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Sono passati 50 anni dalla guerra del Vietnam.
Una guerra che ha cambiato il mondo...
e le persone che l'hanno combattuta.
Più che in altre guerre,
le troupe televisive hanno seguito i soldati americani in battaglia...
riprendendo tutto in video.
La polizia militare è nell'ambasciata per cercare di far uscire i cecchini.
Non era mai successo,
e non è più successo da allora.
Quello sono io.
Ci consente di raccontare la storia della guerra mentre si svolgeva.
Per trovare le persone nei filmati.
E mezzo secolo dopo,
farli riunire.
Sono così contento di vederti.
Avrete visto film sul Vietnam.
Ma questa è la vera storia.
Raccontata da quelli che l'hanno vissuta.
MIO FIGLIO È MORTO IN VIETNAM PERCHÉ? PER L'AMERICA
VIETNAM: LA GUERRA CHE HA CAMBIATO GLI STATI UNITI
EPISODIO UNO - UOMINI SUL CAMPO
1965 STATI UNITI D'AMERICA
Ancora una volta, buongiorno signore e signori.
È martedì 9 marzo 1965.
E marzo finora è stato un mese splendido.
GARA DI SOAP BOX
Avevo 18 anni,
tornai a casa dal lavoro un giorno
e mia madre era seduta fuori e piangeva.
ESERCITO USA
Mio padre aveva in mano una lettera marrone.
Ridendo, sull'attenti.
Comunque, la aprii e diceva:
"Salve,
gli amici e i vicini ti hanno nominato
per servire nelle Forze armate degli Stati Uniti d'America.
Andrai in Vietnam."
Non sapevo neanche dove fosse.
VOGLIO TE PER L'ESERCITO DEGLI STATI UNITI
Tipici ragazzi americani vengono arruolati.
È il più grande centro di arruolamento del Paese.
Avevo 17 anni.
E avevano questo slogan, "L'esercito ti rende un uomo!"
Volevo essere un eroe.
Perché no?
C'era John Wayne.
Non avevamo altro che i film.
MARINA AMERICANA
La guerra per noi era quello.
Luglio 1965.
L'America mandò 75.000 soldati
a combattere contro i comunisti del Vietnam del Nord.
Molti sono adolescenti appena diplomati.
Ero un ragazzo di Garland, in Texas.
Volevo essere come mio padre, servire il Paese con orgoglio.
ESERCITO USA
Ma ero ancora timido. Io...
Non ero mai uscito con una ragazza prima di avere 17 anni.
Ero seduto in un grande aereo militare
con forse duecento altri uomini.
È lì che incontrai Bowman.
Eravamo seduti vicino,
Bowman era scaltro.
Non aveva paura di combattere contro nessuno.
Quello era uno dei motivi per cui volevo stargli vicino, perché...
mi avrebbe protetto.
C'era un tipo nella mia unità, si chiamava Gary.
Disse: "Capitano, le dispiace,
vorrei andare con Bowman laggiù".
Mi chiesi: "Chi è questo?"
"Non lo conosco.
Perché vuole essere mandato lì con me?"
Gary era giovane e piuttosto ingenuo.
Gli insegnammo a fumare, a bere birra e...
da quel giorno diventò il mio...
si potrebbe dire, il mio fratello minore.
L'aereo atterrò e aprirono il portellone.
E fu come aprire il forno a 250 gradi.
Il calore entrò nell'aereo e ci colpì dritto in faccia.
Oltre al calore, furono colpiti
dalla presenza dei giornalisti.
La loro esperienza sarà immortalata come mai in passato.
Come si sente a essere in Vietnam, soldato?
Sono felice di essere qui.
- Felice di non essere sulla nave? - Esatto.
Come si sente a essere in Vietnam, soldato?
- Fa piuttosto caldo. - Piuttosto caldo?
Già.
- Grazie e in bocca al lupo. - Crepi.
Buongiorno a tutti.
Buongiorno, signore.
Prima di tutto, benvenuti nella Compagnia A.
Sono felice che siate nella Compagnia A.
È la migliore compagnia in questo battaglione.
Il migliore di questa divisione.
Vorrei che scriviate alle vostre madri o mogli
e diciate loro che siete arrivati sani e salvi.
Siete qui, in un'ottima unità.
Ci prenderemo cura di voi, eccetera.
Perché è la verità.
