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♪ Un uomo onesto, un uomo probo ♪
♪ Si innamorò perdutamente Di una che non lo amava niente ♪
♪ Gli disse portami domani ♪
♪ Gli disse portami domani Il cuore di tua madre per i miei cani ♪
♪ Lui dalla madre andò e l'uccise ♪
♪ Dal petto il cuore le strappò E dal suo amore ritornò ♪
♪ Non era il cuore, non era il cuore ♪
♪ Non le bastava quell'orrore ♪
♪ Voleva un'altra prova Del suo ceco amore ♪
♪ Gli disse, amor se mi vuoi bene ♪
♪ Gli disse, amor se mi vuoi bene, Tagliati dei polsi le quattro vene ♪
♪ Le vene e i polsi lui si tagliò ♪
♪ E come il sangue ne sgorgò Correndo come un pazzo da lei tornò ♪
Dammi tutto quello che hai.
Perché, sennò che fai?
Fai la spiritosa?
Non lo hai visto il coltello?
Io preferisco attrezzi più grossi.
Ho capito quello che vuoi.
- Sì? - Andiamo, dai.
Ciao mammina, come stai?
Certo che mi ricordo di domani.
Sarò puntuale.
Parlo un po' a bassa voce perché…
Ceneri!
Posso dirle una cosa?
Lei mi ha rotto i coglioni!
Buonasera anche a lei, Generale.
Scusa mammina, ti devo lasciare adesso.
Mammina?
Ha detto mammina?
Ha tre anni?
Non capisco come il fatto di essere molto legato a mia mamma la disturbi.
Lei non ha rispetto!
La sera deve fare piano.
Adesso fa casino anche per le scale?
Guardi che è lei che ha un udito sensazionale.
Mi prende per il culo?
Io ho l'apparecchio acustico.
Ma la sento,
quando sposta le sedie,
quando cammina per casa. Lei non ha piedi ma incudini!
Ho coperto tutto il pavimento di casa con tappeti così spessi
che quando mi cade una cosa la perdo.
Cosa posso fare di più.
Non lo so, compri dei feltrini, metta le pantofole.
Anzi, se ne vada a letto! Che è meglio per tutti.
Sono le nove e mezza.
Faccia come le pare, tanto ci metto un minuto
a mandare un'altra lettera all'amministratore.
E una anche a sua mamma,
che tanto la proprietà e sua.
La smetta con le lettere
e lasci stare mia mamma che è cardiopatica,
io ce la metterò tutta.
Si riguardi.
Lecca culo.
Certo, sì.
Ma, sì.
Carolina, non ti preoccupare, lo so quanto è importante per te.
Io ho un sacco di cose da fare, buonanotte.
Non ha registrato.
C'è qualcuno?
Suggestione, Arturo.
Ecco, lo vedi. I fantasmi non esistono!
- Giusto. - Infatti.
Lei chi è?
Com'è entrata?
Sono la morte.
Come sarebbe, la morte?
Ho la testa che mi scoppia, hai qualcosa di forte?
Senta…
Senta, lei chi è? E come ha fatto a entrare in casa mia?
Dovrei avere dell'ibuprofene, sì.
Intendevo qualcosa di alcolico.
Sono astemio.
Questa è proprietà privata,
lei si è introdotta in casa mia, mi sta spaventando,
- quindi adesso… - Adesso, cosa?
Cosa sta facendo?
Lei se ne deve andare adesso.
Ma che fai?
Cos'è quel coso che hai in mano?
Questo…
il trofeo del fantacalcio vinto nel 2010 grazie a Milito.
- Capirai. - Lei se ne deva andare, la prego.
Andremo via insieme.
Insieme dove, scusi?
La morte? Non è credibile.
Non vedo il mantellone nero, non vedo la falce.
Lo capisce?
Ma ti pare che io sono la morte?
E infatti!
Poi mica esiste la morte.
No.
Noi siamo tanti, siamo entità non umane,
che dobbiamo accompagnare voi.
Voi, chi?
I trapassati.
Io non sono trapassato!
Non ho intenzione di trapassare.
Lei non sa neanche chi sono io.
Arturo Ceneri, fu Giannandrea, nato a Roma il 21 aprile 1972.
Giusto?
Cuspide.
Lo vedi ciccio,
oggi è il giorno della tua morte, devi morire.
Ti impicchi.
Ma non ho intenzione di ammazzarmi, abbia pazienza.
- No? - No!
- No? - No!
Raccontami della tua bella vita.
Faccia pure dell'ironia.
Ma io ho un lavoro ben pagato,
e ho ricevuto una promozione importantissima e inattesa.
Grazie.
Che bell'aria soddisfatta che hai.
Sarà per la segretaria che è da sempre innamorata di te?
A parte che Rosa è una ragazza serissima,
io sono felicemente innamorato di una ragazza bellissima,
che mi invidiano tutti.
Arrivo.
Che le dicevo?
Carina è carina, poi per un ex-velina
implicata in ogni tipo di scandalo,
che pippava la chetamina…
Carolina è una donna controversa,
che ha vissuto un profondo travaglio interiore,
ma è un'anima purissima.
Che ha deciso di cambiare vita per me.
- Come no. - Faccia dell'ironia.
Avrà anche da ridire sulle mie amicizie.
Perché, pensi di avere amici tu?
Sì, uno.
Il mio migliore amico, Andrea.
Bel piagnone!
Andrea è una persona sensibile.
Ha appena ricevuto una diagnosi tremenda,
la peggiore che uno possa ricevere.
Va bene avere amici,
ma non sarai andato un pochino oltre?
Se posso aiutare qualcuno, lo faccio senza farmi troppe domande.
Sono fatto così.
Scommetto che mi parli di tua madre.
Sì, la mia cara e adoratissima mamma.
Che mi ha regalato un appartamento che ho appena finito di ristrutturare
con parecchi sacrifici.
Come può vedere.
Sì.
Parecchi sacrifici che hai fatto tu.
Continui con il suo sarcasmo,
ma la mia vita è perfetta, mi dispiace per lei.
Sì, sì.
Può smetterla di entrarmi nella testa
che è una cosa fastidiosa.
Che cosa sta facendo, scusi?
Hai rotto il cazzo!
Dovevi già essere appeso a una corda!
- Ho capito. - Ce l'hai fatta a capire.
Ho capito che è un sogno, non può essere vera questa storia.
Non sto sognando.
A beh.
Signora morte, ci deve essere un errore.
Signora lo dici a tua sorella.
Questo coso non fa errori,
dice tutto, chi sei e come crepi.
Io ancora non ho capito cos'è quella specie di sasso luminoso.
