All language subtitles for Boris - Il film

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Original subtitles

- Oh! Allora? - Un momento.

- Itala, adesso giriamo. - [Itala rutta]

[René] Io non la giro! Non me ne frega un cazzo!

La scena è già una merda di suo, non possiamo girarla al rallenty!

- Ma perché? - Perché fa schifo!

Hai girato migliaia di scene brutte, non capisco qual è il problema.

Non la giro!

René, la rete non transige e poi la scena è bella.

Il giovane Ratzinger alla notizia della scoperta del vaccino anti poliomelite

corre felice e lo fa al rallenty

su una musica emozionante. Punto e basta.

Ah, sì?

Tu devi girare le scene come ti diciamo noi, capito?

Altrimenti sei fuori e noi prendiamo un altro regista.

- E io vado alla concorrenza. - [Lopez ride]

Che minchia dici!

Allora non hai capito un cazzo!

Questo Paese non ce l'ha una concorrenza.

La concorrenza siamo noi, siamo sempre noi!

Chiudi gli occhi. Dai, chiudili!

Adesso riaprili!

Eccola la concorrenza!

Scusate, siamo in ritardo.

Giriamo una versione al rallenty e una a velocità normale

- e poi decidete al montaggio. - Bravissima, Arianna!

No!

[Lopez] Grazie perché mi aiuti a fare chiarezza.

Questa scena si gira solo al rallenty e basta!

Ok.

- René! - Dove vai?

Dove vai, cretino? Testa di cazzo!

Ma che fai?

Chi è contro di me è contro di sé!

[Lopez] Ferretti, sei finito!

Sei finito! Testa di merda!

[René] Arianna, occupati di Boris. Fallo portare a casa!

[battito accelerato]

Ahi! Aiuto.

René!

[Duccio] Aggiungi: "E neanche a noi piaceva quel rallenty.

Però, che cazzo René, la vita è fatta di compromessi."

[Itala] Sono tre mesi che non lavoriamo.

Gli abbiamo dato i migliori anni della nostra vita.

[Duccio] Giusto!

[Itala] In questi gnocchi ci sono anche i mirtilli!

Ci hanno messo tutto: il primo, il secondo e pure il dolce!

- Se cerco bene, trovo anche il conto. - [Duccio] Itala, per cortesia!

Abbiamo intenzione di scrivere una lettera di fuoco, Arianna!

[Duccio] Tu devi sottoscriverla.

Mollando il set quell'uomo ci ha lasciato nella merda a tutti.

- Ma nella merda vera! - René, sono morti tutti.

- Tranne uno. - Quello ci seppellisce tutti.

- Boris. - Io non firmo niente.

Non mi interessa più questa storia, io sto bene qua.

Hai aperto questo localino, fa ridere ed è tutto simpaticissimo

- ma noi dobbiamo tornare a lavorare. - È un problema serio, Arianna.

- Mi devi pagare l'affitto. - Già te li ho dati.

[Duccio] Scrivi: "Sono tre mesi che non lavoriamo.

Itala è andata in depressione.

Sergio è in rianimazione.

Caro René Ferretti, queste sono le tue responsabilità."

Ancora la formica rossa!

Sono sei mesi che stai così!

Io esco, ricordati i piatti.

Salve. Il pianoforte di RoBehrt è di Ozon, vero?

Sì.

Ozon non ce la faccio.

Richard Gere l'ho visto, Woody Allen e i Cohen li ho visti.

Dammi un biglietto per Natale al Polo Nord.

- [schermo] Aurore boreali! - Che gran pezzo di foca!

[peto]

[gridano]

[grida]

[musica in sottofondo]

- [eschimese] Occhio al pesce padulo! - Dove cazzo sei?

[Biascica] A frocio!

[voci non udibili]

- René! - Come stai?

- Dice che stai una merda! - Non è vero, chi te l'ha detto?

- Ti presento mia moglie Damiana. - Piacere.

Andiamo.

Aspetta un attimo. Stiamo in crisi.

Mi dispiace.

Ti presento le mie bestie.

- Ti ricordi Arturo? - Ciao.

Lei è la femmina. Scansati.

E lui è il piccoletto, Francesco Totti Biascica.

- Ah! - Tié, toccalo!

Tanti auguri.

Natale al Polo Nord fa ammazzare dal ridere.

Hai visto quando l'orso gli scureggia in faccia

gli scioglie il ghiaccio e lui fa: "Porca troia!"

- Stai calmo, Biascica. - Quando facciamo un bel film?

Ciao, Biascica.

- Signora, arrivederci. - [Biascica] René.

Non ci posso credere che è tutto finito.

Auguri.

- Poveraccio. - Ma se vi ha lasciato tutti per strada!

[musica in sottofondo]

Ho Lopez che mi aspetta. Non ho molto tempo.

Non fa niente.

Quando sei andato via dal set di Ratzinger

ti è cambiata la vita ma anche a me.

Mi è preso un infarto. Lo sai perché?

- In Magnesia mi hanno accusato di furto. - No!

Ti rendi conto?

Comunque da una cosa brutta può nascere una cosa bella.

Mi sono messo in proprio. Ho un socio.

Abbiamo una grossa cosa fra le mani.

- Una rapina? - Una cosa per il cinema.

A me lasciami perdere, Sergio.

Mi dispiace che sei stato male e che ti hanno fatto fuori.

Aspetta, abbiamo i diritti di un libro importante.

Mi devi lasciar perdere.

Io non ho più una lira, sono tre mesi che non mando gli alimenti a mia moglie.

Ora ho appuntamento con Lopez ed è l'ultima opportunità che ho

per rimanere nel consesso civile. La nostra casa è la televisione.

È come la mafia, non se ne esce se non da morti.

- [Sergio] Se ne esce, René. - Non se ne esce.

Ti ho detto che se ne esce, guarda Sandroni.

- Sandroni si è impiccato. - Che c'entra, ne è uscito.

Prendi questo libro e leggilo se non l'hai letto.

Pensaci, è importante.

- Non se ne esce. - Se ne esce.

Sai che non va in onda Il giovane Ratzinger?

È fermo.

È tutto fermo.

Se faccio un'altra cazzata, mi retrocedono.

Mi mandano alla sezione cinema

dove i registi non si lavano, puzzano di zolfo

e i dirigenti con la salmonella si chiamano "compagno".

Io non li voglio mettere quei golfini pelosi con gli occhialetti alla Gramsci.

Ma quali occhialetti! Ma che stai dicendo?

Mi lascio morire se finisco lì dentro.

Dopo la sezione cinema c'è la radio

dopo la radio c'è la morte!

È partito un progetto, una cosa molto bella: Sottaceto.

Tu sei perfetto.

Sei l'unico che può reggere la pressione tra la Regione Calabria, la rete

la 'ndrangheta, le raccomandazioni e portare a casa le puntate.

- È una soap? - È una soap, René.

Ma tu non devi rompere il cazzo perché non hai scelta.

Maria, non piangere. Cerca di pensare al futuro.

- Dimmi come sarà! - Ci saranno novità.

Ci sarà un ponte sullo Stretto.

Un ponte risolverà tutti i nostri problemi?

Sì, sconfiggerà le mafie!

Guarda che opera maestosa!

Ma è fantastico!

[attore] Ti rendi conto?

Vincenza potrà portare i suoi prodotti al mercato di Messina

e Calogero vendere i suoi qui da noi!

Ma ti rendi conto?

Questo fa un ponte: crea sinergia!

Sinergia!

Veramente hai i diritti de La casta?

[René] La casta, il libro scandalo di due giornalisti

che dimostra quanto i politici italiani siano una casta che nel tempo

si è attribuita ogni sorta di scandaloso privilegio.

Un élite intoccabile, una truffa legalizzata

da tre miliardi di euro l'anno.

Vieni dentro.

- Ti presento Brusini, il mio socio. - [René] Buongiorno.

Olè!

Per questo film ho in mente molte cose.

Intanto il problema della sceneggiatura, di cui dobbiamo parlare.

I piani sequenza sono la soluzione.

Bene, bravo, bravissimo!

Io vivo questo film come un sogno che è nato con Matteo Garrone.

- Lo conosci Matteo Garrone, no? - Sì, lo conosco di fama.

- Ho visto i suoi film. - Questo film nasce con lui.

- In questa foto Garrone è a Cannes, vero? - Sì.

