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CAMPANELLO
CAMPANELLO
Fai piano! I bambini dormono!
Le cose non sono mai al loro posto. C'� un disordine in questa casa!
La solita storia! Tutte le mattine bisogna alzarsi alle sei!
- Non serve, resta a dormire. - Non � possibile con il chiasso che fai!
Ma io devo prepararmi!
Non c'� bisogno di gettare tutto in terra per prepararsi.
Credi che mi diverta a partire a quest'ora?
Non � colpa mia, tu hai scelto questo mestiere.
Siamo proprio in una bella situazione!
Un appartamento senza comodit�, il marito che non c'� mai,
e non possiamo pagare neanche una donna di servizio.
- A proposito, lasciami dei soldi. - Ti ho dato 10 mila lire ieri.
E cosa potevo fare con 10 mila lire?
Ho pagato il gas, la luce elettrica e il calzolaio.
- Il calzolaio? - S�. Per i bambini.
- Non sar� costato 10 mila lire! - Ho pagato anche la mia sarta.
Probabilmente tu vorresti che io andassi in giro nuda.
- Nuda? - S�. - No, prenderesti freddo. - Spiritoso!
E poi abbiamo anche mangiato e bisogna pagare i conti.
C'� il macellaio, il salumiere, il fornaio...
Ho capito! Ecco 10.000 lire.
Il resto lo pagherai a fine mese quando incasser� le commissioni.
- Togli questa cravatta, non mi piace. - A me piace.
- Toglila e mettine un'altra. - S�, cara.
- Presto, o perderai il treno. - S�, cara.
Io vado. Dov'� il mio campionario?
- Sar� dove l'hai lasciato. - Sarebbe troppo bello!
Ah, eccolo l�.
- Ne hanno mangiati ancora! - Sono i bambini!
Bambini! Sempre i bambini!
Se mangiano i cioccolatini, io cosa mostro ai clienti?
E se non ho niente da mostrare, non posso vendere niente!
Per loro la cioccolata � la cioccolata!
E per me � il pane della mia famiglia!
Non devo arrabbiarmi, � inutile parlare.
Che bellezza!
- Arrivederci, torner� mercoled�. - Ciao. Buon viaggio.
Grazie.
- Buongiorno, signora. - Buongiorno.
Permesso.
- E' occupato. - Da chi?
< Se fosse occupato, ci sarebbe qualcuno.
< Le ho detto che � occupato. - Federico.
Vede? E' lui.
< Paolo, vieni, ecco il tuo posto.
- Attento! - Quando uno � bardato cos�, prende un treno speciale.
Con cosa dovrei prendere i pesci, con il cappello?
- Allora quel posto � proprio suo? - S�, mi dispiace.
- Va bene. - (FEDERICO) Vieni.
(PAOLO) Grazie.
Da tanto non ti vedo. Ricominci il giro?
- Bisogna farsi ricordare dalla clientela. - Certo.
Puoi metterti di fronte? Mi d� fastidio viaggiare al contrario.
- Questo treno � sempre pieno. - Andiamo a fumare.
Permesso.
- Paolo. - Tutte le mattine cos�! Manderei tutto al diavolo.
- Ne vuoi una? - No, grazie.
Ma guarda che gente! Maleducato!
Appena mettono un piede su un treno, diventano bestie.
Scusate, signori.
C'� ancora qualcuno educato.
Le donne sono peggio! Per avere un posto fanno l'espressione patetica,
o un sorriso pieno di sottintesi.
Poi, quando si sono sedute, non ti guardano pi� in faccia.
Ma non mi ingannano, io conosco bene le donne!
Permesso.
Mi dispiace farla alzare, ma quel posto � occupato.
Scusi, non sapevo. Non era segnato.
Non era segnato? E questo?
- Non l'avevo visto. - Aspetti.
- Tenga. - Grazie.
Abbia pazienza, ma sa...
Per favore, mi fa passare?
- Signore, vedo che legge "II Provenzale". - S�.
> Ci deve essere la soluzione delle parole crociate di ieri.
- Le dispiacerebbe dirmi il 2 verticale? - Certo.
E' a pagina 3.
- "Anacoreta". - Anacoreta.
< E' impossibile, allora cos'� il 3 orizzontale?
< II 3 orizzontale �... Astrale. < Ma non c'entra con la definizione.
Allora il 3 verticale non � "godereccio".
Tenga, guardi da solo.
Sempre galante con le donne!
- E' riuscita a mandarti via. - Sembrava cos� stanca!
- Non � male. - Chi? - Quella che ti ha preso il posto.
- Ha belle gambe! - Non le ho notate.
- Ma allora che fai nella vita? - Ho altri pensieri in testa!
Quando io viaggio, cerco sempre di trovarne qualcuna.
- L'ultima volta, tornavo da Tolosa... - Biglietti, signori.
Biglietti, per favore.
- Tessera. - Tessera. - Sempre la stessa linea.
Allora, � salita una ragazza con la zia o con la madre...
Biglietti, signori.
Il biglietto, signorina?
Signorina, il biglietto.
- Non lo trovo. - E' sicura di averlo preso?
- Certo, non posso averlo perso. - Allora dov'�?
Un minuto, non so...
Non ho tempo da perdere, gliene far� un altro.
- Dove va? - Abbia pazienza, la lasci cercare, lo trover�.
Non posso restare qui tutta la giornata.
- Sa cosa dovrebbe fare? - No, ma sarei curioso di saperlo.
Torni dopo, cos� la signorina avr� il tempo di trovarlo.
Certo, un po' di umanit�!
Lei si impicci degli affari suoi.
- Io so fare il mio mestiere. - Sia gentile, ci conosciamo da tanto.
- Comincia a... - Perch� pagare un altro biglietto se pu� ritrovarlo?
Adesso glielo faccio vedere io!
Eccolo!
Cosa le dicevo? Hai visto?
A volte basta solo un po' di buon senso.
- Tenga. - Grazie.
