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Original subtitles

La febbre non è ancora scesa. Sono cinque giorni.

NOB, ISRAELE, 1008 a.C.

Guarirà, col tempo. Come sempre.

E se il nostro figlio maggiore non guarisse?

Allora insegnerò a Abiathar a fare il pane della presenza.

È il nostro compito. Noi custodiamo le tradizioni di Aronne,

non possiamo presentare un sacerdote infermo.

Sì, Yafa. Lo so bene.

È solo un’altra delle infinite maledizioni della nostra famiglia.

Tu sei sempre così pessimista.

E tu sei sempre così ottimista.

Porta qui il ragazzo.

Dodici pagnotte. Una per ciascuna tribù di Israele.

Ma il pane è ancora qui. Perché Dio non lo mangia?

Dio non deve mangiare.

Si chiama “pane della presenza”

perché ci ricorda la Sua presenza nella nostra vita.

Un simbolo, che siede alla nostra tavola, che è in mezzo a noi.

Che fine fa il pane vecchio?

Nella Legge di Mosè, è scritto

che Aronne e suo figlio lo mangeranno in un luogo sacro,

dato che è la porzione più sacra dell’offerta di cibo al Signore, un’offerta eterna.

Ecco dove tu e nonno andate ogni Shabbat.

Veniamo qui a mangiare il pane che è stato rimosso,

ammesso che non abbiamo giaciuto con la moglie, quel giorno.

Non giaci con mamma ogni notte, Abba?

Di questo parleremo un’altra volta.

Ma ora, dobbiamo sostituire questo con il pane fresco,

come offerta al signore.

Ruben.

Simeone.

Levi.

Giuda.

Achimelech.

Abiathar, vai a casa. Di’ a tua madre che ti mando io, andrà tutto bene.

- Senti, io… - Come mai sei solo?

Dov’è la tua protezione?

Il Re mi ha mandato in missione

e ha detto che nessuno deve saperne niente.

Ho detto ai miei uomini di aspettarmi.

Davide, so molto bene che tu e il Re non siete in buoni rapporti.

Sono stato mandato in missione dal Re.

Ti prego, sono giorni che non mangio.

Anche i miei uomini soffrono. Sono nascosti.

Ci basterebbero cinque pagnotte, ti prego.

Non ho pane comune.

E quello lì? Quello che hai appena rimosso?

È comunque pane sacro. Conosci la Legge di Mosè.

Conosco anche il pikuach nefesh.

Vi siete astenuti dalle donne?

Certo, lo giuro. Da tanto.

Si nascondono sulla collina, e mi aspettano da giorni.

Devi fare in fretta.

E ricorda…

Quello che sto per darti è sacro.

La vita è più sacra del pane.

Se Saul scoprisse che ti ho aiutato, me la porterebbe via.

- Lo so. - Ma non mi dispiace.

Qualcosa verrà, per tuo tramite. Lo percepisco.

Qualcosa di grande, di straordinario. Non so cosa.

Nulla sarà più grande o straordinario del gigante.

Lo vedremo.

Matteo?

Ti ringrazio, o Re vivente ed Eterno

per avermi generosamente restituito la mia anima.

Grande è la Tua lealtà.

Hai fame?

Come ti sei conciato?

È disgustoso.

Non hai sparso paglia fresca prima di stenderti?

No, e tu?

Certo che sì.

Ero distratto. Non ci avevo fatto caso.

Se ci dividiamo, faremo più in fretta.

Non ci divideremo.

Sarebbe più logico.

Gesù ti vuole rivedere vivo.

Hai detto che c’è da mangiare?

No, ti ho chiesto se hai fame.

- Sai cuocere le uova? - No.

Fai bollire l’acqua.

Metti le uova nell’acqua.

- No, no, no. - Che c’è?

Non sono un cuoco, per cominciare.

Nemmeno io, ma dobbiamo sostentarci.

Mentre prepari le uova come preferisci,

puoi anche organizzare il piano di oggi con me.

Va bene.

Sai, dovremmo considerare la possibilità

che non sia andata a Gerico.

Efraim o Betel?

No, troppa campagna da attraversare tra il campo e quei luoghi.

Lei preferisce la città.

- Pensi che sia qui? - Esatto.

Analizziamo il suo passato, quello che fa lei.

Ultimamente, fino a poco fa, studiava solo la Torah con te e Ramah.

