All language subtitles for Professore.S03E02.Georgia_caso.it

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Original subtitles

Nella confusione.

Dove vai? Dove vai?

>> Dove vado? Vado a scuola.

>> Vieni qua che parliamo.

>> Ma di che vuoi parl?

>> Dobbiamo parlare di questa follia che ti

sposi, Manuel. Oddio mio! Mamma, io lo

so già quello che pensi, non me ne frega

niente. Va bene, mi sposo. Punto.

>> Manuel ti sta solo dicendo che forse è

un po' presto per sposarti, no? Ci sono

cose più importanti tipo la scuola.

>> Ma guarda che ci sono cose molto più

importanti della scuola per me.

>> Ah, sì. Quali? Ad esempio?

>> Ad esempio Nina.

>> Nina la conosco, tra 6 mesi. Ciao Nina.

E che facciamo?

>> Ma guarda, io non mi sposo tanto per

sposarmi, anche perché manco ci credo

nel matrimonio. Mi sposo perché almeno

gli ridanno alle ragazzina ed è libera.

>> La ragazzina non sta in galera, sta con

una famiglia che le vuole bene. Ti

prego, chiedi a papà di trovare un buon

avvocato per Nina, così tutto si

risolve. Ho sentito, vi ho capito.

Facciamo così, mi devo solo abituare

all'idea che prima ce n'era una che mi

rompeva le palle, mo siete in due. Eh,

grazie.

>> Sei contenta? Ecco fatto. Sistemata

anche te.

>> Nina.

>> Goran,

sei scappato dal carcere?

>> No, no, no. Mi hanno ascoltato qualche

mese per buona condotta.

>> Ah.

Ehi, sono fuori adesso. È finita.

>> Sono contenta per te.

>> Mi sei mancata tantissimo. È stato

brutto. Ma

la cosa più brutta è stata pensare che

tu ce l'avessi con me.

>> Certo che ce l'avevo con te. Sono stato

un [ __ ] Ma adesso cambio vita, te

lo prometto.

>> Io adesso però devo andare che faccio

tardi a scuola

>> e mi è mancata tantissimo anche Lily.

Resta ancora con la famiglia a cui

l'hanno affidata?

>> Sì,

ho provato a riaverla, però il giudice

non me l'ha data.

Dice che sono una poco di buono come te.

>> E io come faccio a vederla? Devo

chiamare la ASL, l'informo e loro te la

faranno vedere. Sei suo padre, è un tuo

diritto.

>> Eh, la vediamo assieme.

>> Sì, però adesso devo andare.

>> Va bene, va bene. Solo dammi dammi il

tuo numero, ti chiamo io.

>> Mamma, dove sei? Oh, non guardarmi che

non sono presentabile.

>> No, non ti guardo. Va bene, però posso

sapere perché non mi avete svegliato che

sono in ritardo durante la scuola.

>> Hai dormito male anche stanotte?

>> Sì, mamma, ho dormito male anche

stanotte.

>> Devi farci l'abitudine, caro. È l'età?

>> No, non è l'età, mamma. È un discorso

più complesso.

>> Allora, facciamolo questo discorso così

complesso.

>> Sì, magari un'altra volta che devo

andare a scuola. Comunque ti stanno bene

i bigodini. Ah,

sciocco.

>> Buongiorno professore.

>> Ciao.

>> Appena un minuto può venire nel mio

ufficio?

>> Sì,

>> grazie. Certo.

Buongiorno

>> Manuel.

>> Buongiorno.

>> Ti posso parlare un attimo?

>> Ha parlato con mia madre.

>> Sì, ho parlato con tua madre.

>> Allora, glielo dico subito. È inutile

che perde tempo con me. Io non decido

mai niente, non me ne frega niente, però

una volta che prendo una decisione Mi

lasciate in pace.

>> Ma certo che ti lasciamo in pace. Volevo

soltanto dirti che è tutta da dimostrare

questa teoria per la quale sposandovi

riuscireste a risolvere il problema

della fido di Lilli.

>> Ma perché mi dovete sempre di' tutti

quello che devo fa'? Allora gliela

spiego così. Il caso ha voluto che io

incontrassi Nina. Sempre il caso ha

voluto che Nina c'avesse una figlia e

sempre il caso. Ha fatto sì che lo Stato

gli levasse la figlia. Che devo fa'?

Devo sta con le mani in mano. Che devo

fa'?

>> No, posso dire un'ultima cosa?

>> Ma non c'è da di niente. C'è da fa

qualcosa. C'è da trombarsi il potere

prima che il potere trombi noi. Questo

scusi il termine.

>> Ma di quale potere parli?

>> Il potere in generale. Potere.

>> Cioè, possiamo parlare?

>> Non c'è da parlare, c'è da fa'. È

diverso.

>> Ho capito che Sonia non c'è, ma posso

parlare con qualcun altro?

Va bene, richiamo.

>> Con chi ce l'hai?

>> Con l'ASL. Volevo parlare con

l'assistente sociale, ma non c'è.

>> Ah, gli volevi dire del matrimonio?

>> No, cioè, non lo so. Volevo chiederle di

Lilli, volevo parlare di Lily.

>> Mi fai un favore per cortesia? Scusi,

eh!

>> Permesso.

>> Sì,

>> eccomi qua.

>> Sì, vieni, vieni, accomodati.

