Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
- E' là ! - Andiamo a prenderla !
Prendiamola !
Laggiù !
- Via da lì ! Andiamo ! - Via !
Argh ! Ah !
Andiamo !
Ragazze, ragazze !
Via !
Ehi !
Forza !
Ah ! Ah !
Ah !
Dormi, Nadia, domani è un giorno importante.
Cerca di riposare.
Si chiede il riconoscimento delle attenuanti generiche
con una riduzione di pena, avendo l'imputata confessato il reato
e avendo manifestato pentimento per l'omicidio di Egidio Calbi.
La Schirò vorrebbe leggere una lettera ai familiari.
Chiederemo di metterla agli atti.
Se la controparte non ha nulla da obiettare...
può procedere.
Legga pure.
"Io Nadia Schirò desidero chiedere perdono"
"a Egidio Calbi e ai suoi familiari."
"Hanno perso una persona speciale"
"un essere umano come ne nascono pochi"
"e del quale in tanti oggi si sentono orfani."
"So che è difficile credermi, ma... spero che qualcuno mi darà credito."
"Con tutto il mio cuore"
"avrei voluto e vorrei ancora adesso essere al suo posto."
"Purtroppo le cose sono andate come sono andate"
"e sono io la prima a non potermelo perdonare."
"Sarà per sempre la mia più grande e terribile condanna."
- Dottoressa Tataranni ? - La firma. - Sì.
Presidente, come ha giustamente ricordato l'avvocato...
Sei mancina ?
Sì, perché ?
-Le monache la chiamavano "mano del diavolo". -Anche Lombroso diceva
che tra i mancini ci sono più assassini.
Evidentemente aveva ragione.
Lo diceva 120 anni fa.
Teoria superata, no ?
Dobbiamo stare tutto il giorno a parlare di Lombroso ?
La prego, andiamo avanti.
- Perché hai fretta di chiudere ? - Tataranni, che le succede ?
Si attenga alle procedure.
Scusate, devo chiedere la momentanea sospensione dell'udienza
perché... non mi sto sentendo bene.
L'udienza è sospesa per mezz'ora.
Prenda potassio e magnesio. Non si deve stressare.
Sei sempre molto premurosa.
I pazienti hanno perso tanto.
Oltre a Calbi, anche te.
Perché hai tanta fretta di chiudere il processo ?
- Hai paura di tradirti ? - Che cosa dice ?
I mancini non sono più assassini di altri.
- Nel mio caso è così. - Coprire un reato è grave quanto commetterlo.
Se esce fuori che non hai ucciso Calbi, ti sogni il patteggiamento.
Potresti essere accusata di complicità con l'assassino.
Lei vorrebbe farmi credere
che una rea confessa sia da ritenersi innocente
per avere detto "andiamo avanti" ?
Lo disse anche Amatore Sciesa, mentre lo portavano alla forca.
Sa che cosa disse ? "Tiremm innanz !"
Nadia ha troppa fretta.
E lei non ne ha abbastanza !
Non possiamo tenere in piedi tutti questi fascicoli in Procura !
Il giudice a quando avrebbe aggiornato l'udienza ?
- Una settimana. - O lei mi chiude il patteggiamento
o la sollevo dall'incarico, lo tenga ben presente.
Comunque, fu fucilato.
Chi ?
Chi è che fu fucilato ?
Sciesa. Il boia morì qualche giorno prima.
Bel colpo di fortuna.
"E' la segreteria di Valentina De Ruggeri."
Quando finirà questa condanna ?
- Pietro ! - Imma.
- Hai deciso di tornare ? - No, devo andare a Metaponto.
Devo prendere delle cose. Posso entrare o...
- "O" ? - O c'è qualcuno ?
-C'era Brad Pitt, poi si è calato dalla finestra. -Ah.
- Sto scherzando. - Vabbè.
- Avevo capito. - Come no...
Facciamo in fretta, sono stanca.
Non posso fare io la valigia ?
- No, perché poi li stropicci e bisogna ristirarli. - Vabbè.
Hai sentito Valentina ?
Sì, l'ho sentita stamattina.
A me risponde ogni morte di papa.
- Così li stropicci tu. - Te li fai stirare da tua madre !
- Tanto non ha niente da fare. - Eh.
Ho l'impressione che mia figlia non voglia parlarmi.
Tu fai troppe supposizioni.
- Forse hai la coda di paglia. - Che dici ?
- E' stata sempre dalla tua parte. - Sta vivendo un momento difficile.
-Non si aspettava che la famiglia... -Si spaccasse per colpa mia ?
Sa che la responsabilità è di entrambi.
Ma a te risponde e a me no.
Prova a chiamarla di meno, vedrai che ti risponderà.
- Viene anche lei a Metaponto ? - No, rimane a Bari.
- Ha un esame a settembre e non vuole distrarsi. - Ah, capito.
Grazie del caffè che mi sono fatto.
- Grazie anche per la valigia. - Grazie a te.
Pietro, stavi dimenticando questo.
No, queste sono le carte.
- Le carte che devi firmare. - Perché ?
Per la separazione lampo.
- Consensuale ? - Certo.
A settembre è finita, non diamo i soldi agli avvocati.
In questo sono consensuale anche io. E va bene.
Do un'occhiata e ti faccio sapere.
Vado.
Dottoressa ! Dottoressa !
- Ciao, Elenka. - Buongiorno.
E' arrivata questa per la De Santis, ma è già salita.
Gliela porto io, grazie.
"Ministero di Grazia e Giustizia"...
Imma, niente ferie ?
Ora non sono la mia priorità.
Quando mai... Ho sentito che vuoi riaprire il caso Calbi.
Chi te lo fa fare ?
Professionalità, vocazione, senso del dovere... Conosci ?
Sì, ti ricordo che sono sposata con un prefetto.
Pietro è già a Metaponto ?
Sì, hai presente "Quando la moglie è in vacanza" ? In vacanza ci sta lui.
Quando io e mio marito abbiamo avuto una pausa di riflessione
sono state le vacanze più brutte della nostra vita.
Sicura che per lui la vacanza più brutta della sua vita
non sia stata quando la pausa di riflessione è finita ?
- Buongiorno, come stai oggi ? - Io sto sempre bene.
Questa è tua, non sono fatti miei.
Tutto a posto ? Qualche rogna ?
No, era il report sul tirocinio per il giudice di pace.
Che fanno, ti chiedono come stai ?
- No... - Vabbè, dài, lasciamo perdere.
- A disposizione, cominciamo. - Sì...
Allora, noi abbiamo un'infermiera che scioglie del Paracetamolo
nel bicchiere di un uomo allergico per provocare uno shock anafilattico
e punirlo perché non ricambiava il suo amore. - Movente passionale.
Sì, ma Nadia Schirò ha confessato anche che ce l'aveva con Calbi
perché le aveva promesso un posto nel nuovo ospedale
e poi non l'ha fatto più. - E c'è l'aranciata
pagata con il bancomat della Schirò al supermercato.
- Nel filmato si vede lei che esce. - Si vede una compatibile con lei.
Mi hanno colpito le parole che lei usa nella lettera.
-"Vorrei essere al suo posto." -"Vorrei essere al posto del morto."
In America il 30% degli errori giudiziari
è dovuto a false confessioni. - Vabbè, ma gli americani...
La sua confessione ci ha fatto vedere il bicchiere mezzo pieno.
Ci siamo concentrati soltanto su quello, anche io !
Le prove portavano a lei e l'ho spinta a confessare
invece avrei dovuto approfondire.
Ufficio della dottoressa Tataranni.
Se la sua compagna di cella non si fosse sentita poco bene
e non fosse tornata prima dalla lavanderia
noi ora non saremmo qui.
Dobbiamo sperare che non sia stata troppo tempo in ipossia.
-Si riprenderà ? -E' molto difficile fare previsioni.
Faremo il possibile, ma è importante
che anche la paziente abbia voglia di sopravvivere.
Non smettiamo di sperare.
- Eh ? Con permesso. - Arrivederci.
Imma, a che pensi ?
Santina ! Diana, vieni con me.
Santina !
Sei una monella ! Mi avevi detto che saresti venuta a trovarmi.
Scusa, non ho avuto tempo. Lei è Diana, la mia cancelliera.
- Piacere. - Buongiorno. - Che hai avuto ? - Mezzo infarto.
Solo mezzo, però.
Se era intero, io già stavo al Creatore.
Povera Nadia.
Speriamo che si riprenda.
- Lo speriamo tutti. - Ma se si riprende, la riportate in carcere
e questo non è giusto. - In che senso ?
Ha confessato di avere ucciso Calbi perché non voleva stare con lei.
E' quello che a me non torna.
Io li vedevo, quando venivano a fare le visite e i controlli.
