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[VOCIARE INDISTINTO]
Signori ! Allora ! Allora ! Signori !
Urge aggiornare le liste elettorali per garantire agli uomini adulti
il diritto di voto a prescindere dal censo !
- Sì ? - E le donne ?
Quando parlate di "uomini", intendete "di sesso maschile" ?
- E' quella Adele ? - Fammi sentire.
Facciamo finta di cambiare le cose.
Per favore ! Cerchiamo di restare su un piano di realtà !
Ha ragione, perché solo gli uomini possono votare ?
Se è universale, non ha limitazioni.
Nella realtà molte donne conoscono la politica più degli uomini.
Lo fanno con coraggio e determinazione.
Il problema è che non si può concedere indiscriminatamente
il voto alle classi popolari e alle donne !
Sono propense a farsi riempire la testa dai preti.
- No ! - Certo ! - Certo. - Certo.
Peccato che poi le classi popolari vengono usate come carne da macello
per difendere le leggi vostre !
- Bravo ! - Bravo ! - Complimenti, bel tentativo.
Non l'ho fatto per darvi ragione.
Penso queste cose da prima di conoscervi.
Signori !
Non capisco cosa continuiamo a cianciare
quando dovremmo fare una sola cosa, proclamare la Repubblica.
- Non si può votare, se non abbiamo fatto una legge elettorale ! - No ?
Chi vuole la Repubblica ? [GRIDA]
- Viva la Repubblica ! - Viva la Repubblica !
- Viva la Repubblica ! - Viva la Repubblica !
- Viva ! - Viva !
Perdete tempo con me, lo sapete ?
Con la vostra fama potreste avere qualsiasi donna a Roma.
- Se pensate che cerco avventure, siete fuori strada. - Bene.
- Vi faccio presente che sono una donna sposata. - Me ne compiaccio.
Io sono arrivata. Arrivederci.
Scusate, la signora che è entrata lavora qui ?
Chi, la moglie del cavalier Baroffio ? Il palazzo è suo.
Ha ragione Garibaldi.
Parliamo del sesso degli angeli e il Papa si riorganizza.
- Hanno detto che tra i comandanti c'è un po' di maretta. - Sì ?
Vuoi un po' di compagnia per stanotte ?
- No, vi ringrazio. - Uh !
Come no ?
- E' una bella ragazza. - Lui è un poeta.
A lui piacciono le donne forti che gli tengono testa nei comizi.
Quelle che gli puntano il moschetto sul naso gli piacciono.
- Quella dell'assemblea ? - Eh. - Ah, ora sì !
- Ti sei innamorato. - No, a lui piace ingannarsi.
Non vede ciò che è chiaro a tutti.
Non ho interessi per la signora Baroffio ed è una donna sposata.
In realtà è come se non lo fosse.
Il marito è scappato a Venezia. Praticamente l'ha ripudiata.
Praticamente è sempre sposata.
Mi sei piaciuto prima all'assemblea. Sei uno che parla chiaro, "de core".
Sono contento che la scrivi pure tu la costituzione.
Se aspettiamo Armellini, stiamo freschi.
Parliamo di una cosa che non si è mai vista sulla faccia della Terra !
Per metterla in parole ci vuole un poeta.
- Viva la Repubblica. (insieme) Viva la Repubblica !
- Ai poeti ! - Alla marchesa !
Voglio sapere se nella costituzione le donne vengono almeno citate.
- Vi faccio parlare con qualcuno che la scrive. - Chi sarebbe ?
Si parla di rivoluzione e a fare le leggi sono i soliti vecchi tromboni.
- "Tromboni" forse, "vecchi" ancora no però. - Ecco.
Chiedete tutte le delucidazioni che volete al signor Mameli.
Soldato di giorno, poeta al tramonto e costituzionalista la notte.
Posso fare qualcosa per voi ?
No, tanto è come pensavo.
Tante belle parole, poi l'esistenza delle donne non è contemplata.
Se controllate bene, neanche quella degli uomini.
Si parla di "cittadini" e "persone", una categoria che comprende tutti
ma senza farlo capire ad Armellini.
Aggiungerei qualcosa contro i privilegi dei nobili.
Qui.
"Il regime democratico ha per regola"
"eguaglianza, libertà e fraternità." Fossi in voi, io aggiungerei...
"Non riconosce titoli di nobiltà né privilegi di nascita o casta."
E' questo che cambierebbe le cose.
Avete ragione, è importante.
Di questo punto che ne pensate ?
- Non lo so, io dovrei andare. - Non mi aiutate ?
