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Viaggiavo in seconda classe,
come affermavo con piacere nelle interviste.
Guardavo le facce delle persone.
Cercavo di sentirle parlare.
Ma non volevo che nessuno mi rivolgesse la parola.
Se qualcuno tentava di farlo,
rispondevo s� o no, e tornavo a posare gli occhi sul mio libro.
Certo che amavo la Sicilia,
le sue facce, le persone, le luci.
Ne detestavo i suoi architetti o forse i geometri
per quelle case repellenti, ammassate e mai rifinite.
Ne odiavo i suoi vecchi politici.
Ma amavo la gente di Sicilia,
le sue marine d'inverno,
gli occhi grandi e scuri dei ragazzi e delle donne.
E pi� di ogni altra cosa ne amavo il sud, verso Siracusa e Ragusa.
E Ortigia, Fontane Bianche, Modica, Ispica, Scicli.
Avevo chiesto di atterrare a Reggio Calabria,
per poter prendere come ogni volta il ferry-boat che mi portava a Messina.
E poi il treno come sempre fino a Siracusa.
Avevano cancellato la linea per Pachino e Capo Passero.
E questo, lo giuro, non lo potr� mai perdonare.
E viaggiavo in seconda classe, guardando le persone assonnate,
ma non volevo essere guardato.
Buongiorno maestro.
- Benvenuto, maestro. - Buongiorno.
- Benvenuto, maestro. - Salve.
A Siracusa si trover� benissimo.
La sua stanza � pronta, mi segua, prego.
Grazie, maestro.
La macchina che aveva richiesto � a sua disposizione, maestro.
Si sa bene che la luce delle tre del pomeriggio � dolorosa.
E che non si dovrebbe mai andare in giro a quell'ora.
Che quindi non c'� da meravigliarsi se tutto fa male.
Se tutto prende alla gola.
E la vita si presenta come un paese di confine.
E non vorresti fare niente, nemmeno dormire o fare l'amore.
Ed � cos� che la vita ti sfugge e scappa via per sempre.
Ma, quando morirai,
non vorrai perderle o dimenticarle quelle ore.
Vorresti vivere anche solo quelle.
Vivere soltanto le ore dell'abbandono e del dolore.
E la sera, la dolce sera?
Ma la mattina dopo finalmente andai alla Mazzarona.
E trovai i ragazzi, belli, giovani, guizzanti e la vita.
Volevi passare ore ed ore a guardarli,
e volevi vederli la prima volta che avevano fatto l'amore.
E' la tua fissazione, la fissazione della vita.
Avresti dato qualunque cosa
per vedere la loro prima volta mentre facevano all'amore.
Tremare di desiderio, di paura, come tutti.
Anche se erano figli del popolo.
E loro non hanno certo la nostra paura.
E vedere le loro madri partorirli e rivederli bambini.
E poi rivederli adesso e cercare di riconoscerli.
Ma ora giocavano, senza immaginarsi nemmeno
di come le loro madri avevano urlato per metterli al mondo.
Non lo sapevano.
Non avevano sentito quegli urli e non sapevano che cosa voleva dire.
E io non sapevo niente di loro, non sapeva niente nessuno.
Il primo � lui.
Andiamo in macchina?
- Che vuoi fare? - Andiamo.
- Come ti chiami? - Saverio.
Quanti anni hai, Saverio?
Diciannove.
Ti piace questa musica?
Insomma.
La posso lasciare?
Ti va se andiamo fuori?
Saverio indossava pantaloni aderenti di stoffa leggera.
Si posavano sul suo corpo con arroganza.
Osservavo quelle mani
che scioglievano la cintura con gesti lenti.
La saliva mi infognava la gola
e dovevo deglutire ad ogni respiro.
Avevo paura che sciogliesse il suo tesoro lontano dai miei occhi,
senza farmi godere ogni dettaglio.
Ma non lo fece.
Si sciolse la cintura e si offr�.
Immobile, in attesa,
ai miei occhi, alla mia bocca.
Non lo vedevo, ma di certo aveva chiuso gli occhi.
Erano occhi bruni con delle ciglia delicate da fanciulla.
Nel buio non potevo vedere quel paradiso.
Potevo solo sentirlo con la bocca ed il palato.
Ma avrei voluto vedere i suoi occhi.
Entra un recchione dal dottore e gli dice:
"Dottore, ho un problema."
"Che � successo? Io mi devo sbrigare
perch� oggi � il mio compleanno e mia moglie mi aspetta."
"Dottore, mi sento pungere da dietro."
"Allora guarda, fai una cosa, abbassa subito i pantaloni che controlliamo."
Si abbassa i pantaloni e dice:
- "Ma qua non c'� niente." - "Dottore, pi� in fondo."
"Ma qua non c'� niente, Filippo!"
"Dottore, pi� in fondo."
"Ma, ma sei sicuro? Qui non c'� niente!"
"Dottore, pi� in fondo!"
"Maria, passami il divaricatore, forza e muoviti!"
"Entra nel culo, bastardo!"
"La torcia!"
"Minchia, Filippo!"
" Ma che ci fa questa rosa nel tuo culo?"
"Dottore, oggi � il suo compleanno, allora � per lei con tanti auguri."
Robertino rimase immobile accanto alla mia macchina.
Non disse niente perch� aveva i capelli lunghi e mossi da bambino.
Gli occhi neutri di chi pensa mille cose,
ma non sa quale pensiero seguire.
Aveva pantaloni pi� larghi,
ma non per questo meno crudeli.
Il bozzetto dell'inguine era arioso e misterioso.
Illeggibile.
Volevo contemplare le sue gambe tonde,
cosparse di peli lunghi e morbidi.
Ma non c'era tempo.
Fermati tempo!
- E allora? Che poi ci sono le gemelle. - Oh, cacchio!
Rosario, attacca tu, ma sbrigati per�, eh!
Ti piace?
Che cosa?
La musica.
Un po'.
- Senti freddo? - No.
Usc� un torace scolpito da Dio.
La pelle lucida e liscia,
e il petto forte con piccoli capezzoli virili.
Mi girava la testa.
Il capo si ergeva fiero sopra tutta quella pelle marrone chiaro.
Con i capelli che si erano inciuffati nel togliersi la maglietta.
Si tolse la cintura.
