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Giosuè. Quanti altri, stanotte?
Circa 300, signore.
Dove li seppelliamo?
Gli uomini stanno scavando una fossa, ma il terreno è duro e roccioso.
Con rispetto, Mosè, non sono preoccupato per i morti, ma per i moribondi.
Ne cadono centinaia ogni giorno.
Per ogni serpente che uccidiamo, ne arrivano altri dieci.
Dovremo lasciare i cadaveri qui, in questa tenda.
Ne muoiono così tanti che lo spazio non basterebbe,
anche se la riempissimo fino in cima.
Allora andiamo via e troviamo un altro posto.
Non possiamo ancora andare via. Molti sono malati e non possono camminare.
A partire da oggi, i soli ebrei troppo malati per camminare
saranno coloro che sceglieranno questo destino.
C'è una medicina in quel bronzo?
Avevate promesso che avreste chiesto a Dio di perdonarli.
- Che sarebbero guariti. - Sì.
- Allora perché vi nascondete qui? - Non è stata una mia idea!
Quello è un simbolo pagano.
Non gli avete chiesto se era sicuro? Forse non avete capito bene.
Ho imparato a fare quello che dice lui senza pormi domande.
Ricordi cos'è successo a Meriba.
Per sicurezza,
mandiamo un messaggio a Ezion-Geber per chiedere aiuto.
Il palo. Passami quel palo.
- Il popolo crederà a uno scherzo crudele. - Faglielo credere.
Aiutatemi a comprendere. Niente di tutto questo ha senso.
Come si spiega il Mar Rosso?
La manna e le quaglie?
La colonna di fuoco?
Giosuè, ogni israelita che guarderà questo serpente di bronzo,
credendo nel potere di Adonai, verrà guarito.
È un atto di fede! Non di ragione.
Di fede.
Gaius.
- Che ci fate qui? - Sono la tua scorta.
Siete in debito per la promozione?
Ti lamenti di camminare senza pericoli?
- Non ho aiutato Quintus per voi. - Oh, lo so.
È stato più forte di te.
- Ho parlato perché avevo ragione. - Sei stato fortunato.
La fortuna non esiste.
Sapevi che Quintus non ti avrebbe ucciso?
È stato saggio a occuparsi di quei pescatori,
ma voleva disperatamente tenersi Simone.
Non ci credo. Eri terrorizzato.
Gaius, e se all'improvviso foste il solo romano a Cafarnao?
- Penso che cambierei vestiti. - Esatto.
Quando capisci che a nessuno al mondo importa cosa ti accade,
pensi solo a te stesso.
Per uno sciocco, hai una mente brillante. Lo devo ammettere.
Lo pensavo anch'io.
- Lode ad Adonai, è vivo e in salute. - Di cosa stai parlando?
Notizie da Gerusalemme. Havilah ha partorito un bambino.
- Sei di nuovo nonno. - Di già?
Un mese in anticipo, ma sta bene. Sempre sia lodato.
Ci faremo spedire le nostre cose.
No! No, no. Non ho ancora concluso le mie ricerche.
Ma dobbiamo tornare in tempo per il Brit Milà.
Abbiamo solo otto giorni. Meno di otto.
È pieno di persone che possono fare la circoncisione.
- Nico, stiamo parlando di tuo nipote. - È il mio quinto nipote.
- Havilah lo capirà. - Che dirà la gente
quando saprà che il Grande Nicodemus si è perso il Brit Milà di suo nipote
perché faceva ricerche a Cafarnao?
Le mie ricerche non riguardano solo un bambino ebreo,
ma tutto Israele, passato, presente e anche futuro!
Non c'è nulla a Cafarnao. Solo ragazzini insolenti e prepotenti.
Pensa in maniera lucida!
Non sono mai stato così lucido prima d'oggi.
Non si direbbe, a vederti.
Vale per molte cose.
Sono pronta a lasciare questo posto, Nico.
Mi mancano i miei figli e nipoti, inclusi quelli che non ho ancora conosciuto.
Oh, Zohara, ti prego.
- Non potete entrare così! - Io dico di sì.
- Pretore Quintus. - Zohara, giusto? Piacere di rivedervi.
- Spero sia tutto a posto. - Sperate male.
Sì, prego, fate come a casa vostra.
È proprio il caso di rivedere la decima chiesta al popolo.
È per questo che siete qui?
Ditemi se c'è un problema, Nicodemo.
