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Original subtitles

Il posto è questo, figli miei.

Shalom, amico mio.

Non conosco quella parola.

È una cosa che diciamo in famiglia. È solo un saluto di pace.

Qui non ne troverete, temo.

- Sono Giacobbe. - Yassib.

Yassib, ti offrirei qualcosa da bere,

ma come vedi, abbiamo appena iniziato i lavori per il pozzo.

Hai comprato la terra dai figli di Camor?

Per soli cento pezzi di denaro. Ci credi?

Ci credo ogni volta

che i prìncipi di questa terra ingannano un forestiero.

Maledirai il giorno che sei venuto qui.

Secondo te quale sarebbe un prezzo onesto?

Zero pezzi di denaro, zero capre.

Ho 12 figli per lavorare la terra e quando avremo trovato l'acqua…

Non troverete mai l'acqua.

La pioggia recente fa sembrare la terra fertile,

ma il fiume sotterraneo scorre intorno alla montagna, non qui.

Il Signore si prende cura di noi.

Questa è la Cananea. Gli dei non sono buoni, qui.

Non rimarremo a lungo. Siamo di passaggio.

E che cosa cercate?

Una terra che il nostro Dio ha promesso a mio nonno Abramo.

A tuo nonno?

Hai notato che gli dei promettono sempre molte cose,

ma non le mantengono mai?

A volte occorrono generazioni.

Fa' come vuoi.

Come si chiama questo tuo dio, a proposito?

El Shaddai.

Non lo conosco.

Non lo conoscono in molti, ma credo che in futuro lo conosceranno.

Non avete una casa.

- Dov'è il tempio del tuo Dio? - Non ha un tempio.

- Allora dove lo venerate? - Ovunque andiamo.

- Non lo portate con voi? - No.

- Non ci sono idoli che lo ritraggono. - È invisibile?

Sì. Beh, di solito.

C'è stata una volta che mi ha slogato il femore.

No, no, no. Ho sentito abbastanza.

Di tutti gli dei tra cui scegliere, tu ne hai scelto uno invisibile

che fa promesse che richiedono generazioni,

che ti fa viaggiare per il mondo in una terra straniera e ti picchia?

È una scelta molto strana.

Oh, i migranti.

Non lo abbiamo scelto noi.

Padre.

Ci ha scelti lui.

26 D.C.

Sai.

Quando si è aperta la porta, ho sperato che fosse un ladro o un assassino,

che ponesse fine alla mia sofferenza.

Mi dispiace deluderti, ma…

c'è una cosa che devi fare per me, prima.

Avvicinati. Non ti vedo.

Hai i capelli arruffati e il volto rosso. Perché?

Lo sai il perché.

Se tornassi a vivere con me,

potresti andare al pozzo con le altre donne, nel fresco del mattino.

Non è vero. Potrei andare con loro, se fossi… rimasta con Ramin.

Comunque, quanto ti serve?

Non sono qui per il denaro.

Ho portato una richiesta di divorzio. Quello che devi fare è firmarla.

Solo l'uomo può divorziare sua moglie. Non il contrario, Fotina.

- Ecco perché il documento è a tuo nome. - Perché dovrei divorziare?

Vivo con un altro uomo.

E allora? Non hai fatto lo stesso con me?

- Sapevi perché ti ho sposato. - Per la stabilità.

Lo splendore svanisce in fretta.

Il Pentateuco dispone di divorziare una moglie, se giace con un altro.

Ma sentila che parla del Pentateuco.

- Cosa devo fare? Portarlo qui? - Sì.

Vorrei vedere l'ultimo donnaiolo bavoso che hai irretito.

Sbrigati, prima che si annoi, come gli altri.

Lo vuoi firmare o no?

Fammi vedere.

No.

Ti prego.

Mi preghi?

Sei di mia proprietà, Fotina, e non mi piace condividere le mie cose.

E poi è fuggito dal Quartiere Rosso. È quasi inciampato nella tunica.

Un fariseo che corre?

- Diciamo che non ce lo vedo. - Shula!

Ho pensato che sarebbe caduto, e allora mi avrebbe arrestata.

Con la tua fortuna, Rivka, poteva succedere, eh?

