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[suona "Spazio tempo" di F. Gabbani]
♪ Mmm, mmm, mmm… ♪
♪ Nella confusione, miliardi di persone ♪
♪ Solo un'occasione quaggiù ♪
[Virginia sospira]
♪ Tra l'azzurro e il buco nell'ozono ♪
Ah, buongiorno!
Io sono la nonna di Simone.
Sì, l'ho riconosciuta.
Complimenti, lei è un'attrice sublime.
Grazie. E lei la mamma di Manuel.
- Anita, vero? - Sì.
Ehm… vuole un caffè? È appena fatto. Freschissimo.
Grazie. È così gentile. Meraviglioso.
Mi deve perdonare, mi sono addormentata sul divano.
Sono crollata ieri sera, peraltro con le scarpe.
Ma che problema c'è? Si figuri. Guardi come sono scesa io stamattina.
- Ciao, mamma. - Ah, Dado.
- Ciao, Dante. - Lei è Anita.
È Anita, sì, lo so.
Ma perché sei già vestita?
Perché devo uscire. Ho avuto un calo di voce ieri.
E devo andare in farmacia, perché devo fare due doppiaggi.
Ti saluto.
- No, i capelli! - I capelli. Lei ha questa cosa.
- Ciao. - Arrivederci.
Questa è la situazione. prego.
- Quant'è bella tua madre! - Sì.
È bellissima.
Prendi quello che vuoi. Caffè… Fai tu, io sono una frana.
Grazie.
Eccoci.
Insomma, ieri mi parlavi di Manuel.
- Vuoi? - Sì, grazie.
Semplicemente…
Questa cosa che vuole andarsene
mi ha completamente destabilizzata. Completamente, sì.
Mi ha messo addosso uno stato di agitazione costante,
come se il resto non bastasse.
In che senso, il "resto"?
No, così, niente.
Il mutuo, i prestiti, le bollette da pagare.
Gli uomini sbagliati… Eh!
Mamma!
- Ciao, ragazzi. - Che ci fai qua?
Come stai?
Bene, sto bene.
- Che hai fatto all'occhio? - Mi sono menato con due.
C'era pure lui.
Quando sono arrivato, se ne sono andati.
Perché queste cose capitano solo a te? Me lo spieghi?
Perché? Che ho fatto di male io? È una maledizione, questa?
È colpa mia?
È colpa mia, allora?
Perché non… La moto…
- Dimmi della moto. - Dio, che sciagura.
- La moto? - Sì, la moto.
Ieri mi hai detto che volevano rubartela, però qui sei arrivato con Simone,
quindi la moto che fine ha fatto?
La moto sta…
dalle parti di Porta Maggiore.
- Di Porta Maggiore. - Sì.
Va bene, adesso noi ce ne andiamo da qua.
Ci siamo già presi troppe libertà.
Posso finire di fare colazione?
Sbrigati.
Ti aspetto in macchina.
- Non se la sono bevuta. - Tuo padre no, mia madre sì.
- Neanche lei. - Che ne sai?
Fidati.
Grazie per tutto quello che stai facendo per Manuel.
Mi fa piacere.
- Oddio, scusa! - Di che? Figurati.
Che imbarazzo! Perdonami, non so che mi è preso.
Ma figurati, mi fa piacere.
- Vado. Ciao. - Sì, ciao.
- Ciao, grazie. Ciao. - Ciao.
[porta si chiude]
- Ce l'hai fatta. - Eh.
Ma posso sapere a chi scrivi, Manuel?
Alla mia amante.
Le amanti a quest'ora dormono.
Infatti non mi risponde.
Mi accompagni in un posto?
Ma scusa, non puoi venire a casa?
- Che hai stamattina, ma'? - Che ho? Niente! Non ho chiuso occhio.
Mi sono preoccupata. Ti sei specchiato?
Sono vivo. Tu sei viva?
Sì. Quindi…
Ma poi di chi è questa macchina?
- Eh, di Ettore. - Ah.
Come facevo, se no?
- Ah… - Togli subito quei piedi da là!
- La pulisce. - Mettili giù i piedi!
Guarda che hai fatto, cretino!
Simone, aspetta un attimo.
Questa storia fa acqua da tutte le parti.
Mi dici che è successo veramente a Manuel? La verità?
- Non posso. - Perché?
Manuel è libero di fare quello che vuole.
Coprirlo non fa il suo bene. Se gli succede qualcosa?
Non sono fatti miei.
No? E ti sembra cosa bella?
Ogni tanto.
Ciao.
È proprio bella la madre di Manuel.
Sì.
Sì, è bella.
Anche se ha qualcosa di triste negli occhi.
Sono d'accordo.
Sono proprio quelle che ti fanno perdere la testa e stare male.
Quindi molto meglio quelle allegre e sempre positive.
Non sono molto d'accordo, ma non discuto di donne con te.
Non mi sembra il caso.
- Ah, a proposito… - Sì.
- È arrivata questa per te. - Ah.
- Ciao. - Ciao, mamma. Ciao.
Adesso stai esagerando, perché non…
Che hai fatto alla faccia?
Sono caduto in moto ieri sera.
Ti fa male?
Manco troppo.
Dai, entra.
Forse se mi dai un bacino qua, passa tutto.
- Qua? - Mmm.
