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Original subtitles

Institute for the Intellectual Development of Youth

Cinema and Theater Department

Scusi, signore.

-Che film è? -Si intitola Compiti a casa.

- Che scuola frequentate? - Martyr Masumi.

- Li fate i compiti? - Sì.

Sicuri? Andate, vi accompagnamo.

Fammi una foto.

E' un film per bambini.

Fagli una foto.

E' una storia inventata?

No, è un docu- Non lo so.

Non lo sappiamo ancora. Non è una storia inventata.

Scusi, stiamo filmando.

Che film è?

Compiti a casa. Che scuola fretentate?

Martyr Masumi.

E' un film sui compiti a casa. Voi li fate?

Sì.

Io sono il più bravo.

Andate, vi seguiamo.

Arrivederci, signore.

Mi piace il cinema.

Conosco i suoi film, signor Kiarostami.

Ne ho visto uno in TV.

Era ambientato in una classe.

Gli Scolari.

Questo sarà nello stesso stile?

Non lo sappiamo.

Non c'è un copione, solo un'idea.

E' il primo giorno di riprese.

Ho avuto problemi

con mio figlio riguardo ai compiti a casa.

I compiti a casa sono per i bambini,

ma i genitori finiscono per essere più coinvolti di loro.

Allora ho preso la videocamera

per venire a investigare

e vedere se il problema è dovuto a mio figlio o a me...

o al sistema educativo.

Vedremo la situazione nelle loro case.

Ad essere onesto, dovrei dire

non è davvero un film,

è più una ricerca.

Ricerca attravero immagini sui compiti a casa degli alunni..

- Buona fortuna. - Arrivederci.

L'Islam è vittorioso!

Oriente e Occidente sono sconfitti!

Benedetto sia Maometto

e coloro che gli sono vicini!

Un, due, tre, quattro!

Siamo coraggiosi!

Due, tre, quattro, cinque!

I combattenti vinceranno!

Tre, quattro, cinque, sei!

Gli uomini di Saddam saranno annientati!

Un, due, tre, quattro!

Siamo coraggiosi!

Due, tre, quattro, cinque!

I combattenti vinceranno!

Tre, quattro, cinque, sei!

Gli uomini di Saddam saranno annientati!

Gli uomini di Saddam saranno annientati!

Gli islamici sono vittoriosi!

- Il primo imam? - Ali.

- Il primo imam? - Ali.

- Il coraggioso leone? - Ali.

- Il pilastro della fede? - Ali.

Come ti chiami?

Sistema la luce.

Va bene così? Iniziamo.

Suono?

Camera?

Perché non hai fatto i compiti?

Mio fratello continua a dire

che mamma è occupata.

Devo sempre dire a mio fratello di scrivere il suo dettato.

Glielo detto io e intanto scrivo il mio.

Detti e scrivi?

Siete solo voi due?

Mia sorella si è sposata ed è andata via.

Rimane mio fratello maggiore.

Perché non ti detta?

Lavora. Siamo solo noi due.

Allora chi detta a te?

Vado da mia sorella.

E' lontana?

Vive vicino a Parigi.

E tuo fratello minore?

Mia madre e il mio fratellino vengono con me.

I tuoi genitori non possono farti fare il dettato?

Mio padre è impegnato. Fa il vasaio.

Mia madre cucina.

- Tua sorella detta per te? - Sì.

- Non ha da fare? - No.

Non cucina?

Sa farlo, ma non cucina la cena.

Ma vado prima di sera.

Vai da lei, ti detta e torni a casa?

Perché non hai fatto i compiti?

Di solito li faccio.

Come mai a volte no?

A volte il maestro ne dà troppi,

Soprattutto il finesettimana.

Ci dà tre compiti.

Copiare la stessa lezione tre volte,

Oltre a matematica e il dettato.

- Non riesci a fare tutto? - No.

- Tuo padre sa leggere e scrivere? - No.

- E tua madre? - No.

- Chi ti aiuta con i compiti? - Cosa?

Il proprietario di casa.

Come lo fa?

Quando devo fare il dettato, vado a trovarlo.

Non lo fa lui, ma le sue figlie.

- Le figlie? - Una di loro.

A che ora finisci?

Non lo so.

- Ci vuole molto tempo? - Sì, più o meno.

Fai altre cose in casa oltre ai compiti?

Tua madre ti chiede di fare qualcosa?

Faccio il dettato...

Esercizi di persiano.

No, intendo lavori domestici.

Non so cosa sono.

No? Vai a comprare il pane a volte?

Solo quando è finito.

Quando ce n'è ancora, non vai.

Fai altre compere?

Compro la frutta.

Se non fai bene i compiti,

vieni punito?

Se non li faccio bene, mi puniscono.

Chi lo fa?

Il maestro.

E a casa? I tuoi genitori?

I miei genitori mi picchiano.

Come?

Non lo so.

Non puoi essere colpito e non sapere come!

Con una cintuta.

Come fanno a sapere che hai fatto male i compiti

se non sanno leggere?

Quando faccio vedere il quaderno, When I show them my notebook, dicono che ho sbagliato.

Come lo sanno se non sanno leggere?

Scrivo grande.

Grande è sbagliato?

Se compri frutta grande, ti picchiano?

No?

Sei mai stato incoraggiato?

- Mai? - No.

- Ma sei stato punito? - Sì.

- Cosa? - Sono stato punito.

Non sei mai stato incoraggiato?

No.

Impossibile. E a scuola?

A scuola...

Non a scuola.

Nemmeno lì.

- Ti hanno mai dato una stellina? - Mai.

Il tuo maestro mi ha detto che sei un bravo studente.