- Che "cantonata"! - Vogliono fare gli zelanti!
- Non ho visto il suo biglietto. - Sa che sono abbonato.
- Esibisca la tessera. - Subito.
Anche lei.
- Ecco. - Mi chiede la tessera e la vede due volte la settimana!
- Allora? - Calma.
Che stupido! L'ho lasciata nella valigia. Permesso.
Non si disturbi.
- La metta sulle mie ginocchia. - Grazie.
Dia a me.
E' strano, non la trovo.
Non capisco. E' strano perch� quando viaggio...
la porto sempre in tasca.
- Non c'�. - Lasci fare a me. - Grazie.
- Non c'�, l'ho dimenticata a casa. - Davvero?
- Lei viaggia senza tessera. - Non mi taglier� la testa per questo!
No, la far� scendere alla prossima fermata.
- Ma io devo andare a Tarascona. - Ci andr� dopo,
quando avr� provato l'esistenza della tessera ai sevizi competenti.
Lei sa che io ho la tessera.
Io so solo che lei scender�. Articolo 73 del regolamento.
"Non sono in regola coloro che non esibiscono titoli di trasporto."
- Ma perch� mi fa scendere? - Cos� la prossima volta
non metter� il naso negli affari degli altri!
Ascolti, io faccio un altro biglietto e non ne parliamo pi�.
Certo! Cos� sarebbe comodo!
Lei � in difetto e potrebbe essere imputato di truffa!
Forza, si prepari. Biglietti, signori.
Sto qui da un'ora ed � il terzo che scappa! E' uno scandalo!
E' l'ultimo, non ce ne sono altri fino a domani mattina.
Cosa? Allora come faccio ad andare a Tarascona?
Io viaggio per guadagnare da vivere, ho moglie e figli!
Proprio come me.
- Si calmi, si arrabbia inutilmente. - Inutilmente?
Cosa vuole che faccia?
Ho telefonato alla centrale di Marsiglia
perch� verifichino il numero della sua tessera.
Quindi ora bisogna solo aspettare che rispondano.
- E se non rispondessero? - Perch� non dovrebbero? Stia tranquillo.
Per andare a Tarascona pu� prendere la corriera.
- C'� una corriera? - Non per Tarascona, per le Piane di Orgona.
Poi l� ce n'� una che porta a Tarascona.
SQUILLI DEL TELEFONO - E' Marsiglia.
Non credo, non � la suoneria solita.
Pronto? S�, sono io.
Ha ragione lei, � Marsiglia.
Pronto? Pronto!
Mi passa la chiamata da Marsiglia o no?
Cosa? Davvero?
E' caduta la linea.
Ehi, Clovis!
E' Clovis, il mio ultimo figlio. Carino, vero?
- Saluta il signore. - Perch�? - Perch� sei un bambino educato.
Non voglio essere educato, voglio essere un capostazione!
Mi fa morire dal ridere!
Ehi, capo, dove metto i due vagoni? Sulla uno o sulla tre?
- Sulla uno, la tre � occupata. - Anche la tre.
Allora portateli a casa!
Devo occuparmi di tutto!
Pronto? Si rende conto?
S�! Da 20 anni faccio questo mestiere.
Una volta, durante la guerra... No, era nel '48. Io...
S�. Ah, bene!
Benissimo! E' lui!
Grazie. Lei pu� andare. Ha visto che rapidit�?
Ho visto.
- Signore! - Cosa c'�?
La valigia.
Grazie.
- La fermata della corriera? - Per dove?
- Per le Piane di Orgona. - Nella piazza del paese. - Grazie.
- Scusi, a che ora parte la corriera? - Alle dieci.
- Scusi, � la corriera per Orgona? - S�.
Grazie. Ho avuto paura!
Arriva appena in tempo.
Scusi, ma questo � il posto di mia moglie.
- Qui ce n'� uno libero. - Grazie.
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Abbiamo gi� 29 minuti di ritardo. - Nel nord non succederebbe.
Fattorino, si parte?
Mario. Mario!
Vengo subito. Intanto controlla l'olio, la benzina e le gomme.
Vengo subito.
- Lei � l'autista? - S�, perch�?
- Chiede perch�? Ma sa che ore sono? - Lo so, partiamo subito.
- Non si riesce a partire. - Ma che succede? Che fa in quella casa?
Abita l�. Un po' di pazienza, viene subito.
Ci far� perdere la coincidenza.
- Perch� non partiamo? - Manca l'autista. - E' a casa sua.
- Si burla di noi. - Reclamer� alla compagnia.
- Mario! - Vada a cercarlo e lo butti dalla finestra!
- Mario! - Mario! > Mario!
Arriva! E' gi� sceso.
- Arrivo. - Finalmente!
Vengo! II nostro � proprio un mestieraccio!
Non strillate. Salite, partiamo.
- Partiamo? - S�. Che mestiere schifoso!
- Siamo in ritardo. - Macch� ritardo!
- L'acqua c'�? - S�. - L'olio? - S�.
Tu non dimentichi mai niente. Guarda meglio, manca sempre qualcosa.
Passiamo la giornata a controllare l'acqua? Ci sono dei limiti!
Calma! Vuole insegnarmi il mestiere?
Io so quello che faccio, tutti facevano questo lavoro in famiglia.
Mio padre era autista, io sono autista...
- Non sono autista? - Lo domanda a me?
Io ancora non ho capito che autista �. Comunque vogliamo...
Calma! Signori, partiamo, io sono l'autista.
Signori, ho il piacere di presentarvi l'autista.
- Ma che aspettiamo a partire? - Lo dice a me?
Io devo verificare che tutto sia in ordine, quindi state calmi.
- Allora? - Buono, buono.
Il motore � in perfetta efficienza. L'ho verificato io.
- Volevano buttare questa corriera! - Allora possiamo partire?
S�, un minuto e partiamo. Sia gentile, lo dica ai signori.
- Tra un minuto andiamo via. - (INSIEME) Oh!
