All language subtitles for La Mina (Giuseppe Bennati_ 1958).ITA

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Original subtitles

- Ragazzi, c'è una barca in avaria ! - Andiamo ! - Accosta !

- Venite ! - Accosta ! - Piano !

Venite ! Accosta ! Butta la cima !

Tira !

Forza !

- Forza ! - Oh-oh ! Oh-oh !

- Che vi è successo ? - Siamo andati a finire sugli scogli.

- Le nostre barche sono rientrate tutte. - Menomale.

Guarda quelli. Li ha presi la mareggiata, se la sono cavata per miracolo.

- Li conosci ? - Mai visti. Non è gente del paese.

Basta, va bene così !

- Ehi ! Voi, laggiù, serve niente ? - Sì, una barca nuova.

Forza ragazzi, al riparo !

- Era il sindaco quello ? - No, il capo flottiglia della Ionia.

Quello sì che ha delle belle barche.

Noi andavamo bene anche con la nostra. Se non era per quel maledetto scoglio...

- Lo so. - Noi andiamo a letto. - Grazie tante, ragazzi.

- Buonanotte. - Buonanotte. - Buonanotte.

- Addio barca. - Eh, già.

Be', aveva 30 anni. Era più vecchia di me.

Ti consoli presto. Quattro mesi di lavoro sfumato e a più di 100 miglia da casa.

- Allora ci vuoi piangere sopra ? Ormai... - Abbiamo perso tutto. Le reti e le nasse.

Andiamo, ragazzi, troviamoci un posto per dormire. Fa un freddo.

E dire che l'avevamo battezzata Fortuna Madre quella là !

- Andiamo, va'. - Sì, è meglio non pensarci più.

- 125 ? Facciamo almeno 150, no ? - 125.000. Non una lira di più.

La barca non vale niente, più che altro la compro per il motore.

E speriamo che almeno quello vada bene. Se no la fregatura è mia.

- Be', che facciamo ? - Che volete che vi dica ? La barca è di tutti.

- Io non insisto, pensateci. - Ti daremo una risposta, tanto uno di noi rimane.

Ve l'ho detto, 125.000 così com'è. Venite col permesso di demolizione e vi do i soldi.

- Arrivederci. - Arrivederci. - Mah !

- Io gliela darei. - Diamogliela. - Allora siamo d'accordo. Ci pensi tu. Divertiti.

Sì, donne e gazzose. Siccome sono scapolo ve ne andate e mi lasciate negli impicci.

- Se vuoi resto io. - Dai, che un altro imbarco fai ancora in tempo a trovarlo.

Soldi ne hai ? - Mi bastano.

- Andate o restate a terra. - Ciao, Stefano. - Ciao. - Ciao, Stefano.

- Buon viaggio ! Ciao ! - Addio, Stefano ! - Arrivederci ! - Ciao !

Arrivederci, Stefano !

Ciao ! Ciao !

Picchio !

Oh, ma che succede ? Che fai ?

Zitto, eh ? Se no...

- Ma dove è andato ? Picchio ! - Laggiù ! Laggiù !

Ah, sì, eh ?

- Delinquente, vieni qua ! Dammi quella scarpa, sbrigati ! - No !- Dammela !- No !

- Quando suor Anna me le ha date tu non c'eri ! - Te le ha regalate per la Cresima !

- Fosse festa, almeno, oggi ! Ma io lo so che ci fai con le scarpe. Dammela !- No !

E va bene, mettile sotto naftalina per quando mi sposo !

- Eh, sì ! Perché quando sono rotte, chi te le ricompra ? Me lo dici ? - La befana !

- Hai fatto la spia ! - No, ti è andata male. - Questo che vuole ? - Vedere come finiva.

- Si impicci degli affari suoi ! - Sembrava che vi ammazzaste. - E' proibito ? - Per me...

- Stavolta a scuola ti ci mando davvero. - Sì, e poi con Ardito te la vedi tu !

- Anche i ricatti adesso ? Cammina ! Ahi, mascalzone ! A casa ! - Lasciami !

- Buongiorno. - Salve.

- Desidera ? - Un Vermouth. - Quella lì.

- Oh ! - Non ti avevo detto quella. - No, chissà quale ! - Ma va' !

- E uno di questi. - Prenda, prenda pure.

- Caffè, Ardito ? - No.

- Salve. - Salute.

- La mareggiata ti ha messo fame, eh ? - Altroché.

- C'ero anch'io ieri sera a darvi una mano. - Ah, già ! Ora mi ricordo.

- Una mano, ma buona. - Albania. Medaglia d'argento, per questo mi chiamano Ardito.

- Qui, però, si offre da bere, no ? - Mm... Giusto.

Un caffè per la medaglia, e uno di questi per l'aiuto di ieri.

E un altro per dopo.

Ecco il caffè, Ardito.

Mm ! E ci è andata bene. Con il mare che c'era ieri...

- Ho rivisto la barca, è da buttare. - Sì, ma qualche lira ce la facciamo lo stesso.

- Quant'è ? - 180.

- Ecco qua. Buongiorno. - Grazie, buongiorno.

- A proposito, dov'è la finanza ? - Qui ci sono solo i carabinieri. Ti accompagno.

- Se non hai altro da fare. - No.

Albania, eh ? Ci dovevo andare un paio di anni fa, un carico da recuperare.

- Affondato ? - Sì, una ventina di metri, poco più. - Cos'eri, palombaro ?

No, ero nei sommozzatori.

- Allora a 20 braccia ci andate bene voi. - Sei matto ? Sono 35 metri abbondanti.

- Ma se uno ha i polmoni ed è allenato... - Ti ci è cascato il portafoglio ? - No...

- Fumi ? - Purtroppo.

- Accendo io. - Ardito ! Vieni qua. Vieni qua.

Sta con te ?

I carabinieri stanno lassù, in piazzetta. Vacci da solo, io ora non posso.

- Che vuoi ? - Sbrigati, è tardi. - Lo so, lo so.

Fai un mandato di comparizione e copia fino a qui.

Dunque tu saresti quello della barca.

Sì, e potrei venderla come relitto, però forse bisogna fare qualcosa, no ?

Come "qualcosa" ? Bisogna svolgere la pratica, caro mio.

- Ci vuole l'autorizzazione del Registro Marittimo... Fermati un momento. - Sì.

..che delega la Capitaneria di Porto competente.

- Fai domanda in carta bollata, la porti e io... - Ma io così ci invecchio qui !

- E tu metti la barca in mare e vattene. - Sì, affondo.

Allora lasciala lì e inizia la pratica.

- Intanto che faccio ? - Te ne vai e quando è il momento ritorni.

- Così ci rimetto anche i soldi del viaggio. - Insomma, che vorresti da me ?

- Maresciallo, non si potrebbe...? - No, non si può fare niente.

- Accidenti alla carta bollata e al resto ! - Il resto te lo do io se alzi la voce !

