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- Pietro De Ruggeri, che intenzioni hai ? - Pessime.
Qualsiasi cosa tu dica può essere usata contro di te.
E chi vuole dire ? Io voglio fare.
Fammi spazio !
Amo' !
Piero !
Buongiorno.
Ciao.
# Pe, pe, pe, pe... # - Auguri !
- Ohilà ! Eh ! - Hai fatto carriera !
- Te ne vai ? Non festeggi Calogiuri ? - Devo proprio andare.
- Complimenti, comunque. - Grazie. - "Chi ha il pane, non ha i denti."
- Bravo, Calogiuri ! - Sta arrivando la dottoressa !
- Che ce ne frega ? Noi abbiamo il maresciallo ! - Facci bere !
- Eh, facci bere ! - Dài ! - Dammi il bicchiere !
- Dottoressa, buongiorno ! - Calogiuri, complimenti.
Ma perché quella faccia ?
- Non sei contento di essere maresciallo ? - Sì, contentissimo.
- Dottoressa, un brindisi. - Grazie.
Evviva il maresciallo !
Ragazze ! Sto preparando il caffè !
- Amo', buongiorno. Come stai ? - Tutto bene, papà.
- Buongiorno. - Buongiorno, amo'.
- Sono finite le fette biscottate. - Ora le vado a prendere.
- Anzi, dimmi se ti serve altro per la spesa. - Non importa.
- Non cucini con la nonna ? - Non so se mi va più di cucinare.
Ma come, no ? Sei andata pure a vedere Palazzi !
E quindi ? Si tratta di fare "soffrittini".
Dài, era una battuta.
Che dobbiamo fare ?
Che cosa dobbiamo fare ? Che ne so ?
La prego di riprendere a giocare al Piccolo Cuoco ?
- Lo faresti ? - Tu sei completamente pazzo !
Sì ?
- E' Diana. - Mmh ! - Sì, un attimo. Dice che è urgente.
Pronto, Diana ? Dimmi.
Buongiorno, dottoressa.
Per terra c'erano queste.
La porta di casa era chiusa a chiave e le finestre erano sbarrate.
A questo punto, l'unica via di fuga possibile resta quella botola.
Oppure l'assassino aveva le chiavi di casa.
Un parente ?
O qualcuno di cui lei si fidava. Chi ha trovato il corpo ?
Anna D'Avena. La sarta che abita al piano terra.
- Com'è morta ? - Strangolata.
Che ha la Tataranni ? E' più "girata" del solito.
La vittima era una sua ex compagna di classe.
- Dov'è il lettore Cd ? - Non lo abbiamo trovato.
Stamattina sono salita da Stella dieci minuti prima delle otto.
Con me c'era anche l'idraulico, doveva fare dei lavori.
Ho aperto la porta. Stella mi aveva dato una copia delle chiavi.
L'ho vista subito.
Madonna mia, non posso dimenticare quella povera figlia.
Da qui vede passare chiunque entri nel palazzo ?
Quando lavoro sì, però capita che esca.
Mica posso vivere murata viva.
Ha visto passare qualcuno che saliva da Stella ?
Ieri pomeriggio è passato un signore che non avevo mai visto.
Un tipo alto, molto elegante, un bell'uomo.
L'ho visto salire le scale, ma non so dov'è andato.
- Che ore erano ? - Verso le cinque. - Ed è sceso ? - Sì, poco dopo.
Ha visto che lavoravo
e ha chiesto di fargli l'orlo ai pantaloni.
Mi ha chiesto il prezzo della riparazione e se n'è andato.
-Va bene, grazie. -A disposizione. -Grazie, arrivederci. -Arrivederci.
Stacchio !
Stacchio ! Stacchio !
- Che vuoi ? - Sali su ! Muoviti !
Stacchio, se scendo, povero te ! E' incredibile, guarda !
Luca, sei più. Bravissima, otto e mezzo.
Brava, sette. Brava, Vega.
Sei e mezzo.
De Ruggeri, hai visto che l'isolamento ti ha fatto bene ?
Alla prossima settimana. Piano !
- Complimenti per il voto. - Grazie. Lesbica e pure secchiona.
Io non c'entro con quella roba in bagno.
Dopo torniamo a casa insieme ?
- O non stai con quelli con meno di 90 anni ? - Mia nonna ne ha 80.
E non ti ha deluso.
- C'è chi mi ha deluso più di te. - Un ragazzo ?
- Già. - Lo conosco ? - Non lo conosco nemmeno io.
- Cioè ? - La cosa è morta prima di nascere.
Dai controlli risulta che la vittima è morta tra le 16 e le 18 di ieri.
Dai rilievi sul Pc, pare che fosse iscritta a un sito di incontri.
Magari cercava l'anima gemella, o semplicemente voleva divertirsi.
Conoscendola, ne dubito.
- Bisogna controllare i tabulati telefonici. - Sì.
E l'uomo che è andato dalla sarta ? Si sa qualcosa ?
Non ancora, ma oggi torno dalla D'Avena per un identikit.
Potrebbe non avere a che fare con la vittima
ma potrebbe averlo conosciuto sul sito di incontri.
La famiglia Pisicchio aveva un lamione ai Sassi.
- Avete presente i depositi... - Sì. Ci siete andati ? - Ci andiamo ora.
- Tienimi informata. - Va bene.
Povera Stella.
L'ultima volta che l'abbiamo vista era alla festa a casa della Guarini
quando indagavi su quel ragazzo di Nova Siri, Nunzio Festa.
Sembrava la solita Stella.
Forse solo un po' più triste del solito.
-Forse se lo sentiva. -Che cosa ? Che l'avrebbero uccisa ?
- Posso ? - Certo, dottore.
E' vero che la vittima è stata una vostra compagna di classe ?
A giudicare dalle vostre facce, credo di avere la risposta.
- Se la sente di affrontare il caso ? - Sì, me la sento.
Sarò imparziale e professionale, se è questo che le preme.
Non avevo dubbi.
- Vai, prendilo ! - Vai ! - Stacchio, prendi la palla !
Ma sei scemo ?
E' pericoloso, mannaggia a te.
- Come ti chiami ? - Quaratino Eustachio, detto Stacchio.
- Non vai a scuola ? - Sì, siamo le Piccole Guide del Parco.
E' un progetto della professoressa Strammiello.
- Lei vi ha spediti qua ? - Sì.
Sai dove si trova San Pietro Caveoso ?
- Sopra ci sono dei lamioni, giusto ? - Sì. - Mi accompagni ?
Non è meglio la basilica dell'anno 1000, Santa Maria delle Virtù ?
E' scavata nella roccia e ci sono tante pitture bizantine.
- E' vero che sei preparato ! - Sì !
Sa che nei Sassi ci sono 155 chiese rupestri scavate nel tufo ?
- Ci sono eremi, cenobi, lauree, cripte e basiliche. - Però !
- Sono due euro. - Per che cosa ? - E' il prezzo della gita.
- Io non ti do niente ! - Vede che studiare non serve ?
Sì, va bene. Accompagnami.
Qua un giorno venne De Gasperi, il Presidente.
Entrò in casa di mia nonna. Il mulo si girò e cacò sul letto.
De Gasperi si mise le mani sulla testa
e disse testuali parole, "Questi come vivono ?"
Così fece la legge di risanamento dei Sassi.
- Ma non ricordo il numero. - La 619.
- Tu conoscevi Stella ? Le volevi bene ? - Era buona.
- Siamo arrivati. - Sì, va bene.
La prossima volta metta delle scarpe più comode.
- Dottoressa ! Da questa parte ! - Stacchio !
Stacchio, vieni qua !
- Buongiorno. - Buongiorno.
Qua dentro, dottoressa.
Buongiorno.
Hai trovato qualcosa ?
Hai trovato qualcosa ?
Sì.
Sembrano dei negativi, di quelli che si facevano anticamente.
Calogiuri ormai sei un maresciallo e dobbiamo collaborare.
Se dobbiamo chiarire qualcosa, è meglio farlo ora.
Non c'è niente da chiarire.
Lolita è un'assassina, non pensavo che te ne fossi innamorato.
Vi ho già detto che non c'è niente da chiarire.
Non mi ero innamorato
ma non mi è mai piaciuto prendere in giro le persone.
Ma come dite voi, concentriamoci sul caso e basta.
Bene, chiamiamo la Scientifica
così cerchiamo di capire che cosa c'è raffigurato qua. - Va bene.