- Hai fatto Gomorra tu? - No, l'ha prodotto Fandango.

Io ho fatto la foto.

Dopo parecchi mesi Matteo ha deciso di tirarsi indietro.

Lui è un artista

- e per definizione fa come gli pare. - Sì.

Quel che cazzo gli pare fa l'artista.

Però Matteo ci ha lasciato qualcosa di veramente prezioso.

Le sue idee.

Ecco qua.

Piano.

[Brusini] Quelle due paginette ci sono costate come una station wagon.

- Però! - Che te ne sembra?

[Brusini] Allora ci siamo detti tutto. Va bene così!

Grazie.

Ti voglio a mille su questo progetto, mi raccomando!

- Per Sergio sei l'uomo del fare. Fai! - Va bene.

Questo è forte e poi è colto. Hai sentito come parla?

È molto colto!

Solo che c'è un problema: fra due mesi scadono i diritti del libro

e non abbiamo neanche uno stralcio di sceneggiatura.

[Sergio] Dovresti trovare uno sceneggiatore, un giornalista, qualcuno!

Mi devi metetre in piedi questo film.

Pensavo che a un certo punto a uno di questi della casta

gli scoppiasse la testa.

Tipo Andreotti che ha sempre mal di testa?

No, tipo gli esplodesse il cervello. Bum!

- Ma a chi? - A tutti.

A un party... Puff!

Puff!

- Puff! - Ma perché?

La casta è un progetto meraviglioso. Dobbiamo fare un po' di cene.

Olmi, Petraglia, Amelio...

In Toscana ho amici, produttori di vino.

- Lei è Katia, scriviamo sempre insieme. - Piacere, Ferretti.

Piacere.

- Grande penna, eh? - Si vede.

Parlerà abbastanza della realtà? Se non è abbastanza reale

se ne accorgono. Rileggiti Cechov.

- Questo è un film più attuale. - Niente è più attuale di Cechov.

- Hai la macchina in doppia fila? - Sì.

La casta è un bluff, non è un film. Sono numeri, dati, cifre.

- Non c'è uno straccio di storia. - È un terreno minato, René.

Nessun nome di politico, nessun nome di partito.

Io ambienterei tutto in Brasile.

Secondo te non c'è una casta anche lì?

Secondo te tutto sta filando liscio in Brasile?

Le soluzioni sono due: o fai l'impepata di cozze

oppure fai il film alla Michael Moore. E te di Michael Moore non hai niente,

né la credibilità né il talento documentaristico

- né il team di avvocati alle spalle. - Manco la pancia di Moore hai!

Facciamo una commedia brillante, frizzantina?

L'unica cosa che importa è la tua volontà.

Vuoi fare una casta minimale? Facciamo una casta minimale.

La vuoi a 200 all'ora? La facciamo a 200 all'ora!

Vuoi un thriller con un po' di sapore amletico?

Facciamo una bella cazzatona per ragazzini?

Tutte gare con le minicar?

Tu cambi idea? Io cambio idea con te.

Devi fare un film allusivo, metaforico

- da spacciare come storia universale. - Va bene, dai!

Se vuoi l'impepata di cozze, te la scriviamo in tre settimane.

Io non scrivo più, leggo romanzi e libri d'architettura.

Per altri dieci anni leggerò... Poi vediamo.

- Che ci siamo visti a fare? - [René] Eh!

- Quanto ci vuole per scriverlo? - Un anno, un anno e mezzo

- e un soggetto salta fuori. - Ma io ho un mese per scriverlo.

Non ti vedo tranquillo. Hai bisogno di cento euro?

Dillo a mamma se hai bisogno.

Ricordi come diceva nonna? Dai, dai, dai!

Dai, dai, dai!

- Siamo sicuri? - Andiamo.

[Alessandro] Mi ha chiamato venti volte!

[Martellone] E sticazzi!

[grida di esultanza]

La siccità che ha colpito la Mauritania

minaccia di mettere in ginocchio la popolazione.

- E che ho detto? - [in coro] E sticazzi!

- Non ho sentito bene. - E sticazzi!

E sticazzi!

Facci "bucio de culo"!

[tutti in coro] Bucio de culo!

Bucio de culo! Bucio de culo!

- Avete presente il film Matrix? - [tutti] Sì!

Vi faccio capire come faceva Neo.

Arrivava il proiettile sparato dal cattivone,

un proiettile speciale...

Rallenty!

Primo proiettile schivato.

Secondo proiettile.

Il proiettile si avvicina a un millimetro dalla faccia.

Ho studiato le sue parole precise.

[lentamente] "Bucio di culo!"

[risate e applausi]

Avete visto il pubblico, no? Fa tutto con me.

Invece la critica mi ha massacrato.

A una conferenza stampa

un giornalista di Repubblica mi fa: "Non pensa che il suo successo

sia un po' il segno dei tempi?"

Io l'ho guardato e gli ho detto: "E sticazzi!"

Lui ha rosicato perché poi mi ha stroncato.

[uomo] Scusi se la disturbo, Martellone.

Non è che ci potrebbe fare "bucio di culo"?

- Madonna mia, no però! - [uomo] La prego, siamo a cena con amici.

Gliel'ho promesso.

- Sia gentile! - La prego!

- Scusate. - Grazie.

[Martellone] Andiamo.

- [Alessandro] Mi manchi. - Che hai detto?

Mi manca lavorare con te e mi manca anche il set.

Se a René gli fanno fare il film, io voglio lavorare con voi.

Non credo facciano fare il film a René.

Comunque anche se succedesse, io non farò il film di René.

Io voglio lavorare qua, nel mio ristorante.

La ristorazione è l'unica cosa seria in questo Paese.

Ho bisogno di dedicarmi a qualcosa di serio.

[Martellone] Scusate, eh?

Questo spettacolo mi ha rovinato l'esistenza.

Mi ci sono comprato casa, però.

Bucio di culo!

- René! - Voglio l'impepata di cozze.

Di cosa dovrei essere contento? Qui dentro è la morte.

- Il cinema è bello, eh? - Non senti il fetore che c'è in giro?

Non senti il fetore qui dentro? Cosa abbiamo qui? I floppy!

Sai quanto spende la rete per le fiction all'anno?

300 milioni!

Per il cinema 40! Sai cosa vuol dire questo?

Che io qui dentro per sopravvivere devo lottare come un pazzo.

Ti capisco.

Ho saputo di questa cosa che hai per le mani... La casta.

Secondo te se ne può fare una commedia?

- De La casta? - Sì.

Boh.

Posso chiedere, ma io non penso proprio.

Ce la facciamo andare bene come roba di impegno sociale...

Che a questi piace.

Non appena Sergio farà il bonifico noi cominceremo a scrivere.

Iniziate subito, abbiamo poco tempo.

Aspettiamo il CRO: Codice Riferimento Operazione.

Mortacci vostri!

Ma cos'è?

- Ma è vero? - È di Piovani, per La vita è bella.

No.

[Piovani] Vedo.

Buona.

Lo sapevo che prima o poi vincevo l'Oscar.

Bravissimo.

Perfetto, è partito il bonifico. Si comincia.

René, volevi dire qualcosa prima di iniziare? Fallo, nei hai facoltà.

Vorrei fare un film senza peli sulla lingua.

Raccontare l'aspetto più mostruoso di questo Paese

quindi penso che bisogni partire

- [ride] - Che cazzo ti ridi?

Che bisogna!

Mica è un verbo bisognare, non lo puoi coniugare.

- Penso che bisogna partire. - Aspetta, si dice " bisognerebbe".

- Beh? - Allora forse si dice bisogni.

- Che dici? - Penso che bisogni.

- Penso che bisogna. - È uguale, dai.

- Non è uguale. Bisogni o bisogna? - Non esisterà bisognare

- ma si dice "bisognava". - "Bisogni" non si dice, dai!

Bisogna è cacofonico.

- Ragazzi, però - Che vuoi che sia?

- Ce l'ha il gerundio? - Ma che stai dicendo?

- È un uso colloquiale. - Bisognava.

Bisognasse.

Pronto, Lusuardi? Sì, ciao.

Volevo chiederti una cosa. Si dice: "Penso che bisogna"

o "Penso che bisogni"?

Ah, sì? Ok, grazie.

- Allora? - Non lo sa neanche lui.