Desideravo pi� di ogni altra cosa scoprirglielo quieto e sfiorito,
per poterlo sentire ingigantirsi dentro la mia bocca.
E poi volevo vedergli i piedi ricoperti da quelle scarpe di tela aderenti
come quelle di una principessa.
E io il vostro principe,
il principe di tutti voi.
- Oh, ma che minchia sta facendo? - Ma?
Tore, cosa stai facendo?
Stanno facendo il bagno.
Che matti!
Se gli viene un accidente, sono cazzi loro.
La posso mettere una strana musica?
S�.
Se non ti piace, per� me lo devi dire.
E' una musica allegra,
allegrissima, la pi� allegra che ci sia.
Ti piace?
Mi guardava con gli occhi vitrei, eppure dolci.
Non mi amava, ma non riusciva ad odiarmi.
I suoi occhi non erano di cane, ma di dolce mucca.
Come ti chiamavi? A che pensavi?
Avevi paura?
Avevo bisogno del tuo calore, dell'odore delle tue ascelle,
dei tuoi ginocchi, delle tue mani.
Volevo sentire le tue dita sfiorarmi.
Avrei dato tutto perch� tu mi amassi quanto io amavo voi.
Avrei dato tutta la mia vita, i miei sogni, le ricchezze,
il talento che mi riconoscevano, per avere tutto questo.
Non ti va di sorridermi?
La mattina della partenza c'era il vento del sud,
in un cielo giallo di nuvole e sole,
perch� era necessario partire da Siracusa con la tempesta nel cuore.
Ma adesso per� voglio guardare il mare in burrasca quanto mi pare.
Un artista del nostro tempo: scandalo o rivelazione. "Prima Parte"
"L'amore"
L'amore non esiste.
L'hanno inventato i falsi poeti
per raccontare ci� che non sapevano raccontare.
Due mesi di passione e mille anni di noia e sopportazione.
La natura ha inventato e previsto solo il bisogno di accoppiarsi
per preservare la specie e nient'altro.
Li avete mai visti i gatti innamorati, o i cinghiali, o i rinoceronti?
Si dice che sono in calore.
Per gli esseri umani l'idea del calore appariva troppo bassa
e hanno inventato l'amore, tutto qui.
"La sessualit�"
Poi gli attribuiscono maggior importanza
del mangiare, del bere, del dormire, o dell'evacuare.
Quando sei morto di fame, non scambieresti un piatto di maccheroni
con la donna pi� sensuale del mondo.
Quei critici che mi attribuiscono la fissazione del sesso
sono repressi, maniaci e potenziali stupratori.
Io faccio l'amore liberamente quando mi va di farlo.
Se non ci riesco, me ne dispiace e ci riprovo il giorno dopo.
Loro no.
Schifano il sesso perch� se lo sognano giorno e notte
e non hanno il coraggio di ammetterlo.
E' solo per questo che mi disprezzano.
" La nudit�"
Si � mai visto un gatto vestito, una pantera vestita, un cervo vestito?
La natura, inventandosi i corpi, ha dato il meglio di s� stessa.
- E' arrivato il signor Varzo. - Fallo entrare.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Mi dispiace tantissimo per il ritardo. Sono venuto con l'autobus
e non mi aspettavo ci volesse tutto questo tempo.
Quanti anni hai?
- Ti facevo pi� vecchio. - Ne ho 23.
Avrei detto massimo 20.
Siediti.
Allora?
Non vorrei farle perdere troppo tempo.
Come le ho detto per telefono, ho chiesto una tesi di laurea
sulla sua opera letteraria e i suoi rapporti col cinema.
Su di lei in senso lato.
Il professor Barilla mi ha dato carta bianca.
- Barilla? - S�.
Anche se a dire la verit�, pensavo non mi avrebbe ricevuto.
E' stato un caso, un puro caso.
Non se ne pu� pi� di tutti questi libri, romanzi, racconti,
sceneggiature, stronzate, cagate!
Un puro caso, voglio che tu lo sappia.
Barilla...
- letteratura comparata. - S�.
Gli ho spiegato che sono un suo studioso accanito.
Conosco a menadito tutte le sue opere letterarie.
Io avrei voluto affrontare il tema del linguaggio letterario e cinematografico.
Per�, adesso che ho la fortuna di parlare direttamente con lei,
ho detto al professor Barilla che forse � meglio decidere l'argomento
dopo questi nostri incontri.
Avevo detto uno, un incontro solo.
Devo partire.
Beh, certo, se deve partire...
Perch� hai scelto la facolt� di lettere?
Mi piace studiare quello che si insegna a lettere.
La letteratura, soprattutto la letteratura.
E faresti anche l'insegnante?
Perch� no?
Quali sono i tuoi autori preferiti?
Lei, Dante,
Faulkner, Ludovico Ariosto, Freed...
Freed...e chi �?
E' un scrittore sudafricano, non lo conosce?
Mai sentito nominare.
- Posso regalarle un suo libro? - Preferirei un tuo libro.
Scrivi?
Temo di s�.
Che cosa temi?
Ti vergogni a scrivere?
E allora cosa dovrei dire io?
Vabb�, lei � un grande poeta.
E tu, uno scribacchino?
Per ora s�.
- Romanzi o poesie? - Romanzi.
I versi purtroppo non fanno per me.
- Hai portato qualcosa? - No.
Mi vergognerei da morire.
Sarei onorato che lei leggesse i miei scritti,
per� prima dovrei rivederli, rivederli un attimo.
Non lo so, certe volte ne sono estasiato,
altre volte me ne vergogno come un cane.
Sbaglio, o questa cazzo di intervista te la sto facendo io?
Dimmi almeno se � un romanzo, di che cosa parla.
E' una cosa...troppo provvisoria.
Senti bello, io ho deciso di passare un pezzo della mia giornata con te
e di rispondere alle tue domande.
Ma, se continui con questo atteggiamento da leccaculo,
ti sbatto fuori dai coglioni, chiaro?
E' la storia di un ragazzo che non parla pi�.
A 15 anni sparisce da casa per due giorni
e, quando lo trovano, non parla.
I medici fanno tutte le analisi
e stabiliscono che � lui a non voler parlare.
Infatti all'improvviso ricomincia
durante una recita scolastica.