Ho soddisfatto ogni richiesta di Roma nei miei confronti,
anche quando ho dovuto infrangere le mie regole.
Allora riformulo.
Noi vogliamo la stessa cosa.
Vogliamo che le regole siano rispettate. L'ordine.
Soldati, denaro, voti, sono il mio mondo.
Demoni, preghiere e stramboidi, sono il vostro.
Ditemi se i nostri mondi sono in rotta di collisione.
L'uomo che farebbe miracoli?
Gesù di Nazareth.
Non so neanche cosa sia Nazareth, ma sì, lui.
Solo storielle e pettegolezzi.
E una fuga dal ghetto che ha fatto ritardare il funzionario di Erode.
La cosa mi ha messo proprio in cattiva luce.
E non lo sopporto.
Lo scompiglio è iniziato quando i soldati hanno marciato tra la folla armati.
Non è stato un evento isolato. Ho anch'io le mie fonti.
Il mio informatore è preciso e ossessionato dalla verità.
Allora, ve lo chiedo di nuovo.
Abbiamo un problema?
No.
Non sembrate convinto.
Forse avrò informazioni migliori da un tale… Samuele?
Non vede l'ora di vedermi.
Sarebbe possibile scoprire l'obiettivo del predicatore
parlando direttamente con lui.
Allora parlateci.
Io odio le folle.
Sono uno spreco di tempo e risorse e ripulire è una scocciatura.
Appena organizzare un incontro privato, voglio sapere dove e quando.
Intesi?
Cos'è che vi preoccupa tanto di quell'uomo?
I predicatori amano parlare di politica.
Spuntano fuori come erbacce e si diffondono.
Vostra moglie cura il giardino, lei lo sa.
Alcune piante spargono i semi quando vengono sradicate.
Rischiate di dar vita a un martire.
Me ne assumo il rischio.
Provi compassione per quel predicatore.
È sicuro, qui?
In che senso sicuro?
Ci staranno cercando per ciò che hai detto sul perdonare i peccati.
Ah. Non ci tratterremo a lungo.
Dopo quello che è successo ieri, ci sposteremo di città in città.
È questo che vuoi?
Cosa intendi?
Girare sempre, senza rimanere nello stesso posto.
Io faccio la volontà di mio padre.
E voglio diffondere il messaggio di salvezza.
Quindi, sì, sono contento di cambiare posto.
- Maestro? - Sì, Taddeo?
Per quanti giorni serve la legna da ardere?
Fai cinque.
Non hai detto che non ci tratterremo a lungo?
Ne lasciamo un po' per i prossimi viaggiatori.
L'ospitalità non è solo per chi ha una casa, Giovanni.
- Maria? - Ti senti bene?
Io? Sì. Grazie Possiamo parlare, maestro?
Sì, ma certo.
Va' avanti.
- Ci tenevo a chiederti scusa per ieri. - Per cosa?
Volevo farli avvicinare affinché sentissero meglio la tua voce.
Non pensavo che avrebbero aperto il tetto per interromperti.
- Sono veramente… - Ti dispiace che un paralitico
oggi cammini finalmente sulle sue stesse gambe?
No. Solo che… la tua predica è stata interrotta per colpa mia.
Chi dice che è stata interrotta?
Con la loro fede, avrebbero trovato un modo, anche se tu non li avessi aiutati.
C'è un'altra cosa.
Mentre andavamo via, un fariseo mi ha chiesto un incontro con te.
- Gli ho detto che avrei intercesso. - Un fariseo?
- Lo conoscevi già? - Era stato da me… in passato.
Un fariseo al quartiere rosso.
Per volere di Roma. Lui non voleva essere lì.
No, infatti non credo.
Ma l'ho visto di nuovo, dopo essere guarita,
e voleva sapere come fosse successo.
Ovviamente non gli ho detto chi eri, ma mi è sembrato…
- Come? - Sincero.
Non sembrava umiliato perché qualcuno era riuscito dove lui aveva fallito.
E poi…
Aveva fame di sapere, non paura.
Non come i farisei di ieri alla finestra.
- Mi dispiace di averti dato questo peso. - No, no.
C'è una ragione se hai incontrato quel fariseo.
Nicodemo.
Nicodemo. Ma certo.
- Ne ho sentito parlare. - Non so chi è noto e chi no.
Per me sono tutti sconosciuti.
Non ti preoccupare di chi è considerato importante.
