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FRAMMENTI DI VETRO (Titolo originale) B.O.Y. LIVIDI DI IERI (Titolo Inglese)
- Non essere arrabbiato con me.
È soltanto per pochi giorni.
- È tutto ? - Sì.
- Mi sposto, così puoi sederti qui.
- Allaccia la cintura, Tobias.
- Guarda quello.
- Quello non spaventerà nessuno.
- Non si dovrebbero spaventare gli uccelli.
- No, non si dovrebbe.
- Adesso sei qui.
Adesso sei mio.
Mi prenderò cura di te.
- Nonna...
Non confrontare le mani. Se lo fai ...
- Dai, adesso basta, amore.
- Le mani sono lo specchio dell'anima.
Ti dicono dove sei stato
e dove stai andando.
Ti svelano sempre.
- Come sempre ti ho preparato il letto
nella vecchia stanza di tua madre.
Io devo tornare in officina.
Nel frattempo puoi disfare i bagagli.
Terresti un occhio sulla nonna mentre sono via ?
Grazie.
- È quello che ho sempre detto.
Le disgrazie non vengono mai da sole.
- Cosa ?
- Le disgrazie non vengono mai da sole.
- Vuoi un pò di salsa ?
Sì, prendi un po' di salsa.
Tieni.
Ho visto che nascondevi le tue pillole.
- Ne vuoi ancora ?
- No, grazie.
- Mangia almeno quello che hai nel piatto.
Un ragazzone come te
ha bisogno di cibo in abbondanza.
Dai, adesso mangia.
- Guarda. Hai visto quello ?
- Sì.
È davvero bello. Forza...
Buono, davvero buono.
Ti fa bene.
Ne vuoi ancora un boccone ?
- Eccolo qui. - Quello ?
- Alzati in piedi, per favore.
- Che cosa è questo ?
- Provalo.
- Ma è del nonno.
- Lui non lo usa più. Mettitelo.
Così, sì.
Ti sta bene.
Adesso tu sei lui.
Vieni con me.
Vieni, Tobias.
Vieni. Scava.
- Qui ? - Sì.
- Nonna, perché devo scavare ?
- Tu scava, scava.
Adesso sei davvero lui.
- Chi sono ? - Morten.
- Morten è morto, amore.
Lui è Tobias.
Vieni, dammi la mano.
Sì, rimettilo a terra.
Rientriamo in casa. Vieni.
Fa attenzione.
Andiamo.
Ricopri il buco.
[Ciao, sono Camilla.
in questo momento non posso rispondere
ma se volete...]
- Esatto. Sì.
Okay.
Se porti la vernice,
sono sicuro che lo risolveremo.
Okay. Sì. Va bene.
Allora restiamo così. Okay. Ciao.
- Devi solo pulire dove lo abbiamo toccato
Non tutto quanto il vetro.
Ecco fatto.
Sì. molto bene.
- Allora, noi andiamo.
- Grazie. - Grazie a voi.
- Postresti di nuovo aiutarmi un'altra volta. - Certo.
- Sì, hai lavorato bene.
- Ho solo fatto quello che mi hai detto. - Proprio per questo.
- Salve. - Salve.
- Lavori per il vetraio ?
- Cosa ?
- Il vetraio.
- Ah...
Direi di sì,
però soltanto per le vacanze estive.
- Vieni a sederti.
Non mi pare male come lavoro.
Meglio che lavorare nel negozio di patatine come lavoro estivo.
Un estate ho lavorato nel negozio di patatine vicino alla spiaggia.
Dopo il lavoro puzzavo di grasso fritto.
- Si, ma i turisti le adorano.
- Turisti grassi...
- Non eri tu che andavi in skate giù alla spiaggia ?
- Tobias ? Il pranzo è pronto. Forza, vieni, veloce.
- Ci si vede.
Anzi meglio... ti andrebbe di uscire qualche volta ?
- Puoi messaggiarmi o chiamarmi, se ne hai voglia.
- Lo farò.
Tobias, vero ? - Sì.
- Allora, ci vediamo. - Ci vediamo.
- Posso passare per domani.
Sì, promesso.
Sì, domani.
Okay.
- Come mai conosci Aron ?
- E chi è Aron ?
- Il tipo con cui stavi parlando.
- Non lo conosco.
