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Original subtitles

Attento,

credo ci stia osservando.

Ti prego di non sorridere.

Non sorrido. È un ghigno di stanchezza.

Poi, a questa distanza…

Questi montanari vedono una mosca da km.

Niente espressioni strane e lascia parlare me.

Procede bene.

Salve.

Venite a provare il mio latte.

Con questo caldo…

- Vive qui da solo? - Per ora.

Una volta finita la casa nuova, mi sposerò.

- Uno come me ha bisogno di una moglie! - Eh, sì!

Ma a una donna che vivesse qui con lei

potrebbero mancare distrazioni, no?

- Che cosa volete da me? - Vogliamo comprare quel castello.

Il castello? Ve l'ho detto, è in rovina.

Vogliamo il castello e il terreno fino al Lago Blu.

E vorremmo che lei…

Sono un medico specializzato in nervi e polmoni.

Io ed Elmer vorremmo creare una struttura dove gli ospiti respirino aria buona…

C'è la guerra, sa?

Quindici giorni per far sparire problemi respiratori e neurologici…

Sa che la guerra crea diversi problemi ai nervi, al cervello. Persino alla vista.

Santo cielo! Non può tenere l'aria, l'acqua e il cielo tutti per sé!

In guerra, è da egoisti!

Guardi.

Qui ci sono i soldi.

Guardi!

Parte dei soldi…

e l'accordo.

Vada, firmi. È una situazione vantaggiosa.

E compirà una buona azione.

- Scusi. - Benvenuti al Palazzo della Salute!

Milady, ha fatto un buon viaggio?

Orribile! Sono esausta. Viaggio orribile, su un treno diabolico.

Si riposerà in questo ambiente magnifico.

Signorina Sophie, la stanza quattro. La nostra stanza migliore.

La prego, parli francese. Salvi le mie orecchie.

La ringrazio! Starà benissimo. La nostra clientela è selezionata…

Non voglio avvicinarmici neanche.

Si limiti a dire alla sig.ra Ruben del mio arrivo e di venire da me.

- Sig. Elmer! - Subito, sig.na.

- Sig. Elmer! - Questo è Simon Bedezki, il pianista.

- Detesto i pianisti. - Ah, ecco.

- Una cliente così e lei la fa arrabbiare. - Non è vero, signore, non è vero.

- Non posso. - Sig. Elmer! Le devo parlare.

La situazione è cambiata!

- Sophie! - Signore.

- Il giornale, la posta. - Ha riconosciuto il mio talento.

- Non mi ascolta. - Siamo in ritardo.

Dobbiamo essere perfetti.

Scusi, ma non si paga un novellino quanto un vero artista.

Perfetti!

E poi non capisco perché devo suonare per dei malati a cui non interessa.

Mio caro Simon,

il vero artista di cui parli può finire al fronte, come tutti i suoi pari.

- Sig. Elmer! - Sig. Elmer!

Quindi…

a lei la scelta, amico mio: sedere al pianoforte o in trincea.

La vita non ha prezzo, Simon.

Ci rifletta.

Sig. Elmer…

I miei omaggi, signora. Ha passato una buona notte?

Terribile come al solito,

con quelle cameriere che si divertono nell'attico di sopra!

- Ma non dormono qui, sig.ra Ruben! - Non ci crede? Sono come gatte in calore!

- Non si dorme! - Buongiorno, sig.na.

- Facciamo una passeggiata stamattina? - Sì, volentieri.

Scusi, non posso. Ho dormito male.

Quelle cameriere si divertono la notte. È inaccettabile, sono esausta!

Signora Ruben.

La servitù dorme qui accanto. Non c'è nessuno sopra la sua stanza!

La nostra struttura è perfetta!

- Infatti, la sfido… - Tutta la notte!

- Ha capito? - No, signora.

Tutta la notte da quelle puttane!

Come hanno fatto a disturbarla se hanno cambiato stanza ieri?

Sig. Magnus, la prego…

Vada a strafogarsi nella sua stanza,

e ci risparmi questo teatrino ogni mattina.

Questa proprio! È una cosa intollerabile!

Il sig. Magnus non sa cosa dice. È un po' speciale.

- No, è imbecille! - Sì, lo sappiamo.

Quasi dimenticavo. È arrivata Milady. Avrebbe piacere di vederla.

- Finalmente, qualcuno di civilizzato! - Sig. Magnus.

Le prego di controllare il linguaggio. Può far sorridere, ma questa volta…

Due giorni fa, 600 morti, più quelli di cui non parlano.

Che orrore!

- Questa guerra è orribile! - No, lei! Così presto la mattina!

Come lei! Non aveva detto che l'avrebbe fatta finita?

Anche ieri. "Questa volta ho deciso. Addio mondo!"

Eppure la troviamo a bere il caffè tutte le mattine.

Non tocchi il mio burro.

Lo so, non è facile impiccarsi.

Prima deve trovare un chiodo e una cravatta che regga.

- Pensi alle sue ferite. Mi lasci in pace. - Le mie sono superficiali, le sue no.

- Io sto benissimo. - Ah, sì?

Allora che cosa ci fa qui? Per me, ha qualcosa che non va in testa.

Continua a non leggere le lettere?

No! Non tocchi quella lettera.

Mi chiedo solo chi le scriva tutti i giorni.

Salve, Sua Signoria.

Mi scusi, ma le devo dire che, dalle 22:00,

un paziente con la tubercolosi dovrebbe stare a letto, non fuori.

Mi godo il tempo che mi rimane.

Il tempo che le resta? Smetta di parlare così. Lei…

Su, dottore. Sa bene cosa mi succede. Guardi le mie unghie! Sono blu.

Unghie blu? E che cosa c'entra?

Dovrebbe andare a pescare al lago, lassù!

