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< lo sono Umberto Ilario Durloni, ho 49 anni...
e fondamentalmente sono un uomo di successo.
< Non corra. Lei è un avvocato, no?
< D'affari. Né penalista, né civilista...
< Uno degli esponenti più in vista dell'establishment milanese.
< Dica pure italiana.
Se dicesse internazionale, non farebbe un errore.
Come si svolge la giornata tipo di un esponente della scena...
italiana, internazionale, come dice lei?
< Una giornata piena di incontri, riunioni, meeting...
- Ritmi sostenuti. - Indiavolati.
E tutto questo lo concilia con la sua vita privata?
< La distinzione tra vita privata e vita pubblica...
non la approvo più di tanto.
< Per me la vita è come un grande loft.
< Domenica pomeriggio sono in soggiorno...
a chiacchierare con l'amministratore delegato dell'Enel...
martedì mattina vado a pesca con mio figlio.
Alle tre di notte conference call con il Giappone.
Lei martedì mattina a pescare non ci va, dica la verità.
Lei non ha figli, vero? Martedì mattina vanno a scuola.
< Qual è il tratto del suo carattere che le piace di più?
< Arrivo dove voglio arrivare.
< La qualità che cerca in un uomo?
- Cosa fa, guarda la telecamera? - Sì, pensavo...
< In un uomo... l'onestà.
< E in una donna?
Fondamentalmente il seno.
< Ha la possibilità di andare a cena con un personaggio famoso...
del mondo dello spettacolo, uno sportivo...
- Chi ci porterebbe? - Platone.
- Platone? - I grandi filosofi greci in genere.
- Dica la verità, si è preparato le risposte. - No.
Non mi sono preparato.
< Pensavo di rispondere in modo... < Le chiedo una cosa personale.
< Un ricordo, un aneddoto.
Mi ero preparato quella cosa sull'uomo di successo.
- Posso dirla? - Le ho chiesto un ricordo personale.
- Mio? - Sì.
Una volta ho giocato a tennis con Pierferdinando Casini.
BUSSANO ALLA PORTA
Avanti.
- Mi hai fatto chiamare? - Come nessuna prenotazione!
Ho fatto un ordine preciso.
Uno smoking modello imperatore tre settimane fa, credo.
- Sì. - Mi confermano.
Non ho parlato con nessuno.
E' la mia segretaria che fa queste cose.
- Con chi hai parlato? < Una ragazza.
- Non ci sono ragazze. - Avvocato, sono sicurissima.
Non è che per caso da voi lavora uno con una voce gentile...
magari un po' effeminato?
< Non sto insinuando niente.
Chiamiamolo fraintendimento, ha ragione lei allora.
Va bene, arrivederci.
- Ci ho parlato più di una volta. - Lorena, trovami quello smoking.
- Richiamali e digli che fra un'ora sono lì. - Va bene.
Lo porto a destra.
- Scusi? - Tu di' così.
L'avvocato lo porta a destra, dillo con malizia... capiranno.
Va bene.
Hanno trovato l'acqua su Marte...
e questa non riesce a trovarmi uno smoking a Milano!
- Che volevi? - Veramente mi hai chiamato tu.
- Caffè? Tè? Succo di frutta? - No, niente. Grazie.
Lorena, due espressi lunghi.
Abbiamo le segretarie, abbiamo il caffè...
Uniamo gli elementi che la natura ci offre.
Sinergizziamo, come dicono...
I cosi.
- Allora, Alessandro Comòli. - Còmoli.
Esatto. Nato a Milano, bla bla bla...
- Da quanti anni lavori qui con noi? - Quasi cinque.
Quasi cinque.
Cinque splendidi anni di collaborazione...
di soddisfazioni.
Ci siamo divertiti, eh Comòli?
Còmoli.
Poi i tempi cambiano, cambia il mondo...
e noi, in quanto professionisti, cogliamo i cambiamenti...
li preveniamo, li dominiamo. PORTA CHE SI APRE
Questo gesto lo fanno molto gli americani.
Ho studiato lì da ragazzo, a Boston.
Loro dicono "Basan", ma se dico "Basan" cosa capisci?
- Dicevo? - I tempi che cambiano.
Bravo! E noi non possiamo farci cogliere impreparati.
Non ti parlo di tassi, di spread, di cose fumose e incomprensibili.
Io ti parlo di futuro.
C'è una domanda che devi porti.
Oggi, in questo particolare momento storico...
la struttura in cui lavori...
è ancora in grado di offrirti il futuro che tu reclami?
- Mi sono sempre trovato bene qua. - Risposta frettolosa.
Pensaci bene, hai un futuro qui dentro?
Mi stai dicendo che devo lasciare lo studio?
E che siamo al Grande Fratello? Devi lasciare subito la casa!
Un paio di settimane, il tempo che ti organizzi.
La priorità è sempre quella di venire incontro ai collaboratori.
Abbiamo avuto dei colloqui interni, sono state prese delle decisioni.
Io ho provato ad oppormi.
Ho ricevuto degli elogi per aver protetto i miei collaboratori.
Ma ormai la decisione è presa, ho le mani legate.
Adesso tocca a me doverti dare questa notizia.
Oggi è il tuo compleanno, vero?
Non è un caso.
Gli altri volevano darti la notizia una settimana fa.
Ma ho voluto aspettare il tuo compleanno...
così la sera esci, ti distrai. Una premura mia.
- Prendilo come un mio regalo di compleanno. - Umberto...
- Che dici, questa o questa? - La rossa.
Umberto, non voglio mettermi a...
Ho appena preso casa con la mia fidanzata.
E' un'opportunità quella che ti stiamo dando.
Dimostrare finalmente chi sei.
Vedi, caro...
- Còmoli. - Còmoli!
Dicono che a questo mondo solo i furbi e gli spregiudicati...
sono in grado di raggiungere il successo.
Lasciamo che lo dicano, a noi il compito di dimostrarlo.
- Quanti anni compi? - 32. - Gli anni di Cristo!
Prima che ne compisse 33.
Magari l'anno prossimo ti succede quello che è successo a lui.
Vengo crocefisso?
Diventi famoso.
Adesso scusa, non hai idea della giornata che mi aspetta.
In ricordo dei cinque anni bellissimi che abbiamo passato insieme...
prendi un oggetto da questa scrivania come ricordo.
Ma che fai, l'iPad? Prendi il tappetino per il mouse.
- Stasera che fai, festicciola? - Vado al "Divina".
Bello, è vicino casa mia. Magari passo a salutarti.
- Ciao, Comòli. - Còmoli.
- Lorena, allora io vado. - Va bene, avvocato.
- Se mi cercano, di' che sono in riunione. - Sì.
Se insistono, di' che è importante e che non posso essere disturbato.
Va bene, avvocato.
- Di' che la riunione è molto importante anche se non insistono. - Okay.
- Umberto! - Francesco.
Io vengo a trovarti e tu scappi?
- Ho il taxi sotto che mi aspetta. - Non c'è niente che devi dirmi?
- Ah, fatto... licenziato poco fa. - L'altra cosa.
Tutto sotto controllo, abbiamo una riunione domani.
La mia testa non fuziona più come una volta.
Mi ricordavo che l'appuntamento era fissato... per adesso.
L'ho spostato perché ho avuto un piccolo contrattempo.
Hai rimandato un incontro con un'azienda che fattura quanto...?
- 612. - 612 milioni di euro...
perché hai avuto un piccolo contrattempo?
Va bene...
Ho visto che hanno fatto parecchie modifiche al contratto.
Sì, piccole cose.
Non così piccole.
- Non mi sono piaciute. - Chiariremo tutto, Francesco.
Sai quanto ci tengo a questo progetto, no?
Ci teniamo tutti, Umberto.
Ci teniamo... tutti.
C'è il taxi.
Ecco qua, modello imperatore.
- Revers in seta brunita, cuciture in rilievo. - Ci siamo.
- Quando ha finito, può provarla di là. - Grazie.
- Finito? - Un attimo!
- Ci vuole il suo tempo. - E' un'ora! Per uno spillo...
Sicuramente non mi sto divertendo.
Oh, mi scusi! Mi hanno detto che era quello degli uomini.
- Sono io che adoro i camerini dei maschi. - Torno quando ha finito.
Aspetti. Mi aiuta a chiuderlo?
Aspetti.
Non ho più l'abitudine...