Il suo personaggio era muto, non prevedeva battute.
Quando si chiude il sipario, lui ripiomba nel mutismo di sempre.
Allora una sua compagna di classe decide di farlo parlare anche nella vita.
E sono arrivato a questo punto.
Le pare una schifezza?
No.
- Hai portato il registratore? - S�.
Allora spegniamo la luce e rispondiamo alle tue domande.
Al buio. La luce � sul tavolo, spegnila.
Qual'� la prima domanda?
Allora: il tempo letterario e il tempo cinematografico.
Quanto tempo ci hai impiegato
per inventarti questa domanda del cazzo, Varzo?
Per l'arte il tempo non esiste.
Se io sono un vero artista, non morir� mai.
Se non valgo niente come Bevilante, Tabarucci, Stambucco
e tutti questi scrittoruccoli da premio Strega,
di me non rester� neanche una riga.
Seconda domanda.
- A che serve l'arte? - A niente.
- E l'artista? - A raccontare le porcherie del popolo.
Lo sai no, quanto � bello venire a sapere
che qualcuno � morto di cancro, o di quello che ti pare.
Pensare e guardare gli altri morire e tu sopravvivere.
Cos� � l'arte.
Noi raccontiamo le porcherie degli esseri umani
e loro, identificandosi, si credono beatamente diversi.
Per questo gli artisti sono riveriti e rispettati:
non possono fare a meno di noi.
Non si pu� fare a meno di Dio, del sesso e dell'arte,
e ricordatelo bene, Varzo, scrivitelo!
Dio, sesso e arte.
Il sesso lo devi scrivere con la maiuscola, l'arte e Dio come cazzo ti pare.
Terza domanda.
Dovrei leggere un attimo dagli appunti, posso accendere la luce?
No, quello che ti ricordi, ti ricordi.
- Se n'� andato? - S�.
E Rosaria?
- Non ti ha salutato? - No.
Gliel' ho detto io di andare a casa stasera.
Esci?
No, stasera no.
- E che voleva? - Chi?
Il ragazzo.
Deve fare una tesi di laurea su di me.
- E' bello? - Chi?
Niente, quelle cose che dovete fare.
Il ragazzo?
Che gli hai detto?
Ho risposto alle sue domande.
Che hai, sei nervoso?
Niente. Rosaria ti ha dato da mangiare?
S�.
- Vuoi guardare un po' di TV? - No, non ne ho voglia.
Cosa vuoi fare?
Prendi i tuoi libri.
Ti siedi qua, leggi e io ti faccio compagnia.
Va bene.
Prima per� devo fare una telefonata.
Pronto, professor Barilla?
S�, buonasera signora, sono io in persona, s�.
No, non si preoccupi.
Dica a suo marito se mi richiama quando torna dal viaggio.
S�, grazie, grazie. S�, buonasera, buonasera.
Dopo alcuni pessimi film, ci era parso e sperato di vedere
nel suo penultimo vaghi e incerti segni di una qualche luce.
Ci eravamo sbagliati.
N� riteniamo valga la pena di architettare
su questo informe brulicame senza nerbo, senza vita e senza morte,
senza sesso e senza senso,
un qualsiasi discorso critico e interpretativo.
Meglio io silenzio.
- Che cosa leggi? - Le scemate che scrivono sui giornali.
- Scrivono di te? - S�.
Leggimelo.
E' il film della maturit�.
L'essere umano � rappresentato nella sua carnale primordialit�.
A questo serve l'arte:
a svelare gli angoli pi� riposti degli esseri umani.
In questo viene raggiunta una invidiabile e necessaria unicit�.
Che vuol dire?
Che gli � piaciuto.
Dice che racconto la verit�
su quello che vivono e provano segretamente gli esseri umani.
- Ed � vero? - S�.
- Sei contento? - S�.
- Esci? - No.
Ti ho detto che non esco stasera.
Sono le merde pi� schifose della terra,
nullit�, parassiti, topi di fogna, il niente del niente.
L'hai capito, no?
Sognavano di raggiungere le vette dell'arte
e non li ha voluti nemmeno la merda.
E si sono messi dall'oggi al domani ad occuparsi degli artisti veri.
E tanto pi� grandi sono gli artisti, tanto pi� loro
soffrono come cani e sputano fiele.
Senti qua, senti qua.
Sul mio ultimo film.
- L'hai visto, no? - S�.
- Ti � piaciuto? - Moltissimo.
Sta a sentire.
La Stampa Nuova.
Il nostro sommo autore suppone di scandalizzare l'uditorio
con qualche inaudito corpo nudo, condito, udite, udite,
da qualche flaccido genitale in rigoroso primo piano.
Questa � secondo costui e i suoi scandalizzati sostenitori
la vetta dell'arte.
L'Europeo.
Di fronte a questo profluvio di parole,
e corpi denudati, coprofagi e resti di intestini,
non resta che opporre silenzio.
Tenetevi lontani, se potete, da tanto vuoto artistico e umano.
Alla larga!
Il Tempo.
Non � ammissibile definire questo miscuglio
di incomprensibili e disgustose sequenze
un'opera cinematografica.
Ti basta?
Devi scrivere cos�:
Questa accozzaglia di esseri inutili
da albergo di prima categoria a spese dei loro giornali
non capisce un cazzo di cinema, di letteratura, di arte e di umanit�.
Io li apprezzo meno dell'ultima pisciatina del loro cane da salotto.
Questo devi scrivere sulla tua tesi di laurea.
Nient'altro che questo.
Ma perch� ce l'avrebbero con lei?
Qual'� la sua spiegazione?
Io mostro gli esseri umani nella loro integrit�.
Io svelo i pensieri pi� profondi.
Ho il coraggio di farlo, s�.
Sono stato accusato e processato per aver sedotto
quando ero professore un ragazzino di dodici anni.
L'avevo fatto, s�, l'avevo sedotto.
E ho perso il lavoro, ho perso l'insegnamento, ho perso gli amici.
I miei cari compagni di partito
mi hanno cacciato via in cinque minuti
senza neanche darmi il tempo di dire una parola.
Mi hanno espulso.
Ero indegno di loro, indegno del Partito Comunista Italiano.
Avevo sedotto un ragazzino, s�.
Gli avevo toccato il corpo purissimo.
Non l'avevo inculato, no.
