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Original subtitles

Tiro con l'arco, zumba, guida su pista

le terme, un massaggio, Lourdes, una cena dal thailandese...

- Ovunque potevi portarmi ! - Dài, c'è pure scritto...

"Il Museo del Buio è un'esperienza che crea empatia e integrazione."

- E' pornografia del dolore. - Ti ho persa a "pornografia".

Siete morbosi, volete sapere come stanno i diversi.

Te lo dico io, il buio fa schifo.

Ma che c'entra ? Adesso sei incinta e io voglio vedere come vedi tu.

- Così ti sono più utile. - Come si chiama ?

- Chi ? - Il bonazzo.

- Non so di chi parli. - No ? Il vero motivo per cui siamo qua.

- Sono incinta, mica scema. - Ssh... Ciao.

- Ciao. - Siamo due. Io sono Stella.

- Io sono Rocco. Trenta euro. - Per non vedere niente ?

- Ssh ! Scusala. Ecco qua. - Ecco a voi.

-Ciao, Rocco. A dopo. -Ciao, Rocco. -Scema. Che figure mi fai fare !

- Ehi, aspetta... - Ciao. - No, fermo, fermo.

Scusi. Vieni, dài.

Qui inizia il percorso al buio.

Non usate i cellulari per fare luce e lasciatevi andare.

Vi sentirete un po' smarriti, ma è normale all'inizio. Prego.

Un inizio che dura dai cinque ai dieci anni.

Poi inizi a pensare: "Che bello il buio, voglio rimanerci !"

Zitta ! Guarda che ti sentono.

Non so dove mettere i piedi.

Bla ?

- Dove sei ? - Sono qui.

- Tienimi la mano, non vedo niente. - Certo, siamo al Museo del Buio.

[RUMORE DI PASSI]

[GEMITI] Papà, che succede ?

- Dottore ? - Che succede ? - Aiuto, si sente male !

[RUMORE DI PASSI]

- Blanca ? - Accendete le luci ! Aiuto !

- Papà, che succede ? - Fatemi passare, sono un medico.

Si sente male.

[RUMORE DI PASSI]

Fermo !

Blanca ? Bla ?

- Ah ! (con voce ovattata) Bla ?

Blanca !

Stai bene ?

Bla, che è successo ?

- Chiamo un'ambulanza. - Non serve.

E' morto.

Bla...

Giorgio Dellepiane, psichiatra.

Il medico legale ha trovato un foro d'ingresso sul collo.

Forse l'hanno ucciso con un'iniezione.

Quello è un suo paziente. Teneva sedute speciali il sabato mattina.

Qui al Museo del Buio ? Giocavano a "mosca cieca" ?

Una terapia d'urto per aiutare a superare le paure.

Eh... Finché non l'hanno ucciso.

Verifichiamo se il paziente aveva un movente.

- L'assassino è arrivato da fuori. - Se l'hai visto tu, siamo a posto.

Ho provato a fermarlo, è scappato dall'uscita di sicurezza.

- Lui mi ha buttata per terra. - Scopriamo di più su Dellepiane.

- Dove lavorava, dove viveva e chi lo voleva morto. - Sì.

- Signorina, devo raccogliere la sua testimonianza. - Sì.

- Bla, vuoi che resto con te ? - No, tranquilla.

- Vado in ospedale per sicurezza. - Ma sei solo scivolata !

- Ti accompagno. - No, rilascia la testimonianza. Ti chiamo dopo.

- Chiamami, mi raccomando. - Sì. - Ti accompagno io.

Faremo presto, è per stare più tranquilli.

L'anno scorso si buttava sulle bombe e ora va in ospedale per una caduta.

Non serve, Liguori, posso andare da sola.

Non mi pesa. Andiamo.

[VOCIARE INDISTINTO]

[VOCI SOVRAPPOSTE]

[VOCI E RUMORI OVATTATI]

Perfetto, grazie.

Era Carità. Il medico legale ha confermato

che il foro sul collo ha causato la morte dello psichiatra.

Sono entrati con un visore notturno e hanno fatto l'iniezione.

Sono degli esperti.

Le telecamere del museo sono ferme da tre giorni, sono state manomesse.

Ehi... Sono sicuro che sta bene.

- Che cosa ? Chi ? - Il tuo bambino.

- Vedrai che sta bene. - Blanca Ferrando.

Tocca a lei.

Puoi venire con me ?

[BATTITO CARDIACO DEL BAMBINO]

- Eh... - Che cosa ?

Direi benissimo.

- Sì ? Sta bene ? E' sicuro ? - Sì, tranquilli.

- Ok. - Vostro figlio sta benissimo.

- Come sapevi che ero incinta ? - Ho visto l'ecografia.

E come hai fatto a vederla ?

La tua giacca era caduta, l'ho messa a posto ed è scivolata fuori.

E' di Domenico, vero ?

Sì... ma lui non lo sa e non lo deve sapere.

Certo. [VIBRAZIONE DI CELLULARE]

- E' Bacigalupo. Devo rispondere. - Io chiamo Stella.

Voglio andare a casa.

Dottore ?

Se sta bene, dov'è ? Vuole marcare visita ?

Non è felice di averla fuori dalle indagini ?

Non sono felice, sono estasiato.

Salve. Sono Letizia Musso, la segretaria dello studio.

- Siete aperti di sabato ? - No, mi laureo in Medicina

e vorrei specializzarmi in Psichiatria forense.

Il sabato mattina ci vengo solo io. Qui è più tranquillo di casa mia.

Siamo sei fratelli, io sono la più grande.

Se voglio laurearmi in tempo, devo studiare ovunque.

- Ci fa vedere lo studio del dottore ? - Sì, prego.

Che ci dice di Dellepiane ?

Da giovane ha lavorato per case famiglia e istituti minorili.

- E' andato anche in America. - Questo è un polistudio ?

- Sì. - Il dottore che rapporti aveva con gli altri medici ?

Tranquilli. Alcuni di loro nemmeno li conosceva.

- Con i pazienti, invece ? - Buoni, di solito.

Però due settimane fa il dottore aveva discusso con una sua paziente.

- Per che cosa ? - La paziente aveva contestato la sua terapia.

Andare dallo psichiatra non è come andare dal medico di base.

