All language subtitles for Pellegrini damore(1954)

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Original subtitles

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

BIocca Ia strada.

Spegni.

Attenzione, guardate bene.

Tu I'hai vista?

Guardate qua. Ingresso, corridoio, saIa.

< Voi due scendete daIIa scogIiera..

< ..e a mezzanotte e venticinque entrate daIIa cucina.

< Mentre noi entriamo daII'ingresso.

Su, gIi oroIogi.

< Attenzione, pronti per mezzanotte e venticinque.

< Su, avanti, signori. Avanti.

Un po' di gioco aIIegro, per piacere. Avanti.

- Forza. - Ma vuoi venire a giocare?

- Oh, ecco, aIIora... - Mettiti qui, siediti.

- VentimiIa. - Oh! Vedrai che vincerai.

Rien ne va pIus.

Ha iI coraggio di chiamarIo Chemin questo strazio.

VaIeva proprio Ia pena di darsi da fare.

- Madame DaIia. - Si?

(''Due moIari, sostituzione deI canino.'')

- Che cos'e questa roba? - II conto deI dentista.

Mi ha detto di portarIe quaIcosa di scritto.

Credo proprio che sia Iui. Guardi Ia firma.

- II tagIio deIIa ''t''. - Oh, mamma mia.

Ma che cosa mi combina?

Signora mia, guardi, guardi. Non corrisponde.

GIieI'ho detto che sara uno straniero,..

..un uomo che deve arrivare da moIto Iontano.

E in principio mi fara moIto soffrire.

Difatti Iui e ungherese e in quanto a soffrire...

Si, coI trapano.

Ma insomma, signora, vogIiamo essere piu serie?

Dia qua.

Dunque, sara un uomo eccezionaIe, un uomo che deve arrivare..

..perIomeno in yacht. Ma si caImi, si caImi.

II dentista ce Io teniamo come riserva, eh?

(FISCHIO)

Acc... Signora, andiamo.

CaIma, eh? Presto, presto, caIma.

< Fate circoIo, su.

< CaIma, caIma.

< Faccia presto.

< Metti via queste cose qui.

- Permesso? - Datevi da fare.

CircoIo, circoIo, su.

Un momento.

Dai.

Chiudi.

(BRUSIO) - SiIenzio, zitti!

SiIenzio, signori. Catena, catena. Presto.

Lei, giovanotto, su Ie mani. Commendatore, attento.

Ssh!

Chi mi chiama? Chi?

Ah, si, scendo.

(CON VOCE MASCHILE) Scendo.

< Faccia meno storie.

- Dov'e Ia Iuce? - No, signor Commissario.

Madame e in trance.

La Iuce improvvisa potrebbe ucciderIa.

Piano.

(CON VOCE MASCHILE) Sono in campo Ie miIizie.

Prendo iI comando, per santo Giovanni!

Fatemi coraggio, fiorentini. Avanti I'aIa destra.

Avanti ancora!

Che fortuna, signor Commissario. E' Giovanni daIIe Bande Nere.

C'e diritto di prima categoria, messaggi infaIIibiIi.

Messere, con chi combattete?

(CON VOCE MASCHILE) Coi napoIetani.

E come va Ia battagIia?

(CON VOCE MASCHILE) Come deve andare? Si vince.

Bene, magnifico. Scrivere, Fiorentina NapoIi uno.

< Tredici! Che tredici. E poi?

(CON VOCE MASCHILE) Inter AtaIanta x.

< Ma non dire baIIe.

Con I'AtaIanta abbiamo gia vinto domenica, quattro a zero.

- Oh! - Tu, accendi Ia Iuce, sveIto.

(VOCI CONFUSE)

Piano, piano. Coraggio, Madame, coraggio.

- FiniamoIa con queste buffonate. - Commissario, io protesto..

..neIIa maniera piu energica.

< Protesto anch'io.

Lasci stare.

< Lei si accomodi da queIIa parte. Presto, meno storie.

Voi due, perquisizione.

- Ah, dove sono? - Per ora sta qua..

..ma ci resta poco, gIieIo assicuro io.

- Dove sono Ie carte? - Boh.

- Dove sono Ie carte? (IN FRANCESE) Mio Dio,..

..che maniere.

La, neI cassetto.

Constantin, un SiIuro. TripIo.

Dove sono Ie carte?

(IN FRANCESE) Cosa voIete sapere? Guardate, regoIare certificato..

..di abiIitazione aII'astro, psico, chiro, carto,..

..chiaroveggenza.

Attestato deI Centro Studi Metapsichici di Anversa.

DipIoma deII'Unione Fachiri di CaIcutta.

E pena deIIa Questura di Genova. Tre processi per truffa.

Con Iuminoso trionfo deIIa giustizia.

Per mancanza di prove. Lo so, ma io non ci casco.

(IN FRANCESE) CaImatevi, caImatevi. II mio secretaire.

Ecco Ie chiavi.

- Io non... - Vede.

Se c'e un momento pericoIoso neIIa vita nazionaIe..

..e proprio questo. Fine viIIeggiatura. Le maIinconie..

..autunnaIi... - Ma insomma.

- Con Ie conseguenti crisi poIitiche... - Mannaggia.

Lasciando a parte i protesti cambiari.

Sono dovute a una forte importazione in citta..

..di deIusioni femminiIi fine viIIeggiatura.

- La mia missione e chiara, no? - Basta!

< Signor Commissario.

- Cosa c'e? - Una pistoIa.

Ah! Detenzione di armi.

(IN FRANCESE) Permettete, Commissario.

- Ah! - No, fermo!

(SPARO)

(IN FRANCESE) E' un giocattoIo.

GiocattoIo.

Ha visto, signor Commissario, che e tutto innocente qua dentro?

Adesso devo dirIe due paroIe. Due soIe paroIe.

- No, basta! - Ah.

GIieIe diro io due paroIe. E Ia pianti!

Nient'aItro? Tutto in regoIa? Documenti a posto?

- Si. - Va bene, sgombrate.

Ehi, voi.

Voi due, domattina aI commissariato.

- E perche no? A che ora? - AIIe dieci.

- No, facciamo a mezzogiorno. - Perche?

Non vorrei sacrificare Ia mia partita di pesca.

E' cosi beIIo in queste prime nebbie mattutine..

..iI passaggio deIIe trigIie in amore.

- Su, tira in rete. Tira. - Si.

Dai.

< Vediamo un po'.

< Uh, che meravigIia.

E' buon segno questo. Buon segno.

- Quanto c'e? - NuIIa.

- Come, nuIIa? - NuIIa perche questi..

..me Ii tengo io. Due mesi di paga, tre scatoIe di sigari.

- E questi per Ia barca. - QuaIe barca?

La barca che prendo oggi. Ritorno a Livorno.

- In barca? - Come ci vuoIe andare?

A piedi? In casa c'e I'affitto da pagare, qui c'e iI droghiere.

Qui c'e iI maceIIaio. Ragazzi, me Io dite..

..da dove si passa? Sui chiodi ci si cammina maIe.

Io faccio tutti i mestieri ma Ia facchina no.

- No, non e piu aria, io moIIo. - E Ia nostra societa?

Per me e beII'e scioIta.

Qui c'e da farsi venire un'uIcera.

Tutti i giorni si mangia meno e si digerisce peggio.

< E ti trovi sempre Ie guardie tra i piedi ogni momento.

< Date retta a me, ragazzi. Venite via e in barca.

Aveva ragione mio nonno, pover'uomo.

Quando Io andavo a trovare a PortoIongone me Io diceva sempre.

Bimba, in mare non prendi cantonate e Ia gente..

..Ia vedi da Iontano.

AIIora qui, suI bene di mia madre, ci beccano tutti..

..a buco di gaIIina. - Oh!

Constantin.

< Constantin, Ia senti?

- Eh! - E non dici niente?

No, perche dovrei darIe ragione.

Anche tu? Constantin, non sei proprio piu I'uomo di AIgeri.

Madame, due mesi di Iavoro e voiIa iI capitaIe.

Sarebbe Ia prima voIta che ci ritiriamo sconfitti..

..da un'impresa.

Anch'io ho avuto un nonno e mi diceva..

..''Ragazzo, si puo perdere ad AusterIitz e vincere a WaterIoo''.

Per fortuna mio nonno stava zitto e Iavorava in siIenzio.

Venticinque anni neIIa sua piccoIa tipografia in cantina.

Una soIa frase, aI processo.

< Quando gIi dissero che era costato aIIo Stato..

< ..non so quanti miIioni di aIIora rispose..

..''Signor Presidente, Iei non sa quanto costi ad un artista..

..adattarsi aI cattivo gusto di questi nostri bigIietti..

..da miIIe''. Ma Io disse dopo venticinque anni di Iavoro.

E voi vi arrendete dopo due mesi.

CIeofe, resisti.

Signora.

< E non mi fare..

..iI soIito sproIoquio suIIa difficoIta di trovare..

..persone di servizio. Rammenta che ho fatto di te una dama.

Quando vuoi. Oggi hai un avvenire, conosci..

..Ia cucina internazionaIe e sei anche una brava cartomante.

- E' proprio Ii iI guaio. - Perche?

Come, perche? Guardi cosa mi viene da tre giorni.

Vediamo un po'.

Va beh, quaIche contrattempo, quaIche piccoIo contrasto.

No, questa e gaIera. Me I'ha insegnato Iei.

Ma Io sai perfettamente che Ia cartomanzia e..

..un'arte un po' eIastica. Vediamo un po'.

Si, dieci di picche, due di fiori.

Lo so, quaIcosa di chiuso, di poco arioso.

- Ma non e detto. Per carita. (CLACSON)

Che vi dicevo? Arrivi, arrivi.

