All language subtitles for Come Può Uno Scoglio 2023

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Original subtitles

(Cristina) Mi raccomando, battete tutti i quartieri.

- Tu vai a Borgo Cavour. - Sì.

- Tu vai a Piazza Duomo. - Va bene.

Tu vai a Buranelli.

E... E tu, invece, tu vai a Borgo Cavalli. Va bene ?

Prego ?

(con accendo pugliese) Sono Amedeo. Mi manda don Boschin.

- Ah, sì. Cristina Damini. - Piacere, Amedeo.

- Allora, lei è Amedeo... - Sì, Amedeo. Quello di prima.

- Sì. Il cognome ? - Ah, Grieco. Grieco.

- Nato a... - Foggia.

- Il... - Il 20 agosto 1983.

Allora, lei è assunto in qualità di autista factotum.

Factotum. Fa tutto.

- Ah. Ok, va bene. - La sua patente ? - Sì.

- Cosa è ? - Il foglio provvisorio.

- Mi hanno ritirato la patente. - Ha fatto molte infrazioni ?

"Avoja", ho superato il limite di velocità, sono passato con il rosso,

ho fatto un'inversione da applauso sulla Statale.

Certe cose con l'avvocato le evitiamo.

Mi inseguiva la Polizia, che dovevo fare ? Vabbè, però con l'avvocato siamo coperti.

Sì, trascrivo...

Funziona. Ne prendo un po'.

Sì, allora, come le dicevo,

se ci sono cose da fare, tipo la spesa, ritirare documenti, bollette da pagare...

Ti chiamo. L'auto è nel parcheggio ?

- L'auto è parcheggiata nel cortile. - A posto.

- E le chiavi ? Come la mette in moto ? - È vero.

Si mette in moto anche con le chiavi.

Sì...

Sa dove andare a prendere l'avvocato ?

Non ci sono parole per descrivere un grande uomo come il mio papà.

Un grandissimo costruttore che, partito dal sud,

ha realizzato progetti ovunque.

Adesso riposa accanto a sua moglie Rita,

la mia dolcissima mammina,

alla quale papà è rimasto sempre fedele.

- Ma questo non ha carattere. - Lo abbiamo candidato apposta.

Sono sicuro che con l'amore di mia moglie Borromea, dei miei bambini

e dei miei suoceri, i marchesi Pasin, tutto si supera.

Un ringraziamento speciale va...

(CANZONE: "TU TU TU... TA TA TA" DI KEKKO DANY DALLA RADIO)

Sindaco, sono arrivato. Sto qua. In posizione, eh.

Dai.

Voglio fare un ringraziamento speciale a don Giovanni Boschin.

- Ah, sta là. - La guida spirituale di papà.

Chi meglio di don Boschin può raccontare mio padre ?

- Mi hanno assunto. - Sì, lo so.

Un santo.

Grazie a tutti voi

per essere qui.

Vado, così timbro subito il territorio. Gli vado incontro.

- Resta qui. - Faccio vedere che sono efficiente.

Dai, aspetta.

- Tranquillo, ci siamo noi. - Grazie.

Condoglianze.

Ora però vado.

- Aspetta. - Vado.

Come hanno preso i bambini la morte del nonno ?

- Non glielo abbiamo ancora detto. - No, no.

- Aspettiamo il momento giusto. Erano legati a lui. - Coraggio.

- Possiamo andare, sindaco. - Scusi, lei chi è ?

L'autista. E factotum, vabbè... Andiamo.

- No, scusi. Ci sono le persone. - Me la vedo io. Ragazzi, dobbiamo andare.

Signori, per cortesia, non è il momento. Andiamo, Sindaco.

Un po' di delicatezza.

- Scusa, ma chi è questo ? - Ma non lo so chi è.

Signora, dall'altra parte. L'altra portiera, prego.

(CANZONE: "TU TU TU... TA TA TA" DI KEKKO DANY)

(CLACSON)

- Innanzitutto, digli che non sei il sindaco. - Sì.

Ma tuo padre non stava bene ?

No, stava benissimo, poi all'improvviso un infarto e...

Vabbè, comunque sono le morti migliori.

È successa la stessa cosa al padre di un mio amico. In Brasile.

Non ha retto le emozioni del Brasile.

# Brazil, pa-pa-pa #

Pam !

Ma almeno è morto felice.

(CANZONE: "TU TU TU... TA TA TA" DI KEKKO DANY)

Eccoci a casa, sindaco. Vai.

- Ma questo è matto. - Me lo ha mandato don Boschin.

Ora lo chiami e gli dici che non va bene.

- Sì, Borromea. Più tardi lo chiamo. - Adesso !

Ok, giusto. Adesso.

(CANE CHE ABBAIA)

E voi chi siete ?

- Io sono Ginevra. - E io Manfredi.

I figli del sindaco ?

- E questa di chi è ? - È di nonno Salvatore.

- Quello che è morto ? - Non è morto.

Abita qui sopra. Ora è in Puglia.

No, è andato più giù della Puglia. Ora è sottoterra. È morto, sì.

Veniamo ora dal funerale. Fresco fresco. Ehi, questa la usiamo noi.

Le mostro la sua dependance. Prego.

Lascio la valigia e torno, così parliamo un po', ok ?

Ciao, Ginevra. Ciao, "Siffredi".

(CANE CHE ABBAIA)

- E questo chi è ? - Abbaia tutto il giorno.

- Zitto, King ! - Fa tutto il giorno così ?

(ABBAIA)

Za !

Don Boschin, mi scusi.

Forse questo ragazzo non è adatto al ruolo.

Pio, la nostra associazione lavora con le carceri

proprio per offrire una possibilità di reinserimento

a quei ragazzi che come... Amedeo hanno avuto un passato difficile.

- Ah. - La madre morì molto presto.

Lui è cresciuto in orfanotrofio. Non ha mai conosciuto il padre.

È un bravissimo ragazzo ed è dotato di grande sensibilità.

Ah. È un ragazzo di grandissima sensibilità.

I bambini hanno saputo della morte del nonno.

- Chi glielo ha detto ? - Il ragazzo di grande sensibilità.

Ringrazia il parroco da parte mia.

Bambini miei, anche se nonno Salvatore non c'è più,

sarà sempre accanto a voi e vi vorrà sempre bene.

Eh ? Dai.

Adesso nonno Salvatore è in cielo e vi guarda.

- Amedeo ha detto che è sottoterra. - E che se lo stanno mangiando i vermetti.

No, nonno è il vostro angelo custode.

(Amedeo) Oh, sindaco. Sindaco.

Ma questo cappero di cane abbaia di continuo ?

Si dà il caso che il cappero di cane sia campione europeo di bellezza.

Giusto. Giusto.

Ah... e lo avete iscritto anche al Campionato Mondiale di Cagacazzi ?

Lo vincerebbe di sicuro.

Bambini, no. No.

Mi ha lesionato il cervello.

- Scusi, può venire ? - Non è normale. - Venga.

- Abbaia di continuo. - Venga con me.

È incredibile.

Ma ti pare normale ?

Abbiamo chiamato il miglior addestratore e ha detto che abbaiare è il suo istinto.

- Vieni con me. - Dove ?

- Scusi, mi dice dove stiamo andando ? - Qua va bene.

Va bene cosa ?

Il cervello. Mi fa male il cervello.

Scendi. Scendi.

Spostati. Spostati. Vieni qua.

Vieni con me. Vieni con me. Vieni.

Vieni con me. Vieni qua.

Vieni, vieni qua. Vieni qua.

Ma sta abbandonando il cane ? Ma poverino !

Entra in macchina. Entra in macchina, per favore.

- Ma non si può ! - Poverino lui ? Poverini noi, non lui.

Non possiamo abbandonarlo.

Starà soffrendo.

Io sono molto affezionato a King. Quando torno a casa mi fa sempre le feste.

Le feste dobbiamo farle noi che ce lo siamo tolto dalle palle.

Lo sapevo.

Che succede ?

Quando mi agito, mi esce sempre il sangue dal naso.

