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Non vedo l'ora di vedere questa cosa, te lo devo dire.
Perché?
- Sicuro che non vuoi mangiare prima del teatro? - Non ho fame.
E' sempre questo aereo. Per fortuna è finita.
Non ne potevo più di fare su e giù da Londra.
E' un'ottima notizia
ma non ho capito, è una promozione o un demansionamento?
No, è più... un rimescolamento di... organico.
Amore, stai bene? Stai sudando.
- Sono solo stanco. Adesso andiamo a teatro e ci rilassiamo. - Sicuro?
Amore! Amore...
Amore! Amore!
Aiuto! Aiuto!
Aiuto!
Clacson
Voci non udibili
Andrea oggi prenderà servizio in reparto.
Lo chiamo in modo informale perché non sarà più il vostro primario.
Non sarà un medico come gli altri
ma un semplice aiuto, privo di autonomia.
Potrà aiutare chiunque in reparto, tranne i pazienti.
Chiaro. Sarà utilissimo.
Io invece penso che possa tornare a esserlo
ma ci vorrà del tempo. Per ora lui è sotto la mia responsabilità.
Non voglio che prenda iniziative o parli con i pazienti o i parenti.
Beh, lui non l'ha mai fatto.
Sono sicura che ci stiamo preoccupando per niente.
-Fanti recupererà. -Nessun paziente deve sapere delle sue condizioni.
In caso d'incidente userebbero il fatto che lavora contro di noi.
Era necessario che tornasse?
Se non può fare niente, rischia di essere un pericolo.
Torna perché lo vuole, e ne ha diritto.
In questo momento gli servono punti di riferimento forti.
Questo posto è stato la sua casa... più di qualsiasi altro.
Giordano, Fanti lo affiderei a te.
Aiuterà gli specializzandi a seguire i tuoi pazienti.
Mi pare che abbiate ritrovato confidenza, durante il ricovero.
Forse qualcosa delle nostre consuetudini lavorative è rimasta.
Non farti influenzare da queste consuetudini.
Ora le decisioni sono solo tue.
Dottoressa? Sta arrivando.
Ci parlo nel mio ufficio.
Quindi, tolto tutto quello che non posso fare
non mi rimane che... farti le fotocopie
e portarti il caffè... macchiato, mezza bustina.
Agnese, io sono lo stesso medico, sono lo stesso uomo.
So che tra di noi non servono condizioni e so che sei d'accordo
perché ti conosco bene.
Sono cambiata.
A proposito, ma...
è vero che la cannabis è diventata legale?
Più o meno, ma solo con lo 0,2% di principio attivo.
E' proprio un altro mondo, eh?
Ah, Andrea?
Ora il caffè lo bevo amaro.
Okay.
Kidane e Patrizi prendono questo.
Voi due prendete questo.
- Avete un ricovero al 23. - E chi si "cucca" il professor Amnesia?
Faccio finta di non aver sentito.
Il prossimo che mi chiama così se la vede direttamente con Sardoni.
Perché io non sono più professore, è chiaro?
Neanche dottore, mi sembra.
Al massimo "Doc", giusto?
Benissimo, Doc, il tuo armadietto è il numero due
e questa è la tua divisa. Ve lo "cuccate" voi.
- Buongiorno. - Buongiorno. - Buongiorno.
Allora...
direi che tu fai l'anamnesi e Doc aggiorna le cartelle.
Così ottimizziamo. Se deve aiutare...
Allora, abbiamo un episodio
di vomito, sudorazione e brividi. Giusto?
E' un blocco digestivo. Mia moglie è voluta andare al Pronto Soccorso.
Mi hanno spedito qui perché sono dei cacasotto
e per non sbagliare, ti fanno fare mille esami. - Una visione estrema.
La gente si cura su Internet, sono tutti dottori. Bentornato.
Dunque, Sandro... Possiamo darci del tu?
- No. - Come non detto.
Ha familiarità con malattie?