Ho controllato la sinagoga. Lì hanno detto di non averla vista.

Tu come l’hai descritta?

Tu come lo faresti?

- Ha i capelli neri. - Lunghi capelli neri.

- Tutte le donne hanno i capelli… - A volte non riesce a coprirli tutti.

Potrebbe essere triste, o preoccupata.

Nient’altro?

È di una bellezza insolita?

Metti l’acqua nella pentola prima che si scaldi.

Va bene, Matteo.

Tutto bene?

Solo un’altra serata al Nomade.

Al Nomade?

Quasi non sono riuscito a fare le scale.

Mi ha portato in braccio Bacco.

Ehi!

Giù le zampe, ratto.

Allora, che stavi dicendo?

Oh, sì, che avevi descritto Maria al sacerdote…

Che cosa ha detto delle scale?

Quali fiori si possono mangiare?

La rosa, la borragine, il tarassaco.

È un po’ aspro, ma chi si lamenta?

Come mai sai tutte queste cose sui fiori?

Ho sempre vissuto in una famiglia povera.

Apprezziamo ciò che offre la terra.

Ma tuo Figlio è…

Mio Figlio è un nomade senza una casa

che non guadagna più con il lavoro di falegname.

E lo dici sorridendo.

Sorrido perché lui sta facendo quello per cui è nato.

E a volte questo significa che per qualche giorno avremo fame.

Ma almeno il suo tempo è giunto.

Ma se il Suo tempo è giunto, perché non riporta indietro Maria?

Non funziona così.

Allora come funziona?

A volte, Lui è un mistero per me come lo è per te.

Oh, bacche!

Velenose.

Vivevamo in Egitto, quando lui era piccolo.

Uno dei loro dèi si chiama Thot

e credono che possa esaudire i loro desideri, se eseguono dei rituali.

Il nostro Dio non fa così. Perché dovrebbe farlo Gesù?

Non può venire niente di buono dalla scomparsa di Maria.

Ne sei proprio sicura?

Lei era già sconvolta per qualche cosa

ancora prima che arrivasse l’uomo posseduto.

Simone e Matteo riusciranno a trovarla.

- Non vanno d’accordo. - Dovranno collaborare.

Potrebbe essere morta o ferita in un crepaccio da sola!

Perché Gesù usa il suo dolore per unire due uomini che non si sopportano?

- Non sappiamo se sia in pericolo. - È una donna sola.

Si trova in un territorio selvaggio,

oppure in una città pattugliata dai Romani.

Ramah.

Alcuni si fidano dei carri, altri dei cavalli.

Ma noi confidiamo nel nome del Signore, il nostro Dio.

Voglio diventare un’insegnante come Maria, un giorno.

Voglio essere in grado di scrivere i miei pensieri.

Lo farai.

No, sei lei non tornerà.

Non si risolve niente, preoccupandosi a vuoto.

Lavanda.

Si può mangiare la lavanda?

Io punto nove.

Nove è troppo alto.

Sono venuta qui con un solo shekel, ed ora guardate che bel gruzzolo, eh?

Come hai guadagnato il primo shekel, donna?

Cosa hai fatto per averlo?

Questi sono affari miei.

- Ehi! Vogliamo giocare o no? - Comincia pure.

Gioca.

Guardate come si fa. Guardate qua.

Forza!

Maledizione!

È la prima volta, Hohj, vero?

Sì, un altro.

Un altro.

- Non si prendono i due. - Non usiamo quella regola.

Stiamo giocando a…

Adesso io non gioco più. Ho finito.

Ehi, non puoi fare così! Merito una rivincita.

- Sì, quando? - Adesso!

Capisco.

Hohj si stava solo trattenendo, in realtà è un campione.

Vuoi rivincere il tuo denaro?

Sul serio?

Sarà al bancone del bar. Un altro.

Una donna dovrebbe stare al suo posto.

Vuoi dirmi tu quale sarebbe?

Che cosa facciamo quando abbiamo paura?

Diciamo le parole…

Diciamo le parole…

- Dov’è andata? - È per quello che hai detto.

Sedici.

Diciassette.

Diciotto.

Diciannove.

Sono diciannove porzioni. E noi siamo quindici?

- Quattordici, se Filippo non torna. - È vero.

E undici, se Matteo e Simone non trovano Maria.

Gerusalemme è a un solo giorno da qui.