- Ha detto che chiama Umberto Eco. - Questo è molto buono.

Qui però non abbiamo fatto niente.

Oggi è stata una giornata importante, questa cosa di Eco è molto buona.

- Ma non abbiamo scritto niente. - Non ti credere.

Va bene.

- Torno domani? - No, torni tra tre settimane.

Jesus!

Accompagna il maestro alla porta.

- [squilli del cellulare] - Aspetta un attimo.

- Pronto? - [Stanis] Renato, non rispondi mai.

L'irreperibilità è una cosa che non ti puoi permettere.

- Io posso essere irreperibile, tu no. - [René] Dimmi, Stanis.

Fai un film per il cinema e non me lo dici?

Ma ti avrei chiamato!

Non è neanche sicuro che si faccia questo film.

Non è ancora una sceneggiatura.

- Fammi fare Fini. - Eh?

Te lo faccio io Gianfranco Fini, il Presidente della Camera.

Non c'è Fini nel mio film.

Vuoi fare un film sull'Italia senza Gianfranco Fini?

Stanis, abbi pazienza, ho tanti cazzi.

- Ti richiamo quando facciamo il cast. - Se mi tradisci, mi ammazzo!

Mi ammazzo, lo sai che lo faccio! Mi tolgo la vita, Renato!

[musica in sottofondo]

Stanis La Rochelle?

Occhi del cuore.

[musica ritmata in sottofondo]

Ma che è?

"Quanta bella gente e che vino!"

[musica di sottofondo]

Monnezza!

- La casta. - La quarta cagata in un'ora.

- Cattivo! - Quante volte bisogna ripetere le cose?

La casta!

[bussa]

È una merda.

René, ciao.

Non venire.

Stiamo lavorando come pazzi.

- Secondo te ci vuole più cipolla? - Sì, più cipolla.

Sì, sì...

Cominciamo ad esserci.

Mamma mia!

È bello.

- Da chi avete copiato? - Ci manchi di rispetto, René.

Forse non te lo meriti.

Questo è un buon copione ma se sarà un buon film, dipende da te.

Vuoi che chiami Jesus per farti accompagnare?

Conosco la strada.

[musica epica in sottofondo]

[sceneggiatore] E bravi i nostri topini!

Con La casta di Ferretti l'abbiamo sfangata.

Adesso concentriamoci su quest'opera prima di Pupo.

Ho letto qualcosa, ma non ci siamo. È uno esigente, vuole roba forte.

[Sergio] René, è importante, ti voglio energico!

Ma tu te ne intendi di fumetti francesi?

No, perché?

Sembra che Carolina sia una grande appassionata di fumetti francesi.

Li cita spesso. Se li conoscevi, ci aiutava.

Me lo ha detto Lopez.

- Lopez? No! - Se non era per lui, non stavamo qua.

- Lopez no! - Ma stai tranquillo!

Sei in una forma straordinaria, spaccheremo tutto. Vieni!

Un piccolo dono per il disturbo.

Ma che bel pensiero! Grazie!

Volevamo portare una forma di parmigiano ma era una cafonata.

[Sergio] Abbiamo pensato di fare un bel progetto alla Gomorra.

Un grande libro, un grande regista

e un film in cui si capisce poco.

- Io non c'ho capito un cazzo! - [ride]

[René] Sergio, stai buono.

Un film come questo ha bisogno di grandi attori.

Ho mandato la sceneggiatura a Marilita Loi.

- Ma come! Era una prima versione. - E Marilita Loi

- si è detta sinceramente interessata. - [donna] Ma veramente?

Non ho ancora capito che film hai in testa.

[donna] Che idea hai?

Ti ispiri a qualche film? Giusto per capire.

Penso che bisogni... che bisogna...

In sostanza non voglio fare un film palloso

tipo È già domani o L'inverno della ragione.

Li abbiamo prodotti noi.

Entrambi.

Merda.

Mi ricordi l'amico depresso di Gaston Lagaffe.

Dio, ma come si chiama?

Dai, il fumetto francese!

Dai!

Secondo te ci hanno detto di sì, no o forse?

Non lo so.

- Io non ci ho capito niente. - Mortacci tua, amico mio!

Dimmi grazie, ti ho salvato il culo in quella stanza.

Hai vinto, René.

- Abbiamo vinto! - Ma dice sul serio?

- Non mi sembravano convinti. - Eh!

Siete veramente delle scimmie!

Queste sono sottigliezze che voi non potete capire.

La risposta è sì!

Benvenuto al cinema, René. Vieni qui, guarda!

In questo cesso ha urinato Antonioni!

- Ti emoziona? - Ti è piaciuta la sceneggiatura?

La sceneggiatura!

Per me tu potevi fare anche... Bombolo!

Mi serviva un cavallo, sei il mio cavallo.

Renato, devi galoppare!

Carissimo, per qualsiasi cosa ci sentiamo.

Mi ha cercato Calopresti? No? Meglio!

Devi chiamare Brusini e dirgli che va tutto alla grande.

- Non c'è più Brusini. - Come?

- L'ho fatto fuori, quello è scemo. - Come l'hai fatto fuori!

Mi sono ipotecato casa di mamma e ho comprato le quote di Brusini.

Adesso è tutto mio.

Per il più bel grande film del cinema!

- Brusini! - [pernacchia]

[René] Non dobbiamo girare in digitale.

Sono d'accordo con te, pellicola tutta la vita.

Scusa, c'è campo in ufficio? Devo fare una telefonata.

Sì.

Se mi avessero detto che Emilio Baranes

avrebbe fatto il direttore della fotografia del mio primo film

- non ci avrei creduto. - Grazie, sei carino.

Questo è un film importante, che va fatto.

- La casta è un libro grazioso ma... - La casta.

Io avrei fatto un film sugli anni Settanta e sulle BR.

Che rapporto c'era tra le BR e la banda della Magliana?

Esisteva davvero una tecnostruttura che pilotava tutto?

Per la scenografia potrei mettere una buona parola per Fabio Carli.

Magari!

Come segretaria di edizione penserei a Giovanna.

Sai Giovanna Borromeo? -

Ottimo, tanto non ho una segretaria di edizione.

[musica ad alto volume]

Un brindisi!

[in coro] René! René!

- Ciao, campione! - Ci vediamo dopo.

Sì.

Tu bevi qualcosa, sentiti libero divertiti!

Hai visto Sergio?

Che cazzo fai? Chi cazzo hai invitato?

- Biascica e Itala? - Ma sono nostri!

Non lo sono, almeno non in questo film.

Uno, due, tre, quattro.

- Per me no, grazie. - Tranquilli, è per me.

Mi faccio una botta per ognuno di voi.

- Se vuoi, li caccio. - Stai buono, non fare niente.

Non fare niente, capito?

Che bello, Renato! Staremo ancora fianco a fianco.

- Io non vedevo l'ora. - [Stanis] Un attimo di attenzione.

Non poteva mancare il discorsone di Renatone!

Non poteva mancare!

- [voce indistinta] Discorso! - [Stanis] Se non lo fai, porta male.

Non fare il timido, spegniamo la musica.

Non fare il timido, Renatone.

Vai Renato!

Ok, dirò due parole.

Molti di voi hanno condiviso con me più di 15 anni di progetti.

Quanta strada abbiamo fatto, esperienze belle e brutte...

Ora si apre una nuova fase.

Ci saranno tanti altri progetti che faremo ancora insieme.

Bravo!

Ma non questo film.

Per questo film, La casta, voi non ci sarete, signori.

Ma dovete capirmi e dovete fidarvi di me.

- Mi sono perso il discorsone di René. - [René] Scusatemi.

Com'era?

René... Io ti rompo il culo.

- Che figlio di mignotta! - Come può essere, René?

[Itala] Non si fa così.

[voci concitate]

- Arianna... - Te li ho cacciati tutti, eh?

- Scusa, mi serviva una squadra nuova. - Ma che cazzo mi frega a me?

- Emilio, scusami tanto. - Scusami tu. Pronto, Paolo?

Senti...

Riguardo al discorso sono d'accordo al 100%.

Era ora che ti liberassi della gentaglia.

Quando si parte? Non vedo l'ora di cominciare.

Stanis, forse non hai capito. Non ci sarai neanche tu nel film.

- Guarda che mi ammazzo. - Dai, ti prego...

Mi dispiace, ma tu come gli altri non c'entri un cazzo in questo film.

