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Original subtitles

Cara.

Sì? Cara, ascolta. Ma sì, che vuoi? C 'è una cosa che forse tu non

sai.

Davvero? Cara.

Sì? Stammi vicino. Ma vicino a quale? Potrò dirti quanto è bello stare

insieme, stretti, stretti. È una cosa. Cosa? Ma tanto dolce.

Dici? Stare insieme, stare insieme a parlare. Ma dai, fa caldo.

Ma è tardi.

Ma no, che fai?

Grazie.

Cara,

cara ascolta, ti ho insegnato quella cosa che tu

sei. Che bravo. Cara, stai vicino,

potrai dirmi che ti piace stare insieme. Stretta è

una cosa, ma tanto dolce.

Stare insieme, stare insieme a far l 'amore.

E adesso che ti piace, su spogliati ancora.

Ma dai!

Non c 'è niente di più bello, hai capito anche tu.

Dai! Se resti stretta, stretta qui con me.

Io e te, sempre insieme.

Stretti, stretti.

Così, dolce.

Sì. Dio, è bello.

Mi scusi, cara, ma io devo proprio rifare il trucco.

Ma io sto già morendo di caldo. Non basta per caldo, bisogna che il pubblico

veda. E c 'è solo un sistema, suda, suda e suda.

Ma questo qui deve per forza impeciarmi tutta la faccia con la vaselina. Per

forza, no, devi sudare come una fontana.

Questo è sciolto, sentitelo, le calde notti di oriente.

Ma lo sai perché in oriente le notti sono calde? Non perché si suda, ma

si scopa.

Per favore, Cristina, non dire stronzate, altrimenti mi blocchi l

guarda. Ricominciamo con le prove, dai. Zoom indietro, brava. Cristina, la

bevibra.

Avanti, Leonucchio.

Il mio tesorone dolce.

Dimmi, che cosa mi fareste?

Cristina, ma che fai? Un po' meno sexy, ti prego.

Qui siamo in un harem, non in un casino.

Non ci si può mai fidare di voi donne.

Sì, ma facciamo o no la pubblicità a un prodotto stronzo che secondo loro

suscita caldi pensieri d 'amore? Certo, ma non stiamo girando un film porno.

Stiamo girando un cortometraggio pubblicitario. Hai capito la differenza,

D 'accordo, checca. Facciamo come vuoi tu. Va bene, allora ricominciamo.

Motore.

Azzio! Cristina la bottiglia. Brava.

Avanti, Leopoldo.

Ecco, versati da bere. Bevi, bevi, bevi. Ecco, resti la forza.

Ora qualcosa sta cambiando dentro di te. Cambia qualcosa.

Vai, Cristina, provalo.

Come ti senti?

Bene? Ma provalo di più.

Siete un cielo?

E allora?

Come ti senti?

Come si sente? Fagli vedere come ti senti. Tu, avanti.

Vieni.

Fai vedere.

E vieni?

Fai vedere che sei arabeta.

Mi sento uomo, mi sento uomo!

Fai un po' la taglia di questi pezzi, mi sento uomo!

Mi dica la verità.

Gli piacerebbe farle un ugo.

Come dice, prego?

Ha visto che fada, dottore?

Non mi dica che una pupa come quella non se la farebbe pure lei.

Che c 'è?

Non gli piace? Ma come non mi piace? La signorina è la mia fidanzata.

Ci dobbiamo sposare fra due mesi. Come non detto, dottore.

Non si preoccupi, operaio. Lei non è il primo che mi dice una cosa del genere.

Con tanti auguri.

Un pezzo di figliola come quella, mica vorrà averla in esclusiva.

Lei dice, eh?

Niente esclusiva.

Mi permette una confidenza?

Sarebbe sciupata per uno solo.

Giusto, operaio.

Confidenza per confidenza.

Anche a me è venuto qualche dubbio.

Ma che è essa matta? Ma che deve dire Cristina? Stavamo girando. All 'anima

'eunuco, questo qui fa sul serio, un altro po' mi mette incinta.

Ma dove sono quegli stonsi della produzione?

Glielo avevo detto che per questa scena ci voleva un eunuco vero. Mai che mi

diano ascolto a me.

Adesso voi due calmatevi, calmatevi, che ricominciamo da capo.

Ma che è matto, dottor? Perché?

Ma mica vorrebbe per tatti fitti.

Ci sono già stati due casi di intossicazione tra i componenti della

bravi. E voi ci fate anche la pubblicità.

E c 'è di peggio. A berne solo un goccetto.

E si ammoscia.

Si ammoscia cosa?

Eh, dottor.

Gli esamosci artisello.

Per piacere smettila delle sporcherie.

Scioccone. Vedi, dottor, questo se ne è bevuto una botta. Che greve! Pausa,

ragazzi! Anando, smolta tutto!

Mi arriva del cestino!

Ciao,

cara. Ciao.

Ho visto la tua scena con il ciccione, sei stata molto brava.

Avevo proprio bisogno di te per una cosa urgentissima. Ma certo, tesoro. Vieni,

andiamo nel mio camerino. Andiamo.

Oh, la valigia. Sai, volevano farmi bere quella cosa che a uno poi gli si

ammoscia. Ma io ho detto di no.

È il tuo camerino.

Che bello, è molto disordinato, ma si vede che è un disordine artistico.

Quanta bella roba che c 'è.

Però il tuo deve essere proprio un ambientaccio. Quei regista mi sembrava

uomo. Ma no, caro, è proprio finocchio.

Ecco, appunto, volevo dire.

Che belle fotografie. Chi te le ha fatte, cara?

Sono proprio belle.

Ecco, vedi, qui sei un po' troppo nuda, magari.

Però la fotografia è carina.

Amore, che fai? Ti spogli?

Ma no, che dici? Vorrei solamente che tu mi aiutassi a scegliere il nostro

salotto. E per scegliere il salotto ti spogli? No, tesoro, voglio solo fare una

bella doccia.

Amore, sai, scusami se mi permetto di ricordarti che io dovrei andare in

ufficio. Ecco, guarda, tieni, scegli intanto. Questo è un album di salotti.

intanto vado sotto la doccia.

Vai sotto la doccia.

Senti, ma vuoi proprio che decida io?

Sì. Tutto da solo?

Avanti, caro, perché non ti metti seduto.

Levati almeno la giacca, no?

Io voglio una bellissima casa in città.

Una in montagna e una alle Bahamas. Quella alle Bahamas però ci mandiamo tua

madre. Rompe sempre.

Perché non ce ne facciamo una che gira, sai, per via delle tasse? Ma cara, io

non sono un industriale, io le tasse le ho sempre pagate.

Allora, hai deciso? Sì, tesoro. Ho scelto quello stile rococò.

Ci metteremo la fodera a poix, ti piace?

Ah, meno male. Allora ho indovinato. Pensa che ho già ordinato quello moderno

con lo salmone. Ah, sì?

Brava. E allora perché chiedi il mio parere se fai come ti pare?

Amore, su, lo sai che tu non hai un briciolo di gusto, no? Così quando tu

qualcosa io faccio esattamente il contrario.

E non si fa mica così, tesoro. Così tu mi distruggi. Ma dai, amore, non ti

offendere, su.

E anche questione di sensibilità. Ma come puzza questa stanza.

Dai tesoro, a forza di interpretare le calde notti d 'Oriente, mi è venuta

voglia di un caldo pomeriggio d 'Occidente. Ma tesoro, io devo andare a

lavorare, se no si fa tardi.

Senti, perché non giochiamo la bella addormentata nel bosco? Tu sei il

che mi viene a svegliare. No, adesso no, adesso devo andare a lavorare. Senti,

allora giochiamo a lupo e a pecorello. Dai, ma tesoro, caldi sempre.

Va bene così?

Amore, cerca di metterci più impegno. Su, ma io devo andare in ufficio. Ma che

ti importa dell 'ufficio?

Su, stai qui, ma fammi... Fammi guardare l 'orologio, no?

Ecco, vedi, si è fatto tardi. Devo andare in ufficio, su. Eh sì, buona.

Dato che la situazione è venuta evolvendosi in maniera irregolare, Sarà

opportuno procedere con la massima cautela. Certo, dottore, con la massima

cautela. Oh, non muovo un passo se prima non si è accertata accuratamente della

situazione finanziaria della ditta. Certo, dottore, non muoverò un passo.

E non credano certi signori solo perché siamo un 'azienda di Stato che noi si

butti il danaro dalla finestra. Non devono crederlo che lo buttiamo dalla

finestra. Da dove lo buttiamo?

Signorina, per cortesia, mi porti il fascicolo sui nuovi capitolati d

Bella, la sua segretaria. Trovo, non me ne sono accorto. Però, non mi dica che

la sua segretaria sa anche battere a macchina.

Donati, sa quale è il mio motto? No, so che lei è un motteggiatore.

Ma, sa, ognuno ha i motti suoi.

Lavoro e vita privata non va mai mescolata. Che bel motto.

Lavoro e vita privata non va mai mescolata.

Non sapevo che lei fosse anche un poeta.

Carina.

Permette un 'audacia? Sì.

Ma lei è una mescolatina, proprio non gliela darebbe. Donati.

La prego di tenere un contegno più conforme alla dignità dell 'ufficio. Sì,

signore. Prenda. E la studi dettagliatamente.

Senz 'altro, dottore.

Buongiorno. Buongiorno, vada.

Buongiorno.

Io questa una mescolatina gliela darei.

Alberto, che fai?

Sono le 5 passate da 30 secondi, ma che farremane? Ma ti rendi conto che la

nostra è un 'azienda di Stato? E poi avessi io un occhio come il tuo,

sottosegretario al Ministero del Tesoro?