- Sono tornata ! - Ciao, mamma. - Ehi, amo'.
- Ho preso otto in latino. - Brava !
- Non è l'unica bella notizia. - Ha fatto pace con Bea.
Dài, amo' ! Così non pensa più di abbandonare la scuola.
- Pietro, sai che io quella Bea... - Sì, quella Bea ti sta antipatica.
Però a volte è meglio avere un'amica qualsiasi
che non avere nessuna amica.
Che c'è ? Solo tu puoi inventare i proverbi ?
Comunque Valentina, alla sua età, ha bisogno di contatto umano.
- Disse quello sempre al cellulare. - Sei gelosa ? - Ne ho motivo ?
Tante ragazze giovani e compiacenti aspettano che ti faccia da parte.
Hanno ammazzato una mia ex compagna di classe, Stella Pisicchio.
Come "ammazzato" ?
- Ma io la conoscevo ? - No, non credo.
A scuola non ero molto considerata. Ero una tra le più sfigate.
Sai qual era la mia consolazione ? Che al primo posto c'era sempre lei.
L'unica più sfigata di me.
- Che ti prende ? - Cose mie.
- Samuel, le cose tue qui sono anche le mie. - Per poco.
Tra un mese sono maggiorenne e torno da dove sono venuto.
Samuel, fai il duro con me ?
Io ti pianto il crocefisso in testa, eh !
Pazienza ! Tra un po' finisce la messa in prova e sei libero.
Sei stato bravo, altro che galera.
Io quasi quasi dico al giudice che devi rifare tutto il percorso.
Perché perdiamo il miglior cuoco che abbiamo avuto qua.
Io perdo anche un amico.
Don Mariano, se vuoi resto qua. Perché fuori non mi aspetta niente.
Perché devi dire così ? Perché, benedetto il Signore ?
Per ragazzi intelligenti come te fuori ci sono tante cose belle.
Dal momento che sei qui...
ti devo chiedere un favore.
La sai usare ?
Costa un sacco di soldi, eh.
Ora ti spiego.
Per il progetto ci sono voluti mesi
soprattutto per capire come collocare tutto...
Ecco il presidente.
Voi accomodatevi pure di là. - Certamente.
- La seguiamo ? - Prego.
Presidente illustrissimo !
- Vieni, che ci stanno aspettando. - Grazie.
-Conosciamo tutti il presidente Lombardi. -Presidente.
- Come va ? - Eh... - Presidente.
- Ecco. - Romaniello carissimo. - Questo è Il Giardino.
E' il progetto del Centro residenziale
a cui lavoriamo da tempo. - Vi piace ? - Sì.
- Matarazzo, non abbiamo fretta. - Vado veloce ? - Abbastanza.
Credo che abbiamo superato il limite di velocità.
- Non è bello per un'auto della Polizia, non crede ? - Certo.
- Minchia, dottoressa, l'ha vista ? - Che cosa ? E' una macchina.
Una Jaguar me la chiama "una macchina" ?
E' un disco volante ?
Diana, seguimi. Dal conto Stella ha prelevato 2000 euro...
Piano, Matarazzo.
Qualche giorno prima di morire. Muoio prima io, qua.
Eccoci a Grottole, dottoressa.
- E ora che facciamo ? - La spesa.
La spesa...
Buongiorno !
Signorina, assaggiate il salame, è speciale.
- E' fatto da noi. - Matarazzo, lei è in servizio.
Mmh ! Di lusso, questo salame.
Vi ho vista in televisione. Indagate su Stella Pisicchio ?
Povera Stella. Ricordo che in estate veniva qua in paese.
Chi non tornava ? Da Francia, Svizzera, Germania...
Non mancava nessuno per San Nicola, quello di agosto.
Voi conoscevate Stella ?
La madre aveva sposato uno di Matera
ma d'estate tornava con la figlia, almeno finché erano vivi i nonni.
- L'avete più vista qui ? - No, la casa dei nonni è chiusa da tanto.
- Non si sono più fatti vedere qui. - Io invece l'ho vista.
Era bella, molto elegante, sembrava una presentatrice della Tv.
- E dove ? - Dal benzinaio. Mio figlio la aiutò a fare benzina.
Perchè lei con il self service non ci riusciva.
- Con chi era ? - Da sola.
- Che giorno era ? - Il 17 maggio.
Con mio figlio siamo passati al cimitero
perché quel giorno erano 30 anni dalla morte di mio marito.
Vi ricordate che doveva fare ?
Ci chiese com'era la strada per andare a Ginosa
perché è sempre franata.
- Vi ha detto qualcosa ? - Mah...
Mi parlò di un uomo, di serpenti...
Così mi disse, o almeno così mi ricordo io.
Disse: "I serpenti glieli metto alla gola !"
Poi tornò mio figlio, le disse che la strada era a posto
e ce ne siamo andati. - Grazie. - Prego.
- Mezzo chilo di salsicce ? - Dolci o piccanti ?
- Piccanti, piccanti. - Va bene.
- Imma. - Maria, stavi dietro la porta ?
No, ho riconosciuto il passo, è inconfondibile.
Ti volevo fare le condoglianze. Ho saputo della povera Pisicchio.
- Mi è dispiaciuto tanto ! Era tua compagna di scuola, no ? - Sì.
- Grazie, ma non eravamo proprio amiche. - Non mi meraviglio.
- Di che cosa ? - Essere amica tua non è facile.
Comunque... Vedo che hai fatto spese.
Ci vediamo, buona giornata.
E' ora di finirla con questa storia che ho un brutto carattere !
Io ho carattere e basta !
Dottoressa.
Ha chiamato Taccardi.
L'autopsia non è ancora pronta, ma mi ha anticipato una cosa.
- Stella era vergine. - Lo sapevate già ? - No, no.
Stella è sempre stata un po' come me.
Un po' particolare.
Poche amiche, quasi sempre in disparte, insomma...
Grazie.
- Ho l'identikit dell'uomo che è andato dalla sarta. - Ah.
Una donna ha visto Stella il 17 maggio
pochi giorni prima che morisse.
Era nei pressi di Grottole e stava andando a Ginosa
da un uomo che ha a che fare con dei serpenti.
Verifica se ci sono persone che hanno serpenti da quelle parti.
- Vanno denunciati, no ? - Sì, va bene.
Ho fatto controllare gli alibi di chi vive nel palazzo di Stella.
E i tabulati telefonici ?
Un collega, un call center... Continueremo le verifiche.
- E quelli della chat ? - Non aveva molta fortuna neanche con quelli.
L'unico con cui si sentiva spesso era un certo Dino Bizzarri.
- Lavora nelle telecomunicazioni. - Convochiamolo.
Stella... Lei, insomma... voleva perdere la verginità.
Me lo ha detto all'improvviso, la seconda volta che ci siamo visti.
Ero a casa sua, stavamo prendendo il tè.
Per poco non me lo verso sui pantaloni.
- Quindi ? - La cosa mi aveva messo in imbarazzo.
- E vi siete risentiti ? - No, mi pare di no.
Il giorno del delitto avete chiamato alle ore 16,47.
- No, io no. - Sì.
- Potete controllare. - Già abbiamo controllato.
Avete chiamato dal vostro call center alle 16,47.
Per favore, non dite niente. Quelli mi licenziano.
Noi vogliamo capire come mai ha chiamato Stella Pisicchio.
Come mai ? Sa com'è...
Le cose che aveva detto... Più non ci volevo pensare e più...
- Se lo viene a sapere mia moglie... - Ancora ?
Il 26 maggio, quando è morta Stella, è andato a casa sua dopo ?
No, lei non voleva più.
Al telefono mi aveva detto che il momento era passato.
Effettivamente aveva ragione lei.
Mi ha liquidato, la cosa non mi ha fatto piacere.
Ho sentito che ascoltava la radio. Sentivo una musica.
- Una canzone ? - Sì, ma ha spento subito.
- Era per caso "E ti vengo a cercare" ? - Mi pare.
Mi risulta che lei finisca di lavorare alle 17, giusto ?
- Che ha fatto dopo ? - Sono andato a casa.
Mia moglie è l'unica che può testimoniare
ma non mi rovini, per favore.
- Va bene. Può andare, ma si tenga a disposizione. - Va bene.
- Buongiorno. - Buongiorno. - Buongiorno.
Arrivederci.
Arrivederci.
Sì ?
Sì, ciao.
