All language subtitles for Professore.S03E04.Gli_errori.it

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Original subtitles

[musica]

Il passato [musica] non dimentica,

il futuro fa ginnastica,

si prepara

davvero, [musica] ma io non posso fare

favoritismi. Cioè, l'anno è già

iniziato, le quinte sono complete e

Tommaso Valeri non ha neanche la

residenza a Roma. La residenza non ce

l'ha da nessuna parte, stava in

Svizzera.

>> Certo. E io lo capisco e però ci sono,

sai, delle procedure e vanno rispettate.

>> Sì, io capisco le procedure, ma noi qui

stiamo parlando di un ragazzo che ha

avuto degli anni difficili. [musica]

>> Sì, sì. No, è vero. Insomma, anche

troppo direi.

>> Ah, quindi adesso il problema sono gli

ultimi anni difficili.

>> No, no, no, non è questo il problema, ma

di sicuro anche questo va tenuto in

considerazione. Senti, allora io la sua

[musica] domanda l'avevo vista e mi sono

anche informata. Questo ragazzo durante

il suo ultimo anno in Svizzera è stato

protagonista di una rissa con altri

compagni. l'hanno espulso da scuola, poi

ha recuperato terzo e quarto anno da

privatista, eccetera, però insomma ecco

un personaggio

>> e questo è un merito, cioè lui avrà

perso la testa per qualche motivo, ma

poi l'avrà anche recuperata, senò non

l'avrebbero promosso. No,

>> tante, ma tu lo sai meglio di me. L'anno

della maturità è importante, è proprio

un passaggio delicato per i ragazzi e a

volte basta un elemento difficile per

rallentare ogni cosa.

>> Sì, ma questo elemento difficile ha

avuto dei problemi, ma ora sta cercando

di recuperare, sta [musica] a noi scuola

a cercare di dargli un'altra occasione,

no?

Che c'è? Perché ridi? [musica] Cosa?

>> No, no, no, è che ne ho visti tanti come

te, insomma, questi professori così che

pensano di avere la bacchetta magica,

[musica] entrare nella vita degli

studenti e salvarli. È bello e però poi

purtroppo non accade.

>> M Ma se tu pensi questo anche di me, no,

perché mi hai [musica] parlato di tua

figlia, di Greta? Non era un modo di

chiedermi di darle una mano, di starle

vicino? No,

>> no,

>> no,

>> no, no. Ma che c'entra? Ma che che dici?

Io questo che ah l'ho fatto perché mi

sembrava corretto.

>> Quella te l'ha regalata lei?

>> Sì, sì, quando era [musica] piccola e

aveva appena imparato a scrivere.

E comunque tornando a noi, ecco, io per

questo ragazzo non posso fare niente, mi

spiace.

>> No, non è che non puoi, non puoi.

>> Dante, questa è una cattiveria che io

non accetto.

>> È la verità, [musica]

>> preside.

Prodig bir of love to

love

enemy. Allora io vorrei che voi per la

prossima volta vi uniste in coppia e

analizzaste questo brano di Romeo e

Giulietta nella metrica, nella nello

stile. Va bene,

>> va bene,

>> va bene.

>> Noi tre lo facciamo insieme,

>> no?

>> Sì,

>> perché no?

Cioè, dico, la prof ha detto di farla

coppia.

>> Ciao ragazzi.

>> Buongiorno.

>> Buongiorno.

>> Buongiorno. Buongiorno.

>> Ciao.

>> Eh, era inevitabile che mia madre

coinvolgesse anche te.

>> Sì, non potevo dirle di no.

>> Senti, [musica] forse già lo sai, ma

Alba è venuta a lavorare in libreria e

va bene, è brava, però ha una strana

tristezza negli occhi quella ragazza,

>> eh? Non ha avuto una vita facile.

Vabbè, io devo cominciare qua.

>> Sì.

>> Ciao.

>> Ciao.

>> Oh, Dante, Dante, why are you Dante?

>> Sì, sì, sì. Non ti sedere, rimani in

piedi. Visto che hai Matteo, caro

Matteo, voglia di fare lo spiritoso,

vieni qua, vieni, vieni.

>> Ma che già mi interva così?

>> No, no, no, ti uso come capia. Ecco,

denudati, spogliati, nudo. Scherzo,

scherzo. Vieni qua, vieni, vieni qua.

Qualcuno mi presta un Ecco, mi presti

quella sciarpetta lì.

>> Grazie. Allora, tu stai fermo, non ti

succede nulla di pericoloso. Allora,

[musica]

>> eccolo qua. Perfetto,

perfetto. Vieni qui con me.

Ecco fatto.

Ora ti chiedo di tornare al tuo banco.

>> No, vabbè, prof, non ce la farà mai,

dai.

>> No, no, no, secondo me ce la fa

sbagliando piano piano, ma ce la fa.

Errore dopo errore si avvicina al suo

obiettivo. Vedete? Tocca uno di voi,

capisce che non è il suo banco, no? E

riprova e si avvicina al suo obiettivo.

Secondo

Carl Popper.

>> Oh!

Oh!

Secondo

Carl Popper,

vissuto il secolo scorso, uno dei

massimi rappresentanti della filosofia

della scienza, l'errore, la via maestra

che ci conduce alla verità, perché senza

l'errore non riusciremmo ad avvicinarci

alla conoscenza. No,

>> non mi sembra una grande idea, se posso

permettermi.

>> Ah, guarda, tu qui dentro, come del

resto tutti, puoi dire e fare quello che

ti pare.

>> Praticamente ha copiato il detto che

dice sbagliando si impara.

>> Ah, non è da escludere. Guarda che

spesso i filosofi hanno attinto dalla

vita reale, ma è da poco per in poi che

sappiamo che se ci fermassimo

all'errore, se non ci venisse data una

seconda occasione, il mondo si

fermerebbe.

>> Magari non ce la meritiamo una seconda

occasione.

>> Tutti ce la meritiamo.

Tutti.

>> Ce l'ho fatta.

[applauso]

Bravo, bravo. Mosca oggi, domani

schiaffo del soldato. Contento? Bene.

>> Beh, non se ne parla, ne va della mia

serietà, della mia deontologia

professionale e poi non saprei neanche a

chi rivolgermi.