Ah ! Ecco.

- Andiamo. - Dove ? - Vieni con me.

King !

(KING GUAISCE) King !

King, tranquillo.

Non abbaia più.

"Il miglior addestratore".

King, ti sei cagato sotto, eh ?

La prossima volta che abbai, ti faccio provare l'autostrada.

Ma non è vero. Adesso noi andiamo a casa.

Sei troppo servile. Non va bene così. Devi essere più autoritario.

- King, sali in macchina ! - Subito.

No, tu. Dicevo al cane di salire in macchina.

- Ah. - Così non va bene.

Non va bene. Così è difficile. È proprio difficile, capito ?

Non so proprio che aggiungere. Tu non capisci le basi.

Il candidato sindaco che abbandona il cane. E se ti vedeva qualcuno ?

- Oddio, ma ha preso i bambini. - I bambini.

E quindi cosa succede a scuola ?

- Ci rubano le merendine. - E dicono che papà è scemo.

E no. Questa cosa non va bene.

Le merendine non si rubano.

È bella questa cantina.

Sì, nonno Ludovico è un grande produttore di vini.

- Prendiamo questa ? - No, nonno dice che sono bottiglie rare.

Si bevono solo nelle grandi occasioni.

- Stasera abbiamo una grandissima occasione. - Quale ?

Che non ci vede nessuno e questa ce la freghiamo.

Voi non dite niente, mi raccomando. Vi hanno spiegato l'omertà a scuola ?

- No. - No.

Beh, vabbè, almeno le basi. L'omertà è una cosa semplice, semplice.

Ginevra ?

Manfredi ?

- Eccoli là. - Oh.

Bambini, venite. Andiamo a letto.

- Forza, venite qua. - Dai, a letto, bambini.

Su, a dormire. Domani c'è scuola.

- State bene ? - (insieme) Sì, mamma.

Andiamo a dormire ?

- (insieme) Buonanotte, zio Amedeo. - Buonanotte, nipotini belli.

Non è vostro zio.

Dai, dai.

Vai a dormire pure tu, dai. Ci vediamo domani ?

A proposito, domattina può vestirsi in modo più consono al ruolo che ha ?

- Grazie. - A disposizione.

Ti stupirò !

Insomma. È uguale a quello che esce dal panettone.

(CANZONE: "IO SO GUAGLIONE" DI RICO FEMIANO E NANCY COPPOLA)

- Come sei messo con gli impegni ? - Tra un paio di giorni scendo in Puglia.

- Ho i Consigli d'Amministrazione delle società di papà. - Parti domani.

- Giusto. - Torni per le presentazioni della lista.

- Certo. - Dottore, hanno chiamato da scuola.

No ! Bastelli, posso andare dai bambini ?

- Vai, vai. - Grazie.

La chiamo io. Grazie.

Pronto ? Arrivo.

- Non può andare in giro con uno così. - Non mettiamoci contro il prete.

I soliti bulletti. Li avranno maltrattati.

- Li avranno offesi e rubato la merenda. - Brutta cosa, la maleducazione.

- Bambini miei, cosa vi hanno fatto ? - (insieme) Niente, papà.

Il solito gruppetto ruba la merenda,

ma Manfredi e Ginevra ci avevano messo dentro del lassativo.

Guardi cosa succede in bagno.

Dai, corri.

Vai, vai, vai.

Bambini, ditemi che non è vero.

Bambini, si fanno queste cose ? Dai, su. Adesso in punizione, dai !

Dritti a casa, dai ! Su ! Ma siete impazziti ? Eh ?

Beh, come è andata ?

Ci hanno rubato le merendine e se le sono mangiate.

Poi li abbiamo visti correre in bagno.

Non si fa !

- Avete messo tutte le goccine ? - (insieme) Sì. - Bravissimi.

Bambini ?

Se i figli del primo cittadino fanno questo,

i figli dell'ultimo che devono fare ?

Dove siamo arrivati ?

Pio, basta. Non è un buon esempio per i bambini.

- Borromea, ha un passato difficile. - E noi un presente.

- Non ha mai conosciuto il padre. - Nemmeno io vorrei conoscere uno così.

Cosa c'è ? Perdi i voti dal parroco ?

Quali voti, Ornella ? Qua perdiamo la faccia.

Certo, Ludovico. I miei nipoti teppisti. Licenzialo subito !

- Pio, partirai con lui domani per la Puglia ? -No, no, assolutamente.

(in dialetto veneto) Le ore sono anni per chi aspetta.

- Questa cosa tuo padre l'avrebbe risolta in un attimo. - Già.

Papà.

Vado.

"Le ore sono anni per chi aspetta". Giusto.

(CANTANO: "BAMBOLA" DI MATTEO MILAZZO)

# Bambola, col fisico perfetto t'ha fatt mammà

# Sogni le copertine e tu nun vuò studià

# A scola o' professor hai fatt nnammurà

# Hai dieci in amore #

Bambini, stop, stop, stop.

Bambini, ora papà deve parlare con il signor Amedeo.

- Papà, vai via. Dobbiamo cantare. - Papà, vai via, dai.

- Sindaco, ti chiamo quando finiamo. - Semmai sono io che chiamo lei.

Prego, da questa parte. Può seguirmi ?

- Papà, fuori. - Fuori.

Bambini, devo parlare con il signor Amedeo. Non spingete !

- Devo parlare con il signor Amedeo. - Dai, dai, dai. Ricominciamo. Dai.

Pronti ? Via.

(insieme) # Bambola, sul tuo banco di scuola scriv a' verità

# Duie cor, le iniziali e u nomm e chillu là

# Che a te ti fa impazzire, ma non sai che la nnamurata ten già #

- Quando pensi di arrivare ? - Penso in tarda serata.

Forse anche primo pomeriggio.

- Andiamo ? - Perché ha preso quell'auto ?

Dai, sali. Andiamo.

- Ciao, amore. - A proposito...

Borromea, ho steso la mia roba. Riesci a ritirarla ? Il meteo riportava...

"Cumuli nembi con probabili precipitazioni".

Se dai anche una botta di ferro da stiro, sei la numero uno.

(CANZONE: "TILL IT SHINES" DI BOB SEGER & THE SILVER BULLET BAND)

- Di chi è questa ? - Ah, è mia. La guidavo da ragazzo.

Ehi, ma sei tu quello ?

Ah, sì. Ero il leader del mio gruppo musicale, i Vintage.

Facevamo repertorio degli anni '60, '70 e '80.

Quello è Michele, il batterista. Oggi è un produttore.

L'altro, invece, è Nico. È un autore pazzesco.

- Scrive per i big della musica. - Fortissimo.

- Eh, sì. - Fammi sentire qualcosa, dai.

- No, ma sono 20 anni che non canto. - Una canzone, dai.

Ma...

Dai, dai.

Vediamo, ma non le assicuro niente di...

(stonando) # Love is love, love is in me

# Love is love, love is in me

# Love is love #

(FARFUGLIA)

- Ma tu questo lo facevi in pubblico ? - Sì. - E nessuno ti ha mai picchiato ?

Sente anche lei puzza di bruciato ?

Qualcuno ti avrà sentito e si è dato fuoco.

Povera, chissà quante ne hai passate !

Giovanni ? Giovanni ?

Pio.

- Non dovevi arrivare domani ? - Cosa stai bruciando ?

No, niente. Roba vecchia. Documenti inutili di tuo padre.

- Ti do una mano. - No, no, no. Ehi.

Fermo, ci penso io. Non toccare niente. Lascia stare.

- Ci penso io. - Vabbè, come vuoi.

"All'esimio professor Giuseppe De Rossi..."

Il mio docente di Diritto Costituzionale. Che persona perbene !

"Grazie per tutto quello che ha fatto. Riceverà in una busta i soldi 'pattùiti'.

Cordiali saluti, Salvatore D'Antini".

"Pattuìti".

"Carissimo professor Antonio Pagliuca..."

Diritto Civile, un galantuomo. Lo ricordo ancora.

"Volevo ringraziarla sentitamente.