Soffro di digestione difficile. Se mi mandate via, siamo tutti felici.
Anche noi non vediamo l'ora che lei vada a casa.
Risponda alle domande che le ha fatto il dottore.
In un ospedale di medici cacasotto la trafila per firmare e andarsene
contro il nostro parere è lunga.
Non soffro di nessuna malattia.
Sì. Dunque, lei ha familiarità
con diabete, cardiopatie, tumori?
Ha febbre, ittero marcato, transaminasi e bilirubina alte.
Non è stato un blocco digestivo.
Non so che cosa sia, ma è più complessa di quanto immaginassimo.
-Io escluderei un po' di cose. -Dottor Fanti, da dove inizierebbe?
Perché ora mi dài del lei?
Beh, di solito facevamo così.
Sono la stessa persona a cui una settimana fa davi del tu
ma non sono più un tuo paziente... né un ragazzo in formazione.
Puoi risparmiarti la parte in cui mi valuti.
Non volevo dire... Volevo solo...
Scusi... Scusami.
- Comincerei escludendo l'epatite. - Okay.
Epatite...
Posso darti del tu anch'io, vero?
In corridoio trovi l'archivio con le cartelle. Buon lavoro.
Credo che possiamo confermare la sua dimissione.
- Un po' di debolezza è normale. - Non vedo l'ora di tornare a casa.
- E' finita la pacchia. - Oggi è riuscito a fare tutto da solo?
- E' andato in bagno? Ha mangiato? - In bagno sono andato da solo
ma avevo talmente le gambe di legno che... ho fatto fatica ad arrivarci.
Non si preoccupi, vedrà che starà meglio.
Appena comincia ad alzarsi, riprenderà le forze.
Credo che la terremo sotto controllo un altro giorno.
- Non ci penso proprio. - Ha avuto una brutta influenza.
- Non devono esserci complicazioni. - Conosco molto bene il suo collega.
Scommetto che lei mi mandava via.
- Scommessa persa. - Voglio il dottor Lazzarini.
Dottoressa, non gli dia retta.
Tenetelo qui. Anzi, tenetevelo per tutto il mese, o anche per sempre.
Shh!
Scusi, sa dov'è la stanza di Sandro Feroli?
- Questa. - Grazie.
- Ehi. Come stai? - Come hai saputo che stavo qua?
Tua moglie ha chiamato in ufficio per avvisare e ho risposto io.
Non voglio che ci parli.
Non le ho detto niente, aspetto che lo faccia tu.
Sto bene, Stefano, non è niente.
Ti chiamo appena mi dimettono. Non farti più vedere qui, è chiaro?
Hai capito?
- Piano! - Faccio bene a preoccuparmi per te
a volerti vedere quando posso.
Ecco qua il 24, fresco di consegna.
Chi era, un collega che sta antipatico a sua moglie?
Io non so che vuoi sapere, ma non ti riguarda.
Ah, buongiorno, dottoressa.
-Buongiorno. -Me ne posso andare? -No, dobbiamo fare gli accertamenti.
- Abbiamo fatto tutti gli esami del caso. - Non può andare.
Adesso firmo...
e me ne vado.
- Tienigli le gambe. - Sì.
Ha avuto una crisi ipotensiva. Sono arrivate le analisi.
Sì, dunque... Il danno epatico è evidente, ma non è epatite virale.
- Alcol? Abuso di medicinali? - Lui dice di no. - Magari mente.
Su qualcosa ha mentito di sicuro, almeno con la moglie.
E' venuto a trovarlo un collega e... credo possa essere il suo amante.
Perciò ti ha detto di farti gli affari tuoi!
Quel tizio consuma cocaina.
Magari hanno fatto serata insieme e si sono calati di tutto.
Poi Sandro ha preso degli analgesici ed ecco spiegato il danno epatico.
Solo che non lo ammetterà. L'unica sarebbe una biopsia al fegato.
