Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
MUSICA DA BALLO
- Evviva gli sposi! - Auguri! - Ragazzi, auguri! - Auguri!
- Ciao, Ele! - (Eleonora) Ciao.
Giancarlo! È il quarto tiramisù, poi ti senti male, lo sai.
- Anna? - Sì. - Andiamo dai ragazzi. Ciao! -Ciao.
- Ciao, Anna. - Ciao. - Ciao.
- Chi sono? - I nipoti dei cugini.
- I nipoti dei cugini? - Dei tuoi cugini.
-I miei? - Sono cugini tuoi. - Ah.
- Ciao, ragazzi, buonanotte! - Buonanotte, ragazzi! - (Valerio) Ciao!
Ma Ester?
> Si imbuca al matrimonio dell'ex fidanzato
- (Eleonora) e tua madre le dice di rimanere! - (Valerio) Basta! Sta a pezzi.
- Ho anche la cervicale. - Ti sta bene. Non chiedermi il messaggino.
Lui sta a pezzi! Io ho i tacchi che… Mamma mia!
Tieni. La cervicale? Tutto il tempo a ballare con l'orchestrina!
- Deficiente! - Comunque ci siamo "sparati" quasi due bottiglie.
- Tu no?
- Ne, ho fatto finta di bere. - Hai fatto finta?
- Dammi un bacio. - Non ti azzardare, che fai?
- Scusi. - Buonasera.
- Perché hai finto? - Sono furba. - Furba? - Ti è venuta voglia?
Ti ha fatto venire voglia Esterina tua? Vai da lei, io ho sonno.
Ma veramente? E allora tu che hai invitato Michele?
Lui non c'è rimasto "sotto" come ha fatto Ester con te.
Uno come me quando te lo scordi?
- Ho visto che vi siete appartati. - Appartati! Mi ha fatto gli auguri.
- Vi siete appartati. - Io mi apparte solo con mia moglie.
Misa che tu non la vedi nemmeno in cartolina.
- Scusate? - Oh!
- State cercando la Love Suite, suppongo. - Sì. - Sì.
- Avete sbagliato piano. - Ah... Sì.
Succede sempre alle coppie della Love Suite, la prima notte, perché il piano è sfalsato.
- È l'impazienza dell'amore. Dovete salire di un livello. - Perfetto.
- Andare all'ultimo e seguire il corridoio. - Okay.
Vi farà piacere sapere che nella Love Suite hanno passato la notte
George Clooney, Charlize Theron, il Presidente Sarkozy con Carla Bruni
la signora Merkel, Bono degli U2, Sting e Cristiano Malgioglio.
- Cristiano Malgioglio... - Cristiano Malgioglio... - Va bene.
Vi auguro ogni felicità.
- Grazie. Buonanotte. - Andiamo... - Buonanotte, grazie.
"Love Suite."
"Con gli auguri della Direzione.“ Carino.
- Signora Di Castro, prego. - Sì, però...
CANTICCHIA LA MARCIA NUZIALE
Hai ragione!
- Pazzesco. Fammi una foto con Roma. - Vai.
- No, con la Polaroid. - Non la trovo più. - Proprio stasera!
Vengono bene anche con questa, sei stupenda. Sorridi.
Selfie, selfie, selfie!
- Andiamo ad aprirei regali. - Aspetta… Li vediamo dopo!
- Voglio vedere il regalo di Michele. - Ah.
Ma va! Di che parliamo?
- Belle, si. Originali. - Ha gusto, capito? - si, si. - Introvabili.
Belle, sì. Se una sa fare i regali…
Ecco perché si chiama Love Suite!
CAM PAN ELLO
Ora chi è?
- Buonasera, signori. Posso? - E arrivata lo champagne!
- Perfetto. Grazie. - si, grazie. - Grazie mille.
- Beh… - Vorrei ricordarvi, signori, che in questa suite
hanno passato la notte Leonardo DiCaprio, Sharon Stone
la signora Thatcher, il Presidente Macron, Bob Dylan e Pupo.
- Pupo. - Pupo.
- Che… - Ah! È vero, certo.
Ma si! Ringrazi anche la Direzione perla gentilezza.
Grazie, ma lo champagne non lo manda la Direzione.
Papà? Ciao.
Sì, infatti volevamo ringraziare, anche Eleonora... Sì.
(Valerio) Passamela, va'.
(Valerio) Mamma? Sì… No, sto bene, ma'! Sì, sì.
Ci sentiamo domani.
Come al Fatebenefratelli?
(Valerio) Ah... È il solito, prima si strafoga e poi...
Va bene, allora ci sentiamo...
Sì.
Eh! Ciao, ma'. Grazie ancora. Ciao.
Zio Giancarlo si è sentito male. Lui ha pagato l'orchestrina.
MUSICA DI CHITARRA
Ole!
No…
- Amore, ti prego, sono "strazia". - Come? Almeno stasera, dai!
Prima la musica tradizionale, ora il chitarrista con tre dita.
Ammetto, è incredibile, un mito della musica, però due palle...
- Pensa se ti sentisse papà, ha una montagna di vinili suoi. - Lo so.
- Una volta meli ha fatti ascoltare tutti. - Tutti? - Sì.
Un bellissimo momento.
- Ti ho detto dell'accordo che avevo fatto con lui? - Sì.
Grazie, Django, non servi più.
LA MUSICA SI INTERROMPE
- A che brindiamo? - Boh. Non lo so.
- Vabbè, e… - All'amore eterno?
No, tipo i tuoi genitori. Almeno mia madre ne cambia uno al giorno.
L'ultimo è quello con chioma flambé e sorriso di porcellana?
- "Caruccio", molto fine. - Stronzo.
Per fare battute non basta essere ebrei, devi essere Woody Allen.
Allora agli stronzi.
A tutti noi.
- Sì. Agli stronzi! - Agli stronzi!
- Ti faccio vedere una bella cosa. - Capirai! Che mi fai vedere?
Togli la giacca.
Che hai qui? Che è?
- Che è? - Che cos'è?
Niente. È una busta, niente.
- C'è scritto “Per Valerio da Ester" con una cosa dura dentro. - Ah?
Neanche mi era accorto di averlo in tasca.
- No, aspetta. - Che c'è?
La stronza fa un regalo solo a te e non mi dici niente?