>> Sì, là. Sì, sì, qua, qua.

Ah,

e ti volevo dire che penso sia meglio

dimenticare quello che è successo in

palestra.

>> Certo.

>> Cioè, non che non sia stato gradevole,

>> no? Ah,

>> beh, però converrai che

>> Convengo assolutamente.

>> Bene.

Ah, un'altra cosa molto importante, eh,

davanti agli altri professori sarebbe

meglio anche darci del lei.

>> Quindi finisce qui.

>> Qui.

>> Allora, vado.

>> Sì, vai. Vada.

>> Allora, buona giornata, presidente.

>> Buon lavoro, professore. Sempre vada.

>> Sì. Ok,

>> vado, vado, vado.

Gorgia,

contemporaneo di Socrate, viste 2500

anni fa, considerava all'essere umano

una semplice pedina in mano al caso che

gli antichi greci chiamavano tchè. di

Elena diceva che era stata la donna più

odiata della storia perché aveva

scatenato la guerra, no? Vi ricordate di

Elena? Allora, conobbe Paride, giovane

principe troiano, uomo più bello del

mondo, ma non si accontentò di

innamorarsene. No, abbandonò il marito

non amato e si trasferì a [ __ ] città

ricchissima, potente.

>> E qui che cosa c'entra il caso? Eh,

c'entra c'entra perché Gorgia, pensa,

riteneva Elena innocente, cioè tutto

quello che ha fatto l'ha fatto per colpa

del caso, eh, cioè non è colpa sua, è

stata vittima del destino, no? Oppure di

di uno scherzo di un dio burlone che si

divertiva a fare degli scherzi, ma non

si ferma al fato, Gorgia, no. Lui dice,

"Beh, Elena potrebbe anche essere stata

rapita con la forza o irretita dalle

parole o accecata dall'amore oppure

tutte quante queste cose insieme."

Insomma, fatto sta che nella vita ci

capita di prendere delle decisioni

contro la nostra volontà e queste

decisioni possono essere pericolose per

gli altri e soprattutto per noi stessi.

Manuel, commentti?

>> Nessuno.

>> Nessuno,

>> anzi uno sì.

>> Non mi convince. Non è che voglio parl

male ad Elena, anche se ci sarebbe da

dire' qualcosa, però secondo me non ha

governato proprio niente, perché il caso

fa quello che vuole di noi.

>> Non sono d'accordo per niente.

>> E certo, figurati.

>> Per me il caso è soltanto una scusa che

si raccontano quelli che non vogliono

prendersi le proprie responsabilità.

Elena era una grandissima stronza.

Cheerato.

>> Ha preso una decisione che ha scatenato

una guerra che ha causato migliaia di

morti, le donne fatte schiave e i

bambini buttati giù dalle mura. Questo

non è il caso. Questa è una colpa. È

colpa sua. Calmalo. Madonna mia.

Sonia, buongiorno. Le devo dire una cosa

importante.

>> Simone.

Secondo me Greta è stata coraggiosa, ci

ha portato una provocazione, però la sua

provocazione a me sinceramente è

piaciuta e poi credo sia utile per il

dialogo.

>> Scusa Simone, ma che dici? Cioè, per te

tutto è deterministico, causa effetto?

Cioè, esistono delle cose che noi non

riusciamo a spiegarci, però

semplicemente perché ancora non sono

state dimostrate.

>> Sì, ma non per questo lo devi chiamare

caso. Cioè, se succede qualcosa è perché

c'è una reazione, una conseguenza,

quindi una scelta. Secondo me Greta ha

ragione su questo.

>> Sì, però come al solito è sempre la

donna la causa di tutti i problemi.

Infatti.

>> Auguri.

>> Sì.

>> Beh, sì, insomma, qui è è tutto a posto.

La decisione era già stata presa dalla

dirigente che c'era prima di me io non

posso che confermarla. Quindi, che dire?

Benvenuta nel nostro liceo.

>> Grazie.

C'è qualcosa che devo fare? Firmare?

>> No, no, nulla. Adesso le presento gli

altri professori.

>> Ah, no, molti già li conosco perché

forse lo sa, mio figlio studia in questa

scuola e quindi alcuni li ho

>> Sì, sì, sì, sì, certo. È meglio così. Ci

sono dovuti sobare varie ore di

supplenza e saranno molto felici di

averla qui. Venga, venga.

>> Scusi, arrivo.

Prego.

>> Grazie, molto gentile. Grazie.

E poi Mimmo ha iniziato a collaborare

con un magistrato e è entrato dentro un

programma di protezione e da allora ha

dovuto sparire da Roma. Qualcosa?

>> Mi dispiace tanto.

>> M

poi non lo so che non cioè io non lo

vedo da quella volta lì. Non ci siamo

più visti, non non posso scriverli, non

posso chiamarlo.

Strano.

>> Continui a esserne innamorato?

>> Beh, sì, ci penso tanto.

Perché mi manca?

È tosto.

>> È una bella storia.

>> M

>> triste ma bella.

Peccato però.

Peccato per me.

>> Sì,

>> eh,

>> però peccato anche per me

>> perché

>> stava iniziando a piacermi.

Lo so,

si vede che per adesso mi dovrò

rassegnare

>> per adesso.

>> Guarda che non sono gay, per adesso è la

cosa un po' più

>> Sì, lo so, però tante volte il caso.

