All language subtitles for Professore.S03E05.Maria_Zambrano_Meraviglia.it

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Original subtitles

[musica]

Nella confusione

miliardi di persone,

solo un'occasione quaggiù. Ehi, com'è?

Bene, t'ho chiamato ieri, ma non mi ha

risposto. No,

>> mo era piena di gente la pizzeria ieri

ero distrutto. Quando sono tornato

[musica] a casa sono crollato.

>> Che fai?

>> Cerco di prepararmi al compito in

classe.

>> Sì, ma devi stare attento. Guarda che

Lombardi sgama tutto.

>> Speriamo non sgami che sono una pippa.

No, veramente fai così tu guarda me, te

do una mano io.

>> Dai, non c'ho voglia Simo, che ci vai di

mezzo pure tu ste cose.

>> Vabbè,

>> prepara tutti,

>> arrivo.

Canta [musica] un po' al bacchiare, un

po' My Way.

Schiaccia il tasto [musica] R, il tasto

play

e poi [musica] così

tu sei qui

[musica]

lunedì.

>> Alba

>> Dante,

>> si studia. Eh,

>> sì, con fatica.

>> Infatti vedo la faccia un po'

sbattutina.

>> Eh,

>> senti, quando rientri, Anita? Eh, credo

a metà mattina. Perché?

>> Perfetto. Allora, quando rientra

[musica] le dice che ti ho chiesto di

raggiungermi l'orto botanico.

>> Ma tu non vai a scuola oggi?

>> Sì, ma faccio lezioni all'aperto, eh. E

aiuta a rinfrescarci [musica] le idee.

>> Certo, me lo ricordo. Lo facevi anche

con noi

>> di pizzi. Non ho perso nemmeno uno. Beh,

>> va bene,

>> ci conto.

>> Sì.owow

>> [musica]

[musica]

>> Per cui qui si potrebbe tradurre così:

"Vieni presto, dolce notte, amica dalle

ciglia nere. Tu che proteggi l'amore,

chiudi le palpebre al giorno. A quelli

che si amano basta la loro bellezza a

far luce mentre si cercano. Per questo

si dice che l'amore è cieco.

Allora, leggendo questi versi si capisce

benissimo qual è la differenza tra il

romanticismo storico, quello proprio

dell'8,

e il romanticismo perenne, eterno, che è

un modo molto appassionato di enunciare

sentimenti e che è sempre esistito.

Insomma, Shakespeare è sì un poeta del

600, però è romantico, come se non più

di molti poeti dell'800.

>> Sicuramente è più romantico di Manzoni.

>> È vero. Che c'è di romantico Manzoni?

Invece Shakespeare dice che l'amore non

ha limite.

>> Oh, ma che ve devo di'? A me sto Willy

mi sta a fa impazzire,

>> lo vedi? Ah! Ah! E vi ricordo che chi

partecipa al laboratorio teatrale oggi

pomeriggio ha convocato.

>> Va bene. Grazie.

>> Va bene.

>> Ok.

>> Ciao a tutti ragazzi.

>> Buongiorno. Profo.

>> Ciao.

>> Com'è andata oggi?

>> Bene, molto bene. Abbiamo parlato di

romanticismo.

Peccato. Non ho fatto in tempo a dirgli

che gli uomini romantici non esistono

più. E glielo dico io.

>> Ah, buona idea. Tu sei la persona

migliore per parlare di certe cose.

Ciao.

>> Arrivederci.

>> Arrivederci.

>> Vabbè, romanticoni, romanticone,

preparatevi che oggi vi porto fuori.

Siete contenti? Dai, dai, dai, dai.

Va bene, ragazzi, eccoci arrivati. Vi

chiedo solo di pentare qualche minuto e

poi entriamo, ok?

>> E che cosa stiamo aspettando?

>> Una mia ex allieva che oggi verrà con

noi.

>> Ma è carino,

>> eh. Giudica tu, Alba.

Eccoci.

>> Ciao.

>> Vieni, vieni. Questa è la mia quinta.

Ciao.

>> Ciao.

>> Dai, presentatevi da soli.

>> Piacere Matteo.

>> Alba.

>> Piacere.

>> Piacere. Viola.

>> Ah, ciao. Anita, mi parla spesso di te.

Lavoro con lei in libreria. Sì,

>> andiamo.

>> Sì.

Oh, è vero.

>> Fa uno strano effetto stare qui.

>> Ti ricordi quando portai anche voi?

>> In realtà mi ricordo poco perché io e

Gabriele c'eravamo appartati,

>> eravamo lassù oltre giardino giapponese.

>> Non voglio indagare.

>> Prof, questo posto è fantastico. Ma

perché siamo venuti qua? Siamo venuti

[musica] qui, ragazzi, perché oggi

vorrei parlarvi di Maria Zambrano, che è

una filosofa spagnola del primi nel 900.

[musica]

Lei quando visse qui a Trastever, era

scappata del regime fascista di Franco,

veniva a passeggiare proprio qui

all'Orto Botanico e pensate le piante le

parlavano

in uno dei suoi libri scrive: "La

meraviglia

nasce dalla percezione del mondo come

miracolo e la meraviglia in tutto, in

una pianta, in un fiore, in un insetto,

no?