- Ah...
Ah, okay.
- Tu lo conosci ?
- Un pochino.
Dipinge.
- Dipinge ?
- Sì, prima chiamamo me, poi chiamano lui.
- Ho capito...
quel genere di pittore.
- Beh, che cosa c'è ? - Niente.
- Vuoi provarci tu ?
- Sì.
- Sposto questo da questa parte.
Cominciamo con un pezzo piccolo.
Appoggia qui la tua mano sinistra.
Impugni il tagliavetro con queste dita,
e lo devi far appoggiare qui. - Okay.
Tienilo un po' più diritto.
Inizia a tagliare un centimetro dal bordo.
Sì. Lo senti il rumore che fa ?
Sì.
Sì, molto bene, sì.
Ce l'hai nel sangue.
Sì, lo senti ?
Molto bene.
- Tobias ?
- Sì ?
- Non sono belli ?
- Non saranno troppo caldi ?
- No, sono perfetti.
- Beh, adesso togliteli.
- No, li voglio indossare oggi.
- Non puoi. Levateli.
- Non puoi decidere tu per me.
- Quattro turisti molto grassi in arrivo.
- Si possono portare via gli avanzi ?
- Non mi sfiora certamente il pensiero di mangiarli.
Vetraio per l'estate ?
- Invece tu ?
- Ho la mia ditta personale.
Le persone avranno sempre bisogno di ritinteggiare
le loro case.
- Sei sempre vissuto qui ?
- Sì, sempre.
- Morirei se dovessi vivere qui di inverno.
- Moriresti ?
- No, forse no.
Ma sarei metà morto.
- Ma non puoi morire à metà.
- Sì che puoi.
- Okay.
Ma quando non sei qui?
- Allora niente.
- E dove non moriresti ? In inverno ?
- Allora sarei soltanto... - Soltanto cosa ?
- Sarei soltanto...
- Soltanto cosa ?
- Non è che devi sapere tutto.
- Si, in effetti devo.
- Quanti anni hai ?
- Quanti me ne dai ?
- Sto solo domandando.
- 19.
- 19 ...
- È proprio bello qui, vero ?
- Sì.
ARON: È stato bello ieri. Rifacciamolo.
- Buon giorno.
- Buon giorno. Pensavo fossi uscito.
- No, era il postino.
- Vuoi un caffé ? - No, grazie.
- Hai bisogno di tagliarti i capelli.
- Cosa ? - Si, vieni.
Siediti. vieni qua.
- A me piacciono così.
- No, sono troppo lunghi.
- E chi lo dice ? - Lo dico io.
Ti tagliavo i capelli quando eri più piccolo,
li tagliavo anche a tua madre.
Dai, vieni a sederti.
Così, e levati la maglietta.
- No, avrei freddo.
- Smettila per favore.
Non c'è niente che non abbia già visto prima.
Dai, levatela.
Così...
Dalla a me. Ci siamo.
Ho tagliato i capelli a tua madre su quella sedia,
già fino a quando aveva la tua età.
Poi, improvvisamente, non ero più abbastanza bravo.
I suoi capelli si ingarbugliavano tutti
quando giocava.
Aveva i capelli ricci proprio come i tuoi.
Anche le forbici sono le stesse.
Non è divertente la cosa ?
Okay, forse non è proprio così divertente,
ma un pochino lo è.
Va bene, cominciamo.
Siediti un pochino più indietro, ecco così.
No, non sei obbligato tagliarti i capelli,
se non vuoi farlo..
- Prenditi cura di lui.
Come hai fatto con me.
- Sì, va bene così, amore. Vieni.
Adesso facciamo una bella gita. Vieni.
- Salve. - Salve.
- Ciao - Ci vediamo stasera.
[Ciao, sono Camilla. in questo momento non...]
[Ciao, sono Camilla.
in questo momento non posso rispondere
ma se volete lasciate un messaggio. Bip...]
- Che cosa vuoi ?
Che cazzo vuoi ? - Niente.
- Non sei neanche il mio tipo.
- Salve. - Salve.
- È nel giardino. - Dobbiamo solo scaricare della roba.
- Si sono rotte quattro finestre.
- Adesso gli diamo un'occhiata.
Reggi questo.
Adesso siamo pronti.