- Non sono bravo al dettato. - Al dettato?

Forse le figlie del proprietario

Dettano male.

Vorresti che il maestro fosse assente?

E chi ci darebbe i compiti?

Se non hai compiti a casa, puoi guardare la TV.

Preferisci i cartoni o i compiti? Di' la verità.

I compiti.

Mi parli dei cartoni che ti piacciono?

Mi piace Pinocchio.

E poi?

I Wombles.

Preferisci i compiti o i Wombles?

Dopo i compiti.

E se non li hai finiti?

Faccio i compiti e guardo la TV la sera.

Ma i Wombles non ci sono la sera.

C'è il notiziario. Lo guardi?

A quell'ora vado a letto.

Bene.

Hai mai preso un 10?

No.

I tuoi genitori sanno cosa significa prendere 10?

- E il proprietario? - Sì.

Se prendi 10,

Che premio vorresti avere?

Che premio vorresti?

- Quale? - Un dolcetto

Lo vorresti?

Che cos'altro?

Un dolcetto... due dolcetti.

Due dolcetti?

e se prendi 10 tre volte?

Cosa vorresti?

Pasticcini.

Quanti?

Tre.

E se prendessi sempre 10?

Sempre?

Una pasticceria, immagino.

Tuo padre sa leggere e scrivere?

No.

- E tua madre? - No.

Ma sta imparando a farlo.

Ti aiuta a fare i compiti?

Non riesce ancora. Sono io che aiuto lei.

Davvero? Bravo.

- Chi ti dà una mano? - Mia sorella.

Ti punisce mai? Sai cosa significa "punire"?

- Cosa significa? - Essere picchiato.

E "incoraggiato"?

Applaudire.

- Cosa? - Applaudono.

E "premiato"?

Un premio è una cosa...

Non lo so.

Non lo sai?

Una notte volevo fare matematica,

ma mia madre mi ha mandato a letto.

Perché li volevi fare di notte?

Ho finito tardi i compiti.

- A che ora? - Di sera.

Hai guardato i cartoni?

No.

Perché?

Perché volevo fare i compiti.

Ho fatto il dettato, erano due pagine.

- Era troppo lungo. - Non hai potuto guardare i cartoni?

No.

- Avresti voluto? - Sì.

A volte il maestro ci dà pochi compiti.

A volte ce ne dà tanti.

Pensi che ne dia troppi?

Non so quanto ci metto.

Sì, a volte ne dà tanti,

A volte no.

A volte mia mamma si arrabbia.

Come?

Ad esempio, dice...

che siamo invitati da qualcuno

e non ho finito di fare i compiti.

Allora le chiedo di aspettare e lei si arrabbia.

- Si arrabbia? - Sì.

Non puoi portare i compiti?

Ci sono troppi bambini.

Allora non si può?

Mi strappano il quaderno.

Avevamo una verifica.

- Di cosa? - Educazione civica.

L'hai fatta bene?

Sì, a parte per due domande.

Che domande erano? Te lo ricordi?

Era da completare.

Che significa?

Ad esempio: "I bambini sono....."

affidati ai genitori,

che devono curare la loro......"

E la risposta è

"I bambini sono doni del cielo,

affidati ai genitori,

che devono curare la loro educazione."

Sembri un bravo alunno, ma non vai molto bene in matematica.

- Chi ti aiuta a casa? - Mio fratello.

Ti aiuta con la matematica?

Sì, ma non è molto buono con me.

Ad esempio, ogni volta che mi aiuta

Devo fargli dei favori.

Tipo?

Portare i suoi libri, fargli il tè...

Tuo padre sa la matematica? Può aiutarti?

Mio padre...

Prima, sì...

ma avevamo un problema con le divisioni e non sapeva come risolverlo.

Ho chiesto al maestro oggi.

Perché non a tuo fratello? Quanti anni ha?

Ne ha 18.

Perché non hai chiesto a lui?

Quando l'ho fatto ha detto che era sbagliato.

Ma quando gli ho chiesto come si fa, non ha risposto.

Un film di Charlie Chaplin.

Ti piace Chaplin?

- E Pinocchio? - Anche quello.

Ma tua madre dice

Niente TV finché non finisci i compiti.

Ce ne sono troppi.

- Si cosa? - Compiti.

- Cartoni o compiti? - Compiti.

Diche che non hai finito nemmeno dopo il notiziario.

- Sono infiniti, sono troppi. - Cosa?

Ci metto fino a mezzanotte.

Lavori fino a mezzanotte?

- Sì. - Preferisci i cartoni o i compiti?

Tutti e due.

Ma quale di più?

I compiti.

I compiti?

Davvero? Guardami.

Sì, davvero.

Ti piacerebbe sostituire la TV con i compiti,

dato che li preferisci?

Sì.

Anche alcuni cartoni sono belli.

Che cosa sogni?

Il tizio con il naso lungo.

Sogni mai i compiti o le verifiche?

Gli esami finali?

No.

I compiti?

- Sì. - Che cosa sogni?

Ad esempio, ho sognato di prendere 6.

- Ed eri contento? - No.

- 6 non è buono? - No.

Chi lo dice?

Non mi piace prendere 6.

- Quanto ti piace prendere? - 10.

Hai mai preso un 10?

Sì.

Come hai reagito?

- Bene. - Mi fa piacere, ma come?

Mi hanno fatto i complimenti.

Hanno detto che era buono.

Perché hai fatto i compiti tardi ieri sera?

Ho studiato la lezione,

ma quando sono arrivato a scuola, l'ho dimenticata.

Quando non studi la lezione,

Quando la dimentichi,

come dovrebbero aiutarti

a impararla?

Cosa ti aiuterebbe a ricordarla?

