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È al piano di sopra? Non lo trovo.
Credo sia al piano di sotto.
Non sai mai dov'è.
Ti dico che è a sinistra, che palle!
È di qua?
È di là.
- È su. - Ti dico che è giù.
Io torno a casa.
Léa?
Una cliente.
- Cosa stava facendo? - Pranzavo!
- Perché sempre li? - Non saprei...
Non mi sta male, no?
Non le piace? A me piace.
- Posso essere sincera? - Si.
- Sparisce li dentro, non si vede più. - E un guaio se non mi si vede.
Immagino non sia il momento di diventare invisibile.
No, infatti. Da cosa lo capisce?
Lei passa spesso davanti alla vetrina, prima il suo sguardo era dritto
e da un pò guarda per terra.
È vero...
Da quando ho avuto problemi con mio marito,
vorrei nascondermi nell'armadio, non voglio essere notata.
No, deve mostrarsi, altrimenti la dimenticheranno!
Lei e incredibile.
Cosa mi consiglia?
Giovedi arriva la nuova collezione
con lo stesso articolo, ma più avvitato, più morbido.
Le starà meglio, le restituirà il suo.
Spessore.
Il mio spessore?
- Quindi... - Si.
Allora ripasso la settimana prossima.
- Grazie. - Arrivederci.
Arrivederci.
Dobbiamo vendere quegli impermeabili, tra una settimana non piove più.
Non deve scoraggiare le clienti!
Sembrava infagottata, spariva in quell'impermeabile.
La smetta di dire la verità a tutti i costi.
Infagottata! Pensa che abbiamo troppe clienti?
L'ho sentita fragile, in competizione con qualcuno.
Ha bisogno di sentirsi bene nei suoi abiti.
Quindi lei è una mentalista che vende abiti.
No!
Però io la stimo, ho fatto il suo nome alla direzione.
E perché?
Non lo dica, ma diventerò direttore di tre negozi.
Complimenti!
Cercano un manager e l'ho segnalata.
Sarei felicissima di lavorare con lei.
Manager del negozio della Défense.
Seicento metri quadrati, scala mobile, pazzesco!
È previsto anche un aumento.
Sarebbe fantastico.
Ma è sicuro che io sia in grado?
Non cominci con "non sono in grado".
È seria, affidabile, credo molto in lei.
Però, basta vendite come quella di prima.
Scusa, se non facevo i manichini ora, sarei dovuta tornare domattina.
Ne approfittano, non farti mettere i piedi in testa.
Sai, potrei gestire un grande negozio alla Défense.
Bene, spero che ti aumenteranno lo stipendio!
Si, ma non è ancora deciso.
Micina, vorrei arrivare prima di loro al ristorante, per una volta.
Oggi ho la vita che sognavo.
Si!
Ho un lavoro e dei figli fantastici, la mia migliore amica con me
e non è poco,
sembro molto più giovane della mia età.
Si, dai!
- Sono felice. - Hai anche un marito fantastico.
Tesoro, non rovinare questo momento!
- Tu, Marc? Francamente. - Cosa?
Sei felice, no?
Si, sono seme, sono...
Mi sentirò realizzato quando diventerò lnternational Key Account Manager.
Detto tra noi, credo che ci siamo. Si!
Lo dicevi già prima di essere Direttore export.
Non ha nulla a che vedere con lnternational Key Account Manager.
Io posso dire di sentirmi realizzato.
Mi sveglio tutte le mattine accanto a te, un sogno a occhi aperti.
- Perché ridi? - Leccapiedi!
Sono d'accordo. E tu Léa?
- Io cosa? - Ti senti realizzata?
Non so cosa significhi sentirsi realizzati.
Forse basta essere felici di quello che facciamo.
- Che carina! - Piantala!
Ma guardala!
Meriti di più che vendere vestiti.
Ma che dici?
Karine, a me piace vedere persone diverse, il contatto umano.
Sto bene.
Léa e la sua leggendaria mancanza d'ambizione.
Non lo dico solo io!
Avete deciso per il dessert?
Io prendo volentieri un "île flottante...
- Lei? - lo un caffè.
Anch'io, un espresso.
Io niente dessert, figuriamoci!
- Sei sicura? - Si, no...
No, troppo pesante.
Due caffè, di cui uno espresso e un' île flottante.
Arrivo subito.
Aspetti, se gli altri non prendono il dessert, non lo prendo neanche io.
Prendilo, io sono a dieta, non badare a me.
No, va bene cosi.
Se posso permettermi, "l'île flottante" è fatta in casa,
è favolosa.
Dai!
No, davvero...
No, grazie.
- "Prendila! Se devi fare il muso" - Non faccio il muso.
Non ce ne andiamo mentre mangi, eh?
Per solidarietà, ridò un'occhiata.
Vedi.
Allora... mi scusi? Abbiamo deciso di prendere i dessert.
Io un' île flottante.
E...
No, mi dispiace, non c'è niente che mi piaccia.
- Falso allarme. - Allora neanche io.
- No. - D'accordo.
Micina, prendo io qualcosa, cosi ti fai coraggio.
No, grazie, me lo rinfacceresti per tutta la sera.
Ma che dici?
- Non è vero! - Invece si.
Se avete bisogno di me, io sono li.
Ho la soluzione, un' île flottante con quattro cucchiaini.
Si! Cosi passeggio per farti compagnia.
Scusi?
Prendiamo un'île flottante con quattro cucchiaini.
- Benissimo. - “Uaccendiamo...
Scemo!
- Va bene. - No, scusi!
Tre cucchiaini.
Non mi piace l' "île flottante", è molliccia...
Per me non è neanche un dessert!
Grazie, mi hai fatto passare la voglia! Zero cucchiaini, grazie.
Ricapitolo, per essere sicuro.
Zero dessert, zero cucchiaini, giusto?
- Esatto. - I caffè li porto o ne dovete discutere?
No, li porti!
- Prendila! - Non mi va più.
Se no, c'è "cuore caldo al cioccolato norvegese,
Sorbetti misti, baba rhum e panna alla vaniglia del Madagascar
o il millefoglie."
Il millefoglie è buonissimo, cazzo!
Non mi piace.
Ci lasci un paio d'ore, mia moglie è incapace di decidere in tempi rapidi.
- Non è carino. - Ma è vero.
- Io sono qui... - Grazie.
Io prendo una tarte tatin, non l'avevo vista!
- Con la pallina di gelato? Mi va. - Non l'avevo vista.
Grazie.
Visto, c'è sempre una soluzione ai grandi problemi del mondo!
Sei un genio!
- Abbiamo deciso. - Stavolta si!
Siamo definitivi, prenda nota, per favore.
Allora, prendiamo una...
Tarte tatin
Una tarte tatin con gelato alla vaniglia e tre cucchiaini
e la famosa ile flottante, con un cucchiaino,
per mia moglie che è tirchia e non... divide.
Non c'è la tarte tatin.
Si che c'è, studi il menù.
No, è barrata, mi dispiace, è finita.
Ah, si, forse, non è chiaro.
Non è chiarissimo.
È barrata male, non è chiarissimo.
- Non è barrata bene. - Grazie!
È barrata a cavolo!
Non fa ridere... ci scusi!
Non avevo visto, quindi niente.
- Allora neanche io, grazie. - Niente?
Sono li.
- Si è arrabbiato. - L'abbiamo fatto impazzire.
Sei pesante, non è qui per divertirsi, sta lavorando.
È qui da non so quanto e tu: "No, si...
Sei incapace di... E' incapace di decidere!
- Smettila. - So quello che dico.
Sono stata chiara, prendo il dessert, se lo prende qualcun altro.
No, non è chiaro.
Non parlo solo del dessert, il dessert è un dettaglio.
È questione di saper prendere delle iniziative nella vita.
- È pazzesco! - Ma non è vero.
- Io prendo delle iniziative, a volte. - Appunto, a volte.
A Natale, forse.
- Sai cosa sto facendo? - Si, lo so.
- Sto scrivendo un libro. - Tu scrivi un libro?
- A chi? - Un libro, non una lettera.
- Lascia perdere. - No, ormai l'hai detto! Finisci!
Perché un libro?
Non volevo dirvelo prima, non so se lo finirò...
Non lo so, niente.
- Non ho capito nulla. - Perché io?