Un po' più in basso.
Qui.
"Quali colombe dal disio chiamate
con l'ali alzate e ferme al dolce nido
vegnon per l'aere, dal voler portate."
Che vuol dire "disio"?
Ehm… Che c'è scritto sulla nota?
Non eri preparato sulla Divina Commedia? Non sembra.
No, sono preparatissimo.
Non parli, stai lì imbambolato. Che hai?
No, sono un po'…
imbarazzato, con la frangetta così.
- Devo andare a prendere il cappello? - No, no.
Che palle domani la verifica su questi due stronzi!
È roba semplice. Allora, stammi a sentire.
Ci stanno Paolo e Francesca. Mettono le corna a Gianciotto
che li scopre e li strippa. Fine.
Sei proprio un demente.
Io sto uscendo. Ho lasciato l'arrosto in forno, guardalo.
Ok.
Ok. Ciao.
Arrivederci.
La sorella preferita?
Sì, la figlia perfetta.
Io invece sono la scema di casa.
Perché dici così? Tra tutte quelle che conosco, tu sei la migliore.
Sì, certo, come no.
Non hai mai la sensazione che la vita vera è da un'altra parte?
Che noi stiamo qui come in un carcere,
senza coraggio, senza verità?
Che c'entra adesso la verità?
Che dici, come mi starebbero i capelli azzurri?
- Mmm. - Luna dice che mi starebbero benissimo.
Perché non te la fili, Luna?
Oddio…
- Hai già un'altra storia? - No, non ho storie.
- E poi, perché me lo chiedi? - Perché io da sola non ci so stare.
Tu come fai? Perché non fai niente?
Che dovrei fare?
Non so, cercati qualcuna.
Io l'avrei già trovata.
Manuel.
Manuel, svegliati…
Mmm, ancora un minuto.
Va bene, adesso vado.
Poi…
ti volevo dire che è l'ultima volta che ti presenti qui.
Non può andare avanti, lo capisci?
No. Perché?
Perché no.
È così bello.
Sì, è bello, ma…
non esiste che… andiamo avanti così.
Non è che adesso vai a raccontare in giro quello che è successo, no?
A chi dovrei raccontarlo?
Tipo a scuola.
Voi maschi stronzi…
andate sempre a raccontare in giro queste cose, quando succedono.
Io no.
Dai, adesso ti fai una bella doccia e sparisci.
Mmm.
- Così ti fai la doccia? - Sì.
- Ciao. - Ah!
Eh, che esagerato!
- E te ne vai. - Guarda che sto male.
Oddio, l'arrosto!
No!
È andato?
Completamente.
Vabbè, dai, è successo per una buona causa.
Meglio se vai, ci manca solo che ti trova qua.
No.
Come va?
Che ci fa qua, prof?
Volevo parlare con tua madre. Dopo quanto è successo…
- Lasci stare le madri, si agitano. - Mmm.
Se proprio deve, parli con me.
Devi uscire da quei giri. Vedi che ti hanno fatto? Guarda che faccia.
- Mi sono difeso da due ladri. - Ancora con questa storia?
Erano quelli dello sfascio, eh?
Erano quelli dello sfascio.
Che ne sa lei dello sfascio?
- Ha parlato con Simone? - No.
Simone non parla, ti tiene il gioco.
Non verrò a cercarti in carcere.
Che carcere, io dentro non ci finisco.
Sì, lo diceva anche qualcuno che conosco, ma non è andata così.
Mi posso toccare le palle?
Se ti accontenti…
Chi era?
Uno che vedrò domani al carcere minorile di Napoli.
La storia non si ripete.
Sicuro?
Sì.
Ciao.
Arrivederci.
- Dado, tesoro, guarda. - Grazie.
- Ti porti questi e questi. - Grazie, sì.
E un maglioncino.
- Questo per… - È il terzo, mamma. Sto fuori un giorno.
- Tesoro, se cambia il tempo… Amore. - Grazie.
Tu oggi hai lavorato?
Mi sono divertita, ho doppiato un cartone francese.
Una vecchia oca dallo Yorkshire, molto upper class.
- Ciao, Simone. - Ciao.
Sei in partenza?
Sì, sì. Un giorno solo, vado a Napoli.
Mmm.
Per la lettera di ieri?
Sì, in realtà è la convocazione di un magistrato.
Mimmo, un mio studente, è nei guai con la giustizia
e mi vogliono sentire.
Che tipo di guai?
Eh, tentata rapina, tentato omicidio… Ha tentato di tutto.
- Mmm. - Tu?
- Cosa c'entri? - Niente, il giudice vuole capire
se posso essere accusato di favoreggiamento.
- Favoreggiamento? - Sì.
Perché favoreggiamento?
Perché dopo i fatti, Mimmo era venuto a casa mia.
Aveva capito di avere fatto una stupidaggine, era disperato…
Quindi l'hai aiutato a nascondersi dopo la rapina?
No, non ho aiutato Mimmo a nascondersi.
Volevo che si costituisse, ma la polizia è arrivata prima.
Tutto qua.
Mi preoccupa il fatto che Mimmo possa avere una condanna pesante
e quindi da maggiorenne verrà trasferito…
in un carcere per adulti. E lì, se non sei un delinquente…
spesso lo diventi.
Però, Dado, questa non è una tua responsabilità.