Va bene, vado a comprare la carta bollata.

Ma guarda un po'. Viene a sbattere qui e fa anche il prepotente !

- Ah, sei tornato. - Che ti hanno detto ? - Che devo fare la pratica. - Non lo sapevi ?

- Tanto in una settimana te la cavi. - E che sto a fare qui, a buttare i soldi ?

Capirai, ne ho tanti !

- Chi era quella ragazza ? - "Fa colpo", eh ? Niente da fare. - Come si chiama ?

- Lucia. Vive col fratello, i genitori sono morti in un bombardamento. - E come vive ?

Si arrangia. Ha una casa, ha un aiuto dalle monache e poi accomoda le reti della Ionia.

- Per caso prima ti ha domandato di me ? - Di te ? Perché doveva domandarmi di te ?

Perché, non potrei "fare colpo" anch'io ?

- Senti, ma tu che vuoi da me ? - Ho visto che sei forestiero e allora... - E allora ?

Da qualche parte dovrai dormire. Potresti venire da me, sono solo con mia moglie.

Noi guadagniamo qualcosa, tu risparmi... Ci puoi anche mangiare, se vuoi.

Be', visto che da qualcuno dovrò andare... C'è almeno un cinema da queste parti ?

Sicuro, tutte le domeniche. E poi al bar, ogni sera, c'è la televisione.

Ah, hai capito ?

- E' occupato ? - Sì.

- Che fai ? - Posso prendere ? -Sì !

- Lucia, tieni. - Dove vai ? - Io qui mi annoio, fuori c'è un amico che mi aspetta.

- Va bene, ma torna a prendermi. - Come no ?

Oh, e le scarpe ?

Signore e signori, buonasera.

Iniziamo il programma con "Balletto”, un documentario di danza classica,...

..nell'interpretazione del corpo di ballo del Teatro dell'Opera di Vienna.

- E' libera, vero ? - Ma come sarebbe ?! - No, la porto io.

Scusi, eh ? Permesso. Permesso, signora.

Scusi tanto.

- Rosso. - Raffaele, giochi o guardi la televisione ? - Gioco.

Buonasera. Noi già ci conosciamo, eh ?

Non vada a raccontarlo in giro, ma sa che ho fatto domanda per "Lascia o raddoppia ?".

Indovini in che materia mi presento ? In amore. So tutto.

- Scusi, per favore ! - Eh ? Sì, sì.

- Hai bisogno di niente, Lucia ? - No, grazie, faccio da me.

Tonio, continua tu.

Divertente, eh ? E poi dicono male della televisione.

'Sera. Io ho finito. Andiamo, dobbiamo passare a prendere la tua roba nella barca.

- Me ne vado ! - Va bene.

Senti, Lucia che c'entra con quel tipo ?

Piace a tutti, perché non dovrebbe piacere anche a lui ? E poi, l'aiuta.

L'aiuta ? E lei, che fa tanto la scorbutica, ci sta ?

Lucia è una ragazza onesta ! Gli ripara le reti e guadagna qualcosa. Cos'hai capito ?

- No, credevo... - Andiamo, andiamo, siamo arrivati.

Mia moglie c'è ma è come se non ci fosse.

Ecco.

- Tu puoi dormire qua, io mi arrangio là dentro. Vieni. - Grazie. - Posa il sacco.

Siediti.

- Lo vedi come mi tratta ? Non c'è da "scialare". - Be', non fa niente.

Da oggi ho un amico a casa ! Metti un piatto in più. A pranzo e a cena.

- Ma ti sente ? - Eh!

- Tu quanto puoi dare ? - Dillo tu.

- 700, va bene ? - 500, ho pochi soldi.

Facciamo 600 ?

- Va bene, 600. - 400 lire al giorno !

Per forza, mi conta il centesimo.

- Ma vi parlate sempre così ? - No, qualche volta si litiga pure.

- Aspetta, ti faccio vedere una cosa. - Vediamo.

- Cos'è ? - La medaglia.

Bravo. Bella.

Io ho perso un braccio, ma se non era per me il colonnello ci lasciava la pelle.

- Su, mangia. Ho un sonno ! Un po' di vino ? - Sì.

- Ma che succede, si può sapere ? - Niente ! Niente !

Ehi, tu ! Ma che fai lì ? Che hai buttato ?

- Cosa c'era dentro ? - Affari miei ! - Lo sa tua sorella che sei fuori a quest'ora ?

- Di cosa ti impicci ? - Lo sa o no ? - Affari miei !

- Ah, sì ? Allora glielo andiamo a domandare. Vieni, muoviti ! - Lasciami !

- Svelto ! - Che vuoi ?

- Ahi, mi fai male ! Perché tiri ? - Avanti, svelto ! Cammina !

Adesso sentiamo che ne pensa tua sorella. Su, entra.

- Lucia ! - Cosa gridi ? - Lucia, vedi questo ? - Cosa succede ?

Buonasera. Scusi, l'ora non sarà quella giusta, ma sa dove l'ho trovato ?

- Dall'altra parte del paese, sulla scogliera. Ce l'ha mandato lei ? - No. - Come no ?

- Io gliel'ho riportato a casa, perché se succedeva qualcosa... - Grazie. Buonanotte.

Dicevo, appunto, che a quest'ora... Gli domandi cos'ha gettato in mare !

- Che c'era in quel fagotto ? - Affari miei. - Si risponde così ? - Metti giù le mani !

- Di che si impiccia ? Mio fratello lo educo io ! - Scusi ! Credevo di farle un piacere.

Vuol dire che mi sono sbagliato ! Anzi, lo riporto dove l'ho trovato.

- La smetta ! - Vattene, spione ! - Le ho detto "grazie", mi pare che basti !

Sì, sì, però "ci vedo poco chiaro".

- Non che sia una cattiva vista... - Se ne vada.

- Pensi che le donne mi cercano apposta per raccontarmi i segreti. - Se ne vada !

- Se cambiasse parere... - Fuori !

Va be'...

'Sera !

Un momento, scusi.

- Se le do fastidio me lo dica, me ne vado subito. - Per me rappresenta un guadagno.

- I fastidi un giorno o l'altro, se non sta attento, può averli lei. - Che fastidi ?

- Resterà qui ancora molto ? - E che ne so ? Tre o quattro giorni.

- Che voleva ? - Ah, si parlava.

- Sai, Stefano, mi dispiace. - Di che ? - Si andava anche d'accordo ma...

- Be' ? - Ma io non so come fare, l'ho saputo proprio adesso.

- Cosa ? - Mi arriva un parente.

- Ah, sì ? - Sì.

Allora, naturalmente, lo devi portare a casa tua.

Eh, me ne dovrò andare.

Be', lo vedi come siamo combinati, no ?

- Una "scocciatura", sapessi... - Eh, già.