Non esiste un antibiotico per la testa.

Capita che una terapia non funzioni, ma non è colpa di nessuno.

La mente è un mistero, ma non tutti lo accettano.

Con la paziente avevano solo discusso ?

Lei l'aveva minacciato.

Il dottore mi aveva chiesto di non prendere più le sue chiamate.

Non ti posso lasciare da sola un attimo.

Invece quando stiamo insieme, tutto bene.

- Ma lo sai che il tuo collega è carino ? - Liguori ?

No, quello che ha raccolto la mia testimonianza... Carità.

- No, Carità no. Ti prego ! - Perché ?

- Dio... - Bla ?

[FISCHIO DISTORTO]

- "Belin", stai attenta ! - Scusi.

[RUMORE DI PASSI]

- Tutto bene ? Non l'hai sentito ? - No, ero distratta.

- Andiamo su, rimango con te. - No, devi lavorare.

- Chiedo una sostituzione. - Stella, devo solo andare a casa e riposare.

- Sei sicura ? - Sì.

- Non riposerai molto, c'è il militare figo. - Domenico ?

Sì, è qua. Intanto io vado, poi tu mi racconti tutto.

- Se serve, chiamami. - Va bene. Grazie. - Mi raccomando.

Ciao.

- Ciao. - Ehi.

Ho bisogno di parlarti. Posso salire ?

Sì, certo. Andiamo.

[CANE 3 ABBAIA]

[GUAITI]

Stai bene ?

Tu che volevi dirmi ?

Sono qui per la lista delle famiglie.

- Voglio controllare gli indirizzi. - Sicuro che è una buona idea ?

Speravo che tu venissi con me.

- L'hai detto tu, siamo alleati, no ? - Sì.

Sarebbe bello, ma non posso, sono in malattia, mi dispiace.

Allora è vero, stai male.

Che hai ? Febbre ?

Non sei calda.

[GUAITI]

- Lo so, hai fame. - No, aspetta. Ci penso io. Stai qui, riposati.

Ehi...

[CANE 3 ABBAIA]

Lo faceva sempre anche mia sorella, quel gesto.

Diceva...

che la aiutava a calmarsi. - Funzionava ?

Sono Pietro Valli, rappresento Anita Pastori.

L'avete convocata per la morte di Dellepiane.

- Un minuto e sono da lei. La sua assistita dov'è ? - Sono io.

L'ex psichiatra della mia assistita è andato in pensione tre mesi fa

e l'ha mandata da Dellepiane. - Era un bravo medico ? Ti piaceva ?

La segretaria ha detto che litigavate spesso.

Non era un bravo medico, non mi fidavo di lui.

Non ti piaceva la terapia che ti aveva proposto e l'hai minacciato ?

Non ho minacciato nessuno.

Però gli telefonavi cinque volte al giorno.

Ecco. Tutti i giorni.

Non potete provare quale fossero i contenuti delle telefonate.

Eri arrabbiata e sei andata al Museo del Buio...

Sono solo supposizioni.

L'autopsia rivela che Dellepiane è morto per un'iniezione di Propofol

farmaco usato nelle sale operatorie, un anestetico.

In dosi massicce può causare anche un...

- Un arresto cardiaco. - E allora ?

- La sua assistita è un'infermiera. - Ho chiesto un'aspettativa.

- Non vado in ospedale da mesi. - Ma può procurarsi un farmaco.

Io non ho ucciso nessuno ! Ma sono contenta che sia morto.

- Anita, basta. - No. A posto così.

La signorina può andare.

Arrivederci. Andiamo.

Lascia stare la tisana al rabarbaro, fa schifo.

Per le mani usa una crema lenitiva.

Mia sorella la usava alla calendula, aveva un buon profumo.

Grazie.

Anita, andiamo.

Non mi ha mai detto di avere una sorella.

Perché non sono affari tuoi.

- Chiediamo un decreto di perquisizione ? - Non serve.

- Non ha un alibi. - Non ha neanche un movente.

- Lo uccide per una terapia ? - Forse litigavano per altro.

Guardiamo le telecamere del museo prima che fossero manomesse.

- Battiamo altre piste. - Dottore, che ha ?

- Anita Pastori nasconde qualcosa. - L'istinto mi dice che è innocente.

- "Istinto" ? - Solo la tua amica cieca può usare l'istinto ?

Vai.

Vieni, sono tutte accese.

- Hai finito quasi tutto. - La lista della spesa è sul frigo.

Ti avevo detto di non fare cazzate.

- Io non ho fatto niente. - Guardami.

Meritava di morire. Su questo eri d'accordo anche tu.

- Anita, dimmi che non sei stata tu. - Mi pensi capace di ammazzarlo ?

E tu ? Dov'eri tu stamattina mentre quello stronzo moriva ?

A te nessuno viene a chiederlo. Tu sei rispettabile adesso.

Il grande avvocato Pietro Valli ne esce sempre pulito.

Mi difenderesti lo stesso se fossi stata io ?

[CAMPANELLO GUAITI]

- Ciao. - Ciao.

- Liguori. - Cercavo Blanca. - Sì, è qui.

- Ti ho portato un po' di spesa. - Ci penso io. - Grazie.

Tra te e Domenico, almeno non muoio di fame.

C'è qualcos'altro che possiamo fare per te ?

- Siamo a tua completa disposizione. - Qualunque cosa tu desideri.

Tipo ?

Io un'idea ce l'avrei...

Blanca ? Blanca, tutto bene ?

Sì, sono qua.

Ero venuto per aggiornarti sul caso, ma ti chiamo domani.

- No, vado via, vi lascio lavorare. - Peccato.

- Potevamo divertirci. - Eh ?

- Vabbè, ti chiamo domani. - Okay.

- Sei sicura di stare bene ? - Benissimo.

Siediti, non mordiamo.

Devo farti ascoltare una cosa.

(registrazione) "Non l'ho ucciso ! Ma sono contenta che sia morto."

Allora ? Che ne pensi ?

Quando parla di Dellepiane, il respiro accelera e alza la voce.

Sono segnali di rabbia.

Ma quando dice che è contenta perché è morto

il respiro si calma e il tono di voce si abbassa.

- Che significa ? - Lo odiava veramente.

Per Bacigalupo è innocente. Però nessuno odia senza un motivo.