Sì.
Non è che puoi salvare tutti gli studenti. Sei un professore, e…
Il fatto è che ogni anno si presenta un Mimmo, no?
Secondo te, chi è il "Mimmo" quest'anno?
- Manuel? - Esatto.
Va bene, allora fai buon viaggio.
- Grazie. - Ciao, nonna, a dopo.
- Lo vuoi un tè? - Sì, grazie.
Ecco.
Com'è la tua vita? Sei felice?
Non lo so.
Perché me lo chiedi?
Perché ti vedo malinconica.
Sei sicura di stare bene da sola?
Non credi che sarebbe meglio…
vivere con qualcuno su cui contare?
Certo, ma dove sono gli uomini così?
Neanche tu eri così.
Le persone cambiano, sai?
Sì, forse.
Ultimamente mi sta capitando di pensarci.
Che potresti innamorarti sul serio?
Mmm.
Sì, e la cosa mi spaventa parecchio.
No, scusa.
No.
Sono molto stanca e devo tornare a casa.
Vieni a dormire da me.
No, ti ho detto di no.
Dunque…
Confronterei la versione della tentata fuga da casa sua
che il ragazzo ci ha fornito, con una sua versione.
- Va bene. - Era presente, no?
Sì, ero presente. Mimmo aveva dormito a casa mia.
A colazione, gli agenti hanno suonato.
E lui che ha fatto?
Lui ha cercato di calarsi nel terrazzo sottostante
passando dal mio balcone.
Lei l'ha aiutato?
No.
Ma non ha provato a dissuaderlo.
No. Ehm…
Ero senza parole per la sua disperazione.
C'era un salto di venti metri, poteva morire.
Può andare.
Grazie.
[in napoletano] Qui non è come a scuola.
- Eh. - Non ci sono quelli come voi.
Qua è tutto diverso.
Ci sono i nervi scoperti. Ogni tanto ci scappa una rissa.
Tu tieniti alla larga, no?
- Io quello faccio. - Mi raccomando.
Ti è arrivato il pacco?
Sì, ma non dovevate.
Senti, tu hai più o meno l'età di mio figlio. Si chiama Simone.
Voi siete convinti di sapere tutto.
Invece ti informo…
che non sapete niente.
- E che dobbiamo sapere? - Eh!
Io sono nato storto.
Mamma voleva raddrizzarmi,
ma chi nasce quadrato non muore tondo. È tutto segnato.
- Non è vero. - È tutto scritto.
Non è così, perché…
la nostra vita, noi l'abbiamo in mano.
Il nostro destino lo guidiamo con le nostre mani. Hai capito?
Belle parole, professo'.
Come quelle che ci dicevate a lezione. Però a me non sono servite.
Io qua dentro io dovevo finire,
e qua dentro sono finito, come mio padre e mio fratello.
Ma secondo te io sono venuto da Roma per sentirti dire queste stronzate? Eh?
Professore, non serve che venite.
Vi fa male al cuore.
Vi arrabbiate. Vedete? Dite pure le parolacce.
Professo', vi voglio bene.
Mi dispiace che avete lasciato Torre a causa mia.
Non è giusto.
Hai detto che tua madre ha cercato invano di aiutarti.
Che volevi dire?
- Le madri non ci possono mai riuscire. - Perché?
Perché sono troppo buone,
gli occhi le tradiscono.
Mamma, per esempio…
mi vuole troppo bene.
Infatti era come cieca.
Non… voleva vedere.
Sapeva solo dire: "Stai attento, Mimmo".
"Stai attento."
Professore, mi spiace.
Il tempo è scaduto.
Fai il bravo, eh?
Professo'!
Grazie.
Grazie a te.
Andiamo.
[musica malinconica]
- Che fai, mi segui? - Ti serve la scorta, no?
Ormai non più, mi hanno già picchiato.
[musica di tensione]
- Dove cazzo vai? - Che cazzo fai?
Levati dal cazzo!
- Di' all'amico tuo di levarsi dal cazzo. - Non dico niente.
Lui è un fratello per me.
Se Sbarra vuole l'auto, venisse a prendersela.
Sbarra ti vuole spiegarti delle cose.
Io allo sfascio non ci vado.
Invece ti conviene, se no viene lui qua.
E lui non lo ricevi in strada come me,
lo devi far entrare e presentargli tua madre.
- Che cazzo c'entra mia madre? - Lo dico pure io. Che gli dico?
Che ci devo pensare.
Sbrigati, se no domani ti vengo a prendere per le palle.
Tu fatti i cazzi tuoi, la prossima volta.
Oh.
'Fanculo, cazzo!
Come va?
'Fanculo!
[porta si chiude]
[Dante sbuffa]
[Dante sospira]
[chiamata via Skype]
- Ciao. - Ciao. Ciao, Floriana.
Scusami, ti ho svegliata?
No, qui siamo un'ora prima. Che c'è? È successo qualcosa a Simone?
Non è successo niente.
Per caso ti ha parlato di un suo amico di nome Manuel?
No, non mi ha mai parlato di Manuel.
Perché me lo chiedi?
Eh, Manuel è quello che si dice… la pecora nera della classe.
Non studia.
Ha pochi soldi e se li vuole procurare secondo me
anche con metodi non proprio…
trasparenti, ecco.