- Lo sai? - Niente. Va bene.

Che tipo di incoraggiamento ti piace?

Qualsiasi cosa.

Ad esempio?

Non lo so.

E punizione?

Non mi piace essere punito.

Cosa?

Non mi piace essere punito. Voglio fare i compiti.

Chi ti fa fare il dettato?

Mio fratello.

Se lo fai male, cosa fa?

Se fai qualche errore?

Mi picchia.

Perché non hai fatto i compiti?

Sono venuti a trovarci mio zio e la sua famiglia.

Cos'è successo?

Non potevo farli.

Sono rimasti fino a tardi?

Fino alle dieci.

E fino a quando hai fatto i compiti?

fino alle undici.

Undici? Non eri stanco?

Hai guardato i cartoni?

Quali?

- Lo ricordi? - No.

La mamma ti rimprovera quando non fai i compiti?

- Tuo padre? Nessuno dei due? - Sì.

Ti hanno sgridato ieri sera? Cosa gli hai detto?

Ho detto che avevamo ospiti.

Quando sei invitato da qualche parte, non puoi fare i compiti?

Quante volte a settimana vai o hai ospiti?

Non lo so

In ogni caso, cosa fai?

Non posso fare i compiti.

- Ne hai tanti? - Sì.

Quando li faccio,

il mio fratellino, che non va a scuola,

arriva e mi morde la schiena.

Fa così quando faccio i compiti.

Quindi non riesci a finire in tempo.

Altri motivi?

Non lo so.

A volte mi rovesciano l'acqua in testa.

- Ti piacciono i cartoni? - Sì.

Quanto?

Un po'.

Preferisco i compiti.

Li preferisci?

Perché imparo.

Tua mamma ti ha mai punito per non aver finito in tempo i compiti?

- Sì. - Come?

Il mio fratellino è monello

lancia in giro le matite e si perdono.

Poi mia mamma mi sgrida perché non ho più matite.

- E ti punisce? - Sì.

Come?

Mi picchia e dice "Non farti beccare di nuovo"

Non va a prendere la cintura.

Dice "Non va bene, non farlo più."

O "fai i compiti più velocemente."

Perché hai detto della cintura?

Mio padre non la indossa.

E' troppo grasso.

I suoi pantaloni stanno su da soli.

A volte mia mamma va a prender la cintura che ha nascosto

per punirmi se sono monello.

Poi un giorno,

quado voleva farlo,

ha scoperto

che la cintura che nascondeva

era sparita.

- Chi l'ha presa? - Mia mamma... non lo so.

Quindi tuo padre non ha bisogno della cintura

ha la pancia grande!

E la tua mamma la tiene per punirti.

Sì, ma ora l'ha persa.

Ne ha comprate tante,

ma le perde sempre.

Un giorno, quando ci stavamo trasferendo,

Ne abbiamo trovate tantissime!

Sono riapparse.

Ma mia mamma non mi ha a ncora mai colpito con una.

La aiuto in casa.

Vorresti che tuo padre fosse magro e indossasse la cintura

così non ce ne sarebbero in giro per casa?

Perché compra le cinture?

Non le compra. E' grasso!

Non ne compra nessuna.

Lui va bene. La gente lo chiama "l'uomo grasso".

Parlo della sua cintura.

Se non ne compra,

Perché ne avete in casa?

Le ha comprate

soprattutto per picchiarci.

Ma tua mamma le nasconde?

Sì,

e poi le perde.

Quando sarai grande e avrai dei figli,

se non faranno i compiti,

userai la cintura?

- No. - Come mai?

Mio padre non la usa. Non lo farò nemmeno io.

Alza la voce, non ti sentiamo.

Mio padre non mi picchia, quindi non li picchierò nemmeno io.

- Chi? - I miei figli.

Non li picchiarai

- e se tuo padre ti picchiasse? - Li picchierei.

Non sarebbe colpa di tuo figlio se tuo padre ha fatto uno sbaglio.

E' così.

- Sei il rappresentante di classe? - Sì.

Perché tu?

Sono un bravo alunno.

Mi ha scelto il maestro.

Dato che sei un bravo alunno, ti incoraggiano a casa?

Sì.

Come ti premiano?

Mio padre mi compra delle cose.

Mia madre mi compra quaderni, matite,

pantaloni e magliette.

Sei mai stato punito? Come vieni punito?

Mi danno gli schiaffi in faccia.

Mi danno gli schiaffi.

- Chi? - Mio padre.

Pensi che abbia ragione?

Mio padre? Sì.

Perché?

Perché mi comporto male e si arrabbia.

Quanti schiaffi ti dà?

Cinque o sette.

Secondo te, sono abbastanza?

Sì.

- Poi basta? - Sì.

- Di meno? - meno? No.

Cinque vanno bene?

Se tu avessi un figlio monello, quanti gliene daresti?

- Sette. - Sette?

Perché cinque da tuo padre ma sette da te?

Quando mio padre si arrabbia,

tipo quando mi dice di sedermi e non lo faccio,

si alza e me ne dà sette.

- Sette? - Sì.

Come chiameresti tuo figlio?

Se fosse maschio, Hossein.

Se fosse femmina, Sara.

Se Hossein disobbediste, quanti gliene daresti?

Sette.

Mio padre è al fronte

è andato là,

e mia madre vuole che andiamo sempre di sotto.

- Di sotto? - Da sua sorella.

da mia zia...

Non trovo il tempo per fare i compiti.

Tua mamma sa che devi farli?

Sa che devi fare i compiti?

Glielo dico.

Ma vuole che vai dalla zia?

No, mia zia sale e ci fa andare di sotto.