Un mese fa ho scritto un post su Facebook sul libro di Michel Bourne.
Cioè, gli hai scritto?
Ho scritto un commento sul suo libro e l'ho postato.
Gli è piaciuto il mio stile e ha detto che dovrei scrivere.
Chi è Michel Bourne?
Ecco cosa facevi in vacanza!
Noi sotto al sole e lei scriveva la sua opera, di nascosto!
Francis, aspetta, non ha detto "opera", ha detto "libro".
Posso rifare la domanda? Chi è Michel Bourne?
- Dai, Michel Bourne! - Non sai chi è?
No!
Michel Bourne è il più grande scrittore francese.
Il più grande scrittore francese... intanto non è Victor Hugo.
Cosa? Insomma, Victor Hugo ti ha fatto il filo?
No, ha solo detto che dovrei scrivere.
Lo dice, perché ti fa il filo!
Magari non ha risposto neanche lui.
Quelli come lui non leggono i messaggi, hanno un community manager.
Ha anche detto che scrivo in modo originale e unico.
Le fa il filo, hai ragione! Che bastardo!
Però è lusinghiero, lui è belloccio.
Scusa.
Abbiamo parlato solo di scrittura.
Gli ho detto che alle medie riempiva dei quaderni di storie,
un giorno, all'ora di Francese.
Scusa, ma sono le 11, c'è la babysitter... scusa, eh?
- Tranquillo. - Dov'è il cameriere? Che incapace!
- Scusi? - Dov'è quell'imbecille?
Non mi piace che scrivi a degli sconosciuti su Internet.
Davvero, poi ne riparliamo.
- Offro io. - Grazie, sei gentile.
Però i dessert li offro io.
- L'hai capita? - Si, certo!
Si, finiscila!
Perché non mi hai detto che scrivi?
Ci sono rimasta male, io ti incoraggio e tu fai la preziosa.
Mi dispiace!
Non credevo di poter scrivere quattro frasi in fila, perciò...
Di' la verità, tifa il filo, Michel Bourne?
Non credo.
Spero fosse sincero.
Se è cosi bravo a scrivere, ci sarà un sottotesto, no?
Qual è il sottotesto? Che vuole portarti a letto.
Questo non l'ho proprio colto.
Perché è bravo con il sottotesto!
Su Facebook non ci sono mie foto, non sa come sono.
Questi se ne fregano,
gli scrittori che vanno con le lettrici, non badano al fisico, ma alla quantità,
si sentono potenti, sono degli orchi, come tutti gli artisti.
- Sei mai stata a letto con uno famoso? - Chissà!
- Che combinano? - Non lo so.
Amore, andiamo?
Sai, c'è Francis.
Dice poco, ma è sincero.
Perché ci guardate cosi?
Ecco, "perché ci guardate cosi"...
Finito. Arrivo!
- Scrive cosi bene Léa? - Ma figurati!
A scuola era una frana in dettato, in grammatica.
Io invece ero bravissima! Non sai quanto l'ho aiutata.
Non so come faccia Marc,
lo farà impazzire con il suo indeterminismo.
- Non hai mai usato quella parola. - Quale?
Indeterminismo. Tu preferisci le parole semplici, corte.
Mi stai forse dicendo che sono stupido?
- No, sono solo sorpresa. - Vieni!
Come fa a prendere sul serio questa cosa del libro?
Te lo immagini Michel Bourne che fa i complimenti a una commessa!
Tu dimmi!
Scrive benissimo i cartelli dei saldi!
Meno 20%. Brava!
Svuotiamo tutto! Ma che stile!
Liquidazioni per inventario...
Ma che bella grafia!
Smettila, sei cattivo, e pur sempre la mia migliore amica.
Però è molto coraggiosa.
Scrivere un libro solo perché te lo dice uno su Facebook...
Complimenti, è una tipa tosta.
Aspetta, Léa è brava a montarsi la testa.
Perché non scrivi anche tu?
Ma sai che ci stavo pensando? Strano, no?
Mi sono detta, se ci riesce Léa, perché non io?
- Ma certo. - Ho un sacco di cose da raccontare.
- Eccome. - Un sacco di...
Puoi giurarci, io ti appoggio.
Non ne parlo mai, ma anch'io...
Ho una voglia matta di comporre.
Ci ho pensato. Cosa me lo impedisce?
Compro un software e una tastiera, mi chiudo in cantina.
- Perché no? - Si, perché no!
Ma certo, fallo!
Chi se ne frega! Io scrivo un romanzo.
- E lo finisco prima di lei. - Non siamo mica scemi.
Ora che ne parliamo, ho già delle idee.
- Un sacco di idee. - Si, chiaro.
- Non siamo più scemi degli altri. - Sveglio la tata.
Intanto io creo.
Tranquillo, in cantina.
Non rompo mica le palle a nessuno!
Non mi è piaciuto che tu mi abbia contraddetto davanti a tutti.
- Quando? - Quando ti ho proposto il millefoglie.
Sai che non mi piace.
Il millefoglie, il sorbetto.
A chi non piace il sorbetto?
E poi questa storia di scrivere...
Da quando scrivi?
- Da sempre. - Ah si?
- Si. - E cosa scrivi?
Quello che mi passa per la mente, osservo la gente.
- E basta per scrivere un libro? - Non lo so.
È incredibile quello che vedi, quando osservi davvero le persone.
Sai cosa vedo io?
Vedo quanto sia essenziale il mio mestiere.
L'alluminio è ovunque, qua, qua... ovunque!
Sapevi che un francese consuma 20 Chili di alluminio ogni anno?
Michel Bourne: A che punto è con il suo romanzo?
Continuo a scrivere. Spero di finirlo un giorno...
- Meno tre! - Come, scusi?
Siete rimasti in tre per la Défense.
Parlo sempre di lei, io dico che ce la farà.
Grazie.
La cliente dell'impermeabile non è più tornata.
Ha ragione, mi sta benissimo.
Ne ero certa.
Il mio analista è d'accordo con lei.
Devo cambiare marcia.
Prendo il vestito giallo e l'impermeabile, sono tornata per questo.
- Sta bene con questo vestito? - Si, sarà irresistibile.
Troppo forte, Léa! Complimenti.
Visto? Quando non è "infagottata" se la cava alla grande.
Tu guarda come vende l'alluminio, il giovane diplomato.
Sembra che venda biancheria intima...
Sarebbe capace di fregarmi il posto, lo stronzo.
No!
Tranquillo, non le allaccia neanche le scarpe.
Non capisco cosa imparino nelle università prestigiose.
Io me lo mangio a cauzione.
Non ha capito che l'alluminio devi amarlo.
L'alluminio è prezioso, quasi quanto l'oro e lui.
Dove va? Sta sognando!
Va a pranzo con i Capi!
Non starà scrivendo un libro anche lei!
No, è la nota spese.
Meno male!
Mi hai fatto venire voglia di scrivere un romanzo.
Davvero?
Con la fantasia che hai, sarà fantastico.
Credo, eh? Tu hai cominciato dall'inizio?
Hai seguito l'ordine cronologico?
Si, ci sono un inizio, una metà e una fine, è normale.
Io invece lo voglio destrutturare.
Perché non stravolgere i codici?
Farò dei flashback, dei flashforward...
- Vuol dire che vai nel futuro. - Lo so!
Ho un senso dell'osservazione pazzesco, devo sfruttarlo.
Per esempio, lui e..
- Un uomo di classe. - Un ballerino di flamenco.
Si, tutto mi ispira!
Quei due...
Tu che ne pensi?
Sono sposati da tre anni, lavorano insieme.
No, sono amanti.
Lui è guardingo.
Lei è super eccitata.
Pupille dilatate, mani umide, respiro affannoso.
Il senso di colpa si espande nell'aria! E adulterio!
Colti in flagrante.
Guarda come si baciano!
Non ci si bacia cosi da sposati.
Conosco tua moglie.
Glielo dico!
Le dirò tutto!
È pazza.
Se ne vanno!
Li abbiamo spaventati.
Crede davvero che conosciamo la moglie.
Pensa che siamo pazze.
Guarda la signora vestita di blu!
Guarda il cane, sembra lei in miniatura al guinzaglio!
Parla al cane.
Certo, è il suo alter ego.
Sembra lei, formato portachiavi.
