All language subtitles for Il gioco delle coppie (2018) 576p

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Original subtitles

- (Alain) Come stai? - Tutto bene. - (Alain) Entra. Accomodati.

- (Alain) Vuoi un caffè? - Ehm... No, grazie.

Hai seguito quello che è successo con il libro di Carsten Villar?

- L'ho letto sui giornali. E' stato attaccato molto duramente. - (Alain) Sì.

"LA PALUDE"

- E' questo il libro con le note degli avvocati? - (Alain) Sì.

E' impressionante.

- E' coraggioso, si espone a tutto e tutti. - Già. O è masochista.

Non puoi scrivere un romanzo sulla politica usando pseudonimi trasparenti,...

..accusando chiunque delle peggiori depravazioni e pensare di "passarla liscia".

Io, invece, crederei il contrario, che molti abbiano interesse a farlo passare inosservato.

Non i giornalisti e i blogger.

- E' una notizia che su Twitter diventa incontenibile. - Pensavo che non si leggessero più i libri.

E' vero, ci sono meno lettori e più libri, ma c'è più tensione.

Ho l'impressione che la scrittura renda la gente isterica.

- Che vuoi dire con questo? - Che li rende diffidenti, li spaventa.

Meno leggono e più vedono la scrittura con sospetto.

Secondo me viviamo nella civiltà della scrittura: guarda Internet.

Si scrive di più, più spesso e, al contrario di quanto si dice, con una certa attenzione.

- Be', è comunque una minoranza. - Sarà una minoranza ma è comunque tanta gente.

Più persone che scrivono di più e meglio.

- Quattro righe su Twitter non fanno... - Perché no? Perché?

E' come sotto l'Ancien Régime.

La gente fa battute. Lo trovo molto francese.

Non c'è niente di nuovo.

- C'è solo più gente che fa battute e che le condivide di più. - Anche battute molto brutte!

Sì, e di cattivo gusto: ci sono sempre state. (VIBRAZIONE DI UN CELLULARE)

- (Leonard) Tutto questo favorisce il narcisismo. - (Alain) Eh, sì.

L'epoca è narcisista. Cosa ci vuoi fare?

Rovina il rapporto con l'arte e con gli artisti.

- Tu non sei meno narcisista di altri: tutti lo siamo. - Aspetta, non capisco cosa vuoi dire.

Io rifiuto questa società materialista.

La sua ossessione per il denaro, il culto del corpo e dei vestiti.

Stai banalizzando. Interrogati sulla tua radicalità, non è meno narcisistica.

Lo sai come vivo. Se mia moglie non lavorasse, chiederei il sussidio.

- Non ho il diritto di giudicare il mondo? - Certo che ne hai il diritto.

Dico solo che questa radicalità è altrettanto narcisista.

E' in assoluto la merce più ambita.

Scusa, non vorrai privarci anche di questo.

Fa' ciò che vuoi, pensa ciò che vuoi e così farò io.

- Non ti riconosco, sai? - Andiamo a mangiare?

(BRUSIO)

- Buongiorno, Pamela. - Buongiorno. - Che ressa. - (Pamela) Non ci lamentiamo.

- Sarà l'ora? - E' lunedì, il tailandese è chiuso. - Ah, ecco.

- Ci sediamo laggiù? - Prego, accomodatevi. - Grazie.

Quello è il nostro tavolo.

- Hai ricevuto il rendiconto? - Sì.

"Fondazione" va bene. Vende ancora, insomma.

Sì, sono 10 anni, è stabile. Anche la versione tascabile.

No, perché gli altri stanno un po' ristagnando.

Sì, gli altri ristagnano sul fondo.

- "Gli addii..." -"..a voce bassa." - "Gli addii a voce bassa", sì.

Non ha esattamente spopolato.

- Non abbiamo contribuito alla deforestazione. - No.

E' un "worst-seller", come dicono.

Sì, succede.

- Ho incrociato la tua ex moglie. Come si chiama? - Solange.

Solange, sì.

- Perché ne "Gli addii" non si chiama così. - Sì, Véronique.

Véronique Pastoureau. E' vero.

- Mi ha detto che è malata. - Sì, sembra abbastanza grave.

- Vi vedete? - No. No, è stata lei a lasciarmi, quindi...

- Credo che ci soffra. - Non lo so. Probabilmente sì.

E' stato molto doloroso per me, così non mi va di parlarne ancora.

- Francamente mi ha fatto molta pena, dato che ci legano dei ricordi. - Sì.

La fiera del libro di Barcellona, quando era completamente sbronza.

- Scusami, Alain, non ho molta voglia di parlarne. - Oh, certo, capisco.

- E Valérie sta bene? - Oh, sì, molto bene. Bene...

- E' sempre assistente parlamentare. - Di David?

Sì, è sempre in trasferta.

Dille che apprezzo molto le posizioni di David, sono coraggiose.

- Soprattutto quelle sulla cultura a Bruxelles. - Certo, glielo dirò.

E lei glielo dirà sicuramente. E a lui farà felice, immagino.

(Alain) Sì.

- Ecco a voi. - (Leonard) Grazie. - Come piatto del giorno c'è lo spezzatino di vitello. - Sì.

Allora, io prendo il solito: bistecca al sangue, insalata verde e mezza naturale.

- Grazie. - (Pamela) E per lei? - Non prendi l'antipasto? - No.

- Ma prendilo, se vuoi. - D'accordo.

Io, invece, prendo... il paté, per favore,...

..e poi... il rombo con salsa aioli.

- (Pamela) Il rombo. - (Alain) Ecco. - Bene. - (Alain) Vuoi del vino? - Per me no. - Grazie.

(Pamela) Grazie, signori.

Allora...

- Sai, Valérie è un po' lei... Oriane. Eh, sì. - Sì.

- E Xenia è Stephanie Volkowski. La presentatrice di Canale 8, hai presente? - Sì.

- Parlo del manoscritto. - Sì. - Che magari hai letto.

- Sì, sì. Sì, l'ho letto, certo. Volevo parlartene. - Sì.

- Siamo qui per questo, per parlarne. - Sì.

Mi è piaciuto. Mi sembra molto in linea con quello che hai scritto negli ultimi anni.

Be', sì, ho l'impressione di aver intrapreso un percorso quasi necessario.

E quella scena in cui si incontrano per caso nel reparto del fai-da-te...

- Sì, mi è successo veramente. - Lo immaginavo. E' molto emozionante.

E poi il fatto che lo racconti a frammenti...

Non si sa più se è lei che parla o se è ciò che temi che ti dica.

O, piuttosto, ciò che mi avrebbe dovuto dire...

..se fosse stata più lucida, o...

No, non è "lucida" la parola giusta da dire...

- Più onesta? - No.

Più...

- Se fosse stata più crudele. - Ah, sì.

E' molto dura... ma è vera.

- Non c'era una scena simile in un altro tuo romanzo? - Ah, sì, in...

- In "Rapporto di polizia". - Giusto. E' recente?

- 8 anni fa. - Ah, no, allora non è recente.

Ne parlavo l'altro giorno con Constance, la nuova addetta stampa.

Le piace molto "Rapporto di polizia". E' uno dei suoi libri preferiti.

Hai visto? Mi ricordo che non eri convinto all'epoca.

- Sì... Invecchia bene, invece. - Mm, bene.

E quindi Constance mi chiedeva perché non avessi continuato su quel filone.

Be', sai, perché rifarlo?

Non rifarlo, ma... prolungarlo.

Avresti voluto che continuassi a scrivere qualcosa sul quel genere?

- No, no, no... - Ma hai dei dubbi? - No.

Domande?

Delle domande... Sì, insomma, delle domande che mi pongo su di me.

- Non riguardano il tuo testo. - Ma è del mio testo che si tratta.

No, è il tuo testo che stimola una riflessione, ma è una riflessione che va oltre il tuo testo.

In che senso?

Mi sto chiedendo soltanto se...

..rispetto alla nostra epoca, non siamo entrambi tagliati fuori...

..da ciò che succede o che potrebbe succedere.

Ma chi scrive libri e chi li pubblica è fuori fase rispetto alla propria epoca.

- Signori, ecco il paté. - Ah, sì, per me. - Per lui.

- Bene. Buon appetito. - Grazie.

- Allora... grazie per il pranzo. - Sì, scusa, di niente.

- Se vuoi dare un'occhiata a qualche libro... - Ci ho già guardato. Non c'è molto per me.

- Bene. Io vado. - A presto. - Sì, a presto. - Ciao.

- Eh... Ma... - Sì?

- Per il manoscritto quindi... - Cosa?

- Be', hai una data? - Non capisco.

Per la pubblicazione.

Lo pubblicherai, no?

No, non lo pubblicherò. Pensavo l'avessi capito.

(VOCIARE INDISTINTO)

Eccomi.

(Selena) Sono arrivati tutti.

- Scusa, sono in ritardo. - Non sei mai puntuale. - Ero in riunione con Laure. - E' caldo. Laure?

Laure d'Angerville, ti ho parlato di lei. Lavora allo sviluppo delle edizioni digitali.

Ah, sì, quella brillante, che ha studiato business e ha un look da predatrice sessuale. Ho capito.

Esatto, lei.

Oggi è semplice. Ho più lettori sul mio blog che in libreria.

Non puoi lamentarti, il tuo libro è partito bene.

- Andiamo, sii onesto! Ne ho viste pile e pile al Carrefour! - (Uomo) E' un successo.

Ne faremo un audiolibro. Vanno molto bene.

- Pensavo di chiedere a Catherine Deneuve. - Ci sto.

- Non accetterà mai. - Che cosa ne sai? Pare che sia molto gentile.

- Sul mio blog ho 5000 visite al giorno. - (Selena) Al giorno?! - Sì! - Non ci credo!

- Di cosa parli sul blog? - Ma... non so... di attualità.

- Non attualità letteraria. - No, di quello che mi interessa e che interessa alla gente.

Il fatto è che mi leggono. E mi leggono più facilmente online che su carta.

- Certo, è gratis. - La gente è ossessionata dalle cose gratis. -In un periodo di crisi è normale.

Insomma... Vogliono che l'arte sia gratis, non l'informatica.

- Cosa intendi dire? - Nessuno si fa problemi a spendere 1500 euro per un computer.

Oltre al costo dell'abbonamento Internet. Che ci sia la crisi o no.

Mentre spendere per comprare musica, o libri, o perfino il giornale crea un problema enorme.

- Sì, ma i libri sono molto meno piratati. Non c'è paragone. - Perché i giovani leggono meno.

I veri pirati sono i provider Internet. Vendono contenuti che non sono i loro.

Il fatto è che l'arte ha perso di senso e di integrità, per questo dev'essere gratuita.

- Molta gente perbene la pensa così. - E molta gente perbene pensa il contrario.

E' facile nascondersi dietro le idee dell'arte moderna per poi scaricare "Fast and Furious".

- Stai semplificando. - Vaffanculo! Ceniamo? - Volentieri.

- Dico solo che non tutti i settori... - Chi mi dà una mano? - Arrivo.

Tieni, per favore, prendi i dolci. Puoi metterli là.

..come l'informazione, dev'essere gratis perché ritenuta falsa e manipolatrice.

