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Original subtitles

[CODY ABBAIA]

Cody, che fai?

Che hai trovato?

(in francese) Oh, mio Dio!

["BURNING SEAS" DI DUKE GARWOOD DALLO STEREO]

[VOCE NON UDIBILE]

[MUSICA SI INTERROMPE]

[ELICOTTERO]

Perché, Deruta?

- "Perché" che cosa, dottore? - Perché a me?

- Con quel coso dobbiamo salire? - Sì, è il modo più veloce.

(in romanesco) Vi prendesse un colpo! Oggi non ci voleva.

Oggi o domani che differenza fa?

Invece la differenza la fa

perché io entro domani devo stare a Roma a deporre a un processo.

Di conseguenza, veloci a risolvere questo problema.

- Che ore sono? - Quasi le 14. - Ah.

- Chi abita lassù? - Sono chalet super chic per gente à la page.

Anto', parla italiano!

Sono quattro o cinque case

ma solo una è abitata tutto l'anno, dalle sorelle Collomb.

Sono loro che hanno trovato il corpo vicino alla casa.

- Non aveva neanche 30 anni. - Alpinista?

No, era vestito normale.

- Per questo hanno chiamato la Questura. - Ho capito.

- Tu chi sei? - Io!

- "Io" chi? - Io, io! Bubù-settete!

Sorpresa! Buon Carnevale!

Che cosa? Da quando in qua si dà il "buon Carnevale", D'Intino?

Era per fare un po' di allegria.

"Allegria" di che cosa?

Andiamo a vedere un cadavere a 2.000 metri! "Allegria"?

Cerchiamo di capire dov'è Pierron.

Dottore, mi piace questo giaccone! Da che si è vestito?

- A me pare pure elegante! - Oh, vi prendo a calci in culo!

- Va bene? Dammi una torcia. - Eh? - Una torcia!

D'Intino, tu rimani qui. Tieni. A naso, qui facciamo notte.

Ti metti là e fai i segnali all'elicottero, che poi torna.

(in chietino) Signorsì! Sto qui e faccio i segnali?

- Sì, "i segnali". - Ho capito. - Vai! Dài, D'Intino, vai!

Andiamo, va'.

- Quanto è lontana questa casa? - Poco, dieci minuti.

Dotto'... Dottore, non ce la faccio più.

Nessuno si fermi a soccorrere chi sviene, come in Russia nel 1943.

[CANTA IN SARDO]

[LUPA ABBAIA]

Piano. Ho capito, dài.

Ti levo il guinzaglio, però non ti devi muovere da qui.

Oh! C'è Italo lì.

Gli facciamo uno scherzo al telefono.

Che fai, non rispondi?

Ce l'hai con me? Che ti ho fatto?

Questo non sta bene.

Lupa!

Lupa?

Lupa! Lupa!

Io vorrei sapere che cosa ci fa uno così qui in alta montagna

senza documenti e senza telefono.

- Avete dei vicini? - Ci sono due case a valle, ma sono rifugi.

Qui sopra c'è uno chalet e un alpeggio.

- Ci abita qualcuno? - Non lo so, per andare su si fa un'altra strada.

- Peter, bisognerà andare a dare un'occhiata. - Sì.

[SQUILLI DI CELLULARE]

- Il mio non è. - Io ho un'altra suoneria.

Ssh.

[SQUILLI DI CELLULARE] Vedi un po'.

- Pronto? - Pronto?

Tu non sei Giampaolo?

No, sono il vicequestore Rocco Schiavone, Questura di Aosta. Lei?

- Andrea Marenghi. - Che è successo? - E' la polizia.

- Allora? - Io ho fatto il numero di Giampaolo, perché risponde lei?

Senta, Giampaolo ha una giacca a vento celeste

un paio di scarpe marroni e capelli castani?

Sì, perché?

Dobbiamo tornare dove siamo atterrati, prendere un sentiero

e salire lì sopra.

- E' lì l'altra casa. - Rocco?

Hai visto il salvaschermo?

Deruta, aspetta la Scientifica, rimani qui. Va bene?

- Dài un'occhiata al telefono. Non ha il codice. - Chiaro.

- Andiamo, non ho tutto il giorno. - Andiamo.

Venga dentro, fa freddo. Le preparo qualcosa.

- No, grazie, abbiamo mangiato da poco. - Le piace la cioccolata?

D'Intino! Mi raccomando!

Quando vedi l'elicottero, tieni alta la torcia!

Sììì!

Ecco, bravo.

Antonio, cerchiamo di vedere dove sta Italo.

- Alla buon'ora! - Scusate, problemi in Questura.

- Sta per arrivare. - Come hai detto che si chiama?

Gloria Sabatini, sulla quarantina, gonfia di soldi.

- Una donna? - Mmm. - Strano.

Tra vestiti griffati e borse ha più soldi di tutti noi messi insieme.

Mmm. Non mi piace.

- Quanti soldi hai sul conto? - Che cazzo c'entra?

Stasera potrai avere 1.000 euro in più. Non ti va bene?

[BUSSANO ALLA PORTA] Eccola.

Preparate il tavolo, dài.

- Buon pomeriggio, Gloria! - Buonasera, Kevin.

Che dici, ci diamo del tu?

- Certo. - Perfetto. Vieni, ti faccio strada.

Posso presentarti gli altri giocatori? Italo...

- Gloria, piacere. - Ciao.

- Santino. - Piacere. - Piacere, Gloria.

- Posso offrirti qualcosa da bere? - Preferisco cominciare subito.

- Magari facciamo una pausa dopo. - Va bene.

- Okay. - Vado? - Grazie.

- Salve. - Salve.

- Andrea Marenghi. - Vicequestore Schiavone.

Viceispettore Scipioni e Peter, la nostra guida. Entriamo?

Certo, prego.

Prego.

Lei è Soledad.

- Salve. - Buongiorno.

- Lei è mia sorella Laura. - Salve. - Che è successo a Giampaolo?

Purtroppo non ho belle notizie.

Il corpo è stato ritrovato in fondo alla rupe...

dalle Collomb vicino casa loro.

Sta salendo il medico legale. Sarà più preciso.

Comunque, dalla giacca a vento strappata

e dalla ferita in testa... sembra che sia scivolato giù.

Avevamo avuto una discussione.

Lui si è arrabbiato ed è uscito a fare quattro passi.

- Quando? - Poco prima di pranzo. Ci siamo preoccupati, non tornava.

Io speravo che avesse trovato un passaggio per tornare in paese.

Ho capito che qualcosa non andava quando ho sentito l'elicottero.

Ho continuato a chiamarlo e poi ha risposto lei.

- Di chi è la casa? - Dei nostri genitori. - Lo voglio vedere.

Adesso non si può, ma potrai vederlo quando lo porteremo giù ad Aosta.

- E' colpa mia, l'ho fatto arrabbiare. - Piantala, Laura.

E' brutto ciò che è successo, ma non cominciare.

- Tu non hai nessuna colpa. - Perché avete litigato?

Lui non voleva rimanere in questo posto isolato.

Diceva che gli metteva ansia e voleva andare via.

Gli ho detto di aspettare almeno domani, ma non ci sentiva.

Ci siamo urlati addosso e lui ha sbattuto la porta.

Qualcuno dovrà avvertire i genitori. Come si chiama di cognome?

- Marenghi. - "Marenghi"... E' vostro fratello?

No, è nostro cugino.

Credevo che fosse il tuo fidanzato.