>> Ma come, scusami, un'istituzione come

te, uno dei pilastri della scuola

pubblica, è possibile che non conosca

nessuno al Ministero? Sì, certo che

conosco qualcuno

>> e ti terranno in palmo di mano,

immagino.

>> Beh, chi mi conosce mi stima, anche

perché io avrò pure i miei difetti, però

insomma.

>> E a me lo dici. Allora, tu lo sai, io

con te polemizzo, ma la stima quella non

è mai stata in discussione.

>> Sì, sì, va bene. Tu mi stimi e io ne

sono contento, però io non vedo perché

dovrei brigare alle spalle della preside

per aiutare un adolescence sceleratus.

>> Perché mi vuoi bene? Perché hai un cuore

d'oro?

>> No, un cuore d'oro? No, questo proprio

non te lo permetto. Un cuore d'oro. Io

ho terrorizzato intere generazioni di

studenti e me ne vto perché ne ho fatto

degli adulti.

>> Lo prendo come un sì.

Grazie,

grazie davvero.

Vieni, vieni.

>> Eh, no, non stavo. Senti, come hai fatto

a cominciare bar? L'ego, il tallone

d'achille di tutti gli esseri umani.

Speriamo che funzioni.

>> Speriamo. Senti, grazie per quello che

stai facendo. Una seconda occasione non

si nega nessuno. No,

>> già. M

>> ce la fa Lombardi, secondo te?

>> Ah, questo non lo so.

>> Ciao. Ciao.

[musica]

>> Ciao

>> Dante. Ciao.

>> Come stai? Come va qui? Eh, faccio

ancora un po' di confusione, però Anita

è molto paziente.

>> Buongiorno.

>> Buongiorno, prof.

>> Ma io anche qua vi devo vedere. Che

fate? Mi pedinate?

>> Eh, prof, stiamo cercando i libri per la

tesina. Eh,

>> hai capito, professor? Mancano tipo 1000

mesi alla maturità e lei già sta a

pensare la tesina.

>> Eh, sì, perché se faccio come te,

figurati. Facciamo un giro. Pr, vieni.

>> Ciao. Eh, l'ansia da maturità colpisce

tutti, tranne Matteo che sostiene che

voler prendere il diploma esclusivamente

per entrare al centro sperimentale di

cinematografia. vuole fare l'attore.

Guarda quanti sono. Oh, questo

>> è bello vederli che parlano della

maturità,

>> di quello che faranno dopo.

Una vita fo come loro.

>> Ma non è che sei ancora in tempo,

[musica] eh? Potresti riprovarci.

>> Riprovare cosa?

>> A prendere la maturità.

>> La maturità?

>> E perché no?

>> Quello è un treno che è passato, l'ha

perso [musica] e forse è giusto così.

Buongiorno.

>> Buongiorno. Sono venuto a ritirare un

>> Non vai a casa oggi?

>> Sì, sì, ci vado. Però avevo un

appuntamento, ma mi sa che ho capito

male io.

>> Thomas.

>> Sì.

Senti, a proposito,

ci sono un po' di problemi con

l'iscrizione,

>> quindi stavo pensando che magari tu

potresti parlare con tua madre.

>> Con mia madre?

>> Sì. Magari ci fai una chiacchiera, provi

a convincerla.

>> Io con mia madre meno ci parlo, meglio.

Eh,

>> lo so, però è importante. Per favore.

>> Ok,

>> veramente

>> sì, ma non ti illudere, mia madre non mi

ascolta mai.

>> Beh, però ci provi, vero?

>> Sì,

>> grazie, grazie.

>> Oh, ecco cercato di là. Ho trovato

lavoro. Ah, pizzeria paga. È decente. Il

titolare è un po' una bestia, però mi ha

dato pure il contatto di una stanza alla

Garbatella. Anzi, se dopo vi voglio mi

accompagni, vado a firmare.

>> Sì. Hai detto in una pizzeria?

>> Sì.

>> E come fai con la scuola se se ti

prendono?

>> Beh, sì, il lavoro è di sera, quindi ce

la faccio.

>> Ciao.

>> Ciao.

>> Scusate, non vi ho presentati. Greta,

lui è Thomas. Thomas Greta.

Morde,

>> solo quelle che mi stanno sulle palle,

>> eh. Quindi il 99% della popolazione

mondiale.

>> Bene. Vabbè, senti, mi dai uno strappo a

fermare sto contratto? Sì, certo.

>> Grazie.

>> Se volete, domani c'è il film coreano

che ha vinto il Leone d'oro a Venezia

che è uscito al cinema.

>> Guarda, io i film coreani proprio non

non li sopporto davvero.

>> Sarà che non li capisci.

>> No, non li capisco. Infatti non c'è tipo

una roba un po' meno intellettuale, che

ne so, un cin panettone, un porno chic.

Io li adoro i porno chic, guarda.

>> Vabbè, non ci fare caso. Lo fa apposta

che è un provocatore,

>> eh. Dove? Comunque

>> all'Aster [musica] alle 17 in lingua

originale, ma con i sottotitoli.

>> Ah, che culo! Hai sentito coi

sottotitoli? Eh,

>> certo.

>> Va bene, ci domani. Ciao.

>> Senti, quindi ti sei messa in testa di

diventare la prima astronauta donna in

sedia rotelle?

Detta così è politicamente scorretto. Tu

sei scemo.

>> Guarda che c'abbiamo parecchi geni in

comune, eh, quindi dat regolata.

>> Piantala.

Ma come stai? Cioè, dove sei? Più che

altro?

>> Non lo so, sto in un posto che solo a

pronunciare il nome ti sentorceglia la

lingua. Ma d'altronde che ti aspetti da

un popolo che per dire fare sesso dice

Glessker.

>> E tu come lo sai?

>> Perché comunque sono le basi un po' di

di lingua imparata? No,

>> dai, fai il serio. Come stai?

Non lo so, sono un po' così, viola,

>> cioè

>> sto aspettando che mi passa la botta

penno, tutto qua. Mo basta parlare di

me.

>> Come ti è venuta sta folgorazione per le

stelle? Tutto un tratto?

>> No, è No, è il nuovo prof di fisica. È

un po' folgorato.

>> Ah, ho capito qual è carino. Sì, sì, è

carino. È carino.