Gli avevo fatto venire il respiro affannoso e gli occhiettini lucidi
di desiderio e di paura.
E la vergogna da allora e per sempre non mi appartiene pi�.
Ho saputo anche affrontare gli occhi di mia madre
che non sapevano pi� come guardarmi.
S�, anche gli artisti conoscono la vergogna.
Ma io no, non la conosco pi�.
- Hai registrato tutto quanto? - S�.
Sono stanco di parlare di me.
Hai portato il tuo romanzo?
Veramente lo sto rileggendo.
La prossima volta lo porto, davvero per me � un grande onore.
Non ti ripresentare pi� senza.
Volesse il cielo che tu avessi un po' di talento.
- L'hai fatto leggere a qualcuno? - No.
La prossima volta portalo.
Ora basta, sono stanco. Vattene.
Va bene, come vuole lei.
Che cazzo hai fatto tutto il giorno?
Ho lavorato al romanzo.
Per colpa sua.
Ma tu non ce l'hai una donna? Non ti fai qualche bella scopata?
Adesso no.
E perch�?
Ne avevo una, ma ci siamo lasciati.
Tu o lei?
Diciamo tutti e due.
E adesso come fai?
A cosa pensi quando ti fai le seghe?
Alle bambine che vedi sugli autobus?
O alle mignotte di Caracalla?
Va b� dai, vattene adesso, sono stanco.
Ho il cervello che si � chiuso.
Devo uscire, respirare.
Serata di macellerie.
- Scusi? - Carne fresca.
Fresca e sanguinolenta.
Valerio!
Sei stato dal tuo Dio?
S�.
Come � andata?
Cagacazzi, pieno di boria fino al collo.
Quasi come te allora.
- Ti vuole scopare? - No.
Per� stasera mi ha chiesto se ho una donna.
Se ci faccio l'amore.
Ahi, ahi, ahi, sverginamento in vista!
Ma va a cagare.
Vuoi farti pubblicare il romanzo? E allora fregatene.
Che cazzo te ne fotte?
Ne vale la pena, no?
Mi fa un po' schifo.
Nella vita bisogna farlo qualche sacrificio, no?
Vuoi mangiare?
No, cosa c'� da bere?
Aranciata, vino, acqua.
Va b�, dammi un po' di aranciata.
Vattela a prendere.
Ma com'�? Brutto come la fame?
Meno di quello che appare in fotografia.
Ha un bello sguardo.
E' ossessionato dalle critiche che gli fanno.
Ne ha lette alcune sul suo ultimo film.
Faceva come un pazzo.
Se li avesse avuti davanti, li avrebbe ammazzati tutti.
Ma � bello almeno questo film?
Una cagata allo stato puro.
E la sua ultima cosa teatrale � ancora peggio.
E glielo hai detto?
Gli ho detto che era bellissimo.
Sei uno sporco figlio di puttana.
Mi avrebbe spaccato la faccia.
Chi gli critica le sue operine o � un lurido ipocrita
o un maniaco sessuale avvelenato di ragazzini e bambine.
Per� si dimentica di tutti quelli che adesso gli fanno la serenata
e gli danno del sommo genio, quando oggi non vale quasi un cazzo.
- Certo vali molto di pi� tu magari. - S�, oggi valgo molto di pi� io.
Ho imparato tutto grazie a lui.
Ma oggi � finito, non vale quasi niente.
E in segreto sputi su tuo padre, sul tuo maestro.
E' stato grande, grandissimo, il pi� grande di tutti.
Poi � arrivato il successo ed � finita.
Si riducono tutti cos�, � capitato anche a lui.
Tutte queste interviste, questi giornali, queste televisioni, cagatine, pisciatine.
Ti levano la smania dal cazzo.
Lui prima si contorcinava per infilarlo,
poi � arrivato il successo e ha ottenuto tutto.
Agli scrittori laureati non si rifiuta niente, cazzi, culi, e bocche, hanno tutto.
Sai come li chiama adesso lui, eh? Carne da macello.
M'ha detto che stasera deve andare
a Termini o a Tiburtina a recuperare un po' di carne.
Mette mano al portafogli e fotte.
Tira fuori i bigliettoni e fotte.
A te invece niente bigliettoni.
Solo case editrici, il tuo culo per una casa editrice.
No, quando legger� il mio romanzo,
me lo dar� lui il culo, mi implorer� per farlo.
Stasera mi ha detto se l'avevo gi� fatto leggere a qualcun altro.
Quando gli ho detto di no, era tutto contento.
Mi ha detto: hai visto mai che sto ragazzo si ritrova con un gran talento.
Mi ha detto pure di non ripresentarmi senza il romanzo la prossima volta.
Se ti becca, che questa storia della tesi di laurea era tutta una troiata?
Pronto, casa Barilla?
Buonasera, signora, c'� suo marito?
No, niente di importante.
Ho conosciuto il suo studente, un bel tipino.
Scusi, gli pu� dire di richiamarmi quando torna?
Venerd�? Si venerd� va bene.
Grazie, signora, s�, buonasera, buonasera.
Che vuoi?
- Vuoi sentire la musica? - Quale?
- Quella cosa allegra. - No, adesso no.
Un artista del nostro tempo: Scandalo o rivelazione. "Seconda Parte"
"Omosessualit�"
Anche io, come tutti, l'ho sofferta e subita.
Sostengo due cose.
Primo: che l'essere umano � biologicamente bisessuale.
Ci� vuol dire che tutti desideriamo intensamente
di avere anche rapporti omosessuali.
Secondo: chi trova la forza e il coraggio, perch� in questa societ�
cattolico-sessuofoba ce ne vuole tantissima,
di riconoscere pubblicamente il proprio stato di frocio,
chi trova questa forza � un essere superiore.
L'omosessualit� no, perch� � legge di natura.
Ma la rivelazione della propria diversit�, s�,
� grande rivelazione umana e artistica.
"Il mare"
Avanti.
- E' arrivato. - Fallo entrare.
Non � colpa mi se compare risolutamente
in tutti gli artisti di libert� e quindi anche nelle mie opere.
L'artista rivela quello che gi� c'�, non inventa nulla.
Siediti un attimo qua.
Il mare non l'ho inventato io, c'� e non accetta confini.