Dio santo…
E Simone lo segue?
Temo di sì. Tu quando l'hai sentito l'ultima volta?
Qualche giorno fa, quando mi ha chiesto i soldi per un nuovo motorino.
Quale motorino? Quali soldi?
Mi ha chiesto se poteva usare i 2.000 euro della carta.
Duemila… Tu gli dai 2.000 euro senza dire niente a me?
Scusa, perché… che paure hai?
Ma non deve comprare nessun motorino! Ti ha detto una stronzata!
Dante, così mi fai preoccupare.
Scusami. Scusa.
È… stata una giornata molto difficile per me.
Sono stato a Napoli, al carcere minorile.
Scusami per il tono e…
magari ci risentiamo. Va bene? Ciao.
Scusami ancora. Buonanotte.
[musica angosciante]
- È permesso? - Venga.
Perché ha telefonato fingendo che mia madre stesse male?
Per farti uscire. Ero qua sotto, quando hai aperto il portone.
Sono incazzato nero con lei.
Mi sembra legittimo,
però a parte la sensazione di panico che immagino hai provato…
come è stato uscire dopo così tanto tempo?
- Mi sono sentito come… - "Come"?
Una specie di alieno.
Perché? Ce l'hai fatta. Non è successo niente.
Sì, ma…
tutto mi metteva a disagio.
- "Tutto" cosa? - C'erano…
dei ragazzi appena usciti da scuola.
Si spingevano fra loro, si prendevano a parolacce.
Ridevano anche.
Eh, scusa, quando venivi a scuola facevi le stese cose, no?
No. L'ultimo periodo a scuola per me è stato un po' un inferno.
Perché?
Tutti mi prendevano in giro, o…
mi deridevano sui social e altre cose.
Quali cose?
Non mi va di ricordarle.
È possibile che non ci fosse nessuno…
con il quale parlavi?
Sì…
Parlavo… un po' con Luna.
Anche con Laura.
Le ragazze sono meglio dei maschi.
Laura, poi…
Beh…
- Eh… - Mmm.
- Mi piaceva molto. - Eh!
Però…
lei neanche mi guardava, era tutta per Simone.
Non più adesso, si sono lasciati.
Anzi, l'ha lasciata lui.
Dev'essere diventato proprio scemo.
- [allenatore] Lega! - Siamo pronti?
Via!
- Vi… - [tutti] …ta!
[trillo del fischietto] Vai!
- [allenatore] Schiena! È gioco! - Vai!
Ritmo, ritmo! Vai, vai!
Avevo anche intenzione di scriverle un'e-mail…
poi però non l'ho fatto.
Perché?
Ci sarei rimasto male, se avesse rifiutato.
Perché non le scrivi adesso?
- Ora? - Eh.
Ora la mia vita fa schifo.
Che fa?
Non parla più?
No…
perché voglio che ascolti nella tua testa quel che hai detto.
Se tu ti sei reso conto che la tua vita qua dentro fa schifo,
siamo già un bel passo avanti, no?
Ma io non voglio fare passi avanti.
Mmm.
Perché non provi a scrivere a Laura
usando uno pseudonimo?
Fai un profilo di posta elettronica
usando un altro nome e le chiedi di intrattenere con te…
così… una conversazione…
Beh, sì, ma io…
Provaci. Che può succedere di male?
Niente.
Niente, infatti.
No?
Senti un po'…
Perché non mi vuoi dire cosa succedeva a scuola?
Perché…
Perché la verità…
La verità mi uccide.
[suona la campanella]
Ragazzi, buongiorno. Prendete giubbotti, zaini e venite con me.
Vi porto nel posto ideale per l'argomento di oggi.
- [Luna] Su che è la lezione oggi? - La verità.
[brusìo]
Allora, ragazzi, ecco lì. La sua statua.
È Giordano Bruno.
Quando lui aveva la vostra età entrò in convento per studiare,
ma dopo dieci anni scappò perché accusato di avere idee eretiche,
cioè pensieri vietati, e allora cominciò a viaggiare.
Roma, Genova, Tolosa, Parigi, Londra…
- Accidenti, già c'era l'Erasmus? - Non fare il cretino.
Una volta tornato in Italia, però, fu arrestato perché…
non volle ritrattare le sue idee.
Ok? E fu condannato a morte.
Esattamente dove oggi c'è la sua statua,
il 17 febbraio del 1600 fu arso vivo.
Che aveva detto di tanto grave?
Lui era uno che pensava con la sua testa.
Amava la verità e sosteneva che la vita era inutile
senza la libertà di espressione.
Voi sentite di avere la libertà di dire ciò che pensate?
Giulio?
Io dico non è facile dire la verità.
Bisogna avere coraggio.
Esatto, coraggio e verità vanno sempre di pari passo.
Chicca, tu che ne pensi?
Abbiamo già fatto il discorso sul coraggio, prof.
Eh, ok. Manuel?
Lei dice che se uno dice la verità, arriva il Potere e lo punisce, che senso ha?
Ma l'alternativa è mentire, no?
- Certo. - Ma mentire è come nascondersi, no?
E che c'è di male, a nascondersi?
Mmm. Il male,
caro Manuel, è quello, ad esempio
di non avere la libertà di dire quello che si fa il pomeriggio.
