All language subtitles for Noi.Del.Rione.Sanita.1x05.Episodio.5.ITA.RAI.WEB-DLRip.x264-UBi

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Original subtitles

Non ho mai avuto tanto spazio per stendere il bucato.

A casa mi dovevo accontentare di uno stendino.

La libertà è una cosa strana.

Non sai cos 'è finché non ce l 'hai.

Questa dove l 'hai imparata?

Da quando sono arrivato alla sanità mi hanno creato solo problemi.

Ultimo è che mi hanno proibito di portare in città i ragazzi.

Tu che pensi di fare?

E che scelta ho?

Questa è la domanda che mi ha incastrato.

Da quando mi hai lasciato me lo sono chiesto per anni. Poi ho incontrato

e ci sono aggrappata.

Poi mi ha dato il primo schiaffo e ho continuato a chiedermelo.

Che scelta ho?

A furia di chiedermelo sono passati gli anni.

Adesso sei al sicuro?

E hai tutto il tempo per rifarti in vita?

Sì, ma il tempo da solo non serve a niente.

Cioè, solo a farti rimpiangere di non essere stato tu a scegliere non avresti

potuto farlo.

Se potessi tornare indietro ora so cosa sceglierei.

Cosa?

Magari la mia felicità.

Mamma, ho fame.

Sì, certo, arrivo.

Comunque, fare una scelta sbagliata lo sai che c 'è che è sempre meglio che non

farla affatto.

A dopo.

Andiamo a mangiare.

Che succede?

La curia.

Questa volta è stata chiara.

Se porto i ragazzi in viaggio avrò un provvedimento disciplinare.

Credo anch 'io, lo sa.

Sì, però è importante portarceli.

Pur allontanarli per una notte sola dal quartiere.

Significherebbe dargli una speranza per il futuro.

E questo pure l 'ho capito.

E allora che faccio?

La valigia, no?

Il vescovo le ha vietato di portare i ragazzi in gita?

Dica di andarci per i fatti suoi.

Scusi, non c 'ha qualcosa da fare in qualche posto bello, magari non troppo

lontano?

Ci sarebbe Pompei.

Visto, è facilissimo.

Però c 'è un problema.

Se non li accompagno io, chi li accompagni?

Alcuni sono minorenni.

Ci vorrebbe almeno un adulto. E noi ce ne abbiamo due di adulti. E chi sarebbe

la Spinitello? Eh. Sì, ma può. Don Giuseppe, ci dobbiamo accontentare.

E poi magari scopriamo pure chi è la talpa che fa la spia alla curia, no?

E parla calù.

Sor Celè, io non trovo il beauty case con lo spazzolino da viaggio. E sta nell

'armadio.

Perché, Don Giuseppe, dove dovete andare?

A trovare un amico.

A vedere.

E com 'è così, bello e buono?

Ma che deve dare spiegazioni a te?

No, no, per carità. No, è solo che con questa cosa che prima il viaggio che è

salto. Poi voi che partite, allora mi faceva strano. No, il viaggio non è

saltato. Accompagnerete i ragazzi e tu e Lello a Pompei.

A Pompei. A Pompei?

Scusate, Don Giuseppe, la curia che dice?

Ma la curia non vuole che ci vada Don Giuseppe, mica voi.

E lo, tu lo sai guidare il pulmino?

Sì, sì, io lo so guidare. Allora è fatta.

E ma allora che vestiti mi porto?

Sta a pensare ai vestiti, se te ne porti. Sto a pensare ai vestiti, sai che

faccio? Me li porto tutti.

Eh, portati il baule. Eh, me porto il baule, che è? L 'armadio. Tu mettiti

sempre questo gilet, mettiti questo gilet.

E come ho visto, stava lì. Se ti porti tutto l 'armadio.

Tutto l 'armadio.

Pa, noi andiamo.

Eh,

cremo, capite che significa svegliarsi presto a quest 'ora, sì?

Ma non iniziamo, eh?