Arianna, non mi mollare. Fai questo film con me.

È l'ultimo, poi ritornerai al tuo ristorante. Va bene?

Penso che tu possa fare un grande film, René.

Aiuto!

- C'è qualcuno? - Stanis!

Questo stronzo!

Il vostro amico ha ingerito una confezione di antidepressivi.

Abbiamo proceduto con un'iniezione di Narcan e ora sta meglio.

- Possiamo stare tranquilli? - È tutto sotto controllo.

Invoca alternativamente il nome di René e quello di Gianfranco Fini.

[René sospira]

- Renato. - Stanis!

Renato, Renato, Renato...

Ti dico una cosa sola, Renato.

Gianfranco Fini.

Non sono un imitatore.

Io ti do un'interpretazione del personaggio.

Stai calmo.

Fini con le cravatte rosa, con le sigarette,

- con il senso delle istituz... - Come?

- Il senso delle istituzioni, Renato. - Sì, ma stai tranquillo.

- [imitando Fini] Parlamanto... - Sì.

[musica in sottofondo]

[René] Stop!

Buona!

[ridono]

"Buona"! Grande, René!

È simpaticissimo.

Che scrivo?

Scarto, naturalmente.

Marilita Loi arriva a Firenze con il volo delle 11:00.

- Io comincerei a muovermi. - Mi raccomando, Alessandro.

Sì, figurati. Per me è anche l'attrice italiana più brava in assoluto.

Non m'importa. Io voglio che lei venga da me stasera

e mi ringrazi per come l'abbiamo trattata.

- Ho messo anche la giacca. - Benissimo, vai.

[Alessandro] È un onore per me conoscerla.

La settimana scorsa ho visto L'amica di Giulia.

Veramente un bel film e poi lei è bravissima.

[sottovoce] Non mi sono piaciuta per niente.

Cosa?

È un gran film.

È scritto molto bene, ma qualsiasi attrice avrebbe potuto fare meglio.

[voce non udibile]

- No? - Sì...

- [sottovoce] - Cosa? Non ho capito.

Un TIR.

- Un TIR. - [clacson]

Aah!

[uomo] Grazie.

- A domani. - Ciao.

E dai, dai, dai!

Manco un secondo hai girato!

Manco una provetta.

Dentro non c'è più nessuno.

Ti sei dimenticato di darmi le chiavi del bungalow.

Per forza, tu dormi qua.

- Come dormo qua? - Devi fare la guardia al materiale.

Scusa, io devo fare la guardia?

Ma io che c'entro? Mi viene l'ansia a dormire qui da solo.

Rimani almeno tu.

- Non ci penso proprio. A domani. - Stanotte devi dormire

con mezzo cervello come fanno i pinguini.

- Lo vuoi il pezzo? - Quale pezzo?

- La pistola. - Ma sei pazzo? Non so usare la pistola.

Non la voglio!

Ci vediamo domani mattina, forza.

[musica in sottofondo]

Chi è il ritardato mentale che ha dormito sul mio letto di scena?

Cazzo! Chi è questa gente con cui stiamo lavorando?

Non posso buttare il mio tempo!

Un film non si anticipa, al limite si posticipa!

Sai di Virzì?

- No, che è successo? - Noi, cioè Fabio Carli,

Giovanna e me dovevamo fare il film di Paolo.

Valdo e l'acqua cotta.

Era slittato di un paio di mesi, per cui si incastrava tutto quanto.

Prima facevano questa tua cosa e poi il film di Paolo.

Solo che l'hanno anticipato e comincia la settimana prossima.

- Quindi? - Ce la prendiamo nel culo.

Volevo dirti che oggi c'è cattivo umore.

Per i ruoli secondari abbiamo due attori per ogni camerino.

- Ruoli secondari? - Sì.

Tu hai letto il copione? Questo episodio ruota attorno a Gianfranco Fini.

Ho letto il copione, il tuo personaggio ha due battute

- ed è inquadrato da lontano. - Le inquadrature le decide Renato.

E poi si vede che sei televisiva, in televisione si contano le battute.

Al cinema conta altro, gli sguardi, i primi piani.

Ma tu non hai primi piani perché sono tutti piani sequenza.

Di questa cosa parli con René, per il camerino non so che dirti.

- Ti pago per un camerino tutto mio. - Per favore, abbiamo da fare.

- Senti, René. - Dimmi tutto.

Ci tocca fare la provetta.

Il produttore mi sta scassando la minchia da stamattina.

Ottimo. Dai, dai, dai!

Marilita, sei d'accordo a fare una bella prova?

[voce non udibile]

Dai, dai, dai!

Signori, vado a ricapitolare.

Siamo alla festa di beneficenza a favore dei contadini boliviani

dove imprenditori, politici e industriali si spartiscono la tangente del secolo

a casa della Signora dei salotti

che nel frattempo cerca di piazzare nel mondo del cinema la sua protetta.

Signora, mi sento un po' a disagio.

Volevo presentarle un'amica, la signorina Marina.

Quanta bella gente e che vino!

Grazie, Eminenza.

[voce non udibile]

Scusate, avete da accendere?

Mi rendo conto che da Presidente della Camera dovrei dare l'esempio.

- [René] Stop! - Perché?

- Stanis! Sì?

[René] Che cazzo fai? Che cazzo dici?

Ti taglio la parte, eh?

Per altro non è neanche Fini, è uno che sta sullo sfondo.

- Hai paura di fare i nomi, René? - Smettila, Stanis.

Ti do 10.000 euro se mi fai un primo piano.

- Te ne do 20.000! - René.

[sottovoce] Mi sentivo molto finta.

- Non mi piacevo per niente. - Marilita, sei bravissima!

Sei la migliore attrice italiana.

- Ti va di provarne un'altra? - [voce non udibile]

Dai, dai, dai!

Facciamone un'altra.

René, ho 2.000 cose da correggere e anche Carli non è contento.

- Per oggi chiuderei qua. - [René] Ma non abbiamo girato niente.

Non si può chiudere adesso.

- E va bene. - Renato, 30.000!

- Non mi rompere i coglioni! - Arianna, vieni qua.

La storia della protetta della Signora che rinuncia e torna in provincia

è un po' la tua storia.

Veramente non sono mai stata data in pasto a un cardinale.

Però hai fatto un gran rifiuto e hai aperto un ristorante.

- Ma non cercavo scorciatoie. - Va bene, io mi sono ispirato a te.

Non sono io.

[Baranes] Il maestro ha fatto questo: Occhi del cuore. Dai!

[Giovanna] Quest'uomo mi fa tenerezza.

[Baranes] Sapete cosa tiene accanto al monitor? Un pesce!

- Come un pesce! - Un pesce rosso.

- Lo chiama Boris. - Boris?

Porta fortuna.

- Pensa se portava sfiga! - Ssh, fatemi sentire adesso.

Nonno Alberto ha detto che forse c'è un'altra soluzione.

- Ma domani nonno Alberto... - Gli hanno affidato La casta...

Il maestro!

[Giovanna] Non è così male, no?

- Mi dispiace. - Hanno ragione loro.

Andiamo a dormire che domani è dura.

[musica in sottofondo]

Hai capito perché non ti sopporto? La simmetria non è interessante.

Signori, tra un'ora giriamo.

Hai visto che giornata? E che luce!

- Questo è l'Argentario, il microclima! - Perfetto, tra un'ora vorrei girare.

- Tra un'ora non siamo pronti. - No?

Chi non è pronto tra un'ora per me se ne può anche andare.

- [René] Chiaro? - [Baranes] René, perdonami,

ma sono le dieci del mattino e qui la luce è completamente diversa.

Non me ne frega un cazzo, tra un'ora dobbiamo essere pronti.

- Anche tu, va bene? - Va bene, ma stai calmo.

Non fare figure di merda.

- Non fare brutte figure, dai. - Stai calmo un paio di cazzi!

Stronzo! Testa di merda!

Puoi andare affanculo subito. Io ti do una craniata, sai?

E uno ce lo siamo tolto dai coglioni!

- Che vuoi? Hai qualcosa da ridire? - Io me ne vado.

Vai a fare Valdo e l'acqua cotta di questo cazzo! Vai, bella!

Tu che cazzo vuoi? Vuoi fare a botte?

- Per favore, René. - Togliete questo cazzo di gazebo!