Ieri ho controllato il petto. Il lato sinistro è ancora più basso.

Ma nessuno ha due lati simmetrici!

Tossisco di continuo.

- Ieri sera, non riuscivo a smettere. - Basta passeggiate serali.

Di giorno, vada pure, ma la notte no.

Lo spieghi alla sig.na d'Espard, altrimenti lo farò io.

No. Sono io che insisto nel cercare la sua compagnia.

Lei è così felice, così…

coraggiosa…

Ascolti, vada a dormire alle 22:00 e guarisca.

Una volta per tutte.

Gladys! Gladys, ci sei?

Gladys!

Sono due giorni che ti aspetto. Cosa è successo?

Questa volta, è valsa la pena aspettare.

Buongiorno. L'altra volta non lo avevo visto. È cattivo?

- È un toro. - Una bella creatura.

Sono esausto.

Buongiorno, Daniel.

- Ho due ciotole di latte fermentato. Là. - No, grazie. Oggi per me no.

Può avere la mia.

Se ne vedono sempre di più.

- Quell'uomo sembra più stanco oggi. - Ha un problema ai polmoni.

Beh, solo a quello sinistro. E un problema di nervi.

Ma è un vero nobile, sa? È un conte. In Europa tutti conoscono la sua famiglia.

Sa parlare inglese, tedesco e forse persino il russo.

Ha visto l'anello che porta al dito?

Con un anello del genere, non dovrebbe più lavorare.

E cosa farei?

Sarebbe una vita diversa.

Sa…

tutto questo terreno è mio, per chilometri,

ma questo non mi ferma dal nutrire gli animali.

Tutto questo? È suo?

Allora lei è ricco.

E ho i polmoni al posto giusto.

È il suo fidanzato?

No! Ci siamo incontrati all'albergo e siamo diventati amici, tutto qua.

Gli piace passeggiare con me, ma non…

Forse questo porterà a qualcosa prima o poi.

Vive qui da solo?

Avevo una fidanzata,

ma ha sposato un altro.

All'epoca, mi ha fatto male, sì…

Capisco.

Non dovremmo competere a chi è più forte con la vita.

Vede,

ho costruito una nuova casa,

con una bella camera.

Uno come me ha bisogno di una moglie.

Grazie per la crema, Daniel.

È davvero deliziosa.

Troverà dei soldi sul tavolo.

Sa, signore, non avrò mai bisogno di soldi per offrirle del latte.

In tal caso, posso chiederle se posso tornare domani?

Quando vuole.

Mi sento meglio, signorina. Me lo sento.

Lei mi fa stare bene.

È l'aria di montagna, non io.

Devo guarire.

- E lo farò, grazie a lei. - Starà bene anche senza di me.

Non rimarrò molto a lungo.

- Tra due giorni torno a casa. - No, rimanga ancora.

La aspetta qualcuno?

No.

Nessuno.

- Ho finito i soldi per pagare l'albergo. - I soldi?

Non si preoccupi.

Ci penserò io.

La prego, non parli di nuovo di andarsene.

Ho bisogno di lei.

Anch'io sto bene con lei.

Lei è gentile.

Non ci credo. Un quinto figlio?

Lady Fanny Octavia, nata Spencer-Churchill, moglie di Marjoribanks!

Avevo due vuoti nei Marlboroughs. Adesso uno!

Dottore, dovremmo smettere con le supposte per il bastardello.

Cambiamo le lenzuola ogni giorno.

Non dimenticare che alla sua età eri come lui, poverino.

Con cosa devo sostituirle?

Leduroy? Una si interessava di stregoneria nel sedicesimo secolo.

Beh, cosa gli devo dare?

Porta rispetto, Mathilde! La genealogia è una scienza come la medicina.

È fondamentale! Ci insegna molto sulla natura umana.

Ad esempio, sapevi che Luigi XVI non capiva il popolo francese

perché solo otto dei 64 bis-bis-bisnonni erano francesi,

34 erano germanici, e…

16 erano polacchi.

15 gocce rosa prima di dormire.

Dottore! Ho trovato l'orecchino della sig.na Sophie!

- Un orecchino? Dove? - Sul suo letto, là!

- Sul mio letto? Impossibile. - Invece è possibile. Proprio là!

Mio Dio, aspetti…

Tieni, Mathilde.

Le dica che lo ha trovato lei.

Lei è sempre molto occupato, ma è umano, come tutti gli altri!

Che errore stupido, mio Dio. Che stupido.

Scusi, si è abbassata la luce, vero?

No.

Perché?

La ringrazio, buonanotte.

Grazie, signorina. Lei è molto gentile.

E anche molto bella.

Le auguro tanta felicità.

Buonanotte, signora.

La ringrazio per l'augurio.

Buonasera, signore.

Provo a inebriarmi con l'inchiostro come gli altri si inebriano con l'alcol.

Un uomo che vede da entrambi gli occhi può vivere come un cieco?

Non so se sei mai andato a dormire come me stanotte

con una strana voglia di piangere

perché sei lontano da una persona amata.

Avrò la forza di vivere da solo, in solitudine?

Ho chiesto al medico di mandare i convogli di feriti di notte.

Molto meglio.

Di giorno sarebbe catastrofico per il morale dei nostri pazienti.

L'ho invitato a cena domani.

- Verrai con me. - Sì.

Con tanti feriti, arriveranno a ogni ora del giorno e della notte.

Non pensiamoci. Come li curiamo in queste condizioni?

Gustave, non trovi che la sig.na Sophie lavori un po' troppo al momento?

- Troppo? - Non possiamo darle dei giorni liberi?

Quelli che lavorano troppo siamo noi.

Era solo la mia opinione di medico…

Mi chiedo piuttosto dove andrebbe. Non ha nessuno.