Ma lui si è fissato. La tratta con gentilezza.

Non l'ho mai visto così. Sembra... dolce.

"Bacigalupo" e "dolce" non usarli mai più nella stessa frase.

Mi manchi.

- Professionalmente, intendo. - Certo.

In Commissariato... si sente la tua mancanza.

Eravamo una bella squadra. Peccato che te ne vai.

Non preoccuparti, torno presto.

Devo essere prudente, fermarmi e riposare.

"Prudente" ? Da quando la prudenza è un criterio che usi ?

- Tu hai paura. - Ti sbagli.

- Per la caduta, per il tuo bambino. - Smettila.

- Stare in casa non ti aiuterà. - Smettila ! Non ho paura di niente.

Io non scappo davanti alle cose complicate, come fai tu !

Forse è meglio se vado via, tanto ci pensa Domenico a te.

Ecco, appunto.

Scappa.

La cosa migliore che sai fare.

[CAMPANELLO SQUILLI DI CELLULARE]

- Sì, pronto ? - C'è un uomo fuori casa vostra.

- Non fatelo entrare, non rispondete al citofono. - Chi è lei ?

Rimanete zitti e fermi. Non aprite se volete bene a vostro figlio.

Aldo, ma chi è ? Che succede ?

Che succede ? Siamo in pericolo ?

Tranquilli, tra poco se ne andrà. E' tutto sotto controllo.

E' per il bambino ? Avevi detto che non ce lo portavano via.

Sei sicuro ?

Era Falena. Oggi è stato anche dalla cieca che lavora in polizia.

Posso occuparmene io.

Ci penso io.

[MUSICA DAL LOCALE] Vai ! Muoviti, cammina !

- Lascia stare quelle ragazze ! - Non abbiamo fatto niente !

- Sono delle puttane ! - Sono cubiste, "signore" per voi.

- Fuori dal cazzo ! - Via !

Due buttafuori con un'etica. E io che pensavo che eravate due stronzi.

Ci facciamo due tiri insieme quando staccate ?

- Sì, perché no ? - Va bene. - Okay.

["GENOVA CHIAMA" DI CALIBRO 35 E GORKA]

Vai !

Vai !

- Passa. - Vai. - Bravo !

- Olé ! - Non sbagli mai ? - E' solo fortuna.

- La fortuna di chi sa giocare. - Vai.

- Wuh ! - Era bello quando ci venivamo tutti insieme.

Dellepiane è morto.

La polizia ha convocato Anita.

- Non hanno prove per arrestarla, ma sospettano di lei. - Come sta ?

Pensi che sia stata lei ?

- Pensi che siamo stati noi. Sei qui per questo. - Damiano, ma che dici ?

E' ciò che pensa, anzi che spera. Meglio noi in galera, che Anita ?

Se la polizia scopre qualcosa, siamo tutti fottuti.

Parlate adesso, lo dico per aiutare Anita.

Ci pensiamo noi ad aiutarla.

Mi dispiace, dovevo dirle che lo studio del dottore era chiuso.

- Non ha visto chi è stato ? - Dottore.

Nella cassaforte c'erano ricettari, appunti, un'agenda.

- Niente di che. - Perché fare 'sto casino ?

Repertiamo tutto e capiamo chi è entrato qui.

E' probabile che sia legato all'omicidio dello psichiatra.

- Magari è stata Anita Pastori. - Ti sei fissato ?

Una come quella entra di notte a scassinare una cassaforte ?

Non riesce a farsi neanche una tisana !

Lei non c'entra niente. Il dottore nascondeva qualcosa.

L'intuito non sbaglia, soprattutto il mio.

Vuoi uscire ? Vai pure.

Abbiamo i filmati delle telecamere dei giorni precedenti all'omicidio.

Anita era là il giorno in cui sono state manomesse.

- La convoco subito. - No. - Perché no ?

Era al museo qualche giorno prima dell'omicidio

aveva litigato con la vittima, poteva procurarsi il farmaco...

- Che altro serve ? - Un movente.

Odiava Dellepiane. Anche Blanca ha sentito odio nella sua voce.

- Che c'entra Blanca ? - Volevo un suo parere sull'interrogatorio.

Ti do io un parere: qui comando io e dirigo io le indagini !

Concentratevi sulla cassaforte e sul tentativo di furto !

[GUAITI] Ho capito che vuoi uscire.

Usciamo domani, che dici ?

Non sono sorda !

[VIBRAZIONE DEL CELLULARE (ASSISTENTE VOCALE) LUCIA. LUCIA.]

[LUCIA.]

Chiamo Stella, così ti porta fuori lei.

Non ti va bene niente !

[(ASSISTENTE VOCALE) LUCIA.]

- Ehi ! - Ciao, Blanca ! Come stai ?

Grazie per ricordarti di me. Ma sei a casa ?

Sì, sì.

- Non dovresti essere al lavoro ? - Tu non dovresti essere a scuola ?

Come sai dove sono ?

Non te l'ho detto ? Sono guarita. Ci vedo.

- Eh ? - Sento il traffico, scema.

Ah ! Comunque, no, oggi il maestro era malato...

Quindi sto tornando a casa e...

Volevo salutarti e dirti... ciao.

- Bla, devo andare. Ci sentiamo. Ciao. - Ciao...

Va bene. E' adolescente, ci sta, è giusto.

[CANE 3 ABBAIA] E tu sei un grande rompiballe !

[TUONO]

Sei anche un cane fortunato.

Andiamo, va'.

Cane 3 ! Cane 3 ! Cane 3 !

Cane 3 !

Cane 3 !

[CLACSON] Oddio !

- Ma ti sposti di lì ? - Scusi, scusi !

Cane 3 ! [CAMPANELLO DI BICICLETTA]

Stai attenta ! Ma dove vai ? Guarda ! Fai attenzione !

Cane 3 !

Cane 3 ! Cane 3 ! Cane 3 !

A casa ! A casa !

Cane, vai a casa !

[CANE 3 ABBAIA] Vai a casa.

[BUSSANO ALLA PORTA]

-Vicequestore, è successo qualcosa ? -Disturbo ? Posso entrare ?

- E' qui per arrestarmi ? - No.

Sono qui per capire perché eri al Museo del Buio qualche giorno fa.