Pazzesco.
Sei troppo divertente.
- Se vuoi... te la regalo. - Cosa?
L'osservazione sulla signora, per il tuo romanzo.
Sai cosa? Forse la userò.
Accomodati, io ho talmente tante idee!
Mi ribelle il cervello, mi sento un vulcano che erutta.
Potrei finire prima di te, attenta. Non ci resti male, eh?
Io e l'ispirazione, h24.
Micina?
Micina!
Hai fatto? Dai vieni!
La vita coniugale è finita!
Micina?
Arrivo.
Basta ora, vieni.
- Micina? - Cosa vuoi?
Te.
Me? Per fare cosa?
Spegni la luce e vedrai.
Cosi mi tenti.
Non va strappato con le mani, guarda.
Oggi è un grande giorno, scrivo il mio primo romanzo.
Vivo la mia vita da scrittrice della letteratura.
- Ridammelo. - No.
Potete fare piano? La mamma scrive il suo primo romanzo.
Un corpo fantasma. Era una bella donna
che si era realizzata...
Molto bella.
Ridammelo!
Basta, in camera vostra.
Uffa, è colpa tua.
Scrivere un romanzo in 30 giorni
lmpossibile collegarlo, serve la laurea in ingegneria.
Assomigli un po' a Bradley Cooper.
- Cosi? - Si.
Sei adorabile!
- Si? - Ti giuro.
Fermo, guardami.
Bellissimo.
Mi fai impazzire.
La posto, eh?
La casa degli artisti Bradley Cooper è mio marito.
Mi fa bene sfogare la rabbia scrivendo.
- Attenta che non ti venga uno sfogo! - Scemo!
The show musi' go on.
La strada era vuota
La strada era piena di gente
Era l'apocalisse
Guarda come ha pulito male!
Vieni.
Senti...
ti andrebbe di essere il mio primo lettore?
Aspetta, ora si capisce chi è l'assassino.
Si, ma è il mio primo libro, vorrei che lo leggessi.
Si... non puoi fare a meno del mio parere.
No.
E va bene.
- Che fai? - Voglio vedere come reagisci.
Micina, già non leggo mai,
se ho pure l'autore che mi guarda, non posso farcela.
Dammi tempo.
- D'accordo. - Tranquilla, amore.
Mi piacerà.
Oh cazzo!
- Ciao, amore. - Come va?
- Tu? - Bene.
Stamattina mostravo una casa a dei clienti,
ho fatto sentire loro la mia musica.
La strada era vuota.
La strada era piena di gente
Era l'apocalisse
- Il mio capo mi ha vietato di farlo. - Davvero?
Anche se i clienti hanno comprato la casa.
Pazzesco!
È incredibile quanto la creazione dia fastidio.
Sembra che gli altri siano invidiosi se tu crei.
Certo!
Tu ti apri all'infinito, cavalchi con i capelli al vento,
mentre gli altri sono incatenati alla loro misera vita.
Mediocri.
Puoi lasciarmi sola? Sto scrivendo, mi deconcentri.
- Stai scrivendo? - Guarda.
Paul Valéry disegnava mezz'ora prima di scrivere,
Rimbaud fumava l'oppio, io pulisco i pensili.
Mica scema.
- Domenica ci mostriamo le nostre opere? - E' troppo presto.
Scommetto che Pierre e Marie Curie si dicevano le loro scoperte nel weekend.
Cara, cos'hai fatto?
Ho scoperto che il polonio è molto più radioattivo dell'uranio.
- Scemo! - Brava! E tu?
Ho inventato l'elettrometro piezoelettrico al quarzo.
Cosi mi fai perdere l'ispirazione!
Che palle!
Scusa.
- Io vado a comporre. - Ecco, tu componi, io scrivo.
Tutto bene, tesoro?
Si, tutto bene, tesoro.
Ho cominciato a leggere il tuo coso.
E cosi due anni fa stavi per lasciarmi.
Ma che dici?
Non siamo noi, sono personaggi fittizi.
Non siamo noi?
Non prendermi per scemo, sai!
Ecco...
"L'ossessione di Franck è il rame".
- E non sarei io! - No, non sei tu.
"Franck si percepisce come un gorilla..." grazie!
"Cerca di dominare l'altro fisicamente..." io non sono cosi.
Ne hai letto la metà e ti ha colpito solo questo personaggio.
Nel romanzo sono sposati, non siamo noi!
"Usa la sua intelligenza solo per i suoi bisogni primari."
Mamma, non sono cosi.
Dico anche...
“Franck e il mio capitano, mi protegge dalle tempeste.
È affidabile, mi rassicura.
Non scrivo solo cose orribili su di lui, è fantastico.
Ma poi non siamo noi!
Non puoi pubblicarlo, il marito è un imbecille, mi riconosceranno.
L'hai detto tu, è un imbecille, non sei tu.
Non ti dirò che ne penso, non lo leggerò.
Pronto?
Si, è il mio primo romanzo.
- Possiamo vederci lunedi prossimo? - Va bene.
Si, certo!
- Le mando i miei recapiti. - Grazie.
Oggi mi hanno chiamato due editori.
- Io ho iniziato a scrivere. - Si?
Sapevo di essere portata, ma credo di aver trovato il mio stile.
Di che parla?
Vorrei raccontare come Francis ha lottato per sedurmi,
come ha conquistato la fortezza che ero per lui.
Credo possa dare speranza alle donne, coraggio agli uomini e viceversa.
Penso che sia un argomento universale.
Sono felicissima per te, non vedo l'ora di leggerlo.
Tu procedi, spero.
Per una volta devi avere fiducia in te stessa.
- Io ho finito. - Ah si?
Hai già mollato, lo sapevo!
No, ho finito il romanzo.
- Ma no! - No, cosa?
- In cosi poco tempo è impossibile. - Perché?
Flaubert ha impiegato nove anni per "Madame Bovary".
Per me è stato facile.
Oggi mi hanno risposto due editori.
"Carissima, sebbene il suo manoscritto ci abbia interessato..."
- Sono ignobili! - Ho avuto due risposte positive.
- Bello, no? - C'è la mia idea della signora in blu?
- Si! - Attenta, ho il copyright.
- Mi devi i diritti d'autore. - Certo.
- Michel Bourne l'ha letto? - Si.
Mi ha detto di mandarlo cosi com'era al suo editore, Gremillard.
Gremillard?
- Costa 3.300. - Più il viaggio.
E lui mi dice: "Se te ne vai, non c'è più nessuna azienda".
No!
Guardate, la casa che Marc ha trovato per le vacanze.
- Non dovevamo farlo dopo pranzo? - Come vuoi tu.
E cosi Gremillard vuole incontrarti per il libro?
- Si. - Brava, Léa.
Ma Gremillard è un buon editore?
Gremillard è solo il più prestigioso.
Davvero?
Di sicuro non è il peggiore!
Anch'io farò una selezione per il mio romanzo.
Ti è piaciuto il suo libro?
No, il suo libro non l'ho
l'ho letto, ma non tutto.
Non ho avuto tempo, i cinesi ci assalgono.
Abbiamo dovuto fare degli ordini enormi.
Non l'ha letto?
- Ho troppo lavoro, ma lo leggerò. - Si.
Importante non è quando, ma leggerlo.
Fa parte delle cose che devo fare.
Ho letto che Gremillard ha rifiutato grossi scrittori.
Non sono molto perspicaci.
Però la mia micina l'hanno presa e non se la fanno sfuggire!
Non è strana tutta questa fretta?
No, perché?
È strana questa fretta di volerti pubblicare.
- Leggi bene il contratto, eh? - Occhio.
- Perché? - Gli editori raggirano gli scrittori.
- Ma che dici! - Si!
Fidati.
Non sei un po' invidiosa?
- Assolutamente no! - Fai una faccia!
- Sono felicissima! - Si, si.
Frenate l'entusiasmo, è solo un incontro.
"È solo un incontro", vedi? Si fida troppo della gente.
- Non firmare niente, parlane con me. - Finiscila!
- Fidati! - Credi davvero?
Se pensano di fregarti perché è il tuo primo libro, non sanno chi ti protegge.
Ha ragione.
Spulciamo il contratto insieme e li mettiamo in ginocchio.
Non mi piace che dici a tutti che non ho letto il libro.