- Oh, senza contare che ci rimetto. - Chi ha inventato questa storia, tu o Lucia ?

- Lucia ? Lucia non c'entra. - Allora te lo dico io.

Il tuo amico rimane qui. Finché paga rimane qui.

Va bene, resta.

Però, senti, tu oggi sei qua e domani chissà dove sei.

- Che ti interessa di quello che facciamo noi ? - Se non eri tu che mi svegliavi...

E va bene, ma non spaventarmi così quel ragazzo.

Quello come se niente fosse, prende e butta !

Senti, levami una curiosità, ma che c'era in quel fagotto ?

Sigarette. Sigarette americane.

Cosa volevi che ci fosse ?

Ho un piccolo commercio, ma io sono tenuto d'occhio...

..Picchio invece è un ragazzino.

Va bene, come non detto. Ciao, io vado.

Ciao.

- Buongiorno, maresciallo. - Buongiorno. - Maresciallo, la pratica ?

- Ah, è avviata, aspettiamo che "ingrani". - Ma "ingrana" presto ?

E che ne so ? "Ingranerà".

Complimenti. Che bel monopolio.

- Mi dà un pacchetto di sigarette ? - Come le vuole ? - Lei come le preferisce ?

- Io ? - Eh ! - Non lo so. Ancora non fumo. - E che aspetta ?

- Magari quando mi sarò sposata. - Ah, sicché se lei non si sposa, niente.

Fa male. Io piuttosto che sposarmi mi faccio tagliare la testa. Eppure... fumo.

Fa bene. Lo dicono tutti: "Divertiti prima, perché quando sei sposato..."

Giusto. E allora, visto che sono qui, se posso essere utile...

- Tre di questi. - Ciao. Ma non li hai presi ieri ?

- L'altro-ieri. - Però, ne hai sempre tanto di lavoro.

Sembra che le reti della Ionia durino poco.

- Che fa Luigi ? E' vero che quando torna vi sposate ? - Non vedo l'ora.

E tu ? Ti sei decisa con Nicola ? E' un bel pezzo che fai il tira e molla.

Io non faccio il tira e molla con nessuno ! Ciao.

- Arrivederci. - "Si è svegliata male" stamattina.

- Che sigarette mi ha detto ? - Ah, Nazionali. Me ne bastano dieci.

- Così durano meno e torno prima. - Quando vuole, ma alle 19:00 si chiude.

- Grazie. - Buongiorno. Le sigarette ! - Ah, grazie !

- Senta ! Si è dimenticata il resto. - Uh!

Ma che bisogna farle per vederla sorridere ? Il solletico ?

- Vede questo ? - Giovane trovato con la testa rotta, trattasi di Stefano Rasetti.

Bravo giovane, sa ?

Scusi, perché non ci prova a sorridere ? Sarebbe cento volte meglio.

- Mi lasci passare. - Prima deve sorridere. - Mm ! - Un po' acido, ma è già qualcosa.

- Ha fretta ? - Sì. - Non le farebbe due chiacchiere con questo povero giovane ?

- Ha finito ? - No. Sa com'è, in mare c'è poco da stare allegri.

Mia sorella ha 5 bambini e non ha tempo di parlare, e quando posso, mi sfogo.

- Allora ? - Devo andare dalle monache. - Che aspettino, hanno il dovere di essere pazienti.

- Ah, ma a lei la risposta non manca mai. - Mai. Dono di natura.

- Con le donne basta trovare il tono giusto. - L'ho visto con Noemi.

Ah, la tabaccaia ! Sì, ma quella non conta.

- E' con lei che non riesco a "ingranare". - Meglio, così non perde tempo.

E chi perde tempo ? Se sto con lei è tutto tempo guadagnato.

Vede, lei è proprio il tipo di ragazza che piacerebbe a mia sorella.

Che magari è sua moglie e i cinque figli sono suoi.

Non che non sia in grado di averli, ma "facciamo le corna".

- Ci diamo del tu ? - No, guardi. Invece ci siamo il buongiorno. - Ma...

- Mi lascia passare ? - E se ti abbracciassi ? - E ci provi !

Mica per il sasso, ma perché è ancora presto. Sapessi quanto mi piaci...

Pazza ! Pazza, e chi ti toccava ?

Ignorante !

- Quanto ci mette tua sorella ? - E che ne so io ?

Eccola !

Svelta, che è tardi ! Corri !

Tu, vieni qua.

Porta via.

- I conti vanno, ma se i numeri li scrivessi meglio... - Non sarei qui, sarei in banca.

- Dille che venga in ufficio. - Va bene.

- Ferma. Ferma ! - Buongiorno, Lucia. - Buongiorno.

- Io devo andare sul molo. - Ma non mi aiuti a portarle dentro ? - Adesso no !

Vai, vai, ci penso io.

- Mio cugino ti vuole vedere. - Dov'è ? - In ufficio. - Ah !

Dai, Picchio, sbrigati !

- Hai portato tutto ? - Sì, sì, come no.

- Ma è poca. - Così ne facciamo di più. - Sentirai che "musica" !

- Oh, e le scarpe ? - Non ci pensare tu.

- E le pietre ? - Che pietre ? - Come "che pietre" ?

- Non bastano le scarpe ? - Ah, ma allora non avete capito niente.

- Come sarebbe ? - Come "come sarebbe ?" Con i tacchi ci fate poco.

Se ci mettete una pietra liscia, non ne sbagliate una.

- Però ci voglio sempre le scarpe. - Hai sentito ? Dice che non se ne sbaglia una.

Be', trovatene dieci.

- Oh, che siano belle asciutte, eh ! - Va bene !

Fumi ?

Fuma, fuma.

Te l'accendo.

- Ma come, già fumi ? - Le cicche, ma non le respiro !

Senti, io l'altra sera non volevo fare la spia...

...è che ti ho visto in giro a quell'ora e chissà che cosa credevo, del resto...

Vedi ? Le scarpe.

Brigante, se te le vede tua sorella...

- Io quello che posso fare per te lo faccio. - Lo so, grazie.

- E sai anche perché. Per simpatia. - Grazie anche per la simpatia.

Per simpatia un uomo può intendere tante cose...

«.e alla tua età potresti iniziare a pensare a una sistemazione.

- Con la simpatia ? - E perché no ?

E' da parecchio tempo che ci penso, Lucia.

- Noi ci potremmo anche sposare. - Eh ?

- Ricordati che puoi sempre trovare di peggio. - Mascalzone !

Vai ! Dai, dai, Picchio !

Ecco tua sorella !

- Ti aggiusto io ! - Corriamo ! Corriamo !

Brutto delinquente ! Vieni qua !

Vieni qua ! Ti mando al riformatorio !

Tanto a casa ci devi tornare, sai ?

Vieni qua ! Ti faccio vedere io !

Ma guarda, povere scarpe. E lei ?

- Io ?! Che c'entro io ? - Grande e grosso com'è insegna queste cose ai ragazzini ?