>> Vabbè, ho capito. Ti sei innamorata del

professore, dai.

>> No, no, sei proprio fuori strada. No,

comunque siamo preoccupati per te. Lo

sai che se non torni in tempo e fai

troppe assenze [musica] perdi l'anno, lo

sai?

>> Non ho capito l'ultima frase. Ripeti un

po' che forse ho perso il segnale.

>> Ho detto che perdi l'anno, che vuoi

stare al liceo a vita? Non,

un attimo.

>> Dai, fai il serio. Veramente Anita è

preoccupata, [musica]

ha scritto al nostro padre per farti

tagliare i fondi. Niente,

>> Manuel. Avanti.

Messo.

>> Vieni, vieni.

>> Sì,

>> prego.

>> Eccoli qua.

È successo qualcosa?

>> Non lo so, dimmelo tu.

Non so.

>> Mi è arrivata una mail dal ministero

>> e volevano sapere della domanda di

iscrizione di Thomas Valeri.

Io al Ministero non conosco nessuno.

>> Dante, ci sono dei ruoli, delle regole

che vanno rispettate e se per caso pensi

che quello che è successo tra di noi ti

autorizzi a fare come ti pare, ti sbagli

di grosso.

>> No, ma guarda che io questo non lo penso

affatto e mi stupisce che lo pensi tu.

Allora, io ai miei studenti dico sempre

che se una regola è sbagliata si può

anche infrangere. Anzi, secondo me si

deve infrangere.

>> Eh, quindi tu hai pensato bene di

infrangerla? Ma bravo,

>> hai finito? Grazie,

>> Dante.

>> Sì,

>> non t' azzardare mai più a scavalcarmi.

Mi sono spiegata? Mai più. Non posso

licenziarti, ma posso renderti la vita

molto complicata. A partire da tutte le

libertà che ti prendi, [musica] il

programma che non fai, le continue

passeggiate così fuori dall'istituto.

>> Ma veramente le metti su questo piano?

Sì, su questo piano. Non costringermi a

farlo.

Puoi andare. Ah, cazzo,

no,

>> ti do ti do una volta.

>> Lascia stare, lascia, lascia. Faccio da

sola. Faccio da sola.

[musica]

Buongiorno.

>> Ciao. Buongiorno.

>> Ciao. Ciao. Buongiorno.

>> Ah,

viola m'ha detto della sua idea di

iscriversi ad astronomia l'anno

prossimo.

>> Sì, sì, sì, sì. L'ha detto anche a me.

Ho provato a farla desistere e niente.

No, è tenace quella ragazza. [risate]

No, lo dico perché il percorso è

parecchio duro, eh. Io l'ho avvertita,

però lei secondo me può farcela. Era

contentissima

>> nonostante tutto,

no? Il padre lontano, il fratello

cretino, che poi sarebbe

disgraziatamente mio figlio, quello se

ne va, scompare senza dire niente.

>> Eh, mi spiace non averlo conosciuto

meglio, sembra simpatico. Mh. Che dici?

[musica] Come sta?

>> E come sta? Bene.

>> Ah, ma lui sta sempre bene, casca sempre

in piedi quello. Siamo noi poveri

mortali a subirne le conseguenze.

>> Vabbè, sei amato, n qualcuno avrà preso.

>> Ti posso dire una cosa?

>> Certo.

>> Sai che Alba ha fatto il colloquio da

me?

>> Sì, me l'ha detto.

>> Ecco, è andato molto bene, infatti l'ho

presa a lavorare.

>> Ah, che bello, che bella notizia. Sono

felice.

>> Anch'io sono felice.

È che non lo sembra lei.

>> Mh.

>> C'è sempre questo velo di malinconia

davanti. E non

>> sai, Alba è sempre stata una persona con

molte fragilità,

ma soprattutto non ha avuto una vita

facile.

>> Mh.

Io vorrei riportarle [musica] il sorriso

e allora lo chiedo a te perché tu sembri

un portatore sano di buon umore.

>> Grazie

>> davvero. Leone, guarda Viola, [musica]

da quando sei arrivato non fa altro che

sorridere. Come fai?

>> Ma tu stai piacendo tantissimo [musica]

per Alba. Hai fatto una cosa bellissima

e sono convinto che troverà la sua

felicità piano piano.

>> Grazie

>> a te. [musica]

>> Vado che lezione

>> ci vediamo dopo.

>> Certo.

>> Ciao.

>> Buona lezione

>> anche a te.

L'hai

sentita alla fine? Certo, l'ho già

scritto. Io

>> ho provato a chiedere a mia madre di

Thomas.

>> M

>> come immaginavo niente da fare.

>> Vabbè, grazie per averci provato. Mi

>> spiace. Andiamo comunque al cinema poi.

>> Certo, certo. Tengo al cinema.

>> Prof.

Sì, dimmi.

>> È da ieri che non riesco a smettere di

pensare alla lezione sulle seconde

occasioni.

>> E questo è un buon segno.

>> No, è che Goran ha trovato un lavoro e

ha trovato anche una casa

>> m

>> e mi ha chiesto un'altra possibilità.

Poi forse i servizi ci danno in custodia

Lilli.

>> Sono contento per te. Ma perché fai

quella faccia?

>> Perché tutto questo non è a Roma, è a

Perugia. Dovrei fare su e giù.

Io non voglio cambiare scuola, non so

che devo fare. Prof. Tu intanto smetti

di pensare a quello che devi fare e

comincia a pensare a quello che vuoi

fare. Tu mi hai detto che corron è

cambiato. No.

>> Sì, penso di [musica] sì.

>> È ricominciato da questo. Poi non sai

qualunque problema io sono qua. Ci sono.

>> Va bene.

>> Vai.

>> Grazie proprio.

>> Ciao. Buona serata [musica]

>> a lei.

>> Egidio. Egidio. Scus un attimo. Che ci

fa con questi cocci? Che ci devo fa' con

sti quattro cocci pure li devo butta'?

>> No, me li di a me.

>> Ma perché l'ha rotta lei?

>> No, perché

>> perché come dice il vecchio detto, chi

rompe paga e i gocci soli sua.

>> Ma cosa c'entra [musica] quello?

>> Vabbè, ma che sa solo lei cose.

Nemico. Tu sei tu. Che vuol dire

Montecchi?