Se pagassimo, la rispetteremmo.

E' distorta dal potere delle lobby, dal conformismo dei giornalisti. Ha perso di credibilità.

Mentre le voci, le più assurde, avvalorate da esperti inverificabili, "se le bevono" subito.

No! Questa l'ho sentita mille volte.

Dai, senti, non è stato Internet a inventare le voci.

E gli stati moderni non sono i primi a manipolarle.

Impariamo a pensare per evitare questa deriva! Forse è a questo che servono i libri.

- Solo che impariamo sempre meno. - Ah, sì? - Sì, sembra come un virus che si evolve.

La scrittura si dematerializzerà. E' inevitabile.

- Ma, scusa... Tu i manoscritti li leggi sul tablet adesso. - Non tutti.

- Io non leggo sul tablet. - Perché non è della tua epoca.

Non appartiene alla tua educazione. Senza offesa!

Guarda le nuove generazioni che sono cresciute col computer. E' tutto diverso.

- Obiettivamente, però, leggono meno. - Falso. Prendi la proliferazione dei blog!

- Prova solo che ci sono più persone che li scrivono. - E che hanno tempo da perdere. - Sì.

Non sono d'accordo, per me si scrive più di prima. Internet ha liberato la parola.

Che tipo di parola intendi? Una specie di flusso incontenibile?

Tante grazie!

- Non mi riferivo al tuo blog. - Ma certamente!

- Che tra l'altro non leggo. Invece leggo i tuoi libri. - Ah. - Ah.

Allora sei decisamente in minoranza.

E' perché il mio blog è visitato che una parte degli utenti compra i miei libri.

Da lì il successo relativo di cui parlava Alain.

- Sì, ma i tuoi libri sono più letti su Kindle. - E' vero.

Cifre alla mano, i lettori più forti sono gli anziani.

E, grosso modo, più i pensionati. E tra i pensionati, più le donne.

Sono passati tutti all'e-reader.

- E' più pratico, facile, leggero, maneggevole. - Ha le lettere grandi.

Se parti per un viaggio, nel Kindle puoi metterci tutta la tua biblioteca.

Che me ne frega di viaggiare con tutta la mia biblioteca? Prendo un libro.

Sarà più leggero di un Kindle, no?

- E non va ricaricato. - Esatto.

Sei prevenuta, ma è la realtà. In futuro leggeremo meno libri e lo faremo su e-reader.

- Allora insisto! - Ma no! - Selena, basta con la vodka!

Mi sto chiedendo: perché non passare subito tutto in digitale?

Economicamente non ha senso. I libri vendono. Meno di prima, ma vendono.

- La catena funziona. - (Alain) Sì, ma presto cambierà.

Se eliminiamo gli intermediari, distributori, librai, tipografi, restano solo editori e autori.

- Quindi la casa editrice diventa un sito web. - Sì, puoi chiamarlo sito.

Un sito che fa lo stesso lavoro sui manoscritti, lo stesso iter, con le stesse esigenze.

- E' molto avvilente. - Lo è per te, non per chi è già passato ai libri elettronici.

Ancora i libri elettronici, gli e-book?! Va bene.

- Lo trovi tanto buffo? - Ma sì! - Non cambia niente, ci si libera della fabbricazione.

- Gli accordi con gli autori rimangono uguali. - Ad esempio, Il mio blog sarebbe sul tuo sito.

Certo. Si faranno esattamente le stesse cose che si fanno con i libri.

Forse anche meglio, perché ci si concentrerà sull'essenziale, senza gli imballaggi, la logistica.

- Qualcuno verrà licenziato. - No, si farà a meno di alcuni ma si assumeranno altri.

Non ci sarà meno lavoro.

Quindi, i premi letterari si voteranno distanza: click.

- Premiazione per e-mail. - Perché non con Amazon Prime!

Sì, e poi, per incontrare i lettori si faranno le video-conferenze.

- Questo lo facciamo già. - Tutto è pensato perché la gente non esca più di casa.

- E' un po' lugubre, no? - E' un'altra epoca, siamo a una svolta.

Leggere Adorno sull'iPad o in edizione originale su pergamena non ha effetto sui contenuti.

Veramente dubito che ci siano edizioni originali di Adorno su pergamena.

- Non l'hai letto molto. - No, era tanto per dire.

Sì, possiamo abbandonare i libri serenamente.

Credo che là ci siano altri bicchieri.

Sì... Sono sparsi un po' in giro.

(Alain) Ho pranzato con Leonard.

- (Alain) E' stato penoso. - (Selena) Ah, è sempre penoso!

Stavolta in particolare. Abbiamo parlato del suo manoscritto.

- Di cosa parla, questo? - Ah, sempre della stessa cosa.

Le sue storielle sentimentali. Piuttosto ripetitive, e anche abbastanza squallide.

- Storielle recenti? - Recenti, sì.

- (Selena) Non ti è piaciuto? - Ho molte riserve.

- Eppure a me piace quello che scrive. - (Alain) E' solo il seguito di quello precedente.

- Non è male il precedente. - Io ho fatto fatica.

"Se gratti via il cinismo", c'è una specie di essere umano, sotto.

L'ho rifiutato.

Mi serve un tuo consiglio.

E' insolito.

Mi hanno offerto la quarta stagione di "Collusione".

- (Alain) La quarta? - Sì, sta andando bene.

- (Alain) Be', le critiche sono ottime. - Le serie hanno sempre critiche ottime.

- Qual è il tuo dubbio? Se fare ancora la poliziotta? - Non è una poliziotta!

E' un'esperta di situazioni di crisi.

(ridendo) Ok.

No, è... è che ho l'impressione di trascinarmi senza progredire.

Allora smetti.

Sì, ma non possono sostituirmi.

Ho l'impressione di essere in ostaggio.

Se non hai scelta, allora continua.

Se accetto, ne avrò per altri sei mesi.

(PORTA CHE SI APRE)

Ehi, tu, cosa ci fai qui?

- Ho fatto un brutto sogno. - (Selena) Be'? Allora?

Dov'è il tuo letto? Dov'è il tuo letto? Dov'è il tuo letto?

- E' di là! - (Alain) Hai avuto un incubo o hai sognato di dormire con mamma e papà?

(RIDONO)

(Selena) Sei un birbantello! Un birbantello che vuole un po' di solletico!

- (Selena) Un po' di solletico! - (Alain) Dai, andiamo a letto.

- (Selena) Papà ti legge una storia. Oplà! - (Alain) A letto. - (Martin) Ancora!

(Alain) O-issa!

(Alain) Ecco qua. Andiamo a letto a testa in giù. A testa in giù!

(Alain) Uh-uh! (MARTIN E ALAIN RIDONO)

- (Véronique) Che cos'hai? - Oh, niente. Niente...

D'accordo.

Ieri ho visto... Alain a pranzo.

- E sta bene Alain? - Sì, mi sembra che stia bene.

- Menomale, l'altro giorno sembrava un po' giù. - Ah, sì? Giù... Giù come?

Sembrava solo giù. Cioè non su.

Sta molto bene. Mi è sembrato in forma.

- Sono contenta. - In ottima forma.

Mm... fantastico!

Mm. Ha rifiutato il mio... il mio manoscritto.

E Selena come sta?

Be', non lo so, non l'ho vista.

Mi piacerebbe cenare con loro.

Ti ho appena detto che ha rifiutato il mio manoscritto.

Va bene, ho capito. Che posso farci io?

- Essere solidale. - Io sono solidale!

Lavorerai ancora al tuo testo e lo migliorerai. Che devo fare, piangere?

Non ti è passato nemmeno per la testa che potrebbe sbagliarsi,...

..che magari gli è sfuggito qualcosa del libro?

No, è vero, non ci ho pensato. Ma è il tuo editore.

- (Leonard) E quindi? - Quindi niente, ha ragione lui, altrimenti cambia editore.

Sì, ma non ne conosco altri. Sono anni Alain pubblica i miei libri. Che cosa dovrei...

E' quello che ho detto. Rilavora al tuo testo.

Ci sto lavorando da più di un anno, insomma...

- Non sono più molto lucido. - Vuoi che ti incoraggi?

- Sì. - Lo sapevo.

- Allora fallo. - No.

Non trovi che Alain sia cambiato?

Anche tu, e anche io. Tutti cambiamo col tempo.

- Ma lui in peggio, no? - Mm... No, direi in meglio.

- Che cosa te lo fa pensare? - Mi sembra più responsabile, più solido.

- Il suo giudizio si è rafforzato. - Ah! Bene...

- Ti ringrazio molto. - Non prenderla così!

Le Edizioni Vertheuil sono un successo editoriale. Premi letterari, riconoscimenti...

- Non era così scontato! - E' una casa editrice che ha più di 100 anni.

- Guarda com'era messa prima di Alain. - Sente lo spirito dei tempi, ma non...

- Eh, sì, ci vuole talento per riuscirci. - Un talento commerciale!

Sei ingiusto, è sempre esigente. Molti editori invidiano il suo catalogo.

(Véronique) Oh, merda!

Devo andare, ho una giornata impegnativa. Ne riparliamo quando torno, se vuoi.

- Qual è l'urgenza? - Ci sono le elezioni locali in Mayenne.

- David va a dare il suo sostegno al candidato. - L'ho visto in TV. La situazione sembra difficile.

- Sì, parecchio. - (Leonard) Vai con lui? - Sì, incontriamo gli scioperanti alle fonderie.

L'azienda è in amministrazione controllata. La trattativa sulle condizioni di lavoro è ferma...

- Io conosco il caso. - E te la cavi bene?

Be', sì... Finisco di lavorarci in treno.

Bisogna riuscire a riprendere il dialogo o non abbiamo speranza.

(Véronique) Ciao!

- Ha chiamato Jean-Pierre? - Sì, ho lasciato due messaggi, ma non ha risposto.

- Gli dica che metteremo "online" il suo testo stasera. - D'accordo. - Grazie.

(COLPI ALLA PORTA)

- Buonasera, Laure. - Buonasera. - Prego.

- Si accomodi. - Grazie.

Mi fa piacere vederla. Dobbiamo ancora conoscerci.

Il mio è un ruolo nuovo. Ho sempre l'impressione che non sia chiaro cosa faccio.

Ormai tutti conoscono l'importanza dello sviluppo digitale.

- E' proprio questo che fa paura. - "Eppure avanzo in punta di piedi".

Ma trovo che nel mondo editoriale il digitale sia un po' demonizzato.

Non è più così. Purtroppo o per fortuna.

Per questo cerco di essere paziente, e soprattutto umile.

(Alain) Non è quello che le chiediamo.

C'è molto da imparare da una casa editrice con questa storia.

Sì, be'... cerchiamo di non essere troppo antiquati.

- Era un complimento. - Un po' avvelenato. - Bisogna cambiare qualcosa.

Quando parlo di opportunità,...

..quando prospetto gli anni a venire, mi sento come l'uccello del malaugurio.

- E' qui per smuovere un po' le abitudini. - Fino a dove?

- A che si riferisce? - C'è un limite a ciò che posso smuovere?

Questo sta a lei dirlo.

Senta, se vogliamo andare fino in fondo, è tutto da ripensare.

