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(MUSICA MALINCONICA)
- (Uomo) La conoscete quella sul significato della vita? - (Donna) No, quale? Racconta.
C'è un giovane che gira il mondo perché vuole assolutamente scoprire...
(Uomo) Anche se è cambiato, per me è sempre una frana.
(Uomo) Mi prendono certi crampi da impazzire. "Ho stretto i denti"...
- Fate una telefonata e organizziamo un doppio misto. - D'accordo.
- Buonanotte. - Buonanotte.
(SUONO DEL CLACSON)
Senta, non si sarà mica offesa per quelle domande?
(Uomo) Sì, forse erano un po' troppo cattive.
- No, perché? Era solo un gioco. - Sì, sì, è vero.
Un gioco che lei ha sostenuto magnificamente.
Vediamo se sa continuarlo fino in fondo.
Sandro?
- (Sandro) Ma no, no, no, per favore! - Ma sì, Sandro, dai!
- (Sandro) Lasciatemi stare! - (Donna) Su, coraggio! - Ecco, bravo.
Se adesso lei è davvero una donna di spirito, deve continuare il gioco...
ne prendersi questo ragazzo.
- (Uomo) E' il suo. - E' vero, lo ha scelto lei.
(Uomo) Vai, Sandro, approfittane! Non si fa aspettare una bella donna.
(Uomo) Forza, giovanotto, faccia valere i suoi diritti!
Venga.
E dai!
(TUTTI RIDONO)
(Donna) Ehi, Sandro, poi ci racconti come è andata.
(TUTTI RIDONO)
(Uomo) Dai, "Parmigianino", fatti onore!
- (Uomo) Auguri! - (Donna) Auguri! - (Donna) Auguri! - (Donna) Auguri!
- Dove abita? - No, guardi, grazie, non voglio disturbarla.
- Può lasciarmi a un posteggio di taxi. - Ma no, mi dica.
- L'accompagno volentieri. Dove abita? - A Trastevere, una traversa di via della Lungara.
E' di strada per me.
Io mi chiamo Sandro.
(Uomo) Ah, spiritosa! Comunque la risposta non è valida.
Quindi adesso lei si alza e viene qui al centro.
Signori, penitenza! Penitenza!
Venite, signori! Venite avanti, intervenite tutti!
Lo spettacolo è gratis! La signora dovrà rispondere a tre domande con assoluta sincerità.
- (Uomo) Ecco la prima domanda: quanti anni ha? - Ne ho quasi 30.
- Esattamente. - Esattamente 29 e 7 mesi.
(L'UOMO RIDACCHIA)
Bene, signori, vogliamo fidarci della sua parola o vogliamo invece sbugiardarla pubblicamente?
- Se vuole le faccio vedere la patente. - No, lasci stare la patente.
Mi dica soltanto che ha due anni più di quelli che ha dichiarato e io mi accontento.
Perché dovrei mentire? E per di più a mio svantaggio.
(Claudia) Non le sembra di pretendere troppo? In fondo stiamo facendo il gioco della verità, no?
(Uomo) Attenzione, adesso. La seconda domanda sarà più difficile.
Quanti anni aveva quando ha fatto l'amore la prima volta?
- 19 anni e mezzo. - Scommetto che si ricorda anche il giorno e l'ora.
(Claudia) Naturalmente. Per me è stata una data molto importante.
(Uomo) E ora siamo arrivati alla terza domanda, quella più interessante. Almeno per noi.
Su, uomini, avanti, avanti, mostratevi! Fatevi vedere. In piedi! In piedi!
Fatevi vedere a figura intera. Avanti, anche lei, su.
Coraggio, coraggio.
(Uomo) Ed ecco la terza domanda: con quale dei presenti vorrebbe fare l'amore?
Non so... con lui.
Lei non ha sete? Oh, si finisce sempre per bere e fumare troppo a queste feste.
E allora un po' d'acqua fresca...
Per lei non è stata una bella serata, vero?
Sì, insomma... per via di quel gioco così stupido.
Per me è sempre la stessa storia, anche se non si fa un gioco.
All'inizio riesco a distrarmi, perfino a divertirmi, poi improvvisamente mi succede qualcosa dentro.
Ho la sensazione che la gente intorno sia orrenda, mi prende una specie di nausea,...
«.e mi diventa tutto insopportabile.
Per me, invece, è stata una serata molto fortunata.
Ho conosciuto lei.
Me l'aveva detto anche l'oroscopo sul giornale:...
«. "Incontro fortunato con una bella signora nelle ore notturne."
Il che dimostra che non bisognerebbe mai fidarsi degli oroscopi.
Per quanto mi riguarda lei fa ancora parte di quella festa insopportabile.
Be', che fa, non viene?
To abito qui sotto, in cinque minuti sono arrivato.
Non vuole che l'accompagni?
- No, grazie, preferisco fare un po' di strada a piedi. - Come crede, buonanotte.
Buonanotte.
# Sugli aspri monti ci siamo fatti lupi... #
# Il nostro grido è "Libertà o morte". #
# Al piano scenderem con la mitraglia... #
# Per la vittoria! #
- Aveva detto una traversa di via della Lungara? - Sì, via San Francesco di Sales.
La quarta a sinistra.
Senta, scusi per quello che ho detto poco fa. Non volevo offenderla.
Non sono offeso.
Cazzo!
Scusi.
Venga su da me, beviamo qualcosa. Ho in casa un cardinale.
- Come, un cardinale? - Sì. Il cardinal Mendoza, non lo conosce? E' un brandy spagnolo.
Be', visto che abita nella casa di un santo e che ha un altro prelato in casa...
«posso accettare con tranquillità.
(MUSICA ROMANTICA)
Sandro Zanichelli.
Arrivederci.
E' meglio dire: "Ciao". - Allora, ciao.
Ciao.
F96192.
F96192. F96192.
F96192.
F96192.
Dov'è la penna? Ma era qui la penna!
Dov'è? Accidenti!
Ma è possibile che in questa casa non si trovi mai quello che si cerca?
Porco mondo!
Accidenti!
F96192.
Fo...
..619...2.
(MUSICA MALINCONICA)
(SPARI)
(SPARI)
(SPARI)
(SPARI)
Ma questo è il nostro agente X9.
- Ormai è spacciato, con quella razione di piombo. - Niente paura, per salvarlo basta questo.