Adesso devo indovinare perché… Non so perché mi ha fatto il regalo.
Basta, dai. Che ci frega?
Stai a pensare ai regali. Stasera sei bella, sei stupenda.
Che fai?
- Ah, ho capito! - Quando ti ha dato la busta?
- Ancora? Basta! - Sì, ancora la busta!
- Te l'ha data quando parlavate tu, lei e tua madre. - Può essere.
- Loro mi stavano guardando male. - Ma smettila! - Sì, ridevano.
- Ridevano di te? - Sì. - Che dici? - Sai qual è la verità?
Tuo padre e tua madre sono in lutto perché hai sposato me
e non la loro cocca Esterina. Sempre a fare "gni, gni, gni" con lei!
"Gni, gni, gni" lo faceva Michelino tua con lei.
- Non mi frega di Michelino. - Neanche a me.
Stiamo facendo un film che non ha senso. Perché fai sempre i film?
Ahia!
Voglio vedere questo film. Apri la busta.
- Veramente? - Sì, aprile.
Apriamo la busta, chissà che c'è dentro!
- Fammi vedere. - Che è? È un assegno. - Di 356 euro.
- Che vuol dire? - Che ne so? Quella è strana!
Sai com'è fatta, deve mandare… Mi ha mandato un assegno!
- Non lo so. - Te lo riprendi? - Allora lo butto, lo strappo?
Che è?
- Un anello? - "Mon amour."
- C'è scritto "Mon amour"? - Che vuol dire? - In effetti è strano.
- Non è una risposta. - Che risposta vuoi? Chiedilo a lei!
Va bene, chiedo a lei. La chiamo? L'hai detto tu, se non mi spieghi!
- Posa il cellulare. - E salvata "Mon amour"?
- Posalo, è l'una. - Lei sta facendo di tutto tranne che dormire.
- La gente a quest'ora dorme! - Ester, sono Eleonora.
Che cazzo significa l'assegno che hai dato a mio marito
- e soprattutto l'anello... - No, Ester!
SEGRETERIA TELEFONICA
- Ma vaffanculo, sei terrorizzato. - Sei pazza. Sei fuori di testa.
- Che fai? - Vado a chiedere a Ester dell'anello.
- Dove vai? - Vado a chiedere a Ester che significa l'anello!
- Dimmi che scherzi! - Dove abita? Dammi l'indirizzo.
Sta ancora dalla sorella? L'indirizzo? La via?
> Via della Reginetta, che numero?
- 14. - Le chiedo anche perché c'è ancora la sua roba in casa.
(Valerio) Cerca un posto vicino al ristorante dei genitori.
- Diamole un po' di tempo, poveraccia. - Poveraccia di che?
Trovale una casa, è il tuo lavoro.
Sposati?
- Si. - si, da oggi. - Bravi, bravissimi.
Avete fatto bene, non si sposa più nessuno. Tanti auguri, eh?
Papà diceva: "Da adesso non siete più due persone, ma una cosa sola.“
> Eh, il matrimonio!
Certo, devi trovare la persona giusta. Io sono stato fortunato.
Dopo ventuno anni è come se fosse sempre la prima notte di nozze.
- Complimenti. - Fortunato.
- (tassista) Voi che fate nella vita? - (Valerio) Io vendo case.
Agente immobiliare! Undicimila euro di commissioni ti ho dato!
Presi e buttati nel cesso.
- A me? - A te come categoria. Senza offesa, eh?
Invece lei, signorina? Anzi, signora, scusi.
- Sembra una brava persona. Che fa? - Sono tirocinante osteopata.
- Cioè? - Studio e intanto lavoro per uno studio specializzato.
(sottovoce) Dobbiamo dirgli tutti i cavoli nostri?
Noi tassisti stiamo scioperando perle app, non so se avete sentito.
- Sì, ma lei ne. - Ringraziate Dio, sennò stavate a piedi.
- Ah. - Non mi faccio mettere sotto, decidono tutto loro!
Noi gente onesta ci rimettiamo!
CORI DA STADIO DAL CELLULARE
Scusate, mia moglie. Pulcino, come mai sveglia a quest'ora?
- (vi va voce) Dove cazzo stai! - Sono al lavoro.
- Non prendermi per il culo! - Ho due clienti. - C'è lo sciopero!
- Scusate, il vi va voce… - Chi è, quella stronza?
Ahò, tu un uomo così puoi sognartelo solo di notte! Ti faccio un…
È un pulcino un po' geloso, mi ama.
Come dice il proverbio? "L'amore non è bello se non è Iitigarello."
Questo è vero, io lo dico sempre a lei.
- Torniamo in albergo, basta. - No.
Ecco. Mi accosta più avanti, va bene?
- Tanto cinque minuti. - Anche tutta la notte, il tassametro corre!
- Non può portare qui la sua roba? - Credo che qui sia provvisorio.
Ecco il 14.
Una volta questo era il palazzetto di famiglia.
Nonni e zii presi dai nazisti nel '43 e portati ad Auschwitz.
PIANTO DI NEONATO
- Chi è? Vale'! Che fate qui? - Niente, tranquilla.
Volevamo parlare con Ester. Le dici di scendere, per favore?
Non è tornata, era al vostro matrimonio.
L'abbiamo chiamata ma non ha risposto. Eravamo preoccupati.
Preoccupati di che?
Non è la prima volta che Fa tardi, ma tardi sul serio
e ci siamo anche stancati, che dici?
Perché guardi me?
La fai addormentare tu? Con il citofono lo hai fatto saltare.
- Che volete a quest'ora? - Dobbiamo restituirle una cosa...
- Che cosa? Dov'è mia sorella? - Tranquilla, starà tornando.
- Magari ha trovato un appartamento, no? - La smetti? Cafone!
Sarah, non preoccuparti, ho capito dov'è.
Ha conosciuto un tipo al matrimonio, è a casa sua, alla Garbatella.
- Sta da Michele. - Va bene, ho capito. Almeno sto più tranquilla.
- Sta recuperando il tempo perso. - Magari ha trovato una seria!
Quando la trovate, mi mandate un messaggio, cosi mi tranquillizza?
- Sì. - Scusa ancora. - Buonanotte. - Buonanotte.
< Che rompicoglioni, meno male che tua sorella lo ha "accennato".
< Zitto!