Fai sapere a Nicodemo che lo incontrerò. Giacomo il minore saprà dove.
- Grazie, Maria. - Sì, maestro.
Dove stai andando?
Devo stare solo.
Per riflettere. E pregare.
Pregherò anch'io.
Spero di non averti messo in pericolo.
Non l'hai fatto.
Anzi, ho già un piano per domani sera.
- Un piano? - Sì, informa gli altri.
Facciamo una cena, a nord della città. Nella casa alta, appena dopo l'arco.
- Ma quella fila di case… - So che gente ci vive. Fidati.
Lo dico agli altri.
Matteo?
Ciao, Immà. O… Isabel, forse.
- Ciao. - Matteo.
Io non ricevo visite, di solito. Si usa fare così?
Se ci fosse tuo padre, non potrei farlo.
- Dov'è Alfeo? - Quel cane ti ha seguito.
Lui è con me. Aspetterà fuori, se mi lasci entrare.
- Vieni. - Fermo.
- Alfeo torna a casa presto? - È partito. Viaggio di lavoro.
Ma perché è partito? Non faceva oggetti in cuoio?
Hanno derubato la bottega. Ma è soltanto uno dei tanti.
C'è molto crimine ed è sempre più difficile riaprire.
Amava la bottega.
Abbiamo ancora un tetto. Molti non hanno questa fortuna.
- Potete chiedermi soldi se serve. - Come puoi dirlo?
È molto comune. Conosco molti genitori che dipendono da…
Tuo padre preferirebbe morire che accettare.
So che vi vergognate di me, ma è una decisione irrazionale.
Roma riscuote le tasse in ogni caso. Io sono bravo con i numeri.
- Sei venuto qui per giustificarti? - No!
È che sembra tutto come sabbia… nella corrente.
- Le cose che ero convinto fossero vere. - Sei nei pasticci?
Credi possano accadere cose impossibili?
Cose contro le leggi della natura?
Che non si possono spiegare?
Me lo chiedevano quando eri piccolo.
Persino i rabbini erano sconvolti dal tuo talento nella lettura, in matematica.
Ragionavi più in fretta degli altri bambini.
- Dicevano che avresti fatto strada. - Che strada?
Sono ricco. Ho una scorta armata. Il Pretore della Galilea si fida di me.
Non pensavamo che avresti usato quel talento per prosciugare il tuo popolo.
- Hai mai visto un miracolo? - Matteo.
Tutto il mio mondo…
Tutto ciò che credevo di sapere…
Se fosse sbagliato?
Te ne devi andare.
- Non hai neanche chiesto di tua sorella. - L'ho trovata bene.
Ero venuto per lo Shabbat settimane fa.
Ma sono andato via.
Addio, Immà.
- Non credo sia una buona idea. - Perché no?
Beh, forse è una trappola.
Nicodemo collabora coi romani.
Sono stati loro a mandarlo da Maria quando era posseduta.
Sono ben consapevole dei rischi, Simone.
E anche tu, se ricordo bene il nostro primo incontro.
Il rischio è un suo caro amico, temo.
Simone, Maria è brava a giudicare le persone.
Ha conosciuto gli uomini peggiori di questo mondo,
e pensa che sia sincero.
Fidati del suo istinto. E del mio.
Maestro.
L'ho preso.
Ah! Diamo un'occhiata.
Le chiedi di fare piano? Non devono sapere che è malata.
Non posso dirle di non tossire.
Non voglio scaricare su di lui il nostro fardello. Non voglio a distrarlo.
Ha già cambiato idea su di te.
Non ti caccerà dal gruppo.
È perfetto. Ben fatto.
Ci potremmo entrare tutti, qui dentro.
Così non ti riconosce nessuno.
Hai il permesso del padrone di casa?
Tutto sistemato. Attenderò alla porta.
Grazie, Andrea. Tu vai pure avanti, ma ricorda di rilassarti.
Sei lì per guidare il nostro ospite, non per proteggere me.
Sicuro che non vuoi che ti accompagni?
Più siamo a vedere se ci sono pericoli, meglio è.
Non stanotte, Simone. Rimani qui con tua moglie e con tua suocera.
Hai visto?
Benvenuto, Nicodemo.
Non temete. Vi sta aspettando.
Ho chiesto altre lanterne al proprietario di casa,
ma ha detto che avrebbero attirato l'attenzione.
Sì, immagino di sì.
L'occhio umano è attratto dalla luce. Non si può evitare, succede e basta.