Di solito le tiro giù le cerniere.
Attenzione con la spallina.
Ecco... primo colpo!
- Allora? - Scusi se la disturbo...
ma abbiamo fatto già un'eccezione a riceverla senza appuntamento...
quindi ora se vuole essere così cortese...
- Questa è la ricevuta, le stampo la fattura. - Grazie.
Le confermo che l'abito sarà pronto per domani.
Farò personalmente gli aggiustamenti richiesti.
Volevo dirle che la cosa di prima era un modo per ridere.
Non di lei, attenzione! Con lei...
Non mi permetterei mai.
Sono molto sensibile ai portatori di handicap.
Nel senso che non faccio distinzione.
Alti, bassi... l'importante è essere alti dentro.
- A me ha fatto molto ridere. - Si faccia un esame di coscienza.
Era nuda nei camerini da uomo.
Oh, Martina!
Giacomino, perché sei così coglione?
- Carla, l'ha fatto ancora. - Gioca alla morte.
- Che gioco è? - L'ha visto fare in un film.
- Ti abbiamo aspettato tutta la sera. - Scusa, non ti ho avvisato.
Era il compleanno di un collega... di un ex collega.
Era qui vicino, sono passato a salutarlo.
Poveretto!
Il mojito peggiore della mia vita!
Sono passato a provare l'abito.
Non ti dico la fatica per trovarlo.
Aspetta di vedere la faccia che farà Persecati...
quando saprà dove ci hanno invitati.
Oggi mi ha fatto anche l'agguato per dirmi cosa devo e non devo fare.
C'è aria di grande rinnovamento, siamo alla resa dei conti.
Mi sa che stavolta me lo levo di torno per sempre.
Cos'è questo pacchettino?
Nozze di porcellana! L'avresti immaginato?
Ho controllato ora su internet, ci sono tutte eh?
Dieci anni nozze di latta, undici nozze d'acciaio...
Le nostre prossime sono di cristallo.
Non me ne ero dimenticato, Carlita. Lo avevo anche segnato sull'agenda...
quella della leucemia che mi hanno dato dopo aver fatto la donazione.
Ovvio che poi ti sfugge. Chi vuole aprire un'agenda del genere?
Il prossimo anno farò una donazione a un'associazione più allegra.
Apro?
No! Che bello!
Cos'è? Un portachiavi?
- E' un portafortuna. - Certo.
- Porta... - Fortuna.
Pace?
GIACOMO URLA
- Giacomino, ora tu vai a letto. - Lascialo stare, è un bambino.
Anche io sono stato un bambino, ma mica facevo così.
- Variasse almeno il repertorio! - Posso fare l'impiccato.
- Vai a dormire. - Fai vedere il disegno a papà.
- Guarda. - Non lo stuzzicare, stava andando a dormire.
- Io guardo il disegno e poi... - A letto. - Oh!
- Non ci siamo. - Non dargli retta, è bellissimo.
Così non l'aiuti.
Le linee o sono troppo imprecise o sono troppo definite...
come se fosse incerto sullo stile da adottare.
Anche Picasso ha fatto dei quadri realisti e dei quadri cubisti...
ma non sulla stessa tela, non ha mai confuso i generi.
Giacomino, ma tu sei stato tutto l'anno di fianco a Ruotolo?
Sfido io che poi fa questi disegni!
Tu spiegami perché con tutti i soldi che paghiamo...
nostro figlio sta in banco con un bambino bocciato.
Anche tu hai perso un anno, no?
Cosa c'entra? Erano anni di piombo.
Farsi bocciare allora era un segno di rivolta contro il sistema.
- Cosa ne sa lui della rivolta? - Denti e a nanna, eh?
- Posso tenere la luce accesa? - No! Devi crescere.
Ma io ho paura dei fantasmi.
Crede ancora ai fantasmi?
Beato te, Giacomino, che ti rimane dell'idealismo!
Buonanotte, Martina.
Hai colorato i capelli?
Bello, mi piace.
Un look un po' radicale, no?
Però forte, anni Settanta.
Lotta al potere!
< Non ti dico io in quegli anni cosa facevo!
- La riga in mezzo... pensa te! < Papà.
E' una settimana che li ho colorati.
Ah! Brava.
Buonanotte.
- Pensa a riposare adesso. - Ci tengono molto a questo progetto.
Oggi gli ho dato un'occhiata.
Tu?
Sì.
Quell'articolo sulla nomina degli amministratori va rinforzato.
Sono anni che non ti occupi di queste faccende.
Lascia che ci pensi un professionista.
Sai la giornalista che mi ha intervistato come mi ha definito?
"Riconosciuto esperto".
Sono preoccupata per Martina, è sempre così scontrosa!
E' normale ribellione giovanile, non ne farei una tragedia.
Oggi è arrivata una comunicazione dalla scuola.
Ci vogliono incontrare domani.
Quelli vogliono altri soldi, te lo dico io.
La mensa, il pullmino, il biliardo per le suore.
Un pozzo senza fine!
Sai cosa mi piace di te?
- La sensualità andalusa. - Non mi va stasera.
Si fa presto a dire "non mi va".
Potresti sottoscriverlo presso un notaio che non hai voglia del tuo Umbertone?
Neanche io avevo tutta questa voglia. Fa troppo caldo, non si respira!
Secondo te dovrei scriverlo sul biglietto da visita?
"Riconosciuto esperto"?
Sai che oggi ho fatto amicizia con un nano?
Abbiamo parecchie cose da aggiustare.
- Scaramelli, ti preoccupi troppo. - E' un progetto che seguo da molto.
"Seguiamo", semmai.
- Io sono il titolare e tu... - Il collaboratore.
Naturale.
Così mi piaci.
- Sai cos'è questo? - L'invito al ricevimento esclusivo.
- Te l'avevo già detto? - Sì.
Piuttosto questo ci darà dei problemi.
Non ci saranno problemi.
Io sono il primo a dire che ci sono dei problemi...
ma vi dico anche risolviamoli! - Umberto siediti, per favore.
- E' un ottimo progetto, Francesco. - Ernesto. - Intendevo Ernesto.
Ci sono delle criticità che non ci sentiamo di affrontare.
Ma quelle sono naturali per un'operazione di questo livello.
Non si diventa market leader senza prendersi qualche rischio...
soprattutto nel mercato della pasta fresca.
Prendi l'articolo per la nomina degli amministratori.
Quello va rinforzato, è la prima cosa che ho pensato.
Ho un occhio particolare per queste cose.
- Perché io non ce l'ho? - Ce l'hai eccome...
- Ernesto. - Ernesto!
Tu hai un binocolo.
- Guardiamo lontano ma facciamolo insieme. - Insieme?
- Io sono il cliente e tu sei l'avvocato. - Su questo siamo d'accordissimo.
Quindi ognuno di noi prende le proprie posizioni.
- Io decido e tu esegui. - Ottimo.
E noi abbiamo deciso.
Questo non è il momento di metterci in gioco con i mercati.
Avete deciso di sospendere l'operazione e ci scaricate?
Nulla di personale ma i costi legali sono i primi ad essere tagliati.
Cosa pensate di ottenere a fare a meno degli avvocati?
E' come fare l'amore senza preservativo.
Magari c'è più gusto ma potresti avere qualche brutta sorpresa.
Usate il preservativo, metteteci dentro i vostri piselli.
Siamo qui per questo!
- Per infilarvi dentro il pisello? - Per proteggervi. - Da cosa?
Oggi con i preservativi ci fai dei palloncini che volano in aria!
- Hai capito, Roberto? - Umberto.
E io cosa ho detto?
Roberto...
Criticità! Non sanno nemmeno di che parlano!
Tanto poi tornano: "Umberto, ti prego! Ho bisogno di te!"
Vorrei ritirare un vestito.
Grazie mille.
UMBERTO CANTICCHIA
- Dove sei stato, Umberto? - Francesco, mi hai spaventato.
Ti aspetto da un po'. Dove sei stato?
Ho avuto un piccolo contrattempo.
Un altro contrattempo.
- C'è qualcosa che devi dirmi? - Ho parlato con Scaramelli.
Sembra che l'incontro di oggi non abbia dato i frutti sperati.
- Tagliano i costi legali. < Come cambiano le cose!
Eravamo lì a giocare a essere i migliori...
e poi...
La crisi!
Viviamo in tempi bui, caro Umberto.