Dellepiane mi aveva proposto di andare al museo con lui.

Lo faceva con alcuni pazienti.

Ero andata a vedere, ero curiosa.

Ma sono uscita subito. Non mi piace il buio.

Non esco mai la notte, anche qui ho sempre una luce accesa.

Chissà che bolletta !

Tutta la mia vita è stata al buio.

So che i tuoi genitori non ci sono più.

Anche prima di morire non c'erano mai.

Ho perso il conto di quante volte sono entrati e usciti di galera.

-Io e mio fratello siamo stati in casa famiglia. -Hai un fratello ?

Lo avevo. Si chiamava Giulio.

Non credo che fosse veramente alto, ma per me era un gigante.

Con lui non avevo paura di niente, c'era sempre.

Potevo fare tutto se lui era con me.

Per uno stupido incidente è morto anche lui.

Mi dispiace per tuo fratello.

So che cosa si prova quando perdi qualcuno.

Sua sorella ?

Non sono riuscito... ad aiutarla.

Che cosa aveva ?

Io vorrei aiutare te.

C'è un mondo che ti aspetta fuori, non puoi rimanere qui e non vivere.

- Lei non sa niente di me. - Io vorrei aiutarti.

Allora non mi mandi in galera ! Lì spengono la luce, si sta al buio.

- Al buio io ci muoio. - Anita...

Se ne vada, per favore.

Dottore. Aveva ragione lei. Lo psichiatra nascondeva qualcosa.

Abbiamo controllato i ricettari che erano nella cassaforte.

- Dai numeri di serie siamo risaliti a quelli dati dall'Asl. - E ?

Le prescrizioni sono state portate tutte nella stessa farmacia.

Sono tutte dello stesso farmaco ?

- Sì. - Convochiamo il farmacista. - Già fatto.

Signor Fochetti.

Sa che cosa sono questi numeri ?

Sono i numeri di serie di ricette portate nella sua farmacia.

Sono consequenziali.

Un intero libretto di ricette portate tutte da lei.

La mia farmacia è l'unica nel raggio di molti chilometri fuori Genova.

- E' molto frequentata. - Lei sa che cos'è il tramadolo ? - Beh...

"Antidolorifico appartenente alla classe degli oppioidi"

"che può essere utilizzato come stupefacente."

- Un farmacista dovrebbe saperlo. - Certo. Ma io non ho fatto niente.

Lei procurava a Dellepiane il tramadolo che poi lui spacciava.

Poi che cosa è successo ? Lei voleva più soldi ? Si sieda !

Il dottore voleva smettere di spacciare ?

Io non ho fatto niente e non so niente.

Sono solo un farmacista, mi portano le ricette e io do il farmaco.

Posso andare ?

Controlliamo le telecamere della farmacia.

- Aveva paura. - Se ammazzi un uomo e ti scoprono, ti spaventi.

Ce lo vede a uccidere un uomo con un'iniezione al buio ?

- E' un farmacista, le iniezioni le sa fare. - Anche Anita Pastori.

Era al museo pochi giorni prima che Dellepiane morisse.

- Convochiamola. - Non serve. La pista del tramadolo è valida.

Il farmacista è stato aiutato da qualcuno di cui ora ha paura.

- Perché continua a difenderla ? - Perché è innocente.

E' per sua sorella ?

Vi ho sentiti parlare.

[BUSSANO ALLA PORTA]

["GENOVA CHIAMA" DI CALIBRO 35 E GORKA]

Blanca ?

Che cosa è successo ?

Sei bagnata. Sei uscita fuori ?

Ehi...

Non vedo più niente.

Quando ho sentito la pioggia, sono uscita

e ho pensato che mi aiutasse a vedere qualcosa, ma niente.

Da quando sono caduta al museo, è tutto buio.

Non riesco a uscire di casa.

E' l'unico posto in cui vedo.

Questo bambino è già in pericolo prima di nascere.

- Sono sola. - No. - Sì. - No. Ehi.

Io sono qui. Io ci sono.

Liguori ?

Liguori ?

Non vedo niente ! Non riesco a vederti.

Il mio modo di vedere le cose mi ha tenuta in vita finora.

Senza quello, che faccio ?

Lo dici sempre tu, ogni limite è un superpotere.

Lo è.

- Ho paura. - No. - Ho tanta paura, Michele.

[BLANCA PIANGE]

Blanca, tu non puoi vedermi, ma io ci sono. Sono qui.

[BATTITO CARDIACO]

Si è addormentata.

-Abbiamo rischiato troppo. -Eravamo tutti d'accordo all'inizio, o no ?

Era giusto fermarci. Avevamo deciso così.

Anita non può andare in prigione, non sopravvivrebbe.

- Se siete stati voi, ditemelo. - Sì, l'abbiamo ammazzato noi.

Non importa chi è stato, ma che quel bastardo di Dellepiane sia morto.

Invece importa, Riccardo ! Se quel poliziotto scopre

che cosa lo lega ad Anita, non posso più difenderla.

Avrebbe un movente e la arresteranno.

Quel poliziotto non scoprirà niente.

Dove andate ? Aspettate !

Fochetti. Voglio solo parlare.

- Se ne vada. - Chi c'è dietro lo spaccio di farmaci ?

- Non ho fatto niente. - Ci va di mezzo un'innocente.

- Posso aiutarti, dimmi che cosa sai. - Non so niente.

Tolga la mano, per favore.

[STRIDI'O DI PNEUMATICI]

[RINTOCCHI DI CAMPANA]

- Ehi. - Ehi.

- Buongiorno. - Buongiorno.

[(ASSISTENTE VOCALE) STELLA.] - Scusami.

No, tranquilla. Io ne approfitto per andare.

Ti chiamo dopo ?

- Okay. - Ciao. - Ciao.

[(ASSISTENTE VOCALE) STELLA.] - Ehi !

Blanca, ci hai messo tanto a rispondere. Tutto bene ?

Sì, scusami, non trovavo il telefono.

- Hai dormito bene ? Passo dopo ? - In realtà ho dormito bene.

Molto bene. Sto meglio. Tu ?

- Come stai ? - Bene. Mi ha chiamato Carità.

- Sei seria ? - Sì, è stato galante.