Troverà in una busta i soldi a lei 'elàrgiti'.

Grazie ancora, Salvatore D'Antini".

"Elargìti".

"Rettore Magnifico"... Qua volano proprio i complimenti.

"Volevo ringraziarla per l'interessamento a quell'incapace di mio figlio

e, come 'sàncito', le invio i soldi in una busta.

Un cordiale saluto, Salvatore D'Antini".

Oh... Sindaco ?

Sindaco ? Sindaco ? Oh !

Sindaco ? Sindaco !

Bevi ancora un po', bevi.

Ora mi spieghi che è successo ?

- Mio padre ha pagato i professori per comprare la mia laurea in Legge. - No.

- Sì. - No.

Ma vaffanculo ! Chissà cosa pensavo fosse successo.

Anche io ho pagato per la patente.

- Lei non l'ha presa alla scuola guida ? - Ma che ! Un amico alla Motorizzazione.

Gli ho dato 100 euro e mi ha dato la patente.

E i quiz, le domande ?

Una domanda: "Bastano 100 euro per la patente ?" e me l'ha data.

Guido da quando ho 12 anni.

Se durante la campagna elettorale si venisse a sapere

che mio padre ha comprato la laurea, che figura faccio ?

Sei troppo sensibile. In Italia per una cosa così ti stimano.

Sei uno di noi !

- Scusa un attimo. - Troppo sensibile. È troppo sensibile.

Giovanni ! Ferma tutto ! Ferma !

Giovanni, che altro sai di mio padre ?

Giovanni, parla !

Puoi andare. Vai, vai.

Complimenti, eh.

Complimenti.

Giù le mani !

(AMEDEO RIDE)

Guarda che ho trovato, guarda.

- Chi sono quelle ? - Le amanti di tuo padre.

Hai capito che "ciaciaccone" Salvatore ?

Senti questa che ha scritto: "Salvatore, sono anni che dici di amarmi,

ma continui a stare con quel cesso di tua moglie".

Ma cosa dice questa ? Mia mamma era una donna bellissima.

Guardi.

- Quella era tua madre ? - Sì.

- Che è ? "Glutei free" ? - No, mangiava pane, pasta.

"Glutei free". Senza culo.

Peccato.

"Continui a ripetermi che non puoi mollare la tua famiglia

per colpa di quel grandissimo fesso".

- Di chi parla ? - Non lo so.

"Dovresti smettere di proteggere tuo figlio".

Ah, sei tu il fesso.

"Se quello vuole cantare, lascialo in pace.

Tua, Annarella Giudici".

Bravo, Salvatore !

Faceva il "porcacchiello", Salvatore.

Se trovo qualche altra parte, te la faccio vedere.

Vado a fare un bagnetto. E bravo, Salvatore !

E bravo, il "ciaciaccone".

Salvatore il "porcacchiello". Ma la vodka non c'è in questa casa ?

- Quando pensi di tornare ? - E non lo so, amore mio.

Qui devo sistemare delle pratiche lasciate da papà.

- I bambini cosa fanno ? - Non li sento, si saranno addormentati.

(insieme) # Bambola, col fisico perfetto t'ha fatt mammà #

- Loretta ! - # Sogni le copertine tu non vuò studià #

- Bambini, venite con me. - Fammi sapere quando torni.

Ehi, ti piace la salsiccia ? Ho messo anche due costolette di agnello.

- Che è quella faccia ? Che è successo ? - Questo nome è in tutti i documenti.

- Un certo Carmelo Laino. - Carmelo Laino ?

Non lo conosci ?

No, ma vorrei sapere perché papà gli ha dato tanti milioni a nero.

Ma... Veramente... Sventola. Sventola.

Io mi chiedo... Ma prima di conoscere me, come era la tua vita ?

Come hai fatto a sopravvivere ?

Pasquale, un'informazione "volante". Tu lavori ancora per Carmelo ?

Sul Gargano ? E io sono sul Gargano.

Ahia !

Domattina è perfetto. Ciao, Pasquale.

Mannaggia... Domattina ci parli di persona ed è fatta.

Ma cosa è ? Una finanziaria...

Una specie di finanziaria, diciamo.

Mangiati la salsiccia, va'.

Grazie, Pasquale !

Perché siamo vestiti così per incontrare Carmelo Laino ?

Quante domande. Quante domande ! Sempre a chiedere.

Fidati un attimo. Fidati ! Andiamo, dai.

Andiamo !

No.

No, vieni.

- Vieni, vieni. - Che c'è ?

Guarda, guarda qua. Eh ?

- Questo è un orologio da 100.000 euro. - No. - Sì.

- E ora ? Che aveva detto Pasquale, di qua o di là ? - Non lo so.

Mi scusi, dove sono gli uffici del dottor Carmelo Laino ?

- Ci manda Pasquale Panella. - Ah, Laino ? Il latitante ?

- È la casa più giù. - Grazie.

- Ma stiamo andando da un latitante ? - Oh, abbassa la voce, ma sei scemo ?

Abbassa la voce. Andiamo.

- Entrate, forza. - Muoviti.

Non ce la faccio più.

- Che succede, Cosimo ? - Voi non potete capire.

Prega sempre. Parla con Gesù, la Madonna, i santi.

Fa le Messe, fa i Rosari...

Io volevo fare il mafioso e invece sto facendo il sacrestano.

Non ti abbattere, dai.

Presto tornerai di nuovo a sparare, a minacciare, a fare le estorsioni.

- No, io non mi illudo più. - Ehi, non devi perdere la speranza.

- È vero, Pio ? - Eh ? - Eh, vabbè, dai.

- Ma ora Carmelo dov'è ? - Dove deve stare ?

- Nella catacomba a pregare. - Andiamo, dai.

No, per carità. Dove andate ?

Non vuole che si entri da lui vestiti così.

- Ci dobbiamo cambiare di nuovo ? - Certo. Venite.

Sì, funziona così. Dai, dai.

Non è che devi sempre chiedere. Non chiedere. Si fa così.

Ci sono dei codici, hai capito ?

Carmelo ?

Ci sarebbero loro.

Don Carmelo, siamo gli amici di Pasquale.

Voi non siete amici.

Sì.

Siete fratelli. Siamo tutti fratelli.

Marco 3, 31-34.

"Tua madre e i tuoi fratelli sono qui fuori che ti attendono

e desiderano di vederti".

E Gesù cosa rispose ?

"Fateli entrare ?"

- No... No... No... - Stai zitto. Se non lo sai, stai zitto.

"Mia madre e miei fratelli sono quelli che ascoltano la parola di Dio e..."

"La mettono in pratica".

- E così la Parola di Dio. - È amore.

- Dove successe questo episodio ? - A casa Betania.

- E chi vive in casa Betania ? - Lazzaro, Maria e Marta.

- Accomodatevi. - (Amedeo) Grazie.

In cosa posso esservi utile ?

Don Carmelo, lei conosceva un certo Salvatore D'Antini ?

Salvatore.

Salvatore...

Grandissimo, grandissimo fratello mio.

Perché "conoscevi" ?

Perché hai usato il verbo al trapassato ?

Perché è trapassato un po' di giorni fa.

Cosimo, stasera facciamo una Messa in suffragio dell'anima di Salvatore.

- Siamo pieni di Messe fino a mezzanotte. - La facciamo dopo mezzanotte.

- Non dormiamo nemmeno stanotte ? - Stasera preghiamo e digiuniamo.

Digiuniamo pure ?

Da stasera non si mangia fino a nuovo ordine.

- (sussurrando) Non ce la faccio più. - Dai, un po' di pazienza.

Salvatore, un uomo che ha sofferto tanto. Aveva un grande dolore.

- Una malattia. - Una malattia ?

No, non aveva...

Il figlio scemo. Non si dava pace.

Voleva cantare. Una volta, mi ha fatto sentire la voce del figlio.

# Love is love

# Love #

La voce di un castrato.

Uguale, uguale.

È così, che vuoi ?

- Mi scusi... - Eh.

Perché Salvatore le ha dato così tanti soldi in nero ?