- Mettiamoci qui. Prego. - Grazie.

Dovremmo dare visibilità alla nostra iniziativa. Perché non lo stiamo comunicando.

- Ha qualche suggerimento? - Ho in mente un'opportunità.

- Ha letto il manoscritto di Robert Clarence? - Sono abbastanza scettico.

Una raccolta di testi e di tweet: come aprire la porta a qualsiasi cosa.

Diciamo che è una novità particolare.

- E non è neanche una novità, lo hanno già fatto. - E' vero.

- Mallarmé ha pubblicato i versi di circostanza. - Non pensavo a Mallarmé.

Con gli indirizzi di posta.

"Il signor Monet, la cui vista non è ingannata né d'inverno né d'estate,..."

"..vive mentre dipinge a Giverny, vicino a Vernon, nell'Eure."

Sono colpita.

(Laure) Grazie.

L'SMS è una forma moderna di scrittura. Tutti la usano, parla a tutti.

- Può darsi. -I tweet sono gli haiku moderni, Clarence ce l'ho dimostra.

- Rispetto la sua opinione. - Pensavo di pubblicare una versione cartacea e una per Smartphone.

Perché non leggere Clarence sul telefonino?

Vedo che è reticente, ma in termini di immagine funziona.

- Abbiamo pubblicato delle e-mail. - Visto?

Non è la stessa cosa, sono lettere. Alcuni curano la corrispondenza, altri no.

Che sia scritta a mano o al computer, non cambia molto.

Quando abbiamo pubblicato la corrispondenza di Castelli, le e-mail erano come il cartaceo.

- Si resta nei vecchi schemi. - Lei è severa.

(SPARI) (Agente) Via, via!

(SPARI)

(Agente) Uomo a terra!

(Agente) Dentro!

(Agente) Da questa parte!

(SPARI E URLA)

(Uomo) Figli di puttana!

(SPARO)

(Uomo) Oh, non sparate! Non sparate, ci arrendiamo!

(Regista) Stop!

- Bravi. - E' andata bene. - Io non c'ero proprio. - Ma no!

Ho perso la concentrazione.

- Sono stata colpita da una cartuccia. E' la terza volta che mi prendono. - Dove ti ha colpito?

(BRUSIO)

- (Uomo) Come sta andando? - (Selena) Sempre uguale.

E' molto fisico. Fisico.

- E' faticoso? - Un po', ma fa bene lavorare sull'energia. Va bene.

Jerôme si trova meglio con i corpi che con le idee.

Sinceramente sono un po' stufa di tutte queste storie di vendetta.

- E' un pretesto. - Per me non è interessante la vendetta, soprattutto quando legittima la violenza.

- Non ti piace quello che fai? - Sì, sono contenta, faccio del mio meglio, ma...

- Non mi ci ritrovo molto. - Sì.

- Come va con Alain? - Bene.

- Problemi? - Penso che Alain si veda con un'altra.

- Lo pensi o lo sai? - Io lo sento.

- E non gliene vuoi parlare? - Sinceramente non lo so.

- Non ti capisco, è sempre meglio parlarne. - Non è sempre meglio. Se fosse vero, cosa potrei farci?

Lui mentirà.

E io cosa voglio? Voglio rompere? E' davvero questo che desidero?

- Preferisci l'ipocrisia? - Ma che c'entra? Siamo sposati da 20 anni.

Non puoi mantenere intatto il desiderio tutto questo tempo.

- Troveresti legittimo se ti tradisse? - Mi tradisce!

- Ma hai detto che non sei sicura. - Ma no, ci metterei la mano sul fuoco.

- E sei pronta ad accettarlo. - Non penso che non mi ami, forse mi ama di più.

- Perché? - Perché si sente in colpa.

Sa che potrebbe perdermi. La paura lo avvicina a me.

- Non ti riconosco. - In una coppia c'è altro al di là del desiderio.

- Ha già un titolo o qualche anticipazione? - No, no. - Ok.

Lo pubblicherà sempre Vertheuil?

- Non sono ancora sicuro di darlo a loro. - Ah, ok.

No, perché bisogna rinnovarsi. Credo che sia positivo trovare...

Scusi, dobbiamo iniziare. Dovrebbero essere arrivati tutti. Se viene con me al tavolo...

(BRUSIO)

Buonasera!

Grazie a tutti di essere venuti, di essere fedeli ai nostri incontri del venerdì sera.

Siete un po' meno numerosi del solito.

Ma fa freddo e ci sono problemi alla linea 2 della metro.

Allora, non vorrei fare aspettare ancora il nostro ospite.

- Benvenuto Leonard Spiegel. - Buonasera. - E' un piacere averla qui.

Per parlare di un'opera esigente, e ancora poco nota.

Allora, le faccio la prima domanda.

- "Gli addii a voce bassa" è un romanzo dichiaratamente autobiografico. - Sì, ma...

Sì e no. Tutti i romanzi sono un po' autobiografici.

- Possiamo riconoscere... - Sì... Solange. - Nel personaggio di Véronique Pastoureau.

Per chi la conosce, è abbastanza chiaro.

Ma per chi non la conosce, chi è la vera Solange?

Voglio dire, che importanza ha se mi sono ispirato a lei o a un'altra?

A mio avviso, il lettore vi sostituirà i suoi ricordi, la sua fantasia.

Il risultato sarà un personaggio immaginario, come se fosse inventato.

Almeno penso.

Ci sono domande?

- Prego, signore. - Cosa ne pensa della polemica che infuria sul suo libro?

- Quale polemica? - Su Internet.

- Come su Internet? - Ha scatenato un dibattito, ma anche lei ha i suoi sostenitori.

Sì, forse le è sfuggito, ma è un dibattito molto acceso.

- Non l'ho seguito per niente. - Forse è meglio per lei.

Ci si chiede se gli scrittori possano ispirarsi a persone reali.

- Certo, lo facciamo da sempre, da che mondo è mondo. - Non è un buon motivo.

La sua ex moglie ha scritto di sentirsi violata. E la rete è insorta.

C'è una vecchia questione ancora aperta tra noi.

Lei mi perseguita. Ne sta facendo un regolamento di conti, quasi.

- Anche il suo libro sembra un regolamento di conti. - No.

E' il suo punto di vista. E' discutibile.

Si può considerare, in effetti, che ogni individuo sia proprietario della propria immagine.

- Sta a lui sfruttarla come vuole. - Quindi si tratta di soldi, giusto?

- La mia vita vale qualcosa. Se la usi, almeno mi paghi. - Adesso ho capito.

Che cosa posso farci? La mia vita è il mio rapporto con gli altri.

Soggettivo, se vuoi, ma insomma...

- Non ho il diritto di usarla raccontando quello che conosco? - Bella domanda.

- La risposta non è ovvia. - E se qualcuno non fosse d'accordo, come la sua ex moglie?

- O se desiderasse usare lei la propria storia? - Sarebbe assolutamente libera di farlo!

Invece no. Dato che l'ha usata lei, non è più vergine.

- C'è un mercato delle immagini, hanno un valore di mercato. - Non commerciale.

Sì! La prova? Ne ha fatto un libro. E' in vendita e ha un certo prezzo.

- La vita degli altri ha un valore. - Esatto. - Solange ha il diritto di chiederne conto.

- (Laure) Buongiorno. - Signorina d'Angerville... - Grazie. - Camera 21.

- Il signor Danielson, immagino. - Sì.

- Camera 10. Ultimo piano. - Grazie.

- (Alain) Buongiorno. - Salve. - Buongiorno, sono Blaise. - Piacere.

- Grazie davvero di essere qui. - Non c'è di che, grazie a voi.

Le presento Laure, si occupa di tutte le edizioni digitali.

- Ci siamo scambiati messaggi. - Ah. Per via telematica, sì.

Possiamo sederci qui.

- Prego. - Grazie. - Prendo quella.

- Vi serve la sedia? - No, prego. - Grazie.

- Bevete qualcosa? - Per me, una birra. - Sì, anche per me. - Ok, va bene.

Joe, due birre. Anzi, tre.

- Scusami. - Figurati.

Per me il vero argomento di domani...

..è il modo in cui la tecnologia rende democratico l'accesso alla cultura.

Non vedo cosa c'entri la democrazia.

- Tutto è disponibile sempre per tutti. - Non tutto, non per tutti.

Diciamo che la tecnologia digitale è come un'utopia.

Ha ragione. Tutti i libri del mondo digitalizzati da Google disponibili online. E' una rivoluzione.

Sono più di 20 milioni di opere! E' la più grande biblioteca al mondo ed è virtuale.

Ovvero Google ha preso in ostaggio tutta la nostra memoria letteraria...

..per rivendere i dati degli utenti ai pubblicitari.

- Non si fa niente per filantropia. - Discutibile.

L'idea che il commercio, le aziende o la pubblicità...

..possano appropriarsi legittimamente della circolazione del sapere...

..è moderna, ma non mi convince per niente.

Anche l'editoria è commercio.

Sarà anche deplorevole, ma non vedo come si possa tornare indietro.

Sì, è il mondo di oggi. Non ci viene chiesto niente e poi è troppo tardi.

E' un fatto che la consultazione in biblioteca non avrà più senso.

Le biblioteche conserveranno i libri, ma i contenuti saranno dematerializzati.

- Grazie. - Grazie.

- E' un bene o un male, secondo lei? - Un bene, ovviamente. - Salute. - Perché sarebbe un male.

Chieda a uno scrittore che cerca una descrizione o vuole verificare un ricordo.

A uno scienziato che confronta la sua ricerca con le altre del suo campo.

Avete una biblioteca comunale. Ho visto l'insegna.

E' una mediateca. Contiene libri ma anche CD, DVD.

- E funziona? - Ci vanno soprattutto i bambini, perché amano leggere.

I senzatetto. Fa caldo, possono usare Internet...

E poi gli anziani. C'è una granoteca.

E che cos'è una granoteca?

Ci sono dei contenitori in legno in cui la gente si scambia i semi.

Queste sono strutture che sono destinate a scomparire.

Bisognerà riconvertirle. E' inevitabile.

- Mi alzo, devo andare. - Resta.

Blaise ci aspetta a colazione.

- Ci ho pensato, non sono d'accordo con te. - A che proposito?

- Hai visto il film di Bergman "Luci d'inverno"? - Non ho visto niente di Bergman. Me lo consigli?

C'è un sacerdote che ha perso la fede, ma continua a celebrare la messa in una chiesa vuota.

- Sei tu il sacerdote? - No, e per ora la chiesa non è completamente vuota.

- Non capisco. - E' questione di fede. Su questo non siamo d'accordo.

- Capisco ancora meno. - Non parlo di religione.

Dedichiamo la nostra vita a un'idea, in questo caso ai libri, ma l'idea ci travalica.

Non necessariamente. Al contrario, la mettiamo in discussione ed evolve.

Proviamo persino a superarla. (ALAIN RIDACCHIA)

- Perché ridi? - Perché tu riporti sempre tutto al digitale.

Il punto è il digitale, che ci fa perdere ogni tipo di riferimento.

Ci fa reinventare, è una sfida.