- Voi due siete fratelli? - Sì. - E tu sei la cugina? Chi sei?

No, io sono solo un'amica.

Avevamo deciso di venire qui a fare qualche giorno di vacanza

per il Carnevale. - Di dove siete? - Di Milano.

"Milano"?

Va bene. Andrea, ci fai fare un giro intorno alla casa?

Certo. Di qua.

Che cosa fai nella vita?

Studio Geologia, per lavorare nell'impresa dei miei.

- Sono costruttori. - Ah. - Laura si sta laureando in Veterinaria.

- C'è qualche altro sentiero? - No, quello che avete fatto voi e di là.

- Che cosa c'è lassù? - E' un sentiero chiuso.

Giampi deve essere andato di là e non avrebbe dovuto.

- Perché? - Finisce in un dirupo.

- Peter, andiamo a dare un'occhiata? - Sì.

Faccio strada.

Grazie.

Oh...

Qui c'è una parete.

Finisce vicino la casa delle sorelle Collomb?

Penso proprio di sì. Provo a calarmi.

Oh! Oh!

Oh! Tutto bene?

- Quand'è che siete arrivati voi? - Lunedì.

Oggi è mercoledì.

Già si era stufato? Non sapeva che era un posto isolato?

- Sì, ma lui era così. - Ah.

- Si entusiasmava... e si stancava subito. - Ah.

Peter, tutto a posto?

Tutto a posto!

(in toscano) Chi è questo? - Peter, la nostra guida alpina.

Vengo da su, ci sono il vicequestore e un agente.

- Ha fatto un bel volo! - Maremma, bellissimo!

Ha preso una rocca in pieno.

Guarda qui! Aperto come un abbacchio, che lavoro!

Da che altezza sarà caduto?

Una settantina di metri, a giudicare dalla corda che mi ci è voluta.

- Minchia! - Dài, su, portiamolo all'obitorio.

La causa della morte mi pare chiara, non è morto di raffreddore.

Ma... non è suo.

- Che dici, topino? - Il giubbotto è tre taglie più piccolo. - Ah.

- E guarda che mani. - Mmm.

- Aiutami, faccio una foto. - Sì.

- Così va bene? - Togli il lecca-lecca.

Quante storie! [SCATTI FOTOGRAFICI]

Gira. [SCATTI FOTOGRAFICI]

-Posso riavere il cellulare di mio cugino? -Devono analizzarlo.

Poi te lo restituisco.

- Che facciamo? - Continuiamo a lavorare.

Ci dobbiamo sbrigare, perché domani alle 11 devo stare a Roma.

- Ho capito. - Lo so, ma io te lo ripeto.

Io credo di dovere andare a chiamare mia zia.

- Le dispiace? - Assolutamente no, è casa tua.

- Bella casa. Quante stanze ha? - Quattro.

Vado a sentire se i colleghi hanno delle novità.

Mi fai fare un giro?

Certo, prego.

Questa è la camera di Andrea, che però usava Giampi.

Ah. Mi sembra l'unica in ordine.

In che rapporti sei con loro?

- Io e Laura siamo amiche dalle elementari. - Ho capito.

Che ore sono, Soledad?

- Le 18,40. - Ah.

Perdonami.

Signora, ha visto un cane, un Jack Russel? L'ho perso.

- No? - No. - Mi scusi.

[VIBRAZIONE DI CELLULARE] Chi è?

- Dottore. - Casella, hai dato la pappa a Lupa?

Sì... No, adesso gliela do.

- E' dentro al mobile in ufficio. - Lupa?

Ma che Lupa, Casella! La pappa!

Ah...

(accento napoletano) Lupa! Lupa, vieni qui, che quello mi ammazza!

Scusate, ragazze.

Vi devo fare qualche domanda.

Voi dite che Giampaolo è uscito di casa

due ore prima che arrivassimo con l'elicottero.

Sì, forse anche un po' di più.

Controllate il telefono di Andrea, l'orario delle chiamate.

- Con quale giacca a vento è uscito? - Era la mia.

- L'ha presa prima di uscire. - La sua dov'è? - Forse in camera.

Non vi è venuto il dubbio che magari due ore al freddo fossero troppe?

Certo. Eravamo convinti che fosse sceso e avesse trovato un passaggio

magari dal gatto delle nevi. -La litigata è stata così violenta?

Molto. Mi ha dato della puttana viziata.

Tutta questa rabbia aveva? Solo perché non volevate scendere prima?

Tanto lo scoprono.

- Mio cugino aveva un brutto vizio. - Ah.

- Di che cosa si faceva? - Eroina.

Diceva che si era ripulito e che stava prendendo il metadone

o qualcosa del genere, non conosco queste cose.

Cambiava umore all'improvviso.

Erano anni che andava avanti.

Mi dispiace dirlo, ma... non siamo stupiti per la sua morte.

E' dolorosa, ma inevitabile.

E' scivolato o si è buttato?

Questo non lo so.

["INNO ALLA GIOIA" VERSIONE ROCK] Scusate.

- Dimmi, Michela. - Io e Alberto torniamo in città.

Lascio i miei per i rilievi.

Ti ho mandato le foto del cadavere.

A me pare che ci sia qualcosa di strano, ma non capisco che cosa.

- Magari tu sei più fortunato. - Okay. - Passamelo.

C'è il genio che ti vuole parlare.

Il ragazzo ha una ferita bella, profonda e mortale

sull'osso centrale del cranio.

A destra, clavicola e spalla rotte.

A sinistra, femore e ginocchio fracassati.

- Hai visto la posizione della gamba? - No. C'è altro?

No, che vuoi? Non faccio miracoli.

- Ci vediamo ad Aosta. - Speriamo di no! - Ah, grazie.

- Mimmo! - Che ha fatto?

- Oh! - Che ti è successo? - Sta' su! - Lascia, ci penso io.

- Ci penso io. Vieni, rilassati. (in chietino) # Amo il Chieti! #

- Vado a prendere una coperta! - Questa la prendo io. - No. - Dài!

- Molla, Mimmo! Mollala! - No!

La torcia! Mimmo, mollala!

Molla, dài!

Scusate ancora.

[NOTIFICA DAL CELLULARE]

Raggiungo il mio collega.

Questi sono pezzi grossi.

La famiglia Marenghi possiede la Veidott.

Fanno metro, grattacieli... I figli sono sempre sulle cronache rosa.

E' gente potente, ma chi è ancora più potente è l'amica.

- Origini spagnole. - Ah. - Il nome non entra nel passaporto.

Si chiama Soledad de Azlor y Urries Gurrea de Aragon.

- Olé. - Eh, nobiltà grossa.

Il padre ha le mani in pasta in diverse società

tipo il porto di Montecarlo.

E' socio di una scuderia di cavalli ad Aachen

e ogni tanto butta dei soldi in Formula Uno.

- Tra un po' avremo un esercito di avvocati addosso. - Esatto.

- Che cosa c'è che non ti torna? - Non torna un cazzo.

Qualcuno ci sta prendendo per il culo.

- Quanto abbiamo? - Non ci vuole tanto per parlare con la zia.

Starà già parlando con papà e gli avvocati. Due ore, forse tre.

Per quell'ora dobbiamo avere qualcosa in mano.

Chiamo Baldi, questi ci fanno neri.

Ah, il morto fa parte di un ramo secco della famiglia.

- Non hanno una lira, insomma. - Ah.

Blocca la Gambino e Fumagalli, digli di non ripartire.

Vedo.

Full.

Niente, la fortuna non mi assiste.