Per salvare un suo amico. Un certo marchese "Pisan", "Pasan"...

- Pasin, per caso ? - Lui. Lui.

Ho conosciuto tardi Salvatore. Gli ho prestato molti milioni.

Il marchese spendeva tutto a zoccole. Scusa, Signore.

Salvatore ha pagato il suo debito e poi fecero un accordo tra loro.

Quale accordo ?

La figlia del marchese frequentava gente strana.

- Fumava. - Ah.

- No, non fumava. - Lui dice che fumava.

- Certe canne così. Bombe, "bam" ! - Droga.

- La droga ? - Assai.

E allora, cosa successe ?

Fecero conoscere il figlio scemo di Salvatore

e la figlia sballata del marchese e li fecero sposare.

No, vabbè. Genio. Proprio un genio. Questo è geniale.

- Sì. - Ma veramente ?

Incredibile.

- Il matrimonio era organizzato ? - Di più.

Oh, che...

- Che c'è ? - Quando si agita.

- Ah. - Eh... Ecco, lo sapevo. Perde sangue.

Salvatore aveva un altro grande tormento.

Un grande segreto nel suo cuore.

Salvatore...

Aveva un... (RUMORE DI ELICOTTERO)

Cosimo ?

Cosimo, che succede ? Cosimo ? Cosimo, che sta succedendo ?

- Cosa stava dicendo ? - Shh, stai zitto un secondo.

Cosimo ?

Sono 20 anni che vi aspetto ! Ho pregato tanto ! Di qua ! Di qua !

Oh, dove andate ? Qua !

No ! Venitemi a prendere !

Sì, sto qua !

Che bellezza qua.

Aveva organizzato tutto alle mie spalle.

Hai capito perché ci trasferimmo in Veneto ?

Avrei voluto conoscere tuo padre. Un personaggione.

Dovevo andare a Milano con Michele e Nico per tentare il successo.

Io dovevo cantare, inseguire i miei sogni. E invece lui mi ha cambiato la vita.

Che stronzo.

Ma tuo padre lo faceva per proteggerti.

- Ti vedeva uomo di sabbia. - Che significa ?

Che non sei uomo di scoglio.

Ah. Adesso è chiaro.

Ma come te lo spiego ? Come ?

(CANZONE: "YOU'RE THE FIRST, THE LAST, MY EVERYTHING" DI BARRY WHITE)

Che cazzo fai ? Oh !

Ma sei matto ?

Sei di sabbia o di scoglio ?

Dimostra a tuo padre chi sei ! Buttati !

(SQUILLI DI CELLULARE)

No ! Borromea ! Non torno !

Ah !

(CANZONE: "YOU'RE THE FIRST, THE LAST, MY EVERYTHING" DI BARRY WHITE)

Claudia.

-Il coglione ha il cellulare spento. Lo hai sentito ? - Ho chiamato in villa.

Ha detto che si stava muovendo. (ROMBO DELLA MOTO)

- Piacere. - I soci sono arrivati. Prego, avvocato.

Hai capito Salvatore ! Roba di lusso qua !

- Che cosa è questo ? - Questa è la nostra ultima progettazione.

Un parco naturale di Roma trasformato in centro residenziale.

- Tuo padre ne era orgoglioso. - Davvero ?

- Lei conosce Pete Townshend ? - No.

Io sì.

Ci sono altri progetti del padre in costruzione ?

- No, solo questo. - Peccato.

Devi farmelo conoscere Pete Townshend. È un tipo nervoso.

Così dicono.

Tranquilli, è solo un cretino. Vero, Paolo ?

Cretino ? È un coglione.

Gli fregheremo tutte le società.

Signore e signori, è qui con noi, "the boss of the 'barracca'",

il rockstar, Pio D'Antini !

Sa, prova.

# Eh, oh #

Dovete ripetere tutti insieme, dai.

# Eh, oh #

(insieme) # Eh, oh #

# Piripiripiri #

# Piripiripiri #

- Oh ! - Oh !

- Oh ! - Eh !

# Eh,

# Oh #

(insieme) # Eh, oh #

Dottor D'Antini, apre lei il Consiglio d'Amministrazione ?

No, io lo voglio chiudere.

La società non c'è più. Hai qualcosa da aggiungere ?

Io ? Che cazzo me ne frega. La società è di tuo padre.

Il Consiglio d'Amministrazione finisce qua.

# Alright #

(Amedeo) Cia'!

È impazzito.

Sono libero ! Addio, papà !

- Torno a vivere ! - Eh !

"Chi t'è muort" ! A momenti moriamo.

Sono 20 anni che non ci vediamo.

Michele, il grandissimo batterista dei Vintage.

- Ti ricordi quanto eravamo forti ? - Sì, mi ricordo, mi ricordo.

- Michele, li hai tutti tu ? Io conosco tutti loro. - Sì.

Sono tutti artisti prodotti dalla mia etichetta.

Vengono trattati come esseri musicali inferiori

solo perché raccontano le verità della vita.

- Sono loro i veri punk. - No... No !

- Che c'è ? - No !

- Hai anche Archie Scippo ? - Sì.

Domani esce il suo disco, ma lui è in carcere.

Hai capito ? Esce prima il disco e poi esce lui.

Che grande produttore. Che ti avevo detto ?

Michele ?

Archie... Che bello qua.

Ricordi quando io, tu e Nico volevamo andare a Milano ?

Io e Nico siamo andati, ma tu non venisti.

Perché mio padre non voleva che io cantassi.

Ora papà non c'è più.

- Ah, mi dispiace. - Michele, io torno a cantare.

E chi mi produce ?

Tu !

Pio, tu hai fatto delle scelte.

- Michele, ma ti ricordi la mia voce ? Te la faccio sentire ? - No, la ricordo.

Se la ricorda. Se non se la ricordava, c'era speranza, ma se la ricorda.

- Te la faccio sentire. - No, Pio...

Pio, ti prego.

(Pio) Sa, sa.

# Love is love

# Love is in me

# Love is love, love is in me

# Love is love #

- È più forte di me. - # Love is in me #

- # Love is true, love is in me # - (Michele) Pio ?

Grazie, vieni.

- Ehi, portatelo. - Me lo porto, me lo porto. - Sì.

- Com'è ? - Allora, Pio... - Eh ?

Pio, ho molte cose da fare oggi, eh ?

- Michele, fammi cantare. - È stato un piacere rivederti.

Io spero di vedervi presto, ma ora...

No, no. Michele, per favore. Dammi un'opportunità.

(SQUILLI DI TELEFONO) Ciao, Pio.

No, ti prego.

Valeria ? Sì, fallo entrare. Vai.

- Michele... - Andiamo, dai.

Andiamo.

- Michele. - Sì, dimmi.

- Lorenzo Afragola non può cantare stasera. - Calo di voce ?

- È entrato in un appartamento e lo hanno arrestato. - Ah !

Chiama Max Sanità.

Lo hanno gambizzato in un agguato ieri sera.

Tony Malandra deve fare la proposta alla fidanzata. Con quello non si scherza.

Qualcuno deve cantare per forza.

A noi due.

- Giovanna, ti devo dire una cosa. - Cosa, Tony ?

(in dialetto napoletano) Vieni con me. Chiudi gli occhi.

Lo sai, non riesco a "espellere" i miei sentimenti.

Ci sarà una dolce voce a farlo per me.

Questa canzone d'amore è per te. Apri gli occhi.

(CANTA: "SWEET JANE" DI LOU REED)

# Standin' on a corner

# Suitcase in my hand

# Jack is in his corset, says to Jane,

# Who's in her vest and me, I'm in a rock 'n' roll band

# Yeah, yeah

# Sweet Jane

# Sweet Jane

# Sweet Jane

# Sweet Jane

# Yeah, yeah, yeah, sweet Jane

# Sweet Jane #

- Andiamo. - No, la seconda parte !

Quale seconda parte ? Vai, vai.

(FISCHI) Non ti fermare, corri.

Eh, eh, ehi !

Ehi, canto io adesso.