Forse sì, ma non parlo di ciò che si trasforma, ma di ciò che resta identico.

Siamo anche i depositari di un'idea che attraversa il tempo.

Anche quando dubitiamo, quando la chiesa è vuota.

- Ne ero sicura, sei tu il sacerdote. - Ma no, è solamente un esempio.

A volte bisogna credere in un'idea anche contro ogni evidenza.

E alla conferenza è questo che racconterai?

No, parlerò di ciò a cui sono interessati.

Come l'edizione digitale ha assunto una dimensione importante nel nostro lavoro.

- E presto anche l'unica. - Sì, ho capito, ti lascio alle tue certezze.

Grazie. Alain Danielson.

Grazie.

Lei mette in dubbio molti preconcetti del mondo editoriale.

Parliamo del futuro, quindi si tratta soltanto di speculazioni.

Ma sono questioni che non si possono evitare.

E suppongo che solleveranno molte domande nel pubblico presente.

Sì, prego.

Forse sarò banale. Non pensate che si tratti solo di soldi?

- I libri sono troppo cari. - (Blaise) E' un fatto, le versioni Kindle costano la metà.

Sì. Soprattutto per chi ha una pensione bassa, fa differenza.

Allora, è vero che la realizzazione di libri digitali non costa nulla, ma...

..è davvero questo il problema?

E' sicuramente parte del problema.

Vede, nella nostra società vengono rispettati i soldi e il potere.

Più i libri costeranno e più saranno rispettati.

Ammetterà che è un po' paradossale.

Non può essere sia per la democratizzazione dei libri che per i prezzi dissuasivi.

E chi dice che sono per la democratizzazione?

No, sto scherzando. Ma non mi dispiacerebbe che si valorizzassero di più i libri.

Cosa ne pensa dell'Espresso Book Machine?

Scusi. Traduco per i non specialisti.

L'Espresso Book Machine permette di stampare libri a richiesta.

Una macchina che trovereste in libreria.

Cioè selezionate un libro su un monitor, premete un bottone...

..e il libro viene stampato in cinque minuti.

- Identico a un libro uscito dalla tipografia. - Non proprio identico.

E' un nostalgico delle copertine cartonate?

Negli Stati Uniti, l'edizione originale cartonata, confezionata con cura, vende bene.

Quando è esaurita, esce l'edizione tascabile.

(Selena) Aspetta.

(SELENA RIDE)

- Ehi... - Mm?

Devo andare!

- Ssh... - Aspe...

Smettila! Dai, lasciami...

(VERSI DI DOLORE)

- Lasciami. Farò tardi. - Dai...

- No, farò tardi. - Dormiamo...

(SCHIOCCHI DI BACI)

- Smettila. - Dormiamo!

(SCROSCIARE DI ACQUA DELLA DOCCIA)

Leonard?

(VERSI DI LEONARD E URLA DI SELENA)

(SELENA RIDE)

Va bene lì? Lì.

Grazie.

- Ho letto il tuo libro. - Te la sei presa comoda.

Tu scherzi, eh?

- Pensi davvero che sia come Xenia? Aspetta, Xenia è un personaggio inventato.

Un personaggio inventato abbastanza intuibile.

Per chi mi conosce, non è difficile identificarmi.

No, ma ascolta... Alain non ci ha proprio pensato, quindi...

Cioè? Che cosa gli hai detto?

Gli ho detto, discretamente,...

..che per il personaggio mi ero ispirato a Stephanie Volkowski.

- Stephanie?! - Sì, per confondere le acque!

- Trovi che io somigli a Stephanie?! - No, è il primo nome che mi è venuto in mente.

- Trovi divertente quel talk-show volgare su Canale 8? - Per niente. - Neanch'io.

- Be', dato che Alain sa che ho avuto una storia con lei... - Cosa che non ti fa onore!

- Sì, ma è più credibile che se avessi detto Taylor Swift. - Sarebbe stato più lusinghiero.

Oltretutto, ti sei preso anche qualche libertà di troppo sui fatti.

- Davvero? - Davvero. - Quali, ad esempio?

- La scena in cui glielo succhia al cinema. - Mm. - Vero?

- Non è successo? - Be', non esattamente.

Se ben ricordi, è stato durante "Star Wars: il risveglio della forza."

- Ho solo cambiato il titolo del film! - Certo un film di Haneke fa più chic!

- "Il nastro bianco" poi... - Ma dai, è una trasposizione. - Certo!

- Come il fine settimana a Siviglia durante la Settimana Santa... - Sì.

- Quello non è vero. - Sì... No, no, era...

- Era la fiera del libro... a Brive. - Sì, certo, così è più glamour, senz'altro.

- E' più romanzesco. - Credevo che tu odiassi il romanzesco.

No, non direi. Anzi, mi sa che ci sto tornando. Pian piano, con calma, ci sto tornando.

Mi accompagni a fumare una sigaretta?

- Ci sei andato con un'altra a Siviglia? - No, non ci ho mai messo piede.

- Ho usato Wikipedia, Google. Sembra vero, eh? - Sì.

Mi piace la scena in cui perdono la processione dei penitenti...

..e passano la giornata ai giardini dell'Alcazar.

Sembra che siano stupendi quei giardini.

- Potremmo andare a Siviglia. - Certo, quando vuoi.

- Dici che Alain non ha letto fra le righe? - Certo che no. No.

- Non vuole pubblicarlo, però. - Sì, è un po' sconfortante.

A me è piaciuto. E' uno dei tuoi libri migliori.

- E tu gliel'hai detto? - Sì, sì.

- Ha avuto qualche effetto? - No, nessuno. Ha reagito a malapena.

Sarà un modo di vendicarsi?

- Credi che sappia qualcosa? - No, non lo so... E' solo che...

Consciamente o inconsciamente potrebbe sospettare.

- Vuoi dire che per motivi inconsci... - Ma molto intensi! -..non pubblica il libro? - Sì.

Grazie. Buonasera. Arrivederci.

- Valérie, come stai? - Ciao! Scusa il ritardo. - Non ti aspettavamo più.

- Vengo direttamente da Laval. - Non ti preoccupare. Dammi la tua roba. - Ok.

- Ciao a tutti. Come state? - Ciao, amore mio. - Scusate il ritardo. Arrivo da Laval.

- Lo sai che ti ho chiamato 10 volte? - Sì, avevo la batteria scarica.

- Su tutti e due i telefoni? - Sì! - Potevi chiedere di caricarli in un bar.

- Te ne metto uno in carica di là. - Grazie. - E in cucina c'è una presa. - Grazie. - Figurati.

- Mai sentito Laval. - Neanch'io. - Senti, Valérie, Laval dove sarebbe?

- E' nella Mayenne, per tua informazione. - Scusa l'ignoranza, ma dov'è la Mayenne?

No, ma è uno scherzo? Mi state prendendo in giro!

- No, è a Sud, a Est, a Ovest? Sul serio... - Io lo so, è nel Massiccio Centrale.

Quello è Pierre Laval, Primo Ministro di Vichy. Lui viene dal Massiccio Centrale.

- Ma è grave! Laval! - Be', che c'è? -I Paesi della Loira. Col TGV ci arrivi in 90 minuti.

- Aspetta... Sapete cos'è il TGV? - Ah, no, non ho mai preso un TGV. Mai!

- Valérie, tieni, riprenditi. - Sì, ne ho proprio bisogno. - Bevi, su.

- Alla tua. - Alla vostra! - Salute. - E soprattutto al tuo libro "La palude".

L'ho trovato molto interessante, un insieme di finzione e realtà.

- Davvero? - Sì. - Grazie.

Allora? E' andata bene, oggi?

Grazie per averlo chiesto ma è stato un disastro.

Il proprietario della fonderia è un primitivo e così non c'è stato dialogo.

- Credo che questo peserà sulle elezioni. - Ma farà bene all'immagine di David.

- Che vuoi dire? - Si schiera dalla parte degli scioperanti, gli dà un'immagine meno neutrale.

Non è un'immagine, è una realtà. E' molto impegnato, per questo fa politica.

- Fa politica per essere eletto. - Giusto!

- Ovviamente, ma smettila di annuire! - Ho solo detto "giusto". - Certo che vuole essere eletto.

Ma chi direbbe: "No, no, io voglio perdere"? E' ovvio che fa politica per essere eletto.

- Per essere eletto devi gestire la tua immagine, e lui è molto bravo. - E' vero.

- Agisce secondo le sue convinzioni. - E lo fa sapere.

Agisce secondo le sue convinzioni e lo comunica. Una foto con gli scioperanti può tornare utile.

Ma insomma, quanto sei cinico!

- No? - (Donna) Non è questione di cinismo, anche io la penso come Carsten.

- (Uomo) Oppure sei cinica anche tu. - (Donna) E' possibile. - (Véronique) Ma qual è il problema?

- Venite, è pronto! - Non si può fare politica come una volta. Siamo entrati in un'epoca nuova.

- (Donna) Dico a voi! E' pronto. - Cosa si deve fare, allora? - Si cambia sistema.

Il sistema è lo stesso: la realtà. E' sempre così.

- Tasse, lavoro, scuola, sicurezza... - E' più complesso. - Veramente è semplice.

Pensa alla temperatura reale e a quella percepita. Reale e percepito sono cose diverse.

- Si deve lavorare sul percepito quanto sul reale. - Va bene, ma da cosa è determinato il percepito?

Dall'informazione. Da un clima diffuso.

- Ecco qua. L'informazione non esiste più. - Sì che esiste, non dire così.

C'è solo un supermercato dell'informazione,...

..dove ognuno si fa la sua spesa con il proprio carrello.

Internet non è solo questo. Possiamo scegliere dove fare la spesa.

(Carsten) Ognuno legge ciò che ha voglia di leggere, che conforta le sue opinioni.

Si può essere esigenti con la qualità le fonti. Io ho sempre fatto una scelta, almeno credo.

- Appunto, credi. - Si può fare una cernita. (VIBRAZIONE DI UN CELLULARE)

(LEONARD RIDE) Cosa ti fa ridere?

Niente, una battuta. Un amico mi ha mandato il manifesto di "Star Wars: il risveglio della forza".

- Divertente, dilla anche a noi. - Non è così interessante, e poi è difficile da spiegare.

- Riesci a staccarti dal cellulare per una sera, per favore? - Sì, sì, ora lo spengo.

(Uomo) E' sempre la stessa, solo che hanno titoli diversi.

- Posso rubartene una? - Certo. Sono le slim, però. - Vanno benissimo, grazie.

- Penso che adesso assaggerò qualcosa. - Prendo la tua giacca. - (Leonard) Sì, fai pure.

- Com'è? - Buonissima. - Dove hai preso la forchetta? - Lì. - Ah, grazie. - Che freddo.

Sono d'accordo con Valérie. La politica si gioca prima di tutto sul campo.

- Non solo. - Sì, certo, ma bisogna iniziare da lì.

- A condizione di avere risultati concreti sul campo di cui parli. - Ma quando? Subito?

- Sì, subito. - Non si può, la politica ha bisogno di tempo.

- Non contro David, è molto stimabile per me. - Lo trovi stimabile? -Io apprezzo molto David.