Al Ministero delle Finanze, delle Finanze. Sempre democratico cristiano è,

sottosegretario. Con un occhio come il tuo, io verrei in ufficio una volta al

mese, per dichiarare lo stipendio, i piccioli e falare. Ah, Franchini?

Eh? Se tu sparissi qui dentro, nessuno se ne accorgerebbe. Vai!

Come non detto, come non detto.

Signorina, signorina Rossana Riverisco, ma perché non andiamo a cena insieme

stasera?

Beh, veramente io per questa sera ho un altro impegno.

Non mi dirà mica che è impegnata con Alberto.

Che male ci sarebbe.

Non ci sarebbe niente di male, ma ci tengo a precisare che la signorina non è

impegnata con me.

Ho capito, ho capito tutto.

Tutta per te la vuoi tenere, egoista.

Mamma mia, le femmine non mancano.

Saludiamo.

Signorina, baciamo la mano.

Baciamo tutto, bellissima.

Sto andando, lavoratore.

Secondo me, forse Ciancini crede che io e lei ci fermiamo oltre l 'orario d

'ufficio per fare chissà che cosa.

Ecco appunto, chissà che cosa.

Del resto io e lei siamo soli, completamente soli e

potremmo fare di tutto.

Ma se ne rende conto o no? Ma certo che me ne rendo conto, è proprio per questo

che ci ho tenuto a precisare.

Lei potrebbe per esempio violentarmi con la forza, qui, sulla scrivania.

Sulla mia scrivania? Ma non diciamo sciocchette, se l 'immagina lei le mie

dove andrebbero a finire.

Sì, sulla scrivania non va bene, per terra, sul pavimento.

Signorina Rozzana, sta forse cercando di dirmi che se io volessi potrei

violentarla sulla scrivania o anche sul pavimento.

Ma no, voglio dire che in fondo, anche se succedesse, non sarebbe una sorpresa.

Sa, l 'uomo è cacciatore.

Sì, l 'uomo è cacciatore, ma io credo di essere un capufficio esemplare.

Se sapesse come sono i capuffici esemplari.

Come sono?

I più sporcaccioni di tutti.

Pertanto, essendo in attesa delle liberatorie doganali, non possiamo...

Ti può?

Non possiamo. Comendatore, se lei non ha altri ordini, io avrei finito.

Ha già terminato di sistemare quei preventivi donati? Sì, sì.

C 'è una piccola discrepanza di qualche milioncino, ma in base al preventivo che

lei ha fatto... Va bene, va bene, ne parliamo domani, non questa sera,

perdere. Arrivederla. Grazie.

Tanti saluti alla sua gentile signora. Grazie, non mancherò.

Buonasera.

Pensavo proprio che questa sera non se ne andasse più.

Tutte le sere per colpa sua perdiamo un sacco di tempo.

Ma dopo almeno siamo sicuri che nessuno ci disturba, no?

Vuole essere sempre l 'ultima ad andare via, lo sai.

No, voglio un aumento di stipendio. Come, un altro?

Ma figlia mia, di questo passaggio dovrei apprendere più del direttore

credimi, non posso.

O mi dai l 'aumento di stipendio o vai a letto col direttore generale. Come col

direttore generale? Ma ti sembra questo il momento di scherzare? Andiamo, non

perdere tempo, su.

Ma non ti sembra che io valga molto di più di un direttore generale? E allora

che cos 'è un piccolo, innocente aumento di stipendio? E poi i soldi mica li

tiri fuori di tasca tua, no?

Questa è un 'azienda a partecipazione statale, sono i contribuenti italiani a

pagare. Hai ragione, sono soldi dei contribuenti.

Eh sì, credo che sarebbero felici i contribuenti se sapessero, o meglio, se

vedessero con i loro occhi.

Dove vanno a finire?

I loro soldi.

Signor Donati.

Guarda, mi scusi signorina, non l 'avevo vista.

Signor Donati.

Mi scusi, potrebbe offrirmi un passaggio?

Beh, veramente io vado di fretta. Sa, sono rimasta senza macchina.

Sarebbe così gentile di accompagnarmi fino a casa.

Signorina Rossana, sa qual è il mio motto?

Lavoro e vita privata non va mai mescolata. Dottor Donati, per una volta

sembra che non ci sia niente di male. Ha ragione, non c 'è nulla di male.

Ma sa cosa penserebbe la gente se la vedesse con me?

Che lei è una ragazza poco seria.

Mi piacerebbe tanto che lo pensassero.

E allora le dirò che è una questione di principio.

Io sulle questioni di principio mi dispiace, ma non transigo. Permette

grazie.

Posteggiante, metta sul conto.

Ma mi accompagna almeno fino alla fermata della metropolitana.

E va bene, facciamo come dice lei.

Da che parte è la metropolitana? Da questa parte.

Da quella parte?

E allora è proprio impossibile. Io vado esattamente dall 'altra parte. Mi scusi.

Grazie.

Un passaggio.

A te te lo do un passaggio.

50 lire, prendi la metropolitana e te ne vai a casa.

E ti fai anche una bella camminata.

Tocca, tocca.

Così dimagrisci pure.

Vai, vattene a casa da sola, vai.

Vabbè che a me stai a vestire bene anche così.

Ma io sono fidanzato.

Tu lo devi pagare lì.

Mi guardi sempre, in ufficio.

Ma siccome io sono fidanzato, io assaggi non ricorso là.

Buongiorno, signorina.

Buongiorno, maresciallo. Buongiorno, signor Donati. Come va? Si può? Prego,

venga avanti, si accomodi.

Si accomodi?

Mi dica tutto, maresciallo.

Dunque, allora... Ho il penoso compito, signor Donati, di

annunciarle che i suoi sospetti erano fondati.

Vuole dire che la mia fidanzata mi tradisce?

Oso dire che la tradisce in maniera veramente scandalosa. Ho le prove che si

incontra con un altro uomo. Posso sapere con chi?

Sono qui per questo.

Ora le mostrerò le prove.

Lo vedrà con i suoi stessi occhi.

Ecco.

Mi fai il filmino?

Sì.

Ma io quella villa la conosco.

Quella è la villa di Giuliano.

Giuliano è il mio migliore amico.

Guardi che piscina.

Ma... Ma quella è Cristina.

Che ci fa da queste parti?

Ah, chiude il cancello. Aspetti, aspetti.

Dove va?

Guardi che bel sorriso.

Ma quelli... Vedi, vedi, quello è proprio il mio amico Giuliano, che si

con Cristina e si salutano affettuosamente.

E questo avviene tutti i lunedì e i giovedì. E la signorina arriva sempre

puntualissima, sa? Pensi che con me non è mai stata puntuale?

Se permette, non è questo l 'aspetto più spiacevole della questione.

C 'è un aspetto più spiacevole?

Eh, sì. La signorina si trattiene in villa dalle quattro...

Alle sei. Ma potrebbe essere una normale visita di amicizia, non le pare?

Vuoi vedere anche il congresso carnale Plurimo?

Carnale?

Plurimo?

Plurimo quante volte?

Ora glielo faccio vedere.

Ma che fa, ride?

Ha un riso amaro.

È fuori quadro? Ma no, cosa dice?

Abbiamo piazzato la macchina da presa sotto uno dei due divani del soggiorno.

Vede? Quelle mutandine là, le le ho regalate io. Per il giorno del suo

compleanno le ho comprate in via frattina.

Quattromila e otto.

Quattromila e otto.

Ives Cluse.

E come ben salta all 'occhio.

Non si tratta di una semplice visita di amicizia.

Beh, che c 'entra?

Forse avevano caldo.

Non c 'è niente di male ad avere un po' di caldo.

Ecco, vedi?

Avevano un po' troppo caldo.

Tant 'è vero che lei se ne va.

Dove va?

Ma che fa?

Guarda! È anche questione di educazione, no? Un po' di riguardo almeno per me.

È inutile che le dica cosa stanno facendo. E che cosa stanno facendo? Non

chiaro. Sono tutti i piedi.

Guardi adesso.

Guardi bene.

Cristina si è stesa sul divano e adesso piano piano

si distende anche Giuliano.

Che c 'è?

Guardi che la pellicola balla. Ma no, sono loro due che ballano.

Ah sì?

E senza musica?

La fanno loro la musica.

Abbiamo scoperto che la signorina Cristina non è la sola donna a

rapporti carnali con il suo amico. Ah no?

Se la cosa le interessa. Sì, sì, mi interessa. Come si dice, mal comune,

gaudio.

Abbiamo del materiale di prima qualità. Ah sì, bene.

Allora vediamolo subito.

Questa si chiama Benita.

Sì, carina.

Ed è sposata.

Mi scusi, sa, ma il montaggio la sia un po' a desiderare.

E questo è quello che avviene il martedì e il venerdì, dalle 4 alle 6.

Metodico, il mio amico Giuliano.

Questo gioco io lo conosco, si chiama il salto del leone, me lo ha insegnato

Cristina, lo so fare anche io.

Chissà dove l 'ha imparato Cristina.

Che si è guastata la macchina da presa?

No, si è guastata questa, adesso provvedo.

Che peccato, speravo proprio che non ce la facesse.

Questa si chiama Elga. Elga? Sì, è una ragazza tedesca.

Che vergogna.

Importunare le ragazze straniere.

Ecco, vedi, sono proprio i ragazzi come Giuliano che rovinano il turismo. Il

turismo è molto importante per la bilancia dei pagamenti, sa?

E questo è quello che avviene alla villa del suo amico il mercoledì e il sobato.