Quando arriviamo ci chiamiamo. Va bene, ma non succede, eh?

Mi metto qualcosa da mangiare.

Ehi, ma che è sta caponata?

Alex, poi ci prendono per due morti di fame, eh? Ma non fa me, perché non lo

siamo.

Ciao papà, dammi un bacio. Ciao, un bacio.

Ciao.

Te la da tua sorella, eh?

Muoviti.

Ma lo sai, se non esprimi se facciamo tardi rompe, Alex. Canto, siamo i primi.

Ma tu che ne sai?

Perché stai là? Hai visto che ci sta?

Anna, aspetta un attimo.

Ti devo parlare.

Alex, vattene un attimo.

Senti, io ti devo chiedere un favore che proprio puoi fare solo tu.

Ma io non sto partendo, Mazzio.

Saccio.

A Pompei ci sono i calchi degli innamorati che scappano.

E lì ci sarà un amico che deve darmi un pacchetto.

Me lo prendi tu?

E chi ne sa che erano innamorati?

Perché se non erano innamorati ti salvavano.

L 'amore fa andare piano.

E cosa è il tuo pacchetto?

Non me lo chiedere, Anna.

E allora non è possibile, Massimo, non mi posso mettere nei casini.

Anna, aspetta un attimo.

Facciamo una cosa.

Quando torni da Pompeo voglio andare a Misino Cotti a vedere il mare.

Sulla moto.

Vabbè.

Il pastore della meraviglia è l 'unico di tutto il presepe che non porta niente

a Gesù bambino.

Però la Madonna lo difende. Gli dice non è vero e lui non porta niente.

Lui porta lo stupore.

Negli occhi la meraviglia.

Me l 'ha detto papà.

Da un lato c 'è paura per lui, dall 'altro io vorresti proprio mettere le

addosso.

Brava, hai detto buono.

Poi sto uscendo pazzo, però dobbiamo reagire.

Il negozio va seguito, sennò come cambia?

Per questo tu non sei andata a fare la gita.

Come facessi senza te, mamma?

Si è diventato proprio un bravo figlio.

Beata che ti prendi per fidanzata.

Buongiorno, Cicci.

Buongiorno. Ciao, Caterina.

Come sono belle queste valigie. Non te rubare, cosa là.

Buongiorno, Caterina. Che stai facendo? Che è successo?

Non gli piace il pulmino?

No, quello è perché non viene mimmo.

Anna, fatti i cazzi tuoi.

Calmiamoci, per curiosità che a te ti trasferisci a Pompei?

Magari. Eccolo qua, finalmente.

Scusa, spesa, cosa è passata?

E tu per 48 ore che siamo a Pompei ti faccio una valigia così grossa? È la

volta che esco da Napoli, che ne so di come si fa una valigia. Vabbè, vai, vai.

Ma Enzo, finalmente.

Ehi, Don Giuseppe. Comodi tu, eh? Che fate, venite con noi?

Volevo salutarvi e raccomandarvi di rispettare la tabella di marce.

Però vedo che siete già in ritardo. Ancora, è colpa della rotella che manca.

te la rotella ti manca qua, qua ti manca. Don Giuse, ancora non volete dire

andiamo a fare in giro?

Lo scoprirete stando là.

Ogni cosa ha il suo tempo, Cicci.

E mo venite qua.

Non riesco ad uscire da te, tu dire da me.

Uscire da te, tu dire da me.

E ogni volta che ti incontro mi odio, mi vergogno, ma ti

voglio. Ma c 'è Don Giuseppe, che succede?

Don Giuseppe!

E che sorpresa, non ce l 'aspettavamo.

Ehi, un attimo, mo' apro.

Don Giuseppe, ma che ci fate qua?

Sono venuto a trovare un amico.

Che coincidenza, proprio qua Don Giuseppe?

Proprio qua.

Don Giuseppe, la gira non è ancora iniziata, sono già cominciati i fuori

programma. La vita è tutto un fuori programma, la splina.