Alle parole dei politici raramente seguono i fatti, non trovate?

- E' vero, per questo non ci si fida più di loro. - Ma chi non si fida più?

- Tu non ti fidi più? - No, la gente. - La gente? E chi è la gente?

- La gente è la gente. - E tu? Cosa ne pensi, tu?

- Ma niente, io osservo. - Non pensi niente. E' troppo facile così.

Ho freddo.

- Cos'è? Cuscus? - Sì, è buono. - Grazie, basta. - L'opinione pubblica si conquista giorno per giorno.

Il campo di battaglia è quella comunicazione che tu disprezzi, in tempo reale.

- E quindi è tutto permesso? E' così? - E' ciò che si chiama post-verità.

- E' da tanto che penso che siamo nella post-verità. - Cosa significa post-verità?

Significa permettere alle persone di vivere in un universo fittizio determinato dai loro pregiudizi.

Ma pensi che la gente sia così ingenua?

Penso che abbiamo tutti bisogno di certezze, ancor di più in un mondo incerto.

Pensi che non vedano le intenzioni nascoste dietro ai messaggi?

Io sì, penso che analizzino tutto in maniera tremendamente lucida.

- Sei ottimista. - Oh, non sono per niente ottimista.

Anzi, no, penso che questa lucidità non serva proprio a niente!

- (Véronique) Finalmente... Mi hanno sfinita. - (Leonard) Perché?

- (Leonard) E' stata una serata piacevole. - Una serata piacevole?!

Tutto tranne che piacevole! Non hanno fatto altro che sputare sulla politica e su David.

- (Leonard) Vuoi dell'acqua? - Ah, sì, grazie.

Non essere suscettibile, non c'era cattiveria.

- Nessuno è stato insidioso e subdolo. - Sì, Carsten.

- Anche gli altri. - Gli altri meno.

- Sarà... - A me piace Carsten.

Nonostante lui sia un po' orso, trovo che "La palude" sia un libro interessante.

- E' bello. - Alain lo detesta, me l'avevi detto tu che non voleva pubblicarlo.

- Ma di fatto ha un gran successo. - E allora? Si sente legittimato a dire di tutto e di più?

Non è proprio così. Ha una certa esperienza del mondo politico, non lo puoi negare.

- Era giornalista politico in radio, non c'entra niente. - Come no? Conosce il settore.

- Ma cosa c'entra il settore! - Ma perché adesso...

Non lo conosce per niente il settore, al massimo conosce gente che lo conosce.

- L'hai presa male. Molto molto male. - Sì, l'ho presa male. Non ho ragione di prenderla bene?

- Faccio un lavoro difficile, mi impegno tanto e devo farmi insultare... - Nessuno ti ha insultata.

Hai sentito il tono? Il tono con cui mi parlavano? Il disprezzo per la politica?

- La gente oggi si esprime così, non fingere di essere stupita. - E allora? Non è un buon motivo.

- Aspetta, resta qui. - Smettila, per favore. - No, stavamo... - (Véronique) Lasciami, dai!

(Véronique) Lasciami stare!

- Non si esprimeva contro di te, era più contro David. - Lo so, è ancora peggio.

- Conosci bene David. - Certo, lo conosco.

- E che cosa ne pensi? -Io lo trovo un grande lavoratore, molto onesto, molto... impegnato.

- Siamo d'accordo. - Sì, ma è anche vero che io non muoio dalla voglia di votare per lui.

- Perché, tu muori dalla voglia di votare? - Be', no.

- Bene, e allora? - Lo apprezzo come persona.

Ma oltre alla simpatia che mi ispira, non incarna proprio le mie idee politiche.

Scusa, ma chi incarna le tue idee politiche?

Non lo so, tipo... Gengis Khan! Lui sì.

- Ah, davvero? - E Attila. Lui sì, vedi?

- Attila?! - Ecco, sì. - Bello.

- Jack lo Squartatore! - Oh, sì, Jack lo Squartatore, è anche meglio!

- (Véronique) Ah, lui sì. - Sì. Lui sì.

Be', dai, non sono mai stato un sostenitore dell'ordine stabilito.

No, tu preferisci il disordine.

Non ho un buon rapporto con l'autorità.

E qual è l'opposto dell'autorità?

- Il caos. - Ah, il caos è meglio.

- Lo preferisci? - Teoricamente, sì, perché è più produttivo.

"Teoricamente..." "Teoricamente, sì, è più produttivo".

Be', praticamente, forse non sono così sicuro che funzioni, in effetti.

Tu mi tradisci, Leonard?

- Perché... Perché me lo chiedi? - Non lo so, mi è venuto in mente prima.

Quindi non voglio tenerlo per me.

Come? Quando?

Prima, a cena, quando leggevi quel messaggio.

- Ma era una stupidaggine. - Non lo so, il modo in cui sorridevi...

- (Leonard) Che modo? - E poi hai cancellato subito il messaggio.

- Ma no, quello lo faccio in automatico. - "Non ti incartare", ti prego.

- (Leonard) Sei tu che hai insinuato... - Tu mi ami?

Sì.

Perché io ti amo.

Davvero.

Anche... se non siamo mai d'accordo veramente?

Soprattutto perché non siamo d'accordo su niente.

(LEONARD IMITA IL VERSO DI UN GATTO CHE FA LE FUSA)

Oh, che piacere vedervi!

L'avete trovata facilmente? Con i lavori, le indicazioni sono pessime.

- Ho seguito il navigatore. - Come va? - Ti fai desiderare.

- Tieni, li abbiamo presi arrivando. - Non dovevi. Grazie! - Non garantisco sulla qualità.

- (Selena) Il negozio che conosco era chiuso. - E' il pensiero che conta.

- (Selena) Buongiorno. - Piacere. - (Alain) Ciao. - Molto piacere.

- Come stai? - Bene, grazie. - Vi conoscete? - Buongiorno. - Guy Fonville. Alain Danielson.

- A Scienze Politiche, vero? - Sì, abbiamo due anni di differenza.

- Buongiorno. - Piacere. - E Selena non ha bisogno di presentazioni.

L'ho vista nella seconda stagione di "Collisione". Molto brava.

- Cos'è "Collisione"? - Non la conosci? - No. - Ti piacerebbe, è serie geniale.

- Una serie TV? -In realtà è "Collusione", non "Collisione". -"Collusione", è vero.

- "Collusione" e non... - "Collusione". E' un titolo migliore.

- Io sono un patita. - Non ci si annoia mai. "Sul filo del rasoio".

E poi non ha nulla da invidiare alle serie americane.

E' difficile fare la poliziotta?

Non è proprio una poliziotta, è piuttosto un'esperta di situazioni di crisi.

- E' un ruolo molto fisico. E' una donna forte. - Ah, sì, ma a me piacere recitare con il corpo.

E poi è interessante seguire lo stesso personaggio nel tempo.

E in più, adesso... la gente mi riconosce per strada.

- Più di prima? - Non c'è paragone, quando recitavo Lars Noren all'Odeon non arrivavo al grande pubblico.

- Selena, vuoi del caffè? - Ah, sì. Grazie.

- Alain, vuoi un caffè? - No, grazie. - Hai visto la partita? - No. Tu sei andato?

- Ah, mi hanno disgustato. - Rigore al quinto minuto, molto difficile recuperare.

- Hanno fatto solo stronzate. - Disfatta totale! Totale.

- Sai chi è Xavier Dehoux? - Quello della telefonia. - Sì, e di tante altre cose.

- E' un tipo molto simpatico. Un grande fan dell'indie rock. - Davvero? - Sì.

Ha fatto un percorso abbastanza insolito.

Ha iniziato con il Minitel negli anni '80, prima di Internet.

- Ho letto il suo profilo su Libération. - Sì.

Ora vuole sviluppare un polo d'informazione e ha bisogno di contenuti.

- Per la telefonia? - Sì. Sta accumulando un bottino di guerra e cerca nuove acquisizioni.

- Quindi tu venderai? - Be', l'editoria non è in ascesa.

Non è neanche un settore in perdita.

- C'eravamo dati tre anni per tornare in pari. - Ce l'abbiamo fatta? No.

Le cifre dicono di no, ma siamo sulla buona strada.

I miei azionisti si aspettano buone strade, si aspettano profitti.

- E allora il prestigio? - Quello va bene se si può far fruttare. Non è il mio caso.

Perché hai investito nell'editoria?

Perché le vendite di e-book dovevano esplodere, ma è ciò che dicevano gli analisti, tu per primo.

- Dicevano che era il futuro. - Succederà.

Sì, però sta succedendo il contrario. Le vendite precipitano: meno 15% nel 2016.

Secondo le statistiche americane.

- Il 15% è tanto. - E' una tendenza appurata.

- A cosa è dovuta? - I prezzi sono aumentati, i lettori diminuiti.

- Sono sempre più economici dei libri. - Forse, ma abbiamo raggiunto una soglia critica.

- Sai una cosa? La vendita dei libri è aumentata. - E' una contraddizione.

Le abitudini di lettura cambiano in fretta. A decollare veramente sono gli audiolibri.

Sì, l'ho notato.

- Gli audiolibri letti dalle star. - Sì, esatto, letti dalle star.

Si legge sempre di più sui tablet, sugli smartphone, meno sugli e-reader.

- Sugli smartphone? - Ma sì, è folle! La gente legge libri sugli smartphone!

- Ecco perché la sinergia con la telefonia. - Esatto. - E con Xavier Dehoux.

In base al mercato, deve fare una dichiarazione.

E' il momento di vendere.

- Venderai le Edizioni Vertheuil? - Be', sono davvero tentato, vecchio mio.

Mi permetterebbe di uscirne a testa alta e di ottenerne un bel beneficio.

Ma volevo prima parlartene. Cosa ne pensi?

- Di cosa, di vendere? - No, degli e-book. Hanno ancora un margine di progresso o è finita?

(PORTA CHE SI APRE)

Selena ci ha detto che ha letto il nuovo manoscritto di Leonard Spiegel.

- Davvero? E' una novità per me. - Dice che è uno dei suoi migliori.

Sì, almeno, è quello che penso io.

- "Fondazione" mi è piaciuto. - Non è recente.

- Anche "Rapporto di polizia". - Sì, anche quello. - Non ha venduto molto.

Come si intitola il nuovo?

- Non mi ricordo. - "Punto finale".

Ah, sì, ecco. "Punto finale". Esatto.

- Che cosa vuole fare? - Vendere. - E ti venderebbe insieme ai mobili?

Quando cambia il proprietario, cambia la strategia. Non credo che resterei.

- Sì, ma ha preso una decisione o...? - Non c'è un'offerta concreta.

- Sta negoziando... con Dehoux. - Dehoux? Cos'è Dehoux?

Un uomo d'affari di dubbia fama che ha fatto fortuna col digitale.

Tu dicevi che il digitale era il futuro dell'editoria.

Ora le cifre dicono il contrario.

Ma pensa un po'!

- Hai giocato bene le tue carte. Brava, eh! - Riguardo a cosa?

Il libro di Leonard, ovviamente.

Non ti obbligo mica.

- Avrò il diritto di amare un libro e di parlarne. - Non lo metto in dubbio.