Per Matteo potrebbe essere quello di tenersi tutto dentro, non dire nulla.
- Tu che hai dentro? - Cose che non voglio dire a tutti.
A tutti no, però magari una persona la trovi,
una ragazza a cui ti piacerebbe dire quello che pensi.
Ad esempio, Giordano Bruno amava avere la libertà di dire che tutto è vivo.
Gli alberi, le montagne, il cielo, il mare…
Ma gli hanno chiuso la bocca.
Sì, ma è grazie a persone coraggiose come lui
se tu oggi puoi dire ciò che pensi.
Balestra? Hai formulato un pensiero alto a riguardo?
Il mio pensiero è che sarebbe ora di ricreazione.
- Ricreazione. - Sì.
Ok, quindi la pizza volevi.
Anche Giordano Bruno sarebbe stato d'accordo,
ma la pizza allora non era ancora stata inventata.
Comunque, pizza, dai. Mangiamoci la pizza.
Comunque, ragazzi, per me…
chi pensa con la propria testa fa uno sport estremo.
Chiunque lo fa, finisce male.
Non tutti hanno fatto la fine di Giordano Bruno.
- Come no? Socrate? - Eh, no.
Socrate. Non gli hanno dato la cicuta?
Galileo Galilei non dovette dire che la Terra era ferma? Oscar Wilde?
Scusa, Oscar Wilde è finito in carcere solo perché era gay.
Io al posto loro, stavo zitto.
Certo che sei proprio un eroe.
Cos'è questo ronzio? Fastidioso, eh?
- Lascia stare… - Questa pizza è davvero buona.
- Sì, sì. - Monica?
Ti andrebbe di andare a fare una passeggiata, domani?
O quando vuoi tu.
Io e te da soli?
Beh… sì.
Sì, potremmo andare al cinema. Che dici?
Magari. L'unica donna con cui ci sono andato è mia madre.
- Posso? - Sì.
Che buona che è!
- Fresca. - Sì.
La lezione di oggi su Giordano Bruno mi ha fatto venire in mente me e te.
Nel senso che…
anche noi forse abbiamo dei segreti, no?
Non ti capisco.
Il fatto che io me ne sia andato di casa anni fa
non è un motivo sufficiente per vederti così inquieto, triste.
Magari ci sono delle cose che non mi dici. Vorrei solo capire perché.
E quali sarebbero queste cose?
Non lo so.
E tu?
Cos'è che non mi dici?
Delle cose per me difficili.
Di tanti anni fa.
Posso?
Sì, certo.
- [Lombardi] Ah-ah! - Salve.
Caro Professore, fatto una buona passeggiata?
Sì, ottima, grazie.
Io purtroppo, esimio collega,
mi devo essere perso la direttiva del provveditore
che suggerisce di andare a spasso con le classi invece di fare lezione.
Ma noi l'abbiamo appena fatta. Arrivo!
Ah! E hai anche interrogato? Hai dato voti?
Ma soprattutto, hai messo brutti voti?
- No, perché sono tutti bravissimi. - Certo, come no.
Tutti dei geni, come no! Figuriamoci!
Bravo, continua così. Ne parliamo alla fine del quadrimestre.
Per innamorarsi…
ci vuole un cuore leggero.
[una eco ripete le parole]
Ieri ho finito di rileggerlo per la seconda volta.
È troppo bello.
Alla fine mi sono commossa.
Beh, sì, la fine è fortissima.
Quando Holden dà appuntamento a Phoebe per salutarla…
Sì, quel momento… Beh, sì.
Ti lascia senza fiato.
Pazzesco, due innamorati che sanno che non possono stare più insieme.
Bellissimo.
Ma loro due non stanno insieme.
No, dico, Holden e lei…
si danno l'ultimo… appuntamento. Che vuol dire "non stanno insieme"?
Phoebe è la sorella di Holden. Ha dieci anni.
Ah, la sorella, dici? No! Vabbè, la sorella…
Sì, no, parlavo… dell'altra, no?
"L'altra" chi? Scusa, ma…
l'hai letto o no, il libro?
- Vuoi la verità? Quella che… - Sì.
Sì, la verità.
No, non l'ho mai letto.
Allora perché me l'hai regalato?
Perché… non sono stato io a regalartelo.
Quindi neanche la dedica è tua.
No.
Chi l'ha scritta, allora?
Non lo so, il libro era sul banco.
Cioè, mi hai fatto credere…
Sembravi felice, non volevo deluderti.
Invece mi hai delusa.
E anche presa in giro.
Guarda… sei un ragazzino.
[vociare indistinto]
- Ragazze… voi non avete capito. - Che è successo?
Non è stato Aureliano a lasciarmi il libro.
Non l'ha manco letto.
- Aureliano, che hai? - Ho fatto un casino.
- Cioè? - Seguendo la sua lezione sulla verità…
L'ho detta a Monica e mi ha mollato.
Che le hai detto?
Che non le ho regalato io Il giovane Holden, che non l'ho letto.
Lei l'ha presa malissimo.
Dire la verità è sbagliato. Ha ragione Manuel.
Si è arrabbiata perché hai mentito, non perché hai detto la verità.
Prima, dopo… Che importa, prof?
No, te lo posso dire?
Secondo me uno come Matteo non avrebbe mai mentito sul libro.