Approfittiamone per toccarci il culo.
- In senso metaforico, intendo. - No.
Lì.
Troppa luce.
BATTITO D'ALI - TONFO
Un piccione.
- Piccione? - La vetrata. Capita perché...
Ho preparato una comunicazione ufficiale.
- Che tipo di comunicazione? - Riduciamo l'organico.
Sono decisioni prese da tempo, no?
L'organico dei partner. Ho aggiornato il tuo dossier.
Non sono buone notizie.
Da quando compili dossier?
I tuoi coefficienti di proficiency sono negativi.
Grazie al cazzo! E' stato un anno negativo per tutti.
Queste insinuazioni mi sembrano inopportune.
< E poi non mi piace che tu ringrazi il cazzo così, nel mio studio.
Lo trovo di cattivo gusto.
Ho qui una black list.
Un elenco di candidati.
- Candidati per cosa? - Sei anche tu nella lista.
- Cosa? - Dopo il risultato di oggi non mi lasci altra scelta.
Non mi puoi mandare via! Sono il migliore nel mio campo.
Sono andato a ritirare uno smoking per il party di Azzesi.
- Azzesi? - Patrizio Azzesi... ti dice niente?
Perché conosci Azzesi tu?
Come conosco la punta di diamante degli avvocati italiani?
- Com'è che Azzesi conosce te? - Perché sono una Ferrari.
Non hai bisogno di guidarne una per sapere cosa significa.
Puoi anche essere una Ferrari ma se poi ti manca la benzina?
Rimani sempre una Ferrari. Non la metti in garage!
E' un'opportunità quella che ti sto dando.
Io ti parlo di futuro.
Puoi finalmente dimostrare chi sei!
Dicono che nel mondo solo i furbi e gli spregiudicati...
Sono in grado di raggiungere il successo.
C'ero anche io al corso di formazione, so cosa dire ai "trombati".
Quella degli spregiudicati l'ho detta io, ti ricordi?
Adesso cosa mi dici, di prendere un oggetto come ricordo?
Stai seduto.
- Non puoi cacciarmi. - Non posso?
Faccio parte dell'associazione.
Non puoi farmi fuori e tu sai che ho ragione.
Di questi tempi avere ragione è solo uno dei tanti modi per non avere torto.
Neanche il più efficace.
Forse formalmente non posso, ma sai bene che ci sono altre strade.
Ti sto offrendo un pacchetto che prevede...
tempi e riconoscimenti economici assolutamente lusinghieri.
Per piacere, non farlo!
Lo dici sempre anche tu, ci vuole ottimismo.
Ottimismo? Contro la crisi?
Allora per sconfiggere l'inverno ci mettiamo la maglietta di cotone?
Per sconfiggere il cancro ai polmoni ci facciamo un bell'aerosol?
Ho cinquanta anni.
Non buttarmi là fuori, ti prego.
Ti faccio avere i dettagli via mail. Volare alto!
Bisogna saperlo fare.
Hai visto che è successo al piccione?
< Umberto...
Umberto!
Umberto, hai sentito cosa ha detto suora Emerenziana?
Sì.
Dicevo a sua moglie che la questione è molto delicata.
Per questo prima di prendere qualsiasi tipo di misura...
abbiamo preferito parlarne con voi. - Mi sta facendo preoccupare.
- Ci dica cosa è successo. - Leggo la citazione ufficiale.
La...
"La Durloni Martina mostrando un giovanile spregio...
delle norme di condotta morale del Sacro Collegio delle Addolorate...
veniva sorpresa nei gabinetti dell'istituto...
nell'atto di sbottonarsi la camicetta e di mostrare il seno...
con atteggiamento provocatorio quando non deliberatamente licenzioso."
Io non so che cosa dire. Conosciamo Martina.
- E' un po' così... - Prenderemo provvedimenti.
Saranno piuttosto severi.
- Severi quanto? - Pensiamo alla sospensione.
- Per un paio di tette? - Mostrate con atteggiamento licenzioso.
Ma ha 12 anni! Di cosa stiamo parlando?
Parliamo di gesti di questo tipo.
Questo va al di là di quello che oggi sono disposto a sopportare.
- Umberto, aspetta! - E dai, Carlita!
Se proprio volevo vedere una vecchia che cerca di essere sexy...
non strappavo le foto di mia madre al nostro matrimonio!
- Hai strappato le foto di tua madre? - Puoi giurarci.
Una visione agghiacciante. E con le autoreggenti!
Quanto ai suoi provvedimenti mi ascolti bene.
Qui l'unica sospensione che è in ballo sono le nostre grosse donazioni...
all'istituto delle suore "abbacchiate". - Addolorate!
Io farò finta di non aver visto e sentito nulla.
Consideriamo la questione chiusa qui.
Dai.
LA SUORA SI SCHIARISCE LA VOCE
- Avvocato Dorlone. - Durloni. - Vabbè...
- Durloni. - Sì sì.
Nella busta c'è il nome di una coppia famosa.
Il gioco consiste nel cercare il proprio compagno.
Romeo cerca Giulietta e viceversa.
- Me ne dia un'altra. - Scusi?
- Prenda questa e me ne dia un'altra. - Andiamo. - Non si può.
Io mi rifiuto di essere...
la Gallina Marta. Chi è poi? - La moglie di Lupo Alberto.
E' una donna. Le sembro una donna?
- Ma ci deve essere un errore. - Sicuramente c'è un errore.
- Lei chi è, scusi? - Batman.
- Vedi? Questo vecchio che... - Ma! - Ha la faccia da Batman?
- Umberto, dai. - Tu chi sei? - Sono Lady Diana.
Devi cercare il principe con gli orecchioni o l'arabo?
Tu sei morta, eh?
BRUSIO
- Signora, come sta? - Bene. Lei? - Bene, grazie.
- Hai visto chi c'è? - E' dappertutto quello lì.
Come il prezzemolo.
- Cosa ha lei? - Zeus.
Grazie.
< Questa faccenda va risolta.
- Umberto, cosa c'è? - Niente, tutto bene.
Non va tutto bene, lo vedo.
Puoi convincere tutti ma non me. Cosa è successo?
E' per il lavoro? Dimmelo!
Lo sai che ti posso aiutare. Cosa è successo?
Se non ci organizziamo, non ci mangiamo niente.
Io penso ai formaggi, tu agli affettati...
ci ritroviamo qui per i primi.
Mi scusi, si è fatto male? Sono inciampato!
- L'ho vista, sa? - Non ho fatto niente.
Lei fa delle affermazioni che poi bisogna essere in grado di provare...
altrimenti scatta una denuncia per diffamazione!
Riesce sempre a farmi ridere.
Non si ricorda?
Ieri pomeriggio all'atelier.
- Lei è? - Morgana Azzesi.
- Azzesi? - La moglie di Patrizio.
- Io sapevo che lui... - Terza moglie.
Mi scusi ma le luci, l'alcol...
Lei è la bellissima signora che ieri, anzi guardandola così...
altro che signora, dovrei dire signorina.
Umberto Durloni, molto piacere.
Deve scusarmi se ieri sono andato via un po' così.
Anche io sono stata fuori luogo a fermarla così.
Ero io che andavo di corsa poi c'era quell'omino fastidioso...
- Alla goccia? - Alla goccia.
Anche lei è uno dei candidati?
- Candidati? - La nuova sede italiana dello studio.
Mi perdoni, sto parlando troppo. Non mi faccia dire più nulla.
- Si diverte? - Gran bel ricevimento.
E sa perché? Perché finalmente vedo la gente che non si arrende.
La gente che guarda al futuro, la gente che sta bene.
- Sa cosa dico sempre? - Grazie.
Cosa dico...
a chi sostiene che il Paese è in ginocchio?
Ora non resta che ce lo succhi!
Nel senso cogliamo le opportunità, mi perdoni se sono stato volgare.
Volgare?
PARLA IN SPAGNOLO
- Eh? - "La volgarità è nell'orecchio di chi ascolta".
Bravissima! E' quello che pensavo... L'orecchio di chi ascolta, certo!
Noi possiamo dire quello che vogliamo: pompino, inculare, sborra...
Ma se si è puri dentro, non sarai mai volgare.
- Tutto quello che sono riuscita a trovare. - Lascia stare il prosciutto.
Ti presento Morgana.
- Dille una parolaccia qualsiasi, non si scandalizza. - Controllati.