- Allora tra un minuto andiamo via. - Vuole aspettare un minuto?
- Il signore vuole aspettare un minuto. - Ma non l'ho detto io!
Non sono stato io a chiedere un minuto, ma lui.
- Partiamo. - Bene! - Finalmente!
No! Mi dispiace, signori. Un minuto, ho dimenticato.
Tutte le mattine la stessa cosa! Ho dimenticato il berretto a casa.
- Il berretto? - E' il regolamento, devo portarlo quando guido.
Allora questo cos'�?
Qualcuno mi ha fatto lo scherzo. Chi me l'ha messo in testa?
Giovanotto, si parte s� o no?
- Eh? - Si parte? - Chi parte? - Noi!
- Voi partite? > Allora? > Andiamo! - Va bene, andiamo.
Siete contenti? Soddisfatti?
- Ma che fa? - Autista! - Dove va, torna indietro?
- Mario! - E' nato!
- E' un maschietto! - Un bel maschietto, va tutto bene!
- E' un maschio! - Ma che maschio?
Vengo!
- Fattorino, che succede? - E' molto semplice.
Il conducente aspettava un figlio e ha avuto un maschio.
Allora c'era una ragione, bisogna capirlo!
< Per questo non si decideva a partire?
- Certo! - Non si pu� fermare il traffico per ogni bambino che nasce.
Io avrei fatto lo stesso al suo posto.
S�, ma poteva dircelo.
Grazie, grazie.
- E' meraviglioso! - Mario!
- Eccolo! - Grazie a tutti! E' maschio!
Sono padre!
Lei non pu� capire cosa significa essere padre! Scusi.
- Congratulazioni. - Grazie.
- Come lo chiamer�? - Mia moglie vuole Gastone, ma io Mario come me.
Allora si chiamer� Gastone.
- Io so cosa significa, ne ho quattro! - Io ne voglio otto!
Permette? II mio � pi� piccolo.
Autista, io vorrei partire prima che cominci a chiamarla "pap�".
Pap�!
Sono pap�! Si parte!
Per fortuna � un maschio,
se fosse stata femmina, non saremmo partiti pi�.
Cari signori, siete arrabbiati?
Allora che dovrei dire io? Aspetto da sei anni!
Dopo sei anni di matrimonio, non si decideva a nascere!
Non deve essere un tipo puntuale quel ragazzo.
Stamattina gli avevo chiesto di nascere alle 8, alle 9 al massimo.
Invece � nato alle 10.30 per farmi fare tardi.
Chi ha dei bambini capisce il suo entusiasmo.
E' cos� bello quando nasce un bambino!
Signorina, che cos'ha? Si sente male?
No, non � niente.
Mi scusi se mi permetto, ma vederla piangere cos�...
Posso fare qualcosa per lei?
No, grazie. Lei � molto gentile, ma non � niente.
E' stato solo un momento, mi scusi.
- Capisco, si � commossa per il bambino. - S�, un poco.
Appena nato come strillava! Che voce aveva!
- Diventer� un deputato. - E' meglio un tenore.
No, gli far� studiare il violino. Anch'io ho studiato il violino.
- Attento! - Purtroppo ho dovuto abbandonare.
Anche mio padre ha studiato violino, in famiglia siamo tutti musicisti.
Voglio che mio figlio suoni il violino.
- Attento! - Metta le mani sul volante. - Io lo porto con un dito.
Posso offrirle un cioccolatino? Sono squisiti.
No, grazie. Mi scusi se sono stata la causa di tutte le sue noie.
- Quali noie? - Beh, il treno, il controllore.
Sono cose che capitano. E poi ho rimediato con la corriera.
- Coraggio. - No, grazie.
- Sono buoni. - Ne sono certa.
Ma... non doveva andare a Tarascona?
S�, ma ora passo da Orgona.
Per il mio lavoro non � importante.
- Ne prenda uno. - Grazie, � molto gentile.
- Anche lei va a Orgona? - No.
Scendo all'incrocio con Trimon.
CLACSON
- Fernanda! - Mario! - E' maschio!
- Vittorio, vieni! - E' maschio!
- Vittorio, � nato! - Bravo!
- Metti benzina, devo scappare. - Tua moglie come sta? - Bene!
Signori, beviamo un bicchiere di vino, offre mio cognato.
- No, adesso basta! - Io protesto!
E' di buon augurio per il primogenito. Scendete.
Io ho paura di perdere la coincidenza.
Non si preoccupi, solo un bicchiere di vino.
Signore mio!
Venite!
Tutte a noi capitano!
Ci mancava anche il cognato. Questo viaggio non finir� pi�.
Dove deve scendere lei? Lontano da qui?
No, dietro la collina, credo.
E' passato tanto tempo che l'ho quasi dimenticato.
Io vorrei che questo viaggio non finisse mai.
Vorrei che questa corriera continuasse non so fin dove.
Ma perch� � partita?
Non avevo altra scelta.
Beva alla salute di mio figlio! Chiss� quante birichinate far�!
- Basta cos�, grazie. - Prego.
- Per me no. - Perch�? - Non devo darle spiegazioni.
- A me poco, altrimenti... - E' leggero. E poi lei non deve guidare.
- Ma lei s�. Beva poco. - Io potrei berne una botte!
- Lo assaggi anche lei. - Grazie.
Alla salute dei vostri bambini, se li avete.
- O di quelli che avrete. - Salute e felicitazioni.
Salute!
- Ehi, voi! - Eccellente.
Grazie.
- Buono. - Ora andiamo.
Credeva che fossimo marito e moglie.
Salite, signori, si parte!
Salite anche voi!
CANTANO IN CORO
- Vuole? - No, grazie. - E' buono.
E' buono questo vino.
Mi fai bere un goccetto anche a me?
Cafone, burino! Non hai visto che arrivava la corriera?
- Si � fatta male? - No, soltanto un po' di paura.
Non c'� pi� pericolo.