Grazie. Grazie, ora lo segno.
Sappiamo chi è l'uomo dell'orlo. Gaetano De Nardis, abita a Ginosa.
Gaetano De Nardis...
Arrivederci.
Buonasera.
Povera Stellina Pisicchio.
E' brutto stare da soli. Speriamo non succeda pure a me.
- Sei sposata e tuo marito è tornato all'ovile. - Lasciamo stare.
- Che vuoi dire ? - Era meglio se restava in Friuli.
E' sempre nervoso, arrabbiato. Ne fa le spese quella povera figlia.
Sei sicura che non hai nulla da rimproverarti ?
"La carne è debole."
Tu mi devi credere. Io ho vissuto sempre e solo per lui.
Sì, vabbè.
Fai una cosa. Vai a casa, ti fai un bagno caldo e ti rilassi.
Domani mi servi lucida e attiva. Vedrai che tutto si sistema.
- Come si dice ? "Male non fare..." - "Paura non avere." - Eh.
- Ciao, Diana. - Ciao, Imma.
Ma' ! Mamma !
Ehi, Nikolaus. Come va ?
Ciao, bene. Ma sua madre continua ad aprire i cassetti.
Tira fuori tutto. Io risistemo tutto e lei ricomincia di nuovo.
- Dài, Nikolaus ! Ci vuole pazienza, è anziana. Mamma ! - Sì, sì.
Perché fai arrabbiare Nikolaus ? Non aprire i tiretti o gli armadi.
- Stavo cercando una cosa. - Che cosa ? - Shh !
Questo non lo devi vendere.
Lo devi dare a Brunella.
Mamma, tua nipote si chiama Valentina.
E' un ricordo di tuo padre.
Papà ? Ti ha regalato questo ?
Il giorno in cui sei nata.
Non era disoccupato ? Dove ha preso i soldi ?
- Già me lo immagino come tatuaggio. - Me lo farei qua in fronte. - Eh !
Non è l'auto che ci è passata davanti l'altro giorno ?
Quant'è bella ? Dottoressa, è "'na putenza" !
Andiamo, Matarazzo.
- Buongiorno. - Signor De Nardis ? - Buongiorno.
Piacere, sono Imma Tataranni
Sostituto procuratore della Procura di Matera.
- Lei è l'appuntato Matarazzo. - Ciao. - Piacere.
-Possiamo fare due chiacchiere ? -Come no ? -Grazie. -Accomodatevi.
Prego, da questa parte.
- Faccio strada, eh. - Sì.
Venga.
- Prego. - Grazie.
- Posso ? - Si accomodi pure.
Isidoro De Nardis, mio avo.
Eroe risorgimentale. Storico, letterato, naturalista.
Combatté al fianco di Garibaldi nella spedizione dei Mille.
Come disse qualcuno: "Seduti sulle spalle dei giganti."
In casa non ho nulla, ma vorrei offrirvi qualcosa.
- Se volete, chiamo il bar. - Non si disturbi.
Vorrei sapere se conosceva Stella Pisicchio.
Era di Grottole, conoscevo la sua famiglia.
- Mi ricordo di lei da quando era bambina. - L'ha più rivista ?
Sì, l'ho rivista.
L'ho rivista...
come capita tra due persone "moderne e adulte". Si capisce...
- Sì, continui. - L'ho incontrata solo una volta
ma si è rivelata... meno moderna e adulta di quanto pensassi.
Dopo quella cena, non ha smesso di chiamarmi.
Non so che idea si fosse fatta, ma era diventata un'ossessione.
Una testimone dice di aver visto Stella a Grottole
nove giorni prima che venisse uccisa.
Avrebbe detto che stava venendo qui
da un uomo che aveva a che fare con dei serpenti.
Lei ha i serpenti. Nello stemma nobiliare, ma li ha.
Certo. Stella è venuta qua, ma io l'ho mandata via.
- Stava diventando una stalker. - Però poi lei è andato da Stella.
Ci sono dovuto andare per forza, a dirle di lasciarmi in pace.
Io avevo iniziato una relazione con una nuova donna.
Non volevo che ci fossero fraintendimenti, equivoci.
Che ore erano ?
Saranno state le 16,30 o le 17. Ho suonato, nessuno ha aperto.
Ho pensato non ci fosse nessuno e sono andato via.
Poi ho incontrato una sarta
e le ho chiesto il prezzo di un orlo ai pantaloni.
- Un assassino sprovveduto si cerca un testimone. - O uno molto abile.
Scusate.
- Buongiorno. Buongiorno. - Grazie. - Prego.
De Nardis è pieno di debiti.
Anche al padre, Don Annibale, piaceva la bella vita
ma aveva dei terreni e ogni tanto ne vendeva uno.
- Lui non ha più niente da vendersi. - Come campa ? - Eh !
Qui non si lascia nessuno dei guai.
Michele, il fruttivendolo, un amico, ha il negozio qui davanti.
Quando passa De Nardis gli dà le zucchine e i pomodori.
Lo invita a pranzo. Se non fosse per lui o Camillo...
-Un amico ? -Il macellaio. -"Trovi un amico e trovi un tesoro."
Gli amici ci sono, ma mancano i tesori.
Sono sicuro che se De Nardis dovesse vendere il palazzo di famiglia
ci metterà un minuto a dimenticarsi di noi.
- Chi compra un palazzo del genere qui a Ginosa ? - Il Comune !
Vogliono farlo diventare un monumento nazionale.
- Ha l'antenato... - Isidoro, l'eroe del Risorgimento. - Eh.
Quanti morti hanno sulla coscienza !
"Hanno molti morti sulla coscienza."
Sono di Matera, mica di Milano.
Compare, di chi parlate ?
"Ci dovevano dare la terra e hanno fatto la guerra."
"Hanno ammazzato mogli e figli come conigli."
"Per finire la festa, hanno tagliato la testa."
- Li scannarono tutti. - Chi fu scannato ? - Che ne so ?
Zi' Pasquale conosce le filastrocche antiche, questa la dice spesso.
Ha appena fatto 103 anni, è venuta pure la Tv.
- E' stata una festa patronale qui. - "Benedica" !
- Buona partita. - Gioca le carte ! - Se non me le dài !
Salve, vorrei qualche informazione su Palazzo De Nardis.
- Parli con il geometra Calenzano, Ufficio Tecnico. - Dov'è ?
-Lì sotto, se non se n'è già andato. -Grazie. Qua ? -Sì, lì.
- Buongiorno, è permesso ? - Prego. - Salve.
- E' lei il responsabile dell'Ufficio Tecnico ? - Sì.
Piacere, Imma Tataranni, sostituto procuratore della Procura di Matera.
- Piacere, Calenzano. - Posso ? - Prego. - Grazie.
Senta, è vero che il Comune vuole comprare Palazzo De Nardis ?
- Sta facendo delle indagini di tipo amministrativo ? - No ! Omicidio.
- Ah. - Allora ?
Sì, un progetto c'è, ma è ancora in alto mare.
Se non dichiarano il palazzo bene di interesse culturale
non si può fare niente. - Chi ha fatto le misurazioni catastali ?
Le ho fatte io, però poi, sa...
Onestamente, se le cose sono andate avanti, non lo so.
Oltre al Comune, qualche privato ha preso informazioni sul palazzo ?
Ma per comprarlo ?
- Sì, ora vanno di moda i B&B, gli alberghi... - E' vero, è vero.
Eh... Sì.
Effettivamente una donna ha chiamato per sapere del palazzo, poco fa.
- Si ricorda il nome ? - Eh, no...
Veramente non ci ho parlato io. Un collega ha preso la telefonata.
Non c'è modo di sapere dal collega il nome della signora ?
- Aspetti un momento. - Grazie. - Aspetti un momento.
Qui è tutto sotto controllo, tutto in ordine.
Pure nel mio ufficio. Quasi sempre, diciamo.
Sì ? Ah, ecco !
Ecco, ci ha contattati una certa Santina Scandiffio, da Potenza.
Il suo collega le ha detto che voleva la signora ?
Voleva sapere il valore dell'edificio
però poi non si è fatta più viva.
Bene. Grazie, è stato utilissimo.
- Se ha bisogno, sa dove trovarmi. - Come no ? Buon lavoro !
- Grazie. - Arrivederci.
Matarazzo, veloce. Andiamo.
Omicidio.
Signora D'Avena ! Può uscire un attimo, per cortesia ?