- Grazie. - Signori, alla prossima.

- Anche se ho perso poco, mi devo rifare. - Ciao.

- Ciao. - Ciao, Gloria. - Ciao.

- La accompagno. Permetterete anche a me di rifarmi? - Contaci.

- Ciao. - Ciao, ciao.

- Direi che è andata alla grande. - Sì, ma non lo so.

Mettere in mezzo una donna mi sembra sbagliato.

Scusa, è la stessa cosa!

Ha i soldi, gioca, prova un'emozione e la paga.

Dottore, qualcosa non torna.

Io che scrivo? "Qualcosa non torna al vicequestore"?

Sono figli di gente importante.

Basta un piccolo errore e le nostre carriere soffriranno.

- Deve darmi qualcosa di più. - Il morto. - Che ha il morto?

- Non mi faccia gli indovinelli. - Ho visto le foto della Gambino.

- Le mani. - Del morto?

E' precipitato per una settantina di metri.

Io credo che sia istintivo

cercare di aggrapparsi a qualcosa, un appiglio.

Sulle mani non ha segni.

Potrebbe essere scivolato e avere battuto subito la testa.

Sì, ma non mi convince.

- E quindi? - Quindi secondo me, più che scivolato

è stato buttato di sotto, magari già morto.

[SOSPIRO]

- Dottore, è ancora lì? - Sì, sto pensando.

Quindi lei dice che se uno sta precipitando

con le mani cerca di afferrare qualcosa

e dovrebbe riportare dei segni.

Specialmente con la neve.

Mi ha convinto. Omicidio?

- Direi di sì. - Va bene, proceda pure.

Le mando la foto del mandato sul cellulare.

Ma lei non deve deporre a Roma in tribunale domani?

Sì, infatti mi devo sbrigare.

Ah. Arrivederci.

Arrivederci, dottore.

Scusate.

Mi dispiace per tua zia.

-Deve essere distrutta. -Che altro possiamo fare per lei? -Molte cose.

- Intanto portare un panino al mio collega. Sarà affamato. - Sì.

- Li stavo preparando per tutti. Ne vuole uno? - No, grazie.

- Insomma... volevate riposarvi un po'? - Sì.

Passeggiate, due chiacchiere... Niente di più.

- Odiamo il Carnevale e le feste a Milano. - Ah.

["INNO ALLA GIOIA" VERSIONE ROCK] Scusate di nuovo.

- Dimmi, Deruta. - Oh, dottore.

(in chietino) # Amo il Chieti! # - Questa musica? - Eh? No, niente.

# Amo solo te! # - Purtroppo è ancora sotto shock.

Per poco non si congelava.

Adesso sta meglio, sta al calduccio

con le sorelle Collomb che lo accudiscono.

- Di chi parli? - Di D'Intino.

Secondo te, in una tua personale scala di valori

di D'Intino ora quanto me ne può fregare da uno a dieci?

- Due? - Vedi che sei ottimista? Dimmi del cellulare della vittima.

Ha ricevuto quattro telefonate un'ora e mezza prima che arrivassimo

un'altra 20 minuti dopo e poi quella a cui lei ha risposto.

Dallo stesso numero della persona che abita dove sta lei.

- C'è altro? - Ho chiamato Casella.

Dice che darà il telefono a Carlo per recuperare i file cancellati.

- Bravo. - Grazie. Dottore, che faccio con D'Intino?

- Lo porto in ospedale? - Ancora? Ma chi l'ammazza D'Intino?

- Ci vuole una cannonata. - Chiaro come l'acqua. Grazie.

Ciao, Deruta, grazie.

Vi faccio una bella moka?

Brava! Numero uno.

Sì... La vita del poliziotto è molto dura.

Immagino. Privazioni, sacrifici...

Furti, rapine, omicidi

figli di puttana che mentono...

Le solite cose.

Ma è come nei film?

No. Spesso i cattivi se la cavano.

Spesso non si capisce neanche chi è il cattivo.

E poi i morti puzzano.

Sangue, cervello, budella... Non c'è niente di bello.

Come qui stasera. Niente di bello.

Vi ammiro.

Mi servono gli abiti di Giampaolo, la valigia.

Dobbiamo portala in Centrale.

Subito.

Ah...

- Quando ha nevicato qui? - Stamattina. Ha smesso alle dieci.

Che ha fatto due ore questo ragazzo di fuori?

- Era arrabbiato. Voleva tenere il punto, tipico di Giampi. - Ah.

-Non è che si stava facendo uno schizzetto? -"Uno schizzetto"?

- Una pera. - No, no, Giampi era sotto metadone.

Mi creda, no, sarebbe morto. E' impossibile.

Oltre a chiamarlo, in quelle due ore voi che avete fatto?

- Io mi sono messo a leggere. - Io volevo fare un bagno

e cominciare a preparare le cena. - Tutti angosciatissimi.

Io invece credevo, Andrea...

che tu stessi spaccando la legna.

No. Con il freddo non è un'attività da consigliare a nessuno.

Ah, hai ragione. Quand'è che l'hai spaccata, allora?

Stamattina?

No, non l'ho spaccata stamattina. Mi pare di averlo fatto ieri.

"Ieri"? Sei sicuro?

Oddio, sì... Che importanza ha?

Eh, no.

E' importante, invece.

Il ceppo che sta fuori... Vicino ci sono delle schegge di legno.

Dato che stamattina ha nevicato, se tu l'avessi spaccata ieri

le schegge sarebbero coperte dalla neve. Dico bene?

E' vero, non ci avevo pensato.

Ah, non ci avevi pensato?

Una delle cose brutte di questa vita è sottovalutare gli altri.

Non la sto capendo, dottore. "Sottovalutare" chi?

Me, per esempio.

- Continuo a non capire. - Dov'è che hai messo l'accetta?

- Tu lo capisci questo? - Io no.

Ecco, appunto.

Dottor Schiavone, è tardi e siamo tutti stanchi.

Può parlarne domani con i nostri avvocati.

- Li hai chiamati? - Certo, è morto mio cugino.

Che c'entra? Era meglio chiamare le pompe funebri.

A meno che uno non abbia la coda di paglia.

- Dove vuole arrivare? - Ho chiesto solo dove fosse l'accetta.

Non è una richiesta complicata.

- Invece sì. Non le faccio vedere un bel niente. - Mmm.

Quanto ci mette Soledad a prendere i vestiti? Dov'è andata? Eh?

Scendo.

Quando siete venuti qui, siete venuti tutti e quattro insieme

o vostro cugino è arrivato dopo?

Non intendo rispondere. Ci arresti, se ha delle accuse precise.

Questo non è compito mio, non siamo in un telefilm.

L'ordine d'arresto lo darà il giudice, se sarà il caso.

Senta, lei sta esagerando, dottor Schiavone.

E' sicuro di quello che dice?

E' sicuro di essere nella posizione di muovere accuse?

-Ha capito con chi ha a che fare? -Siamo al "lei non sa chi sono io"?

Mi stai minacciando, Andrea?

Non sai tu con chi hai a che fare.

I soldi di tuo padre non basteranno per evitarti la galera.

Saranno una ventina di anni.

- Mi accusa di avere ucciso mio cugino? - Mmm.

Questa è bella.

E' strano, qui ci sono due magliette

un paio di pantaloni e un maglione.

Tutta roba nuova.

Ho capito. E' roba di tuo cugino o è roba tua?

- Non dica sciocchezze. - Eh...

Se sono sciocchezze, lo stabilirà la Scientifica.