Sono molte le cose che ci attirano senza che ce ne rendiamo conto.
E non sappiamo spiegarci perché.
Grazie per avere accettato di incontrarmi.
- Grazie per avere aiutato Maria. - Ma non ho fatto niente.
- Provarci era il tuo destino. - Destino?
Fallire miseramente l'esorcismo di uno spirito nel quartiere rosso?
Se non fossi andato là quel giorno, ora saresti su questo tetto?
Non so da dove cominciare. Ho così tante domande.
Perché non ci sediamo?
Oh, sì. Certo.
Nelle baraccopoli dell'est…
Molti predicatori erranti sono riusciti a radunare grandi folle…
grazie alla retorica e a una voce fiera.
Anch'io ho assistito ad alcuni dei loro comizi.
Allora sai come sono.
Ma non ho mai sentito nessuno chiedere a un paralitico di alzarsi e camminare,
tanto meno che sia successo davvero.
Quali sono le tue conclusioni?
Io credo… che tu non stia agendo da solo.
Nessuno può mostrare i segni che mostri tu a meno che… Dio non sia con lui.
Può farlo solo chi è stato mandato da… Dio.
Come hanno preso la tua idea alla sinagoga?
È per questo che siamo qui a quest'ora.
Altre domande?
Cosa vuoi mostrarci con la tua presenza?
Un regno.
Questo è quello che preoccupa tanto i romani.
- No, non di quel tipo. - E di che tipo?
Una sorta di regno che le persone potranno vedere solo quando nasceranno di nuovo.
- Nasceranno… di nuovo? - Sì.
Cioè come… una nuova creatura, convertendosi da pagano ad ebreo?
- No, non è di questo che sto parlando. - E come si nasce di nuovo?
Spero non tornando nel grembo della madre, perché per me sarebbe un problema.
Mia madre, che riposi in pace, è morta.
In verità, in verità dico,
a meno che uno non rinasca da acqua e da Spirito,
non può entrare nel regno di Dio.
Quello che è nato dalla carne è carne,
e quello che è nato dallo Spirito è Spirito.
Quella parte di te, quella è la parte che deve rinascere a nuova vita.
Come possono avvenire queste cose?
Sei maestro di Israele, eppure non comprendi.
- Ci sto provando, maestro. - Lo so, lo so.
Lo senti?
Cosa?
Ascolta.
Cosa senti?
- Il vento. - E come lo sai che è il vento?
Perché lo percepisco, e ne sento il suono.
- E sai da dove proviene? - No.
- Sai dov'è diretto? - No.
Ecco cosa significa nascere di nuovo nello spirito.
Lo spirito funziona in modi che per te sono un mistero,
ma anche se non vedi lo Spirito, sei in grado di riconoscerne gli effetti.
La mia mente è consumata dal pensiero del clamore
che tali parole scatenerebbero tra i maestri della legge.
Sì, e non mi aspetto che vada diversamente.
Io parlo di ciò che conosco e ciò che ho visto,
e i capi religiosi non lo accetterebbero, lo so.
È difficile da accettare.
Oggi ti ho parlato solo di cose terrene, eppure tu non mi credi.
- Come posso dirti le cose celesti? - Io credo alle tue parole.
Ho solo il timore che non riuscirai a dirne molte altre
prima che ti mettano a tacere.
Non sono venuto solamente per parlare, Nicodemo.
- Per i miracoli? - Sì, ma c'è anche più di quello.
Ricordi quando i figli di Israele
parlarono contro Dio e anche contro Mosè nel deserto di Paran?
Sì. Volevano tornare in Egitto e maledissero la manna mandata da Dio.
E poi?
Furono morsi dai serpenti e molti morirono.
Ma…
Ma… Dio gli diede un modo per poter guarire.
Mosè sollevò il serpente di bronzo nel deserto.
Il popolo doveva solo guardarlo.
Così verrà innalzato il Figlio dell'uomo,
affinché chiunque creda il lui possa avere vita eterna.
Il popolo non muore a causa dei morsi di serpente.
Muore a causa delle tasse e dell'oppressione.
Mi dispiace deluderti, ma non sono venuto a liberare il popolo da Roma.
- Allora da che cosa? - Dal peccato.
Dalla morte dello Spirito.
Dio ama talmente tanto il mondo…
da avergli dato il suo unico figlio,
così che chiunque creda il lui non vedrà la morte, ma avrà la vita eterna.