L'hai detto tu!
Hai parlato dei cinesi, che avevi troppo lavoro.
Ho fatto la figura dell'imbecille, di nuovo.
Allora leggilo.
Spero che non interferirà con il tuo lavoro e la promozione.
Tranquillo, resterà tutto com'è per l'eternità.
Davvero?
Si, mio capitano.
Hanno condannato un innocente
Ma l'innocente è innocente
colpevole, ne avete fatto un colpevole
Avete versato il suo sangue
È stato condannato un innocente a morte
È innocente
Avete versato il suo sangue
È stato condannato un innocente a morte
È innocente
colpevole, ne avete fatto un colpevole
Perché vogliono ucciderlo?
È solo una canzone!
Non ha fatto niente, se è innocente.
Si, non ha fatto niente.
Dimentichiamo tutto, era una canzone.
Andate in casa, arrivo subito.
- Vieni, eh? - Si, arriviamo.
- Lo sapevo, è troppo potente. - Si.
Non è adatta ai bambini.
No.
Io l'ho concepita con uno spirito...
stile "J'accuse" di Zola.
Si, è molto...
- Forse sarebbe meglio senza parole? - No!
Va presa nel suo complesso.
È musica electro-impegnata, non so definirla altrimenti.
È a metà tra David Guetta e Léo Ferre'.
È stato condannato un innocente.
Ma l'innocente è innocente Ne e stato fatto un colpevole...
Si, basta!
Devo digerire... il primo ascolto.
Come vuoi.
Mi fai leggere quello che hai scritto?
No, non mi sento di farlo leggere agli altri.
Amore, Léa lo fa senza esitare.
Fa parte dell'essere artista.
Léa, appunto.
Non trovi..
Che...
- Cosa? - Che è un po'...
- È ingrassata? - No!
Si è un po' montata...
- Si è montata la testa? - Visto? Lo pensi anche tu.
Credevo di essere la sola a pensarlo, invece...
- Smettila, stai esagerando. - Tu non la conosci.
Non la conosci quanto me.
Non la smette con "Gremillard qui, Acte Sud là, mi pubblicano'...
È cambiata.
Non lo so.
Tanto tu non sei obiettivo.
Te lo leggo, ma...
non è definitivo.
L'inizio è un po' a effetto, potresti sorprenderti.
Non ti giustificare, sei un genio, non dubitarne mai.
Lo so, a volte... lo scordo.
"Oggi la mamma è morta
o forse ieri, non lo so.
Ho ricevuto un telegramma dall'ospizio: 'Madre deceduta, funerali domani...
Ma non vuol dire niente, forse era ieri!"
Allora?
...Non è "Lo straniero" Di Camus?
Si, lo conosci...
Amore, lo conoscono tutti, si studia al liceo.
Lo so, ero solo per scaldarmi.
Non intendevo plagiarlo, era solo per cominciare,
era uno slancio, dopo avrei cambiato le parole.
Al posto di “oggi la mamma è morta“
avrei messo "leri papa camminava per strada".
Non è lo stesso.
"Funerali domani“, avrei messa "oggi si festeggia“.
- Si, ecco. - Non è la stessa cosa.
Cosi cambia tutto.
Però avresti dovuto cambiarlo prima e poi leggermelo.
Credi che sia facile?
Vorrei leggere per trarre ispirazione, ma non posso con i bambini.
Amore, non è un rimprovero! E anche se non ci riuscissi...
Capisci? Non importa.
Invece è una catastrofe, io voglio finire questo romanzo.
Ci tengo, non ho cominciato per...
Mi abbracci, per favore?
Sai, forse abbiamo sbagliato arte.
Io mi do alla scultura.
Io sento che la scrittura fa per me.
Mi fa impazzire che Léa abbia rubato la mia arte.
- Buongiorno, Léa Monte“! - Buongiorno.
Sono rimasto molto colpito dal suo libro.
- Grazie. - Buongiorno, Sylvain.
Vorrei pubblicarlo a gennaio.
C'è molto da fare, correzioni, promozione, non c'è tempo da perdere.
Molto? Io faccio la commessa, ci sono le feste di Natale...
Non si preoccupi, è compatibile, ce la faremo.
Glielo chiedo, perché potrei diventare direttrice
di un negozio molto più grande.
Ne parli con Sylvain, lui si occuperà di tutto.
Benvenuta tra noi.
- Sylvain, te l'affido. - Certo.
Vuol dire che...
mi pubblicate?
Penso che la scultura sia il mio campo.
Sono in pausa.
Ne ho bisogno, cerco di toccare argomenti più intimi.
Ti senti fragile.
Cos'è?
Un cavallo.
Si?
C'è un cavalca li dentro, cerco di tirarlo Fuori.
C'è un cavallo all'interno? Deve annoiarsi a morte!
Perché non cominci con qualcosa di più semplice?
Amore, non sono io che decido! E la pietra.
- Non ne capisci. - No.
Più semplice... Tutto è semplice, se lo sai fare.
- Dovresti esporre! - Sei pazza.
- Si! - Smettila!
- Si! - No, è troppo presto.
Sono bellissime.
Ferma.
Cosa?
Non c'è un cavallo li dentro!
Ci sei tu.
Ora ti faccio uscire.
- Poseresti per me? - Piantala!
Cosi'?
Metti la mano dietro, cosi.
La testa... lasciati andare.
Sembri Rodin. Ah, sono la tua Camille Claudel!
Si...
Sei bellissima!
Mi ricordi la Nike di Samotracia.
Ma è senza testa.
Appunto!
Per questo sei più bella, perché tu la testa ce l'hai.
La Nike di Samotracia!
La conosci? Conosci un sacco di cose.
Mi sorprendi sempre.
In realtà, tu pensi che io sia un po' stupido.
Ma no!
Mi piace quando usi parole complicate.
- Vuoi una mano? - Mi deconcentri.
Come faccio ad andare avanti? Poi parli di mostre...
Tanto io devo andare.
Faccio un cavallo.
Anzi, un pony, è più veloce.
Fa impressione.
C'è parecchio da fare ancora.
Le mando questi scatoloni a casa.
L'addetto stampa le invierà una lista di persone importanti a cui fare una dedica.
Si.
Ha appuntamento con un fotografo, servono scatti per la stampa,
in cui sorride.
Come adesso.
D'accordo.
Léa!
- Sa cos'è?
- Indovini. - Non saprei...
- lndovini. - Non lo so!
È una mail della direzione, hanno scelto lei per la Defense.
- È fantastico! - Eccome.
La sua vita è a una svolta.
È bello, ma...
Sta capitando tutto insieme.
- Non mi dica che è incinta. - No!
Che paura!
Gliel'avevo detto, con il mio appoggio, ce l'avrebbe fatta.
Sono super contento.
- Non avevamo ancora festeggiato. - E un pensiero carino.
A noi Mana.
Un sorso e mi rimetto al lavoro.
Perché lo fai tu? Sei l'autrice, non sta a te farlo.
È il principio della dedica, è l'autore che firma.
Hai tolto la parte del marito stronzo?
Leggi il libro e lo saprai.
Si... non hai tolto niente.
- "A Gilles Bouleau". - Lascia, per favore.
"A Gilles Bouleau, che si presenta ogni giorno nel mio salotto".
Il nostro salotto.
“Ha accompagnato, senza saperlo, la mia scrittura quotidiana.
"Amichevolmente!"
- Lo conosci? Chi è? - No.
- Penserà che gli fai il filo. - No, è cosi che si fa.
Scriverai "amichevolmente" a duecento uomini che non conosci?
Se scrivo "amorevolmente" si faranno strane idee, no?
Anche cosi non è molto chiaro.
Il titolo è definitivo?
“La galleria degli smarriti...
lo preferivo "La farfalla immaginaria", invogliava di più.
Si, ma l'editore ha detto che era un titolo da libro per bambini.
L'editore...
Devi sempre dare retta a qualcuno, ora è l'editore...
Secondo me invece...
Comunque, inutile litigare.
Il libro va nelle librerie questa settimana, non posso cambiare titolo.
Va bene!
Stai calma, non sei mica Victor Hugo!
Che ne sai? Non hai letto il mio libro.
Hai letto Victor Hugo? Tu non leggi mai.
Vedi, questo non è giusto.