Perché non li fai a casa sua?

Li porto con me, ma i suoi figli continuano a disturbarmi.

Chi ti aiuta?

A volte mia madre,

o mio padre, che non è qui adesso,

o i miei cugini.

Ti dettano bene?

Non sempre.

in che senso?

non sanno farlo.

leggono troppo in fretta.

Non hanno pazienza? Secondo te perché?

- Cosa? - Perché?

La mia mano non è abbastanza veloce

da scrivere in fretta

cerco di scrivere bene,

ma vogliono che vada velocemente.

Sono di fretta? Che cosa fa tua madre?

A parte i dettati, che altro deve fare?

A volte deve lavare i piatti.

Che ne pensi degli incoraggiamenti?

Incoraggiamenti?

I premi servono?

- A cosa? - A lavorare bene.

E le punizioni?

- Quelle no. - Che intendi?

Il bambino continua ad andare avanti.

Secondo te, perché?

Se picchi un bambino...

diventa testardo e non vuole fare i compiti.

Quindi non ha senso?

Un pochino, sì.

Chi ti aiuta con i compiti?

Mia sorella.

Tua sorella?

Non tuo padre? perché?

Non sa leggere.

E tua madre?

Nemmeno lei.

C'è solo mia sorella

o mio fratello.

- Ti ha mai punito per i compiti? - Chi?

Tua sorella. Ti ha mai punito?

Sai cosa significa "punire"?

Significa picchiare.

- Scusa? - Picchiare.

E "incoraggiare"?

Non lo so.

Pensaci.

Non sai cosa significa?

ma essere punito?

- Che significa? - Essere picchiato.

Cosa significa punire?

Picchiare.

E incoraggiare?

Dire "bravo".

Chi ti fa i dettati?

Mia sorella.

- Cos'hai in faccia? - E' stata mia sorella.

- Che ha fatto? - Mi ha graffiato.

Mi ha graffiato.

Chi ti aiuta con i compiti?

Chi ti fa fare i dettati?

Mia sorella.

Tuo padre sa leggere e scrivere?

No.

Sai cosa significa "punizione"?

Sì.

Cosa?

Essere picchiato.

E "incoraggiamento"?

Non lo sai?

Tuo padre sa leggere e scrivere?

No.

- chi ti aiuta con i compiti? - mia sorella.

e se non li fai, vieni punito?

Sai cosa significa?

essere picchiato.

E incoraggiato?

Non lo so.

Non lo sai?

Cosa significa?

"Punizione"...

quando ti comporti male, devi essere picchiato.

E "incoraggiamento"?

Significa fare cose buone.

Significa essere picchiato.

E "incoraggiamento"?

Significa applaudire.

- Sei mai stato punito? - Sì.

Come?

E' molto semplice.

Come?

Vieni picchiato.

Cosa vuoi fare da grande?

Ingegnere nella buoncostume.

Per fare cosa?

Per arrestare i fumatori di oppio,

Arrestare i cattivi,

arrestare

quelli che dicono bugie o rubano.

Che lavoro hai detto?

ingegnere nella buoncostume.

Approvi gli incoraggiamenti?

Sì.

E le punizioni?

Chi pensi che debba essere punito?

I ragazzi monelli.

Cosa intendi?

quelli che non ascoltano i genitori

e anche...

quelli che non ascoltano i maestri

o...

non ascoltano il direttore o gli assistenti.

Dovrebbero essere puniti

- Ali Reza Hassani. - Signor Hassani...

Il tuo maestro dice che non hai fatto i compiti.

Ieri sera stavo imparando una canzone

Perché?

Per cantarla all'anniversario della rivoluzione.

L'hai imparata a memoria? Puoi cantarcela?

- Sì. - Vai.

Hai bisogno delle parole?

Non la so.

Oh carovana, aspetta,

Il mio amore sta partendo

Il mio cuore non è più con me

Sta fuggendo col suo rapitore

Oh, guidatore della carovana, rallenta

non avere fretta

Con l'amore di questa cavallerizza

Il mio cuore vola via

Se ne va piena di grazia

Sento il sapore del veleno dell'abbandono

Non chiedermi di più

La mia anima non è più lì

Sono rimasto indietro a soffrire per lei

Angosciato, desideroso di lei

La sua assenza è un pugnale

Mi trafigge fino alle ossa

Oh carovana, aspetta

Il mio amore se ne va

Il mio cuore non è più dentro di me

Se ne va con il suo rapitore

Quindi ti hanno scelto per cantare?

Sì.

Come mai?

Uno degli studenti ha portato la poesia.

L'insegnante ha chiesto chi avesse la voce migliore.

Ero io.

Mi ha scelto.

Dopo tre giorni di riprese,

su 856 questionari distribuiti

per valutare la situazione dei compiti,

ne sono stati restituiti 526.

Con il 37% dei genitori analfabeti,

non potevano aiutare i figli con i compiti.

Tra coloro che sanno leggere e scrivere,

una percentuale significativa ha dichiarato

che erano troppo stanchi o occupati per aiutare.

A margine di diversi questionari,

molti genitori si lamentavano di un carico di lavoro eccessivo

e chiedevano di essere sollevati da questa responsabilità

di aiutare i figli.

Grazie a questi questionari, abbiamo incontrato bambini

che vivono in circostanze particolari

che rendono la questione dei compiti più difficile.

Cosa ti è successo alla faccia?

Sono caduto.

Sei caduto?

Chi ti aiuta a fare i compiti?

Li fa mia madre con me.

I miei voti non sono male.

Il tuo maestro dice che stai migliorando.

- E' così? - Sì.

Come puoi migliorare ancora?

Studiando le lezioni tutti i giorni.