Quindi Roma non c'entra niente?
Si… tratta solo… del peccato.
Dio non ha mandato suo figlio nel mondo per giudicarlo, Nicodemo.
Lo ha mandato per salvarlo per mezzo di lui.
È semplice come il serpente di Mosè sul palo.
Chiunque creda in lui, non verrà condannato,
ma chi invece non crede, è già condannato.
Avevi mai sentito niente del genere?
Quando ho visto Lilith… Maria, quel giorno…
ho detto a mia moglie e ai miei studenti che nessun uomo poteva aiutarla.
Solo Dio avrebbe potuto guarirla.
E poi l'ho vista… guarita.
Ed eccoti qua.
Il guaritore.
Per tutta la vita mi sono chiesto se avrei mai visto questo giorno.
Seguimi… e vedrai anche di più.
- Seguirti? - Unisciti a me e ai discepoli.
Tra due giorni lasceremo Cafarnao.
Vieni a vedere il regno che sto portando in questo mondo.
- Ma, io… Io non… - Hai una posizione nel Sinedrio.
Hai una famiglia.
E sei avanti con gli anni.
Ti capisco.
- Ma il mio invito è ancora aperto. - Un invito a che cosa, esattamente?
A condurre una vita da nomade?
- A rinunciare… a ciò che sono? - È vero.
Dovresti rinunciare a molte cose.
Ma ciò che guadagneresti…
è molto più grande e più duraturo.
È un altro dei tuoi… misteri, come la rinascita?
Forse sì.
So che i misteri sono difficili per uno studioso.
Pensaci.
Prenditi il tuo tempo.
Noi partiremo la mattina del quinto giorno.
Ci incontreremo al pozzo del quartiere sud, all'alba.
È vero…
È vero che il regno di Dio sta per arrivare?
Cosa dice il tuo cuore?
Il mio cuore è rigonfio di paura e… meraviglia.
Non mi dice nulla, eccetto che mi trovo su della terra consacrata.
O piuttosto…
un tetto consacrato.
Spero davvero che tu venga con noi, Nicodemo.
Non c'è bisogno di farlo.
Che cosa fai?
Bacio il figlio.
Affinché non si adiri e non perisca sulla via.
Beati coloro che trovano rifugio in lui.
Hai visto le gare dei parti ieri sera? Dario ha corso come una gazzella.
Gli ebrei non vanno alle gare.
Il tuo amico Simone gestiva le scommesse.
Non siamo amici. Il prossimo.
Bene, quindi non sei andato alle corse.
Sei rimasto a casa?
- Sono andato da mia madre. - Oh, sarei nervoso anch'io.
Anche lei chiede quando le darai dei nipoti?
- Non l'ha chiesto. - Credevo che non ti parlassero.
Avevo domande che potevo fare solo a lei.
La madre di un uomo col tuo talento dovrebbe essere orgogliosa.
Si vergogna perché uso un talento di Dio contro Dio. Il prossimo.
Sei bravo al tuo lavoro, ti guadagni da vivere così. È semplice.
- Bello vivere in un mondo così semplice. - Viviamo nello stesso mondo, Matteo.
Il prossimo.
Che altro faresti con una mente come la tua?
Matteo.
Matteo, figlio di Alfeo.
Sì?
Seguimi.
Io?
Sì, tu.
Cosa fai?
- Vuoi che io mi unisca a voi? - Circolare, predicatore.
Hai idea di chi è quello là?
Almeno lo conosci?
Sì.
Ascolta. Ti ho detto di…
Che stai facendo?
- Dove credi di andare? - Gaius, lasciami andare.
Sei forse impazzito?
Hai il denaro. La protezione di Quintus.
Nessun ebreo vive bene come te.
Vuoi che tutto questo finisca?
Sì.
- Non capisco. - Non capivi neanche quando ho scelto te.
Ma questo è diverso. Io non riscuoto le tasse.
Abituati al diverso.
Sono lieto di aver incrociato il tuo cammino.
Sì.
Andiamo? Ci dobbiamo preparare per una festa.
Te ne pentirai, Matteo.
A che serve il taccuino?
L'ho preso senza pensarci. Lo metto a posto?
No, tienilo. Ti potrebbe anche tornare utile.
- Dove stiamo andando? - A una cena.
- Non sono il benvenuto alle cene. - Questo non sarà un problema stasera.
Ci ospiti tu.
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