L'ho pensato davvero. Lilith è scomparsa per sempre, quel giorno.

- Ora è Maria. - Lo è sempre stata.

Qualcuno vuole altra uva? Barnaba, tu mangi molto.

- Osservatore acuto, Matteo. - Grazie.

Simone?

Sai, Matteo, quando non sei dietro le sbarre, sei quasi bello.

- Sono d'accordo. - Rivka.

Che succede?

Posso aiutarvi?

Stavamo passando e abbiamo sentito delle voci.

Ci è parso di sentire…

- Ma è impossibile. - Eppure sei tu.

- Volete entrare? - Non lo faremmo mai.

Non entreremmo neanche morti in una…

- Nella casa di un esattore? - Non solo quello. Ma con una…

Sai che lei… e anche lui… Sono…

Sembra che abbiate difficoltà a trovare le parole.

Perché il vostro maestro mangia con esattori e peccatrici?

Un medico non visita chi è sano, ma chi è malato.

Devo dire che sono sorpreso.

Lei è del Quartiere Rosso,

e ciò che fa laggiù non posso pronunciarlo con la bocca

e neanche pensarlo, da quanto è empio.

Il solo menzionarlo mi renderebbe impuro.

- Sembra un problema personale. - Ma lui…

E gli altri con cui lavora

tradiscono il nostro popolo per denaro e non si vergognano.

Se siete offeso, andatevene.

Lascialo parlare, Andrea.

Non hanno mai offerto un sacrificio, al tempio.

- Il sacerdote ha un registro? - Gli esattori non entrano al tempio.

Li accettereste, se facessero sacrifici?

Non si tratta di me, ma di ciò che vuole il Signore.

State dimenticando il rotolo di Osea.

Tenete a mente questo.

"Desidero la misericordia più del sacrificio."

Ci sono molti uomini giusti che vi cercano

e che pesano ogni singola parola che dite.

È una minaccia?

Per favore, riferisci questo, Yussif.

Non sono venuto a chiamare i giusti… ma i peccatori.

Tutto sotto controllo, qui?

Sì, stavamo andando via, centurione.

Primus Ordo, per voi.

Primus Ordo.

Voi continuate a mangiare. Parlo io con lui.

Gaius.

Hai commesso un errore. Ma puoi ancora andartene.

Ho fatto la mia scelta.

Guardati intorno.

A parte Rom e Jahaz, che sono due rispettabili esattori delle tasse,

tutti gli altri sono la feccia di Cafarnao.

- Gaius, abbassa la voce. - Il fondo del barile.

Germanico, giusto? Non è così che ti ha chiamato Quintus?

- Non cambiare argomento. - Il tuo popolo si è arreso.

Anch'io mi arrendo.

La tua promozione è meritata.

Starai bene senza me. Anche meglio.

- Come? Devo a te la promozione. - Questo non è vero.

Non far finta di non capire. Sai bene cosa è successo.

- Potresti ringraziarmi. - Non ho intenzione di farlo.

In tal caso… potresti fare una cosa per me.

- Ti pagherò, se serve. - Non voglio i tuoi soldi.

Di che favore si tratta?

Non hai provato il tuo discorso con me.

Non è importante.

Hanno deciso di onorarti per le grandi opere che hai fatto qui.

Falli emozionare.

Dirò solo qualche parola estemporanea.

Sei uno di quei rari uomini

che eccellono nei discorsi preparati quanto in quelli improvvisati.

E tu non sei colpevole di parzialità, vero?

Non sono parole mie.

Lo ha detto Caifa all'ultima cena dello Shabbat.

Voleva solo lusingarmi.

Non c'è altri che Dio al di sopra del Sommo Sacerdote.

Che cosa spererebbe di ottenere, adulandoti?

Non mi ha fatto i complimenti per la cena.

Ti ricordi quell'ultima cena, quando Enos ha cantato per Avila?

Lei era raggiante, mentre lui cantava per il bimbo nel suo grembo.

Vederli così mi ha commosso.

Te li immagini Moshe e Gedeone?

Il modo in cui appoggiano il mento sulla tavola,

mentre tu canti l'Eshet Chayil?

È questo il significato dello Shabbat.

La famiglia.

Insieme attorno a un tavolo.