Per questo � il chiodo fisso degli gli artisti di libert�
e io, lo sanno anche i pesci, sono un artista di libert�.
"Il socialismo"
Ges� Cristo era socialista, non era figlio di Dio.
Era soltanto un figlio di puttana,
ma era il pi� straordinario rivoluzionario figlio di puttana del mondo.
Ed era socialista.
Il cristiano non pu� non essere socialista.
E' un'identificazione di termini: libert� e giustizia sociale.
Il cristiano aspira solo a questo.
I Papi no, naturalmente, l'esatto contrario.
"La chiesa"
L'infallibilit� della chiesa? Ci sputo sopra.
Per la chiesa consacrata la masturbazione � peccato.
L'omosessualit� � peccato, il sesso prima del matrimonio � peccato.
Caro Papa, amico mio, quante seghe ti sei fatto nella vita?
C'� qualcuno in grado di sostenere che il tuo sesso
non � fremente di desiderio come quello di tutti gli altri uomini?
Lo sperma dei Papi versato per mani, fighe e culi
riempie dieci volte il corso del grande Nilo.
"Dio non esiste?"
Che te ne pare?
Bello, molto forte.
L'hanno fatto i francesi, uscir� a Berlino, Parigi e Londra.
In Italia no, naturalmente. Qui comandano i Papi e i loro servi.
Hanno sempre comandato loro con i vari Andreotti, Moro e Fanfani.
E poi un giorno comanderanno i signori della televisione,
e non si salver� pi� nessuno.
Ma io sar� gi� crepato, se Dio vuole.
- Hai portato il tuo malloppo? - S�.
Guardi, per� volevo dirle una cosa.
Non mi devi dire niente, posalo sul tavolo e sparisci.
Oggi niente intervista, ci vediamo tra due giorni.
Ringraziami e sparisci.
- Grazie. - Prego.
Voglio leggere le tue stronzate.
Adesso scenderai le scale e io star� gi� l� a leggerlo.
Anche se non serve a un cazzo.
I libri, le parole non servono a un cazzo.
L'hai capito, Valerio Varzo, scrivere libri non serve a un cazzo!
I libri li scrivono quattro o cinque coglioni
per farli leggere a venticinque imbecilli.
Chiaro?
Madonna, che puzzo che c'� qua dentro!
Grazie e ringrazia tanto anche il tuo pap�.
- Grazie. - Ciao.
Oh, ma dico!
Non si pu� andare avanti cos�.
Qua non si capisce...
non si capisce da che parte cominciare.
Non si capisce.
Non so, non so, guarda.
Guarda che roba.
Guarda!
Chi �?
Che ci fai qui?
Non potevi avvisare?
S�, cos� non ti facevi trovare, eh!
Mi inventavi una scusa e non ti facevi trovare.
Se vuoi, ci fermiamo in un bar. Vuoi prenderti un the?
No, non farmi scendere, meglio restare in macchina.
- A che pensi? - A niente.
Se hai da lavorare, riportami a casa.
Ma se l'ho proposto io di farci un giretto.
Ma tu sei cos�, dici le cose e poi te ne penti.
- Non � vero. - Ma s�, che � vero, s�.
Se smette di piovere, scendiamo gi� alla spiaggia?
No, lo sai, non mi piace.
C'� vento.
- Parliamo un po'. - Va bene, parliamo un po'.
- Ti vedo sempre pi� magro. - Non � vero.
Come tuo padre.
Sembrava pelle e ossa e invece era forte come un toro.
Anche Guido. Hai fatto due figli che non ti somigliano.
Anche Giudo era come pap�.
Quando io ero incinta di tuo fratello,
tuo padre tutte le mattine mi preparava la colazione.
- E poi? - Mi svegliavo prima di lui,
perch� avevo la pancia grossa e non potevo riposare.
Ma stavo zitta per farlo contento.
Preparava la colazione...
e poi se ne andava in caserma.
Quando Guido part� per la guerra, io ero sicura che non moriva.
Ma era troppo bello quel figlio.
Una, quando gli muore un figlio, fa finta di vivere come prima
e invece no, non � cos�. Lo sai benissimo.
E anche tuo padre,
gi� era silenzioso prima, figuriamoci dopo.
- Io scendo a fare due passi. - Con tutta questa pioggia!
Hai dato esami?
Tra venti giorni.
- E che cosa? - Sociologia della letteratura.
- Beh, facile no? - Insomma.
E hai qualche ragazzina?
Esco con una, niente di speciale.
- Me la farai conoscere, spero. - Quanto ti fermi?
Fino a dopodomani.
E questa sera mi porti al cinema.
Agli ordini.
- Hai tanto da studiare? - S�.
Bene.
Adesso io vado a riposare, tu vai a studiare.
Poi vado a fare un po' di shopping.
Questa sera andiamo a cena fuori.
E il film, lo scegli tu.
Contento?
Basta che non sia quella porcheria di quel tuo amico poeta omosessuale.
Ci sono gi� andata con tuo padre.
Una porcheria mai vista.
Quando rivedrai tuo padre, te ne dir� quattro anche lui.
Non te la perdoner� mai.
E' vero, � proprio una schifezza.
Cosa dici?
Gli hanno dato il premio al festival di Berlino, no?
Va b�, che vuol dire?
Dico, ma fanno passare delle porcate per...per dei capolavori.
Non lo so io.
- Come ti chiami? - Rocco.
- E i tuoi fratelli? - Quali fratelli?
- Quanti fratelli hai? - Quattro.
- L'hai visto il film "Rocco e i suoi fratelli"? - Dove lo fanno?
- Ce l'hai la ragazza? - Ce ne ho due.
- E con quale fai all'amore? - Con tutte e due.
E bravo Rocco, bravo, tu s� che mi piaci.
- Tu non sei di Roma. - No.
- E di dove sei? - Di Crotone.
Calabrese, testa dura.
- Da quanti anni vivi a Roma? - Tre.
E ti piace stare nella capitale del mondo?
S�.
- Che lavoro fa tuo padre? - Il muratore.
- Ci vai d'accordo con lui? - No.
- E coi tuoi fratelli? - Cos�, cos�.
Che ci facevi a quest'ora in mezzo alla strada?
Stavo facendo una passeggiata.
Sar� anche un grande regista, tutto quello che vuoi tu,
ma per me son cose...son cose, non so io, dell'altro mondo.