- La due, grazie. - Perché non vuoi pubblicarlo?

Tu perché vuoi che lo pubblichi?

- Onestamente? - Non voglio costringerti a essere onesta. - Si espone davvero. Per la prima volta.

- Be', sì... - E' sempre uguale, si autoanalizza... - E' più complesso.

- Buonasera. - Salve. - Ehm... la numero 5.

- 92 euro. - Anche questo, grazie.

- Anche quello. - 95 euro in tutto.

Con la scusa di arrancare nel fango, si autorizza a raccontare orrori su tutti.

- Mi ha stufato. - In questo libro meno.

(Selena) Puoi accendere tu la luce?

- Grazie. - Dov'è Martin? - Da mia madre.

E quando lo riporta?

Non lo so. Sono andati al parco divertimenti.

- Riuscirà a fare i compiti? - Probabilmente hanno trovato traffico.

(MUSICA DALLA TV)

Abbassa, per favore!

- Mi fanno male le orecchie. - (Alain) Ah, scusa.

Leonard sta annaspando. Sono stanco di annaspare con lui.

- Un nuovo editore gli farebbe bene. - Ti sbagli. Lo lasci proprio ora che si libera.

Il libro piacerà.

Cosa te lo fa dire?

Tu non riesci più a vederlo con distacco. E' il vostro rapporto che è logorato.

Non mi piace come parla delle donne.

Ti infastidisce?

- Come si chiama quella ragazza che fa quel talk show su Canale 8? - Stephanie.

- Stephanie Volkowski, sì. - Sì. - Ci è andato a letto, è una cosa risaputa.

- E allora? - La si riconosce subito. Ha cambiato il nome...

- Xenia? - E' così chiaro. - A me non era proprio venuta in mente.

Devi essere l'unica.

Che importanza ha? Saranno in pochissimi a domandarsi chi sia davvero.

Se faccio un tè lo prendi anche tu?

- Volentieri. - Ok.

Non ti ha dato fastidio la scena di quando vanno a vedere "Il nastro bianco"?

- Bellissimo film. - Sì, l'abbiamo visto insieme.

Oh, sì, è vero. Sì.

- E' molto crudo. - Ciò che fanno?

Il compiacimento con cui lo descrive.

E allora?

E' molto imbarazzante per lei, non trovi?

- Ti disturba? - Come la scena del bagno turco a Siviglia.

- Qual è il problema? - La tratta come un oggetto.

Magari è quello che le piace.

E' ciò che sottintende.

Personalmente mi dà fastidio.

Il punto è se si tratta di buona letteratura.

Sì, ma mi sento tremendamente a disagio per Stephanie Volkowski.

- Che cosa c'entra? - Se la vedo in TV, penso a "Il nastro bianco".

- (ridendo) Ma smettila! - Dico davvero, mi disturba. - Dai, Alain!

Ma ora sarò costretto a pubblicarlo.

Perché? Tu fai come vuoi.

E' la prima volta in 10 anni che Marc-Antoine si interessa a un libro.

- No, è la compagna che sembra interessata. - Sì, è la stessa cosa.

(Laure) Mm-mm. Sì.

(VOCIARE INDISTINTO DAL TELEFONO)

(Laure) Sono d'accordo con te. Non ho ancora convinto Alain.

Bacio.

Mi ridaresti le chiavi?

Non hai cambiato idea? E' finita. E' per Alain?

Ho letto i messaggi.

- Da quando mi leggi i messaggi? - Più o meno da sempre.

- Vuoi? - Non voglio niente, grazie.

- Non è per Alain. - Un po' sì.

- Pensavo che preferissi le donne. - Preferisco le donne, infatti.

Non esclusivamente.

- E' una cosa seria? - E' destinata a finire presto, ma resteremo amici.

Non vuoi stare con lui?

E' sposato e ha un figlio. Non credo proprio che voglia lasciarli.

E' meglio così. E poi io me ne vado.

- Dove? - Non potrei parlarne.

Ho fatto un colloquio. E' un'offerta allettante.

Direzione marketing per un gruppo media di livello europeo.

- E dove andrai? - A Londra. Ci ho già vissuto.

- Grazie. - Buona serata, signore. - Grazie, anche a lei.

Ho visto che hai scritto una relazione sul futuro della critica letteraria.

- L'hai letta? - No, l'ho solo sfogliata. Non sei molto positiva.

Sono fatti, informazioni trovate su Internet.

Prendi ciò che ti interessa e butta il resto.

E' quella la tendenza?

Il ruolo della critica a favore degli scrittori si è indebolito.

E' un'involuzione rapida che va anticipata.

- Come i giornali che perdono lettori? - Sì.

- Sì, ma a beneficio delle loro edizioni digitali. - O dei blog.

- E allora cosa cambia? - Che per il web si scrive in modo diverso.

Si fa attenzione a ottimizzare l'uso delle parole-chiave.

Per essere indicizzati dai robot.

- Scusami, quali robot? - Gestiscono le informazioni personali per i motori di ricerca.

- Puoi anche testare la viralità dei titoli. - Cioè, se un titolo non è virale, lo cambi. - Sì.

Non capisco dove vuoi arrivare. Indicizzata, virale... La critica sostiene i libri.

Fino a un certo punto. Ha una soggettività che non è per forza quella del tuo target.

- Non ho target. - Certo che ce l'hai.

Pubblichi libri per venderli.

E più lo fai sapere a chi è interessato, meglio è per te.

- Non mi piace ragionare così. - Ma è da tanto che ragioni così.

Parla direttamente ai tuoi lettori potenziali, invece che invitare a pranzo i critici.

Non ti serve la soggettività degli intermediari, oggi ci sono gli algoritmi.

Grazie. Algoritmi che mi dicono cosa?

Analizzano i tuoi dati personali.

Se hai comprato dei pannolini, se hai fatto un viaggio in Israele,...

..sei hai visto un documentario sull'Indonesia o James Bond in streaming...

- Se hai cercato un'icona gay... - E' chiaro, ho capito.

Ti individuano, anticipano i gusti.

Sei più prevedibile di quanto pensi. Guarda i consigli su Amazon. Funzionano.

In futuro ci fideremo di più degli algoritmi basati sulle abitudini di consumo...

..che della critica compiaciuta del suo potere.

- Sei severa. - Ogni forma di potere potere, oggi, è messa in discussione.

Gli algoritmi non contribuiscono allo scambio di opinioni.

Se parli di analisi o di riflessione, è completamente diverso.

Ci saranno sempre dei blog più o meno seguiti.

- Io parlo di vendite. - In termini di vendite niente è mai definito.

- Le ricerche non lo dicono. - E cosa dicono le ricerche?

Che chi compra i dischi, chi va al cinema, i lettori,...

..reagiscono ai like degli influencer che seguono su Twitter o degli amici su Facebook.

Ma tu sai che la maggior parte dei like sono gestiti da hacker pagati per questo.

Comunque sulla rete hanno effetti che riflettono una sensibilità contemporanea.

Pensi che sia una cosa buona?

Non ho un'opinione.

- Ripassi in ufficio? - Sì, devo recuperare la mia roba.

- E tu? - Sì, ho lasciato le chiavi della macchina.

Ho trovato questo di là.

- E' un regalo. - (Laure) Un regalo?

- Per cosa? - (Alain) Ah, lo sai.

- No. - Di addio.

- Perché di addio? - Perché te ne vai.

- Come lo sai? - Mm! Lo so.

- Lo sai da molto? - In tempo reale.

La conosci Emeline Rittenberg?

- Mi sostituirà lei? - Aspetto una risposta.

- (Laure) E' molto ambiziosa. - Ama soprattutto i soldi.

- Verrà pagata più di me? - (Alain) Eh, sì.

Non amo abbastanza i soldi?

Ti interessano altre cose.

- Oltre al sesso? - Oltre al sesso? Be', non lo so.

Il potere.

- Non è vero. - Discutibile.

E l'editoria, a modo tuo.

Altrimenti faresti qualcos'altro, di più remunerativo.

Credo anche che tu sia più legata alla letteratura di quanto voglia ammettere.

Mio padre era uno scrittore.

Ho letto le sue poesie.

- (Laure) Non lo sapevo. - E mi piacciono molto.

Avevo altre offerte, ma pensavo di essere utile qui.

- A cosa? - A contribuire alla riflessione sull'editoria del XXI secolo.

- A reinventarla, forse. - Dev'essere reinventata?

Cambierà radicalmente.

- Ne sono meno convinto di te. - (Laure) Tutto cambierà.

Ma il cambiamento bisogna sceglierlo, non subirlo.

Ricordi cosa dice il Principe di Salina alla fine de "Il Gattopardo"?

Sì, certo. "Bisogna che tutto cambi perché nulla cambi".

Esattamente.

E' una citazione strana.

- (Laure) Perché? - Tutti la ripetono, la sento dire ovunque.

Ti ringrazio, non credevo che fossi così spietato.

Non parlo di te, dico solo che trova più riscontro oggi...

..che quando Tomasi di Lampedusa la scrisse mezzo secolo fa.

Perché è la fine di un mondo?

Forse c'è motivo di essere preoccupati.

- Buongiorno. - (Barista) Buongiorno.

(DIALOGO NON UDIBILE)

- Sì, prendo un caffè macchiato, per favore. - (Barista) Subito.

E un bicchiere d'acqua, grande.

(Barista) Sì.

Grazie per essere venuto dalle mie parti. E scusa l'ora, ma ho le riprese all'alba.

Nessun problema.

Ehm... un caffè doppio e una spremuta, per favore. Grazie.

Lì c'è... Ti... ti ho portato il libro. E' arrivato ieri sera.

Grazie.

Ti ho scritto una dedica.

"Per te, Selena..."

Grazie. Molto gentile.

"Punto finale". Audace come titolo.

- Perché? - Be', dà l'impressione che non scriverai più.

Be', grazie tante.

(LEONARD COLPISCE IL BANCONE)

- Cosa fai? - Batto sul legno.

- Non è legno. - E che cos'è?

- Non lo so, un rivestimento di plastica, ma non legno. - Ah, sì?

Come Thomas Bernhard, che ha scritto "Estinzione" e poi è morto.

(SELENA RIDE)

Ma allora hai deciso di distruggermi il morale.

Dai, scherzavo!

Be', è uno scherzo di cattivo gusto.

Be', potevi dirmelo prima del titolo, no?

Non ci ho pensato.

- E' vedendolo stampato che mi è venuto in mente. - Non rispondi più ai messaggi.

Non so perché prima non ci avessi fatto caso. No!

E io dovrei trarne una conclusione?

Fai un po' tu.

Forse... tu sei impegnata con la serie?

Non hai più tempo?

Non è questione di tempo.

E' questione di... logorio.

Logorio.

- Sai da quanto tempo stiamo insieme? - Non saprei, ma "insieme" è un po' eccessivo.

Direi che abbiamo una storia... abbastanza frammentata.

- Sei anni. - Non l'avrei detto, sai?

Sì. Fai i conti.

Oh, niente ghiaccio nella spremuta.

- (Barista) D'accordo. - Ci mettono più ghiaccio che spremuta.

Quindi vuol dire che non verrai con me a Napoli?