Impegnandomi per prendere 10.

Prendere 10...

Cosa vuoi fare da grande?

Voglio fare l'ingegnere.

Quanti fratelli e sorelle hai?

Siamo cinque.

Incluso me, cinque maschi e cinque femmine.

Cinque maschi e cinque femmine.

Quindi in totale?

Penso che siamo undici fratelli.

Ne sei sicuro?

Sì, ma due si sono sposati.

Poi tre che non sono sposati.

Più un altro...

Che ha 15 anni.

Chi ti aiuta con i compiti?

Mia sorella, mio fratello,

mio padre, mia madre.

Tuo padre dice che i tuoi compiti

non vengono finiti dopo i cartoni.

Dopo i cartoni...

A volte non ho ancora finito di fare i compiti.

Ha detto che persino dopo il notiziario,

i tuoi compiti di solito non sono finiti.

Intende in notiziario sportivo.

Ieri c'erano delle persone che giovavano nell'acqua.

Lo hai visto? E' stato bello?

Sì.

Quali cartoni ti piacciono?

Ci sono un orso e una volpe.

L'orso e la volpe fanno gli scherzi,

E poi arriva il cacciatore.

Spara all'orso,

e la volpe...

Poi due topi lo catturano.

Cos'altro ti piace?

I film.

Andiamo al cinema tutti i martedì.

Qual è l'ultimo film che hai visto?

L'ultimo... Non ricordo il nome.

Ma era molto bello.

Combattevano su una barca.

Una barca? Ti piace?

L'iraniano era su una barca.

e due iracheni lo attaccano e lo catturano.

Uno di loro fa la guardia.

Ma lui è troppo forte. "Te lo faccio vedere io!"

Butta giù uno di loro, poi anche l'altro.

Il tizio lassù è suo amico

Fa così...

Lo butta nell'acqua.

- Ti è piaciuto? - Sì.

Ascolta...

Ti piacciono le zuffe nei film?

Nei film di guerra.

E a casa?

No, a casa no.

Vi azzuffate mai in casa?

Lo fanno quelli del piano di sotto.

Chi abita di sotto?

L'altra moglie di mio padre.

- Ha due mogli? - Sì.

Prima ha sposato quella di sotto.

E' la prima moglie?

- Tua madre è la seconda? - Sì.

Vanno d'accordo?

Vanno d'accordo insieme?

Abbastanza.

- Non litigano? - No.

Mai?

A volte ridono insieme.

Poi litigano.

- Tra di loro? - Sì.

Ti dà fastidio?

Mia madre picchia l'altra.

- La picchia? - Sì.

Ti piace

che tua madre sia la più forte?

Di sotto c'è un ragazzo che ha finito la leva militare.

E?

Mio padre è dalla loro parte.

Mio nonno è dalla parte di mia mamma.

Mio nonno è molto forte.

Più forte di mio padre.

Una volta hanno litigato.

L'altra moglie è venuta con suo figlio, e lui ha colpito mia mamma.

Poi mio cugino da parte di mamma

ha preso questa cosa pesante...

Lui è il più forte di tutti. E' nella squadra buoncostume.

E ha picchiato il mio fratellastro che aveva picchiato mia mamma.

E tu eri felice?

Ti piace quando litigano?

- No. - Cosa ti piace?

Niente.

Non sono abbastanza grande per picchiare.

Lo farai quando sarai più grande?

No.

Combattono al fronte, vero?

Ma lì c'è la guerra, è diverso.

Perché è diverso?

La differenza è che loro uccidono, tutto qua.

Ci metto un'ora

A scrivere due pagine.

Scrivo le due pagine,

Poi scrivo i numeri,

e poi è l'ora dei cartoni.

- Li guardi? - Sì.

- Ti piacciono? - No.

Allora perché li guardi?

Non li guardo.

E' soprattutto il mio fratellino a guardarli.

Allora dovrebbe essere lui quello indietro con i compiti

non te.

E dopo i cartoni?

Dopo i cartoni...

Vado da mia mamma e dice

"Scrivi altre tre pagine."

Cosa fa tuo padre?

Lavora in un negozio.

- Non sta a casa? - No.

Chi ti fa fare i dettati?

I dettati... mio padre

quando torna a casa.

I tuoi genitori ti hanno mai punito? Come?

Va a prendere la cintura e mi picchia con quella.

Ti hanno mai incoraggiato?

- Sai cosa significa? - No.

- Sei mai stato premiato? - No.

Mai?

Aiuti con i lavori domestici?

Che cosa fai?

Mia madre mi chiede

di prendere il cesto del pane, e io lo faccio.

E poi?

Mi chiede di lavare i bicchieri e io lo faccio.

Poi mi dice di andare a prendere il cherosene e io vado.

E poi?

Mi chiede di...

sparecchaire i piatti così lei li lava.

Vado a prenderli e lei li lava.

E poi?

Dopo...

la sera mi chiede di portare in tavola la cena,

e lo faccio.

E lei? che cosa fa?

Mia mamma? Niente.

E' malata.

Io non voglio essere punito.

- Cosa? - Non voglio essere punito.

- Non ti piace? - No.

Ed essere incoraggiato?

Mi piace.

Tuo padre sa leggere e scrivere?

Sì.

E tua madre?

No.

Chi ti aiuta a fare i compiti?

Quando torno a casa

faccio i compiti in fretta.

Perché ci vuole così tanto?

- Fino alla sera? - Ce ne sono troppi.

A che ora torna tuo padre?

Alle 7.

Ti aiuta con i compiti?

Sì.

Ti può aiutare a fare matematica?

Matematica... sì.

Che ti fa fare il dettato?