Il leader senior disse: "Ok, vi darò alcune informazioni.
Primo, non fate arrabbiare nessuno".
Disse: "Tutti hanno un'arma".
E poi: "Durante quest'anno, penserete di star impazzendo.
Forse più di una volta, ma vi succederà nel corso dell'anno".
Reagimmo tutti con una risata,
ma aveva perfettamente ragione.
L'esercito americano si intromise in una guerra civile
tra il Vietnam del Nord comunista e l'alleato americano, il Vietnam del Sud.
Il nemico è ovunque.
Si chiamano "viet-cong", comunisti vietnamiti.
Tutti li chiamano "v.c."
E prima dei politici o degli americani,
sono i soldati sul posto ad accorgersi
che questa guerra non è come la immaginavano.
Muovetevi, al segnale! Forza!
Sì. Ci sono.
Forza.
Laggiù! Andate laggiù!
Ok, voglio...
La prima battaglia della guerra in Vietnam
ebbe luogo il 14 novembre 1965.
NOVEMBRE 1965 - BATTAGLIA DI IA DRANG
A condurre i suoi uomini in battaglia
è il comandante Tony Nadal.
PRIMA DIVISIONE DI CAVALLERIA AEREA
- Grazie, signora. - Di niente.
Ero al comando di quella compagnia da un mese
e credevo che...
fosse ora di guadagnarmi lo stipendio.
Ero stato alla Scuola di Ranger, nelle Forze Speciali, eccetera.
Ma era la prima volta che questi soldati erano in battaglia.
Mi avrebbero seguito...
se si fossero fidati di me e delle mie capacità.
Falli muovere. Vai indietro.
Il fiume è bloccato. Sono sulla collina.
Una troupe riprende uno dei primi incontri con il nemico...
quando un giovane soldato vietnamita emerge dalla giungla.
Si è separato dalla sua unità ed è terrorizzato.
Catturammo dei prigionieri.
Avevamo un interprete vietnamita con noi.
Disse: "Cosa ci fai qui?"
E rispose: "Siamo qui per uccidere gli americani".
"Ah, sì? Dove sono i tuoi compagni?"
Puntò a un crinale e disse: “Beh, lì c'è un reggimento,
e metà reggimento è laggiù.
Poi altri sono a est di qui".
Eravamo in inferiorità numerica di quindici a uno.
PRIMA DIVISIONE DI CAVALLERIA AEREA
Ero spaventato a morte.
Ma seguii i due operatori radio,
e andammo avanti.
Vi copro le spalle! Andate!
Fuoco!
Fuoco!
Il lato, attenzione al lato.
State giù! State giù!
State giù! State giù!
Eravamo intrappolati dagli spari.
State giù!
Pensai: "Sono al comando da 30 giorni,
e la sopravvivenza del battaglione,
tra gli spari, dipende dalla difesa di questa zona di atterraggio".
Se vogliono uscirne vivi,
devono proteggere l'area in cui atterrano gli elicotteri.
Per sei ore, mantennero la posizione.
Ma poi, le cose si complicarono.
Giunse notizia che un plotone vicino era stato circondato.
Radunai i soldati, quanti più possibile,
cercai di incoraggiarli.
"Questi sono i vostri amici e li riporteremo a casa.
Mi dovrete seguire perché sarò io al comando.
Prendete le baionette e andiamo".
Tutto a un tratto, una mitragliatrice iniziò a sparare.
Stavo parlando al giovane accanto a me...
e gli esplose il torace.
Cadde a terra.
E il mio sergente, Jack Gale, un amico,
un bravo soldato,
cadde a terra.
Mi chinai,
e mi disse: "Di' a mia moglie che la amo".
E poi...
morì.
Presi la sua radio e la diedi a qualcun altro.
Non è facile parlarne.
Ho parlato a sua moglie proprio ieri.
Il primo contatto con il nemico
provocò la morte di 17 uomini di Nadal.
Ma il plotone perduto fu salvato.
Pronti...
Fuoco!
L'America iniziò a usare l'artiglieria pesante.
Fuoco.
E rivendicò la vittoria nella Battaglia di Ia Drang.
La prima della Guerra del Vietnam.
Nei mesi successivi, l'America aumentò il numero di soldati
a duecentocinquanta mila.
MAGGIO 1966 TRUPPE USA IN VIETNAM: 260.000
Molti non vedono l'ora di entrare in azione.