Erano amici, sì
ma non pensavo proprio che avessero una relazione.
- Imma ? - Mmm ? - Se ti dico una cosa
mi giuri che non la dici a nessuno ? - Te lo giuro. Che cosa ? Dimmi.
Tanto tempo fa, quando la buonanima di Calbi era ancora viva
venne a trovarmi una mia nipote.
Lei appartiene a uno di quei gruppi...
Tbc, Cbc...
Insomma, omosessuale.
Mica c'è da vergognarsi o nascondersi !
Se lo sei e te lo tieni per te, va bene
ma perché lo devi dire ai quattro venti ?
Quando è venuta a trovarmi, si è incontrata con Nadia.
Appena è uscita dalla stanza, lo sai che mi ha detto ?
Aveva già visto Nadia
in una riunione di un gruppo lesbico.
Dici sempre che i casi non si risolvono con le sensazioni.
Ora ti fidi della nipote della signora ?
Santina mi ha riportato un'informazione, non una sensazione.
Quando ero ricoverata qui, Nadia mi ha fatto capire
che aveva una storia d'amore che la faceva soffrire.
Non è raro che una relazione omosessuale in provincia
venga ostacolata fino a farla diventare irrealizzabile.
Se non si trattava di Calbi, allora decade il movente passionale
però rimane in piedi il movente del lavoro.
Sì, ma senza lo sfondo passionale, il movente risulta debole.
La confessione di Nadia è stata un pezzo di teatro
recitato da una brava attrice ?
Per un pubblico un po' distratto.
Non ti dare la croce addosso.
Dovevo portare a termine il patteggiamento.
- Dove la porto ? - In Procura.
Scusate, faccio una cosa veloce veloce.
- Pronto, Diana ? - Sì ?
- Eh ? - Sto lavorando, Cleo.
- Diana ! - E' un'emergenza, Capozza, un attimo ! - Diana !
Pronto, dimmi. - Non ti se... Non ti sento !
- Perché parlo piano. - Sì. - Non posso parlare.
- Ah, non puoi parlare ? - No.
- Va bene, ci sentiamo dopo. - E' meglio, dài.
- Diana, a che ora ? - Non lo so, poi capiamo. - Eh ?
Sì, sì, va bene.
Va bene, ciao, ciao.
- Zia ! - Eh ?
E' tanto che stai qui ?
In questa casa ? Da una vita !
Negli ultimi tempi si svegliava con gli incubi ed era molto agitata.
Non ha detto niente che possa farci capire il motivo del suo gesto ?
No, non parlava molto di lei
però qualche sera fa mi ha detto
che si sentiva molto in colpa per non avere potuto salvare
una persona molto buona che conosceva.
- "Salvare" ? Ha detto proprio così ? - Sì.
Non ho capito che cosa voleva dire.
Tu non gliel'hai chiesto ?
No, il bimbo ha iniziato a piangere.
- Quello era il suo letto. - Quello lì ? - Sì, quello.
Questa scritta da quanto sta qui ?
Non l'ho mai vista.
Sei sicura ? Magari non te ne sei accorta.
Sono qui da sei mesi. Ieri questa scritta non c'era.
Che cosa c'entra questa Suor Agnese con Calbi ?
Nella cella di Nadia è comparsa questa scritta che prima non c'era.
L'avrà fatta Nadia dopo che ho insinuato la sua innocenza.
E' qui che si evidenzia il seme della sua follia !
Il nostro compito è insinuare colpevolezza, non innocenza !
Vuole fare girare il mondo al contrario ?
Sa che forse lei ha ragione ?
Se non ci sono le basi per lei, io mi faccio da parte
e il caso lo ridà alla D'Antonio, tanto dovrebbe essere tornata.
Qui c'è una sconsiderata che ha creduto a una falsa testimonianza
ha interrotto un processo e ha indotto una ragazza al suicidio
quindi questa sconsiderata rimette ufficialmente il suo mandato.
- Arrivederci. - Tataranni !
Dottoressa !
Lei ha preso un impegno con me. Se lo ricorda ? Eh ?
Torni al lavoro, forza.
Che ti è successo ?
Da qualche giorno hai una faccia che mi puzza.
- No, tutto a posto. - Mmm.
- Pietro come sta ? - Normale amministrazione.
Mmm. E' un sacco di tempo che non mi viene a trovare.
Quello è il lavoro.
Lo sai che è tanto impegnato.
Se lo dici tu...
Invece Valentina mi chiama tutti i giorni.
- Veramente ? Che dice ? - Tu non la senti ?
Certo, però magari con te si confida di più, no ?
Mi sa che ha un fidanzatino.
- Veramente ? - Eh. - Chi sarebbe ?
Il nome non l'ha detto.
Però il conosco il nome della fidanzata di tuo cugino.
Ah. Sono sempre l'ultima a sapere le cose.
Come si chiamerebbe questa ?
Come la tua cancelliera, Diana.
Le multe, il divano, il giudice di pace...
Tre indizi fanno una prova.
Che fai, cuginetta ?
- Apparecchio anche per te ? - Sì, grazie. - Bene !
Zia, stasera abbiamo anche l'ospite d'onore, hai visto ?
- Finalmente ! - Vuoi una mano ?
- Brava, sì. - Eh.
- Mi dispiace. - Per che cosa ?
- Che si sia dimenticata di Pietro. - Forse non c'entra la malattia.
Si tratta più di una rimozione, il suo cervello ha deciso per lei.
Permettimi, ma se succedono queste cose
per quanto siano dolorose, è la cosa migliore.
"Si chiude una porta e si apre un portone" !
Che bolle in pentola ?
- "Che bolle in pentola" ? - Eh.
- Fave e cicoria. - "Fave e cicoria" ?
Con il minipimer le hai passate ? Sei veramente di Torino.
Hai studiato così tanto per diventare giudice di pace
e adesso vuoi rinunciare ?
- Ho paura che Imma la prenderebbe male. - Sto parlando di te. - Eh...
Che significa per te la cosa del giudice di pace ?
Vorrebbe dire fare un passo avanti nella mia vita
e dimostrare a tutti, pure al mio ex
che anch'io posso prendere decisioni giuste per gli altri. - Aspetta.
- Sei già stanco ? - No !
Sono... solo 10.000 passi, quasi otto chilometri.
Hai buttato giù 500 calorie !
Comunque, la tua risposta è troppo convincente per rinunciare.
Imma è tua amica e dovrebbe volere il tuo bene. O no ?
Non voglio darle una pugnalata
proprio adesso che ha problemi con il marito, la figlia e il lavoro.
- Non so che cosa dire. - Eh...
Che devi dire tu ? E' già tanto che mi stai a sentire.
Sei proprio un amico.
- Vabbè, dài, che ci mancano ancora 10.000 passi. - Quanti ?
Oddio...
Mamma, che hai ? Sembra che tu abbia visto un fantasma.
- Erano due, bianche bianche ! - Che stai dicendo ?
- Quello se ne deve andare da casa nostra. - Perché ?
- Quello è un amico mio. - Dimmi la verità.
- Voi dormite insieme ? - Certo.
- Oh, Madonna mia ! - Che hai oggi ? Sei impazzita ?
- Fino a quando resta ? - Ferragosto.
- "Ferragosto" ? - Ad agosto la residenza artistica è chiusa.
Vasco deve scrivere il primo capitolo del suo romanzo.
- Ci vuole una settimana ? - Manzoni ha impiegato più di venti anni
per scrivere "I promessi sposi".
Quando parli non sei mai utile, pensaci.
Mamma, non mi hai mai permesso di portare un amico a casa.
- Ho fatto bene, visti i risultati. - Quali ?
Dovresti stare qui con tua moglie, non con quello !
La storia con Imma è finita !
- Mi stai dicendo che a Ferragosto non viene ? - Certo che no.
No, no, questo tu e tua moglie non me lo potete proprio fare.
Ferragosto è sacro !
E' un rito di famiglia !
Per 363 giorni all'anno potete fare come vi pare
ma a Natale e a Ferragosto io non sento ragioni !
A casa mia si fa come dico io ! Si sta tutti insieme, dillo a Imma !
Non urlare, ci sentono i vicini.
Tua madre ha ragione.
- C'è un po' di caffè ? - Si accomodi, ci penso io.
Vorrei prenderlo in piedi al volo.
- La mattina non sono un tipo socievole. - A chi lo dici...
Pietro, Imma deve venire.
Anche se non ci si ama più, c'è sempre una famiglia.
Però ha ragione.
- Io la conosco, sa ? - Anche io l'ho vista spesso, abito qui vicino.
Ma questa chiesa non ha visto spesso lei.
Il mio cammino non prevede tante stazioni.
Come mai questa visita ?
Una ragazza ha tentato il suicidio. Era in carcere, rea confessa.