È impossibile che io ponga fine volontariamente alla mia vita.
Qui c'è scritto che la tua vita fa schifo
e hai deciso di ammazzarti.
Anche se…
Anche se?
Lo vede che c'è uno sbaglio allora!
Ammazzarmi io… e su!
Non ti esaltare troppo, perché comunque devi morire.
Tra cinque giorni, ma devi morire, ok?
Ho fatto un casino, mannaggia a me e alla tequila.
Con la tequila finisce sempre così.
Scusi ma io non voglio ammazzarmi né ora né tra cinque giorni.
La mia vita è perfetta.
Tu sei troppo divertente.
Lei può sganasciarsi, cosa che trovo poco elegante per una bella donna,
ma io comunque non mi ammazzo.
Devo sposarmi tra poco.
Che pollo che sei.
Avere dei valori, non significa essere polli!
Mi prendo cura delle persone che amo e che mi amano.
Non mi lasci altra scelta.
Non mi faccia del male.
- Andiamo. - Dove?
Ti faccio vedere quanto è bella la tua vita.
Io non ho capito dove stiamo andando.
Non sono abituato a uscire a quest'ora.
E dice che ha una bella vita…
Ceneri!
Che combina!
Cos'è questo casino in piena notte?
Io la denuncio!
Non era mia intenzione, è stata una visita inaspettata.
La visita inaspettata…
adesso porta a casa le mignotte!
Bravo!
Io chiamo l'amministratore.
Non mi rovini con queste calunnie.
Fregatene, questo muore poco dopo te.
Andiamo, dai.
Si riguardi, Generale.
Ma va' a morì ammazzato!
L'idea è quella.
Non ci contate.
Non capisco perché mi ha portato qui.
Sapevo già quanto fossero solerti i nostri dipendenti.
Vedi quelli?
Sì.
Sono i camion dell'azienda di cui sei diventato responsabile legale,
non ti sembra strano che siano qui a quest'ora della notte?
Effettivamente siamo molto oltre l'orario di lavoro.
Ci sono anche i miei soci.
Sì, perché di giorno lavorano per te, eliminando rifiuti inquinanti,
mentre di notte lavorano per la mafia, stoccando rifiuti tossici.
- La mafia? - La mafia!
Tutto un circolo vizioso. Geniale, no?
È criminale, io non ne sapevo niente.
Tu no, ma la magistratura sì.
Infatti la prossima settimana ti arresteranno.
Mentre i tuoi soci,
che hanno dirottato i loro soldi su qualche conto in paradisi fiscali,
staranno su una spiaggia tropicale a ridere, alla faccia tua.
Non mi hanno nominato amministratore delegato
perché sono onesto, puntuale, affidabile…
Anche per quello, ma anche perché sei un coglione.
Comunque il lavoro non è tutto nella vita.
Giusto.
Perché stiamo andando a vedere la cantina della mia fidanzata,
dove lei tieni dei Telegatti e dei vecchi mobili?
Tu l'hai mai vista la cantina della tua fidanzata?
No, perché non mi interessano né le cantine né i Telegatti.
Vieni con me che ti faccio vedere i Telegatti.
Che ci fa sull'altalena?
Aiuto il lupo cattivo!
Prendimi lupo!
Allora non hai grossi solo gli occhi.
Il telefono!
Non l'hai spento?
Mi sono scordato.
No!
Oddio, il coglione!
Gli avevo detto che avevo da fare.
Solo che lui non sa che il da fare, sono io.
Aspetta che gli scrivo un messaggio.
"Una cosa molto, molto importante".
Scusa che gli hai detto?
Che la mia guida spirituale, mi ha imposto la castità,
prima del matrimonio.
Certo, addirittura sposarlo.
È stata un'idea del mio nuovo agente.
L'ho convinto a farmi pagare tutta la plastica al naso,
gli ho fatto credere che avevo un tumore.
Lo sai che hai fatto bene,
a me questa gobbetta, mi fa un po' senso.
Che è stato?
Che ne so, fai l'uomo e vai a vedere.
La cantina è tua, vacci tu.
Diceva di essere cambiata.
Anche l'anello della castità mi ha fatto mettere.
Com'è quando il tuo migliore amico è così intimo della tua fidanzata?
Delusione tremenda.
Appunto, quindi che ne dici di darci un bel taglio oppure…
- la corda? - No, un momento.
Sono deluso e affranto, ma non ho nessuna voglia di morire.
Ho una mamma che mi ama, e una casa bellissima, e non è poco.
- Sì! - Davvero?
- Sì! - Dici?
Sì…
No?
Perché introdursi in casa di mia madre,
vuole farmi vedere che si accoppia con il mio commercialista?
Ahi! Stai attento idiota!
È buio non ci vedo.
Le sta bene, mi ha distrutto la carta di credito per aprire la porta
e avevo le chiavi!
Così è più divertente,
poi ti ho già detto, che la carta di credito,
tra poco non ti servirà più.
Ancora con questa storia.
Abbassa la voce che se si sveglia le viene un infarto.
Hai rotto il cazzo!
Tua madre non la svegliano neanche le cannonate,
visto che anche questa sera ha bevuto mezzo litro di sherry
e si è calata due pasticche di valium.
Ahi!
Allora perché stiamo al buio?
Hai ragione.
Grazie.
Mia mamma è astemia, come me.
Menomale che era astemia.
Che sta facendo?
- La vuole derubare? - No, ti apro gli occhi.
- Come fa a sapere la combinazione? - È l'ultima cosa di cui preoccuparsi.
Leggi quanto ti vuole bene mammina tua.
Il testamento, sapevo che lo aveva scritto.
Leggi, leggi.
Ha lasciato tutto a Titti.
Ha lascito tutto il patrimonio al tuo fratellastro, sì.
A Titti?
Questo pischello, drogato, scansafatiche,
sono anni che sta a Amsterdam a farsi le canne con i soldi di mamma
mentre io sto qui a farmi il culo.
Sempre a disposizione.
Che la porto a fare le analisi!
A quella cacatura di cazzo dell'opera!
Ho imparato a giocare a burraco,
il gioco più stronzo che l'uomo abbia inventato!
Leggi fino in fondo, c'è altro.
Sì?
- Ma pure casa mia gli ha lasciato? - È intestata a mammina.
Ma il mutuo per la ristrutturazione è a nome mio.
Mortacci tua!
Ma ha pensato anche a te, ultimo paragrafo.
L'acquario tropicale…
mia madre mi ha lasciato l'acquario tropicale.
Un gesto carino, no?
Sono allergico al pesce,
lei lo sapeva benissimo.