Ora che frequenti degli intellettuali del cazzo, mi critichi?
Io mi occupo di alluminio, non sarà glamour come Gilles "Bouilleau",
ma senza l'alluminio non esisterebbe la tipografia,
quindi niente libro, niente vendite.
E credi che Gilles vattelapesca ti filerebbe?
No, ma il cretino che lavora con l'alluminio, si!
Victor Hugo!
Scusa, non è quello che intendevo, mi dispiace.
In questa foto non sei neanche tu.
Non ti riconosco.
Sei cambiata, ecco.
Sei cambiata, Léa.
- Ti piaceva quella foto. - Non mi va di parlarne.
Vado a letto, domattina ho da fare.
Buonanotte.
Guarda!
C'è una dedica.
“A mia sorella, la mia Karine,
grazie per avermi sempre sostenuta.
Vorrei vedere.
"Ha fatto strada, la tua signora in blu! Baci, Léa".
Cos'è la signora in blu?
È un'idea che le ho dato.
Hai lavorato con lei?
No, le ho solo dato qualche idea.
Non ti dico mica tutto.
Ma tienilo per te, non vorrei che pensasse che mi sono vantata.
Sei incredibile!
Stai scrivendo un libro e aiuti un'altra a scrivere il suo.
Non smetti mai di sorprendermi!
Smettila! Dai, leggiamo.
A dopo.
Hai le mani morbide.
Si, certe cose... va beh.
Si!
Senza voler criticare,
e assurdo che una grande casa editrice pubblichi questa roba, cado dalle nuvole!
A me piace, e divertente, commovente.
Può piacere.
Si, ma manca di respiro, di passione,
di letteratura.
E anonimo, a parte la signora in blu.
Ma la signora in blu è una riga sola.
No, due e molto evocative.
Se pubblicare è questo, io sarò super pubblicata.
Ho fame.
Scongelo il pollo?
Oh, cavolo!
Oppure faccio una pasta.
Vedo cosa c'è.
Se non sbaglio c'è ancora del chili con carne.
Vado con questo?
- Allora? - Si.
Vai con il chili.
Quanti libri!
È una libreria, ovvio che ci sono tanti libri.
Non vendono salsicce!
Buongiorno.
- È il mio prima romanzo. - Complimenti.
- Arrivederci. - Grazie.
Senti, noi lo abbiamo adorato.
- È molto bello. - Ah si?
- Ci sono molte buone cose. - Grazie.
Si riconosce il tuo...
il tuo sguardo lungimirante sulle persone.
- Davvero? - Si, per me è stato un bel momento.
- Anzi, per noi. - Si, bellissimo.
Grazie, la vostra opinione conta molto per me.
Però mi dispiace che il sito AB-Lettore non ne parli bene.
- AB? - AB-Lettore.
- Cos'è? - Un blog.
Hanno detto che non poteva definirsi "letteratura".
Assurdo! Che idioti.
Non importa, non può piacere a tutti.
- Che ne sanno di libri? - lnsomma!
- È un blog sui libri. - Posso farlo anch'io un blog sui libri.
Scusa, ma se non è letteratura, cos'è?
Significa che per loro non è un buon libro.
Ti diverte ferire Léa? Rifletti prima di parlare.
- Scusa se... - No, tranquillo.
Le critiche sono per lo più positive.
Meglio cosi, non sopporto che si parli male di te.
- Intellettuali di merda. - Non lo sopporto.
Hai assaggiato le alette di anatra?
- Squisite. - Dove sono?
Da questo si capisce che e' una buona casa editrice.
- Pensa solo a mangiare! - Sono fantastiche.
Ora ti dico.
C'è poco passaggio qui davanti.
- Buongiorno. - Ho adorato il suo libro.
- Grazie. - Possiamo farci un selfie?
Ma certo.
Faccio io, se vuole.
No, grazie.
- Grazie. - Di nulla.
Non la conosco e mi chiede un selfie!
Io ne ho un sacco di tue foto, potrei venderle.
Allora, sei una star?
Piantala!
- I fan in delirio vogliono la tua foto! - Che scemo!
Léa, sarò sincero, oggi abbiamo venduto poco.
Direi!
Ma il feedback dei librai è ottimo, quindi si venderà.
Grazie.
Karine Léger, la migliore amica di Léa.
Sto scrivendo anch'io un romanzo.
Ma oggi non ne voglio parlare, oggi è il giorno di Léa.
Lo leggeremo con piacere.
D'accordo.
Basta parlarne!
Non è il momento.
A che punto sei?
Ho letto il comunicato stampa, farò delle modifiche.
Senti, Léa Monteil non è l'amica con cui pranzi?
- Si. - Davvero?
Ho riconosciuta dalla copertina.
Il suo libro è fantastico!
Me l'ha consigliato mia moglie, l'ho letto tutto d'un fiato, è pazzesco.
Si?
È un genio dell'osservazione, c'è il mondo in un centro commerciale.
Bene.
- La conosci da molto? - Si, è un'amica d'infanzia.
No! Me la presenti?
Sei pazzo? È fidanzata.
Non hai capito! Per farle i complimenti, per dirle... oh, cazzo!
- Ti invidio che la conosci. - Esagerato!
- Invece si. - Posso confessarti una cosa?
Dimmi.
La signora in blu, è un'idea mia.
La signora in blu...
- La signora in blu... - Pagina 82.
Si, la signora in blu! Davvero?
Forte. Conto su di te per un caffè con lei.
D'accordo.
Bambini, fermi, è una sorpresa.
Mi sono immedesimata nella protagonista.
Volevo dirti questo, l'ho adorato.
Grana, Anna, sono commossa.
Non vedo l'ora di leggere il prossimo.
Lo sto scrivendo.
Lavora un sacco.
Ne ho già scritto metà.
È vero, è molto impegnativo, ma sono cosi.
Scusate.
Oggi è la giornata di Francis,
se potessi evitare di parlare troppo del tuo libro.
Sono loro che mi chiedevano.
Sai, l'ho dovuto convincere a fare questa mostra,
perché è umile, lo conosci.
Grazie.
Un momento di attenzione!
Francis sta per svelare le sue opere.
La mia intenzione era fare un gesto sulla materia.
- Cos'è? - E magnifico.
- Ma cos'è? - Un uccello.
Avvicinatevi.
Allora?
È bello, forte. Massiccio.
Interessante!
Non abbiamo finito.
Questa è del tutto diversa.
È più slanciata.
Si, più aerea.
Continuiamo.
Le adorano, ne sono certa, sono fantastiche.
Questa è la mia preferita.
- Si! - E' Karine.
È Karma?
Il viso, le gambe...
Con un po' di fantasia, si.
A breve si cimenterà con la pietra nobile,
il marmo di Carrara lo chiama.
- Leggi quella cosa di quello scultore. - Giacometti.
È bellissima.
"La grande avventura consiste nel vedere sorgere
qualcosa di ignoto ogni giorno, nello stesso volto:
un'avventura più grande di qualsiasi viaggio intorno al mondo...
È quello che ha saputo cogliere in me.
L'ignoto!
- Sembrava una poesia. - Si.
Mamma, guarda, c'è Zia Léa.
È vero! È uscito ora su "Le Figaro".
Il premio lnterallie' è stato assegnato al primo libro di Léa Monteil!
"La galleria degli smarriti" ha già venduto 50 mila copie.
- Complimenti! - La mia micina! Brava.
Brava!
Perché non me l'hai detto prima?
È la festa di Francis.
Ma insomma, è fantastico!
Brava.
Continuiamo...
Léa non si è degnata di dirmi che aveva vinto il premio.
- No? - Si sarà offesa per le nostre critiche.
Quando diventi famoso, cambi, è una storia vecchia come il mondo.
Dimentica che io le sono sempre stata accanto, la sua amica chiacchierona!
Che m'importa? Le passerà.
Anche per me va a gonfie vele, sono direttrice artistica, scusa tanto!
Amore mio, non riallaccia neanche le scarpe.
Io resterei la Karine di sempre, la Karine che tutti amano.
Se non le servo più appena un giornale parla di lei,
vuol dire che non c'era granché...
È lei! Mi chiama per scusarsi.
Si, Léa? Si.
Grazie, glielo dirò...
Davvero?
È fantastico!
Sono felicissima per te.
