All language subtitles for Imma.Tataranni.-.Sostituto.Procuratore.S04E02.Amori.Impossibili.ITA.1080p.it

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Original subtitles

Papà ?

Sai quanto ci mette la schiuma del cappuccino a sciogliersi ?

- No, non lo so. - 22 secondi.

In quei 22 secondi tua madre intinge il biscotto nel cappuccino

prima che si sciolga almeno due volte

solo per farmi un dispetto. - Tu perché glielo fai fare ?

Perché è vero che si squagliava la schiuma...

ma mi piaceva vedere la faccia di tua madre

mentre fingevo di arrabbiarmi.

Ecco, si è sciolta.

E' vero, il tuo è più buono.

Allora è vero !

La dottoressa Tataranni ha dormito nel mio stesso albergo !

Eh, il caso, certe volte...

Tante volte ho sognato di svegliarci insieme.

Infatti è solo un sogno, un sogno proibito.

No, io non ti lascio rompere questo incantesimo.

- Caffè ? - Grazie.

Io di solito la mattina lo prendo con un po' di latte.

"Latte la mattina."

Così non me lo dimentico più.

- Zucchero. Uno... - "Uno"...

- Due... - "Due"...

- E tre. - "Tre". Ben tre cucchiaini di zucchero.

"Tre di zucchero."

Lo vuoi tu ?

Andiamo, si è fatto tardi.

Incantesimo finito.

- Sì ? - Allora, maresciallo...

Che dovevi dirci di così urgente ?

Al telefono erano gli uomini di Latronico ?

Sì.

Non dovrei chiedertelo, c'è una missione in corso.

Non è la prima volta che io e te infrangiamo le regole.

Landolfi pensa che arrestando Latronico potremmo mettere le mani

sugli affari della criminalità nella ricostruzione del post-terremoto.

- Lo penso anche io. - Però prima bisogna arrestarlo.

Hai detto niente !

Abbiamo trovato un modo per farlo abboccare.

- Come ? - Gli ho rivelato che Romaniello è ancora vivo.

Una decisione di Landolfi.

Spero che abbia calcolato i rischi del caso.

Romaniello non corre pericoli.

Non intendevo Romaniello.

E' un'operazione spericolata.

- Latronico ci ha creduto ? - Vogliono una prova.

Non mi piace ciò che ti stanno facendo fare.

E' stata una mia iniziativa.

E' tutto sotto controllo.

Vi ho aperto dietro !

Salve.

- E' pesante, eh ? - No.

Vi ho preparato il caffè.

Attenti alle finestre.

Me lo potete mettere qui. Qui è perfetto.

- Bella casa ! - Grazie.

- E' un divano letto, sì ? - Sì, sì. - Bene.

No, questo non è il divano che ho ordinato io !

La bolla di accompagnamento dice: "Modello Oplà, giallo canarino."

No, era Oplà, ma rosa cipria. Giallo non lo voglio.

- Canarino. - Peggio ancora. Potete riportarlo via.

Mi dispiace, ma a noi risulta così.

- Come facciamo adesso ? - Chiama il numero verde e incazzati.

- Ciao. - Ciao.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Te l'ho detto, stanno studiando !

Abbastanza. Vabbè, non molto.

Non posso seguirle ogni minuto, ho il mio lavoro !

Non mi fare urlare. E' colpa mia, se hanno preso un brutto voto ?

Vabbè, hai ragione tu ! Un abbraccio forte !

-Ma che fa ? -Conosce la precedenza a destra ? -Ora chiamiamo i vigili !

Eh !

Mia moglie è l'unica donna che mi fa saltare i nervi così.

- Sempre dopo di lei. - Grazie del riconoscimento.

Non mi sono ancora congratulato con lei per il caso Calbi.

Non c'è bisogno. Tutto a posto ? E' successo qualcosa ?

Appena iniziato l'anno scolastico, le gemelle già hanno preso sei.

- Non male. - Sei in totale, tre una e tre l'altra.

- Fanno tutto insieme. - La matematica non è un'opinione.

- Neanche la storia. Ci mancava Garibaldi ! - Ah, il Risorgimento !

"O si fa l'Italia o si muore."

Se non vengono promosse, mia moglie mi uccide.

- Non qui, sarebbe un caso in più da risolvere. - Brava.

Non è facile trasferirsi ad anno scolastico iniziato, si abitueranno.

Lo so. Il loro professore di storia, Antonino Salvemini

è bravo, ma severo. - Per fortuna ci sono ancora professori così.

-Sfortuna mia, però. -Procuratore ? -Sì ? -I documenti che voleva.

- Oh ! - Imma.

Ehi, ma che hai fatto ?

Ti sei decisa a fare il collagene ?

- Sei diversa, luminosa. - Avessi il tempo che hai tu per farlo...

Non mi serve. Quello che hai fatto hai fatto bene.

- Ti dà una bella luce negli occhi. - La solita vita.

Il colore è un altro, avete sbagliato...

Certo che è comodo, ma...

Scusate, perché mi dovete...

Io non so con che cosa abbinarlo !

Senti, il divano me lo tengo com'è, va bene ?

- Che avete oggi ? Siete tutti nervosi. - Tutti nervosi oggi !

- Beata te, che sei di buon umore. - Mah...

La prossima volta che decidi di dormire fuori, avvisami.

- Casa mia non è un albergo. - Non me l'avevano mai detto.

- Da giovane rigavo dritto. - Recuperi il tempo perso ?

- Neanche mia madre ha mai fatto così. - Per fortuna non sono lei

o mi dovresti dire dove sei stata stanotte. - Visto che non sei lei...

Vabbè, magari sono malpensante io.

Magari hai fatto pace con Pietro.

Avanti !

- Si può ? - Calogiuri ! Vieni, prego.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Che è successo ?

La vittima è Boris Lisanti, 50 anni. Era il custode notturno della cava.

Mmm. Novità dalla squadra rilievi ?

Hanno trovato il bossolo, il proiettile, ma non l'arma.

Forse hanno usato una semiautomatica calibro 9

ma c'è dell'altro. - Che cosa ?

A Lisanti è stato messo del nastro adesivo sulla bocca.

- Dottoressa. - Taccardi. - Buongiorno. - Buongiorno.

Un'esecuzione. E' stato fatto inginocchiare

e poi l'assassino gli ha sparato in fronte.

Puro stile film di mafia !

E lo scotch sulla bocca ?

Comune scotch da pacchi.

Magari l'assassino voleva evitare che urlasse.

Non credo, non c'è traccia di sangue sulla parte esterna dello scotch.

- Il sangue è sotto. - L'ha messo dopo averlo ucciso ? - Così pare.

- A che ora è accaduto il delitto ? - All'alba, più o meno.

- Le farò sapere meglio. - Chi ha trovato il cadavere ?

Il proprietario della cava, l'ingegnere Bonafine.

L'ha trovato stamattina.

Ha l'abitudine di arrivare prima qui, prima di tutti gli operai.

- Sostituto procuratore Imma Tataranni. - Buongiorno.

- Il maresciallo Calogiuri. - Salve. - Salve, ingegnere Bonafine.

Non ho mai avuto a che fare con la Legge

e ora mi ritrovo un morto in casa.

Per caso sapete se aveva ricevuto minacce ?

-Qui si è sempre comportato bene. -Aveva una relazione ? Era sposato ?

No, era un lupo solitario, perciò gli andava bene questo lavoro.

- Lei la mattina arriva sempre alla stessa ora ? - Sì, alle sette.

Boris mi faceva trovare il caffè pronto, lo faceva con la moka.

Di che parlavate, quando prendevate il caffè ?

- Mi sfogavo. - Avevate problemi sul lavoro ?

No, io ho fatto il mio, senza mai pestare i piedi alle altre cave.

Allora di che si sfogava ?

Ho sposato una donna che ha 30 anni meno di me.

Fino alle nozze tutto bene

poi ha iniziato a dirmi che lavoravo troppo.

Allora le ho detto: "Ti piace la piscina ? La decappottabile ?"

"Che c'entra ?" "C'entra !"

"Se fai la signora, è perché io sto tutto il giorno qui !"

Capisco. Con la sua finezza, le consigli di trovarsi un lavoro.

Vedrà che non protesterà più.

