. - Certo che ti vuole bene.

Per questo dovresti dirgli la verità.

Quale verità?

Che hai un secondo cellulare e che sei libera di usarlo, se vuoi.

Non sei una bambina, puoi avere una vita che Lorenzo non conosce.

- No, no. - Non serve dire di no.

- Non capiremo che hai se continui a fingere di essere una bambina. - No.

- Susanna, calmati. - No. - Ehi.

- Ehi. - No. - Che stai facendo?

- Non... - Susy! - Stavamo... - Levati! Susy!

- Stavamo solo parlando. - Zitto! Un antiaggregante, Giulia!

Calmati. Susy, calmati.

Ha avuto un'ischemia transitoria

perché lui l'ha fatta agitare! - Mi sono fatto trasportare.

Hai superato ogni limite, e con una paziente disabile!

E' più di questo! Il fatto che tu non lo capisca

ci impedisce di fare una diagnosi.

Certo, sono io quello che non capisce.

Chiedo che a Fanti sia proibito di avvicinarsi a Susanna.

E' incapace di non lasciarsi trasportare.

Ultimamente abbiamo notato episodi di stati confusionali.

- Quali stati confusionali, Andrea? - Niente di grave.

Devo rimettermi alla decisione della direttrice sanitaria.

Sarà Agnese a decidere se tu puoi restare qui oppure no.

Bravo, Doc, ecco che succede quando ci si lascia coinvolgere troppo.

Le cose si complicano e il medico va alla Direzione Sanitaria.

-Ancora non sappiamo che ha Susanna. -Voi almeno avete un'ipotesi.

- Noi nemmeno quella. - Parli di Ernesto?

Non risponde agli antibiotici e sono scesi i valori ematici.

Abbiamo provato ogni esame e non salta fuori niente.

Questo succede quando non ci si lascia coinvolgere.

Sono stata a casa sua e lavoriamo sui referti da ore.

Capisco, però tu devi curare una malattia

o il signor Ernesto, che vive da solo con il suo cane?

Neve abbaia

Ehi, ehi! Che cos'è?

Vai tu?

E' il nuovo ecografo che ci ha chiesto di provare Sardoni.

- Quello... - Nuovo. - Te lo ricordi?

Ah, sì.

Neve abbaia

Salute!

Ernesto?

Ernesto, ci sono visite.

- Eh? - Ci sono visite. - Ah. - Guarda.

Neve! Vieni qua.

Vieni qua, amore. Amore di papà.

Ah, sì!

Come mai sei stato così brusco?

Mi dispiace, ho perso il controllo.

La cura non doveva servire per evitare certe intemperanze?

Ho interrotto la cura.

Come, l'hai interrotta? In che senso?

- Non prendo più gli psicofarmaci. - E' colpa tua?

- Lo scopro ora. - L'ho deciso io.

L'hai deciso tu? Ma dico, scherziamo?

La cura era una condizione vincolante al tuo rientro.

Lo so, ma gli psicofarmaci stavano iniziando a cancellarmi

ricordi antecedenti a 12 anni fa, e non sono disposto a perderli.

Lo capisco, ma non mi posso assumere la responsabilità

di avere un medico fuori controllo.

La Direzione Sanitaria deve prendere provvedimenti.

Presenterò al Consiglio del Policlinico

una richiesta di revoca del tuo incarico.

Agnese! Agnese, aspetta.

- Ho un appuntamento. - Non farmi cacciare.

Il lavoro è tutto ciò che mi resta.

- Devi riprendere gli psicofarmaci. - No!

Non ricordo il nostro primo bacio.

Della nascita di Carolina ho delle immagini confuse.

Il viso di Mattia comincia a scomparire.

Sono stati gli psicofarmaci.

Ho già perso 12 anni di memoria, non ne voglio perdere altri.

Mi dispiace, Andrea.

Ho già forzato la mano dopo l'errore con la malata di porfiria.

Mi dispiace, ma devo andare.

"Need you right now" di Paolo Buonvino e Nico Bruno

Mi dispiace, resterai sola.

- Chi si occuperà di te? - Su, non sia così pessimista.

Sì, troveremo qualcuno che si occuperà di Neve.

Quando mia moglie l'ha presa era un cucciolo.

Il tempo passa e si porta via tutto.

Mia moglie, i miei denti...

e anche la credenza con i nostri ricordi.