E penso che sia un ragionamento molto

molto affascinante,

>> anche un po' smielato, no?

>> Smielato,

>> sì.

>> Io capisco [musica] il concetto di

vivere la vita come un miracolo, è anche

affascinante, però trovosi sei anche un

po' retorico. Se queste piante potessero

parlare, credo direbbero anche che

soffrono.

>> Beh, io apprezzo moltissimo il tuo

pensiero rivolto alle piante, ma vorrei

andare avanti con il mio ragionamento,

soprattutto con quello della Zambrano.

La Zambrano dice: "Solo chi si

meraviglia

può trovare delle [musica] risposte". E

lei ci dice che dovremmo praticarla

quotidianamente, la scoperta della

meraviglia. Eh, ma non so se tutti siamo

in grado di farlo.

>> No, io no, di sicuro.

>> Ah, io nemmeno ci provo, ma più che

altro perché non so se proprio ho capito

>> come ci si può meravigliare del mondo.

>> Eh, come si può fare? Mi bosterebbe

prendere, non so, una una foglia e

meravigliarsi [musica] del fatto che una

cosa così piccola, apparentemente

semplice, abbia lo straordinario

[musica]

potere di trasformare l'aria che

respiriamo. Ma lei ci dice anche che

tutti noi possiamo rifugiarci [musica]

nell'ombra, nel buio, magari per

nascondere le nostre ferite. Ma poi

basta un colpo di vento per far tornare

la luce

e far tornare quella che è la [musica]

meraviglia.

per l'esistenza.

Ora vi porto a vedere le [musica]

secuoie che sono la meraviglia più

grossa di tutte. Venite.

>> Ok. Bello.

>> Non per la natura.

Sto scherzando una volta senza

È stata bella la tua lezione, [musica]

anche molto chiara.

Era per me, vero?

>> Beh, sì, [musica] se ti sei sentita

persa nel buio per un po', sì. Non so

quanto gli altri l'abbiano apprezzata,

ma

>> Ma sì, forse ci vuole un po' più di

esperienza, [musica] no, per capire come

orientarsi nel buio. Io mi c'ero persa.

Adesso non sto [musica] uscendo.

Ti ringrazio perché oggi è stata

veramente una giornata speciale.

Eh, era un po' che non stavo così bene.

>> Mi fa piacere per te.

Spero abbiate goduto della vostra

escursione, perché ora si torna alla

realtà. Sul banco trovate il testo da

tradurre, è di Seneca.

>> Cazzo, Seneca è un casino difficile,

vero? No, no, no, è facile, tranquillo.

La prima frase dice: "Non è felice chi

non pensa di esserlo."

>> Chi non pensa?

>> Signor balestra, ma cosa sta facendo?

>> No, niente. Sto cercando di capire la

prima frase.

>> La capirebbe meglio se parlasse a se

stesso e non al suo vicino. E lei vicino

si concentri invece di chiacchierare?

>> Sì, sì, io mi concentro, però avrei

anche un nome, un cognome, se [musica]

permette, non sono il vicino. Mi chiamo

Tommaso Valeri, altrimenti detto

[musica] Thomas. Altrimenti, dice

>> altrimenti sì,

>> uso corretto di un avverbio poco usato

in questa modalità. Questo segna un

punto a suo favore. Culo. Grazie.

Dov'era?

Mancano 5 minuti, state concentrati,

fate del vostro meglio che sarà comunque

sempre poco.

Lascia stare. Si,

>> è la traduzione delle ultime due frasi.

Prendi.

>> Ne mancano 10 di frasi a me, non tue.

>> Tutto ok? Ne mancano 10 frasi di

traduzione.

>> Voi tre laggiù finitela. Il silenzio è

d'oro, o per meglio dire silenzium

aureum est.

Ho chiesto a Thomas di venire a studiare

con me, ha detto che c'ho il doppio

turno. Mi spiace, però sono contenta di

averti tutto per me.

>> Io però sono preoccupato. Cioè, se se

lavora così tanto come fa a studiare?

>> Non sei solo preoccupato, tu sei cotto.

>> No.

>> Sì. No, anzi volo basso.

>> Non fai che pensare a lui.

>> Perché voglio aiutarlo.

>> Allora,

caso disperato, pronto ad essere aiutato

qui davanti a te.

>> Il caso disperato. Intanto, se non

sparisci di notte, mi fa un favore.

>> Ti sei spaventato

>> molto.

Che mangiamo?

>> Sushi.

>> M

>> ti prego.

>> Sushi.

>> No.

>> Sì,

>> dai. No,

>> dai, che palle.

Bene, colleghi, all'ordine del giorno

c'è il viaggio di istruzione. Dobbiamo

decidere oggi per organizzare bene

tutto.

>> Scusate, io sono d'accordo a prescindere

perché ritengo il viaggio di istruzione

veramente molto importante.

Certo.

>> Chi tra voi è disponibile ad

accompagnarli?

>> Io per me sono sempre disponibile, però

chiamiamo questi viaggi per quello che

sono delle gite e di svago. A loro

dell'istruzione. Non importa un fico

secco, loro vogliono la gita.