- Arrivederci. - Veloce, Calogiuri !

- Pensavo che fossi in ufficio. - Ciao. No.

E' che... avevo un po' di ferie arretrate.

Mi sono preso una mezza giornata.

Credo che lo farò più spesso.

Che stai facendo ?

C'è un negozio nei Sassi che vende cianfrusaglie.

Stavo cercando di piazzare qualcosa.

- Vorresti vendere la tazza della mamma ? - No, è un'ipotesi.

- Vado da nonna a studiare. - Sì. - Mmm ?

Ciao.

Papà, perché non ti dai da fare per riconquistare la mamma ?

Lo sai che è un po' orgogliosa.

Certo che lo so.

Non ti devi scoraggiare. Me lo prometti ? Mmm ?

Te lo prometto.

- Hai chiamato il salottificio ? - Sì. - Che ti hanno detto ?

Che sul contratto che ho firmato c'è il colore che mi hanno dato.

- Ed è vero ? - Sì. - Allora te lo devi tenere giallo canarino.

Vabbè, sei mora ! Fosse capitato a me, sarebbe stata una tragedia.

Ecco, l'ho trovata ! Una tesina semplice semplice su Garibaldi.

- La stampo. - Quante pagine sono ?

Che ti frega ? Ne stampo una copia a gemellina, hanno tutto doppio.

- Scusa, stampale a casa tua ! - Perché ?

- Per non gravare sulle casse della Procura. - Parli come Imma.

Appena l'ho nominata si è inceppata la stampante.

- Maria... - Qui non funziona niente, Diana !

Vedi in che condizioni lavoriamo ?

E' partita.

Quando ti senti, controlli se c'è un fascicolo su Boris Lisanti ?

Dopo, fammi pensare alla tesina.

"E' una celebre figura della storia italiana, l'Eroe dei due Mondi..."

E' arrivata la dottoressa.

- Buongiorno. - Buongiorno. - Buongiorno. - Buongiorno.

- Fai qualche domanda per capire che tipo era Lisanti. - Va bene.

Buongiorno.

- Woody aveva fame. - Chissà che fine farà.

Un collega mi ha detto che lo regala a sua figlia.

- Hai trovato qualcosa ? - No, tu ?

Al bar mi hanno confermato che non era un tipo molto socievole.

A parte Woody, non frequentava nessuno.

- Che fai ? - Scusa.

- Ti aspetto in macchina. - Sì, vai.

Buongiorno.

Ha chiamato la squadra rilievi.

L'esame dello stub a Bonafine dimostra che non ha sparato lui.

Penso due cose.

La prima è che con quello scotch messo sulla bocca

l'assassino abbia voluto lasciare un messaggio.

- Forse Lisanti aveva parlato troppo. - Magari un avvertimento.

E la seconda ?

Quello che è accaduto prima non deve accadere più. Così non va bene.

Ci potevano vedere.

Voi avete una posizione importante, però cercate di capirmi.

- Non avevamo detto di darci del tu, quando siamo da soli ? - Giusto.

E' solo che certe volte non è facile, così a comando.

Matera è piccola.

Se incontro Pietro, come mi devo comportare ?

- Lui sa qualcosa di noi due ? - "Noi due" ?

- Mmm. - Non corriamo adesso.

- Ma tu gliel'hai detto ? - Sì.

Ah.

- Come l'ha presa ? - Come sta mio marito sono fatti miei.

- Ciao, mamma ! - Ciao, cugina.

Ciao, Salvatore. Mamma, ho fatto la spesa !

No, l'ha fatta già Valentina !

- Non lo sapevo. - In questo periodo hai la testa fra le nuvole.

- Che me ne faccio di quella roba adesso ? - Te la porti a casa.

- Tanto siete tre. - Due. - Come ?

E' che non ho orari con il lavoro.

- Capita spesso che Pietro e Valentina cenino da soli. - Ah.

Sai che c'è ? Io ve la lascio tutta questa roba.

- Lascia, lascia. - Ho preso anche il latte. - Brava.

Hai fatto bene, noi ne consumiamo un sacco.

Non andrà sprecato niente.

- Che cosa sono queste ? - No, vedi... C'è un piccolo problemino.

-Non mi pare piccolo. -Hai presente la strada che va al cimitero ?

- Sì. - E tu sai che a zia piace tanto correre, no ?

- No, questa è la novità del giorno. - Io volevo andare piano.

- Lei diceva: "Veloce, sennò arrivo con i piedi davanti." - Quindi ?

Quindi al cimitero siamo sempre arrivati puntuali, in piedi

però c'era un autovelox e sembra che io non l'abbia visto.

- Capito l'inghippo ? - Sono 190 euro, sei multe !

Ci andavamo ogni sabato, quindi...

Imma, non è colpa di tuo cugino.

Il Comune ha nascosto l'AUTOSVELAX.

Deve essere segnalato per Legge.

Vado al cimitero da una vita e di segnalato non ho visto niente.

Visto che a mia madre piace correre, le pagherò io.

- No, faccio io, tu fai già troppo. - Se hai dei problemi, dimmelo.

Sì, non ti preoccupare, grazie.

La prossima volta non devi dire a Salvatore di correre.

Meh ! Che deve correre, con quella carretta che ha ?

Dottoressa, quanto durerà ?

Speriamo il più a lungo possibile.

Con questo masticherà benissimo.

Non intendevo l'otturazione.

- Perché guardi ancora questa roba ? - Ogni tanto.

- A che serve ? E' chiaro. - Cioè ? - Lei è innamorata dell'infermiere.

C'è solo una forte attrazione.

No, si amano proprio, anche se lei è molto vecchia.

"Vecchia" ? E' un po' più grande.

- Sembra la madre. - Sì, vabbè, la nonna !

Che studi ?

E' un vecchio processo, me l'ha dato D'Orazio.

Ti piacerebbe fare il giudice di pace, eh ?

Più che fare la cancelliera.

Non lo so, non ho ancora iniziato il tirocinio.

Perché non l'hai comprato bianco il divano ?

Non me ne parlare.

- Potevi dirmi che volevi comprarlo. Mio cugino... - Non voglio parlarne.

Comunque, grazie.

Visto che non so quanto resterai...

Così stai comoda tu, però sto comoda anch'io.

Va bene.

Non è male questo colore.

- Ha un suo perché. - Non lo posso vedere.

- Valentina ! - Ciao, come stai ?

- Tutto bene, tu ? - Normale.

Sono passata dalla nonna.

Ho visto che hai fatto la spesa.

Non togliere tempo allo studio.

Ne ho approfittato durante una pausa. Oggi ho avuto un'idea.

- Su che cosa ? - Ho sentito Porzia, l'amica di nonna. - Beh ?

- Sai che va in pensione, no ? - Sì.

Le ho chiesto se può badare a nonna durante il giorno

finché non troviamo qualcos'altro. - Che ha detto ?

- Che lo farebbe volentieri. - Bene !

- Almeno una cosa si è sistemata. - Ho fatto bene ?

Hai fatto benissimo, brava.

Senti, papà come sta ?

Quanto pensi che durerà ancora l'esilio ?

Le cose non sono così semplici.

Non puoi proprio perdonarlo ?

che se tu ti facessi in mille pezzi

io saprei rimettere tutto a posto.

Calogiuri ! Che ci fai qui ?

- Se non c'è la dottoressa, devi aspettare fuori. - Scusate...

- Questo comportamento da te non me l'aspetto. - Non esagerare.

- Eh, no ! - Il maresciallo ha capito.

- Ho capito. - Hai capito, no ? - Certo.

- Hai capito ? - Sì ! - Ho capito. - Chiacchieriamo o lavoriamo ?

- Novità ? - Taccardi ha confermato che Lisanti è morto alle sei. - Ah.

Un'ora prima che arrivasse Bonafine.

Novità sulla pistola ?

Sì, si tratta di una calibro 9, una Glock 19.

- Ha già sparato. - Ottimo, Calogiuri. - Grazie.

Quando ha sparato questa pistola ?

Un mese fa. C'è stata una rapina alla Cassa di Risparmio di Matera.

- Una guardia giurata rimase ferita. - A sparare fu uno dei banditi.

- Il bandito era uno, Pasquale Coppola. Ora è in carcere. - Sì.