Lei ce l'ha un fidanzato?

- No, effettivamente no. - Che cosa aspetta? Si dia da fare.

Non si ha l'antitarlo per quelli come noi.

Che stupido, ho passato due giorni a dare l'antitarlo.

Quella credenza camperà più di me.

- Ti occupi tu del cane? Torno subito. - Sì, ma dove vai?

Poi ti spiego.

Dormi, Susy?

Mio fratello ha detto che non ti devo parlare.

Tuo fratello ha ragione...

ma non c'è bisogno che mi parli.

Scusami per averti spaventata.

Cercavo solo di convincerti a dimostrare a tutti

che sei più in gamba di quanto pensano

però mi sbagliavo, non devi dimostrare niente a nessuno.

- Do un'occhiata ai tuoi parametri e poi non mi vedrai più. - Va bene.

Chiudi!

Ti dà fastidio la luce?

Ah.

Negli ultimi mesi hai avuto tanti foruncoli su mani e piedi?

Sì, è che mangio troppa cioccolata.

Posso controllarti gli occhi con una luce piccola per pochi secondi?

Va bene.

Facciamo in fretta, eh.

Bravissima, abbiamo finito.

- Non dovevi avvicinarti. - Fammi dire che ho visto.

- Non mi interessa, smettila. - Lascialo parlare.

Con la luce, la pupilla ha avuto la reazione di Argyll-Robertson.

- Che dici? - Niente riflesso miotico

ma c'era quello accomodazione e convergenza.

So che cos'è, ma non può presentare questo sintomo.

Sarebbe malata di neurosifilide al terzo stadio.

Una tardiva di tipo meningovascolare spiega tutti i sintomi

anche le macchie color rame sulla schiena e le papule.

- Quali papule? - Quelle che ha avuto mesi fa.

- Come lo sai? - Gliel'ho chiesto!

C'è solo un problema, Susanna non ha un'attività sessuale

tantomeno con qualcuno che ha la sifilide.

Io sono stanco di queste buffonate.

- Lorenzo! - Dimmi.

Susanna è una mia paziente e voglio verificare la sua ipotesi.

Controlliamo i valori al TPHA.

Intossicazione acuta da benzene.

Ernesto ha spruzzato l'antitarlo senza cambiare aria.

- Neve si è salvata perché era in cucina. - Esatto.

Dobbiamo trattarlo con del cortisone.

- Neve dov'è? - E' al sicuro.

Ho i risultati degli esami a Susanna.

- E' sifilide al terzo stadio. - Via con la terapia.

Penicillina acquosa da 3 a 4 milioni di unità.

Dev'essere stata contagiata anni fa. Mi ha sempre detto tutto, perché...

Se non l'ha fatto è perché è stato contro la sua volontà.

E' prematuro, aspetta la terapia...

Aspetta, aspetta. Mauro lavora anche in un centro per i profughi.

- Magari ha contratto l'infezione lì. - Smettila.

Ora parlo con quello stronzo.

Susy, che ci fai qua?

Devi tornare in camera.

Ti accompagno io, forza. Dài.

Aspetta. Ha ragione lui.

Non sono una bambina e non voglio più nascondermi.

Nasconderti da che? Di che stai parlando?

Ho un amico, si chiama Alessandro.

E' del mio centro.

E' molto bello, quasi come te.

Ma... Un amico, tipo un fidanzato?

- Stiamo insieme e voglio che venga a trovarmi. - Ma tu e lui avete...

- Nel senso... - Ti sembra una cosa da chiedere?

Credimi, è più difficile per me che per te.

- Come tuoi medici, dobbiamo sapere. - Certo.

Io e Ale staremo insieme per tutta la vita.

Benissimo, signor Galbiati.

La respirazione è migliorata e la pressione è tornata normale.

Bene. Neve come sta?

Lei sta meglio di tutti.

Posso vederla, prima di dormire?

Quando mi ha visto stavo molto male, sarà in pensiero per me.

Ernesto è proprio fuori di testa, ma io sono anche peggio di lui.

L'università, la specializzazione e mi farò sbattere fuori per un cane.

-Potevi dirgli di no. -L'ha chiesto a te, sa che hai il cuore tenero.

Non lo faccio per lui, ma per Neve.

- Dove l'avevi legata? - Là...

No, no, no!

L'ha spezzato a morsi! Forse aveva sete.