Ti richiamo, stiamo sistemando. Baci.
- Martedi passa al TG delle 20. - Grandioso!
Mi ha chiamato apposta per provocarmi.
Tu credi che le persone siano gentili!
- Perché stai zitto? - No, parlo.
Non hai detto una parola.
- Mi lascerai, vero? - Sei impazzito? Perché dovrei?
Resti con uno che si crede un gorilla?
- Piantala! - Dico sul serio.
Hai tutti dietro, giornalisti, TV, scrittori.
- Non m'interessano. - Prima o poi succederà.
Sei geloso preventivamente,
perché tra sei mesi uno scrittore famoso ci proverà con me?
Perché "uno scrittore famoso"?
Alludi a Michel Bourne, quello che ti fa il filo dall'inizio?
Era solo un esempio.
Si.
- Però l'hai detto e non a caso. - Senti, ha 65 anni.
Non è un ostacolo.
È te che amo, è con te che voglio condividere tutto.
Certo che mi ami, ovvio.
Non hai farne, amore? Lo muoio di farne.
Amore?
Riscaldo la parmigiana? Insalatina?
- Vado?
Ripensandoci, ho una voglia matta di scrivere in alessandrini.
Si.
È come una canzone, ma senza musica.
Mi verrebbe benissimo.
Non ci riesco.
Cos'hai?
Non riesco a scrivere, a creare...
Non sarò mai un'artista.
- Lo credevo, invece... - Hai solo fame.
Sei stanca. Sai che facciamo?
Mangi, dopo avrai le idee più chiare e poi farai un capolavoro.
Ho cosi tante cose da esprimere!
Ma tante!
Mi merito questo libro con il mio nome, la foto dietro.
Ma non riesco a scrivere due righe.
Non sono capace.
Vado a correre.
- Non vuoi aspettare il weekend prossimo? - No.
- Sicura? - Si.
- Fai attenzione, amor mio, è tardi. - Tranquillo.
Cazzo!
Un dodecasillabo, ho fatto un alessandrino.
Decido di scrivere in alessandrini e parlo in alessandrini!
Fai attenzione, amor mio, è tardi.
Bambini, papà ha composto un alessandrino!
È quella del libro!
È lei?
- Salve! - E' lei?
Si, sono.
È pazzesco!
- Possiamo farci un selfie? - Certo.
- Lei sa chi è? - La mia commessa.
- Grazie! - Grazie a voi.
- Brava. - Grazie, arrivederci.
- Cosa amavano? - Sapere se ero.
Che vuol dire?
Non capisco.
Venga.
Cos'è? E' lei?
Ora le spiego.
Ho scritto un libro e l'ha comprato un sacco di gente.
E cosi, qualche volta, vado in TV.
Ma non è niente, presto finirà.
E il negozio della Défense?
È solo un hobby, come collezionare francobolli.
Davvero, non è niente, giuro, non è niente.
Buongiorno. Che succede?
Ho iniziato a osservare le persone nel centro commerciale.
Ho cominciato a inventarmi delle storie, a vivere insieme a loro.
Cercavo di capire chi fossero, cosa le unisse.
- Ha sempre scritto? - Riempivo dei quaderni di storie.
Piano piano, sono diventate dei racconti.
Delle sensazioni, dei personaggi.
Poi sono diventati una miriade di personaggi
che entravano in relazione tra loro.
E alla fine è nato “La galleria degli smarriti...
Ho fatto 11,77 chilometri.
Con un dislivello del 5,26%, capito?
Un sacco di falsipiani, tutto in un'ora e 7 minuti.
- Non mi stupisce, amore mio. - Condivido su RunMotion.
Ho tre settimane per scendere sotto l'ora.
Grande.
Continua cosi, Karma!
Io ci ho pensato, voglio dedicarmi ai bonsai giapponesi.
- Ai? - Bonsai giapponesi.
È un'arte, è interessantissima, devi solo trovare il tuo albero.
Devo fare 12 chilometri in meno di un'ora, se no addio maratona.
Il mio albero e l'acero tridente, in autunno perde tutte le foglie!
' - Come tutti gli alberi. - E un albero raro, bellissimo.
- Vuoi vederlo? - No! Mi faccio la doccia.
Domani faccio Parigi-Meudon, torno da Saint Cloud, 25 chilometri.
2,15 ore massimo e dopo dormo.
L'ho visto da qui sotto.
Guardi.
Cos'è?
250 mila copie vendute! E sarebbe un hobby?
Ha detto che non è niente. Perché mi fa questo?
Mi dispiace, la gente lo compra, che posso farci?
Non pensavo diventasse una cosa cosi grande.
A proposito, non posso accettare il posto alla Défense.
Ho capito, è impazzita.
Quanto le danno, 5, 10 mila euro?
Sono tanti, ma continuerà?
Parliamo di 200 mila euro.
200 mila? È una somma che non esiste, è astratta.
Meglio l.800 tutti i mesi che 200 mila in una botta sola.
Uno stipendio arriva tutti i mesi.
- Mi dispiace. - Ascolti!
Avrebbe la tredicesima, alla Défense.
Grazie, ma finisco il preavviso e poi.
Ci pensi bene, non volti le spalle al destino.
- Va bene? - Grazie.
Le auguriamo una buona pensione.
Mi mancherete molto, tutti.
Cara Sandrine, non si preoccupi per i suoi clienti fedeli.
Se ne occuperà Thierry, in quanto lnternational Key Account Manager.
Il buffet ci aspetta.
Non mi hai aspettato per l'aperitivo?
Serviti.
L'hai bevuta tutta, da solo?
Hanno scelto Thierry per sostituire Sandrine.
Tre anni che aspetto questa promozione e all'ultimo...
prendono un cretino che non sa fare un foglio Excel.
Non ci credo!
Solo perché ha fatto tre stage all'estero.
Avrà anche molti contatti, ma non parla rumeno!
Quel posto era mio.
Vieni.
Non fare domande, stasera decido io.
Vieni!
- Cosa? - Tieni.
- Cos'è? - l miei primi diritti d'autore.
- Fai sul serio? - Si.
- Posso? - Certo.
E qui. Qui?
Si.
Che ci facciamo qui?
Ho prenotato una camera.
Ho capito.
Ti sei impietosita, perché non ho avuto il posto.
Come potevo saperlo?
Senti, micina,
la moto e' sublime e sai che l'ho sempre voluta,
ma la moto, la camera... non posso fare il mantenuto.
Non posso!
Torniamo a casa.
Ormai siamo qui!
Che palle!
Non ha pulito le foglie.
Bene.
Bene.
Non cresce!
- Ha tagliato le foglie. - Me l'ha detto lei.
- No. - Si.
No. Ha annaffiato troppo, la terra non deve appiccicarsi alle dita.
- Mi ha detto lei di annaffiare! - No.
Si!
E ora la cerimonia del tè, il nostro viaggio verso la serenità.
Non succede niente, mi sembra di annaffiare un sasso.
Smetta di ascoltare il suo ego.
Sbatta lentamente il tè con la frusta di legno,
aiuta la concentrazione.
Uno, il tè non lo sbatto, due, me ne vado.
Non è successo nulla, continuate.
- È andato bene il bonsai? - Uno schifo.
Si muore di freddo e hanno tutti la pressione sotto i piedi.
Il maestro mi dice: "Può preparare il tè?" A me!
Gli avrei spaccato la faccia, a quello stronzo.
- Non ti piaceva? - No.
Ho preso una cantonata, non fa per me.
Un po' come te e la scrittura.
Perché mi tratti cosi?
Sono già nervosa di mio!
La tata ha dato buca, io stasera non ci vado.
Non puoi fare questo a Léa.
Vai tu, resto io.
- Dici? - Si.
Che palle queste serate mondane.
E lo ripeto, non ho alcun merito
nell'aver scoperto la nostra cara Léa.
Il tuo successo dimostra che chiunque avrebbe potuto farlo,
tanto il tuo talento è manifesto.
Com'è essere il marito di una celebrità, il signor Lea Monteil?
Finché sono Marc Seyriey, va bene.
Sono certo che non hai finito di sorprenderci.
Brava.
E' un onore che ci sia Michel Bourne.
Già.
Peccato, ha un dono per gestire i negozi.
- Lo so. - Ma vuole scrivere...
Fa quello che vuole.