> Tornando a prima, l'osteopata è quello che scrocchia le ossa?
Sì.
- Quanto manca per l'albergo? - Sette minuti.
Ho ginocchio e caviglia un po' rotti, giocava a pallone.
Capita con il pallone.
- Perché una di Roma tifa perla Juve? - Tu sei romanista.
No, non segue il calcio.
Con questo squadrone ho vinto tutto, i romanisti non hanno vinto niente!
Perché devo stare con i perdenti?
Sei debole? Peggio per te. Non è colpa mia.
Anche i poveri hanno rotto le palle. Se sei povero, è colpa mia?
Infatti...
CORI DA STADIO DAL CELLULARE
- Pronto? - (vi va voce) Pisello', quando arrivi? Sono sola...
- Ti fa ridere? È divertente? - Dai. Non si può sentire' 'pisello.
Il mio amico scemo mi fa sempre scherzi.
- Mi fa fare le figuracce con i clienti. - Andiamo alla Garbatella.
- No, andiamo in albergo. - No. - Volevi tornare in hotel.
- Hotel o Garbatella? - Albergo! - Garbatella! - Ancora?
- Io devo girare… - Alla Garbatella. - No, in hotel.
- Guardi questo. - "Mon amour." E un po' volgare.
Devo passare la prima notte di nozze non sapendo perché l'ex fidanzata
- glielo ha regalato e lui non mi ha detto niente? - Bello stronzo!
- Bello stronzo io? E tu che hai scritto "Marco calcetto“? - Calmo.
- Sono cazzi miei! - Vieni a fare la morale tu a me!
Sei l'unico romano juventino e anche un crumiro.
- Siamo in tanti crumiri e juventini! - Basta, stiamo calmi!
- Lei guardi la strada. - Calmi lo dico io! - Dammi l'anello!
Che cazzo fai? Fermi la macchina! Fermi la macchina!
Sei veramente un deficiente!
CLACSON Scusa!
Dove vai? Sono 65 euro, il crumiro vuole essere pagato!
- Aspetta, torno! - Mi avete rotto le palle! 65 euro!
Ho il Pos rotto.
CLACSON
- Tieni. - Non ho il resto. - Ma vaffanculo, va'!
- Forza Roma! - A chi l'hai detto?
Vieni qua! A chi dici "forza Roma", stronzo!
- Andiamo, andiamo! - Ti ho capito, siete tutti uguali!
Romanista di merda!
Tanto ti "riacchiappo"! Dove scappi? Infamone!
CLACSON
< Ahò! Sposta il taxi!
Mamma mia… Di tutti i tassisti, questo dovevamo trovare, un matto.
Un romano juventino, non si può sentire!
Devi essere proprio marcio dentro.
- Per l'albergo… - Un autobus porta alla Garbatella. - Ancora?
- È una follia, capisci? - Devo capire chi ho appena sposato.
Non serve che vieni con me, vado da sola.
Tanto faccio sempre tutto da sola.
Aspetta. Oh!
VOCI NON UDIBILI
< Il primo soggetto era bello, strano, però interessante.
< Il finale era aperto e io era la protagonista. L'ho già raccontato.
- Non me ne frega niente, non hai mai fatto il film. - Ancora no.
Appunto, intanto "intorta" quelle che abboccano e le porta a letto
come ha fatto con te e come starà facendo con Ester.
Sei geloso?
Ma quale geloso! Capisci di che "sòla" ti eri innamorata?
— Quella è la stanza di Michele. — Eh.
Vieni.
GEMITI DI PIACERE
- Me ne vado. - No, stai qua. - Lasciami.
- No, dove vai? - Andiamo! - Sssh! Vieni.
(Valerio) Oh! Oh!
GEMITI
Senti?
< Sfondami!
Però! Una gentildonna.
- È lei? - Che ne so? - Non la riconosci?
Perché tu riconosci lui? Ma che dici?
- La riconosci? - Aspetta…
GEMITI
- Mm? - Eh... Eh.
- Ti piace? - Ti stai eccitando a sentire Esterina tua?
Tu a sentire Michelino tuo?
Ahò! Dove vai?
— Oh! Ma chi sei? — No, chi sei tu. Questa è la stanza di Michele.
- Sono il suo coinquilino, installava un programma… - Sì.
- Sai dov'è Michele? - È andata a un matrimonio. - Lo so, sono la sposa.
Felicitazioni. Poi passava in sala montaggio per chiudere il corto.
- Va bene. Grazie. - Prego. - Scusa.
Attento a installare questi programmi, diventi cieco. Chiudo?
- Grazie. - Buona serata. - Sì.
Ti rendi conto?
- Non posso crederci, non posso crederci. - Andiamo in albergo.
- Lo studio è qui. - Lo studio? Basta! - Sta qua…
Che senso ha? Stiamo girando tutta Roma la prima notte di nozze.
- La prima notte di nozze, che parolone! - Non divagare.
Non me la racconti giusta. L'anello, l'assegno, sono scuse.
- Vuoi vedere se Michele sta con Ester. - Rigiri la frittata.
- Voglio sapere che succede tra te e lei. - Torniamo in albergo. - Perché?
Perché si! Domattina ci svegliamo, ci facciamo portare la colazione
e vediamo se questa storia ti sembra ancora così importante. Dai.
- No, è importante adesso. - Perché è importante adesso?
Se non vieni, vuol dire che hai qualcosa da nascondere.
Quindi?
Io me ne vado, basta. Trova un altro crumiro, speriamo della Roma.
- Valerio? Mi lasci qui da sola? - Sì.
NOTIFICA
- Sai che non ti lascio sola. - Lo so.
Andiamo a studio da Michele, ma se Ester non è lì, basta.
Buttiamo l'anello, l'assegno, tutto. Veramente, eh?
- Sì. - Torniamo in albergo e non ne parliamo più. - Non hai capito.
- Se Ester non è lì, ci chiudiamo tre giorni nella suite. - Ah, sì?
- Con Django “a palla". - Pure.
VOCE NON UDIBILE
- Quello. - La hai detto, eh? - Sì.
Questo qui.
Qui fanno incisioni, registrazioni, doppiaggio, montaggio. Tante cose.
< Sì? - Cercavo Michele, dovrebbe essere al montaggio.
- Conosci bene questo posto, eh? - Ci ho passato giornate intere.