La notte prima ha scritto nella propria cella un nome.
- "Suor Agnese". - Non c'è nessuna Suor Agnese qui. - In passato ?
Negli ultimi 30 anni no.
Siamo fermi ad Adele, Anna, Annamaria, Alda, Adelaide e basta.
- Tre Anne, per la precisione. - Che memoria !
Questa è l'unica congregazione femminile di Matera.
- Va bene, come non detto. - Però...
Fino a venti anni fa, più o meno, qui c'era un'altra congregazione.
- Erano solo suore. - Quale ?
- Le Monacelle, a Via del Riscatto. - Mi ricordo.
Ora c'è una fondazione, però potrebbe controllare con l'archivio.
- Grazie mille, mi è stata di grande aiuto. - Si figuri.
Nome delle sorelle con la "P" ?
Paola, Petra, Piera e Priscilla.
- Che il Signore la preservi sempre. - Arrivederci.
C'è nessuno ?
- C'è nessuno ? - Chi siete ?
Cercavo Suor Agnese !
- Eccola. - Chi ? - Suor Agnese, è il titolo del quadro.
La protagonista è in cima alle scale.
-E' realmente esistita ? -Ha fondato il collegio delle Monacelle.
Siamo alla fine del '500.
Il quadro racconta un fatto leggendario, ma realmente accaduto.
A costo della vita, la suora difese le orfanelle
minacciate dall'orda dei soldati stupratori.
- Quando è stato dipinto ? - Una ventina di anni fa.
- Da chi ? - Madre Teresa Iacovone.
- E' stata l'ultima direttrice prima della chiusura. - E' viva ?
E' al Convento di Santa Susanna ad Altamura. Monache di clausura.
Si può sapere se una ragazzina ha frequentato questo collegio ?
-Era un'orfanella o la figlia di una famiglia povera ? -Un'orfana.
Nadia Schirò. Il cognome gliel'ha dato l'ufficiale di stato civile.
- A che età le bambine frequentavano il collegio ? - Dai sei ai 18 anni.
- Non c'è ? - Le ultime classi non hanno avuto archiviazione.
- Sto vedendo nello schedario delle singole collegiali. - Perché ?
C'era aria di smobilitazione.
- Eccola qui. - Ecco !
"Orfana di padre e madre, entra in collegio a sei anni"
"in seguito a un affido a una zia abrogato."
"Esce a 17 anni nel 2005."
Il collegio ha chiuso per motivi economici.
- Le suore che fine hanno fatto ? - Quelle rimaste sono andate altrove
come Madre Teresa. La chiesa ha venduto tutte le proprietà.
Per qualche anno è rimasta una masseria in località Calesse.
Si chiamava Le Monacelle, come il convento. Venduta anche quella.
Ventura, ma qui 20, 25 anni fa è successo qualcosa di strano ?
Non lo so, una caduta, un incidente particolare... Se lo ricorda ?
Io all'epoca non ero qui
ma di questa cosa che anche io avevo saputo
nessuna suora aveva mai voluto parlare.
- Pronto ? - Maria !
- Alessandro ! - Come va ? Come stai ?
- Che coincidenza ! Stavo pensando alle gemelle. - Davvero ? - Sì.
- Domani vado a Metaponto e ho preso due lettini in più. - Per chi ?
Come "per chi" ? Per Michela e Francesca.
Che pensiero gentile ! Ma non credo che sarà possibile.
Mio suocero purtroppo si è ripreso. Anzi, per fortuna.
Mia moglie ha programmato le ferie a Ischia. Ci sarei andato
ma la Tataranni ha riaperto il caso Calbi.
Quella donna è un castigo di Dio.
Maria, ti posso chiedere...
- Ci sono impicci ? - No, niente di importante, dimmi.
Salutiamoci, prima di partire !
Vienimi a trovare a Metaponto.
Che... Che bella idea questa !
Posso salutare anche tuo marito. Tuo marito c'è, giusto ?
Maria ! - Certo che c'è mio marito.
- E' permesso ? - Non mi pare che tu ti sia posto il problema !
- Va bene, procuratore. - Come "procuratore" ? Pronto ?
- Gliela faccio avere il prima possibile, a presto. - Maria ?
- Dimmi. - Incidente Monacelle, fine anni '90, inizio 2000.
- Me lo puoi verificare ? - Dammi una mezz'ora.
In mezz'ora si possono compiere stragi e omicidi
e disperdersi civiltà.
Napoleone è stato sconfitto in meno tempo a Waterloo.
Napoleone faceva l'orario flessibile, io no.
Pie-tro ! Pie-tro !
Mia moglie. Pronto, Imma ?
Pietro ? Non sento !
- Che è questo casino ? - Il solito aperitivo allo stabilimento.
"Solito aperitivo" ? Ci andiamo da anni e non l'abbiamo mai fatto.
- La vita cambia, Imma. - Come ci si sente ? - Alla grande.
- Sono contenta per te. - Non sembrerebbe.
Non tutti reagiscono allo stesso modo davanti a una separazione.
- Che cosa vuoi ? - Sto leggendo i documenti che mi hai dato.
Dobbiamo fare l'inventario.
- Lo possiamo fare per telefono. - No, scordatelo.
- Prima facciamo l'inventario e poi firmo le carte. - Va bene.
Senti, vieni al pranzo di Ferragosto ?
E' l'ultimo dei miei pensieri.
Ho capito, sei arrabbiata. Ci sentiamo un'altra volta.
Allora, è dei nostri ?
L'ho quasi convinta !
- Buongiorno. - Hai fatto le ore piccole ?
- No, perché ? - Hai la faccia stanca.
Ah, dici ?
Ma...
Eh... Forse non ho dormito tanto bene stanotte.
Nemmeno io, mia madre mi ha chiamata a mezzanotte.
- Mio cugino non era tornato a casa. - Ah, mi dispiace.
Poi è tornato, sì ?
- Tu che dici ? - Io ? Che ne so io ?
Questa è la prima ricerca della mattina della Moliterni.
- Ah, ne ha fatte altre ? - Non mi risulta.
C'è stato un incidente alle Monacelle.
"1999."
"Madre Teresa Iacovone, caduta in circostanze non chiarite"
"dalle scale che portano dal matroneo alla cappella"
"ricoverata in prognosi riservata, poi convocata dalla polizia."
Ma non ha sporto denuncia.
- Sai chi è lei ? - No. - L'autrice del quadro con Suor Agnese.
Ah, che fine ha fatto ?
Si è trasferita in un altro convento.
Hanno tenuto in piedi una struttura in località Calesse.
Località Calesse...
- Non si trova sulla strada per Montescaglioso ? - Verifico.
Verificami anche dove si trova esattamente il nuovo ospedale.
- Va bene. - Grazie. - Prego.
Conosco Nadia Schirò come conosco tutti i miei dipendenti.
Lei lavorava per una cooperativa.
Una brava ragazza, gentile e premurosa.
Sono rimasta sorpresa, quando ho saputo dell'omicidio.
- Neanche un po' d'acqua ? - No, grazie.
Sull'argomento credo di avervi detto tutto durante la prima inchiesta.
Non capisco perché state riaprendo il caso.
Nadia Schirò ha tentato il suicidio.
Sì, questa cosa mi ha molto rattristata
e ho pensato a lei.
- A me ? - Sì, a lei.
Ho pensato che chi giudica secondo la Legge
ha una grossa responsabilità.
- Sa che Nadia ha frequentato il collegio delle Monacelle ? - No.
- Ma conosce la fondazione ? - Sì.
La masseria era proprietà di mio marito, Andrea Nicoletti
che la acquistò quando la misero in vendita. - Per questo sono qui.
- Ah. - Quanti anni aveva, quando è morto suo marito ?
- 25. - Da quanto eravate sposati ? - Da tre anni.
Quanti ettari ci sono qui ?
Tanti, ma solo tre sono del mio piccolo ortale.
- Possiamo coltivare... - E accogliere nella parte restante
questo gigantesco figlio. - L'ospedale ? Non è proprio così.
Il terreno da circa tre anni è gestito da una cooperativa
di cui io faccio parte all'8%.
- Così evitiamo ogni conflitto d'interesse. - No.
Non ho ceduto la gestione per questo
ma per non affrontare da sola le spese di avviamento tributario.
- Quando finiranno i lavori ? - Tra due mesi.
Mi scusi.
Prego.
Diana, è urgente ?
C'è stato un improvviso peggioramento.
Dai tabulati analitici non risultano sbalzi nei valori
quindi io ritengo che si sia trattato di una crisi asmatica.
A che cosa sarebbe dovuta ?
- Può dipendere da molti fattori. - Lei era di turno ?
Sì.
Non ci si abitua mai, eh ?