(CANTA: "TU SI A' FINE D'O MUNNO" DI ANGELO FAMAO)

# Se io penso, io pens' a te, si suonn, suonn a te

# Sono cotto d'amore, voglio solo te

# Con quella gonna corta mi fai girare la testa

# Ho una voglia matta di baciarti ancora

# Cu' tte voglio fa ammore, sei tu o' primmo pensier

# Sei tu quella perfetta, tu sei a' fine d'o munno #

Ah !

Ah ! Aiuto !

Carmine, vieni con me !

- Lo prendo alla testa. - Oh !

Pace !

Ah !

(GRIDA)

Mannaggia.

- Muoviti. - Mi hanno sparato !

Sì, mi hanno sparato !

Andiamo da Michele. Ci deve spiegazioni.

- Mi brucia. - Sì, è normale.

Un colpo a bruciapelo.

(CLACSON) Ah !

Ci hanno trovato !

- Amedeo ! - "Frat' a me"!

- Fratello mio. - Vita mia. - Bentornato.

- Scusa se ti ho disturbato. - Tu non disturbi. Che è successo ?

Lui è Franchino. Sai dove ci siamo conosciuti noi ?

- In galera. - Te lo ricordi, eh ?

- Oh, che è successo ? - Niente di che, gli hanno sparato. - Ah.

Non voglio andare in ospedale, sennò la Polizia...

Quale ospedale ? Me la vedo io. Alzalo.

Ehi, ehi, ehi, dai. È arrivato Franchino, dai.

- È sensibile. - Eh, forza. - Dai, dai.

- (Franchino) Vieni con me. - Non ci pensare, dai.

- Buonasera. - Che ha fatto ?

- Ha cantato Lou Reed a Tony Malandra. - Oh, Gesù.

- È arrivato il chirurgo ? - L'ho chiamato, ora arriva. - Forza.

È già arrivato, dai.

Cantavi Murolo, cretino.

- Oh, ma chi gli ha sparato ? - Tony Malandra.

- Lo chiamano "il cieco di Sorrento". - Però pure lui si è messo a cantare.

Non è condannabile. Non lo è.

(RIDONO) Salve.

- Tu che ci fai qui ? - Sono il chirurgo.

Ah, è arrivato il dottore. Andiamo, andiamo.

- Ha detto Franchino che è bravissimo. - Certo. Scherzi ?

Tommaso sta studiando per i test di ammissione a Medicina.

Tommaso, visto che ci sei, controlla anche il naso. Perde sempre il sangue.

È l'"epitaffi", è quello.

Appunto, dai, la sala operatoria è pronta.

- Dai. - L'epistassi, non l'epitaffi.

A me l'epitaffio dopo l'operazione. Sicuro.

Andiamo, il termine epitaffio, epistassi... Cammina.

Forza e coraggio, vai ! Vai ! Forza e coraggio !

- Tommaso, anestesia totale o parziale ? - Totale.

Ma cosa è ? Un film western ? Bevi, bevi.

Dai, tutto d'un fiato, vai. Vai, vai, vai.

Oh... Tutta tutta.

- Ah ! - Un po' di anestesia anche...

- Un po' di anestesia anche a me. - Zia, a te no, ti fa male.

- Hai il fegato che ti fa male. - Allora... Dai, dai.

Faccio il filmino per i bambini.

Vuoi iniziare dalla gamba sana così fai pratica ?

- Ma quale gamba sana ? - È uguale.

Stai zitto ! Gli metti pressione. Non vedi che è giovane ?

Poi dicono che i giovani scappano. Dai, cominciamo.

Belli di papà, guardate come soffre, guardate.

Uno, due, tre.

- Ah ! - Zitto ! Ha paura. Ha paura.

- (Amedeo) Vai, vai ! - (Pio) Oddio, non passerò la notte ! Ah !

(GRIDA INDISTINTE)

- # Sweet Jane # - # Pa-pa-pa-pa #

- Oh, Michele. Allora, mi produci ? - Vaffanculo "a mammeta".

- # Sweet Jane # - # Pa-pa-pa-pa #

- # Sweet Jane # - # Pa-pa-pa-pa #

Ma che succede stasera ? Ce n'è un altro. Io devo andare a dormire.

Zia, noi dobbiamo fare del bene. Lavorate il maglioncino.

(SQUILLI DI CELLULARE) (farfugliando) Pronto ?

Amedeo, perché Pio ha il cellulare spento ?

Un attimo solo.

La marchesina Borromea vuole "interferire" con lei.

(Amedeo) Glielo passo.

(farfugliando) Borromea cara, sei una drogata.

Sei una sballata. Ti facevi certe bombe così.

- È vero ? - Ah, le bombe.

(Pio) Drogata !

# Sweet Jane, pa-pa-pa-pa

# Sweet Jane #

Capito, Amedeo ?

Accompagnate il signore dal figlio

e poi un amico mio viene a prendere l'ambulanza e la porta qua.

- Tieni. - Franchino, che devo dirti ? Grazie.

Sei un fratello !

- Ti voglio bene. Assai. - Pure io.

Signor Franchino, grazie. Non so come sdebitarmi.

Facciamo un video per i bambini. Aspetta.

- Vai, saluta. - Bambini, sto bene.

- Vostro padre è un angelo. - Visto, bambini ? Non soffre più.

- L'ho salvato. - Grazie. - Grazie a te.

- Ciao, fratello. - Ti voglio bene.

- Sei o' core di Napoli. - O' cor.

- Sei il cuore mio. - Tu la vita mia.

Un bacio. Ciao, Franchino !

Quando arriviamo a Roma da Nico, che cosa gli devi dire ?

Gli chiedo se mi scrive un pezzo.

Lui è un autore fortissimo. Scrive per i più grandi artisti.

Scusi ?

Se ha bisogno, ci avvisi.

- Vuole fare pausa caffè ? - Con chi stai parlando ?

- Con il signore. - Ma è morto.

Adesso ?

Ma non adesso ! Noi lo abbiamo già ritirato cadavere.

È un servizio che offre Franchino.

Sai quanto chiedono le pompe funebri per questo ?

Invece Franchino offre questo servizio,

per andare incontro alle famiglie bisognose.

Franchino ha un cuore grande.

Comunque stiamo trasportando un cadavere.

- È illegale. - Che cazzo.

Infatti, se ci ferma la Polizia, mi raccomando, non agitarti.

Ma non ho finito nemmeno di dirlo. Ma che cazzo, veramente ?

- Calmati, calmati. - Non ho nemmeno i fazzoletti.

- Ci fermiamo. Ci fermiamo per comprare i fazzoletti. - Grazie.

Invece dei fazzoletti, ho preso questi.

- Questa è casa di Nico. - Questa ?

- Sì, abita qua. - E dove ? - Qui.

Dai. Ma come vi siete vestiti ?

Abbiamo detto: "Icone pop". Icone pop.

- Ma chi è ? - Non lo so.

Non fatemi incazzare, andate a cambiarvi, dai.

- Dai, dai, dai. - Oh... - A cambiarvi, dai.

- Dai. A cambiarvi. - Sì, però stai tranquillo.

- Salve. - Oddio, che palle. Altri due.

Voi chi siete ?

- Io sono Pio. - Io sono Amedeo. Tu chi sei ?

- Kevin Porta. - Così si risponde ?

Sì, Kevin Porta.

- Senti, qui siete un po' tutti nervosi... - Kevin Porta !

- Kevin. Porta. - Ah, Kevin Porta.

- Scusa, Kevin. Nico ? - Sta tornando dall'ospedale.

Ha subìto un intervento delicato,

ma ce l'ha fatta e stiamo organizzando questa festa.

- Come volete vestirvi ? - Beh...

Che icone pop vi piacciono ? Quelle preferite.

- Faccio io ? - (insieme) Fai tu. Fai tu.

Shh ! È qua. Pronti e zitti.

- Bentornata, Laura ! - Finalmente.

Sei bella, dai !

Chi è questa Laura ?

È Nico.

Ha cambiato sesso.

Grazie.