Se quei quattro non dovessero tornare,

potremmo dividere le loro porzioni, ma alcuni resterebbero senza.

E se tornassero tutti? Non avremmo niente.

Forse Filippo starà da suo fratello.

Perché ti preoccupi tanto di Filippo? Questo…

Questo è il nostro ultimo pasto. Queste lenticchie.

Non abbiamo nemmeno mezzo pugno di farina.

- Ramah e Maria troveranno bacche. - Fa camminare gli storpi.

Guarisce i lebbrosi.

Perché non fa apparire cibo dal nulla?

Quando ero con Giovanni, a volte restavamo giorni senza cibo.

Altre volte, un battezzato ci regalava del denaro,

e mangiavamo come re per un giorno.

- Non mi sembra un ottimo piano. - Non ci pensavamo mai.

- Lui non crede nel denaro. - Non ci crede? Cosa sta facendo?

Lui dice che è una convenzione umana

assegnare valore alle cose e impossessarsi di ciò che è di Dio.

Forse gli serve solo un contabile.

Dovremmo mandargli Matteo.

Non è il momento di fare battute.

Va bene.

Stavo per unirmi agli Zeloti.

Cosa? Non me l’avevi mai detto.

Non me lo hai mai chiesto.

Allora, perché non l’hai fatto?

Per questo motivo.

Abbiamo già abbastanza regole da seguire.

Seicentotredici.

Seicentotredici.

Tutte le preghiere da recitare, le cose che non possiamo fare.

E poi anche gli esercizi da fare ogni mattina?

Devono essere in ottima forma, in fondo.

- Per gli omicidi. - Sì.

Ma rotolare giù dal letto ogni mattina e mangiare la colazione di mamma,

uscire in barca con papà mi è sembrata un’alternativa migliore.

Ma ora che è con noi, tecnicamente non è più uno Zelota, giusto?

Io ho una teoria che per alcune persone, come Giacomo e Taddeo, laggiù?

Quando sono stati chiamati,

hanno capito che questa vita è migliore di quella che avevano prima.

E poi c’è lui.

Anni di allenamento per una cosa.

Non si può abbandonare in un giorno.

Io sono più preoccupato per Simone.

Abbiamo tutti dei problemi.

- Ah, sì, i figli del Tuono. - Già.

Cosa penserà mamma?

Non lo so, forse sarà contenta che abbiamo un titolo.

Chissà cosa sta facendo Maria.

Non capisco perché Gesù abbia scelto Simone e Matteo per cercarla.

Matteo.

È come chiedere a una volpe e un pesce di cercare di lavorare insieme.

Cosa?

Non possono collaborare, si dice così.

Non lo dice nessuno.

Comunque…

In realtà, ci sono parecchie cose che non capisco.

Capisco alcune cose, ogni tanto.

Quando capitano cose buone, ma per il resto lo seguo e basta.

Io ho la brutta sensazione che ci vorrà molto tempo, per capire.

Per noi?

Per tutti.

Conosco luoghi come questo.

"Se faccio il mio letto all'inferno, tu ci sei."

Resta dietro di me.

Chi è il leone e chi il topo?

Quarto giro. Shoob.

Quarto giro. Shoob.

Forza, puntate.

Fate meno baccano. Cani ebrei.

Certo. Come no.

- Se non si può fare, allora non si può… - Scusate!

Avete visto una donna con lunghi capelli scuri?

Potrebbe essere agitata.

Voi siete amici di Lilith?

No.

Sembrava proprio Lilith.

Quella strega mi ha portato via tutto, agli astragali.

È Maria.

Sapete dove si trova?

Non può essere lontana. Cercheremo meglio, separati.

- No. - Incontriamoci alle stalle.

Non hai imparato niente, lì?

Maria sa badare bene a se stessa. Tu invece no.

Se tu fossi separato da Gesù per il tuo passato…

Non vorresti aiuto per poter tornare da lui?

D’accordo, separiamoci.

Nord, est, sud, ovest, eh?

- Io vado a nord. - Ragazzi?

Maria!

Credevo che fosse un sogno.

Riesci a camminare?

Io non vado da nessuna parte.

Dobbiamo tornare.

No, non posso.

Coraggio, Maria.

- Ci ha mandato lui stesso. - No. No.

Lui mi aveva già guarita una volta.

E ho peccato di nuovo.

Non posso andare da lui.

Io sono un cattivo, Maria.