Alla morte sì, ma non ci si abitua mai al dolore di chi resta.
Quello, dopo tanti anni, fa ancora male.
Nadia era orfana, ma qui aveva trovato un po' la sua famiglia.
Non ha mai fatto niente di male.
Come "non ha fatto niente di male" ? Ha ucciso Calbi.
No, sì, intendevo che non ha fatto niente di male
prima dell'omicidio.
E' stato un delitto d'impeto, no ?
Non esiste per la Legge, dottore.
In che rapporti era con Nadia Schirò ?
- Vi conoscevate bene ? Vi frequentavate ? - No, no.
Lavoravamo nello stesso ospedale, tutto qui.
Ora devo fare il giro del reparto, se permettete.
Se permette, noi vorremmo restare ancora un po'.
Sì, allora avviso gli addetti.
Con permesso...
Quanta fretta !
Troppa fretta.
Domani raschia il fondo del barile su Calbi
e chiedi i tabulati telefonici di Masciandaro.
- Dottoressa, prende qualcosa ? - Una centrifuga.
- Due centrifughe, per favore. - Va bene.
Il movente passionale non tiene più.
Per lei la passione non è un movente sufficiente per un delitto ?
Tra Schirò e Calbi non c'era una relazione.
Le telefonate fra i due testimoniano solo un'amicizia.
- Grazie. - Grazie.
Ma Nadia ha confessato l'omicidio.
Potrebbe averlo commesso per conto di qualcun altro
con un movente più forte. - Certo...
Ssh... Sento un rumore molto fastidioso. Lei non lo sente ?
Come graffi sul vetro. Lei si arrampica sugli specchi !
Ho chiesto i tabulati telefonici di un collega di Calbi.
- Serve pazienza. - Così arriviamo a ottobre !
Io esigo sempre giustizia e verità, ma vorrei andare in vacanza. Posso ?
- Tranquillo, ci andrà. - Grazie.
Io vorrei parlare con Madre Teresa Iacovone
l'autrice del quadro a cui fa riferimento la scritta della Schirò.
Ho bisogno del permesso dell'Arcivescovado.
-Non sarà facile ottenerlo. -Sarebbe utile averlo al più presto.
Ne va delle sue vacanze.
Peccato che si chiami "solitario", poteva giocare con mio marito.
Si trova così l'ispirazione ? Eh ?
- Sa che diceva Hemingway ? - Non lo conosco.
Deve leggerlo assolutamente. Inizi da "Il vecchio e il mare".
Di vecchio mi basta mio marito e a Metaponto il mare c'è già.
- Da oggi mangerà qui. - Sempre ? - Finché non finisce di scrivere.
- Quante pagine ci vogliono per finire il capitolo ? - Una ventina.
Se vuole la pasta con le vongole, mi porti quattro pagine al giorno.
Ma non deve prendermi in giro, sennò non arriviamo a Ferragosto !
Oppure mangi una scatoletta di tonno sulla spiaggia come gli hippie
perché questo mi pare lei !
Io la devo ringraziare. A parte la buonanima di mia madre...
nessuna donna mi aveva messo in riga con così tanta autorevolezza.
- Si allontani, sennò la colpisco ! - Mi colpisca, me lo merito.
Questo è completamente pazzo. E' pazzo.
Pietro, chi mi hai portato in casa ?
Che pensi che ti dica il quadro ?
Nadia non voleva dirci del collegio, voleva che guardassimo il quadro.
Ho trovato una cosa interessante su Calbi.
Faceva parte del sindacato dei medici del Lacava.
Questo documento dimostra le perplessità sul nuovo ospedale.
Forse l'ha scritto lui. Quando è stato redatto ?
- Ottobre 2019. - Quattro anni fa Calbi viene bloccato
per il presunto scandalo della casa farmaceutica.
Volevano infangarlo e fermarlo
visto che era contrario alla costruzione del nuovo ospedale.
Ricordi la trasmissione dove la Pace annuncia l'apertura dell'ospedale
e Calbi, irrequieto, alza la mano per parlare
e scompare dopo la pubblicità ?
Sì, forse abbiamo una domanda dal pubblico.
- Se si può portare un microfono... - Salve. - Salve.
Questo nuovo ospedale non è necessario.
Il Lacava è in grado di gestire la situazione sanitaria a Matera.
Dopo anni di ricerca
so che qualcuno ha falsificato i dati della sua produttività.
Stoppi qui.
Guardate la faccia di Masciandaro. Vada avanti.
Mette in dubbio le parole della Pace, è un'accusa molto grave.
Suffragata da delle prove che fornirò immediatamente
alle autorità giudiziarie. Scusate, buonasera.
Si rende conto che questa persona dopo qualche giorno è morta ?
- Sì, lo so, certo. - Mmm.
Come mai il pezzo è stato tagliato dalla trasmissione ?
- Avevamo poco tempo e c'erano degli slot pubblicitari. - Ah, ecco.
Però lei ha dichiarato altro al qui presente brigadiere Capozza.
Cioè che Calbi se ne è andato via senza parlare.
- Sa che cos'è questa ? - Falsa testimonianza.
Articolo 372 del Codice penale.
Prevista reclusione dai due ai sei anni.
- Chi le ha chiesto di tagliarlo ? - Segreto professionale.
- Zazza... - Alessio Masciandaro.
- Il motivo ? - Mi disse che Calbi non si rendeva conto
di quanto danneggiasse la comunità con queste dichiarazioni.
E lei gli ha dato retta ?
- Mi sono fidato. - Ha visto i soldi bussare alla sua porta
e Calbi è diventato un pericoloso sovversivo. Quanto le ha promesso ?
- Come vede, qui non è la Cnn. - Ah, veramente ?
Abbiamo grosse difficoltà, rischiamo la chiusura.
Ha censurato Calbi per pagare gli stipendi ai suoi dipendenti
e a lei stesso ? - Solo ai miei dipendenti. - Che grande uomo !
Taccardi, che mi dice dell'autopsia di Nadia ?
Nessun segno di violenza e l'esame del sangue non ci sorprende.
- Cioè ? - Nulla di nuovo.
Ha avuto una crisi asmatica e le si è fermato il cuore.
Nadia ha preso il volo nelle verdi praterie del cielo.
Noi ci accontentiamo di andare su una spiaggia affollata.
E' sempre squisitamente opportuno.
Fino a quanto potrò approfittare di lei sul lavoro ?
Ancora per poco, fortunatamente.
- Buona serata. - Anche a lei.
Chiama il Lacava e chiedi tutto
sui rapporti fra Calbi e la casa farmaceutica, è urgente.
Faccio subito.
Novità su Masciandaro ? Saputo qualcosa dalle intercettazioni ?
- Non è emerso nulla e i tabulati non sono ancora arrivati. - Ah.
Bene.
Senti, io ti dovrei dire una cosa.
- Una cosa molto importante. - Finalmente.
Aspettavo questo momento.
- Che ne sai che cosa ti devo dire ? - Poche chiacchiere, parla.
Mi è arrivata la nomina a giudice di pace.
Non dici nulla ?
- Accetterai ? - Non lo so.
Volevo confrontarmi con te.
Come ? Chiedi il permesso a me ? Sono tua madre ?
Se lo vuoi fare, lo fai. Eh !
Se accetto, i prossimi quattro anni non potrò venire in Procura.
- La destinazione è Taranto, non è lontana... - Un'ora di macchina.
Sapevi benissimo che non poteva capitarti Matera.
Per me sono stati importanti questi anni insieme.
- Ed è stato anche importante... stare... - Che cosa ?
Stiamo parlando del fatto che te ne vai !
Non mi sembrano importanti per te questi anni insieme !
Stai tranquilla, nessuno è indispensabile qui.
Sto dicendo delle cose che volevo dirti da tanto tempo
ma che non avevo detto per paura e tu sai dire solo questo ?
Prova a dirmi altre cose che mi devi dire !
- Che ti devo dire ? - Di mio cugino.
-Ma... Ma ora che c'entra tuo cugino ? -Eh. -Siamo solo amici.
- Perché non me l'hai detto subito ? - "Perché" ?
Non te l'ho detto perché...
- Perché ho paura del tuo giudizio. - Bene !
- E del tuo pensiero. - Benissimo ! - Fai sentire in colpa le persone.
Un'altra vittima della terribile Tataranni !
La fila per la patente da martire è lunga, mettiti in coda !
Ora chiama il Lacava, per cortesia.
- Comunque... - "Comunque..."
Hai studiato, ti sei impegnata e ci sei riuscita.
Saresti cretina, se ti facessi condizionare da me.
Fa' che finisca presto questo primo capitolo !
- La collezione di minerali ? - Tua.
- La piccola enciclopedia del giovane scienziato ? - Tua.