Che dire ? Come vedete, anche io ho approfittato del bonus facciate.

Anzi, sfacciate.

È vero... È bello.

Dopotutto, non si dice che nella vita ci vogliono le palle ?

Ecco, io invece me le sono tolte.

E ridi, dai. È simpatica. È diventata più simpatica da Laura.

- Laura... - È forte.

-Sono Pio. Ti ricordi ? - No... Pio !

- Anche tu qui ? - Sì.

Ascoltate tutti, lui è stato il primo uomo

di cui mi sono innamorata quando ero ancora Nico.

- Eh... - Eh !

- Lui, eh. - Non io, lui.

Lui, non io.

- E guardi me. Ha detto che è lui. - E bravo Pio.

Bravo, Pio !

Non te ne eri mai accorto ?

- Sera. Buonasera. - Ciao.

Sera.

Amy Winehouse, buonanima.

Ehi, Ray Charles e Stevie Wonder.

E guardano. E guardano. Guardate avanti, guardano me.

Voi chi siete ? I trulli di Alberobello ?

- Si suona qui ? - Certo.

Posso fare una canzone io ?

Se tu mi scrivi un pezzo, io spacco nel mondo della musica.

Pio, interpretare una canzone significa raccontare la vita, magari averla vissuta.

Serve anima.

Io ce l'ho. Io ho l'anima rock. Laura, dai, mi conosci.

Ah, sì ?

Che vita ha fatto l'anima rock ad oggi chiusa in casa e il mondo fuori ?

Ritrova la tua anima e poi potrai cantare.

Sa, sa.

La dedichiamo una bella canzone a Laura o no ?

(OVAZIONE) E dai !

- Io ? - Ma che tu... Attacca, maestro, dai.

(CANTA: "CAVALLEGGERI E NEW YORK NELLA TESTA DI LAURA" DI T. PRIMO)

# Laura, che appiccia e stuta mille sigarette

# E votta 'nderra poi sporche di rossetto

# Che male fa questa mediocrità

# Sguardi e surrise doci la fanno principessa

# Ma cala l'uocchie si nun so per essa

# Poi un vecchio numero, "Ja vienime a piglià"

# Se parlano aret dint 'e bar cheste sciantose

# Cavalleggeri me pare New York, sarà ca chiov #

Senti quanto dolore ha il tuo amico.

Lo vedi quel sorriso ?

# Ca staje annascuse mmiezo all'ate #

Ha perdonato tutto.

Il dolore si canta, Pio.

# Quanno me astrigne forte forte, quanno 'o munno ce fa male

# E 'sta deriva culturale

# Ca po' ce porta a ghì luntan

# Addò te mancherà assaje o' mare e o' viennerdì

# Stelle ca scennene a cielo stanotte vulisse vedè

# Per fuì a chi cu l'anema sporca te chiede l'ammore che è

# È miracolo e devozione

# È perdono e rivoluzione, chist è pe' mme #

Guarda che bei vestiti da uomo aveva Nico.

Se avessi avuto io questo guardaroba, non avrei mica cambiato sesso. No, no.

Che c'è ?

- Sai che hai una bella voce anche tu ? - Perché chi è l'altro ?

Mia madre aveva una bella voce.

Anche all'orfanotrofio la suora si metteva al pianoforte

e io con la voce le andavo dietro.

# Ave Maria #

Oh, ho fame.

- Dopo l'orfanotrofio hai avuto una famiglia ? - No.

- Ho iniziato con le giovanili. - Ah, calcio ?

Il carcere minorile.

Poi, a 18 anni, il salto di qualità, l'esordio in Prima Squadra.

- La galera. - La galera.

C'è qualcosa che ti sarebbe piaciuto fare ?

Non so, un desiderio, un sogno...

Non lo so. Boh.

Oh.

Apriamo un ristorante ?

Ci sto.

Io pensavo che aprissimo un'attività nel senso di avviarla.

- Ah, quello dicevi ? - Eh.

No, macché. Permessi, controlli, licenze...

Aiutami, apriamo.

Uno, due...

- Allora ? Com'è questo spaghettino con gli scampi ? - Buono.

(TONFO)

- Cosa è stato ? - No, sono stato io. Con la bottiglia.

Sono stato io. Oh, calmati.

Tu comunque devi gestire questa paura. Non puoi vivere così.

La gente vede che sei debole e se ne approfitta.

Lo so, è così da quando ero ragazzino.

Mi picchiavano, mi insultavano, ma ho reagito.

- Mi iscrissi in palestra. - Tu ? - Sì. - Beh ?

Ho preso lezioni da bravo un maestro. Era campione di velocità. Centometrista.

Cioè, tu per imparare a difenderti, ti sei iscritto in palestra

e ti hanno insegnato a scappare ?

- Sì. - Certo che veramente...

Hai una vita complicata. Tu hai davvero una vita difficile. Bevi.

Bevi, bevi. Bevi, l'alcol.

L'alcol può aiutarti molto, sai. Devi bere molto. Bevi. Di più.

Tieni, bevi anche questo. Tutti e due insieme.

Questo aiuta contro la paura.

- Se tu bevi... Ancora, vai. Tutti e due. - Ancora ?

Pio ?

Pio ? Oh.

Oh.

- Oh. - Ma che stai facendo ?

Sistemo tutto, così cancello le prove.

- "Chi t'è muort". - Che c'è ?

- Muoviti, andiamo. - Aiutami, non riesco a toglierlo.

Perché non li hai bagnati. Chiudi, serra le dita.

- Così ? - Ehi, voi !

Che state facendo ? Fermi là.

Vabbè, è solo un metronotte. Tranquillo. Tigre, attacchiamo. Attacchiamo, Tigre.

Attacchiamo, liberiamoci subito. Piano.

- Prendi questo. - Attacca, Tigre. Attacca. Vai, Tigre.

E non me li passare. Tira da sopra.

- Levati ! - Ahia !

Sì. Va bene. Grazie.

Grieco, sei recidivo ?

Ragazzi, non scherziamo. Ma veramente ? Oh.

Hai commesso oltraggio a pubblico ufficiale.

Oltraggio a pubblico ufficiale. Gli ho tirato due zucchine e due carote.

Al massimo "ortaggio a pubblico ufficiale", perché...

Mi è venuta così. Adesso mi è venuta.

Ortaggio... a pubblico...

Invece di oltraggio.

L'hai capita ? L'ha capita lui ?

A me i giochi di parole fanno morire dal ridere.

È bella. Oh, è bella.

- Non ci sono mai stato qua. Come si sta ? - Una bellezza.

Guarda che quando esco vi faccio una recensione negativa, vi rovino.

- Per piacere... - Tu fermati qua.

- Ma resto da solo ? - Sì.

- E tu dove vai ? - Io ho la suite.

- Ci vediamo dopo alla spa. C'è la spa, diglielo. - Come no.

- C'è pure la sauna. - Amedeo ?

Ame, non lasciarmi da solo.

(SCHIAMAZZI)

(sussurrando) Cribbio.

Che volete da me ?

Siamo venuti a farti la festa di benvenuto.

Amedeo ? Amedeo ?

(insieme) # Tanti auguri a te

# Tanti auguri a te

# Tanti auguri a Pio, tanti auguri a te #

Bravo !

- Il tuo primo giorno di galera ! - (insieme) Sì !

- Soffia, soffia. Oh... - Oh !

Olé !

Ti ho fatto fare la torta, sei contento ? Taglia la torta, dai. Oh...

Olé.

Fate fare le fette.

- Vai, vai. - Fate fare le fettine.

- Grazie. - Ma figurati.

Oh.

Amedeo.

Tu sai come funziona con chi viene arrestato la prima volta.

- Spogliati. - Perché ?

- Devi venire con noi sotto la doccia. - Spogliati.

- No... No, sotto la doccia, no. - Dai.

(insieme) # E levate la cammesella, la cammesella gnornò gnornò #

- Devi venire con noi. - No. - Funziona così.

- No, no, no. - Dai, è l'inizio, dai. Fallo tu.

- Vieni, devi venire. - La doccia no !