- Salve. - Buongiorno.
Sa se in questo palazzo abita una certa Santina Scandiffio ?
Sì ! Anzi no, è morta l'anno scorso.
Era molto vecchia, non aveva nessuno.
Stella la aiutava, le faceva la spesa.
Diceva che già badava ai genitori, un'anziana in più non le pesava.
- Vendono l'appartamento, le interessa ? - No, grazie.
- Buona giornata. - Buona giornata.
- Passa ! - Oh, passa !
- Forza ! - Passa !
- Corri ! - Stacchio !
Vieni qua. Vieni.
Scusa, l'altro giorno ho scordato di darteli.
- Siamo amici io e te ? - Sì.
- Ti ricordi dov'eri giovedì scorso, quando è morta Stella ? - No.
Hai visto qualcosa di strano ? Qualcuno che andava da Stella ?
Io non c'entro, salivo al piano di sopra una volta a settimana.
- Che salivi a fare ? - A portare l'acqua o la spesa.
- E ti dava dei soldi ? - Era ricca, ma mi dava solo cose per la scuola.
- Non era ricca. Chi te l'ha detto ? - Stacchio ! Vieni a giocare !
- Mi stanno chiamando. - Va bene, vai a giocare.
I graffi sui polsi della vittima
non sono stati causati da mezzi meccanici
quindi non da legacci o manette, ma da una pressione da contenimento.
- Qualcuno l'ha stretta. - Sì.
Forse durante un gioco erotico finito male.
Anche se un gioco erotico con una donna come la Pisicchio...
Si limiti alle informazioni, non divaghi.
- Siamo uomini, il pensiero vola. Prego. - Tarpi le ali al pensiero.
- Mi conferma che Stella era vergine ? - Certo.
- Chi avrebbe avuto il fegato di... - Lei sa che cosa si prova, vero ?
Non si rassegni. Prima o poi troverà una bella ragazza.
Le analisi non hanno rivelato rapporti intimi di nessuna natura.
Non credevo che fosse schiava dell'apparenza
eppure quando l'ho vista morta mi è sembrata curata.
Sì, le confermo che la vittima era molto curata
come se fosse appena stata dall'estetista.
- Certo, con risultati... - Ancora ? Taccardi !
- Che sa su chi l'ha strangolata ? - Non aveva una presa molto forte.
- Potrebbe essere stata una donna ? - Non è escluso.
E un bambino ?
- Un bambino ? - Eh.
Stella ha chiamato il Comune di Ginosa
usando il nome di una vicina morta.
Santina Scandiffio. Perché ha usato il nome di una morta ?
Evidentemente non voleva che si risalisse a lei.
Nei suoi tabulati non c'è niente, forse ha usato un telefono pubblico.
Io sono certa che De Nardis e Stella non si siano incontrati per caso.
Lo ha cercato, perciò ha chiesto informazioni sul palazzo.
- Rispondi, no ? - No, è Cleo ! Dopo la richiamo, non preoccuparti.
- Notizie dalla Scientifica sulle lastre fotografiche ? - No.
Ci vediamo dopo.
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Era un'amica di Stella ? Ho visto la corona. Piacere, Imma Tataranni.
Ah, è lei, la famosa Pm.
- Andavamo a scuola insieme. - Molto piacere, Eufemia Abbate.
Eravamo amiche, la conoscevo dai tempi di Grottole.
Ai tempi della scuola Stella non era così spensierata.
Invece la corona diceva: "Gli amici degli anni spensierati."
Con Stella ci vedevamo per le vacanze, al paese.
Era bella l'estate, la gente che tornava da fuori...
Noi ragazzi stavamo insieme giorno e notte.
E la notte... La notte era piena di stelle.
Mi scusi, dottoressa, ma non ce la faccio.
Non si preoccupi, capisco benissimo.
Dovete prendere quel disgraziato.
Sì, è stato acquistato qui. Ma di sicuro prima che nascessi.
Speravo che ci fosse qualcuno meno giovane di lei.
Dovrei sapere chi lo ha regalato a mia madre. Sa, è anziana...
Facciamo così. Se lo lascia, lo mostro al proprietario
e vediamo se si ricorda qualcosa. Va bene ? -Sì, grazie. -Arrivederci.
- Ehi ! Calogiuri ! - Sì.
Non è che perché sei maresciallo puoi lasciare le impronte.
- Dài, Porzia, per due impronte ! - Scusatemi.
Scusa, non ti ho fatto nemmeno i complimenti per la promozione.
Non vi preoccupate, tra di noi non cambia nulla.
Un soprattacco di gomma, si mette per non far consumare le scarpe.
Era sul tetto di casa Pisicchio, fuori dalla botola.
Sono andato dal calzolaio
e corrisponde a un numero 36, una scarpa con il tacco basso.
Potrebbe essere un mocassino o uno scarponcino.
- Un 36 ? - Praticamente un numero da bambino.
E quindi ?
A che pensi ?
All'interno della casa della vittima
sono state trovate molte impronte digitali di un bambino.
Se volete, vi accompagno a casa della madre di Stacchio
così potete verificare se porta il 36.
Ora sei maresciallo, mica mi puoi fare da autista.
Vabbè, che importa ?
- Solo perché la Matarazzo guida malissimo, eh. - Va bene.
- Dottoressa ! - Buonasera.
Piacere, sono Imma Tataranni. Lei è la madre di Stacchio ?
Senta, questo è di suo figlio ?
- Che numero di scarpe porta Stacchio ? - Il 36.
- Che è successo, signora ? - Stacchio è scomparso da ieri sera.
Lo abbiamo cercato dappertutto...
Da tutte le parti, ma non si trova...
- Avete fatto la denuncia di scomparsa ? - Sì.
Venga qua, signora. Venga.
Lo troviamo. Non si preoccupi.
- Dottoressa... - Sempre un piacere. Salve !
E' scomparso un bambino, Eustachio Quaratino.
- La dottoressa D'Antonio se ne sta occupando. - Ah.
Abita nel palazzo di Stella.
Non posso avere anche questo caso ? Penso siano collegati.
Il suo zelo è encomiabile, ma non si rende conto
che così diventa ridicola. Vuole fare tutto lei ?
Da che le deriva la certezza del collegamento tra i casi ?
E' un soprattacco rinvenuto sul tetto della casa di Stella.
E' un 36, il numero di Eustachio.
Pensa che uno scolaretto delle elementari
abbia ucciso una donna adulta ?
Secondo Taccardi, ci sarebbe compatibilità.
Secondo me, lui ha visto qualcosa dalla botola che dà sul tetto
e l'assassino l'ha fatto sparire. Bisogna fare in fretta.
Dato che quando si mette una cosa in testa
non gliela toglie neanche il Padre Eterno... - O il demonio.
Ecco, dato che la D'Antonio è una persona disponibile...
- Molto disponibile. - Lo sappiamo.
Facciamo una coassegnazione e non se ne parli più.
Non mi tratti male la D'Antonio. E' una persona competente.
Le consiglio di delegarle quanto più possibile.
Bisogna ritrovare il bambino prima che sia troppo tardi.
"L'unione fa la forza." La coassegnazione è fatta.
Andate in pace.
Gli ultimi ad averlo visto sono gli amici del parco
due gemelli che erano in classe con lui prima che fosse bocciato
e Brunella, della nuova classe, con il fratellino di sei anni.
- Lui ha i capelli rossi ? - Sì.
Alle 17,30 dell'altro ieri, Eustachio ha detto agli amici
che tornava a casa per stare con i fratellini.
La mamma fa la notte da un'anziana. Alle sei non si era ancora visto.
- La madre non si è preoccupata ? - No, pensava fosse con gli amici.
Ha portato i piccoli dalla sorella.
Quando è tornata la mattina dopo, ha pensato che lui fosse a scuola.
Ma non l'ha visto tornare a pranzo.
- Pensava che fosse dal padre per non prenderle. - Per il ritardo.
A quel punto, la madre avrà chiamato il padre.
Ma lui ha risposto la sera dicendo che non l'aveva visto.
- E' un poco di buono. - Cioè ?
Traffica auto rubate con la Romania.
Io non ho molto altro da aggiungere.
Per quanto mi riguarda, non c'era bisogno di questa coassegnazione
ma come dice Vitali, io sono una persona disponibile.
- Quando hai risolto il caso, se ci riesci, fammelo sapere. - Sì.
- Sei un vero poliziotto ? - Sì.