Come si dice? I sentimenti sono sempre reciproci.

Se non vengo, è anche perché... tu non hai voglia che venga.

- Stai cercando di dirmi che è finita? - Un po' più che cercando.

Be', penso che dobbiamo... devo darmi un po' di tempo per cercare di fare le cose nel modo giusto.

Leonard, è già successo, lo stiamo solo dicendo chiaramente.

Non ho tempo di discuterne adesso.

Stamattina giriamo in periferia, sono parecchio di fretta.

- A lei. - Grazie.

- La cosa urgente era questa? - No, non esattamente.

In realtà volevo... volevo chiederti una cosa precisa.

Di non farne un libro.

- No. No, no, non voglio. - Anche... nonostante la tentazione.

No, non lo farò.

- Se lo farai, non ti perdonerò. - Te lo prometto.

- Non salverò il tuo libro come l'ultima volta, te l'assicuro. - Lo prometto, non lo farò.

- Ti farei a pezzi. Non ti immagini neanche! - Lo immagino. - Renderei la tua vita un inferno.

Penso di aver afferrato il messaggio, sei stata molto chiara.

- Devo ripetertelo? - No, va bene. Messaggio ricevuto.

- Vuoi dividere un Uber con me? Vado a Bastille. - No, finisco con calma il caffè.

Ho un'intervista alla radio oggi pomeriggio.

Abbiamo molti programmi d'informazione pubblica.

- Le edizioni speciali del notiziario durante le elezioni... - Ah.

I programmi di teatro, i talk show con il pubblico in studio...

..e i concerti che trasmettiamo dal vivo e integralmente.

Accomodatevi, torno due minuti prima della diretta.

- Vi serve qualcosa? - No, no, grazie. - A dopo.

Ne approfitto per farti un piccolo riassunto.

Non c'è ancora molto, ma in settimana qualcosa dovrebbe muoversi.

- Stai bene? Sembri un po' già. - No, sto bene.

Ok. La buona notizia è che alla giornalista di "Versione Femminile" è piaciuto.

- "Versione Femminile"? - E' molto letta. Davvero. Ha un blog molto seguito.

- Poi c'è Pierre Schultz, da cui aspetto un riscontro. - Lascia perdere, mi detesta.

Non è vero. Gli ho dato io stessa il libro, era contento.

Ha apprezzato molto il titolo, ha detto che è una scelta azzeccata.

Mi ha chiesto di te. Abbiamo parlato un po'...

Ci conosciamo dal liceo, non ha mai parlato bene di un mio libro.

Per "Rapporto di polizia" mi pare che avesse scritto un bell'articolo. Me l'ha detto lui.

(VIBRAZIONE DEL CELLULARE) L'hai letto l'articolo?

- No, otto anni fa ero ancora all'università. - E' un serpente a sonagli.

(IMITA IL SIBILO DEL SERPENTE)

- Tocca a voi. Venite con me. - Arriviamo.

(MUSICA DI "ABRASIVE" DI RATATAT)

- Si sieda davanti al microfono giallo. - Salve. - Salve. - Salve.

- Ciao, come va? - Bene, grazie. - Prego.

- Salve. - Ciao. - Vi presento. Leonard. Sophie. Sophie. Leonard.

Stiamo per cominciare. Prego.

(MUSICA DI "ABRASIVE" DI RATATAT)

Buongiorno, oggi è con noi Leonard Spiegel, autore di "Fondazione", "Addii a voce bassa",...

..che torna con un nuovo romanzo, "Punto finale".

- Ma, Leonard, è davvero un romanzo questo? - Be', sì, io rivendico il termine "romanzo".

D'accordo, romanzo, ma non è più un'autobiografia romanzata?

Sì, so che esiste questo genere, ma non so esattamente cosa significhi.

- Allora, vediamo un po'... Il narratore si chiama Leonard. Sbaglio? - Esatto.

- Fa lo scrittore? - Sì. - Vive nel tuo stesso quartiere e appartamento. - Sì.

E chi ti conosce un po', può riconoscere alcune figure della tua vita.

- In realtà è più complesso di così. - Secondo me è abbastanza chiaro.

Dunque, ci chiedevamo di Michael Haneke...

- C'è una scena abbastanza forte che forse non gli ha fatto piacere. - Sì.

- Durante una proiezione de "Il nastro bianco". - Sì. - E' molto disturbante.

Sì, un po', ma è per far ridere, è quello lo scopo.

Ognuno ha il suo senso dell'umorismo. Ma resta un film sull'ascesa del nazismo.

Crea un certo disagio.

Leonard Spiegel...

Per tornare all'autobiografia romanzata, ci puoi riassumere la trama de "Il nastro bianco"?

- Sì, sì. Sì, certo, con piacere. - Prego.

- Ehm... - Anche per sommi capi.

Allora, è un film sulla Germania... prima della guerra...

E'... un film d'epoca.

- C'è qualche tweet... In generale positivi. - Fammi vedere.

- Non proprio tutti. - Non tutti, ma non è un orario molto felice.

(SUONERIA DEL CELLULARE) - Aspettiamo la replica di stasera. - Scusa.

- Sì, pronto? - Ti ho sentito. Mi è sembrato molto interessante, molto pungente.

- Sì, sono d'accordo. - Sì, non è uno compiacente lui. - Per niente, no.

E' bravo a intervistatore. Non fa le solite domande da leccapiedi.

Già, posso confermare. E io? Come mi hai trovato?

Balbettavi meno del solito, mi hai fatto una buona impressione.

Scusa, mi stanno chiamando. (SUONERIA DI UN CELLULARE)

Ecco... Aspetta... No, è David, devo rispondere, scusami.

- (Leonard) No, aspetta. - Sì, ma devo rispondere.

- Sì, David. Arrivo, ero al... - (Leonard) Valérie?- Ok, un secondo.

- (Leonard) Pronto? - Ti richiamo. - Ok.

Sì, David? (PAROLE INCOMPRENSIBILI DI DAVID)

Come?! Non è possibile!

Non sarà mica vero... No, non capisco.

No, senti... La polizia?!

No, non parliamo di queste cose al telefono. Arrivo.

(MUSICA DI "LATE FOR MY FUNERAL" DI MIKE STINSON)

Ma sul serio?! Che ti viene in mente?

Detto tra me e te... non è la prima volta.

- Avresti dovuto dirmelo. - Non ti dico mica tutto. - C'è di peggio? - No.

- Comunque, resterà tra me e la polizia. - Non è così, tutto si viene a sapere!

- Sei un politico, devi essere trasparente. - Nudo in mezzo alla strada?

- Non è la stessa cosa essere nudo o esemplare. - Esemplare? Non farmi la morale.

Invece sì! I politici passano la vita a fare la morale agli altri.

- Per me la stessa cosa. - Jack Daniels con ghiaccio. - Sì, è quello che mi serve.

- La morale pubblica, la morale sociale, ma la vita privata è diversa. - No, è uguale!

- Quello che fanno due adulti consenzienti riguarda gli elettori? - Nascondere qualcosa rende sospetto.

- Lo trovi normale? - Non importa cosa penso io, è l'opinione pubblica che conta.

Sono gli stessi che si rivoltano appena si toccano i loro dati personali?

Non hanno scelto la politica.

- E io che mi dedico al bene pubblico... - Aspetta, fermati!

Nessuno pensa che ti dedichi al bene pubblico.

Sono convinti che tu faccia politica per soddisfare il tuo ego o per arricchirti.

- Ma è falso! - Sì, ma è questa la percezione che hanno.

Devi essere impeccabile, al di sopra di ogni sospetto.

Impeccabile significa eterosessuale, monogamo, che la domenica pranza con la famigliola felice?

Non ti sto dicendo questo. E poi molti politici dichiarano di essere omosessuali e non fa niente.

- Lo dici tu. -Invece non dovresti farti arrestare mentre esci dal camper di una prostituta.

E' una cosa inaccettabile, che dà un'immagine di te deplorevole. Almeno non farti beccare!

- Più facile a dirsi che a farsi. - Ti ricordo che è un reato soggetto a sanzione.

- 350 euro. - Oh...

(SIGLA DALLA TV)

(TV) Ben ritrovati. Il dibattito prosegue... (PORTA CHE SI APRE E SI CHIUDE)

(TV) - Buonasera. - Buonasera. - Ci ha raggiunto una voce autorevole...

- Tutto bene? - Per niente. Ho visto David... Mi ha fatto disperare.

Perché?

- Non posso dirlo. Mi ha fatto disperare. - Non puoi dire una cosa a metà.

Mi ha fatto disperare, punto. Non dirò il perché.

- Però... - Non insistere, ti prego, smettila.

Ok.

- Vuoi qualcosa da bere? - No, grazie, ho bevuto anche troppo.

Devo dirti una cosa.

Nessuno ti obbliga.

- Non vuoi saperla? - Sì. Solo che a volte ci sono cose che è meglio non dire.

- Sì, ma non in una coppia. - Soprattutto in una coppia.

Credi nella dissimulazione e... nell'ipocrisia?

- Be', sì, ci credo. - Sì?

In realtà non è questo. Credo nell'implicito.

- L'implicito. - Tu sai, io so, non c'è bisogno di impantanarsi.

- E' una strana filosofia. - Mah... Non lo so.

Perché, tu pensi che sia meglio soffrire quando si può evitarlo?

Senti...

Io ho una... una... una storia... al di fuori della nostra relazione.

Ecco.

E?

- Niente. Ho una storia. - Ma questo lo so. Il tuo libro non parla d'altro.

E' un'autobiografia romanzata, anzi, è proprio un romanzo.

Davvero? Non lo avrei detto.

Invece è proprio così.

- E tu pensavi che non lo sospettassi? - No, non hai mai detto niente.

- Che c'è? - Non ci posso credere. Ma dai, non è possibile. - Come?

Niente, lascia stare.

- E' con Stephanie Volkowski? - No, non è con Stephanie Volkowski.

- Con chi allora? - Lo vedi che l'implicito ha dei limiti?

Qualcuno che conosco?

E'...

- E' Selena. - Selena?!

- Selena Selena? - Sì. Insomma, non conosciamo tante Selena. Quindi non...

- Non l'avrei mai detto. - Comunque è finita.

- Perché dovrei crederti? - Te l'ho detto perché voglio ristabilire la fiducia tra noi.

- Raccontandomi le tue storie. - Smettendo di mentire.

- Menti solo a me. La verità la dici a tutti nei libri. - Sì, ma attraverso una cortina di fumo.

- Perdonami, ma è sottile la tua cortina. - Ma confonde le tracce.

Anche tu pensavi fosse Stephanie Volkowski.

Senti... Insomma, ma ti rendi conto?

Ti ascolti? Non ha senso! Che differenza vuoi che faccia?

Non si scrivono certe cose se non le hai vissute. Chi ci crede?

Sì, lo so.

In ogni caso, non cambia niente se è Stephanie o Selena.

Cambia che almeno te l'ho detto.

(MUSICA DI "GOPURU" DI GURRUMUL)

Ci sono già venuto. E' a destra. Di qua, a destra.

(MUSICA DI "GOPURU" DI GURRUMUL)

- (Leonard) Sono lì. - (Valérie) Il mare è davanti a noi? Ho perso l'orientamento.