- Mica sono stato io. - Sì ! Si vergogni.

- E che ho fatto ? - Pena !

Eccolo là. Vieni.

- Ah, a proposito, senti... - Dici a me ? - Sì. Capiti proprio giusto.

- Aspettami in cantiere. - Va bene. Ti saluto. - Avrei da farti una proposta.

- Sentiamo. - Quanto tempo rimani ? Oh, non è per impicciarmi degli affari tuoi...

Dipende dal permesso di demolizione della barca.

- Almeno tre o quattro giorni, se va bene. - Speriamo che vada bene, no ?

Volevo dirti che mi si è ammalato un marinaio e ho tre giorni di imbarco.

Se ti fanno comodo, le barche escono stasera.

- Quanto ? - Sulle 2000 lire al giorno, come gli altri.

Tariffa sindacale più annessi e connessi.

- Quanti giorni hai detto ? Tre ? - Sì.

Due per tre uguale a sette. Ci sto.

Voi forestieri avete una strana aritmetica, ma vada pure per sette.

- D'accordo, ci vediamo stasera. - Ci vediamo.

Tira !

Ferma !

Avanti piano.

Tira !

Ehi, tu, come hai detto che ti chiami ?

- Dico a te, giovanotto. - A me ? - Sì.

- Stefano. - Avanti, al fresco.

Giù, in ghiacciaia.

- Se era per questo, il nome potevate fare anche non chiedermelo. - Chiacchiera meno.

Su, passa.

Aspetta.

Dai !

Basta.

Deficiente !

Ehi, tu. Dico a te.

Eh ?

Di "tu" a bordo ce ne sono cinque.

Giù, al fresco, e fai un po' di spazio se ti riesce, che fra poco tiriamo su la rete.

Ammiraglio, ma su questo transatlantico non si fanno i turni ?

A bordo c'è soltanto chi comanda e chi obbedisce. Andiamo, sbrigati.

- Tanto per cambiare, anche oggi zuppa. - E lunga...

Ve ne siete accorti, eh ? Che ho la peste bubbonica addosso.

- Mangia, buffone. - Certo che mangio, alla faccia vostra.

- E' meglio se dici “a tradimento". - Che discorso sarebbe ?

- Dai, "molla". - Prendi confidenza con chi te la dà. - "Aria", raccomandato.

Non posso prendervi a botte tutti insieme, ma se c'è uno che le vuole per tutti...

- Io ! Ma ci metto in conto anche quelle che dovrebbe darti Barbi. - Che succede ?

- Per curiosità, chi è Barbi ? - Non fare il furbo, gli hai fregato anche l'imbarco.

- A me hanno detto che c'era un ammalato. - Macché, quello sta meglio di me e di te.

L'hanno accusato di scarso rendimento e lo hanno sbarcato. Si è lamentato delle paghe.

Nicola mi ha offerto l'imbarco perché c'era un uomo malato. E' stato lui a cercarmi.

- Ne sei sicuro ? - Sì.

Mah, potrebbe anche darsi.

Va' via.

Allora sai che ti dico ? Se sei qui è perché qualcuno ti ha voluto levare di torno.

- Chissà perché, poi. - Sì, però domani siamo a terra.

- Come va la vita, Barbi ? Passeggi ? - Vai a dirlo a mia moglie...

- E' quello là ? - Porta le cassette.

Sì, è lui. Ma lascialo stare.

Allora lo dovrei ringraziare ?

- Lui non c'entra. - Se non c'entra lui allora chi c'entra ?

Senti, ci penso io, ti faccio tornare, ma ora vattene da qui. Va'.

- Oh, stavolta ce lo portano loro in frigorifero. - Era ora, no ?

- Ecco i soldi. - Silvio, dammi il peso, presto.

- E' tutto ? - Sì, tutto. - Mm. Va bene.

- A me oggi tutti da 100, eh ? - Così ti sembrano di più.

Ragazzi, venite qua tutti.

- Ci ha chiamati. Sentiamo cosa vuole. - Che è successo ?

Ascoltate. Barbi è sotto di 4500 lire. Gli si dà una mano, vero ?

- Duecento a testa. - Per me va bene.

- Siamo tutti d'accordo ? - Sì, d'accordo. - Però il capo-pesca 400.

- Magari a rate. - Perché 4500 ? - Perché tre giorni di paga sono 4500.

- Marcello Armani ! - Prontissimo ! - Andiamo. - Sì, andiamo.

- Oh, Picchio ! - Oh, ciao, sei ritornato ? - Sì, ciao.

- Dove l'hai pescato quel polpo ? - No, me l'hanno regalato là. - A casa tutti bene ?

- Tutti chi ? Siamo io e Lucia. - Appunto, Lucia.

- Per il fatto delle scarpe com'è andata poi ? - Si è arrabbiata un po', ma poi...

- Rasetti, tocca a te. - Vengo. - Ciao. - Ciao.

- Stammi bene, eh ? Ciao. - Ciao.

Dai, ti hanno chiamato.

Se mi garantite che con me fate lo stesso, mi do malato per un mese.

- A te li mettiamo per la corona. - Crepa !

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Che c'è ? - C'è che Sante si dev'essere sbagliato.

O ha dato troppo a me o dà poco a loro.

- Troppo a te. - Ah, sì ?

Strano, perché proprio tu mi hai detto che la paga è di 2000 lire al giorno.

"Tariffa sindacale, annessi e connessi."

E non 1500. Ma i sindacati non li avete qui ?

Be', ve lo dico io, la paga giusta è quella che ha dato a me.

A parte le 1000 lire di "buonpeso" perché gli sono tanto simpatico.

Ammiraglio, venite qua.

Facciamo a metà dell'imbarco... e della paga.

Datele a Barbi, e ditegli che non è lui che ha scarso rendimento sulla barca...

..sono io che ne ho troppo qui in paese.

Hai capito ?!

Ehi, senti un po', se ti dicessero che laggiù al largo c'è un tesoro, che faresti ?

- Laggiù dove ? - A un miglio, un miglio e mezzo.

- Non farei niente. Sono acque territoriali e se lo prenderebbe il governo. - Lo so.

Ma se fosse una cosetta da poco, da non dire niente a nessuno ?

- Una cosetta da quanto ? - 300-400.000 lire. Fammi accendere.

- A che profondità ? - Venti braccia.

Be', non farei niente lo stesso. Il rischio è troppo grande per un affare così piccolo.

- Hai fatto o no il sommozzatore ? - Proprio per questo, 20 braccia sono tante.

- C'è sul serio questo tesoro ? - Dicevo per dire. - E allora che te ne frega ? - Niente.

- Ardito ! - Ehi !

- Puoi dare un'occhiata ? Imbarca acqua. - Dai, vieni a terra !

Menomale che ti ho trovato.

E dillo, va', che mi hai visto e hai trovato la scusa della barca.

