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Original subtitles

[Barone] Erano giorni di inferno.

Giorni di morti ammazzati per strada, blitz, interrogatori,

macchine blindate, scorte, sirene.

Giorni terribili.

[tv] Tre omicidi in due giorni.

Ancora la Sicilia, ancora Palermo.

[Barone] Dopo Falcone, dopo Borsellino

dopo le bombe del 1993,

la mafia corleonese aveva vinto su tutti,

eliminando nemici, amici,

poliziotti, magistrati, giornalisti,

uomini di Stato e civili.

I Corleonesi controllavano le strade,

maneggiavano esplosivi

e un esercito di 28.000 uomini pronti a sparare.

[tv] Un disegno per precipitare il Paese nella paura

nello stesso momento in cui Cosa Nostra

con gli arresti di Riina, Madonia e Santapaola,

ha accusato duri colpi.

[Barone] Nel 1993 lo Stato era in guerra

e io, giunto alla metà dei miei giorni,

mi trovavo in un bosco scuro senza via d'uscita.

- Li conosci? - Li ho fermati tre mesi fa.

Li rifornisce Giuffrida.

Non so che cazzo si è messo a spacciare.

- Andiamoglielo a chiedere. - Scordatelo.

Con tutto il rispetto, ma non me la fotto l'indagine.

Aspettiamo che si muove lui e poi andiamo.

- Quante volte ti ha fregato? - Appunto, troppe.

Ogni perquisizione ci manda contro quelle balene.

E poi niente, non troviamo mai un cazzo.

Andiamo, stavolta vengo anche io.

- Guarda che non cambia niente. - Scommettiamo?

- Non ci posso fare niente. - Lo so.

Hai presente la favola della Bella e la Bestia?

- Ho fatto un'associazione. - Ha sempre scritto favole.

[musica]

[uomo] Polizia, aprite!

[bussano]

Minchia, apriti!

[musica]

[voci non udibili]

Dai!

[voci non udibili]

Che minchia è tutto questo bordello?

E allora? Che te ne pare?

Che dico alla stampa?

Deve raccontare delle sorelle se no non fa ridere.

Hai ragione, funziona meglio.

Non fare quella faccia! L'arresto è tuo.

Se non lo sanno, glielo dico io, tranquillo.

Controlla se arriva Andrea.

Quella stronza fa la spia a mia moglie.

- Dottore, sta arrivando. - Minchia!

- Dottor Donà, la aspettano. - Arrivo, arrivo.

Fumatelo tu, te lo sei meritato.

Almeno qualcuno se li gode.

Sai quanto costano quelli?

[Barone] Costavano tanto.

Costavano come la sua Mercedes,

la villa di lusso in montagna.

Come i quattro cellulari che dalla Procura

passavano alla sua famiglia.

Costavano come le mie indagini su Patané,

un imprenditore corrotto che tentavo di arrestare da mesi

mentre Donà mi negava la richiesta d'arresto

e in gran segreto ci andava a cena.

Era una prova pesante di collusione.

Ma io cercavo molto di più

prima di denunciarlo al Consiglio Maggiore della Magistratura.

Purtroppo giravo a vuoto da mesi e non avevo più tempo.

Dovevo denunciarlo ora perché sentivo che se n'era accorto.

Abbiamo eluso l'azione di una famiglia un po' protettiva.

[Barone] Cordiale, lucido, mai un'esitazione nella voce.

L'uomo perfetto che gira ogni obiezione a suo vantaggio.

Sanitopoli, invece?

Sembrava che l'operazione dovesse creare un terremoto

tra imprenditori e politici. Invece ora tutto tace.

[Barone] Prevedeva le mie mosse.

Lei è della stampa e coi terremoti mediatici ci campa.

Noi evitiamo i terremoti mediatici per lavorare in pace.

[Barone] Certamente

io gli assomigliavo e infatti

volevo il suo posto.

[musica]

[squilli del telefono]

Che c'è? Stiamo cominciando.

No.

No. Ancora no.

Non dico una minchia.

Tutto a posto.

Perché ti metti questa cravatta?

- Non ti avevo detto di metterla. - Anche tu la porti.

- Io ce l'ho per lavoro. - Appunto.

Mi piacerebbe sapere che lavoro devo fare io.

Sei nervoso?

Tony, parla chiaro, c'è la fila per un'occasione così.

Devo sapere che lavoro devo fare.

Se il lavoro lo hanno dato a me significa che è importante.