Ehi! Sorridi, mamma!
Stiamo proteggendo la patria.
Questo è il nostro compito, proteggere la gente a casa
prima che la guerra arrivi lì.
Siamo addestrati a quello. Prevarremo e vinceremo.
Nell'estate del '66, le truppe americane combattevano
contro le guerriglie dei viet-cong nel Vietnam del Sud.
Dal confine nord-vietnamita
alla campagna intorno alla capitale, Saigon.
Nella foresta!
Whitty, vai nella foresta! Da quella parte!
È lì che Bowman e Gary erano di pattuglia.
Notarono qualcosa di misterioso.
Quando assediarono il territorio dei viet-cong, non ne trovarono nessuno.
Quando arrivammo, ci furono scontri a fuoco,
ma poi si fermarono,
perlustrammo la zona, ma non trovammo nulla.
Nessun cadavere, nessun...
Trovammo tracce di sangue e cose simili.
Ma era come se tutto fosse scomparso.
Un giorno ci fecero perlustrare il villaggio.
Penso fosse il sergente del plotone.
Disse: "Bowman, dai un'occhiata a quel bunker laggiù.
Guarda se c'è qualcuno dentro".
Dissi: "Ok, vado".
Forza, Bush! Forza!
Dovetti scendere degli scalini per entrare nel bunker.
Scesi e c'era un'entrata, guardai davanti a me,
c'era un'altra botola che scendeva.
Scesi attraverso la botola...
e accesi la torcia...
mi ritrovai in un tunnel.
Sentii le gocce di sudore scendere giù per la schiena.
Nel tunnel, trovammo scatole di munizioni,
scatole con dei documenti.
E c'era un tunnel per la fuga di lato.
Arrivai alla fine del tunnel.
Che si apriva su una stanza grande come questa.
Stanze in cui potevano eseguire interventi.
Stanze in cui i soldati potevano dormire.
Ed era tre o quattro livelli sottoterra.
Era incredibile.
Dissi: "Santo cielo!"
Se c'erano tunnel simili in tutto il Vietnam,
sarebbero stati guai.
Iniziarono a capire la portata del nemico.
Ma l'esercito USA restò sicuro di sé.
Non avevano mai perso una guerra
e non avevano intenzione di perdere questa.
Non c'è scarsità di armi.
Il problema è sapere dove usarle.
Quando vennero segnalati spari,
provenienti da un'area considerata una roccaforte dei viet-cong,
arrivarono i Marine.
Uno di questi è Malik Edwards.
MARINE
Mi ricordo...
CORPO DEI MARINE
Qualsiasi cosa sarebbe successa, toccava a noi.
Stavamo per andare in un villaggio.
Ma la tensione era alle stelle,
perché ci dissero:
"Se vi sparano dal villaggio, distruggetelo".
Testuali parole.
Fu la prima volta in cui ricevemmo un ordine simile.
Subito dopo, ci spararono.
Eravamo eccitati.
Eravamo eccitati.
Perché eravamo pronti a fare dei danni.
Muovetevi!
Entrai in una capanna.
Ed ero pronto a sparare.
Prima che potessi farlo,
un vietnamita uscì e disse...
"Non sparate! Non sparate!"
E poi entrò in casa
e ne alzò un lato.
A quel punto vidi le donne e i bambini.
Erano raggruppati, piangevano ed avevano paura.
Sono le donne e i bambini del villaggio,
ripresi più tardi.
Non sparai.
Ma mi spaventai.
Mi spaventò a morte.
Mi misi in ginocchio e dissi: "Oh, Dio".
Ancora oggi, ricordo quel momento.
Quei bambini.
E pensi: "Cosa ci stiamo facendo qui?"
Intanto, Bowman e Gary sono diventati "i ragazzi dei tunnel".
Quando vedevano un tunnel...
"Bowman, Heeter, venite qui.
C'è un tunnel che dovete esplorare".
Lo facemmo insieme.
Nessuno voleva entrarci, toccava a noi.
Potrebbero esserci ragni.
C'erano ragni grandi come un pugno.
Bisognava far attenzione alle trappole.
Avevano cavi d'innesco.
Non sapevamo quando qualcuno sarebbe potuto spuntare dal nulla
e spararci.
Era pazzesco.
Dopo un po' divenne quasi una droga.
Cercavamo quella scarica di adrenalina.