Lasciamo stare.

Mi chiedo spesso se non siamo impazziti a circondarci di nevrotici eccentrici.

Avremmo diritto di decidere la morte degli ospiti.

Non esiste morte più naturale di un infarto.

- Non era malato? - No, commissario.

Teniamo d'occhio i malati e li curiamo. La buona salute trae in inganno.

Torni presto, sig.ra Ruben. È sempre la benvenuta qui.

La ringrazio.

Tornerò qui per perdere peso.

- Non so quando. - Mi scusi, sig.ra Ruben.

Un'altra cosa: ha visto Milady questa sera?

Cosa? Milady?

Il primo morto al Palazzo della Salute.

Sophie, sono nel mio ufficio con il commissario.

Chi sarà il prossimo?

È morto qualcuno stanotte? In albergo?

Non deve preoccuparsi.

È ironico pensare a quanto il console volesse disperatamente andarsene da qui

e a come se ne vada in una bara.

- Robert, il registro. - Sì.

Mi chiedo che tipo di vedova sarà la sig.ra Ruben.

Perché dice così?

È tremendo morire così all'improvviso.

Cosa intende con "il tipo di vedova"?

Beh, o il lutto la porterà a diventare estremamente magra,

o, al contrario, per esprimere il suo dolore,

finirà per raddoppiare la sua taglia.

Lei pensa davvero queste cose orrende?

Non ha rispetto di niente, sig. Magnus?

La vita non è priva di umorismo.

Lei è sposato?

E improvvisamente la domanda sul matrimonio.

No, non lo sono.

Ma lo è stato, vero?

Ha perso sua moglie, sig. Magnus?

Tante sciocchezze in poco tempo. Perché sarebbero affari suoi?

Scusi, non volevo ferirla.

È per via di una donna che vuole suicidarsi?

Adesso origlia alla porta?

Le cameriere le riferiscono cosa dico mentre dormo?

Avrebbe senso suicidarsi per vendicarsi di una donna?

Me lo dica.

Potrebbe avere qualche effetto su di lei sul momento. Forse.

Poi continuerà a mangiare, a bere, a pettinarsi

e alla fine proverà un certo orgoglio nel sapersi degna di un colpo di pistola.

Con tutte le lettere che riceve ogni giorno.

- Non mi dica… - Brutto imbecille.

- Lei non capisce i misteri della vita. - Lei sbraita.

Sbraita, ma tiene tanto alla vita che nient'altro conta.

Non la farà mai finita.

Smettetela. Smettetela, vi prego.

È lui che mi cerca di continuo,

a tentoni, come ogni cieco che si rispetti.

Non sono cieco.

Lo sarà. Guardi. Non riesce più a farsi la barba con quelle schifose ferite.

È vero, non riesco. La pelle si rovina e si infetta.

Mi faccio la barba con forbici da cucito. Che cos'altro posso fare?

Dio mio.

Lo capirebbe chiunque.

Siete matti, tutti e due.

Vi fate del male.

Non soffrite già?

Perché siamo così miserabili?

Salve.

Lo leggerà mentre beviamo qualcosa.

Ma potrei essere una pessima lettrice, sa.

- Non vedo l'ora. - Ho paura.

Sono solo di passaggio. Buona giornata.

Non ho mai letto ad alta voce una mia opera. È il mio giardino segreto.

- Un giardino segreto. - Se è brutto non crederà in me.

Sono certo del suo talento. Sa che credo in lei.

- Su, legga. - Grazie.

- Servono 100 franchi per il primo volume… - È così bella. La amo dal primo giorno.

Lei e il suo giardino segreto.

Posso entrare? Come si sente?

Tossisco ancora molto.

Le ho preso della crema dal fattore.

Quando la vedo,

sento la malattia regredire.

C'è molta confusione nell'atrio oggi.

- La morte del povero console… - Non c'entra. È Milady.

- Così improvvisa. - Se l'è filata.

Senza pagare.

Non era una principessa.

- Era un'attrice o una ballerina. - E quindi?

Avrà avuto le sue ragioni.

Forse non può più ballare, o non ha soldi. Giudichiamo troppo in fretta.

Non si agiti.

Un commissario interrogherà gli ospiti.

Un commissario?

Qui?

E perché?

Si sente bene?

Se soltanto sapesse…

quanto io desideri vivere.

Sarebbe meglio chiamare il dottore.

Diventerei schiavo o assassino per continuare a vivere,

ma se mi mettessero in carcere, morirei.

- Crede che sia matto ma è la verità. - Perché in carcere? È folle…

Non sono innocente. Lo rifarei se dovessi.

Che cosa dice? Lei è stanco.

Un giorno ho iniziato a tossire e tossire,

a sputare sangue, stancandomi al minimo sforzo…

È stato così inaspettato e doloroso. È allora che ho capito…

che potevo morire.

Non sono un nobile. Ho inventato il conte Florent.

È impossibile.

- Sono un patetico impiegato di banca. - Il dottor Boyer ha elencato i suoi avi.

Florent Borel.

Un patetico stipendio e un patetico futuro. È la verità.

Delira. Chiamo qualcuno.

Non sono mai stato a Parigi o a Londra o in un albergo elegante come lei crede.

Ho provato a fare un tentativo. Li ho derubati.

Quelli della banca. E non di una piccola somma.

Guardi nell'armadio.

A sinistra, sotto le camice, c'è una busta.

La apra.

È incredibile.

Quanti crede siano?

Quanti sono?

Quanti crede che siano?

Lei sa quanti sono?

Io la amo!

- La amo dal primo giorno. - Anch'io.

- Non si vergogna di me? - La amo.

- Se mi interroga… - Se non trova i soldi, non può toccarla.

- Forse dovrei bruciarli. - Non dirà sul serio.