>> Lascia stare il caso, ha già combinato

abbastanza.

Dico sul serio,

se hai bisogno

io ci sono per te.

>> Grazie.

>> In sostanza vorrei ribadire alcune linee

generali alle quali tutti dovremmo

attenerci. Insomma, io

>> scusate in ritardo, scusate tutti.

>> Salve professore.

>> Ciao Dan.

>> Ciao a tutti.

>> Prego, si accomodi. E lei conosce già la

nostra nuova professoressa di inglese,

no?

>> Ah,

sì. Ciao Nita. Ciao Dante.

Bene, allora professore, stavo dicendo

tra le varie cose che vorrei che tutti

riuscisse ad utilizzare al massimo il

registro elettronico che ha infinite

potenzialità.

>> Ma lei trova No, perché io non sono

molto d'accordo su questo.

>> No, no, invece io sono molto d'accordo.

È uno dei pochi strumenti che abbiamo a

disposizione per efficientare il sistema

scuola.

>> Efficientare, già la parola fa un po'

paura, no?

Beh, mi dispiace che la spaventi molto,

però è proprio così. Cioè, noi non siamo

abbastanza efficienti, abbiamo studenti

con medie basse, non in linea con le

altre scuole europee e troppo scarsi

nelle materie scientifiche,

>> che è un po' come dire essere poco

attenti al futuro, no?

>> Esatto. Mi ha tolto le parole di bocca,

professore.

Adesso non so, io

vorrei sapere, mi piacerebbe chiedervi

con quale consapevolezza venite qui la

mattina, cioè qual è il senso della

vostra missione? Missione è una parola

un po' forte.

>> Vabbè, preferisce, insomma, vocazione

>> anche peggio.

>> Cioè, noi qui non è che siamo dei

sacerdoti, no? Illuminati da dalla

chiamata, almeno a me questo non è

successo.

>> Cioè, lei non ardeva dal desiderio di

fare il professore?

>> No, no, io ardevo dal desiderio di

scappare da casa e allontanarmi da mia

madre. Poi quando la conoscerà capirà

perché dico questo, no? Personalmente

cercavo soltanto un po' di indipendenza,

di insomma riuscire a vivere da solo.

>> Cioè tu mi stai dicendo che

>> Ah, ci andiamo del tu.

>> No, io

>> no, ma il tuo va benissimo e qui ci

diamo tutti del tuo.

>> Bene, quindi tu mi stai dicendo che la

tua scelta è stata dettata così dallo

stipendio?

>> Sì, all'inizio sì, poi piano piano mi

sono innamorato del lavoro del

professore e questo lo devo ai ragazzi e

le ragazze delle mie classi. Insomma, se

io sono felice, se amo fare questo

mestiere, venire a scuola è grazie a

loro.

>> Eh, e questo è è bello,

>> no? Nel senso che poi ognuno ha la

propria storia, il proprio percorso. Mi

piace molto questo confronto.

Tu, Anita vuoi dire qualcosa? Beh, no,

io in quanto nuova arrivata preferisco

astenermi.

>> Saggia decisione.

>> Bene, andiamo avanti.

>> Eccomi.

>> E dai, dai che siamo siamo in ritard.

Ecco. Eh,

eh, meglio.

>> Dante, sei ancora qui?

>> Sì, mi piace fare le cose con calma. Eh,

vedi, io invece vado sempre di fretta,

odio perdere tempo.

>> No, ma non sto perdendo tempo, mi piace

semplicemente assaporare le cose, che

peraltro è una cosa, appunto, che ho

imparato quando sono stato sul punto di

morire. Pensa

>> morire?

>> Sì, sembra uno scherzo, ma io l'anno

scorso sono stato proprio sul punto di

morire.

>> Ah, ma mi dispiace, e ora?

>> No, no, tutto bene, tutto a posto.

>> Mh, è verità,

>> no? Perché tra te e la verità mi sa che

c'è un po' un abisso.

>> Mh.

>> E senti, ehm, non per tirare di nuovo

fuori il discorso, ne abbiamo già

parlato, ma mi spieghi che cos'hai

contro il registro elettronico?

>> Quello no, io quello proprio lo detesto.

Perché mi manca il registro quello di

una volta, quello di carta con le righe,

gli spazietti da riempire. Mi manca

quello.

>> Perché tu riempivi gli spazietti?

>> No, no, però mi piaceva l'idea.

>> Vabbè, ti lascio al tuo libro. Beh,

>> ciao.

>> Ciao.

>> Anzi,

non No, non è che ti andrebbe di

prendere un caffè, perché io in realtà

avrei proprio bisogno di parlarti di una

cosa.

>> Sì, con piacere. Sì. C'è un posticino

qui vicino abbastanza tranquillo,

appartato anche se vuoi.

>> Dante, e noi abbiamo fatto un patto. Te

lo sei scordato?

>> Eh, lo so, ma ho problemi con la memoria

recente, sarà l'età.

>> Pure. Vabbè, senti, e ce lo prendiamo

qua il caffè? Va bene. Sì,

>> davvero non ti ricordi chi è lui?

È il tuo papà?

Vuoi sapere come si chiama?

>> No. E io te lo dico lo stesso. Si chiama

Goran.

È stato via per un po', però adesso è

tornato.

>> E ti ho portato un regalo.

Beh, ma se non lo vuoi do un altro

bambino.