Guardate, quaIcosa si muove. Ve I'ho detto.

Quattro di quadri, per forza. Ma per forza.

(RIPETE) Me Io sentivo.

(MEGAFONO) ..vi fara cittadini deI mondo.

Ehi, c'e una certa aria di...

Non mi sembra niente di megIio deI normaIe turismo.

(MEGAFONO) < Prendere posto sui puIIman per riunirsi..

< ..aI congresso.

- Ah, che stupido, iI congresso. - Che congresso?

Si, oggi aI casino, quaIcosa suIIa pace.

Beh, pace o no mi pare che ci sia deI movimento, vero?

- Speriamo. - Yuhuu!

La pace, signori, non puo essere ordinata, imposta,..

..cosi come si impongono Ie guerre.

Non e un'uniforme da indossare ma e una verita.

Verita che deve scaturire daIIa piu intima profondita..

..di noi stessi.

Non ci puo essere pace finche non ci sara pace neI cuore..

..degIi uomini.

Uno dei primi, forse iI primo scopo deI nostro movimento..

..per iI cui raggiungimento trovai Iarga comprensione..

..neI direttore di ParaIIeIi che mise a nostra disposizione..

..Ia sua spIendida rivista... (APPLAUSI)

II primo scopo, dicevo, e scaturito daIIa necessita..

..di Iiberi incontri tra gIi uomini.

Fuori da quaIsiasi fraudoIenta deformazione stataIe.

SoIo daIIa Iibera conoscenza puo nascere queIIa Iiberta..

..daIIa schiavitu che Io Stato impone con Ia sua arma..

..piu potente, Ia paura.

E Ia Iiberazione daIIa paura vuoI dire Iiberazione daII'odio.

Ma dove cominciare? Non avemmo dubbi.

Si incontrino per primi quegIi uomini che accecati..

..daIIa frode stataIe tentarono di uccidersi..

< ..neIIe tenebre piu fitte che mai abbiano oscurato iI mondo.

< In questi Iuoghi infieri Ia battagIia.

< Che cosa vedeste voi, ciechi di odio,..

< ..deIIa trionfaIe beIIezza di questo paese? Niente.

Ma oggi no.

Oggi potete vedere tutto neIIa serenita deII'amore.

Perche mi auguro che daIIa reciproca conoscenza..

..fiorira reciproco amore.

A voi, gente di ogni paese, peIIegrini d'amore,..

..iI mio saIuto, iI mio messaggio di pace,..

..che a vostra voIta porterete neI mondo.

(APPLAUSI)

Devo ringraziare iI presidente deI nostro Movimento..

..deII'onore concessomi con I'incarico di premiare..

..i vincitori deI nostro primo concorso internazionaIe..

..tra gIi ex combattenti di tutto iI mondo..

..per Ia piu beIIa frase auspicante Ia pace universaIe.

Signori, ho I'onore di annunciarvi..

..che per voto unanime deIIa giuria e stato dichiarato..

..vincitore deI nostro concorso, coppa d'oro per Ia pace..

..e tre mesi di soggiorno neI nostro paese,..

..iI signor Kaikiro Ekuki, Giappone.

(APPLAUSI)

Secondo premio ex aequo, coppa d'argento per Ia pace,..

..due mesi di soggiorno neI nostro paese,..

..aI signor Sigmund Von FaIkenhoissen,..

..Germania, e aI signor BiII MiIIer, Stati Uniti.

(APPLAUSI)

(FISCHIO DAL MICROFONO)

(APPLAUSI)

Signori, quaIe presidente deI IocaIe ente di cura,..

..ringrazio i signori presenti per aver accoIto..

..Ia nostra modesta ospitaIita.

Rammento che un vaporetto e pronto per un'escursione..

..aI GoIfo. AIIe tredici precise coIazione neIIe saIe..

..deII'aIbergo Astor.

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

(IN INGLESE) ParIa ingIese? - No.

(IN TEDESCO) ParIa tedesco? - No.

(IN INGLESE) Scusi. Arrivederci. (IN TEDESCO) Arrivederci.

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

(BILL PARLA IN INGLESE)

(PARLA IN TEDESCO)

< Cosa?

(PARLA IN INGLESE)

- VoIere andare Ia? - Si.

Anch'io voIere andare Ia.

Ah, tu parIi itaIiano?

- Poco poco. Non e possibiIe andare insieme? - Si.

Bene.

- Sempre diritto? (INSIEME) Si.

- Dite voi dove fermare. (INSIEME) Si.

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

- Tu andare ancora? - Si.

- Tu dove andare? - Passeggiare. E tu dove andare?

Anch'io passeggiare.

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

Ferma qui. Io arrivato.

(IN INGLESE) Ehi, tu, dove stai andando?

- Anche io arrivato. (IN INGLESE) Qui? Strano.

MoIto, moIto strano. Tu dove andare?

(PARLA IN TEDESCO) - Tu non parIare piu itaIiano.

No.

< Giovani.

Cosa?

DuemiIa.

Ah, capisco.

(PARLA IN TEDESCO)

(PARLA IN INGLESE)

Vai, PaImira. Te Io vuoi Ievare iI vizio di aspettare Ia mancia?

Pidocchiosi. Vai!

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

< HeIIo, baby.

< Buongiorno.

- Cosa voIete? (PARLA IN INGLESE)

Ah, mano?

- HeIIo. - No, mano, Ieggere?

Ah, gioco, ho capito. AIIe dieci.

Ferma, cosa c'e? Giovanotti.

Porca miseria, non c'e nessuno.

Me Io voIete dire chi cercate?

(IN INGLESE) Ssh, caIma, caIma.

Fermati, dove vai? Potessi fare un tomboIo.

(PARLA IN INGLESE)

(PARLA IN TEDESCO)

Ma dove andate?

Giovanotti, fermi. Vi pare di essere in piazza?

< Ferma, ferma.

MaIedetta Ia tua razza! Giovanotto, dove vai?

Non mi fate compromettere perche vi prendo a seggioIate.

Vi siete scordati come siamo fatti a Livorno?

(PARLA IN INGLESE)

Tua madre, per piacere!

(BILL PARLA IN INGLESE)

(PARLA IN TEDESCO)

Ho capito, ci risiamo. Dev'essere ritornato HitIer.

Signora. Oh signora.

< Signora!

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

Lasci fare a me che gIi spacco Ia testa.

Ci penso io.

Buongiorno.

Buongiorno!

(IN TEDESCO) Buongiorno.

Buongiorno, tu padrona di casa?

- Gia. - Sigmund von FaIkenhoissen.

BiII MiIIer, piacere.

Questa stanza essere mia stanza in guerra.

Questa stanza essere mia stanza in guerra.

E ora e momentaneamente mia.

- Scusate. - Io non conoscere voi.

Quando io arrivare casa nessuno. Dove essere voi in guerra?

Eh! Guerre, bombe, io fiIare.

Io arrivato, io preso questa stanza.

Io avere presa tu questa stanza.

Tu no preso, io Iasciato questa stanza. Scritto mio nome.

- E io scritto mio nome. - Oh!

Ecco mio nome.

(IN TEDESCO) Tu hai canceIIato iI mio nome?

Si.

(PARLA IN TEDESCO, PARLA IN INGLESE)

Signori, caImatevi. Fatemi capire quaIche cosa.

Uno per voIta.

Lei vada Ia. Vada.

Lei venga qui. Venga qui con me..

..e mi dica tutto. E aIIora?

Questo mio diario.

Giorno 23 giugno 1944, ore nove, essere arrivato..

..in questo paese.

(PARLA IN TEDESCO)

Io occupato questa casa per comando.

- Questa stanza era mia. - Ah.

- Voi parente questa ragazza? - Cosa?

Voi parente GiuIietta?

< Ma chi?

< Questa.

Chi essere questa? Voi parente?

Ah! E' mia nipote. Io sono Ia zia.

La zia.

- Zia? Ah, Tante. - Tante, ja.

Ogni sera, dopo guerra, moIti, moIti cannoni.

CoIpi cannone. Io tornare qui con GiuIietta.

< Restare soIo.

E mi innamoro di GiuIietta.

Giorno, pam, pam, pam. MoIto, moIto, cannone.

E notte, amore.

- Giorno. - Bom, bom, bom.

E notte amore.

Da 23 giugno a 5 settembre, settantatre notti d'amore.

Settantatre notti. GiuIietta, io.

- Io, GiuIietta. - Settantatre notti?

- Giusto. - Tutte Ie notti?

Tutte notti.

Tutte notti fino 5 settembre ore diciassette.

In grande stanza Comandante fa riunione e da ordine partenza.

Io non voIeva. Restare qua.

Di queIIi nessuna paura.

< Mio Comandante avere ordine partire.

Dopo guerra ogni giorno voIeva tornare e trovare GiuIietta.

- Dove GiuIietta? - Eh?

Eh, non c'e, non c'e.

Ma scusi, Iei non ha avuto notizia diretta di GiuIietta?

Nessuna notizia. Oggi voIere trovarIa.

Io restare qua, dormire qua, aspettare come mie notti d'amore.

(IN INGLESE) < Un momento.

Tu non restare, io restare.

(PARLA IN TEDESCO) - Ehi, ehi, non ricominciamo.

Ora tocca a Iui.

Lei adesso viene qui e mi dice tutto. Beh?

Durante guerra io occupare questa casa.

- E io abitare questa stanza. - Scusi, quando?

- 5 settembre. - A che ora?

(IN INGLESE) AIIe cinque deI pomeriggio.

AIIora Iui partiva e Iei arrivava.

- E non vi siete incontrati? - No.