- Ha detto che ci ha messo l'anima, il suo percorso… - E Brave?
Mi ha chiesto di fare la colonna sonora. Ma quale percorso, dai!
- Ciao. Complimenti, eh? - Grazie.
- È strano che sia qui. - No, qui vengono molti cantanti.
Eccolo.
- Michele? - Oh! - Ciao. - Che fate qui? Che è successo?
Niente, tranquillo. Ma sei…
- C'è Ester? - Chi? Ah, la… No, perché dovrebbe stare qua?
Infatti. Perché dovrebbe stare qua?
In realtà… abbiamo fatto una scommessa, uno scherzo.
- Già te le sei messe. -Sî. - Meravigliose, poi sui tuoi piedi...
- Belle. - Ma che fai?
Sono comodissime. Grazie, Micky.
Comunque scusaci, è stata un po' una…
- Un po' una follia stanotte... - Io sto impazzendo. - Ma che fai?
- Sono in ritardo. - Andiamo. - Aspetta.
Non so se ho girato un capolavoro o una schifezza.
Una via di mezzo?
Non ci sono vie di mezzo nell'arte.
Non so perché siete qui, ma capitate “a fagiolo...
- Ho bisogno di un feedback per il corto. Non ditemi di no. - No, no.
- Dobbiamo tornare… - Per favore, dura poco. - Non possiamo. - Dai.
Domani ho appuntamento con quelli del Festival dei Corti, vi prego.
- Un certo dura poco. - Sì, però...
- Ci ha messo due anni a farlo. - Tre anni e mezzo.
Coppola ce ne ha messi sette per "Apocalypse Now“.
Sergio Leone ha impiegato dieci anni per "C'era una volta in America".
Non voglio influenzarvi, ma in questa carta c'è tutta la mia anima
- il mio percorso, la mia famiglia. Ci sono io. - Ti prego, dai.
Mannaggia...
Qui è dove si crea, eh?
GENIO AL LAVORO
PIANTO DI DONNA
La musica è provvisoria, ci sarà un brano di Carl Brave.
Si è "accollata", vuole fare le canzoni.
Per me è… fantastico.
Rispetto alle versioni che mi hai fatto leggere… è cambiata tanto.
Complimenti, ce l'hai fatta.
- Grazie, per me è importante la tua opinione. - Lo so.
Chiedi anche l'opinione di Valerio, lui capisce di cinema.
- Prendo un bicchiere d'acqua. - Sai dove sono i bicchieri, no? - Certo.
Vai, spara, spietato.
- Spietato, spietato. Sì? - Vai.
A me qui...
non mi è arrivato niente, Miche'.
Niente?
Niente.
Sai perché?
Perché spieghi troppo, hai una risposta per ogni domanda.
Secondo te c'è una risposta per tutto? La vita dà risposte?
Ahò...
- Micky, Valerio è la persona più critica del mondo. - No, va bene.
- Mi ha detto di essere spietato. - Ti conosco, ti fissi... - Ha ragione.
Penso le stesse cose che ha detto. Sapete perché?
Perché avete visto la vecchia versione! Era un test.
Ha fatto la critica intellettuale! “La vita dà risposte?“
Ma vaffanculo! Potevi fare solo l'agente immobiliare.
- Vaffanculo tu! - Oh! - Ci hai messo tre anni per questa cazzata?
- Tre anni per fare questa cazzata? - Che cazzo fai!
Non ti faceva così manesco.
- Stai bene, Micky? - Vediamo la versione definitiva? - Certo.
Che vuoi fare? Abbiamo fatto un patto!
Hai Fretta di andare in quella stanza "burina"? Vacci tu! Vai!
- Vediamo? - Lasciami perdere, Micky.
MIAGOLIO
Non ho iniziato io la discussione, non fare l'offesa.
Non conosci Valerio, fidati.
Chi scappa da una famiglia di commercianti che opprime
va a fare l'artista, il musicista, le rapine. Non vende case.
È ovvio che ti vengono i tic, la cervicale e vai dall'osteopata.
Meno male che gli sono venuti i tic, così ci siamo conosciuti.
Gli manca la visione, il sogno.
È ovvio che torni all'ovile, agli affari.
Parliamo proprio di mediocrità. È vecchio dentro.
Sta con i romanzi gialli, con la musica gitana. Roba antica.
Le cose sono belle o brutte, che vuol dire "roba antica"?
- Valerio vuole scrivere un giallo. - Non vedo l'ora di leggerlo.
È inutile, tu sei presuntuoso, egoista.
Invece Ester? Come mai non te la sei portata a casa? E strano.
- Righetto. - Ciao, Vale'. - Come stai? - Bene.
- Dammi una mano, per favore. - Sì. - Che fai qui a quest'ora?
- Non dovevi sposarti? - Sì, tutto a posto.
- Volevo fare due passi, fa caldo. - Passami lo scatolone.
Dice... "la mattina prendi un cornetto, un caffè“. Ma di che!
- Se senti questa porchetta, ti "sturbi". - No, grazie. - (Anna) Valerio?
Ma'...
Ma… che fai qua a quest'ora di notte? E successo qualcosa?
No, no, e…
Se ve lo dico, non ci credete.
Tu diccelo.
Mi è successo come zio Giancarlo. A proposito, come sta?
Zio Giancarlo sta meglio. Gli hanno fatto la lavanda gastrica.
Si è sfondato come al solito. Lo abbiamo appena portato a casa.
Sì, va bene, ma non ho capito che fai qui di notte, invece di…
Ve lo stavo dicendo. Mi sono sfondato al matrimonio, sto male.
- Non mi sembrava. - (Valerio) Deve essere stato il vino.
Avete fatto le cose in grande. Devo sempre ringraziarvi.
Vale', che è successo?
- Che fai con gli scatoloni in mano? - Aiutavo Righetto e…
Valerio, spiegami perché sei qui a quest'ora di notte.
Volevo fare una camminata, non si può?
Avevo dimenticato la Polaroid, io ed Eleonora la usiamo sempre.
Siamo andati a casa a vedere… però non… non c'è.
- Sta a casa nostra. - Sta lì? - Sta in camera tua. - A saperlo.
- Con i dischi, i romanzi gialli. - Per questo non la trovavo. - Eh!
- Va bene... - Andiamo a prenderla, dai.