Ah, la macchina fotografica.
- Mia. - Come tua ? Io l'ho usata per 15 anni !
-Sono 20 anni che marcisce. -A casa dei miei, è mia per usucapione.
Da un po' ho ripreso a usarla.
Tieniti pure la credenza, allora.
- Certo, è di mia madre ! - Ecco, appunto. - Ti pareva...
- Non ho voglia di litigare oggi ! - Ma l'"appunto" ce l'hai infilato !
Essendo la credenza di tua madre
e poiché i suoi gusti non coincidono con i miei
la credenza resta a te ! - Ecco, così va meglio !
- "Appunto" mi sembrava ambiguo. - Sono anni che la credenza sta qui
perché ce l'ha regalata lei !
Non avevamo i soldi per comprare il latte a Valentina.
Poi i soldi sono arrivati, ma tu non hai avuto il coraggio di buttarla !
- Mica solo il coraggio di parlare con mamma non ho avuto... - Cioè ?
Da quando stiamo insieme, ho sempre fatto tutto
pensando a quanto avresti apprezzato le mie scelte
e nella paura di una tua reazione.
Tu puoi dire altrettanto ?
Hai mai pensato a come stavo
alle mie reazioni, alle conseguenze delle tue azioni ?
Ho pensato a te, ma non in questo modo. Sentiamo.
- Che avrei sbagliato ? - Il non avere pensato
alle conseguenze del tuo temperamento.
Quinti ti separi perché hai capito che io...
No, ho capito che mi piacerebbe mandarti a quel paese
senza la paura di subire conseguenze infinite !
Mi piacerebbe riaprire il mio locale di jazz
senza la paura del tuo giudizio !
Avete rotto con questo giudizio !
Chi "avete rotto" ? E' il tuo bel maresciallo che parla così ?
O siete già ai ferri corti ?
Non esiste più da un paio di mesi.
E' stato trasferito e non credo che lo rivedrò più.
Questo dovrebbe consolarmi ?
No, Pietro.
Non l'ho detto per consolarti.
Hai tirato fuori il discorso e te ne ho parlato.
Perché non l'hai detto prima ?
Perché, sarebbe cambiato qualcosa ?
Guardami, Pietro.
La vedi questa ruga qui ?
Mi è uscita pochi giorni fa. Si chiama Nadia Schirò
che si è ammazzata per colpa mia ! - Che c'entra ?
Questa è Diana, che mi abbandonerà per fare il giudice di pace !
Scegli tu Valentina, che m'ha scelto come bersaglio per la separazione !
Ci sei anche tu qui dentro.
Sai quando arrivano normalmente queste rughe ?
Sai quante rughe ha il bel visino di Calogiuri ?
Nemmeno una.
- Sei stata a Taranto ? - No, però ho dei parenti che ci abitano.
- Ah. - Dicono che ci sono...
- Scusa. - Prego.
- Ciao. - Ciao. - Buongiorno, dottoressa. - Buongiorno, Elenka.
Abbiamo i tabulati di Masciandaro, anche di quattro mesi fa.
- Te li ho stampati. - Gli hai dato un'occhiata, spero.
Una sbirciatina. Ho trovato una cosa interessante.
Prima della morte di Calbi ci sono molte telefonate con Schirò e Pace.
Sarebbe interessante capire che si sono detti.
Avanti, dottoressa.
- Salve, Trevisani. - Buongiorno.
- Non so dove farvi accomodare. - Non si preoccupi.
Saprebbe indentificare da dove è stata spedita un'e-mail anonima ?
Non è facile, ma ci posso provare.
Se però è un hacker professionista
le possibilità di successo calano drasticamente.
Se chi l'ha inviata è chi penso io, non è un esperto.
- Farò il possibile. - Grazie. - Prego. - Quello è un suo avo ?
Sono io, ricostruito con un software di intelligenza artificiale
dalla percentuale di errore dello 0,3%.
Ha chiesto al software di immaginare come sarebbe da indiano ?
Tua madre è una gran donna.
Per il mio vecchio analista, mi avrebbe rovinato la vita.
Anche la mia, se è per questo.
Le migliori sono le madri che ti rovinano la vita.
Se sono quello che sono, nel bene e nel male, lo devo a lei.
Io ho finito.
- Pietro, ho lasciato il portafoglio a casa. - Che problema c'è ?
- Quant'è ? - 50 euro. - Ah. Papà, ho lasciato il portafoglio a casa.
- Hai 50 euro ? - Eh...
- Grazie. Ecco. - Faccio la fatturina ?
- Mia moglie sarebbe contenta. - Grazie ! - "Sayonara".
E' grazie a lei se mi sono sbloccato con il libro.
- Hai iniziato a scrivere ? - Ho scritto per tutta la notte.
- Tu, invece ? - Che cosa ?
- Tua moglie viene a Ferragosto ? - Ancora non ha deciso.
Per mia figlia Valentina sarebbe meglio se venisse.
Per me non lo so. Non è facile capire che cosa è meglio.
Se fosse facile, non sarebbe divertente.
- Facciamoci un bagno. - "Bagno" ? - Eh. - Vai !
Mi sento come una sardina sott'olio.
Ti sei fatto male ?
- Ieri non c'era. - Dài.
Pino Zazza di "Lucania News" mi ha detto di avere ricevuto
delle pressioni da parte sua
per cancellare l'intervento di Calbi nella sua trasmissione.
Ora io vorrei sapere da lei il senso di questa sua iniziativa.
Avevo bisogno di mettere un freno alle fantasie del mio collega.
Calbi era un ottimo medico e un uomo straordinario
ma vedeva complotti anche dove non esistevano.
- Davvero ? - Sì, il suo idealismo lo portava a scollarsi dalla realtà.
- Forse era depresso. - Addirittura ?
Sì, è tipico di chi soffre di depressione
fissarsi su un bonsai e confonderlo con una sequoia.
Il bonsai sarebbe il nuovo ospedale ?
Da subito non gli andava a genio.
La struttura raddoppierà i dipendenti del Lacava.
Alzerà l'indice di efficienza della sanità regionale del 23%!
Aprirà le porte a tutto il Meridione.
Tutti verranno a curarsi in Basilicata, invece che a Milano.
Soprattutto, li curerà lei.
Anzi, no, diventerà il direttore sanitario di questo paradiso.
Beh, niente male, per un cardiologo di provincia.
Per questo quando le ho chiesto che cosa pensava Calbi dell'ospedale
lei fu un po' evasivo.
Calbi vedeva complotti ovunque perché di uno è rimasto vittima.
Ricorda l'e-mail anonima che accusava Calbi
di avere intrattenuto dei rapporti poco ortodossi
con la Sheckter Farma ? - Certo.
- Io già allora... - Si è ritenuto estraneo ai fatti.
Però una cosa è un'indagine interna
e un'altra è un'indagine della Procura.
Abbiamo scoperto da quale computer è stata mandata l'e-mail anonima.
Dal suo. Ora lei deve dirmi la verità.
Ha convinto lei la Schirò a uccidere Calbi ?
Forse perché Calbi voleva rivelare
che l'affare dell'ospedale lo era soprattutto per lei ?
- Non è come crede. - E com'è ?
Ci sono molte telefonate tra lei e Nadia Schirò
nei giorni precedenti l'omicidio.
Che cosa vi siete detti ?
Mmm ?
Dottoressa ! Dottoressa, si fermi !
- Ci sono novità ? - Masciandaro è certamente implicato.
Ha un movente, ma anche un alibi.
Gli amici confermano che stava giocando a padel.
Non è l'autore dell'omicidio ?
Potrebbe avere convinto Nadia ad attuarlo.
- Ha emesso un provvedimento di fermo ? - Mi dia tempo.
- Mi faccia andare da Taccardi, se lo trovo. - E' partita di nuovo.
- Mi ha beccato per un pelo. - Ah, che fortuna !
Non posso riceverla, devo prendere un aereo.
Mi risponda e corra a imbarcarsi.
Le do un minuto partendo da ora.
Avrebbe senso rifare le analisi del sangue di Nadia ?
- No, a meno che... - "A meno che" ?
Non vi siano stati degli agenti esogeni
che hanno mascherato l'esito precedente, molto raro.
Raro o impossibile ?
- Raro. - Devo capire se la morte di Nadia è stata indotta.
Me li rifà gli esami ? I risultati me li spedisce.
La mia fidanzata è nella provincia di Zacatecas, "Mexico"
non a Metaponto.
- Lì non prendono i cellulari. - Ci saranno altre attrattive.
Sì, può starne certa.
Potrei portarle un souvenir, ma non me lo farebbero passare in dogana.
Un giorno di ritardo aumenterà il desiderio della sua fidanzata.
Mi paga lei il cambio del volo ?