Fu incastrato il giorno dopo grazie a un tatuaggio sul braccio

ripreso dalle telecamere.

La pistola non venne mai ritrovata.

Ieri improvvisamente è ricomparsa e ha ucciso il custode della cava.

Coppola non può essere stato.

- Chiamami la Moliterni, per cortesia. - Sì. - Passamela.

- Fate vivere il vestito. - Devono sorridere.

"Smile" !

- "Smile" ? - Capiscono più l'inglese. - Ah. - Forza !

- Che belle ! - Da uno a dieci, 11.

- E' la settimana della moda ? - Non l'abbiamo sentita entrare.

Quando viene qui, mette il silenziatore ai tacchi.

Per non disturbare quando lavori.

- Grazie. - Queste bimbe non sono andate a scuola ?

Ieri sera hanno avuto un po' di mal di testa a testa

e abbiamo deciso di non mandarle.

Stiamo scegliendo i vestiti per il matrimonio della D'Antonio.

Io non sono un esperto, ma Maria le ha portate a comprare qualcosa.

- Anna Cecere vende le bomboniere ? - Io ci ho messo i confetti.

Sono felici di vederla. Salutiamo la dottoressa.

Buongiorno. - Che entusiasmo...

La dottoressa fa questo effetto. Noi vogliamo il meglio per loro due.

Su, tesori, andate al bar. Zia vi raggiunge appena si libera.

Va bene, zia. - Vai.

- "Zia" ? - E' un vezzeggiativo. Vuole essere vezzeggiata anche lei ?

- Ti serve qualcosa ? - Il fascicolo su Pasquale Coppola.

Poi potresti controllare se ne hai uno a carico di Boris Lisanti

come ti ha chiesto Diana ?

Su Boris Lisanti non risulta niente, era incensurato.

Adesso vediamo se c'è qualcosa su questo Coppola.

"Coppola"... "A", "B", "C".

"Coppola", "Coppola", "Coppola"... A che le servirà questo Coppola ?

Addirittura lo sceriffo di Matera è venuto ?

A che cosa devo l'onore ?

Non fate lo spiritoso, non c'è niente da ridere. Sedetevi.

Per una volta che vedo un pubblico ministero come Cristo comanda...

Appena sentirà ciò che ho da dire, non sarà più contento.

Che ha da dire un pezzo da 90 come lei a questo piccolo rapinatore ?

-Peccato che il piccolo rapinatore abbia il vizio di sparare. -Ancora ?

Non volevo sparargli, è lui che si è messo in mezzo.

I soldi sono tuoi ? No, sono della banca. E allora...

Quello si è beccato una pallottola nelle ginocchia

mentre faceva il suo lavoro. - Un lavoro di merda. - Contenetevi.

- Scusi. - Eh. - Ma per colpa sua rischio di prendermi l'aggravante.

Rischia anche di prendersene un'altra.

Conosceva Boris Lisanti ?

- Perché "conosceva" ? - Qualcuno gli ha sparato in fronte.

L'assassino ha usato la stessa pistola

con cui lei ha ferito la guardia giurata.

E' un mese che sto qui dentro. Lo sa ?

Certo, lei non è l'esecutore materiale dell'omicidio

però potrebbe essere il mandante. - Che vi state inventando ?

- Conosceva o no Boris Lisanti ? - No.

E questa ? Magari può aiutarvi a rinfrescare la memoria.

La faccia non mi dice niente.

Ha detto che dopo la rapina ha buttato la pistola in un pozzo.

- E' quello che ho fatto. - Allora come è possibile

che la stessa pistola ieri mattina abbia ucciso un uomo

che lei continua a sostenere di non conoscere ?

E' la prima volta che sento questa cosa. Non cerco altri guai.

Che fine ha fatto fare alla pistola ? La verità voglio !

L'ho fatta ripulire e poi l'ho data a un amico per farla sparire.

- Il nome ? - Voi volete troppo.

Il nome !

- Antonio Polieri. - Chi è, un ricettatore ? - Mmm.

Bravo, Pietro.

Hai dato dignità artistica a una vicenda personale

mettendoti in discussione. - Ho sublimato.

Si dice così, no ?

- Comunque, grazie. - Di che ?

-Del tempo che mi dedichi. -Il tempo speso con un amico non è mai perso.

E' vero, ma tu sei una persona importante.

Devi scrivere il nuovo libro

e io ti affliggo con le mie paturnie sentimentali.

Voglio sdebitarmi.

Un modo ci sarebbe, dirmi che stai meglio dopo quello che hai scritto.

- Insomma... - Che stai bevendo ? - Succo di frutta.

In queste occasioni si festeggia con whisky e ghiaccio.

- Mmm. - Come credi che io abbia iniziato a comporre ?

- Per il tradimento di una donna ? - Ferito sì, ma cornuto mai.

- Senza offesa. - No, sono cose che capitano.

Eccome. Sono stato io a tradirla, ma ho sofferto quando mi ha beccato.

- Parecchio ? - Niente che un buon whisky non potesse curare.

- Marie ! - Ciao. - Ciao.

Stavamo bevendo un whisky.

Pare che Coppola non avesse collegamenti con la vittima.

Maria si è fatta perdonare.

Ha trovato subito il fascicolo su Polieri.

Le gemelline le ha annegate ?

Divertente, povere piccole. Conosci la loro situazione.

Zia Maria è diventata la first lady della Procura. Trovato qualcosa ?

Sul fascicolo non ci sono né Coppola né Lisanti.

Quindi Polieri rimane l'unico sospettato.

Ho chiamato Lamacchia per aiutarci a cercarlo.

- Buongiorno. - Buongiorno, procuratore.

Spagnoletti mi ha detto che è stata uccisa un'altra persona

con le stesse modalità. Il cadavere era alla periferia di Taranto.

-Ci mancava il serial killer ! -Gli ha detto che lavoriamo noi al caso ?

- Sì. - E lui che ha detto ?

- Collaborerà, ma esige massima trasparenza. - Certo.

Mi auguro che collabori anche lei.

Ha capito ? "Trasparenza".

Diana, chiama Calogiuri.

Sono diventato trasparente.

Enzo Pazzaglia, 26 anni.

E' stato ritrovato al Tramontone, in un prato abbandonato.

Ci sono testimoni ? Non so, qualcuno che ha visto o sentito qualcosa ?

No, come da tradizione qui da voi.

Familiari ? Fidanzate ? Amici ?

I genitori abitano a Bari.

Non aveva una relazione fissa.

Amici, per ora, tutti pronti a garantire che fosse uno pulito.

- A che ora è stato ucciso ? - Intorno a mezzanotte.

E' stato fatto inginocchiare e gli hanno sparato in fronte.

- L'arma è stata trovata ? - Macché, però qui viene il bello.

Ogni arma da fuoco ha delle qualità che la rendono unica.

Abbiamo fatto fare un confronto balistico con il vostro cadavere.

Una volta esplosi, i proiettili assumono forme specifiche

come se fossero impronte digitali.

I proiettili che hanno ucciso Lisanti e Pazzaglia

sono stati esplosi dalla stessa pistola ? - Sì.

Il nastro adesivo era sporco di sangue ?

Solo nella parte sottostante lo scotch

quella a contatto con la bocca.

- Stranamente, niente sangue sopra. - Come per Lisanti.

O l'assassino è così capace da freddare le vittime

a pochi centimetri senza che il sangue finisca all'esterno...

O ha applicato lo scotch dopo avergli sparato.

Farebbe qualche differenza ?

Conferma che ci troviamo davanti a una tipica faccenda di mafia.

- Non sono d'accordo. - Anche lei pensa, come il mio amico Vitali

che ci sia un serial killer che ammazza dei disgraziati ?

Io credo che ci sia un disegno diverso dietro.

E sarebbe Polieri, a cui Coppola avrebbe ceduto la pistola

ad avere questo disegno criminale ? - E' l'unica pista che abbiamo.

- Aveva dei precedenti ? - No.

- Che lavoro faceva ? - Era disoccupato.

Per un periodo ha lavorato nei circhi.

"Nei circhi" ?

Come si chiamava questo circo ?

Non conosciamo la carriera artistica di Pazzaglia

anche perché spesso questa gente qui lavora in nero.