- Suo marito è davvero piacevole. - Morgana è la moglie di Azzesi.
- Ah! - Ha detto che adesso ce lo fa conoscere.
Veramente non l'ha detto ma vista la gentilezza... sbaglio?
- Lei è Baffolina. - Mi scappa la pipì.
Non si scandalizza!
Quest'Audi TT me l'ha data a saldo della fattura un mio cliente.
Lì ho capito veramente che la crisi era arrivata fino a noi.
Io mi sono preso una Jaguar e questa la rifilo a mia moglie.
Il cane è frocio, ve lo dico prima.
Mi sembrava di esser stato chiaro. MORGANA BISBIGLIA
Scusate, ragazze.
Lo facevo più magro.
Grazie mille per l'invito. Umberto Durloni.
Patrizio Azzesi. La facevo più calvo.
Anche se...
Ho letto il labiale di quello che diceva prima a sua moglie.
- Mi scusi, non volevo... - Non è un problema.
E' un vantaggio per il mio lavoro.
- Mia moglie, Carla... - Molinari.
Le acquisizioni Spam.
Dico bene?
Non dimentico una persona che mi ha creato problemi sul lavoro...
soprattutto se ha un viso come il suo.
- Quanti anni sono che non ci vediamo? - Otto anni.
Non è cambiata per niente.
- E adesso di cosa si occupa? - Ma, io...
Carla ha scelto la carriera nel campo genitoriale.
E' l'amministratore delegato della famiglia.
In realtà sono una mamma, una mamma a tempo pieno.
E' un peccato perdere delle donne in gamba nel nostro lavoro.
Se cambiasse idea, questo è il mio biglietto da visita.
Mi chiami, mi farebbe piacere.
- Be'... - Carla ha scelto che sia io il professionista di casa.
Allora lasciamo stare.
Non vada via senza salutarmi, ci tengo.
Occhio che leggo il labiale anche da dietro.
Un attimo di attenzione, per favore.
Un attimo!
Un attimo di attenzione, grazie.
Questa sera...
inauguriamo quella che spero possa diventare una tradizione...
di questo nostro annuale incontro:
gli Azzesi Award...
riconoscimenti con cui vorrei premiare alcuni di voi...
professionisti dell'economia e della finanza...
che si sono distinti in quest'anno professionale.
Io vi direi di prendere le buste che già avete in mano...
apritele pure perché vi chiamerò con i vostri alter ego.
Il nostro primo award lo consegneremo all'uomo...
che più di tutti quest'anno si è distinto nel ramo acquisizioni.
Tarzan! Eccolo là!
Sicuramente si sarà avvalso dell'ausilio della sua segretaria Cheeta.
- Vuole dire qualcosa? - Vorrei ringraziare.
Purtroppo non ne abbiamo il tempo, sarà per un'altra volta.
Senior partner dell'anno: Gatto Silvestro!
APPLAUSI < Eccolo là!
< Posso darle del gatto?
Le consegna il premio mia moglie. E' un premio meritato.
Siamo stretti, siamo stretti... Un bell'applauso al signor Silvestro!
Avvocato ramo tributario dell'anno a... Messalina!
Nome azzecatissimo! Quanti ricordi!
Il nuovo trial lawyer dell'anno va a...
Sandokan!
Bravo. Ecco il premio.
Ed ora il premio alla carriera.
Un premio per un uomo che da anni ci rende orgogliosi del suo lavoro.
Voglio chiamare sul palco...
Zorro!
- Sono io! Sono io Zorro! - Ci sono due Zorri!
No, sono io Zorro! Lui è la Gallina Marta.
Portate via la Gallina Marta, Zorro venga...
Complimenti, Durloni. L'ho visto, è Zorro! Complimenti.
Veramente non me l'aspettavo.
Il premio alla carriera è un premio importante.
- Mia moglie le consegna il premio. - Zorro! - Vuole dire qualcosa?
- Adesso? - Una piccola dichiarazione.
Vada a braccio.
Nel nostro mestiere...
la realizzazione non è tanto lavorare 14 o 16 ore al giorno...
tutti i giorni, a volte week end compresi...
la realizzazione è dopo quando ti pagano!
Bravo!
- Zorro! - Ho visto!
FISCHIA Durloni, vada pure.
Baci pure mia moglie ma vada dalla sua...
che è molto, molto carina.
- Alla carriera! - Andiamo a casa.
- Sì, il tempo di... - No, andiamo via subito.
Posso rubarglielo un secondo?
- Sì, certo. - La moglie di Azzesi.
Sì, ho capito.
Vuole vederla, l'ha fatto divertire.
Mi creda, non è cosa facile.
- Posso entrare? - Aspetti.
Un'ultima cosa.
- Voilà! - Vado.
MUSICA IN SOTTOFONDO
Come va? Tutto di tuo gradimento? Ti stai divertendo?
- Stai seduto, stai comodo. - E' davvero impeccabile.
- Non so come ringraziarla. - Dammi pure del tu.
- Non so come ringraziarti. - Sono io che devo ringraziare te.
Hai tolto il premio a quel coglione di Carloni.
D'altronde era un premio imposto.. Giochi di potere.
Sigari cubani, arrivati freschi freschi.
- Indovina da dove? - Da dove? - Da Cuba!
- Sono sigari cubani! - Giusto!
Tu mi chiederai ma non c'è l'embargo?
Chiedimelo.
- Adesso? - Sì, chiedimelo.
- Ma non c'è l'embargo? - Certo che c'è l'embargo.
Ma le dittature sono come il sesso anale.
Basta ungere un po' e si spalancano le entrate.
- Le uscite. - Prego?
Se togli l'embargo, si spalancano le uscite.
- Correggi la mia metafora? - No, forse ho sbagliato io.
Noi non ci conosciamo personalmente però ti tengo d'occhio da un po'.
So che nel campo energetico ti sei fatto un nome.
Ed è per questo che ti ho invitato.
E poi mi hai stupito.
Siamo rimasti in pochi a portarlo così.
- Parlo del papillon. - Tu chiamami antico...
ma io ci tengo alle tradizioni.
Senti, antico...
posso farti una domanda? - Devi.
Come ti trovi nel tuo studio?
Domanda impertinente. Te ne faccio un'altra.
Se ti dico Kocks&Kocks cosa mi dici?
E' uno degli studi più importanti a livello internazionale...
mai sbarcato in Italia.
Devo correggerti.
Non ancora.
Un attimo prima c'è uno che cerca di farmi fuori...
e subito dopo eccone un altro che mi vuole socio...
di uno dei più grossi studi al mondo da lanciare in Italia! - Senti...
Tu dimmi se non hai sposato un uomo che ti riempie di emozioni!
Mi sento come l'indice delle borse: scendo a picco e risalgo come un razzo.
- Umberto... - Azzesi mi ha detto: "Incontreresti i nuovi capi a Berlino?"
"Vengo domani!" gli ho detto. E lui: "Domani no, è sabato".
Era per dire che non voglio aspettare un secondo.
- Mi è tornato l'istinto rapace. - Ho una cosa da dirti.
Una volta quando uno sognava una vita piena di avventure...
faceva il navigatore, il bandito, quei personaggi spericolati.
- Senti... - L'avventura oggi è in mano ai liberi professionisti.
Il Conte di Montecristo oggi sarebbe il presidente di Unicredit.
- Umberto... - Dobbiamo comprare dei libri.
Sono incinta.
- Perché non mi hai detto niente? - Avevi sempre qualche impegno.
- Vuoi un bicchiere d'acqua? - No.
Non possiamo tenerlo.
Non guardarmi così.
Tra l'altro è una cosa di cui avevamo già parlato.
E se non sbaglio ero io quello che voleva il terzogenito.
Dicevo che avrebbe ereditato la casa in montagna.
Martina la casa al mare, Giacomino la città e lui la montagna.
E tu ti sei opposta!
Mi hai anche accusato di volere il terzo figlio...
solo per chiamarlo Umberto Junior che tra l'altro era un bel nome.
Ma era soltanto per ipotesi.
Poi quello non era un buon periodo per noi.
- Non lo so più adesso, davvero. - Carlita, avevi ragione tu.
Avevi ragione tu!
Guarda solo oggi cosa è successo. E' un momento delicato.
Possiamo davvero fare il salto.
Si parla di nuova carriera, di Berlino...
però abbiamo bisogno di tutte le nostre forze.