Adesso? No, io posso fare le foto domani. Voi siete stanchi.
- Andate a casa. - Cinque minuti, andiamo e torniamo. - Dai.
- Vieni. - Ciao, Righe'. - Ciao, Vale'.
Chiamo Eleonora, voi salite. Avviso lei di…
Amore, sta a casa dei miei.
Hanno litigato, te lo dico io, la prima notte di nozze.
Cominciamo bene.
Comunque con quella Ester... Ci avrei fatto anche un pensiero.
Però dopo due minuti che ci parlavo, le palle sfracellate a terra.
Proprio dritta, quadrata, prevedibile.
Lei doveva sposare Valerio, non tu.
- Tu sei più borderline. - Oddio... È il termine che odio.
È il termine che usa chi non mi conosce e non mi capisce.
Però io ti conosco
e so che questa storia di Ester, dell'anello, dell'assegno...
Quanto te ne frega da una a dieci? Di' la verità.
SCATI'O DI SERRATURA
(Davide) Scusate un attimo.
(Anna) Però non va dall'urologo. Sai da quanto glielo dico?
- Vado in camera. - Sta nel primo cassetto sulla destra.
(Anna) Tanto è tutto come quando sei uscito di casa, non ho toccato niente.
Sì, infatti sta sulla scrivania.
- Tieni. Bevi questa, è una "mano santa“ per lo stomaco. - Grazie.
- Non ti abbiamo detto una novità. Vieni. - Vieni.
Con il matrimonio, sai…
(Anna) Non è niente.
- Chiudiamo il negozio di Via Frattina. - Ah.
- La signora ha insistito per l'aumento? - Non sente ragioni.
Chiaramente ha già un altro affittuario, però è un segno.
- Un segno? - L'abbigliamento è finito, l'abbiamo detto mille volte.
Proviamo a fare una "casetta" nel food.
- Tipo alimentari? Che cos'è? - Ristoranti. - Ah.
Abbiamo parlato con i genitori di Ester, loro sono tre generazioni...
- Perché c'è ancora la foto di Ester? - Eh. - Eh.
È il viaggio a Gerusalemme, e sempre stata lì.
Però ci siamo lasciati da tanto.
Stai bene in quella foto, è l'unica dove sorridi.
(Anna) Comunque ci sono anche le foto di nonna e nonno.
- Devo levarle perché sono morti? - Che c'entra? - Vabbè...
Stampiamo una foto del tuo matrimonio, finché dura...
- Come finché dura? - Vale, dai, su.
Perché siete sempre cosi diffidenti, sospettosi?
- (Anna) Ti conosciamo a memoria. - Sì, eh!
Però non avete notato che fingeva di sorridere. Qui avevamo litigato!
Volevo andare a Masada, ma lei era stanca. Altro che felice!
- Tutte le coppie litigano. - Io e lei litigavamo tutti i giorni.
Sempre meglio che litigare con tua moglie la prima notte di nozze.
- Non dire che non è vero. - Perché ogni volta che vengo si finisce…
NOTIFICA
- (Valerio) Eleonora vuole tornare in albergo. - (Davide) Vi da un passaggio.
- Ormai il sonno è passato. - No, vado a piedi.
Dove vai a piedi? È notte, è pericoloso. Ti accompagna papà.
- Ehi! - Eh. - Non scordare la Polaroid.
Con tutte queste cose... La Polaroid, certo.
Perché ti sei fermato? Devi portarmi in albergo, per favore.
Ele, tu vuoi parlare, la sento.
Se non parli con me, con chi parli?
Sai che se mi metto a parlare… stiamo qui fino a domani.
Sempre che tu dica la verità.
La verità. Che vuoi dire?
Quella che non ammetti nemmeno a te stessa.
Hai "seccata" quattro fidanzati, una dopo l'altro, l'ultimo ero io.
Trovi sempre un pretesto, scappi dall'amore.
Ora scappi da un matrimonio. Ti chiedi "chi me lo ha fatto fare“.
Fuggi sempre, non vuoi rinunciare al tuo lato oscuro.
Non puoi rinunciare al tuo lato oscuro.
"The Dark Side of the Moon." Me lo dicevi sempre, no?
- Leva questa cazzo di mano! - Dai, come se non la conoscessi...
Sei il solito manipolatore di merda, incapace e bugiardo!
La tua vita è tutta qua, ti frega solo di te stesso.
Ti ho lasciato perché sei un fallito.
- Valerio "ti si mangia" a colazione! - Dai, Ele!
- Ele! - Vaffanculo!
Stronza.
Ahò.
Eh, Vale', ogni tanto fumo. È l'unico vizio che ho.
Tua madre non sa niente, tanto non sale in macchina spesso.
E chi parla?
Ti dicevo… che anche a me rompe le palle con Ester ogni giorno.
Trova scuse per chiamarla, vuole sempre andare al ristorante dei suoi
perché sa che la trova lì.
Tu non dici niente?
Mi metto a discutere con tua madre anche su Ester? Lascia perdere.
Quando mi hai detto che volevi cambiare lavoro
non mi sono dispiaciuto, lo sai.
Però speravo che lo facessi per un tuo segno, una passione.
Da ragazzo suonava la chitarra, lo sai.
Tu vorresti scrivere, no?
Però ti sei dispiaciuto quando ho detto che mi sposava.
- No?
- Stupito. - Ah, stupito… - stupito.
Pensare che dei ragazzi oggi hanno ancora voglia di sposarsi.
- Chi ve lo fa fare? - La diresti se avessi sposato Ester?
Che c'entra? Noi ci eravamo affezionati, dopo sei anni.
La Shabbat insieme, il pranzo della domenica.
Era di famiglia. Anche quello conta, no?
Eleonora è diversa.
Diversa perché tu sei figlio di un rabbino e lei non è ebrea.
Mi hai preso per un razzista? Che dici? Non conosco bene Eleonora.
Come dice il poeta? "Odio e amo."
Lei può darti il mondo e togliertelo un secondo dopo.
Ma forse sono le uniche storie che vale la pena di vivere.
Dimmi una cosa, visto che… parliamo di matrimonio.
Voi due, te e mamma, dice... E una vita che…
Sempre insieme al negozio, mattina e sera a vendere mutande e camice
poi insieme a casa, a pranzo, a cena.