Mia sorella.

Ti ha mai punito?

A volte.

- Ti punisce? - Sì.

Perché non hai fatto i compiti?

Non potevo.

- Cosa? - Non potevo.

Perché no?

Mio fratello mi dà sempre fastidio.

Alza la voce.

Mio fratello mi dà sempre fastidio.

- Cosa fa? - Non mi fa fare i compiti.

Non te li fa fare?

Quanti anni ha?

Nove.

Nove? E' più grande?

Perché tua madre non dice niente?

Hai fatto matematica?

No.

Non ha fatto nemmeno quella.

Chi ti fa fare il dettato?

Mia sorella o...

- tua sorella, o...? - Mio fratello.

Non tua madre? Perché?

Non lo so.

- Sa leggere e scrivere? - No.

Chi ti fa fare meglio il dettato, tua sorella o tuo fratello?

Mia sorella.

Tua sorella è più brava? Chi è più gentile?

Mia sorella.

Tua sorella?

Tuo padre non ti aiuta col dettato?

Perché?

Perché non ti aiuta?

Non può.

Perché non può?

Lavora.

- Che lavoro fa? - Guida.

- Cosa guida? - Un autobus.

- Quindi non può aiutarti? - No.

Okay, puoi andare.

Salve.

Mio figlio non frequenta questa scuola,

ma abito qui vicino.

Sono venuto per trasferirlo qui.

Ho sentito che fate un film

sui compiti a casa, sono venuto a parlarvene.

Ciao.

Mio figlio non frequenta questa scuola,

ma abito qui vicino.

Sono venuto per trasferirlo qui.

Ho sentito che c'era questo film

sui compiti, e sono venuto a parlartene.

Ti ascolto.

Ho vissuto all'estero per molto tempo

per studiare e poi lavorare.

Grazie alla mia professione

ho potuto osservare altri sistemi scolastici.

In molti paesi, come gli Stati Uniti e il Canada,

i compiti a casa non esistono.

In altri paesi dove esistono,

l'attenzione è rivolta alla creatività dei bambini.

Come in Inghilterra, dove si parla di pittura, artigianato,

mappe geografiche, scrittura creativa.

Non credono al detto...

"La pratica rende perfetti"

Per essere perfetto, il bambino deve imparare dei principi.

C'è un metodo e delle regole.

Prima devi impararli, poi esercitarti. Niente di più.

In un paese come il Giappone, la tradizione del superlavoro

ha aumentato il tasso di suicidi tra gli studenti

a tal punto che il sistema è stato messo in discussione,

e lo stanno cambiando,

perché non è sostenibile.

Se guardate l'Iran,

i nostri figli sono sottoposti a una forte pressione.

Gli insegnanti sembrano sfogarsi su di loro,

sfogano la loro frustrazione.

A casa, devono avere a che fare con noi, i loro "insegnanti familiari",

che non abbiamo idea di cosa fare

e non abbiamo alcuna formazione.

Quindi, a nostra volta, mettiamo pressione sui bambini.

Il risultato è una generazione passiva, fragile e vulnerabile

esposta a ogni tipo di patologia

e problemi psicologici.

Questi bambini crescono nel disagio.

Sono pallidi e infelici.

Che ne sarà di loro?

Saranno una generazione

priva di creatività, capace solo di riprodursi.

Ed entreremo nel nuovo secolo con loro.

Quali punti di forza avremo? Nessuno.

Dobbiamo mobilitare tutti per cambiare le cose.

Secondo me, il sistema educativo...

dovrebbe abbandonare questi metodi dannosi

che definirei medievali.

Intendo l'attuale sistema educativo.

Gli insegnanti dovrebbero adottare

un nuovo approccio

che stimoli la creatività degli studenti

in modo misurato.

Da parte loro, i genitori farebbero meglio

a lasciare in pace i figli.

Sbaglierebbero a cercare di costringerli

a fare i compiti.

La resistenza del bambino è del tutto naturale.

Noi genitori non padroneggiamo

né la matematica moderna né la letteratura,

che sono molto diverse oggigiorno.

Li mettiamo sotto una pressione controproducente

che li esaurisce.

I bambini dovrebbero dare libero sfogo

alla loro natura vivace e giocosa

per resistere a questa pressione.

Non devono cedere

o sopportarlo passivamente.

E vorrei sollevare un altro punto.

Ci troviamo di fronte a una situazione particolare,

in cui i bambini si trovano di fronte a nuovi programmi

di matematica e letteratura...

di cui i loro genitori non capiscono nulla.

Lo Stato ha creato degli enti,

istituti di formazione per insegnanti,

per insegnare questi programmi ai maestri,

Ma durante i colloqui genitori-insegnanti,

gli insegnanti dicono ai genitori di lavorare con i bambini.

Il bambino torna a casa con un problema

che i genitori, erroneamente, credono di poter risolvere.

Vogliono imporre conoscenze obsolete.

Ciò provoca conflitti tra genitori e figli.

Le cose si complicano ulteriormente

quando gli altri figli si intromettono.

La situazione diventa caotica.

Iniziano persino a litigare.

A casa nostra ci sono spesso litigi

con uno che cerca di spiegare, un altro che cerca di imparare.

"Ma il maestro dice che non è così"

E non capisco niente...

né le varie versioni dei miei figli né quella del maestro.

Quello che voglio dire è che

se mi viene chiesto di aiutare,

è perché ci si aspetta che io sia competente.

Allora, qual è il punto degli istituti di formazione per insegnanti?

Datemi della formazione

o dei materiali

a cui posso fare riferimento.

Se hai delle domande...

Vorrei sapere se tu e tua moglie avete mai avuto divergenze

su vostro figlio.