Non è una mano, un piede, un braccio,

una faccia. Che cos'è un nome? Se la

rosa avesse un altro nome, non

profumerebbe ugualmente. E se tu, Romeo,

non ti chiamassi Romeo, non avresti lo

stesso le tue meravigliose qualità?

Cambia nome. Sì, cambia nome e in cambio

di quel nome che non è parte di te, io

ti darò me stesso.

>> Ti prendo in parola, Giulietta. D'ora in

poi non sarò più Romeo. Chiamami solo

amore.

>> Luna.

Scusa, ma ti sembra il modo di recitare?

Devi metterci un po' di passione, di

sentimento. Devi devi pensare che lei è

il tuo grande amore, quell'amore che non

potrai avere mai.

>> Sì, magari Luna non va bene per fare

Romeo.

>> Che vuoi dire?

>> Dico, forse non è adatta per il ruolo.

>> Cos'è? Chi sarebbe adatto? Non lo so. Lo

vuoi fare tu? Scusate ragazze, ma quando

si fa teatro tutto il resto deve

rimanere fuori, quindi i vostri piccoli

conflitti personali non devono

contaminare questo spazio sacro. Va

bene?

>> Continuate.

>> Buongiorno.

>> Buongiorno.

>> Salve.

Si può sapere che problemi c'hai?

>> Io

>> sì, sono giorni che mi tratti di merda.

Ma che t'ho fatto?

>> M' haai fatto che sei sempre appiccicata

a Matteo. Ecco che m'hai fatto.

>> Io sto sempre aesso a Matteo.

>> Sì, Lu, stai sempre in mezzo. Sei

gelosa?

>> Sì. Vabbè, mo sto gelosa.

>> Perché non gli muori dietro dalla prima?

>> Laura, sono gelosa, ma non sono gelosa

di lui, sono gelosa di te.

[musica]

>> Come di me? Come sarebbe? Scusa,

>> da quando state insieme state sempre

appiccicati. Io sto sempre da sola.

Mi manchi. Mi manca uscire con te, mi

manca fare shopping, mi manca prendere

il gelato. Mi manca tutto.

Oh, che te l'ho detto? Sei contenta?

Me lo potevi dire prima. E che ti dovevo

dire? Ti dovevo far scegliere tra me e

Matteo. Non l'avrei mai fatto perché ti

voglio bene.

Anch'io ti voglio bene.

[musica]

Mi

>> dispiace.

Anche tu mi manchi.

[musica]

Ragazzi,

>> allora dopo che si fa? Panino, cheger.

[musica] Ma che so ste facce, oh?

Oh, va bene tutto, ma vegane no, eh.

[musica] Aspetto fuori. Dai,

[musica]

>> di la verità, Dado. Com'erano le mie

polpette?

>> Eh, non le ho assaggiate, le ho mangiate

tutte, Simone.

>> Ah, che gioia, eh? rivedere di nuovo

così affamato.

>> È contento di avere rincontrato il suo

vecchio compagno delle medie.

>> Ah sì, Thomas me ne ha parlato.

>> Sto cercando di farla mettere a scuola.

>> Ma sì, va bene. Certo che ci riuscirai.

Fai talmente tanto per i tuoi ragazzi.

>> Ecco, mamma, questo è un periodo nel

quale non sono convinto di fare

abbastanza.

>> Alba sei la mia exra.

>> Ecco, adesso lavora in libreria con

>> con Anita, quindi tutto bene? e sto

cercando di convincerla a tornare a

studiare. Lei aveva mollato quando

successe, ti ricordi quella cosa? Ti

ricordi?

>> Sì, sì, sì, sì, sì.

>> Eh,

non ci riesco. E è come se fosse

[musica] rimasta inchiodata quel momento

lì.

>> E tu invece non ci pensi?

Cerco di non pensarci.

>> Eh, però sei sempre lì che cerchi di

aiutare Alba e tutti quelli che hanno

bisogno.

>> Ci provo, ci provo.

>> Dado,

tu di quella storia non hai nessuna

colpa.

Sparecchio io.

Grazie.

>> Sicuro che hanno fatto la

disinfestazione?

>> Beh, era giurato. Ci anche tu. Speriamo,

>> speriamo davvero.

>> Ci andiamo che Dretta ci aspetta per il

cinema.

>> Oh, rispondo a Manuel che mi sta

chiamando, eh.

Ciao.

>> Oh, come stai? Che stai a fa'?

>> Sono con Thomas, stiamo facendo il

trasloco.

>> Ciao Manuel, piacere di conoscerti.

Piacere mio, meno male che me ne sono

andato, così il trasloco me lo sono

evitato.

>> Tu invece sei ancora in Germania?

>> Sì, sono sempre in Germania, però Gunter

domani mi dà un passaggio in Danimarca.

>> Gunter?

>> Gunter è lui è un camionista che ho

incontrato facendo l'autostop.

>> E senti, invece perché vai in Danimarca?

Voi

>> la Danimarca perché qualcuno mi ha detto

che in Danimarca ci stanno le donne più

belle del mondo, anche se Gunter dice

che il primo posto ci stanno le indiane,

secondo posto le russe, terzo posto le

svedesi, infatti prossima tappa India,

anche se poi dovrò andare a Tokyo da

quel sanguis suuga di mio padre.

>> A Tokyo da tuo padre perché?

>> Perché m'ha tagliato i fondi e dice che

se voglio stare all'estero devo comunque

studi', quindi devo andare là.

>> Eh, fa bene così non perdi l'anno.

>> Ah, Simo, mo te ci metti pure te. Tu

dovresti stare dalla parte mia, poi con

tutti i problemi che ci stanno nel

mondo, mo te la devi prendere con me,

con la mia maturità.

Guarda, mi sono stranito. Meglio parlare

con Gunter che capisce una parola su 10.

Ciao.

>> Va bene. Ciao.

>> Ciao bello. [musica]

>> Ciao.

Messo.

Beh, mi sembra pulita.

>> Sono

>> Ma è pure vicino a scuola. È comodo

>> a scuola. Adesso vediamo se mi prendono

adesso.

>> Ah, sì che ti prendono.

>> Speriamo sì.

>> Non sarebbe giusto.

>> E da quando succedono le cose giuste.