Guarda solo già Martina quanta energia ci porta via.
Quella che si spoglia, quello che fa il morto...
- Un aborto. - Non usare questa parola.
Diciamo "rimedio".
Vediamo tutto dalla prospettiva di qualcosa che si aggiusta.
Come si chiamava il dottore, quello che ha sentito tua sorella?
- Manzini. - Manzini... brava!
Te lo ricordi? E' stato così comprensivo.
Con tua sorella poi che quella è davvero insopportabile.
Domani lo chiamo e organizzo tutto.
- Non lo so, Umberto. - Ssh!
Non facciamoci prendere dalla malinconia.
Siamo persone perbene, ben posizionati.
Siamo felici!
E poi abbiamo anche la nostra età, se posso dire.
Te lo immagini tra vent'anni quando arriva a casa alle 4 del mattino?
Come facciamo a sgridarlo?
Ci precipitiamo giù dal letto coi calzettoni di lana?
Proviamo ad alzare la voce ma abbiamo lasciato la dentiera nel bicchiere!
Poco credibili, dai.
Secondo te dov'è che...
(in tedesco) Merda!
(in tedesco) - Merda! - Vai al diavolo, italiano!
- Kocks & Kocks. - (in inglese) Chi desidera?
- Mr. Qubòn. - Puoi cercarlo, per favore?
- Il suo nome? - Durloni. Umberto Durloni.
UMBERTO FA LO SPELLING
- Umberto! - Gianfranco, che piacere!
- Patrizio. - Patrizio, scusa.
- Perché ho detto Gianfranco? - Perché sei scemo. - L'emozione.
Ero in riunione qui a fianco e volevo darti il mio in bocca al lupo.
Crepi il lupo!
Io l'ho capito il tuo valore e so che lo capiranno anche i tedeschi.
Patrizio, non te l'ho detto... in tedesco so solo dire "Scheiße".
"Merda". Non dirlo.
- Parlano tutti l'inglese. - (in inglese) Allora capiranno.
Spero non sia stato un problema per te partire così all'improvviso.
PARLA IN INGLESE Non sono sicuro sia giusto.
"In a great rush actually..." E' giusto?
So che la "T" non si pronuncia.
- Volevo darti alcune imbeccate... - "Some tips".
Alcuni... tips.
Ti farò parlare con Mr. Qubòn, saltando tutte le fasi intermedie...
e le teste di cazzo che non contano niente.
- Usa un linguaggio schietto. - "Frankly speaking!"
Adesso hai rotto i coglioni, va bene? Basta!
Lo facevo per scaldarmi con l'inglese, mi sembrava di essere simpatico.
Non sei simpatico neanche in italiano.
Mr. Qubòn è un uomo concreto, uno che apprezza la risolutezza...
non gli piacciono i mezzi termini. - No mezzi termini.
E' un tipo allegro.
- Quindi cerca di essere disteso, leggero. - Leggero e disteso.
Ama il calcio, è un tifoso del Tottenham...
quindi potresti usarlo per rompere il ghiaccio.
Odia i mimi.
Poi ha paura del cancro, un vero e proprio terrore.
Quest'ultima informazione a cosa mi può servire?
Metti che ti scappa una battuta sul cancro ai testicoli...
- Non la dico. - No. - Niente battute sul cancro.
- No, non farle. - (in inglese) Signor Durloni?
- Sono qui. - Mi segua.
La seguo, ci vediamo dopo.
Mi raccomando, meno parli e meglio è.
Asciutto.
- Com'è questo champagne? - Il migliore che abbia assaggiato.
- Non l'hai ancora assaggiato. - Dicevo così... si capiva.
SQUILLI DEL CELLULARE Scusa un attimo.
Rispondi pure.
Ai numeri sconosciuti non rispondo.
Ti capisco, io stesso ho avuto brutte esperienze.
Gente che telefonava tutti i giorni.
"La prego, controlli! La fattura ci risulta non pagata".
Ma non mi facevo spaventare. "Questo è stalking" e riattaccavo.
Bravo!
Lo stalking può essere veramente una cosa seria.
Te lo dico io che ci sono passato.
Quando mi sono lasciato con una mia ex moglie...
è stato un periodo, un assillo, un'ossessione chiamala come vuoi...
ma io so che non c'era niente di malevolo.
Anzi, alla base c'era un sentimento sincero.
- Tipo affetto. - Affetto, sì.
Forse un po' maniacale ma è l'intensità dei sentimenti.
Vogliamo crocefiggere qualcuno per una visita a sorpresa...
per qualche piccolo controllo?
E' arrivata l'ordinanza del giudice.
Mi hanno proibito di telefonarle, di scriverle.
Mi toccava stare da lei a 250 metri di distanza.
E per uno della mia età calcolare gli spazi non è facile.
- Scusa se te lo chiedo... 250 metri hai detto? - Sì.
- In linea d'aria o in via pedonale? - Bravo!
Il signor magistrato non l'ha specificato.
Se andate allo stadio insieme...
Questo è improbabile: lei è dell'Inter io sono del Milan.
A maggior ragione! Milan-Inter: uno curva nord l'altro curva sud.
Se è in linea d'aria, hai violato il divieto.
Tre settimane fa sono andato a vedere il derby...
e ho rischiato di andare in galera.
- Questa sarebbe la giustizia? - Guarda cosa hanno fatto a Galileo.
- Cos'è? - Cocaina... purissima.
- Sono allergico. - Alla cocaina?
No, alla polvere in generale.
Mai sentito.
E' la polvere che mi dà fastidio... ma proprio tutti i tipi di polvere.
Le tue parole mi hanno confortato, grazie di cuore.
- Non devi ringraziarmi. - Invece sì.
Non tutti comprendono queste cose, dicevano che ero malato.
Umberto, sei un tipo speciale e me lo stai dimostrando.
- Siamo tipi speciali, Patrizio! - Guarda.
Che fai?
- No dai, mi offendo. - Ma cosa hai capito?
E' il mio numero privato.
- Mi puoi chiamare quando vuoi. - Appena arrivo ti chiamo.
- No, mi faccio vivo io. - Va bene.
Taxi!
Sarà una collaborazione speciale.
(in tedesco) Merda!
- Sei una testa di cazzo! - Perché?
Stavo scherzando!
(in tedesco) Merda!
- Le vede queste dita? - Per cortesia!
- E' stato un incidente. - Mi dispiace.
Anni Ottanta, periodo di scioperi.
Due settimane di agitazione...
e poi il primo giorno che siamo rientrati a lavoro... zac!
- Guardi attentamente. - Mi fa impressione.
- Non può farle impressione. - Le dico di sì.
Guardi che bel lavoro hanno fatto.
- Non se ne vada! - Me ne vado sì.
- Comincio a sentirmi offesa. - Tutti io li becco oggi.
- Lei non si ricorda mai di me. - E' il mio anniversario di nozze?
Scusi, vorrei riposare.
Morgana.
- La moglie di... - Azzesi, certo!
Non volevo essere scortese, ma ho passato due giorni...
- Ma lei ha pianto. - Non è nulla.
Tenga.
SQUILLI DEL CELLULARE Non ho abbassato la suoneria.
< Deve spegnere il cellulare, stiamo decollando.
E la cintura. Grazie.
Allacciare, va bene... ecco qua, l'ho allacciata.
- Sono i suoi figli? - Sì. Giacomino e Martina.
- Sembrano splendidi. - Splendidi sì ma difficili.
Ora che crescono poi...
Martina si è fatta beccare a farsi fare delle foto nuda...
dai compagni di classe.
- E punirli non serve a niente. - Forse il segreto è parlargli.
Parlare a un adolescente?
E poi che facciamo, invitiamo a cena Hannibal Lecter?
Lei è una sognatrice.
- Gli ha detto che non si può. - Mando un messaggino.
Ma stiamo decollando, è pericoloso.
Crede davvero a queste minchiate?
File di ore all'imbarco, ci controllano anche le mutande...
e poi ci lasciano gli strumenti che fanno cascare gli aerei?
Io terrorista me ne frego del tritolo, mi imbottisco di cellulari...
e all'ora prestabilita mi faccio fare uno squillo.
Giusto, no?
Brava, è così che ci salveremo, fregandocene delle regole.
Io l'ascolterei parlare per ore.
Lei è proprio come me.
Qualche capello in meno magari...