Però mi piace quando parla così.

Ma di il demore io devo uscire, perché oggi tocca a me fare delle commissioni.

Mi raccomando, mentre non ci sono non aprire a nessuno, invece appena arriva

Salima le dici di spegnere il ragù, se no si attacca tutto.

Ok. Chiaro?

Mi raccomando, eh.

Stai diventando proprio brava.

A dopo.

Eccolo qua, Lello!

Ecco qua!

Ecco qua!

Prego, prego! Cicci, arova!

E mo vedi che Ciccini se ne è scappato, quello corre sempre!

Sì, ma una piccola colazione prima di cominciare il giro, no?

Mamma mia, è certo, perché quello è bello, guidare il pulmine fino a Pompei

bruciare calorie.

Sì, mi sento fiacco, ho mangiato poco.

Poi non si dice bruciare a Pompei, portamano.

Ciao.

Un coro al bacio.

Come ti chiamo?

Per chiedere il gelato chiedi il nome tuo.

Certo. Guarda che io mi devo fidare.

Non posso mai chiedere un gelato a una Jessica o a una Genovese. Quelle con

questi nomi tabellini.

Io mi chiamo Jessica.

Bel nome.

Sono Simona, scemo.

Minuma.

questo è bellissimo questo qua

ma secondo te sono

innamorati?

secondo me si sono innamoratissimi scusa mica ti abbracci così con un vicino di

casa vabbè che c 'entra potrebbero essere fratelli che ne so amici

Uè, sono Mimmo, ho portato i detersivi. Non posso aprire, sono uscita sia mamma

che Stalin. Gli amati, non mi fa perdere tempo che devo fare un sacco di

consegne, per favore. Allora torna più tardi quando c 'è mamma. Vabbò, allora

lascio la busta qua.

Poi se se la rubano non voglio sapere niente, eh.

Ok. Dici a mamma di venire a saldare al negozio. Va bene.

Ciao piccola peste. Ciao.

Sì, tutto bene papà.

Sei Anna?

Sì.

Posso farti una domanda intima?

Non mi chiedere di che segno sono? No.

Non mi chiedere se ho un ragazzo? Ma quando mai?

Hai ragazzo?

No.

Sai dove si comprano quelle calamite che si mettono sopra il frigo?

Me l 'ha chiesto Stella e io lo devo portare.

E chi è Stella?

Stella è una ragazza stupenda.

E mia cognata.

Dai, nei negozi qua fuori le trovi dappertutto.

Comunque sono ottimi i tuoi gelati, eh? Eh, i miei. Quello è merito del

principale. Infatti questi sono tutti artigianali. Hai visto che fila?

Allora perché non si espande?

Sì, sto organizzando.

Guarda, c 'hai... Qua c 'è.

Io mi sa che è meglio che torno perché la mia collega mi incatta.

Pure io.

Comunque è proprio vero che a Pompei il tempo si è fermato, eh?

Ciao. Ciao.

Vi fanno male i piedi?

Sì. Bene.

La prima conseguenza della bellezza è che vi fanno male i piedi.

Quindi... Vi propongo di fermarci qua qualche minuto, perché i piedi fanno

pure a me.

Cioè, quindi ci avete portato qua per vedere la fila in più?

Esatto. Ognuno di loro è una banconota da cento euro. E perché cento?

Venti e biglietto.

Cinquanta tra pizza, gelati, autobus o circunveso piano. E poi almeno una

trentina in souvenir.

Si chiama indotto.

Il prezzo del biglietto non è niente. E potremmo fare la stessa cosa da noi.

Da noi è la sanità. Da chi ci manca la sanità?

Abbiamo i quadri di Luca Giordana, freschi di epoca romana, chiese di ogni

e catacombe paleocristiane.

Le catacombe sono piene di munnezze e detriti.

Le ripuliamo.

Volevo farvi capire che il vostro futuro lo avete lì dove siete nati.