Brutto bifolco! Fa pascolare le pecore in mezzo alla strada!
Guarda che roba!
E adesso che facciamo?
(MARIO) Aspetteremo il trattore che ci traini.
- Bisogna cercarlo! - Vuole tirarlo fuori lei? Ci provi!
- E' un criminale! - Qualcuno deve scendere al bivio di Trimon?
S�, io.
Allora � arrivata, beata lei! Noi per colpa di quelle pecoracce...!
- La mia valigia? - Adesso la prendo.
- Queste cose al nord non succedono. - Siamo in un bel pasticcio.
- Una giornata perduta. - Soprattutto per gli affari.
- Lei � commerciante? - S�.
- Compra? - No, vendo.
- Che articoli? - Caramelle, cioccolate.
- Per quale ditta? - Io lavoro per diverse ditte.
E' tutta roba buona. Le mostro il campionario?
Solo un momento. Lo prendo subito.
Ho trovato un trattore. Sar� qui tra mezz'ora.
Intanto quelli ballano!
Sono squisiti, vero?
- Non male. - Non male? Sono di prima qualit�.
Se prendesse tutto l'assortimento, potrei farle uno sconto.
- A quali condizioni? - Sulla tariffa.
Poich� ci siamo incontrati in circostanze eccezionali,
potrei farle lo sconto del...
- Il 13,5%. - Compresa la spedizione?
S�, naturalmente!
- A noi del nord non piacciono le chiacchiere. - Lo so, ma a volte...
- Le preparo l'ordinativo. - Le do l'indirizzo.
- Dunque. - Me li faccia spedire presto, per�. - Non dubiti.
Signorina, prenda la scorciatoia di l�, far� prima.
- Armando, prendi. - Grazie.
Arrivederci, signorina.
Armando, prendi da sotto.
La sua penna.
I miei omaggi alla signora.
- Quale signora? - La sua.
- Arrivederla. - Arrivederla.
Signorina. Signorina!
- Ci lascia? - S�, sono quasi arrivata.
Volevo salutarla, ma lei era occupato.
- L'accompagno per un tratto di strada. - Non si disturbi.
No, l'accompagno, stanno aspettando il trattore. Andiamo.
- Grazie, lei � molto gentile. - Sono io che devo ringraziarla.
- Perch�? - Ho concluso un buon affare scendendo dal treno.
- Devo darle i saluti del mio cliente. - Quale cliente?
Quello con il quale ho concluso l'affare.
Anche lui credeva che fossimo sposati.
- Ma cos'ha? - Niente.
Niente.
- Non si sente bene? - Non � niente.
Da stamattina la osservo, sembra sconvolta, preoccupata.
Prima ha detto che non vorrebbe mai arrivare
e poi si � commossa per la nascita del bambino. Perch�?
Perch� ne aspetto uno.
Allora dovrebbe essere felice! Un bambino!
E' la pi� bella cosa che una donna possa desiderare.
Gi�, ma io...
- Lei non � sposata. - No.
Ero impiegata, ma ho dovuto lasciare altrimenti se ne sarebbero accorti.
E' una situazione penosa.
- I suoi genitori non sanno niente? - No.
Quando lo sapranno, mi cacceranno via.
Cacciarla? Ma no! Andr� tutto bene.
Stia tranquilla, con il tempo tutto si aggiuster�.
- I suoi genitori capiranno. - No, non � cos�.
E' gente all'antica, attaccata alle tradizioni, non me lo perdoneranno.
Ma nello stato in cui sono, devo provarci, non ho altra via d'uscita.
Mi serve una casa finch� non � nato il bambino.
Poi vedremo quello che succeder�.
E il padre? Non ha mai provato a...
S�, ho provato. L'ho cercato, gli ho scritto, ma niente.
Chiss� dov'�.
Io volevo chiedergli solo di accompagnarmi dai miei genitori
e che gli dicesse che eravamo sposati.
Eh, capisco.
Forse non ha voluto o forse non ha nemmeno ricevuto le mie lettere.
Ecco il trattore.
Mi dispiace, ma devo andare.
- Lei ha fretta? Deve partire subito? - S�, perch�?
Niente, era solo una domanda.
Mi dispiace molto di non poterle essere utile.
Le auguro buona fortuna. Arrivederci.
Arrivederci.
Un momento, la prego, mi ascolti.
Sicuramente si meraviglier� di quello che sto per chiederle.
Io non la conosco, non so niente di lei,
ma � stato cos� buono con me.
Parli, ma faccia presto, sono quasi pronti a partire.
Se mi accompagnasse... Solo il momento in cui arrivo.
Lei... vorrebbe che io...?
Io pensavo... In fondo per lei non sarebbe nulla.
Potrei far credere che...
Io la capisco, ma lei mi sta chiedendo una cosa assurda.
So che � assurdo, ma per me sarebbe la salvezza.
Se arrivo sola nelle mie condizioni, mi cacceranno.
- Ma se mi crederanno sposata... - Sta dicendo un'assurdit�.
Lo so, ma sono disperata.
Mi lasci continuare, la prego, non mi interrompa.
Poi se vuole mi dir� di no.
I miei mi crederanno. Dir� che lei deve partire subito
e che a causa dei suoi affari non potr� tornare.
Finger� di leggere le sue lettere, continuer� a mentire,
finch� non sar� nato il bambino.
Poi non avr� pi� bisogno di nessuno.
Non posso dire a persone che non conosco che sono suo marito!
Allora non vuole?
Certo! Mi meraviglio che lei abbia pensato che l'avrei fatto.
- Indietro! - Piano!
Mi scusi.
Capisco la sua situazione, mi fa molta pena, ma...
Mi perdoni, sono confusa e non so pi� cosa fare.
Buona fortuna e si faccia coraggio.
Si parte!
CLACSON
- Andiamo e sbrighiamoci. - Grazie!
Niente sentimentalismi, non ho tempo da perdere. Dov'� la sua casa?
- E' quella cascina laggi�. - E il suo nome? - Maria.