Mi lascia il suo numero?
- Di telefono? - Il suo numero, sì.
338...
456...
132.
Non squilla.
- Forse bisogna fare +39, fuori Italia. - L'ho fatto.
Ah, l'ha fatto.
- Forse le ho dato quello vecchio. - Me lo dia, mi faccio uno squillo.
UMBERTO CANTICCHIA
- Buongiorno, avvocato. - Ciao, Lorena.
- Cos'è questa roba? - Una festa per salutare Còmoli.
Chiamami Scaramelli e trovami degli scatoloni di cartone.
- Scatoloni! - Oh, Francesco.
- A che servono gli scatoloni? - Volevo anticipare i due mesi...
che volevi concedermi. - Sono contento per te.
Lo trovo, come dire... ti posso chiedere una cosa?
Scusa un attimo.
Lorena, dove hai portato tuo marito a festeggiare l'anniversario di nozze?
- Mio marito mi ha lasciato tre anni fa. - Con la parrucchiera?
Quella che ti dicevo...
- L'ultima volta che avete festeggiato dove siete stati? - Courmayeur.
- Un week end io e lui soli. - Scusa, dicevi?
No, niente volevo solo... lasciamo perdere.
Ero venuto per sapere se stavi bene.
Non si sa mai in questi casi come uno la prende.
Un pensiero gentile. Come vedi sto bene.
Perfetto, sono contento!
Copriti bene a Courmayeur. Attento alla testina!
- Gli scatoloni. - Sì.
Non ti dispiace neanche un po'? Insomma, dopo quasi 20 anni!
E' proprio quello il problema, quasi 20 anni!
Là fuori ci sono opportunità, nuove strade...
- Davvero non hai nessuna paura? A 50 anni... - 49.
Ricominciare da capo, senza prospettive?
Cos'è?
Patrizio Azzesi.
- Quell'Azzesi? - E chi se no? Giralo.
- Il suo numero privato. - E come mai ce l'hai tu?
Mettiamola così.
Immagina che uno degli studi più importanti del mondo...
diciamo lo studio Kocks & Kocks...
dovesse approdare in Italia chi pensi che chiamerebbero?
- Non lo so, chi chiamerebbero? - Me, chiamerebbero me!
- Tu? Cioè, tu sarai... - Ssh!
Torno adesso da Berlino, è tutto fatto.
Ho parlato con Azzesi, ha detto che il colloquio è una formalità.
Questione di giorni giusto il tempo di definire i dettagli.
Non è ancora la tua poltrona.
- Scusa. - Torna nel sottoscala.
- Scaramelli. - Non ti sfugge niente, eh?
Lascia fare.
Lo stato di salute di una città lo misuri dai suoi piccioni.
Un'intuizione che ho avuto ieri.
Stavo aspettando il colloquio e guardavo fuori.
A Berlino i piccioni sono più vitali.
Ti guardano con questi occhietti pieni di idee.
A Milano invece persino i piccioni sono in crisi.
Prova a dare un calcio a un piccione milanese.
Ti guarda che quasi non ci crede, non reagisce. Ti fa una rabbia!
Da noi non c'è più ottimismo neanche tra i piccioni.
Ti ho promesso una bella serata. Anche tu mettici del tuo!
Un po' di energia, fai un piccolo sforzo.
Continua, ti ascolto.
Te l'ha data il dottore?
Facciamola sparire.
Non mi sembra il caso di esibire i fatti nostri.
I fatti nostri? Ma di che hai paura? E' solo per il mal di testa.
- Siamo pronti? - No, non ancora.
- Le farò un segno io. - Un carpaccio, per favore.
- Carlita! - Senza parmigiano.
Due, il mio con molto parmigiano.
Scaglie larghe, belle fini.
Perché mi sfidi? Tu ed io siamo dalla stessa parte.
No, tu vuoi che io sia dalla tua parte.
Non è la stessa cosa?
- Siamo qui per festeggiare. - Per festeggiare?
Non ricordi cosa è successo in questi giorni?
- Hanno cercato di scaricarmi. - Ah!
Lo capisci? Scaricarmi! Ma non ce l'hanno fatta.
Sono più in alto di prima. SQUILLI DEL CELLULARE
E non è tutto.
Courmayeur! Il prossimo week end tu ed io, da soli.
- Dove vai? - A lavarmi le mani.
Carla.
Carlita!
RUMORE DELLO SCIACQUONE
Ma che fai? Ti intrufoli nel bagno degli handicappati?
Magari porta anche sfortuna.
Non ti basta la fialetta? Anche il pianto vuoi fargli vedere?
A questo punto facciamo una conferenza stampa.
Raccontiamo i fatti nostri a tutti.
Credi che mi freghi qualcosa dei piccioni?
E degli handicappati?
- Sì... - Io non sono un insensibile.
So cosa stai provando, cerco solo di distrarti.
Ieri è stata una giornata importante per entrambi.
Abbiamo fatto delle scelte tu ed io, scelte comuni.
- Scelte comuni? - Sì.
Quello che faccio io lo faccio per te, per Martina e per Giacomino.
- E per te. - E per me, sì.
Perché, non faccio parte della mia famiglia?
- La tua famiglia? - La mia famiglia, certo.
Non mi hai neanche chiesto come è andata.
Che senso ha parlare di certe cose?
Dobbiamo convincerci che abbiamo fatto bene?
Dobbiamo farci venire rimpianti? Abbiamo preso una decisione.
- E l'abbiamo implementata. - Che cosa hai detto?
L'abbiamo implementata.
Stiamo parlando di un aborto.
Abbiamo preso una decisione e l'abbiamo portata avanti.
Dai che si fredda il carpaccio.
Si sistema tutto, vedrai.
Domani mattina parto, vado a Campiglia con i bambini.
Giusto!
Quella casa è sempre vuota.
Fai bene.
Spero arrivi presto la conferma che aspettavi... del colloquio.
Grazie.
PARLA IN INGLESE
< Professore, mi opera senza addormentarmi?
< Ma no, lei già dorme. < No, io sono sveglio!
< Questi ignorano il progresso della scienza.
< Abbiamo già praticato l'anestesia locale.
< Faccia il paziente e abbia pazienza.
< Ognuno deve fare il suo mestiere.
- Lei da sano che mestiere fa? - Macellaio. - Io pure!
< Non sono un macellaio, sono un chirurgo! Si rilasci.
< Stia tranquillo.
- Ines! - Buonasera.
- La casa è tutta pulita. - Grazie, Ines.
Servizio di segreteria...
Patrizio, sono Umberto.
- Umberto! < Scusa se ti disturbo.
< Non ci sentiamo dal nostro colloquio...
e pensavo che magari era il caso di organizzare qualcosa...
un comunicato stampa, no? < Possiamo sentirci più tardi?
Tra l'altro ho un regalino per te. Un regalino... un regalone!
< i sigari cubani costano molto! - Umberto, sono a Berlino.
Sto entrando in una riunione.
- Possiamo sentirci nel pomeriggio? < Sarà una riunione molto lunga.
Mi dici cosa sta succedendo?
< Ci sono stati degli sviluppi e purtroppo le cose sono cambiate.
Cosa significa purtroppo?
- Purtroppo significa per sfortuna. < So che vuol dire purtroppo.
- Cosa è successo? < Cosa vuoi sia successo?
Si fanno degli incontri, delle valutazioni, si discute.
- E alla fine si fa una scelta. < Che scelta?
C'è un altro uomo.
- Come un altro uomo? E io? < Umberto, conosci il periodo.
Una nuova partnership è un rischio che possiamo affrontare...
due sono una condanna.
Non è vero! Non è così!
E' come con i dadi, prendi un dado.
Tu lo lanci, hai la possibilità di fare 6 come quella di fare 1.
- Massimo e minimo, parità statistica. < Umberto...
Adesso mi ascolti!
Se tu aumenti il numero dei dadi, hai sempre la possibilità di fare 12...
ma nessuna di fare 1, capisci?
Con due dadi non perdi mai. Con due non si perde...
- In due... < Ma che cazzo dici?
Patrizio, tutta quella storia della persona speciale?
UMBERTO RIDE
SEGNALE DI LINEA LIBERA
< Servizio di segreteria telefonica.
Carlita, ci sei?
E' una settimana che non ti fai sentire.
Richiama... per piacere.
- Non ti si può guardare. - Me l'hai messa tu.