Venite, di qua !

# Sotto la doccia, sotto la doccia #

No, lasciatemi ! No.

- Di qua, di qua. - No, no... - Vieni, dai !

- No, no... - Sì, sì.

- (insieme) Pio, Pio, Pio ! - Devi entrare.

- Dov'è il microfono ? - Il microfono, vai.

Sa, sa, prova. Vai, siamo pronti. Cominciamo.

- Che devo fare ? - Come che devi fare ? Il juke-box.

Loro chiedono una canzone e se tu non la sai che succede ?

- (insieme) Acqua ! Acqua ! - No, Amedeo, ti prego !

- Dai, chi comincia ? Dai. - Io, io. - Vai.

"Psycho Killer" dei Talking Heads, ragazzi.

Oh, questa è difficile, eh. Questa è difficile.

Pronti ? Vediamo se la sa. Uno, due , tre, via.

# Psycho Killer, qu'est-ce que c'est ? #

(insieme) # Fa-fa-fa-fa, fa-fa-fa-fa better #

- # Run, run, run, run # - La voce è questa.

- # Run, run, run away # - Basta così. La sa.

- # Oh, oh, oh, oh # - # Yeah, yeah, yeah #

- Dai, su. Ora basta. - Grazie.

Dove vai ? Dove vai ? Cammina.

Basta con la canzone, ma abbiamo iniziato adesso.

- Vai, ne dico io una. - Vai, vai.

"Ripples" dei Genesis.

Vediamo se la sa. Uno, due, tre.

Questa non la sa.

# Sail away, away #

(insieme) # Ripples never come back #

- # Gone to the other side # - Sì, vabbè, la sai, la sai.

# Sail away, away #

- Bravo ! - A chi tocca ? Vai !

Allora ? Cosa è questo casino ?

Eh ?

Che state facendo qua ?

Stiamo facendo il juke-box. C'è la matricola, quello nuovo dentro.

Il juke-box ?

- E non mi hai detto niente ? - Tieni, fatti un giro, va'.

- Tommy Riccio, "Nu latitante". - Eh...

Vabbè, ma questa è troppo facile. Dai.

- Oh. - Oh.

- Oh. - Beh ?

- Oh ! - Non la so, ragazzi.

- "Nu latitante", Tommy Riccio. - Non la so.

- Oh, Tommy Riccio, "Nu latitante". - Vi faccio un pezzo dei Cars.

- Vi faccio i Television. - Ma quali Television ?

- I ZZ Top. - Ma quali ZZ Top ?

- So quelle dei Faust. - No.

Ragazzi... "Wuagliò", preparate i secchi.

Vai, si vola.

(insieme) # Nu latitante nun tene cchiu niente

# Nun può alluccà nun può dì so innocente

# Telefono a casa per dì sulamente

# Dimane è Natale, vuless turnà #

(insieme) No !

(accento romanesco) Hai preso una palla, "te possino ammazza'".

- Che devo dirvi, ragazzi ? - Ho capito, portalo via.

- Ho un pallone. - Scusate.

Tu togli i reati dalle mani delle persone.

- Volevo passarla a te. - Stai più attento.

- Amedeo. - Oh, Radu !

- Grande. - Che ci fai qua ? Che hai combinato ?

Cazzate.

- Spaccio di marijuana. - Cazzate non tanto.

Adesso parla l'avvocato. Articolo 64 del Codice Civile.

- Che dice ? - È l'Articolo 73 del Codice Penale.

Che dice ? Che ha fatto bene tuo padre a comprarti la laurea.

- Meno male, meno male. - Ragazzi, hanno preso Carmelo Laino.

- Lo hanno portato qua. - No.

- Carmelo. - È crollata l'imbattibilità.

(Guardia) Oh !

È finita.

- (Amedeo) Carmelo ? Carmelo ? - (Pio) Signor Carmelo.

Hai capito chi siamo ? Ti ricordi ?

Chi di voi aveva il pataccone d'oro da 100.000 euro ?

- Io. - Tu ? Il contadino ?

Il contadino aveva il pataccone d'oro da 100.000 euro.

Aveva il pataccone d'oro da 100.000 euro ! Lasciatemi !

Perché non stai più attento ?

- Lo hai fatto arrestare tu. - È un regalo di papà.

- Lasciatemi ! Lasciatemi ! - Carmelo, perdonalo.

Hai capito chi è lui ? Lui è il figlio di Salvatore D'Antini.

- Tu sei il figlio di Salvatore ? - Sì, sono io.

Aveva ragione tuo padre. Sei un grandissimo coglione !

- Signor Carmelo, lei ha detto che papà aveva un altro segreto. - Sì.

Aveva un altro figlio.

Sì, doveva abbandonare te e tenersi il figlio avuto con Rosa Grieco.

Coglione !

Lasciatemi, lasciatemi ! Lasciatemi.

Rosa Grieco era mia madre.

Cioè, tuo padre...

era mio padre.

Come ?

(CANZONE: "GOD GIVE ME STRENGHT" DI ELVIS COSTELLO E BURT BACHARACH)

A te ha servito e riverito per tutta la vita

e a me non mi ha mai cagato.

(CANZONE: "GOD GIVE ME STREGHT" DI ELVIS COSTELLO E BURT BACHARACH)

- (Guardia) Signor D'Antini ? - Sì.

Forza, puoi uscire. Andiamo.

- E lui ? - Lui è recidivo, dove va ? Dai, andiamo.

Amedeo, io...

Vabbè, poi gli scrivi le lettere d'amore, forza.

Il cappellano del carcere ha avvertito don Boschin che mi ha subito chiamato.

- Metti la camicia. - Sì.

Pio, hai una posizione sociale invidiabile.

Hai una famiglia di rango.

Hai due figli, lo capisci ?

Buttiamo tutto nel cesso per colpa di questo criminale ?

- Ma non è un... - È un criminale !

- Oh, raditi. Fai schifo. - Sì.

Buongiorno.

Eccolo.

- Vai. - Che devo fare ?

- Oggi presenti la lista. - Chi sono questi ? - La lista.

- La lista. La lista. - Ed ecco la splendida moglie.

- Che bella famiglia. - Ciao, amore.

Andiamo, è tutto pronto.

Entriamo, prego.

Avvocato, cosa farà per la famiglia ?

Ha in mente un piano di aiuti che presenterà appena eletto.

L'avvocato Pio D'Antini incontra gli elettori.

Avvocato, in quanto professionista, quanto è importante la meritocrazia.

Fondamentale. Bisogna insegnarla ai giovani. Vero, amore ?

(Presentatore TV) Buonasera e benvenuti. Siamo giunti al faccia a faccia finale.

Domenica si vota per la sfida tanto attesa

tra i due candidati alla poltrona di sindaco.

Avvocato, mi raccomando. Non accetti le provocazioni di Paolin.

- Moderazione. - Sì.

Tranquilla, Cristina. Stasera ci sarò io al suo fianco.

- Stasera vinciamo. È vero che vinciamo ? - È vero che vinciamo ?

Non è una domanda. È una certezza. Vinciamo ! Ripetilo.

- Vinciamo. - Vinciamo !

- Vinciamo. - Vinciamo ! - Vinciamo.

Vado in bagno.

Io vado in studio a fare un check con il conduttore.

- Vinciamo ! - Sì. Vinciamo.

È con noi l'ingegnere Flavio Paolin. Prego, si accomodi.

Buonasera, benvenuto. Buonasera.

È con noi anche l'avvocato Pio D'Antini. Prego, si accomodi.

Buonasera. Buonasera.

Bene, sono con loro anche i due candidati alla poltrona di vicesindaco.

Il dottor Aldo Tagliapietra. Buonasera, benvenuto.

Mentre per D'Antini abbiamo il dottor Sergio Bastelli.

Prego, si accomodi.

Buonasera, buonasera a tutti.

Oh !

Bastelli non è potuto venire. Ci sono io al posto suo. Sono il sostituto.

- Dove mi metto ? Dove mi siedo ? - Prego. - Là ? - Sì.