Basta costruirlo.

Manu, meno male che vi ho trovati.

Che mi sono perso?

Ambi e Teri.

Va bene, tiri.

Ma almeno ne basta la pena.

Ma sai...

Matilde!

Amore, sono tornata.

Matilde?

Matilde?

Il nostro problema è che nessuno scende giù a Riuno, ovviamente.

Infatti i turisti quando escono dalla tangenziale si buttano qua a

O no?

Certo, là sta il museo di Caravaggio con tutti i quadri.

Appunto. E visto che pure noi abbiamo dei capolavori, dobbiamo trovare un modo

per dirottarli tutti nella sanità. E come, scusami Enzo?

Su a Capodimonte c 'è l 'ingresso delle catacombe di San Gennaro.

Quelle che da sotto terrapa arrivano alla sanità.

Possiamo fare... come si chiama? Il passaggio obbligato. E poi possiamo pure

fare che con un solo obietto noi si vede tutti i monumenti del Riuno.

O no?

Oh, ben!

Ma avete visto come vi sta facendo bene sta gita? State ragionando da

imprenditori. Lo diceva sempre mio padre.

Un imprenditore non è uno che muove soldi, ma uno che vede soluzioni dove

altri vedono ostacoli. Eh, però Don Giuseppe, qua un ostacolo ci sta. Eppure

grosso. E quale?

Che le catacombe di San Gennaro sbucano proprio dentro alla chiesa... Come si

chiama in San Gennaro?

Extramenia. Extramenia. Però sei sempre negativa. No, ma sei tu che non capisci.

Noi come facciamo a far passare i turisti? Calma. Calma. Calma.

Anna ha ragione.

La chiesa viene usata dall 'ospedale San Gennaro come magazzino.

Scusate un attimo.

Pronto? Giuseppe, Matilde non si trova. Non è da nessuna parte.

Ma che dici? Se l 'è presa... Sergio, sono sicura. Hai chiamato la polizia?

l 'ho chiamata.

Se ne succede qualcosa... Non ne succede nulla.

Non ti preoccupare, non sei sola.

Va bene, va bene.

Arrivo. Lello!

Lello!

Don Giuseppe, ho pigliato il pulmino.

Dobbiamo tornare a Napoli. Perché? Che è successo? È sparita Matilda. Don

Giuseppe, come è sparita? È sparita? Ma che signi?

Va bene, Don Giuseppe, aspettate.

Li vedete i ragazzi come sono contenti?

Questo per loro è un sogno. Noi lo roviniamo.

È inutile perdere tempo. Quello che possiamo fare da Napoli lo possiamo fare

pure da qua. Questo c 'ha ragione.

Noi adesso attiviamo tutto il quartiere a Matilde e la troviamo.

Non vi preoccupate, ora andiamo a fare qualche telefonata. La troviamo. La

troviamo, la troviamo.

State tranquilli, la troviamo. Calma. La troviamo.

Avanti, forza!

Manuela, non ti preoccupare.

Don Giuseppe ci ha avvisato.

A costo di rivoltare tutta la sanità la ritroviamo a Matilde.

Da quanto è sparita?

Un 'ora, no, forse di più. Sono arrivata, c 'era il ragù bruciato, tutti

detersivi per terra. Lei non c 'è.

Ma le busse sono del negozio di Mimmo?

Sì. E allora forse ha notato qualcosa.

Cominciamo a chiedere a lui.

Andiamo, andiamo.

Mimmo? Manuela, buonasera.

Senti, che per caso hai visto Matilde?

Perché? Che succede? Non si trova più.

Come? Non si trova più la piccerella.

È entrata, è entrata. Vieni, tieni, muovi l 'acqua. Vieni da qua.

Manuela! Ciao, Mimmo.

Ciao. Ciao, Mimmo. Ciao.

Buonasera. Ciao, Mimmo.

Buonasera.

Buonasera.