(Leonard) No, è dietro gli alberi.

(MUSICA DI "GOPURU" DI GURRUMUL)

- (Valérie) Ehilà! - (Leonard) Siamo noi! - Ciao. Non vi ho sentiti arrivare.

- Come stai, Alain? - Benvenuti. - Grazie. Eccoci. - Ciao. Come va? - Bene.

- Ciao, Selena. - Buongiorno, "Valéria", come va? -"Valérie". - Scusa, sbaglio sempre.

- Non te lo ricordi mai. E' buffo! - Come va? - Bene.

- Mi fa piacere vederti. - Anche a me, è passato tanto tempo.

- Hai ragione! Non mi sembra tanto tempo e invece... - E' così, gli anni volano in un attimo.

Avete avuto problemi a trovare la strada per arrivare qui?

No, per niente. Anche perché Leonard ci era già stato e si ricordava la strada.

- Sì, ci sono stato. Una volta... tanto tempo fa. - Non me lo ricordo.

- Magari non c'eri. - E dov'ero? - Boh! Eri in Giappone, credo. Non lo so.

- Non è stato tanto tempo fa. - No... - Ah, be', no, forse no.

Allora...

Venite!

- E' bello vedersi qui. - Sì.

- Dove posso appoggiare questo? - Fai come se fossi a casa tua. Ecco.

- Per te ben cotto, vero? - Sì, ben cotto, grazie.

- Ah, non troppo. - Grazie. - Limone? - Sì, magari.

- Sembra buonissimo. - Te lo metto qui, scusa. - Figurati.

- Tieni. - Wow! Grazie mille! - Scusa, si è un po'... - Va benissimo. Grazie.

- Non vuoi il pesce? - No, grazie, finisco prima i peperoni.

- Sai che non perdo un episodio di "Collusione"? - Io non ne posso più, mi sono stufata.

- Ho rifiutato la quarta stagione. - E come fanno in questi casi? - Uccidono il personaggio.

- Ti uccideranno? - Sì. - E come?

Ha un marito che non la sopporta... La ucciderà e scioglierà il corpo in una vasca di acido.

- No! - No, non ne so niente! Stavo solo scherzando.

E' una bellissima serie, comunque, molto avvincente.

Non pensi che ci siano troppi poliziotti in TV?

Non è una poliziotta. E' un'esperta di situazioni di crisi.

- E' una poliziotta. Una poliziotta! - Sì, ma mi appassiona.

Ormai non si riesce più a sperimentare qualcosa se non come una dipendenza.

Mi sembra un po' esagerato, non intendevo questo.

No, non direi proprio che sono dipendente dalla serie.

Ma sì, invece hai ragione, le serie sono così. Ti portano a una visione compulsiva.

- A me in realtà rilassa. - Scusa, non ce l'ho con te.

- Ma non faccio questo lavoro per rilassare la gente. - No, ma...

- Ti sbagli, lo pensano in molti. - Non ne sono sicura.

- C'è una grande richiesta di letteratura d'evasione. - Anche di musica rilassante?

Certo. Prendi i libri da colorare per adulti.

Non fare quella faccia. Li pubblichiamo anche noi e vendono parecchio.

Scusa, non ho capito bene. Libri da colorare per adulti?

Sì. Torni dal lavoro, ti rilassi, scarichi lo stress...

- (Alain) Ancora vino? - (Valérie) Sì, grazie. - Ecco a te.

- Basta così, grazie. - E ti scarichi colorando che cosa?

Colorando motivi vegetali, mandala...

- Ti distrai. - Ma, scusami, è molto diffuso?

E' un fenomeno sociale. Va ascoltato.

Che amarezza. Insomma, mi sento del tutto incompetente in questo.

Sai, esiste una letteratura di evasione. E' un fatto.

I miei libri sono l'opposto. Fanno stare anche peggio il lettore.

C'è chi scrive i "feel-good-books".

Io direi che scrivo... dei "feel-bad-books".

C'è un pubblico anche per quelli.

I dolci vanno col caffè, immagino. Li metto qui?

- (Alain) Vuoi una mano? - No, no, ce la faccio.

Allora, Selena, che progetti hai al momento?

"Fedra"... a teatro.

- E' con un giovane regista belga. - Caspita! "Fedra"!

- Ti va di interpretarla? - Sì, lo so che è un ruolo da anziana.

- No. - Sì, sì. Quando ti propongono Fedra, di solito è l'inizio della fine.

L'ha fatta Dominique Blanc, diretta da Chereau.

All'inizio ho pensato che non l'avrei fatto neanche sotto tortura.

Poi mi sono detta che era comunque un bel testo. Sarebbe stato stupido perderselo.

- Soprattutto per i motivi sbagliati. - Già.

Ho anche cercato su Wikipedia...

Sarah Bernhardt l'ha interpretata a 30 anni. Allora, be', perché no?

- Hai dato un'occhiata all'e-book del tuo libro? - Perché, esiste? - Certo.

- Non sta andando male. - Non male...

Non male per essere letteratura contemporanea.

- Vuoi un caffè? - Sì, grazie. Anche lo zucchero, grazie.

Grazie. Che cosa intendi esattamente?

Be', sai, quello che va meglio in e-book...

..sono soprattutto i thriller e i romanzi rosa, stile Nora Roberts.

- Chi, Nora Roberts?! - Sì. - Chi è Nora Roberts?

Ha solamente venduto più di 100 milioni di libri ed è tradotta in 26 lingue.

- Ah, scusate. - (Alain) Oggettivamente, è letteratura piuttosto dozzinale.

- Allora perché vende anche tanti e-book? - Dipende soprattutto dal prezzo.

Per esempio, c'è "Punto finale" che costa 13,99 euro...

..e poi c'è Nora Roberts che è venduta a 3,99 euro.

- E' essenzialmente questo. - Chiaro.

Per caso stai pensando di fare un audiolibro di "Punto finale"?

Sì, ci sto pensando, visto che le vendite vanno abbastanza bene.

- Ma costerà realizzare un audiolibro. - Sì, esatto.

- L'abbiamo proposto a Juliette Binoche. - Davvero? - Sì.

- Pensi che accetterà? - Non lo so. Non ha ancora risposto.

- E' stata Selena a contattarla. - Forse potrei scriverle qualche riga.

- Insomma, se tu... - Eh? - Se tu hai la sua mail...

No, è riservata. Se vuoi, posso darti il numero del suo agente.

Va bene. Solo per motivarla.

(Alain) Laggiù, vedi? Tutta quella zona è incontaminata.

(Leonard) Venendo ci stavo facendo caso, è una fortuna per voi.

(Alain) Chissà quanto resisterà ancora.

Ho letto il tuo nome sui giornali ultimamente.

- Quali giornali? - Sul sito di "Investire".

- Hai un'allerta Google per il mio nome? - Perché? - Di solito leggi "Investire"?

No, ma girano voci insistenti sul fatto che Marc-Antoine Rouvel voglia vendere.

- Non è più di attualità. - E che tu stia per andartene.

- Sono "fake news". Perché, ti interessa? - Sì, mi interessa abbastanza.

- Doveva vendere a Dehoux, ovvero al gruppo Dehoux. - Dehoux.

- E' un personaggio poco raccomandabile. - Sono d'accordo con te.

Ma era tutta una balla.

Dehoux stava cercando di chiudere una grande acquisizione,...

..un sito italiano d'informazione che voleva lanciare un'edizione francese.

Le Edizioni Vertheuil erano soltanto un diversivo. Mi segui?

Sinceramente mi sembra abbastanza fumoso, ma ho capito l'idea generale.

Insomma, ha preso in giro Marc-Antoine, non ha mai voluto comprare.

Voleva che il mercato pensasse che avrebbe comprato e nel frattempo lui concludeva l'affare.

- Quindi ti tiene. - Sì, mi tiene. Insomma, non vende più.

Tu stai lavorando a qualcosa?

- Non mi va molto di parlarne. - Ma procede? - Sì, procede, molto bene.

- Non vuoi dirmi altro? - No. - No.

- Attento! - Siamo noi! Siamo tornati!

- (Alain) Ehi, campione! - Papà!

- Come va? Ti sei divertito? - Sì. - Cos'hai fatto? - Martin!

- (Alain) Hai fatto il bagno? - No. - Ciao! E' andata bene? - Guarda cos'ho trovato!

- (Alain) Ma sono tantissime! - (Selena) Quante ne hai? Le mettiamo in un piatto?

- (Alain) Sai cosa c'è adesso? - No, il riposino no! - Allora vuoi mangiare un pesce!

- Ti aspetta un pesce enorme! - Anch'io mangio il pesce! Ne ho preso uno!

Lasciami, papà!

(DIALOGO INDISTINTO)

Sì, devo uscire abbastanza presto.

- Cosa c'è? - Niente, è per ringraziarti.

- Di cosa? - Sei stata piuttosto diplomatica.

Diplomatica rispetto a cosa?

Preferisco che Selena non sappia che mi sono rimesso a scrivere. Temevo ti scappasse.

- Selena non sa che è nel tuo libro? - No, ma è una sorta di autobiografia romanzata...

- E' Selena ma non è Selena. - Leonard, finirai nei guai.

Sì, ma sono incapace di scrivere altro. Non ci riesco proprio. Non ce la faccio.

C'è una cosa che volevo dirti.

Te l'ho tenuta nascosta.

- Hai una storia? - Ma no! - C'è un altro? - No!

Allora non saprei.

- Sono incinta. - Incinta...? -Incinta.

No, perché in realtà stavo pensando...

- Il ginecologo aveva detto che non siamo compatibili. -Invece sembra di sì.

- Ma hai controllato che vada tutto... - Sì, ho fatto ecografie, prelievi.

- Lui sta bene, è normale. - "Lui"? Hai detto "lui".

- E' un maschio? - No. - Sì, tu lo sai. - Ho chiesto di non saperlo. Non voglio.

Sul serio, non voglio.

- Da quanto tempo? - Tre mesi. - Tre mesi? - Volevo essere sicura prima di parlartene.

Be', effettivamente non abbiamo una vita sessuale molto attiva.

- No, negli ultimi tempi no. - No, direi per niente folle. - No, non molto.

Ma basta una volta.

Quando abbiamo provato la procreazione assistita non ha funzionato.

- Quella è come la lotteria. - Sì, ma è comunque una lotteria che non ha funzionato.

- Sì, quindi... - Sì, è vero. - Quindi è un miracolo.

No, il miracolo è una cosa che non esiste. Questo è reale.

Sì, è reale.

Sei felice?

Be', su questo mi sento obbligato a rispondere onestamente.

Sì.

- Aspetta, scusa... Ma il bambino è più qui o qui? O in mezzo? - E' più...

Non lo so, penso qui, più o meno. Ma è ancora molto piccolo.

- Piccolo quanto? - Sarà della dimensione di una lenticchia.

- (Leonard) Una lenticchia addirittura? O un fagiolo? - (Valérie) E' come un fagiolo.

(MUSICA DI "HERE COME THE MARTIAN MARTIANS" DI JONATHAN RICHMAN E THE MODERN LOVERS)

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