(Donna) Amaritudine...
(Donna) Amaritudine...
(Donna) Amaritudine...
Ah, mi sento rinascere.
Con Amaro Monier si digerisce anche il piombo.
Ebbene, sì, con Amaro Monier si digerisce tutto!
Alla salute, ragazzi! Cento di questi caroselli!
- Andiamo a ballare? - Sì! - Anche noi, eh? Non siamo mica paralitici!
(DISCO MUSIC)
- Come ti sembro così? - (Sandro) Bella.
- Hai detto "bella" senza nemmeno guardarmi. - Ma no, ti ho guardata.
Il mio fidanzato mi preferisce con i capelli raccolti. Vuole che non dia troppo nell'occhio.
- E' così geloso? - Patologico!
Non fa che interrogarmi e così mi obbliga a dire continuamente delle bugie.
E dopo che ho detto le bugie... devo fargli anche le corna. Ti pare?
Certo.
Con uno come te sarei fedele.
Che gusto ci sarebbe a tradirti? Non sei geloso.
Perché dovrei esserlo? Si sta insieme fino a che fa piacere a tutti e due e poi si cambia.
Ma allora non sei mai stato innamorato.
No.
Credo di non essermi mai innamorato sul serio.
- Fa' vedere. Ma è tuo questo profumo? - Certo, di chi vuoi che sia?
(SANDRO INSPIRA)
(SUONO DI UN CLACSON)
(SANDRO AVVIA IL MOTORE)
(STRIDIO DEGLI PNEUMATICI)
(CLACSON)
(MUSICA LIETA)
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Scusi, lei dove va? - Dice a me?
Sì, qui è la portineria. Lei chi è? Chi desidera?
Niente, volevo salire.
- Lei non è un impiegato della ditta, vero? - Io? No, no.
Allora deve uscire dal parcheggio e salire qui in portineria a ritirare il passi.
Ah, è proprio un errore lavorare nello stesso posto del fidanzato.
Sì, ma se non lavorassi nello stesso posto, non l'avresti conosciuto e non ti saresti fidanzata.
Mm... Pensa la noia quando saremo sposati!
(Carlotta) Insieme in ufficio, insieme a casa...
- (Carlotta) Che rottura! - Carlotta, ma si può sapere che ti prende?
Ormai sono a un passo dal matrimonio e non so nemmeno come ci sono arrivata.
(Carlotta) Ah, è il solito compromesso.
Visto che non si trova l'uomo ideale, l'amore travolgente... Eh! Ci si adatta!
Tonino è un ragazzo intelligente. Ha anche un buon stipendio.
- E tutto questo ha il suo peso nel matrimonio. - Sì!Sì! Be"...
Lo stipendio, la sicurezza, avere a fianco un compagno, un alleato!
- Mm... li conosco questi discorsi. - Possono essere noiosi ma sono veri.
Altrimenti, scusa, che cosa conta, secondo te?
Il letto! La base del matrimonio è il letto!
- Sì, e la televisione. - TV e letto, matrimonio perfetto!
Mm... Comunque, prima o poi c'è il problema della noia.
Almeno tuo marito ogni tanto parte per una settimana, quindici giorni...
- Questo è un vantaggio per tutti e due. - No, no, anzi, sono i momenti peggiori quando resto sola.
Questa volta, poi... Guarda, giuro che non vedo l'ora che ritorni.
- Sei sempre innamorata di lui? - Sì, certo.
- 0h, mamma! - Cos'è, ti dispiace?
No, ti invidio!
In fondo, se ho deciso di sposarmi, è anche per colpa tua; sei sempre così serena.
Però la serenità non basta.
A forza di essere sereno, un individuo rischia di diventare una mummia.
- Grazie del complimento. - Mano!
To volevo dire che si ha anche bisogno di qualche... emozione!
Ma è possibile che l'unica soluzione siano soltanto "le corna"?
Ma tu... hai mai tradito tuo marito?
(BRUSIO)
(DIALOGHI NON UDIBILI)
(BRUSIO)
Be', guarda, io rinuncio a Vigna Clara se in via Prati Fiscali abbiamo una cameretta in più.
A Vigna Clara la casa è più piccola, però ci sono due armadi a muro.
- Sì, certo. - Invece in via Prati Fiscali la casa è più grande e c'è solo un armadio a muro.
- (Tonino) Sì, sì, Vigna Clara è una zona di lusso e le rifiniture sono più accurate. - Eh!
- (Tonino) Ma se fai i conti, costa quasi 10.000 lire in più al metro quadro. - (Carlotta) Uffa!
(Tonino) E poi, scusa, in Via Prati Fiscali c'è anche una camera di servizio...
«dove può dormire mia madre quando viene a Roma.
- (Carlotta) E quando avremo un bambino? - E avremo anche la cameretta per il bambino.
(Uomini) - Sì, perché voi vincete con l'Inter? - Guarda che sono finiti i tempi dei maghi.
- (Uomo) AI calcio si gioca con il pallone, non con la bacchetta magica. - (Sandro) Buongiorno.
- (Carlotta) Il mutuo di Prati Fiscali è 25 anni, è troppo lungo. - (Tonino) Ma l'anticipo è basso.
(BRUSIO)
- E il mutuo di Vigna Clara? - Be', in genere sono ventennali, vero, Claudia?
- (Tonino) Ehi, Claudia! E' vero? - Che cosa?
Il mutuo sulla casa non l'avete fatto anche voi per 20 anni?
Ah, sì! Sì.
Vedi? E' meglio questo.
- (Donna) Che avete deciso, poi, per questa estate? - (Uomo) Forse andiamo a Miramare.
(MUSICA MALINCONICA)
(Sandro) Che piacere rivederla.
- Lei che cosa ci fa qui? - Mi hanno detto che assumevano interpreti di inglese.
Io... io lo parlo discretamente. Sono stato anche due mesi a Londra per la pronuncia.
- E allora... - Allora "in bocca al lupo".
- Allora andiamo... - Vedrai che ti piacerà.
- (Carlotta) Allora mi aspetti alle 17:30? - (Tonino) No, faccio due ore di straordinario.
(Carlotta) Uffa, che barba!
(Sandro) CRETINA!
(SQUILLI DEL TELEFONO)
- Pronto? - (Uomo) Dottore, sono io. Se mi prepara i vuoti, li vengo a prendere.