- Ha avuto un peggioramento.
Hum...
Ho chiamato tuo padre. - Eh...?
- Ci siamo messi d'accordo
che puoi stare da lui finche lei non si sente meglio.
Si tratta solo di pochi giorni.
- Ma non posso restare qui ? - No.
Meglio che tu stia da tuo padre.
- Ma potrei stare... - No.
- Ma se potessi…
- Mi sono già messo d'accordo con lui.
- Ma io ho delle cose da fare.
Ho degli appuntamenti...
- Cosa devi fare ? Con chi hai appuntamento ?
- Non fa niente. Non ha un cazzo di importanza. Non lo sopporto.
- Ma è tuo padre.
Sono nella loro casa per le vacanze. Non è così lontana.
- Salve. - Salve.
Ciao, Tobias. - Ciao.
- È bello rivederti.
- Spero che Astrid si rimetta presto. - Grazie.
- Andiamo ?
- Ti prego, almeno provaci. Vai.
- Non vedevo l'ora di vederti.
- Oh, davvero ?
- Ti sei divertito ?
- Dov'è tua madre ?
- È in Italia per lavoro.
- È stata una fortuna che fossimo qui,
così la nonna può avere
un po' di pace e tranquillità.
Abbiamo affittato la casa per quasi tutta l'estate.
Volevamo stare qui soltanto per un paio di settimane.
Hanno costruito un nuovo skateboard park non lontano da casa.
- Non spegnerla.
Vorrei ascoltarla.
- Musica classica ? - Sì.
- Qualcosa non va ?
Potresti alzare il volume ?
- Ciao ! - Ciao.
- Ciao, Tobias. - Ciao.
- Non vedevamo l'ora che tu arrivassi.
- Leviamo solo questa roba
e poi ti porto delle lenzuola pulite.
Fai finta che sia camera tua.
In effetti lo è.
Si, fai finta che sia la tua camera.
- Sì.
- Torno a ripetere, in effetti lo è
camera tua.
- Ciao, Freja. - Ciao.
Starà qui per tutte le vacanze ?
Hello? Per quanto tempo si ferma qui ?
- Per tutto il tempo che vuole.
- La cioccolata calda è forse un po' strana.
Ma ti è sempre piaciuta.
- Mi piaceva ?
- Sì, era una cosa tra di noi.
Per quanto mi ricordo.
- Io non me lo ricordo.
- Allora, può darsi che mi sbagli.
- Probabilmente, sì.
- Posso portarti una bibita al posto ? - Va bene.
- Non abbiamo del cordiale ? - No
- No, va bene così.
- Non mi piace la cioccolata. - Ma sì che ti piace.
- No, la odio !
- Vado a prenderti il cordiale. - No, va bene così.
Lo pensi anche tu, vero?
- Non vieni a unirti a noi ?
- No, io...
- Vieni, si sta benissimo.
- Prendilo, papà !
- Dai...
Vieni !
- Prendila, papà !
- Vai, vai, vai, vai !
- Sì mamma,
la nonna si è ammalata e quindi... - Riesco a sentirti a malapena...
Questo non è... non è un momento opportuno.
- Si, ma... - Ne riparliamo domani.
Adesso parlane con il nonno.
- Ma io non sono dal nonno.
- E dove sei ?
Pronto ?
Tobias?
- Sono da papà.
- Da tuo padre ? - Sì.
- Perché sei da tuo padre ?
- Perché voleva vedermi. - Ah.
Siamo nella sua casa estiva.
C'è la piscina e... - Con la sua nuova famiglia ?
- Si ci sono anche Selma and Freja.
- Cosa ? - Io ho anche la mia camera.
- Avremmo dovuto parlarne di questo.
Come puoi farmi questo. Io che...
- Torno dal nonno. - Cosa ?
Il nonno mi ha detto che va bene se torno anche adesso.
- Non penso dovresti.
Abbiamo davvero aspettato che tu venissi a trovarci.
- Voglio andare a casa.
- Ricominciamo da capo. Non vedi che...
- Cazzo, ma non riesci a capirlo
Non voglio stare qui.
Sono stufo di te e di questa cazzo di famiglia.
- Vuoi che ti dia un passaggio ?
Tobias ?
- Sono contento che tu abbia voluto vedermi.