Non è un pochino troppo invasivo?
Cioè, per una teoria così... Come dire...
"Fantasiosa", puoi dirlo.
E se invece si trattasse di un qualche tipo di neoplasia
e il problema al fegato ne fosse solo una conseguenza?
- Prenotategli una TAC total body. - Okay.
Andiamo?
Non me la sento per una biopsia.
Scusa per stamattina, è la lesione prefrontale.
Mi toglie le inibizioni, dico tutto quello che mi passa per la testa.
Non volevo essere antipatico.
No, lo so. E' solo che sei un po' strano.
Forte, forte, forte! Così!
E' la stessa fettina di lunedì. Probabilmente, è proprio quella.
Si vede che lunedì l'hai lasciata.
Se solo potessi andare alla mensa... Sto per essere dimesso, no?
Ci sarà pure una differenza fra me e chi può bere solo brodino!
Io sono stato ricoverato qui un mese e più andavo avanti e più deperivo.
- Eh! - Per protesta, questa roba lei non la mangia. - Bravo.
- E' tutto diverso. - Sì, perché molte cose oggi sono telematiche.
Guarda, digiti username e password e entri.
Sulla SUT cartacea segni le terapie per ogni giro letti
mentre esami e consulenze sono divisi qui per tipo e per data.
E pensare che me l'hai insegnato tu.
Non ci posso credere.
Caposala, penso che fuori abbiano bisogno di lei... come sempre.
- Pronti. - Grazie.
Scusa. Mi fa strano vederti come severo primario.
Fino a ieri facevamo i cretini in corsia.
Già. Ha fatto strano a me, in questi anni, vederti come primario.
- Io me lo meritavo di più. - Opinione discutibile.
Comunque, hai capito che non devi parlare con i pazienti, vero?
Non lo facevi prima, perché dovresti farlo ora che ti è stato vietato?
- Giusto? - Io posso anche non parlarci, ma qualcuno deve farlo.
Ricordi quando facevamo compilare i moduli di gradimento ai pazienti?
- Potremmo rifarlo, no? - Scordatelo.
Tanto non dovrebbe risultarti difficile da fare.
Allora? Come ti tratta?
Bene. Più che altro, non mi considera.
- No, non è possibile. - Questa competizione mi ucciderà.
Hai scelto il reparto più ambìto, in uno degli ospedali più ambìti.
In verità, io avevo scelto Chirurgia.
- Poi non sono potuta entrare... - Ti è andata bene.
- Lì la competizione è peggio. - Succederà anche tra di noi.
Ci pesteremo i piedi per essere assunti qua.
Alba... no. Io e te ci sposeremo e avremo dieci figli.
Non importa chi entrerà, basterà portare lo stipendio a casa.
Ho la sala TAC alle 14. Ci andiamo da qui e vieni anche tu.
Non puoi dirmi di no, se nessuno ti chiama. Mi fido del tuo occhio.
Non ti avrei mai detto di no.
Allora? Tutto bene? Come va?
Sediamoci con lui, dài. Vai.
Proprio te cercavo.
-Se l'unica con cui mi va di parlare. -Non è quello che so io.
Se dici la cosa sbagliata, le conseguenze le paghiamo tutti.
Agnese, guardami. Ti rendi conto di come ci siamo ridotti?
Tu incastrata nella burocrazia e io un medico che non parla ai pazienti.
- Non capisco come io sia diventato così. - Non è strano.
La morte di Mattia ti ha cambiato.
Non sono mai stata un medico di talento come te, lo sai
ma da dirigente posso fare la differenza.
- Assaggialo. - Potevi scegliere qualcos'altro.
Io sì, ma questo è il vassoio di un paziente.
Perché non facciamo qualcosa insieme io e te...
per migliorare la loro degenza?
Io posso rivedere l'appalto per i pasti in corsia, mmh?
E' un inizio.
E' ovvio che si attacchi a ciò che ricorda. Che altro può fare?