E' simpatico, gentile, ha detto cose interessanti.

- Parliamo dello stesso Carità ? - Si vede che non lo conosci bene.

Fammi capire... E' sorprendente e incredibilmente morbido ?

Sì, come quel biscotto. Una cosa che non sai...

No, guarda, non ci tengo.

Va bene ? Non voglio sapere niente. Ciao !

Allora, com'è andata ?

So che sei stato da Blanca stanotte. Per sicurezza.

- Carità, chi te l'ha detto ? - Stella. Sto chattando con lei.

[VIBRAZIONE DI CELLULARE] Scusa.

Sì ?

Sì, sono io.

Che cosa ?

Arrivo subito.

Era davanti casa di Fochetti, il farmacista.

- Fochetti dov'è ? - Ha lasciato Genova.

- E' partito stanotte. - Meglio dire "scappato".

Troviamolo e convochiamolo.

- Ha subìto un trauma cranico. - Come sta adesso ?

E' sedato, sta riposando. L'hanno investito sotto casa del farmacista.

E' stata vista un'auto grigia con un fanale rotto.

- Perché Bacigalupo era là di notte ? - Bella domanda.

Senti... Lo sai che abbiamo bisogno di te ?

Niente fretta, ma se torni, sono contento.

- Intanto ti tengo informata. - Okay. - Ciao.

Stai bene ?

- Il mio capo ha avuto un incidente. - Mi dispiace.

Scusami... Stavi dicendo ?

Ho controllato la lista delle famiglie, ma è stato inutile.

- Però voglio continuare. - Cioè ?

Torniamo da Gardi, il dottore della clinica.

- Entriamo nel suo ufficio. - Parli al plurale.

- Io e te ci somigliamo. - In che senso ?

Come hai detto quella notte ?

"Cretini senza speranza dal cuore frantumato."

"Guerrieri di battaglie perse, lottatori nel fango della vita."

- Che memoria ! - Ricordo molto bene quella notte.

Anch'io.

[CANE 3 ABBAIA]

Scusa.

- E' territoriale, ci sta. - Sì.

Senti...

- Posso chiederti un favore ? - Dimmi.

Voglio uscire.

- Ho bisogno di andare in un posto. Mi accompagni ? - Certo.

Mi cambio e arrivo. Cane 3, non rompere !

- Ti aspetto fuori. - Grazie.

Scusa, non volevo disturbare.

No, nessun disturbo.

Volevo solo vedere come stava.

- Sei sua figlia ? - No, una collega.

La sua preferita.

Blanca, piacere.

Anita Pastori.

- Come sta ? - L'hanno sedato per farlo dormire.

Poi chiedo con che cosa, perché così è più simpatico.

E' un uomo gentile.

E' la prima volta che esco di casa dopo due giorni.

Mi ci sono chiusa dentro per paura di quello che c'è fuori.

Perché sei uscita ?

Per lui, per sapere come sta.

Per te è gentile, per me è un capo stronzo, ma se muore, mi dispiace.

Gli altri ci danno il coraggio di cambiare.

[SCATTO DI SERRATURA] Anita ! Ti ho cercato ovunque.

- Basta adesso, andiamo. Mi hai fatto spaventare. - Scusami.

Arrivederci.

Dunque, siamo io e lei.

Quando si sveglia mi spiega perché con lei è gentile e con me stronzo.

Perché si sveglia, vero ?

[SCATTO DI SERRATURA]

- Buongiorno. - Buongiorno.

Che cos'è quest'odore ? Iris ?

Sì, è il mio profumo.

Non pensavo che fosse così forte.

Io ci vedo ! Ci vedo !

Venga qui, venga qui.

E note di patchouli ! Ci vedo !

- Si sente bene ? - Benissimo !

Blanca. Tutto bene ?

- Tutto bene, sì. - Aspetta. Che dici, andiamo da Gardi ?

E' importante e voglio aiutarti, ma ora non posso.

- Dove vai ? - Torno a lavorare.

Ci vedo !

Scusi.

- Mi spiace. - Si figuri.

- Permesso ? Ciao ! - Ciao. - Permesso ?

[SQUILLI DI CELLULARE]

Ho una nave che parte per il Qatar domani. Ho bisogno di te.

E' un lavoro che può fare chiunque. Perché io ?

Pensavo che tu volessi partire. Non sei stanco di Genova ?

Poi ti ho raddoppiato la paga, diecimila.

C'è qualcosa che ti trattiene qui ? Vuoi dirmi qualcosa ?

Riguarda tuo figlio, vero ?

Ho trovato una lista delle famiglie che potrebbero averlo preso.

- Non è pericoloso ? - Non più di quello che facciamo ogni giorno.

- Se vuoi, posso aiutarti. - Ho chiesto a Blanca.

- Lavora per la polizia, potrebbe fregarti. - Ma no, può aiutarmi.

Poi Blanca non è così.

Ti stai innamorando di lei ?

Questa storia ti sta ossessionando e lei non ti aiuta.

Tu meriti un po' di pace. Partire ti farà bene, fidati.

Ispettore.

Prego.

- L'abbiamo fermato a Ventimiglia, andava in Francia. - Ottimo lavoro.

Non ho fatto niente al poliziotto, lui ha aggredito me.

- E a Dellepiane ? - Controllate la mia auto.

-Non ho investito il vostro collega. -Però sa chi è stato.

Voi non sapete di che cosa è capace questa gente.

Due mesi fa ha iniziato a venire gente strana in farmacia.

Non compravano niente, giravano tra gli scaffali.

- Un giorno mi aspettavano fuori. - Le hanno proposto un accordo.

Dovevo scansionare le ricette e dare loro i farmaci, senza fare domande.

Mi pagavano per stare zitto.

- E così ha fatto. - Non avevo scelta. Quei soldi mi servivano.

E Dellepiane ?

Non lo so, non so nemmeno che faccia avesse.

Però fanno così, vanno negli studi medici

minacciano i dottori e se si rifiutano...

Un mio collega è finito in coma.

Ho bisogno di nomi.

Non ha capito... Quella gente è venuta sotto casa mia per me.

Si farà trent'anni per spaccio e per l'omicidio di Dellepiane.

Io non l'ho ucciso. Come cazzo glielo devo dire ?

Io le credo, davvero.