- Perché ti odia. - Ma perché?
Non è che ti odia…
è che le stai sul cazzo!
Ma perché? Sono sempre stato presente per lei.
Stai sul cazzo un po' a tutti.
Sì?
Sera!
Lui è il tuo…
Gli piacerebbe.
A chi non piacerebbe.
Tu sei il tipico barista psicologo
che ascolta i clienti e dispensa massime.
Non è il mio stile.
Piacere Arturo Ceneri.
Va beh…
in vita mia mi sono sempre comportato bene con tutti.
Della tua vita non me ne frega un cazzo.
Ma ti do un consiglio,
non è il posto giusto per te, vattene a casa.
Non ce l'ho più una casa.
Ce l'avevo ma non ce l'ho più.
Che figo questo.
Voi donne non capite un cazzo.
Tecnicamente sono un'entità.
Un'entità.
Un Amaro del Capo ghiacciato.
Io sono qui solo per portarti dall'altra parte,
se ci sbrighiamo per favore.
Ho capito che la mia vita fa cagare.
Però decido io come farla finita, va bene?
Lei è una testa di cazzo.
Cosa hai detto?
Io?
Che lei è una testa di cazzo?
E adesso ti ammazzo!
Immaginavo.
Lascialo!
Tu?
Che carino, ti ricordi di me?
Questa volta me la paghi.
Ti metti contro una ragazza?
Questa è una strega!
Non sei gentile, ti faccio male questa volta.
Avevo tutto sotto controllo.
- È stato pazzesco! - Lo so.
Ti rivedo?
No!
Lo sapevo.
La mia vita fa schifo.
Sono le tue ultime parole?
Non mi viene in mente nient'altro
se non che aveva ragione lei
e che è giusto che io paghi
per lo spettacolare fallimento che è stata la mia vita.
Il tuo problema Arturo è che sei troppo compiacente.
Io penso di essere una persona seria.
Che palle Arturo!
Ascoltala una critica.
Sei moscio, senza palle,
ovvio che se ne approfittano tutti.
Sai quando mi sei piaciuto?
Al Limbo quando sei andato da quello per fare la rissa.
- Lì mi sei piaciuto. - Sì?
Ammazza, quanto era grosso.
Va beh…
non c'è più niente da fare.
Adesso è tardi.
Se stavo al posto tuo…
gliela facevo pagare a quegli stronzi di cui ti sei circondato.
Che stai facendo?
Inizio a fare di testa mia.
No, Arturo.
Rimettiti la corda intorno al collo e muori, dai!
Te l'ho detto non puoi cambiare il tuo destino.
Non voglio cambiare il mio destino.
Ma se devo morire, prima, voglio fargliela pagare a tutti.
Mannaggia a me e quando ti dico le cose.
Sali lì e ammazzati!
Hai detto che non puoi costringermi che è già tutto stabilito, giusto?
- Si ma… - Allora facciamo così,
tu mi aiuti a vendicarmi,
io non faccio storie e poi mi tolgo dai piedi.
Arturo, ho già fatto troppi casini,
non mi posso immischiare in questa cosa.
È un po' tardi per non immischiarsi,
caro fantasma del Natale passato…
Eh?
Niente. Ho bisogno del tuo aiuto.
Non posso improvvisarmi cattivo,
e tu, senza niente di personale, sei una figlia di puttana, naturale.
Giusto?
Ok?
Va bene, ti aiuto.
Però leva questa mano.
E vai!
Però nel giorno e nell'ora…
Promesso, caput.
Tu neanche lo sai cosa rischio.
Capirai, sei immortale.
Solo se paragonata agli umani.
Pensi che io sono stronza, cattiva?
Credimi ti ha detto molto bene.
Io sono un angelo rispetto alle altre entità,
anzi spera di non incontrarle mai.
Angelo… ti posso chiamare Angela?
O Marta? In assonanza con morte.
Preferisci Angela.
Pensavo di non rivederti più,
mi hai salutato come se fosse un addio.
Le cose cambiano.
In altri casi direi cose tipo: "Non riesci a starmi lontana?"
Non la dire, ci siamo divertiti e basta.
Infatti.
Ehi, tu!
Ciao.
Victor, la leggenda.
Che ci fai qui?
Sono in congedo, lo sai.
Come hai fatto, non è così semplice per noi licenziarsi.
Se te lo dicessi, lo farebbero tutti.
Allora sarebbero guai.
Fatto sta che sei l'unico ad avere un nome, Victor.
Lo avevamo tutti un nome,
solo che non ce lo ricordiamo più.
Ho capito.
Cosa ci fai qui di bello?
Bella musica, bella gente.
Ottimi liquori.
Vi conoscete.
Siamo ex-colleghi.
Esatto.
Ex-colleghi.
Io non so cosa fai, quindi…
La mietitrice.
Non guardare me io ho smesso molto tempo fa, sai, la schiena.
S'è incazzato.
Umani.
Non li capirò mai.
Eh, oh, è rotto?
Questa ossessione per il possesso.
Tanto è tutto in prestito.
Si è rotto il karaoke.
Non c'è il karaoke, Arturo.
Eri tu che stonavi ad ogni nota.
Padre, ha conosciuto Angela?
Propongo un brindisi.
Alla salute!
E lui?
Lavoro.
Effettivamente ha la faccia di uno che sta per tirare le cuoia.
Victor, che ci fai qui? Non credo nelle coincidenze.
Stai attenta.
Angela.
Mamma mia…
Che fai?
Niente, stavo per farmi…
Immagino cosa stavi per farti.
Ma buongiorno!
Ma veramente volevo farmi una doccia.
Non ti devi imbarazzare, è una cosa normale.
Infatti è normale che un maschio la mattina si alza…
E poi si alza pure qualcos'altro, capito.
Quella sarebbe la mia camicia.
- La rivuoi? - No, no.
Mi presti una maglietta.
Io vado, devo farmi la…
Ma è normale quello che stai facendo con il ragazzetto rock?
Con Jimbo? Cioè?
Lui è umano e tu…
Un'entità.
Appunto, non credo possa funzionare.
Infatti è una cazzata.
Solo che tu mi stai facendo perdere un sacco di tempo,
quindi perché non approfittarne.
A proposito,
tu sei sicuro, di quello che stai per fare?
Sai che per te non cambierà niente.
Lo so ma lo faccio lo stesso.
Questa mattina mi sono svegliato con un alito devastante, ma felice.
Quella è la tequila.
No!
È come essersi tolto un peso, è diverso.
Poi voglio farlo perché ho capito che non sopporto…
le persone che si approfittano della buonafede del prossimo.
A proposito, guarda.