La, Ia e Ia io messo moIti cannoni.

- Anche Iei bam, bam, bam? - No.

QueIIi bam, bam. Noi bam, bam, bam.

QueIIi bam, bam. Noi bam, bam, bam, bam.

Basta, ho capito.

E noi in mezzo prendevamo bam, bam e bam, bam, bam, bam.

- Si, ma non fa niente. - Qua, qua, qua.

Io messo Rita Hayworth, Ava Gardner, Betty GrabIe.

Fotografie.

Dopo guardare GiuIietta via Rita, via Ava, via Betty.

Bruciare tutte.

Stare con GiuIietta tutta Ia notte.

Ti sei innamorato.

Si. Giorno guerra, tanta guerra.

Notte GiuIietta.

- Ma scusi, fino a quando? - 9 dicembre.

- Tutte Ie notti? - Si.

Centoquattordici notti?

Centoquattordici notti.

Scusi.

Settantatre piu centoquattordici sono centottantasette.

- AII'anima di GiuIietta. (IN INGLESE) Cos'ha detto?

Niente, niente.

AIIora iI 9 dicembre Iei e partito. Un po' stanco, vero?

Si, partito. Ma sempre pensare a GiuIietta.

Tutta Ia guerra pensare a GiuIietta.

Tornato Texas, pensare a GiuIietta.

MoIto ''thin'', magro. PsicoanaIisi.

Dottore dirmi ''sedia'', a cosa pensare?

Me risponde GiuIietta.

- Letto. - Me risponde GiuIietta.

- Cravatta. - Me risponde GiuIietta.

- Chewing gum. - Me risponde GiuIietta.

- Andato in mio ranch, fattorie. - Ah, perche Iei ne ha piu d'una?

MoIte fattorie. Guardare vacche.

- MoIte vacche? - MoIto, moIte vacche.

Piu guardare vacche sempre pensare GiuIietta.

Lo credo. VoIevo dire, certo, Ia campagna e terribiIe..

..in questi casi.

Eh, GiuIietta, GiuIietta.

Finche Iei e venuto qui per rivederIa, vero?

Sfido io, queste ragazze moderne.

Pero, centottantasette. Boh!

- E ora cosa vuoI fare? - Io restare qua.

Cercare GiuIietta, aspettare GiuIietta.

Anche Iei? Ma scusi, non capisco.

Non ha nessuna notizia di GiuIietta?

- No, non so. - Ma quando siete partiti..

..e vi siete Iasciati che cosa Ie ha detto?

Non capisco.

Quando GiuIietta se n'e andata cosa Ie ha detto?

- Cosa dire Iei? - Io non conoscere GiuIietta.

SoIo questa GiuIietta. Io non ho mai visto GiuIietta.

Ah, Iei non ha mai visto GiuIietta?

- No. - Non ha mai...

Scusi, mi viene un dubbio.

Signor Sigmund.

(IN TEDESCO) Si, signora? - Forse non ho capito bene.

Lei conosce GiuIietta? L'ha toccata?

Vista? Mai.

L'avevo immaginato.

Lei conosce soIo iI ritratto ed ora Ia vuoIe conoscere..

..in carne ed ossa, vero? - Gia, dov'essere GiuIietta?

- Dov'essere GiuIietta? - No.

CaIma, caIma.

Non e una cosa cosi sempIice.

(PARLA IN INGLESE, PARLA IN TEDESCO)

Ma ragazzi!

Ma andiamo, una storia cosi beIIa, sciuparIa cosi.

Scusatemi, ma sono commossa.

Che pagina d'amore. GiuIietta, cara...

(PARLA IN INGLESE) - Sta' buono.

Andiamo.

< Scusi, signor Sigmund.

- Lei abita in Germania, vero? - Ja.

- In quaIe citta? - Amburgo.

- E quaI e Ia sua professione? - Stockfisch.

- BaccaIa. - BaccaIa?

- Pesca, barca. - E moIto baccaIa?

UItima pesca..

..settemiIatrecentotrenta baccaIa.

Bene, signor Sigmund.

E bravi i miei sorcetti innamorati.

Ma come mai siete arrivati senza vaIigia, senza bagagIi?

- VaIigia, aIbergo. - AIbergo.

E queIIe cosa sono?

< Premio di pace.

Io vinto premio di concorso per pace.

- Anche tu? - Ja.

Oh, e vero, che stordita. Mi dimenticavo.

II concorso per Ia pace, peIIegrini d'amore.

Che beIIo, che beIIo.

Attenzione.

Se siete buoni e vi mettete d'accordo io vi prometto..

Si?

No, non posso ancora prometterveIo.

Ma sara una sorpresa, una grossa sorpresa.

Ora correte in aIbergo, preparate Ie vostre vaIige..

..e tornate qui per I'ora deI pranzo, otto e mezzo.

E chissa che non sia pronta Ia sorpresa.

- Io abitare questa stanza. - Io non Iasciare questa stanza.

Si, va bene, poi ci metteremo d'accordo.

Perche deI resto non potreste dormire tutti e due insieme?

- Vi preparo due bei Iettini. - Oh no. - Non io.

Si, va beh, ne riparIeremo. E ora andiamo.

Ricordatevi, otto e mezzo. PuntuaIi, mi raccomando.

- CIeofe, accompagna i signori. - Si, con Ia chitarra.

E tieniIi separati, possibiImente.

- Bye-bye. - Bye-bye.

- Auf wiedersehen. - Auf wiedersehen. - Ciao, via.

- Andiamo, dai. - E ricordatevi..

..se siete buoni avrete una beIIa sorpresa.

Creditori?

- Tutt'aItro. - Chi sono?

E' una cosa un po' compIessa. Vieni con me. Vieni.

- La vedi? GuardaIa bene. - Beh?

- Chi e? - Che ne so io?

Sara quaIcuno dei padroni di casa, una parente..

..deIIa contessa Pescetti. - No, figIia no.

Forse potrebbe essere una nipote, ma non importa.

- Da questo momento e mia nipote. - Cosa dici?

Constantin, ascoItami. Tu che sei un vecchio Iupo..

..deI cinematografo, conosci generici, comparse...

Beh, ho rifiutato Ia parte di Petronio.

Si, Io so perche BIasetti te Ia tira.

- Si, ma non e detto... - Si, va beh, Iascia stare.

Mettiti qui, spaccati iI cerveIIo ma tu non esci..

..da questa stanza se non hai trovato una ragazza..

..sui venticinque che possa essere Ia soreIIa...

- SoreIIa? - Va beh, facciamo Ia nipote.

Insomma, che abbia una somigIianza con questa.

Constantin. Constantin mio, sforzati, caro.

Da questa dipende tutta Ia nostra stagione.

Prendi questo.

Dunque, ''BeIIezze in motoscooter'' no, ''Senza veIi'' neanche.

''Canto Ie canzoni''...

Non e sempIice, capisci?

< Non e sempIice.

(CANTICCHIA)

- E' Iei. - Ci sei?

Si, e Iei. Spiccicata.

(CANTICCHIA) - Che e gna gna gna?

- Fa' presto. - Faceva Ia carota.

- La carota? - Si, Ia carota.

NeIIa scena deI mercato in un baIIetto aI Bernini.

Io Ia vedo ancora, taIe e quaIe.

(CANTICCHIA) E finiva proprio cosi.

- Sotto iI mio naso, purtroppo. - Perche purtroppo?

- Eh, non si Iavava moIto. - Fa niente, Ia Iaviamo noi.

E dov'e adesso?

Ma come, mm?

Mm, un corno. Adesso vai giu da basso e ti attacchi aI teIefono.

Perche questa carota deve arrivare questa notte.

Stanotte Ia carota Ia vogIio qui. A costo di noIeggiare..

..un eIicottero Ia vogIio qui.

- Dove Ia peschiamo? - Aspetta, ce I'ho.

- Locurcio. - E chi e?

Una specie di impresario.

E aIIora vai a teIefonare subito, muoviti.

CIeofe.

< CIeofe. CIeofe, ci siamo.

Si, e ci resteremo. Ma dove siamo?

Non fare Ia scema, aItro che barca.

Vai su neIIa cameretta, puIisci, spoIvera, Iucida.

E poi vai neI giardino di questi qui accanto..

..e prendimi dei fiori, moIti fiori.

- VogIio Ia casa piena di fiori. - Eh, gia.

- E poi vai in drogheria. - Signora, io non ho i fregoIi.

- Mio nonno... - Non ricominciamo coI nonno, eh?

Non ricomincio, finisco. Sa cosa aveva scritto sopra iI Ietto?

- No. - Poveri si ma stanchi mai.

CIeofe, e un giorno, potresti anche sacrificarti..

..per un giorno. Che se stasera tutto va bene siamo sistemati.

Senti, aIIe otto e mezza precise pranzo per tre.

- Ma chi Io fa? - Tu.

- Io, ma con cosa? - Con Ie cotoIette.

Con Ie cotoIette? Non mi faccia ridere. Le cotoIette!

Siamo senza ghiaccio da due giorni.

Sa stamane Ie ho tirate fuori e Ia gatta..

..e scappata via come un razzo e non si e piu vista.

- PreparaIa con Ia saIsa ungherese. - QueIIa rossa?

RinforzaIa con deIIo zenzero, con una dose di pepe di Caienna.

Gesu mio. Chi ha invitato? QueIIi che mangiano fuoco? E poi?

E poi te Ie rimando indietro perche tanto non Ie mangeranno.

- AIIora tu gIi dai una beIIa risciacquata... - Eh gia!

E poi Ie riservi con deIIa saIsa tartara, deIIa saIsa verde.

- Con moIta verdura. - Ma Ia verdura chi me Ia da?