Però qualcuno può pensare che lei è complice nel traffico di farmaci.

L'unico complice.

Un solo complice, un solo sospettato.

A meno che non sia coinvolto qualcun altro. I nomi.

[SIRENE]

- Conosci Destin ? - Eccolo, te lo chiamo.

Aah !

Fermo ! Fermo !

Lascialo ! Fermo !

Faccia al muro ! Faccia al muro !

Fermo ! Butta il coltello !

Siediti. Con calma.

- Bravo. - Anche tu.

- Te la senti di venire anche tu ? - Sì.

- Li avete presi ? Com'è andata ? - Insomma.

- Uno di loro ha cercato di uccidere Carità con un machete. - Stai bene ?

Sì, ma sono matti veri. Se non c'era Liguori, mi tagliavano la testa.

Te la sai cavare anche da solo.

"Perché non torni ? Mi manchi."

- Come mai sei qui ? Stai meglio ? - Decisamente.

Tutto è tornato come prima ?

Non so come sia successo, devo ancora capirlo

ma l'importante è che sono qui e sto bene.

Sono loro che hanno investito Bacigalupo ?

Sì, il farmacista ci ha raccontato tutto.

Procurava farmaci a spacciatori legati alla mafia nigeriana.

Bene. Che aspettiamo ? Andiamo a parlarci ?

Sì. Lascio la giacca.

Io vado...

[BLANCA CANTICCHIA]

No, no, no. Di qua, di qua.

(cuffie) Lui lo conoscete, vero ?

L'avete minacciato per i ricettari, per farvi prescrivere i farmaci.

Poi lui ha cambiato idea e avete pensato bene di ammazzarlo.

Poi siete andati dal farmacista per mettergli paura

ma avete trovato un poliziotto e avete provato a zittirlo.

Quando troveremo l'auto che avete usato per investirlo, siete fottuti.

Carità, avverti il magistrato e scortiamoli in carcere.

- Non hanno paura di niente. - Hanno investito Bacigalupo.

Dobbiamo scoprire se hanno ucciso Dellepiane.

Lui è stato ucciso con un'iniezione. Loro sparano, picchiano e investono.

- Secondo te non sono stati loro ? - No.

Ripartiamo da Anita Pastori. Bacigalupo pensa che sia innocente.

Secondo me Bacigalupo ha ragione. Ho conosciuto Anita.

Non mi sembra una capace di uccidere

né di spingermi a terra e lasciarmi lì.

- Quando l'hai conosciuta ? - In ospedale, da Bacigalupo.

Sei andata a trovare il capo ? Che carina...

Sì, volevo sapere come stava.

- In fondo io sono una tenerona. - Lo so.

E' uno dei tuoi lati che mi piace di più. Tenerona.

- Comunque Anita era con un uomo. - Forse il suo avvocato. - No.

Non era la voce che ho sentito nella registrazione, era diversa.

Quindi ? Era l'avvocato ?

No, decisamente no.

Che ho detto io ?

Però aspetta...

- Fuori li aspettava un altro uomo. Dico a Carità di controllare. - Sì.

Bacigalupo è sveglio.

- Sei tornata ? Finita la festa ? - Anche lei mi è mancato.

I due spacciatori di farmaci mi hanno investito

ma non sappiamo se hanno ucciso Dellepiane.

- Che cos'è ? - Anita è stata qui e poi è andata via con questi due.

E allora ? Ora non può avere neanche degli amici ?

Sono dei buttafuori, ma hanno dei precedenti.

E' gente poco raccomandabile.

Vabbè, convocateli, parlateci. Perché perdete tempo qui con me ?

- Dài, andate. - Vieni.

Damiano Piccolomini e Riccardo Anceschi.

- Precedenti per furto e spaccio. - Quello è il passato.

- Ora siamo due onesti responsabili della sicurezza. - Sì ?

- Che ci fanno due come voi con Anita Pastori ? - E' un'amica.

Come vi siete conosciuti ?

In giro.

Sapete che cosa penso ?

Anita non sta bene, ha bisogno di aiuto

ma litiga con Dellepiane e forse vuole fargli del male

ma da sola non ce la fa e chiama i suoi due amici.

Gli "onesti responsabili della sicurezza".

Le telecamere al museo, qualcuno le ha messe fuori gioco.

Qualcuno che voleva aiutare Anita.

Non abbiamo fatto niente e non avete in mano nulla.

Ci avete convocati perché siamo amici di una donna ? Un po' poco.

Che dici ?

Non lo so.

Come può quella ragazza essere amica di quei due delinquenti ?

Scopriamo come si sono conosciuti e che cosa li lega a Dellepiane.

- Che c'è ? Hai sorriso ? - No.

- Conosco quel versetto. Che c'è ? - Sono contento che sei tornata.

- Allora ? - Ci hanno chiesto come conosciamo Anita.

- Gliel'avete detto ? - Pensi che siamo scemi ? - Okay.

Okay... Dobbiamo raccontare tutto prima che lo scopra la polizia.

- Sei impazzito ? - Potremmo avere delle attenuanti.

- Hanno già dei colpevoli. - Così salviamo Anita. - Salvi te stesso.

-Che vuoi dire ? -Non sospetteranno di te, ma di due stronzi come noi.

- Tu sarai salvo. - Pensi che voglia fottervi ? - Sì.

- Sei stato tu ! - Fermi !

Dobbiamo pensare ad Anita ! Questa storia la sta uccidendo.

Questa storia ha ucciso tutti noi.

[RESPIRO AGITATO DI ANITA]

[PIANGE]

- Prego. - Grazie.

Grazie del passaggio.

Hai bisogno di qualcosa ? Ti aiuto a salire a casa ?

Se vuoi dormire con me anche stanotte, basta dirlo.

Buonanotte.

Riposati, domani torna Bacigalupo.

- E' finita la pacchia ! - Già.

Perché sei qui tu ? Blanca ha bisogno di stare tranquilla.

Pensi che io non la faccio stare tranquilla ?

Vuoi coinvolgerla nei tuoi casini, lascia stare.

Tu sei geloso.

Voglio proteggerla. Anche tu dovresti farlo.

- Fidati. - Mi stai minacciando ?