C'era un tunnel in cui si doveva andare a gattoni,
ma si allargava pian piano e riuscii a barcollare in avanti,
e poi...
con un atteggiamento da sbruffone.
Mi imbattei in una stanza,
guardai a destra e vidi letti a castello in bambù.
E c'erano delle persone sopra.
Pensai: "Santo cielo", e poi...
Immediatamente inizi...
Non pensi neanche a quello che fai.
Premetti il grilletto della calibro .45.
E colpii il primo. Gli altri iniziarono a correre intorno.
Alcuni cercarono di scappare dal tunnel.
Poi il carrello della mia .45 si bloccò
e capii di non avere più proiettili e che dovevo andar via.
Uscii dal tunnel e salii dalla botola.
Adesso me la facevo sotto,
presi, non so, 5 o 6 chili di C-4.
Aprii la botola, tirai il detonatore per la carica
e lanciai giù la carica, poi chiusi la botola,
uscii di nuovo ed ero in piedi sul terreno.
All'improvviso, sentii "boom" sotto i piedi.
Quindi...
Adesso, Bowman ha forse esplorato più tunnel
di qualunque altro americano.
Ma non capisce ancora a cosa servano
o cosa ci facciano persone lì dentro.
Gli americani vennero in Vietnam e iniziarono la guerra.
Ma non capivano i vietnamiti.
Aiutai a scavare i tunnel.
L'esercito popolare era molto povero.
Non avevamo armi.
Ma morivamo dalla voglia di combattere.
Dove avete preso questi filmati?
Scavammo i tunnel in modo
da collegare i villaggi per una difesa efficace.
C'era uno stretto legame fra di noi.
Mangiavamo e dormivamo insieme.
Ci riscaldavamo come una famiglia.
I tunnel erano la nostra salvezza.
Ma il motivo principale dei tunnel era
che dovevano fungere come punto di partenza...
per un attacco su Saigon.
Finora, le battaglie in Vietnam si sono svolte nelle giungle.
Lontano dal centro del potere americano.
Ma le cose stavano per cambiare.
I viet-cong estesero i tunnel fino a Saigon,
la capitale del Sud.
Al momento, ci sono circa 267.000 soldati USA in Vietnam.
È un po' sorprendente ricordarlo,
all'inizio del 1965, ce n'erano 23.000.
E nel Paese, il nemico controlla ancora
lo stesso territorio di prima.
ESERCITO AMERICANO
Nel febbraio 1967, gli USA diedero il via a una grande operazione:
"Operazione Junction City".
Oltre 30.000 uomini sono inviati nella giungla a nord di Saigon
per scovare i combattenti nemici
e trovare il centro operativo dei viet-cong.
I team di ricerca e distruzione sono guidati da unità di specialisti:
I Tunnel rat.
Levatevi. Entrate con una pistola.
Dopo un po', io e Gary iniziammo ad avvicinarci.
Attenti.
Avevamo quest'aura che diceva: "Sì, sono i Tunnel rat".
"Sono pazzi."
Ci sentivamo al sicuro insieme.
Entravamo nei tunnel uno alla volta.
E se dopo un po' non uscivo, veniva a cercarmi.
Non molti lo farebbero.
Dormivamo nella stessa trincea. Ci accoccolavamo per stare caldi.
Si sviluppano sentimenti reciproci.
È qualcosa di più di un amore fraterno, è...
È disposto a morire per te e sa che farei lo stesso per lui.
Settembre 1967.
La compagnia di Bowman pattugliava la giungla da tre settimane
quando arrivarono i guai.
Un giorno ci trovammo in un'area con un mucchio di tunnel.
I cecchini ci stavano sparando.
Il capitano volle uscire per uccidere il cecchino.
Ma non mi sembrava una buona idea.
Andiamo!
Ok. Raduna tutti qui.
Il capitano disse: "Skeeter, dobbiamo andare. Ci stanno massacrando".
Risposi: "Andiamo".
Mi misi a saltare e a urlare: "Fermi!"
Poi vidi Gary che si muoveva.
Gary saltò in aria.
Calpestai la mina e sentii quel clic.
Quando senti quel clic della mina che arriva dal terreno...
sai che è finita.
Ma ho...
Non sentii la gamba e chiamai il capitano.
Dissi: "Dov'è la gamba?"
E rispose...
Puntò alla mia testa. Il mio piede era lì a fianco.
E...