Dalle quattro alle sei. Esatto, dalle quattro alle sei.

Ma che?

Un film di Ridolini?

Sembra un saltabicchio.

Ma sempre così per due ore.

Bella resistenza però, no?

Le ho già detto che il montaggio è molto difettoso?

Il montaggio in che senso? Nel senso della pellicola.

Ah, ovviamente.

Scusi, ma se ho capito bene il concetto, il mio amico Giuliano è impegnato il

lunedì, il martedì, il mercoledì, il giovedì, il venerdì e il sabato. La

domenica, che cosa fa?

La domenica segue?

Ah già, non ci avevo pensato.

La situazione del suo amico è estremamente vulnerabile. Eh, lo credo

avviso. Permette, le posso suggerire? Prego, se ha qualche idea, dica pure.

Ecco, quando interviene qualche fatto nuovo, Lui fa chiamare le sue donne al

telefono dalla sua segretaria per comunicare i cambiamenti d 'orario.

Se vuole le posso fornire gli indirizzi e i numeri telefonici delle altre due

amici.

Giuliano, Giuliano, avrai la lezione che ti meriti.

Signorina Rossana.

Dottor Donati, ma come si è conciato?

Come mi sono conciato?

E come mi sono conciato?

Beh, i capelli.

Ce l 'ha presente lei Bogard in Casablanca?

Ecco, chi mi ricordava.

Ma lo sa che lei è il sozia di Antri Bogard?

Sì, trova?

Beh, adesso non esageriamo. Senta piuttosto.

Sì?

Mi dica.

Lei ha telefonato ai tre nominativi che le ho dato, vero? Ma certo.

Mi sono fatta passare per la segretaria dell 'avvocato Ruggeri. E ho convocato

le tre persone alla villa a mezz 'ora di distanza l 'una dall 'altra. Brava.

Signorina Rossana, mi rendo conto che quello che le ho chiesto esula dal suo

normale lavoro.

Beh, si figuri, io... Io sono ben contenta di poterle fare un piacere.

Rossana. Dottor Donati. Grazie.

Sul mio orologio sta per scoccare l 'ora della vendetta. È meglio che vada.

Oh, no!

Io adoro la vendetta, l 'amore, l 'avventura. No, troppo pericoloso.

Troppo pericoloso? Sì. No, mi riferivo all 'ufficio. È meglio non abbandonarlo.

La pistola ce l 'ho.

I guanti l 'ho presi.

Mi sono trasformato così che nessuno mi riconosce.

Sto pure meglio.

Il coraggio non mi manca.

Caro Giuliano, hai i minuti contati.

Prima di ammazzo e poi di denuncio. Certo. Anzi no.

Denuncio la scomparsa del cadavere.

Denuncio la scomparsa del cadavere alle competenti autorità.

Telegramma?

Ah, sei tu!

Ma come ti sei conciato!

Senti, cosa ci fai da queste parti? Sono venuto a trovarti, ti dispiace? No, no,

non è che mi dispiace, ma sai, purtroppo è un appuntamento, sono anche in

ritardo. Oddio, come sono in ritardo!

Senti, Alberto, scusa, sono in ritardo, sai, purtroppo... Se cerchi di

nascondermi che hai un appuntamento con Cristina, rilassati, già so tutto.

No, ma... Senti, Alberto!

Alberto! Cosa hai detto? Scusa, non l 'ho capito bene.

Cosa c 'entra Cristina?

Tranquillizzati, non ti chiedo delle spiegazioni.

Ti chiedo soltanto qualcosa da bere. Ah, vabbè, posso finire tutto quello che

vuoi. Vuoi un whisky?

Non c 'hai una gazzosa?

No. E vada per il whisky.

Prego.

È qui che avvenivano i congressi. Eh? I congressi?

Mica ti capisco, sai, ti preparo da bere.

Mi capirai.

Oh, ma sei matto?

Ah, va bene, se volevi farmi paura ti sei riuscito, dai. Ma adesso metti via

quella mente e mi c 'è... Vero, ma ti... ti sparerò.

Sono venuto per sparare.

Beh, lasciami parlare prima, non so.

Dammi almeno tempo di spiegarmi, no?

Hai un minuto di tempo per parlare.

Va bene, posso sedermi.

Se ti scusa, ti spiacerebbe spostare quella nese lì? Io così non riesco a

concentrarmi. Ricorda che mi chiamano la pistola più veloce delle partecipazioni

statali. Una mossa falsa e sei morto.

Vabbè.

Dunque... Intanto bisogna partire dalla premessa che Cristina è una ragazza

fantasiosa e piena di vitalità.

Una ragazza molto generosa, eh, sì. Sempre pronta a dar via tutto.

In che senso?

No, volevo dire, Alberto, è chiaro che anche tu, con il tuo comportamento un

troppo riservato, hai lasciato nella sua vita dei vuoti che io ho dovuto

riempire. E proprio quei vuoti là dovevi riempire. Vabbè, non ti arrabbiare, non

scendiamo in certi particolari un po' delicati, basta. Ecco, bravo, non

scendiamo in particolari.

Alberto, guarda che la nostra relazione è stata una cosa fugace, così stupida,

hai capito, insignificante.

Se penso che potrai averla per tutta la vita, ho tento di invidiarti, veramente.

Ah, sì, eh? Ah, pensa a poterla adorare, metterla su un piedistallo. Sotto un

piedistallo, un piedistallo di marmo di una donnellata e mezza.

Giuliano.

Giuliano.

Giuliano, io non volevo.

Giuliano è morto. Oddio, adesso che faccio?

Devo nascondere l 'arma del delitto.

Sì, ecco, dove la nascondo? Qui.

Eh, no, qui no.

Devo nascondere prima il cadavere. Lo metto nell 'armadio, no?

Nell 'armadio no. Vanno sempre a cercarlo là dentro.

Lo nascondono nel frigorifero, nel frigorifero. È troppo piccolo, dove lo

nascondo? Lo nascondo nel giardino.

Una bala. Dov 'è una bala? Ma per far che?

Oh, ma si può sapere cosa stai facendo, pirla?

Ah, non sei morto, eh?

Adesso ti ammazzo con le mie stesse mani. Eh?

T 'ho fatto male?

Eh sì, guarda un po' che m 'hanno mai conciato.

Guarda. Ma qui ci viene un 'infezione.

Aspetta un momento.

Ecco. Dove sta?

Vigliacco. Per te ormai è cominciata l 'agonia.

Brutta garogna. Vieni qui, dammi la mano.

Piano, eh.

Prima di guro e poi da matto.

Aiuto.

E questo chi sarà?

È Cristina.

Cristina?

Puntualissima, spacca il secondo.

Dove vai?

Io qui non ci sono mai venuto, eh? Allora vado ad aprire io. Sì, sì, vai,

Hai fatto il furbo.

Adesso ridiamo, vedrai.

Dove mi nascondo?

Cosa stai facendo? Non vedi?

Avanti, spogliati che poi ti spiego. No, no, no, cara, non precipitiamo le cose.

Tesoro, che tipo di rapporto sessuale ti andrebbe oggi? No, no, no, fermati,

fermati. Oggi niente rapporto, attinezza completa.

Sai, ho letto di una nuova posizione che si chiama Fior di Loto. Come?

Fior di Loto?

O preferisci un amplesso extrauterino? No, extrauterino.

Sai, è da troppo tempo che trascuriamo Sodoma e Gomorra.

Sodoma e Gomorra?

In che senso?

Ma si può sapere che cos 'è? Insomma, c 'è... c 'è Cristina che... a pensarci

bene... Io non ti amo, non ti ho mai amata, ecco.

Ma neanch 'io ti amo. Io sono innamorata di Alberto, lo sai.

Ecco, brava.

Ah, bene, brava. Sei innamorata di Alberto.

Sentito?

Lo sai, Giuliano.

Con te mi piace solo scopare.

Hai firmato la tua condanna a morte.

Beh, Cristina, il tuo cinismo qualche volta è sconcertato. Lo sai come la

no? Un orgasmo al giorno, leva il medico di torno. Sì, appunto.

Cristina, volevo dirti che... Ecco, che io sono arrivato alla conclusione che...

Che forse... Che forse, ecco, è decisamente immorale che io tradisca

più caro amico.

Ma io ti ho scelto non solo perché hai una tecnica sessuale molto progredita,

perché sei uno che legge, che si tiene aggiornato sui rapporti sessuali, ma

anche perché sei il miglior amico di Alberto. Tutto per questo non ti sembra

immorale, eh? O perlomeno poco delicato.

Ma no, io penso che Alberto apprezzerebbe molto la mia scelta, se

chiedere la sua opinione. E io credo che Alberto apprezzerebbe di più se tu gli

fossi fedele.

Ma io gli sono fedele, però solo sul piano dei sentimenti.

No, no, no.

Cristina! Cristina!

Io... Io credo che noi due abbiamo sbagliato tutto, sai.

Ma non è che per caso tu hai qualche problema strettamente personale? Come?

In che senso, scusa?

Beh, di solito quando gli uomini cominciano a parlare di morale è solo

sono a corto di benzina.

Oh, Cristina, guarda che io di quella benzina lì ce n 'ho da vendere anche

emiri del Kuwait.

Si fa così per dire.

Megalomani. Beh, basta, mi sono proprio rotto. Ma dove vai, Giuliano? Vieni qui.

Ascoltami, cosa c 'è? Perché fai così?

Che cosa ci posso fare? Sono una linfomane. Te lo sapevi, no?

Sei tu una scalzone. Prima te ne approfitti e poi me lo rinsani. Ma io

rifaccio proprio niente.