Carolina mi scrive che le manco, la stronza.
Poi l'infame del mio migliore amico,
che mi chiede un altro bonifico per l'intervento
e non mi ha neanche mai ringraziato.
E c'è mia madre, questa è bellissima.
Mia madre mi chiede di organizzarle un massaggio ayurvedico,
mai una volta che mi chiedesse come sto.
Dulcis in fundo, abbiamo i miei soci,
che mi scrivono un po' irritati:
"Dove sei, di solito sei puntuale, devi firmare delle deleghe".
Per fottermi! Le devo firmare.
Per quello che mi riguarda, possono andare a fanculo tutti.
Ok, facciamolo, dai.
Da chi iniziamo?
Sono un cavaliere, lo sai.
Brava, Carolina.
Allora è fatta!
Impossibile tornare indietro.
Sono così contenta, sono eccitatissima,
ero certa che sarei riuscita a rientrare nel mondo del reality.
Sei molto facilmente eccitabile.
Amore…
l'anello?
È troppo prezioso e non volevo rischiare di perderlo qui.
Una cosa, io il contratto non l'ho letto.
Non ti devi preoccupare,
Vedi è già tutto pronto, il set, si parte subito.
Scusa, ma non ti fidi di me?
Ma certo, sei l'unico di cui mi fidi ciecamente.
- Grazie, amore. - Te lo meriti.
Ringrazia Angela, è stata sua l'idea di infilarti nella trasmissione.
Una bella fortuna incontrarla.
Quelle fortune che ti capitano una volta nella vita.
- Comunque grazie… - Niente abbracci, scusa.
- Scusa. - Adesso, vai.
Io vado.
C'è il capo degli autori che ti aspetta.
Amore…
però lì è tutto pieno di fango.
È "La pupa e il campagnolo", ti aspettavi una beauty farm?
Non mi andare subito in nomination!
Dai!
Yuh-hu!
Grazie per avermi accompagnato,
non c'era bisogno,
ma sei un amico.
Come potevo lasciarti da solo per una cosa così grave.
Grave?
Grave! Certo.
Speriamo che vada tutto bene.
Andrà tutto benissimo, ne sono sicuro.
Tu tra poco sarai una persona molto diversa.
Sarai migliore, Andrea.
Bella figa! Bravo così mi piaci.
Sei single da poco, già a caccia.
Non ho capito perché tu…
ti sei lasciato con Carolina.
Sono cose che capitano.
Vuoi il suo numero?
No.
No, perché?
Scherzavo.
Sono cose che non si fanno tra amici.
Io a te una cosa del genere non la farei mai.
Infatti è da infami.
Un pochino, sì.
Signor Bazzani, siamo pronti.
Bazzani!
- In bocca al lupo. - Crepi.
In realtà no.
Se ci pensi bene,
in bocca al lupo è un augurio,
perché, la bocca del lupo che porta i cuccioli,
è il posto più sicuro del mondo.
Quindi augurare in bocca al lupo e la morte del lupo
è un controsenso.
Giusto, che devo dire?
Pensandoci bene…
- crepi. - Crepi.
- Mi accompagni dai carabinieri? - A fare che?
A denunciare quei farabutti, dei miei cari soci.
Lo vedi che non capisci un cazzo!
Perché, scusa?
Quelli sono dei delinquenti in affari con la mafia,
e tu pensi che basta denunciarli.
- No? - Ma no!
Appena entri in caserma spariscono con tutti i soldi che hanno rubato.
Giusto, quindi?
Le cose cattive, devono essere trattate dalle persone cattive.
Non solo hanno truffato lo Stato
per fare una bonifica con il metodo tela di Penelope,
togli i rifiuti di giorno, li rimetti di notte, e non l'hanno completata.
Ma i signori Bucchi e Maretto,
hanno distratto ingenti somme che hanno trasferito all'estero.
Sì, lo avete fatto!
Somme talmente ingenti,
da indurmi a fare ulteriori verifiche con la mia assistente.
Socia.
La mia socia ha fatto ulteriori verifiche
è ha scoperto che i suddetti,
hanno stretto patti con le cosche Santarini e Natoli.
Come?
Stanti alle cronache, sono nemiche della vostra famiglia, giusto?
Qui ci sono le prove documentali, di tutte le mie affermazioni.
Come avreste intenzione di chiudere la faccenda?
Che ti frega, dai andiamo.
Quando mi ricapita.
Li facciamo saltare in aria.
Capo, troppo rumore.
Però il capo dice una cosa giusta,
perché in cantiere c'è abbondanza di C4.
Andiamo, dai!
Era per dare una mano,
vi lasciamo lavorare, siete voi i professionisti.
Arrivederci.
L'acido, boss?
L'acido è perfetto!
Mi fa impressione, l'acido.
Se li sotterriamo così?
Non funziona.
Minchia!
Ci devo pensare io.
Che li ammazziamo a badilate?
Hai consigliato a un mafioso di fare esplodere uno con il C4?
Metodo rapido e indolore.
Carolina, luce dei miei occhi, come stai?
Arturo, qua c'è un problema.
la produzione dice che devo lavorare 10 ore al giorno raccogliendo pomodori.
Tu hai firmato un contratto per tutta la stagione, blindato.
Ma non ci sono truccatori, costumisti,
e non posso fare pipì.
Tieni duro!
Guarda che quello della produzione è molto sgarbato.
Ha detto che devo raccogliere minimo 12 ceste di pomodori al giorno
e devo dormire in un casermone
con delle negre.
Con chi?
Io qua, sono l'unica bianca.
Meglio ti si nota di più.
Ma io non vedo le telecamere.
Le telecamere sono tra le piante, tra i pomodori, ovunque.
Non mollare la produzione dice che vai forte.
Dici?
Pensi che non ti vedo?
Dico, pensi che non ti vedo?
Quanti cellulari hai?
Quanti!
Già te ne ho sequestrato uno! Dove li tieni?
Pensi che stia scherzando,
ma se non lavori io ti scanno!
Arturo, ti richiamo.
Ma dammi! Che richiami!
Comunque io ti tengo d'occhio!
Però mi tenga d'occhio bene,
il mio profilo migliore è il sinistro.
Ma che fai? Lavora, fatica, altrimenti ti faccio menare.
Fatica!
Si sta risvegliando
Tutto bene?
Sì, sento un po' ovattato.
È normale, l'anestesia, sta passando.
È andato tutto benissimo, sono molto soddisfatto.
Avete già levato le bende?
Scusate ma, è tutto uguale.
Su di lei oggi ho eseguito uno dei miei interventi migliori.
Ma che intervento ha eseguito?