>> Qual è il regalo?

>> Eh,

è un cucciolo. Si è perso dalla sua

mamma e vuole che sia tu la sua mamma.

Lo devi accarezzare, eh, perché è stato

solo per tanto tempo, eh, ed è triste.

>> Come si chiama?

>> Non non ha un nome. Devi darglielo tu.

>> Pao.

>> Vuoi che si chiami Bauo?

>> Sì. Va bene, allora si chiamerà B.

È stato davvero bellissimo.

>> Sì,

>> è come se fossimo una una vera famiglia.

Eh, quello che volevo dirti è che Greta,

la ragazza nuova della tua classe di

quinta, Sì. è mia figlia.

Ah,

>> è una ragazza con tanti problemi, cioè

ora sta meglio, ma

ha pensieri neri e tendenze

autopunitive.

L'anno scorso a Milano dove stavamo si è

fatta bocciare. Cioè, pensate una così

intelligente che potrebbe avere

qualsiasi cosa rischia di di buttare via

la sua vita.

Ma il padre

>> il padre se n'è andato quando Greta

aveva 11 anni e non si è più fatto

sentire. Cioè io non so niente di lui,

neanche dove vive.

>> E perché lo racconti a me?

>> E non lo so. No, forse per avvisarti che

non sarà è facile averci a che fare

perché lei è proprio una che cerca lo

scontro con chiunque.

>> Me lo fa anche con te?

>> Sì, praticamente tutti i giorni.

Non è non è facile.

>> C'ho capito se stavano a baciare lei

manco si scansava. Simò

>> non mi dici niente?

>> Grande stronzo.

>> Eh sì,

>> scusa, si stavano

baciando. Baciando. Un bacio. Bacetto.

>> Ma che cazzo di domanda è? Se stavano a

baci'. Sì, se stavano a d un bacio,

Simò. E

>> no, c'è differenza tra un bacio, bacio e

un bacetto?

>> No, non c'è differenza. Un bacio è un

bacio. E se permetti la mia fidanzata,

quindi me rode il culo.

>> E siamo d'accordo. C'è parlato?

Ma quando ci parlavo li ho visti tre ore

fa che andavo là e gli dicevo "Ciao, son

Manu il fidanzato di Nina, piacere. Che

state a fa'? Ma che stai a dire?"

>> Ma ci devi parlare? No, tu non hai

capito forse come sto io. Fino a tre ore

fa quella la volevo sposa.

>> Eh, e già qua sai come la penso.

>> Sì, lo so come la pensi. È inutile che

ricominciamo questa storia. Adesso vengo

pure a sape che c'è un altro.

>> No, non sappiamo se c'è un altro. Questo

è il punto. Ci devi parlare. Ci parlerò.

Sì,

>> chi è?

>> Nina, so io. Scendi.

>> Come mai sei qui?

>> Ti devo parl

>> ora?

>> Sì, ora. Ok, arrivo.

>> Scusa,

cosa vuoi Danina?

>> Ma te chi sei?

>> Sono suo ragazzo. E me sei a pi per

culo.

>> No, no. Tu chi cazzo sei? Gira largo

prima di te un per il culo, dai. Non ho

capito bene.

>> Hai capito benissimo. Che cosa hai

detto?

>> Hai capito bene?

>> Fermi, che fate?

>> Chi cazzo è questo?

>> È un mio compagno di scuola. Compagno di

scuola. Chi cazzo è lui? Nina. Chi è

lui?

>> È il padre di Lilly.

>> Manuel,

a scuola io oggi non ci vengo, non ho

bisogno del solito passaggio, però

grazie.

Non ci vengo a scuola, hai capito? Vai!

>> Vado, vado.

Dot.

>> Sì.

>> Oh, ciao.

>> C'ho la mia prima lezione alla prima

ora.

>> Eh, vabbè, mancano 20 minuti, dai.

>> Sono tesa perché io non ho mai insegnato

niente a nessuno. Dante, come mi devo

presentare? Eh, poi è vero che sono

delle belve?

>> M

>> Hai parlato con Lombardi?

>> Sì, m'ha detto le peggio cose.

>> Tu non devi mai ascoltare a Lombardi un

diffusore di terrore. Non ascoltare mai.

>> Vabbè, ma mi aiuti?

>> Eh, sì.

>> Eh, dai, lascia stare sto cornetto.

>> No, non puoi. Senti, non stiamo più

insieme. Ma verrò qualcosa in più di un

cappuccio di un cornetto. No, dai,

>> dai, questo me lo mangiare De Angelis.

Fa niente, poi te lo ricordo.

>> Ah, eccoci qua, professoressa, la quinta

B. Eh,

>> come vedi è tutto normale, insomma. C'è

una lavagna classica. Per fortuna ancora

questa non l'hanno cambiata. Gessetti,

cancellino. Questa è la cattedra, i

banchi.

>> La fai finita le?

>> Eh, io ho studiato bene bene tutto il

programma. Penso di farcela. Però

smettila di fare il cretino che non

m'aiuti.

>> Posso dire una cosa? Sei sei pesante.

>> Sì, lo puoi dire. Lo dicono tutti.

>> Tutti? Chi?

>> Tutti. Dante, che vuole l'elenco. Dai.

No,

>> per favore, mi dici qualcosa che possa

aiutarmi davvero?