Che dici, Luna? I ragazzi sono tutti mostri.
- Per me, lui no. - Esagerata.
- Sì! - Ma secondo voi chi è stato a scrivere?
Non lo so, sarà stato uno timido.
- Ma chi? - Chi è timido?
Buongiorno, ragazze.
- [insieme] Buongiorno. - Un caffè, per favore.
- Prof, scusi. - Sì, prego.
Per lei, in tutta la scuola c'è un ragazzo timido?
Beh, direi di sì.
- Anche in classe nostra? - Ovvio.
Certo. Secondo me, in classe sono tutti timidi tranne Matteo e Manuel.
- A loro non avevo neanche pensato. - È una cosa normale tra gli adolescenti.
Si chiama rincoglionimento. [risate]
Mi sono venuti dei dubbi, a legarci insieme tutta la vita.
È così che intendo il matrimonio,
legarsi per sempre.
Eh. Capisci?
Ma io sono d'accordo con te.
Hai ragione.
- Amore, senti… - Mmm.
Perché non vai a metterti le scarpe da ginnastica e andiamo a correre?
Ti passa tutto!
- Mi pare una pessima idea. - Scusate, scusate.
Nessun disturbo, anzi. Scusa.
Ti cercavo.
- Sì, eh? - Sì.
Ti volevo parlare di Simone.
- Ah. - Io vado, ho la mia ora.
Dante, dille che una corsetta le farebbe bene.
Sta vivendo la classica crisi pre-matrimonio.
Buon lavoro.
Ciao, buona giornata.
Secondo me, ha ragione.
No, guarda, non lo difendere. È noioso, terribilmente.
Comunque anche io ho lezione.
- Dimmi. - Simone è da un po' che non studia.
Ma scusa, non amava la matematica?
Sì, ma non apre libro.
Non fa gli esercizi. Pure i colleghi hanno notato un cambiamento, eh.
Che gli succede?
Non lo so.
All'inizio pensavo dipendesse dal fatto che sono tornato,
ma ora non riesco più a capire.
Vabbè, ci parlerò…
Comunque, grazie.
Figurati.
[suono della campanella]
Tu hai lezione?
Non ho capito… No, no.
No, perché è l'orario per gli incontri con i cosi…
- Con i genitori. - Con i genitori, sì.
Allora ciao.
Ciao.
[notifica di cellulare]
Ragazze.
Mi è arrivata una richiesta di contatto.
Un anonimo, un certo tipo che si firma "The Pen".
- "La penna". - E che vuole?
Non so, scrive di scambiarci e-mail.
In che senso?
Parla di corrispondenza.
Scriverci che cosa pensiamo, che facciamo durante la giornata…
Robe del genere.
Lascia stare, sarà un maniaco.
- Ha ragione. - Però sì, stai attenta con queste cose.
Vabbè, però sembra educato.
Io potrei anche accettare.
Però… Boh, non lo so.
Che dubbi hai?
Pensi ancora a Simone?
Certo che ci penso.
Perché, tu non ci pensi a Manuel?
No.
E poi io voglio vivere la mia vita con chi mi va.
Alice!
Ti avevo detto di non cercarmi più.
Sì, però io non ti ho mai detto di essere d'accordo.
Manuel, questa storia deve finire.
Perché? Che facciamo di male?
Se vogliamo essere amici, dobbiamo…
far finta che non sia successo niente.
"Amici"?
Che dici? L'amicizia tra uomo e donna non esiste.
Io devo andare, scusami.
Ciao.
- Sì? - Posso?
- Ehi. - Ciao.
- Ciao, grazie. - Eccomi.
- Mi sono sbrigata. - Vai.
- Riprendi fiato. - Che altro ha combinato Manuel?
No, niente. In realtà, era solo…
una scusa per poterti vedere.
Vederti e parlare di Manuel, capire se insieme possiamo dargli una mano.
Lo bocciano anche quest'anno?
No, non è questo il problema. Allora…
Allora, ehm…
Oddio.
Secondo me, Manuel si sta avvicinando… Come dire? A…
mondi pericolosi. Eh?
Ti ha mai parlato di un certo Sbarra?
No, no.
Questo Sbarra è un tipo poco raccomandabile,
ha un sacco di… precedenti penali e…
soprattutto ha un posto dove
dove smontano macchine diciamo "usate".
Sì, lui mi dice che…
ci va a comprare dei ricambi.
Sì, e questo potrebbe essere vero,
ma quando hai scoperto che Manuel aveva quei soldi, che hai detto?
L'ho pregato di dirmi la verità.
- E lui? - Non me l'ha detta.
Però la volta successiva gli ho detto di stare attento.
E non basta. Non basta dirgli di stare attento.
Io… non lo so, però…
secondo me non fa niente di male perché Manuel è uno buono.
Sono tutti buoni finché non diventano cattivi.
Che cosa dovrei fare, secondo te?
Ci devi parlare! Che ci devi fare? Parlarci!
Allora, se tu hai la sensazione
che non ti stia dicendo la verità, glielo devi dire.
Se hai la sensazione che ti prenda in giro, glielo devi dire.
Va bene tutto nella vita, ma non le bugie.
E soprattutto quando si sente furbetto, gli devi dire che invece è stupido.
Capito?
Perché parli così, scusa? Che tono è questo?