>> Cos'è sto viola che

>> mh

>> però Oh, sei stato fortunato. Guarda che

casa.

Non male,

non male.

>> Comunque grazie Simo, veramente.

>> E di che? Figurati.

No, di tutto.

Se non ci fossi stato tu sto periodo,

veramente non sapevo cosa fare.

>> Guarda che non ho fatto niente. Eh,

>> no, hai fatto Hai fatto.

>> Senti, ma

te l'ho detto che sei diventato più

carino da quando avevi 13 anni.

>> No, non me l'hai detto. Ma lo so.

>> Beh, così. Mh.

>> E io no, invece sono sono imbruttito.

>> Sì, tu sei diventato un po' un po' più

mostro.

>> Mostro,

>> addirittura un mostro.

>> Cioè, non ti piaccio più?

>> No,

>> questo vuol dire però che prima ti

piaceva.

>> No, beh, diciamo che all'epoco non

sapevo bene cosa mi piacesse.

>> Ci siamo baciati però, no?

>> Sì, un bacetto. Ma siamo scappati

terrorizzati dal peccato. [musica]

>> Ci siamo pure un po' toccati. Mh.

>> Come la chiami tutta sta cosa?

Sperimentazioni.

>> Sperimentazioni.

>> Sperimentazioni. Sì,

>> bello. sperimentazione. Mhm.

>> [musica]

>> La narrativa francese

un po' ce lì, poi la sistemiamo.

Senti,

ti posso chiedere una cosa?

>> Certo.

>> Com'era Dante quando segnava da te?

>> Come professore, intendo.

>> Beh, eravamo tutti pazzi di lui.

>> Anche Leone?

>> Sì, perché

>> mè sembrato un po' freddo con Dante. Miè

sembrato strano.

>> No, anche Leone lo adorava. Sì. Poi sono

successe delle cose.

>> Che cosa? No, mi va di parlarne. No,

>> premesso.

>> Ciao a tutti. Senti, appoggio tutto qua.

Eh,

>> ciao

>> tante.

>> Sì.

>> E questi?

>> Questi eh questa è letteratura italiana,

matematica, latino, filosofia, insomma

tutto quello che serve per preparare

l'esame di maturità.

>> Tante ne abbiamo già parlato.

>> Eh, lo so, ma io ho la testa dura,

giusto? Eh, e quindi le cose mi vanno

ripetute.

>> Scusate, mi sono persa qualcosa.

>> Sì, ti sei persa il fatto che sto

cercando di convincere Alba a dare

l'esame di maturità.

>> Non è una buona idea. È un'ottima idea,

Alba.

>> E allora vedi? È d'accordo pure lei e ti

assicuro che è una cosa rarissima,

giusto? Perché io e lei solitamente non

andiamo d'accordo mai su nulla. Mai.

>> Ma come faccio? Sono passati 1000 anni.

>> Ma non ti preoccup. Guarda [musica] che

studiare è un po' come andare in

bicicletta. Se lo sai fare poi lo sai

fare per tutta la vita, no? Eh, fidati,

fidati [musica] di me. È così, fidati.

[ __ ]

Il cliente da lei chiamato non è al

momento raggiungibile.

M.

stronzi.

Irene, ciao, che succede?

>> Eh, sì, ciao Dante, scusa. Eh, Greta non

è rientrata per cena e non e non mi

risponde. Doveva andare al cinema con

tuo figlio, lui per caso è rientrato?

No, guarda Simone ancora non è

rientrato, quindi non non Aspetta un

attimo, forse è lui. [musica] Aspetta un

attimo. Eh

>> sì. Ciao, bentornato. Senti, Greta,

dov'è?

Che c'è?

>> No, Greta, dovevamo andare al cinema io

e lei Thomas. Io e Thomas ci siamo

dimenticati.

>> Come vi siete dimenticati? Stai

scherzando?

>> Papà, ci siamo dimenticati. Man lo sta

cercando. Aspetta, aspetta, provo a

chiamarlo. Irene.

>> Irene. Senti, mi stava dicendo Simone

che poi alla fine al cinema non non sono

andati per un, diciamo, un contrattempo.

Ecco.

>> Ma e allora scusa, che fine ha fatto? E

>> scusa un attimo. Me l'ha mandato prima,

ma non ho letto. È il villaggio [musica]

dei pescatori d'ostia.

Allora, è arrivato un messaggio sul

cellulare di Simone e Greta si trova,

insomma, a Ostia, al villaggio dei

pescatori.

>> A ostia! Va bene, va bene, vado subito,

vado subito.

>> Vengo anch'io. Ci vediamo lì.

>> Vengo con te. No, lascia stare.

>> Ma papà è incazzata con me.

>> Lascia stare, ci penso io.

>> Dante,

>> eh? È laggiù.

Grata, amore mio. Stai bene? [risate]

>> No. Che cosa è successo?

Niente, mamma, volevo soltanto avere un

po' di tempo per stare da sola.

>> Tu però non mi puoi fare spaventare

così. Io muoio, capito?

>> Io Io Io Mamma, ma ti rendi conto che

parli sempre soltanto di te stessa?

[risate]

>> Non è giusto che dici così. Non è

giusto. Lu che ci fa qua? Simone mi ha

detto

>> Simone deve farti i cazzi suoi.

Non so cosa dire, sono molto in

imbarazzo.

>> L'importante è che adesso stia bene,

portalo a casa, così magari si calma un

po'.

>> Grazie.

Buonanotte. Ciao.

Try to say goodby.

Close my eyes.

You're still here after so many

I thought you had to save me

but things went wrong.

from

my

for

youed me so much after so many

you to push me [musica]

my heart is so you see the wor in me

i'm [musica] B

I'm ble

you to push me [musica] down my heart is

so g you want me to believe

I'm not

I'm

Sì, sono io.

Ah, grazie per la bellissima notizia,

però avrebbe dovuto avvertire il

professore.

No, lei ha ragione. Sì. No, in effetti

sono io che ho segnalato la questione.

Allora, grazie, grazie mille, eh. Buona

buona giornata.

>> Ciao. Tu non vai a scuola oggi perché è

già suonata. Ale,

>> no, non mi va. Non mi va di vedere

nessuno.

>> Ok.

>> Soprattutto Simone

sarà anche suo figlio, ma è veramente

uno stronzo.