- Mi è appena capitata una cosa.
- Cosa ?
- Alla fine, si è dimostrato essere nulla.
- Che cosa vuoi dire ?
- Niente.
- Specchio dell'anima ?
Chi lo ha detto ?
- Era qualcosa che mi diceva sempre mia nonna.
- Okay.
Allora, cosa vedi ?
Forza ! Cosa vedi ?
- Hmmm...
Vedo che tu diventerai probabilmente...
molto vecchio.
E che tu…
sarai... - Quanto vecchio ?
- Beh, questo non posso vederlo.
Probabilmente non è vero.
Mia nonna...
tende a fraintedere la realtà.
- Dovrei provarci ?
- Sì, ma fa attenzione.
- Sei pronto ? - Sì.
- Wow...
Quello è stato proprio perfetto.
- Vuoi provare tu ?
Ti faccio vedere come si fa un ollie ?
- Fammi vedere. - Okay, ti metti così.
- Okay. - Metti i tuoi alluci proprio in questo punto.
Spingi un piede verso il basso e fai scivolare l'altro piede verso l'alto.
Così, prova. - Okay.
- Okay… ci provo.
Allora, avevi messo un piede qui...
- Devo tenerti ? - Così... Aahh..
Fino giù in fondo ? E il piede va lì ?
- Sei pronto ? - Sì.
- Così ? Sì.
Quasi.
- Posso provare di nuovo ? - Qualcosa che non va ?
- No.
- Invece c'è qualcosa, che cosa è ?
- Oggi non posso preoccuparmi anche di loro. - Cosa vuoi dire ?
- Che si immagineranno un casino di cose.
- Tipo cosa ? - Semplicemente non voglio problemi, Tobias.
Questo è tutto.
- Io non sono un dannato problema.
- Tobias …
Hai capito male.
Tobias, non volevo dire questo.
- No, certo.
Si, grazie, arrivederci.
La nonna è morta.
L'ho tenuta fra le mie braccia fino a quando non è diventata fredda.
Vuoi vederla ?
Venga.
Qui.
- Hey. - Ciao.
- Entra.
- Grazie.
- Come mai sei venuto qui ?
- Non lo so...
Solo per...
Avevo voglia di vederti.
Amami.
- Cosa ti successo alla mano ?
- Sono caduto mentre facevo skate.
- E quello...
- Non è niente.
- Continuo a non essere interessato.
Perché non dici niente ?
Che cosa ci fai da queste parti, eh ?
- Sto da mio nonno, mentre mia madre è via.
- Perché non sei a casa?
- Quanti anni hai ?
- 16.
- Perché …
- Cosa ?
- Perché...?
Lo sai...
- Si guadagna bene.
- Già.
- Torniamo al lavoro.
Te ne posso procurare uno, se vuoi.
- Lo credi davvero ? - Sì.
- No, non credo sia il mio genere.
- Perché non sei venuta ai funerali della nonna ?
- Qui le cose si stanno trascinando per le lunghe.
Non potevo andarmene così.
Purtroppo... - Quando torni a casa ?
- Hmm...
Cosa ? Adesso devo riattaccare. Non importa.
- Pronto ? - Non ti sento.
Adesso devo andare. Non richiamarmi.
- Come stai ?
- Beh...
- Scusami. Domanda stupida da parte mia.
- No, tu non sei stupido.
- Un altro giro ?
- Sì, certo.
- Due pinte, per favore. - Devo vedere un documento di identità.
- Oh, cazzo.
Ho dimenticato a casa la patente.
- Mi spiace, ma devo vedere un documento.
- Okay.
Vogliono un documento e io ho dimenticato il mio.
- Una vera seccatura.
- Non hai della birra a casa tua ?
- Sì.
- Prima però devo ndare in bagno. - Okay.
MAMMA: [Smettila di messaggiarmi tuttgi i momenti.]
- Che cosa stai facendo ?
- Che ti salta in testa ?
- Scusami, è che pensavo che...
- Aspetta qui.
Hai avuto così tante opportunità.
- Cosa è successo ?
- Andiamo. - Che cosa ha detto ?
- Sali in macchina.
- Cazzo !! Porca...
- Tutto bene ? - Sì, sto bene.
- Vieni qui un attimo, Tobias.
Per tutto questo tempo non è stata al lavoro.