- Ho trovato anche sei scatole di metadone. - "Sei scatole"?

Quanti giorni aveva programmato di rimanere Giampaolo?

Quanto dura questo Carnevale?

- Era la sua scorta. - La giacca a vento non c'è.

- E' venuto fin quassù senza? - Infatti.

Dato che si è infilato quella azzurra di Soledad...

quella di Giampaolo dov'è? - Sarà da qualche parte in casa.

E' sicuro. Vogliamo cercarla?

- Non ne ho voglia. - Ti dico io dov'è.

E' dove hai messo l'accetta.

Sono congetture di uno che non sta bene con la testa.

Può darsi, ma tra un po' salirà la Scientifica.

Rigireranno la casa come un calzino.

Troveranno l'accetta, che avrai pulito

ma non è facile togliere il sangue.

- Troveranno anche la giacca a vento. - Non so di che cosa parla.

- Poi perché l'avrei ucciso io? - Questo non lo sappiamo.

Controlleremo il suo cellulare.

Si possono ripristinare anche i file cancellati.

- Ti dico come la vedo io. - Non vedo l'ora.

Giampaolo è venuto qui a chiedere dei soldi.

Magari sapeva una cosa che voi non volevate fare conoscere.

C'è stata una colluttazione

e magari sulla sua giacca a vento c'erano delle tracce di sangue

così l'hai fatta sparire e gli hai messo quella di Soledad.

Questo prima di buttarlo giù dalla rupe.

Dove è avvenuta questa colluttazione lo scoprirà la Scientifica.

Anto', vai a erudire i nuovi arrivati, fammi il favore.

Gli avvocati li dovevi chiamare appena hai fatto la cazzata

non dopo l'arrivo della polizia.

Questo è, Andrea. Adesso è troppo tardi.

Laura, ti alzi da quel divano? Sei lì da quando sono arrivato.

Che vuoi? Che cazzo credi di fare? Non hai niente, non hai un mandato.

Ce l'ho il mandato, ce l'ho.

- Buonasera a tutti. - Bella casa, eh!

Complimenti, un gioiellino!

Giorgio, vai giù. Patrick, su. Come va?

Bene. Laura, te lo dico per l'ultima volta, alzati.

- No. - Ah.

Michela, comincia da qui, dài un'occhiata al divano.

"Amunì", gioia mia.

E' inutile, dài.

Ah...

- Ma perché? - Li ricattava.

Era salito oggi. Aveva un video in cui Andrea comprava della coca.

- Voleva 300.000 euro o lo metteva in rete. - Ah, sì?

- E tu e Laura che avete fatto? - Ho provato a fermarli.

Non volevo che finisse così.

Andrea... Ma quale coca?

Non siete venuti qui in vacanza.

Tu sei venuto per cercare di disintossicarti.

Credo che il vero tossico sia tu.

Dico bene?

Tuo cugino neanche l'avrà mai sfiorata la roba.

- Eh, Albe'? - Che ti devo dire?

Io sono stanco, fa freddo, ho sonno.

Sono schifato. Meno male che le signore sono state ospitali.

- Albe'. - Va bene, ho dato un'occhiata al corpo della vittima.

Non ho visto altri buchi oltre quelli in dotazione.

La droga può averla fumata.

- Beh, questo ce lo dirà l'esame tossicologico, no? - Certo.

Oddio, potrebbero avergli siringato la bomba di metadone per gli esami

ma in questo caso il cuore fermo l'avrebbe fatto circolare di meno.

La ricostruzione era buona.

Ci hai messo intelligenza, fantasia. Bravo.

Abbiamo trovato una giacca appena lavata nella lavanderia

e un'accetta.

Ora sì che ti servirà l'avvocato.

Quindi l'hanno portato loro al burrone?

- Dopo avergli messo la giacca. - E avere fatto le finte telefonate.

Ma perché gli hanno lasciato il cellulare? E' una cazzata.

Sì, ma questa è un'altra storia.

Ora devo solo scoprire chi ha fatto che cosa.

Che freddo! Torno al lavoro.

-Vengo anch'io. -Sì. -Quattro occhi vedono meglio di due.

Lupa! Qui stai, Lupa?

Che ti hanno fatto in faccia? Sei tutta nera.

- Pure il collare ti hanno cambiato. - Fermo lì! Questo è il mio cane!

- Scusi, sembrava il mio. - No, è il mio cane!

Si chiama Ginger, è utilizzato per la pet therapy.

- Scusi. - Soffro di disturbi cognitivo-comportamentali

e dell'umore.

Non sono migliorata, da quando siamo insieme. Io ti compro le crocchette

e tu sei felice.

Ti spazzolo tutte le mattine e sei felice, ma io sono depressa.

Vi porteranno ad Aosta. Ci saranno gli avvocati ad attendervi.

Io lo so che solo uno di voi ha colpito Giampaolo.

Gli altri sono complici.

Me lo volete dire voi chi è stato o volete che lo scopriamo da soli?

E' colpa mia, loro non c'entrano niente.

Mi hanno solo aiutato, io le ho costrette.

L'abbiamo voluto tutti e tre.

Che importanza ha chi l'ha ucciso?

- Siamo tutti responsabili nello stesso modo. - Ah.

Ti abbassi un attimo il collo del maglione, per favore?

Temo che troverò le tue impronte sull'accetta, Soledad.

Mi sbaglio?

Noi troviamo il cellulare presunto di Giampaolo

e dico bene "presunto", laggiù in fondo al burrone...

con una foto come salvaschermo.

Due mani che si incrociano...

con lo stesso anello.

Le mani sono le vostre, Soledad e Laura. Anche l'anello è lo stesso.

Voi avete preso il telefono di Giampaolo, avete cambiato la Sim

dopo averlo pulito e avete messo la Sim in uno dei vostri telefoni.

L'avete pulito, ma avete dimenticato il salvaschermo.

Ditemi se finora sbaglio. O no?

Il cellulare di Giampaolo era pieno di roba.

Non potevate rischiare e non c'era tempo per controllarlo.

Adesso me lo consegnate e lo farò analizzare.

-La stava strozzando! Lei che avrebbe fatto? -Che ne so?

Non so che cosa avrei fatto, ma se Andrea si è preso la colpa

avete già parlato con gli avvocati

così si può imputare l'atto efferato all'uso di stupefacenti.

- "Non ricordo, non so..." - Hanno fatto un gioco delle parti.

La lite era fra i due fratelli e il cugino per via del ricatto.

Ma poi ha messo le mani al collo di Laura e tu non ci hai visto più.

Dico bene, Soledad?

Deruta, noi stiamo scendendo verso l'elicottero.

Tu vieni su e portati degli agenti. Devi portare giù i ragazzi.

Sì, signore. Con D'Intino che faccio? Lo porto con me?

Che ne so di D'Intino, Deruta?

Ce la fai in meno di sei ore a portarmi a Roma?

Con una decina di caffè sì.

Se poi riuscissimo a capire dov'è Italo, sarebbe perfetto.

Andiamo, va'.

Lascia il motore acceso.

"Dottore, il cane l'ho sguinzagliato un attimo e..."

No, questo non lo posso dire.

- "Io tenevo al guinzaglio il cane, ma..." - Ugo! - Eh?

- Sì? - Questo è il cellulare della vittima, va bene?

- Lo dài a Carlo e tirate fuori tutto ciò che ci può servire. - Sì.

- Hai capito? - Agli ordini. - Tutto a posto? - Sì.