Qui non è cambiato niente.
Ma non mi fa neanche male il naso,
ma che cosa avete fatto?
Io vi faccio causa.
Forse è lo shock.
Le giuro che la mastoplastica additiva è perfettamente riuscita.
È venuta meglio della mia.
La misura da lei richiesta. E detto tra noi ha fatto bene.
Come diceva il mio babbo: "Sotto una terza non è vero amore".
Non si sforzi.
Gonadectomia e vaginoplastica abbiamo fissato il prossimo mese,
la terapia ormonale la iniziamo subito.
Contento?
Come terapia ormonale…
Stia giù!
Come hai detto che ti chiami?
Angela.
Ma dov'è la solita ragazza? Ma come ti sei conciata?
Sembri una sgualdrina.
Signora, ognuno ha il suo stile.
Tenga.
Si rilassi.
Ma che sapore strano!
Non è la solita tisana.
Beva questa è drenante, stimolante, decontratturante.
- Si fidi. - Piano, cazzo!
Non ti devi offendere, mi piace il tuo stile,
hai carattere.
Mi dica di suo figlio.
È una persona deludente.
- Però è devoto. - Devoto?
È una parola apprezzabile per un cane!
Un essere umano deve avere carattere, Arturo non lo ha!
Sempre a pendere dalla bocca degli altri,
farsi prendere per il culo da tutti.
Ho provato, quando era piccolo, a farlo ragionare ma è stato inutile.
Però ho capito che era utile come bastone della mia vecchiaia.
Ma come mai ce l'ha tanto con lui?
Mi ricorda quel cretino di suo padre!
L'ho sposato per i suoi soldi.
È figlio unico?
Fortunatamente no, ho un altro figlio che adoro, Titti.
È proprio come me.
A 16 anni mi ha mandato al diavolo, come ho fatto io con i miei genitori,
per fare l'attrice.
Lui sì che ha le palle.
Ci sono due categorie di persone,
quelli nati per servire,
e quelli nati per essere serviti.
Arturo è nato per servire.
Invece Titti, proprio figlio mio.
Brava mamma, bene brava, bis.
Ma non eri andato via?
Sono stato qui abbastanza per capire che sei una persona arida.
Cattiva e approfittatrice.
Non mi sento bene.
Non riesco a muovermi.
La mia amica ti ha dato da bere erbe tossiche,
che ti fanno perdere, momentaneamente, il controllo delle funzioni motorie.
Per quello non riesci a muoverti.
Eh?
Mi sa che ti vuole dire bastardo.
Sono tuo figlio, per cui sono molto bastardo.
Visto che sono stanco di fare da autista, galoppino e schiavo,
senza che tu mi abbia mai ringraziato.
Voglio presentarti una persona che può fare al caso tuo.
Vieni Bogdan.
Eccolo qui.
Mamma ti presento Bogdan.
Lei è Patrizia, ed è tutta tua.
Adesso andrai in una struttura per la terza età.
Hai presente quelle bellissime, lussuose, immerse nel verde?
Non sarà così, perché quella in cui lavora Bogdan, è uno ospizio lager.
Di quelli che finiscono nei TG.
Con gli scarafaggi che camminano sui materassi.
Tranquillo, non le faccio mancare nulla.
Non hai capito niente! Le devi far mancare tutto.
Capito, capito.
- Festeggiamo? - Era ora.
Angela dice di non farti pagare.
- Non è il tuo compleanno, giusto? - No.
È che stasera mi ammazzo.
Sì.
- Stai scherzando, vero? - No.
- T'ho sconvolto? - No, sorpreso.
Sono per la libertà totale e assoluta di fare quello che si vuole,
Anche di porre fine alla propria vita se è una mia decisione.
Guardati, bello, giovane, libero,
che dice sempre la cazzata giusta al momento giusto.
Ti credo che Angela è pazza di te!
Pure io mi ti farei!
Perché sono rock and roll!
Dai scendi, dai!
Avete sentito? È l'ora del rock and roll!
♪ Non le bastava quell'orrore ♪
♪ Voleva un'altra prova Del suo ceco amore ♪
♪ Gli disse amor se mi vuoi bene ♪
♪ Gli disse amor se mi vuoi bene ♪
♪ Tagliati dai polsi le quattro vene ♪
♪ Le vene ai polsi lui si tagliò ♪
♪ E come il sangue ne sgorgò ♪
♪ Correndo come un pazzo da lei tornò ♪
♪ Gli disse lei ridendo forte L'ultima tua prova sarà la morte ♪
Rieccoci qua.
E rieccoci qui.
Sei pronto?
Stranamente sì.
Conoscendoti mi aspettavo un diluvio di lacrime da femminuccia,
- Invece… - Lo so che ti dispiace.
Tranquilla che non ce l'ho con te.
A me non me ne frega un cazzo! Anzi mi stai facendo perdere tempo.
- Dai. - Giusto.
Però…
Che c'è ancora?
Mi è concesso un ultimo desiderio?
Io più che a un cancro ai polmoni pensavo a…
a un bacio.
Io sono la morte non la fatina della buona notte.
La buona notte sarebbe eterna, pensavo che…
Sali adesso!
Ok.
Grazie.
Per un bacio? Io te l'avrei pure data come ultimo desiderio.
Davvero?
No!
No è che…
Ti ringraziavo perché non mi sono mai sentito così vivo
come nella settimana in cui sapevo di dover morire.
Che succede?
Se non lo sai te.
In alcuni casi ci vuole più tempo.
Aspettiamo.
Dai Arturo, più deciso! Tuffati meglio!
Sei moscio pure quando ti devi ammazzare.
Ti pareva che non era colpa mia.
Buttati!
Mannaggia!
Dai, Arturo, riprovaci.
Su, dai!
Con questa catena dovrebbe funzionare.
Arturo meno parole e più suicidio.
Simpatica fino all'ultimo.
Vado.
Niente?
Tolta una robusta eccitazione da strangolamento, no.
Cazzo!
- Ecco… - Cazzo!
Cazzo, sì.
Non sono morto ma mi sono fatto veramente male.
Questa cosa non ha senso.
A quest'ora dovevi essere morto e defunto.
Non è colpa mia. Troviamo un altro metodo.
Che dici, era tutto scritto qui.
No, no…
Che c'è?
Che è?
Così invalidi la garanzia.
Con quest'ago ti cucio la bocca e ti faccio malissimo,
visto che non so cucire. Zitto!
Vedi, si è riavviato.
Non è possibile.
Che cosa?
Non sei più sulla lista dei morituri.
Non ho capito.
Per questo non morivi.
Cioè… io non devo più morire?