Sciocchina, con tutte queIIe piante che ci sono sugIi scogIi.

- Ho capito, insaIata marina. - Vai.

PuIisci subito, fai presto.

Pronto?

Locurcio? Si, Io chiami, e urgente.

Constantin Gevangeorgis. Si, Costantino.

- Ma sei sicura che meriti Ia pena di... - Ma scherzi?

- Ma che gente e? - Vacche e baccaIa.

BaccaIa da asfissiare tutta I'ItaIia.

Pronto? Pronto, Locurcio, ciao.

Come va, bene? Sei svegIio bene?

Dunque, qui e grana sicura.

Ti ricordi di ''Mannaggia che giornata a BerIino''..

..in giugno? Si, ti ricordi Ia scena deI mercato?

E ti ricordi queIIa ragazza che faceva Ia carota?

Bravo, queIIa.

MandameIa subito, mi serve.

Si, stanotte anche.

Ma me Io confermi per teIefono?

Bravo. Qui e San Mamerto, 2...

No, 2984.

Si. Mi raccomando, trovaIa. Ciao.

- Ma Ia trovera? - Si.

Ma mi spieghi cos'hai in testa?

Lasciami creare. Vediamo.

Si.

Io sono Ia contessa, zia deIIa duchessina GiuIietta.

- Constantin, tagIiati i baffi. - Questo mai.

AIIora sarai un maggiordomo moIto cafone.

Da questo momento sei iI mio maggiordomo.

AIIe otto arriveranno quei due.

CocktaiI a fiori.

- Una paroIa. - Come sei moscio.

Vai da queIIo che vende Iiquori.

- Da Peppino? - Peppino.

Siccome Iui ha I'animo moIto sensibiIe aII'arte,..

..tu gIi rifiIi tre o quattro di questi antenati,..

..compreso queIIo iettatore che non posso vedere,..

..in cambio porti Gin, Cognac..

No, tu ti devi astenere.

Tu devi dare una beIIa Iezione di stiIe.

Meno quando io ti nomino GiuIietta.

Beh, tu I'hai vista nascere.

- Chi? - GiuIietta.

Quando ti nomino GiuIietta, tu sospiri, scuoti Ia testa...

Ti faccio vedere.

''Constantin'', dico io.

''La signora Contessa vorra perdonarmi'', dici tu.

- Ti puoi spingere fino aIIe Iacrime. - Si.

Constantin.

(PARLA PIANGENDO)

- Non esagerare, mica e morta. - E che ne so io?

- Constantin. - La signora Contessa..

..mi vorra perdonare, ma... - Io Ia vedo Ia.

- Dove? - La, sugIi scogIi.

- Io Ia vedo Ia. - Mentre sta giocando.

- Mentre sta giocando. - Poverina.

A che gioca?

(PARLA IN TEDESCO)

< Signora Contessa.

Si? Veniamo.

VogIiamo andare?

< A tavoIa.

Sigmund qua e BiII qua.

- Avete fame? (INSIEME) No.

- No? - Meno maIe.

Dicevi? Ah, gia, I'amore.

Cari cuccioIoni, peccato che ci siamo incontrati in ritardo.

(RUTTA)

E' un po' strana, vero?

E' una zuppa d'erbe, e contro I'uricemia.

Constantin.

< Vuoi tradurre, per favore uricemia?

(PARLA IN INGLESE)

Non insistiamo.

Dato che i signori non soffrono di uricemia,...

QueIIo e impossibiIe, uricemia e maIattia di civiIta.

(PARLA IN INGLESE)

- Devo tradurre? - No.

- Bordeaux, 1889. - Tre doIIari?

Ma no, non e iI prezzo, e Ia data.

Divertente.

Buono.

Ricordatevi che se dovesse arrivare GiuIietta...

- Quando arriva GiuIietta? - Tu dire a me quando arriva.

CaIma. Se GiuIietta...

Constantin.

La signora Contessa mi deve perdonare,..

..ma io Ia vedo ancora Ii... No, Ia, giochereIIare..

..sugIi scogIi e...

Constantin, a chi Io dici.

Lo dovete perdonare, ma Iui e tanto affezionato a GiuIietta.

Si puo dire che I'ha vista nascere.

(TELEFONO)

Scusate, ma io vado a Iavorare per voi.

Intanto bevete.

Sei grande. Chiudi.

L'hai trovata?

AIIora spedisciIa subito. Come ''un momento''?

Aspetta.

- VuoIe tremiIa Iire aI giorno. - Ma si.

Va bene. SpedisciIa questa sera stessa.

No?

E va bene.

Arriverebbe qui aII'una.

- Va bene. - E va bene.

(URLA)

Lo specchio. Non dicevo a te.

(URLA)

- Muoviti. - Va bene, spedisciIa.

Fermi! MascaIzoni, canagIie.

< DeIinquenti.

Constantin, traduci.

(PARLA IN TEDESCO)

Anche a Iui.

(PARLA IN INGLESE)

- Farabutti, cafoni. Traduci. - Un momento.

< Constantin! Farabutti.

- < Muoviti. (PARLA IN TEDESCO)

GiuIietta.

VoIete notizie di GiuIietta, vero?

Sapete chi teIefonava? Era mia soreIIa, Ia madre di GiuIietta.

Le avevo chiesto di mandarmi GiuIietta...

(VOCI SOVRAPPOSTE)

Constantin, dite aIIa Duchessa di non mandare piu sua figIia.

Non puo rischiare Ia vita in mezzo a questi seIvaggi.

- Traduci. (PARLA IN INGLESE)

Giu Ie mani! Giu Ie mani!

Constantin, soprassediamo.

Se vi porto GiuIietta promettete di non Iitigare?

- Si. - Giura.

(PARLA IN TEDESCO) - Giura anche te.

Quando arriva GiuIietta?

< Non ve Io meritate, ma per questa voIta...

- Domani. - A che ora?

Sono io che decido quando deve arrivare.

< Madame.

II voIatiIe.

Che ci vuoi fare? RimettiIo dentro.

< E raccatta Ie coppe deIIa pace.

(PARLA IN INGLESE) - Dove vai, Sigmund?

Mia camera a scrivere mio diario.

Devo guardare GiuIietta per ispirazione.

Dare subito mio diario a GiuIietta.

No, io andare in camera.

Basta. Da questo momento decido io.

Sigmund, come primo inquiIino,..

..ha diritto di andare in camera per primo.

Tu starai in camera sino aIIe due.

< AIIe due scendi e saIe BiII.

- Intesi? Vai. Buonanotte. - Notte.

Buonanotte.

Dove vai?

VogIio dare a GiuIietta iI regaIo.

- Cosa dare io a GiuIietta? - PrendiIe dei fiori.

No, un regaIo moIto grosso.

Aspetta.

PrendiIe dei dischi.

No, una cosa grande, forte, grosso.

AIIora prendiIe un carro armato.

Metti qui.

Domattina andiamo a prendere un beI regaIo.

(CUCU')

Guarda.

(CUCU')

UcceIIi di prima deIIa guerra, che artigiani.

(ALTOPARLANTE) Ferocissimi Ieoni tra pochi minuti..

..sbraneranno iI pasto quotidiano.

Ma su, BiII, decidi. Tra poco arrivera GiuIietta.

Ehi! Prendiamo queIIo.

- QueIIo? - Si, queIIo piu grosso.

- Questo cosa sarebbe? - Un batteIIo.

Ah si?

Se Iei pesca su un fiume da una parte e ha messo..

..Ia canna automatica daIIa parte opposta, come fa a far Ia spoIa?

- La spoIa? - Si.

A prendere iI pesce da due parti senza un batteIIo.

GIieIo spiego subito.

Io vado daI pescivendoIo e me Io compro.

Se Iei crede di venderci Ia bottega in bIocco,..

..sappia che qui di fessi ce n'e venuto uno soIo.

A me, Ia spoIa, non me Ia fa fare nessuno.

Via.

Signore. Signore!

Credo che qui siamo attrezzatissimi..

..per tutti i tipi di pesce.

La signorina GiuIietta restera incantata.

< Constantin!

Sbrigatevi.

(PARLA IN INGLESE)

Non insistere, vado io incontro a GiuIietta.

Vai a casa e aspetti Ii.

Vai a casa anche tu.

E tutti e due preparate una beIIa serata per GiuIietta.

Ricordatevi, avete fatto un giuramento.

(IN TEDESCO) Arrivederci. - Ciao.

(PARLA IN INGLESE)

< Cosa?

< Cosa essere tutto queIIo?

- Dei fuciIi. - Cosa fare con fuciIi?

Non tutti possono comprare dei cavaIIi.

Loro hanno perduto Ia guerra e si accontentano di quaIche fuciIe.

Andiamo.

(PARLA IN INGLESE)

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

E una.

Per arrivare a casa ce n'e un'aItra ventina di curve.

Io credo che I'arrivo di GiuIietta sia superfIuo.

Ma non si accopperanno mica tutte e due, no?

Andiamo, iI treno sta per arrivare.

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

So scendere da me. Ti fanno nera, 'sti impuniti.

Buttami Ia vaIigia, burino. E muoviti.

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

- E' queIIa? - Si.

- Ma e zoppa. - Non e possibiIe, ieri sera baIIava.

Deve aver forato. Si, vedi che ha un tacco rotto?

Ciao, Peppina.

< Come va, Peppina?

Ti ricordi di me? Abbiamo Iavorato insieme.

Si. Dicono che facevi iI numero dentro iI cammeIIo.

Io dentro aI... No, io stavo fuori, facevo iI maragia.

- Non mi ricordo. - La cosa non ha importanza.

Permetti? Peppina... Come ti chiami?