Con i piatti dorati di mia madre.

Con le candele di tua nonna, che possa riposare in pace.

Mi manca tanto.

Se tua nonna potesse vederti oggi,

ricevere l'onore più alto che questo ordine abbia mai conferito…

non potrebbe contenere l'orgoglio.

Ricordo bene che c'era un'incisione… sull'uscio della sua camera.

Adonai El Roi. Il Dio…

Il Signore che mi vede.

Sono parole di Agar.

Ha sempre amato la storia di Agar in cui era…

invischiata in un fatto complicato e pericoloso,

ma… non per sua scelta.

Eppure… Dio l'ha vista.

E Lui sapeva…

che il cammino che le era stato imposto non sarebbe stato facile.

Quando ci imbattiamo in strade difficoltose, Lui ci trova e ci sostiene.

Oppure è Lui a condurci lì?

Mirra persiana.

E canfora.

Per commemorare il nostro ultimo giorno qui.

L'ultimo giorno.

Nicodemo.

Amo la nostra vita.

La amo anch'io.

Allora riprendiamola.

Ho… cambiato idea.

È meglio… se preparo un discorso.

Mi ci vorrà un po'.

Gaius.

- Pretore. - Proprio l'uomo che volevo vedere.

Entra pure.

Che metodi stiamo usando per disperdere la folla che ostruisce il transito?

Pattuglie di ronda, soldati a cavallo, e in caso, la forza.

Non abbastanza forza. E a che servono i soldati a cavallo,

se non hanno mai visto nessuno finire travolto?

- Chiedo venia? - L'inviato di Erode era in ritardo.

Un mio rivale d'infanzia. Eri presente.

Ho chiesto a Matteo, mi ha detto di mostrargli i progetti.

- Spero abbia funzionato, padrone. - Eccome.

Finché Silvio non è stato bloccato da un fuggi-fuggi mentre usciva.

Ho subito una tronfia ramanzina. Che non succeda mai più.

Sì, Pretore.

Vedo che sei solo.

Suppongo significhi che hai trovato una guardia per il tuo amico.

È stato addestrato e incaricato un nuovo uomo.

Bene.

E sto valutando le domande per il posto di esattore in quel distretto.

Quale distretto?

Il distretto di raccolta che era stato assegnato a Matteo.

E perché mai?

Matteo se n'è andato.

- Si è licenziato, padrone. - Cosa significa si è licenziato?

- Glielo hai permesso? - Aveva un contratto.

Non potevo fare altrimenti.

- E cosa fa, ora? - Vuole diventare uno studente.

Di cosa? Non costringermi a farti altre domande, Primus.

Vuole studiare il Dio ebreo.

Se n'è andato per seguire un sant'uomo, l'uomo del ghetto orientale.

E questo è tutto ciò che so.

Non mi piace per niente quell'uomo.

- Fratelli. - Altro cibo dalla mia Immà.

Stavolta è anche di più.

Pensa che ci sciuperemo in sei giorni di cammino.

- Tre. - Tre?

Andiamo a Gerusalemme di corsa?

Non va bene per Simone, non può correre.

Beh, ho le tibie fragili.

Se la smettessi di batterti con Gerosafat ogni settimana…

- Calmi, ragazzi, calmi. - Ho smesso di fare a botte.

Simone, sei quieto, stamattina.

- Ci attende un viaggio molto lungo. - Più breve di quanto pensassi.

Vi spiegherò più tardi.

Simone, a cosa pensi?

Niente, sono emozionato per il viaggio.

- Puoi dirmi la verità. - Vuoi dire che non sai già a cosa penso?

Affronteremo questo argomento un'altra volta.

Ma adesso…

Sono l'unico qui che è sposato.

- Dovrei chiamare solo persone single? - Certo che no.

Sono lieto di essere qui.

Ma Eden sarà sola con la sua Immà.

E hai paura che possa peggiorare mentre sei lontano.

Visto? Ecco cosa intendo. Tu già lo sapevi.

Simone, tutti qui sanno quello che pensi, di solito.

Non serve la sapienza divina.

Congratulazioni per il vostro rilevante contributo, Rabbino.

- Vi saremo eterni debitori. - Sia lode al Signore.