Sono immortale?
Non sono immortale.
- È finita. - Lo so che è finita,
non serve che mi dai un cazzotto.
No, Arturo, è finita per me.
Tu sei libero.
Che significa?
Sì, Arturo, tu non devi più morire.
Fammi capire, il sasso dice… è ufficiale che non devo più morire?
Ho capito bene, Angela?
Sì, Arturo, non devi più morire!
Sono libero!
Sono libero!
Libero!
Non lo puoi cambiare il tuo destino.
Tiè!
Tiè, vivo sono!
Sono vivo!
Sono vivo! Sono Vivo!
E sti cazzi!
La smetta di fare casino!
L'ho svegliata Generale?
Sono giorni che non dormo per colpa sua.
Non dorma, dia retta a me, che tra poco crepa.
Esca, si diverta, si droghi, beva, scopi!
Io la denuncio!
Per schiamazzi e turpiloquio, lei è un pazzo!
Sì? Ci aggiunga anche questa bella pioggia dorata allora.
Che schifo, si vergogni!
La faccio cacciare dal condominio.
Bravo mi faccia cacciare.
Sa cosa le dico,
siccome mammina ha liberato casa sua, sono io che me ne vado.
Si attacchi al cazzo! Vecchiaccio infame.
Maledetto.
Angela preparati da oggi si cambia vita.
Mamma, ciao.
Ci trasferiamo nella reggia di 200 metri quadri di mia madre,
che tanto sta in clinica con Bogdan.
Mi accompagni domani a fare shopping?
Non li voglio più vedere questi vestiti da vecchiaccio.
Ecco qua.
Da ragazzino mi vestivo malissimo, invecchiando sono peggiorato.
Angela?
Angela!
Meglio.
Starò più largo.
Ragazzi salite, c'è un festone al secondo piano,
alcol gratis, salite, salite.
Dai, salite su.
Vattene via!
Non puoi stare qua!
Cortigiana!
Meretrice!
Signorina.
Signorina, tutto bene.
Bello dov'è il cesso devo sbottà!
- Che? - Devo vomitare.
Usa la vasca dei pesci.
- Davvero? - Devono mangiare.
Che schifo!
Rosa sei venuta, sono contento!
Grazie per l'invito, signor Ceneri.
Che signor Ceneri, chiamami Arturo.
Anzi, Jimbo.
È più il nome di uno che se ne frega che fa quello che vuole.
- Jimbo? - Sì, Jimbo.
Ok, fico.
Ho portato anche mia cugina, è un problema?
Anche la cugina hai portato! Rosa sei una grande!
Passa sta canna.
Mia!
Come si dice, non c'è cosa più divina…
di alla festa portare la cugina.
- È così che si dice, giusto? - Sì.
- Divertiti. - Simpatica.
Sì, molto.
Grazie per l'invito è stato carino da parte sua, cioè tua, cioè Jimbo.
- È carino… - Scusami un secondo.
Cos'è questo casino!
Che ci fate dentro quella casa?
Senti, nanetto da giardino,
dì a quel delinquente di Ceneri,
che io…
Se fossi in lei non farei tanto lo spiritoso sulla mia statura,
altrimenti poi mi vedrei costretto a farle gli occhi dolci.
Pure froci!
Hai capito quel deficiente!
Adesso capisco tante cose.
Io ci provo ad essere buono,
siete voi…
Oh!
Strega, ci si rivede.
Non mi rompete il cazzo, dai.
Non mi sembri molto in forma.
Vuoi vedere che questa volta, sono io che faccio male a te?
Sì!
Non mi hai fatto niente.
Mi pare che sanguini.
Ma adesso mi impegno di più.
Non ti preoccupare, non te lo sciupo più di così il tuo faccino.
Altrimenti, non me lo fai più venire duro.
Se aspetto che ti viene duro,
facciamo un altro mese qui.
Adesso lo vedi!
Lasciatela stare e levatevi dal cazzo!
Amore hai un bastone in mano o sei solo contento di vedermi?
Credi di farci paura con quella mazza da baseball?
Siamo in quattro.
C'ho provato.
Come stai piccola?
Non ti dovevi intromettere.
Adesso sei in pericolo anche tu.
- Perché sarei in pericolo? - Mi verranno a prendere.
Angela!
Chi verrà a prenderti, Angela?
Qualcosa di molto, molto brutto.
Quando andavo al liceo ero dark,
ascoltavo sempre i Cure.
Li conoscete i Cure?
Scherzi? Fichissimi! Il gruppo preferito da mia nonna.
Ma dai?
Allora presentami tua nonna.
Sono amici suoi?
Quelli della festa sono amici suoi?
Hanno già chiamato la polizia.
Di solito alle feste, non sono invitato.
Io sono imbucato.
Un altro spiritoso, ma vattene va. Con queste due gambette.
Lei non sa quante battute hanno già fatto sulla mia statura.
Tipo che per togliermi di mezzo basta un cavatappi.
Questa è la migliore, si figuri le altre.
Io vorrei tanto farmela una bella risata.
Tu sei matto,
io non voglio guai, stammi lontano.
Ti faccio paura?
E pure sono disarmato.
Mentre tu hai una pistola.
Stai indietro, oppure…
Oppure?
Che succede?
Buh!
Mi resterà questo saporaccio in bocca per chi sa quanto tempo.
Altro che vigilante!
Un vandalo, ha appena rovinato un Banksy,
con una pallida imitazione di Pollock.
Arturo!
Che ti ho svegliato?
No…
Come hai fatto a entrare?
Mi ha aperto… eccolo.
- Posso? - Acquario.
Anche oggi abbiamo nutrito i pesci.
Bella camicia.
Vero?
- Come hai fatto a trovarmi? - Non sei così imprevedibile.
Scusami, noi andiamo che è meglio se la riporto a casa.
- Bella festa. - Vero?
Guarda come sta.
Grazie, e chiamami, Jimbo.
- Ciao. - Ciao.
Prima la camicia, poi il nome, mi stai rubando l'identità?
No, abbiamo fatto un gioco… ma che vuoi da me?
Angela sta male.
- È la tua ragazza, ci pensi tu. - È nei guai seri.
Come hanno fatto a far saltare una porta blindata?
Capito perché sono preoccupato?
- Dov'è Angela? - Andiamo.
Ucci, ucci…
sento odor di…
sento odor di…
sento odor di…
va beh, ora non mi viene.
So che sei qui.
Vieni fuori, su.
È ora di entrare in scena.
È chiuso!
Che onore, il re di bastoni.
Non mi fai ridere.
Proviamo con la mia battuta migliore.