Qualcuno vorrebbe dire due parole.
Mia cara Léa,
chi avrebbe detto che un giorno saresti stata una scrittrice?
Io ci ho creduto.
Si, io, ogni giorno, sin dall'inizio.
Io ti ho incoraggiato quando perdevi la speranza,
come un bagnino ti aiutava a tornare sulla terraferma
e ti offrivo una bevanda calda.
Io ti stavo in mezzo ai piedi come la gatta di Colette
per miagolarti all'orecchio... "oggi hai scritto?"
"Correggi, ricomincia."
Miao, mia cara Léa.
Ricordi mentre facevamo il gioco di osservare i passanti,
quando ti ho indicato la signora in blu?
Pagina 82.
Grazie.
Ma il merito è tutto tuo.
Ti ho sempre protetto come una sorella, ora vivi la tua vita,
mi sfuggi un po', ma è bello quello che ti sta capitando.
Léa.
Con onore e gratitudine le assegniamo
la medaglia dell'ordine delle arti e delle lettere.
Fantastico, molto commovente.
- Grazie per il tuo discorso. - Figurati, l'ho scritto al volo.
Champagne, vino, acqua?
Io del vino, no... champagne.
- Acqua, non lo so... - Io del vino.
Io l'acqua.
Una cosa non è cambiata, la tua indecisione.
Puoi starne certa.
- Posso farle una domanda? - Scusi, siamo tra amici.
Non può disturbarla cosi!
Dov'è la tua addetta stampa?
Non è possibile che tu non possa avere un momento per te.
- Dov'è? Ora mi sente. - No, Karine!
Ti prego, niente scenate.
Crede che Lea Monteil mi farebbe una dedica?
Non ha tempo.
Tenga questo.
- Come si chiama? - Bertrand.
Amichevolmente?
. Lia? ' Si?
Non torno a casa con te.
- Devo prendere le distanze. - Che cosa?
Senti.
Vado a stare nell'appartamento sopra mia sorella.
Non posso essere la groupie del pianista.
- Ma tutto questo è per noi due. - lo non l'ho scelto.
Le feste in tuo onore,
la moto, gli ammiratori, le notti a scrivere,
non fa per me, ho bisogno di un po' di tempo.
Anche tu ami il tuo lavoro, perché io non posso?
- Non riesci a essere felice per me? - No.
Ora non ci riesco.
Mi serve del tempo per riflettere.
Scusami.
- Non dormi? - Ti ho aspettato.
Allora? Racconta.
Infinito!
Ho i piedi a pezzi.
Léa mi ha ringraziato appena per il discorso,
ci ho messo settimane a scriverlo.
Davvero?
Si e talmente montata la testa che ora ha una mongolfiera.
E non se ne rende conto!
Tutti quanti abbiamo dei punti ciechi.
No, io non credo di averne.
- Che fai? - Ho trovato la mia passione.
Bolliva in pentola.
Non la vedevo, ce l'avevo sotto gli occhi.
Pensaci, parlo sempre di cibo.
Si.
Non vai a dormire?
No, faccio uno stufato con le carote per domani.
Ho le carote, il concentrato, tutto.
Siediti, guardami.
Non ti guarderò Sbucciare le carote all'una di notte!
Scusa, eh'?
Come vuoi tu!
Siamo diventati inseparabili.
Il suo nuovo libro sta battendo tutti i record.
Davvero? Mi spaventa un po'.
Ho parlato con i produttori di Los Angeles.
Firmeranno il Contratto per l'adattamento de “La galleria degli smarriti“.
- Tutto bene? - Si, solo che è tutto un po' triste.
Non ho più nessuno con cui condividerlo.
Capisco.
Visto? La sua ex sta per pubblicare il secondo.
Io devo ancora finire il primo!
Le piace?
Si, è bello, ma...
ll marito non sono io.
No, certo, non è lei.
Lei è più generoso.
È gentile.
Però quando stavate insieme, non leggeva il suo libro,
ora che vi siete lasciati, lo legge...
Buongiorno,
dopo la dedica, siete pregati di dirigervi alla cassa.
Buongiorno.
Buongiorno. A Thierry.
Buongiorno, dopo la dedica, siete pregati di dirigervi alla cassa.
- Buongiorno, come si chiama? - Cassandra.
Grazie.
Buongiorno, come si chiama?
Marc Seyriey.
Sai che,
alla fine sono riuscito a leggerlo, fino alla fine!
Non so come dirtelo, non sono bravo con le parole,
diversamente da te.
Il tuo libro conquista tutti,
perché sei riuscita a capire le persone, solo osservandole.
Tutte queste persone che sono qui
ti sono riconoscenti.
Sono molto fiero di te.
Cosi ho comprato il secondo libro, lo finirò prima!
- Grazie. - Sai...
Scusi, c'è la fila!
Si, scusi. Non ho saputo gestire la situazione...
Non avevo capito che sei molto più forte di me.
Tieni.
Me lo firmi con questa?
È una lega di alluminio australiano, l'ho fatta fare per te.
- È bellissima. - Come puoi vedere.
- Deve sbrigarsi. - Mi sbrigo.
Ci sono le tue iniziali.
Cosi ti ricordi che anche scrivere a mano è importante.
Grazie.
La userò per le dediche.
O per firmare i prossimi contratti.
Mi fai piangere.
Ecco.
Posso leggere?
"Per amare, il mio uomo, il mio capitano, il mio amore.
Amichevolmente".
- Mi sei mancato! - Ti amo, micina.
Guarda che bello!
Questo è il salotto, guarda!
- I miei libri. - E immenso!
Bello, eh? Carnera mia.
- Il mio letto, i miei libri. - Hai perso la testa.
Lo adoro.
Aspetta, il mio studio.
Aspetta!
Sono davvero felice di rivederti.
Il telefono.
Aspetta!
È Sylvain. Pronto?
Come sta?
Si, no...
Davvero? Aspetti, guardo sul computer:
Karma?
- Marc? - Che ci fai qui?
- Non passo mai di qui! - ll mio ufficio è li.
- Non lo sapevo. - Come stai?
- Bene, tu. - Bene.
- Tutto bene? - Si.
Cioè, i cinesi ci stanno bastonando,
perdiamo fette di mercato.
Ma la buona notizia e che la lega di alluminio francese tiene botta.
E Léa?
Credevo lo sapessi, sta per uscire il secondo libro.
Tra foto, interviste, il nuovo appartamento, è in apnea.
Mi ha lasciato parecchi messaggi, ma ero impegnata.
- Lei anche avrà molto da fare. - Non ho idea dei suoi impegni.
E non ti preoccupa?
Si, ma è cosi.
Tanto, voi donne dovete sempre cambiare tutto.
- Stavamo bene prima, no? - Sii fiero di lei!
Si, ma mi sembra di essere il suo accompagnatore.
- Prima dicevo una cosa, mi dava retta. - Non dev'essere facile.
No, non è facile.
Mi sento inferiore e credo che e per questo che non ho ottenuto la promozione.
Ma ti rifarai, sei un campione, hai la testa sulle spalle!
Quando lavori con l'alluminio ,
devi tenere la testa sulle spalle, restare concentrato, verticale,
perché con i cinesi alla porta, faremo il botto!
- Fortuna che ci siamo noi. - E questo che rimpiango più di tutto.
- Cosa? - Non vederti più.
Le tue battute, i cinesi...
La tua presenza.
- Venite a cena. - Si, perché no.
Io vado, perché il battito.
È sceso.
A presto. Dacci dentro!
Non so che mi è preso a invitarli.
Hai fatto bene, Karine non la vedo da tanto, mi manca molto.
Si?
Pare che Francis si sia fissato con la cucina.
Se cucina come scolpisce, gastrite garantita.
Karine ha capito che non riusciva a mettere due frasi in fila
ed è diventata Miss Maratona.
- Sei cattiva con la tua amica. - Si, forse.
Spero che non ci abbiano sentito!
- Come stai? - La star e suo marito.
- Tutto bene? - Si.
- Come stai? - Bene.
Sei sempre più bella.
Corro parecchio, oggi ho fatto 18 km in l ora e 22.
- Accidenti! - Ma non è il mio record.
- 1 ora e 20, vero? - Speedy Gonzales!
- Non dimagrire troppo. - Non dimagrisco, mi tonifico.