Che c'entra il tono? Parliamo di Manuel.
Non devi parlare male di Manuel. Va bene?
- Non mi piace, capito? - Va bene.
Lo so che lo fai per il suo bene, però…
però non dirlo, mi fa incazzare.
Va bene?
Quello che è successo tra noi…
Lo so, non avrei dovuto, però…
Io non ti capisco.
Cioè…
Non stiamo parlando di me, stiamo parlando di Manuel.
No, certo, meglio non confonderci.
- Eh. - Tu occupati del rendimento scolastico
ché al resto penso io.
- Non è il modo di affrontare… - Mi insegni a fare la madre?
- Non voglio insegnarti a fare la madre. - No.
Ti sto solo dicendo che secondo me sarebbe meglio…
Non mi interessa che cosa sarebbe meglio per te.
Lo so io cos'è meglio per mio figlio, grazie.
Mettiti seduto là.
Preferisco stare in piedi.
Hai paura che Zucca ti meni un'altra volta?
Più o meno.
Vabbè, senti…
Fa' come vuoi, basta che mi segui nel ragionamento.
Perché ti ho dato la macchina?
Perché proprio quella era così preziosa per me?
- Perché aveva il motore modificato. - Mmm.
Perciò era adatta a fare che cosa?
- Non lo so. - E sforzati.
- Forse una rapina? - Bravo.
Quando vuoi, ci arrivi alle cose.
Me lo dicono pure a scuola.
La macchina non serviva a me…
ma a certa gente a cui non puoi dire di no.
Invece gli ho dovuto dire di no per colpa tua
e l'hanno spostata alla settimana prossima.
Come, "la settimana prossima"?
Non può essere pronta tra una settimana.
- I pezzi non sono ordinabili. - E allora?
Vai in giro, ne trovi un'altra.
Smontiamo, rimontiamo…
e ti diamo i pezzi mancanti.
- Dove la trovo una uguale? - Cazzi tuoi.
Stiamo a Roma.
Ci sono due milioni di macchine che ci avvelenano tutti giorni.
Giri e la trovi. Sono cazzi tuoi, non me ne frega niente.
Ti conviene.
Ti conviene.
Ecco.
Qua dentro c'è quanto richiesto.
Potrai fare una splendida lezione sull'evoluzionismo.
Mmm.
Grazie.
Ma devi partire dalle orecchie.
Ah, non lo sapevo. Cioè?
I lobi delle orecchie, fin dai tempi antichi
erano attaccati alla testa e vanno mano mano staccandosi.
Ah, vedi? Quindi tu, giudicando dal mio lobo,
mi definiresti uomo arretratus o evolutus?
- Direi molto arretratus. - Arretratus. E tu, invece?
- Io? - Sì.
Non so, dimmi tu.
Sì, fammi controllare.
Bene. Sì.
Molto evoluta.
Mi corteggi?
No, no! Non faccio la corte, non saprei neanche come si fa.
No, no, direi di no.
Senti, io stavo andando in un posto a leggere.
Ti è mai capitato di leggere separati ma vicini?
- No. - Non hai mai fatto questa esperienza?
No.
Se vuoi, ti faccio vedere come si fa.
Sì, volentieri.
Ma prima devo finire delle cose qui.
Certo. Allora io ti precedo e tu mi raggiungi.
Ok, fammi sapere dove.
Ti mando un messaggio con la localizzazione
perché sono molto evolutus.
Ciao.
- Ciao. Evolutus? - Sì?
- Di là. - È di là? Infatti, dicevo.
Lobi straordinari, eh!
[voci di bambini che giocano]
Insomma?
Avevo ragione?
Sì.
Non pensavo che leggere fosse una cosa così…
Romantica?
Seducente.
[melodia di violini]
Non so se posso fidarmi di te, professore.
Diciamo che ti puoi fidare per un semestre. No?
E poi?
Beh, "poi". Nessuno sa il "poi".
[rumore di aspirazione]
- Ciao. - Ciao.
Senti, a scuola i professori dicono che non studi.
- Chi lo dice? - Tutti.
[rombo di motore]
E che fai, mi controlli? Dovevi pensarci prima, no?
Non serviva. Prima studiavi.
Infatti andrò bene anche quest'anno, se mi va.
- Lo vuoi un consiglio? Cambia tono. - Sì.
- Che fai qui? - Oh!
- Hai rotto tu la macchina? - Parla piano.
- L'hai fatto o no? - Piano, c'è mio padre.
Allora? L'hai fatto o no?
- No, non so di che parli. - No?
No, eh?
E questo?
È tuo o no?
Oh, è tuo o no?
- Sì. - Sì. Quindi?
- Sì. - Sì?
Perché?
Non lo so, mi dispiace.
Ti dispiace un cazzo! Quasi mi ammazzavano!
- Perché? - Non lo so, mi dispiace.
Perché?
Che cazzo cercavi? Che vuoi da me?
[dialogo non udibile]
- C'era Chicca che piangeva. - Chicca? Non me ne frega un cazzo!
Simone, ti sei comportato da stronzo!
- O no? - Sì.
Bravo!
Tu fai lo stronzo tutti i giorni.
Lo stronzo… ma vaff…
[dialogo non udibile]
- Ciao. - Ciao.
Come stai?
Bene.
Ho pensato…
tanto a quello che è successo tra noi.