[CANE 3 ABBAIA]

[SQUILLI DI CELLULARE]

- Eva, dimmi. - Sei pronto ? La nave parte domattina all'alba.

Non posso partire. Adesso ho bisogno di restare qui.

Anni di nascita diversi, quartieri diversi e scuole diverse.

Nessun collegamento recente.

Anita ha frequentato l'Università e l'ospedale.

Piccolomini e Anceschi non hanno nemmeno finito il liceo.

Anita le ha detto qualcosa ?

I genitori erano in carcere e lei e suo fratello in casa famiglia.

Le hanno girate un po' tutte, forse li ha conosciuti lì.

- Controlliamo. - Dellepiane lavorava nelle case famiglia.

Case famiglia e istituti minorili. Poi si è trasferito in America.

Come siete belli !

Facciamo un controllo incrociato.

Qui c'è Anita e questo è suo fratello Giulio.

Dietro ci sono Piccolomini e Anceschi.

- Questo è il giovane Dellepiane. - C'è anche qualcun altro. - Lui.

- Chi è ? - L'avvocato di Anita, Pietro Valli.

- Conoscevano tutti Dellepiane ? - Il movente di Anita è nel passato.

Perché avete convocato la mia assistita qua ?

- Che succede ? - Voi vi conoscete tutti, vero ?

Eravate nella stessa casa famiglia e avete conosciuto lì Dellepiane.

Voglio andare via.

Abbiamo riaperto il fascicolo sulla morte di tuo fratello Giulio.

- Non è morto per un incidente. - Portatemi via.

Secondo il fascicolo, tuo fratello una sera è uscito dall'istituto

e si è buttato da un acquedotto, si è trattato di suicidio.

L'autopsia ha trovato una dose di Lsd nel suo sangue.

- Giulio non era un drogato. - Lo sappiamo.

Usava l'Lsd per curarsi, glielo dava Dellepiane.

Era stato assunto dall'istituto per testare farmaci come l'Lsd.

Aveva il permesso dell'Università e aveva i pazienti perfetti. Voi.

- Per questo tuo fratello è morto. - Morto, senza un colpevole.

Il lavoro di Dellepiane era legale, lui non era responsabile di niente.

Il tuo ex psichiatra ti ha mandata da lui e lo hai riconosciuto.

Così hai chiamato i tuoi amici.

Per farvi giustizia da soli. Per Giulio.

Anita, tu sapevi che Dellepiane veniva qui ogni sabato mattina.

Avete manomesso le telecamere, vi siete procurati il Propofol

poi uno di voi è entrato e lo ha ucciso.

La vera domanda è... chi ?

Senza prove non potete sostenere nessuna accusa.

Dellepiane vi ha rovinato la vita, lo capisco.

Se non fosse per lui, Giulio non sarebbe morto.

- Giulio non è morto ! E' stato ammazzato ! - Anita...

Quel bastardo l'ha ucciso con le sue sperimentazioni.

Quando mi ha vista, non mi ha riconosciuta.

Mio fratello ! Sono Anita Pastori.

Gli ho parlato di Giulio e lui non ricordava niente.

- Per lui non eravamo niente. - Basta, andiamo via.

Ci ha usati come cavie. Per lui era solo lavoro.

E noi ? Che cosa restava di noi ?

Lui ha fatto carriera in America e mio fratello non c'è più

e la nostra vita è andata in pezzi.

Volevo che morisse.

Così li ho chiamati.

Dellepiane ci ha rovinato la vita e dovevamo farlo insieme.

Abbiamo organizzato tutto.

Eravamo pronti.

Ma poi ci abbiamo ripensato.

Perché noi non siamo come lui e non volevamo esserlo.

Quindi ci siamo tirati indietro.

Non lo abbiamo ucciso noi.

- Che cosa hai fatto ? - Ho detto la verità.

Non siamo stati noi.

[RUMORE DI MANETTE] Che cosa fate ?

- Non siamo stati noi. - Hanno sufficienti elementi per arrestarti.

Anita, guardami. Tranquilla.

Adesso risolviamo tutto. Respira.

Anita sarà agli arresti domiciliari fino al processo.

- Almeno non è in carcere al buio. - Se la condannano, ci finisce.

- Oh... - Che c'è ?

Qualcosa non ti torna ? [CANE 3 ABBAIA]

Secondo me non è stata lei.

-Ti ci metti anche tu ? -Era sincera. Poi ha paura del buio.

Ce la vedi con un visore notturno a entrare in un museo al buio

e ammazzare un uomo ? - Forse l'ha fatto uno dei suoi amici.

A maggior ragione avremmo arrestato la persona sbagliata.

- Dottore. - Lei che ne pensa ?

Vado a farmi un giro.

Che cosa vuole ancora ?

Capire se ho sbagliato a crederti fino ad adesso.

Mi sta chiedendo se l'ho davvero ucciso io ?

Sì. Volevo ucciderlo.

Mio fratello era il mio gigante e lui l'ha reso piccolo e indifeso.

Ma vi ho detto la verità. Non siamo stati noi.

Ci abbiamo ripensato.

Ma quel bastardo meritava di morire e sono felice che sia stato ucciso.

Dopo la morte di mia sorella, ho dato la colpa a chiunque.

I dottori, il fidanzato, gli amici, persino i miei genitori.

Il destino, Dio...

Cercavo un colpevole ovunque. Mi serviva un colpevole.

Mia sorella era come te, aveva paura di tutto.

Aveva paura di vivere.

La mente è veramente un mistero

e forse non era colpa di nessuno se mia sorella non c'era più.

Perché mi dice questo ?

Vendetta, giustizia, buio, luce...

Niente basta, Anita.

Manca sempre un pezzo.

Tutti pensano che piano piano il dolore diventerà più piccolo.

Ti dicono di avere pazienza, di dare tempo al dolore di rimpicciolire

di fare meno paura.

Ma non funziona così. Il dolore rimane sempre lo stesso.

Il buio rimane sempre.

Però... Però...

Se non ci fosse il buio, non potremmo vedere le stelle.

Mi sta dicendo che devo uscire di casa

anche se fuori fa buio ?

Ti sto dicendo che, se vuoi, ti posso aiutare ad affrontarlo.

E' tutta la vita che ho paura.

Non sei stanca ?

Capo... Pensavo che tornando al lavoro, sarei stata più utile.