Beh, decidiamo dove. Io proporrei

Torino.

>> No, no, Venezia perché è un teatro a

cielo aperto, dai.

>> Ecco, ha detto la banalità dell'ora di

pranzo. Perché l'ho sposato.

>> No, più che altro Venezia penso

l'abbiamo già vista. Di solito si fa le

medie, no?

>> Eh, sì.

>> E se li portassimo a Montecassino?

>> Montecassino?

>> Scusa, Montecassino intendi l'abbazia

benedettina?

>> Esatto. Un'asi di pace da cui non

potrebbero fuggire. Eh, loro sono alla

vigilia di un ritto fatale. La maturità

e l'abbazia si antice. Lombardi, con

tutto rispetto, l'abbazia significa

niente wifi, niente discoteca la sera,

vuoi [musica] l'ammutinamento.

>> Sai che invece secondo me è una

bellissima idea.

>> Allora, forse non vi rendete con la sera

quelli scendono a valle, io non li vado

a riprendere. Io all'abbazia non ci

vado.

>> No, per favore, Dante,

>> la classe ha bisogno di te.

>> Sì. Allora, in quei posti la sera,

soprattutto al tramonto, ti vengono

pensieri strani, diviene proprio una

depressione forte. Eccolo qua. Questo è

il nostro professore di filosofia.

Signori, la scuola è morta e l'ha

seppellita lui oggi.

>> Dai, non va.

>> Avanti, votiamo. Chi è a favore?

>> Ma no, dai, vero? Ma ma perché?

>> Eh, chi vota per avere il [musica]

professor balestra tra gli

accompagnatori?

>> Ma perché devo essere?

>> No, io glielo risparmierei se non vuole.

>> Grazie.

>> Beh, comunque vince la maggioranza. Non

dite che non ve l'avevo detto poi, eh,

>> perdonatemi. Io proporrei anche il

professor Rocc, visto che, insomma, i

ragazzi lo adorano, per cui

>> ragazze

>> e beh, non so, lì la notte di sicuro c'è

un buio meraviglioso, potrei portare il

telescopio, non so. Sì, perché no.

>> Bell'idea, lodevole da parte sua,

professore. Bene. Chi vota per il

professor Rocci?

>> Dante.

>> Sì,

>> tu sei contrario? No, scusate, miero

distrato. No, no, sono sono a favore.

Del resto se lo adorano, lo adorano.

>> Eh, ottimo. Allora, hai deciso il

professor Balestra e il professor Rocci.

>> All Bazia.

>> All [musica] Bazia.

>> Ecco, fanno pure gli arrosticini lì a

Cassino,

>> eh?

>> Gli arrosticini. Buonissimo.

>> Buongiorno.

>> Buongone.

>> Ciao. Guarda, passavo di qua, volevo

vedere la tua libreria. È bellissima.

Complimenti.

>> Grazie. [risate]

>> Ah, stavi mangiando? Scusa, non volevo

sistemarti.

>> Eh, sì. È che col doppio lavoro non

riesco mai a trovare il tempo.

>> Eh no, dillo a me. Faccio fatica con uno

solo. No, no, non ho ancora pranzato,

infatti.

>> Tieni.

>> No, questo è il tuo pranzo.

>> Mangia di sto panino.

>> Va bene,

>> prendi lo sti bello. Tutti seduti.

>> Grazie. No, grazie.

>> Figurati.

Eh,

>> beh, vero proprio qui, eh.

>> Grazie.

A scuola tutto bene? Mh mh.

>> Sì, abbiamo approvato il viaggio

didattico.

>> Ah

>> mh

>> dove?

>> Abbazia di Montecassino.

>> Eh sì, un'idea di Lombardi. Ha pensato

che i ragazzi avessero bisogno di

avvicinarsi al concetto, sai, di

comunità, meditazione.

>> Ma Dante era d'accordo?

>> No, era contrario, però è stato messo a

minoranza. M

>> anche da te?

>> Soprattutto da me. Io sono un grande fan

delle abbazie. Ah,

ma scusa, la preside m

>> lo ha difeso?

>> No, per niente. Perché

>> avrebbe dovuto?

>> Boh, non lo so. Mi sembra che tra quei

due ci sia un discreto feeling.

>> No, sul serio? No, la Tresca.

>> Non lo so, guarda. Non lo so. Non lo

voglio neanche sapere. [musica] Per

carità,

>> è la cosa ti disturba.

>> No, ma figurati, perché no?

Oddio, forse un [musica] pochino. Mh. O

forse mi devo far ricoverare.

>> No, dai, [musica] non mi sembri ancora

da ricovero.

>> Eh, perché non mi conosci bene. Oh,

>> vabbè, adesso sono qua, vediamo venuto

così ci conosciamo meglio.

>> Tu cerchi i guai?

>> Mh.

>> Allora, mi piacciono problemi e sai,

provo ad analizzarli e cercare di

risolverli. è il metodo scientifico.

>> Mm

>> mh.

>> Quindi per te è tutta una questione

scientifica. Beh, eh se ci pensi in

fondo siamo fatti, no, di

atomi, particelle,

>> quanti elettroni. M

>> Questo è l'infinitamente piccolo.