Io parlo troppo.
Non mi sembra molto malata.
Dobbiamo andare via da qui, subito. Lui è qui.
Lui, chi?
Anghingò…
indovina chi prenderò.
Via, via!
Chi cavolo è quel nano inquietante?
- Il Nero. - Il Nero?
E chi è questo Nero?
Soprattutto perché vive in un cinema abbandonato?
Vivo qui per nascondermi.
E per ricordarmi quanto sono stupidi gli esseri umani,
ad aver inventato un arte così simile ai sogni,
per poi buttarla al cesso così.
- Riguardo al Nero… - Il Nero è la fine.
- Quindi è un'entità anche lui. - No.
Le entità sono dei mietitori di anime.
Il Nero è un mietitore di mietitori.
Interviene in caso di problemi con le entità.
È qui per colpa mia.
Siamo quattro, lui è da solo, lo possiamo…
- Non possiamo fare proprio niente. - Il Nero è un sadico.
È in grado di sopraffare chiunque.
Praticamente immortale.
Con me non si deve impegnare più di tanto.
Praticamente ho perso tutti i poteri.
Cosa?
Sei tornata umana.
Ti ricordi qualcosa della tua vita precedente?
Avrei preferito non farlo.
Ha detto vita precedente?
Non è la cosa più strana che ho sentito.
Ci sarà un modo per spiegarsi, per negoziare con il Nero.
Non si può venire a patti col Nero.
Posso provare a nasconderla.
Non sarà facile.
Così magari mi spieghi pure come hai fatto a rimanere qui.
Qual è il piano?
Il piano è che tu e Jimbo, andate via da qui,
e dimenticate di avermi conosciuta.
- Siamo una squadra. - Non ti lascio.
- Non ce ne andiamo senza di te. - Dovete andare via!
- Ora! - No!
Vieni con me.
Arturo devi andare via da qui.
Ti ci ho messo io in questo casino, voglio aiutarti.
Arturo, non sai un cazzo, sono io che ho fatto questo casino.
Che stai dicendo?
Quella sera, quando ti sono venuta a prendere,
non ti ho detto, tutto, tutto.
Cioè?
Jimbo, dammi da bere!
Tequila.
Dammene un altro.
Dai, forza, vai!
Ti rivedrò?
Non credo.
Sai dove trovarmi.
Fammi capire…
- quindi… - Quindi non c'eri tu nella lista.
C'era Jimbo.
Sì.
Era lui che eri venuta a prendere, era Jimbo che doveva morire.
Solo che io non ci sono riuscita,
non lo potevo sapere,
assomigliava a una persona che ho amato nella mia vita passata.
Ho cercato di resettare il monolite
è uscito un altro nome da prendere.
Arturo Ceneri, fu Giannandrea.
Esatto.
- Perché io? - Non lo so, Arturo, però…
ho cercato di fregare il sistema, ma il sistema non lo puoi fregare.
Il Nero è per questo che è qui,
non si fermerà finché non avrò sistemato tutto questo casino.
Anche la storia della mia vita di merda, anche quella è inventata?
No, era tutto vero.
Non te ne saresti mai accorto, avresti continuato così,
avresti avuto brutti momenti.
Non mi sarei mai ammazzato.
Probabilmente no, adesso tu…
Ero una persona felice prima di conoscerti.
Ero circondato da falsi traditori, ma non lo sapevo ed ero felice.
Io a te non ti devo niente.
Arturo,
pagherò per quello che ho fatto, ma ti prego salva Jimbo.
Il Nero non lo deve trovare, ti prego.
Che è successo?
Ce ne andiamo, non possiamo fare più niente, qui.
È la decisione giusta.
Aspetta!
Che significa, Angela?
Non mi chiamo Angela, dimenticami.
Fondi personali, vi serviranno.
Andiamo, dai.
Secondo te dopo la morte c'è una vita migliore?
Dipende dopo la morte di chi.
"Dimentica di avermi incontrata", dice.
Una parola.
Impossibile.
E tu non ci hai neanche scopato.
Non ci hai scopato, vero?
Io? Ma figurati!
Manco io ci scoperei con me stesso.
Mi sorprende sempre la tua grandissima autostima.
Io prima di conoscere Angela ne avevo tantissima
e poi ho scoperto che la mia vita fa cacare.
La tua vita non faceva cacare, dai.
- Ero un coglione! - Hai fatto dei compromessi,
- hai fatto carriera. - Con due pezzi di merda,
in affari con la mafia.
Hai creduto nella redenzione della tua fidanzata.
Falsa che scopava con il mio migliore amico.
Ah, sì?
Sei sempre stato vicino a tua madre.
Che è una stronza controllante,
ma l'hai sempre aiutata.
Non come tuo fratello che si è fatto i cazzi suoi,
Queste cose, come…
come fai a saperle? Te le ha dette Angela?
No, io e Angela scopavamo più che parlare.
Quando sei venuto a cercarmi, qui,
come facevi a sapere che mi avresti trovato?
No!
Titti?
Non ci posso credere.
Finalmente ce l'hai fatta, fratellone.
Non chiamarmi Titti che mi ha sempre fatto cacare.
Apparecchio, brufoli ed occhiali?
Archiviati con l'adolescenza.
Ma quant'eri brutto?
Vieni qua!
Anch'io ti voglio bene, big bro!
Sono 15 anni, cazzo.
Non ti avevo riconosciuto.
Invece io sì, appena sei entrato al Limbo.
Quando sei tornato, perché non ti sei fatto vivo?
Per lo stesso motivo per cui sono scappato ad Amsterdam.
Cioè?
Ti ricordi quando mi hanno beccato con la canna?
Certo, la mamma è impazzita.
- Mi ha rovinato la vita. - Pure a me!
Ho scoperto che mi controllava il cellulare con un app.
Quando l'ho scoperto sono partito, più mi cercava, più sparivo.
Ti controllava col cellulare?
Lo faceva a fin di bene, ma non l'ho mai accettato.
Se tu vivi qua, la mamma dov'è?
La mamma sta bene. Ascolta…
ti sei chiesto come ha fatto il Nero a trovare Angela?
Qualcosa di soprannaturale da mandarti in pappa il cervello,
non lo so cerco di non pensarci.
Invece pensaci.
Come ha fatto il Nero, a sapere che Angela era al Limbo.
L'unico che lo sapeva era Victor, ma Victor sta coi buoni, quindi…
Quindi qualcosa non torna.
Il Nero, quando è passato a casa mia, non c'eravamo ne io ne Angela,
ma c'era quella specie di sasso, che ha lasciato lei.
Il Nero ha tracciato il dispositivo.