Sia lode al Signore.

La cerimonia è stata magnifica, maestro.

I vostri commenti perspicaci sono stati fedelmente registrati per gli archivi.

Grazie, Samuele. Anch'io ti sono grato per i tuoi servigi.

Grazie.

Prevedo che diventerai un capo importante di questo ordine per molti anni a venire.

Forse non solo qui a Cafarnao, Rabbino.

Forse un giorno insegnerò in tutta la Giudea.

- Forse a Gerusalemme. - Forse sì, Samuele.

Non è un'idea ridicola, vero rabbino?

In fondo ho studiato sotto la vostra venerabile tutela.

Come cresce la vostra reputazione, anche le mie prospettive.

Credo che potrebbe essere ardito provare a prevedere un esito.

Il nostro lavoro è per Dio. È Lui che sceglie il nostro destino.

Saggio come sempre, Rabbino.

Ma sotto la vostra guida…

ho trovato un argomento che mi appassiona profondamente.

Uno che interessa molti, persino nella lontana Gerusalemme.

Sono lieto di cogliere tanto fervore, Samuele.

Dimmi, cos'è che adesso ti appassiona tanto?

I falsi profeti.

Quando ho sentito quell'uomo che perdonava al paralitico i suoi peccati,

ho pensato: "Solo Dio può perdonare i peccati".

E in quel preciso istante, lui mi ha guardato

e ha ripetuto i miei pensieri come se li stesse leggendo.

Ho provato la stessa cosa. Ha usato la divinazione, mi sono chiesto?

E invece era ovvio. Certo che pensavo quelle cose.

Si è proclamato il Figlio dell'Uomo, come diceva il profeta Daniele.

- Qui, nella città del mio Ordine. - Quello viene da Nazareth, non dal cielo.

A lui diede il potere, la gloria e il regno.

Popoli, nazioni e lingue lo servivano.

È solo un uomo. Io stesso non lo capisco più di…

Il suo potere è un potere eterno, che non tramonterà mai

e il suo regno è tale che non sarà mai distrutto.

Quell'uomo dichiara di essere Dio, e voi non avete detto niente.

Scriverò a Gerusalemme,

chiedendo di cercare negli archivi tutti i documenti

pertinenti a una tale falsa profezia.

Vi opporrete alla mia petizione, Rabbino? La domanda di ogni uomo

che leggerà il mio rapporto sarà: "Che cosa ha fatto Nicodemo?"

E così si tratta soltanto di politica e ambizione, non è vero?

Non servire Dio.

Al contrario, maestro. Si tratta della legge.

E la legge… è Dio.

Se verrò ricompensato, è perché ho imparato dai più saggi.

Io non mi opporrò alla tua petizione.

E, Samuele.

Tu non hai imparato niente da me.

Dov'è Simone? Non può accendere un fuoco?

- È fuori, Immà. - A pesca?

No. Da un'altra parte. Stai ferma.

Riposati.

Eden.

Gesù?

- Non mi aspettavo di vederti qui. - Me lo dicono in tanti.

Posso offrirti qualcosa da bere? Stavo attizzando il fuoco.

L'hai visto per prima, sai?

Che cosa intendi?

Ciò che vedo in Simone.

Sei stata la prima a notarlo, prima di tutti gli altri.

Siamo simili.

Mia madre dice che mi attraeva la sua irrequietezza, che me ne sarei pentita.

Chissà cosa dirà adesso.

Andiamo a vendere le reti. Torniamo presto.

Resta qui un momento, Simone.

Volevo solo lasciare dei soldi a Eden e Immà, per aiutarle.

Posa quelle reti e stai vicino a tua suocera.

Va tutto bene.

Gli ho chiesto di fare sacrifici e di lasciarsi tutto alle spalle per me.

Tu sei un corpo solo, con lui.

Non può fare sacrifici senza che li faccia anche tu.

Anche tu hai un ruolo da svolgere.

Davvero?

Lo conoscerai più avanti.

Non posso fare niente per rendertelo più facile.

Romperesti una tradizione.

È vero. È così da molto.

E continuerà ad esserlo.

Ma io ti vedo.

Lo comprendi?