Credo di doverti dire la verità.
Avrei voluto dirtela prima, ma…
era poco chiara anche a me.
C'è un'altra persona.
Ma non è una ragazza.
Ma che dici?
Che vuol dire che non è una ragazza?
Tu…
Tu non sei…
Mi sono innamorato di uno come me.
Non è facile da accettare.
È per quello che ti ho lasciata.
Anche se ti voglio un gran bene, un bene dell'anima.
Però…
non sapevo come dirlo,
non sapevo a chi dirlo…
Sapevo solo che la prima persona che doveva saperlo… eri tu.
- Ti chiedo scusa. - No, non ti devi scusare.
Vieni qui.
Ti voglio bene anch'io.
- Indovina di chi mi sono innamorato. - Di chi?
Del più bello, del più stronzo e del più etero di tutta la scuola.
No!
Manuel!
Non ci posso credere.
Sì.
L'altra sera, quando non è venuto alla festa, stavo impazzendo, giuro.
Volevo andare a schiantarmi sulla tangenziale.
Lui lo sa?
Macché.
Ha pure una storia con una più grande.
Mica pensa a me.
Mi dispiace, povero.
Povero Simone.
Ho trovato una macchina da rubare per i ricambi.
Mmm.
Ma è complicato. Serve tempo, quanti giorni ho?
Sei.
Sei?
Nel settimo, il furgone trasporta i soldi.
Filano via su un'altra macchina e dopo 400 metri trovano questa.
Niente dettagli…
No, li devi sapere perché io te li ho detti.
- Se mi fai un brutto scherzo… - Ma che scherzo?
Questa è la mia strada, non torno indietro.
Bravo.
Dimmi un po'…
Hai saputo chi ha rotto la macchina?
Una cretina che ho lasciato, ha mandato il fratello.
Falle incazzare le donne, altro che sesso debole!
- Chi le capisce, le donne. - Non è che sei frocio?
Non capisco…
Ciao, mamma.
- Dado, ciao, caro. - Ciao. È mia questa felpa?
- Perché, ti scoccia? - No.
- Come va? - Bene, e tu?
Credo di aver sbagliato con la madre di Manuel.
Volevo aiutarla e…
Insomma, credo di averla offesa.
Perché, che cosa le hai detto?
Perché volevo convincerla a tenere un po' più…
sotto controllo suo figlio, e…
sono stato un po' brusco, un po' duro.
Il fatto è che non voglio che finisca come Mimmo, tutto qui.
Ti vedo molto coinvolto.
Certo, è un mio studente.
Intendevo con lei.
C'entra qualcosa il fatto che lei è l'unica persona
che ti ha visto quella notte in ospedale?
Non lo so, mamma. E poi che c'entra, adesso?
Così, un pensiero come un altro.
Ah.
Comunque, in questi casi basta chiedere scusa.
[notifica di SMS] Ah.
Ecco.
- Simone non viene a cena stasera. - Ah.
Hai scoperto che cosa lo fa stare così teso in questi giorni?
Forse no, forse sì, forse non lo voglio sapere, anche se potrei.
Cioè? Che vuoi dire?
Ieri sera, parlando al telefono con la madre, mi ha sentito un po' teso,
ed è uscito fuori che lei ha la password del suo computer,
ma io non penso sia giusto farlo.
Non ti stare a fare tutti questi problemi morali, dai!
Usa quella password.
Usala.
[suona "Spazio tempo" di F. Gabbani]
♪ Nei millenni, tutti gli anni Aspettando primavera ♪
♪ Un Platone, un Botticelli d'emblée ♪
♪ La maieutica del fai da te ♪
♪ Vuoi morire e vivere con me? ♪
♪ E poi così, il tuo ritorno ♪
♪ Eclissi in un qualsiasi mezzogiorno ♪
♪ Mi trasformo Cercando luce in fondo al mondo ♪
♪ Insieme un inganno non c'è ♪
♪ È solo una follia, un salto nel vento ♪
♪ Un'ora nello spazio Un punto nel tempo ♪
♪ È un giorno che va via Un appuntamento ♪
♪ Un battito perpetuo Che dura un momento ♪
♪ Ma il momento per fermare il tempo ♪
♪ Non è mai ♪
♪ E capirò se capirai ♪
♪ Che è per sempre ♪
♪ Oh oh oh ♪
♪ Nella confusione, miliardi di persone ♪
♪ Solo un'occasione quaggiù ♪
♪ Tra l'azzurro e il buco nell'ozono ♪
♪ Tra John Lennon, Paul e Yoko Ono ♪
♪ Il passato non dimentica Il futuro fa ginnastica ♪
♪ Si prepara tutti i giorni per te ♪
♪ Canta un po' "Albachiara" E un po' "My way" ♪
♪ Schiaccia il tasto Rec e il tasto Play ♪
♪ E poi così, tu sei qui ♪
♪ Natale in un qualsiasi lunedì ♪
♪ Houdini, che toglie le catene al mondo ♪
♪ E in fondo un inganno non è ♪
♪ È solo una follia, un salto nel vento ♪
♪ Un'ora nello spazio Un punto nel tempo ♪
♪ È un giorno che va via Un appuntamento ♪
♪ Un battito perpetuo ♪
♪ Che dura un momento ♪
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