- Dante Milonga, tu sei pronto? - Sì.

Tu puoi rimanere.

- Dobbiamo fare a botte? - Tranquillo.

Sei impazzito?

E ora come facciamo?

[musica in sottofondo]

[voci concitate]

Baranes e i suoi erano i migliori, facevano punteggio, erano una garanzia.

Sei andato a riprenderti quei quattro straccioni!

Adesso...

Adesso bisogna presentare del materiale straordinario

perché devi convincerli che va bene anche così,

che stai gestendo la situazione e non è vero.

Ancora qua stai? Stai rischiando, René!

Vai a girare questo materiale straordinario.

Com'è che dici tu? Motore!

[René] Allora signori, non ci sarà nessun discorsone stavolta.

Mi hanno già fatto perdere troppo tempo.

Dirò solo tre parole: voglio qui Boris.

- Duccio. - Eccomi.

- [René] Al lavoro! - La casta...

Questo salone da cui fuoriesce la Signora dei salotti

come lo vuoi illuminato: aperto o chiuso?

Non voglio più sentire questi aggettivi.

Ci sarà una via di mezzo, porca puttana!

La tua è una provocazione ma non priva di fondamento.

Devo fare in due giorni il lavoro di una settimana.

Io ti ho capito: tu dici "facciamo il cinema".

Allora io apro quasi tutto.

Stai in campana. Ho cacciato Baranes perché mi stava qui.

Ma la sua fotografia mi piaceva.

Voglio quell'impostazione, voglio quel concetto.

Non farmi fare la fotografia da questo fighetto di merda.

Non mi piace, la riconosco. Io voglio il Duccio di 20 anni fa.

- Hai capito? - Ti faccio una fotografia

che ti faccio venire il magone.

- Il magone. - [Arianna] Non ha un contratto?

Merda!

- [Alessandro] Credo di sì... Dovrebbe. - Vai, Duccio.

[René] Ma che succede?

In bocca al lupo.

Crepa.

Baranes, ciao! Sono Patanè.

Come stavi facendo la fotografia nella scena della festa?

Per caso hai uno schema luci?

Pronto?

Pronto?

Tu che fai? Il backstage?

Stai sempre a inquadrare gli attori!

Stop!

Guarda qua.

Biascica, mi vuoi mettere un wind up sotto la finestra?

- Qua sotto, no? - [Duccio] Dai.

Oh, ci sono già i segni!

Bucio di culo!

René, tra 20 minuti siamo pronti come sempre.

Scusami, scusa.

- Tu sei un rincoglionito! - Ma perché? Che ho fatto?

Noi ufficialmente stiamo cercando un attore per il ruolo "Faccia di merda"?

- C'era scritto sul copione. - Sei un rincoglionito.

Pronto?

Scusi, c'è stato un problema con...

Ah, veramente?

Mi può ripetere un attimo? Ho capito bene?

[agente] Grazie per la chiarezza, ho capito subito cosa cercate.

Io ho quattro facce di merda classiche, evergreen

e poi ho un trentenne promettente.

È una vera faccia di merda, è perfetto.

- Vi mando la foto. - A dopo, grazie.

Ha detto "grazie per la chiarezza".

Bucio di culo.

Oh!

Ma lei è...

Mi deve fare un autografo.

- [voce non udibile] - Non è per me, è per mia moglie.

Siamo in crisi.

Ha saputo?

[sottovoce] Facciamo che io faccio un autografo a te e tu a me?

[in francese] Tu a me.

Che ci devi fare?

La penna, sì.

Le cade tutto oggi, eh? Bella questa foto, ammazza!

- Chi è, tuo padre? - È papà, sì.

- È morto? - Sì, qui era morto.

Era dopo l'autopsia.

Attenzione, giriamo! È un piano sequenza di sette minuti.

A me non piace questa casta, a me piace Gli occhi del cuore.

- Lì è tutto più romantico, capito? - Non avevo dubbi.

Signori, una notizia straordinaria: a Itala non piace.

Non piace a Itala! Dai, dai, dai!

- Motore! - Partito!

[esplosione]

Che è?

[esplosione]

Rimanete tranquilli, signori!

La Proloco mi ha detto che ci sarà qualche rumoretto ogni tanto.

Sono americani. Stanno girando La quarta guerra mondiale.

Prima che tornino gli americani! È partito, Milonga?

Partito!

Azione!

Signora, mi sento un po' a disagio.

[voce non udibile]

Non si sente niente!

Quanta bella gente e che vino!

[voce non udibile]

Stop!

Le comparse, il movimento tutto bene soltanto una cosa.

Marilita, siccome c'è molto vento e ci sarà una musica bellissima

ti chiederei di tenere il volume della voce leggermente più alto.

- [parole incomprensibili] - Cosa?

La bomba.

E poi...

- Quella persona mi fa paura. - Non preoccuparti, andrà benissimo.

Ne facciamo subito un'altra.

Motore!

- Partito! - [ciakista] La casta 4, 1, 2a.

Azione!

- [voci non udibili] - [René] Ma che ha?

Non si capisce quando parla.

[voce non udibile]

- Che bella gente e che buon vino! - [René] Stop!

- C'è un piccolo problema. - [Marilita] È colpa mia.

Non sono adatta a questo lavoro.

- Vai benissimo. - Mi fa veramente paura quella persona là.

Soltanto...

Ho veramente paura.

- Marilita! - Signora!

Sì, dai!

[Marilita piange]

Ti prego, no! Dai!

Questa stronza!

- È finita la giornata. - [esplosione]

Quindi voi venite da questo Paese bellissimo

dove se uno volesse trovare degli stupefacenti di buona qualità

non avrebbe problemi.

A Grottaferrata qualcosa si rimedia

ma secondo me stanno messi meglio a Napoli o in Sicilia.

A Grottaferrata dici?

Ma quale Signora dei salotti!

Usiamo questa strategia.

Ci vai tu e gli dici che sono molto incazzato.

- Sei sicuro? - Sì, dai retta al vecchio Ferretti.

Secondo me è una di quelle attrici che vogliono essere strattonate.

Vai da lei e dille che sono incazzatissimo.

- Ti va di firmare? - Non firmo niente.

È una petizione che ho trovato su Internet

per trasferire il Vaticano all'estero

affinché gli altri Paesi possano beneficiare dei vantaggi

che abbiamo avuto noi per secoli avendoli qui da noi, a casa nostra.

- Mi stai dicendo il Vaticano. - Via.

Via!

[esplosione]

- Hai firmato, Dante? - No.

Come prima tappa il Vaticano potrebbe andare in Andorra.

- Andorra. - [Duccio] Firmo anch'io.

Cinque anni a Paese poi tra duecento secoli torna in Italia.

E poi si ricomincia il giro.

- Caffè. - Buongiorno.

René... Marilita ha deciso di mollare il film.

Cosa?

Le ho detto che eri incazzato e vuole andarsene.

[Itala rutta]

Continuate a lavorare, la giriamo.

Tu dille così.

[René] Dille che capisco la sua decisione, una macchina la porterà a Roma

questa mattina stessa, però dille di venirmi a salutare.

Io prendo un cacciavite, smanetto sul pacemaker e la faccio finita.

Sergio, stai calmo. Tirati su!

Arianna!

- È successo di nuovo. - Non posso crederci.

Si è chiuso in una stanza e non vuole parlare con nessuno.

- Chi? - Non ora.

È finita veramente.

- Cosa è finita? - René ha le sue crisi.

Ha i suoi fantasmi.

Tanto non apre.

René?

È finita.

René?

Apri, sono Marilita.

Marilita, vieni.

Ma solo tu, gli altri no.

Io non sono giusto per questo film.

Io ho fatto solo la televisione, non sono capace a fare il cinema.

Ti chiedo scusa per averti coinvolto in questo scempio.

Ma che dici?

Tu tu sei un bravo regista.

- La sceneggiatura è bella. - La sceneggiatura è anche bella

ma sono io che sono sbagliato, sono una specie di contadino.

In questo mondo di persone colte e crudeli,

non credono in me.

René.

Io credo in te.

Davvero?

Dai, dai, dai!

Dai, dai, dai.

Anch'io dietro a questa mia sicurezza nascondo una natura insicura.

Mhm?

[voce non udibile]

Ma dai! Sì, anch'io.

- Grazie. - Grazie a te.