Vuoi sapere la verità?

Ecco, la verità è che io mi sono stufato di avere gente per casa.

Cosa? Gente per casa? Sì, sì, gente per casa.

C 'è un 'altra donna in questa casa.

È questa la verità. Ecco perché mi vuoi mandare via, perché in questa casa c 'è

un 'altra donna. Ma che altra donna? Vai, vai a vedere, così ci divertiamo.

Oh, Cristina!

Ah, sei tu.

Perché ti sei nascosto qui dentro?

Io? E chi si è nascosto? Non negare, ti sei nascosto. E perché dovrei

nascondermi? Ma non mi passa neanche per l 'anticamera del cervello, Cristina.

Cristina, aprimi, aprimi che qui dentro si soffoca.

Cristianuccia, non essere malvagia, aprimi.

Prima mi devi dire che cosa sei venuto a fare a casa di Giuliano invece di

andare in ufficio. Ero venuto per firmare dei documenti, Cristina.

Ero venuto per firmare dei documenti, siccome devo fare la denuncia dell 'IVA.

Dell 'IVA?

Certo, dell 'IVA.

Cristina, no, ti giuro che la denuncia dell 'IVA si fa.

Ti apro se dirai la verità.

E va bene, ti dirò la verità.

E va bene, ti dirò la verità.

Avanti, parla.

Ero venuto a trovare Giuliano perché mi era venuta voglia di una cazzosa.

Poi sai, siccome lui mi ha offerto un whisky che a me non piace... Cristina,

Cristina, aprimi.

Non negare, tu mi stavi spiando.

Ma no, ti giuro, non ti stavo spiando.

Se tu sei qui è solo perché non hai fiducia in me, questa è la verità. Ma...

Ma cosa dici, Cristina? Ma ti giuro. Ma come si fa a non avere fiducia in te,

Cristina? Copriti piuttosto che puoi prendere freddo.

Cristina, adesso io devo andare in ufficio, poi ti spiegherò tutto, va

Ciao, amore, ciao.

Fermati. Scusami, Cristina, ma proprio non posso rimanere. Torna subito

indietro. Ciao, Giuliano.

Ehi, Gino, delle spiegazioni. Un giorno vedrai, ti spiegherò tutto.

Alberto, vieni subito qua.

Ma sì, Alberto, Alberto, ma non fare il bambino, dai, torna indietro. Ciao.

Oramai è tutto chiarito, no?

Non ti arrabbiare, Cristina, non è proprio il caso.

Ciao, Giuliano.

Ah, Cristina, per quei documenti, vedrai che un giorno o l 'altro passerò a

firmarli. Fai tranquillo tu, non ti preoccupare.

Ecco, ti sta bene, l 'hai vista non obbedire? Ma Alberto, insomma, con te,

sei fatto male?

No, non mi sono fatto proprio niente, mi sono rotto una gamba.

Vedrai che farò tardi anche in ufficio.

Dottore, qui c 'è un uomo che si è lussato una caviglia. Mi sembra grave,

subito, eh?

No, no, tesoro, non ti preoccupare che non è niente. Mi si è soltanto

la gamba.

Esagerato, accorciato la gamba. Ma sei il tipo che è molto grave. Senti, sei

fatto niente. Senti,

Alberto, tu mettiti subito a letto e tu aiuta. Io scendo in città a comprare

dell 'acqua vegeto -minerale e te le vende. Sì, sì, non ti preoccupare,

Cristina, vai tranquilla, lui ci penso io, va.

Va in cucina, portami un caffè.

E tre, ecco fatto.

Va, tieni.

Prenditi.

Beh, com 'è?

Buono. Sai, avevo finito il caffè e ho usato il fuoco. È buono lo stesso.

E questo adesso chi è?

Questa è quella del salto del leone, è Benita. Benita? Oh, porca vacca!

Ma questa qui è pericolosa, è gelosa.

Questo cosa faccio?

Ma ve la caccio io.

Oh, qui Alberto bisogna agire con prudenza. A me lo dici, sono affari duo,

non c 'entro proprio niente. Oh, bell 'amico.

Ma lo sai che questa frequenta la palestra di judo?

Ciao.

Oh, darling, sei stato tu a farmi telefonare? Sì, sì, ma c 'è stato uno

Oh, meno male, sai, ho pensato fosse stato un trucco di mio marito e uno che

gira armato di rivoltella.

No,

dico, ma sei matta?

Ma allora è pericoloso. Ma no, tesoro, è soltanto uno stronzo.

Figurati, se avesse ammazzato tutti quelli con cui gli ho messo le corna,

avrebbe popolato Roma.

No, no, aspetta, aspetta, Benita, senti, io stavo per uscire.

Casomai ci vediamo un altro giorno, eh, ti dispiace. Ma caro, dal momento che

siamo qui, perché non ne approfittiamo? Non vorrei mica mandarmi via a bocca

asciutta. Lo sai che sono golosa, golosa. No, no, Benita, Benita, senti,

senti, scusami, ma io oggi ho molto da fare, non ho tempo.

Ma nemmeno per una cosetta così veloce, veloce, tanto per gradire.

Cosa vuoi fare?

Spogliati, che poi ti spiego. Lo sai come sono fatto, no?

Io se non ho almeno un 'ora di tempo non mi civito neanche.

Bene, allora offroni un whisky.

Sì, va bene. Io ti offro un whisky, però dopo te ne vai.

Stai, Giuliano? Sì, Benita.

Credo proprio che cercherò di farti cambiare idea.

Ti dirò che questo l 'avevo già capito.

Allora, Giuliano, hai cambiato idea?

Su, spogli. Ma no, Benita, non è mica questione di cambiare idea.

È che io oggi ho un importante appuntamento da fare, capisci?

Non posso mica arrivare in ritardo.

Ma qui c 'è qualcuno.

Posso davvero mio marito?

Tuo marito?

No, no, Benita, guarda che qui veramente non c 'è nessuno, sai.

Tu mi stai nascondendo qualcuno? Ma come ti nascondo?

Ma no, veramente, Benita.

Attento, Giuliano.

Adesso capisco.

C 'è un 'altra donna. Sì, di la verità, su.

Guarda che se c 'è un 'altra donna io faccio un guardo. Benita!

Benita, Benita, vieni qui.

Benita!

Ma venite dove vai, torna giù!

Venite, dai!

Vettiti che poi ti spiego!

Vieni fuori di lì!

Scusi, ma che è, è matta? Ma che cosa ci fa lei del letto di Giuliano?

Giuliano! Ma cosa ci fa? Chi fa questo qui nel tuo letto? Vabbè, lui è un mio

amico, è venuto a trovarmi.

Già, e siete finiti a letto insieme. Ma che cazzo sta dicendo?

Io sono fidanzato con Cristina, non con Giuliano.

Ma sì, mentre se ne stava andando, è inciampato, si è slogato una caviglia.

Certo, me ne stavo andando, stavo salutando, non ho visto la piscina e mi

slogato una caviglia, tutto qui. Dai, mostrale la caviglia.

Fai piano, non fare il materiale. Guardi, proprio lì, sotto al calcagno.

Poverino, le fa male qui.

Faccia piano, per favore, no, io devo tornare in ufficio, lei mi rompe una

gamba.

Ma che è matta la tua amica, è proprio matta.

Mi scusi Sam, ma sono tanto gelosa.

Sai cosa farei se Giuliano mi tradisse? Lo tradirei col suo migliore amico. Il

migliore amico di Giuliano sono io. Oh, e allora mi dia il suo numero di

telefono. Donati Alberto, lungo Devereflaminio 38456, non mi ricordo

Ma la domenica va a trovarmi al lago di Vico. Oh.

A Hotel San Susi.

Ho una memoria di ferro.

Benita, vieni. Benita, andiamo, dai, lascialo perdere sto balordo. Su,

dai. Mi scusi, ma non mi posso potreste dire, ma ho la vaga impressione che noi

presto ci rivediamo. Ciao. Si ricordi, signora, attendo sue notizie.

Hotel Sanssouci?

Sanssouci.

Scusa che te lo dico, ma sei proprio un mascalzone.

Ma allora a te, a quella povera Cristina, non ci pensi proprio, eh?

Mi temi, eh, bamboccione?

Lo sai che se le avessi detto la verità sarebbe venuto a letto con me? Ah, sì.

Era già nulla. E perché non l 'hai fatto?

Così. Te lo dico io perché.

Perché hai avuto paura che da momento all 'altro tornasse Cristina, ecco

E perché tu, oltre che un mascalzone, sei anche un vigliaco. Ah, sì?

Che ore sono?

Sono le 5, perché?

Precise, precise?

Precise, precise. Cito un po'. Eh?

Il peggio sta suonando alla porta. È Elga.

Elga? Elga, Elga. Ah, ma questa non vado neanche ad aprire, guarda. Se mi arriva

in casa Elga non me la levo più dei piedi.

Vai, vai.

Elga si nervosina. Ma chi se ne frega? Farà come quelli di Pavia, che quando si

stufano se ne vanno via.

Ma tu non dovevi andare in ufficio, scusa? No.

Oggi io resto qui.

Anche se mi dispiace per il mio caro signor direttore.

Se quello scemo non arriva entro cinque minuti, io me ne vado. E porto pazienza,

cara, vedrai che verrà. Non è questione di pazienza. È che io a casa ho la mamma

che mi aspetta.

Ma è possibile che Donati se ne sia andato senza venirmi a salutare?

Mannaggia.

Tu non mi ami più.

Cos 'è che te lo fa pensare?