Può tenerli?

Per me.

- No! Tutti ci hanno visto insieme. - Troverò dove nasconderli.

- Spero non sia tedesco. - No, è svizzero.

Si esibisce in tutto il mondo.

Sì, ma sentire del tedesco mentre siamo in guerra è strano.

- È musica. Sa, il tedesco, l'italiano… - Finirà presto, vero?

No, ha quasi finito.

Indossa l'abito da cerimonia a cena ora?

O oggi è un'occasione speciale?

Che ci creda o no, mi sento meglio vestito così.

Non ha paura di essere più brutto?

Come dessert, vi canterò Donizetti o Verdi!

Verdi! In italiano?

- È una canzone tedesca? - Una canzone?

- Non proprio. - È stato magnifico.

- Quindi le è piaciuta? - Sì.

- Carina. - Orecchiabile.

"Orecchiabile"?

- "Orecchiabile", sul serio? - No, resti seduto.

Sig.na Julie, il conte ci raggiungerà?

No, non credo. Sta riposando in camera.

Che peccato.

Cerca di mandarci al cimitero?

Sono un artista, un musicista. Suono ciò che voglio.

Sig. Bedezki, controlli il suo tono.

Se non vuole che il colonnello sappia della sua idoneità al servizio militare.

Gliel'ho già detto: vogliamo qualcosa di allegro, per Dio!

Buona serata. Buon appetito.

Divertitevi.

Venga!

Sono così felice di ballare con lei.

Si rilassi!

Che bell'atmosfera!

È strano che la gente non balli tanto.

Non balla perché non ha una partner o…

La sorprenderò, ma l'unica volta che ho ballato era la comunione.

Con mia madre.

Da allora, resto a guardare gli altri.

Come lei.

Le è mai capitato in treno, ad esempio, di avere tanta voglia di dormire,

di chiudere gli occhi per cinque minuti,

e, riaperti, di notare che quei minuti le erano bastati

per non avere più voglia di dormire?

Capisce?

No, non ho capito.

Vedere questi imbecilli strusciarsi gli uni agli altri durante il walzer,

stretti come se stessero affogando, ha su di me lo stesso effetto.

Il desiderio li inonda.

I matrimoni si rovinano.

Così come le illusioni.

È penoso. Pietoso, davvero.

- Affogano nell'ipocrisia! - Continui a suonare.

No, non può smettere.

Sig.na Julie, mi farebbe molto piacere ballare con lei.

Perché no?

Sembra stare meglio. Stare qui le fa bene.

Da qualche giorno mi sento meglio. Mi godo l'aria pulita.

Tranquilla. Più veloce, più veloce!

No, così è troppo!

Così non si può! È ridicolo!

Lunedì e martedì: manzo sotto sale e piselli in scatola.

Mercoledì: manzo in gelatina. Stesso sapore ma pezzi più grandi.

Possiamo sperare che il giovedì…

I nostri soldati al fronte, sig. Magnus, cosa crede che mangino?

Scimmie, dottore, ma non chiediamo loro di pagare

tre franchi al giorno più tasse per il soggiorno.

A proposito, abbiamo speso molto per installare una cella frigorifera.

E poi, oggi ho negoziato l'acquisto e l'abbattimento di un giovane toro.

Avrà carne rossa, sig. Magnus.

Carne rossa implica globuli rossi che significano salute.

Sarebbe stato più semplice ucciderlo lontano da qui.

Tranquillo, so come fare.

Non è la prima volta per me.

È ancora giovane, andrà benissimo.

Comunque stia attento.

Dovrebbe dire a quella donna di non stringersi le dita.

- È insopportabile. - Perché non lo fa lei?

Perché se lei arrossisce non si nota, io…

Lei non smette mai di essere polemico.

Si sbaglia. Faccio delle pause anch'io, come tutti.

Si dice che il marito di quella donna sia morto in circostanze misteriose.

O morto ammazzato o suicida.

Da allora, la poverina ha quel tic nervoso alle mani.

Anche Lady Macbeth giocherellava con le mani!

Lo colpisca sul culo.

Su, più forte.

Guardate, quel toro sta dando spettacolo!

Resti dov'è! Il toro è impazzito!

Georges, vieni a vedere! C'è un toro! Scatta una foto!

Qualcuno risolva la situazione, santo cielo.

- Quello è Daniel! - Daniel!

La smetta subito con questa corrida. La prego.

- Chiamiamo Daniel. - Sono qui!

- Daniel! - Sì, è un toro.

Cosa faranno a quell'animale?

C'è una donna laggiù!

Una donna! C'è una donna!

La donna!

- Torni nella foresta! - Si nasconda tra gli alberi!

Gustave! Gustave! Gustave, ora arrivano in pieno giorno!

Fa qualcosa! È una tragedia!

- Sì, lo so. Li vedo! - Non guardarli! Rientriamo.

Che cosa diavolo succede?

- Arriva l'esercito! - Si abbassi, signora!

Mi serve una mano!

- Se ne vada! - Resti dov'è!

Se resta ferma, la scambierà per un albero!

La smetti di dire scemenze?

Basta, adesso basta! Robert, portami un'arma!

Non stia ferma lì! Si abbassi!

Non spari! Ci penso io!

Lei è matto!

Branco di idioti, è stata impalata! Ora è morta del tutto.

- Non sta succedendo davvero! È ferita! - Muori, bestiaccia!

Tranquillo, non si preoccupi.

- Va tutto bene, tranquilli. - Dottore.

Si muova! Veloce!

Poteva lasciarla in camera sua.

Scherza? Sono passati tre giorni.

È la persona giusta?

- Sì, certo. - Bene, meglio così.

Nessuno della sua famiglia si è fatto avanti?

A parte il figlio malato, non aveva nessuno.