>> Io invece amo molto anche spingermi

verso l'infinitamente grande, sai, lo

spazio, le galassie.

>> Ah, quindi forse tu sai che cosa c'è

oltre le stelle a questo punto?

>> Stelle.

Ah! M

>> E dopo?

>> Stelle.

>> Ah,

>> sì, ancora stelle, poi stelle, [musica]

poi stelle, stelle, stelle.

>> E se ci pensi non ti vengono un po' di

vertigini?

>> Sì, [musica] sempre. Però è quello il

bello, no? il senso rivertiggine.

Ah,

>> sei un romantico.

>> Un modo mio.

>> Uno scienziato romantico. [musica] Mh

>> mh.

Vuoi

>> un po' d'acqua?

Dado.

>> Mamma,

>> che fai? Stai scrutando il tuo universo

interiore?

>> Beh, sì, forse. Mh. E penso sarebbe un

esercizio utile a tutti. Eh sì, hai

ragione.

>> E cosa vedi dentro di te?

>> Eh,

dubbi.

>> Oggi facevo lezione su questa filosofa

spagnola Maria Zambrano. Mh

>> mh.

>> E il suo concetto di meraviglia. No. E

alla fine, pensandoci, sono arrivato

alla conclusione che sono proprio io da

un po' di tempo a non vedere più la

bellezza del mondo.

>> Ho capito.

Vado a prepararti il mio gatta [musica]

meraviglioso.

>> Grazie,

>> Greta.

>> Sì. Ti ho mandato 1le messaggi, ma

perché non mi rispondi?

>> Perché ero con Simone. Mamma, non hai

letti, stai tranquilla.

>> Ma come fai a dirmi di stare tranquilla

dopo quello che è successo?

>> Perché le tue preoccupazioni sono

inutili. Mi soffochi.

>> Inutili.

Io ti ricordo che l'altra notte ti ho

recuperato sull'argine di un canale.

>> E quindi?

>> E quindi?

>> Non mi volevo ammazzare. Mamma, sei

quello che pensi. Se mi fossi voluta

ammazzare l'avrei fatto e basta.

>> Ma come parli? Ma tu ti rendi conto di

quanto sono sono gravi le cose che dici?

Mi fai male con

>> Oh, eccola. Mi sembrava strano. Eccola.

Tu, tu, tu. Mamma, sempre tu quella che

sta male e che soffre. Sempre tu.

Sai che c'è, mamma? Mettitelo in testa.

Il mio problema sei proprio tu.

I risultati della versione sono

illuminanti, non sempre in senso

positivo. 5 e mezzo.

Luna 6,

Laura 7, ma da te lo sai mi aspetto

sempre un po' di più.

Matteo [musica]

5 che rispetto al tre dell'ultima

versione è già qualche cosa.

Zeno 7 men

viola 7 più o Simone 7 e tu da lì non ti

muovi né in su né in giù. Greta 8.

Brava.

E poi, oh, qui abbiamo il capolavoro

NC non classificato. [musica]

>> Cazzo,

>> prego, scusa.

>> No, niente, mi rammaricavo tra me e me.

>> Ah, ecco. Non ho mai visto tanti errori

blu. Io tu forse non lo sai, mi sono

battuto, per farti ammettere qui, eh, ma

il tuo latino è spaventoso. [musica]

>> Grazie. D'altra parte non tutti sono

adatti allo studio. Perché scomodare la

scuola quando si hanno di fronte

luminose carriere dove c'è bisogno di

braccia, cioè di lavori manuali?

>> Prof non lo prende in giro, però Thomas

sa benissimo cosa significa lavorare.

Semplicemente è mancato la scuola per un

po' di tempo. È arrugginito, migliorerà.

>> Ah, sì. E tu come lo sai? Lo sto

aiutando a studiare. Serve solo un po'

di tempo.

>> Eh, ma è proprio quello che manca, il

tempo. La maturità è a giugno, cara.

Tempus Fugit.

>> Scusi, professore, posso posso [musica]

andare in bagno, per favore?

>> Vai, vai. Certo.

>> Grazie.

Un poco da vedere.

>> Che pensi?

>> Come aiutare Thomas?

>> Che vuoi fare?

>> Vendo la Vespa.

>> La Vespa?

>> Davvero lo faresti? Non è che lo farei,

lo faccio.

>> Ciao Thomas.

>> Come va? Tutto bene?

>> Sì, sì.

Come mai non sei classe?

>> No, c'è lezione di fisica.

>> M

>> sono tutti incantati a sentire il tipo

che parla di stelle. A me me le stelle

m'appalano.

>> Beh, francamente non mi sembra un buon

motivo per non andare in classe.

>> Sì, sì, hai ragione, ma oggi sto un po'

girato.

>> Girato perché

>> ho preso non classificato in latino.

>> Ah,

>> no, non è per quello che il professor

Lombardi me l'ha fatto pesare davanti a

tutti umiliandomi. Posso dire quello che

penso di lui?

>> No, no.

Dura qui. Io forse ho sbagliato tornare

a Roma. Mi sento perso.

>> Che ragionamenti fai? Hai risolto un

sacco di problemi? Ti vuoi arrendere

adesso?