Sono tre giorni che non mi dai un aumento di stipendio.

Tesoro, tu sei arrivato a prendere uno stipendio pari a quello di un

di Stato. O mi dai un aumento di stipendio o mi rivesti immediatamente e

vado. Ma non posso, cerca di capire.

O mi dai l 'aumento di stipendio o tu con me hai chiuso proprio.

Senti, cara, guarda che non sei l 'unica segretaria di tutto fare qui dentro,

chiara.

Un momento.

A presto. Dai, aiutami.

Mannaggia, c 'è niente.

Vengo. Un momento.

Secondo le... Avanti.

Circa le percentuali sulle commesse... Mi scusi, signor direttore.

Che cosa c 'è?

Volevo avvisarla che stasera il dottor Donati è dovuto uscire un 'ora prima

'ufficio. È vero, a dirmelo soltanto adesso.

Ma non poteva dirmelo prima.

Signorina, per questa sera lei ha finito, vada pure a casa.

Ah, questo fazzoletto è mio.

Buonasera.

Arrivederci collega, auguri. Per la carriera.

Buonasera, arrivederci. Aspetti signorina, quanta fretta.

Ti faccio un po' vedere.

Ti tocca gli occhiali per piacere.

Che occhi conturbanti.

Così lei sarebbe la segretaria del dottor Donati.

Qual è attualmente il suo stipendio?

Quello minimo, signor direttore.

Le andrebbe un aumento?

Certo, signor direttore. Bene.

Ah, giovane fresca con manapesca.

Oh, lei è anche poeta.

Già, modestamente.

Domattina parlerò di te al capo del personale.

Grazie, signor direttore. No, non chiamarmi signor direttore, chiamami

commendatore.

Posso andare, commendatore? Vai, vai pure.

Nei prossimi giorni credo che ci vedremo molto spesso.

Arrivederci. Ciao.

E io che ti trattavo come un fratello. Senti chi parla. Tesoro mio adorato,

sei?

Tesoro mio adorato, dove sei? Ma questa da che parte è entrata? E che ne so.

È qui signorina, è qui.

Zitto, o ti spezzo l 'altra carica. Guarda che lo dico Cristina.

Hello.

Elga, cosa fai? Ti spogli?

Ma scusa, Elga.

No, ma come hai fatto ad entrare?

Te lo so, ero pensato di essermi sbagliato, ma poi ho sentito un rumore

villa.

Ma roba di matti.

Perché non hai aperto il cancello? Ho dovuto rompere la serratura.

Come? Ho rotto la serratura. Hai rotto la serratura? Sì.

No, dico, ma cosa ti sei messa in testa?

Senti, spogliati che poi ti spiego.

Come spogliarmi?

Ma no... Ma dai, ma no, Elga, c 'è stato un malinteso. Oggi non dovevi venire.

Andiamo al camera da letto. L 'adoro, l 'orgasmo pomeriggiano. Mi libera da

molto complessi.

Complessi? Ah, perché tu adesso hai dei complessi.

Ciao.

Io sono Elga.

Elga, l 'avevo capito da come è vestita. No, no, lei no, lei è la mia fidanzata.

Il tuo amico è molto gentile. Da quando sta entrata mi sta mangiando con gli

occhi. Ah sì, lo so, è un manioco sessuale, figurati. È vero?

Sì.

Guardi pure se le fa piacere, mica mi offendo, anzi.

Beh, veramente, scusi Sam, ma da quando è entrata che la sto guardando.

Le piace?

Sì. È un 'ombelica a conchiglia.

Come quella della Dea Venere.

Molto carina, non vi pare?

Come l 'ho trovata?

Mi dicono tutti che è molto rara.

Tutti? Tutti, tutti?

Tutti quelli che hanno vista.

Scusa, sai, Elka, ma ne parli come di un fenomeno di massa.

Lo sa che non ha mai voluto presentarmi ai suoi amici.

Per via dell 'ombelica conchiglia?

Amore, lo sai che non mi piace che si metta in piazza la nostra vita privata,

no?

Sai cosa le ho detto? Se mi accorgo che tu te la fai con qualche mignota, vado

immediatamente a letto col tuo migliore amica.

Permette? Il migliore amico di Giuliano sono io. Beh, che ti sei messo a fare,

il vendicatore squillo?

Pensi che Giuliano è così possessivo che mi rinfaccia le esperienze sessuali che

ho fatto prima di incontrarlo?

No, ma guardi che non sembra proprio che lei abbia avuto delle altre esperienze

sessuali. I miei amori passati li ho dimenticati, tranne il primo

Era un bel pastore tedesco.

Il primo amore non si scorda mai. Ma come? Con un cane?

Ma scusa, questa del cane non me l 'avevi mai raccontata?

No, era un magnifico pastore luterano di Ambogo, biondo, con grandi occhi azzuri

e la pelle profumata di salsedine marine.

Simpatico il tuo amico, perché non mi fai conoscere gli altri?

No, no, no, per un po' di tempo è meglio che stai lontano dai miei amici. Ci

mancherebbe che venissero fuori altre complicazioni.

Anzi, a pensarci bene è meglio che sloci.

Posso andare di sopra a salutarlo? Non posso andarmene via così.

No, no.

Non sarai un po' geloso di lui? No, no, non sono geloso. Dai, vieni che ti

accompagno a fangelo, su.

Giuliano, che fai?

Giuliano,

ma cosa fai con quella rivolta?

Giuliano, che ti salta in mente? Eh no, tu devi smetterla di fare il balordo,

capito?

Guarda che potrebbe accadere una distrazione. Alberto, le mie donne tu le

lasciare stare, hai capito? Sì, sì, ma chi te le tocca?

Porca vacca!

L 'immortacci tua, ma che fai? Spari! No Alberto, guarda che io non sparo, sai!

Ma spara da sola!

Ho centrato il cestino!

113? Polizia?

Mi faccia parlare col capo della sezione omicidi.

Ma per chi cosa vuole che sia? Per un omicidio, no?

Altrimenti mica la chiamerei.

Ah, vuole che lo dica a lei.

Ma se io glielo dico, lei poi riferisce.

Me lo giuri?

No, no, no, no, io voglio che lei me lo giuri.

Va bene.

Senta, adesso glielo dico, eh?

Dovete mandare un commissario a via di passo chiaro 8.

Mi dica di fare presto perché si stanno ammazzando.

Ma come fai ad avere tanta fortuna con le donne? Sembri così bambucione. Ma no,

Alberto, guarda che la mia non è affatto una fortuna. È una persecuzione, anzi.

Il guai è che, vedi, io invece di avere il complesso dell 'amplesso, ho l

'amplesso del complesso. Scusa, sai, ma non afferro la differenza. Ecco Alberto,

il mio rapporto con le donne in questa forma, diciamo quasi maniacale, lo si

spiegare solo con l 'inconscio, capito? No. Non capisci? Non capisco.

Sì, insomma, ecco, si tratta di un irresistibile desiderio di ritorno all

materno. Ma a me sembra che a te vada bene qualsiasi tipo di utero, non ti

Non parlare così di Cristina.

Cristina è una brava ragazza e stiamo calmi. Ecco.

Insomma, Alberto, per spiegarti meglio, per usare un termine moderno

psicanalitico, è soltanto un po' disinibita, ecco tutto.

Disinibita, eh?

Eh, sì, sì, forse hai ragione tu.

Cristina è proprio una mignotta.

Sai che ti dico?

Perché non te la sposi tu? Come? Io non la sposo più.

E questa chi è? E che ne so, se non lo sai tu.

Ma roba de matto.

Chi è?

Polizia. Chi?

Polizia, apritemi direttamente.

Sì, sì, subito.

Polizia.

Ma Alberto, pure la polizia è chiamato, deficiente!

Sta comodo, credo. Buongiorno.

Scusi, è qui che è stato commesso un delitto? Un delitto? Sì.

Sappiamo con certezza che in questa villa sono stati sparati alcuni colpi d

'arma da fuoco e quindi siamo qui per indagare.

Colpi d 'arma da fuoco? Sì. In questa villa? Ma ne hai proprio sicuro? Una

sparatoria dove ho nascosto l 'arma del delitto?

No, ma guardi che qui non c 'è stato nessun delitto, glielo assicuro. Ma il

giovanotto non faccia il furbo, che non le conviene.

Ma... Guardi, commissario, c 'è ancora un proiettile piantato nell 'intonaco e

qui ci sono tracce di sangue.

Dove?

Sangue.

Salve fresco, di Giovetta.

Ottima qualità, RH negativo. Ma scusi, lei è un poliziotto o è il figlio di

Dracula? Valente.

Ma commissario, lasci che le spieghi com 'è andata. Questo è un errore

giudiziario. Lei stia calmo.

Mentre gli uomini perquisiscono la villa per trovare il cadavere. A proposito,

si tratta di un uomo o di una donna? Mi fa parlare un momento, eh?

Soltanto un momento. Qui non si tratta né di un uomo né di una donna. Non

capisco.

Classico delitto tra omosessuali. E mi dica una cosa, dove hai nascosto il

cadavere? Non in giardino, eh? Non l 'ho nascosto in giardino. Ma lo sa che

nessuno nasconde più cadavere in giardino? È il primo posto che la

cercare. È divenuto un vizio. Si figuri che c 'è gente che è convinta che quelli

della polizia non sappiano fare il loro mestiere.

Mi fanno ridere.

Ah, brava, sei qui. Hai fatto benissimo ad uccidere Alberto.

E io testimonierò in tua difesa. La vittima si chiama Alberto?