Cose da...appunto da svedesi!
Ma, dico io, ma te la vedi tu in Italia una coppia
che prima si lasciano, poi tornano insieme,
poi divorziano, poi tornano amanti?
Eh no, eh, tutto quello che vuoi tu, ma per me questa � una svedesata!
E allora, non dici niente?
A me � sembrato un capolavoro.
Ah beh, a te sembrano tutti capolavori.
Quel regista l� omosessuale fa i capolavori,
questo Bergman qua fa i capolavori,
Antonioni, ci siamo addormentati tutti in poltrona
e per te era un capolavoro.
Ma dico, tieniteli tu questi capolavori!
La prossima volta il film lo scelgo io.
S�, magari Via col vento.
No, Via col vento no, perch� non mi piace,
ma, per esempio, non lo so, lo squalo di Spielberg
� un film che dice delle...s�, delle cose.
E' un film che non ti fa dormire in poltrona
e chi fa capire tante cose.
- Adesso cosa fai, studi? - Un po'.
- La vuoi una bella camomilla? - No.
- Allora un po' d'acqua? - No.
Va b�, la bevo io.
Mi piace tanto, mi piace tanto l'acqua di questa citt�.
Mi piace proprio tanto.
Posso toccarti?
La pelle.
Voglio solo toccarti la pelle.
Rosaria, Rosaria!
Si � svegliata?
- Che ore sono? - Le 9 e 20.
- Si � fatta una bella dormita, eh? - Sono stata sveglia fino alle 5.
- Non riuscivo a dormire. - Perch�?
Mi chiami per piacere mio figlio.
No, non ha dormito stanotte a casa.
- Mi ha lasciato un biglietto? - Non l'ho visto.
Mi metti un po' di musica?
- Subito? - S�.
Continua, voglio solo guardarti.
Buongiorno, professor Barilla.
No, purtroppo � uscito. E' fuori stamattina.
S�, non glielo so dire perch�...
D'accordo, s� glielo dir� che ha chiamato lei.
Va bene, buongiorno.
Perch� non poter essere come loro?
Chi l'ha mai detto? Chi l'ha deciso?
Voglio essere io a deciderlo.
Voglio anch'io una ragazza tonda e sorridente
come la ragazza di mio fratello.
E passare i pomeriggi a baciarla e non fare niente.
Non diventer� mai nessuno il tuo caro fratellino.
Ma si far� la sua bella vita decente,
si sposer�, scoper� la sua donna fino a stancarsi.
E quando i suoi ragazzi avranno 20 anni penser� guardandoli teneramente:
Dio santo, alla vostra et� avevo la fissazione assurda
di trombarmi la figa dalla mattina alla sera...
per� mi divertivo.
Mi facevo le seghe, sognavo le fighe, soffrivo, penavo, ma mi divertivo.
Poi ho sposato vostra madre, non penai pi�.
E mi sono divertito lo stesso avendovi, tenendovi, amandovi.
Perch� la vita � fatta di queste cosette.
Avere i tuoi bambini, guardarli dormire, vederli crescere,
andare al mare d'agosto, sulla neve d'inverno,
le influenze, le varicelle, le domeniche da sua madre.
E sono contento, ho vissuto.
La vita l'ho vista, mi � passata accanto.
L'ho presa per come si � fatta prendere...
e ce l'ho qui e posso morire in santa pace.
Dir� questo.
E voglio stare anch'io in questa belle pace.
Non voglio stare zitto, non voglio pensare dalla mattina alla sera.
E voglio essere anch'io come voi e vivere sempre e solo cos�.
Avanti.
C'� ancora il professor Barilla al telefono.
Gli ho detto che non sapevo se lei c'era, come mi aveva detto lei.
Passamelo di qua.
Ciao, testa di cazzo, come stai?
S�, s�, se rinasco, voglio fare il professore anch'io.
Cosa?
Un convegno in Finlandia sulle culture del Mediterraneo?
E quando me lo fai vincere il premio Nobel?
S�.
Ascolta, volevo parlarti di quello studente che mi hai mandato.
Quel ragazzo.
S�, Varzo, Valerio Varzo.
Eh?...Ah!
Pronto, chi parla?
Come, � lei? Ma che sorpresa, ma che bellezza!
No, Valerio non c'�, � uscito.
Che peccato! Complimenti, eh, s�.
Tanto complimenti per il suo film, l'ultimo.
Complimenti anche da mio marito.
B�, ci siamo andati con tutta la famiglia, sa?
Valerio non transige, gli ordini sono ordini.
Un capolavoro, guardi.
Un vero capolavoro.
Mi fa un piacere sentirla.
Ecco, se lo racconto alle mie amiche, non ci credono.
Bisognava registrarla questa telefonata.
Valerio!
E allora?
E allora che?
- Ti stavi facendo una sega? - Due.
- Tua madre � partita? - S�.
E il tuo Dio?
Mi ha chiamato, vuole che vada domani.
Ha letto il romanzo?
S�.
Cazzo, e che ti ha detto?
Niente, che deve parlarmi.
- Nervoso? - Un po'.
Senti, ma che tono aveva?
Non lo so, non � facile da capire quell'uomo.
Non � che ha capito niente di questa storia della tesi laurea?
Ma che cazzo deve capire?
Se ti becca, ti fotte.
Sono io che fotto lui.
Bravi, fate a chi fotte meglio l'altro.
Senti bello,
se gli mandavo il romanzo per posta, neanche apriva la busta.
Se tu mandi un manoscritto ad una casa editrice,
per loro � carta straccia.
E dico, che cazzo deve fare uno per, non dico per farsi pubblicare,
ma almeno per essere letto.
Dare il culo, no?
Guarda Daniele, lasciami in pace, non mi rompere il cazzo.
Ho gi� dovuto sopportare mia madre per tre giorni.
Ma lo dico sul serio.
Vuoi mettere farsi... farsi fottere da uno cos� famoso?
Vuoi mettere il cazzo di un genio?
Una delle pi� grandi soddisfazioni della vita.
Ci pensi, se ti becca? Ti fa davvero un culo come una casa.
Ma chi cazzo deve beccare? Ma perch� non lo fa a sua madre il culo?
Veniamo subito al dunque, non ho tempo da perdere.