E si fidano.

- Io mi posso fidare di te? - Sì.

Ascoltalo senza fargli domande.

- Piacere, Tony Galvaruso. - Antonio!

- Sì, Tony è da Antonio. - Accomodati.

- Mi fai spazio? - Sì.

- Prendi qualcosa? - No, sto bene così.

Allora, Antonio...

- Hai una macchina? - Una Tipo.

- Di che colore? - Grigio scuro.

- E tua moglie? - Ha un motorino.

- Santina? - Mia sorella?

- Tua sorella Santina. - Ha una Escort.

Di colore blu scuro.

- E si può utilizzare? - Sì, volendo.

- Sono uscito i primi di settembre. - Il 28 di agosto.

Il 28 di agosto.

Non mi sono potuto organizzare

ma se c'è qualcosa che può essere utile...

- Hai un telefono cellulare? - No, no... è un problema?

Abbiamo finito.

- La Tipo è posteggiata fuori? - Sì, è quella.

- Iniziamo subito. - Andiamo, sbrigati.

Cammina!

Il greatest hits di Spagna ce l'avete? Non lo trovo.

Mi dispiace, è terminato. Possiamo ordinarlo.

- Quanto ci vuole? - Cinque giorni.

- Massimo una settimana. - Una settimana?

- Va bene, grazie lo stesso. - Si figuri.

[musica]

[Barone] Per un latitante il tempo è un concetto relativo.

Il killer, lo stragista, l'ammazzasbirri.

Boris Giuliano, Antonino Burrafato,

il giornalista Mario Francese,

morti che gli consentono di prendere posto in commissione,

la sede dove avvengono le decisioni.

Mandante delle stragi di Firenze, Roma, Milano, Capaci.

Nel 1993 eredita il potere militare di suo cognato, Totò Riina.

Armi e migliaia di uomini, cento omicidi all'attivo.

Nel 1993 Bagarella non solo siede in commissione,

è diventato la commissione.

Vediamo come guida questo picciotto.

Mi chiedeva del volo AZ72698 da Roma, giusto?

Sì, esattamente.

- È atterrato? - Verifico subito.

Guardi, glielo dico io. È atterrato.

Ah, ok. C'è altro che posso fare per lei?

È ancora in linea?

Avanti.

Dai, vieni.

Dai.

- Prima questi. - Stai scherzando?

No, hai perso la scommessa. Adesso ti tocca.

Era per dire.

Non posso andare in giro come una scimmia.

- Ma io sono seria. - Sono un Pubblico Ufficiale.

- Non posso andare in giro così. - Tutti devono vederti.

- Ma non esiste! - Zitto! Muto!

Forza, entra. Abbiamo poco tempo.

Non mi entra il dolce, tu lo vuoi?

Dipende. Chiediamo se hanno la banana split.

- Uh uh! - Ssh!

- Uh uh! - Basta!

Te lo giuro, l'ho sentito.

Quando ho pagato il conto ha detto King Kong.

Se tu fossi King Kong, io sarei bionda

e mi avresti trascinato sul tetto. Mica qua dentro!

Sul tetto?

Non è male questa idea del tetto.

Amore, non possiamo! Ho il volo tra cinque ore.

Cinque minuti bastano e avanzano!

Allora facciamo così.

Quando vieni a Roma, ci facciamo un bel giretto

sul tetto di casa mia.

È una terrazza bellissima, si vede tutta la città.

Che c'è?

Non so se riesco a fermarmi.

- Come no? Dai! - Non fare così.

Lo sai com'è quando lavoro.

Sai che facciamo quando finisce questa storia?

Ci facciamo un week end, io e te. Vulcano, Eolie...

- Ecuador, che pullula di banane. - Saverio, sono seria.

Una volta che vieni a Roma, porca miseria!

- Mi prometti che almeno ci pensi? - Prometto.

Tornando al discorso del tetto...

- Eccola! - Aiuto!

[risate]

[Barone] Tre, due, uno.

Un conto alla rovescia di tre giorni prima della mia partenza,

la mia vacanza.

La chiamavo così l'udienza fissata per denunciare Donà.

Qualche stretta di mano, qualche sorriso

e al mio ritorno una scrivania nuova nuova.

Saverio, vieni nel mio ufficio?

C'è un regalo prima che te ne vai in vacanza.

Ti mando a Palermo, la distrettuale antimafia,

c'è la riunione di tutte le procure.