Ma noi qui... dobbiamo fare un piccolo sforzo, vero, De Donato ?

Sembra che l'ultimo circo con cui si è esibito

si chiami Lions Circo.

Faceva il giocoliere.

Ora è in tournée da queste parti.

Lo so perché ci ho portato le mie figlie.

Vuoi un antistaminico ?

No, grazie, sto bene.

Scusate, cerchiamo il direttore.

- E' in quella roulotte. - Grazie. - Prego.

Si può ?

- Desidera ? - Cerchiamo Monica Leone.

-Sono io. Stai giù. -Imma Tataranni, sostituto procuratore.

E questo bel giovanotto ?

Maresciallo Calogiuri. Vorremmo fare delle domande su Enzo Pazzaglia.

- Che altro ha combinato ? - E' stato ucciso.

- Accomodatevi. - Grazie. - Andiamo. - Prego.

- Sicura che il cane non fa niente ? - Sì.

Quando è stata l'ultima volta che ha lavorato per voi ?

Più di un anno fa.

Enzo ci sapeva fare con le palline e i cerchi

ma non aveva la testa. - Che intende ?

Per lavorare nel circo

non basta avere talento, ci vuole tanta abnegazione

e su questo argomento Enzo peccava un pochino.

Non l'ha più sentito da allora ?

No, gli artisti vanno e vengono, stanno con noi sei mesi

poi vanno a lavorare per altri circhi, a volte all'estero

però io ci tengo a dire che da noi qui è tutto in regola.

No, signora, non ne dubito.

Ha mai sentito parlare della compagnia La Strada ?

- Il titolare era un vecchio amico di papà. - Dove possiamo trovarlo ?

Al cimitero, purtroppo è morto.

C'è qualcun altro che potrebbe avere portato avanti la compagnia ?

No, il figlio l'ha sciolta.

Non lo giudico, ma io non l'avrei mai fatto.

- Dov'è ora ? - Che io ricordi, se ne è andato a Portorico.

Ha aperto una gelateria, pensa tu !

- Enzo ve ne avrebbe potuto parlare. - Lavorava al Circo La Strada ?

Sì, lui ha iniziato proprio lì. Avrà avuto 15 anni.

Un ragazzino.

Ha mai sentito parlare di Boris Lisanti ?

Questo nome non mi dice niente

almeno tra i colleghi che ho conosciuto in questi anni.

- Antonio Polieri ? - No.

Ora scusatemi, tra poco andiamo in scena.

- Se volete approfittare... - No, è allergico al pelo del cammello.

- Che peccato, un così bel ragazzo ! - Eh !

Grazie, Marie, per avere condiviso le tue emozioni.

- Come vedete... Magnifica !

Può trattarsi di arte o di qualche semplice momento di bellezza

ma la cosa importante è...

che non marciscano dentro di noi queste cose.

- Bellissime parole. - Grazie.

- Capisci il francese ? - No, però suonavano bene.

Pietro !

- Il tuo poemetto. - No, non me la sento... - Pietro... - No.

- Condividere... - No. - E' un modo per superare il dolore.

- Allora preferisco tenerlo dentro. - No, è un peccato !

Dài, non guardare nessuno, guarda solo la tua pagina.

Dài, fallo per me.

Vabbè, ci provo anch'io.

- Vai ! - Grazie. - Vai ! - Dài !

- Grazie. - Vai, Pietro ! - Eh, "vai"...

Non so, Vasco, se questo è un attimo di bellezza...

ma è quello che sento, quello che provo.

Il pezzo si chiama "L'orologio".

"Il vecchio orologio comprato al mercatino di Muro Lucano"

"dove tu pretendesti come sempre lo scontrino"

"alla faccia dello sconto che ero riuscito a ottenere..."

"si è rotto."

"Avrei potuto ripararlo..."

"ma questa volta non l'ho fatto."

"Le lancette del nostro amore si sono fermate il giorno in cui..."

"lui... nella sua divisa..."

"è venuto nei tuoi sogni..."

"ed è diventato la realtà."

- Fine. - Bravo, Pietro.

Scusa per l'altro giorno. Non avrei dovuto chiederti di Pietro.

No, ma se l'hai fatto, ci sarà una ragione.

Era solo per capire quanto... ne possiamo parlare liberamente.

Per me è difficile parlarti della mia famiglia.

E' una cosa molto personale.

Pensi che io non lo possa capire ?

- Non è giusto che io sia messa alla prova. - Non volevo farlo.

Mi faccio perdonare con un aperitivo ?

Odio l'aperitivo e l'apericena. Se devi mangiare, vai a cena fuori !

Infatti ! E' quello che dico sempre anch'io.

Andiamo a cena fuori ?

- Non ho fame. - Meglio, andiamo direttamente all'agriturismo.

E' che ho promesso a mia figlia di uscire con lei.

Mi dispiace.

Vabbè, sarà... per un'altra volta.

So bene che cosa vuol dire essere traditi.

Anche a me si è rotto l'orologio del mio matrimonio.

Mi dispiace.

Dev'essere un pazzo tuo marito per avere lasciato una come te.

- Non è stato mio marito. - Sei stata tu ? - E' stata mia moglie.

- Perché, tu sei... - No, non sono...

Sono... Ehm... Come dite ?

- Fluido ? - Ah, "fluido", come l'olio !

Sì, come l'olio.

E tu ?

No, io no...

Sono all'antica, sono stato sempre con mia moglie per 25 anni.

- Senza olio. - E prima ?

Prima tante storie...

di poco conto.

Come sei romantico !

- Si vede che non sei parigino. - No, io di Matera al 100%.

Scusa.

Una telefonata di lavoro. Pronto ?

- Che fine hai fatto ? - Perché ?

- Nonna ci aspettava a cena. - Ah, ho dimenticato l'appuntamento.

Parlaci tu.

Pietro ? Io sento la musica !

- Sei con tua moglie, vero ? - No.

No, sono con degli amici.

Tu non hai mai avuto amici !

Che ne sai ? Che ne sai che non ho mai avuto amici ?

- Hai fatto pace con Imma sì o no ? - Ma che domande sono ?

Una madre ha il diritto di preoccuparsi per un figlio ?

- Alla mia età no, ma'. - Torna a casa.

Ti ho preparato la milanese.

Sì, vabbè, lasciala a Valentina.

Ho fatto le patatine. Sai quando ho iniziato a friggere ?

- Alle sette. - Alle sette di mattina !

Dài, lasciale a Valentina, io ho da fare.

- Che fa, ci raggiunge ? - No, bella di nonna.

Tranquilla, fra mamma e papà si sistemerà tutto. E' vero ?

Sì, sì.

Mmm...

Da parte del nostro amico maresciallo.

La Dda ha finto la sua morte.

E noi lo faremo morire per davvero.

Di' al nostro amico che voglio parlargli.

Il ricettatore Antonio Polieri non ha fissa dimora abituale

ma è iscritto all'anagrafe.

Territorialmente inesistente. La sintesi !

Che cosa ho detto ?

Non si preoccupi, lo troveremo. Ho attivato tutte le mie fonti.

Come altro si è mosso finora ?

Ho mostrato la sua foto a quelli che giravano intorno alla cava

ma nessuno l'ha notato.

I colleghi di Taranto hanno fatto lo stesso ?

- Non c'è ombra di Polieri dove è morto il funambolo. - Giocoliere.

- Vabbè, sempre di circo si tratta. - Altro ?

- Ho cercato se ci fossero delle telecamere. - Non ci sono.

Calogiuri ha già controllato.

Quant'è bravo il maresciallo COLAGIURI, eh ?

Intanto Polieri sarò io a trovarlo !

- Arrivederci. - Arrivederci.

Buongiorno.

Vai, va'.

Non farci caso, un po' di ansia da prestazione.

Come stai ? Hai dormito bene ?

Sì, come un sasso. Tu hai scoperto qualcosa ?

Guardate che cosa ho trovato.

Questi sono gli artisti che lavoravano al Circo La Strada.

- Qui erano a Potenza. - A quando risale questa foto ?

All'aprile del 2013, 11 anni fa.

Questo è Pazzaglia e questo è Boris Lisanti.

Quindi si conoscevano !

- Boris era il guardiano del circo. - Ottimo lavoro.