>> E ho capito, ma è tanto difficile. Mi

sono [musica] dimenticato tante cose.

Sono indietro su tutto praticamente.

>> Vabbè, provo a parlare con Lombardi e

cerco di convincerlo a parte fare

un'altra verifica. Va bene,

grazie.

>> Ok, abbiamo finito. Grazie a tutti. E

per chi volesse, stasera sarà possibile

osservare la cometa soprannominata

Devil.

>> Ma in che parte del cielo bisogna

cercare?

>> Dietro il piccolo carro. Solo che dalla

città sarà un po' più complicato.

Dovreste trovare un posto con meno

inquinamento luminoso.

>> Ok,

>> va bene. Dai, buona visione. Ciao.

Non torre vederla.

>> Ma se vuoi puoi venire da me a casa mia.

Lì non ci sono luci.

>> Posso?

>> Certo,

però come fai a venire fino da me?

>> Beh, prendo prendo un taxi.

>> Taxi? Eh sì, esistono i taxi.

Dante, scusa, mi stavi facendo fare

tanto.

>> Sì, ma io ti sto parlando di Thomas dopo

tutto quello che hai fatto per lui, che

fa gli ammolli o non classificato.

>> Guarda, il suo compito era al di sotto

del grado zero.

>> Sì, ma noi dobbiamo cercare di aiutarlo

in un momento difficile. No,

>> ma è la severità ciò che aiuta davvero i

ragazzi. Ascolta, dagli, dagli dagli

un'altra possibilità, eh. fai finta che

quella verifica non esista e gli fai

fare un un'interrogazione orale su un

tema a caso, che ne so, i verbi. Eh,

così gli diamo la possibilità di

ripartire, che dici?

>> Sì, va bene, va bene, però adesso io me

ne dovrei andare. E ti spiace non

trattarmi come un sequestrato? Sì,

scusa. Oh,

>> cioè, grazie, eh. Grazie. Buona serata.

Ciao.

>> Ehi, sono usciti tutti. Tu non vai via?

>> Sì, adesso vado.

>> Ho saputo che hai fatto lezione su Maria

Zambrano. Meno male che c'è ancora

qualcuno che si ricorda che sono

esistite anche filosofe donne. Hai

parlato della meraviglia?

Sì, non so se ragazze hanno capito,

insomma, ho cercato oltre a tutto quello

che vedono ogni giorno, di fargli vedere

lo straordinario,

ma non so se ci sono riuscito.

>> Beh, sarebbe bello riuscire a vederlo,

ma come si fa?

Dovresti spiegarlo anche a me

>> quando vuoi.

Thomas, ciao

>> professore. Buonasera.

>> Come va?

>> Tutto bene. È un po' prestino per

mangiare per

>> No, no, ma non sono venuto per mangiare.

Ti volevo dire che ho convinto Lobbardi

a darti un'altra possibilità.

>> Cioè,

>> ma niente, una piccola interrogazione.

Ti chiede i verbi e due righe di

traduzione.

>> Ma io profill latino, non

>> Tu non puoi perdere questa occasione,

devi rimediare al non classificato, lo

capisci questo? No, dai, dai, metticela

tutta. Ce la fai, ce la fai, ce la fai.

Ча.

Ecco, sempre nei momenti. Eh

eh eh.

Ciao Manuel, dove sei?

>> Sono in India a Mumbai. Senta, ho

cercato Simone, però non l'ho trovato,

quindi glielo dico a lei.

>> Ok.

>> Il mio viaggio da fancazzista il già il

termine. Sente come so poetico.

>> Sì, molto poetico.

>> Mio padre è stato costretto da mia madre

ad ospitarmi a Tokyo perché gli ho

promesso che non perdo l'anno, quindi

cercavo Simone perché mi deve invi tutti

gli appunti ai libri, così mi rimetto in

paro con lo studio.

>> Ah, quindi ti sei messo sotto a

studiare. Bravo, bravo. [musica] Però

che fai lì a Mumbai, a Tokyo, torna qui,

prendi in aereo e torni. No,

>> ma per carità, prof, guardi che

all'estero si imparano un sacco di cose,

eh.

>> Ad esempio, [musica]

>> eh, ad esempio, ho capito che gli

indiani, anche se fanno no, con la

testa, dicono sì.

>> Ecco, torna. Ciao.

>> Comunque sei fortunata ad avere tutti i

giorni questa meraviglia.

>> Beh, sì, effettivamente.

>> Chissà cosa direbbe il prof di fisica.

>> Non saprei.

>> Sicuramente qualcosa di notevole.

Devo confessarti una cosa.

Mi sono presa un po' una cotta per lui.

>> Perché fa delle belle lezioni?

>> Perché è stupendo, perché ha un animo

gentile. [musica] Cioè, se tutte le

persone fossero come lui, il mondo

sarebbe un posto migliore.

>> Però anch'io è un animo gentile.

>> Infatti anche tu rende il mondo un posto

migliore.

>> Però di me non ti sei preso una cotta.

Magari in un'altra vita, non lo so.

Pensi che [musica] sono pazza ad essermi

presa una cotta per un professore?

>> Sì, decisamente.