-E la pistola do'è ? -Faccela vedere ! -Volete vederla ?
Sì ! - Sicuri ? Sì ! - Faccela vedere.
- Pronti ? Sì. - Ma è una penna !
Siamo tutti in ansia per questa storia di Stacchiuccio.
Nessuno sa niente, né io, né le mie colleghe, né i bambini.
Nicolas, mi fai parlare con la signora ? Ci vediamo dopo.
- Nicolas è amico di Stacchiuccio ? - Sì, qui lo sono tutti
ma lui sembra il più spaventato da questa storia.
- Secondo lei, come mai ? - Forse perché è il più fragile.
A casa non ha una situazione facile, come tanti bambini della scuola.
Stacchio ha detto che è stata lei a insegnargli quelle cose sui Sassi.
Sì, ci siamo inventati questa cosa delle Piccole Guide dei Sassi.
Ai bambini è piaciuta. I briganti, i tesori...
- Sa che si faceva pagare ? - Stacchiuccio ? - Sì !
Non mi stupisce, lui una ne fa e cento ne pensa.
Io le ho portato un suo quaderno, c'è l'ultimo compito.
- Magari lei può trovare qualcosa. Può tornare utile. - Grazie mille.
Speriamo che non sia successo niente di male, dài.
- Lei a che mese sta ? - Stiamo entrando nell'ottavo.
- Ci siamo quasi. - Buona fortuna.
- Non vuoi fare il poliziotto ? - Sì. - Sì ? - Sì !
- Maestra, è un vero poliziotto ! - Sì, Domenico, ma non disturbare.
- Scusi. Andiamo ! - Ciao, soldati !
Odio le ultime interrogazioni.
- Forse quest'anno non prendi debiti. - Magari !
E' raro quanto l'allineamento delle stelle
o la Todisco che prende un giorno di malattia !
Che succede ?
Ciao.
-Sono Samuel, un amico di Valentina. -Ah, quindi ti chiami Samuel ?
Sì. Non penserai che Zito Maccherone sia il mio vero nome !
Non ho mai pensato a te o a come ti chiami.
Ah, tu sei l'occasione persa !
Peperoni cruschi. Li ho fatti io, dal mio orto.
- Non cucino più. - Spero non per colpa mia.
- Non gira tutto intorno a te. - Sei il suo avvocato ?
No, ma pensi che bastino i peperoni "etruschi" per farti perdonare ?
- Che ho detto ? - I peperoni sono "cruschi", croccanti.
- Ah. - Scusa. Non mi voglio perdere questo sorriso.
Grazie per il pensiero.
- Mandacela ! - Sei impazzita ? - Che vuoi ? Sono curiosa.
Questo è un amico di Stacchiuccio. Speriamo che non scappino tutti.
- Permettete ? - Sì, certo.
Scusate, ho perso il cane.
E' enorme, bellissimo, con il pelo bianco. L'avete visto ?
Prima è passato un gatto bianco e nero, ma un cane no.
E' passato qui. Ce l'avevo con il guinzaglio e mi è scappato.
- Forse è diventato invisibile. - O l'hanno disintegrato.
Addirittura ! Ma no, sarà scappato.
Non è scomparso qui anche quel vostro amichetto, Stacchio ?
Speriamo che non sia successo niente.
Voleva portarmi a fare un giro nei Sassi.
C'eravamo anche noi quel giorno. Dovevamo ripassare l'itinerario.
- Anche voi siete delle guide ? - Sì.
- Come ti chiami ? - Brunella.
Ma quel giorno che fine ha fatto Stacchio ?
Non lo sappiamo. - Sicuri ?
Una volta mi ha detto che doveva andare in Romania.
- Con chi ? - Con il papà. Era tutto contento.
- L'ha detto anche a me. - Si vedeva con il papà ?
Una volta è venuto qui a prenderlo, ma non è sceso dall'auto.
Una vecchia Panda rossa.
-Noi non ci siamo avvicinati. Stacchiuccio non voleva. -Come mai ?
Io lo so che siete preoccupati per il vostro amichetto
ma se sapete qualcosa, ditelo alla Polizia. E' per il suo bene.
- Vi hanno minacciato di stare zitti ? No, no.
- Sicuri ? Sì. - Continuiamo a cercare il cane.
Ciao. - Ciao. - Ciao.
Mio papà è fichissimo.
Dice che si compra la moto come il papà dei gemelli.
Quando mi porterà dietro andremo velocissimi
e voglio vedere che faccia fanno quei due.
Mio padre è più forte di tutti. I soldi gli escono dalle orecchie.
E' fortissimo ! Quando penso a lui non ho paura di niente.
Un giorno mi verrà a prendere e mi porterà a vedere il Milan.
Ma non in televisione, allo stadio di San Siro !
Io ? Con una Panda vecchia ? Non mi conoscete proprio.
Avete fatto i controlli ? Io non ce l'ho.
Forse l'avete presa in prestito ?
I bambini vi hanno visto parlare vicino al parco con Stacchio.
Io non ero lì e i bambini possono dire quello che vogliono.
Voi pensate a quello che dicono i bambini ?
- I bambini ! - Che mi sapete dire di vostro figlio ?
- Stacchio ? - Sì. - Lo sento poco. Non mi ricordo neanche la faccia.
La mia nuova compagna, Irina, non può vedere né lui né gli altri.
- Non pensate proprio a lui ? - Qual è il problema ?
- Io penso a lui quando voglio. Se lo volete voi... - Ehi ! Calmo.
Abbiamo terminato, quella è la porta.
- Forza, dài. - Buona giornata. - Tenetevi a disposizione ! - Sì.
Togli le mani.
E cammina, forza !
Fanno i figli e poi se ne fregano. Mi ricorda qualcuno.
- Il pollo è quasi pronto. - L'hai fatto di nuovo senza salvia.
- No, ci ho messo il rosmarino. - Ma perché, dico io ?
Nel pollo ci vuole la salvia !
Salvia o non salvia, basta che si mangi. Io ho fame !
- E' meglio la salvia. - Non avevi finito con la cucina ?
Si sa che sul pollo va la salvia.
Io metto il rosmarino. Siamo in un Paese libero.
Evviva la democrazia.
- Con chi ti scrivi ? - Eh ? - Con chi ti scrivi ?
- C'è la privacy. - La tua privacy è sotto la mia giurisdizione.
Era Ridolfi, che ha un problema con il computer.
- Ti scrive a quest'ora ? - A quest'ora ha il problema.
Siamo qui nel quartiere dove è stato visto
per l'ultima volta Eustachio Quaratino. - Guarda. - Non è...
- Shh ! - Poverino ! Si cerca di ricostruire le ultime ore.
Ecco il procuratore capo di Matera, il dottor Vitali.
E' un momento drammatico, ma io posso garantire
che tutte le forze di Polizia sul territorio stanno collaborando
per ritrovare quanto prima il piccolo Eustachio Quaratino.
- Vai. - Io sto.
- Ah, sì ? E io rilancio. - Ivano... - Ti sto imbrogliando.
> Sì.
> Ma stai zitto ! > Ma va' ! E ora ?
> E ora io sto.
Benedetto il Signore ! Ci sono i bicchieri.
Come sono le foto ?
E' una cosa più da ladri che da fotografi
perciò me l'hai chiesto. - L'hai detto tu, eh !
Sono pentito di averti chiesto di fare questa cosa...
ma per me era molto importante. - E' stato un gioco da ragazzi.
No, non è stato un gioco. Te la sei rischiata.
Non lo potevi sapere.
A dire la verità, non lo sapevo neanche io.
Delle foto e di quello che hai visto all'associazione di Romaniello
tu non devi dire niente a nessuno. - E a chi lo devo dire ?
- Allora sei cretino ! A nessuno ! Neanche al Padre Eterno.
- No. Aspetta, amo'. - Eh ? - Rimaniamo avvinghiati. - No.
- Come due cozze. - No, le cozze ! - Allora come due serpenti, eh ?
- Che hai detto ? - Come due serpenti.
Che c'è, amo' ?
- Scusa. - Dove vai ? - Scusa.
- Mi lasci così ? - Sì.
Preferivo la collega dell'altra volta.
Non è contento di vedermi ?
Scherzate ? Contentissimo. Siete sempre la benvenuta qua.
- Grazie. La verità è che sono qua per una curiosità personale. - Ah.
Sono un'appassionata di auto d'epoca.