- Matteo… - No.

Sono un egoista, da tutta la vita.

Senza fede.

Io ho davvero fede in Lui.

Però non in me.

Io sto studiando la Torah e Dio, grazie a te.

Studio di più, perché tu sei una brava allieva.

Ricordi quando eravamo da Zebedeo

e calarono l’uomo dal tetto rotto?

Lo abbiamo fatto insieme,

e hanno incontrato Gesù grazie al tuo interessamento

e alle tue buone idee.

E Ramah sta iniziando a leggere e scrivere grazie a te.

Lui ti ha salvato perché facessi queste cose.

Va bene. Va tutto bene.

- Dov’è il tuo fazzoletto? - Prendi l’acqua, per favore?

Sto bene.

Sì. Certo.

Vado a prendere l’acqua.

Ha solo ordinato a uno di raccogliere il suo giaciglio durante lo Shabbat?

Ha invocato il titolo “Figlio dell’Uomo”, del profeta Daniele.

Sì, lo fanno in molti.

E prima ha fatto qualcosa a Cafarnao,

ma forse non era neanche lui.

- Certo che era lui. - Va bene.

- E il tuo secondo testimone… - Il mio collega, Giuseppe.

Ma lui non era alle piscine e nemmeno tu.

Io ero là.

Mi dispiace, ma queste prove non bastano.

Il capo del sinedrio non ha tempo da perdere per queste minuzie.

Minuzie!

Se posso permettermi una domanda,

quale violazione delle immutabili Leggi di Dio

dovrebbe ritenere degna della sua attenzione?

Tu non hai ascoltato, Yanni.

Proprio come non hai fatto in passato.

Ecco perché ricopri ancora un incarico umile.

Vorrei saperlo anche io.

Quali altre violazioni sono degne della sua attenzione?

Dei seicentotredici comandamenti, ce ne sono alcuni che,

quando posti gli uni contro agli altri in certe circostanze,

arrecano dolore al nostro popolo, che già soffre.

Ma la legge del Signore è perfetta. Ristora la vita…

Per ora torniamo alla questione dei testimoni.

Nella Torah, che numero di testimoni è necessario

per stabilire un fatto con giudizio?

Due.

E se un marito muore e la moglie è l’unica testimone della sua morte,

lei cosa diventa?

Una vedova?

Una agunah, una donna abbandonata, perché non c’è un secondo testimone.

E se lei si risposa…

Diventa un’adultera e i figli illegittimi.

Ebbene, non vedete crudeltà, in questo?

Queste sono le leggi che Simeone,

come suo padre, Hillel, cerca di modificare.

Lui si preoccupa delle donne, delle vedove,

degli emarginati, dei vulnerabili.

Voi pensate a chi sposta un giaciglio durante lo Shabbat!

La blasfemia non è certo innocua!

Dunash, pensa al suo peso politico.

Sto solo dicendo che Simeone ora è estremamente impegnato.

E non sprecherà le sue energie su questo caso.

Shalom.

Minuzia? Ordinare a qualcuno di violare lo Shabbat in aggiunta alla blasfemia?

Per il capo del Sinedrio sarebbe una minuzia?

Dunash non ci ha prestato ascolto.

È arrogante perché crede di avere l’ultima parola.

Crede di poterci trattare con sufficienza.

Non c’è speranza.

No.

Abbiamo appena cominciato.

Possiamo chiedere all'altro, adesso. Quello più rigido.

Shammai?

Speravo di alzare un polverone con il capo del Sinedrio,

ma forse Shammai reagirà ai nostri racconti con tale furia,

che andrà bene ugualmente.

Una volta, durante la Festa dei Tabernacoli,

la figlia di Shammai ha partorito.

Samuele.

È salito sul tetto della camera dove lei e il bambino giacevano

e ha aperto un buco nel soffitto, per farla diventare una sukkah!

Sì, e le sue parole sono sempre ascoltate nel Sinedrio.

Ma se scoprisse che siamo passati da Simeone?

Non ti preoccupare.

Glielo diremo noi stessi.

Shammai e Simeone sono rivali da tempo.

E noi abbiamo una questione legale per la quale Simeone non ha tempo.

È l’occasione perfetta per Shammai.

Simeone non riuscirà a spiegare il motivo per cui non ci ha presi sul serio.

Perché serve tutto questo?

Grazie a Dio, sei viva!

Che succede?