>> Capito?

>> Lo sai che sei proprio bravo a cucinare?

>> Grazie.

>> Ma lo dici che costatolo stupito? Come

se No, non ti fida di me? Eh

>> no, non mi divi credito.

>> No, assolutamente no.

>> E facevi bene. No, ero veramente un

disastro una volta, poi sai, invecchi

invecchi sono diventato un po' orso,

quindi stavo spesso a casa e cucinavo.

Per me, mi piace mangiar bene. Ho dovuto

imparare.

>> Invecchio, invecchio, invecchio,

invecchio.

>> Faccio il risvolto all'orlo dei calzoni.

Chi è che lo diceva?

>> È Thomas Elliot.

>> Elliot.

>> Sono i primi versi che si studiano ad

anglistica.

>> Ris memoria. No, forse qualcosa me lo

ricordo, ma boh.

>> Dai, sentiamo.

>> No, [risate] dai,

>> dai.

Ehm,

>> I grow old. I grow old.

I the bottom of my trous.

Eh,

ok. Si, si è liberato il cielo. Pensavo

non succedesse, ma volevo mostrarti una

cosa. Vieni.

Allora, vedi quel diamantino con la scia

lì?

>> Quella stella?

>> Eh, sì, in realtà è una cometa,

>> davvero.

>> Sì. E E noi possiamo vederla perché sta

passando molto vicino alla Terra.

>> Ah,

>> e questo succede una volta, ogni 71

anni.

Bello

che occasione,

>> eh. Era vento.

me

[musica] you to push me heart is you

[musica] see the

I'm bleed

I'm bleeding

you to push me down

on the you want me to believe

that I'm

I'm

Caro professore, [musica]

le scrivo da questo sperduto paese di

montagna dove ogni inverno i miei

genitori mi costringono a passare le

feste. Una ricorrenza che mi intristisce

ogni anno di più. Questo è l'ultimo anno

del liceo, l'ultimo che lei, Alba, Leone

e [musica] io passeremo assieme. Dopo

chissà cosa accadrà.

Che cosa strana la gioventù che se ne va

inesorabile anche quando vorremmo

fermarla. Cosa dice a questo proposito

la sua filosofia?

Uh!

[musica]

Beautiful.

[musica]

>> Ciao Anita.

Ciao.

Sei ancora sveglia?

>> Mh, non ho sonno.

>> Ah,

>> ho passato una bella serata oggi.

>> Allora, è proprio carino questo tuo

amico.

>> È carino. È carino. È un po' imbranato,

eh, però è carino.

>> Te invece che hai fatto?

>> Eh, io sono stata al cinema con una mia

amica.

>> Che vi siete viste?

No, abbiamo fatto tardi alla fine e

siamo andati a cena. E

>> Ah,

>> faccio una tisana, la vuoi?

>> Sì, grazie.

Thomas,

ho una cosa per te. Per me m

>> è un regalo.

>> Ma che sono sti soldi, Simo?

>> Ho venduto la Vespa. Così la smetti di

ammazzarti i doppi turni in pizzeria.

>> Perché hai fatto sta cosa?

>> Perché ti servono.

>> Mi servono i tuoi soldi. Che cazzo fai?

Le lemosina al tuo amico poveraccio.

>> No, è che che mi dispiace. So che è

difficile lavorare, studiare, quindi ho

pensato di

>> Sì, ma hai pensato male. Io non c'ho

bisogno della tua pietà, me la cavo da

solo. Tieni.

>> Guarda veramente che mi dispiace. Mi

dispiace vederti tutte le mattine che ti

addormenti sul banco, quindi ho pensato

di di aiutarti.

>> Sì, ma così è come se tu mi stessi

dicendo che da solo non ce la posso

fare. Ci arrivi?

>> Guarda che non lo faccio per pietà, lo

faccio perché mi dispiace.

>> Basta, Simo, prenditi sti soldi. Vatti a

ricomprare la vespa.

Complimenti,

ti sei sistemato bene qui.

>> Che cosa volete? [risate]

>> Ehi, che modo è di parlarci? Ti sei

dimenticata che abbiamo un debito? No,

non mi sono dimenticata, però ho ripreso

a lavorare, quindi appena posso vero

tutto.

>> E dove sei stata tutto questo tempo?

>> In comunità, lo sapete?

>> Ti ha fatto bene la comunità?

>> Sì, sono pulita. Nel pulirti c'è voluto

tutto questo tempo. Quasi un anno che ci

devi dare i soldi. Eh,

>> sentite, io adesso non ce li ho, però

adesso appena

appena posso vi rido do tutto.

>> Possiamo aspettare intanto, però

prendila.

>> Non la voglio. Non voglio niente.

>> E non ti preoccupare, la mettiamo in

conto.

>> Vi prego, andatevene via. Pensavamo solo

di essere d'aiuto tutto qui e comunque

lo decidiamo noi quando andarei via.

[risate]

Valeri, vieni alla cattedra.

Thomas, vieni alla cattedra.

Allora, non mi ringrazi? Ti sto dando

un'occasione. Vieni.

>> No, no, non vengo.

>> Come non vieni?

>> E perché?