Primo, ho letto il tuo scritto. Vale pochissimo, quasi niente.
Secondo, puoi spogliarti e darmi subito il culo.
Ho parlato con il professor Barilla, lo conosco da dieci anni.
Naturalmente non ti ha mai assegnato una tesi su di me.
Ma mi va benissimo cos�, anzi, mi va molto meglio cos�.
Mi piacciono tantissimo i figli di puttana pieni d'astuzia e di ambizione.
Si fanno inculare nervosi e contenti. E' un gran piacere incularli.
Il tuo scritto non vale un cazzo e mi dispiace.
Mi dispiace tantissimo.
Avevo sperato che tu avessi un po' di talento
e invece niente di niente.
Ma, se saprai essere gentile con questo vecchio frocio di merda,
ti faccio uscire un capitolo su Nuove Frontiere e puoi gi� giubilare.
L'idea di fotterti mi attira abbastanza, in questo ci hai azzeccato.
Se non ti va, quella � la porta.
Puoi sempre andare a dare il culo a qualcun altro.
Non sei un genio e nemmeno gli somigli.
Nelle porcate dei giovani artisti si pu� gi� sentire puzza di talento
invece tu puzzi soltanto di ordine geometrico e di ortografia.
Non c'� n� sangue, n� sudore, n� sperma imputridito.
Ci provi inutilmente.
Si notano tante belle e approfondite letture
e sai fare degli ottimi collage dei grandi artisti.
Ma tu non lo sei e non lo sarai mai.
Pazienza, succede.
Puoi sempre diventare uno scrittore con patente ufficiale.
Il premio Strega e il Campiello l'hanno inventato per voi.
Potrai scrivere sui giornali.
sempre meglio che fare il carabiniere o l'operaio, no?
Cazzi tuoi, comunque. La discussione � finita.
Adesso voglio soltanto vederti nudo, spogliati.
Le tue ultime opere, genio, parliamo delle tue ultime opere.
No.
Hai bisogno di circondarti di gente mediocre,
per annegare e offuscare la tua mediocrit�.
Non puoi tollerare il talento degli altri quando il tuo l'hai perso gi� da un bel pezzo.
Io non me ne faccio un cazzo del tuo giudizio.
Sono venuto da te perch� avevo bisogno di un tuo aiuto.
Con una menzogna, � vero.
Ma solo perch� avevo paura che tu non mi avresti ricevuto.
Solo per questo.
Io non volevo fregare nessuno.
Me lo hai chiesto tu di leggere il mio romanzo, non te l'ho detto io.
Perfetto, geniale, continua cos�.
Un perfetto figlio di puttana! Sar� meraviglioso incularti.
Sei diventato niente e nessuno.
Vivi di rendita, fai l'intellettuale di frontiera,
fai quel che cazzo ti pare, ma non ti permetto di sputare su di me.
Io posso sputare sulle tue ultime cazzate, tutti lo possono fare.
Dillo, se hai il coraggio.
Dillo che negli ultimi dieci anni non hai scritto altro che cagate.
S� certo, amico mio, ho scritto tante cazzate.
Come � gi� successo a tali Alighieri Dante, Petrarca Francesco,
o Leopardi Giacomino.
Ma ho ancora molto da dire, moltissimo.
E lo dir� come e quando pare a me.
Un artista � immortale anche quando scrive la lista della spesa.
Mi piace scrivere sulle pagine dei quotidiani
e venire letto in una sola mattina da mezzo milione di persone.
L'idea di tutti i milioncini che mi sganciano per quelle quattro cazzate
che scrivo su quei giornali borghesi mi eccita moltissimo.
Non so che farmene di tutti quei soldi,
per� mi piace guadagnarmeli.
Me li sono meritati.
Quando ero professorino di scuola, ci mettevo due mesi, due mesi di lavoro
per guadagnare quello che mi danno oggi per una merdata che scrivo in due ore.
Io ho vissuto fino a 24 anni in una casa senza cesso.
Hai sentito Valerio Varzo?
Fino a 24 anni io ho vissuto in una casa col cesso fuori.
La mattina mi alzavo al gelo e andavo fuori a pisciare.
E non sapevo cosa fosse un ristorante, e il primo aereo l'ho preso a 31 anni.
Vuoi dimostrare che ho scritto cazzate? Va bene, l'ho fatto e allora?
Va bene, ma dammi almeno questa soddisfazione, genio, dillo:
scrivo merdate, scrivo cazzate.
Quelli che sui giornali hanno detto che scrivo delle sommit�
sono 100 volte pi� merde di me.
Ma per arrivare a scrivere merde e vederle sciorinate come capolavori
occorre aver passato anni scrivendo capolavori
e vederli recensiti come merde.
Io a differenza di te non ho dato il culo a nessuno per essere pubblicato.
Io ho sudato, ho aspettato,
ho pensato per anni che non ci sarei riuscito.
Ho anche avuto voglia di spararmi un colpo in testa.
E invece ce l'ho fatta.
Se me l'avessi detto quando valevi qualcosa,
quando facevi il professorino senza cesso in casa,
senza viaggi, ristoranti, senza la tua corte di cicisbei,
ti avrei creduto.
Se tu me l'avessi detto allora, guarda ragazzo mio, non vali un cazzo,
ti avrei creduto ciecamente.
Ma adesso no.
Io non sono venuto da te per un giudizio,
perch� non me ne frega assolutamente un cazzo
degli attuali aborti della tua mente.
Ho bisogno di te come zombi,
come morto vivente che altri morti viventi considerano vivo.
Dalla tua morte pu� rinascere la vita, ma solo se sei crepato e finito.
Ed � il tuo caso, lo sai benissimo.
Di te non � rimasto pi� niente.
Ti do altri 47 secondi di sfogo da cane bastonato
e pi ti spogli o sparisci.
Lo sai perch� mi piacciono i maschi?
Mi piacciono i peli.
Mi piace accarezzare i peli.
E lo sai perch� mi piace scopare i ragazzi?
Perch� i peli crescono giorno dopo giorno.
I peli possono crescere fino a 25 anni.
Mi piace sentirli, immaginarli, accarezzarli.
La prima volta che ti ho visto, ho pensato: come sta questo a peli?
Eh, Valerio Varzo, come sono i tuoi peli?