Vuoi fare qualcosa e non c'è niente da fare.
Niente di niente.
Era il mio uomo. Il mio amico. Era il mio...
il mio uomo.
Sì.
Alla fine lo portarono via.
Lo misero su un elicottero.
Mi sedetti sull'argine e piansi a dirotto.
Piansi come un bambino.
Dopo che se ne andò, sentii una solitudine infinita.
Non mi importava più niente.
Niente.
Non sapevo dove fossero gli Stati Uniti
o perché erano venuti a ucciderci nel nostro Paese.
Ma avevamo vari tipi di armi, affilati picchetti di metallo.
Mettemmo i picchetti nei tunnel per ucciderli.
Gli americani erano grandi come bufali.
Per quello erano obiettivi facili.
I soldati del Vietnam del Nord erano addestrati meglio e più motivati...
PRIMA DIVISIONE DI CAVALLERIA AEREA
...di quanto pensassimo.
Sapevamo di affrontare un nemico duro.
Pensavo che i viet-cong si sarebbero arresi...
PRIMA DIVISIONE DI CAVALLERIA AEREA
...e sarebbero scappati alla vista della bandiera americana.
Ma non andò così.
Non sarebbe stata una passeggiata.
Non era una guerra tradizionale.
Non c'erano fronti.
MARINA AMERICANA
Non c'erano persone all'attacco.
Ci imbattemmo...
in qualsiasi cosa.
Eravamo esche!
Stavamo regredendo ai nostri istinti animali.
Si mettono da parte i sentimenti.
Si mette tutto da parte e si pensa solo a combattere.
Iniziai così a fare cose folli.
ESERCITO USA
Verso la fine della mia missione,
fummo il bersaglio dei proiettili di una mitragliatrice.
State giù!
E non mi importava più.
Dissi: "Lo aggirerò".
Lo guardai e stavo per sparare.
Alzai il fucile, provai a sparare e non successe niente.
Quindi...
Non so se dovrei dirlo.
Comunque, impazzii e...
avevo un vecchio machete francese.
E la punta era troncata.
Piatta, sembrava quasi una mannaia.
Lo presi alle spalle e...
Iniziai a urlare. Solo a urlare.
Avevo quel... Alzò la testa e...
nient'altro. Io...
Andava tutto al rallentatore.
E io...
Lo colpii e gli tagliai l'orecchio
e gli affondai il machete nel collo e fu la fine.
E...
Ma poi sentii...
tutta la sua forza...
e il suo odio.
Furioso.
Ero furioso con Dio e con tutti...
per essere in quella situazione.
E per non farmela odiare.
E...
Si accorsero che ero pazzo.
Mi resi conto di essere pazzo. Quindi...
"Penserete di impazzire. Forse più di una volta."
E aveva ragione. Aveva ragione.
Quindi...
Mi chiedono qual è stata l'esperienza peggiore in Vietnam.
E rispondo: "Tornare a casa".
Non mi sono mai sentito così solo.
Lavoravo per una compagnia telefonica.
E Gary mi aveva detto che viveva a Plano, in Texas.
E...
Avevo un'amica...
che lavorava lì con gli operatori e tutto il resto.
Chiesi: "Mi aiuti a trovare un tipo?"
STRINGENDO LA CROCE
Le diedi il nome di Gary.
Lo chiamò, lui chiamò me e ci rincontrammo.
Mi aiutò a superare il momento.
Chi diavolo pensava saremmo stati qui?
- Eh? - Cinquant'anni dopo a pescare?
Sì.
Sì, pensavo saremmo entrambi morti.
È il migliore che conosco.
Siamo ancora migliori amici e...
Spero non finisca mai.
DICEMBRE 1967
Alla fine del 1967,
l'esercito americano sembra avere un certo controllo.
Ma la situazione sta per diventare ancora più intensa.
Scioccanti sviluppi in Vietnam.
I nord-vietnamiti stanno per lanciare un attacco a sorpresa...
Fuoco!
...in oltre cento città e cittadine a sud.
Come siamo arrivati a questo punto?
VOCE NARRANTE DI ETHAN HAWKE
Tutti i filmati di repertorio in questa serie sono reali
e sono stati girati durante la guerra del Vietnam.
Nei casi in cui i filmati di un evento non erano disponibili,
sono stati usati materiali che illustrano momenti simili durante la guerra.
Sottotitoli: Andrea Florissi
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