Sai cosa mi piace di te?
La sensualità... andalusa.
- Ti ho fatto male prima? - Quando?
- Sì, insomma... quando ti ho colpita. - Te l'ho chiesto io.
Lo so, ma queste cose di violenza, non sai mai...
Non è violenza, sono sberle sul culo.
- Non hai mai dato una sberla sul culo? - Certo!
Più di una volta, spesso direi.
Ricordo che una volta ho dato delle sculacciate a Giacomino...
e alla fine gli ho fatto male.
< Te l'aveva chiesto? - Se l'era cercate.
- Allora è diverso. - Sì, lo so.
Però...
A me per esempio.
Quello che mi hai fatto prima mi è piaciuto.
Anzi, scusa se ho cercato di bloccarti a un certo punto.
Dici quando ti ho messo un dito nel culo?
Sì, ma non è che bisogna dirlo. Ti dico che mi piace e finisce lì.
Non dobbiamo analizzare la cosa.
- Sei nervoso. - No.
Però va bene così, non è che tutte le volte devi...
Non è la prima volta che tradisco mio marito.
Ti senti in colpa?
E tu?
Lo conosco appena.
Parlo di tua moglie.
Ma tu non hai fame? Mi è venuto un appetito!
Cos'è quel segno?
Fammi vedere.
No!
- Lasciami stare! - Non ti lascio stare.
Scusa, stavo giocando. Volevo sapere cos'è quel segno.
Mi sono tagliata le vene.
Le vene?
Non è perpendicolare.
Quando uno si taglia le vene, non fa un taglio intorno ai polsi?
Che cazzo stai dicendo?
A logica se io mi tagliassi le vene, inciderei non parallelamente...
ma perpendicolarmente. - Così tagli solo i tendini.
Va bene, mi fido.
Avrai fatto le tue ricerche, cosa vuoi che ne sappia io?
Quando si sta male, si fanno tante cazzate.
C'è chi fa questo, chi si spoglia davanti ai compagni di scuola...
IL CANE ABBAIA
Eccola qui, la mia piccolina!
Che vuoi?
Baffolina, Baffolina... RUMORE DI PIPI'
Mi ha pisciato addosso! Che schifo!
Ma che fai? Guarda che le piaci.
- Fa così quando si emoziona. - Fa così perché le piaccio?
E quando entriamo in confidenza che fa, mi stacca l'uccello?
La mia Baffolina.
La mia piccolina...
La guardia di finanza ha eseguito diversi arresti domiciliari...
all'esito delle indagini su un giro di truffa...
estorsioni, parcelle fantasma, false certificazioni...
relativamente al mercato delle rinnovabili.
< Tra gli arrestati l'imprenditore Moreno Mastrangeli...
l'avvocato Federico Scaramelli e l'ingegnere Giorgio Fuschi...
oltre al presidente del comitato "Cielo che sorride" Riccardo Buio.
Mi scuso per la battuta di prima, quella sull'uccello.
Non è nel mio stile.
E' un umorismo scontato, un po' da avanspettacolo.
Tu mi vuoi ancora, Baffolina? SQUILLI DEL CELLULARE
- Pronto? - Sono Patrizio.
Patrizio?
< Azzesi.
< Mi senti? - Sì, adesso sì.
< Ci sono novità. - Novità?
< Scaramelli. - Scaramelli?
< E' stato arrestato.
< Tu sai di cosa si tratta? - Arrestato?
Parcelle fantasma, false certificazioni, conti...
Sembra che ne abbia collezionato una bella serie.
< Preferirei non parlarne al telefono. - Tu cosa c'entri con Scaramelli?
La settimana prossima lo avremmo annunciato come nostro nuovo partner.
Era lui!
Ma ha solo 35 anni, era un mio discepolo.
< Mi ha chiamato, si è proposto...
mi ha detto del tuo problema con Persicati...
è sembrato intraprendente, volitivo e lo sta dimostrando.
- Cosa volete da me? - Ci stavamo chiedendo...
se non fossi ancora interessato alla nostra proposta.
< Scaramelli è fuori gioco...
e noi abbiamo bisogno di qualcuno.
E siete tornati da me.
Non facciamone una questione di orgoglio.
Non faremo il lavoro che facciamo.
- Quanto c'è di concreto stavolta? < Bisogna solo definire i dettagli.
Nessun colloquio, nessuna selezione.
Fra due giorni sono a Milano e finalizziamo l'accordo.
< Cosa mi rispondi?
Due giorni? Perfetto.
Il tempo di sistemare una faccenda.
Ma da dove parli? Ti sento tutto "intubato".
Sei in un bagno? Di' la verità, sei con un puttanone.
- Se lo dici tu. < Ciao, Umberto. - Ciao.
Ho una nuova suoneria per te.
VERSI DAL CELLULARE La tartaruga in amore.
Era Giacomino, mio figlio.
< Un imprevisto.
Dove ho messo la mia borsa?
Dovevamo girare a destra.
Anche se poi sbagliare a volte non è che sia...
Mi viene in mente Colombo: ha sbagliato strada...
e vedi che successo ha avuto!
Noi diciamo "sbaglia strada" ma pensaci un attimo.
E se avesse finto di sbagliare?
L'America allora era sconosciuta.
Se lui avesse detto: "Vado in un posto sconosciuto"...
voglio vedere chi lo finanziava.
A quell'epoca non costavano poco quei viaggi.
Lui invece dice: "Vado in India" e quelli gli danno le caravelle.
E poi lui... è solo un'ipotesi.
C'è tutto il problema della storia ufficiale...
degli interessi da tutelare, degli archivi segreti.
E poi anche se avesse sbagliato davvero, ha trovato l'America.
- Voglio vedere quanti sbagliano... - Taci!
Dio mio, come sei enfatica!
Grazie mille, Umberto. Davvero uno splendido week end.
Peccato non aver fatto delle foto.
- Sei più contento? - Sei tu che sei voluta tornare.
E se avessi ascoltato bene quello che ho cercato di dirti...
Cosa hai cercato di dirmi?
Che improvvisamente tuo figlio ha avuto un collasso intestinale?
La diarrea, la sciolta... va bene?
Chissà cosa ha mangiato! Tu li conosci i bambini.
Quelli vedono una cosa e se la infilano in bocca.
Tu mi prendi per il culo.
Io non mi faccio prendere per il culo.
Ho capito che sei uscita con me solo per vendicarti di tuo marito.
FRENATA BRUSCA IL CANE ABBAIA
- Che cazzo c'entra mio marito? - Scusa, hai ragione tu.
Non c'entra niente, anzi di questa storia non deve sapere niente.
Lo so, io...
So che ti aspettavi un week end diverso.
Almeno dimmi perché.
Non sono stupida.
So che è successo qualcosa.
Io...
Invece di litigare e lasciarci in questo modo...
mi ero quasi dimenticato...
E' un regalino per te.
- E' un regalo per tua moglie. - No, perché?
Ma non sono mica iniziali...
Non sono "C e U" come Carlita e Umberto.
Questo è il marchio CEU, cioè tutti...
IL CANE GUAISCE
Piace molto anche a me la velocità.
Non pensavo che questa macchina potesse...
GRIDA
SQUILLI DEL CELLULARE
- Pronto? - < Umberto.
Ma dove cazzo sei finito?
- Patrizio... < Abbiamo un appuntamento.
Umberto!
Ma sei lì?
< lo pensavo... - Ma cosa pensavi?
< No, niente. Non mi sento bene. - Prenderai un analcolico.
< Ti voglio qui. L'accordo va chiuso stasera.
- Va bene, ti raggiungo. < Datti una mossa.
< Ti aspetto da Unico.
- Che ti è successo? - Niente, la schiena.
- Cosa posso...? - Còmoli.
Cosa posso portarle?
Solo un bicchier d'acqua, grazie.
- Vi conoscete? - No.
Noi non possiamo più aspettare, abbiamo gli americani sul collo.
Se tu sei d'accordo, diamo la comunicazione domani.
Ho qui la bozza, te la faccio vedere.
- Quale comunicazione? - Come quale comunicazione!
Il tuo passaggio al nostro studio.
Poi avremo modo di discutere dei dettagli e quant'altro.
Ora dobbiamo per forza ufficializzare qualcosa.
Abbiamo coperto tutta l'Europa, manca solo il nuovo uomo italiano.
Nuovo uomo italiano... ti piace?