Bene, una domanda rapida per una risposta ancora più breve.

Perché vi siete candidati ? Paolin.

Mi sono candidato perché ho a cuore la mia città.

D'Antini.

Mi hanno candidato perché tutti pensano

che io sia un coglione e vogliono fottermi, loro.

Vergogna. Siamo caduti in basso.

Borromea, devi andare subito dall'avvocato.

Parliamo di agricoltura con il nostro prodotto di punta,

il prosecco.

Scusi, come tutti sanno, mio suocero è un grandissimo...

- Produttore di prosecco. - Puttaniere. Di altissimo livello.

Avvocato, ma cosa sta dicendo ?

Il marchese Pasin, oltre a fare del vino, si faceva anche molte femmine.

Sì, ad insaputa di sua moglie, la marchesa Ornella,

per gli amici "Cornella".

Vado io dall'avvocato.

Il marchese Pasin aveva un sacco di debiti con il boss Carmelo Laino,

che io voglio salutare perché di sicuro ci sta seguendo.

Ciao, Carmelo. Facciamo un applauso ai fratelli detenuti che ci seguono, dai.

- Ciao, ragazzi. Hanno arrestato anche me. Ci sono stato in carcere. - Oh, dai !

Ciao, ragazzi ! Fratelli.

(Presentatore TV) Buoni, buoni.

Avvocato D'Antini, mi faccia capire un attimo.

Non crede di ferire anche sua moglie così ?

Chi ? Borromea ? Quella non la scalfisci nemmeno con le bombe atomiche.

Amore mio, vita mia, vuoi trovare uno del rango sociale ? Prenditelo.

Vuoi uno nobile ? Prenditelo.

Ma non uno come me che si è comprato la laurea.

110.000 euro e lode.

Sono i peperoni che ha tirato fuori mio padre per comprarmi la laurea.

Si parla di corruzione. Corruzione.

- E lui di Giurisprudenza non capisce un cazzo. - È vero.

(RIDE) Aiuto !

Aiuto !

Aiuto, c'è nessuno ?

Apri la porta !

- Ma chi cazzo ha chiuso questa porta ? No, io... - "Ma va' in mona".

Eh !

- Finalmente mi sono liberato ! - Ah, finalmente !

Finalmente !

Bravo. Ehi, ehi, giro di birra per tutti. Oggi paga il "bro".

(ESULTANO)

- Il bro ! - Ma una birra per me ?

No... C'è anche la marchesina Borromea !

- Vieni. - Amore mio.

(Borromea) Permesso.

Posso dirti una cosa ? Sono un grandissimo coglione.

- (insieme) No. - Non è bello vantarsi, sai ?

No, è vero. Lo è. Lo è !

(OVAZIONE) Allora ? Questa birretta ?

- Devi proprio andare via ? - Sì, devo rientrare domattina entro le 7.

- Ho preso il treno, ho la cuccetta. - Ti accompagno io, ti faccio da autista.

Stai con Borromea tu.

- Quanto ti manca da scontare ? - Sei mesi.

Vediamo se il giudice mi toglie qualcosa. Sono pur sempre un cliente abituale.

Dai.

Beh.

(CANZONE: "CAMPO MINATO" DI TANANAI E ARIETE)

- Ciao. - Ciao.

- Oh... Di sabbia o di scoglio ? - Di scoglio.

- Di sabbia o di scoglio ? - Di scoglio ! Scoglio, sempre.

Sempre !

- Di scoglio o di sabbia ? - Di... Mannaggia.

Ehm... di scoglio !

- Bravo, a trabocchetto era difficile. - Ho imparato.

Ciao.

(CANZONE: "CAMPO MINATO" DI TANANAI E ARIETE)

Perché rubavi ?

Don Boschin, dovevo dare da mangiare ai miei bambini.

Rubavi parecchio.

Don Boschin ?

Arrivo. Arrivo.

- Senti, lì c'è la cassetta delle offerte. Ci dai un'occhiata ? - Sì.

Allora sapevi che Amedeo era il mio fratellastro, vero ?

Amedeo è il tuo fratellastro ? No.

Ah, allora non sai tutto sulla storia di mio padre.

- In pratica, lui ha avuto un figlio da un'altra donna. - Sì, Rosa Grieco.

- Eh, e allora è il mio fratellastro. - No, Pio. Non è il tuo fratellastro.

Don Boschin, allora ti sto rincoglionendo.

Con tutto il rispetto, se Amedeo è figlio di mio padre, è il mio fratellastro.

Pio...

Tua madre non poteva avere figli.

Oh...

- Oh... - Oh...

Ti hanno preso all'orfanotrofio.

il tuo posto lo ha preso Amedeo.

# Piena sei di grazia e d'amor #

Quando è morta tua mamma, ho convinto tuo padre a conoscerlo.

Ho cercato il ragazzo e l'ho trovato nella mia associazione.

L'ho fatto venire su con la scusa del lavoro

e quando è arrivato...

Papà non c'era più.

Il figlio naturale è Amedeo, ma era il figlio della colpa.

- Quindi Amedeo per me non è niente ? - Nessuno è niente per nessuno.

Vedi, i ragazzi per strada si chiamano "Bro, fra'"...

In quelle tre lettere c'è una richiesta di fratellanza più grande,

che travalica l'amore per la famiglia.

È facile amare chi ci ama.

Pio, torna per la strada.

È meglio camminare a piccoli passi con gli altri che correre da soli.

Mi sei piaciuto in televisione.

È bello disubbidire, vero ?

Ragazzi...

(Giornalista) Eccolo.

- Avvocato, D'Antini. - Avvocato.

Una domanda, una domanda.

- Solo una domanda. - Una domanda.

- Si aspettava di diventare sindaco ? - Ma perché ho vinto io ?

- (insieme) Sì. - No. Come cazzo votate in questo Paese ?

- Cosa farà in questi primi 100 giorni ? - Andrò da un bravo psicologo.

Può dirci la prima cosa che farà da sindaco ?

- Scusate, ragazzi. - No, avvocato...

- Avvocato un'altra domanda. - Avvocato.

- (Detenuto) Dai. - (Detenuto 2) Dai !

(OVAZIONE)

(VOCI INDISTINTE)

Eh.

Amedeo.

Devo dirti una cosa un po' difficile da spiegare.

Che hai combinato ora ?

Io e te non siamo fratellastri.

Perché ?

Perché mio padre...

Non è il mio padre naturale.

Cioè, Salvatore...

era mio padre,

ma non era tuo padre ?

Proprio così.

E vabbè, quindi tutte le aziende di... mio padre... sono salve ?

Distrutto tutto. Mi ha detto che dovevo dimostrare chi ero.

Lo dovevi dimostrare a tuo padre. Non a mio padre.

Anche io ho perso tutto.

- Pure il castello ? - Sì.

- La villa al mare ? Quella bella di "papy" ? - Non c'è più.

Il palazzo dell'ufficio legale che mi piace ?

L'ho regalato alla chiesa. Mh ?

- Tu però hai lo stipendio da sindaco. - Mi sono dimesso.

- Liberi ! Via tutto. - "Chi t'è muort".

Aveva ragione mio padre.

Tu sei proprio scemo !

Che ti devo dire ? Cosa ti posso dire ?

Non è nemmeno colpa tua. Che faccia, vedi ?

- E ora che intenzioni hai ? Sentiamo. - Ho un'idea.

Io e te mettiamo su un gruppo musicale.

No, vabbè. Rientro. Si stava meglio dentro.

Mi aprite, per cortesia ? Mi liberate ?

Mi liberate ? C'è un 41 Bis per me ?

Fidati, io e te insieme spacchiamo.

Facciamo un gruppo musicale e facciamo tournée a destra, a sinistra.

- Io ti insegno a cantare... - Tu insegni a cantare a me ?

- No, vabbè. - No, è facile. Prova.

- # Love is love is love # - Tu non stai bene.

- # Love is in me, love is in you # - Le medicine devi prendere.

Prendi le medicine.

Vai da uno psicologo, gli parli e poi devi prendere molte medicine.

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