- A letto. - È una bella rottura di coglioni.
Te lo dico prima che ti rispondi da solo, ma è così anche per lei.
Quindi come si risolve questa cosa?
Non si risolve, si va avanti giorno dopo giorno come capita.
Per questo dico che bisogna pensarci bene prima.
Ti ho intristito?
Non darmi retta, io sono vecchio, rincoglionito, lascia perdere.
La vita è dalla tua parte, dalla tua parte… e di Eleonora.
Ridete insieme, è la cosa più importante.
Se non ridete, è brutto segno.
Poi… inventatevi un sogno.
Anche se sapete che non si realizzerà mai, voi…
Fate finta di crederci.
La fatica si sopporta meglio.
Infondo è come la fede.
Aiuta.
- Ti aspetto, vi porta in hotel? - No, tranquillo.
- Magari… abbiamo bisogno di parlare un po'. - Sì, hai ragione.
Vai da tua moglie. Vai, vai.
- Ahò. - Eh. - Si sente puzza di fumo?
- No. - Sicuro? - Tranquillo, non preoccuparti.
- Ciao, papà. - Ciao, bella mio.
- (Davide) Anna, è salito adesso. - (Anna) Hai visto lei?
- Che ha visto? Io sta sotto. - Lo sapevo, il solito "fregnone".
- Le telefono. - No, per favore. Non fare la solita madre ebrea.
- Ci prendono tutti in giro. Dio santo... - Andiamo alla reception…
Anzi, no! Saliamo in camera, voglio sentirli da dietro la porta
se litigano e fanno quello che devono fare. - In che senso?
(Anna) Se scopano, Davide, come dovrebbero fare marito e moglie.
Non ricordi la nostra prima notte a Venezia?
- No. - Eh, meglio, va'.
SEGNALE DI LINEA INTERROTI'A
Chi è?
Che fai qua?
- La cervicale, sei nervoso? - Tu che dici?
Sai in che casino mi hai messo proprio oggi? Anzi, ormai ieri.
- Sei qui senza la mogliettina, lo immagine e non mi dispiace. - Pure!
Ha passato la serata a guardarmi male perché parlava con il suo ex.
- Quel coglione là? - Eh. - Lei credeva che voi due…
Dille che può stare tranquilla, non è il mio tipo.
- Poi sono felicemente impegnata. - Ah, non lo sapevo.
Perché non sono affari tuoi.
Comunque ora sa dell'anello e del biglietto aereo da 300 e passa euro.
Quindi siamo a posto, no?
- Non glielo hai detto. - Sì, sì.
Non glielo hai detto! Ti rendi conto di che vigliacco sei?
Mi fai stare anche simpatica questa stronza, non posso crederci!
Secondo te la prima notte di nozze le dico che era andato a Parigi
a chiedere alla mia ex di sposarmi e le ho dato l'anello?
- Nel frattempo già uscivi con lei, quindi... - Vabbè. - Vabbè un cazzo.
Ho saputo da tua madre che ti sposavi con un'altra.
- Sei stato stronzo a scomparire così. - Litigavamo sempre.
Allora perché volevi sposarmi? Per noia, per fare contenti i tuoi?
Basta dare la colpa ai tuoi di come sei diventato, devi crescere.
Non puoi nasconderti dietro ai tuoi genitori per sempre, lo sai?
- Ti sei salvata, una come me… - Uno come te?
Uno come me… Mi manca sempre qualcosa.
Mi conosci meglio di chiunque altro, dai.
Sai quanto ci sto male, no?
Ti chiedo scusa.
Vabbè, Vale', dai, la vita va avanti.
Non pensavo che saresti tornata a riprenderti la roba.
Sapevo che non dormivate a casa e non avevo sonno, quindi...
Mi sono imbucata al tuo matrimonio apposta, volevo farti un dispetto.
Pensavi che non lo avevo capito?
Vabbè, adesso... visto che stiamo una a una
magari potresti spiegare tutto a Eleonora?
Pure?
Così ti evita la fatica. Sei proprio un cacasotto.
- Sarebbe un bel gesto. - Va bene, ti faccio questo bel gesto.
Non sei cattivo, sei soltanto...
Come?
Si stancherà prima lei di te che tu di lei.
UNA PORTA SBATI'E
- Grazie. - Ciao, Vale. - Buonanotte.
(Valerio) Non è rientrata?
Sicuro, eh? Siamo alla Love Suite.
Va bene.
Ahò...
- Ferma! Ferma! - Che cazzo vuoi!
Maniaco di merda, ti spacca il culo!
Volevo salvarti! Ti stavi buttando disotto! Ahio...
Mi stavo buttando di sotto? Ma tu sei scemo!
Io sono scemo? Vedo una che si sporge dal parapetto
tutta sola, a quest'ora che guarda il fiume, che devo pensare?
Dimmi tu! Questa la mette nel libro. Ahia...
- Mi hai rotto il naso. - Scusa. Scusa, non avevo capito.
- Non avevi capito? - No. - Quanto meni! Fai pugilato? - Kick boxing.
- Che fai? - Kick boxing. - Ma pensa tu!
Tra tutte quelle che vogliono suicidarsi
trovo quella che fa kick boxing! Che culo!
Che culo hai, Vale', che culo.
Valerio, giusto?
Io sono Francesca. Ciao.
Ciao.
Non hai il naso rotto, ti serve solo un po' di acqua fresca.
- Vieni. - Dove? - A una fontanella, vieni.
< Eleonora?
- Patricia, ciao. - Piccola! Che fai qua?
Non lo so.
- Bello il vestito. - Certo, lo hai disegnato tu.
- Hai fatto fare quello con lo spacco rosso? - E venuto bellissimo.
La userò perle gare. Vuoi vederlo? La tengo in accademia.
- In accademia? - La sala da ballo dove io e Carlito insegniamo tango.
Che bello il tango, bello!
Questo l'ho disegnato io.
— È bellissimo. Sei bellissima. — E la mia prima notte di nozze.
"Mon amour."
- Te lo ha regalato tuo marito? - No.
Abbiamo litigato tutto il tempo per questo anello.
La verità è che non me ne frega niente.
Mi serviva una scusa e…
- Sai, il panico da matrimonio, no? - Mm…
Sono una vigliacca.
Poi magari, se ti va, me lo spieghi.