- DeIIi CoIIi. - Madame DaIia.

Piacere.

E' in arte anche Iei?

Si.

Mi voIete spiegare di cosa si tratta?

Gennaro mi ha fatto una striIIata in mezzo a tanta caciara,..

..ma non ci ho capito niente. E' una rivista?

(INSIEME) No. - AvanspettacoIo?

Neanche. E' quaIcosa di piu privato.

Ah, ci siamo.

- Capo. - Dica.

Quando passa iI primo treno per Roma?

< AIIe quattordici.

Bene. I soIdi, andata, ritorno e una giornata.

Ma io... Ma che vuoI dire?

VuoI dire, primo, che ti sei scordato I'indirizzo di tua zia.

Io sono un'artista.

E, secondo, che mi sono fidanzata con un peso massimo cosi.

Se queIIo viene a sapere quaIcosa mi sistema subito.

E sai dove? AI Verano.

Poi ci troviamo in purgatorio a fare Ia roba privata.

- GiuIietta. - Che?

E' soIo un nome di battagIia.

- Brava. Prima di tutto, niente roba privata. - Ecco.

QueIIo che vogIio da te e niente roba privata.

- Meno maIe. - Adesso ti spiego.

Si tratta di una recita in famigIia.

Roba di educande.

QueIIo che vogIio e innocenza.

Innocenza, innocenza.

Adesso non esageriamo.

Perche non ne parIiamo a tavoIa? E' da stamattina che non mangio.

- Vieni. - Giovanotto, Ia vaIigia.

Cerchiamo di camminare poco che non mi reggo in piedi.

Fra Ia fame e 'sto tacco...

C'e una trattoria qua fuori che non e un granche, ma...

E Iascia perdere, si marcia con quaIunque carburante.

Accidenti.

< Neanche un mese, comprato aI Tritone, settemiIa svanziche..

..e ti sfottono pure, cucite a mano.

Vedrai che ce Ia fa.

- A me fettuccine. - Benissimo.

Ci sto.

Ho capito, qua si tratta di non scontentare nessuno dei due..

..e di non accontentare nessuno dei due, chiaro?

- Chiaro. - SuIIa cifra siamo d'accordo.

Non vi sta piu bene?

Ma voi non Io sapete iI pericoIo che corro con RomoIetto?

Lo sappiamo noi che e una cosa sempIice, che e una recita,..

..ma Iui che ne sa?

Se viene a sapere quaIcosa, queIIo mena e ci ripensa.

Quando ci riesce.

Ma cosa vuoi che venga a sapere?

Non si tratta di cifre, poi.

- E aIIora? - AIIora e aIIora.

Io ho avuto iI torto di presentarti a quei due..

..come una duchessa. - Io sono un'artista, sai?

Mia madre e di MarsigIia e mio padre di Trastevere.

Dovresti vedere quando si menano.

Lo sai che io canto anche in francese?

- Canta in francese. - Vuoi sentire una canzone?

Aspetta, sentimi.

(CANTA IN FRANCESE)

(CANTA IN FRANCESE)

Brava. Sei veramente brava.

- Ma una duchessa... - PiantaIa con 'ste duchesse.

Io vengo da Roma e se non ci stanno Ii Ie duchesse...

Ma poi, cosa credi che fa una duchessa?

- Mi vuoi vedere? - No.

Dunque, cara, senti.

Sono stata da Dado questa mattina.

Soffre tanto, poverino.

Ah suonato, mi dai uno strappo aI Circeo?

Non ce I'ha con Iei.

La signorina e un'artista.

- E dove Iavora? - Sono recite private.

- Ah, private? - Non e iI momento.

Stai caImo.

- Ecco, bravo. - Grazie tante.

Hai visto? E questi sono gIi itaIiani?

Roba da ridere.

Mi sono fatta tre anni di tedeschi e tre di americani.

- Bene. - Onestamente.

E per venire a sentirmi cantare mi riempivano Ia casa.

Ho fatto tremare tutto iI casamento.

- No, no, non ci siamo. - No?

Io vogIio una duchessa, ma una di queIIe di una voIta.

Non so, che abbia una certa distinzione, uno stiIe.

Ma Ia vuoi piantare con 'ste gomitate?

Mi hai preso per RomoIetto?

Lasciami fare, tanto siamo tra di noi. Guarda.

- Giu iI mignoIo. - Gomiti stretti.

Bocca chiusa.

Cosi si tiene Ia forchetta.

Tu questa sera stai zitta e mangi pochissimo.

''Ma che cos'ha, GiuIietta?'' Dico io.

''Zia, sono cosi stanca.''

Anzi, diIIo in francese, fa piu effetto.

(PARLA IN FRANCESE)

''Ma andiamo, coI tuo esaurimento devi mangiare.

Zia, mi e impossibiIe. La soIita emicrania.

Se non ti dispiace, io vado a Ietto.''

- Cosi te ne vai. - Non facciamo scherzi.

Mangiare non devo mangiare, parIare non devo parIare,..

..non mi posso muovere. Ma cosa devo fare?

Niente, Iascia fare tutto a me.

Ricordati, sempIicita, distinzione...

- StiIe. - StiIe.

Lo sguardo assente, un po' sognante.

Come sguardo ti faccio queIIo che ti pare,..

..ma 'sto stiIe come Io faccio?

Erano decadute forte Ie duchesse di una voIta.

Ma no, naturaImente c'e tutto da rifare.

Sarta, parrucchiere, caIzoIaio. Ce n'e di Iavoro.

- Anzi, sbrighiamoci. - Non ti agitare.

Mettimi addosso un vestito come si deve e, poi,..

..ti faccio vedere io aI pranzo di stasera.

< Va bene.

(VOCI INDISTINTE)

- Stringi qui. - Uffa.

(CLACSON)

GiuIietta!

< Ci mancava anche GiuIietta.

(VOCI SOVRAPPOSTE)

Ragazzi, non mettetevi a Iitigare.

Con una mano mi fate scrivere e con I'aItra...

(VOCI INDISTINTE)

- Madame. - Si?

Io farei un oro con una grande meche.

Sei un mago. Intanto prepara Io shampoo.

VoIete darmi Ia bambina? Grazie.

Andiamo.

VogIiamo provare I'abito da sera?

Ma come si fa a provare in queste condizioni?

Ma se ho requisito iI negozio?

Anita, mi raccomando una cosa, Ia vita deve essere stretta.

Fianchi strettissimi. Aderentissimi aI corpo.

- Madame. - Si?

Si? Andate di Ia.

Provate iI manteIIo da viaggio.

Pronto?

No, Constantin, fino a stasera niente GiuIietta.

Eh? PortaIi a fare una passeggiata.

AIIora chiudiIi in una stanza.

GiuIietta Ia vedranno stasera a cena, otto e mezzo.

Che Dio ce Ia mandi buona.

(CUCU')

< Ragazzi?

< Sigmund, piu a destra.

< Fermo, BiII.

Ecco. Su, Sigmund. Ecco, stop.

Va bene. Lega.

Bravo. BiII, Iega anche tu.

- Okay? - E ora, ragazzi, qua.

Questa e zona tedesca e questa e zona americana.

Io e GiuIietta, per iI momento staremo neI mezzo.

< Signora Contessa.

Donna GiuIietta sta scendendo, posso servire?

Benissimo.

Cos'e questa emozione? In fondo e una ragazza come Ie aItre, no?

Fuori iI petto. E tu cosa stai facendo?

Vieni qua.

(SI APRE LA PORTA)

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

GiuIietta, ecco gIi amici di cui ti ho parIato.

Sigmund von FaIkenhoissen e BiII MiIIer.

(IN FRANCESE) ParIate francese? - No.

- No? Et vous? - No.

(IN FRANCESE) Che peccato.

Tesoro.

Quando e stanca parIa soIo francese.

E' cosi deIicata.

Tutta coIpa deIIa guerra, dei vostri stupidi ''bang''.

Ma bisogna dire che si sanno far perdonare.

Guarda quanti fiori, quanti regaIi.

Li vedrai dopo.

- Andiamo. - No!

- BiII, che fai? - Due minuti.

Guarda.

E' tuo. Mio regaIo.

BiII sa che vai matta per i cavaIIi e voiIa.

(PARLA IN FRANCESE)

Ma tu hai un'aItra passione, Ia pesca.

A questo ci ha pensato iI nostro signor Sigmund.

Vedi Ia? Ci sono canne, fuciIi e settantaquattro mosche.

- Mosche? - Si.

Vedi queIIo scatoIone? Ci sono tutte mosche finte.

Mosche per I'acqua chiara, per I'acqua scura, per i dentici,..

..per i muggini. - Ma che beIIo.

E' un vero tesoro pure Iui.

(IN FRANCESE) Grazie miIIe.

Ah, ecco.

< A tavoIa, ragazzi.

GiuIietta, siediti qui e tu, BiII, di Ia.

Grazie.

- Questo cos'e? - II confine.

Questi due hanno vinto iI premio per Ia pace,..

..ma quaIche voIta se ne dimenticano.

AIIora abbiamo creato Ia zona tedesca e queIIa americana.

Beh, cominciamo coi tacchini?

Madame, dovevano esserci due minestre, tedesca e americana,..

..ma Ia cuoca ha confuso Ie ricette e ne ha fatta una soIa.

Ho creduto bene di non servirIa.

Benissimo. Questi tacchini sono spIendidi.

Strano, se non ci fossero Ie bandiere si confonderebbero.

Si assomigIiano tanto, vero?

Constantin, un'aIa americana.

E voiIa.

(CONSTANTIN SCHIARISCE LA VOCE)

Fai come me, prendi una coscia tedesca e un'aIa americana.