>> Perché

perché io non ho bisogno dell'aiuto di

nessuno, né tantomeno del suo. Grazie.

>> Guarda che venire incontro ai problemi

degli studenti fa parte del nostro

compito di insegnanti.

>> Sì, sì, ho capito, però non mi

interessa. Recupererò a tempo debito,

davvero. Non mi importa. M. Francamente

non ti capisco.

>> Beh, la cosa non mi sorprende. Lei è un

vecchio. I vecchi certe cose non le

capiscono, quantomeno non ci arrivano.

Che faccio? Gli [musica] devo spiegare

io.

>> Eh, ma ti rendi conto che stai usando la

parola vecchio come un insulto?

>> Sì, sì, mi rendo conto. Vuol dire che la

voglio insultare. No, lei non sa niente

della mia vita, però parla di me come se

fossi uno stupido. Mentre consegnava le

verifiche ieri ha cercato di farmi

sentire una merda e io non sono una

merda se lo ficchi in testa. Ehi, ehi,

ehi, ehi, modera il linguaggio. Io non

tollero questi termini a scuola. È

chiaro?

>> Che cazzo me ne frega a me di quello che

lei tollera o non tollera.

[musica]

Tutto rincoglionito

>> Thomas, che succede? Dove vai? Pasti io

qua dentro non ce la faccio più,

veramente. Sono sono pieno di tutta sta

situazione del professor Lombardi, di

lei, di Simone, di tutti addosso.

>> Vabbè, però scusami, parliamone,

torniamo in classe e ne parliamo anche

con Lombardia.

>> Di cosa dobbiamo parlare?

>> Parliamone. Queste cose si risolvono

parlando sempre.

Dai,

ti fidi di me? Su,

mettiti qui.

>> Non Marti, che è successo? L'alunno

Valeri Tommaso, detto Thomas, mi ha

fatto notare che io sono vecchio, come

se io non lo sapessi con pena già da

solo. E poi questo ancora non mi era mai

capitato. Ha usato il termine vecchio

come persona inutile, scarto, materiale

di risulta. Eh, forse ha ragione, forse

io sono troppo vecchio per loro e forse

è vero che io [musica]

non li capisco più perché sono troppo

lontani da me.

>> Noni, tu [musica] non sei vecchio,

non sei affatto vecchio.

Ragazzio,

Lombardi è dedicato la sua vita

all'insegnamento,

ha visto passare davanti a sé [musica]

intere generazioni di alunni e l'ha

fatto sempre con grandissimo impegno.

Quando si è giovani, come siete voi

adesso, il tempo sembra non passare mai,

no? Ci si sente immortali, ma questa è

una condizione che non dura per sempre,

non si resta ragazzi per sempre.

A un certo punto ci si rende conto che

gli anni sono passati.

E vi assicuro che non è una bella

sorpresa.

La Zambrano diceva che gli adulti, che

voi chiamate vecchi, desiderano

metaforicamente essere mangiati per

diventare [musica] nutrimento della

gioventù.

Ma metaforicamente

a nessuno è consentito insultarli,

infagare la loro storia

e vi assicuro che Lombardia ha una

storia davanti alla quale tutti quanti

dovreste inginocchiarvi.

>> Thomas, tu l'hai capita questa cosa?

>> Sì, sì.

>> Mi vuoi dire qualcosa al professore?

che mi dispiace, non io non le penso

davvero le cose che ho detto, che sono

in un periodo un po' tirato per il

lavoro e

quando mi parte poi sbrocco, mi dispiace

veramente.

>> Io non so se la Trecania abbia già

accettato questo verbo

sbroccare.

>> L'ha accettato. E allora io intanto

accetto le tue scuse, eh,

e chiudiamola qui.

È tornobusso.

Grazie.

Grazie.

Buona lezione.

Dai, forza. Solo tre.

>> Oh, me porti sti tre piatti a sette, per

favore?

>> Dai, stai attento. Piano, piano. Oh, ma

che fai? Ma non si manco capace a

portare due piatti. Scusami,

>> ma scusa un cazzo. Sei un incapace sei?

>> Oh, ti ho chiesto scusa, però devi sta

tranquillo.

>> Io ti' ho detto che sei un [ __ ]

capito? Oh,

>> ma che cazzo fai? Che cazzo sei?

>> Oh, ma che me metti le mani addosso a

me? Tu con me devi sta zitto. Zitto.

[musica]

>> Ma che cazzo hai fatto?

>> Oh, voglio essere pagato. Hai capito che

mi devi dare i miei soldi?

>> [musica]

[musica]

>> Immaginate un gatto in una scatola con

dentro della sostanza radioattiva.

Allora, il gatto è vivo o morto? Non lo

sappiamo, cioè può essere vivo al 50% o

morto al 50% e non lo sapremo finché non

apriremo quella scatola. E quindi per

noi, allo stato attuale della nostra

conoscenza, il gatto è sia vivo che

morto.

>> Eh, ma non è possib, cioè, non è

possibile.

>> Eh, ma appunto è una contraddizione. Non

può essere vivo e morto allo stesso

tempo.