Dotto', io volevo solo dirle che...

- Si è visto Italo? - Sì.

L'ho visto in centro. Gli ho telefonato, ma non mi ha risposto.

Cioè, ha visto che lo chiamavo e ha chiuso, non ha voluto parlarmi.

- Dove andava? - Verso il ponte romano. Un attimo.

- Non si arrabbi, io devo dirle una cosa. - Me la dici dopo.

Lupa, hai fame?

Ah, ecco qua.

Casella!

Lo so che mi dovevi dire, non hai trovato la pappa per Lupa.

E' vero? Tieni.

Eccoli qui, così le compri le crocchette.

Stacci attento tu, badaci tu, perché io devo andare a Roma.

Signorsì.

Ciao. Ciao, Lupa!

(in napoletano) Che ti possano appendere!

Mi vuoi tormentare?

[VERSO DI GABBIANI]

Che cazzo...

[RESPIRO AFFANNOSO DI ROSANNA]

[VOCI INDISTINTE]

Quando ha conosciuto il dottore Mastrodomenico?

Era circa il 2007

ai tempi dell'indagine sulla banda di Silvestrelli e Baiocchi.

Si è conclusa con l'arresto di Sandro Silvestrelli

e la scomparsa di Luigi Baiocchi.

Dopo lei venne trasferito ad Aosta, se non sbaglio.

Sì, per motivi disciplinari.

Ecco, l'abbiamo sentito.

Presidente, questo è lo stato di servizio del vicequestore.

Mastrodomenico, come si evince anche dagli atti degli Interni

aveva in mente una punizione più severa per il vicequestore.

Diciamo pure che voleva la testa di Schiavone.

Solo ora comprendiamo il motivo di tanto odio.

Odio... O forse era paura?

Sebastiano... Sebastiano Cecchetti...

era un mio amico d'infanzia.

Per colpa sua e del qui presente Mastrodomenico...

io ho perso mia moglie.

Grazie.

Veniamo ora all'omicidio di Enzo Baiocchi

e al dossier che questi cercava di fare pervenire

al procuratore Baldi di Aosta.

- Buongiorno, Munifici. - Ciao. - Che succede?

Ferite di arma da taglio su addome, petto e occhio sinistro.

Non è detto che siano la causa. Hai visto la faccia?

- Ha documenti addosso? - No.

Ma non sarà difficile identificarlo. Il piede sinistro... è di legno.

- Quando è morto? - Questa mattina presto.

Non più tardi delle sei, ma posso essere più preciso.

- L'hanno massacrato. - Sì, ma non avete visto il peggio.

Gli hanno asportato il pene con un colpo preciso.

Poi lo hanno rivestito.

- Dovrei imparare. - "Imparare"?

- A tagliare uccelli? - Il mio.

- Sì. - Almeno sappiamo la causa della morte, no?

No, ci dovrebbe essere molto più sangue lì.

Io dico che il trofeo gliel'hanno strappato dopo che era morto.

- Mi ci gioco tutte e due le palle. - Metafora fuori luogo, direi.

- Ma che ha? - Lascia perdere.

Qui l'unica cosa fuori luogo è questo corpo sul terrazzino.

C'è troppo poco sangue. L'hanno portato qui dopo, da morto.

[GRIDA DI BAMBINI]

Ci vediamo dentro, arrivo subito.

- Ciao, Rocco. - Ciao, Caterina.

- Com'è andata? - Un paio d'ore.

Spero che per me duri meno.

Alla fine, dovrò solo...

spiegare quel dossier.

- Ti posso fare una domanda? - Certo.

Come mai stai ancora in divisa?

- L'ha trovato lei? - Sì.

Dobbiamo rimanere chiusi stasera?

-Mi pare evidente. Lei è? -Patrizio Malaguti, il proprietario.

- Lei è la mia compagna. I soldi ce li date voi? - Stai calmo!

Un cazzo! Stasera abbiamo la serata "Caffè y leche"!

Sbrigatevi e andatevene!

(in romanesco) Che guardi? Sono bello? - Lo scusi, è scosso.

- E' lei che fa le indagini? - No, lui.

Faremo il più in fretta possibile, ma è tutto ciò che posso promettere.

Grazie.

Il cancelletto era chiuso o aperto?

Chiuso. Con tre mandate, come l'ho lasciato ieri sera.

- Questa roba uscirà sui giornali? - Su qualcuno locale di certo.

Vedo già Moriani della nera.

Settimana a puttane e pure sui giornali!

(in romanesco) Ti devi stare zitto, sennò il cazzo lo taglio pure a te!

Lei ha idea di chi sia il morto?

Un po' difficile a dirsi. Ha visto com'era conciato?

Dall'età, sicuramente non è uno dei nostri clienti.

- Io quello lo denuncio. - Ah, allora deve mettersi in fila.

Patrizio, tu adesso devi solo stare calmo!

Anzi, vattene a casa, è meglio!

"Descrizione della proprietà."

"Schiavone Rocco, il venditore, e Carlo Guazzetto, il compratore"

"dell'appartamento sito in Via Poerio, Roma."

"La proprietà comprende l'edificio, le attrezzature"

"e tutti gli altri beni mobili e immobili correlati."

"La proprietà viene venduta nello stato in cui si trova"

"con tutti i beni, come visti e accettati dal signor Guazzetto."

Era ora che la vendessi. E i mobili?

- Li hai buttati come ti ho detto? - Tutto tutto no.

["RIFUGIO" DI CORRADO CAROSIO E PIERANGELO FORNARO]

Ho questo specchietto dal liceo.

Da ragazzina ci parlavo dentro.

Gli ripetevo così tante volte il mio nome...

che alla fine mi perdevo e non mi ricordavo più chi ero.

Provaci.

Ci manca solo questo. [RISATE]

Che hai fatto con i miei vestiti?

Non me la sono sentita di tenerli.

Non potevamo darli in beneficenza?

No, poi magari incontro qualcuna che indossa un vestito di Marina.

Sei matto?

- A Marina. - "A Marina."

"In fede di ciò, le parti hanno firmato il presente contratto."

- Quanto danno a Mastrodomenico? - Io spero il massimo della pena.

Tutti i giornali ne parlano. Pare che vogliano dare un esempio.

Se ci va di mezzo Mastrodomenico, sono contento.

Ma non è l'unico infame. Sebastiano nemmeno un giorno si fa.

(in romanesco) Non ci posso pensare. E' un Giuda Iscariota, un infame.

Merita di morire.

Non mi interessa che siamo cresciuti insieme, io lo ammazzo.

- A che serve? - A farmi dormire la notte.

Ti ha tradito, ci ha traditi!

Per i cazzi suoi non c'è più Marina.

Se la faceva con le guardie. Non ti basta?

- Ci ha rimesso Adele, però. - Doveva parlare prima. - Ah.

Perché? Per andare in galera?

Che ne sapeva lui che avrebbero cercato di uccidermi?

Si è comportato come si doveva comportare.

Almeno fino al fatto... di Marina.

- In qualche modo, lo capisco. - Lo capisci? - Sì. - Lo capisce...

- Che prendete? - Il tetano, se non lavate le posate. Tie'!

Torno subito.

["INNO ALLA GIOIA" VERSIONE ROCK]

- Pronto? - Rocco, sono il tuo magistrato preferito.

Sasà! Sono a Roma.

Lo so. Io faccio il magistrato, mica il pizzicagnolo!

Ti ho chiamato per questo. Senti, dopo pranzo

avresti cinque minuti per me?