Grazie, René.

Dai, dai, dai.

Motore!

Partito.

Azione.

Signora, mi sento un po' a disagio.

Le volevo presentare una mia carissima amica.

- Che bella gente e che vino! - Grazie, Eminenza.

Ora parliamo dei nostri affari.

Marina, lasciaci un po' soli.

[esplosione]

Ma porca puttana!

[voci non udibili]

Vai dagli americani e digli di fermarsi quando giriamo.

- A Pitigliano, giusto? - Sì, corri.

[in inglese] È possibile fermarsi per cinque minuti?

- Vattene via. - È molto importante.

Per favore!

[esplosione]

[squilli del cellulare]

- Sergio, questi non smettono. - [Sergio] Ma tu non servi mai a un cazzo!

Torna, tanto René gira uguale.

Di' agli americani che se gli servisse un favore

- noi non saremmo così disponibili. - Certo, glielo dico subito.

- [bodyguard in inglese] Vattene via!

[in inglese] Grazie.

- La radio. - È carica?

Sì.

Se René chiude questo piano sequenza, dormo qui con te stanotte.

Dici per assurdo!

[René] Fidati, Sergio. Ce la facciamo!

- Quanto manca? - Poco, una pagina.

Dai, Boris!

[René] La portiamo a casa!

Il Vaticano in questo momento ha problemi di liquidità

e anche il Vicariato.

- La sto tediando? - No, no.

Assolutamente.

È un piacere.

- Come va? - Tutto bene, grazie.

Ho sentito che vuole entrare a far parte del mondo dello spettacolo.

- Il mio sogno è fare l'attrice. - Una bella sfida.

Via! Via!

- Ha già avuto esperienze nel campo? - No.

- No! Perché non lo fermano? - C'è un uomo d'affari importante qui.

- È una persona che può aiutarla. - Come va?

- Dove va? - [René] Non stoppate!

Via! Via!

Placcalo!

[Marilita] Vorrei capire meglio.

Glielo presento subito.

Improvvisamente non mi sento bene.

Mai e poi mai svilire il ruolo del Parlamanto.

Ogni cittadino ha dei diritti ma anche dei doveri. Francamante.

[René] Stop!

Buonina!

Anzi, buonissima.

Brava Marilita!

- Un bell'applauso a Marilita! - Non ho fatto niente.

Un applauso al maestro.

- [René] Lunedì siamo in teatro di posa. - Grazie, maestro.

[porta che si apre]

Arianna? Ciao!

Chi è?

[Biascica ride]

Biascica.

- Ho dimenticato il cellulare. - Forse è di là.

- Eccolo qua, era facile. - Vabbè, buonanotte.

Davvero dormi qua? Da solo?

- Sì. - Li mortanguerieri.

- Giusto? - Cosa?

- Li mortanguerieri. - Ah, sì.

La vita... Certe volte

ti porta a vivere davvero esperienze de li mortanguerieri

come stavi dicendo tu.

- Sì. - Sì.

Che poi io...

Ti dispiace se appoggio qua?

Io stavo per andare a dormire, domani mi sveglio alle cinque.

- Mi ributto a letto. - Giusto. Parliamo un po'.

Sai che hai messo su un bel fisichetto?

Come fai a mantenerti così tonico?

- Non ti metti il pigiama? - No.

- No? Strano. - [porta che si apre]

[Sergio] René, ci sono molte novità.

Arianna, che fai qui?

Ho dimenticato il piano di lavorazione.

Siediti, facciamo una riunione per stabilire un po' il punto.

- Alessandro, prendi i caffè. - Biascica, che fai qui?

- Stavo... - Non voglio saperlo, sono cose vostre.

Ma che cose nostre?

Io ho un cugino omosessuale per cui non mi scandalizzo.

È sordo e omosessuale, un mix infernale!

Questo è il materiale, digli di non tener conto dei botti.

Come fatto.

[Sergio] Se venisse un signore con la valigetta nera

e ti dicesse che nel tuo film c'è Corinna Negri?

Gli sparerei.

E se ci fosse anche una settimana in più di riprese?

- Gli sparerei uguale a questo signore. - E se in quella valigetta ci fosse.

- Francesco Campo? - [Arianna] Davvero?

Veramente?

Francesco Campo è dei nostri, mi sono accordato con l'agenzia.

Perché anche Corinna Negri però?

Come cazzo facciamo, dai! È la cagna maledetta!

Tu vuoi Francesco Campo? E ti prendi anche la cagna maledetta.

Sono pacchetti. Lo fanno, lo fanno.

[musica in sottofondo]

[giornalista] Corinna Negri.

Questo film, La casta

cade in un momento particolare, la tua candidatura a Strasburgo.

Sì, ma non voglio pensarci.

- Alla candidatura o al film? - A tutti e due, non voglio pensarci.

In Italia il livello della recitazione è considerato inferiore

rispetto ai vostri colleghi spagnoli e francesi.

Come ti spieghi questa differenza?

Ho fatto un piccolo errore di valutazione

perché io in tre anni dovevo diventare la Ferilli.

Invece ho sbagliato obiettivo, dovevo puntare alla Francia.

Dovevo comprarmi una bella casetta a Parigi e imparare un po' il francese.

Questo non lo scrivere

ma l'idea di puntare Sarkozy di chi era? Era mia, no?

Quella invece si è informata, perché si informa, e ci si è fiondata.

Detto questo, ora penso ad altro e vado avanti.

Penso... a Putin.

[musica in sottofondo]

- Che c'è? - Posso? È per le foto di scena.

Ah.

Apri tutto.

Ti voglio lanciare una sfida, come vedi la fotografia qui?

Come la faresti?

Francesco, scusami. È per le foto di scena.

Ho fatto vedere il materiale.

- Oh! - A proposito, Lopez,

René voleva sapere se hai fatto togliere tutti quei botti americani.

No, al contrario.

Li ho trovati molto efficaci e li ho tenuti tutti.

Una metafora.

A me non mi frega niente, basta che firmiamo un contratto!

Un passo alla volta, Sergio.

[regista] René, sostituiscimi! Sto girando al teatro accanto al tuo.

- Un'oretta al massimo e ritorno. - Ma io sto girando un film!

La tua assistente mi ha detto che oggi c'è la prova luci

quindi non devi fare niente.

- Io ti ho fatto tanti di quei favori... - Va bene, che devo fare?

Devi girare una scena sola, dire "Azione!" e "Buona!".

- Lo sai dire? - Azione! Buona!

Avessi io il talento tuo.

- Che film è? - È un cinepanettone.

È roba seria.

Natale nello spazio, c'è quell'attrice figlia del miliardario...

Un grande cast.

Posso presentarti Bruno Amati di Medusa?

Questo è il numero cinque di Medusa.

- Quasi il quattro. - Piacere...

René, ma che cazzo fai?

- Saluti una scimmia? Io scherzavo! - Vado.

Azione! Buona!

Grande, René!

- Buonasera. - Salve.

Motore...

- Motore. - Partito.

[ciakistai] Natale nello spazio 23, 6, prima.

E... Azione!

[peti]

Come glielo dico a papà che me ne voglio andare?

- C'è anche il compleanno di Michi! - [grida]

C'è un problema tecnico, dobbiamo dare lo stop.

Stop!

- [René] Problema tecnico. - Allora, René.

- Come va? - Bene.

Vedo che hai cominciato a fare seriamente l'attrice.

Questa scena mi lascia perplessa.

Mi sembra un po'... sopra le righe.

- Io credo che sia voluto. - René, ancora una cosa.

Sergio per Gli occhi del cuore 3 mi ha dato un assegno scoperto.

Voglio un assegno buono.

- [Sergio] Bentornata, Corinna. - Ciao.

Volevo dirti una cosa.

Potresti dire alla tua agenzia che pagherò un po' dilazionato?

- Dilazionato che vuol dire? - Un po' per volta.

- [René] Sergio, ti passo un' amica. - Dimmi.

Sergio, mi senti?

- La psicopatica, la figlia di Mazinga. - Sergio!

Bella, come stai?

Ricordi l'assegno de Gli occhi del cuore 3?

Come no!

Dicevo adesso a Corinna che ho problemi di liquidità.

Corinna Negri?

La cagna maledetta? Salutamela.

[Sergio] Che dici? Quale cagna? Nessuno l'ha mai chiamata così.