Quando ci siamo tornati noi il dispositivo non c'era più.
L'avrà preso il Nero, oppure…
Oppure.
Qualcuno ha cambiato squadra senza avvertirci.
Victor non aveva mai giocato con noi.
- Allora Angela… - È in pericolo e anche noi.
- Noi? - Tu!
Io?
Nascondino o acchiapparella?
Seguimi, seguimi!
- Dove andiamo? - Fidati, seguimi.
Quando mamma non mi faceva uscire, passavo sempre di qua.
Ecco perché i buoni perdono, non conoscevo i nascondigli,
uscivo dalla porta principale.
Tu non uscivi mai!
C'era qualcosa che non mi tornava in Victor,
altro che entità che ce l'aveva fatta, una spia.
Accelera, non possiamo rischiare che le faccia del male.
Non capisco cosa potremo fare io e te.
Ce la facciamo, qualcosa ci inventiamo.
Sì.
Che fai? Che ha questa macchina?
- Non lo so, non va! - Porca puttana!
Calma, accostiamo, dev'essere il cavetto della batteria.
Ecco qua.
Apri il cofano dai.
Oh! È partita.
Arturo! Arturo!
Sai dove va un fagiolo quando muore?
No.
Su una tombola.
Non sai quanto odio le tue freddure.
Lo so, lo faccio apposta.
Hai saputo, è morto il lattaio.
Lo hanno parzialmente cremato.
Non fai ridere, tu non fai mai ridere!
Come può la morte far ridere.
Invece a me piace moltissimo ridere.
Il cinema mi fa ridere, adoro la commedia all'italiana.
Per esempio c'era Monicelli, lo conosci?
Come epitaffio aveva scelto, "Muoiono solo gli stronzi".
Lo vedi, questo è divertente.
Aveva 95 anni, ed ero io che dovevo portarlo via.
Invece mi è sfuggito.
Ti è sfuggito anche il ragazzo,
sai che devo portarlo via assieme alla tua amica.
Se il ragazzo ti è sfuggito, non è colpa mia.
Ho messo l'apparecchio nello zaino per farteli localizzare.
Lo troverò, ci puoi giurare.
Nessuno, sfugge mai alla morte.
Quando ci penso io.
A proposito,
la ragazza dov'è?
Non erano questi i patti.
Non faccio mai patti e se li faccio li rompo quando voglio.
Lei era utile come entità, ma ora è un essere umano
in quanto tale è già morta.
Non c'è più posto per lei sulla terra.
Se resto io sulla terra, allora…
Tu sei qui solo in quanto spia.
Non sfidarmi.
Sai che posso terminarti quando voglio.
Forse sarebbe meglio.
Nel farlo posso farti provare un dolore, ma un dolore…
ahi, ahi, ahi!
Che non hai mai provato prima.
Non credi che la ragazza abbia sofferto abbastanza?
No, non lo penso affatto.
Perché non è mai stata fra le mie mani.
Ma quando lo sarà, soffrirà tantissimo.
Te lo assicuro.
- È nel seminterrato, vado a prenderla. - No!
Vado io.
Arturo!
Sono dalla vostra parte,
prendi Angela e scappate via.
L'hai appena consegnata, dove scappiamo?
È nascosta nella cabina di proiezione.
Cosa?
Liberala e andatevene.
Ascolta…
Eh?
È l'unico modo, credimi.
Fa la cosa giusta, almeno tu.
Vai.
Arturo, che ci fai qui.
Ti cambio il destino.
È inutile scappare, il Nero ci troverà.
E troverà anche Jimbo e lo ucciderà, perché è così che doveva andare.
Ci proviamo lo stesso perché gli esseri umani provano a sopravvivere.
Non riuscirò a fermarlo, ma almeno avrete un po' di vantaggio.
Non ti ringrazierò.
Non lo fare.
Victor, come doppiogiochista, sei prevedibile
Dovrai faticare per prenderla, merita di combattere.
Io mi sono stancato, voglio ricordare la mia vita terrena.
Sul serio, vuoi abbandonare l'eternità?
Sì.
Voglio ricordami…
- di me. - Se insisti,
io ti accontento.
Pensi di spaventarmi con quello?
No, ora sono un essere umano,
tu non hai più nessun potere su di me.
Severino.
Mi chiamavo Severino.
Severino…
che nome deludente.
Se c'è una cosa che mi manca della terra, è il porno.
Sorpresa!
Non puoi salvarli.
Io li troverò comunque.
Adesso, mi divertirei a farti male.
Bel divertimento.
Puoi dirlo forte.
All'incrocio dei pali.
È la sciatica con l'età è inevitabile.
Questa invece è la cervicale.
Ahi!
La schicchera è il mio colpo segreto.
- Ma perché? - Così.
Aspetta ti prego.
Basta, ti devo dire una cosa.
Saranno le tue ultime parole.
Quindi di qualcosa di memorabile.
La vita è una battaglia navale,
oggi ci sei,
domani b12.
È la prima risata che faccio da secoli.
Non pensavo nemmeno fosse possibile.
La morte non può ridere.
Lo so, me lo aveva detto Victor che era il tuo unico punto debole.
Se il Nero ride, è vulnerabile è il suo tallone d'Achille.
Quando uno è debole non c'è niente di meglio della vitamina C4.
Questa non l'ho capita.
Te la spiego io.
Ah!
Ho un piano per salvare Jimbo, ti devi fidare di me.
- Ma che vuoi fare… - Sono tuo fratello maggiore, Titti.
Facciamo come dico io, ok.
Che hai?
Mi sa che ci dobbiamo salutare veramente adesso.
Che dici? Che hai?
Mi ricordo,
cosa si sente…
quando si sta per morire.
Sta succedendo.
Non lasciarmi anche tu.
Tanto mi avresti lasciata comunque.
Sei troppo giovane per me.
Che cazzata.
Ti aspetterò per sempre.
Sempre è tanto tempo.
Però tu provaci.
Non so neanche il tuo vero nome.
Angela.
Angela.
Ma chi è che rompe le palle a quest'ora?
Caro vicino, come va?
Ceneri, è tornato. Che cazzo vuole?
Sono venuto ad avvertirla che è deceduto e mi deve seguire.
Deceduto?
Ma che dici, io sto benissimo.
Su che la sua vita l'ha vissuta.
- Largo ai giovani, Generale! - Va a morì ammazzato!
Già fatto, grazie.
Cosa fa Generale, adesso l'amministratore chi lo sente.
È nata!
- Come la chiamiamo? - Angela!
Padre!
Lunga vita alla creatura.
Che sia forte e benedetta.
Angela!
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