- Mettiti nei suoi panni. - Già fatico a stare nei miei.
Giulia, mi dispiace per tutta la situazione che si è...
Non è colpa sua, ma ce l'ho con lui perché ti fa soffrire.
Sarò di parte...
Respiro profondo.
Trattenga...
e fuori l'aria.
Sandro tossisce
Signor Feroli?
- Che cosa spiega tutto il quadro? - E' sotto trasfusione.
Io rifarei la TAC. Con la tosse è venuta male.
Io proverei a capire che cosa nasconde Sandro.
E magari gli faresti una biopsia.
Avremmo perso un paziente, se ti avessi ascoltato, Andrea.
- Non puoi saperlo. - Per fortuna, e ora stiamo perdendo altro tempo!
Ha qualcosa che si sta complicando, ma tu fai il possibile per salvarlo.
Di solito non litighiamo, mai.
Potresti concentrarti solo su sintomi, analisi e anamnesi?
Puoi farlo? Ne ho davvero bisogno.
- Come va? - Si sa che cosa ho?
Indigestione.
Va bene, sono un idiota. Ora posso sapere se sto per morire?
La verità è che non lo sappiamo.
Comunque, io sono soltanto un inutile aiutante.
Ero un primario, però.
Poi mi hanno sparato in testa e ho perso 12 anni di memoria.
Non so più chi sono, non sarò più nulla di quello che ero.
Non so che vita mi aspetta.
Perché mi dici queste cose?
Perché questo è il mio segreto.
E adesso tocca a te.
Se non mi dici il tuo segreto, io non posso capire.
- Amore, ho parlato col primario. - Salve. - Mi ha tranquillizzata.
- Devi solo affidarti a loro. - Va bene. - Va bene?
Vuoi bere? Ma bevi piano. Stai attento. Che cosa fai?
Dài, bevi. Piano piano.
Ma che fai?
Piano. Attento, che combini?
Che stai combinando?
Ah!
Il numero 26 non doveva essere dimesso?
Mi ero dimenticato. Che è successo?
Non ti ho avvertito, perché è tutto sotto controllo
ma ho rilevato insensibilità agli arti inferiori.
- Guillain-Barré? - Vuole essere visitato da lei, il signor Vittorio.
Intendo il numero 26. Penso che lo aiuterebbe.
Sì, domani sarà la prima cosa da fare. Piuttosto...
Non lasciarti coinvolgere dalle simpatie per i pazienti.
Al massimo per i colleghi.
Sei fidanzata?
- No. - Meglio, perché non durerebbe.
Qui dentro non ci sono orari. Lo sai, sì?
Indovino a chi stai pensando?
Un mio paziente sta morendo sotto ai miei occhi.
Senza Andrea non è la stessa cosa.
Mi ero illusa che le cose sarebbero potute tornare come prima
ma è tutto complicato.
Lui non si ricorda di me, ma io fatico a riconoscerlo.
Non mi fido nemmeno più di lui.
Giulia, non ti sembra di essere un po' esagerata?
E' il primo giorno, dagli tempo.
Potrebbe tornare come prima.
Se non succede, magari te ne liberi e riesci a innamorarti di un altro.
Quanto a me, il tempo è proprio una roba che mi terrorizza
infatti ho appena deciso che non posso lasciar andare
una deliziosa nuova specializzanda. A domani.
Ma dài, anche tu da queste parti?
Gabriel diceva che era il tuo turno.
-A me non frega niente di Lazzarini. -No? -Non sono come te.
Pensi che non si sappia che eri una sua favorita da studentessa?
Forse è per questo che sei a Medicina Interna.
Adesso sei nel dimenticatoio e ti rode.
Tutto sbagliato.
Se vuoi controllare il punteggio con cui sono entrata, è pubblico.
Ciao!
La smetti di farmi gli agguati?
Com'è finita la giornata? Hai smesso di parlare ai pazienti?