Molte volte.

Per me, un 6 va benissimo.

Volere un figlio

che è il migliore e che prende solo 10 è una sciocchezza.

Mia moglie vorrebbe che nostro figlio

fosse il migliore in ogni materia.

È portato per la musica, l'arte e un po' per la matematica.

L'apprendimento mnemonico non fa per lui.

Storia ed educazione civica sono difficili per lui.

Ora, tutte queste materie, inclusa la letteratura,

hanno un aspetto religioso.

E non si tratta solo di imparare a memoria.

Ha difficoltà a copiare la stessa cosa più volte.

L'insegnante chiede loro di copiare due volte

tutte le parole difficili del libro.

È come se volesse solo toglierseli dai piedi.

Il bambino perde le sue capacità intellettive.

Lo aiuto con la matematica in un modo più appropriato.

Deve imparare

a sviluppare la sua personalità.

Dovremmo fornirgli tutti i mezzi necessari.

Il nuovo secolo richiede qualcos'altro.

Nel resto del mondo

gli studenti lavorano con i computer.

Giocano ai videogiochi fin da piccoli.

Anche lo sport è concepito per la mente.

C'è una storia

in cui un indiano dice a un inglese

"Non darmi un pesce da mangiare.

Insegnami a pescare."

Rimpinziamo i nostri figli di pesce

invece di insegnare loro a pescare,

invece di insegnare loro a pensare.

Con il sistema attuale,

se finiscono per imparare qualcosa,

è non pensare.

Pinocchio, ho detto.

- Tutto qui? - Sì.

Non guardi altro?

No.

Il mondo meraviglioso è stato bello ieri?

Molto bello.

Tua madre dice che sei indisciplinato.

- È vero? - Sì.

- Non mi piace. - Cosa?

Essere indisciplinato.

E allora cosa fai?

Mi siedo in un angolo

quando l'insegnante non dà i compiti.

Mia sorella va da mio zio.

Non viene ad aiutarmi.

Chi ti dà una mano?

Mio fratello maggiore

Abbas Abedi.

Lui mi aiuta.

È gentile con te?

No.

Cosa fa?

Mi picchia.

È in seconda elementare.

Io sono in prima.

Come può aiutarti se è in seconda elementare

E non è nemmeno gentile?

Chi altro può aiutarti? Tua madre?

Mia mamma non sa leggere.

- E tuo padre? - Mio padre...

Nemmeno lui.

Vieni punito quando non fai i compiti?

Sì.

Chi ti punisce?

Il maestro.

A casa chi ti punisce?

Mia madre.

Come?

Con una cintura.

Cos'altro fa?

Mi picchia.

Cosa vuoi fare da grande?

Il pilota.

Come mai?

Per uccidere Saddam.

Saddam non ha pietà. Distrugge le case.

Le distrugge.

E se venisse ucciso prima? Cosa faresti?

Le persone con un cuore che non funziona...

Sì?

Persone con il cuore che soffre,

che vanno in ospedale

e restano a letto

per farsi operare.

- Vorresti operarle? - Sì.

Quindi vorresti fare il dottore?

Il pilota e anche il dottore.

L'Islam è vittorioso!

Oriente e Occidente sono annientati!

Non ti stiamo facendo niente.

Perché piangi?

- Che succede? - Il mio amico è andato via.

- Cosa? - Il mio amico se n'è andato.

- E' andato via? - Sì.

Ma perché piangi?

Dimmelo.

Riportate il mio amico.

- Riportarlo? - Sì.

- Intendi Molai? - Sì.

Molai! Aspetta lì.

Perché piangi? Non stiamo facendo niente.

Per favore...

Voglio il mio amico.

- Vuoi il tuo amico? - Sì.

Lo rivedrai tra un minuto.

No.

Voglio che torni.

- Chi? - Molai.

Per favore.

- Vuoi andare? - Sì.

Vai.

Molai, perché il tuo amico piangeva?

Quando eravamo in prima era un monello

e veniva sempre sgridato.

Da allora, ha sempre paura.

- Chi lo sgridava? - La maestra.

Cosa faceva di monello?

Non studiava, si comportava male.

Come lo sgridava?

Lo picchiava col righello.

- Alza la voce. - Lo picchiava col righello.

Come? Raccontamelo.

Una volta lo ha colpito così forte che il righello si è rotto.

Non ti sento.

Il righello si è rotto.

E la maestra ha detto

che avrebbe usato un bastone.

E lo ha picchiato con quello.

Adesso ha paura.

- E' sempre così? - Sì.

- Che classe frequenti? - La seconda.

- Siete in classe insieme? - Sì.

- Allora è per questo che ha paura? - Sì.

Ma noi non gli abbiamo fatto niente.

Non abbiamo un righello.

Non so perché ha sempre paura.

Anche in classe?

Persino la campanella lo spaventa. Si mette a piangere.

Quando i bambini escono, piange.

A ricreazione, piange.

quindi è sempre così, non è per colpa nostra?

No.

Perché ha paura di noi?

Non lo so.

Forse ha pensato che nascondete un righello,

e che lo avreste picchiato dopo aver chiuso la porta.

Puoi ripeterlo a voce alta?

Pensava che ci fosse un righello nascosto,

e che lo avreste picchiato con quello

dopo aver chiuso la porta.

- Tu credi a questo? - No.

- Non hai paura? - No.

Sia benedetto Maometto

E coloro che gli sono vicini.

Bambini, come sapete, questi sono i Giorni di Fatima.

La signora Fatima,

Possa Dio benedirla,

Lei era, come sappiamo,

La figlia maggiore del Profeta e la moglie di Ali,

il primo imam per noi sciiti.