Oddio, Diana !

- Che è successo ? - Niente, sto bene !

- Come hai fatto ? - Niente, mi dondolavo.

- Come ? - Tu non ti dondoli mai ?

No, non abbiamo sette anni. Un po' di contegno, di dignità !

Vieni a lavorare con noi !

Dove hai trovato questa foto ?

C'è ancora il sito del circo.

Il figlio non voleva cancellare la memoria della famiglia.

Probabile. Sotto alle foto c'erano scritti i nomi delle persone.

- Dobbiamo contattarli tutti. - Già fatto. Uno di loro ha smesso.

Riccardo Volpe. A 18 anni faceva numeri di magia.

- Ora che fa ? - Il regista, con lo pseudonimo di Ricky Fox.

- Questo è Luigi D'Ercole, acrobata. - Giovane, eh ?

Da quello che ho capito, non lavora più nel circo, ma devo parlarci.

Invece questi due, purtroppo, sono venuti a mancare.

-Come ? -Carlo Rago è morto da poco per un'insufficienza respiratoria.

Francesca Storaci cinque anni fa per un tumore.

Andiamo a parlare con Ricky Fox, per il resto poi vedremo. Veloce.

- Lasciatemi ! Ah ! - Ti avevo detto di non uscire dal tuo recinto !

- Fermo ! - Torniamo subito a casa ! - Così impari a disobbedire.

- Lasciatemi ! - Aiutatelo !

- Mangia la polvere ! - Ah ! - Fermi, vigliacchi !

La corda ! Alla signorina facciamo fare un giro per i calanchi.

Voi perché non fate nulla ? Vigliacchi, lasciatelo !

Perché non fate nulla ?

- Aiutatemi, vi prego ! - Aiutatelo ! - No !

- Lasciami andare ! - Stop ! Strepitosa !

- Perfetta questa ! - Scusi !

- Nemmeno Kubrick ! Bella ! - Scusi !

- Movimenti di macchina perfetti, facciamone una uguale. - Posso ?

- Grande ! - Ricky. - Ci hai portato in questo posto di merda !

- Si è alzato un po' di vento. - Vaffanculo. - Che c'è ?

- C'è una visita per te. - "Una visita" ? - Sì.

- Una parola, posso ? - Cinque minuti e riprendiamo !

- Ti ho fatto male ? - Un po'. - Tranquillo.

Stiamo girando una specie di B-movie anni '70, ma con due spicci.

- Se lo finiamo, è un miracolo. - Il titolo ?

"Zombie versus bikers". E' una storia di bullismo.

Lo andrò sicuramente a vedere.

Affronta il bullismo in modo spettacolare, per le nostre risorse.

Conoscevate Boris Lisanti ed Enzo Pazzaglia ?

-Sono passati tanti anni. Perché me lo chiedete ? -Sono stati uccisi.

- Non penserete che io c'entri qualcosa ! - Risponda alla domanda.

Boris, ai tempi del Circo La Strada, faceva il guardiano di notte

quindi non avevo niente a che spartire con lui.

Con Enzo eravamo amici. Era un bravo giocoliere.

Eravate rimasti in contatto ?

No, non ci sentivamo da 11 anni.

- Boris ed Enzo hanno continuato a frequentarsi ? - Non lo so.

Ho mollato quasi subito il circo. Fare il mago non mi riusciva bene.

- Eravate giovani, eh ? - Abbastanza.

Abbiamo trovato una foto di quando il circo si è esibito a Potenza.

- Lisanti e Pazzaglia non venivano da famiglie circensi. - Neanche io.

- Come mai vi siete aggregati al circo ? - La mia famiglia

mi ha assecondato su tutto.

Non avevo voglia di studiare e mi hanno lasciato provare con il circo.

Le hanno permesso di abbandonare la scuola ?

Per evitare che mi mettessi nei casini.

- Mmm. - E gli altri ? - Lisanti era già grande.

Credo che volesse un posto dove stare tranquillo.

A casa di Pazzaglia, invece, non c'erano i soldi.

E Luigi D'Ercole ?

Faceva l'acrobata. Era un fenomeno.

Sembrava un gatto, talmente era agile.

Era pure un ribelle.

Non si è mai fatto mettere i piedi in testa da nessuno.

E' scappato di casa che aveva... 14, 15 anni.

- L'ha più sentito ? - Per un po' l'ho seguito sui social

però poi è sparito e io mi sono dimenticato di lui.

- Carlo Rago... - Deceduto anche lui.

- Per cause naturali. - Non lo sapevo, mi dispiace.

Mmm. Lo conoscevate bene ?

Voleva diventare un domatore, ma è sempre stato un ragazzo sfortunato.

Perché ?

All'epoca eravamo tutti dei ragazzini un po' strani

però Carlo tra tutti noi è sempre stato il più debole.

Ora scusate, devo finire la scena, sennò non mi fanno fare più film.

- Grazie, arrivederci. - Buon lavoro.

- Arrivederci. - Se riuscite, passate alla festa di fine film.

-Faremo un po' di baldoria. -Quello ci manca. -Faccio strada. -Grazie.

Attenzione qui. Aiutami a scendere.

Questi sono i resti dell'antica città di Metaponto.

VII secolo avanti Cristo.

Queste pietre hanno 2600 anni.

Tu hai mille risorse !

Fai lo scrittore, l'archeologo...

No, ci venivo in gita con le suore.

Avevo una maestra di storia che era severissima

allora ho imparato tutto.

Sai perché si dice "vittoria di Pirro" ?

"Ne ego si iterum eodem modo vicero"

"sine ulla militiae Epirum reverta."

"Un'altra vittoria così e torno in Epiro senza soldati."

Che vuol dire ?

Che è una vittoria effimera, se il vincitore ha riportato

un vantaggio troppo piccolo rispetto allo sforzo fatto.

- E' triste. - Sì, è triste.

Questa frase è stata pronunciata proprio qui

proprio su questo campo di battaglia.

- E' stato Pirro a combattere ? - Sì, Pirro.

- Contro chi ? - I Romani.

- Come ha fatto per vincere ? - Aveva gli elefanti.

- "Gli elefanti" ? - Sì, una specie di carri armati dell'epoca.

I Romani non li avevano mai visti e sono scappati a gambe levate.

E' incredibile, quando pensi che erano qui

al posto nostro. - Proprio qui.

Dài, professore, insegnaci altre belle cose !

Bell'aneddoto, professore.

Peccato che i Romani e Pirro si siano incontrati

da un'altra parte, a Eraclea. - Vabbè, dieci chilometri da qui.

Pirro mica aveva il navigatore !

Questa storia del Circo La Strada non è una coincidenza.

- Le vittime lavoravano lì. - Pensi che Ricky Fox nasconda qualcosa ?

Si è messo subito sulla difensiva, quando ha saputo degli omicidi.

- Tu prova a cercare Luigi D'Ercole. - L'acrobata ?

Magari ha qualcosa in più da dirci.

Venire qui non è servito a niente.

Tu hai qualche impegno stasera ?

Due buche di seguito non te le concedo.

C'è un bel ristorante qui vicino a conduzione familiare

dove si fanno i fatti propri.

- Sono libera. - Ah.

Come fai a sapere che si fanno i fatti propri ?

Ci hai portato qualche donna sposata, allora. No ?

Bravo, maresciallo, bravo.

- Questo sta benissimo al centro della stanza. - E' foderato ?

Scusi ! Scusi !

- Tutto bene ? - No, direi di no.

- Non è convinta del modello ? - No, è il colore che è sbagliato.

Sull'ordine ho scritto: "Modello Oplà giallo canarino."

Era quello d'esposizione, lo volevo rosa cipria !

- Non voleva quello in pronta consegna ? - Sì, se era rosa cipria.

- Non ha controllato sull'ordine, quando ha firmato ? - No.

Mi sono fidata, mannaggia a me !

- Ho chiamato il numero verde. - Che hanno detto ?

Che non ci possono fare niente.

Che me lo devo tenere.

Inizialmente me lo stavo facendo pure andare bene

ma poi la mia coinquilina ha detto che non stava bene con il salotto.

- Non abita da sola ? - Che gliene importa ?

No, niente, non volevo farmi gli affari suoi.