- No. Non posso farlo. - Lo immaginavo.
Qualcuno può impedirti di fare qualcosa?
In questo non sei mai cambiato.
Invitami a cena.
- Non farmi tornare in quella casa da solo. - Andrea...
tu hai la tua vita... e io ho la mia.
Tu sei tornato indietro 12 anni.
Io no.
Tanto ci riprovo!
Ho detto peste e corna del dottor Kidane ieri, ma aveva ragione lui.
Ha fatto bene a dire peste e corna di lui, anche se ora non lo merita.
Vale per qualche altra occasione, lui saprà quale.
Ha la sindrome di Guillain-Barré
una complicazione intervenuta dopo l'influenza.
- Tra qualche giorno tornerà a casa. - Grazie.
E io mi posso godere ancora qualche giorno di pace.
- Federico ti ha detto se viene? - Sì, arriva sabato.
Viene direttamente dall'aeroporto.
Tu starai già bene e ce ne andremo tutti a casa.
La prossima volta che ti fai ricoverare ti porto all'ospizio!
Non ci sarà una prossima volta, piuttosto muoio prima.
- Eh! - Non ce la faccio più a stare in questo letto.
- Ha prurito? Altri fastidi? - Sì, ho gamba e piede intorpiditi.
Hai capito che è successo?
Io credo che... se una gamba si muove e l'altra no
forse abbiamo sbagliato qualcosa.
Questo non è un esame, ma fa parte del tuo percorso di formazione
e dei miei compiti di valutazione, quindi fai un bel respiro
ed esponi la questione in termini medici.
La sindrome di Guillain-Barré è ascendente.
La paralisi inizia dalle gambe
fino ad arrivare al tronco e a prendere le braccia.
Vittorio ha le braccia intorpidite, ma muove ancora una gamba.
Precisamente. Grazie, dottoressa.
- Non so che altro potrebbe essere. - Azzardiamo delle ipotesi. Kidane?
- Neoplasia cerebrale. - No! - Alba, non lasciarsi coinvolgere
aiuta ad agire più in fretta.
Aiutante!
Mi chiamo Andrea.
- Come ti senti? - Devo parlarti.
Ho pensato che se muoio e non ho detto la verità...
tutti la scopriranno dopo e io sarò...
l'idiota che si vergognava di dirla.
Okay.
- Posso? - Sì.
Qual è questa verità, Sandro?
Sono stato licenziato.
Non ho avuto il coraggio di dirlo a mia moglie.
All'inizio pensavo di risolvere e di ricomporre la cosa.
Ho provato a cercare in fretta un altro lavoro, ma per ora niente.
Sono settimane... che faccio finta di andare a Londra ogni lunedì.
Invece, prendo la tangenziale per Sesto
esco allo svincolo della Torino-Trieste...
e mi accampo con la macchina sulla riva del Lambro.
Chi è quel ragazzo che è venuto a trovarti?
E' l'unico amico che mi è rimasto in azienda.
Mi diceva che era una follia non dire niente a mia moglie
ma più andavo avanti...
più era tardi per poterglielo dire. - Non è tardi. Fallo appena arriva.
Mi devo dare una sistemata.
Ti do una mano.
Okay.
Okay. Piano.
- A posto? - Ce la faccio.
No, no! Ehi, ehi, ehi! No, no, no! Sul letto.
Un'altra crisi ipotensiva, e dopo una trasfusione. Andrea, ma che ha?
Non lo so... ma ora so dove cercare. Se ti fidi, lo facciamo insieme.
Va bene.
Potrebbe essere questo il posto.
- Leptospirosi. - In effetti, spiega tutti i sintomi.
Ma qualcosa deve aver fatto, per essersela presa.
Com'è che non è uscito fuori dall'anamnesi? Chi l'ha fatta?
Non è venuto fuori
perché il paziente ha mentito su alcuni punti.
Allora come hai fatto a capirlo?