Guarda, se proprio ci tieni, posso fare un sacrificio.

Se esce testa, mi fidanzo con te, con tutte le regole.

- Croce. Hai visto che peccato ? - Siete tutti così dalle vostre parti ?

- Più o meno. Io, però, sono un tipo esportazione. - Direi fanatico. - Di te.

- Ci vediamo stasera ? - Sì

E' che io al buio sono più romantico, magari mi comprometto davvero.

- Dopo la televisione, va bene ? - Come no ? Non vedevo l'ora che me lo dicesse.

Ci credo. Dove ci vediamo ? Stasera al cantiere, va bene ?

- Per me ci può mettere anche le radici ! - Sai che fiori a primavera ?

- Alle 23:00, eh ? - Ardito, allora ? - Roba da niente, ci penso io.

- Guarda, alle 23:00 spaccate sono là. - Neanche se mi ammazzano.

Va bene, io ti aspetto.

- Vieni, passiamo dal cantiere. - Dal cantiere ?! E perché ? - E' uguale, no ?

- Macché uguale ! La strada è più lunga e ho sonno. - Io no. - Io sì. Ci passi tu !

Voglio vedere se rimani qui solo.

- Buonanotte. - Buonanotte. - Ma guarda...

- Ma perché vuoi passare da lì ? - Mi serve un po' di stoppa dalla barca.

- A quest'ora ? Ma domattina te la porto io, no ? - Mi serve adesso.

- Alla barca non ci pensa Ardito ? - Uffa ! - Guarda che roba... La stoppa ? - Sì.

- Oh, ma tu a mezzanotte diventi scema ? - Sta' zitto ! Cammina. - E ha pure ragione !

Lucia, c'è un morto !

Ma è Stefano !

- E' morto ? - Ma no, è vivo. Corri alla fontana, bagnalo !

Ahi-ahi ! Che botta !

- Lucia. - Ma che è successo ? - E che ne so ? Da queste parti le tavole volano.

- E' stata una disgrazia. - Chiamala disgrazia...

- Come si sente ? - Eh, un po' meglio.

Se mi muovo, però, mi fa male.

- Perché non prova a mettersi in piedi ? - Se mi alzo, vado giù come una pera cotta.

- Senti... - Sento, sento.

No, più vicino, vicino.

Brutti cretini !

Picchio !

- Picchio, vieni qua. - Lasciami stare. - Ma che mi importa a me di quello ?

La stoppa... Te la do io la stoppa. Tu devi guardare soltanto me, hai capito ?

Va bene, hai ragione. Però adesso basta, andiamo a casa.

- Ne vuoi un po' ? - Non mi va.

- Buonasera, maresciallo. - Oh, buonasera. - Vuole bere qualcosa ? - No, grazie.

- Per carità, senza complimenti. - Senza complimenti. Grazie.

- Vuoi ballare, Lucia ? - Sì, certo.

Torno subito, eh ?

- Ciao. - Ciao.

- E' occupata. - Cos'hai stasera ?

Oh, visto che decorazione ? Per fortuna mi ha preso di striscio, se no...

Tienimi d'occhio stasera perché questa qui più tardi la passo a qualcun altro.

- Lo meni ? - L'idea c'è. - Però non sai chi è stato. - Lo so, lo so.

- Pure io. - Ah, sì ? Allora facciamo un patto di amicizia.

Qua la mano.

- Ora, se permetti, ballo con tua sorella. - Va bene, ma dille che hai parlato con me.

Sta' tranquillo.

Oh, e balla come si deve, eh ?

- Vuoi ballare, Lucia ? - Sì, volentieri. - Oh, riecco il tipo Hollywood.

- Ciao, bellezza. Permetti. Come va ? - Bene.

- Sai che mi hai combinato un bel guaio ? - Che guaio ? - Ah, sapessi !

- Non dormo più, non mangio più... - E si rompe pure la testa, eh ? - Per forza.

A furia di pensare a te mi è scoppiata.

- Hai ripensato alla mia proposta ? - Sì e no.

E allora pensaci seriamente, perché uno potrebbe anche cambiare idea.

Guarda, Hollywood, un altro ballo così e poi o mi sposi o ti faccio una piazzata.

- E facciamo conto di essere già sposati. - Accidenti, come corri ! - Eh...

- Dove vai ? - Ehm... Mi scappa !

Comodo, comodo, che tanto qui le tavole non volano.

Volevi qualco...

- Che hai con quella faccia ? - Niente, che ho ? - Su, di' la verità.

- Permetti questo ballo ? - No. - Perché ? - Perché no.

Guarda che se aspetti Nicola è tempo perso, dorme.

- Che ridi ? - Niente ! Non si può ridere ? - Be', continua così e ti do uno schiaffo !

- Lucia, quando ti sei calmata mi chiami, eh ? - Se ti vuoi sfogare, ci sono qua io.

- Balla, Lucia. - Lasciami, mascalzone ! - Non fare scene, ti guardano tutti !

- Bada che io non sono Noemi. - Non temere, me ne sono accorto e mi piaci così.

- Stringimi, Lucia. - Farabutto, questa me la paghi !

Su, andiamo, non ti agitare. Ci guardano, sorridi !

- Vedrai se me la paghi ! - A baci... quanti ne vuoi !

- Perché non te ne vai ? Non ti posso più vedere. - Vado via appena vendo la barca.

Te la brucio la barca ! Vedrai se non te la brucio ! E se mi capiti, ti ammazzo.

Ah, sì ? Un bacio e un colpo di pugnale.

Lucia !

No ! No ! Che hai nel cervello ?

Non bastava spiarmi ? Adesso vai a frugare anche tra la mia roba ?

- Perché non lo sai quante me ne hai fatte passare ? - E allora vattene, no ?

Vattene da casa mia, te l'ho detto cento volte. Che aspetti ?

- Ma che succede ? - Niente. Ho il nemico in casa. Ci gode a rovinarmi.

Io ti voglio rovinare ? Non vedi come sei ridotto ? E ancora non ti basta.

- Vuoi finire in galera, ecco ! - Se fosse per te, ci sarei già in galera.

- Ti sei scordata di quando mi hai mandato i carabinieri a casa ? - Tanto prima o poi...

- Non per impicciarmi dei fatti vostri, ma cosa succede ? - Perché, vuole difenderlo ?

- Quando si mette una cosa in testa, non gliela leva nessuno. - Dillo che sono pazza.

Non bisogna darmi retta, ha capito ? Sono pazza !

Però questo... cos'è questo ? Cos'è ? Guardi.

Hai paura che si sappia, eh ? Non gridi più adesso.

"Ferro: 4 quintali. Rame: 90 chili." Accidenti ! "Due quintali di tritolo" ?!

- Vuoi far saltare il paese ? - Hai sentito ?

"Fulminato di mercurio, detonatori"...