Lo so, non è facile stare a casa,

quando tuo marito si allontana… per questo.

Anche se la cosa ti emoziona, in fondo, e ne sei orgogliosa.

Quindi, non chiederei mai a te di farlo, senza occuparmi di qualcosa.

Vuoi dire…

Inoltre, Simone è già un uomo difficile.

Pensi che vorrei viaggiare con lui che pensa a casa?

- No. - No, non lo vorrei.

La febbre è alta. La fronte scotta, quando la tocco.

- Chiamiamo un dottore. - Non serve.

Lasciala.

Chi sei tu?

Lui è Gesù di Nazareth.

Non lo avevi mai incontrato.

- Benvenuto a casa di mio genero. - Grazie.

- Che ci faccio, a letto? - Avevi la febbre alta.

E perché siete tutti qui a fissarmi?

- Dasha, ferma. - Che nessuno si muova.

Vi porto qualcosa da bere.

Andrea, fai il bravo e vai ad attizzare il fuoco.

Arrivo.

Vediamo.

Segale e burro per Simone, semi di melograno.

Grazie.

- Formaggio di capra. - Grazie.

Al tuo amico piace il formaggio di capra?

Sì, mi piace tantissimo.

Meglio se vado a… mangiare… il formaggio.

- Grazie. - A me?

E per cosa?

Per obbedirgli e seguirlo.

Lo hai portato qui.

Simone? Vuoi le pesche o le prugne?

Belle mature, eh? Senti.

E tu? Ma certo, prendile.

- Arance. - Due.

Prugne!

- Splendide sete dalla Fenicia, le volete? - Sì.

Non servo la tua specie.

- Che specie sarei? - Lo sai quello che sei.

Beh…

Per tua fortuna…

Io mi servo da sola.

Per fermarmi sarai costretto a guardarmi.

Traduci l'editto in aramaico, latino e in greco,

così nessuno potrà ignorarlo.

Per ordine di Roma, punibile con detenzione e imprigionamento,

gli assembramenti religiosi fuori dalla sinagoga sono tassativamente vietati.

VIETATI GLI ASSEMBRAMENTI RELIGIOSI

Gesù di Nazareth è ricercato per un interrogatorio.

Dovremmo esserci tutti.

- Ci siamo tutti? - Sì, siamo tutti qui.

Non manca nessuno?

Guardate qui.

- Cos'è? - Non lo so. Vediamo che c'è.

Oro.

Un amico lo ha lasciato per noi.

È sufficiente per due settimane intere.

Ti mancava così poco.

Che vuoi dire?

Dobbiamo andare, se vogliamo fermarci a Tiberiade, stasera.

Simone ha ragione. Andiamo.

Vuoi indossare quella?

Per il viaggio.

Sono i miei vestiti. Dovrei averne altri?

Salute.

- Ìsabel, chi è? - Un romano.

Che c'è? Che succede?

- Che voleva dire con "seguimi"? - È tutto ciò che ha detto.

- Matteo non ha esitato. - Ma seguirlo dove?

Ascolta, sono sicuro che ritornerà in sé.

In sé?

- Conoscete mio figlio? - E tu?

Al momento crede che quest'uomo sia un profeta.

L'uomo che ha guarito il paralitico da Zebedeo.

Farei attenzione a usare quella parola, guarito.

Non sappiamo che trucco o illusione possa aver utilizzato.

- A Matteo non interessano i trucchi. - E nemmeno il vostro Dio.

O così pensavo.

Matteo ha sovvertito la sua vita per seguirlo.

- Una vita peccaminosa. - Non prende le decisioni alla leggera.

Questo è vero.

Quando l'ho visto due giorni fa, non sembrava se stesso.

Ma non immaginavo che si preparasse a questo.

Mi ha chiesto di consegnarvi alcuni effetti personali.

- Adonai in cielo. - La chiave della casa.

Comprata a spese del mio popolo. Non la accetterò.

Se lo aspettava.

Vendetela, regalatela, bruciatela. Non importa.

Non bruciatela.

Il resto è qui fuori.

Matteo.

Cosa?

Perché?

Matteo ha detto che i ladri ti hanno fatto chiudere.

- Sì, ma… - E ora devi viaggiare molto per lavoro.