Buonasera. Allora, io oggi ho portato la spesa, però lei non mi ha voluto

aprire, quindi ho lasciato la spesa là fuori, ok?

Perché ero in farmacia.

È colpa mia, ho sbagliato. Non la dovevo lasciare da sola, è colpa mia.

Non fare così.

Ti ho detto che la troviamo.

Ma sicuro che la troviamo. La troviamo, è vero? E come, non la troviamo?

Grazie a tutti.

Pronto? Don Giuseppe?

Ho appena sentito la questura.

Dicono che un anziano ha avvinto Matilde con suo padre. Dove?

Nella zona dell 'ospedale. Hanno mandato una pattuglia a controllare.

Va bene.

È nella zona dell 'ospedale, col padre.

I carabinieri li stanno cercando.

Col padre.

Comunque lì è anche pieno di cave e di palazzi abbandonati. Non li troveranno

mai. Ma sì che li trovano. Andiamo pure noi.

Andiamo. Vi aiutiamo. Andiamo.

Ehi, ma tu non vieni?

Sì sì mamma, fai una cosa, avviati, io mi sono ricordato un attimo che devo

una cosa, va bene?

Tu sei permaloso.

Non ti prendi la colla, riconcilio.

Tu sei una donna di casa e sai fare tante cose come si deve.

La pasta e il fagiolo, per esempio.

Oppure la frittata con la cipolla.

Però non ti prendi la colla, riconcilio.

O il caffè.

Il caffè non è proprio cosa per te.

A te.

Convurami.

Mi devi aiutare a trovare Matilda.

Io? Il padre l 'ha ravita, sì, tu.

Perché l 'ha portata nella zona dell 'ospedale.

Sono ore che sperita, dobbiamo fare presto.

Come la conosci tu, nessuno la conosce quella zona.

Mimmo, senti te in cosa fa?

Mannaccia, ma queste sono questioni, nomi e tue.

Qua si tratta di una bambina.

Che facciamo?

E vatti, entra.

Amore mio, come stai?

Ehi, ma che è?

Che tiene paura di me?

Io tutto questo lo sto facendo per noi.

E perché dobbiamo tornare a essere una famiglia?

Unita.

Papà. Eh?

Ho fame.

No, adesso no, papà.

Adesso è possibile.

Matilde! Matilde!

O ci venivo io quando giocavamo a nascondi.

Per questo non ti trovavamo mai, eh?

Qua non ci sta nessuno.

Mimmo, guarda qua.

Ti ricordi a papà quando giocavamo a nascondino, ma ti?

Però papà è forte, lo sai.

Papà ti trova sempre.

Ma ora non c 'è stato tempo, ma ti.

Ma che spacchiato non si tocca!

Lasciami!

Lasciami!

Lasciami!

Io a voi non ci rinuncio, hai capito, Manuela?

Io ti amo, ti amo.

Tu e la famiglia, siete la mia famiglia. E la famiglia è la mia famiglia.

La mamma.

Tutta.

Bene, me lo sono dato loro.

Grazie.

Grazie, ragazzi, grazie. E dire cosa?

Lo sapevo che eri un bravo ragazzo.

Anche Caterina lo sa.

Lo pensiate veramente?

Sì.

Io vi ringrazio.

Andate via.

Oh.

Simmo.

L 'hanno trovata Mimmo e Max.

Oh,

no, no.

Non lo vedo.

Ecco qua, mi sembra tanto.

Sono mosso.

No, scusa, Sfri, sono andato in cucina a bere, non mi direi niente. È che stavo

distratto, mi hai spaventato.

Ah, Alex, ti devo dire una cosa.

Mamma pensava, no?

Ma perché non ti scrivi la legge artistica?

Recuperi l 'anno che sei stato senza fare niente, no?

No, perché tu sei bravissimo a disegnare, lo sai?

Cioè, ma no così, tu sei proprio bravo.

Cioè, tu devi disegnare.

Anche perché la vita è meno complicata se sei bravo a fare qualcosa.

E tu sei bravo.