- Perché mi guardate così ? - Mi ricordate qualcuno di molto caro.
- Non mi dite che somiglio a vostra madre perché urlo. - No.
- In parte sì, ma non pensavo a lei. - Vi ricordo la vostra fidanzata.
- Glielo dite, quando le scrivete ? - Le scriverei senz'altro.
Le racconterei di come sapete usare il moschetto
o di come vi spendete per difendere la Repubblica.
Lei mi scriverebbe che non vedrebbe l'ora di raggiungermi.
Non posso farlo perché non c'è più.
Mi dispiace, sono stata indelicata. Scusate.
Voi avete la sua stessa forza.
Come fate a saperlo ? Non mi conoscete.
- Lavoravamo sull'articolo cinque ? - Sì.
"I municipi hanno tutti eguali diritti."
"La loro indipendenza è limitata"
"dalle leggi di utilità generale dello Stato."
- Che cosa state facendo ? - Oh ! - Sei tu.
- Un sequestro democratico. - Ah.
- Hai presente i nobili che non vogliono vendere le derrate ? - Sì.
Se vogliono rivedere le loro opere, devono darci roba da mangiare.
Ah, quindi furto, ricatto e ricettazione.
- E un po' di arredamento. - E' a fin di bene.
Sì, a fin di bene per la Repubblica.
A proposito, vado a contattare l'amministratore del cardinale.
Quello ha in casa un museo, alla faccia del voto di povertà.
Carlin, andiamo.
- Dài, molla ! - Eh, ho capito, sono stanco.
- Perché non me lo avete detto ? - Sappiamo come sei tu.
Ti fai prendere dalla morale, dall'etica.
Che intendevi l'altra sera quando parlavi di Adele ?
Hai detto che mi inganno.
Sì, perché continui a nasconderti dietro Geronima.
Che c'entra Geronima ?
Dico che tu ti punisci per la morte di Geronima.
Invece in questa storia tu sei la vittima.
Ora, io non lo so, se...
Se Dio, la vita, qualcuno o qualcosa ti ha fatto incontrare Adele.
Non sprecare questo dono.
Chi dice che ce ne sarà un altro ?
[GRIDA DI ESULTANZA]
Evviva !
Viva la Repubblica !
Viva la Repubblica ! [APPLAUSI]
Il papato è decaduto
dal governo temporale dello Stato Romano.
[GRIDA DI ESULTANZA] Oggi la città torna al popolo.
Prenderà il glorioso nome
di Repubblica Romana !
[GRIDA DI ESULTANZA]
Evviva !
Un governo democratico
che ha per regola
la libertà, la fraternità
e non riconosce titoli di nobiltà
né privilegi di nascita o di casta !
[GRIDA DI ESULTANZA]
- Scusatemi. - No, scusatemi voi.
Viva la Repubblica !
[GRIDA DI ESULTANZA]
- Viva il popolo ! - Andiamo all'osteria, te lo meriti.
No, aspettate, devo fare una cosa prima.
(in coro) # Buon viaggio e così sia ! #
Evviva l'Italia !
Abbiamo vinto !
Ehi ! Scusate, sono io.
Non saltate fuori come un assassino !
Non sono stato del tutto sincero circa il mio interesse per voi.
Non pensavo che qualcuno potesse farmi battere il cuore di nuovo.
- Non dite sciocchezze. - Dopo il bacio... - Ho sbagliato.
Anche se volessi amarti, non è possibile.
Mi duole tirarvi giù dal letto, ma dovete andare.
Ho fatto qualcosa che non dovevo ? Perché ieri notte noi due...
Ciò che è accaduto ieri non deve accadere più.
Voi siete giovane, io sono una donna sposata.
Se il tuo matrimonio è d'amore, mi faccio da parte
ma non credo che sia così. - Come vi permettete ?
Per favore, andate via, vi prego. Andate via !
- Di che cosa hai paura ? - Per voi è solo una ubriacatura passeggera.
Mi sono lasciata trasportare dalle passioni
però vi prego, andate via.
I pantaloni.
Giuseppe.
Sono venuto appena l'ho ricevuto.
Nell'Italia divisa dai despoti una Repubblica democratica.
Sono così contento che mi è guarita l'ulcera.
Armellini e Saffi aspettano solo voi per creare il nuovo governo.
- Il generale ha messaggi per me ? - No.
Avete portato ciò che vi è stato chiesto ?
Ho segnato le zone da cui è più facile attaccare.
Sono pochi e male armati
ma Garibaldi è come una fiaccola per le falene.
Stanno arrivando da tutta Italia. Più aspettate più sarà difficile.