Vai a rappresentare Termini Imerese

a rappresentare me. Te la senti?

Qualcuno di là non sarà contento.

Quando mi daranno i tuoi risultati, andranno loro.

Intanto ti fai le ossa, ti fai conoscere.

Questo è l'intervento.

Che dici? Glielo facciamo il culo o no?

Stiamo chiedendo all'antimafia

di farci leggere le loro intercettazioni sul territorio!

Sul nostro territorio.

E nostro è il diritto di sapere che cosa sentono.

- È difficile da mandare giù. - Ci chiedono di collaborare.

E noi lo chiediamo a loro. Vedrai, un modo lo trovi.

- Quando c'è la riunione? - Fra tre giorni,

prima che parti in vacanza.

Vai a Palermo a fare questa figura di merda.

Ancora? Se dico di no, mi fotto!

È il suo modo per provare la mia fedeltà, fidati.

Se n'è accorto che gli sto addosso.

- Lascia perdere. - Che minchia dici?

Tu sei convinto che Donà sia colluso.

E chiedi all'antimafia di consegnargli le intercettazioni

di chi probabilmente gli paga le vacanze in Svizzera?

Bravo!

Faccio una figura di merda, me la rischio.

Ma con la denuncia invalido tutto.

Soprattutto sui giornali c'è la mia faccia!

Mi conviene.

Questi sono gli atti dell'indagine su Patanè.

Le richieste respinte e i collegamenti politici.

- Dopo la denuncia pubblichi tutto. - Ti costa questa minchiata.

Per due titoli sui giornali. Che cazzo fai?

Faccio la cosa giusta.

Sono o non sono un bravo picciotto?

Dimmi di sì.

[voci indistinte dalla radio]

Ma che minchia?

- Ti piaceva quella? - No.

Tanto alla radio fanno sempre le stesse cose.

Infatti, non mi fanno mai sentire Every girl and boy.

- La conosci? - Non mi pare, no.

Come no! Quella che fa... [canticchia in inglese]

Dice pure Bang! Bang! Hai capito qual è?

- No, non la conosco. - Ma come no! Spagna.

- Ah, sì! Spagna! - Quella canzone mi apre la testa.

Mi fa pensare, mi aiuta.

Tu te lo prendi il tempo per pensare?

- Certe volte penso troppo. - Ah, sì? A che pensi?

Se mi posso permettere...

Ora penso a questo lavoro.

Se lei me lo dà oppure no.

Fermati qui, a sinistra.

Allora...

- Tieni, così pensi di meno. - Non volevo dire...

- Prendili. - Grazie.

Noi stiamo insieme questa settimana.

Poi se tu piaci a me e io piaccio a te,

- ci sistemiamo meglio. - Va bene.

Ci vediamo domani.

Questa è la segreteria di Saverio Barone.

Non sono in casa, lasciate un messaggio.

Se non vi richiamo, insistete. [segnale acustico]

[Giada] Oggi è il grande giorno.

Sei pronto? Sei preoccupato?

Stanotte ho visto un film assurdo

con Carmen Russo che dice: "La paura è del saggio,

l'incoscienza è del pazzo, quindi stringi le chiappe

e buonanotte al cazzo!"

[Giada ride]

Era una cosa così... e ti ho pensato.

Quando arrivi a Roma chiamami, così ci organizziamo.

[Elia] Siamo entrati nella città proibita.

Il pentito Santino Di Matteo ha fatto i nomi dei responsabili di Capaci.

I nomi di quei boss che governano Cosa Nostra.

Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca...

Il nostro obbiettivo è prenderli tutti,

sul territorio che governano.

Per questo chiediamo alle procure di collaborare con noi,

fornendoci informazioni e resoconti delle indagini,

tutto ciò che può esserci utile.

Dottor Barone, prima voleva intervenire. Prego.

Sì.

Sì.

Vorremmo essere informati sulle attività di intercettazione.

Avete bisogno di controllare la distrettuale antimafia?

Articolo 116 delle disposizioni di attuazione

del Nuovo Codice di Procedura Penale:

il procuratore della Repubblica non svolge solo

le funzioni del Pubblico Ministero

ma anche attribuzioni di ordine e sicurezza pubblica

che gli danno facoltà, anzi lo obbligano,

a partecipare a ogni attività del territorio di competenza.

Lei vuole applicare una legge speciale per la sua procura?

- La procura vuole le informazioni. - Questo l'ho capito.