Non ha fatto l'assicurazione ?
- L'ho fatta. - Attendo il risultato degli esami.
Mi saluti la sua fidanzata e non esageri con i souvenir
che sono pericolosi.
Salve, dovrei parlare con Madre Teresa Iacovone.
- Venga con me. - Grazie.
Prego.
- Perché ha chiesto di vedermi ? - Nadia Schirò se la ricorda ?
No.
Viveva alle Monacelle. Lei è stata l'ultima direttrice, vero ?
Lei ha una brutta cera.
Qualcosa la tormenta.
Io devo sapere di questa ragazzina.
Perché le interessa rimestare nel passato ?
- Lo lasci dov'è. - Nadia è morta sola e ricattata.
La giustizia è l'unico mezzo che abbiamo per riscattarci.
Sono passati tanti anni.
Come pensa che possa ricordare quel mucchio di mocciose ?
Faccia uno sforzo, la prego.
Diavolo... e Acquasanta.
Due indemoniate.
Si travestivano
e scappavano insieme di notte.
Una di loro l'ha fatta cadere ?
Una collegiale confessò e fu punita.
Tutto rimase "inter nos".
Era Nadia Schirò ?
Dio la benedica.
Non posso sperare nella Provvidenza, io devo contare sui fatti.
Purtroppo non ho fatti in mano. Comunque, grazie.
A spingermi fu una mancina.
Ad assumersi la colpa fu l'altra.
Diana, due cose. Fammi sapere dove è andata a scuola Ilde Pace.
Non era Masciandaro il sospettato ?
Taccardi dice che certe sostanze possono mascherare i farmaci.
Nadia ha voluto portarci al quadro e lì ci sono due ragazzine.
Diavolo e Acquasanta. Non c'è Masciandaro.
- La seconda cosa ? - Chiama Trevisani. - Che vuoi chiedergli ?
Una specie di identikit.
Dottoressa, ha telefonato un suo caro amico.
- Perché non me l'ha passato ? - Aveva fretta.
Ha delle informazioni riservate.
Non ho amici di cui non si possa riferire il nome.
Credo che abbia capito chi è.
Essendo una persona in regime di sorveglianza, consiglierei prudenza.
Diana, chiama Capozza. Ci muoviamo con l'auto privata.
L'anno scorso qui intorno si è tutto ricoperto di neve.
Io non l'avrei mai detto...
ma la neve fa compagnia.
La guardi che scende
e il tempo è...
E' come se si fermasse.
Ci sono posti dove è sempre inverno.
Se vuole, metto una buona parola al servizio protezione pentiti.
A me piace stare qui in attesa.
Attenua le passioni, quelle futili.
-Ma le altre... -Voleva un diversivo agli esercizi spirituali
o ha qualcosa di serio da dirmi ?
Ho sentito che vi state interessando al nuovo ospedale.
- Lei che sa ? - E' sempre e solo una questione di pesci grossi.
Ma voi vi state facendo incantare dai fondali bassi.
Chi sarebbero i pesci grossi ? Chi c'è dietro il nuovo ospedale ?
C'è chi ha il guinzaglio... e chi la corona.
La deve finire con questi enigmi.
Voi conoscevate Andrea Nicoletti ?
Il defunto marito di Ilde Pace.
Le ha lasciato la masseria dove sorgerà l'ospedale.
Non ho avuto il piacere. Lei sì ?
Sapevate con chi facevano grigliate e grigliate di Podolica
su alla masseria ?
Dovrei saperlo ?
Io direi di sì.
Vorrei essere sicuro
che quello stronzo di Latronico non esca dal carcere
per decorrenza dei termini preventivi.
Ha cercato di ammazzarmi quando era morto.
Figuriamoci adesso che è ufficialmente vivo.
In teoria, sarebbe morto anche lei.
A volte i morti ritornano.
- Alessandro ! - Maria ! - Ben arrivato. - Grazie. Posso ?
E' aperto, entra.
Mi sono permesso di portare un pensierino per il prefetto.
- Una racchetta ? Grazie, che bel pensiero ! - Prego.
- Vito non c'è, ma la apprezzerà. - Come "non c'è" ?
Ama la pesca subacquea.
- In estate si scatena con le immersioni. - Ah.
- "Immersioni" ? Qui a Metaponto ? - No, se ne è andato alle Tremiti !
Ha deciso così all'improvviso.
Quindi... stasera siamo io e te... da soli ?
- La cosa ti intimorisce ? - Figurati !
- Con te ? Ci mancherebbe ! - Accomodati. - Grazie.
- E la racchetta ? - La tengo sotto, mi sento più rialzato.
E' da buttare, eh ?
Lo sapevo. E' brutto, eh ?
Non è assolutamente da buttare.
Hai scritto una cosa che è un cazzotto nello stomaco.
E' un terremoto del sesto grado della scala Mercalli
per non dire settimo.
- Davvero ? - Se butti in mare questa roba
viene uno tsunami che ci sconvolgerà per sempre.
- Che c'è ? - No... - Eh ? - No, niente.
- Vasco. - Tu... No... Io... - Che succede ?
- Pietro... - Eh ? - Grazie, sei un amico. - Ma che "grazie" !
- Sei proprio un amico ! - Ma va' ! Mi fai...
- Avete finito di giocare ? - Eh ?
No, mi è preso un entusiasmo che...
Anche il vino ha preso.
- Immagino che ci sia il solito risetto bianco. - Immagina bene.
- Eh ? Sì. - Mamma... io credo
che Vasco stasera si meriti di mangiare giù con noi.
- No, il signor Vasco si deve mantenere leggero. - Sì, ha ragione.
Questa dieta mi fa bene. Stasera inizio il secondo capitolo.
Allora il primo è finito ?
- Se ne può andare ! - Mamma...
Io levo le tende il prima possibile
però lo facciamo dopo Ferragosto.
Gli spaghetti alle vongole.
- Lo vuoi l'ultimo goccino ? - No, grazie.
- Ho bevuto abbastanza. - Dài, il vino fa buon sangue !
Se ti ferma la Stradale, vai direttamente sui social.
- E' meglio non rischiare. - No.
- Perché non ti fermi qui da me ? - No, non posso. - Peccato.
Mi avresti fatto un grande favore.
Io qui da sola ho tanta paura.
Di che cosa ? Questa è una zona molto tranquilla.
- Ssh ! - Eh ? Mmm ?
- L'hai sentito ? - No, che hai sentito ?
-Un rumore. -"Un rumore" ? -Tipo un fruscìo. -Sarà una biscia.
Eh ? Maria, sa... Ah !
Speriamo che sia solo una biscia.
- Che potrebbe essere ? - Non lo dico per me.
"Chi muore giace"
ma in questo caso chi vive non so se riuscirà mai a darsi pace.
Mamma mia, Maria... Tuo marito quando torna dalla pesca ?
Mio marito mi tradisce.
- Ti tradisce ? - Altro che pesca subacquea !
Fa traino, nel senso che si raccatta di tutto.
- Brutta cosa. - Fossero tutti come te, procuratore !
Affidabili, leali...
Solo un uomo vero sa come rassicurare una donna
come farla sentire protetta da tutte le sue paure.
Anch'io ho paura in questo momento.
- Tu non sei un codardo. - Eh, a volte...
Sei uno che sa affrontare la vita
e sa trattare le donne.
- Tu dici in genere ? - No...
Io dico adesso, ora.
Ora o mai più.
Si è fatto tardi ! Devo scappare, devo ancora fare benzina.
Non perdiamoci di vista, ci vediamo in Procura.
Bella serata, chi se la scorda !
Saprò come sdebitarmi.
Oddio ! Ah ! Oddio !
- Imma, dove sta ? - L'ho chiuso in cucina. - Ah.
- Che ci fai con l'ombrello ? - L'ho preso per difendermi.
- Lo sai che mi fanno schifo. Vai. - Vado, l'ammazzo e torno.
O comunque lo faccio prigioniero.
Pietro, hai controllato bene ?
- Eh ? - Hai controllato bene ?
Ho smontato tutta la cucina, del topo non c'è traccia.
Tu sei sicura di averlo visto ?
- Certo che l'ho visto. - Ah.
- Stava in piedi in mezzo alla cucina. - Quanto era alto ?
- Era piccolino. - Allora era un topino di campagna.
Sarà venuto a trovare il cugino di città.
- Sempre un topo era. - Vabbè.
Com'è che non si è messo paura, quando ti ha vista ?
Perché avrebbe dovuto spaventarsi ?
- Se un topo vede un umano, si nasconde. - Forse era coraggioso.
Vabbè. Tu hai acceso la luce in cucina ?
-Ho acceso la luce del corridoio. -Quindi non l'hai visto illuminato ?
- Non mi credi ? - Certo. - Sono diventata matta ?