-Potevi darle un po' d'acqua! -Potevi pensarci tu, sei l'esperta!

Dobbiamo trovarla, non dobbiamo litigare.

- Neve! - Neve!

Neanch'io sapevo che mio figlio avesse una relazione.

Ma è una cosa bella. Non trova anche lei?

Signora Galli, dobbiamo risolvere il problema sifilide.

Circa dieci anni fa siamo andati in vacanza in India.

Lì abbiamo avuto un incidente.

Alessandro ha avuto bisogno di una trasfusione urgente.

Una sacca era contaminata, perché il sangue l'ha salvato

ma gli ha trasmesso la sifilide. - Non l'avete curato?

Certo, ma evidentemente il batterio non è stato debellato del tutto.

-Sembrano così felici insieme. -Sì, sempre che mia sorella ne esca viva.

Sei bellissima anche dentro l'ospedale.

Possiamo?

Moretti Alessandro, molto lieto.

Lorenzo.

Certo che ci avete fatto una bella sorpresa voi due, eh?

Perché non mi hai mai detto niente?

Ti conosco, so che sei geloso.

- Avresti avuto paura di perdermi. - Ma che dici? - Tu hai solo me.

Nessun altro sapeva di voi?

Solo Mauro, però ora lo vogliamo dire a tutti.

Ci sposeremo e andremo anche a vivere da soli.

- Da soli? - Abbiamo trovato una casa assistita.

Avremo un nostro appartamento.

Voi siete sicuri di essere pronti?

No, ma non possono dircelo gli altri.

Lo dobbiamo sapere noi.

Battito cardiaco accelerato Susy? Susy?

- Lorazepam, subito. - Susy, sono qua.

Susy, guardami, guardami! Susy! Susy, guardami!

Tuoni

Cane che abbaia

[citofono] Chi è? - Sono Alba, una collega di Riccardo.

- Gli ho riportato una cosa. - Vieni, entra.

Neve! Neve!

Neve!

Neve!

- L'hai trovata? - No!

Elisa, dividiamoci, tu vai di là. Ci vediamo dopo.

Neve! Neve!

E' sotto un regime di antibiotici più aggressivo.

E' una cura che ha dato buoni risultati. Se reagirà bene...

E' inutile che la fai lunga.

Lo so che potrebbe non superare la notte.

Pensavo di avere tutto sotto controllo, invece...

non ci ho capito niente.

Siamo fratelli maggiori che cercano di salvare il mondo, non di capirlo.

Ho sbagliato a non fartela conoscere.

- Tu le saresti piaciuta. - Avremmo modo, vedrai.

Non riesco a immaginare la mia vita senza di lei.

Ho sempre pensato di essere il fratello... normale

quello con una vita piena di... cose.

E invece lei ha già un compagno da anni.

Lei ha un progetto di vita con lui.

E io che cosa ho?

Pazienti che vanno e che vengono.

Nient'altro, Giulia.

Vado a prendere un caffè.

"Changed at all" di Paolo Buonvino e Nico Bruno

Tuoni

Alba! Che ci fai qui?

- Per chi mi hai preso? - Perché?

- Che c'è? - Ti sei inventato una ragazza per non uscire con me.

Non c'è nessuna fidanzata, me l'ha detto tua madre.

- No, io... - Tranquillo, non ti scoccerò più.

Alba!

Sì, me lo sono inventato.

- Ma l'ho fatto per te. - Ma che stai dicendo?

L'ho fatto per non vedere quella faccia.

"Changed at all" di Paolo Buonvino e Nico Bruno

Citofono

Ciao.

Neve!

-Ma dove l'hai trovata? -In realtà, è lei che ha trovato me.

Un medico solo, senza collare... E ha deciso di portarmi qua.

Prendo delle cose asciutte.

- Questi sono per te. - Grazie.

Vieni. Dài.

Guarda come sei ridotta!

Avrai fame, eh?

Se vuoi, puoi restare a dormire qua.

Stai dicendo a me o a Neve?

A te.

Ma magari vuoi tornare a casa.

Ti chiamo un taxi.

Mi fermo qui.

Okay.

Ciao.

Si sa qualcosa?

No, sono dentro dalle otto.

Ma se le cose dovessero andare male, hai... un piano di riserva?

Almeno tutta questa storia a qualcosa è servita.