Io Paolo. Il cognome non ha importanza. Andiamo.
RUSSA
(VERSO DI RICHIAMO)
- Buongiorno, zia. - Maria!
Sapevo che saresti tornata! Lucia, presto!
- Che c'�? Figlia mia! - Mamma! - Tesoro!
- Signorina Maria, bentornata! - Grazie, Rosa.
- (LUCIA) Amore mio, quanto tempo! - Mamma, come stai?
Sor Gino, la signorina Maria � tornata!
- Dov'�? - A casa. - Ha detto di avvertire subito il sor Antonio.
Io sono la zia Camilla, zia del padre e prozia di Maria.
- Molto lieto, signora. - Signorina.
Si accomodi. Prego, si sieda un attimo.
- Sono sicura che Maria le ha parlato di me. - S�.
- Male, certamente. - No. - Tutti parlano male di me.
Ma io li perdono perch� sono buona.
Ma io sono l'unica persona capace di capire Maria,
ma sfortunatamente non so cosa ne dir� mio nipote.
- Suo nipote? - Per mio suocero sar� una bella sorpresa.
Lui pensava di far sposare Maria con un ragazzo del paese.
< Pap�. Pap�!
Pap�, Maria � tornata.
- E' tornata? Che dici? Come � tornata? - Con la corriera.
- Tu l'hai vista? - Me l'ha detto Rosa.
- Lascia la bicicletta a Francesco. - S�.
Francesco!
- Le piace il nocino? - Cos'�? - Un liquore.
- No, grazie, io non bevo. - Non pu� negare, deve accettare.
Il nocino � fatto con le noci, in casa. Sentir� quanto � buono.
- Non deve dirmi di no. CLACSON - Pap�!
- Maria! - Gino! Pap�!
- Maria! - Pap�!
Che piacere che sei tornata! Avresti potuto avvertirci,
saremmo venuti a prenderti alla fermata della corriera.
Ho deciso all'improvviso e non ho avuto il tempo di avvertirvi.
Perch� non hai scritto? Tre mesi senza notizie. Eravamo in ansia.
Lasciati vedere.
Benedetta ragazza!
- Comunque ora sei qui e io sono contento. - (GINO) Io l'avevo detto.
Sapevo che sarebbe tornata all'improvviso.
Resterai un po' con noi o farai come l'altra volta?
No, non andr� via.
- Vorrei restare qui. - Restare qui? - S�.
- Se tu me lo permetti. - Se te lo permetto?
- Io non volevo nemmeno che te ne andassi. - Antonio. - Che c'�?
Maria si � sposata.
Si � sposata?
Con chi?
- Quando ti sei sposata? - Ti spiegher� dopo.
Non dopo. Avanti!
Quando ti sei sposata?
Tre mesi fa.
Allora non ci hai pi� scritto perch� non volevi farcelo sapere!
No, pap�. Io avrei voluto dirtelo, ma...
(ANTONIO) Ma cosa?
- Su, avanti, parla. - Antonio...
Tu stai zitta! Voglio capire bene.
Mia figlia si � sposata senza il nostro consenso!
(ANTONIO) Io ho il diritto di sapere.
Ecco il nocino!
- Avanti, parla! - Se... - Ti ho gi� detto di stare zitta.
- Se permette, vorrei spiegare... - Sto parlando con mia figlia.
- Sono stato io che le ho impedito di scrivervi. - Perch�?
Abbiamo deciso all'improvviso e dovevamo venire dopo il matrimonio.
Ma poi io sono stato occupato con i miei affari,
e i giorni sono passati... Non � colpa sua.
- Ma che dice? Non credo a questa storia. - No, pap�.
- Paolo � tanto buono, ma la colpa � mia. - Tua?
- Avevo paura che mi dicessi di no. - Perch�?
Tu volevi che io sposassi un giovane del paese.
- Avevi paura che io... - S�, pap�.
- Tutto qui? - S�, pap�.
In fondo non sono un orco.
Bastava che tu mi dicessi che ti piaceva qualcuno...
Insomma... lui...
Lei che professione fa?
Commesso viaggiatore. Mi guadagno la vita. Sono un galantuomo.
Prima di sposarsi avrebbe dovuto chiedere il consenso alla famiglia.
Ecco cosa avrebbe fatto un galantuomo.
Ai miei tempi si usava cos�.
Io non mi sarei potuto sposare senza il consenso di mio padre.
Mio nipote ha ragione, i genitori innanzitutto!
Lo riconosco, abbiamo sbagliato, le chiedo scusa.
Ma ormai � troppo tardi per tornare indietro.
Ha ragione.
Lo ama e l'ha sposato. Non vorrai cacciarli via!
No! Cacciarli via? No! Ma ci sono dei princ�pi da rispettare.
- S�. - E' una questione di delicatezza verso me e mia moglie.
E poi, di fronte agli altri, che figura facciamo?
- Cosa dir� la gente? - Ma che ti importa della gente?
Noi non dobbiamo dare spiegazioni a nessuno. Non fare una tragedia.
Stasera inviterai tutti qui.
Il dottore, il parroco, la signora della bottega, tutti.
Prenderemo sei bottiglie di quel vino spumante,
dirai che Maria si � sposata, presenterai tuo genero,
berremo e tutto sar� a posto.
- Maria. - Vai, vai.
Maria...
Voglio anche lui.
Va bene.
Ormai... � fatta.
Contenti voi, contenti tutti.
Mamma, sono cos� contenta!
- Io sono il fratello di Maria. - Felicissimo.
- Beviamo il nocino? - No, ci vuole il vino buono.
- Lucia, le chiavi della cantina. Gino, i bicchieri. - S�, pap�.
Sentirete che buon vino!
- Grazie. - Ehi, voi due, allegri!
Gino, vai alla vigna e manda via tutti, oggi non si lavora, � festa.
- Sentirete che buon vino! - Senta. Io non posso restare, devo partire.