Vieni con me, andiamo a vedere il tuo vestito rosso!
Ho quasi finito.
- Ci sei? - si, grazie. - No, grazie ate.
Se veramente mi fossi voluta buttare, mi avresti salvata.
- È un bel gesto, una cosa rara. - Che facevi là?
Immaginavo la scena del mio prossimo libro. Scrivo gialli, thriller.
- Dai! - Sì. - Leggo tre o quattro gialli al mese. Ci vado pazzo.
- In realtà vorrei scriverne una. - Perfetto! Hai già lo spunto.
Una notte d'estate, un ponte storico di Roma
un suicidio che non è un suicidio, un ragazzo carino e generoso
- e una ragazza che non è quello che sembra. - Alla Hitchcock.
I due non sanno nulla una dell'altra e si raccontano delle bugie
perché non sono quello che dicono di essere. Alla fine lei lo picchia.
- Se fosse un film, metteresti "Strangers in the night“. - Beh!
Ci starebbe bene il pezzo di Django che ascoltavo, non so se lo conosci.
- Ho quasi tutti i suoi vinili! - La conosci? - Certo!
A casa dei miei avevo fatto un patto con mio padre.
Se la porta della mia camera era chiusa e lui sentiva suonare Django
non doveva fare entrare mia madre perché non era solo.
- Cazzo! La vita ha più fantasia dei libri. - È assurdo.
Fino a cinque minuti fa, due sconosciuti, un attimo dopo
- due passioni in comune… Django. - Magari non ci fermiamo a due.
Perché sei vestito così?
0 sei un agente immobiliare o sei appena stato a un matrimonio.
- Tutte e due, complimenti. - Ah.
Però il matrimonio è mio.
< (Valerio) A quest'ora mia moglie starà scopando con il suo ex.
< (Valerio) Eleonora è… Comete lo spiego?
Lei è vitale, fantasiosa, una mezza matta.
Profonda, anche se non sembra.
Lei può darti il mondo e togliertelo un secondo dopo.
Anche se forse, poi…
Sono le uniche storie d'amore che vale la pena di vivere, no?
Fammi vedere.
Va molto meglio.
A Buenos Aires c'era la crisi
così mi sono ricordata del vecchio teatro di mio nonno a Roma.
Buonasera.
La nostra amica?
Eleonora.
Incantato.
Carlito, ti ho già detto che è un'amica, non è una cliente.
Lei ha rimessa a posto perfettamente la mia schiena
e ha disegnato l'abito rosso.
(Carlito) Sei stilista e anche osteopata?
Effettivamente... dovrei decidere.
MUSICA DI TANGO
La gente adora... il tango.
È bello il tango.
No, grazie…
< Il tango è un mistero, Eleonora.
< La tua vita... è un tango.
< Il tango è un mistero, Eleonora.
< La tua vita... è un tango.
< Signorina?
Signorina? Signorina?
- Buonasera. - Buonasera.
- Tutto bene? - Sì, bene, grazie. - Tutto a posto?
- Benissimo, si. - Ha i documenti? - No, i documenti no.
Sono in albergo. È la prima notte di nozze, quindi sono in albergo.
- (sottovoce) È drogata "fracica". - Sì.
La prima notte di… nozze.
- In quale albergo ha detto che sono i documenti? - Non l'ho detto.
- È il Grand Hotel, la Love Suite. - La Love Suite! - Sì.
E... ha la macchina?
- No, sono a piedi. - Allora l'accompagniamo in albergo
così controlliamo i documenti. - Grazie. - Prego.
- Salga. - No, aspetta… Questo devo buttarlo nel secchio.
- Dia a me. Dia a me. - Grazie. - Grazie.
Butta questa coppetta. Andiamo.
< No, Anna, la chiave è qua. Non sono ancora tornati.
Va bene, Paolo, grazie. Grazie. Ciao.
Che ti ho detto? Non è a casa né in albergo.
Me lo sentivo, sono la madre. E successo qualcosa.
- Dobbiamo fare qualcosa. - Che dobbiamo fare? Stai calma!
Saranno usciti a fare due passi, che ne possiamo sapere?
"Che ne possiamo sapere." Come fai a stare così calmo?
A te sembra tutto sempre normale.
Ha detto che andava in albergo. Andiamo. Muoviti!
Ma dove andiamo!
- Bello questo hotel. - Sì. - Ha un fascino d'altri tempi.
Lassù vedi uno spettacolo magico.
È proprio bello.
Non si può vedere questo spettacolo?
È… qua. Love Suite!
Buonasera, signori. Questa è la nostra Love Suite.
In questa suite hanno passato la notte Brad Pitt, Angelina Jolie
il Presidente Biden, la duchessa Basso Boldini, Lionel Messi
e il Mago Otelma. Buonasera.
Grazie, eh? Fa sempre questa cosa, non so perché.
A noi romani sembra normale questa roba, invece poi…
Goditi la notte, non parlare.
Sei un ragazzo strana, la sai? Mi piaci.
Questa sarebbe la mia prima notte di nozze.
Vuoi passarla da solo?
Hai detto che tua moglie adesso...
Aspetta.
Grand Hotel. Ti rendi conto? È tutto sprecato.
- Andiamo, dai. - Dove? Aspetta un attimo, non possiamo…
Possiamo, possiamo. Chiamo Paolo per vedere se è tornato.
Voglio sapere che cosa ha fatto a mio figlio.
- Tuo figlio chi? Ma che dici? - Lo so io. Lo so io.
Sento puzza di fumo in questa macchina. Non la senti anche tu?
- Boh.
VIBRAZIONI DAL CELLULARE
MUSICA DI CHITARRA DALLO STEREO
Sai gli americani come chiamano quelli come te?
"Family man."
Uomini con cui mettere su famiglia.
- Bravi padri, lavoratori, mariti. - Misa che non è un complimento.
Dipende se lo fai per convinzione o per costrizione.
Una cosa è certa. Quando noi collezioniste
riusciamo a far capitolare un family man, vale doppio.
Paolo si è assentato per mezz'ora, non sa se Valerio è rientrato.
Andiamo via. Se lo incrociamo, che figura facciamo?
Sssh! Parla piano, la gente dorme a quest'ora.
Io mi vergogno come un ladro a spiare mio figlio.
Posso esservi utile?