Grazie al rapporto personale stabilito col paziente da Fanti.
In questo caso è stato determinante per la diagnosi.
Iniziamo con l'antibiotico o rischiamo di arrivare tardi.
- Va bene. - Ragazzi, andate.
Grazie per la fiducia, capo.
Chissà se riusciremo a ripristinare il modulo di gradimento.
Smettila con questo "capo".
Vieni con me.
Se il messaggio è che devo studiare, già lo faccio.
No, il messaggio è che puoi studiare quanto vuoi
ma non ti metterai in pari. Ecco le pubblicazioni degli ultimi tre anni.
-Le conoscenze raddoppiano ogni cinque anni. -Me lo ricordi, grazie.
Oggi sei stato fortunato.
Tutto qua, ma non è su questo che si basa
un ottimo reparto come il nostro.
- Ritiro i ringraziamenti di prima. - Non è una questione personale.
Però su una cosa che hai detto ci ho ripensato e...
Ecco.
Usavamo questo. E' datato, ma puoi ricavarci il modulo di gradimento.
Te ne occupi tu. Lo imposti, lo sottoponi ai pazienti
e raccoglierai le risposte. - Grazie, capo.
I farmaci stanno facendo effetto.
- Riesco a muovere la mano destra. - Bene.
- Vedi? - Mmh. - Vedi?
- Non fare il cretino. - Ti manco. Se no che ci fai di nuovo qua?
L'infermiera mi ha detto che anche oggi hai lasciato mezzo pranzo.
Guarda, guarda che ti ho portato. Eh?
- Salve. - Salve. - Salve.
- Vittorio, andiamo a fare un esame. - Che esame?
-Che ti hanno detto? E' la sindrome... -Di Guillain-Barré
ma dobbiamo fare degli accertamenti per avere la conferma.
- Di nuovo? - Va bene, andiamo.
- Andiamo. - Tu non ti muovere. - No. Vabbè...
Okay.
- Uno, due, tre. - Hop!
Io ti aspetto qua.
- Salve. - Salve. - Volevo vedere i parametri prima di andare via.
Io vorrei sapere come sta.
La Giordano ha parlato di infezione, ma non ha detto di che si tratta.
Ho paura che sia qualcosa di grave.
E' il protocollo.
E' uno stupido protocollo, quindi...
glielo dico io.
Ha contratto la leptospirosi.
E' in uno stadio avanzato perché è stato difficile diagnosticarla.
L'abbiamo individuata e gli abbiamo dato gli antibiotici
quindi suo marito starà bene.
Ma... la leptospirosi non è la malattia che si prende dai topi?
Sì.
Però è un batterio piuttosto comune, quindi...
basta camminare scalzi nel posto sbagliato.
Oddio, non camminerò mai più scalza in vita mia.
Grazie. Forse stasera riuscirò a riposare.
- Vado a riposare anch'io. Lo faccia anche lei. - Buonanotte.
Musica di ukulele
♪ Calma. ♪
♪ Sono calma ♪
♪ e cammino per le strade... ♪
♪ di Milano ♪
♪ magari con te. ♪
♪ Ti stringo la mano. ♪
Carolina canticchia
Vibrazione di cellulare
Papà, che succede? Tutto bene?
Sì. Volevo sapere come stai tu.
- Dove sei? - A casa.
Sì, ma io non so dove abiti, quindi non riesco a immaginarti.
- Vuoi sapere dove abito? - Vorrei sapere un po' tutto, in realtà.
Perché non vieni a cena da me?
Birra e carbonara. Ho comprato un guanciale pazzesco. Mmh?
Sono vegetariana da più di tre anni.
Ah.
Vabbè, senza guanciale.
Non posso, sto studiando. E poi, non ho nemmeno fame.
- Okay, facciamo un'altra volta. Ci conto, però. - Okay.
Ascolta, Carolina, scusami, ma...
tu sai se avevo una relazione? - Perché me lo chiedi?