- Come? - S�, con la prossima corriera, ho degli affari urgenti.
- Ragazzi, � uno scherzo? - Paolo � venuto solo per accompagnarmi.
- Lucia, prepara i bicchieri. - Io torner�.
Tra due o tre giorni, appena avr� sistemato gli affari.
- Manda al diavolo i tuoi affari. - Ma... - Niente discussioni.
- Vorrei spiegarle... - Non c'� niente da spiegare.
Qui il padrone sono io e bisogna obbedire.
- Evviva gli sposi! - (INSIEME) Evviva!
- (PARROCO) E' proprio una bella giornata, ragazzo mio. - S�.
- Proprio bella. - Quando me l'hanno detto, non riuscivo a crederci.
La figlia di Antonio, la piccola Maria sposata!
- Ha meravigliato tutti. - Per me � ancora una bambina,
e quando poco fa ho visto lei... come dire...
E' rimasto sorpreso per la differenza d'et�.
S�. Per� c'� tanta giovinezza nel suo sguardo.
Nel mio sguardo? Grazie.
Per� avrei voluto sposare io la piccola Maria.
Mi dispiace, signor parroco.
- La cerimonia si � svolta a Marsiglia? - S�, a Marsiglia,
in una piccola chiesa. Piccolissima.
Peccato.
- La nostra santa patrona vi benedir� ugualmente. < Zia, non bere tanto.
Io non bevo mai. Per una volta in vita mia!
Neanch'io bevo mai. Ora bevo!
Evviva gli sposi!
- A proposito, come hai fatto per le carte? - Quali carte?
Per il matrimonio.
- Non mi hanno richiesto il tuo certificato di battesimo. - Come?
Chiedevo a Maria come avete fatto per le carte per il matrimonio.
- Le carte? - S�, senza quelle carte non avreste potuto sposarvi.
Le carte... Ora le spiego, signor curato. Le carte...
- Maria! - Maria!
- Ma che succede? - Non respira pi�!
Non dire sciocchezze! Maria!
Portiamola fuori a prendere un po' d'aria. Brigadiere, mi aiuti.
Un po' d'aria e un po' d'aceto. L'aceto, presto!
- Un po' d'acqua! - No, Gino, vai a chiamare il dottore.
No, non vi preoccupate, � inutile chiamare il dottore.
E' inutile? Ma allora cos'ha?
Ecco... Non � grave. Maria aspetta un bambino.
- Un bambino? - (PAOLO) Basta qualche schiaffetto.
- Maria! - Che vi dicevo? E' tutto passato.
- Ma... come un bambino? - S�, un bambino.
Che stupida! Avrei dovuto pensarci.
Maria, guarda la tua mamma. Come ti senti? Va meglio?
S�, meglio.
- Scusatemi. - Ma che dici! Non c'� niente di cui vergognarsi.
Ci si sposa per questo!
- Grazie, zia Camilla. - Lasciatela respirare!
- Maria, � vero? - S�, pap�.
Grazie, Paolo... Grazie.
Bravo!
- Complimenti! - Rientriamo, tutti a tavola.
- Bravo. - Grazie.
- E' stato cos� buono! - Sono contento per lei,
- � andato tutto bene. Ora non ha pi� bisogno di me. - No. Grazie.
Ci deve essere ancora una corriera a quest'ora e non la perder�.
- Ce n'� una domattina. - Cosa?
Non ce ne sono fino a domattina.
- Maria! Paolo! - Sposini, avete tutta la vita per rimanere soli.
Venite a brindare con noi!
Una giornata perduta stupidamente per questa storia!
Io lavoro!
Non posso permettermi il lusso di perdere tempo.
Mezza giornata di lavoro per me rappresenta qualcosa.
E poi non � finita. Chiss� come finir�.
Le chiedo scusa, domani sar� andato via.
Certo, ma intanto...!
C'� un albergo in questo paese? Io devo dormire.
No, cosa direbbero i miei? Loro ci credono sposati.
Non m'importa niente!
- Dov'� l'albergo? - Sulla strada provinciale, a dieci chilometri.
- Cosa? A dieci chilometri? < Ehi!
Gli invitati sono andati via contenti.
Gino ha accompagnato il curato con la macchina.
Savaren era completamente ubriaco!
Adesso andiamo a dormire.
Scusi, io volevo dirle...
Paolo, Maria, venite, la camera � pronta!
Venite, fuori fa freddo.
Ha ragione. Vieni, Maria. Dormirete come due bambini.
- Non sarebbe meglio... - Vedrete che bel letto.
E' quello del mio matrimonio. Allora facevano le cose bene.
- Perch� il suo letto? - Vi abbiamo dato la nostra camera.
Non posso accettarlo.
Sua madre e sua zia hanno insistito per far sgombrare la camera.
- Quindi devi obbedire. - Obbedisco.
Ho messo la bottiglia calda nel letto come facevo sempre.
Capisco che ora non c'� bisogno... Oddio, che ho detto!
Tieni il fucile, nonnino.
Venite, ragazzi.
Qui in campagna non ci sono le comodit� che avete in citt�.
Mi dispiace, la vostra camera... per una notte avrei potuto sistemarmi...
Entrate.
Buonanotte, ragazzi.
Se avete bisogno di qualcosa, chiamateci. Noi siamo in fondo.
- Grazie. - Buonanotte. - Buonanotte.
Non dice niente? Vede...
Vede in che ginepraio ci siamo cacciati?
No, dobbiamo deciderci.
Non ci guarderemo negli occhi per tutta la notte, no?
Non resti l� senza dire niente, mi fa innervosire.
Non so... Non so!
Mi scusi... sono un po' nervoso.
Capisce... tutta questa storia... � inutile pensarci.
L'essenziale � arrivare a domattina.
Perch�... siamo d'accordo... io me ne vado e lei
- parler� con i suoi genitori. - Tranquillo, me ne occupo io.
Bene. Io non posso restare un minuto di pi� non mi si pu� chiedere...