Le sto chiedendo se lei lo ritiene giusto.

Sì, lo ritengo giusto.

- Ha fretta? - Sì.

- Ho un appuntamento importante. - Capisco.

- Intervento interessante il suo. - Spero non crei fastidio.

No, assolutamente.

Utilizzi meglio la sua intelligenza a questo appuntamento.

Lo spero anche io.

[sirena]

[rumore indistinto]

[versi]

- [cacciatore] Hai sentito? - [cacciatore] Saverio!

[versi]

[cacciatore] Prendilo!

[cacciatore] Sparagli!

[cacciatore] Minchia, quant'è grosso! Saverio!

- [cacciatore] Hai sparato tu? - No...

- [cacciatore] Chi minchia sei? - Ve lo regalo il cinghiale.

Anzi, lo regalo a lui.

Un cinghiale così non lo prenderà mai.

[hostess] Signore e signori, ci prepariamo ad atterrare.

Vi invitiamo a controllare che le cinture...

Ringrazio il presidente per avermi convocato.

Ringrazio il presidente...

Prego.

Ringrazio il presidente per avermi convocato

per la situazione di cui sono testimone.

Grazie.

Vincenzina!

Mi dispiace, se lo sapevo portavo qualcosa.

Non ti preoccupare. Vincenzina!

Ricordi quel ragazzo di cui ti avevo parlato?

- Tony. - Buongiorno.

Voleva portarti dei fiori ma Pasquale era chiuso.

Io vado in cantina a sistemare delle cose.

Tony, ora ci aiuti con il trasloco. Sotto la sua direzione.

Perché qui comanda lei.

Molto piacere.

Dammelo.

A posto.

Brusca che ti ha detto? Che viene?

Sì.

Ma stai attento. Ti vuole fare le scarpe.

Oggi pure le capre alzano la testa.

Prendi quello che ti serve, il resto portalo a casa nuova.

Tu sei un bravo ragazzo, si vede subito.

Io ho occhio per le persone.

- Bambini ne avete? - Sì, un picciriddu.

Ha sei anni, si chiama Bruno.

- Le mostro la fotografia. - Certo.

Ecco qua. Qui aveva un anno e mezzo.

Bellissimo! Gliel'hai fatta tu.

- No, io non c'ero. - Non ti preoccupare.

Mio marito mi ha detto che sei stato... come dite voi?

- Al collegio. - Sì, diciamo al collegio.

Lui aiuta tutti.

Ora dobbiamo essere noi ad aiutare lui.

Mettiamoci al lavoro.

[musica dalla radio]

- Eh! - Bruno!

Per una volta che ti chiedo una cosa!

- Ma che hai? - È una cosa di lavoro.

- Un lavoro che ti innervosisce. - Perché ancora non ce l'ho.

Lo capisci che sono un sacco di soldi?

Io non ci resto da sola un'altra volta.

- Chi cazzo è questo? - Ma chi deve essere?

Lo porto in giro, faccio la spesa a sua moglie,

- cose di questo genere. - Questo solo?

Monica, questi soldi noi ce li meritiamo.

- Si è rovinata la musica? - Certo che si è rovinata.

- C'è la voce del picciriddu. - Allora vale di più.

- Ora zitto, devo sintonizzarla. - Andiamo di là.

Vediamo se la trovo.

Dove minchia è?

- Che è successo? - Una perquisizione.

Il mandato è della procura di Caltanissetta.

Sono qui da ore.

Saverio!

Saverio!

Questi pezzi di merda tra un po' mi sfondano la porta

come se fossi un criminale.

Oh! Mi ascolti?

Tu devi assistermi, controllare il loro lavoro.

Ok?

Questo è il mio garante, Saverio Barone.

Ci conosciamo.

Da questo momento chiedo formalmente...

Mi dispiace, non posso farlo. Ha scelto la persona sbagliata.

- Ieri l'ho denunciata al CSM. - Ma che minchia dici?

- Figlio di puttana! - Stia calmo!

- Donà! - Si contenga.

Infame! Pezzo di fango!

Non sono al corrente della tue denuncia.

Davvero?

Quindi devo credere alla concomitanza di eventi.

Mi sembra un po' strano.

La procura di Caltanissetta ha le dichiarazioni di un pentito,

Salvatore Cancemi.

Parliamoci chiaro.

Questa indagine non porta il tuo nome.

[voci non udibili]

Da quanto tempo è che avete queste dichiarazioni?