Sì, è così. La vittima si chiama Alberto Donati. Ma no che c 'entra Alberto

Donati, ma qui non c 'è stata nessuna vittima. Ma come glielo devo spiegare?

fine ha fatto il surnominato Donati Alberto? Cosa ne so, era qui poco tempo

forse si è nascosto, è sparito. Ah, è sparito, si è nascosto sottoterra, vero?

Ma sì, sottoterra.

Alberto se lo meritava, con tutto il male che ci ha fatto.

Sentite, l 'ultima volta che l 'avete visto, era vivo o morto? Era vivo, era

vivo, eppure un po' stronzo.

Ah no, quella non la tocchi, spara da sola, sa?

Mi sembra di capire allora che la rivoltella ha sparato da sola, quindi si

tratta di morte accidentale. Ma no, cioè sì, sì, dalla rivoltella è partito un

colpo, sì, sì, è vero, ma non ha colpito nessuno. Allora il sangue sulla

poltrona come lo spiega? Ma no, niente, è una stupidaggine, Adalberto ha

scappato un colpo, vede, prima ha ferito la mano. Ah, ho capito, lei ha sparato

per legittima difesa. La legittima difesa non c 'entra.

Allora cos 'è che la spinta nel sano gesto? Motivi di interesse?

Questo uomo ha ucciso per gelosia.

In questa casa c 'è stato un delitto passionale per colpa mia.

C 'è stato l 'omicidio?

Lei deve sapere che io stavo per sposare un altro uomo.

Lui non si era assegnato all 'idea di perdermi e lo ha ucciso.

Cristina, tesoro, guarda che non c 'è bisogno che tu aggravi la mia

Sono già nella merda fino qua.

L 'uomo che dovevo sposare era Alberto Donati.

Lui lo ha attirato in casa sua, gli ha atteso una trappola e lo ha assassinato.

Che cosa dicevo io? Qui c 'è stato l 'omicidio. Scusi, mi fa dire una parola?

Ma guardi che qui non è stato ucciso nessuno. Ma Giuliano, hai fatto

Alberto si meritava la fine che ha fatto.

Ecco il cadavere. Come al solito è nascosto nell 'armadio. Bisogna sempre

cominciare dagli armadi.

Andiamo a chiamare il commissario.

Deseo un altro cadavere.

Quindi, commissario, i cadaveri sono almeno due. Qui c 'è stata una

spaventosa. Forse ci scappa una promozione. Ma no, ma no, non dite

Qui non c 'è stata nessuna carneficina.

Ma vieni fuori di lì, cretino. Si può sapere perché ti sei nascosto lì sotto?

No, no, non mi nascondevo. Ho perduto il mio calzino. Quale calzino?

Signor commissario, chi ha visto il mio calzino? No. Stava proprio qui.

Era qua.

Ma allora non l 'hai ucciso?

Ma Cristina, almeno tu, ma quante volte te lo devo dire che non ho ucciso

nessuno?

Beh, francamente mi dispiace. Ma come ti dispiace? Ti rendi conto che per colpa

tua Giuliano si sarebbe trovato in un mare di guai?

Andiamo a vedere l 'altro cadavere, perché c 'è un altro cadavere, vero?

Dov 'è?

Eppure qui prima c 'era un cadavere, l 'abbiamo visto in due.

È vero.

Scusi, signor commissario, se sta cercando il mio calzino nell 'armadio,

'è. Già ci ho guardato io.

Dove sta?

Allora?

Allora cosa?

Come allora cosa?

Visto che non c 'è nessun delitto, nessun cadavere.

Forse sono innocente, no? Nessun delitto?

Nessun cadavere?

Lei in arresto per simulazione di reato.

Simulazione di reato? Simulazione di reato. Ma no, scusi, ma... Se sono dieci

minuti che cerco di farle capire che non c 'è stato nessun delitto.

È vero, ha ragione.

E allora il suo amico cosa faceva sotto il letto?

Alberto, che facevi sotto il letto? Che facevo? Cercavo il calzino. Cercava il

calzino? Cercava il calzino.

Questo uomo, signor commissario, è un verme, un mollusco, un vigliacco.

Ha cercato di mettere nel guai il suo amico solo perché è stupidamente geloso.

Sì, sì, è vero, ha ragione.

Arresti lui, se proprio deve arrestare qualcuno. Io veramente dovrei andare in

ufficio. Silenzio. Scusi.

Togliete le malette.

Per questa volta ce ne andiamo a mani vuote.

Però ricordatevi che tengo d 'occhio questa casa.

Qui avvengono cose che non mi piacciono per niente.

E prima o poi i criminali commettono sempre un passo falso.

Buongiorno.

Ma pensate.

Sei un essere abominevole, un tiranno, un meschino, un negriero. Giuliano sì

è un uomo. Eh sì, è vero. Hai ragione.

E lui sì che è un uomo. E allora che cosa aspetti?

Se è un uomo perché non te lo sposi?

Ma è lui che non mi vuole. E poi, io sono già fidanzata con te.

Giuliano, perché non te la sposi?

Ma non diciamo sciocchette.

Ecco, è già arrivato il prete.

Ma chi sarà?

Secondo te chi è?

Ma, ho uno strano presentimento. Vuoi vedere che è una donna?

Ma questa chi è? Da dove porta fuori? Non so, dice che la segretaria di

Esatto. È la mia segretaria. E allora?

Prego, si accomodi. Grazie.

Come mai da queste parti?

Sapevo che lei era qui, dottor Donati, e avevo urgente bisogno di parlarle.

Ma è successo qualcosa.

È successo tutto.

Ehi, adesso hai anche le segretarie che ti fanno da balia? Ma bravo!

Beh... Non penserei mica di passarti la liscia, eh? Cristina, Giuliano, io me ne

vado. Signorina Rossano... Ma no, Alberto, scusa, te ne vai in che senso?

Giuliano, io non ti fermo rancore.

Siate felici e contenti. Che cosa hai detto? Ma no, Alberto, te ne vai e mi

lasci solo con Cristina, dai.

E non sono contento, Giuliano.

Andiamo? Non penserei mica di lasciarmi così facilmente.

Ma tesoro, io non ti lascio mica. Io ti abbandono proprio.

Ma no, un momento, un momento, Alberto, stiamo calmi, eh? Vi preparo due bei

caffè, poi così ne ripariamo con calma. No, Giuliano, tu non prepari proprio

niente. Signorina, venga un po' qui, lei.

Ferma con le mani, eh. Non mi toccare. Guarda che io non cedo.

No. Baciami. Sì.

E così lei sarebbe il famoso Giuliano Rinaldi.

Famoso? Per scusi, famoso in che senso?

Il signor Donati mi parla spesso dei suoi successi con le donne. Ah, sì?

Sembra che lei sia molto affascinante. Un vero seduttore.

Sa, ho sempre sperato di incontrarla.

Guardi che non è proprio il momento di fare discorsi di questo genere, sapesse

guai che ho.

Sa cosa fa lei con le donne?

Sarei proprio curiosa di saperlo.

Morbosamente curiosa.

Senta, ma, insomma, si può sapere cosa va cercando?

Faccia lei.

Che belle tette, oe.

Come ha detto, scusa.

No, io intendevo che per piacermi lei mi piace.

Ma scusi, non eravamo venuti qui per fare il caffè. Lei il caffè lo

con il latte?

No, è che io di solito con il latte prendo soltanto il tè. Perché non ci

facciamo un tè?

Tetta tetta.

Oh, è caduta la macchinetta. È caduta la macchinetta.

A proposito di te, vogliamo dare un senso a questo nostro incontro?

Beh, sì, ma c 'è Alberto e Cristina di là, sai?

Dobbiamo fare una cosa un po' veloce.

Veloce su cosa?

Beh, guarda, visto che hai avuto la fortuna di incontrarmi, diciamo

veloce su cosa e anche piuttosto cagliarda, eh?

Oh, mamma! Oh, mamma!

Che è successo? Il suo amico mi ha mancato di rispetto. Di rispetto? In che

senso? Ma no, Alberto.

Lei tenga la sua borsetta.

Ma questa qui è matta. Intanto è stata lei a cominciare per prima. Hai sentito?

Ha cominciato prima lei. Ma mi volete spiegare che cosa è successo? Il suo

ha cercato di fare delle cose molto sconvenienti.

Ora le spiego.

Prima mi ha toccato qui e... E poi qui e... E poi anche qui. Sì, anche lì, sì.

Bigliacco. E' mai possibile che come vedi una donna non sai mai tenere le

apposta? Ma sai quanto me ne frega a me di quella lì?

Hai sentito?

E' stata lei a cominciare.

Giuliano non ne ha nessuna colpa. Metti sempre le mani dappertutto, qui, qui,

qui, qui.

Mi scusi, ero distratto. Oh no, lasci pure.

Chiedi scusa. Perché dovrebbe chiedere le scuse, no?

Ma io le chiedo anche scusa, il punto non è questo.

Guarda che... Questa qui ha conto un sacco di balle. Hai capito?

Mi hai stancato con i tuoi feriti. Ma non perdiamo la testa, Alberto.

Via, vai via, avanti, via.

Ho detto ciao.

Vai a ripreparare il caffè, vai.

Dove eravamo rimasti?

Beh, veramente eravamo rimasti...

Cui. Già.

Sai, io... Io mi sono innamorata di lei dalla prima volta che l 'ho vista.

Ti prego, sfogliami tu.

Ecco qua. Anzi no, cominciamo dalle scarpe.

Brutta, vigliaco. Ti faccio vedere io. Vieni.

Vieni qui.

Aspetta che ti sfoglio io.

Prendimi.

Sono tutta tua.