Sar� stanca. Si stenda.
Io mi arrangio sul divano o su una poltrona.
Ne ero sicuro: N� divano n� poltrona. Passer� la notte su una sedia.
Potrei dormire io sulla sedia.
C'� qualcosa di molto pi� semplice.
Mettiamo il materasso in terra e io dormo sulla rete.
Cos� potremo riposare tutt'e due.
Non � possibile.
- Doveva dirmelo. - Non lo ricordavo.
Mi dia una mano a mettere tutto a posto.
Scusi.
E' quasi comico.
Io sono un imbecille.
Un imbecille! Non dovevo mettermi in questi pasticci!
Ma ormai!
Non mi guardi cos�, non si preoccupi. Si riposi e si stenda.
Io mi sistemo l�.
Legger� il giornale.
Si stenda.
Non posso... davvero, non posso.
Perch� non pu�? Le faccio paura?
No, non ho paura di niente.
La prego, si riposi lei. Io rester� seduta, non sono stanca.
Deve passare la nottata.
Sar� divertente passare la notte su una sedia.
- Vuole? - No, grazie.
- Com'era? - Chi?
- Lui. L'altro. - La prego,
- non parliamo di lui. - Mi scusi, chiedevo solo per curiosit�.
Poich� ho preso il suo posto... cio� non proprio...
Per lei sarebbe stato meglio che qui ci fosse stato lui.
E sarebbe stato meglio anche per me! Capito?
- Non sei andato a dormire? - S�. - E allora che fai qua?
- Non ho sonno. - Quando non vuoi dormire esci dalla camera?
- S�. - Per me non saresti stato un buon marito.
Perch� dovrei rimanere? A fare che?
A fare che? Dopo tre mesi di matrimonio! Andiamo bene!
Domani parto presto, povera piccola, non posso farla alzare all'alba.
E allora a che serve una moglie?
La moglie deve alzarsi mezz'ora prima del marito.
Il marito non deve accendere il fuoco, preparare il caff�,
mentre la moglie resta a dormire!
Sono cose assurde!
S�... sarebbe bello!
Per una moglie innamorata servire il marito non � un dovere, � una gioia.
Avessi provato anch'io questa gioia...!
- Avete litigato? - No, perch� avremmo dovuto litigare?
Attento, Paolo, oggi le ragazze sono graziose, ma sono egoiste.
Tu dai un dito e loro prendono la mano!
Attento a non farti prendere in giro.
- Paoluccio mio, mi dai una sigaretta? - Eh?
- Una sigaretta. - S�.
Grazie.
Come � soave!
- Ma non dire niente a nessuno. - No. - Mi raccomando.
Non vogliono che fumi, che beva, che prenda il caff�!
Dicono che mi fa male.
Ma alla mia et�, che mi deve fare?!
Aspetta, aspetta...
No, questa va qui.
- Che cosa sono? - Cioccolatini, caramelle.
Cioccolatini e caramelle? Veri, da mangiare?
- Certo, ma questi non si mangiano. - Non volevo mangiarli.
Quanto sono belli!
Sembrano le pedine per giocare a dama.
- Paoluccio mio, me li puoi prestare? - Eh?
- Per giocare. - Per giocare? - Non li rovino.
12 di questi blu e 12 gialli. Te li restituisco subito.
- Va bene, ma poi li rimetta a posto. - Come sei buono!
Rimetter� tutto a posto, stai tranquillo. Grazie.
Adesso s� che si gioca bene!
Via questi fagioli, adesso ci sono i cioccolatini.
- Paoluccio, vuoi fare una partita con me? - No.
Non importa, giocher� da sola, come sempre.
Allora io ti mangio questa.
- Non me n'ero accorto, ha ragione. - La posso mangiare?
S�, la mangi.
- Ma che sta facendo? - Non posso?
Ormai... la mangi.
Ma non lo faccia pi�.
Non ne mangio pi�.
E' il mio campionario.
- Buongiorno, Giuseppe. - Buongiorno, signor Paolo.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Vuole salire? Ha bisogno di un pettine, una spazzola?
No, grazie, ho qui tutto quello che mi serve.
Aspetti.
- Lo dia a me. Va bene cos�? - Grazie.
- Ha dormito qui? - No, nella stalla, sulla paglia.
- Mi dispiace. - Non si preoccupi, sono abituato a dormire dove capita.
Grazie.
- I suoi dormono ancora? - No, in campagna il lavoro inizia all'alba.
- Io vado. - C'� ancora tempo per la corriera.
Aspetter� alla fermata.
Un momento.
La giacca!
- E' qui! - Avevo dimenticato la giacca nella stalla.
- Un po' di latte fresco? - Molto volentieri.
Che differenza con quello che si beve in citt�!
- Allora, � contenta di essere tornata al paese? - S�.
Stamattina, quando mi sono svegliata, mi si � gonfiato il cuore.
I vecchi mobili di famiglia, le tende... e il silenzio della campagna!
E poi ho ritrovato questo vestito cos� carino!
Quando mi sono affacciata alla finestra... Ah!
S�, dev'essere meraviglioso ritornare qui.
Sopratutto quando ci si � nati.
Io non sono nato qui, eppure...
Questa mattina quando mi sono svegliato anche io...
Cosa..."anche lei"?
Niente.
- E' bella la sua cravatta. - Davvero?
- Trovate che sia bella? - S�, a lei non piace?
S�, s�. L'ho detto per dire.
- E' molto pi� carina di quella che avevo ieri. - S�.
Gi� fuori? E' una bella giornata vero? Vi porto alla fattoria dei tre meli.
- Vi ho visti dalla vigna. - Buongiorno. - Buongiorno.
- Andiamo, montate. - E' lontana la fattoria?
E' qui vicino. In meno di un'ora andiamo e torniamo.
Hai tutto il tempo, sono le 8 e un quarto.
- Esatto. E' giusto - Quindi hai tempo.
A meno che tu non voglia partire con la corriera di oggi.