Anzi, ne sono sicuro.

Con tutti i soldi che aveva, sarebbero arrivati come mosche sul miele.

Dottore!

Dottore!

È il secondo.

Bis repetita!

Due morti nel paradiso dei nervi e dei polmoni fragili.

- Sig. Magnus! - Chi sarà il prossimo?

La scongiuro.

Abbia la decenza di non scherzare per una volta.

Ma non sto scherzando.

Non sto scherzando, dottore.

Ce ne saranno altri, vedrà.

Un terzo, un quarto…

Forse cinque morti, o magari tutti.

Lei che numero sarà?

Sta facendo dell'umorismo? Questa è nuova.

Mi dica il mio numero, ho fretta.

Potrebbe essere il caso

di dare dei soldi al figlio di quella donna.

- Potrebbe farlo? - Sì, se vuole. Mi dica quanti.

Che tragedia!

Non tema. Se mi arrestano e condannano, negherò la nostra relazione.

Non succederà. Ora non rischia.

Sì. Il commissario non sarebbe tornato per un incidente.

Sta indagando sugli ospiti e mi scopriranno. È ovvio.

Devo andarmene, subito.

Le scriverò

con uno pseudonimo.

Potrebbe raggiungermi da qualche parte.

Magari.

Guardi quella capanna là.

Venga.

Dove ha nascosto i soldi?

Su di me.

Chi li troverebbe qui?

Me ne andrò.

Ho deciso.

Avrò bisogno di un po' di soldi.

Ovviamente.

Me ne vado subito.

- Non passerò in albergo. - Le sue cose? Non può andare…

Può fare in modo…

che non si noti la mia assenza per qualche giorno.

È davvero convinto?

Sì.

Se potesse aspettarmi…

Questi dovrebbero bastare per qualche settimana, no?

- Ho tanta voglia di vivere. - E vivrà.

La raggiungerò quando sarà al sicuro.

Stasera prenderò il treno.

Mi serviranno dei soldi.

Non molti.

Mi aspetterà?

Signorina Julie!

È passata alla fattoria?

Ero a fare legna.

È così bello qui, mi sono fermata un po' sul prato.

Desidera del latte per il conte?

Come sta? Ancora malato?

No, sta meglio. Molto meglio.

È sceso al villaggio per affari, Non vi siete visti?

No, non l'ho visto.

Stavo tagliando della legna.

Ho un po' freddo.

Non se ne vada.

Aspetti un attimo.

Ha dei rametti…

Cosa vuole da me?

Non voglio farle del male.

Mi scusi.

Volevo mettere la legna nella capanna, ma c'era lei con il conte.

Ci ha visto?

Ho aspettato e…

Mi scusi.

Lei era lì?

Sì, beh…

adesso siete fidanzati?

Le darò dei soldi e in cambio…

Non voglio soldi.

Prima, quando se n'è andato, non avevo capito.

Ho sentito un'emozione dentro di me. Volevo parlarle e starle vicino.

È più forte di me.

Sempre più forte.

Ah, signorina, dovrei tirarle un po' le orecchie.

- Sono tre giorni che non prende le gocce. - Mi sento così bene. Dormo benissimo.

E…

- Come procede il suo romanzo? - Faccio progressi.

Il sig. Berthold lo ha letto e ne è entusiasta.

È meraviglioso. Affascinante e meraviglioso.

- Benissimo. - Scusatemi.

Pensavo di smettere di fare la telegrafista.

- Non sono un servo. - Se il libro verrà pubblicato…

Non sono un servo. Sono un artista! Un artista!

Sono un artista! Non un servo, ma un artista!

- No! Non un servo! - Sig. Bedezki!

- Sono un artista! - Tranquilli, ci penso io.

- Un artista! - Ci penso io una volta per tutte.

- Un artista! - Pensi al suo pubblico.

Voglio del porto in camera tra 15 minuti.

Rosso o bianco?

Quello che preferisci.

- No, no, no! - Mi dia retta!

Un dottore.

Tranquillo, me ne occupo subito.

La prego, due pasti in camera del conte.

Sì, signorina.

Ah, quindi preferisce il bianco?

- Lo provi. - C'è solo un bicchiere.

Ma dai, non essere così formale con me.

- Da quanto sei qui? - Dal primo giorno.

Pagata una miseria, sicuramente.

Se sarai gentile…

La gentilezza costa. Una banconota.

Una banconota? Quanta audacia!

Almeno sai cosa vuoi!

- So cosa vuole lei. - Una banconota, ok.

Ma per Dio, voglio che ne valga la pena, sgualdrina!

Simon!

Ehi, Simon, c'è qualcosa che non va?

Arrivederci, Simon.

Che cosa succede? Qual è il problema?

È tremendo!

- Via, si calmi. - Davvero orribile! Non ci posso credere!

Mio Dio, non potevo immaginare una cosa simile!

- Si calmi. - Mi aveva detto di amarmi!

Volevo sposarlo e lasciare il lavoro.

- È un brutto momento, passerà. Mi creda. - Che orrore!

- Con una cameriera. - Sì.

- Una cameriera! Che orrore! - Sì.

- Che orrore! - Si sieda, andrà tutto bene.

- Sarà solo un fraintendimento. - No!

Gli uomini irruenti sono strani, sa. Sono sorprendenti.

Prenda questo…

È turbato da ciò che è successo.

- Il toro, quella donna… - Aveva detto di amarmi!

- Me lo avevo detto. - E la morte del console…

Si calmi, su.

Si dia una sistemata ai capelli.

Arrivo!

Sss! Il conte sta dormendo. Lo prendo io.

- Ci penso io. - Me lo dia!

Ci penso io!

- Buonanotte, sig. conte. - Grazie. Buonanotte.

Su, apra!