Scendono dall'ombelico fino al cazzo, o l� sei lindo e pulito?
E intorno ai coglioni la fitta boscaglia o la tundra pi� scabra?
Ti piace l'immagine poetica: la tundra pi� scabra?
La puoi usare nel tuo prossimo romanzetto.
Devi parlare con me col taccuino in mano, Valerio Varzo!
Io ti posso continuamente vomitare addosso parole immortali.
Stai parlando con uno dei pi� grandi artisti del mondo!
Rosaria!
Portaci da bere e poi sparisci. Tornatene a casa.
Di sera, ogni notte, a inseguire il tuo destino.
A cercare ogni notte per le strade un nuovo mondo d'amore.
Non avevo paura di voi,
perch� l'artista � carne, � sesso, strade e sangue.
Eravate voi e solo voi il mio mondo d'amore.
Scusa, sai se c'� un ristorante da queste parti?
No, qua no, devi andare in centro.
- Senti, hai gi� cenato? - Eh?
Ti andrebbe di accompagnarmi?
- Come ti chiami? - Marco.
- Telefonavi alla tua ragazza? - S�.
- Dovete vedervi stasera? - No, stasera no.
- E come si chiama questa ragazza? - Romina.
- Come la cantante. - S�.
- E ci fai all'amore? - Ma certo.
Beh, non � mica sempre facile, molte non la danno.
Io, se no, la mandavo a quel paese.
- E te la vuoi sposare? - E allora, che c'entra?
- Beh, se la metti incinta. - Ma no, che non resta incinta.
- Sicuro? - Come l'olio.
Ma che, non mangi?
Tu ci vai mai al cinema?
L'hai visto "Il fiore di tutti gli amori"?
Ma che �?
E' un bel film, ha fatto un sacco di soldi.
Era anche vietato ai minori di anni 18.
C'erano i ragazzi come te che scopavano con le belle ragazze.
Le belle negrette.
- Non l'hai visto? - No, non l'ho visto mai.
E' bello, eh?
- Tu che film vai a vedere? - Quelli cinesi.
Quelli del Kung fu, quelli di Bruce Lee, quelli.
Poi i film di spari, "Per un pugno di dollari".
Poi mi son visto "Malizia", bello quello!
Con quel ragazzino che si scopava la bellona.
Come cazzo si chiama quel gran pezzo di figa l�?
- Laura Antonelli. - Bravo, quella.
Mamma mia, con quella che si scopre, che film!
La parte di quello, pure gratis la facevo.
- Ti piacerebbe eh fare l'attore? - E certo.
Con quella l�, con quella, s� che farei l'attore.
Ma lo capite?
Riuscirete a capirlo
che non � solo di sesso che avevo bisogno,
ma di calore, vita, sorrisi.
Siamo tutti affamati di amore.
E gli artisti sono i pi� affamati di tutto.
Ma lo capirete che l'amavo, lo amo, ti amavo, ti amo!
E allora?
- Ti piacerebbe fare l'attore, eh? - S�.
Non � mica facile, sai? Non � che prendono il primo che capita.
Ma io gi� lo so.
Lo conosci il regista che ti dicevo prima?
No, e chi �?
E' uno famoso, ha fatto un sacco di film.
Scrive libri, scrive anche sui giornali.
- Com'� che non lo conosci? - Ma?
I suoi film sono importanti, vanno ai festival di tutto il mondo.
Hanno scritto tanti libri su di lui.
Ma sai che mi piacerebbe conoscerlo questo?
Se mi vuole come attore, magari gli piaccio pure.
Se mi fa fare i film con le belle negrette, io ci sto.
Sei un cervo.
E i soldi?
Ti posso toccare?
Solo toccare, per�.
Questo l'hai gi� capito, no?
Certo, angelo mio.
Certo, angelo del cielo, certo.
Angelo del mio cuore.
Ma che �, ti sei fatto prete?
- Sei monsignore? - No, sono il diavolo.
E spogliami tu...diavolo.
Io neppure ti guardo, io dormo.
Solo toccare per�.
Ehi, pezzo di merda, sono io il regista che volevi conoscere!
L'hai capito adesso
che di sei succhiato il cazzo pi� importante della tua vita?
Sei contento almeno?
Ehi genio, e buttami la camicia!
Vienitela a prendere.
No!
E allora te ne torni a Roma mezzo nudo,
cos� magari ti incontri un altro bel frocio e fai serata piena.
Ma sarai stronzo!
Ridammi i miei vestiti, e dai! Io non ce l'ho con te, te lo giuro.
E' che certe cose non mi va di farle, non ci riesco.
Non � per i soldi. Io, se vuoi, te ne do anche la met�.
Io, a dirtelo con il cuore in mano, ne avrei pure bisogno.
Io faccio il muratore quando capita.
E per guadagnare questi soldi, mi fanno lavorare tutto il mese.
- Per te non sono niente. - Ma l'hai mai fatto almeno?
Tu pensi che io ci credo che la tua ragazza ti fa scopare?
Cos� ti fa scopare.
Sembri una verginella.
Non mi va, non ci riesco, mi dispiace.
E poi appena ti sfiori il culo,
sei l� che ansimi e respiri come un porco da quanto ti piace.
Ma quanto parli, frocio di merda, spostati!
Oh, ti vuoi spostare!
La furia iconoclasta,
il bisogno incontrollato di scandalizzare,
andare controcorrente,
cantare le lodi della merda e dello sperma
in un'abnorme e inverosimile ricostruzione degli orrori fascisti,
avevano gi� condotto da tempo,
e spiace dirlo in un momento cos� doloroso per la sua tragica fine,
ad una morte estetica ugualmente perseguita.
La sua morte pietosa e violenta non pu� intimidirci.
N� costringerci ad una ipocrita retorica.
N� pu� attutire il disgusto e la pena
per questo film astutamente distribuito subito dopo la tragedia.
Ma che resta una penosa accozzaglia di escrementi e corpi martoriati.
E un velo pietoso di silenzio e di pena
va apposto su questo miscuglio informe di insulsa provocazione
sommerso da primi piani di escrementi e genitali.
Il coerente testamento di un regista da tempo perduto,
che oggi comunque rispettiamo nella vicinanza della sua scomparsa.
Sottotitoli by SiM
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