>> Ma tu non pensi che siamo tutti un po'

stronzi? Eh, così. A volte a turno, no?

Cioè, ad esempio, no, quando tu non

rientri a cena e tua madre ti chiama per

ora e non rispondi, tu come ti

definiresti in quell'occasione?

>> Sta definendo una studiessa uno stronzo,

prof.

>> Ecco,

>> non mi sembra politicamente corretto.

>> Ah, guarda, io e il politicamente

corretto non siamo mai andati d'accordo.

Tu hai fatto colazione?

>> No.

>> Eh, allora, guarda che ti do. Dov'è?

Eccolo.

>> Vai in giro con le barrette.

>> No, no, queste me le infila mia madre in

continuazione tutte le tasche,

probabilmente per farsi perdonare quello

che non ha fatto quando avrebbe dovuto.

Eh,

>> e lei la perdona.

>> Mi fate passare, per favore?

>> No, non possiamo. Lo facciamo anche per

te, mi dispiace.

>> La scuola è di tutti. La scuola è di

tutti. La scuola è di tutti. Ragazzi,

ragazzi, se continuate così, qua vi è la

preside, quella ve fulmina, guardate che

ve sospenne, eh. Io ve l'ho detto, state

in campana. Eh, cos'è? Cos'è? Cos'è? Uno

uno sciopero per le brioce scadute nelle

macchinette,

>> che già sarebbe una cosa, eh.

>> Ah, ma anche tu, Simone Balestra, ma lo

sa tuo padre che sei un faccino roso?

>> Se Thomas Valeri non entra a scuola non

entriamo neanche noi.

>> È vietato vietare, prof. Ah, questo

slogan è vietato vietare. Mi ricorda la

mia giovinezza.

>> Ma perché quando eri giovane tu

reclamavi, protestavi da

>> No, no, no. Io mi astenevo, mi sono

sempre astenuto in tutte le mie cose e

la mia linea di condotta.

>> Io lo so di essere paranoica,

però da quando è tornato Thomas per

Simone non esist.

>> E questo come ti fa stare? Questa cosa

mi fa incazzare.

>> Posso dirti che più che incazzata sembri

triste, non penso che sia soltanto colpa

di Simone. No,

>> no,

però con Simone ero un po' meno triste

e non è una cosa facile per me, perché

non sono capace di stare con le persone.

Le trovo

rozse superficiali, le trovo bugiarde.

Lei è un bugiardo?

Appunto, però piace alle donne.

>> Vabbè, adesso non siamo qui per parlare

di

>> Piace alle donne.

>> Eh, vabbè. Allora,

>> però io al posto loro starei molto

attenta a uno come lei

>> e faresti bene.

Tuo padre com'è?

>> Boh,

com'è adesso non lo so.

Quando stava ancora con noi non mi

capiva.

Forse ero io che non capivo lui.

Se n'è andato che [musica] avevo 11

anni.

>> Quant'è che non lo vedi?

>> Anne,

però pensi che Carino [musica] ad ogni

compleanno mi manda il regalino.

Il giorno che se n'è andato mi sono

venute le mie prime mestruazioni

e poi una settimana dopo sono tornata a

casa con i capelli azzurri.

E tua madre come l'ha presa questa cosa?

>> Male,

che onestamente era il mio obiettivo.

Tu non trovi strano il fatto che tuo

padre se ne sia andato di casa e tu

invece di solidarizzare con tua madre ti

abbia deciso di attaccarla? Non lo trovi

strano? Prof, ci hanno già provato

psichiatri e psicanalisti a capirla sta

cosa. Non ci si mette anche lei.

>> Però quello che ti vorrei dire è che

fare il mestiere dei genitori non è

facile.

Non è che ci danno un libretto delle

istruzioni. Noi facciamo dei tentativi,

andiamo un po' attentoni,

>> poverini.

E poi ci sono degli errori più gravi,

>> tipo

>> è tipo smettere di fare il mestiere di

genitore.

E io con Simone ci sono andato

abbastanza vicino,

nel senso che anch'io me ne sono andato,

ma la cosa più grave è stata che lui a

un certo punto

ha pensato di [musica] meritarselo tutto

questo.

Cioè, ha pensato che fosse colpa sua.

>> Non è mai colpa dei figli,

mai.

[musica]

>> Allora, ma la facciamo finita con questa

pagliacciata? Permesso. Quanto deve

durare ancora? Eh,

>> dipende da lei,

>> appunto. La decisione di ammettere o

meno un ragazzo non vi deve riguardare.

Se continuate così vi prendete se in

condotta tutti o se lo prende se ha il

coraggio. Solo il coniglio che ha deciso

di organizzare questo assurdo

ammutinamento.

Ecco, non parla nessuno. Vi ricordo che

la preside sono io e non ho nessuna

intenzione di condividere con voi le

questioni amministrative. È chiaro?

Bene, professoressa, visto che sta per

iniziare la sua lezione, mi aiuta a

portare in classe i ragazzi? Grazie.

>> Scusi, però non penso di essere la

persona più adatta perché io sono

abbastanza d'accordo con loro. Anzi, sai

che le dico? L'idea della protesta è

stata mia.

>> Lei mi sta prendendo in giro, vero?

>> No, te lo giuro davvero. Io pensavo che

fosse uno stupido gavillo della

burocrazia ministeriale.

[applauso]

>> Io non ho parole. Non ho parole. Ma ma

ma non finisce qui. Fatemi passare.

Grazie. Io invece ne avrei di parole,

però mi taccio. [musica] Ah, però idea,

[risate]

faremo tacito. Eh, voi che siete i meno

facinorosi e e i meno rumorosi, venite,

venite, [musica] entrate in classe che

andiamo a fare tacollato.

>> Visto prof? Hanno fatto tutti sega oggi.

>> Già,

ragazzi,

beh, che succede? Perché state tutti

fuori? Abbiamo fatto una protesta per

Thomas e la presid è un po' storta

>> e quindi

>> eh no che Anita siè presa tutta la

colpa.

>> Ah

>> eh vedi che bella idea, eh? E la preside

come hai reagito?

>> La preside si è presa il secchio però.

>> Ecco,

>> vabbè, ci parlo io con la preside.