>> Va bene. Allora, dato che questa è la

tua prima lezione, io ti suggerirei

>> di fregartene dei programmi.

>> Io, se fossi te, inizierei parlando di

qualcosa che ti piace, che ami, no?

Tipo, adesso la prima cosa mi viene in

mente, non so, eh, me

>> però, eh. che sei Eh, devo sempre

scherzare.

>> Va tutto bene?

>> Non va bene,

>> va tutto bene.

>> Dai, questo lo odio però.

>> Ciao.

>> Ciao.

Sei arrivata presto oggi?

>> Anche tu?

>> Ma io arrivo sempre presto.

>> Come mai? Perché vengo in bici, ho il

terrore di trovare traffico.

>> Hai il terrore di trovare traffico in

bicicletta?

>> Beh, sai, il centro, l'ora di punta, i

lavori della metro.

>> Sei sicura di stare bene tu? Eh,

>> in che senso?

>> Niente, mi son capita io. Vuoi qualcosa?

>> Aspetta, ti do una mano.

>> No, no, ferma, non serve niente. Non

serve a niente.

>> Volevo solo

>> Volevi solo essere gentile, lo so, però

non serve. Scusa.

>> Tranquillo.

>> Tieni. No, no, grazie. Ho fatto

colazione da poco.

>> Ah, quanto sei noioso! La vuoi?

Beh, zitta dai.

>> Oh,

io con quel ragazzo che hai visto prima

c'ho una storia con lui.

È in classe con me.

>> Io c'ero prima di lui e non mi faccio

indietro. Io voglio vivere con te e con

nostra figlia.

>> Sì, ascolta.

>> No, ascoltami tu, Nina. Io ho pagato per

quello che ho fatto. In carcere ho

tenuto una buona condotta e prima di

uscire mi hanno trovato un lavoro a

Perugia in una fabbrica.

>> Ma Perugia è lontana?

>> Non mi importa dove sto. A me importa di

te.

Ma che non ti importa più niente di me?

Era bello stare insieme.

>> Sì, era bello. Però poi sono successe

tante cose e per colpa tua mi hanno

tolto Lilly.

>> Lo so,

mi dispiace.

Ma noi abbiamo sbagliato quella sera a

portarlo con noi. Eravamo genitori senza

neanche sapere che cosa significasse.

>> Tu stavi in brutti giri.

>> Lo so, ma tu sai che era per tirare su

qualche soldo per noi. Adesso non ci

casco più in quelle cose lì, te lo

prometto.

Comunque se veramente non ti importa più

niente di me, chiedo al giudice di

riavere Lili. Ora che l'ho visto non ci

rinuncio più. Starà un po' con me e un

po' con te.

Buongiorno.

Ciao. Buongiorno. Buongiorno.

Buongiorno.

>> Buongiorno. Mamma di Manuel.

>> Ciao Matteo. Buongiorno ragazzi.

Buongiorno. Buongiorno.

>> Buongiorno.

>> Ciao. Buongiorno.

Eccoci qua.

Ciao a tutti. Ehm, qualcuno di voi già

mi conosce perché io sono la mamma di

Manuel che tra l'altro è assente

ingiustificato e non capisco perché e va

bene.

Ehm, però da oggi sarò anche la

sostituta della vostra professoressa di

inglese.

>> No, vabbè, ma stupendo. Oh, give me

five.

>> Stai giù, stai giù.

Bene, ecco, io vorrei proprio

chiedervi di restare in silenzio, questo

silenzio, perché vorrei dirvi poche

parole che però amo tantissimo

e che sono

Bring Me the Sunset in a cap. Immagino

che sappiate cosa significino, giusto?

Lo sapete? Ditemi di sì, vi prego. Sì.

Ok. Benissimo.

>> È una metafora.

>> Certo, è una metafora.

>> Boh. A me invece mi pare una frase senza

senso.

>> Non è una frase, è un verso.

È un verso di una grandissima poetessa,

la più grande di tutti, Emily Dickinson.

Ecco, i versi dei grandi poeti non

seguono il senso comune delle cose.

>> Ma è un verso meraviglioso.

>> Sì.

>> E vuol dire portami il tramonto in una

tazza.

>> Eh, certo.

>> M E che vuol dire'? Dai Matte, per

favore,

con calma. Allora,

>> ciao Dante.

>> Ciao.

>> Ma che succede in quint?

>> Perché

>> e stanno così tutti tranquilli con una

nuova prozolessa.

>> E l'effetto Anita era inevitabile. Buon

lavoro.

>> Grazie. Ciao.

>> Ciao Manuel. Buongiorno.

Ciao.

>> Eh sì, ma grazie a questa cosa lei ce

l'ha fatta. Ammazzalo.

>> Cam scusa ritardo.

>> Buongiorno a tutti. Ciao.

>> Buongiorno, prof.

>> Buongiorno.

>> Ciao.

>> Beh, com'è andata?

>> Eh, non lo so. A chiedo a loro.

>> Com'è andata la nuova professoressa?

>> Benissimo.

>> Bene, professore. Meglio di lei. Manco

metti i voti,

>> eh, perché ancora non mi sono

organizzata con questo. Perché sta

attenta a te. Questo è il diavolo. Eh,

>> senti, ho seguito il tuo consiglio.

Grazie. Senti, eh, Manuel,

>> sembra una scuola seria questa, eh?

Guarda tua madre come se lo guarda.