Sarai solo un po' stressata.
- Se il topino c'era, adesso non c'è più. - Dove sarà andato ?
Sarà andato nei Sassi, a trovare il cugino di città.
Stanotte chiudi la porta della cucina.
Ti tranquillizzi.
Imma ? Oh !
- Vieni qui. - Pietro... - Vieni qui.
Che hai ?
Ho paura.
Domani incontro Cenzino Latronico in carcere.
Ho paura di quello che potrà dirmi.
- Tu hai paura ? - Mmm.
Io non ci credo.
Non hai mai avuto paura di niente e hai paura adesso ?
- Dici ? - Dico.
Te lo dice uno che è stato con te per 25 anni.
Io ci crederei. Sei più forte di quello che pensi.
Grazie.
Io vado a Metaponto, che la strada...
Comunque...
l'invito per il pranzo a Ferragosto è sempre valido.
Senti, ma tu che fai a Ferragosto ?
- Che c'entra adesso ? - Ferragosto è Ferragosto.
E' una festività importante. Se non hai impegni...
Solo io e te ?
- No ! Devo accompagnare mia zia a casa della suocera di Imma. - Eh.
Ieri la signora De Ruggeri ha chiamato per invitarci.
Ci vado io, perché Imma ancora non ha deciso.
Non lo so, non mi sembra una grande idea.
-Sembra una presentazione ufficiale. -"Una presentazione ufficiale" ?
Eh. Come amico, dico. Meglio di no.
Infatti, casomai qualcuno si facesse delle illusioni...
Imma sa che ci vediamo.
- Lo sa ? - Eh. - Come è possibile, scusa ?
Che ne so ? Tu a chi l'hai detto ?
Io non l'ho detto a nessuno.
La zia ! Vatti a fidare...
Ti vai a confidare con un'anziana con una forma acuta di demenza ?
Non mi sono confidato con nessuno.
Una volta ero con te al telefono.
- Tu eri con Imma, parlavi piano. - Eh.
Io pensavo di essere da solo, invece c'era zia lì.
Ha la demenza a intermittenza !
Prima o poi Imma doveva saperlo. Come l'ha presa ?
"Come l'ha presa ?" Male ! Come la doveva prendere ?
Male, la doveva prendere male.
L'unica cosa buona della fine della latitanza è poterti rivedere.
- Ne avrei fatto volentieri a meno. - Perché tu... non senti
il richiamo del sangue.
Mi dia del lei. Conosce Ilde Pace ?
Io venivo a guardarti
mentre uscivi da scuola.
Avevi 14 anni.
Te ne stavi lì sola
triste, zitta...
a guardare le tue amiche che ridevano e scherzavano.
Le ripeto la domanda. Conosce Ilde Pace ?
Poi alla laurea sei cambiata.
Sei diventata dura, tesa.
Ma come ? Papà tuo !
No, questo non è papà mio.
Ah.
- Forse mi sono sbagliata. - Eh !
Lei era simile a te, lo sai ?
- Chi ? - Ilde Pace.
Sembrava che avesse un conto in sospeso con la vita.
A noi piaceva fare imbarcate di femmine, con Nicoletti.
- Andrea Nicoletti, suo marito ? - Belle, giovani...
Poi lui conobbe questa ragazza vivace appena uscita dal collegio.
Ilde aveva 17 anni.
Si innamorò di questi occhietti vispi.
E' sul terreno della sua masseria
che hai deciso di costruire l'ospedale.
Mi fai troppo banale.
Ti sei scelto lì i pesci piccoli
e tu sei rimasto nascosto con la corona in testa a comandare.
- Tutti banali gli sbirri. - Ti ha fregato uno sbirro !
Si chiama Calogiuri. Ti ha messo lui qui dentro.
Per lui, te lo prometto, ti faccio marcire qui.
Tu non sei mio padre.
Stai bene in divisa.
- Ecco la dottoressa. - Ciao.
Prego, dottoressa.
- Lei non è mancino, vero ? - No, perché ?
Mi ha aperto la portiera con la mano destra.
- Se fosse stato mancino... - Avrei aperto con la sinistra.
- Tutto a posto ? - Sì, andiamo, veloce.
Nadia era mancina. Guarda con che mano apre la porta.
- Con la destra. - Io non sono impazzita.
Al processo Nadia Schirò ha firmato con la mano sinistra.
Ho visto questo video tante volte e non mi sono mai accorta
che questa donna apre la porta del supermercato con la destra.
Non può essere Nadia Schirò.
Avanti.
- Posso ? - Trevisani, mi dica. Novità per noi ? - Speriamo.
Questa è l'immagine da cui siamo partiti
e quella che state per vedere è l'elaborazione dei volti.
Una suora venne buttata giù dalle scale da una ragazza mancina
per gioco o per errore.
La suora rimase paraplegica.
La ragazza fu salvata da un'amica che se ne assunse la responsabilità.
La ragazza che confessò aveva 17 anni.
Fu cacciata dal collegio
ma tanto sarebbe uscita a breve con la maggiore età.
Perché mi racconta questa storia ?
E' lei ?
Direi di sì.
Questa foto non l'ho mai vista e non so chi me l'abbia fatta.
Perché non gliel'ha fatta nessuno.
E' un software di intelligenza artificiale
che ha elaborato questa faccia...
e quest'altra, Nadia.
E' come se Suor Teresa vi avesse fotografate.
Io non sono mai stata alle Monacelle.
Infatti risulta che abbia frequentato scuole laiche.
- Ecco. - Però sa falsificare i dati ufficiali, vero ?
- Come si permette ? - Mi faccia parlare.
Lei si assume la colpa di Nadia, che ha quasi ucciso una suora.
Nadia le è devota, ma mi chiedo...
Fino al punto da ricambiarle un favore dopo tanti anni
e assumersi la responsabilità di un omicidio ?
La suora, la caduta, le foto elaborate al computer...
A me sembra soltanto fumo.
Se anche io mi fossi assunta la colpa di Nadia
sarebbe successo tanti anni fa.
- Non vedo la relazione con Calbi. - Lui è stato ucciso per evitare
che intralciasse l'affare dell'ospedale. - E' quasi pronto.
- Niente lo può fermare. - Dopo la morte di Calbi
non ci sono più ostacoli.
Ho già perso fin troppo tempo con lei e con le sue illazioni.
Prego.
Oh, mi stavo scordando una cosa !
Un signore si è raccomandato di portarle i saluti.
- Lo conosco ? - Sì, un caro amico di suo marito
con cui condivideva la passione per le ragazzine.
Ce n'era una in particolare. 17 anni, cacciata dal collegio
ribelle, intelligente...
Il dottor Nicoletti se ne invaghì e la sposò.
Come lei sa, questo signore non può venire direttamente
perché è in carcere, al 41 bis.
Il suo nome è Cenzino Latronico.
Non abbiamo altro da dirci.
- Prego. - Grazie.
- Salve. - Salve. - La dottoressa la attende. - Grazie.
- Salve. - Salve. - Mi trova per miracolo, stavamo chiudendo.
Le rubo solo pochi minuti.
- Dica. - Durante l'ispezione a casa di Calbi
ho notato che un cassetto della scrivania era stato forzato.
- E' possibile che conservasse lì dei documenti importanti ? - Sì.
Magari ne esisteva un altro sicuro che conoscevate voi due ?
Venga con me.
Da questa parte.
Aveva le chiavi dell'ambulatorio.
Mi aveva chiesto una stanza per visitare dei pazienti.
- Posso dare un'occhiata ? - Sì.
- Grazie. - La lascio sola. - Sì.
- Dottoressa ? - Sì ?
Se non è stata Nadia Schirò, chi ha ucciso Egidio ?
Qualcuno che aveva paura di lui.
- Posso ? > Avanti !
- Buongiorno. - Capozza, aspettavo solo lei. Buongiorno, dottore.
Non c'è bisogno che io faccia le presentazioni, no ? Prego.
Ho convocato anche lei perché devo farle una domanda tecnica.
- Prego. - Il furosemide copre il betabloccante alle prime analisi.
E' giusto ?
Che c'entra il furosemide ora ?
Abbiamo rifatto le analisi del sangue a Nadia
e abbiamo scoperto che c'erano tracce consistenti di betabloccante.
Nadia non è morta per una crisi asmatica.
Sì, ma...
Mi perdoni, non capisco di che cosa sta parlando.
Sto parlando di qualcuno che tiene sotto scacco Nadia.
Prende il suo zainetto, il suo bancomat.
Compra un'aranciata al supermercato, va da Calbi.
Scioglie del Paracetamolo in un bicchiere e Calbi muore.
Ha dimenticato, però, che Nadia era mancina.
Ha aperto la porta del supermercato con la mano destra, signora.