... ... ...

...

... ... ... ...

Caterina! Caterina!

Caterina!

Mimmo!

Ma che ci fai qui?

Ti devo dire una cosa importante.

Sei venuto a Pompei per dirmela.

Eri arrivato fino all 'altra parte del mondo per dirtela.

E cosa mi devi dire?

Aspetta, ma vengo io.

No, fermo, scendo io. Fermo.

Che mi devi dire?

Io ti amo, Cateri.

E ti amerò per sempre.

Pure se non ci fanno stare insieme.

Tu sei pazza, nessuno ha mai fatto una cosa del genere per me.

E però nessuno ti ha mai amato quanto ti amo io.

Non mi va più che ci nascondiamo, però.

Basta.

Basta.

Ma chi è?

Andiamo a dormire, che domani il gallo canta mattina.

Vado.

Andiamo, Caterina.

Beh, per età faccio.

È triste che me ne vada.

Un po'. Ma no, dai, è per il lavoro. Il proprietario sta prendendo un 'altra

gelateria a Bologna, no? E mi ha detto se voglio dirigerla io.

È una cosa buona.

Ma insomma, io con i conti sono negata.

Sembra di sentire i miei fratelli.

Dai, anche lui ha una frana con i numeri.

Era.

Tant 'è non c 'è più.

Mi dispiace.

Sai, quando è morto però pensavo che non ce l 'avrei mai fatto.

Ho capito che dovevo solo lasciarmi andare.

Devi dare fiducia se vuoi trovare fiducia. E tu l 'hai trovata?

Diciamo che me l 'hanno fatta trovare, a pure di schiaffi.

A pure di schiaffi.

Io invece, guarda un po', ti ho trovato la calamita.

Allora, io mi vado a chiamare agli altri.

Mi raccomando, sveglia, ma che chiudi il portellone, controlla che è chiuso

bene, se no lasciamo tutti i bagagli per la strada.

E vai, eh!

Non è possibile, sta venendo Don Bastiano!

Buonasera.

Allora Don Giuseppe, com 'è andato il viaggio? Quale viaggio? Vi siete

divertiti?

Don Giuseppe, che bella sorpresa.

Ah, Don Giuseppe, siete venuti pure a prendere. Come state?

Il viaggio è stato fantastico.

Vi dobbiamo raccontare un sacco di cose, Don Giuseppe. Dopo, dopo. Lo farete con

calma. Don Bastia, vi posso offrire pochi limoncetti?

Buonasera. Buonasera.

Arrivederci.

Giuseppe.

Che ci fai qui?

Volevo ringraziarti.

Matilde, come sta?

Matilde sta bene, sì, sì, lei sta bene.

No, è che io pensavo che non mi sarei mai più fidata di un uomo in vita mia,

invece... Grazie.

Allora?

Come è andata?

Bene, grande viaggio. E nessuno ha potuto dire niente.

Quindi la talpa non l 'ha stanata?

No, Spring e Lello sono stati molto bravi a non farsi scoprire.

E poi, pure quando hanno capito che non ero lì per caso, hanno retto il gioco.

E davvero non ho capito chi dei due abbia raccontato tutto a Don Marziano.

E allora dobbiamo fare qualcosa di concreto per capire chi è.

Don Giuseppe.

Uè Enzo.

Mi dovrei parlare.

Ci ho pensato.

Vado a Bologna.

Posso dare una mano in una gelateria come ragioniero.

Mi sistemo e mando una cosa di soldi a mia mamma.

Tua madre ha bisogno di averti qui, non del denaro.

Nel riunione ho solo brutti ricordi.

E poi là c 'è Simona.

Ah, Simone.

Non ce la dai?

A voi ci siamo incontrati e... Io speravo che il viaggio vi facesse capire

in futuro ce l 'hai anche qua la sanità, eh?

E invece?

È un futuro troppo complicato.

Io vedevo tanto.

Ma è meglio che vado.

E che voi mi lasciate andare.