Fai di me quello che vuoi.

Alberto, Alberto, Alberto.

Cristina ha tentato di suicidarsi.

Suicidarsi in che senso? Ma lo capisci? Cristina sta morendo, cretino.

Scusa, scusa.

Dove sta morendo?

Presto, faccia presto. Vado subito a chiamare un medico. Ma cosa è successo?

Cristina per disperazione ha tentato di tagliarci le vene dei polsi.

Secondo me è tutta una messa in scena.

Non cascarci.

Ma lo stia qui impalata e poi non mi viede il tubo. Vado a chiamare un

Dottor Donati? Va bene, va bene.

Però prima vorrei dirle una cosa.

Dica, dica, ma faccia presto perché Cristina ha i minuti contati.

Sarò brevissima.

Dottor Alberto Donati? Sì.

Ma vaffanculo.

In che senso, scusi, si spieghi meglio?

Buongiorno, è libero il direttore?

Ora guardo. Grazie.

No, c 'è la luce rossa, per il momento è occupato, ma dovrebbe essere questione

di pochi minuti. Se si vuole accomodare.

Grazie.

Grazie.

Ho sentito che hai rifatto pace con Cristina.

Per forza, dopo la prova d 'amore che mi ha dato.

Quale prova?

Il suicidio con il rasoio.

Ma se era il rasoio elettrico?

Ma allora lei non sa niente.

Pensi, che ha tolto le lame interne del rasoio elettrico e si è segata le vene

dei pulsi.

Ma... Non è stata giudicata guaribile in tre ore.

E le pare niente. È una grande prova d 'amore. È il pensiero quello che conta,

sa?

Lei piuttosto, come si trova qui a fare la segretaria del direttore generale?

Oh, qui mi si offrono molte possibilità.

Sì, di carriera?

Oh no, di finire a letto col comendatore.

Non oserai importunarla, spero.

Pensi che stamattina si era messo in testa che io mi levasse le mutandine

davanti a lui e che le regalassi?

Dice che ne fa collezione.

Molto imbarazzante per lei, non trova?

No, no, ne avevo un paio di scorta nella borsetta.

Lei porta le mutandine di scorta dentro la borsetta?

Sa com 'è?

Con il comendatore non si può mai sapere.

Però... Un giorno o l 'altro telefono a mio zio e gli faccio dare una lezione

che se la ricorderà per tutta la vita.

Ecco qua.

Buongiorno signorina Rossana. Si ricorda stamattina ha promesso di prendere il

caffè con me?

Buongiorno Franchini. Buongiorno Donati.

Se lo dice lei? Eh sì.

Ma chi lo direbbe che questa bambola rosa una volta era soltanto la tua

segretaria? Trova che sia cambiata? Cambiata, cambiatissima.

Ma perché non usciamo io e lei una di queste sere assieme?

Dice sul serio? Conosco una bella giattoria, dalle parti della

mangia malissimo.

Pensi che un mio amico c 'è stato con la sua fidanzata e gli hanno dovuto fare

la lavanda gastrica tutti e due?

Ma vedi, il fatto è che io mi sono fidanzata.

Lei si è fidanzata?

Ma io mica ci debbo chiedere la mano.

Oh, questo l 'avevo capito.

No, lei vuole solo venire a letto con me.

Non è vero? Ma non ci penso nemmeno. E no, tu ci pensi, Franchini, tu ci hai

sempre pensato.

Signorina, salutiamo.

Arrivederci, Rompini.

Sicché lei è fidanzata?

No, ma io non ho un fidanzato.

L 'ho detto soltanto per levarmelo di torno.

Capisce?

Allora lei non è fidanzata?

No, ma a lei, scusi, cosa gliene importa?

A me?

Niente, niente, dicevo così per dire.

D 'altronde lei mi è sempre stata simpatica.

C 'è stato un momento...

In quello ho pensato anch 'io.

E mi è sembrato di toccare il cielo con un dito.

Rossana, a me dispiace quello che è successo.

D 'altronde esiste una situazione di fatto che né io né lei possiamo

Beh, questo resta da dimostrare.

Bello il lago, non trovi?

Se trovi.

Scusi signorina, c 'è una telefonata per lei da parte di Giuliano Rinaldi.

Bene, grazie.

Giuliano, e che vuoi?

Non mi avevi detto che era tutto finito fra voi due?

Infatti è così, chissà cosa vuole dirmi.

Aspetta, vado a sentire.

Ecco, il monopoglio italiano fa la sigaretta alla rovescia.

Questa è giusta.

È staventoso.

Giuliano ha tentato di suicidarsi. Anche lui.

Ma è una mania la vostra. Devo correre da lui. Pare proprio che sia gravissimo.

Non ti preoccupare. Se tu sei stata giudicata guaribile in tre ore, lui sarà

giudicato guaribile in tre minuti.

Il tuo cinismo mi dà il volto a stomaco.

In ogni modo io corro da lui.

Giuliano in questo momento ha bisogno di me.

Ah, Cristina, senti.

Niente.

Vai, vai.

Scusi, mi posso sedere vicino a lei?

Dice a me, signorina.

Ma, dottor Donati, non mi dica che non mi riconosce.

Ma certo.

Ma sì, sì, è proprio lei.

Signorina Ralsana, che piacere vederla.

Come mai da queste parti? Sapevo che lei era solo e allora...

Ho pensato di fare quattro chiacchiere con lei. Sì, si accomodi.

Beh sì, veramente ero con... Ma siccome... Ecco, Giuliano, come fa a

ero solo?

Perché quella telefonata a Cristina l 'ho fatta io.

Allora Giuliano non ha tentato il suicidio.

Ma nemmeno per sogno.

Giuliano sta benissimo.

Almeno per ora.

Beh... No, dico, ragazze.

Cerchiamo di drammatizzare un po' la situazione.

Non è mica colpa mia di quello che è successo.

Giuliano ha ragione. In fondo è anche colpa nostra.

Perché non lo lasciamo in pace e ce ne andiamo?

Ma vi rendete conto che questo qui ci ha preso un giro come tre stronzite?

Sarà anche colpa nostra, come dice lei.

Ma una lezione a questo mascalzone. Vogliamo dargliela, eh?

Calma, Benita, stai lontana da lui. Guai a te se ti azzardi a toccarlo. Ecco,

hai sentito?

Guai a te se ti azzardi a toccarlo.

Che paura, mi fai... Se ci provi ancora a toccarlo, guarda che te la faccio

pagare. Spostati un po'. Allora, guarda, come me la fai pagare?

Benita, o vuoi capire che con la violenza non si risolve niente? Non mi

il caso di esagerare. O per caso vi siete innamorati di questo vecchietto di

trent 'anni?

Innamorate io?

Per quello che a me ne importa di lui.

Guarda, eh?

Se non importa niente a te, figurati a me.

Ah no, eh?

Se non ve ne importa niente, perché non ve ne andate e non mi lasciate solo?

Lasciarti solo?

Ti piacerebbe, eh?

Perché non lo castriamo?

No,

non mi sembra giusto. In fondo ci siamo divertite anche noi, no? Beh, sì, in

fondo è vero, ci siamo divertite anche noi.

Ma allora che facciamo?

Lo castriamo?

Forse sarà meglio di non farlo.

Con tanti pederastici che ci sono in giro, mi sembra un delitto sprecare una

roba che funziona così bene.

Eh, già.

Ah, finalmente vi siete calmate.

Ve l 'avevo detto io, con la violenza non si ottiene niente.

Sarà molto più umiliante per te se vado a farti i corni di vendetta con Alberto

Donati. Sì, sì, vai, sai che me ne fregano.

Alberto Donati, hotel San Susilago di Vico.

Vado. Ciao, ciao.

Come ti senti, tesoro? Hai bisogno di niente?

Mi sento male, malissimo.

Ho mal di testa. Allora spogliati.

Che poi mi spieghi? No, che poi ti faccio un massaggio.

È stato sicuramente Alberto a farmi questo tiro mancino. Ma ti rendi conto

mi volevano castrare?

Come lo odio quel pidocchio, adesso vado al Sanssouci e gli faccio vedere... No,

no, no, come vai al Sanssouci?

Cristina, ti prego, non mi lasciare solo proprio in questo momento.

Allora vuol dire che gli farò una telefonata, tu intanto spogliati. Ma

telefonata? Ma Cristina, ma cosa gli vuoi dire? No, non ti preoccupare, ormai

sono tutta tua.

Voglio solamente dirgli che lui non è altro che una carogna e che fra noi

è finito.

Ma Cristina, hai pensato bene a quello che stai facendo?

Adesso lo sistemo io quel mascalzone.

Vai, Cristina, pensaci bene prima di prendere decisioni avventate, no?

Tu lascia fare.

Pronto? Hotel Sanssouci? Mi passa il signor Alberto Donati?

Un 'inchiamata per lei, dottore. Per me?

E chi sarà?

Forse sarà Giuliano.

Oh, Cristina.

E così, dopo che hanno scoperto che Giuliano le tradiva...

Quelle due ninfomani ti stanno cercando per vendicarsi di Giuliano.

Sei un porco, un maniaco sessuale, un vigliacco.

E se credi che io ti perdoni, ti sbagli.

Tra noi è finito tutto.

Finalmente ho capito che il mio posto è vicino a Giuliano.

Ma Cristina, io non ho mica il diritto di chiederti questo sacrificio.

Addio per sempre e non cercarmi mai più.

E adesso che cosa hai intenzione di fare?

Posso farti una domanda? Certo.

Mi vuoi sposare?

Sposare?

Sposare in che senso, scusa?