>> Veramente vedo tuo padre come se guarda

mia madre. Comunque si può dire' che il

mondo fa schifo, che è tutto una merda,

se può di'.

>> Se può di'. Ancora non ci arrestano.

>> Eh, senti novità.

>> La novità è che Nina, invece di sta a

scuola con me, sta con Goran. Io sto a

soffrire come sorcio.

>> Con chi?

>> Goran. È il padre della ragazzina.

>> Come? Il padre della ragazzina.

>> È il padre della ragazzina. Ciao

ragazzi,

>> arrivederci.

>> Ciao. Grazie. Bravi.

>> Ragazzi, io capisco che avete passato

un'ora ammaliati da una strega, ma vi

pregherei di recuperare voi stessi

perché vorrei riprendere il discorso che

abamo cominciato sul caso e vorrei

aggiungervi un'altra parola che è la

parola

necessità.

Il caso della necessità, infatti, è il

titolo di un importante libro di un

grande pensatore biologo che si chiamava

Jacqu Monot. M chi ricorda il

significato filosofico della parola

necessità?

Inevitabilmente Laura. Prego.

>> Quad non potest non s

>> Brava. Si definisce necessità tutto ciò

che non può non essere, tutto ciò che

esiste per forza, appunto,

necessariamente. Esattamente il

contrario del caso, no? che invece è

ecco Laura. Sì,

>> quad potestess.

>> Ecco, brava. Ma solo Laura, cioè parla

solo nessuno, dai. Qualcuno un po' di

part eh Zeno Zeno. Quotest S. Cosa

significa?

>> Vuol dire ciò che può essere, che può

esistere,

>> ma

>> ma potrebbe anche non esistere.

>> E in quel caso che regno sarebbe?

>> Il regno del caso.

>> Brava. Non fare non ridere, non fare

battute, non dire niente.

>> Allora, a partire da queste

considerazioni, il Monot elaborò la

teoria del battito d'ali della farfalla

in cui ciò che avviene lontano da noi in

un'altra stanza, in un altro paese, in

un altro continente può comunque

influenzare la nostra vita, la nostra

esistenza. Vi faccio un esempio pratico.

Ecco, l'innalzamento delle temperature

terrestri, ok? Si sciolgono i ghiacciai

anche lontani da noi, ma l'effetto

arriva anche a noi perché l'innalzamento

del mare colpisce tutti quanti. Vi ha

aiutato a capire meglio questo?

>> Sì, sì.

>> Ok, Matteo, ripeti tu. No, sto

scherzando, sto scherzando.

No, no, non posso.

>> Eh, Virginia, certo che fare Shakespeare

è un'idea meravigliosa che poi io non ho

mai dimenticato, eh la tua superba

interpretazione di Lady Mcbe,

>> cara Attilio, sei sempre un uomo

adorabile.

Ma non faremo il McBet, faremo Romeo e

Giulietta. Fantastico. E E io potrei

interpretare un teebaldo un po'

attempato.

>> Mh. Stai attento perché potrei pensarci,

sai?

>> Zan. Ma metti una firma. Guarda che è

divertente. Questo laboratorio di teatro

pure il pomeriggio.

>> Eh, qualche volta sì.

>> Ah, ora quasi quasi. Almeno non torno a

casa. Ma te l'hai fatto pure l'anno

scorso?

>> E certo, per forza, perché c'ho una

mezza idea che forse dopo posso

diventare un attore.

>> Greta, tu non ti scrivi teatro?

No, no, teatro tira fuori cose che

dovrebbero rimanere segrete. Ci ho

provato un anno e ci sono rimasta molto

male. Oddio, perché?

Niente, lascia stare, non ne voglio

parlare. Ragazzi, per favore, un po' di

attenzione. Volevo informarvi di alcune

novità di quest'anno. Intanto i ruoli

ruoteranno tutti, quindi ci saranno

molti Romeo, molte Giuliette, molti

Tebaldo. Inoltre alterneremo i ruoli di

genere, per cui alcuni maschi faranno

Giulietta e alcune femmine Romeo. Che ne

dite? Vi piace?

>> Sì. Teatro sperimentale.

Buon divertimento.

>> Lu, che fai? Non ti scrivi?

>> No, tanto sicuramente Giulietta non la

farà fare a me.

>> Ma che dici? Guarda che è divertente

questa cosa di invertire i ruoli. Dai.

>> Oh oh,

>> scusami.

>> Vabbè, allora dillo che ce l'hai con me.

>> No, stavo solo fuggendo

>> da cosa? Dal corso. Io ho l'ansia per

dire anche una battuta di Romeo,

figuriamoci di Giulietta.

>> Non ti faceva così. Mao

>> che macio questo? No, questo è terrore

puro proprio.

Allora, io vado.

>> Ok. Eh, ciao ciao.

>> Ciao.

>> Ciao.

Vorresti anche tu pomeriggio?

>> No, mi fermo un'oretta, devo consultare

qualche libro in biblioteca.

>> Con i ragazzi come va?

Bene. Sì, mi sembrano molto in gamba.

>> Ma tu per caso hai mai più sentito o

rivisto qualcuno della tua classe?

Sul serio me lo chiedi?

>> Sì, perché?

Beh,

sai Dante, dopo quello che è successo

non avevamo tanta voglia di restare in

contatto.