Ma voi non visitate mai?

No, mai.

A me piace guardare cose dall 'alto.

Oh, è Anna.

Ciao, Massimo.

Come stai?

Tutto a posto, tu?

Tutto bene.

Comunque il viaggio è stato bellissimo.

Ci siamo divertiti un sacco.

Poi vogliamo fare una cosa incredibile.

Portare tutti i turisti qua alla sanità.

Solo che c 'è un piccolo problema tra la cura e l 'ospedale, non ho ben capito.

Il pacco per me ce l 'hai?

Sì. E cos 'ho questi soldi? È il tuo compenso.

Così ti compri quello che vuoi.

Il mio compenso?

Ma non avevi detto che mi portavi a misurare a guardare il mare? Anna, non

storia. Tenga che fa.

Ci vediamo in giro, eh, Annare?

Fabbra.

Mi mancherai.

Tu l 'hai giuto anche? Tu no.

Perché?

Grazie.

Io ho portati qua perché questo è il posto dove ho deciso il mio futuro.

E ora ci vuole un 'idea per il vostro.

C 'è poco da fare se la chiesa non è nostra.

Aspettate, ma l 'ospedale che dice?

L 'ospedale dice che la basilica di San Gennaro e Castramenia è diventata loro

negli anni 30.

Da quando è stata sconsagrata.

Ed è vero?

Ho chiamato in cuore e dicono di no.

Perché è stata recitata a messa dopo l 'eruzione del Vesuvio del 44.

E dovrebbe esserci anche una lapide commemorativa che lo conferma.

Però sì, la chiesa forse è sconsagrata.

La lapide l 'avrebbero dovuta togliere.

Ma che cos 'è una lapide?

Sono delle lastre di marmo.

Come quelle che vede ai cimiteri, con dei disegni oppure delle scritte.

Ah, allora io l 'ho vista una lapide.

Beh?

Non mi ricordo.

Chiamati, ma come non ti ricordi? Deve essere qui però.

Pensa, pensa, non so. Un posto, qualcosa che ti fa ricordare.

Dì qua.

Eccolo.

Eccola.

Con questo tempo... Questo.

Ma mi caderi.

Pure consagrato al culto cristiano da seminenza... Allora, la chiesa è

consagrata.

E se è consacrata vuol dire che l 'ospedale deve ridarcela.

Cioè, quindi la possiamo usare?

Apriremo ai turisti il cuore del quartiere sanità passando da questa

Vi piace?

A me mi piace l 'idea.

È stata bravissima.

Io comunque, più che dare una mano a

pulire le catacombe, non riesco a fare.

E perché?

Già, lo dici pure tu che sono un ciuccio.

Alex, ma quale ciuccio?

Tu sei molto meglio di me.

Comunque tu vuoi andare ancora a quella scuola di recupero?

Ho paura che mi sfottano.

Poi quanto costa?

Questa è per l 'iscrizione.

La vediamo insieme.

Ma chi te l 'ha dati?

Uno a cui non interessa quello che ci faccio. Già, prendili, sono tuoi.

Oh, Mimmo!

Vinceremo, vinceremo, vinceremo il tricolo.

Qua mi hanno fermato ogni dieci metri stamattina. Mi hanno offerto non so

caffè.

Vinceremo, vinceremo, vinceremo il piccolo.

Che è sta faccia? Non sei contento di essere l 'area del quartiere?

Mi hanno dato un ordine, Mimmo.

Ma stai scherzando?

Mi vuoi far fare la stessa fine di mio padre, sì?

Tanto i carabinieri non tornerebbero di nuovo qua, no?

E il nascondiglio è più sicuro.

E Mariano ti paga.

A me me ne passano pocazze dei vostri soldi.

Non costa.

Se non lo faccio io, vengono loro.

E dopo è peggio, fidati.

Metti questa roba nel presepe.

Ma dove state a mormare? Anzi non mormo! Ma che cazzo hai fatto?

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