E poi così, sposare su due piedi, non so... Prova a pensarci bene.

Non è quello che hai sempre desiderato. Sì, sì, è vero, è vero.

Però sai... Così, improvvisamente...

Senti un po', Cristina, ma... ma se io ti sposo, tu mi prometti che sarai

fedele? Fedele?

Fedele in che senso? Fedele, fedele... fedele nel senso della fedeltà

Sì, sì, sì, sì.

Beh, il più spesso possibile.

Pensi, credeva che io avessi combinato tutto perché voleva andare a letto con

altre ragazze. Che cosa?

Sì, con le altre ragazze. A letto in che senso?

Ah, ma allora lei non sa niente.

Ecco, vede, si tratta di una vendetta.

No, siccome Benita e Elga avevano giurato di vendicarci con il miglior

Giuliano, che poi sarei io, le due pazze stanno venendo qui e io non so come

liberarmi. Ah, stanno venendo qui, eh? Sì. E non sa come fare a liberarmi?

No.

Andiamo.

Scusi, devo chiederle una cosa un po' delicata. Prego, madame.

Posso avere una camera matrimoniale?

Per quante notti, madame?

Per due notti.

Credi che bestino?

Facciamo tre.

Ma tre non saranno troppe? Non vorrei fare le cose troppo in fretta.

305, madame.

Grazie.

Signorina Rossana, ha pensato bene a quello che vuole farmi fare?

Non si preoccupi, caro. Vedrà che tutto andrà bene.

Finalmente soli.

Non c 'è nessuno. Eh, già, siamo soli e quindi non c 'è nessuno. E fa caldo, eh?

Fa un caldo, però fa che non ci si crede.

Eh, sì.

Bello il lago, eh?

Molto bello.

Fa proprio caldo.

Io, io quasi quasi mi spoglio.

Quasi quasi mi spoglio anch 'io.

Sì. Chiudo l 'altra finestra. Ciao!

Così entra più aria. Sì. E poi ho letto che è molto più sexy farla alla luce del

sole.

Scusi, fare cosa?

Abbandonarsi senza freni al piacere dei sensi. Sì.

Forse sarebbe meglio fare un po' di preparazione psicologica, no? Sì. Sì,

Perché non fumiamo una sigaretta?

Eh? Lei fuma?

Ho... ho sempre fumato le sigarette.

Sono le mie.

Le piacciono?

Le adoro.

Rossana.

Alberto.

Rossana.

Alberto. Mi dia del tuo.

Sì, forse è meglio se dobbiamo abbandonarci al

selvaggio piacere dei sensi. Sì, abbandoniamoci selvaggiamente.

Sai, ho letto che la prima cosa da fare è mettersi completamente nudi. Ah sì?

Hai ragione, mettiamoci completamente nudi. Adesso mi spoglio anch 'io.

Sai, l 'ho letto su Kamasutra 1975.

E tu leggi queste cose?

Senti Alberto, ma che fai, guardi. No, no, no, non guardavo, ero sopra

ero sopra pensiero.

Prima di girarti, aspetta che te lo dica io.

Ecco, adesso, adesso puoi voltarti, sono pronta.

Sai, noi uomini facciamo prima, abbiamo molti meno cose da toglierci.

Alberto. Rossana.

Alberto. Rossana.

Ma... ma non è un po' troppo sconveniente?

Sì, è sconveniente, ma è tanto bello.

Adoro le cose sconvenienti. Sì, ci sconviene a tutte e due.

Vieni qui.

Sconveniamoci, se lo faccio a me. Sì, se lo faccio a me.

Così, vedi? Così.

Finalmente ti ho trovato. Chi sei? Levati, io non ti riconosco.

Cercavo proprio di te. Cercavi me?

Sai che ho scoperto che Giuliano mi tradire e sono venuta a vendicarmi. E

vendicarti proprio con me?

Prendi una camera e andiamo subito a scobare.

Ma è un vizio di pronuncia il suo.

Perché non vuoi vendicarti?

Io credo che la miglior vendetta è il perdono.

Vuoi dire che non hai intenzione di scopare perché hai degli scopoli? Ho

che lei deve cercarsi un altro scobatore, ciao.

Buongiorno signora.

Ciao.

Alberto. Ti prego, prendiamo una camera e vendichiamoci di Giuliani. Ma non ci

penso neanche allo straniero.

Lasciatemi, lasciatemi. Io questa mattina ho perdonato tre volte, non ce

faccio più. Su, e poi mi meraviglio che lei è una signora, ha anche il cappello.

Che cosa ci troveranno le donne in un tipo come quello, io proprio non lo

a capire. È da molto tempo che ho rinunciato a capirle, le donne.

E dovevi vedere con che schianto di bionde è salito poco fa, lei quasi lo

portava in camera con la forza. Vieni via con me, andiamo. No, con lei non ci

vengono, in quel cappello dovrebbero ampirare. Tu stai...

Ma che stai scherzando? Io sembro un povero, sembro.

Lasciatemi. Aio, mi avete fatto pure male.

Qui ci stiamo coprendo di video?

Ecco, come se ci fosse soltanto lui, come un uomo. Io me ne vado. Vada, vada.

Tu che fai, la segui?

Mi scusi. Si è fatta male? Si, mi scusi tanto.

Grazie, grazie. Io provvedo. Dove?

Spero che non ci sia niente di grave, una così bella gamba. Sta già passando,

grazie. Ah, meglio così.

Senta, posso offrirci qualcosa? Eh sì, grazie. Grodirei una granita di caffè

palla. Montata?

All 'udio.

Non mi permetterei?

Ecco, vede, io avrei un problema.

Dovrei vendicarmi di un uomo, naturalmente.

Lei sa vendicare? Ho una voglia matta di vendicarmi che neanche lo può

immaginare. Mi chiamano il vendicatore dell 'ulaco.

Senta, lei lo sa fare lo sci d 'acqua?

Lo sci d 'acqua? L 'acqua. E con il cappello no.

Ma va niente, fammi un bel tango col caschero, non so.

Ma so fare... Sì, dica, mi interessa.

Tante altre belle cose.

Per esempio me ne dica una, non so.

Cose che lei non può neanche lontanamente immaginare.

Bella, amore mio.

Scusi la sconvenienza, signore.

Guarda, guarda chi si vede, il nostro signor direttore. Hai capito?

Oh, mamma mia!

E adesso se ci vede insieme, che cosa ci dice? E che ci deve dire? È lui che

deve aver paura di noi. Guarda con chi sta.

Ehi, ma sei sicuro che quella non sia sua moglie? Ma che moglie? Io la moglie

conosco bene.

Quella invece è un fiore del male.

Andiamo dove?

Hai paura, bambola, eh? Non ti preoccupare.

Adesso vedrai come lo sistemo il signor direttore.

Stammi vicino e non te ne andare.

Buongiorno, comendatore. Come va?

Sono contento di vederla.

Lei è contento? Ma che cosa state facendo qua?

Sto prendendo un po' di sole con la sua segretaria, permetti?

Vuoi salutare il comendatore?

Buongiorno, comendatore.

Ma le sembra giusto venire a prendere il sole con la mia segretaria? Beh, anche

le sue segretarie hanno diritto a prendere un po' di sole. Non trova, io

Si ricorda che cosa le disse? Lavoro, vita privata, non va mai mescolata. Ah,

già, ha ragione, comandatore. Eh, ho ragione, non c 'è bisogno che ve lo dice

lei. Ecco, vede, comandatore, c 'è un fatto. Io vorrei dirle una cosa, se lei

permette. Sia breve e compendioso. Certo, sarò compendioso.

Ecco, vede, siccome in questo preciso momento noi non siamo in ufficio, lei è

uno stronzo.

Comandatore, se io telefono a sua moglie e le dico che sta qui con questa

biondona, lei è rovinata.

Stavo qui solo per tenergli compagnia. Cosa c 'è di male?

No, signorina, non c 'è niente di male. Ma guardi che il commendatore non paga

le marchette.

Cosa c 'entrano le marchette?

Le marchette non c 'entrano, le potevo sempre pagate, no?

Comunque io le proibisco. Tu proibisci? Ma tu non proibisci niente a nessuno. Ma

lei non proibisce niente a nessuno.

Adonati, guardi che la cosa non finisce qui. Glielo garantisco, non finisce qui.

Che fai, minacci?

Sbollo bambuccione mio, ecco vedi, io ti tengo in pugno. Lui la tiene in pugno.

Ah, io domani stesso presenterò un esposto al ministero. Ecco, bravo, bella

pensata, proprio dove sta mio zio, cretino. Cretino.

Ma ha detto zio?

Donati caro, io non potevo immaginare, sono veramente dispiaciuto. Ah, ti

raccomandi, eh? E va bene, facciamola finita, chiedi scusa alla signorina e

se ne parla più. Sì, chiedo scusa.

Più forte? Sì.

Chiedo scusa, signorina. Va bene, va bene, non ne parliamo più, basta così.

Ciao, diverti.

Grazie.

Signorina, saluto.

Riverisco. Riveriamo.

Eh,

che dici, come me la sono cavata?

È stato meraviglioso.

Sì, che buono.

Davvero? Cara, stami vicino. Ma vicino qua? Potrò

dirti quanto è bello stare insieme, stretti, stretti, è una cosa.

Cosa? Ma tanto dolce. Dici?

Stare insieme, stare insieme a far l 'amore. Ma dai, fa caldo.

E poi tu non ci credi, tu baciami ancora. Ma è tardi.

Vedrai che tanto bello, devi credermi amore. Ma no, che fai? Se spogliati che

poi ti spiegherò.

cara

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