- E allora cosa ha fatto ?
- È stata a casa.
Non credo che abbia avuto un lavoro per un bel po' di tempo.
- Ma se la mamma usciva di casa ogni mattina...
- Già...
Puoi rimanere qui.
In questo momento, non è il caso che tu torni a casa da lei.
- Cazzo, la odio !
- Non dire così.
Tobias !
- Non c'è verso di liberarsi di te.
- Puoi darmi una mano a cominciare ?
- Pensi che sia una buona idea ?
- Sì.
- Sai in cosa ti stai cacciando ? - Pienamente.
- Io non ti salverò.
- Sono solo soldi.
- Aspetta qui.
- E poi cosa ?
- E poi succede.
- Allora, tu sei il nuovo ?
- Sì.
- Ancora glabro.
Che cosa vuoi ?
Vestiti nuovi ?
Scarpe ? O soltanto soldi ?
- Che cosa succede ?
Vieni qui. Vieni qui.
Smettila.
- Cazzo, Tobias … - Vai via !
- Che diavolo stai facendo ?
Levati la magletta. Dai !
Forza.
Devi andare a parlare con qualcuno. Hai bisogno di aiuto.
- Io ti piaccio ?
- Certo che mi piaci.
- Allora perché non vuoi venire a letto con me ?
- Ma io voglio. - Però continui a dirmi di no.
- Devo chiamare tuo nonno.
- Non farlo. - Non ho altre alternative.
- Va a fa un culo !
- Ti ho già visto prima.
- Okay.
- Hai riparato la finestra a casa mia.
- Oh sì. È vero.
- Tobias ?
Vieni qui.
Dove sei stato ?
- Cosa sono quei soldi ?
- Già.
Vorrei saperlo.
- Non sono miei. - Per favore...
Li ho trovati nascosti tra i tuoi vestiti.
- Non ho idea di che cosa stai facendo.
- E a te cosa importa ?
Allora ?
- Certo che di te mi importa.
- È stato Aron ? - Aron ?
- Sì. è stato Aron a fare la spia ?
- Dove hai preso i soldi ?
- Lo vuoi davvero sapere ?
- Sì, sono preoccupato per te. - Come no ?
Mi scopo vecchi schifosi come te per 500 corone l'uno.
- Tobias!
- E sono bravo a farlo.
Mi piavce farmi scopare da un vecchio cazzo rugoso.
Era questo che volevi sentire ?
Che mi scopano giù al porto!
Mi piace farmi infilare un cazzo appiccicoso nel mio culo !
- Tobias.
- No.
Voglio che tu mi picchi.
Picchiami.
Di nuovo.
Picchiami di nuovo.
Fallo di nuovo.
Picchiami più forte. Ancora più forte. - No, basta.
- Picchiami più forte, dannazione. - No, basta.
- Picchiami più forte, cazzo ! - No, non lo farò, Tobias.
Non lo farò...
- Sono solo...
- Sì ?
- Io... io non so. Sono...
soltanto io.
- Hm... sì.
Hm... raccontamiu di più, per favore.
- Tieni. - Grazie.
- Senti… - Cosa ?
Cosa ?
- Come ti senti ?
- Meglio.
- Mi fa piacere sentirlo.
- Beh...
C'è una cosa ...
che vorrei dirti.
- Sì ?
- Mi dispiace.
- Ti dispiace ?
- Si. Per tutte...
quelle bugie e quei segreti.
Mi dispiace di averti insultato in tutti quei modi.
- Sono io quello che deve scusarsi.
- Cosa vuoi dire ?
- Ti ho deluso
Ti ho lasciato solo.
Non sapevo se tu volessi vedermi.
- Lo volevo.
Io ...
Sì...
Mi sei mancato.
E vorrei saper se...
se quando uscirò...
- Sì... ?
- Quando tornerò...
potro stare di nuovo con te ?
- Tu lo vuoi ?
Ma certo che puoi, naturalmente.
Naturalmente che puoi stare con me... naturalmente.
Certamente,
mi servirebbe proprio un po' di vita attorno. Mi servirebbe proprio.
- La nonna diceva sempre che
le mani sono lo specchio dell'anima.
Ma non confrontarle mai. Se lo fai...
- Allora sei vivo.
- Già.
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