Altrimenti vi lascio lass� a passare una buona giornata in campagna
e tornate nel pomeriggio da soli.
Ragazzi, ho sempre voluto una cosa da quando sono qui.
Una cosa che � sempre stata importante per me.
Volevo assolutamente comprare un pezzo di terra che fosse nostro.
Capite? E sono riuscito ad avere questa terra!
S�, ce n'� un pezzo per Gino...
e naturalmente per Maria.
Per questo volevo che lo vedeste. Andiamo.
- Ma... la corriera? - Ti ho detto che hai tempo... andiamo!
Andiamo!
(PAOLO) Da tanto non passavo una giornata cos�.
- (MARIA) Davvero? - S�.
Quando avevo dieci anni i miei genitori mi mandarono in campagna.
Quei giorni sono stati i pi� belli della mia vita.
Mi rotolavo sull'erba, mi arrampicavo sugli alberi.
Ma dopo, non lo dimenticher� mai, ci fu il ritorno.
La citt�, la casa, la scuola. Era stata una parentesi meravigliosa.
Ieri ero furioso contro me stesso, contro lei, contro tutti,
invece adesso mi sembra che lei non sia un'estranea,
ma una persona amica che ho ritrovato.
- Le dispiace se le parlo cos�? - No, anzi, mi fa piacere.
- Ehi, sposini! - Gli invitati di ieri.
- Venite a brindare con noi. - Andiamo?
No, grazie. Vada senza di me, io devo andare a casa, ho da fare.
A pi� tardi.
Che cos'� questa fotografia?
E' una donna con due bambini. Parenti miei.
Oggi il curato mi ha detto qualche cosa.
Allora sono andato in Comune per accertarmi.
I documenti di Maria non sono mai stati richiesti da nessuno.
Lei non � il marito di mia figlia.
E' vero, non sono il marito di sua figlia. Le spiegher�.
Non c'� niente da spiegare. Siamo stati ingannati da lei e da Maria.
- Non ho voluto ingannare nessuno. - Allora come spiega tutto questo?
Meriterebbe una fucilata.
Io l'ho accolta in casa mia, l'ho fatta sedere alla mia tavola!
La mia � una casa onesta! Lei chi �?
Neppure sua figlia sa chi sono.
Lei non sapeva nulla di me e io nulla di lei. So soltanto una cosa.
Ho avuto tanta fiducia in lui.
Ma all'improvviso � scomparso, senza dirmi niente.
Mamma! Che giorni terribili!
Camminavo per le strade come una pazza.
Volevo uccidermi. Volevo morire!
- Forse sarebbe stato meglio. - Non dire sciocchezze!
Santa Vergine, aiutaci tu!
Mamma, non lasciarmi!
No, figlia mia, la tua mamma non ti abbandoner� mai.
Ma pap�... Tu sai com'�.
- S�, lo so. - Come fai a dirglielo?
Temevo che facesse una sciocchezza. Forse non ho riflettuto abbastanza,
ma vederla in quel modo, l'emozione, la piet�...
Ho preso la sua valigia e sono venuto qui.
Crede sia stato un piacere o un guadagno per me?
Mi � costato due giornate di lavoro.
Lei mi ha ricevuto in modo sgarbato e io ho sopportato tutto.
Mi avete obbligato a restare qui la sera,
e io sono restato.
La cena va bene, ma avevo il diritto di dormire.
Invece no! La zia pu� dirlo.
Sono venuto qui, ho camminato avanti e indietro per ore.
E' vero.
Dopo sono andato a dormire nella stalla.
Mi ha visto anche Giuseppe.
Ecco.
Ora basta, non mi occuper� pi� degli affari altrui.
Adesso, per favore, mi renda la mia fotografia.
- Ecco. - Grazie.
Poco fa ha detto delle parole esagerate.
Delle cose che sicuramente non pensava.
Sono convinto che siete tutti brava gente.
Cosa far� con sua figlia?
- Non la riguarda. - Lo so, ma ormai la conosco, � una brava ragazza.
- Cosa far�? - Avr� quello che merita.
Allora la metterete alla porta, vero?
Lei ha visto che sono padre anch'io.
Mi lasci dire che ci� che fate � una brutta cosa.
Dove andr�? Che fine far�?
Che fine far�? Avrebbe dovuto pensarci prima.
Sono belle parole. E' facile dirlo.
Povera figlia, non � colpa sua se ha incontrato un mascalzone.
- E il bambino? - Cosa vuole ancora da noi?
Vada via, cos'altro vuole?
La nostra famiglia in queste circostanze sa cosa deve fare.
- Ma il bambino? - Non voglio sentirne parlare,
per me non esister� mai!
Anche se non ne vuole parlare, esiste ed � sangue vostro.
- Secondo me... - Non ho chiesto il suo parere.
E' vero. E' sua figlia, la cacci pure.
Salvi il suo onore!
Io sono un estraneo, avrei potuto non occuparmi di lei,
invece ho avuto piet�.
Ma voi no, dovete salvaguardare l'onore!
Se una delle vostre vacche si ammala, la curate.
Se una rondine fa il nido sul vostro tetto, ve la tenete.
Ma vostra figlia no. Fuori.
Trover� qualcuno che la accoglier�. E' giovane, bella...
e disgraziata. Trover� una soluzione.
Ragazze oneste, sfortunate e cacciate dai genitori
ce ne sono tante. Una pi� o una meno...!
Ma il bambino?
Spero che non venga mai al mondo,
perch� se un giorno dovesse trovarlo di fronte a lei...
Sto perdendo il mio tempo con voi.
E' come se parlassi a un muro.
Ma voglio andare fino in fondo. Maria!
Maria!
Pap�.
Maria.
Tuo marito deve partire.
Deve andare via per molto tempo.
Non sa quando potr� tornare.
S�, pap�.
Tu resterai qui.
- Con noi. - S�, pap�.
- Gino, prendi la macchina e accompagnalo in paese. - S�, vado.
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