Va bene.
(SQUILLI DEL TELEFONO)
Pronto? (SEGNALE DI LINEA LIBERA)
(CAMPANELLO DELLA PORTA)
Vengo!
(Claudia) Passavo sul Lungo Tevere per andare a casa e ho pensato di venire.
Anche se è una deviazione dalla mia strada e dalla mia linea di condotta.
- Disturbo? - Eh?
No! No, anzi, spero che diventi un'abitudine.
Prego, si accomodi.
(MUSICA LIETA)
- Allora usciamo? - Eh? Sì! Sì... Mi vesto, faccio in un attimo.
(MUSICA LIETA)
- Prendiamo la mia? - Come vuoi?
- Dove andiamo? - Mah, non lo so, facciamo un giro.
- Vicino o lontano? - Dove vuoi tu.
Senti, perché non partiamo? Prendiamo l'autostrada e andiamo dalle mie parti sul Po.
- Eh... come sarebbe bello. - Dico sul serio.
- Se vuoi, possiamo prendere la mia macchina. - Ma guarda che sei un bel matto.
Non sai quasi niente di me e già mi proponi di portarmi a casa tua e di presentarmi in famiglia.
Eh, sì, mi piacerebbe proprio arrivare lì con te a braccetto e dire:...
«." Vi presento la mia fidanzata, Claudia Ridolfi".
Sei proprio un ragazzino.
(SQUILLI DEL TELEFONO)
- Pronto? - (Claudia) Stavi dormendo?
- Claudia! - Sai io non riuscivo ad addormentarmi.
- Ti ho chiamato per darti la buonanotte. - (Sandro) Sono uno stupido.
Ma perché? Che cosa dici?
Ecco, volevo essere io a chiamarti.
(Donna, in inglese) Salve, signora. C'è una chiamata per lei da New York.
Ma chi è?
(Donna, in inglese) C'è una chiamata per lei da New York. Accetta la chiamata?
Ma, insomma, che succede? To non so l'inglese!
Niente, è una chiamata da New York. E' per me. Ti dispiace riattaccare?
E chi ti chiama da New York?
Mio marito.
Si chiama Stefano. Siamo sposati da sei anni.
- Quanti anni ha? - 32.
- E' americano? - No, no, è italiano e lavora in una società commerciale.
E non siete... separati? Divisi? Divorziati?
- No. - Allora vive con te.
Be', certo.
- E quando torna? - Fra una decina di giorni.
E allora come facciamo?
- Lo sapevi che sono sposata. - Sì, è vero, ma credevo...
Io credevo che fosse un matrimonio un po' fasullo, capisci?
(Claudia) Ah, è proprio bello qui!
Si è ancora in mezzo alla città, e sembra di essere, non so, in Argentina.
- Sei stata in Argentina? - Tlo? To no!
Ma l'ho sempre immaginata così. Con grandi fiumi e tanto verde intorno.
Non conoscevo neanche questo posto, perciò ho pensato all'Argentina, dove non sono mai stata.
lo ci vengo spesso. A te fa venire in mente l'Argentina, a me, invece, ricorda il Po.
E' l'unico posto di Roma dove mi sembra di essere a casa mia.
Ce l'ho anch'io, sai, un fiume tutto mio.
- Dopo il Liceo Internazionale sono stata un anno a Londra. - Il Tamigi!
Bravo! Non sai una parola di inglese però in geografia te la cavi proprio benino.
Mi stai prendendo in giro, eh!
- Facevo lunghe gite in barca e andavo a passeggiare sulle rive. - Sola?
No! No, con Bill, un ragazzo inglese.
Era carino, ti assomigliava, in un certo senso.
- (Sandro) E perché non l'hai sposato? - Avevo solo 19 anni.
E poi Bill non era il tipo del marito.
Te l'ho detto, assomigliava un po' a te.
Poco fa mi hai preso in giro e adesso mi offendi.
Ma perché? Chi ti dice che non sia un complimento?
Posso esprimere un concetto? Io sono il tipo ideale di marito e di padre di famiglia.
Posso esprimere un concetto anch'io?
- Non ci credo per niente! - Ah, no? Guarda.
(CLAUDIA RIDE)
(SANDRO STARNUTISCE)
- Adesso ti butto in acqua! - No!
(CLAUDIA E SANDRO RIDONO)
Mi arrendo!
(Sandro) Dovevo diventare medico, ma ho fatto un anno di università e poi ho smesso.
(Sandro) Uno deve lavorare, si capisce, ma decidere da giovane una professione...
.. € poi fare quella per tutta la vita è un bel guaio.
In genere ci si affeziona al lavoro che si fa. Capita.
Come in certi matrimoni, ci si affeziona al marito o alla moglie con cui si vive.
Ci sono anche quelli che finiscono per odiare il lavoro che fanno.
O il marito con il quale vivono.
E allora sei venuto a Roma per fare l'attore.
No! No, no, sono venuto a Roma come rappresentante della ditta di mio padre.
Ma mi sono subito accorto che non ero tagliato per quel mestiere.
La buona volontà c'era, ma per gli affari ci vuole furbizia, aggressività!
Faccia tosta!
Tu sei un ragazzo. E lo resterai sempre.
- E' questo che mi piace di te. - Già, a me è il carattere che manca.
Non ne ho neanche un grammo.
Tu, invece, ne hai da vendere! Mi hai colpito fin dalla prima sera, alla festa.
Quando hai saputo tenere testa a tutti in quel modo.
Hai una gran sicurezza, si sente subito!
Potrebbe essere un atteggiamento per coprire le mie debolezze.
To so solo che quando sto con te mi sento dentro una gran forza!
Vicino a te mi sento di poter affrontare il mondo.
Potrei perfino rimettermi a lavorare per mio padre.
Ma tu lo sai che non potrò starti sempre vicina, io ho...
No, Claudia! Non parlare.
(Sandro) Non dire più niente.
(MUSICA ROMANTICA DAL GIRADISCHI)
- (Claudia) Pronto? - Claudia! Ma come, sei ancora a casa?
Perché hai telefonato? Te l'ho detto, non voglio che mi chiami.
- Ma non dovevi venire da me? - Non vengo, ho cambiato idea.
- E' successo qualcosa? - (Claudia) No, niente.