- Ma questo è un arsenale ! Di chi è questa roba ? - E di chi vuole che sia ?

- Dove l'hai presa ? - Dove l'ho presa ?! L'ho vinta alla lotteria !

- Incosciente. - E' meglio che me ne vada, se no vedi come va a finire stasera.

- Mi dispiace per la cena. Non ho niente da darle. - Per una sera è tutta salute.

Aspetti, devo avere qualcosa.

- C'è del tonno. Poco, ma è meglio che solo pane. - Grazie.

Senta, lei forse dirà che sono affari che non mi riguardano...

..ma Raffaele non mi sembra tanto cattivo.

Se un po' di tonno col pane lo trovasse anche per lui qualche volta...

Non voglio che mi giudichi male, Raffaele la sa dare ad intendere, ma sono tutte bugie.

- Come ? - Non è stata la guerra a ridurlo così, come ha raccontato a lei.

Non è vero dell'Albania e nemmeno delle sigarette. Anche la medaglia è falsa.

- Come falsa ? - Se l'è comprata lui coi soldi dei cucchiaini d'argento.

Erano delle nozze.

Quando ci siamo sposati, mi aveva promesso di non andarci più a pesca con le bombe.

Spesse quanti pianti mi sono fatta.

Allora, quando l'ho conosciuto, era sano. E io gli volevo bene. Tanto.

Ma un giorno me lo riportarono coperto di sangue.

Ha visto come è diventato, ma non gli è bastata e ha ricominciato.

Preferirei vederlo in galera piuttosto, almeno sarebbe al sicuro.

Non deve giudicarmi male !

Stefano ! Stefano !

Corri, ti hanno dato fuoco alla barca !

Presto ! Svelto !

Per fortuna siamo arrivati in tempo !

Dammi quel secchio.

- E' petrolio. L'amico non ha aspettato a vendicarsi. - Chi, Nicola ? Sarebbe troppo.

- Ti pare tipo da tenersi le botte ? - Gliele hai date ? - Sì, ma non gli è bastato.

- Tanto, peggio di com'era. - Buonasera. - Buonasera.

- Andiamo, va'. Buonanotte, Lucia. - Buonanotte.

Aspetta un momento.

L'hai detto e l'hai fatto, eh ? La barca. Sì, la barca !

E sei rimasta anche a goderti lo spettacolo. Ti pare uno scherzo da niente ?

- Se hai finito, me ne vado. - Per me prima te ne vai e meglio è.

- Però che bella faccia tosta hai ! - Ah, io ?! - Puoi dire qualcosa su di me ?

- Niente ! - Appunto.

- Non ne vale la pena. - No, di' pure, tanto da te c'è da aspettarsi di tutto.

- Hai finito ? - Forse non sei nemmeno un mascalzone. - Ah, no ? - Ma un incosciente.

Lui arriva, dà fastidio a tutti, fa lo spaccone, prende a pugni la gente...

Eh, proprio ! Perché, lo difendi adesso ?

Ma quando mi è arrivata la tavola in testa e ora che mi ha bruciato la barca ?

Sì, lo so che è stato lui, ma se lo difendi si vede che siete degni l'uno dell'altra.

- Con me si è sempre comportato bene. - Già, perché lui ti rispetta, eh ? - Certo !

- E magari ti sposa pure ! - Sì. Ma chi ti credi di essere tu ?

Perché sono sola e non ho nessuno che mi difende. Se Picchio fosse più grande...

- Ascolta un momento. - Lasciami ! Lo so che sai parlare.

E' meglio non stare a sentirti, perché viene voglia di crederti.

Sono tutte bugie che inventi per fare il comodo tuo.

Lui piglia, bacia... Ma io mi sono pulita la bocca cento volte. Cento volte, hai capito ?

- Io non ho mai fatto schifo a nessuno. - A me si !

E allora vuol dire che ho cercato di divertirmi e non mi è riuscito.

Non ci piango sopra.

Domani prendo il postale e chi s'è visto s'è visto ! Se per un bacio si fa una tragedia...

Sposalo, quel babbeo ! Parto, capisci ? Poi non venire al postale per fermarmi.

- Vengo a dargli una spinta al postale. - Te ne farai di pianti quando partirò...

- Dici che te ne vai e sei sempre qui ! - Ma non eri tu che dovevi andare a casa ?

Oh, che fai ?

# E io ti lascio sola... #

Boh !

- Io parto ! - Buon viaggio.

- Proprio te cercavo. - Me ? - Già. Venivo a chiamarti.

- Ti vuole il maresciallo. - Avrà "ingranato" la pratica.

- Nossignore, la pratica non ha ancora "ingranato". - Be', tanto fra un'ora parto.

- Certo, a meno che non ti metta "dentro". - Cosa ?!

- "Dentro", lo sai cosa vuol dire ? - Sì, ma perché ?

Perché è venuto qualcuno a sporgere una denuncia, dettagliata e circostanziata.

- L'altra sera, uscendo dal bar... - Lucia ! - Ah, allora è vero.

Ah, ti diverti ?

Ma lo sai come si chiama secondo il codice penale quello che hai fatto ?

- Che ne so del codice penale ? - Te lo dico io.

Aggressione sulla pubblica via e tentata violenza.

Maresciallo, non scherziamo, scusi se prima io... A quella ragazza ho dato solo un bacio.

- Ah, e ti pare poco ? - Eh, be'...

Era consenziente la ragazza ? Avanti, sentiamo.

Ehm... un po'.

Un po' ? Ma come "un po'", a me occorrono delle risposte precise.

Se no ti metto "dentro" e la cosa passa all'autorità giudiziaria.

- E adesso ridi. - Ma chi ride, maresciallo ?

E' difficile spiegarlo, ma sono convinto che Lucia anche se mi ha denunciato...

..non lo so, forse mi sbaglierò, ma una certa simpatia per me ce la deve avere.

- E ti denuncia ? - Va bene, ma quella è matta.

In conclusione, è stata o non è stata consenziente ?

No, si è ribellata. Anzi, se lo vuole sapere, si è anche pulita la bocca.

Ma se per un bacio si va a finire in galera, qui finiamo tutti in carcere !

Maresciallo, mi dia un consiglio. Come posso uscire da questa situazione ?

- Maresciallo. - No so, bisognerebbe che la ragazza ritirasse la denuncia.

- Allora la vado a cercare, la prendo e la porto qua. - Magari per i capelli.

No, con le buone, per carità. Mi ci manda ? Eh ?

Va bene, puoi andare. Però ricordati come ti devi comportare.

Per benissimo, maresciallo !

- E dove la trovo ? - E che ne so io ? O a casa o dalle monache.

Fai il bravo.

Sai che a me piacciono i bravi bambini, capito ?

Venga, venga.

- Madre, c'è questo giovanotto che le vuole parlare. - Prendi il bambino. - Sì.

Buongiorno, sorella, scusi il disturbo. Cerco una ragazza che si chiama Lucia.