[Cristina] René la chiamava "cagna maledetta" e "Jessica la zoccola".

A me stava simpaticissima, salutamela! E ricordati l'assegno.

Massimo, ma te non facevi il teatro quello serio?

Ho fatto Ronconi, Sorrentino e ora ho fatto i soldi.

La grande narrativa popolare

è il futuro.

Devo cacare!

Grazie.

- È successo un guaio con Corinna. - Questo cinepanettone è un incubo.

- Noi siamo dei privilegiati. - Perché mi chiamavi "la cagna maledetta"?

Ho sentito dire dalla figlia di Mazinga che mi chiamavi così!

Mi stai facendo del male, lo sai?

Ho fatto di tutto per avere te in questo film.

Allora perché hai tagliato tutte le mie battute?

Non le ho tagliate.

Ho messo questa bella voce pensiero, questa voce fuori campo.

Faremo grandi cose insieme.

Sono molto cambiata, sono cresciuta dentro.

- Faccio beneficenza. - Brava!

Per un'associazione di ex orfani.

Carini da morire!

[Corinna] Tu sei Biascica, vero?

Sei tu che vai a dire in giro che sono una zoccola?

Davvero?

Io non sono Biascica, sono Augusto Torlonia.

Quello è Biascica, quello con gli occhiali.

Quella specie di topo di fogna che faceva il mio schiavo.

Lui è Biascica.

Io non ti considero santa, ma quasi santa.

L'esatto contrario di una zoccola.

- Corinna, ti aspettano al trucco. - Sì.

[Duccio] Stavo facendo i complimenti allo scenografo per il lavoro che ha fatto qui.

È perfetto.

Vedi gli oggetti? Ogni cosa vive di luce propria.

Parafrasando quel libro che non ho letto

si potrebbe dire che qui ogni cosa è illuminata.

- Mi fa piacere. E quindi? - Quindi non farei niente.

- Come non faresti niente? - Terrei le luci interne, diegetiche.

- Cinema poetico politico. - Fammi vedere.

Biascica, accendi le luci diegetiche.

Diegetiche.

Diegetiche...

Mi piace.

Adesso vai a fare il set di Francesco Campo.

- Anche lì lo scenografo. - Duccio!

Era una provocazione.

- La scenografia mi è piaciuta molto. - Vai.

Vado.

Duccio...

Non ho capito se lei qui è più arrabbiata o preoccupata.

- È più un puma o una volpe? - È più un puma

però anche volpe se vuoi.

Tu stai cercando le prove del tradimento di tuo marito.

Invece trovi le prove della corruzione e lì ti scatta qualcosa dentro.

Ho capito. Dai, facciamola!

Facciamo la prova del movimento.

[René] Stop!

[René sottovoce] Proprio la cagna mi dovevi appioppare.

Grande Corinna!

Però io in questo caso farei un po' meno.

Terrei dentro le emozioni, non tirarle fuori subito.

Scusami, non ti stavo ascoltando. È andato via il personaggio.

- [sottovoce] Vattene affanculo! - [Sergio] Francesco Campo vuole parlarti.

Corinna, dai che sta venendo. Continuate a provare. Dai!

[Francesco Campo] Avanti.

Permesso?

- Vuoi fare una prova di memoria? - No, la memoria è ok.

- Possiamo provarla subito. - Grande, Francesco Campo!

- Che ne dici del vestito? - Fammi vedere.

È perfetto.

Io preferisco dirlo alle persone con cui lavoro

anche per correttezza.

Io la sera mi faccio.

- Ti fai? - Mi faccio.

Faccio uso di eroina per dirla burocraticamente,

ma mai sul lavoro.

Te lo dico perché magari la sera mi chiami ed è facile che non ti rispondo.

Ma figurati! Anch'io la sera spesso non rispondo al telefono!

Io vado.

- Vengo con te. - Come no! Certo!

Prego.

Avrai capito da solo che non me ne frega un cazzo

dei tuoi problemi.

Ti piace la vicepresidenza della commissione?

Ti piace questo ufficio?

Ecco...

Il tuo problema è che devi sdebitarti con chi ti ha dato tutto questo.

A me un appalto non mi basta.

Io l'appalto me lo sbatto al cazzo.

Devi sopprimere tutte le penali di questo cazzo di appalto.

Devo poterlo costruire in 12 anni questa bestia di inceneritore.

Dodici, non due!

- Cazzo! Grande! - Questo è un cane spaventoso.

- Ti rovina l'episodio, Renato. - Ma no.

È chiaro, testa di cazzo?

Io ci devo mettere il tempo che pare a me.

- Ma i miei elettori? Mi vergogno. - Ti vergogni?

Non senti l'esigenza di Fini in questa scena?

La vergogna è un lusso che non puoi permetterti.

I tuoi elettori un cazzo!

Stop! Impressionante!

Come te li rigiri tu gli attori non se li rigira nessuno!

Francesco, sei stato grande.

Appena è pronto Duccio con le luci possiamo girarla.

Complimenti.

- Ti è piaciuta? - Porti la camicia in modo fantastico.

Tu lavori con lo sponsor?

Lui è Stanis La Rochelle, è un attore del primo episodio.

- Piacere. - Piacere.

René mi ha parlato molto di te, sei un attore... appassionato.

Vado in camerino. Quando siete pronti con le luci, mi chiami.

- Grazie, mi rendi tutto molto facile. - Figurati.

- "Mi rendi tutto molto più facile". - E smettila!

- Simpatico ciccione, l'hai letta la sceneggiatura francese?

Sì.

Fini c'è in ogni episodio, è il denominatore comune del film.

- Magari. - Ci ho pensato, ma non me lo fanno fare.

- Si cagano sotto! - Magari!

Ma noi non ci caghiamo sotto.

- Glielo imponiamo. - Duccio!

Magari avere Fini tutto il film.

- Sono d'accordo. - Magari!

Mi prendi un bicchiere d'acqua?

- Io? - Sì.

- Campo è un grande. - Sì, sì.

Allora?

Le ho detto di togliere le faccette che faceva

solo che il risultato è questo.

Completamente vuota, incredibile!

[René] Stop!

Scusa, non mi piaceva. Il personaggio non mi è entrato dentro.

Sono molto nervosa perché qui c'è un problema.

Inventati qualcosa, sei bravissima.

Corinna, penso che tu possa farla ancora meglio di così.

Dai, dai, dai!

Tu sei Biascica? Pensi che io sia una zoccola?

No, io non sono Biascica.

Però sì, penso che tu sia una zoccola.

[Corinna grida]

- Dillo di nuovo! - Sei una zoccola!

- [Corinna grida] - Sei il mio topo di fogna!

- Dimmi l'altra cosa che mi piace tanto. - Tecnostruttura!

- Ancora! - Tecnostruttura!

- Sì! Ancora! - La colonna romana!

- [grida] Delle Brigate Rosse!

[René] Questa è una giornata cruciale.

Va bene lui per Faccia di merda?

Perfetto.

Riprendiamo dalla scena sospesa ieri.

Corinna, tu vieni da lì, scendi dalle scale, torni indietro,

ti guardi intorno, apri il cassetto, prendi il faldone e lo appoggi qui.

Trovi un foglio che è la prova della colpevolezza di tuo marito.

- Ci pensi guardando a filo macchina. - 8 x 12?

Adesso non pensarci.

Quando la giriamo, tu ci pensi, fai il calcolo guardando di là.

- Perché? - Tranquilla, proviamo a fare questa cosa.

- Io non ho il personaggio dentro. - [René] Forza, ragazzi! Giriamo!

- [René] Motore! - [ciakista] 8, 1, prima.

Azione!

Non ci posso credere.

- Funziona! - E certo.

Novantadue!

Stop! Segna buona finché questa rincoglionita non ha parlato.

- Fa 97. - Fatti i cazzi tuoi.

Corinna, capolavoro!

- Veramente grande! Hai visto? - Per me non era buona, René.

- Il movimento non mi piaceva. - Questa cagna non la rifarà più così.

- Cagna no! - Ma che cazzo dici...

Hai visto?

Tu hai detto "azione" e il personaggio è arrivato.

- È una cosa incredibile! - Ma è normale.

- Ti posso chiedere una cosa? - Dimmi.

- Ma il mio personaggio...

- è una matematica? - È il suo sogno nel cassetto.