- Così, una sensazione. - Non lo so, e se ce l'avevi, non me l'hai detto.
Papà, adesso lasciami andare, che... ho da fare. Ciao.
"Referto non disponibile". Non ci credo che non sei in ansia!
Se rimarrà paralizzato, andrà in una struttura di ricovero.
E' una persona viva, ama sua moglie, avrebbe ancora una vita davanti.
Io mi accontenterei, fossi in lui. Direi che se l'è goduta, no?
Okay, ci vediamo domani mattina.
- E' tardi, devo andare. - Silvana, raccontami qualche altra cosa.
- Ma che cosa? - Ho voglia di ascoltarti...
fare finta di fare cose normali.
- Mi fai assaggiare un biscottino? - Sì, un biscottino.
Te lo faccio piccolo piccolo.
Silvana ride Sì.
Così, piano. Piano piano.
Ricordi quando Federico li nascondeva sotto al cuscino?
Era piccolo, aveva cinque anni.
Anche se io sono convinta che sabato, quando arriva
ci farà incontrare una ragazza.
Dài, stai buono.
Bravo.
Andrea ride
Ciao, tesori miei. Come va?
Guardate, c'è mamma.
Casa, casa, casa! Risate
Voci non udibili
- Scusi, devo aver sbagliato. - Andrea...
Devo aver sicuramente sbagliato.
Andrea! Andrea, aspetta!
Mi dispiace, avrei dovuto dirtelo prima.
- Ti avevo chiesto più tempo. - Per che cosa?
Ascolta, io... lo so che c'ero e non me lo ricordo
ma mi ricordo benissimo quello che avevamo.
Io ho fatto l'amore con te due minuti fa.
Il nostro era un amore unico, speciale.
Io lo sento ogni volta che ti sono vicino.
E' da lì... che dovevamo ripartire quando è morto Mattia.
Invece, noi ci siamo permessi di sprecarlo.
Io ci ho provato.
Tu ti puoi arrabbiare... puoi essertelo dimenticato...
ma sei stato tu a rovinare tutto.
Posso provare a fare qualcosa?
Posso provare a rimediare?
Sei in ritardo di dieci anni.
Non me l'hai detto! Che amico sei?
Sono il tuo neuropsichiatra.
Devi apprendere gradualmente i cambiamenti.
C'è uno in casa mia che si scopa mia moglie!
Per quanta gradualità vuoi metterci mi farà sempre dare di matto!
Appunto.
Che poi...
se poi penso a quello che dite tutti
ha ragione Agnese. Perché doveva restare con uno come me?
Mi fa schifo tutto quello che non ricordo di essere stato.
Forse non posso andare avanti senza ricordi
ma non so dove prenderli. Tu fai lo psichiatra e nessuno mi parla.
Zero lettere, foto o e-mail, perché non riesco ad aprire l'account.
Forse è meglio.
Perché?
L'amnesia può essere una seconda occasione.
Se non ricordi, riparti da zero.
Se non ti piace il punto in cui sei, cambia strada.
Senza fretta.
Adesso... stasera ti prendi due pasticche
torni a casa e ti fai una bella dormita.
- Non credo che stasera tornerò a casa. - Vuoi stare da me? - No.
Me ne torno in reparto, almeno... lì servo a qualcosa.
E... grazie, so di non essere un paziente facile.
Tranquillo, sei solo infantile e cerebroleso
come tutti i miei pazienti.
- Buonasera. - Buonasera.
Signora Silvana, ancora qui?
- Allora... - Renato... - Eh? Che c'è, Vittorio?
Mia moglie vorrebbe rimanere qui con me questa notte.
No. Voi siete pazzi, non si può fare, non si...
Dottore, questi due vorrebbero passare la notte insieme.
Se lo spostassimo in medicheria, sarebbe solo.
La signora può restare. Possiamo fare un'eccezione.
Poi glielo spiega lei alla caposala domani? Vabbè... Giorgio!