Io, come dire, ho avuto una vita

abbastanza fortunata, ho fatto il mio

percorso, ho studiato fuori, però non

tutti hanno avuto la mia stessa forza.

>> In che senso?

>> Alba te la ricordi?

>> E certo, come faccio a non ricordarmi

Alba?

>> Ecco, lei non ha avuto la mia stessa

forza.

>> Sì, in effetti anche all'epoca non

riusci a dare l'esame di maturità. Mh.

L'ho incontrata un po' di tempo fa.

>> Ah, come sta?

>> Male. Sta molto male. Io, sai, stavo

cercando la sezione distaccata

dell'Istituto di astrofisica. Mi ero

perso

>> e a un certo punto ho avuto come una

visione, io quasi non la riconoscevo.

Erano tanti anni che non la vedevo, eh,

però l'ho trovata molto cambiata, era

trasandata.

>> Ma perché che le è successo?

Beh, mi ha detto di essere uscita da

poco da una comunità di recupero, quindi

immagino che abbiamo avuto problemi di

dipendenze e poi mi ha chiesto un

prestito.

Sì, io le ho dato quello che avevo con

me, poca roba, e poi lei è scappata, è

andata verso questa casa cantoniera

abbandonata.

>> Ma questo posto dov'era?

>> Sulla Flaminia, verso Sagrofano. Sì,

penso penso abiti lì.

>> Ma

>> scusami, tanto io adesso devo andare,

però.

>> Sì.

Ciao.

>> Ciao.

>> Salve. Scusi, sa se la quintacca è già

uscita?

>> Qui non c'è nessuna quintacca.

>> È impossibile.

>> E beh, i quinta arrivano soltanto fino

alla gente.

>> Ma mio amico studia qua.

>> Ah, sto qui da 10 anni. Io saprò se c'ha

quinta. Eh,

>> arrivederci.

>> Ciao Thomas. Senti, io sono qui davanti

a Sella, ti cercavo, volevo vederti e la

bidella mi ha detto che la quintacca non

non esiste. Mi spieghi che succede?

Ciao.

>> Senti, lascia stare, è colpa mia, ho

sbagliato a cercarti. Scusa davvero. Fai

come se non ci fossimo mai visti. Ciao

Simone.

Ina, senza giri di parole, mi devi dire

se sei ancora innamorata di Gor?

>> Non lo so.

>> Sincera, per favore.

>> T'ho detto che non lo so, però a

rivederlo m'ha fatto un effetto strano.

>> Strano, che vuol di strano? Nina

>> è il padre di Lilly. Non posso far finta

che non esista. Allora, la situazione è

questa. Se vuoi sta con me, devi

chiudere con lui. Punto.

>> Ma come cazzo fai a chiedermi una cosa

del genere?

>> Dimmi almeno a chi vuoi bene. Vuoi bene

a me o vuoi bene a lui?

>> Zio Manuel, non mi devi tormentare. T'ho

detto che non lo so.

>> Vuoi bene a tutti e due? Non ce so a

faare sta cosa. Non mi va bene. Eh,

>> tu lo sai quanto io l'ho odiato per

quello che m' ha fatto passare, però

forse senza saperlo io ho continuato a

pensarlo anche mentre stava dentro.

>> E poi non è solo questo.

>> Pensa che a me mi basta. Avanza questo.

>> Io sono sicura che con lui riuscirò a

riottenere Lindy. È suo padre. È stato

un detenuto modello. Riconosco ai

giudici, se la ridaranno.

Alba,

ciao. Scusa, non ti volevo spaventare,

sono

tanta. Mi riconosci?

>> Professore?

Ti posso abbracciare?

>> Sì.

>> No, perché il Leone adesso insegna nella

mia stessa scuola, guarda la casualità

nella vita, no? E è stato lui a dirmi,

appunto, che stavi qua, che non te la

passavi particolarmente bene.

Così volevo soltanto sapere come va,

come stai. Ecco,

>> come sto? Sono ehm stanca,

>> no? Perché Leone mi ha detto che hai

anche bisogno di soldi, insomma. Ecco.

>> Sì. Eh,

adesso sto facendo un lavoro da Fioraia,

paga poco in nero, non so quanto durerà,

però ora sto cercando un altro lavoro,

quindi piano piano sistemo tutto.

>> Sì, però quello che ti volevo dire è che

forse

>> No, mi scusi professore, io ho bisogno

di andare a riposare adesso e mi

dispiace, devo

>> Aspetta, aspetta, aspetta, aspetta un

attimo. Io ti avrei portato questi.

>> No, no, no,

>> no. Allora, non è un regalo, è un

prestito. Me li ridai, anche perché ne

ho bisogno anch'io. Me li ridai?

Grazie.

Grazie. Prego.

I can see your eyes how much shining.

in your eyes all the sun tears

all of your dream

let sple

please don't cry cry cry cry cry

If you told me you know always be

by your

shine

shine.

>> Oh, ma

>> Manuel, ma dove sei? Sono le 3:00 di

notte. Mannaggia la miseria! Ma t'è

successo qualcosa?

>> Eh no, mi sono scordato di ditta che

dormivo da Nina stanotte.

>> Come parli? C'hai una voce?

>> Eh, c'ho una voce perché

stavo a fa roba.