>> Scusa, perché ci devi parlare te? Ci

posso parlare io? Mi difendo da sola

tanto.

>> Perché ti ricordo che tu qui sei

precaria, quindi sei l'ultima che può

esporsi. Comunque nobile idea, lo

ammetto.

>> Grazie per la lezione, professore.

>> Prego. Ma visto che siete qui, io ne

approfitterei e indovinate dove andremo

a fare lezione oggi?

>> Al Colosseo.

>> No,

>> al bar. No, qui.

>> Oh,

>> vabbè, meglio di niente.

>> Allora, questa mattina mi sono svegliato

pensando a Popper e pensavo prima di

ricevere una telefonata di cui poi vi

parlerò che se Popper avesse avuto un

hobby sarebbe stato il Kinsugi.

Qualcuno di voi sa cos'è? Sì, io sono

nome l'ho già sentito.

>> Allora, il Kinsuki è una tecnica

giapponese che cura con loro le ferite

degli oggetti.

>> In che senso le ferite?

>> Nel senso che non so quando ci si rompe

qualche cosa noi non so usiamo la colla,

no? Mentre i maestri ceramisti

giapponesi utilizzavano una lacca che

seguiva la linea di rottura degli

oggetti con della polvere d'oro. E

secondo voi che cosa volevano dimostrare

con questo?

Ma te fai la professoressa. Vabbè,

risponde alla professoressa.

>> No, perché mi piace. Ehm, volevano

dimostrare che un oggetto rotto può

essere anche più bello.

>> Esattamente. Brava, brava.

>> Scusate, ma che c'entra Popper?

>> Beh, c'entra perché Kinsuki ricorda

molto il concetto di errore sul quale

Popper ha molto riflettuto, no? Tutti

noi compiamo degli errori, io per primo,

insomma. Poi assorbiamo gli impatti

della vita, cerchiamo di mettere insieme

i cocci, appunto, e [musica] ripartiamo.

E alla fine i nostri errori

sono diventati oro.

>> Scusi, la telefonata di stamattina? La

telefon ah la telefonata di questa

mattina era di un impiegato del

Ministero che mi diceva che la richiesta

di iscrizione di Thomas è stata

accettata e che quindi Thomas verrà in

classe con tutti voi.

>> Certo, però prof se fosse venuto prima

ci vedere in condotta. Eh

>> eh, anche te c'hai ragione.

>> Sì. No, diciamo che questa mattina avevo

[musica] qualcosa di più importante da

fare.

Dite tutti insieme. Kinzuki.

>> Kinsugi.

[risate]

>> Che dire Dante? Bel trucco. Complimenti.

Hai anche messo in mezzo Lombardi.

No, ma scusa, tu credevi davvero che

sarebbe bastata una mail del Ministero

per convincermi?

Ti vorrei dire che io mi stavo già

adoperando per far ammettere il ragazzo

prima che tu pensassi di scavalcarmi.

>> Perché?

>> Perché?

Perché ho una coscienza anch'io

e perché quello che hai detto mi ha

fatto riflettere.

Senti, che io mi devo far perdonare

qualcosa e proprio per questo motivo

Ah, per me

è bellissima.

Come hai fatto? Allora, questa è stata

riparata con una tecnica giapponese che

si chiama Kinsugi. Ho trovato un

laboratorio di ceramica giapponese qui

vicino

e secondo me è più bella di prima.

>> Sì, lo è.

>> Perché tutto si ripara.

Una tazza,

un cuore ferito, un [musica] ragazzo che

si sta perdendo.

>> Sì, sì, sì, è vero, però

tutte le responsabilità sono sulle

nostre spalle.

Le mie, le tue, quelle degli altri

insegnanti, [musica]

>> eh. E sennò che ci siamo a fare noi qua?

>> Eh, anche questo è vero.

>> Grazie ancora per ieri sera.

>> Ma va.

>> No, no,

ho parlato con Greta.

>> Mh, che t' ha detto?

Eh, non tanto, però mi ha parlato del

suo passato e [musica] personalmente

penso che lei stia cercando di

confrontarsi con con quello che ha

vissuto. Ecco,

>> speriamo,

speriamo. Dante,

hai visto le [musica] sue braccia?

>> Sì.

Eh, ci vorrà un po' di tempo, ma

andrà tutto bene.

Dammone tempo.

È proprio bella.

Ok, questo a posto. Questo è a posto.

Ah,

ma perché?

Allora,

inserire qua.

>> Ah, sei qui.

>> Che ha detto la preside? Siamo tutti

sospesi.

>> No,

in realtà solo la capo popolo.

>> Secondo me ti punirà con svariate

supplenze nelle ore che non vuole

nessuno.

>> Però era una giusta causa. Anche Irene è

d'accordo.

>> Irene,

>> ormai vi chiamate così?

Siete diventati improvvisamente intimi.

>> Ma che intimi? Anzi, mi ha parlato dei

problemi della figlia.

>> E tu di che le hai parlato?

>> Di niente.

>> Dei problemi con me?

>> Io non ho problemi con te.

>> Ah, certo. Scusa, dimenticavo.

>> C'è una storia con la Presida?

Non lo voglio sapere.

È stata molto bella la tua lezione

prima. Ma te lo pensi davvero che le

cose si possano [musica] sempre

aggiustare?

>> Io nella lezione non ho mai pronunciato

la parola sempre e neanche Popper non

>> Lascia stare Popper tanto.

>> No, invece Popper c'entra. Lo sai

perché? Sai cosa diceva? Diceva che gli

errori sono importanti. Lo sai perché?

>> Perché?

>> Perché a volte gli errori

eh possono diventare irresistibili. Eh,

ma restano errori.

>> Mh.

>> Buongiorno.

>> Ciao Leone.

>> Ciao.

>> Vado

cellulare.

>> Grazie

>> Shakespeare.

>> Ciao. Ciao.

>> Ohi, Simo.

>> Thomas, t'hanno preso.

>> Abamo accettato la richiesta a scuola.

>> Ma davvero?

>> Sì, sì. Poi guarda, abbiamo fatto un

casino, una specie di rivoluzione idea.

>> No, ma ti ti giuro, sono troppo felice.

Non non trovo neanche le parole. Grazie

mille. Non miaspettavo neanche che mi

chiamassi, sai?