Conoscete il lamento funebre che sto per cantare

alla gloria dei martiri.

Nonostante tutti gli sforzi

dei responsabili della cerimonia,

la mancanza di attenzione e comprensione da parte dei bambini

ha impedito che si svolgesse con dignità.

Quindi, per rispetto,

abbiamo pensato che fosse meglio eliminare l'audio di questa sequenza.

Ciò che l'insegnante ci ha detto

sulla sua mancanza di impegno

e sulle sue debolezze in classe

ci ha dato una dritta.

Ho provato, senza successo, a lavorare con lui.

Non avevo familiarità con i nuovi metodi.

Eravamo persi.

E abbiamo trasmesso questo stress a nostro figlio.

A scuola

era considerato un cattivo studente.

E la sera lo mettevamo sotto pressione

per farlo migliorare.

Non era capace.

Era debole fin dall'inizio.

E non riusciva a imparare bene,

perché non sapevamo come presentare le materie

in un modo che potesse capire.

Così la sua angoscia peggiorava ogni giorno.

Al punto

che pensava che lo avrei picchiato.

Quando andavo a lavorare con lui in camera da letto

per non disturbare il resto della famiglia

con il nostro rumore

e loro non disturbavano noi,

Chiudevo il porta,

e questa cosa lo angosciava.

Anche se non gli stavo facendo niente.

Facevo solo i compiti con lui.

Ad esempio, ripetevo le frasi ad alta voce,

ma la sua mente era altrove.

Aspettava che la porta si aprisse

e che qualcuno arrivasse

- Per proteggerlo. - Esattamente.

Per correre in suo soccorso.

Ha insistito perché il suo amico fosse con lui

per sentirsi al sicuro con noi.

A casa, chi lo protegge e gli dà questo senso di sicurezza?

- Sua madre. - Lo protegge?

Fin troppo.

Gli ho chiesto di impegnarsi appena di più

e lei dice che gli sudano le mani

e che è stanco.

Non credi,

dato lo stato di tuo figlio, come vedrai nel film,

che tua moglie abbia ragione?

Era così angosciato

da non aver capito cosa stavamo dicendo.

Certo che ha ragione.

Ma alla fine abbiamo capito

che né il mio metodo

né la protezione emotiva di lei erano corretti.

Niente stava aiutando nostro figlio.

Era perso come noi.

Che soluzione avete trovato?

Tutto questo dovrebbe essere fatto a scuola.

Tutta l'organizzazione degli orari

e il numero di studenti dovrebbero essere tali

da non dover lavorare a casa.

Non sto dicendo che non dovrebbero esserci compiti.

Dovrebbero imparare a scuola

ed esercitarsi a casa.

Insegnare le lezioni

non è nostra responsabilità.

Majid, resta lì.

Se Molai resta qui, non avrai paura?

Molai, resta dietro di lui.

Prenditi cura di Majid così non avrà paura di noi.

Perché hai paura di noi?

Non ho paura.

Se Molai se ne andasse, non avresti paura?

No?

Molai, puoi andare.

- Non hai paura? - No.

Che bravo.

Perché eri spaventato prima?

Stavo pensando a qualcos'altro.

Quindi averi paura?

Che cosa ti spaventava?

Niente.

Cosa avremmo potuto farti?

Non lo sapevo.

Cosa pensavi che avremmo fatto?

Niente.

Niente? Allora perché avevi paura?

Se Molai andasse dietro la porta, avresti paura?

No.

Devo dirgli di tornare in classe?

No.

Sì.

Scusi.

Scusi.

- Vuoi che Molai torni? - Sì.

- Non muoverti. Sta arrivando. - Va bene.

Jahan, di' a Molai di entrare!

Resta qui.

Jahan!

Di' a Molai di entrare.

Molai, entra e stai con lui.

Vuoi che resti qua con te?

Molai, vieni qua.

Ecco. Non ha più paura?

Ma dobbiamo andare a lezione di religione.

- Cosa? - Abbiamo lezione di religione.

Una verifica di religione? Hai studiato il materiale?

No.

- Niente? - No.

Come mai? Perché non hai studiato?

Ho studiato.

- Molai, tu hai studiato la lezione? - No.

Nemmeno tu?

Sapete su cosa sarà la verifica?

No.

- E' per questo che volete andare? - Sì.

Molai va per primo, poi tu.

No. Io prima, poi lui.

- Tu per primo? - Sì.

Dimmi perché hai paura di noi, e ti lascio andare.

Puoi dirmelo?

Ho paura di perdere la lezione di religione.

Farai la verifica dopo.

Vieni qui.

Io?

Recitami la lezione di religione.

Ci riesci?

- Devo recitare "Oh Signore"? - Sì.

"Oh Signore delle bellissime stelle

Oh Signore del mondo colorato

Oh tu che hai creato Venere

Ma anche la Luna e il Sole

Le montagne, le colline e i mari

I bellissimi alberi in fiore

Le belle ali della farfalla

I nidi per gli uccelli

Gioia, gioco, forza

I nostri occhi per vedere

Neve, pioggia, caldo, freddo

Tu, o Signore, hai creato tutto

Tutto ciò che desideravo me l'hai dato

Riempi i nostri cuori di gioia"

Diretto e montato da ABBAS KIAROSTAMI

Prodotto da ALI REZA ZARRIN

Ricercatore SHOLEH DOWLATABADI

Cinematografia di IRAJ SAFAVI, ALI ASGHAR MIRZAI

Questo film è stato girato nel febbraio 1888, presso la scuola Martyr Masumi, a Tehran.

Instituto per lo Sviluppo Intellettuale dei Bambini.

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