Filippo ci ha dato una notizia.

Giovanni Battista è stato arrestato.

Si trova nella prigione meglio sorvegliata di Erode.

Massima sicurezza.

È stata molto dura. Sono stati violenti. Lo hanno picchiato.

Gesù lo sa?

Andrea ha saputo?

Dimmi che è finita.

Non dirmi che andrà tutto bene.

Hai bisogno di qualcosa?

Lui dov’è?

Nella sua tenda.

Dovrei aspettare?

No. Ti porto da lui.

Non è per te.

Stanno succedendo molte cose, ora.

È un piacere riaverti tra noi.

Non so cosa dire.

Io non richiedo molto.

Io…

Mi vergogno tanto.

Tu mi hai redenta e io ho gettato tutto alle ortiche.

Non è una vera redenzione, se si può perdere in un solo giorno.

Io ti devo ogni cosa.

Ma non credo di potercela fare.

A fare cosa?

Esserne all’altezza.

Ripagarti.

Me ne sono andata,

sono tornata nei luoghi del mio passato, e poi sono…

Non sono nemmeno tornata da sola.

Sono venuti a prendermi.

Non ne sono all’altezza.

Beh, è vero.

Ma non è necessario.

Io voglio il tuo cuore.

Il Padre vuole solo il tuo cuore.

Dacci soltanto quello che hai già.

Il resto verrà dopo.

Credi davvero che non lotterai, né peccherai più?

So che quel momento è stato doloroso per te.

- Non avrei dovuto. - Un giorno.

Ma non qui.

Mi dispiace tanto.

Guardami.

Non posso.

Invece puoi.

Guardami.

Io ti perdono.

È finita.

Sicuro che sia per sempre?

Sì, “prigione a vita” significa questo.

Hanno firmato la dichiarazione sul posto.

Col sangue.

Non lo rivedremo mai più.

Potremmo liberarlo.

Conosco delle persone.

Gli Zeloti contro un esercito.

Pagherei per vedere una tale lotta.

Ma lì c’è la massima sicurezza.

Sarà ancora più divertente.

No.

No.

Non fai più parte di quell’ordine. Tu sei uno di noi.

- Non dovremmo limitare le nostre opzioni. - Ora non è il momento giusto.

La situazione è peggiore di quanto pensi.

Come può essere peggiore?

Non mi era mai capitato, prima di conoscere voi.

Scusa l’interruzione, Maestro. Sembra che ci sia…

Fallo entrare, Matteo.

Maestro.

Tommaso.

Mi rendo conto di ciò che sta accadendo, e forse non è il momento giusto.

Di che si tratta?

Sono rimaste lenticchie solo per questa sera

e poi avremo finito tutto il cibo.

Non è rimasto altro?

Mi dispiace tanto, Maestro.

Sembra una questione da sottoporre a mio Padre.

Preghiamo?

Beh, è quasi lo Shabbat, dopo tutto.

C’è una sinagoga qui vicino.

Qui intorno c’è solo Wadi Qelt e lì non danno pasti gratuiti.

Di’ a tutti che andremo là domattina.

- Shabbat shalom, Rabbino. - Shabbat shalom, Lamech.

- Sei già stato in questa sinagoga? - No, mai, Simone.

Perché proprio questa, Maestro? Non compare nelle mappe.

È un’ottima domanda.

Avete notato che ovunque siamo andati,

siamo sempre stati fraintesi?

- Decisamente. - Decisamente.

È un periodo molto complicato.

È triste che Maria non sia stata accolta nella sinagoga di Gerico,

quando è arrivata in difficoltà.

L’hanno cacciata via?

Non ce lo ha detto.

Suvvia, è una donna.

Non si aspettava il loro aiuto, ma ne aveva bisogno.

Per non parlare di Giovanni.

Diciamo che sento la nostalgia delle piccole città.

"Nessuno nato da un’unione proibita entrerà nella comunità del Signore.

Neppure alla decima generazione,

uno dei suoi discendenti entrerà nella comunità del Signore.

Nemmeno l’Ammonita e il Moabita entreranno nella comunità del Signore.

Neppure alla decima generazione,

i discendenti entreranno nella comunità del Signore, mai.

Perché non vi hanno aiutato con il pane o con l’acqua sul cammino. "

- Shalom. - "Neppure alla decima generazione…"

- Sei nato così? La tua mano. - "…entrerà…

- nella comunità del Signore, mai." - Posso vedere?