Per te ho pure un mese e mezzo!

[GRIDA DI BAMBINI]

- Eccolo Schiavone. - Alfredo!

- Ciao, Sasà. - Ehi! - Allora?

- Come stai? - Tutto bene.

- Buongiorno. - Alfredo. Vi vedo in forma.

Rocco, noi ti dobbiamo parlare.

Ah. Certo.

Che succede?

- Chi è questa signora? - La moglie di Munifici con i figli.

Provvedimento disciplinare, Munifici viene mandato a Caltanissetta.

- Conosco il problema. - La moglie non è d'accordo.

Vuole restare qui con i bambini. Munifici è andato fuori di testa.

Abbiamo un caso di omicidio e non è in grado di occuparsene.

Perché non lo segui tu?

- Se lo lascio fare, quello finisce dentro. - Come faccio?

Sai meglio di me come funzionano queste cose.

Io ci tengo a Munifici.

- Si è fatto le ossa con te, ti imita pure. - Anche troppo.

Dài, è bravo, scuola tua! Dagli una mano.

Il suo lavoro è appeso a un filo. Se sgarra, altro che Caltanissetta!

A coprire ci penso io.

Sto qui in permesso per il processo, devo tornare ad Aosta.

Con Baldi ho già parlato, chiamerà lui il questore.

-Problemi di famiglia ti trattengono per qualche giorno. -"Famiglia"?

Quale famiglia, Sasà?

- Eh? - In nome della nostra vecchia amicizia?

Per la nostra amicizia mi butterei pure dal Campidoglio.

- Grazie. - Grazie a te. - Io adesso devo andare.

- De Silvestri, ci sentiamo. - Ciao.

- Grazie davvero. - A presto.

Dottore, facciamo che io non le ho detto niente

ma la moglie di Munifici è la nipote del magistrato.

Ah. E' così grave la storia?

Munifici? Anche peggio.

Il magistrato vuole mandarlo in una clinica.

"Ammazza"!

- Vabbè, dimmi di questo caso di omicidio. - E' una brutta storia.

Mentre andiamo, le racconto.

Agente?

Dottore, il corpo era là.

Chi sei?

- Uno che lavora. E tu? - Il proprietario di questo posto.

Con una mattina è andato a rotoli.

- Un nome ce l'hai? - Patrizio. Tu? - Io Rocco.

-Sei della Narcotici? -Se ero della Narcotici, tu in giro non ci stavi.

- Dottore, questo è Stefano Curcio. - Gli amici mi chiamano Chicco.

Io e te non siamo amici. Dimmi, Ste'.

Lavoro vicino a Campo de' Fiori, in un negozietto.

Compriamo e rivendiamo oro. Il negozio è di Paride Ciasullo.

Stamattina lui non c'era. Ha 77 anni.

Da quando lavoro per lui, è sempre venuto, anche sotto le feste.

Che vuol dire? Può essersi preso un'influenza, qualcosa... No?

Abita in Via delle Zoccolette. Ho citofonato, niente.

Mi sono fatto aprire dal vicino e siamo andati a bussare. Niente.

- Continua. - Il vicino, che è un amico di Paride, ha le chiavi.

La casa era vuota, il letto intonso.

- C'erano le chiavi del negozio, che lui non molla mai. - Parenti?

- Credo una sorella a Milano, non l'ho mai incontrata. - Ah.

- Altri amici? - No, io non ne ho mai visti.

Senta, il cadavere aveva addosso questa croce.

Lei l'ha mai vista?

Sì, dietro c'è scritta la data di nascita di Paride.

- L'ho incisa io. - Ah, sì?

Adesso ti accompagneranno all'Istituto di medicina legale

a riconoscere un cadavere. Ti avverto, è conciato male.

- Dotto', se potessi evitare... - No, non puoi evitare.

Vabbè, io glielo dico subito.

Paride Ciasullo aveva un piede di legno. Se può bastare...

- Eh, a questo punto... avanza pure. - Eh, sì.

- Quanto ci vuole per capire se manca qualcosa? - Una mezz'ora.

Vabbè, ti lascio con De Silvestri.

Prego.

La settimana prossima facciamo il Bar Mitzvah a mio nipote.

- Ah. - Ci vieni? - Come faccio?

La settimana prossima sono ad Aosta. [SOSPIRO DI ANNA]

- Come vanno tuo figlio e la moglie? - Eh...

Mio figlio e sua moglie andranno per avvocati.

Questo nipote bello...

che fine farà? - Starà con sua nonna, no?

Già, tanto c'è sempre la nonna.

I matrimoni, che tristezza...

Nella vita mia solo una coppia ho visto al mondo

migliore di me e di mio marito.

Eravate tu e Marina.

Ma... la sorte infame non ha voluto così.

- Stai sempre dentro al mio cuore, Annare'. - Eh, come no!

Dici così e poi ti vedo solo

quando ti sei bucato le suole delle scarpe.

- Cuore mio. - Non è vero. - Mannaggia a te.

- Sono venuto anche per un altro motivo. - Dimmi.

Paride Ciasullo lo conosci?

Sì, sta a 100 metri da qui da sempre. Perché?

L'hanno ammazzato.

L'abbiamo trovato a Testaccio, in un locale.

"Shemà Israel"! Poveraccio!

- A Testaccio? - Sì. - In un locale?

Paride alle 20 si chiudeva dentro casa e chi si è visto si è visto!

- Che mi dici di lui? - Che ti dico?

Ogni domenica andava in chiesa, si prendeva la comunione

pagava le tasse... Ah, però c'è Myriam.

- Chi è? - Mia cognata.

Quella sa tutto. Stasera ci voglio parlare.

Quella è un'enciclopedia.

Allora... Rocco si ferma ancora qualche giorno a Roma.

Che devo dire, "me cojoni" o "'sti cazzi"?

- Io direi "'sti cazzi". - L'altra sera ti cercava.

Casella? Fatti i cazzi tuoi.

-Ultimamente rompi un po' troppo i coglioni. -Che ci fai ancora qui?

Non l'avete capito? Io tutto questo lo rifiuto.

Povero Paride.

Povero amico mio.

Settanta anni di amicizia.

Settanta anni.

- Senta, io adesso le lascio le chiavi. - Sì.

Quando ha finito, mi faccia la cortesia di portarmele giù.

Ci metteremo un po'.

- Ma siamo sicuri che siete della polizia? - Eh! - Ma come?

A lei.

Vabbè.

- Che stiamo cercando? - Qualsiasi cosa, Brizio.

Questo è chiuso.

- Ci sarà un motivo. - Sai aprirlo?

Vedi di andartene.

Tie'. Furio...

Mmm... Ragazzi, questo prestava i soldi.

- Fa' vedere. - Guarda un po'.

- Un "cravattaro". - Eh.

Infatti guarda: "300", "1.200", "2.400"...

Poi c'è una crocetta rossa vicino ai nomi.

- Mmm. - Meno che questo Malaguti, facci caso. - Ah.

Uno, due, tre volte.

E' ripetuto più volte di tutti e non ha la "X" vicino.

Guarda un po' che ho trovato. Ci sono le date.

Gli ori corrispondono ai nomi sul quaderno.

- Cioè? - "Antinori", per dire.

Guarda, eccolo qui.

Gioielli di vario tipo. Braccialetti, collane...

Guarda la cifra.

Uno, due, tre, quattro... Eccolo, la cifra è la stessa.

- E' una specie di archivio. - Sì, della roba che gli portava la gente

e dei soldi che versava in corrispondenza. - E Malaguti?