Comunque sì, abito da sola.

- La mia coinquilina è di passaggio, speriamo. - Bene. - Eh.

Vado a parlare con il capo, che è una persona meravigliosa.

- Mi ha assunto senza che avessi esperienza. - Si vede.

Non c'è niente da ridere !

Ha ragione.

- Risolviamo tutto, promesso. - Eh...

- Non lo guardate, tanto vi arriva un colore diverso. - Ma che vuole ?

E' qui che porti le donne sposate per fare colpo ?

- Quindi ci hai creduto ? - Non ci ho creduto.

Ti conosco troppo bene.

Ma so che tante donne vorrebbero stare al mio posto.

- Io non potrei chiedere di meglio. - Mmm ? - Mmm.

Adesso dici così, ma dopo chissà...

No, ti sbagli. Su questo ho le idee molto chiare.

Beato te che hai le idee chiare.

Non è tanto per la cucina

ma è l'esperienza di mangiare sul mare che è indimenticabile.

Guardate che luna !

E guarda che mare ! Vieni.

Nessuno si aspettava niente da me.

Io vengo da una famiglia umile, contadini e operai da generazioni.

Però mio padre era diverso, aveva delle ambizioni.

Voleva aprire un'azienda di costruzioni. Avrebbe fatto bene.

E' molto in gamba. Casa nostra l'ha costruita praticamente da solo.

Si era informato per comprare un furgone, gli attrezzi...

- Perché non l'ha fatto ? - Non ha creduto in se stesso.

Ha preferito un lavoro sicuro presso un'altra ditta.

Quando avevo 12 anni, questa ditta è fallita.

Mio padre ha perso il lavoro

e la mia famiglia ha dovuto fare tanti sacrifici.

Non deve essere stato facile.

No, però da questa storia ho appreso un grande insegnamento.

- Quale sarebbe ? - Che puoi fallire facendo qualcosa che non ti piace.

Quindi ?

E' meglio scommettere su ciò in cui credi.

- Salve. Un tavolo, De Ruggeri. - Lo prepariamo subito. - Grazie.

E' una specie di dichiarazione ?

Ogni riferimento a fatti o persone presenti è del tutto casuale.

- Vado un attimo in bagno, scusa. - Certo.

Ragazzi, sono mortificato, ma... è tutto prenotato.

- Oh, no ! - Troveremo un altro ristorante. - Speriamo.

Mi dispiace non fare una bella cena tra amici.

Che sto facendo ?

Maresciallo.

Stai calmo, Calogiuri, tranquillo.

Abbiamo ricevuto la fotografia di quell'infame.

- Il capo ti vuole parlare di persona. - Mmm.

A breve ti daremo le indicazioni giuste.

Va bene. Adesso vattene.

Vai !

- Prendiamo un gelato ? - No. - "No".

- Tutto a posto ? - Sì ! - Hai visto qualcuno ?

- Sei bianco, sembra che tu abbia visto un fantasma. - No, sto bene.

Tu mi sembri un po'... strana.

Non lo so... Non sono abituata a questa cosa di fare gli amanti.

-Chi l'avrebbe mai pensato ? -Se non ci avessi pensato, non saremmo qui.

Non ti piace ?

Ah, no, non ho fame, zia.

- Ah, è per colpa di quelle multe ? - No.

Un mio collega mi ha detto che gli è successa la stessa cosa.

L'avvocato gli ha fatto togliere le multe

perché l'autovelox non è ben segnalato. - Provaci anche tu.

Sì ! Se ci tolgono le multe, accendo un cero alto così alla Madonna.

Beh ? Se non è per le multe, perché non mangi ?

- Pensieri. - Adesso devi dirmelo.

- Ho incontrato una bella ragazza. - Davvero ? - Sì.

Aria fine, di un certo livello.

Vi siete innamorati ?

No, per il momento le faccio solo cambiare divano.

- Che vuol dire ? - E' un modo di dire, zia.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Non sei riuscita a dormire ? Ti sei alzata tre volte.

- Ho pagato le bollette. - Non dovevi, avevamo detto 50 e 50.

Avevamo detto anche che restavo pochi giorni.

- Diana, chi è questo ? - Carlo Rago.

Ti ricordi ? Era uno dei ragazzi sulla lista del circo.

E' stato ricoverato per una forte depressione.

- Come lo sai ? - Non arrabbiarti.

- Non garantisco. - Ieri sei uscita con Calogiuri...

- Sono andata a interrogare Ricky Fox. - Vabbè.

Io sono rimasta qui da sola e ho pensato di controllare meglio.

Ho chiesto la sua cartella clinica all'ospedale in cui è morto.

- Allora ? - L'insufficienza respiratoria è stata causata

dai barbiturici. - Vuoi dire che si è suicidato ?

- Non mi ricordo un caso così a Matera. - E' successo a Napoli.

Ho cercato on-line, sui giornali, ma nessuno parla di suicidio.

- A volte i giornali omettono le cause dalla morte. - Già.

Mi sono fatta venire lo scrupolo.

Ho chiamato il medico che ha firmato il referto

e anche lui parla di suicidio. - Quando è successo ?

Un mese fa, poco dopo l'arresto di Coppola.

Poi io ho pensato... Se la pistola di Coppola ha ucciso due suoi amici

magari c'è un collegamento.

- Questo ragazzo ha qualche familiare ? - Solo la madre.

- La signora Gabriellina. - Brava, Diana.

Chi è adesso ?

- Mamma ! - Pietro ? - Eh ? - Dove stavi ieri sera ?

-Che bello vederti. -Ti ho chiamato alle 21 e non hai risposto.

- Valentina ha detto che ancora non eri rientrato. - Ero al lavoro.

- Pietro ? - Eh ? - Non hai mai saputo dire le bugie. - Vabbè.

-Nemmeno quando mi rubavi le riviste per vedere le donnine. -Dài.

-Perché non riesci a fare la pace con Imma ? -A te non è mai piaciuta.

Che cos'è tutto questo interesse all'improvviso ?

- "I panni sporchi si lavano a casa". - Ah, è questo il problema.

Temi che la gente ti parli dietro.

- E' terribile. - Lo so. - Tu non puoi capire.

Imma sappiamo com'è e io ti avevo avvertito

ma te la sei presa e te la devi tenere ! - Mamma, vai.

- Mi cacci ? - Certamente. - Cacci tua mamma ? - No, ti accompagno.

- Non si fa così ! - Ti accompagno.

- Almeno fallo per tua figlia ! - Mamma, esco con te, dài.

Devo andare al lavoro.

- Papà, che fai lì ? - Mi aggiungo ? - Andiamo.

Rimani in casa ?

Scusate, dove si trova la signora Gabriellina Rago ?

- Seguitemi. - Grazie. - Grazie.

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Buongiorno. - Buongiorno. - Sono arrivati. - Buongiorno.

- Buongiorno. - Chiudo, perché fa freddino. - Sì.

Quando mi hanno detto che sarei diventata cieca

ho cercato di memorizzare il volto di mio figlio

quando era un ragazzo sano e mi sorrideva.

Ma... quello che mi torna in mente

è solamente la sua faccia massacrata dalle botte.

Sapete dirmi precisamente quando è stato aggredito Carlo ?

Sì, il 12 maggio del 2013.

Carlo lavorava al Circo La Strada.

Lì ha conosciuto una persona più feroce

degli animali che cercava di domare. - Che cosa accadde ?

Quella bestia me l'ha ridotto in coma.

- Chi è stato ? - Il nome non me l'ha mai voluto rivelare.

Io sono andata fino a Potenza, dove stava il circo

per parlare con quelli che lavoravano con lui.

Lisanti, Pazzaglia, D'Ercole e Volpe ?

Sì, ma nessuno mi è stato d'aiuto nel dirmi chi era stato.

- Perché non avete mai denunciato il fatto ? - Carlo aveva paura.

Temeva che quella persona potesse tornare a fargli del male.

Che è successo dopo che suo figlio è uscito dall'ospedale ?

Le ho provate tutte per fargli superare quella violenza.

Evidentemente, non ci sono riuscita.

Suo marito non le fu d'aiuto ?

Quando ha capito che a Carlo non interessavano le ragazze

ha cominciato a insultarmi

e a dirmi che gli avevo dato un figlio invertito.