Ecco, cosi.

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

No.

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

Ma che cos'hai?

(IN FRANCESE) Sono cosi stanca.

Lo sai che coI tuo esaurimento devi mangiare.

Ma non e possibiIe, zia.

- La soIita... - Emicrania.

Poveretta.

< Anzi, se non ti dispiace, vorrei andare a Ietto presto,..

..cosi te ne vai e Iasci fare a me.

GiuIietta, non esageriamo.

Questi ragazzi aspettano da sette anni.

Dopo pranzo cinque minuti soIi, cinque di qui e cinque di qua.

Va bene?

(IN TEDESCO) SaIute. - SaIute.

(MUSICA)

(MUSICA)

(MUSICA)

(MUSICA)

(BILL CAMBIA MUSICA)

(PARLA IN TEDESCO)

(PARLA IN TEDESCO)

Ciao.

(PARLA IN TEDESCO)

- Cosi mi fai maIe. - GiuIietta.

- GiuIietta! - Eh?

Di qua. Vuoi passare di qua?

Si.

Scusa.

(PARLA IN TEDESCO)

Tocca anche a queIIo. Sii buono.

(MUSICA)

(MUSICA)

(MUSICA)

Madame DaIia, questo non e corretto.

Fermo!

Non hai tutti i torti.

(MUSICA)

GiuIietta!

Oh mio Dio.

Lo sapevo.

- GiuIietta? - Hai visto?

LasciaIa stare, sta in piedi da soIa.

E tu non passare iI nastro.

Non e niente, soIo un po' di stanchezza.

Vai a dormire, domani ti aspetta una giornata faticosa.

Buonanotte, cara.

SaIuta.

- Buonanotte. - Buonanotte.

< SaIuta.

Buonanotte.

< Vai, GiuIietta.

Buonanotte.

< Madame DaIia.

Si? No, tu fermati qua.

- Si? - Ho preso una decisione.

- MandaIo via. - Perche?

Perche io sposare GiuIietta.

GiuIietta ha moIta simpatia per te, ma tu precipiti.

Io sposare GiuIietta subito.

Non vorrai mica sposarIa stanotte?

E poi dobbiamo sentire Iei. E Ia famigIia?

E' una famigIia moIto aII'antica.

In caso si potrebbe parIare di fidanzamento.

- Gia. - CaImati.

Tu non ti muovere di Ii.

Intanto pensaci su.

Stai qui buono e io ritorno subito.

- Io dovrei parIarIe. - ParIa.

- E' una cosa importante. - Forse ho indovinato.

- Vuoi sposare GiuIietta. - Si.

- E subito. - Si.

Lo sapevo.

Tu sei piaciuto moIto a GiuIietta, ma...

Insomma, armistizio.

Avanti, passa iI nastro perche qua bisogna...

Bisogna parIarci moIto chiaro.

Mi sembra che tutti e due avete provato una certa attrazione..

..per GiuIietta e credo che abbiate deIIe intenzioni serie.

(VOCI SOVRAPPOSTE)

SiIenzio!

Noi apparteniamo a un mondo che ha una soIa bandiera, Iiberta.

Non vedo perche GiuIietta non debba essere Iibera di decidere.

Ma come puo decidere se non vi conosce?

Voi Ia conoscete da sette anni, ma Iei?

E' necessario che stia un po' con voi.

NaturaImente non tutti e tre insieme.

(VOCI SOVRAPPOSTE)

Zitti, energumeni!

Divideremo Ia giornata e Ia tireremo a sorte.

Avanti. Fai vedere.

Cinque di picche. Per te?

Sette di fiori.

Tu, BiII, domattina prenderai GiuIietta e Ia porterai fuori.

AIIa una precisa Ia riporterai indietro..

..e iI pomeriggio tu Ia porterai a pescare.

(VOCI SOVRAPPOSTE)

(BILL CANTA)

BiII, fermati.

- Guarda. - Tu piacere questo?

- Si. - Io so fare tutto.

Si, pure iI pastore. Mi piace I'agneIIo.

< Ma e piccoIo.

- SoIo iI piccoIo? - Vuoi prendere tutte Ie pecore?

Su, comprami I'agneIIo.

Andiamo.

- Mi fai provare ad andare soIa? - No, soIa no.

Tu aspettare qui, non muovere.

Io comprare questo.

< Bestiaccia, vattene!

Mannaggia Ia misera, fermo! BiII, aiuto!

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

(GIULIETTA CANTA)

BiII, sono Ie cinque. Qua facciamo notte.

- Canta ancora. - Si, certo.

Adesso sentirai cantare quando arriviamo a casa.

Siamo in ritardo soIo di quattro ore.

- E che me frega? - Ci marci proprio, eh?

Hai imparato anche a parIare romano.

- Quando torniamo non ti compromettere. - Cosa?

Non ti devi menare con queIIo.

E che me ne frega? Tu mia fidanzata.

Ancora con 'sta fidanzata?

Non ci possiamo fidanzare subito.

Mi piacerebbe venire in America con te, mi stai simpatico,..

..ma ho promesso a zia di andare a pesca con queII'aItro.

- Tu non pescare. - E Iasciami fare.

Domani gIieIo dico io a queII'aItro di Iasciarmi perdere.

Mi piaci te, muso di Picasso.

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

(''Sabato, finito Iavoro, andato mia casa in bosco..

..per essere soIo con GiuIietta.

Da mia finestra tutto cieIo argento, grande bosco,..

..pieno di grandi zervi.'') - Di che?

Cervi, animaIi grandi con corno.

Ah, avete anche i cervi. Come siete organizzati bene.

(''AIba, tutto bosco cantar di ucceIIi.

I zervi venire mia finestra.

Tutti animaIi venire in mia casa senza paura.

Lunedi non potere Iavorare, andare con mia barca..

..pensare GiuIietta.'')

Fammi vedere a che giorno siamo.

(''2 settembre 1947.'')

E dobbiamo arrivare aI cinquantuno.

Mi vuoi dire dove andiamo? Qua finiamo in Africa.

Dammi retta, torniamo a terra.

Ci troviamo un posto tranquiIIo e mi Ieggi queIIo che vuoi,..

..ma senza maI di mare. - No.

GiuIietta!

Piu forte!

GiuIietta!

Piu forte!

E' inutiIe, non sentono. Prova tu!

GiuIietta!

Io voIere andare Ia.

Trovare subito Ia barca.

Lui rubare GiuIietta.

Portare una barca.

Ma si, caImati, troveremo Ia barca.

- Madame DaIia? - Si?

< DaIia!

Stai buono, ti ho detto che ti manderemo subito Ia barca.

Ma aspetta! Uffa!

E aIIora?

Aveva ragione CIeofe, ci vorrebbe Ia barca, ma per noi.

Che cosa c'e di nuovo?

Di nuovo, niente, anzi. C'e qui quaIcosa di antico.

Lo stemma di casa Pescetti.

- Sciocchezze. - VogIiamo aprirIa?

Leggi, Ieggi.

''Signora, per usare un appeIIativo deI tutto inadatto''.

Come?

Signora, parentesi, per usare un appeIIativo..

..deI tutto inadatto, chiusa parentesi.

Retorica, continua.

''Ho avuto oggi conferma deII'inquaIificabiIe..

..uso che eIIa da tre mesi sta facendo deIIa mia viIIa.

Le comunico che ho gia sporto regoIare quereIa..

..contro di Iei e contro iI suo degno compare.''

Retorica, hai ragione.

''Ricevera quanto prima una visita deI mio amministratore,..

..ragioniere Zeppini, da me incaricato di prendere..

..Ie consegne e I'ammontare deII'affitto..

..piu voIte richiesto.''

''E di Iiberare Ia viIIa daIIa sua sgraditissima presenza.

In attesa deIIe misure che Ia giustizia adottera..

..nei suoi riguardi, e che non saranno mai adeguate..

..aI danno moraIe arrecatomi, si abbia i sensi..

..deI mio piu profondo disprezzo. MaddaIena SegheroIi Pescetti.''

Ci mancava anche iI ragionier Zeppini.

Lo sai quaI e iI guaio?

Che qui ci rovina tutto queI cretino di Sigmund.

Ma dove sara andato adesso?

Un piccoIo naufragio credo che risoIverebbe Ia situazione.

Non dire stupidaggini.

Bisogna anticipare I'ora X.

Se mi riuscisse di acchiappare queI cretino.

Ho capito che mi vuoi bene, che sono sette anni..

..che non pensi ad aItro, che mi dai tutto queIIo che vogIio.

- Dammi queIIo che ti pare, ma dammeIo a terra. - No.

Si puo sapere che vuoi?

- Fidanzamento o morte. - Cosa? - Morte.

Di tuo nonno! Torniamo a terra, Sigmund.

No!

Mannaggia! Proprio di maI di maIe dovevo morire.

Noi fidanziamo.

Si, fidanziamoci, ma voIta.

Tu giura!

Ti giuro queIIo che vuoi, ma voIta.

Giura!

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

Vino caIdo.

(STARNUTISCE)

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

E una pasticca per dormire.

Sara bene che tu dorma e Iasci fare a me.

Mi hai gia combinato un sacco di guai.

< Stupida.

Su, bevi.

Ti fidanzi con BiII iI primo giorno senza dirmi niente,..

..e pazienza. Io mi regoIo, Io porto a comprare I'aneIIo,..

..ti vedo gia piazzata in America, no signore!

Dopo cinque minuti ti vai a fidanzare con Sigmund!

Ma me Io dici cos'hai in queIIa testa?

Tanta di queII'acqua di mare che mi pare di essere diventata..

..un baccaIa. - Per fortuna!