Sì, senza di te siamo persi.

Ho conosciuto Anita. Anche per me non è capace di una cosa simile.

Tu stai meglio ?

Senta...

Sono incinta.

- E' uno scherzo ? - Che scherzo sarebbe ?

Uno dei tuoi, di quelli che non fanno ridere.

Io faccio ridere tantissimo, ma no, non è uno scherzo.

Sono davvero incinta.

- Di chi ? - Eh... - Non dirmelo, non mi interessa.

Cieca e incinta. Ma che cosa ho fatto di male ?

Che le devo dire ?

E... sei felice ? Stai bene ?

Ho paura.

Ho paura di...

Di non sapere come prendermene cura, come proteggerlo.

- Anch'io avevo paura quando è nata mia figlia. - Che le assomigliasse ?

- Scusi. - Quando me l'hanno messa in braccio appena nata, tremavo.

"Adesso che faccio con 'sta cosa ?"

Era minuscola, mi stava in una mano.

Tremava, aveva gli occhi mezzi chiusi.

Poi mi ha afferrato un dito.

Lo raccontano tutti, ma ho sempre pensato che fosse una "belinata".

E invece...

Invece la paura si è fermata.

Noi abbiamo bisogno dei figli per essere più coraggiosi, migliori.

La forza che ti serve te la darà lui.

Forse te la sta già dando.

- Posso abbracciarla ? - Preferirei di no.

No, infatti. Perché ?

[CANE 3 ABBAIA]

- Che fai ? - Gli effetti personali di Dellepiane presi nel suo studio.

Così Carità può riconsegnarli.

- Scusi. - Che odore è questo ? Lo sentite ?

- No. - Che roba è ?

- Fai vedere. - E' l'agenda di Dellepiane.

- E' arnica. - Che fortuna che sei tornata al lavoro.

- Comunque non sento nessun odore. - Sa cos'è l'iperosmia gravidica ?

- Illuminami. - Nel primo trimestre di gravidanza

le donne hanno un maggiore sviluppo olfattivo.

Pure i superpoteri da gravidanza ?

Comunque ora sappiamo che Dellepiane usava l'arnica.

Non Dellepiane, il suo assassino.

Questo odore ce l'aveva addosso chi mi ha fatta cadere al museo.

Fermo !

Salve.

Sul collo hai un cerotto all'arnica, vero ?

Lo usi per la cervicale.

L'hai detto tu, studi tanto, forse anche troppo.

- Tutto il giorno sui libri e poi ti fa male il collo. - Sì, è vero.

Studio troppo. A casa mia c'è poco spazio e studio dove capita.

Ma che c'entra ?

Questa era l'agenda di Dellepiane. Prendevi tu i suoi appuntamenti ?

Sì, certo, è il mio lavoro. Allora ?

L'agenda odora di arnica, come chi mi ha spinta al Museo del Buio.

Il giorno prima che lui morisse, hai comprato un visore notturno.

Con questo l'hai ammazzato, al buio. Vero ?

Possiamo aspettare le immagini delle telecamere

della strada che va dal polistudio al museo.

Di sicuro almeno dieci telecamere ti hanno ripresa.

Non avevo altra scelta.

Un sabato mattina ero in ufficio, stavo studiando.

Sono arrivati due uomini, volevano che aprissi gli studi dei medici.

Volevano i loro ricettari.

Hanno minacciato me e la mia famiglia.

Una volta li ho visti fuori dalla scuola di mio fratello.

Hai rubato i ricettari per loro, ma Dellepiane se n'è accorto.

Ho provato a tranquillizzarlo

gli ho detto che magari li aveva presi un altro dottore, capita.

- Ma lui non si è tranquillizzato. - No.

Non la smetteva con questa storia. Voleva andare alla polizia.

Così ho avvisato quegli uomini, speravo che mi aiutassero.

Mi hanno detto che dovevo risolvere da sola il problema

o sarebbero intervenuti loro, con Dellepiane...

e con me.

O Dellepiane o te.

Avete visto di che cosa sono capaci quelli.

Quando hai saputo che Anita e gli amici ci avevano ripensato

hai deciso di sfruttare il loro piano, non è così ?

Ero al museo per prenotare le visite guidate per Dellepiane

e ho visto la Pastori.

- Prego. - Grazie. - Buona giornata. - Grazie.

Dellepiane merita di morire, ma forse ha ragione Pietro.

Dobbiamo fermarci.

Lo so che è tutto pronto, sono stata al museo.

Ma non possiamo farlo. Lo so...

Era perfetto, usare il loro piano

e sperare che la colpa ricadesse su Anita.

Quel sabato ho aspettato che il dottore uscisse.

Poi sono andata al museo.

Sono anni che faccio iniezioni a mia madre, sono brava.

E' stato facile.

La cosa più assurda è che mi è sembrato anche giusto.

Era l'unico modo per proteggere la mia famiglia.

Poi sei entrata nel suo studio, di nascosto, dopo la sua morte.

Sì, per fare sparire i ricettari.

Rischiavo che voi scopriste tutto e mi avrebbero uccisa.

E' una vita che faccio la brava, la grande di casa, la figlia ideale.

Mi sono iscritta a Medicina per aiutare gli altri.

L'ho fatto per proteggere mia madre e i miei fratelli.

Sacrificando Anita e i suoi amici al posto tuo. Bella roba !

Io ho solo provato a salvarmi.

Lasci stare la tisana al rabarbaro, mi hanno detto che fa schifo.

Che ci fai qui ? Stai bene ?

Volevo chiederle se mi accompagna in un posto.

Ci venivamo a giocare tutti insieme, prima che mio fratello morisse.

Vieni.

Dài.

- Dentro ! - Che pippa !

Ah, sì ? Vediamo se tu sei più brava.

Vai ! No ! No !

No...

Mamma mia ! Questa si chiama "botta di..."

Riproviamo.

No !

Okay, prova tu.

No !

Oh ! Che impedito !

- Vabbè... - No. Vado io.

Anita ?

Anita ?

Che tipo era sua sorella ?

Eh...

Era bellissima, simpaticissima.

Avrei voluto salvarla.

Ma non ci sono riuscito.

Però lei ha salvato me.

Non fare cazzate, o sparo.

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