- Ma non capisco! - E invece devi cercare di capire. E' inutile andare avanti così.
(Claudia) Ci ho pensato a lungo e ho deciso.
- E' meglio anche per te. - (Sandro) Claudia!
Dammi retta, Sandro, lasciamoci prima che sia tardi. Lo sai che sono sposata.
- Mio marito tornerà fra pochi giorni. - Ma possiamo ancora vederci.
E' inutile! Perché portare avanti una storia che deve finire?
Ma perché deve finire? Mi vuoi bene sì o no?
(MUSICA DI "PATRIZIA" DI ENNIO MORRICONE)
BASTA!
(MUSICA DI "PATRIZIA" DI ENNIO MORRICONE)
Ah, sì.
Ehi, Sandro!
Ma che ti è preso?
Lasciami stare.
E' da un po' di giorni che stai dando i numeri. Raccontami tutto, vedrai che dopo starai meglio.
- No, non ho niente. - Ah, io ti conosco meglio delle mie tasche.
Tu hai qualche guaio, di' la verità! Hai bisogno di soldi?
Ma no, no!
(Uomo) Allora è una donna.
Sì! Scommetto che ti sei innamorato.
E' un periodo così, ma vedrai che passerà.
- Dai, vieni a ballare, così ti passa prima. - Ma no, ti ringrazio, preferisco andare a casa.
Sbagli! Sbagli, Sandro!
Soffrire per amore è da imbecilli! Da' retta a me, divertiti finché sei in tempo.
(MUSICA DI "PATRIZIA" DI ENNIO MORRICONE)
(STRIDIO DEGLI PNEUMATICI)
Mi dai una sigaretta?
(SANDRO PIANGE)
Boh! Ma vattene a letto, va'.
- Evviva! Ci danno il ponte fino al 2 giugno. - Dici sul serio? - Sì, c'è fuori l'annuncio.
- Quattro giorni di festa: da sabato a martedì. - Bene! Così torniamo il 3 giugno!
- Perché non inventiamo una scusa e andiamo via subito? Così guadagniamo mezza giornata. - Sì.
Ne invento anche un milione di scuse. Claudia, tu cosa fai in questi giorni, vai da tuo fratello?
- No, credo che resterò a Roma. - Ah. E tuo marito quando torna? - il 4.
Oh, che peccato! Così ti perdi il ponte.
- Perché non vieni con noi? - Su, dai, vieni! - No, grazie.
Vieni! Così vedi Giannutri, è un posto stupendo.
No, io mi chiudo a casa e faccio delle traduzioni arretrate. E dormo come una marmotta.
Mm... Va bene che la base del matrimonio è il letto, ma ci vuole un marito dentro!
- Ciao! - (Claudia) Ciao.
(MUSICA DI "YOU AND I" CANTATA DAI KING HARVEST)
Questo.
(MUSICA DI "YOU AND I")
(MUSICA DI "YOU AND I" CANTATA DAI KING HARVEST)
Sandro!
(MUSICA DI "YOU AND I" CANTATA DAI KING HARVEST)
Oh, Sandro! Sandro, che voglia avevo di abbracciarti!
Amore mio, tesoro, non lasciarmi più.
Sandro, ho una bella notizia. Sono libera fino al 3 giugno.
Se vuoi, possiamo passare questi quattro giorni insieme.
Come sei voglio? Claudia, è... fantastico!
Potremmo anche andare da qualche parte. Nel Sud, magari. Ti andrebbe?
Non so, verso Napoli o a Sorrento...
No, no, a Pompei. Lo sai che in vita mia non sono mai stata a Pompei?
Ma sì, sì, andiamo dove vuoi tu.
Pensa, quattro giorni tutti per noi. Lo sai che sono quasi 100 ore?
- Non contarle, ti prego. - Sì, è vero, hai ragione.
Prima, quando ti ho telefonato, ci pensavo e sembrava che fossero tante, tantissime...
Adesso, non lo so, mi sembrano già niente.
Ma dobbiamo divertirci il più possibile in questi giorni, in queste 100 ore.
Devo tornate in ufficio il 3 giugno e il 4 arriva mio marito.
(Sergio) "La fase sannitica di Pompei..."
"..si fa cominciare, con buone ragioni, negli anni intorno a..."
"Negli anni intorno a..."
"..al 400... 425 a.C."
"Al 425 a.C."
- Che ore sono? - No, no, è presto, sono appena le 06:00. E' che non riuscivo a dormire.
Due minuti e sono pronto.
Torna a letto. Possiamo partire più tardi.
Mi stendo accanto a te, forse riesco a dormire un po'.
(MUSICA ROMANTICA)
- (Claudia) Ma io non li ho mai fatti questi balli, dai!- Dai!
- Non lo so fare. - Ma sì, segui il ritmo. Guarda.
(MUSICA LATINOAMERICANA) Buttati!
(MUSICA LATINOAMERICANA)
Bravissima!
(MUSICA LATINOAMERICANA)
Dai, dai, dai!
(MUSICA LATINOAMERICANA)
Su, gira! Gira!
(MUSICA LATINOAMERICANA)
Brava! Brava!
(MUSICA LATINOAMERICANA)
(Sandro) Brava! Brava! Hai imparato prestissimo!
Oh, ma sono già le 16:00! Se non partiamo subito, arriviamo che è già buio.
- D'accordo, partiamo subito. Vediamo chi è pronto prima. - Sì.
(MUSICA LATINOAMERICANA)
- Sono pronto, ho vinto io! - No!
- Hai dimenticato questo. - Cos'è?
Un regalo per me?
Bello!
Sei molto gentile.
Mi sta benissimo!
Grazie!
- Su, avanti, sbrighiamoci. Non dimenticarti niente. - Sì.
(MUSICA ROMANTICA)
Sì, ho detto tre etti di Prosciutto di Parma e due bottiglie di Corvo Bianco molto freddo.
Mi raccomando, che il melone sia buonissimo, saporito.
Ah, ecco, e metta anche tanto pesce: scampi alla griglia e qualche aragostina.
Ah, un momento, un momento! Ce le ha le granceole?
Ecco, ecco bene. Ci metta due granseole giganti.
Faccia presto! Qui ci sono due naufraghi da sfamare.
Ah, dimenticavo! Romolo, dimenticavo il gelato. E anche le fragole, con tanta panna.