Carlo se ne è andato al circo per scappare da mio marito.

Secondo lei, Carlo si è suicidato per la violenza subìta ?

Mio figlio è morto quel giorno.

Conosce un certo Pasquale Coppola ?

- E' stato arrestato pochi giorni prima che suo figlio... - No.

Questo nome non mi dice nulla.

Carlo non aveva niente a che spartire con gente da galera.

- Dopo avere lasciato il circo, dove è andato a vivere ? - A Napoli.

Lì avevo un piccolo appartamento di proprietà e l'ho dato a lui.

Ho pensato che in una grande città si poteva tirare un po' su.

Aveva funzionato. Si era messo a fare il cameriere.

Aveva una relazione o degli amici con cui possiamo parlare ?

Frequentava un'amica, si chiamava Alessia.

Sono venuti qui a farmi visita

però che aspetto avesse non glielo saprei dire.

Era gentile, questo me lo ricordo.

Signora, la ringrazio. Mi dispiace averle aperto questa ferita.

Non so perché voi siete venuta qui, ma se serve a fare luce

su quello che è successo, allora io sono contenta.

Se almeno uno di loro, degli amici di allora, l'avesse difeso...

- Aiutatemi, vi prego ! - Aiutatelo !

- Ah ! - Voi perché non fate nulla ? Vigliacchi !

Secondo te, quella scena che Ricky Fox stava girando

era il pestaggio che subì Carlo Rago 11 anni fa ?

L'ha trasfigurato con gli zombie e i bikers, ma la sostanza è quella.

Lui non ci ha detto nulla di questa aggressione.

Forse è lui ad avere picchiato Carlo e a essere coinvolto negli omicidi.

Sempre che l'aggressore sia l'assassino.

Su Luigi D'Ercole che sappiamo ?

La sua ultima residenza risulta a Matera e risale a cinque anni fa.

Ho parlato con il proprietario della casa.

Mi ha detto che Luigi doveva trasferirsi a Berlino

però non risulta nessuna residenza a Berlino a suo nome.

- Proprio come Polieri. - No, perché all'anagrafe di Matera

dove risultava l'atto di nascita, Lui non compare più.

Come se non fosse mai esistito.

Come è possibile questa cosa ?

Pronto ?

Sì.

Va bene. Va bene.

-Tutto bene ? -Vitali vuole che vada ad aggiornarlo sul caso. -Ah.

- Tu aspettami qui. - "Qui" ?

Sei sicura ? Non vorrei che Diana si arrabbiasse di nuovo.

- No, tranquillo. - Ah.

Pietro, come ti è venuto in mente di venire in Procura ?

- Come stai ? - Eh...

Sto facendo i conti con la fine della nostra storia.

- E ti tornano ? - No.

Ma me ne devo fare una ragione.

Ci siamo fatti del male, doveva finire così.

- Però ci siamo anche amati tanto, no ? - Sì.

Ma dobbiamo guardare in faccia la realtà.

Non possiamo avere paura o nasconderci, per questo sono qui.

A proposito...

Se io dovessi incontrarlo, non farò scenate.

Comunque, se è una cosa seria fra te e...

Se è una cosa seria fra di voi...

devi dirlo a Valentina. Se lo scopre da sola, è peggio.

Lo so, però non è facile.

- Dirlo a Valentina ? - Sapere che cosa è giusto fare.

- Torna a casa, Imma. - E tu che farai ?

Non mi trovi, non ti preoccupare.

- Dove andrai ? - Vado da mamma, mi organizzo.

- Poi trovo una casa. - Sei sicuro ? - Certo.

Non sarà una festa...

però è la cosa migliore per te e per me.

Non puoi stare a casa di Diana, non avete 18 anni.

Ciao, Imma.

- Un caffè dottoressa ? - No, un centrifugato.

Bello carico, sono a corto di vitamine.

Lamacchia, è sempre un piacere sentirla. Mi dica.

- Polieri, respiri, si calmi. - La fa facile !

Fino a poco fa ero bello tranquillo dalla mia fidanzata !

Avresti dovuto evitare di fare il ricettatore !

- Non ho scelto io di farlo ! - Te l'ha ordinato il medico ?

- Ho ereditato il posto di papà ! - Arrestiamoli.

Lamacchia, la ringrazio per il suo contributo.

- La prego di uscire dalla stanza. - Che ha detto ?

- E' il mio ufficio. - Meglio, conosce la strada.

Vado. Uno fa il lavoro sporco

e poi gli altri si appendono la medaglia al petto.

- Accomodiamoci. Scusi.

Polieri, che stavamo dicendo ?

Papà mi ha insegnato a rubare, poi io mi sono evoluto.

-Ha fatto carriera ! -Nessuno si è lamentato. -Tranne Pasquale Coppola.

- Chi è ? - L'uomo che vi ha chiesto di sbarazzarvi della pistola

con cui aveva gambizzato una guardia giurata.

- Maresciallo, non la seguo. - Vediamo se riesce a seguire me.

Abbiamo due morti ammazzati, sparati con un'arma

che Coppola dice di averle dato.

- Accomodiamoci. - Si sieda. - Scusi, è un riflesso condizionato.

Io non so come dirglielo, ma la pistola... me l'hanno rubata.

Quindi ammette di avere ricevuto l'arma da Coppola ?

- Sì. - Quando pensava di dirmelo, scusi ?

- Speravo di non dirvelo proprio. - Non dica sciocchezze !

Ha ricevuto la pistola che ha ucciso Lisanti e Pazzaglia ?

Non so chi siano ! La pistola me l'hanno rubata !

- Ah, sì ? Quando ? - Qualche giorno dopo che Coppola me la diede !

- L'avevo nascosta a casa della mia fidanzata. - E allora ?

- Il ladro si è arrampicato fino al quarto piano. - Come lo sa ?

- Ha spaccato la finestra, la porta era chiusa ! - L'Uomo Ragno ! - Eh.

Luigi D'Ercole. - L'acrobata.

Polieri, mi ascolti bene.

Lei sa se Pasquale Coppola ha mai lavorato in un circo ?

- Sì, quando era un ragazzino. Avrà avuto 15 anni. - Bene.

Ascolti, questo circo si chiamava La Strada ?

Sì, come quel film di una volta.

Coppola voleva portare anche me a lavorare lì

ma io non avevo tempo per giocare.

Che altro ricorda del periodo in cui Coppola lavorava lì ?

Dottoressa, se ve lo dico... mi fate tornare a casa dalla mia fidanzata ?

Faccio rientrare Lamacchia ?

- No, per carità ! - Allora parli !

Pasquale Coppola dentro al circo non sapeva fare niente.

Gli facevano fare di tutto.

Puliva le bestie, faceva la manutenzione... Era un factotum.

Era già bello sveglio. Aveva 15 anni, ma ne dimostrava 25.

- Doveva occuparsi degli ultimi arrivati. - E allora ?

Siccome era bello prepotente e anche un po' sadico...

si divertiva a torturare i più deboli. - In che senso ?

Se beccava il fesso di turno

Coppola se ne approfittava.

Mi ricordo che si vantava

che aveva uno a cui faceva fare tutto quello che diceva lui.

- Non so se ha capito. - No.

Questo era debole di carattere

e Coppola... lo ricattava.

L'aveva trasformato nella sua fidanzatina

con tutti gli annessi e connessi.

Si ricorda il nome del ragazzo ?

- No, non me lo ricordo. - Che cosa si ricorda ?

- Che questo poveraccio si era ribellato... - Eh !

E Coppola l'ha massacrato davanti agli amici.

Era questo ? Lo riconoscete ?

Sì ! Una volta ero passato al circo a salutare Coppola

e me l'aveva presentato. Poveraccio !

Perché non mi ha detto nulla

della violenza subìta da Carlo Rago da parte di Coppola 11 anni fa ?

Mi vergogno per non avere avuto la forza di difenderlo.

Per questo ha messo quella scena nel film ?

Alla morte di Carlo io mi sono sentito uno schifo.

Ho pensato che ricordarlo nel film

gli avrebbe restituito un po' di giustizia.

Qui non c'è Coppola.

Non amava le foto. Diceva che la sua faccia non doveva circolare troppo.