Un mese, un anno, dieci anni?

Te lo ripeto.

Questa è la mia indagine. È un problema per te?

Ma è il nostro lavoro.

Abbiamo fatto un intervento necessario.

considerate le contingenze gravi chiaramente...

[squilli del telefono]

Pronto?

[Giada] Avevi promesso che saresti passato a trovarmi.

No, ti avevo promesso che ci avrei pensato.

Scusami.

Le cose non sono andate come speravo.

- Sei in ufficio? - Certo.

Dai, racconta.

- Rocco! - Ehi!

- Sono Saverio. - Minchia, avvocato!

Vieni, fatti abbracciare. Bentornato a casa.

Il nuovo guardiacaccia è un cornuto, un fetuso.

- Mi ha sequestrato il fucile. - Strano, eh?

Gli ho detto che se c'eri tu, gli facevi il culo.

Anzi, una mano me la potresti dare.

Non faccio più l'avvocato. Adesso sono un PM!

Quelli come te li arresto.

Che minchia sei venuto a fare, scusa?

Infatti.

Sei più prevedibile di quello che pensi.

- Perché non resti domani? - Non posso, devo lavorare.

Ci vediamo la prossima settimana.

Però stavolta vieni tu, promessa o non promessa.

Scusa, va bene. Sono stato incasinato.

Lo so.

A me va bene come siamo.

Tutti gli stipendi buttati in taxi, aerei, alberghi...

È il nostro modo di essere. Lo so, l'ho imparato.

So anche che se qualcosa non va, tu non vieni da me.

Ma vieni qua.

Una volta che c'è Giada, non tenerla tutta per te.

Egoista!

- Andiamo. - A Giada!

Anche all'avvocato, anche se non ci difende più.

Ma voi ancora vi fate sequestrare i fucili?

Quando imparerete?

Se vi servono, vi presto quelli di casa mia.

Facciamo un brindisi all'avvocato dei cacciatori

che non sa cacciare neanche le galline!

Che ridi tu?

Io...

Ho ucciso un cinghiale a mani nude.

Non so perché, nessuno mi ha mai creduto qui.

Ridete!

Tieni.

[musica]

[musica]

Non muoverti da qua.

Ancora respiri?

Risolviamo il problema.

Traditori e spioni senza rispetto.

Questi minchia di pentiti ci mandano tutti al 41 bis.

E i parenti sono anche peggio.

Ammazziamone un altro così diamo l'esempio

e facciamo stare zitti tutti.

Per questo vi ho chiesto il sacrificio di venire.

[l'uomo grida]

- Di Maggio. - I parenti non si toccano.

Mi servono vivi per arrivare a Balduccio.

Se sparavi quando dovevi a Balduccio,

ora Riina stava ancora con noi altri.

Sì? Sei sicuro?

Non scassarmi la minchia e fai bene i conti.

- Che cazzo hai detto? - Meglio stare zitti.

Avete capito?

Pietruni, vai a prendere il bidone.

Don Luchino, lascialo fare ai picciotti questo lavoro.

Quale picciotti? Ricordate quello che diceva Riina?

Le cose uno le deve fare di persona.

Le mani devono essere sporche

se vuoi che cresca il giardino.

Levati.

Se Provenzano non è d'accordo con le bombe,

si può mettere un cartello al collo con su scritto:

"Io con le stragi non c'entro."

E visto che vogliamo un segnale bello forte,

la soluzione è Santino Di Matteo.

Con i giudici si sta facendo una cantata su Capaci.

- Lì siamo tutti coinvolti. - Come uccidiamo Santino?

Il padre è un uomo d'onore e la moglie si è dissociata.

Il figlio.

Tu che dici, Giovanni?

Secondo me ci mettiamo tutti contro.

Tutti chi, Giovanni? Siamo tutti qui.

Chi vince, chi muore, chi sopravvive...

è chi ha i coglioni.

Io non devo dimostrare niente a nessuno.

Bravo. Noi nemici non ne abbiamo.

Signori, è arrivato il momento di sporcarci le mani.

Mi pare che ci stiamo scordando chi siamo.

Non sapevo se mi dovevo avvicinare.

- Mi ha detto di aspettare qua. - Hai fatto bene.

Andiamo.

- Offro io? - Non mi sembra il caso.

- Credi di essere migliore di me? - Sì.

Sei soltanto più stupido e più giovane.