Mi raccomando, faccia presto, però. Romolo, ha capito? Presto!
- No, è mio, l'ho preso prima io, lascia! - E io te lo porto via. - Ma no!
- E invece sì! - E metti giù le mani! Che prepotente!
(MUSICA ROMANTICA)
- Ferma, eh? - No, che fai, smettila!
- Così, ferma, eh? Mm, buona! - Queste mani!
Su i capelli! Su i capelli! Ecco, così! Ferma, eh? Ferma!
No, no, no, dai! Sta' ferma!
Ecco, così. Brava!
Ancora una, eh? Ancora una!
Ecco...
Tieni, mangia! Mangia!
- Vieni qui! - Oh, uffa, basta!
Eh, che bello qui. E' simpatica questa casa.
- Hai avuto fortuna a trovarla. - Veramente io qui sono provvisorio.
Il vero inquilino è un mio amico della televisione che hanno mandato in Russia per un anno.
Di mio c'è soltanto una valigia e dei vestiti.
Del resto io mi sono sempre sentito un ospite. Anche a casa di mio padre.
Pronti.
- Ehi, ma che ci fai lassù? - Niente.
Sono tanto felice.
- Su, dormiglione! Sveglia! - Mm... Che ore sono?
E' mezzogiorno.
- Che tempo fa? C'è il sole? - Non lo so. Non ho ancora aperto la finestra.
(VERSO DI DOLORE DI SANDRO)
Ma è notte!
(CLAUDIA E SANDRO RIDACCHIANO)
(radio) Gentili ascoltatori, vi parliamo dalla via dei Fori Imperiali.
La fanfara dei bersaglieri si sta schierando davanti alla tribuna presidenziale.
Come udirete anche voi il cielo è solcato da squadriglie di caccia...
Ahia! Ahia, no! No, no, no! Eh, no, mi fai male!
No! Ahi! Ahi! Mi porti via la pelle!
Ma come, è già il 2 giugno?
Allora ci resta solo questo giorno.
E poi... dobbiamo lasciarci.
Io devo essere in ufficio domani mattina.
Ma forse è meglio così.
Perché tanto... tanto doveva finire.
Ma perché deve finire?
(radio) Ecco arrivare la macchina del presidente della repubblica scortata da...
- Perché deve finire? - Perché finisce tutto a questo mondo.
Non è vero. Io non credo neanche alla morte.
E' facile dire così.
Però quando ti ci trovi davanti, Sandro...
«Come è successo a me due anni fa... quando ho perso il bambino...
Aveva solo pochi mesi.
Anch'io volevo rifiutarmi di crederci, ma...
Quand'ero bambino pensavo che i morti dormissero.
Andavo al cimitero con i miei e leggevo sulle lapidi: "Riposa in pace"...
«. oppure: "Riposa nel sonno eterno".
E io parlavo piano, a bassa voce, per non svegliarli.
Ancora adesso mi è rimasta un po' questa idea.
Ti invidio.
Anch'io vorrei riuscire a pensare alla morte come a un lunghissimo sonno.
Ma non mi va di dormire sola. Penso che mi annoierei a dormire da sola per l'eternità.
Ma io ti sarò vicino, Claudia, dormiremo insieme.
(MUSICA MALINCONICA)
Ah, aspetta! Aspetta un momento, ho dimenticato di darti una cosa. Aspetta!
(MUSICA MALINCONICA)
(CLAUDIA AVVIA IL MOTORE)
(MUSICA MALINCONICA)
Avevo dimenticato il mio regalo.
Grazie!
E' un registratore, sta' attenta a non cancellare il nastro che c'è adesso, è inciso.
- E che cosa c'è? - Una sorpresa: sentirai.
(MUSICA MALINCONICA)
Addio, Sandro.
Arrivederci.
(MUSICA MALINCONICA)
(GEMITI DAL REGISTRATORE)
(Sandro) 0h, Claudia...
(GEMITI DAL REGISTRATORE)
(Sandro, dal registratore) Claudia, ho tanto bisogno di te.
(Sandro) Quando penso che potrei perderti, mi viene addosso una gran paura.
(Sandro) Claudia, non lasciarmi.
(Sandro) Dimmi che non mi lascerai mai. Claudia, promettimelo! Promettimelo!
(Claudia) Sì, sì, te lo prometto. Non ti lascerò mai.
(VOCIARE INDISTINTO)
(DIALOGO NON UDIBILE)
(VOCIARE INDISTINTO)
(DIALOGO NON UDIBILE)
(VOCIARE INDISTINTO)
Come sei bella, stasera.
Sei diversa, però.
(Sandro) Dove vai?
Niente di speciale, devo andare a una cena con mio marito e i dirigenti della società.
Tieni. Ti ho portato le chiavi di casa.
Prendile, per favore.
(Sandro) Ma come!
Lo tieni così, in macchina?
Eh, già... tuo marito a casa potrebbe anche trovarlo.
Adesso devo andare, sono già in ritardo.
Sì. Ciao.
Domani ti telefono.
Sì, ho proprio sbagliato a venire all'aeroporto a spiarti.
Prima Stefano per me era soltanto un uomo, adesso la sua presenza mi pesa.
- Fra noi due non è cambiato niente. - Non è più la stessa cosa.
Guardi sempre l'orologio, mentre prima, ricordi, non sapevamo se era giorno o notte.
Ma se ci vediamo quasi tutti i giorni!
Preferirei vederti di meno, ma sapere che vicino a te ci sono solo io.
Ma Stefano è un'altra cosa per me. Gli voglio bene in un altro modo.
lo non sarei capace in nessun modo di voler bene a un'altra persona.
Vedi, conoscevo tante ragazze, ma ho dimenticato perfino i loro nomi!
Le ho cancellate per te!
Sandro... Sandro, stammi a sentire.
Io non posso fare a meno di Stefano.
Cerca di renderti conto, ho bisogno di lui come ho bisogno di te.
- Però in modo completamente diverso. - Così io dovrei continuare a dividerti con tuo marito?
A vederti di nascosto? A tormentarmi all'idea che ogni sera entrate nello stesso letto?
Ma no, Claudia, non ne posso più di questa vita.
Vedi, Sandro, Stefano fa parte della mia vita.
Ma tu sei il solo che mi dia la gioia di viverla.
Te lo giuro.