- E' così che vorremmo presentarti ai giornali. - Patrizio...
E Morgana?
Cosa sai tu di Morgana?
Io...
I giornali.
I necrologi.
Quelli non siamo riusciti a fermarli.
C'è un'inchiesta in corso, non chiedermi di più.
Per ragioni personali preferirei non parlarne.
La mia è una posizione delicata.
Ci tenevo solo a farti le mie condoglianze.
Non ho neanche capito bene cosa sia successo.
Cosa vuoi che sia successo? Un tipico incidente d'auto.
Sai come sono queste cose, no? Non chiedermi di più.
Ci stavamo separando.
Era venuta a Berlino, tra l'altro il giorno in cui sei venuto tu.
Abbiamo parlato, abbiamo discusso...
Era una persona fragile Morgana.
Infatti si era già rivolta al suo avvocato.
Si può dire che mi sia andata bene.
< Sai quanto mi aveva chiesto? 50.000 euro al mese.
< 50.000 euro!
< Devo proprio togliermi il vizio di sposarmi.
Ho smesso con le sigarette, ho smesso con i biscottini...
riuscirò anche a smettere di portarmi delle mogli a casa.
< Allora, ti piace?
Il nuovo uomo italiano.
- Patrizio, era tua moglie. - Il nuovo uomo italiano.
Era una donna brillante, onesta...
Una donna che aveva solo il grande problema...
di accompagnarsi a gente orribile come te...
e come me.
Umberto, faccio finta di niente.
Prendo questo tuo slancio di umanità come un effetto del mal di schiena.
Dimmi soltanto che sarai dei nostri poi puoi andare a farti curare.
Io...
No...
No.
Non so cosa ti stia passando per la testa, caro Umberto.
Ma vedi, ci teniamo molto ad averti con noi.
Però se così non dovesse essere, ci teniamo molto anche...
a non vederti mai più in nessun altro studio...
e tu sai bene che abbiamo il potere di farlo.
Quindi ti chiedo per l'ultima volta e pensaci bene...
Sarai dei nostri?
Vaffanculo.
Lo prendo per un no.
Non leggevi il labiale?
Vaffanculo.
- No, lascia. - Scusa.
Scusa.
Scusa...
Scusa.
Avvocato Durloni, sta bene?
No, è... è il ginocchio.
Volevo dirle che è arrivata una lettera per lei.
Mi hanno fatto firmare per ricezione, a casa non c'era nessuno.
- Chi l'ha portata? - I carabinieri.
Ho infilato la lettera sotto la porta di casa sua.
- Pare sia una cosa urgente. - Certo. Grazie.
- Buonanotte. - Buonanotte.
Carlita, rispondi!
< Ciao, papà! - Giacomino.
Mi passi la mamma?
Dai, per piacere.
< La mamma è indaffarata. - Ti sta suggerendo, vero?
< No.
Va bene, non importa.
< Papà, oggi ho fatto un disegno come hai detto tu...
con le linee che non mischiano i generi, come Picasso.
Tu sei bravissimo.
Sei bravissimo a disegnare.
< Lo vuoi vedere? - Certo che lo voglio vedere.
Adesso...
di' alla mamma... < Quando vieni, papà?
- Di' alla mamma... < Quando?
Dille..
- Salutami anche Martina, eh? < Oggi mi ha dato una sberla...
perché gli ho dato un calcio.
"Le" ho dato, non "gli".
Giacomino, lo sai che il tuo papà ti vuole bene, vero?
< Anche io gli voglio bene.
- Vai a dormire che è tardi. < Ciao, papà.
- Ciao, Giacomino. < Vieni però!
- Signor Durloni? - Sì. - Prego.
Prego.
Il signor Durloni.
- Prego. - Grazie.
- L'abbiamo fatta un po' aspettare. - Non si preoccupi.
Infatti non mi preoccupo ho intenzione di farla aspettare ancora.
Ma che sta facendo?
Cappelletti, questo sta guardando la mia ragazza!
Sto scherzando, non è la mia ragazza.
Ci sono soltanto uscito un paio di sere.
Magari!
- Veniamo a noi: Umberto Durloni. Giusto? - Sì.
Nato a Milano ecc. Ecc.
Lei ha un conto aperto presso la Banca Popolare di Roma?
Scusi?
Però non dobbiamo perdere tempo se no l'arresto immediatamente...
e la chiudiamo qua.
Sto scherzando, si è spaventato?
Dicevo, lei ha un conto acceso presso la Banca Popolare di Roma?
Non sbirci.
No, nessun conto.
Posso sapere cosa è successo?
Per caso ha smarrito recentemente un suo portafogli?
- Non saprei, non ricordo. - Dice che non ricorda.
- Aspetti! - Si è ricordato.
- Forse la settimana scorsa a Berlino. - In Italia.
Ci dovrei pensare.
Non si ricorda.
- Pensare... - E' la stessa cosa.
Cappelletti? Sto lanciando la stampa.
Abbassa la testa che ti fai male.
- La prende sempre qua? - Eh?
Dico, potrebbe...
Furto d'identità, non è il termine esatto ma ci siamo capiti.
Può essere che qualcuno abbia sottratto i suoi dati...
ma non ne siamo sicuri, stiamo facendo le nostre indagini.
Altro non le posso dire, lei comunque deve stare tranquillo.
Avevamo soltanto bisogno di questa pseudo formalità.
- Furto d'identità? - Gentilmente una firma in calce.
- Tutto qui? - Aspetti, non abbia fretta.
- Adesso prendiamo in esame l'altra faccenda. - L'altra faccenda?
Lei forse pensava di farla franca.
Stamattina abbiamo ritrovato il cadavere della ragazza.
Scherzo!
< Scherzo!
< Non è morta nessuna ragazza.
E' soltanto stata trovata stuprata e lei risulta l'unico sospettato.
- Cappelletti, hai sentito che ho detto? - Maresciallo, facciamola finita.
Facciamola finita.
Può andare.
< C'è altro?
Signor Durloni, c'è altro?
No, mi scusi. Sono stanco, ho lavorato tanto.
- Che lavoro fa lei? - Avvocato. - Avvocato!
Ne so una bella.
Sa la differenza tra un avvocato e un clistere? Nessuna.
Perché entrambi ti entrano nel culo e poi ti ripuliscono.
Mamma mia...
Se vuole uscire, dopo la porta giri a sinistra e troverà l'ascensore.
Non prema -1 che va sottoterra.
< Avvocato.
Cosa ha fatto alla gamba?
Una slogatura.
Una slogatura?
Vada.
< Vada!
MUSICA IN SOTTOFONDO
- Ciao, papà. - Ciao, Giacomino.
Io sono...
- Sono venuto a prenderti. - Sì però devo dirti una cosa.
Non l'ho fatto.
- Non l'ho fatto. - Cosa?
Lo voglio tenere, Umberto.
Io non volevo tutto questo.
Lo so, Umberto.
- Magari stavolta non sbaglieremo niente. - Sì.
Magari sì.
La mia cliente accetta di accollarsi il rischio.
Ottimo!
A questo punto possiamo considerare concluso l'accordo...
e possiamo prenderci un caffè, questo l'offriamo noi.
Abbiamo strappato le migliori condizioni possibili.
So io cosa le strapperei.
Avvocato, vorrei farle i complimenti. Una gran bella riunione.
Non è stato facile però possiamo ritenerci soddisfatti.
Io direi che è quasi il caso di pensare a nuove operazioni.
Per esempio stasera ha impegni?
SQUILLI DEL CELLULARE Mi scusi, devo rispondere.
Pronto?
Ci vediamo alle 20 in punto.
Non devi fare niente, ti devi fidare di me.
Penso a tutto io. Ci vediamo alle 20!
Mia moglie è sempre curiosa, sempre impaziente.
Ogni tanto tocca saper aspettare.
Nozze di cristallo, ho organizzato una seratina dalla cena alle lenzuola!
E non fatemi entrare nei dettagli anche se sarebbero succulenti!
Signore! Oh, Dio mio!
L'infartato... una morte che gli ho insegnato io.
Prima cosa: sgranare gli occhi.
Vieni qua! Ho lasciato qua Umbertino.
Giacomino, vieni qua!
Vieni qua! Giacomino!
Giacomino, vieni qua!
Torna qui che si sveglia Umbertino!
Giacomino!
Non calpestare le aiuole!
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