>> Non lo è per la fisica quantistica

secondo la quale, finché tu non osservi

direttamente un fenomeno, tutte le

possibilità coesistono e soltanto nel

momento in cui apriamo la scatola, la

realtà collassa e ci mostra

effettivamente se il gatto era vivo o

era morto. E questo è il paradosso di

Schringer. Beh, pazzesco.

>> Sì, un po' come nella vita, no? Non

sappiamo mai quello che potrebbe

accadere finché non accade davvero.

>> E la realtà che non si definisce finché

non ci immergiamo in essa, no? Però

questo è un discorso [musica] un po' più

filosofico, mi sa. Prof che fa?

Conferma?

Prego.

>> No, dico conferma quello che dice

professore.

>> Ah, no, scusa, non stavo seguendo perché

ho digitato per avere i tarol luce,

invece mi ha dato il cornetto. Successo.

>> Professore, ma lei lo sa che rende la la

fisica una materia quasi non so,

non so romantica.

>> Grazie. Ma non credo di essere io. Credo

che sia proprio la materia. Cioè è

romantica se ci pensi, perché ti

costringe a immaginare, a spingerti

oltre la conoscenza umana. Ma è proprio

romantica, no?

>> Basta non finire in una scatola in

compagnia di una sostanza radioattiva.

>> Ottimo suggerimento.

>> Io vado con lezione.

>> Ci vediamo dopo.

>> Anch'io vado. Eh, devo andare in quarta

et adesso. Ciao. Ciao.

>> Arrivederci.

Che c'è?

>> Che c'è? Niente,

no? che oggi è uno sguardo un po'

diverso. Non so, sarà

la fisica quantistica?

>> Forse.

>> Chi può dirlo?

>> Secondo te, perché noi non ci vediamo

più?

>> Perché non siamo più una coppia, Dante?

Siamo amici, no?

>> Sì, ma gli amici si chiamano, no? Si

vedono, si sentono, no?

>> Che cosa vuoi sapere?

>> Niente, verà tanto per dire.

>> Non è tanto per dire. Se vuoi sapere

qualcosa chiedila.

>> Io non voglio sapere niente. Non ti

voglio chiedere niente. Era, sai il

discorso in generale? Sei [musica] in

generale. Mh.

>> Ah, no. E invece una cosa io voglio

chiedertela. Alba.

>> Eh.

>> E non si fa vedere da ieri.

>> Dai, provo a chiamarla io

>> che poi non so dove abita.

>> Un attimo. Mi fai? Capito? Eh, ho

capito. Ho detto niente. Ho detto

>> il cliente da lei chiamato.

>> No, in effetti è staccato.

>> Allora, mi dai l'indirizzo, per favore?

Così magari a pranzo prendo la bici e

vado. Chissà, magari non sta bene.

>> No, lascia stare. Vive in un posto

lontano da tutto.

Dai, ci faccio un salto io dopo scuola.

Ok,

>> dai. Vabbè, grazie. Ciao, vado.

Alba.

>> [musica]

[musica]

>> Alba,

Alba! [musica]

Ehi,

>> ma che t' hanno fatto? Che è successo?

Sempre a me

lo schifo. Sempre a me.

>> Vieni, ti porto in ospedale.

>> No, non voglio [risate] andare in

ospedale.

>> Va bene, allora no. Allora no. Ehi,

>> è tutta colpa mia.

>> Ma di cosa?

>> Tutta colpa mia,

>> Gabriele,

>> non pensare a Gabriele. Adesso dimmi chi

è stato a farti questo. Chi è stato?

>> Sono venuti quelli che vogliono i soldi.

>> Quali soldi? Gli devo dare dei soldi,

però non ce li ho.

>> Ma sono degli spacciatori?

>> Sì, ma

è un debito vecchio, di un anno fa.

>> Vieni con me, vieni con me.

>> Non voglio andare in ospedale.

>> Non ti porto in ospedale, ti porto in un

posto sicuro. Ti fidi di me? Eh,

fidati di me.

Dai, dai,

adesso torniamo belle come prima, eh?

Anzi, più di prima. Mh.

Allora,

ecco, fatto fatto.

Grazie, grazie davvero.

Non dirlo neanche.

>> Come sta?

>> Benino.

Reagisce.

>> Tu per caso gli eri detto dell'ospedale?

>> Sì, gliel'ho detto non ci vuole andare.

No, c'ha paura di quelli che

l'hannomenata. M'ha detto che erano in

due.

>> Tu sei sicura che non è un problema per

te tenerla qualche giorno qui?

>> Ma certo, ma stai scherzando? No,

>> sta qui, sta qui. Qui è il sicuro e

soprattutto non sta da sola.

>> Che è la cosa più importante. Adesso

>> dovevi vederla. Piangeva, piangeva, non

faceva che ringraziarmi.

Sti schifosi maledetti, guarda.

Ma perché non mi hai detto che Alba

viveva così? Che gli è successo a sta

ragazza in passato?

te lo racconterò.

Grazie.

Non mi ringraziare

porello.

È solo una follia, [musica]

un salto nel vento,

un battito perfetto

che dura un momento.

[musica]

Wow! Wowow! Oh. [musica]

[musica]

>> [musica]

[musica]

[musica]

[musica]

[musica]

[musica]

[musica]

[musica]

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