(MUSICA MALINCONICA)
Tu parli di Stefano come se fosse il mio amante; è mio marito!
- Te lo sei dimenticato? - No, non l'ho dimenticato!
E adesso... ti chiedo di lasciarlo!
In fondo l'ho già lasciato, anche se continuo a vivere con lui.
Non capisco perché dovete restare insieme per forza! Ti ha anche tradito, l'hai detto tu!
- Cose senza importanza. - Vedo che ci sto anch'io tra le cose senza importanza.
Che cosa c'entri tu?
Ah, niente... Non c'entro niente!
Non sono nemmeno un motivo abbastanza serio perché sia lui a lasciarti.
- Ma lo farebbe, se lo sapesse. - E allora... E allora perché non glielo dici?
Diglielo, Claudia! Diglielo! Di cosa hai paura?
Di cosa ti preoccupi? Io te l'ho detto, con te vicino mi sento un altro.
Vedrai, devi aver fiducia. Troverò un altro lavoro.
Quello che faccio è troppo stupido e provvisorio, ma posso rimettermi a lavorare per mio padre.
E questa volta sul serio. Ci penserebbe lui ad aiutarci per i primi tempi.
Sandro, non è l'aiuto di tuo padre che mi serve, ma il tuo.
Continui a parlare come un bambino.
Un bambino.
- Che età aveva Stefano quando l'hai sposato? - Pressappoco la tua.
Ma era già un uomo.
Allora anche se fossi libera, non mi sposeresti?
Può darsi di no.
Ma io sono cambiato, Claudia, da quando ti conosco. Non te ne accorgi?
- Non vedi che sono diverso? - Io ti voglio così come sei.
Allora che devo fare? Dimmelo tu.
Dimmi se hai fiducia in me. Sì o no?
- Ho fiducia nel tuo amore. - E in me?
Non lo so. Non ho avuto il tempo di chiederlo a me stessa, di cercare di capirlo.
lo ti amo troppo.
Che significa?
Niente, Sandro. Niente.
Quello che si dicono gli innamorati non significa mai niente.
E' come certa musica, va ascoltata così, semplicemente.
Devo andare adesso. Devo essere in ufficio tra 10 minuti. Ciao.
Parlerai a tuo marito?
- No. - Allora lo ami. - Io amo te. E tu lo sia. - E allora di che cosa hai paura?
- Di distruggere lui, di distruggere tutto. - E se fossi io quello che stai distruggendo?
Sandro, ti prego, adesso non ci mettiamo a giocare a quello che viene distrutto di più.
- Ti sto parlando molto seriamente. - Non riesco a crederlo. - Ma perché?
La vuoi smettere di fare il bambino?
Perdonami, Claudia. Perdonami, io non so cosa sia successo.
- Scusami. - Non devi scusarti, se intendi fare sul serio.
- Che cosa vuoi dire? - Che forse mi sono sbagliata su di te.
- E allora? - Gli parlerò.
(Sandro) Claudia! Claudia!
(MUSICA LIETA)
(TV) Con passaggio a Rivera. A Benetti ancora.
Combin. Benetti.
Accidenti!
- (IV) Commette un fallo molto plateale... - Che cos'hai, tesoro?
To? Niente.
- Lo so che la partita non ti interessa. - No. Ti do noia se resto.
- No, la spengo, se vuoi. - E poi?
- Be', possiamo parlare. - Di che cosa?
Non so, di quello che ci pare.
- Tu hai qualcosa da dirmi? - Non so, posso pensarci.
- Etu? - Io forse sì.
Davvero rinunci a vedere la partita? Cosa ti succede, Stefano?
Niente. Non hai detto tu che avevi da dirmi qualcosa?
Volevo soltanto... metterti alla prova.
E' una specie di braccio di ferro tra me e la partita di calcio.
Come vedi hai vinto tu, no?
- Ne sono lusingata. - Tu sei il mio amore.
- Amore è una parola impegnativa. - L'ho detto per questo.
- Senti, Stefano... - Dimmi, ti ascolto.
Ecco, volevo dirti... che puoi anche riaccendere, se vuoi.
Grazie, amore.
(TV) Ha segnato, come abbiamo gia detto, Rivera.
- Accidenti, mi sono perso un goal. - Mi dispiace.
Ma come, ti dispiace? Abbiamo segnato ancora.
(SQUILLI DEL TELEFONO)
- Sì? - Pronto, Claudia? Sono io, Sandro.
- Volevo chiederti se hai parlato a tuo marito. - No, semmai ti telefono io.
(Sandro) Claudia, ti prego, ti scongiuro, parlagli!
Sono molto occupata, adesso. Scusami.
Claudia, fermati!
Ti prego, fermati!
(STRIDIO DEGLI PNEUMATICI)
- Brutto incosciente! Ma sei impazzito? - Sono stato costretto, scusami! - Scusami un accidenti!
La devi smettere, Sandro!
Sono giorni e giorni che mi sento spiata, sorvegliata, perseguitata!
Non riesco più a disporre di me stessa, non riesco più neanche a pensare.
- Sono tre giorni che mi sfuggi, che non riesco a parlarti. - E ne passeranno anche 10, anche 20!
- Io ho un marito, Sandro! Vuoi capirlo, sì o no? - Dovevi parlargli!
- Che cosa?! - Mi hai fatto una promessa, ricordi?
Cerca di essere sincera, di non mentire, di non nasconderti come hai fatto in questi giorni.
Allora, non hai voluto parlare a tuo marito, è così?
- Ecco, signora, le restituisco il suo bel regalo! - Sandro!
Non posso riprendermi l'amore che ti ho dato perché quello dura ancora.
Ed è tuo.
Ma le parole, per quello che valgono...
Ecco qua, sospiri, promesse... Meglio cancellarle, visto che non si mantengono.
E poi tuo marito potrebbe anche trovarle. Non si sa mai.
C'è anche il rischio che ci creda lui.
Andate via! Che cosa volete sapere? E' la triste fine di una storia d'amore.
- Sandro, ti prego, ascoltami. - No, Claudia, adesso ascoltami tu!
Io non conto niente, sono come uno zero che ha valore solo se gli mettono davanti un numero.
E fino ad oggi mi sono illuso che quel numero fossi tu.
Dovendo scegliere tra un marito efficiente e un imbecille innamorato, hai scelto il marito.