Ha addirittura tre pagine.

Pure qui bracciali, braccialetti, collane, pure un servizio di posate.

Tre pagine, la cifra corrisponde, ma non ha la "X" vicino. Perché?

- Per ricordarsi che sono pezzi "storti". - Dici? - Dico.

Magari la roba che portava aveva una provenienza illecita o dubbia.

Alla vetrina di Ciasullo non ce la trovi.

- Ricettazione? - Ma no.

Ciasullo non si fidava di Malaguti.

Squagliava l'oro, come vedi, e vendeva le pietre a pezzi.

E' giusto. Molti per non rischiare fanno così quando sono incerti.

- Mmm. - Sì, la "X" la usava anche Caronte.

E' un cugino di mamma che aveva il banco a Governo Vecchio.

Quando il pezzo era buono, metteva una "X".

E' un archivio, un promemoria.

Certo. Continuiamo a guardare, magari troviamo qualcos'altro.

Era l'ultimo a usare l'agenda di carta.

- No, lo fa anche mia zia. - Ah. - Eh!

Ecco Malaguti, abbiamo il numero.

- Furio? - Eh?

Senti un po' nell'ambiente che fa questo Malaguti.

Mi devi dare una mezza giornata.

Guarda che ho trovato nel cassetto.

"A Paride, per sempre nel mio cuore. Clara." Chi è questa Clara?

Un'amante è certo. Ma non finisce qui.

Tieni. Paride e Clara negli anni. Vedi?

- Era la fidanzata, non l'amante. - Non si sono mai sposati.

Questa è la più recente.

Sono invecchiati insieme e non si sono mai sposati.

Vabbè, andiamo.

Questo non è un bel posto per me.

Ti ricordi?

E' successo lì.

E' bastato un solo colpo.

Lascialo qui.

- Rocco? - Ohi. - Lui è Cesare.

- Piacere, Cesare. - Rocco.

- Ciao, Bri'. - Ciao.

- Cesare? - Eh? - Tu hai messo su il circo qui? - Sì, non ti piace?

"Sus scrofa" o cinghiale.

E' un mammifero molto adattabile e resistente

preda ambita per la sua carne.

E' un avversario temibile per la sua forza.

Non sei il figlio del tipografo che aveva la bottega al Parione?

Io di te non mi ricordo.

- No, eh? - No. - Cesare ha molte cose da dirti, ascoltalo.

(in romanesco) Hai voglia! Ma io che ci guadagno?

Che ci guadagna? Ci penso io?

- Non ce li ho spicci, 50 euro. - Facciamo quella verde.

- Preferisci? - Mi si intona meglio.

- Eh? - E' vero.

- Allora? - Forza, Cesare, facci sognare!

- Volete sapere... di Patrizio Malaguti? - Eh.

- Malaguti ha gli impicci, gioca. - E allora?

Deve dare i soldi a mezza Roma.

Ha venduto i gioielli di famiglia a un tale... Paride Ciasullo.

- Lo conoscete? - Vai avanti.

Basta, ho detto tutto.

Per caso si è impegnato qualcosa ultimamente, che tu sappia?

Sono tre anni che va al monte, che gioca e perde.

A meno che non abbia un tesoro dentro casa

che cosa può vendere a Ciasullo?

Hai un numero suo che funziona? Sai dove abita?

- Io? - Eh. - No, non siamo parenti.

Lo potete trovare al locale, lo gestisce con la moglie.

- Che locale? - Tutto questo per 100 euro?

Ti pare poco?

Vabbè, sta al Monte dei Cocci.

- Si chiama Mykonos. - "Mykonos"?

- I proprietari? - C'è la signora.

["INNO ALLA GIOIA" VERSIONE ROCK]

- Dimmi, Alfredo. - Buongiorno, dottore.

- Ha chiamato il dottor Pichi. - Che dice?

Dice testualmente: "Paride Ciasullo è morto"

"al massimo alle tre di notte. Saluti, Uccio."

- Basta, tutto qui. - Grazie. E Munifici?

Sempre peggio, dottore.

L'hanno portato al Sant'Eugenio, sentiva un dolore al petto.

- Secondo me, è solo ansia. - Vabbè, a dopo.

Salve. Dov'è Patrizio?

E' sparito. Mi ha lasciato con il locale così.

- L'ultima volta che l'ha visto? - Oggi all'alba.

E' entrato di corsa, ha preso della roba dai cassetti ed è uscito.

Che ha combinato?

Non lo so ancora, ma se dovesse sentirlo o vederlo

gli dica di chiamare prima me, non la Questura.

-Devo parlargli. -E' di nuovo nei guai con i debiti?

- Glielo dico sempre che gioca troppo forte! - Non è quello.

- Coca? - No, peggio.

Ha a che fare con il morto.

Ultimamente l'ha sentito mai nominare un certo Ciasullo?

"Ciasullo"... No. Non mi dice niente, chi è?

Ciasullo è il cadavere, il morto che avete trovato di fuori.

Se le chiedessi dov'era ieri notte, lei che risponderebbe?

Oddio, io stavo a casa.

- Patrizio stava in giro. - Mmm.

-Sta dicendo che Patrizio avrebbe... -No, non sto dicendo nulla.

Però... è il primo della lista dei sospettati.

Arrivederci. Mi raccomando.

Se la contatta, gli dica di chiamarmi.

Arrivederci.

[SIRENA]

Francesco!

- E' bello rivederla. - Mmm. - Anzi, rivederti.

- Siamo colleghi, no? - Come no!

Ci facciamo due passi?

Che succede, France'?

Eh?

Ti hanno trasferito? E vabbè.

Ci si abitua a tutto.

Certo, non ti può andare peggio di come è andata a me.

Lo so, ma non è quello.

Tua moglie? I figli?

- Non è nemmeno quello. - E allora?

Ho chiesto io il trasferimento.

Così non ti capisco.

C'è una... Una certa Mara Mercalli, di 25 anni.

L'ho messa incinta.

Le ho chiesto di abortire, ma lei vuole che ci sposiamo.

Non ci penso proprio.

E' stata una cazzata di una notte.

Io ci tengo alla mia famiglia.

Lei ha detto che se me ne vado, dice tutto a mia moglie.

Quella mi chiede il divorzio!

Tu sei proprio un coglione.

Sei un coglione.

Però... ti posso dare un consiglio. Questo è il massimo che posso fare.

Devi affrontare la questione.

Anticipa tua moglie. Prendila di petto, le racconti tutto.

Dammi retta, può essere che fra un anno o due...

digerisce la cosa e vi rimettete insieme.

Non ce la faccio a fare questo.

Aspetti che glielo dica Mara?

Mmm? "Mara", no?

Se glielo dice Mara...

ti puoi scordare tua moglie e i figli

e devi cominciare a preparare qualche soldo per gli alimenti.

- Non c'è un'alternativa? - Sì!

L'alternativa è che l'uccelletto lo tieni in gabbia.

Lo sai chi sembri? Frank Zappa.

- Oh! - Eh?

- La festa sarà bella! - Okay. - Con Martina, Simona, Valeria...

A questi nomi un tempo ti accendevi.

Vabbè, se proprio devo, verrò.

Sì! Vuoi andare ad Aosta a rimboccarti la lapide?

- Le cose su come vanno? - "Come vanno?"

Dei ragazzi ne hanno buttato giù un altro da una parete di roccia.

- Brutta storia. - Già.

[RISATE]

Il vero nome è "Mons Testaceum".