- Ma io so resistere. - Allora buona fortuna.

Quelli di Caltanissetta sono abbastanza incazzati.

Le accuse si basano sulle dichiarazioni di Cancemi.

il pentito più inaffidabile del mondo.

Non hai mai avuto niente.

Puoi cambiarti abito tutti i giorni che vuoi,

pensare in grande e sbatterti,

ma il tuo ambiente rimane sempre quello:

le tue puttane, i tuoi drogati...

Se hai alzato la testa, è stato solo grazie a me.

- Procuratore! - Arrivo.

Fra un mese sarò di nuovo qua a rimettertela giù.

Dottor Barone!

Buongiorno, sono l'appuntato Zaza Leonardo.

- Sono la sua tutela. - Come, scusi?

Il CSM

ha predisposto un servizio di tutela per lei.

Mi ci voleva proprio un Caronte per il mio inferno.

- Mi scusi, non... - Dante.

- Divina Commedia. - Dante lo conosco.

Conosci Dante? Lasciamo stare.

- Va bene, come? - Gliela porto io a casa.

Vogliamo andare?

Mi rendo conto che non è bella come la sua però...

- Guidi tu? Guido io? - Preferisco guidare io.

Ci mancherebbe, guida tu.

In camera da letto ho chiuso. Rimane qualcos'altro?

No, vieni qua.

Allora, Tony.

La settimana è finita.

Ci siamo presi?

- Tullio te l'ha detto chi sono? - No.

- Ma tu lo sai. - Sì.

Allora ci vediamo domani.

- Dove devo venire? - Lo sai usare questo?

- Mi pare di sì. - Tienilo sempre acceso.

Benvenuto, Tony.

[musica]

- Pronto? - [Tony] Monica, amore mio.

- Ho avuto il lavoro. - Che bello!

- La cassetta gliel'hai data? - Sì, certo. Gliel'ho data.

- Con la voce del bambino? - Certo!

- Ti amo. - Anche io.

Ti aspetto a casa.

- Dottore. - Barone.

Sa perché l'ho fatta chiamare?

Dicono che il pentito Cancemi abbia parlato di Donà.

Ma la mia denuncia non ha a che vedere con quello.

Lo so, l'ho chiamata per un altro motivo.

Volevo guardarla negli occhi.

Lo faccio ogni volta quando chiedo a un magistrato

di entrare nel pool antimafia.

Non mi sono mai occupato di mafia.

So anche questo e per me non è un problema.

La ringrazio veramente, ma non è una buona idea.

Quando ho saputo della sua denuncia a Donà

ho pensato due cose:

a un impellente senso di giustizia

e alla spregiudicatezza di chi non ha paura di perdere tutto.

Non so nella sua testa come queste cose siano in relazione

ma a me interessano entrambe.

I motivi per cui ho denunciato il mio capo

hanno poco a che vedere con la lotta alla mafia...

Lei non ha una buona reputazione.

I risultati parlano per lei.

Credo che sopravvaluti la cosiddetta vocazione.

Forse nel suo gesto vedo qualcosa che lei non vede.

Magari persino qualcosa che lei non ha.

La mia proposta rimane valida, non deve rispondere subito.

Ci pensi... e ci pensi bene.

Procuratore!

Accetto.

Come le ho detto... ci pensi bene.

Giada!

- Ehi. - [Barone] Ciao, Giada.

- Che fai? - Niente.

Dovevo staccare mezz'ora fa ma non voglio tornare a casa.

Tu invece?

Mi trasferisco a Palermo.

Ho trovato una casa, è bella e grande.

A Palermo a fare che?

Mi hanno chiesto di entrare nell'antimafia.

Ho detto sì.

- Saverio... - Sì, lo so.

Non mi ci vedi. La scorta, la libertà, i sacrifici...

Però potrebbe essere veramente una svolta.

- Ho pensato anche a noi due. - Non è quello.

Ci hai pensato? Quelli lì rischiano in questo momento.

Sì, non ti ci mettere pure tu però.

Anzi, sì. Fallo.

Vieni a farlo a Palermo. Vieni a stare con me.

[musica dalla radio]

[speaker] Hit compilation '93! Chiedila al tuo negoziante.

[musica dalla radio]

[uomo] Giuseppe!

Ti porto da papà.

[radio polizia] Volante 15, mi ricevi volante 15?

[poliziotto] Sì, qui volante 15.

[canticchia in inglese]

Bang, bang.

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