Ho capito che devo piantarla con mia moglie.

Per lei non sarò mai più quello che ero.

- Sai che mi ha detto Carolina qualche giorno fa? - No.

Di voltare pagina.

Una nuova vita, una nuova compagna. Ti rendi conto?

Se mi sbattono fuori, io non so da che parte cominciare.

Beh... io non so.

Forse...

Voce non udibile

- Bell'orecchino. - Grazie.

L'altro l'ho perso, ma ci tengo molto.

Notifica di SMS

Hanno finito, devo andare.

- In bocca al lupo. - Crepi.

Adesso si dice "viva". Viva il lupo.

Abbiamo fatto un po' di fatica, ma siamo riusciti...

- Mi devo sedere? - Non è necessario.

Fanti, lei ha violato le regole che le erano state date.

Da quando ha sospeso la sua cura, ha esposto l'ospedale

a rischi costanti di cause legali.

Detto ciò, non abbiamo scelta.

- Siamo costretti... - Scusate.

Ho aperto io questo procedimento e volevo dire una cosa.

Non può essere considerato un medico come gli altri

perché lui è più di un medico.

Doc non si limita a visitare i pazienti, lui... soffre con loro.

Quello che facciamo noi è... curare le malattie, seguire le regole.

Lui cura i malati, e ognuno è unico, non ci sono regole.

Pertanto io... ritiro tutte le accuse

e spero che il dottor Fanti possa continuare a esercitare qui.

Mia sorella forse morirà, ma se ha ancora una speranza lo devo a Doc.

Quindi grazie.

Sì, ma lui non intende proseguire la cura di psicofarmaci.

Su quello posso garantire io.

Vigilerò sull'equilibrio emotivo del dottor Fanti

e lo aiuterò a superare le crisi.

Chiedo scusa. Susanna ha ripreso conoscenza.

Volevo dirvelo perché è tutto merito del dottor Fanti.

Grazie della bella notizia, dottoressa Giordano

ma credo che il dottor Fanti non abbia bisogno di avvocati.

- Ciao, Lollo. - Ciao.

Scusa se non ti ho detto di Alessandro.

E' colpa mia.

Avrei dovuto ascoltarti... e capire.

Ma ti prometto che adesso torniamo a casa... e sarà tutto diverso.

Ma io vivrò con Alessandro.

Come dici tu.

Ce la farai senza di me?

Eh!

Ale, eccoti.

Ciao, amore.

Facciamo a metà?

- Tu hai già fatto colazione? - Non ti preoccupare.

Il succo di mirtillo non c'era. Ho preso quello alla pesca.

- Guarda che ti ho portato. - Grazie.

Ti piace questo fiore?

- Molto. - E' un girasole.

Ehi, ma che ti succede? Stai male?

Dài, se fai così mi spavento.

No.

Non sono malato, no.

Che mi devi dire? Hai un'altra sorella da presentarmi?

Ti amo, Giulia.

Faccio sempre il cretino solo per poterti sentir ridere.

Amo i casi complicati, perché quando hai dei dubbi... ti mordi le labbra.

Non dovresti tenere i capelli raccolti, sono geloso del tuo collo.

Dimentica quello che ho detto sul restare colleghi.

Sono tutte cazzate, tutte.

Prendiamoci un permesso e andiamo al mare, io e te, adesso.

Che dici?

- Sono proprio un caso disperato, eh? - No, non tu. Io lo sono.

E' che anche se Andrea è cambiato... io sono ancora pazza di lui.

Io non voglio farti soffrire.

Io rientro in reparto.

Andrea ha l'appoggio di tutti, dal direttore generale ai colleghi.

Ha smesso coi nostri psicofarmaci.

Ormai è... fuori dalla nostra portata.

Non importa.

Gli psicofarmaci ci hanno fatto guadagnare il tempo che ci serviva.

La SUT di Giovanni Pavesi che ti incastrava non si è vista.

E' arrivata anche la risposta.

Mancano solo le formalità e poi sarà ufficiale.

Professor Sardoni, primario del Medical Department

del St. Louis Hospital di Chicago.

Andrea si è dimenticato gli ultimi anni...

e adesso ce li dimenticheremo anche noi.

Eccola qua.

- Grazie. - In una tasca abbiamo trovato questo.

Per fortuna, se no andava in pezzi.

"Giovanni Pavesi".

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