- Sì, ma ho i permessi. - Non capisci? È pericoloso.

Tua moglie rimane sola a casa per lunghi periodi.

Ci sono malintenzionati che lo odiano.

Io…

- Come funziona? - Un'ultima cosa.

Se ricevete notizie da lui o su dove si trova,

contattatemi immediatamente.

- È ricercato? - Non ufficialmente.

Ma se Gesù di Nazareth ritornasse a Cafarnao,

il pretore vorrebbe… interrogarlo.

Sarebbe nell'interesse di tutti se mi avvisaste prima.

Abbiamo capito.

E voglio che sappiate…

Beh.

Vostro figlio mancherà a molti.

Hai sentito, caro? Matteo ha degli amici.

Avete fame? Ci siamo quasi.

Che città è questa?

Esdrelon. La città più a sud della Galilea.

Da lì proseguiremo a est fino al Giordano. Maestro, dove vai?

Ti serve qualcosa?

Di qua, amici.

Scusa, ma la mappa mostra che Esdrelon è a due miglia da qui, a sud-est.

Lì troveremo la strada per il Giordano.

Dobbiamo modificare il percorso di 30 gradi.

Non andremo sul Giordano. Passeremo per la Samaria.

- Ci stai prendendo in giro? - C'è un posto che devo vedere.

E poi, accorceremo il viaggio quasi della metà.

Ma raddoppieremo il rischio di essere aggrediti.

È una statistica esatta?

Perdonami, maestro, ma è più sicuro aggirare la Samaria

passando per il Giordano.

- Mi seguite per stare al sicuro? - Ma maestro, sono Samaritani.

Ottima osservazione, Giacomo. E allora?

Maestro. Quelli hanno profanato il nostro tempio

con ossa umane. Ci odiano.

Hanno combattuto contro di noi nella guerra con i Seleucidi.

Non ho mai parlato con un samaritano.

Noi abbiamo distrutto il loro tempio cento anni fa.

Nessuno di voi qui era presente in nessuno di tali eventi.

Ascoltate, se dobbiamo fermarci a discutere

ogni volta che facciamo qualche cosa di nuovo,

sarà viaggio molto fastidioso per tutti noi.

Andrà tutto bene.

E se verremo aggrediti, Simone vi mostrerà cosa fare.

- Assolutamente. - Bene. Ora seguitemi.

Abbiamo mangiato l'ultimo pane di Salome, ieri.

Maestro, dobbiamo andare a comprare del cibo.

Usiamo l'oro che ci hanno donato.

Molto bene.

C'è una città a un miglio a ovest. Sichar.

Voi andate. Io resto qui.

Dovrebbe restare qualcuno con te. Non si sa mai.

Me la caverò. Vediamoci a quel pozzo, quando tornate.

Mi daresti da bere?

Mi hai sentito?

- Va proprio male, eh? - Che cosa?

Tu che sei Giudeo chiedi da bere a me, una samaritana?

Per di più donna?

Ti chiedo scusa.

Dovevo dire per favore.

- Non è sicuro per te stare solo qui. - Neanche per te.

Perché non vieni con le altre? E perché vieni così tardi?

Le donne non vengono qui quando fa più fresco?

Sì, beh. Nessuna vuole essere vista con me,

quindi devo venire qui a mezzogiorno, come mi hai gentilmente ricordato.

Perché ti stanno lontane?

È una lunga storia.

Gradirei avere comunque un po' d'acqua, se puoi condividerla.

Incredibile cosa può fare una gola arsa.

Io non sono… immonda, per te?

Non sarai contaminato dal mio otre?

Forse alcuni del mio popolo dicono così delle vostre donne. Io no.

Ah, sì? E tu cosa dici?

Dico che chi sa chi sono chiede a me di dargli da bere.

Davvero?

- E io gli darei l'acqua viva. - Ma dai.

Solo che non hai niente con cui attingere e il pozzo è profondo.

E poi, che cosa vuoi da me, se hai già la tua scorta di acqua viva?

È una lunga storia.

L'acqua giudea è più buona dell'acqua samaritana?

Non l'ho detto.

Sei migliore del nostro antenato Giacobbe che scavò questo pozzo?