>> Perché?

>> Vabbè, sei sei sei scappato via ieri.

>> Stavi dormendo.

>> Dai, sei scappato.

>> Senti, non voglio paranoia, cioè non

voglio niente di serio, ecco. E spero

sia lo stesso per te.

>> Sì, sì, sì, sì. Ma va, figurati. Certo.

>> Ok, allora ci sentiamo. Senti, vado. M

>> ciao. Ciao ciao ciao.

>> Possiamo parlare?

>> Hai dato a Thomas la lieta novella? Sì,

l'ho appena chiamato, era molto

contento.

>> Ieri invece era triste. Hai dovuto

consolarlo.

>> Senti, mi dispiace veramente tanto. Non

ci vedevamo da anni.

>> Sono rimasta per ore in strada ad

aspettarvi.

>> Mi dispiace

davvero.

Senti, come possiamo farci perdonare?

>> Parli già al plurale.

Cosa siete diventati? Due pappagallini,

>> pappagallini.

>> Pappagallini come quelli che vanno in

giro in coppia.

>> Non siamo una coppia, l'ho detto anche

Thomas.

>> Fatto sta che da quando è arrivato lui

qualcosa è cambiato.

>> Ero convinta che ci fosse un legame

speciale tra noi. Forse era un film mio,

scusa.

>> Ma no, ma è così, invece abbiamo un

legame speciale.

>> Mi perdoni? Anzi, ci perdoni.

Siete due stronzi,

però. Ok,

il cinema me lo pagate voi.

>> Promesso.

>> No, no, non ti solletico. Ti offro un

caffè, eh, così in comincio a farmi

perdere. Avanti, piano. No, no, niente.

[musica]

>> Ciao prof, un secondo.

>> Sì, certo. Dimmi.

>> La volevo salutare. Oggi è il mio ultimo

giorno di scuola qui.

>> Ah.

>> E domani vado via con Goran che comincia

il suo nuovo lavoro lunedì.

>> L'hai già detto ai tuoi compagni? No,

no, non mi piacciono gli AD, poi finisce

che mi commuovo.

>> Ma che non c'è niente di male a

commuoversi?

>> Eh

>> eh.

>> Comunque gli assistenti sociali mi hanno

detto che sono sulla buona strada per

riottenere Lilly. Per ora devo tornare

ogni 15 giorni per vederla.

>> Sono felice per te. Oh, ma la scuola non

è che salti [musica] la maturità perché

sei brava, eh.

>> No, no.

>> Eh,

>> me la prendo la maturità, mi scrivo lì,

mi spetta.

Te la meriti tutto.

>> Lei, prof, mi mancherà [musica] un

sacco.

Anche tu mi mancherai,

eh.

Oh, fatti chiari, eh. Ogni tanto vienimi

[musica] a trovare, almeno manda dei

messaggi, almeno questo. Eh,

>> promesso. Non

non sparisco.

Allora, arrivederci.

>> Ciao. Stai bene?

anche lei.

[musica]

Alba, ciao. Senti, se non hai nulla da

fare a pranzo, potrei raggiungerti lì,

così ci mangiamo qualcosa insieme. Mi

fai sapere se se per te può andare?

Ciao.

M è conclusa, [musica] basta.

Insomma, come va con lo studio?

>> Ci sto provando, però è difficile. È

passato tanto tempo.

>> Pure la Divina Commedia. Meno male che

italiano era la materia in cui andavo

meglio.

>> Eh, sei solo un po' arrugginita.

normale.

>> Sì, lo so, però non è solo quello, è che

per me studiare un po' come tornare a

quella quintà, come stare seduta fra

quei banchi, sentire il profumo

dell'estate che entra dalle finestre,

vedere te che fai lezione camminando fra

i banchi,

>> vedere Gabriele che stava lichino sul

diario a scarabocchiare coi suoi disegni

astratti. Te li ricordi?

>> Ma certo che me li ricordo. Dovevi

averne qualcuno da parte anche.

>> Fa male ripensarci. Poi volevamo anche

partire insieme, fare un viaggio dopo il

diploma.

>> Eh sì, me l'aveva detto.

Ero così piena di vita,

>> così tante idee sul futuro.

>> Nel futuro è adesso, hai capito? Tu sei

sei qui, sei viva? No.

>> Sì, però io non sono più così. Non non

ho più quella forza, non ho più quelle

speranze, non

ho perso i sogni, prof.

>> Ma i sogni torneranno, arriveranno nuove

speranze, capito?

Maledetto Dante,

>> perché

>> lui

>> ha il sommo interno, scusa. [risate]

>> Sì, ieri ci ho messo più di un'ora per

leggere e capire pochi versi, poi però

alla fine erano così belli che mi sono

messa a piangere. [musica]

>> Eh, certo. Che canto era?

>> Il primo del paradiso.

>> E capirai, eh?

>> Certo. Eh,

la gloria

>> mh

>> di colui che [musica] tutto muove. M

>> per l'universo penetra e risplende. In

una parte più e meno altrove.

No, aspetta, aspetta, aspetta che forse

[musica] ce l'ho io.

Nel ciel che più della sua luce prende

fu io e vidi cose che ridire né [musica]

sa né può chiassù discende.

È meraviglioso. No.

>> Sì.

Dai, mangia un po' di pizza. Non hai

mangiato niente, dai, ti voglio in

forma, eh. Energica. Io no, perché sennò

mi viene una pancia così

nella confusione

miliardi di persone,

solo un'occasione quaggiù.

Tra l'azzurro e il buco [musica]

nell'ozono

tra giollendo un po' le io cono.

Il passato non [musica] dimentica,

il futuro fa ginnastica.

Si prepara tutti [musica] i giorni per

te.

Canta un po' al bacchiare, un po' My

way.

Schiaccia [musica] il tasto recto

play

[musica] e poi così

tu sei qui. Natale un qualsiasi lunedì.

Udini

che toglie [musica] le catene al mondo

in fondo. L'inganno [musica] non è,

è solo una follia,

un salto nel vento, [musica]

un'ora nello spazio, un punto [musica]

nel tempo.

È un giorno che va via, un appuntamento,

[musica]

un battito perpetto

che [musica] dura un momento.

W [musica]

เฮ

[musica]

>> [musica]

[musica]

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