Apra! Così potrò spiegarle la situazione!

- Senta, mi lasci parlare! - Vada via! Come ha potuto?

Apra la porta!

Dopo tutte le sue promesse, non può avermi dimenticata così!

Ho quasi finito.

Ecco fatto.

- Buonanotte, signore. - Buonanotte, cara.

Ci ho pensato. Dimenticherò tutto, ma dovrai sposarmi.

Ascoltami, Georges. Mi dovrai sposare subito.

Come osa!

Lo ha fatto secco!

- Lei è matta. - Io, matta? Io?

Questo cos'è allora? È il conte? Eh?

Racconterò tutto! Lo dirò a tutti!

- Ne voglio la metà. - Non sono miei.

Beh, sono miei adesso! Miei!

Che giornata!

È Natale!

Grazie, Signore!

È Natale! Che grande giornata!

Georges?

Georges?

Georges, dove sei?

Georges?

Sono solo sei feriti.

Basterà una camera.

Ma ce ne serviranno altre tre.

Sì. Veloci, portateli dentro prima che gli ospiti si sveglino.

Fate meno rumore possibile.

Venga, vi faccio strada.

Siamo impazziti. Siamo davvero due matti.

Pensa se qualcuno ci scoprisse.

Allora sposami.

- Non dovremmo nasconderci. - No, non ricominciare.

Su, forza! Fai veloce, ti prego.

Ti vergogni di me?

Come puoi dire una cosa simile?

Marcellin, ho rinunciato a due matrimoni per te.

Smetti di lamentarti.

Vivo nell'ombra da 17 anni!

Sempre a mentire, a nasconderci…

A fare finta…

Continui a lamentarti delle stesse cose. E di mattina presto.

Te l'ho detto, devi toglierti questa brutta abitudine.

Dovremmo morire il primo giorno.

Vado a camminare.

A presto.

Oh, mio Dio!

Oh, Dio!

Probabilmente ha bevuto troppo

e ha sbattuto la nuca.

Tutto qui.

Non so che cos'altro dire.

Ha sbattuto la nuca…

È ovvio.

Dimmi qualcosa, maledizione! È snervante!

Sì, sì. La signorina Surville l'ha beccata nella stanza di Berthold.

Forse ha bevuto un po' troppo…

Che tragedia.

Il sig. Berthold se n'è andato ieri sera, all'improvviso. È una strana coincidenza.

Le proibisco di trarre certe conclusioni, che esulano dalle sue competenze!

Non è per questo che la pago, non lo dimentichi!

Questa cosa inizia davvero a stufarmi!

Calmati, car- Cioè, Sophie! Non so più che cosa dico.

Questo incidente è una tragedia, ma è un incidente.

Con lei, sono tre morti in una settimana. Ora non possiamo più permetterci un…

Non possiamo più permetterci niente.

Non credi che la polizia indagherà e interrogherà gli ospiti?

Mathilde ha portato due pasti in camera del conte, poi nessuno l'ha più vista.

Dobbiamo assolutamente lasciarne fuori il conte Florent.

Devo ammettere che la sua salute è… Forse dovremmo mandarlo lassù.

All'ospedale militare.

Se anch'io stessi per morire…

Signor conte?

Signor conte?

Salve, dottore.

Non sembra stia molto bene stamattina.

La prego, non cominci. Soprattutto stamattina.

- Stanotte è morta Mathilde. - È la terza al Palazzo della Salute.

- E la prossima è già scritta. - Sig. Magnus!

La vita è solo un'inutile mercanzia, dottore.

Inutile.

Adesso siamo dei sopravvissuti.

Niente più.

Ha visto il sig. Berthold stamattina?

Stamattina non vedo molto bene.

Ho paura.

- Questo posto mi mette paura. - Facciamo una passeggiata insieme?

Vedo che i nuovi ospiti si alzano presto.

Sono felice di sentirla. Stamattina sono un po' triste.

Stamattina? Nel suo stato, dovrebbe esserlo continuamente.

Allora? Sa della morte di Mathilde?

Ieri notte.

- È la terza. - Un altro incidente.

- Quella poveretta. - Un incidente?

Lei che cosa ne sa?

Questo posto è maledetto.

Chi sarà il prossimo?

- Forse lei, se io… - Vedo che ancora non si è ancora ucciso.

Vado a camminare. Non voglio ascoltare certe sciocchezze.

Attento ai mobili! È talmente cieco che non vede il tavolo!

Scusi.

- Impossibile. Mi avrebbe avvisata. - Ora basta, signorina! Si calmi!

Probabilmente tornerà nel fine settimana.

- Sig. Magnus, la sua lettera. - No, non ora. La prenderò dopo.

Mi scusi. Mi dispiace disturbarla, ma sa dove posso trovare il conte?

Beh, qui non c'è. Può controllare.

Non mi fraintenda, ma stanotte è successa una cosa molto grave.

Potremmo parlare in privato?

Buongiorno, Daniel.

Non è facile arrivare qui.

Sono felice di rivederla, signorina.

- Come sta? - Non molto bene stamattina.

Sa che c'è stato un altro incidente?

- Ieri notte è morta una cameriera. - È morta…

Ultimamente non è l'unica.

Mi dispiace per ieri.

Sa, il conte è un uomo malato, spesso depresso.

Lo aiuto come posso.

La vita non è facile.

Quindi ora resterà in albergo ad aspettare il ritorno del conte?

- Quando dovrebbe tornare? - Tra tre o quattro giorni.

Forse tra una settimana.

A proposito…

volevo chiederle se…

Beh, non è facile da chiedere.

Se qualcuno le chiedesse del conte,

potrebbe non dire niente su…

Non si preoccupi.

Se mi chiede di non dire niente,

lo farò.

- Per lei. - È molto gentile, Daniel.