Facciamone un'altra, vedrai che viene meglio.

Ragazzi, facciamone un'altra al volo!

A onor del vero,

anch'io una volta ho detto che sei una zoccola.

Comunque poi decidi tu.

Scusami, cosa...

- [Sergio] René? - Eh?

È successa una tragedia.

Stanotte è morto Francesco Campo.

L'hanno trovato morto in camera sua.

[musica in sottofondo]

- Che c'è? - Niente.

- Che ridi? - Niente, una stronzata.

- Dimmela. - È fuori luogo.

Ormai dimmela.

Non c'è più Campo.

[Frankie HI NRG] Mi ricordo tutte le volte che abbiamo suonato insieme.

Te l' ho detto che era una stronzata.

Quanto eri stonato!

Non posso che citare Ol' Dirty Bastard: Shimmy Shimmy Ya.

Shimmy Ye, Shimmy Ye E ho detto tutto.

Ciao, Francesco.

- Ma perché adesso? - Sergio...

- Perché adesso? - È un lutto terribile.

Perché? Perché?

[voce non udibile]

È morto il mio migliore amico.

Con Francesco se ne va una parte di me, forse la più bella.

Vi racconto un piccolo aneddoto.

Qualche giorno fa Francesco è entrato nel mio camerino

e come se avesse uno strano presentimento

mi ha detto: "Stanis, se dovesse succedermi qualcosa

io voglio che sia tu a fare il mio ruolo

perché sei il più grande attore che io abbia mai conosciuto."

Ci penso io, Fra'.

René, siamo nei guai. Mi hanno dato dello sciacallo.

Dicono che nessun attore sostituirebbe un collega morto

il giorno del funerale, ma io non ho i soldi per la sensibilità.

Se ci fermiamo, non ripartiamo più.

- Una cosa terribile. - Terribile.

Era così giovane.

E ora? Scusate, sembra indelicato ma...

Ora come farete?

In che senso "come farete"? Campo era bravissimo

ma non faceva tutto lui, lo sostituiremo.

Non avete pensato alla Warner?

Secondo me è un film che loro distribuirebbero molto volentieri.

- È il tipo di film che fanno loro. - [Carolina] Simona lo adorerebbe.

Come?

- Non capisco. - Non sarebbe scorretto per voi?

Perché?

- Un'altra produzione, la concorrenza... - No, forse c'è un equivoco.

- Non abbiamo nessun impegno. Sbaglio? - No.

Non avete firmato, ma vi siete impegnati.

- Non mi risulta. - Sergio, stai calmo.

- A noi Lopez ha promesso... - Cosa vi ha promesso Lopez?

- Oddio! Oddio! - Sergio, che hai?

Aiuto, un medico!

- [Carolina] Io non ho detto niente. - Un medico!

Vado a chiamare un medico.

[René] Lopez!

Lopez!

[sirena dell'ambulanza]

[defibrillatore]

[musica in sottofondo]

Lopez, vieni qui!

Mi fai male!

- [Lopez piange] - Ma guardati!

[Lopez] Non aver paura, di' l'idea che hai detto a me.

[René] Io pensavo che La casta si potrebbe colorare di commedia.

Farne un film meno cupo, popolare.

Di' quella parola che hai usato con me.

- Dai su, dillo! - Sei sicuro?

René vorrebbe fare un cinepanettone.

Lo abbiamo detto!

Vorrebbe fare Natale con la casta.

Genio! Genio modesto!

Mi piace.

[Carolina] Mi piace molto.

- Intendi una commedia rabelaisiana? - Ma sì, è un'idea strepitosa.

Mi piace moltissimo.

Anche a noi un bel cinepanettone!

Basta con questi film seri, moralistici. Una bella commedia divertente,

goliardica! Non hai parlato con la Warner, vero?

- Eh? - Sei sempre con noi?

Certo.

A questo proposito, René mi diceva che avrebbe bisogno di fondi

- possibilmente prima di subito. - Ma sì, ci penso io.

Datemi un paio di giorni per il contratto.

Walter, abbiamo un cinepanettone.

La struttura del film è già quella di un cinepanettone.

Sì, però lì c'è tutta una scienza.

Sembra una cazzata

ma non è facile da scrivere e noi dovremmo documentarci.

Abbiamo bisogno di un consulente, di qualcuno che abbia esperienza.

Qual è la prima cosa per fare un cinepanettone?

Rispondi tu.

- Cercare una meta esotica. - Un caffè.

Ah, un caffè!

Rapidi. Babbo Natale passa una volta sola!

Jesus, un cafè por favor.

Tutti i personaggi che prima vedevamo con un occhio critico,

diventano positivi.

Ladri, tangentisti, corrotti sono positivi.

René voleva fare un film che scandalizzasse, indignasse.

I protagonisti saranno simpaticissimi bastardi italiani

abbronzati e corrotti a cui piace mettere le mani sulle tette.

- Popi popi! - Popi popi.

Però noi dobbiamo pensare alle tette come all'utopia di Galeano.

Cosa diceva il grande Galeano?

Diceva che l'utopia è come l'orizzonte.

Tu fai due passi avanti, quello si allontana di due passi.

Tu fai tre passi e quello si allontana di tre passi.

A cosa serve l'utopia? Serve a camminare.

Allora a cosa servono le tette nel nostro film?

A incassare, a fare i soldi.

Tutte le cose che ha girato René, per carità con amore,

piani sequenza, battute colte... Vaffanculo tutto, via via!

Invece bisogna partire con un incipit tipo questo. Scrivi!

- Sì. - [Glauco] Potrebbe essere:

"L'Italia è il Paese che amo."

Ammazza Glauco, sei veramente completo!

Aspetta che poi mi perdo.

"L'Italia è il Paese che amo, qui ho le mie radici

le mie speranze,

i miei orizzonti."

È una proposta, poi fate voi.

Brutto bastardo, riformista e puttaniere!

Ora vado dal primo che passa e... me lo trombo!

Così imparerai a tradirmi.

Franco, vedo che hai un bellissimo attrezzo!

[peto]

Arturo, sono papà. Mamma c'è?

No? Va bene, dille così.

Dille che stiamo girando una scena dove c'è uno che scureggia

e mi è venuta in mente lei.

Dille anche che se l'avessimo visto insieme, avremmo riso.

Capito?

Ciao, Arturo. Forza Roma!

[musica in sottofondo]

- Qual è la cosa che ti piacerebbe fare di più adesso?

[René] Stop! Buona!

- C'è un problema. - Che è successo?

È arrivata la diffida per l'utilizzo del titolo La casta

e abbiamo già prevenduto il film con questo titolo.

Natale con Laetitia Casta...

- Ma quando viene, Alfredo? - Dai retta a uno scemo.

Letizia!

- Piacere. - Letizia Casta. Mostri i documenti.

- Mi fido. - Si chiama Letizia, non Laetitia.

- Io mi stavo per addormentare. - Va bene.

Signori, c'è Karin.

Benvenuta.

Allora René, come lo vedi questo Pubblico Ministero?

Karin, che devo dirti? Tu sei come l'utopia.

- [musica commerciale in sottofondo] - Il giudice!

Nascondevi i soldi per quello lì, eh?

La ragazza è casta, è pura: Natale con la casta.

Un po' triste però... casta!

Ehi!

Scusa se ti do solo un'ora ma ho lo spettacolo a Ginevra.

Stasera tra l'altro ho aggiunto una roba sui diritti dell'uomo.

- Fortissima! - E sticazzi!

Tu mettiti lì e di' alcuni "e sticazzi" in diverse direzioni.

- Dove mi metto? Qua va bene? - [René] Sì, là va bene.

- Azione! - [Martellone] E sticazzi! E sticazzi!

Natale con la casta.

I bramini, l'India, la vera casta.

René!

Magari con un po' di musica.

La casta.

[musica in stile indiano in sottofondo]

Signora, mi sento a disagio.

- E sticazzi! - [risate]

[peto]

Questo è quello che meritate voi della casta.

Ma quale casta?

Mai e poi mai svilire il ruolo del Parlamanto.

Ogni cittadino ha dei diritti ma anche dei doveri.

E sticazzi!

[voci non udibili]

[musica in sottofondo]

- Ottima! - Sei sicuro del rallenty?

Vuoi girarne una a velocità normale così poi decidi al montaggio?

No.

Passiamo alla prossima!

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