Dài, andiamo. Dài.
Dottore? Ma... che succede? Non capisco, perché un'eccezione?
Vi ho sentito chiacchierare prima.
Credo che sia terapeutico per lui.
- Fa parte della cura. - Mmh, sì.
Grazie. Va bene così.
- Queste le deve prendere tutte. Ci pensa lei? - Sì. - Okay.
- Allora... passate una buona notte. - Grazie.
Mi raccomando, fate i bravi.
Vittorio...
non ti azzardare a lasciarmi, sai?
Non ti azzardare!
- Silvana... - Sì?
Cantami la nostra canzone, ti prego.
Sì.
Non ti voglio tirare i capelli.
Eh? Stai comodo?
♪ Nessuno, ti giuro, nessuno ♪
♪ nemmeno il destino ci può separare ♪
♪ perché questo amore che il cielo ci dà ♪
♪ sempre vivrà. ♪
♪ Nessuno, ti giuro, nessuno ♪
♪ può darmi nel dono di tutta la vita ♪
♪ la gioia infinita che sento con te ♪
♪ solo con te. ♪
♪ Sei tu, dolcissimo amore ♪
♪ soltanto tu, passato e avvenire. ♪
♪ Tutto il mio mondo comincia da te ♪
♪ finisce con te. ♪
♪ Nessuno, ti giuro, nessuno ♪
♪ nemmeno il destino ci può separare ♪
♪ perché questo amore s'illuminerà ♪
♪ d'eternità. ♪
Silvana piange
♪ Nessuno... ♪
♪ Tutto il mio mondo comincia da te. ♪
[piangendo] No, Vittorio, no...
I valori sono rimasti invariati. Forse non è leptospirosi.
- Gli antibiotici non fanno effetto. - Ma come?
Ieri notte lei mi ha fatto andare a casa dicendomi che stava guarendo.
Come ti è venuto in mente?
Non si danno certezze ai pazienti senza i fatti!
Un medico lo sa! Non è che tu puoi permettertelo perché prefrontale!
Alla fine i risultati della TAC sono arrivati.
Tumore, come pensavamo.
Un glioblastoma del tronco encefalico alto in stadio avanzato.
Il blocco respiratorio era questione di ore.
Se n'è andato?
Almeno non ha vissuto da paralizzato il resto dei suoi giorni.
Come abbiamo fatto a non capirlo?
Non c'è niente da rimproverarsi.
Anche se avessimo intuito prima che cos'era, era già troppo tardi.
A volte un corpo arriva al capolinea... e questo è tutto.
Non c'è niente da fare, rimane solo un po' di umanità.
Siete stati molto bravi
perché avete fatto... l'unica cosa che c'era da fare
consentirgli di finire accanto alla moglie.
Sei stato tu?
Allora sei umano.
Io non so che cosa ti pagano a fare.
Sei tu che mi hai detto che avevo una seconda occasione.
Io ho provato a ripartire dal medico che sono sempre stato.
Invece il mondo è cambiato e ho fatto un casino.
Potevi anche non essere più un medico.
Non hai capito, io voglio essere un medico!
E' l'unica cosa che voglio!
- A parte Agnese. - Ecco, anche su quello io tenterei un piano B.
Non hai capito, io voglio invecchiare insieme a lei.
Quando morirò, voglio che mi stringa la mano.
Ti ho cercato dappertutto.
La leptospirosi è confermata e l'antibiotico fa effetto.
Era questione di tempo. Sandro si è svegliato, guarirà.
Grazie.
Le chiedo scusa. Lei ha salvato mio marito.
Non sono stato io, alla fine era giusta la diagnosi.
Le ho raccontato la verità, il licenziamento e il resto.
Se non avesse trovato chi sapeva capirlo e convincerlo ad aprirsi
tutto il sapere dei medici non sarebbe bastato.
Canzone in inglese in sottofondo
Sottotitoli RAI Pubblica Utilità
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