>> Oh, santa pacia. Vabbè, senti, scusami

anche con Nina, però per cortesia, la

prossima volta se fai così tardi, mi

avverti, Manuel, eh? Perché mi devi fa

sempre stare in pensiero a me? In pena

devo stare io. Mi spieghi perché? Per

quale motivo?

>> Ciao Ma. Ciao

beautiful star.

Beautiful.

Oh! Oh! Posso entrare un attimo? Sì,

vieni.

Che c'è?

T'ho chiamato stanotte, non mi hai

risposto.

>> Sì, ho visto la chiamata prima, scusami,

ma stavo già dormendo. È successo

qualcosa?

Ho parlato con Nina.

>> Com'è andato?

>> Male. Abbiamo chiuso.

>> Avete chiuso?

>> Sì.

>> Dimmi un po'

>> che ti devo dire. Non lo so.

Ho capito che forse non m'ha mai amato.

Eh, sta cosa pesante per me. Mi

dispiace.

Guarda, lo so che sembra una frase

fatta, però col tempo tutto passa, ti

dimentichi di

>> Sì, Simo, io non son venuto solo per

dirti questo, son venuto per dirti anche

un'altra cosa.

Dimmi.

>> Me ne vado.

>> Te ne vai?

>> Sì.

>> Che vuol dire te ne vai?

>> Lascio Roma, lascio la scuola, voglio

viaggiare un po'. Ecco. Ma

>> nonna ma che stai dicendo? Scusa, ma i

soldi poi dove li prendi?

>> Mio padre mi ha dato un po' di soldi

tempo fa, li voglio sfruttare per

viaggiare.

>> Appena incominciata la scuola. Ma non ci

pensi alle persone che ti vogliono bene?

Scusa,

>> a tua madre e a me ci pensi?

>> Sì, ci penso, però so convinto che se

rimango qua faccio un'altra delle

cazzate mie. Non me va, Simo, non me va.

>> Secondo me ti devi dare del tempo per

pensarci. Pensaci, ragionaci, fai quello

che vuoi, ma ma ci devi pensare.

>> Simò,

ho preso il biglietto, parto domani

mattina all'alba.

Dove vai?

Francoforte, poi mi sposto

>> quando torni.

>> So manco se torno. Simone,

non mi dice niente.

Non lo so. Sei l'unico a cui l'ho detto.

Dimmi qualcosa.

>> Che ti devo dire?

>> Non lo so. Qualcosa.

[ __ ] [ __ ]

[ __ ] pure te. Dai, vi qua.

Ciao avanti.

>> Permesso, professore. Buongiorno.

>> Sonia, come sta? Che piacere. Bene.

Piacere mio.

>> Prego.

>> Ce l'ha un minuto?

>> Sì, certo.

>> Ti devo parlare, ti devo parlare.

>> Ho capito.

>> No, pensavo che non sentissi col vetro.

>> Ho sentito.

>> Brutte notizie.

>> Eh, posso un po' nota.

>> Che è successo?

>> Eh, eh, Manuel non si sposa più.

>> Ma stai scherzando?

>> No, no. Oddio,

>> diciamo che gli è successa una di quelle

cose che la sua età potrebbero anche

fargli un po' male, no? Cioè Nina ha

cominciato a rifrequentare il suo ex

Goran,

>> ma non stava in carcere.

>> È uscito,

>> è scappato.

>> Ma che scappat? Non è scappato, è uscito

semplicemente, soltanto che lui e Nina

adesso hanno deciso di chiedere di

riavere la bambina. Io questo lo so

perché è venuta l'assistente sociale, te

la ricordi? No.

>> Eh, per farmi qualche domanda su Goran.

>> Ma perché Manuel non m'ha detto niente a

me? Scusa.

>> Eh, perché magari si vergogna

d'ammettere davanti a te che Ninna gli

ha preferito quell'altro, che ne so.

Vieni con me. C'hai fame?

>> No, no, no.

>> Che poi, certo, Manuel starà anche

passando un brutto momento.

>> Eh.

>> Eh, però

almeno io respiro,

vuoi?

>> No, no,

>> manco io ne va più. Sposarsi era una

tale cazzata.

L'avrebbero pagata tutti e due, anzi

tutti e tre, perché c'è la bambina, non

ci dimentichiamo. Troppo giovani, troppo

folli. Eh, Folie ce l'abbiamo anche noi

adulti, no? Anzi, secondo me con l'età

peggiorano pure.

>> No, eh

>> no. Dante, che Dante

>> che fai Dante?

>> Faccio niente.

>> Fai un sacco di cose, per favore.

Fa

>> un sacco di cose, Dante. Oh, Dante e noi

non stiamo più insieme,

>> eh. Ce lo siamo detto, no?

>> Tra l'azzurro e il n

>> Sì, perché stiamo meglio, giusto?

>> Siamo meglio,

>> giusto?

>> Siamo meglio. Sì.

>> Oh! Allora,

>> eh

il passato non dimentica,

il futuro fa ginnastica,

si prepara tutti i giorni per te.

Canta un po' al bacchiare, un po' My.

Schiaccia il tasto che

>> ecco, me lo ricordavo scomodo questo

div.

E poi così

tu sei qui andare in un qualsiasi lunedì

udini

che toglie le catene al mondo in fondo.

Un inganno non è.

È solo una follia,

un salto nel vento,

un'ora nello spazio, un punto nel tempo

e un giorno che va via, un appuntamento,

un battito perpetuo

che cura fratello.

เ

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