- La tua acqua è migliore? - Conosco Giacobbe.

E tutti coloro che bevono quest'acqua avranno di nuovo sete.

Ma chi beve dell'acqua che io gli darò…

non sentirà mai più sete.

Sarebbe fantastico.

L'acqua che io darò diventerà in ogni persona

una sorgente d'acqua per la vita eterna.

- Davvero? - Sì, davvero.

Dimostralo.

Prima chiama tuo marito, e poi torna qui.

- Ve lo mostrerò. - Io non ho marito.

Hai ragione.

Hai avuto cinque mariti.

E l'uomo con cui vivi ora non è tuo marito.

Ora capisco.

- Sei un profeta. Vuoi farmi la predica. - No.

Il lato positivo di venire qui da sola è evitare di sentirmi condannare.

- Non sono qui per condannarti. - Ho commesso errori. Fin troppi.

Ma sono quelli come te che mi rendono impossibile rimediare.

- Come? - I nostri antenati adoravano Dio

su questo monte.

Ma voi Giudei dite che l'unico posto per adorare Dio è Gerusalemme.

- Lo dicono perché il tempio è lì. - Sì, dove noi non possiamo entrare.

Sono qui per infrangere quelle barriere.

E verrà il tempo in cui né su questo monte né a Gerusalemme

si pregherà il Signore.

Quindi… dove dovrei andare, quando ho bisogno di Dio?

Non ho mai ricevuto niente da Dio, ma non potrei ringraziarlo nemmeno se volessi.

Ovunque.

Dio è spirito.

E il tempo verrà, anzi, è già arrivato,

quando non ha importanza dove preghi, ma solo che lo preghi,

in spirito e verità, cuore e mente. Ecco.

Ecco quale genere di fedele Dio sta cercando.

Non importa da dove provieni… o quello che hai fatto.

Tu credi in ciò che ti dico?

Finché non arriverà il Messia che spiegherà tutto quanto,

e sistemerà ogni cosa, me compresa…

non mi fido di nessuno.

Ti sbagli…

quando dici che non hai mai ricevuto niente da Dio.

Il Messia di cui stai parlando… sono io.

Il primo si chiamava Ramin.

Tu eri una donna pura, emozionata per il matrimonio.

- Cosa? - Ma non era un brav'uomo.

Ti ha fatto del male.

E hai perso fiducia nel matrimonio e nella pratica della fede.

- Smettila. - Il secondo era Farzad.

La notte di nozze, la sua pelle sapeva di arance.

E da quel giorno, ogni volta che vedi le arance al mercato,

rimpiangi di averlo lasciato,

perché era l'unico uomo veramente pio con cui sei stata.

Ma ti sentivi indegna.

Perché mi fai questo?

Non mi sono ancora presentato pubblicamente come il Messia.

Tu sei la prima.

Sarebbe bello se mi credessi.

Hai scelto la persona sbagliata.

Sono venuto in Samaria solo per incontrarti.

Pensi sia un caso che io sia qui, in pieno giorno?

Sono stata rifiutata dagli altri.

Lo so.

Ma non lo sei dal Messia.

E tu sai tutte queste cose… perché sei davvero il Cristo?

- Vado a dirlo a tutti quanti. - Mi raccomando, ci conto.

Spirito e verità?

Spirito e verità.

- Non importeranno montagne e templi? - Presto…

Solo il cuore.

Me lo prometti?

Te lo prometto.

Quest'uomo mi ha detto tutto quello che ho fatto.

È davvero il Cristo!

Ehi, aspetta.

- La tua acqua. - Hai dimenticato…

Venite! Un uomo mi ha detto tutto quello che ho fatto!

Maestro, abbiamo del cibo. Cosa gradisci?

Ho cibo da mangiare che non conoscete.

Chi ti ha dato il cibo?

Aspetta un attimo. Glielo hai detto?

- E lei lo dirà agli altri? - Quale cibo?

Il mio cibo è fare la volontà di Dio, e compiere la sua opera.

Tu le hai detto chi sei?

- E significa che… - Che resteremo qui un paio di giorni.

Abbiamo seminato tempo fa, ma ora siamo pronti per il raccolto.

Quindi è il momento?

- Andiamo. - Sì!

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