Ma vorrei darle anche un po' di soldi.

È normale, tutto ha un prezzo.

Venga,

le mostro una cosa.

Il conte mi ha chiesto di tenerli finché non torna.

In cambio, me ne darà un po' quando se ne andrà.

Quindi non parliamo più di soldi, signorina Julie,

perché non sono i soldi che voglio.

Ma…

quando glieli ha dati?

Non me lo chieda.

Non ha più importanza.

Non capisco perché continuo a fare passeggiate.

Immagino per la mia stessa ragione: per rimanere in salute.

Non vedo più molto bene.

Non scherzo! Mi dia una mano!

Non mi piace doverla toccare! Dovrebbe capirlo!

- Ecco. Va meglio? - Sì.

Molto meglio. È strano…

non riuscivo a vedere più niente.

Ah, sono felice di incontrarvi!

Vedo che vi godete quest'aria!

- Sta davvero molto meglio. Bene. - Lei dice?

Faccio una piccola pausa. Vado al lago con il mio Gotha.

Studio gli Orsini. Settimana prossima verrà il principe Orsini.

- Ha la sifilide. - Il principe? Affascinante.

Sembra un melodramma.

Beh, allora, io vado. Buona giornata! Divertitevi!

Non vi stancate troppo!

Cretino.

Dovremmo ucciderlo prima di andare.

- Venga, forza. La aiuto a tornare. - No.

Preferisco aspettare qui

e riposarmi un po'.

Deve essere bellissima…

tutta quella neve.

Oh, è meravigliosa.

Un sudario.

Non mi compatisca, Magnus,

ma a lei posso ammettere

di non vedere più niente.

- Intorno a me, è tutto sfuocato. - "È tutto sfuocato"?

In questo caso, lei è cieco.

- È questo che dico: gli renda giustizia. - Perché si lamenta?

Così si risparmia i moncherini dei soldati e la donna coi guanti che prende il sole.

- O gli omicidi. - Stia zitto.

Zitto. Lei deve stare in un manicomio.

Lei è uno squilibrato.

- Un matto. - Non sono matto.

Non lo sono. Soffro di depressione. È un lutto morale.

Lo ripeta. Come se ci fosse un lutto fisico!

Si vuole impiccare?

- Deve essere internato! - Sono stufo di trascinarla. Andiamocene.

Ha detto e ripetuto a chiunque di non saper vivere,

però blatera, dal suo piedistallo, fingendo di fare riflessioni sulla vita,

facendo smorfie, commenti e risatine.

Lei non fa niente di utile, per Dio.

Non una parola o un gesto di conforto. Non so…

Cose come nutrire un uccello o raccontare una storia.

Ecco cosa mancava: un tocco sentimentale.

Almeno guardi com'è bello il mondo, lei che può.

Ci sono molti modi per rendere la vita sopportabile.

Basta con queste stupidaggini. Lei è solo un mediocre, un meschino.

Non capisce la vita.

La crudeltà della vita.

Che cos'è la vita?

L'estrazione di un dente?

Un uomo che rompe i ranghi?

Un passero che cade a terra?

La vita non è facile, eh?

Eppure non l'ho mai amata tanto quanto oggi.

Orsini, Philippe.

Figlio di Orsini, Dominique,

sposato con Julie de Hoyos-Sprinzenstein…

Sprinzenstein.

Padre di Maria-Dominique. No! Padre di…

Marie-Isabelle! Marie-Isabelle.

E di Dominique-Napoleon e…

di Clarisse-Marie! Sì, ce l'ho fatta!

Oh, no!

Oh, no!

I miei vestiti. Mio Dio, che disgrazia.

Come sono stato stupido, mio Dio.

Torna, Georges. Torna presto.

Torna, ti prego.

Ti prego Dio, fa che mi ami ancora.

Ti supplico.

Ehi, ascoltami.

Quella porta. Quella lì.

È chiusa.

Vai ad aprirmela dall'interno senza dirlo a nessuno, ok?

Senza dirlo a nessuno. Hai capito?

Senza dirlo a nessuno.

Corri ad aprirla.

Non posso farmi vedere in questo stato.

Aiutami, ti prego.

Vai ad aprire la porta, ti prego.

Aiutami.

Mi capisci?

Ti prego.

No, non farlo.

No, non farlo. Smetti.

Non farlo.

Smettila! Basta!

Smetti!

Smetti.

Smetti.

Smetti.

- È un incidente. - Scherza?

Un incidente. Tragico, certo, ma un incidente.

- Non capisco cosa sia successo. - È morto di freddo.

Di freddo? A cinque metri dall'albergo? Non ha visto gambe e braccia?

Mi ascolti. Al quinto morto, chiudo la struttura.

Mi rovinerà! C'è un suicida che potrebbe suicidarsi da un momento all'altro.

Basta scherzare. Voglio le informazioni di tutti gli ospiti dell'albergo.

- Il sig. Elmer ci ha promesso che oggi… - Ora è impegnato.

- Chiedilo al dottore. Non c'è motivo… - Il dottore!

- Non tornerà più. - Mi scusi, signorina Sophie?

Mi prepari il conto, per favore. Partirò nel pomeriggio.

- Posso sedermi con voi? - Certo, sig.na Julie. Prego.

Sa che stanotte è morto il dottore?

- Incredibile. Cos'è successo? - Forse ha lottato con un animale.

Sembra che i suoi abiti fossero lacerati. Che brutta fine per un uomo del genere.

Questo posto è inquietante. Parto nel pomeriggio.

Non se ne vada, signorina.

"Oh, Morte…

vecchio capitano…

è tempo!

Su l'ancora!

Ci tedia questa terra.

O Morte! Verso l'alto, a piene vele!