Quando ha iniziato ad approfittarsi di Rago ?

- Da subito. - "Da subito" ?

- Nessuno di voi l'ha mai difeso ? - Temevamo di fare la stessa fine.

Nel suo film c'è un personaggio che tenta di difendere il ragazzo.

Chi è, Luigi D'Ercole ?

Sì, Luigi D'Ercole ci provò, però Coppola era troppo forte.

Lo so, sono stato un vigliacco, però lo siamo stati tutti.

Lei non sa più nulla su Luigi D'Ercole ?

Non lo so che fine ha fatto !

Signor Fox, D'Ercole è l'unico che provò a difendere Rago

e che può scalare quattro piani per prendere la pistola di Polieri.

Quindi forse lui ha ucciso Pazzaglia e Lisanti.

Sa che vuol dire questo ? Che il prossimo sarà lei.

- Forse me lo meriterei. - Non dica sciocchezze.

Allora, Marie, come ti sei trovata in Italia ?

Ti ho portato una rosa.

Ma quale rosa, dài !

- Pietro ! - Ero venuto per salutare Marie.

- Fra qualche giorno parte. - E' in doccia. - "E' in doccia" ?

- Che hai lì ? - Che cosa ? - Fai vedere quella rosa !

- Alle donne fa piacere. - Questa qui ? - Sì.

Magari è meglio se gliela regali tu.

- Sono arrivato ora, non è successo niente. - Ah, sì ? - Eh.

- Vuoi entrare ? - Io ? - Sì. - Stai andando via ?

- No, io resto. - Non saremo in troppi ? - Sai che è vero ? - Eh.

- Qual è il concetto alla base di una coppia ? - Il due ?

- Io e Marie. - Ah, ecco.

- Ciao, Pietro. - Ciao, ciao.

- Grazie della rosa. - Figurati, per una rosa ! Ciao.

Ma vaffanculo, va' !

- Abbiamo uomini posizionati all'esterno ? - Sì.

Com'è andata oggi con tuo marito ? Vi ho visti al bar.

Non volevo nascondertelo, scusa.

Lo capisco che per te non è facile

ma dipende da ciò che uno vuole.

Fra te e lui c'è una complicità che forse noi non avremo mai.

- Non si possono cancellare 25 anni di matrimonio per... - "Per" ?

- Una semplice avventura ? - Non ho detto questo. - Che volevi dire ?

Tu non ti puoi permettere di essere geloso.

E io non mi posso permettere di parlare qui di questo

mentre l'assassino potrebbe colpire da un momento all'altro.

Hai ragione, scusa.

Dov'è andato questo ?

Ah...

- Fammi almeno finire, baby ! - Vuoi venire via con me ?

No, ho promesso di non allontanarmi troppo.

Tu chi sei ? Ci siamo già conosciuti ?

- Oh, che fate ? - Vai di là !

Ehi, che fai ?

Che gioco mi vuoi fare ?

No, no, ti prego !

- Ti prego, no. No, ti prego ! - Ferma !

- Alzati ! - Stronzo ! Vigliacco !

Piano !

Piano !

Qual è il suo nome ora ?

Alessia. Ho iniziato la transizione quattro anni fa.

Per questo non risultate più come Luigi D'Ercole.

Nuova vita, nuovi documenti.

Carlo Rago le è stato vicino ?

Mi ha dato la forza per andare fino in fondo.

E' stato il mio primo amore.

Perché si è ucciso Carlo Rago ?

Un giorno lesse che Coppola era stato arrestato per una rapina

e che aveva sparato a una guardia giurata.

Finalmente era in carcere !

Ma non per quello che aveva fatto a Carlo.

Mi ripeteva che avrebbe dovuto denunciarlo anni fa

e fregarsene del padre e della paura di dire che era omosessuale.

La paura aveva logorato il suo amore per me e poi gli sottrasse la vita.

- Voi sapevate che soffriva di una forte depressione ? - Sì.

Per la seconda volta in vita mia non ero riuscita a proteggerlo.

Prima dalla furia di Coppola... e poi dal suo dolore.

Come è riuscito Coppola a tenere in pugno Rago per tanto tempo ?

Un giorno ci ha scoperti mentre ci baciavamo.

Io non avevo paura, avevo voltato le spalle alla mia famiglia.

- Ma Carlo no. - Che cosa accadde ?

Io affrontai Coppola.

Non mi importava che cosa avrebbe fatto.

Invece Carlo lo pregò di non rivelare nulla.

Pasquale iniziò a ricattarlo e Carlo divenne cosa sua.

Che cosa accadde 11 anni fa, quando Carlo si ribellò a Coppola ?

Quella notte, dopo lo spettacolo, siamo stati in un locale a Potenza.

Anche Pazzaglia e Ricky Fox ?

Quando tornammo al circo, trovammo Coppola

che ci aspettava nel parcheggio.

Aveva gli occhi piccoli e scuri, sembrava un morto.

Si è avvicinato a Carlo e ha detto

che non doveva uscire senza il suo permesso.

Gli ha dato una testata, facendolo crollare a terra.

Ha iniziato a colpirlo con una violenza mai vista.

Io ho provato a fermarlo

urlando che l'avrebbe ammazzato, ma non ci sono riuscita.

Ho chiesto aiuto a Pazzaglia e Volpe

ma erano pietrificati, quindi sono corsa da Lisanti

che viveva in una vecchia roulotte a pochi metri da lì.

- Anche lui non fece nulla ? - No.

Sono morti per la loro vigliaccheria.

Quindi lo scotch sulla bocca significava questo ?

Sì.

Come ha fatto a rintracciare Polieri ?

Avevo letto che la pistola di Coppola non si trovava.

Ho immaginato che avrebbe cercato di sbarazzarsene

e conoscevo Polieri dai tempi del circo.

Sapevo che i due erano compari.

Ma come avrebbe fatto a fare ricadere la colpa su Coppola

se Coppola era in carcere ?

- Non era quella la mia intenzione. - Qual era la sua intenzione ?

Prima o poi Coppola avrebbe saputo

che qualcuno stava usando la pistola per ammazzare quei bastardi.

In cuor mio speravo che lui capisse che dietro ai delitti c'ero io.

Volevo che provasse il dolore e la paura che ci aveva fatto provare

soprattutto a Carlo.

- Ma poi... - "Poi" ?

Poi ho capito che, se avessi portato a termine la mia vendetta

uccidendo anche Coppola quando sarebbe uscito di prigione...

avrei meritato di morire anche io.

Così sarebbe finita questa storia, se voi non mi aveste fermata.

- Stavolta non fa lo spiritoso ? - C'è poco da ridere in carcere.

Agli anni che deve ancora scontare

dovrà aggiungere quelli per le violenze a Carlo Rago.

Che cosa state dicendo ?

Trovatevi un bravo avvocato.

Questa volta vi giudicherà una Pm come Cristo comanda.

Buona fortuna.

- Un po' di caffè ? - Sì.

No !

Ho rivisto Nunziata.

Quando ?

L'altra sera, al ristorante.

Quando sei andata in bagno, si è seduto al nostro tavolo.

Non mi hai detto niente.

Non volevo farti preoccupare. Hanno abboccato all'esca.

- Quale ? - In accordo con la Dda, ho inviato una foto di Romaniello

per dimostrargli che è vivo. - E quindi ?

Quindi incontrerò Cenzino Latronico.

Stiamo aspettando che ci mandino un segnale.

- Sai che vuol dire ? - Sì, lo so.

- Mmm ? - Sì.

- Che quel giorno lo arresterete. - Sì.

Ma anche che, se qualcosa dovesse andare storto...

No, no ! Non lo dire neanche per scherzo.

Anche se dovesse andare tutto bene

Latronico potrebbe farmela pagare.

- E questo... - Comporterebbe un trasferimento chissà dove, lo so.

E non dici niente ?

Che devo dire, scusa ?

Siamo ancora in tempo, Imma.

Posso ancora tirarmi indietro.

Latronico comunque scoprirebbe il mio segreto

e farebbe partire una rappresaglia

ma noi saremmo già lontani.

Ci rifaremo un'altra vita.

Io e te.

Mi basta solo un "sì".

Non sono pronta.

Non sei pronta o non vuoi ?

Non voglio.

Mi dispiace.

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