E sicuramente hai le tue ragioni,...
«.Ima il calore, la tenerezza, lo slancio che ti avrei dato io,
«.hon li ritroverai mai più, dovessi campare 100 anni!
Devo pensarci, capire. Dammi tempo, Sandro.
No, Claudia, non ne ho più! E' incredibile come si invecchia presto alla mia età.
Fino a ieri ero un ragazzo, domani sarò un vecchio. Oggi non sono niente.
Non dire queste cose, non essere impaziente, troveremo una soluzione.
Una soluzione? E quale?
Continuare a incontrarci a casa mia! O in un motel?
Magari a Villa Borghese!
Ti comporti come quei mariti che vogliono tradire le mogli senza compromettersi,...
«.senza rovinare il matrimonio.
Smettila, Sandro! Smettila!
Sta' tranquilla, è l'ultima volta che ti disturbo.
- Me ne vado! - E dove vai? - Non lo so, in qualche altro posto, a Roma non posso più vivere.
No, Sandro, no...
Potrei parlare io a tuo marito, ma tu non lo vorresti, vero?
- Forse. - C'è sempre un forse davanti ai progetti che ci riguardano.
Rispondi "sì o no".
No.
(MUSICA MALINCONICA)
Tienilo, per favore!
(MUSICA MALINCONICA)
(SANDRO PIANGE)
- Ne hai ancora per molto? - No, no, non tanto.
Perché non usciamo? Ho voglia di fare qualcosa, stasera.
- Perché non andiamo a un cinema o da un'altra parte? - Come, me lo dici così, all'improvviso?
- Perché, come te lo dovrei dire? - Be', avevamo deciso di andare domani sera.
Ormai mi sono messo a lavorare.
Va bene, non importa.
Perché non guardi se c'è qualcosa alla televisione?
(RUMORE DI TASTI DIGITATI SULLA MACCHINA DA SCRIVERE)
- Ciao. - Ciao.
(STRIDIO DEGLI PNEUMATICI)
Senta, scusi, io volevo... volevo...
- Mi fa accendere, per favore? - Certo.
Ah, mi scusi.
- Grazie. - Non c'è di che.
(MUSICA MALINCONICA)
(SQUILLI DEL TELEFONO)
(UN CANE ABBAIA IN LONTANANZA)
(UN CANE ABBAIA IN LONTANANZA)
- Bruno! - E' tornato, signorino.
Uh... ma come sei cresciuto.
Ma come, Bruno! Ma non mi riconosci più?
Sono lo zio Sandro. Bruno, sono lo zio!
- Ciao, Sandro! - Ehi, ciao! - # Sugli aspri monti ci siam fatti lupi. #
# Il nostro grido è libertà o morte. #
# Al piano scenderem con la mitraglia... #
# ..per la vittoria! #
Vieni, Bruno.
Io vado, Sandro. Scusami ma quest'anno do lezione nel pomeriggio per mancanza di aule.
- Ci vediamo stasera. - Ciao, Marisa. - Arrivederci a tutti.
Marisa, aspetta, veniamo anche noi. Dobbiamo andare, oh!
- Perbacco, sono quale le 14:30. Abbiamo fatto tardi. - (Donna) E il caffè?
Lo beviamo fuori, mamma.
Tu riposa, sarai stanco del viaggio. Poi vieni e ti faccio vedere tutte le novità dello stabilimento.
- Ciao. - Ciao. - Ciao, ci vediamo dopo. - Ciao, buon lavoro. - Ciao, mamma. - Ciao.
- (Marisa) Adesso la mamma se ne va, ma torna presto. - Ciao, Bruno.
- Fa' vedere. Mangia, su, da bravo. - Guarda come ti sei combinato. - Ciao, "nano"!
Bambini, fate i bravi e non fate arrabbiare la nonna.
- Ciao. - (Ragazza) Come è bravo questo bambino.
Chissà come sei stanco. Vado a preparare il letto.
Ma no, no! Sandro, mettimi giù! Dai, su, ti fai male!
(RIDONO)
Ma come sei forte! Mettimi giù. Mettimi giù, adesso. Su, da bravo!
Mio Dio, Sandrino. Come sei diventato grande.
Ormai sei un uomo.
Mi sembra ieri quando ero io a portarti in braccio.
Questo letto per te è diventato piccolo, adesso.
Sai che mi sembri cresciuto dall'ultima volta che sei venuto a casa?
Ci dormirò bene lo stesso.
Ti ricordi quando ti mettevo io a letto? Non riuscivo mai a farti addormentare.
Sai, mamma, facevo di tutto per non dormire.
Mi piaceva tanto che tu restassi sola con me.
Senza doverti dividere con il papà e con Alberto.
Allora io spegnevo la luce e restavo al buio, vicino a te, in silenzio.
E quando credevo che dormissi, me ne andavo in punta di piedi.
(Mamma) No so come, ma te ne accorgevi sempre, e allora tornavo.
(Mamma) Mi rimettevo a sedere vicino a te,...
«.rticominciavo ad accarezzarti, a darti tanti bacini,...
«.a raccontarti sempre le stesse favole, sempre le stesse favole!
- Ti ricordi? - 0h, mamma!
- Mamma, mi vuoi ancora bene come quando mi portavi in braccio? - Ma certo, Sandrino mio.
(UN BAMBINO PIANGE) Oh, che sarà successo? Si saranno fatti male.
- (Bruno) Nonna! - Basta che li lasci soli due minuti... - Ma no, mamma, sono bambini.
Piangono per niente.
Piangono per niente, mamma.
(UN BAMBINO PIANGE)
(SANDRO PIANGE)
Questo è il nuovo essiccatoio. I fogli passano in una galleria di aria calda.
La durata del percorso è di 4 minuti, circa, ed escono perfettamente asciutti.
- Ne sforniamo in media 5000 al giorno. - Tutto merito di tuo fratello.
E' stato Alberto.
Io, per la verità, non volevo comprarlo, costava tanti di quei soldi...
Ma Alberto aveva ragione. In un anno abbiamo quasi raddoppiato il fatturato.
Signor Carlo, la vogliono. Ci sono quelli per il taglio del pioppeto.
Ah, sì, di' che vengo subito.
- Alberto, telefona a Milano per quella consegna. - Sì, sì, lo faccio subito.
Scusami, Sandro.