- Ah ! - L'altro giorno fuori c'era una Panda rossa, vecchio modello.
Sa di chi è ? Magari la vende.
E' quella di Michele, il fruttivendolo. Ora non c'è.
- Michele o la Panda ? - La Panda ! E' in campagna, lui fa il contadino.
Ma poi siete riuscita a scoprire chi ha ammazzato Stella Pisicchio ?
Pezz Pezz ! Pezz Pezz !
Peppino Pezz Pezz !
"Tu dai una cosa a me e guarda che ti do."
Pezz Pezz ! "Tu dai una cosa a me e guarda che ti do."
Mi sa dire altro di questo Peppino ? Mi racconta un'altra cosa ?
Peppino girava tutta la città: Matera, fuori Matera...
- Cercava di guadagnare la giornata. - Qualche soldo. - Sì.
Sai che dice Nikolaus ?
Che lui compra i fagiolini surgelati.
Non sono la stessa cosa. Vuoi mettere i fagiolini freschi ?
Ai miei tempi...
Ti ricordi un certo Peppino Pezz Pezz ?
Ma come, è morto tanto tempo fa !
Lo so, ma chi era ?
Era uno di quelli che andavano in giro gridando: "Pezz ! Pezz !"
Noi gli davamo le pentole di rame, i merletti fatti a mano...
Cose belle che però non ci servivano più.
Quello in cambio ci dava...
le vaschette di plastica, quelle belle, nuove.
Bell'affare ! "Pezz Pezz" era il soprannome ?
- Sì. - Come faceva di cognome ?
Eh, vatti a ricordare...
Dunque, di cognome faceva... Scannicchio... No !
Pisicchio, sì ! Giuseppe Pisicchio ! Sai chi era ?
Il nonno di quella tua compagna di scuola, Stella.
Stella, è vero. Da quanto tempo non la vedo !
Come sta ?
Sta bene, Stella sta bene.
Quando la vedi, portale i miei saluti.
- Sì. - Stella... - Sì.
Ci hanno messo tanto per sviluppare le lastre del lamione di Stella
ma sono venute belle lucide. - Lucide, ma tremende. Mamma mia !
Massacrarono migliaia di meridionali dopo il 1861.
Pontelandolfo e Casalduni furono bruciate dall'Esercito piemontese
per rappresaglia contro i briganti.
Ordinarono di massacrare tutti gli abitanti.
Ma ti rendi conto che questi... "galantuomini"
sono finiti sui libri di storia come gli eroi del Risorgimento
e i grandi che hanno fatto l'Italia ?
Isidoro De Nardis...
- De Nardis non si chiama Gaetano ? - No... Isidoro è un suo antenato.
-Ora è chiaro che cosa voleva Stella da De Nardis. -Che cosa ?
Stella aveva trovato quelle lastre nel lamione, no ?
Ce le aveva messe il nonno, Peppino Pezz Pezz.
Aveva saputo che De Nardis voleva vendere il palazzo al Comune.
- Un bel colpo. - Ma se spuntavano fuori delle foto
dove l'eroe del Risorgimento si era macchiato di un eccidio
non credo che il sindaco avrebbe approvato l'acquisto.
Quindi Stella ricattava De Nardis !
- Dottoressa ? - Calogiuri !
Ho telefonato a Michele, il proprietario della Panda.
- Sì. - A volte la presta a De Nardis in cambio della Jaguar.
Quello non ha soldi per la benzina.
- Quindi l'uomo che era al parco... - Forse era De Nardis.
Forse ha rapito Stacchio perché lui l'ha visto uccidere Stella.
O forse non l'ha solo rapito.
- E' stata una guerra. - Quelli non mi sembrano soldati.
Più che altro, erano dei poveracci.
Adesso va di moda rivalutarli... i briganti, ma quelli erano bestie.
Però pure i piemontesi si sono fatti prendere la mano
e hanno commesso atrocità sulla popolazione inerme.
Certo, capisco che può essere imbarazzante
avere un avo che ordina spietatamente una strage.
Ora le racconto un'altra storia. Risale agli inizi degli anni '60.
Nei paesini lucani arrivarono certi personaggi
che in cambio di roba vecchia davano vaschette, secchi di plastica...
Alle contadine non pareva vero.
Uno si chiamava Peppino Pezz Pezz, all'anagrafe Giuseppe Pisicchio.
Era il nonno di Stella. Mise su una piccola fortuna.
Prestava i soldi alla sua famiglia quando ce n'era bisogno.
I miei genitori erano molto generosi.
Alla fine, il patrimonio di famiglia ne ha risentito.
Peppino si portò a casa un baule di lastre fotografiche.
Dopo tanti anni, la nipote di Peppino lo ritrovò nel lamione.
Stella gliene ha parlato ?
Me ne parlò al nostro primo appuntamento.
Le aveva trovate al lamione. Aveva capito che mi riguardavano.
Avrebbero compromesso la vendita del mio palazzo al Comune.
- Stella la ricattò ? - Voleva 15.000 euro !
Ero andato da lei per trattare, perché mi sembrava troppo.
- Come andò la trattativa ? - Non c'è stata !
Quando sono andato lì, non c'era nessuno.
Va bene. E' stato molto gentile.
Ha sentito parlare del bambino scomparso, Eustachio Quaratino ?
Stacchio ?
- No. - No ?
Dottoressa ? Avrei una cosa da dirvi.
No ?
Va bene.
Ancora grazie. Andiamo, Calogiuri.
Avevo mandato alla Scientifica la Panda del fruttivendolo.
Sul tappetino del guidatore hanno trovato guano di pipistrello.
E' di una specie che si trova soltanto in una grotta qui vicino
la Grotta dei Pipistrelli.
Qualcuno ha calpestato quel guano e se l'è portato nella macchina.
Si tratta di una cosa recente.
Stacchio...
- Tutto bene ? - Sì.
- "Papà, sono qui." - Proseguiamo ? - Sì.
Fate attenzione !
Tranquillo, è tutto a posto.
Oh !
Dottoressa ! Venga, presto !
L'abbiamo trovato.
Mi dispiace, dottoressa.
Andate a prendere De Nardis.
Ho conosciuto Stacchio a casa di Stella
quando mi ha fatto vedere una delle lastre.
Ho capito subito che era un bambino abbandonato a se stesso.
Siccome non avevo i soldi che mi chiedeva Stella
chiesi a Stacchio di prendere le chiavi di riserva.
Voleva vedere se Stella teneva le lastre a casa ?
- Le volevo rubare, sì. - Quindi ha le chiavi di casa Pisicchio ?
No. Non le ho più, le ho buttate via quando...
Quando ha capito di essere sospettato dell'omicidio.
La porta era chiusa a chiave.
Con la copia delle chiavi ha mandato Stacchio a casa di Stella
ma le lastre erano nel lamione. - Stacchio mi ha detto del lamione.
Era sicuro di poter aprire la porta. Naturalmente, voleva dei soldi.
L'ho portato al lamione...
E' stato facile aprire la serratura.
Con le vecchie abitazioni... E' bastata una forcina per capelli.
E' entrato e ha preso le lastre, ma gli sono cadute e si sono rotte.
E' corso da me piangendo.
Gli ho detto di lasciar stare e gli ho dato quattro spicci.
Poi siamo tornati a casa. Stella non poteva più ricattarmi.
Scusi, come mai lei è andato a casa di Stella il 26 maggio
se non aveva più paura del ricatto ?
Eh, dottoressa...
La mente non si ferma mai, soprattutto quando si ha paura.
Temevo che Stella avesse fatto delle copie.
Volevo assicurarmi che non potesse ricattarmi.
- Ed è lì che l'ha uccisa. - No !
Ho suonato e non ha aperto nessuno. Dopo un po' sono andato via.
Però tra di noi c'erano stati quei contatti...
Poi il ricatto di Stella, che aveva come testimone solo Stacchio.
E ha pensato di eliminare quel bambino lasciato a se stesso.
Dottoressa, lei era venuta da me e mi aveva fatto tante domande.
La paura mi ha fatto fare cose di cui mi pento.
Ho detto a Stacchio che il padre aveva ucciso Stella
e che si nascondeva nella Grotta dei Pipistrelli.
L'ho portato lì e...
Papà !
Papà !
Papà !
Non ce l'ho fatta a ucciderlo.
Mi sono sentito un mostro.
Null'altro da dichiarare, signor De Nardis ?