Sì, salve. La Love Suite, per cortesia.
- L'ultima porta in fondo al corridoio a destra. - Grazie.
Vi farà piacere sapere che li hanno passato la notte Tom Cruise
Meryl Streep, il Dalai Lama, monsignor Marcinkus
Bruce Springsteen, Federico Fellini con Giulietta Masini: e Pamela Prati.
Grazie. Arrivederci.
Grazie.
(sottovoce) Sssh! Vogliamo svegliare tutti?
- Ma che vuoi? - Fai casino!
- Eccola. - Lasciamo stare. - La devo fare.
MUSICA DI CHITARRA - Lasciami! - Senti la musica?
Come quando stava a casa con noi. Gli avevo detto che tu non lo sapevi
ma è chiaro come il sole. Questi stanno a…
- No, zitto, non dirlo. - Non lo dico, ma tu volevi saperlo.
- Mi fa impressione... - Ma che impressione! Ora sei contenta?
- Hai visto? - Va bene.
- Possiamo tornare a casa? - Sì. - Meno male. - No. - Come?
- Mi serve un bagno, l'emozione. - Vuoi farla qui?
- Andiamo nella hall, ne approfitto anch'io. - Va bene, andiamo. - Vai.
È meglio, dai.
Meglio così.
Meglio?
No, però...
SQUILLI DI TELEFONO
- Sì. - Signor Di Castro? Qui c'è la sua signora... con la polizia.
La polizia? Come la polizia?
Signor Di Castro, sono il brigadiere Bruni.
Abbiamo accompagnato in albergo la signorina Eleonora...
- Bollori. - Bollori, s Dichiara di essere sua moglie.
La signorina Bollori dichiara di essere mia moglie?
(brigadiere) Sì, dichiara di essere sua moglie. Lei conferma…
- Come sarebbe a dire? - Perché tu saresti una moglie?
Signorina, mi scusi. Signor Di Castro, scenda nella hall
con i suoi documenti e anche quelli della signorina.
Valerio, sono io.
- Mamma, che fai qua? - Sei da solo? - Sì, sono solo, con chi deve stare?
- E no... - Che vuol dire "stai da solo"? Che vuol dire? Sto salendo.
Non sali, scendo io! Hai capito?
- Cortesemente... Signor Di Castro? - Dice che scende. - Niente.
Scende lui. Lei è il padre... Mi favorisce un documento?
Sta scendendo.
- Brigadiere, eccomi! - Valerio… - Togliti.
Scusate!
- Vale', che è successo? - Non impicciarti.
Che altro hai combinato? Lei non sa chi è la signora Bollori.
Le dico io chi è mio marito? E un rompipalle, metodico, isterico…
Io sono una tranquilla! Tu mi fai incazzare, sei insopportabile!
Sei egocentrica e pazza! Non sai che cosa vuoi dalla tua vita.
Perché tu lo sai? Qualcuno sa che vuole dalla vita?
Non cambiare discorso! Hai rovinato la nostra prima notte di nozze.
Secondo te non dovevamo uscire dall'albergo
dopo avere trovato l'anello della tua ex.
Noi non dovevamo sposarci.
Ho fatto lo sbaglio più grande della mia vita.
Sono rompipalle, isterico e sono stato cosi coglione da innamorarmi di te.
Io sono stanca, vado a dormire.
Dove devo firmare?
- Buonanotte. - No, ferma... - Scusi.
Ah. Qua? Scusate. Poi ti chiamo.
- Ferma un po'! - Lasciami andare!
- Voglio stare da sola. - Io voglio stare da solo!
(Valerio) Non vai in camera, se prima non mi dici che hai fatto stanotte!
(Eleonora) Vuoi sapere che ho fatto?
Ho mangiato un gelato ingrassante, ho ballato il tango con un mio abito
perché sono una stilista e mi sono scopata Michele, okay?
- Brava! Vuoi sapere che ho fatto io? - No! - Invece devi saperlo!
Ho visto Ester, poi ha salvato dal suicidio una scrittrice di gialli
che ascolta anche Django, pensa un po'!
Siamo saliti in camera e abbiamo scopato!
- Che ti ho detto? - No, è chiaro che fanno finta, dai!
- Abbiamo festeggiato tutti e due la prima notte di nozze! - Sì!
E anche l'ultima, non resto con una traditrice come te!
Guarda che in camera vado io!
Ahia, oddio...
Che hai? Che hai? Oh!
- Che hai fatto? Che hai? - Dammi la mano, ti prego...
Io traditrice? Mon amour!
- Ferma!
Oddio...
- Dammela... - Che fai… - Dammi la tessera.
- Prendila, sta qua. La vuoi? - La voglia. - La vuoi? - Sì.
Prendila. Vai.
Pensi che non la prendo? Pensi che non la prendo?
Non sai stare senza di me.
Hai scopato o no con quel coglione?
- Oh? - No. Te lo giuro.
Non ci ho fatto niente, me lo sono inventato.
- Inventate? - Sì!
- Stai così. - Sì.
Non mi frega un cazzo dell'anello.
Non mi frega un cazzo dell'assegno, non voglio sapere niente.
- Anche tu lo hai inventato? - Che? - Dai.
La ragazza che legge i gialli e adora il chitarrista con tre dita.
Certo che l'ho inventato.
- Sei veramente un coglione. - Come te.
Sei un coglione.
Il popolo della notte è sparito, adesso si sveglia la gente comune.
Anche noi siamo persone comuni.
Mah, io no.
Mai stata una persona comune.
Troppa paura del… del dolore, di soffrire quando le cose finiscono.
Per questo scappo.
Scappa sempre.
Vuoi passare la vita a scappare?
- Sì?
Stiamo insieme?
Sì.
Per adesso a per sempre?
“Per adesso a per sempre."
Per adesso stiamo insieme per sempre.
- Dai! - Ferma! Non sei stanca? - No! Togli l'accappatoio.
(Valerio) Ferma! Mi fai male al braccio! Ahio!
- (Eleonora) Che è questo? - Che?
(Eleonora) Questo pezzo di carta che hai in tasca.
- (Valerio) Non è niente. - (Eleonora) Fammi vedere.
- (Eleonora) Che c'è scritto? - (Valerio) Che c'è scritto?
"Francesca, 333215..."
< Chi cazzo è Francesca!
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.