Si tonifica...
E io ingrasso.
Non vorrete mangiare nell'ingresso! Venite.
- Mangiare nell'ingresso. - Accomodatevi.
Guardate cosa vi ho portato! ll tuo dessert preferito.
- Lite flottante. - Sono settimane che si allena.
- Sei adorabile, ma non la mangio più. - Già, non le piace.
Perché?
Pensavo mi piacesse, invece non mi piace.
Ma l'assaggerò per farti onore.
- Venite. - Da un giorno all'altro, eh?
Anche Karine non mangia più niente.
Sono solo vegetariana, niente glutine e niente lattosio,
ma restano un sacco di cose.
Insalata, l'acqua...
- La casa sembra immensa. - ll lungo corridoio, gli stucchi.
- Continua anche di là. - E casa di Maria Antonietta?
- Sembra, si. - Non avete visto tutto.
Vi servo qualcosa da bere.
- Cosa volete? - Una vodka ucraina, se possibile.
- Ucraina. - Con un lampone schiacciato.
- Sono in fissa con i frutti rossi. - Vedo cos'abbiamo.
- Tu? Acqua, semi? - Un bicchiere di vino.
- Sono esigentissimo a tavola. - Tranquillo, Francis.
Vado a metterla in frigo.
Arriviamo.
Va in frigo.
La trovo impersonale.
- Tieni. - Piano.
- Ho letto il tuo ultimo romanzo. - Peccato, volevo regalarvelo!
Sapevo che me l'avresti regalato e cosi l'ho scaricato.
- Come l'hai trovato? - Su un sito...
No, il libro ti è piaciuto?
Si! Che scema.
Posso essere Sumera?
Si.
Il primo l'avevo trovato davvero fantastico,
questo invece.
Non ha la stessa forza.
A me è piaciuto tantissimo.
Ora ho uno sguardo da sportiva,
è come se non avessi dato il massimo.
- Solo a metà. - Come puoi dire una cosa del genere?
Dico quello che penso.
Se mi passate una metafora culinaria,
sono d'accordo con Karine, manca di aromi.
Ma che sciocchezza!
Non mi pare di aver barato, ho lavorato molto.
- Io l'ho trovato fantastico. - Può darsi.
Lo vedo che la gente importante ti incensa,
ma io non posso essere ipocrita, non e da me.
Puoi scommetterci.
Comunque, la nostra opinione cosa vuoi che conti?
Non è vero. Perché dici cosi?
Ma dai, ora hai fiducia in te stessa,
sai di aver sfondato.
Ho sfondato... non lo so.
Sono felice, scrivo, faccio quello che mi piace,
ma anche quando facevo la commessa ero felice.
È cambiato solo il contesto.
Il contesto è cambiato parecchio.
Non dirmi che non sai cosa significhi realizzarsi.
Guarda qua!
- Si è una bella casa. - Si.
Sai, Léa, mi sono reso conto che faccio come te.
Cerco di creare tutti i giorni, ho le mie ossessioni,
m'invento dei peperoni grigliati con Pananas,
ragù di carne rivisitato.
Non vorrai cominciare con il cibo!
È vero che i peperoni sono ottimi, ma in Francia si usano poco.
- Infatti! Tu... - Cosa?
Corri sempre, parli solo di sport.
Scusa se ho una passione! E il mio modo di realizzarmi.
Marc, mi fai vedere la casa?
Restiamo tra persone semplici, che non creano.
Te la faccio vedere, ma non di corsa!
Questa è camera nostra.
Non abbiamo finito di arredarla.
Io preferivo l'altra casa.
Questa mi piace, ma...
Non mi sento a casa mia.
Questo è il suo studio.
Grande, eh?
Vieni a vedere il bagno, è pazzesco.
Allora, ti piace?
- È molto grande. - Visto?
Ho un sacco di idee per l'arredamento, ma non so decidermi.
Mi conosci.
Brava!
Brava, brava, davvero.
Quello che hai fatto è incredibile.
Ci hai lasciato... basiti.
È vero, è stata una sorpresa.
Grazie.
Sei molto gentile.
Non credevo che tu fossi cosi.
Tutto questo talento, questi progetti, questo successo.
Grazie.
Io non mi sono accorta di niente.
Ti volevo molto bene quando eri
quando eri come noi, quando non eri niente.
Mi piaceva proteggere la mia piccola Lea.
Sentirmi un po' la tua sorella maggiore, invece ora...
non servo più a niente.
Ma che dici?
Non mi pare di essere cambiata, io voglio che restiamo amiche.
Francis dice che tutti quanti abbiamo dei punti ciechi.
I miei devono essere enormi, perché quando ti leggo...
non vedo cosa possa colpire milioni di persone.
Io ci provo, dev'esserci qualcosa, altrimenti nessuno ti leggerebbe,
ma io...
proprio non lo vedo.
Forse sono completamente stupida.
Non sei stupida, non è grave se il mio libro non ti è piaciuto.
Non importa.
Mi hai messo a terra.
Hai vinto tu.
Ma io non sono mai stata in competizione con te.
Francis, andiamo?
Non vi fermate per cena?
- No, voglio andarmene. - Perché?
Non ce la faccio più.
Non mi va più di starti a sentire,
quello che ti succede... è troppo dura per me.
Ma insomma.
Non avevi il diritto di cambiare cosi, senza avvisare.
Bisogna pensare agli altri!
Bisogna pensare agli altri?
- Io non sono cambiata, sai? - E' vero.
Voi siete cambiati, io non ho mai fatto a gara con te.
Allora resta nel tuo punto cieco.
Non posso fare altro per te.
Per favore.
Sei sicura?
Ti auguro ogni bene.
Allora, buonanotte.
Non avercela con lei.
Da quando hai cominciato a scrivere,
lei non vede altro, neanche me.
Sei partita a razzo
e noi abbiamo cercato di fare lo stesso, ma siamo esplosi al decollo.
Per l' île flottante, mettete il caramello sugli albumi.
Sta tutto li.
- Sei stata un po' dura. - E' lei che mi provoca!
Tu non vedi niente.
Non ha neanche provato a trattenermi.
Avete preso strade diverse, volta pagina.
Fregatene!
Fregatene... tu te ne freghi di tutto!
Non so come faccio a stare con te.
Non è vero, non me ne fregherei mai di te o dei bambini.
Scusa.
Va bene?
Scusa.
- Non sei troppo stanca, micina? - No, sto bene.
Grazie.
Buongiorno.
Forza, amore!
Sei la più forte, dacci dentro!
Vai, amore!
Sei la più forte!
"Il millesimo chiude in 2 ore 59' e 33".
Sorridere, è finita!
Non vergognatevi se vi cade una lacrima, è una lacrima di felicità.
È la lacrima della vittoria.
Mi fa venire voglia di fare tante altre gare.
Certo, sei stata incredibile!
Aspetta.
Ti rendi conto del tempo hai fatto?
Prima maratona e sono a solo 2 ore e 16" dal record del mondo.
È incredibile, la signora in blu.
Se Léa la vedesse, si sbellicherebbe dalle risate.
- Mandala la foto. - Non lo so.
Ci penserò.
Forse sono stata dura con lei, avevi ragione tu.
Mi manca, credo.
Io ho adorato il tuo nuovo libro, un vero gioiello.
Grazie!
- Anche questo è andato alla grande. - Grazie!
- Sai già di cosa parlerà il prossimo? - Si.
Non ti fermi mai! Dicci di più.
Parla di due coppie di amici
ll loro rapporto cambia quando una di loro si mette a scrivere.
Non sveli tutto!
Stava per dircelo!
È molto contemporaneo.
Non posso, mi dispiace.
Signora Monteil, firmerebbe il nostro libro d'oro?
- Certo. - Grazie.
Il menù dei dessert!
Io prendo il cuore caldo fondente.
Io il millefoglie al tè matcha, grazie.
Io solo un caffè.
No, anch'io non prendo niente, faccio attenzione.
Quindi, solo il millefoglie per lei, giusto?
Se sono la sola, non prendo niente.
Prendo qualcosa per farle compagnia?
- No. - Prendi qualcosa, ti andava!
No, grazie, va bene cosi.
Grazie.
- Prendiamo un altro po' di vino? - Si!
Allora, a Léa!
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