Lei doveva fare la scrittrice. Ha una fantasia sfrenata.
No, io parlo solo di fatti concreti.
Per giustificare l'apertura dell'ospedale
furono diffusi dati che mostravano l'inadeguatezza del Lacava.
Strutture fatiscenti e obsolete, produttività scarsa...
Le istituzioni hanno creduto ai dati
ma Calbi aveva scoperto che lei li aveva falsati, dottore.
Io ? E' una follia !
Ha capito che per diventare direttore sanitario
lei doveva avere fatto qualcosa di poco legale.
E' sulla strada sbagliata.
Questi documenti li ho firmati io, ma non sono falsi.
- Sì. - No ! - Abbiamo fatto dei controlli incrociati.
Calbi aveva ragione.
Se avesse diffuso quei dati, l'affare sarebbe saltato
e voi due sareste finiti nei guai, soprattutto con Cenzino Latronico
che non ammette errori dai suoi soci.
Così prima avete eliminato Calbi e poi avete cercato i documenti
ma non li avete trovati, perché Calbi li aveva nascosti bene.
Dottore, risponderà di omicidio premeditato
nei confronti di Nadia Schirò e di Egidio Calbi
in complicità con la Pace.
Non sono esperta in giurisprudenza
ma capisco che lei ha prove solo contro il dottor Masciandaro.
Contro di me non ha niente.
Masciandaro può finire in carcere
senza che lei abbia il minimo scrupolo di coscienza ?
Come è successo con Nadia, d'altra parte.
E' facile diventare il faro nella vita di una ragazzina fragile
che non capisce più se questo strano rapporto è d'amore
di fedeltà... o di dipendenza. - Lei non sa che significa
nemmeno una di queste cose.
Non sa che cosa significava vivere alle Monacelle.
Non sa il bisogno che avevi di evadere
e di aggrapparti a qualcuno che ti voleva bene.
Questo è stato per me e per Nadia...
Il primo amore.
Non la dimenticherò mai.
Non avrei mai potuto ucciderla.
L'ha fatto, costringendola ad assumersi la responsabilità
di un omicidio che ha commesso lei
e convincendo Masciandaro a ucciderla. -Non ho ucciso nessuno.
Masciandaro ha fatto tutto da solo.
Se avesse detto la verità, saremmo finiti nei guai.
Quale verità ? Di che parli ?
Dottore, farà la fine dell'agnello sacrificale.
Ha conosciuto personalmente Latronico ?
No, io no.
- Però posso darvi tutte le prove che volete... - Quali prove ?
Che avrebbe ottenuto Latronico dall'affare ?
- Che cosa "ha" ottenuto. - Prego.
L'ospedale è stato costruito da ditte riconducibili a lui
e i dipendenti sarebbero stati tutti uomini suoi
almeno nei ruoli minori, come custodi, portantini...
Sì, è un gioco che conosco bene.
Il gioco lo conosce, ma come ogni gioco, conta chi vince.
Io gioco seguendo le regole. Lei è una manipolatrice.
Siamo due tipi di giocatori completamente diversi.
Ho come la sensazione che lei abbia perso.
Capozza, accompagna i signori !
Sono in stato di fermo. Prego.
Non c'è bisogno.
Dottore.
Arrivederci.
Il successo è più bello, quando arriva dopo una lunga battaglia.
- Complimenti vivissimi. - Grazie.
Venga. Questo è il mio regalo per la felice conclusione del caso.
- Cioè ? - L'avvio dell'indagine sull'ospedale.
- Non lo firma lei ? - No, ha chiuso lei quell'indecenza
con questo suo incaponirsi apparentemente insensato
sulla morte di un povero medico a cui piaceva l'aranciata.
Imma !
Imma !
- Vai in ferie ? - Sì, mi sono rimasti un paio di giorni.
- A me una quindicina. - Buon per te.
- Allora ci vediamo ? - Sì, quando verrai a fare una rimpatriata
e ci racconterai delle tue avventure a Taranto.
Imma, stavo pensando... Perché non passiamo insieme Ferragosto ?
Così parliamo e superiamo le incomprensioni.
Se non vado a Metaponto, sto da sola. Non sarei di compagnia.
Ho capito.
Buona fortuna, allora.
Pronto, Salvatore ?
- Altre due vongolette ? Non hai mangiato niente ! - E' caldo !
Mi sacrifico io per la causa.
Beh, il pranzo di addio non si nega a nessuno.
No, no, faccio io.
Diana, tu sei il braccio destro di mia nuora, aiutami in cucina.
- Se continui così, lei non cederà mai. - Dice ?
"Se sei amico di una donna, non ci combinerai mai niente, mai."
"Non vorrai rovinare un così bel rapporto."
- Belle queste parole ! - Eh ! - Le ha scritte lei ? - Max Pezzali.
Ma Imma a che ora viene ?
- Sarà successo qualcosa ! - No.
- Sta bene, non preoccuparti. - Perché non è qui ?
-Eh... -Tu l'hai fatta arrabbiare ? -No, io l'ho pure invitata !
- La mandiamo a prendere con la carrozza. - Chi mi porta a casa ?
Ti accompagno io, basta che non mi fai correre.
- Chi vuole un po' di melanzane ? - No, grazie. - Ecco !
- Mamma, la facevi diversamente ! - No ! - Prendi. - E' per zia.
- Anche per te, che cresci. - Basta, le fa male.
- Come la dovevo fare ? - Come la facevi.
- Dovete dirmi voi come farla ? - E' questione di misure.
Buon Ferragosto.
Diana, anche tu sei qui ?
- E lei ? - Mi presento.
- Vasco. - "Vasco" ! Piacere.
Imma, vieni, siediti ! Vieni.
Vuoi che ti scaldo la pasta ?
Ci sono calamari, pesce arrosto, gamberoni... Che vuoi ?
Che voglio di più ?
Ho anche la fortuna di vedere mia figlia. Non capita spesso, no ?
- Fatti due domande e datti pure la risposta. - Valentina !
- Avrei dovuto parlartene, scusa. - Ehi !
Forse non avresti dovuto farlo.
Quello che devo o non devo fare della mia vita...
lo decido io. - Brava.
- Ognuno deve decidere della sua vita. - Anche sbagliando.
- Che è successo ? Che ha fatto Imma ? - Che doveva fare ?
E' arrivata in ritardo ! Ma noi la perdoniamo, vero ?
- Ho portato i dolci ! - Hai preso le paste che piacciono a me ? - Sì.
- Quelle con la vaniglia ? - Sì, quelle.
Ti ricordi che le facevo io un tempo a casa ?
Eh ! Ma a tuo padre piacevano quelle con il cacao.
- Sì, e tu mangiavi quelle al cacao... - Per farlo contento.
- Non ci sono più quei tempi ! - Ho preso anche i diplomatici.
- Voglio fare un brindisi. - Bravo. - Va bene. - Brindisi !
Buon Ferragosto.
- Buon Ferragosto ! Buon Ferragosto !
- Auguri ! - Viva ! - Non esiste, senza gli spaghetti di mia suocera !
Un brindisi alle ineguagliabili vongolette della signora De Ruggeri.
-Alle vongolette ! -Alle vongole ! -Alle vongole. -Pure alle vongole...
A nome di questa famiglia, grazie per essere venuta oggi.
- Grazie a lei. - E' Imma, mica la regina madre !
A volte ci si affeziona anche alle disgrazie.
- Mi rompe il cristallo. - Mamma...
Ehm... Anch'io voglio fare un brindisi.
A mia madre.
Uno le toglierebbe il saluto, le farebbe una multa
ogni volta che apre la bocca.
Poi quando non c'è...
si sente un grande vuoto
e... nessuno lo può colmare.
Mamma ha ragione, nessuno è perfetto.
E' per questo motivo che siamo tutti straordinari
e io vi voglio bene.
- Brava ! - Brava ! - Che bello !
Ancora ?
Scusate, anche io volevo fare un brindisi.
Lo volevo fare al mio capo.
A te, Imma.
Se ho ricevuto la nomina a giudice di pace
è anche grazie ai tuoi insegnamenti fin dalla scuola.
- Che c'entro io ? - Non hai mai passato una versione
e una doveva farsela da sola.
Sono stati degli anni bellissimi
e... non lo so che succederà.
Ti volevo dire che tu per me sei...
Che tu sei la mia stella.
Sei il mio sole.
E io che sono un girasole... le spalle non ti volterò.
- L'ho detto. - Brava ! - Bella !
- Bello ! - Brava !
- Grazie. Ho fatto la rima. - Infatti !
- Brava ! - E' Max Pezzali !
Ah !
Ah !
Lo vedete che ho sempre ragione ?
Sottotitoli RAI Pubblica Utilità
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.