- Lucia ? - Sì, in paese mi hanno detto che è venuta qui.

Sa, io arrivo da fuori e avrei proprio bisogno di vederla. E' mia cugina.

- Lei intende Lucia Sterzi. - Sì, proprio lei, sorella.

- Non è venuta stamane. - Ah!

Forse verrà domattina, col pesce.

- Ah, perché, mia cugina pesca ? Sa, io vengo da fuori e non lo so. - Sì, pesca.

E bisogna dire che è benedetta dalla Provvidenza perché ha sempre le reti piene.

- Ma se lo merita, mi creda. - Ah, certo, certo.

- E mia cugina ne porta molto di pesce ? - Eh, abbastanza.

Siccome ci è rimasta affezionata, si può dire che l'abbiamo allevata noi...

- Ma lei questo lo saprà. - Ehm... Quando rimase orfana.

- Eh, appunto. - Sì, eccome. - Così ci fa anche un prezzo speciale.

E che lei sappia, mia cugina ci porta anche il fratellino quando va a pescare ?

Certo ! Non lo lascia mai.

- E' così un bravo ragazzo... - Sì, degno della sorella... sorella.

E come sono i pesci che portano i miei cugini, un po' gonfi e con la spina rotta ?

Sì, perché anche io da un po' li pesco quasi tutti così.

Sì, poverini.

Lucia dice che dopo la guerra il mare difetta di calcio...

«.così le ossa diventano fragili.

- Ci pensa, povere creature ? - Poi magari si mangiano lo stesso.

Ma lei, figliolo, è davvero suo cugino ?

Di più, sorella, molto di più. Arrivederla.

- Ardito ! - Oh ! - Vieni fuori.

- Ti credevo già sul postale. - Sai dove ti porto adesso ? - No. - Dai carabinieri.

- Perché ? - Sei un imbroglione ! So della guerra, della medaglia e di tutto il resto.

- Stai zitto, che ti piglia ? - Niente, anche se fai morire tua moglie.

- Adesso, però, mi dici dov'è Lucia o vieni con me dai carabinieri. - Lasciami.

Ti do un minuto di tempo per decidere.

Cosa dovevo fare ? Sono andato anche agli arrivi del postale ma non c'era lavoro.

Senti, Pietro Micca, ma gli altri due cosa c'entrano ?

E' un mestiere da disperati e loro erano più disperati di me: orfani e senza un soldo.

Lei con la responsabilità del fratello e la voglia di restare onesta. Voglie che costano.

Quante sere l'ho trovata che piangeva. Ora ha qualche soldo per comprarsi la barca.

O per pagarsi l'ospedale se succede una disgrazia. Ci sono cento altri mestieri !

Sono cose che si dicono, ma la fame è brutta e allora rischi tutto.

Vedi me ? La gente invecchia un poco alla volta, giorno per giorno.

Io sono invecchiato di colpo dieci anni fa, quando ho perduto questa.

Dai, tira !

Sei, sette, otto...

Sbrigati, ce n'è ancora !

Ci sono, spara !

Uno, due, tre, quattro...

- Bella roba ! - Attento !

- Disgraziata, te le darei io ate ! - Lasciami ! E lasciami !

Scendo da sola. Lasciami !

- No, tu vieni con me. - No ! Dai !

- Dai, ma che spingi ? Mi fai male ! - Non me ne importa niente. Cammina !

Via !

Ardito, ti sei venduto, brutto vigliacco !

Macché venduto, sapeva tutto, mi ci ha portato per forza.

Tu allora ti arrangi a fare la spia da quando hai perso la barca.

Guarda che la spia che mi ha denunciato sei tu ma ora torni dai carabinieri con me.

E la denuncia la ritiri, se no in galera ti ci mando io.

Sta' zitto, tu !

Ehi !

Guarda, che succede su quei pescherecci ?

- Andiamo a vedere ? - Dev'essere capitato qualcosa.

Andiamo a vedere.

- Cos'è successo ? - C'è un mina nella rete. La guerra è finita, ma ogni tanto...

- Dove l'avete incocciata ? - Proprio qui sotto.

Ardito, è la tua ?

Lo sapevo.

- Che avete fatto ? - Abbiamo provato a tirare a tutto motore. - No !

E' pericoloso e non si risolve niente. In questi casi c'è una sola cosa da fare.

- Padrone ! - Che c'è ?

Teri la mina te l'avrei fatta scoppiare, ma oggi ti faccio un piacere se lo paghi bene.

Te la salvo io la rete. Quanto mi dai ?

Avanti, sbruffone, dimmi che faresti e poi vedo se mi conviene.

Certo, a meno di 400.000 lire una rete così non la compri.

Facciamo 100.000 lire per me, senza discutere.

Anzi, 125.000, per la barca bruciata.

Sentiamo, che lavoro sarebbe ? Non voglio rischi.

- Dove si trova la mina ? - Nel sacco della rete, a 100 metri da qui.

- A che profondità ? - 40 metri.

Bisogna andarci sopra e tirarla su, va portata in superficie fino a 15 metri.

Poi io vado sotto e cerco di liberare la rete, se no faccio un taglio.

Se tutto va bene, la mina scende giù e la rete è salva.

Certo, il pericolo c'è, basta una botta al percussore e "buonanotte ai suonatori".

Avanti, provaci. E voialtri, fate quello che vi dice !

Sbrigatevi, andiamo !

Voi, però, Nicola, non ci venite, eh ?

Che sono queste novità ? Qui si obbedisce agli ordini e basta !

- Io pago e voi lavorate ! - Voi ci pagate per pescare, mica per tirare su le mine.

E chi si è attaccato alla mina ? Voi ! Allora sbrogliatela o mi ripagate la rete !

In mare, chi comanda sta dov'è il pericolo ! Capito ? - Ha ragione !

Via !

Oh, non vedi quanto ti accosti ? Vuoi speronarlo ?

Lascialo perdere, con qualcuno si deve sfogare.

- Quello prima "gli soffia la ragazza" e poi i soldi. - E se la prende con me ?

Motorista.

Senti, vai indietro adagio e sta' attento ai miei segnali.

- A poppa ci guardo io. - Va bene.

Ferma tutto ! Ci siamo sopra !

L'avete presa con tutto il carrello.

- Vira forte all'argano ! - Vai !

Ferma !

Datemi un coltello !

Butta !

Allontanatevi voi !

Aspetta un momento.

Ci siamo. Ancora due colpi ed è fuori.

Pronti, al motore. Appena sentite la rete leggera, via a tutta forza !

Ma non si sgancerà dal carrello ?

Non lo so. Tanto prima che vada a sbattere sul fondo avete tempo per andarvene.

E voi che fate ? Andate via, sbrigatevi !

VIA !

- Pronti ? - Pronti.

Lucia ! Lucia !