I cocci in latino si chiamavano "testae".

E' da qui che prende nome il quartiere, Testaccio.

Vedete? Sono tutti vasi per l'olio.

Hanno impresso il marchio dell'importatore, la provenienza...

Si potrebbero scoprire molte cose interessanti sull'antica Roma.

Nel Medioevo inscenavano il Golgota

con la salita di Gesù con la croce e tutto il resto.

Scusa, che ci facciamo qui?

Niente, un'intuizione.

Pare che vada di moda buttare di sotto i cadaveri.

Sai che non ho capito?

Ecco, guarda. Ragazzi...

Paride è stato ammazzato qui

e poi l'hanno buttato di sotto.

Chiami la Scientifica.

Buttare uno giù da Monte Testaccio? E' una strana coincidenza.

Nel Medioevo facevano un rito.

Era "la ruzzica de li porci", cioè "il rotolamento dei maiali".

Da qui sopra gettavano maiali alla popolazione, che li rincorreva.

Poi li uccideva e se li mangiava.

- Quando succedeva? - A Carnevale. - "A Carnevale"?

All'anima della coincidenza!

Secondo me, a Paride hanno fatto fare la "ruzzica" dei maiali

perché per l'assassino Paride era un maiale, era un porco.

Questo è il suo messaggio, una specie di firma.

Cioè evirato per vendetta?

Sì, non è una questione di soldi. E' un delitto passionale.

Patrizio Malaguti non c'entra.

L'assassino vuole fare sapere a tutti che è stato lui.

[VIBRAZIONE DI CELLULARE]

Scusate.

Dimmi, Brizio.

Ah! Bravo.

Arrivo.

- Eccolo. - Come hai fatto?

- Ho dato altri 200 euro a Cesare. Hai un debito. - Ah.

[SOSPIRO DI ROCCO]

- Si può sapere perché scappi? - Mi potete portare dentro?

- Dipende. - Ho parlato con la mia compagna. Io non c'entro.

Lo sappiamo. Chi è che ce l'ha con te?

I fratelli Parione. Sto sotto di 200.

Per noi sei pulito.

Puoi aprire il locale. I debiti... non sono affari miei.

- Ma io così finisco male. - Ti ha già risposto.

Non sono problemi nostri.

- Mi avevi promesso che mi portavano dentro. - E tu mi dài retta?

Salutami i Parione, quando li vedi.

- Annare'. - Hai capito che mi ha detto Myriam ieri sera?

Paride Ciasullo tanti anni fa ha avuto una storia d'amore.

- Era una certa Clara? - Clara Petacci.

- Davvero? - No, non è parente.

Vabbè, chi se ne frega, no?

Questa Clara è stata parecchio con Paride Ciasullo.

Poi Dio se l'è chiamata e Paride da allora... niente più.

Paride aveva questo amore, però stiamo punto e a capo.

No, perché non sai tutto.

Myriam ha detto una cosa che mi ha fatto rizzare le orecchie.

- Per questo ti ho chiamato. - Cioè? - Era un amore proibito!

Hai capito? Lei era la donna di Mario Spatocco.

Tu sei troppo giovane, non ti puoi ricordare.

Mario Spatocco era un'erbaccia.

Comandava lui fino a metà anni '70 al Pigneto e al Prenestino.

Poi la polizia l'ha inchiodato per l'omicidio di un notaio.

Myriam ha la testa un po' ingarbugliata.

Ha 94 anni, hai capito?

Non si ricorda tanto bene

ma dice che poteva essere l'anno che l'Italia ha vinto i mondiali.

- Ah, il 1982? - Sì, quando Mario andò a pigione dallo Stato.

Certo. Quando Mario era in galera, Paride gli ha fatto visita a casa?

E gli ha soffiato Clara Petacci.

Non fa una piega.

- Rocco, io sono stato a trovare Munifici. - Ah.

- Niente, non parla. - Certo che non parla!

- Sei parente della moglie! - Mmm.

Te lo devo dire, Sasà, ha fatto una cazzata

con una ragazza, che minaccia di dirlo alla mogie.

Scusa, ma questa per caso si chiama Mara Mercalli?

- Mi pare di sì. - Roba da matti!

- Che c'è? - L'ho scoperta da un po'!

E' la sesta volta che dice in giro che l'hanno messa incinta.

- La ragazza è nota. - Ah, "è nota"? - Sì!

- Questo era il problema? - Sì.

Allora lo risolvo io.

Meglio così.

Invece le indagini?

Sto aspettando una telefonata di De Silvestri.

- Andiamo a trovare un certo Mario Spatocco. - Mmm.

E' uscito da poco da Rebibbia. Gli hanno abbonato un po' di pena.

Il resto del tempo l'ha passato dentro e fuori dall'ospedale.

Non sta bene, è cardiopatico. Parecchio, eh!

Devono sostituirgli un paio di valvole.

- E' una macchina? - Che deve fare?

Ah, ecco, siamo arrivati.

- Chi state cercando? - Buonasera. - Salve. - Buonasera.

- Spatocco, signora. - Ieri notte l'hanno ricoverato.

- Ah. - Speriamo che Dio se lo prenda. - Dove?

- Qualche santo. - Sant'Andrea?

- No. - San Camillo?

- Neanche. - Sant'Eugenio?

-No. -I santi degli ospedali sono finiti.

- E che vuoi da me? - Santo Spirito?

- Sì, bravo. - Oh!

- Grazie! - Prego. - Andiamo, va'.

Lui è Mario Spatocco.

- Può vederci? - Sì, anche se è combinato male.

L'hanno portato qui ieri notte.

Un infarto. Ha il cuore più malandato che abbia mai visto.

-Lo operate? -Sì, ma è un miracolo che sia ancora vivo.

Che sta facendo? Che significa? Che sta tagliando?

[RISATA DI MARIO]

E' un messaggio per noi, dottore.

E' meglio che non glielo dico che cosa ha tagliato.

Se rimane vivo dopo l'operazione, mi avvisi.

Quello stronzo ha ucciso un uomo.

Vorrei mettergli le mani addosso.

A me sembra che ci sia già un tribunale che ha deciso per lui.

Su questo ha ragione, dottore.

Pienamente ragione.

Mi raccomando, ragazzi, occhio a Munifici.

Io la balorda gliela tolgo, però con la moglie sono affari suoi.

- Rocco... - Eccoci qua.

Ohi. Grazie, eh.

- Grazie a te. - Ti devo un favore.

- Tu me ne hai fatti tanti, non mi rimetterò mai in pari. - Su.

Grazie, lavorare insieme a lei è sempre un grande piacere.

Anche per me, Alfredo. Se ti serve qualche cosa, sai dove sono.

- Vabbè, ciao. - Ciao.

Ciao, ragazzi.

- Tieni. - Che cos'è?

E' per stasera, per l'entrata alla festa.

- "Alla festa"? Io odio il Carnevale. - Pure io.

- Potevi prenderla rossa, no? - Ora ci andiamo a riposare.

- Stasera ci divertiamo. - Tieni. - E' pieno di fica!

Ah...

[MUSICA ELETTRONICA]

Furio si è fissato con Sebastiano. Non posso levarglielo dalla testa.

Se ne deve fare una ragione.

- Tienilo d'occhio. - Sì, ma non stasera.

["RIFUGIO" DI CORRADO CAROSIO E PIERANGELO FORNARO]

Ciao.

[MUSICA ELETTRONICA]

Hai impegni stasera?

A parte te?

Nessuno.

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