"Perché non vi hanno aiutato con il pane e con…"

Scusami!

Che cosa fai?

Come ti chiami?

Elam.

Il tuo amico, Elam, ha una mano offesa.

Sei un guaritore?

Non è concesso curare, di Shabbat.

Chi di voi che, avendo una pecora, se cade di Shabbat in un fosso

non la prende per salvarla?

Chi sei tu per parlare qui in questo modo?

Ora, quanto è più prezioso quest’uomo di una pecora?

- Smettila immediatamente! - Vieni qui. Qui con me.

Tranquillo.

Elam, siediti! Non conosciamo quest’uomo.

Se fosse uno sciamano?

Cosa è lecito, nello Shabbat, fare del bene o del male?

Salvare una vita, o perderla?

- La malattia non gli minaccia la vita. - Né influenza la sua salute.

Dammi la mano.

Ora stendila.

È bello, eh?

Se fosse stato il suo destino, l’avrebbe guarito Dio.

Argomento interessante.

Vai fuori!

Volentieri.

Sacrilego!

Ma cos’hai che non va?

A quanto pare, tutto.

Fermo! Torna qui!

Come osi!

Manderanno le guardie della città a inseguirci?

Credo che fossero loro le guardie.

Allora, per chi di voi che non ha visto, ha interrotto la lettura

semplicemente mettendosi accanto a questo uomo con la mano offesa…

Poi il sacerdote gli ha detto…

Cosa?

Raccogliere o mietere di Shabbat.

Oh, sì.

Mi dispiace, avevo fame e non ci ho pensato.

Potete.

Via, indietro.

Fate passare.

Ti sei preso gioco della nostra sinagoga e della Torah.

Ci dirai il tuo nome, la tua famiglia, il tuo…

Prima tu e ora i tuoi discepoli

vi prendete gioco della legge dello Shabbat.

Non avete letto ciò che fece Davide

quando egli e i suoi compagni ebbero fame?

Entrò nella casa di Dio, al tempo del sacerdote Achimelech.

E mangiò i pani della Presenza,

che a lui non era concesso mangiare, solo ai sacerdoti.

Tu osi anche paragonarti a Davide!

Quella era un’emergenza!

Non avete letto la Legge che nel giorno di Shabbat,

i sacerdoti violano il riposo dello Shabbat, ma senza colpa?

Quelli sono Leviti!

Tu sei un Levita? Discendi dai sacerdoti?

Ora io vi dico:

Qualcosa di più grande del tempio è qui.

E se capiste cosa significa: “Voglio misericordia, non sacrificio”

non condannereste degli innocenti.

Lo Shabbat esiste per l’uomo, non l’uomo per lo Shabbat.

Così, il Figlio dell’Uomo, è Signore, anche dello Shabbat.

Il Figlio dell’…

Andiamo.

Quel titolo, “Figlio dell’Uomo”, agita molto le persone.

- Perché? - Te lo spiego dopo.

Non la leggeranno nemmeno.

Questa è Wadi Qelt, non Betania, o Gerico.

Dimenticano persino di inviarci le comunicazioni

delle modifiche liturgiche.

E se invece non li avvertissimo?

Allora sarebbe un’omissione.

Ci sono anche delle donne che lo seguono. Tre!

- Scrivilo. - Se non è scandaloso questo…

Il Sinedrio ha altro a cui pensare, tra Roma, le fazioni,

gli Zeloti, le proteste, Erode e Cesare.

La sua attenzione è divisa.

Chi l’avrebbe immaginato?

Qualcuno che si proclama Figlio dell’Uomo.

Colui che vide l’Antico dei Giorni.

E il Signore dello Shabbat, che entra nella nostra sinagoga?

Wadi Qelt. Gerusalemme.

Davide. Golia.

Forse c’è speranza per i piccoli.

Gli emarginati.

O forse lo considereranno soltanto un altro pazzo lunatico,

un blasfemo che attira l’attenzione.

E la nostra lettera finirà in fondo a una pila su una scrivania.

Potremmo andare a Iotapata.

Ci sono persone importanti tra i rivoltosi.

Potremmo dirlo anche a loro.

Sì.

Faremo entrambe le cose.

Chissà?

Non possiamo fare altro che denunciare i fatti come è nostro dovere.

E pregare.

Per cosa?

Per la giustizia.

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