- Nient'altro. - Maresciallo, lo accompagni fuori.
Prego.
Mi sembra fatta, no ?
De Nardis ha ucciso la Pisicchio e il povero bambino.
Lo incriminiamo, no ?
Dottoressa ? Mi ascolta ?
- Chiudiamo bottega in anticipo ? - Vado dall'estetista per le gambe.
- Forse faccio la pulizia del viso, i baffetti, i piedi... - Solo ?
Eh, sì.
Magari se mi rimetto a nuovo...
Giuseppe non mi tocca da quando è tornato, come se non esistessi.
Dove non tocca uno, potrebbe toccare un altro.
Scherzi ? Io sono fedele, non come lui !
Quindi rifacendoti i connotati dall'estetista, speri di...
Forse in questi anni mi sono lasciata un po' andare.
Ci vuole poco per risvegliare il leone che è in un uomo.
- Sono interventi costosi ? - Dipende da come uno parte.
- Dici che sono messa tanto male ? - No.
Però dovrai rimandare l'estetista. Oggi facciamo straordinario.
- Non esiste ! - No, esiste ! Convoca Eufemia Abbate, di Grottole.
Fa l'estetista a Matera, era amica di Stella.
- Non posso credere che mi chiedi... - Di fare il tuo lavoro ?
Non immaginavo che dopo che ci siamo viste al funerale di Stella
mi avrebbe chiamato qui in Procura.
C'è pure il carabiniere che verbalizza. Devo preoccuparmi ?
No, signora. Stia tranquilla, volevo solo farle vedere una foto.
- E' lei questa ?
- Sì, sono proprio io !
E riconosce quello che sta vicino a Stella ?
- Ma sì, è Luca Lacerenza ! - Dove posso trovarlo ?
Non abitava a Grottole, ci veniva solo d'estate.
La famiglia era emigrata in Svizzera.
Quando arrivava, faceva girare la testa a tutte.
Pure a me, veramente... A un certo punto non si è più visto.
Secondo lei, c'è mai stato qualcosa fra questo Luca e Stella ?
No, non credo proprio.
A me non l'ha mai detto, ma penso proprio di no.
Mi ha convocato per chiedermi fatti vecchi di 30 anni ?
- Non solo. Lei fa l'estetista, vero ? - Sì. Vuole un trattamento ?
No, per quello parli con la mia cancelliera.
- Stella era una sua cliente ? - No.
L'ultima volta che la vidi, un paio di anni fa
le diedi il mio biglietto.
Lei mi chiamò pochi giorni prima di morire
e mi disse che voleva cambiare, sembrare più giovane e bella.
- Come era in questa foto ? - Sì !
Mi disse: "Perché non mi riporti a quando avevo questa età ?"
Dottoressa, lei capisce bene che era una cosa molto difficile
però feci il possibile per accontentarla.
Ha speso 2000 euro ?
No, quanto avrà speso ? Sì e no... 900 euro, ecco.
Però, modestamente, quando finii con lei, era veramente un'altra.
Più giovane, più bella... Proprio come voleva lei.
Non le parve strano che avesse speso tanti soldi così ?
Sì ! A dire il vero, glielo chiesi. Ma lei si chiuse subito a riccio.
Mi disse, "Eufe', tu sei l'ultima con cui dovrei parlarne."
Si sono svolti oggi i funerali di Eustachio Quaratino.
Matera ha partecipato con dolore alla cerimonia.
Posso farti vedere qualcosa di allegro ? Così ti tiri su.
I cittadini porgevano l'ultimo saluto. A celebrare...
Aspetta.
Guarda. Mmh ?
Senza la sua amica, sembrava persa.
Adesso guarda come sorride. E' tutto passato !
Temo che non c'entri solo Bea.
L'importante è che Valentina non si senta sola, che sia felice
o almeno serena.
E tu ? Ti senti mai sola ?
Sì.
Poi penso alla fortuna che ho avuto a incontrare te e mi passa tutto.
- Stai pensando alla tua amica Stella ? - Mmh.
Lei non ha avuto questa fortuna.
- Che fai ? - Tutti con loro.
Una ha le extension.
- Il professore ? - Non ha sospeso nessuna delle due ragazze.
- Mamma ! - La foto che hai messo come immagine del profilo...
- Sono con i miei amici ! - Sì, ma io non voglio disturbarti.
Hai capito quale ? Quella con te e Bea. Chi te l'ha fatta ?
Che ti importa ?
Te l'ha fatta uno che ti piace ? Ti conosco ! Quello sguardo...
- E' a lui che sorridevi, vero ? - Mi stai spiando dal profilo !
E' per una cosa di lavoro, dài.
E poi lo sai che io faccio il tifo per te. Torna presto, però.
- Ha detto che il ragazzo nella foto si chiama Luca Lacerenza. - Sì.
Aveva ragione a dire che Stella non ne era innamorata.
Stella era felice perché sorrideva a chi le faceva la foto.
Forse era innamorata di lui.
Francesco ? Il cugino di Luca ? Ah, ah, ah.
- Perché sorride ? - Perché Francesco era strano.
- In che senso ? - Fisicamente, intendo.
Era un tipo minuto, né bello né brutto.
Ma se proprio devo dirlo, più tendente al brutto.
Francesco si chiamava Lacerenza come il cugino ?
No, Calenzano. Francesco Calenzano.
- Ho detto qualcosa di strano ? - No, no.
Lo convochiamo subito, dottoressa.
Eccola, dice che è del 1988.
In estate era nei primi posti in classifica.
Domani hai l'ultima interrogazione con la Mastrangelo. Vieni da me ?
- Ripetiamo insieme. - Grazie, preferisco studiare da sola.
- Peccato. - Perché ?
Finita la scuola, chissà per quanto non ci vedremo.
- E se succede qualcosa e non ci vediamo più ? - Che cosa ?
Che ne sai ? La vita può cambiare anche per noi, no ?
Imma, è già dentro. C'è anche Calogiuri.
- Dottoressa ! - Buongiorno. - Buongiorno.
- Conosce il maresciallo Calogiuri, il mio collaboratore ? - Sì. - Sì.
- Diana De Santis, la mia cancelliera. - Quanta gente !
Non c'è nulla di cui preoccuparsi.
Gaetano De Nardis è indagato per duplice omicidio
ma restano dei punti da chiarire.
Per questo l'ho fatta venire, forse può aiutarmi.
Sono a disposizione, semp...
Sempre... Che c'è, dottoressa ?
Mi scusi, mi scusi. E' che io ho la fissa per le scarpe.
Ho notato che lei ha una taglia piccola.
- Che cos'è ? Un 35, 36 ? - Sì, 36.
Se voleva sapere il mio numero di scarpe, mi poteva chiamare !
- Ha ragione ! - Eh ! - Certo.
- No, non l'ho fatta venire qui per questo. - Ah.
Lo sa che io e la signora Diana andavamo al liceo con Stella ?
- Sì ? - E' sua compaesana, vero ?
Lei è di... Grottole, vero ? Anche se lavora a Ginosa.
Non so più di dove sono. Sono andato troppo presto.
- Non avevo neanche sei anni. - In Svizzera ?
- Sì, a Winterthur, per l'esattezza. - E ha un cugino, Luca Lacerenza ?
-E' più un fratello. Siamo cresciuti insieme. -Ah. E' lui, vero ?
Sì.
A casa della signora Pisicchio c'erano molte impronte digitali
ma alcune non corrispondono a nessuno che frequentava la casa.
- Ah. - Signor Calenzano, se lo ricorda questo ?
Chi non se lo ricorda ? "E ti vengo a cercare" di Franco Battiato, no ?
- Io ero ragazzo, quando uscì. - Eh, sì. Eravamo giovani.
Le feste, i primi innamoramenti
le notti passate sotto le stelle con la chitarra...
- Il bagno di notte ! - Mamma mia !
- Suo cugino era proprio un bel ragazzo. - Eh, sì.
Però non è a lui che Stella sorrideva nella foto.
Sorrideva a chi le ha fatto la foto.
A casa di Stella, il giorno dell'omicidio
hanno sentito quella canzone.
In casa c'era il CD, ma mancava il lettore. Strano, vero ?
E' strano...
- Prego, potete rispondere. - No, non era nessuno.
- Respiri. Respiri, con calma. - Sì, sì.
E' che...
Lo statuto degli stagionali permetteva di stare in Svizzera
massimo nove mesi di seguito.