- Insomma, perché non riparte ? - Ma che aspetti con quel motore ?

- E' inutile, non parte più ! - A me non mi fregano !

Che fate ? Ma dove andate ? Disgraziati !

- E lasciami ! - Fermo, vieni qua ! Vigliacchi !

Lucia, svelta, dai contatto, sbrigati.

Non va !

Si è sganciata ! Lucia, buttati !

- Ah... - Come stai ?

- Allora ti dispiaceva se morivo. - Come se l'avessi fatto per te.

Ora nel premio ci sto anche io.

- Salute. - Salve. - Quando prendo i soldi del premio si beve, eh ! - Va bene.

Ehi, che fate tutti qui senza fare niente ? E' domenica ?

Altro che domenica, è scomparsa la mina.

- Cosa ? - Sparita.

- Hanno proibito l'uscita alle barche. - Ma se l'hanno ancorata davanti a me ?

- Si vede che era ormeggiata male. - C'è stata una mareggiata stanotte ?

- No, guarda, è tutto calmo. - Già, era quello che dicevamo anche noi.

E poi non c'è neanche corrente.

Be', vai a farti dare i soldi, Nicola è arrivato. Poi andiamo tutti al Caffè.

Sì, va bene, va bene, adesso vado.

Andiamo. Arriviamo in cantiere.

Oh, vieni ?

- Caffè ? - No, grazie.

- C'è Ardito ? - No, non si è visto.

- C'è Raffaele ? - No.

Grazie.

Picchio ? Picchio !

- Chi è ? - Sto cercando tuo fratello. - Non c'è.

Aspetta, senti. Sai se è andato con Ardito ?

- Perché, che vuoi da Picchio ? - Ehm... Niente, niente.

Che bestiaccia.

Basta fargli una carezza contropelo e ti saluto.

E noi invece gliela facciamo per il verso e ci prendiamo tutto quello c'è dentro.

E' un anno che la conosco.

Quante volte l'ho vista sul fondo, con l'acqua chiara.

Neanche a una donna ho fatto la corte che ho fatto a lei.

- E quei farabutti me la volevano prendere. - Quella è tutta roba nostra.

Dimmi, cos'è quella piastra che hai iniziato a svitare sulla gobba ?

Quello è il cappellotto.

Per alzarlo ci è rimasto un solo bullone da svitare.

- Con la chiave da 20. - Mm-mm. - E poi ?

E poi si tira su con delicatezza la piastra...

..perché i fili dei percussori sono attaccati sotto e se fanno contatto, addio.

Piano piano si posa il cappellotto di sbieco, sul foro...

..poi uno per uno si staccano i fili, come se fossero "viole del pensiero".

- Fatto, puoi anche dargli una martellata. - E dovevi chiamare un altro per questo ?

Così devi dargli una parte.

E' un amico, ha fatto l'artificiere, vuole poco e sta' zitto.

- Quanto tritolo c'è dentro ? - Due quintali.

Due quintali ? Allora ci basta per dieci anni.

- Ma perché non la scarichi tu ? - Eh, perché ci vogliono due mani.

Ma quando viene questo ? Quanto ci mette ?

Può darsi che non ci trovi.

Va' su a dare un'occhiata. No, aspetta !

Se vede uno che non conosce è capace di tornare indietro. Vado io.

Ardito !

Fa male !

Aiuto ! Per carità, aiutami !

Corri, Ardito !

Padre eterno...

Mi senti ?

Non ce la faccio più !

- Sono qua ! - Corri !

Non fare movimenti, non muoverti

- Vengo ! - Sbrigati, non ce la faccio più !

Fa' presto !

Tieni forte, Picchio, non muoverti !

Sta' attento ai fili ! Se si strappa quello sbagliato siamo fregati tutti e due.

Dammi il cappellotto ! Adesso scappa !

Mettiti al riparo ! Via !

- Ardito, vieni qua ! - Via !

Picchio !

Picchio !

Ma che dici ? Hai sentito il colpo ? Quella era la mina !

- Ma quale mina ? E poi dov'è scoppiata ? - Che vuoi che ne sappia ?

- Se fosse stata la mina, si sarebbe vista la fumata. - Però il botto era forte.

Picchio !

Picchio ! Picchio !

- Hai visto mio fratello ? - No. - Per niente ? - No.

Ehi! Ehi !

- Ma quello chi è ? - E' Stefano. - Dov'è andato ? Perché è uscito in barca ?

Chi lo sa ?

- Ahia... - Sta' buono, sta' buono, non è niente, siamo quasi arrivati.

Ehi !

- Chiamate il dottore, fate presto ! - Picchio !

- Ma che è successo ? Cosa si è fatto ? - E' caduto sugli scogli. Non è grave.

Madonna mia, Picchio, che cosa ti sei fatto ?

- Permesso ? - Avanti.

- Ah, ciao. - Ciao. - Come stai ? - Bene.

Il dottore mi ha detto che fra poco potrai tornare a fare danno.

E' andata dalla moglie di Ardito.

Senti, qui c'è la parte del premio. Quella di tua sorella. Te la metto qui ?

- Ma che hai ? - Niente, niente. Non ho niente.

- Lui adesso non lo vedo più. - Be' ? Picchio...

Mi diceva sempre: "Io ti insegno, ma quando sarò vecchio mi aiuti ?".

Dai, smettila, Ardito non sarebbe contento se ti vedesse così.

Poi magari ti vede veramente.

Tieni.

Dove credi che sia andato ? All'inferno o in paradiso ?

Una via di mezzo. Un piede di qua e uno di là.

- In purgatorio ? - Pressappoco.

Lo vedi cosa succede ? Diglielo a tua sorella.

Diglielo tu.

- Oramai fra mezz'ora parto. - Parti ?

- Ma noi eravamo sicuri che rimanessi. - Noi chi ?

- Io e Lucia. - Ma se "non mi può vedere per quanto sono lungo" ?

Tu non ne capisci proprio niente di donne.

- Ma se mi ha anche denunciato ? - Eh ! Perché ? - Perché ? Dillo, perché ?

Non voleva che ne andassi, no ?

Mah, sarà...

- Io devo andare via lo stesso. - Te la immagini quella ?

Sta a vedere che dovrei rimanere qui, adesso.

Mi parte il postale. Ciao.

- Ciao. - Falle tanti saluti da parte mia.

Guarisci presto.

I soldi li ho lasciati a casa, a Picchio.

- Grazie. - Figurati.

- Erano i patti, no ? - No, dicevo per Picchio, per quello che hai fatto.

E di che ?

Be', io vado.

Allora...

..ciao.

Ciao.

- Eh ? - Come ?

- Che hai detto ? - Tu hai detto qualcosa. - Io ?

- Io no, niente. - Credevo.

Be', allora... ciao.

Ciao.

Lucia.

E dillo che mi vuoi bene.

Dillo prima tu.

Dillo tu.

No, tu.

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