(MUSICA MALINCONICA)
(CLAUDIA SOSPIRA)
(MUSICA MALINCONICA)
(SQUILLI DI UN TELEFONO)
(MUSICA MALINCONICA)
(sottovoce) Claudia...
(sottovoce) Claudia... Claudia...
- Marco! - Sandro! - Marco!
- Ma guarda che sorpresa! Ma quando sei arrivato? - Poche ore fa.
- Vieni, usciamo. - Mi fa proprio piacere rivederti.
Menomale che ogni tanto ti ricordi di noi. Ormai ci snobbi, eh? Abituato a Roma...
- Ti vedo spesso, sai, nei caroselli - Ah, sì?
Chissà che bella vita che fai a Roma!
- Senti, e tu? Come va? - Io faccio l'impiegato, lavoro alla Cassa di Risparmio.
- Ah, benissimo! - Sì, non c'è male. Lo stipendio è modesto, ma basta per stare tranquillo.
- Senti, perché non andiamo a Parma a ballare stasera? - Volentieri, ma non posso. - Ma dai!
Ma come, non lo sai? Mi sono sposato!
- Ah, complimenti, allora. - E' una ragazza di Reggio, ne sono innamorato cotto.
E se non sto con lei la sera...
Senti, perché non vieni dopo cena a prendere il caffè? Così la conosci.
Sì, va bene.
- Allora, ciao. - A stasera. - Sì.
Ciao.
Veramente speravo che fossi già tornato.
Ma forse è meglio così.
Non riesco mai a trovare le parole giuste quando sono con te,...
«.e finisco per dire cose sbagliate, per assumere dei falsi atteggiamenti.
Hai vinto, Sandro.
Sei il mio unico amore.
E solo adesso mi accorgo...
«.che arriva il momento in cui la sola cosa che conta è essere sinceri.
Non importa a quale prezzo.
lo non so cosa è diventato il mio matrimonio,...
«comunque, è una cosa estranea alla mia vita, ormai.
Io non sono così forte come tu credevi che fossi.
E' del tuo aiuto che ho bisogno.
Un aiuto da uomo. Sì, dell'aiuto che tu mi hai offerto.
E che io ho rifiutato.
Perdonami, Sandro.
To ho sbagliato.
Non so vivere senza di... te.
Ho bisogno del tuo amore.
Torna.
(STRIDIO DEGLI PNEUMATICI)
Claudia! Ti senti male?
- No, non è niente. - E allora perché non torni a letto?
- Non riesco a dormire. - Come mai?
Che hai mangiato ieri sera?
- Ieri sera ho saltato la cena. - Ah, allora non riesci a dormire per la fame.
- Vuoi qualcosa? Un bicchiere di latte? - No.
- Ma che ti senti? - Sto male.
Male come?
- Male, male... - Vuoi che ti faccia una camomilla?
- No... - Vuoi che chiami un medico?
No, provo a rimettermi a letto.
(MUSICA MALINCONICA)
(SANDRO PIANGE)
Grazie.
Ma cos'hai?
Niente.
Come sarebbe "niente"? La notte non chiudi mai occhio.
Ogni tanto mi sveglio, mi volto e ti trovo a fissarmi con un'aria strana,...
«.un'aria da inquisizione.
Non dormi, non mangi, non parli... To non ti capisco, Claudia.
Si può sapere cos'hai?
Senti, perché non prendi un caffè? Non so, mangia qualcosa...
- Non ne ho voglia. - Uno fa appena in tempo a svegliarsi e già ti trova con il "muso lungo".
Su, avanti, parliamone! Che cosa c'è?
Non credo che tu ci tenga tanto a saperlo.
Se non ci tenessi, non te lo chiederei.
Se ci tenessi davvero, lo avresti già capito.
Uffa, quante complicazioni. Su, avanti, altrimenti faccio tardi.
Stefano, ho deciso di andarmene.
- Come sarebbe andartene? Vuoi partire? - Sì. - Vai dai tuoi? - No.
- Vuoi fare un viaggio? Riposarti? - No.
Anzi, ho riposato anche troppo.
Ho riposato tanto che credevo di essere morta.
E adesso ho voglia di ricominciare a vivere.
Ti sei innamorata di qualcuno, è così? Mm?
sì.
- Di chi? Si può sapere 0... o è un segreto? - Non ha importanza il nome.
Ho il diritto di saperlo.
No. Non hai più diritti su di me da quando non ti amo più e neanche io su di te.
Eh, no, cara, io ho il diritto di sapere chi è stato a combinarmi questo bello scherzo!
Questo scherzo, come lo chiami tu, te lo sei combinato da solo, se vuoi saperlo.
Con la tua indifferenza, la tua pigrizia... perfino con la tua gentilezza.
Tu sei stato il peggior nemico di te stesso. E poi è arrivato Sandro.
Ah, si chiama Sandro, allora.
Sì, si chiama Sandro.
E' un bel nome. Un nome romantico.
Un nome vale l'altro. E' chi lo porta che conta.
Queste sono parole, Claudia, parole.
Rimane il fatto che un imbecille che si chiama Sandro ti ha fatto girare la testa.
- Lo conosco? - No. - Menomale.
- Perché? - No, niente, preferisco così.
Comunque sono sicuro che si tratta di una faccenda passeggera.
- E' tipico della tua età, è la crisi dei 30 anni. - No, ti sbagli! - Va bene, ne riparliamo.
Comunque questo non è il momento.
Adesso andiamo in ufficio come al solito e stasera ne riparliamo.
- Ho bisogno di riflettere anche io. - D'accordo, come vuoi.
- Tu non vieni? - Vado a comprare le sigarette.
(BRUSIO)
Non andare.
- Perché, che è successo? - Lui è morto.
- Che stai dicendo? - Si è ucciso.
(MUSICA DRAMMATICA E DIALOGHI NON UDIBILI)
Sandro!
(MUSICA DRAMMATICA)
Oh, perché...?
No...
(MUSICA DRAMMATICA)
(CLAUDIA PIANGE)
(MUSICA DRAMMATICA)
Piccolo Sandro!
(CLAUDIA PIANGE)
(MUSICA DRAMMATICA E PIANTO DI CLAUDIA)
(MUSICA DRAMMATICA)
Perché? Perché?
Perché?
(MUSICA DRAMMATICA)
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