Noi ragazzi passavamo l'estate a Grottole.
L'estate del 1988 fu speciale.
Luca aveva cominciato a farsi le prime storie.
Le donne... impazzivano per Luca !
C'era una certa Eufemia... Lo seguiva dappertutto !
Si portava sempre dietro... un'amica.
Una ragazza poco appariscente.
Se ne stava sempre in disparte... come me.
Era Stella. La foto gliel'ho fatta quel giorno.
Quell'estate la radio mandava sempre quella canzone.
Stella è stata felice grazie a lei
e in questa foto si vede.
Sì, però poi... io sono tornato in Svizzera.
Non ci siamo più visti, però ci siamo scritti.
-Quando l'ha rivista ? -Il 17 maggio davanti a Palazzo De Nardis.
Cercava l'ingresso. Io avevo quasi finito di fare le misurazioni.
Ci abbiamo messo un po', prima di riconoscerci.
"Stella ! Ma tu sei Stella Pisicchio !"
"Franco ! Franco Calenzano !"
Troppe ne avevamo da raccontarci !
E così da allora...
abbiamo cominciato a frequentarci e siamo diventati...
- Amanti. - Ah.
Per questo non ho detto che la conoscevo.
-Io sono sposato, ho moglie e figli. -Siete diventati amanti...
- Eh... - Stella era vergine.
Lei mi sta raccontando un sacco di fesserie.
No, no ! Io...
Io quando...
Io le devo raccontare una cosa, altrimenti lei non può capire.
Gli stagionali non potevano portare le famiglie.
Noi bambini non potevamo uscire di casa o affacciarci alla finestra.
Stavamo chiusi negli appartamenti, in penombra
con le tapparelle abbassate.
Non si poteva piangere, ridere o giocare.
Noi non esistevamo ! Noi non dovevamo esistere.
Sa quanti italiani sono cresciuti così in Svizzera ? Migliaia !
Vieni.
Appena mia zia sentiva un rumore per le scale
mi chiudeva a chiave nell'armadio.
Una volta vennero i poliziotti.
Il cuore mi batteva così forte che pensavo mi avrebbero sentito.
E poi all'improvviso... silenzio.
Come quando si muore. Almeno, io così me lo immagino.
Ero piccolo ! Pensavo che il diavolo mi stesse venendo a prendere.
Ancora oggi mi vergogno a dirlo, dottoressa. Me la feci addosso.
Non so quanto tempo rimasi in quella condizione
prima che zia tornasse e mi aprisse.
Era stata in Questura per un controllo.
- E' stata Stella a chiudere la porta di casa da dentro. - Sì.
Dottoressa, noi uomini siamo diversi da voi donne.
Noi siamo meno romantici.
Quando ero in Svizzera, non ho pensato poi tanto a Stella.
Quando ci siamo rincontrati, per me è stata una piacevole coincidenza.
Invece, lei no. Ci ha visto subito la mano del destino.
Mi ha portato al ponte di pietra, il luogo del nostro primo bacio.
Lì l'abbiamo rifatto. Dopo più di 30 anni, dottoressa.
Io non me l'aspettavo. Non me l'aspettavo !
Ho provato un'emozione... fortissima.
Dopo tanti anni, la vita mi stava restituendo il primo amore
e tanto altro che mi aveva tolto.
Io ci pensavo. Io pensavo sempre a quel bacio il giorno dopo.
Avrei voluto rivedere Stella, ma lei... temporeggiava.
Io non riuscivo a capire. "Ma perché ? Perché ?"
Poi è arrivato il 26 maggio, quando ho fatto un po' d'ordine in cantina.
- E ha trovato il CD. - Già.
"E ti vengo a cercare".
Ho rifilato una scusa a mia moglie e sono corso a casa di Stella.
Lei era stupita di sentire la mia voce dietro la porta.
Ci ha messo un po' ad aprire e poi ho capito perché.
Si era messa pure il completino sexy.
Era andata pure dall'estetista, per farsi trovare pronta.
Sì, sì.
Quando mi ha aperto, le ho dato il CD.
Mi batteva forte il cuore.
Siamo finiti a baciarci sul letto, come... due adolescenti.
All'inizio è stato...
bellissimo.
Però poi lei si è spogliata e ho visto quel completino intimo
un po' aggressivo, una nota stridente. Mi ha quasi scioccato !
Poi il suo telefono ha cominciato a squillare a ripetizione.
Alla fine ha risposto.
Era Bizzarri, un uomo che aveva conosciuto in chat.
- Ah... - E mentre Stella era al telefono
anche a lei è squillato il cellulare
proprio con quella suoneria.
Bizzarri l'ha sentita.
Era mia moglie. Voleva sapere che fine avessi fatto.
Ho accampato un'altra scusa. Quando ho chiuso, ho guardato Stella
e...
è stato come svegliarsi da un sogno.
Non avevo più voglia di stare con lei.
Ho pensato a mia moglie, ai miei figli
alle difficoltà superate insieme.
Senti, Stella, io... non mi sento molto bene oggi.
Facciamo un'altra volta.
Ma che stavo facendo ? Che stavo facendo, dottoressa ?
Stavo facendo una sciocchezza.
Se non resti, io chiamo tua moglie e le dico tutto.
Tutto che cosa ? Che siamo amanti e dura da anni.
- Lasciami andare ! Dammi... - No !
- Dammi queste chiavi ! - No.
Dammi le chiavi ! Dammi la chiave !
Dammi le chiavi ! Dammi...
Dammi la chiave ! Dammi la chiave ! Dammi la chiave, Stella !
Stella...
Stella.
Ste...
Ste...
Mi sono sentito... come in trappola
come quella volta nell'armadio.
De Nardis non se ne andava. Stava lì, sul pianerottolo.
Ero in trappola ! Ero in trappola ! Non potevo uscire !
Ho cominciato a cercare nella casa una via d'uscita.
Giravo come un pazzo !
Sono uscito da lì.
Signor Calenzano ?
Prego.
Prego, da questa parte.
-Dove andiamo ? -Non vi preoccupate. State tranquillo.
- Imma ? - Eh ? - Ci sono la maestra Strammiello e Nicolas.
Dottoressa ! Mi scusi, ma Nicolas le voleva dire una cosa.
Vieni, Nicolas.
Che c'è ?
Volevo solo sapere dove aveva nascosto i soldi.
- Che soldi ? - I soldi delle mance dei turisti.
Stacchio non voleva dirci dov'erano e un giorno l'abbiamo inseguito
ma lui si è nascosto in una grotta.
- E l'avete trovato ? - Sì, l'abbiamo circondato.
- Lo volevate picchiare ? - Io no !
- Però i gemelli e Brunella sì. - E che hanno fatto ?
Niente, perché a un certo punto lui è scappato via...
ed è caduto in un buco.
Piangeva... e poi...
Poi ha smesso di piangere.
Ho pensato che si fosse addormentato e sono andato via.
Andiamo un po' fuori ? Ci andiamo a prendere un bicchiere d'acqua ?
- Arrivederci. - Arrivederci.
- Oh ! - Ciao ! - Cinzia.
- Ho portato una bottiglia. - Ma non dovevi ! - Figurati.
Grazie mille. Davvero non sapevo come fare.
Pensavo di averti spiegato tutto.
No, io su queste cose sono proprio negata. Zero totale !
- Ho deciso di mettermi a comporre. - Ah !
-Non posso permettermi un pianoforte vero. -Perciò sono qui.
- Forza, così torno a casa per cena. - No ! Ho preparato una cosa.
No, ma non c'era bisogno !
Hai detto che ami il pesce crudo.
Ho pensato: "Pietro viene e mi aiuta con la tastiera. Come mi sdebito ?"
-Sarebbe bastato un semplice grazie. -Questo è molto meglio. Siediti.
Prendo il vino.
- Valentina, vieni a tavola ? - E papà ?
Dice che cena fuori.
- Pronto ? - Buonasera, dottoressa. Sono Ernesto Morra.
Mi scusi per l'orario, ma ho potuto chiamarla solo ora.
- Ho visto il braccialetto che ha lasciato. - Sì.
Ricordo bene chi l'ha comprato. Lui era un nostro affezionato cliente.
Il cavalier Latronico.
- Cenzino Latronico ? - Sì, proprio lui.
Spero di esserle stato utile, dottoressa.
- Utilissimo, grazie. - La ringrazio, buonasera.
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