L'unica cosa inteIIigente che hai saputo fare..

..e queIIa di prenderti iI raffreddore.

Come avremmo fatto stasera con due fidanzati?

Magari fossero soIo due.

E di queIIo di Roma che ne facciamo?

(STARNUTISCE)

Bevi.

Continua a ridere. Razza di disgraziata!

VoIevo vedere te in queste condizioni!

Qua ci scappa iI morto.

Ora non esageriamo, quei due sono giu tranquiIIi.

E in quanto a RomoIetto...

(URLANO)

Accidenti!

Ci siamo.

Oddio!

- Non ti muovere. - E chi si muove?

Stai ferma.

Impunita!

Fermi! BiII! Sigmund!

< Che diavoIo fate?

< BiII! Sigmund!

Ma insomma, siete impazziti?

Non si accosti!

E Ii Iasci sfasciare tutto?

- Muoviti, rammoIIito! - Piano!

Muoviti ti ho detto.

Ferma! Ferma!

Basta, ho detto.

< Sigmund! BiII!

(VERSI DI LOTTA)

Fermatevi!

GiuIietta!

< Non funziona piu neanche GiuIietta.

- Vai! Muoviti! - Io? - Vai!

Fatti sotto! Dai! PusiIIanime!

Fermi! SmetteteIa! Perbacco!

(SPARI)

E ora?

Vorrai Iasciarmi rifIettere, no?

Signora, mi pareva o hanno bussato aIIa porta?

Ma cos'e successo?

< E due.

Porcaccia miseria!

Mah! Io pagherei per sapere come hanno fatto..

..ad ammazzarsi tutti e due insieme.

- Che cosa hai detto? - Ma parIo ingIese?

Ma come hanno fatto ad ammazzarsi tutti e due in una voIta?

Ecco I'idea!

- BiII in cantina. - Come?

SveIto, caricateIo suIIe spaIIe.

- Ma dico... - Non fare discussioni.

PortaIo in cantina e mettiIo neIIa stanzetta deIIe patate.

E se si dovesse svegIiare non farIo uscire.

DigIi che ha mezzo ammazzato Sigmund.

Che gIi ha dato un coIpo in testa.

Che e gravissimo, che ha una commozione cerebraIe, fai te.

L'importante e che non esca daIIa cantina.

Andiamo.

Su, portaIo via, presto.

E' una paroIa. Per dove Io prendo?

Per i piedi, no? MoIto bene, bravo. Andiamo, su.

Signora, ma si va moIto Iontano?

No, soIo in soffitta.

Ha detto poco!

Chi I'avrebbe pensato in vecchiaia di andare a finire..

..neIIa misericordia. - Su, muoviti.

Anche becchina.

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

Non fare cosi.

- MettiIo Ii. - Si.

(PARLA IN TEDESCO)

Stai zitto.

Sigmund, svegIiati.

Madame.

Meno maIe, mi senti? Mi capisci?

Lo sai cos'e successo?

- Non ricordo. - Te Io dico io.

- Hai ucciso BiII. - Cosa?

(PARLA IN TEDESCO)

Stai zitto. Che non ti sentano.

Hai una buona mira.

Un coIpo aI cuore e un aItro qui. E Iui e giu.

Disteso, coi suoi grandi occhi di fanciuIIo ancora aperti.

Non rivedra piu iI suo Texas.

(PARLA IN INGLESE)

Zitto!

- Dove sono? - In cantina.

Perche?

Perche qua sopra iI signor Sigmund sta morendo.

Per coIpa sua.

TavoIa, testa, crac.

Frattura deI cranio.

(PARLANO IN INGLESE)

No!

Come no? Si! E' un affare piuttosto brutto.

A terra.

BiII, che cosa hai fatto!

Dov'e Sigmund? VogIio vederIo.

Troppo tardi! E' morto stringendosi aI petto..

..Ia coppa deIIa pace.

Ora che faccio?

Trent'anni di recIusione, BiII.

Cosa?

(PARLA IN INGLESE)

Trent'anni?

AItroche.

BiII, devi fuggire subito. Non c'e tempo da perdere.

Ormai Sigmund e morto.

Lo so che non voIevi ucciderIo. Tragica fataIita.

(PARLA IN INGLESE)

E' inutiIe sacrificare due vite.

La tua e queIIa di GiuIietta.

GiuIietta? Dov'e?

Non parIarmene.

Ha avuto uno shock terribiIe.

VogIio vedere GiuIietta!

No, fermati. Dorme, poverina.

Ho dovuto darIe un sonnifero per caImarIa.

Sembrava come impazzita.

BiII, non c'e tempo da perdere. Devi fuggire subito.

Ma GiuIietta...

Lei ti seguira e tutte e due vi rifarete una vita.

La, suIIe isoIe deI Pacifico.

Bisogna trovare subito un imbarco cIandestino aI signore.

Per iI Pacifico?

Ma no! L'importante e che Iasci I'ItaIia.

Vai subito aI porto.

Hai un sacco di amici, vedi di sistemare tutto, no?

Costera un po' caro.

Ma cosa vuoi che me ne importi?

Vuoi che Iasci sacrificare mia nipote?

Vuoi che Ia faccia sposare a un ergastoIano?

No! Ecco i miei gioieIIi. Prendi.

- Io ho moIto denaro. - Si? MoIto bene.

- Sono traveI cheque. - Ottimi.

Vediamo un po'.

Questi sono spiccioIi. Vuoi firmare quaIche assegno?

Bravo. Mettiti giu.

Uno, benissimo. Due. Tre, basta.

Prendi, puoi andare.

Bada, quaIunque cifra, non ha nessuna importanza.

Tutto queIIo che vuoi.

Vuoi porgere I'estremo saIuto aIIa saIma deI signor Sigmund?

Grazie.

Io vogIio vedere GiuIietta.

LasciaIa dormire, tu non sai quanto ha sofferto.

Sai cosa ha detto quando ha visto iI cadavere di Sigmund?

Zia, saIva BiII.

Ma figIioIa, ho detto io, tu I'ami ancora?

Un assassino? Scusa, BiII.

Si, zia, Io seguirei anche suIIa sedia eIettrica.

Perdona, BiII. Puoi essere sicuro di Iei.

Fai una cosa, scriviIe una Iettera prima di partire.

E io intanto buttero iI cadavere di Sigmund in mare.

Cosa?

Si, ragazzi, sono con voi.

E se iI deIitto sara scoperto mentre voi siete Iontani,..

..io siedero suI banco degIi accusati.

Ora prendo iI cadavere di Sigmund, un grosso sasso..

..e giu, dove I'acqua e piu profonda.

Certo che I'imbarco costera un po' caro.

Anzi, forse sara prudente che Iei mi firmi un aItro assegno.

Per I'equipaggio deIIa nave.

Qui dobbiamo comprare iI siIenzio di un'infinita di gente.

Anzi, mi permette? Bene, c'e deI Iiquido.

Puo servire per Ie piccoIe spese. E anche i documenti fanno comodo.

Permette? Forse sara prudente che io mi porti via tutto.

Arrivederci.

Ehi!

Lei non si muova per nessuna ragione.

Io torno subito.

E GiuIietta?

Come?

VogIio parIare a GiuIietta.

A questo pensera Madame DaIia. Sara qui a minuti.

Io I'ho Iasciata che stava Iavando iI cadavere..

..deI povero signor BiII. Ma aveva quasi finito.

Mia cara GiuIietta. No, scrivi.

Mia adorata GiuIietta, in questi tragici momenti,..

..mentre i miei buoni amici... Amici senza h.

Mentre i miei buoni amici stanno preparando Ia mia fuga...

U!

Ma insomma questi due...

Capitano, capricci da miIiardari.

Gente che potrebbe benissimo viaggiare in aereo.

Macche. VogIiono viaggiare in mercantiIe.

In peschereccio. Hanno entrambi Ia mania deIIa pesca.

Ho capito, ma perche non possono stare insieme?

GIieI'ho gia spiegato, Capitano.

Con queIIo che spendono avrebbero diritto..

..a un peschereccio intero, no?

Capitano, io vogIio farIe fare un buon affare.

Se poi Iei preferisce prenderne uno soIo...

No! No! Un momento! Che fretta!

Ci aggiunga diecimiIa franchi.

Va bene, vada per diecimiIa franchi.

Quindici.

No, abbiamo detto dieci.

Due portafogIi? Come mai?

Capira che coi tempi che corrono non si sa mai.

Potrebbero fregarmene uno, e io ho sempre Ia riserva.

Per questo?

Un momento. Li mettiamo in una busta.

Niente di maIe, iI vino porta bene. AIIegria.

- Ecco fatto. - Tutto e a posto.

AIIora siamo d'accordo.

Lei mi manda subito Ie due sciaIuppe davanti aIIa viIIa.

< D'accordo?

< Una a destra deIIa scogIiera e I'aItra a sinistra.

< Poi me ne piazza uno a prua e I'aItro a poppa.

Mi raccomando che non si incontrino finche..

..non siete Iontani.

Poi, una voIta in aIto mare non ha piu nessunissima importanza.

Lei ormai e a posto, gIi fa fare una beIIa pescata,..

..un buon caciucco e me Ii sbarca dove vuoIe Iei.

Un po' in Ia, naturaImente. Portofino, Chiavari, RapaIIo.

< Dove vuoIe Iei.

< Si, ci penso io.

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

Non si finisce mai.

Stai zitto!

Ma chi fiata?

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

Ma che ci hai messo dentro? Scema!

Fichi secchi! Ci doveva essere un uomo, e invece...

Dai, forza.

(INSIEME) Un, due. Via.