Se nero come inchiostro è il mare e il cielo

sono colmi di raggi i nostri cuori, e tu lo sai!"

Sempre una botta di allegria, sig. Magnus.

Comunque è molto gentile da parte sua annunciarci la sua morte.

Smettetela di bisticciare, voi due. Andiamo a camminare.

È molto gentile, ma sono troppo stanco.

Non è stanco, è cieco.

Purtroppo la longevità dei ciechi eccede molto quella degli stanchi.

Venga, signor Moss.

Scusi, ma non va più di camminare.

Faccia uno sforzo. Potremmo fare lo slittino, è più facile.

Venga, le farà bene! Questo posto è lugubre.

Lo slittino?

Perché no?

Grazie, signorina.

- Lei viene con noi? - No.

La sua lettera, sig. Magnus.

Andiamo, sig. Moss.

Che schifo.

Lo slittino in inverno e l'hula-hoop in estate.

Forza, rifacciamolo.

- È così divertente. - Peccato che se ne vada.

- Mi mancherà. - Venga.

- Mi aspetti, sig.na Julie. - Su, venga.

La neve mi fa male agli occhi, ma passerà.

Era da tanto, sa… Era tanto tempo…

- Mi gira un po' la testa. - Si regga.

Al diavolo i problemi!

Al diavolo i problemi!

Signorina?

Signorina!

Non ci vedo!

Signorina, dov'è finita?

Signorina!

Mi risponda!

Non ci vedo più niente!

Aiuto!

Aiuto.

Signorina! Mi risponda!

Signorina, nessuna notizia?

No, gliel'ho detto. Deve lasciare la struttura.

- Tutte le camere sono state requisite. - Lei non ha visto il sig. Berthold?

Sono rovinato.

È una bella giornata. Andiamo a fare una passeggiata.

Grazie. La ringrazio.

Vuole bere qualcosa? Ma sì.

Adoro ballare. Vuole ballare?

Perché no, eh? Adoro ballare.

Adoro ballare.

Deve liberare la stanza oggi. L'albergo è stato requisito dall'esercito.

Tenga.

È da parte di Daniel, il fattore di giù.

Ha anche detto che se vuole fare una passeggiata,

lui sarà tutto il giorno a pescare al lago.

Anche da cieco, riesce sempre a trovarmi.

È qui?

Dov'è?

Di qua, da questa parte. Stia dritto, la gente la osserva.

La cosa la sorprenderà, sig. Magnus, ma nella totale oscurità in cui mi trovo,

il suo sarcasmo mi scalda il cuore.

La prego, continui a parlare.

Sig. Moss, è tutto pronto.

Un'ambulanza la porterà in ospedale.

- Sig. Magnus, la sua lettera. - La ringrazio.

La troverà grottesco, ma le lettere d'amore mi commuovono,

anche se non sono per me.

Chi le scriverebbe mai, con quella faccia?

Per di più tutta graffiata.

Ha ragione. Non ne ho mai ricevute.

Forse da mia madre,

molto tempo fa.

Adesso mi può dire la verità.

È sua moglie che le scrive quotidianamente, non è vero?

La cosa perché la riguarda?

Non c'è niente di strano, no?

- È una lettera di sua moglie, vero? - Mi lasci leggere in pace.

Ho sempre saputo che aveva una famiglia, sig. Magnus.

Mi sono spesso chiesto cosa ci facesse qui.

Lei non è malato.

Gode di buona salute, non le manca niente…

A volte sembra davvero infelice.

Almeno sono buone notizie?

Non ho finito di leggere.

Sarebbe piaciuto ricevere anche a me un piccolo segno da là fuori.

Un piccolo segno di vita.

Potrebbe leggermela, sig. Magnus? Per favore.

Solo un breve passaggio, come se fosse destinata a me.

È ancora lì?

È ancora lì?

È ancora lì. mi risponda.

Ne rimarrebbe deluso.

Non c'è alcuna parola d'amore in questa lettera.

"Non c'è alcuna parola d'amore…"

Sa, signor Magnus,

a volte provo talmente tanto dolore che…

Ma non ne ho il coraggio.

Non ne ho il coraggio.

Neanche io.

Non ci sono mai riuscito.

Sono persino più meschino di quanto creda.

Tutte queste lettere che ricevo ogni mattina

e che lei mi invidia tanto, sono io a scriverle.

Ogni giorno mi scrivo una finta lettera perché nessuno potrà più farlo.

Se solo potessi…

Se solo potessi perdere la memoria come lei ha perso la vista…

e andarmene da qualche parte…

a morire in un angolo del mondo…

Signorina Julie, è venuta. Sono felice di vederla.

Grazie per il cappello, Daniel.

Le deve essere costato una fortuna. Non doveva.

È così bello qui.

Si sente meglio?

Che spavento.

Ha rischiato di spaccarsi la testa o di morire su quello slittino.

Sarebbe stato meglio morire.

Ha visto la mia faccia?

Non è niente. Non perda le speranze.

Sono sicuro che il conte la troverà bellissima.

È tornato?

Mi aspetta a casa sua?

No.

Non ancora.

Ma tornerà, sono sicuro.

Con tutti i soldi che ha lasciato…

Ho sempre sognato di sposare un uomo ricco,

raffinato…

di una grande famiglia…

e che parlasse molte lingue.

Sognavo di indossare bellissimi abiti…

di essere ammirata…

e desiderata…

Ma è solo un sogno.

Non smetto di sognare!

Sognare tanto mi sta uccidendo!

Signorina, ora che l'albergo chiuderà, se vuole…

può venire a vivere…

nella casa alla fattoria, mentre aspetta il conte.

Tornerà.

Sicuramente.

Tra qualche giorno o tra qualche settimana,

tornerà.

Non le mancherà niente.

Sottotitoli: Arianna Martini

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