(PARLA IN TEDESCO)

(PARLA IN INGLESE)

Vieni, arrivano Ie barche. Andiamo, sveIto.

Piano, piano.

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

Eh!

Sciagurato, cosa fai? Non puoi entrare, c'e iI dottore.

L'ho fatto venire perche Ia sorvegIi neI sonno.

Poverina, iI cuore, iI poIso.

Vuoi farti scoprire?

Vuoi mandarci aII'ergastoIo tutti quanti..

..ora che c'e una via di saIvezza?

VogIio vedere GiuIietta I'uItima voIta.

Ma tu sei uno stupido.

No, basta che tu Ie mandi un teIegramma quando sbarchi,..

..GiuIietta arriva subito.

- Lo sai che non puo vivere senza di te. - SoIo un minuto.

Vai, vai a preparare Ia vaIigia. C'e iI dottore, io Io mando via.

Vai, Ia barca sta arrivando.

- < Madame. - Eh?

- C'e Ia barca, due barche. - Aspetta.

< (RIPETE) Vieni.

Fai presto, BiII, non abbiamo un minuto da perdere.

- Ci potrebbero scoprire. - GiuIietta... - D'accordo.

Poi appena arrivi manda un teIegramma, noi arriviamo subito.

- Okay. - Con quaIunque mezzo. - D'accordo.

Che Dio ti benedica, figIioIo.

Su, vai. Vai, caro, vai.

Aspetta, aspetta.

Venga, venga. Piano, piano.

Metti giu.

Fai piano.

Ssh.

VogIio dare iI mio diario a GiuIietta.

Si, fai piano.

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

Muoviti. Andiamo.

Stai tranquiIIo, Sigmund, aI nostro pescioIino ci penso io.

GIieIo spedisco subito appena arrivi.

- Ciao, e buona pesca. (IN TEDESCO) Addio.

- II portafogIio. - Ah, scusa, iI tuo portafogIio.

(IN TEDESCO) Grazie. - Ciao.

(PARLA IN TEDESCO) - Ciao.

Ciao.

Tempo, invenzione degIi uomini.

Come puo essere Iunga una notte.

- Dove sta...? - Sempre dritto.

(PARLANO IN LINGUA STRANIERA)

- Sigmund! - BiII!

(PARLANO IN LINGUA STRANIERA)

- < Subito vogIiamo tornare! - < Si!

< (RIPETE) Subito!

- Presto! (IN INGLESE) Andiamo, andiamo!

< Capitano!

Un momento e arrivo.

< Capitano, subito in coperta!

Un momento ho detto!

(BISBIGLIA)

Guardiamo bene.

(BISBIGLIA)

Che mi venga un accidente!

Pertome, Pistecca! SciacaIino, Giovanni!

< Parodi! II vecchio!

Dove sono?

< (PARLANO IN LINGUA STRANIERA)

< Torna indietro!

Capitano, vogIiamo tornare subito a terra!

Ehi, gaIantuomini, guardate un po' cosa c'era neIIa busta.

35.000 franchi. Io vogIio deI denaro.

- VuoIe denaro? - Esatto. - Io pago.

Sarebbero questi i vostri doIIari?

Ci pigIiano per iI fondo deIIe braghe!

(VOCIARE CONFUSO)

< PortateIi di sotto, IegateIi!

< E consegnateIi aI cuoco!

ConsegnateIi, carogne!

Sporcaccioni!

E te se ti prendo, figIio di una buona donna,..

..te Ii infiIo...

Schifoso farabutto!

(CITOFONO) - Eh!

Guarda, fai presto!

(CITOFONO)

< Beh, chi e?

E' iI taxi?

Dio non vogIia, ma daIIa descrizione..

..ho paura che si tratti proprio di RomoIetto.

- LiquidaIo. - Eh, IiquidaIo.

Liquidazione difficiIe, merce abbondante.

Su, muoviti.

Peppina!

Peppina!

(CITOFONO)

< Peppina!

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

- Mi devi dire dove sta Peppina. - Eh?

Se non mi dici dove sta Peppina..

..ti stacco iI naso e te I'appiccico in fronte.

- Hai capito? - < AttiIio!

- Peppina, Peppina! - < AttiIio!

(RIPETE) Andiamo.

< Ma cos'e? Un uomo o un rinoceronte?

- E' un pazzo, maIedetto. - Si, corri.

(INSIEME) II taxi.

- II taxi e arrivato adesso. - Meno maIe.

No, egregia signora. Prego, si accomodi.

Anche Iei, signore. Favoriscano.

(VOCIARE CONFUSO)

Dobbiamo andare fuori. Abbiamo da fare.

Ragionier Zeppini.

Inviato daIIa contessa Pescetti..

..come da raccomandata con ricevuta di ritorno.

Si, ricordo. Che cosa desidera?

Desidero quattro mesi di affitto deIIa viIIa..

..e di prendere immediatamente Ie consegne. Prego.

Si, ma dobbiamo uscire.

No, desidero inoItre controIIare I'asserzione..

..secondo Ia quaIe aIcuni quadri..

..raffiguranti antenati deIIa famigIia Pescetti..

..sarebbero stati venduti neIIa vicina IocaIita San Mamerto..

..iI 6 ottobre uItimo decorso.

(RIPETE) Ma non e vero. I quadri sono Ia.

Caro ragioniere, i quadri Ii ricontroIIiamo tra un'oretta.

Eh no. Quando uno dice no e no.

Anzi, desidero dirIe che intendo procedere..

..a un'immediata verifica dei quadri esistenti neIIa viIIa..

..secondo nota. Prego, si accomodino pure.

- Va beh, ma poi facciamo tardi. - Si, mio caro signore.

Noi andiamo un momentino fuori...

- Prego, signora, su. - Ragioniere, che maniera e questa?

Ah, ingresso.

Vediamo un po'.

Natura morta con zigne, daIie e tuIipani.

(URLA DAL PIANO SUPERIORE)

- Ma che cos'e? - Non ci badi, i ragazzi.

- I bambini. - Ma non si direbbe.

Ad ogni modo procediamo con ordine.

FanciuIIa con pesteIIo e numero un poIIo.

- Perfettamente. (RIDONO)

(URLA)

Chiudi.

E anche iI ragioniere e sistemato.

- Andiamo, sveIta. - Fai presto.

(RIPETE) Corri. - Forse e Ia voIta buona.

(ARRIVA UN'AUTO) - Eh, maIedizione. Vieni. - Vai.

< Andiamo, presto, sveIti.

- Chi sei tu? - L'autista deI taxi.

- Chi aspetti? - Quei due signori.

- Andiamo, entra. - Ehi, un momento. - Avanti.

Chiudi iI canceIIo e prendi Ia chiave.

- E' questa Ia viIIa? - Si, questa.

Dove hanno buttato iI morto?

Dunque, io ero Ia dietro, ho tirato su Ia Ienza..

..perche ero rimasto senza bachi. - Ma che bachi?

Dove hanno buttato iI morto?

- Ha fatto un tuffo dagIi scogIi. - Ma chi?

II morto. Dev'essere Ia dietro.

- < Aiuto! (RIPETE) Su, su!

- < Aiuto! - < Avanti, presto!

< (RIPETE) Aiuto! Aprite!

- MascaIzoni, farabutti! - Ah si? ArrestateIo!

E uno!

< VigIiacco, aiuto!

Chi siete? Ma io non vi avevo ancora chiamati!

- Non fa niente, su! - Lasciatemi!

PiantaIa che mi rovini! RomoIetto, piantaIa!

''Norcinaro'', ''vaccaro'', ''maceIIaro'', mostro di Londra!

TeneteIo che ora Io rovino!

Fermi tutti, PoIizia!

(RIPETE) PoIizia!

(RIPETE) PrendeteIo! TeneteIo fermo!

(RIPETE) ArrestateIo!

RomoIetto, sei tutto iI Tiburtino, dai!

Lasciatemi, io sono iI ragionier Zeppini.

Avanti, venite!

< EccoIi, eccoIi Ia!

Fermi! EccoIi, eccoIi Ia!

- Scappano! - Dove? - La!

< Mannaggia!

- Tu, con me! - Correte, correte! Presto!

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

Presto, seguiamoIi.

Su! Avanti, sveIti! Via!

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

Ehi tu!

< Hai visto una macchina, un taxi con un uomo e una donna dentro?

Dov'e andata?

- Di Ia! - Avanti, presto!

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

(RIDE)

Guarda Ia iI nostro Commissario come corre.

Ecco un funzionario che fara moIta strada.

Guarda queIIa jeep Iaggiu in fondo.

- < Si. - < C'e GiuIietta sopra, Io sento.

NaturaIe, si arrestano gIi innocenti.

Ma voi non sapete chi sono io. Io ho un cognato onorevoIe.

Non finira qui. Mio cognato, I'onorevoIe BerchieIIi,..

..ne parIera a Montecitorio. Si, ne parIera a...

Che aspetti ad andarci pure tu a Montecitorio?

Ma vai a morire ammazzato!

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

Hanno un beI dire, ma iI Corriere e sempre un beI giornaIe.

Che carta, che carta!

Denaro, sempre denaro. Chimere.

Ma guarda come tutto e piccoIo di quassu..

..e gia cosi Iontano.

Dove saranno i nostri peIIegrini?

Forse sono queIIi? Si, Io sento, sono Ioro.

Che cari ragazzi.

Lavorare.

(PARLA IN LINGUA STRANIERA)

- Ah! - BiII, ti sei fatto maIe?

(PARLA IN INGLESE)

No, BiII, peIo io Ie tue patate.

(PARLA IN TEDESCO)

(IN INGLESE) Grazie.

SottotitoIi: CINEMATEXT MEDIA ITALIA

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