Non vi preoccupate, la Repubblica Romana ha le ore contate
così come il nostro caro Mameli.
Dovete solo allontanarlo da Garibaldi e riportarlo a Genova.
- Certo. - Lo farete.
- Goffredo ! Nino ! - Oh !
- Vi stavamo cercando ! - Che succede ?
- Carlo Alberto ha abdicato. - Genova è in rivolta. - Che cosa ?
- Chi lo ha detto ? - Un volontario arrivato da Civitavecchia. - Poi ?
Il nuovo Re ha inviato l'esercito.
- Non hanno lasciato i cannoni a Torino. - Io vado, c'è mia madre.
- Dobbiamo proteggere la famiglia. - Quartiere generale ora.
- Dài ! - Dài.
- Nino ! - Sì.
I triumviri sono in consiglio. Non potete !
- Modane sta marciando su Genova ! - Lo sappiamo, calmatevi.
- Che ? Sapevate tutto e non ci avete detto nulla ! - Per favore !
- Perché ce lo avete nascosto ? - Non vogliamo che partiate.
Abbiamo già inviato un contingente a Genova per portare aiuto.
- Voi ci servite qui. - A Genova ci sono le nostre famiglie ! - Lo so.
Dovete capire che qui si combatte la vera battaglia
che potrebbe cambiare il corso della storia.
Lo so che è una scelta dolorosa.
La mia scelta è quella di non tradire le persone che amo.
Ci imbarchiamo per La Spezia.
Raggiungiamo il contingente prima che arrivi a Genova. Chi viene ?
- Io vengo. - Andiamo.
- Andiamo. - Arrivederci.
Aspettate ! Goffredo !
Goffredo !
Fate attenzione.
Oh, tutto a posto ? Ti vedo nervoso.
Scendete ! Arrendetevi ! Gettate le armi !
Lasciateci andare o lo ammazzo ! Generale !
- Nino, che fai ? - Caricate le armi. - Fate un passo e lo sgozzo !
- Pronti a sparare ! - Dico davvero, lasciateci andare.
Padre.
Mi lasciate morire ?
Sei tu la spia ! Tu ci hai portato in questa trappola !
Volete fare morire vostro figlio, generale ?
Davvero ?
Io lo ammazzo.
- Abbassate le armi. - Generale... - Abbassatele !
Potete anche scappare ora
ma i nostri cannoni bombarderanno Genova.
E' solo questione di tempo.
Andiamo.
Va' ! Andate di guardia !
Io mi fidavo di te come se fossi un fratello !
- Che cosa sanno i francesi ? - Tutto.
Sanno tutto.
Vogliono riportare il Papa a Roma e conoscono i vostri piani di difesa.
- Perché lo hai fatto ? - Per mia madre.
I francesi la tengono in ostaggio. Non avevo scelta.
Hai fatto uccidere Francesco.
- Non doveva succedere. - Ma è successo, Carlin !
Mi vuoi ammazzare ?
- Uccidimi ! Tanto non ho più niente ! Non ho nessuno ! - Fermo !
E' da tutta la vita che non posso scegliere.
Non ce la faccio più !
Tutta la vita così ! Tu che cosa avresti fatto ?
Tu che cosa avresti fatto ?
Io sono sempre stato dalla vostra parte.
Ma non potevo.
Lascialo perdere, Goffredo. Non vale neanche la pena.
- Andiamo. - Sì, andiamo prima che cambi idea.
[FISCHIO] Via !
Via !
[SPARO]
[ESPLOSIONI]
- Via ! - Vai !
- Vieni ! - Non è possibile !
Ehi ! Sono Goffredo, aprite !
- Mamma. - Goffredo !
- Ti credevo a Roma. - Sono corso appena ho saputo.
- La città è persa ! - Non è detto. Siamo saliti in 200 da Roma.
Che pensate di fare contro l'esercito ? Non senti i cannoni ?
- Voi... - Noi saremo al sicuro nella casa al mare.
- Tu qui sei in pericolo. - Io non ho paura.
La vera forza sta nel capire quando è il momento di fermarsi
anche nella lotta per i propri ideali.
Riporta i tuoi compagni a Roma, è lì che servite.
- Vai ! - Goffredo !
- Dove è papà ? - Ci raggiunge domani.
[ESPLOSIONE]
Non c'è più tempo ! Vai, Goffredo !
Armida !
- Gin ! Netta ! - Goffredo !
- Che è successo ? - Ci ha salvati, sennò ci facevano saltare in aria.
Ho fatto ciò che avrebbe fatto chiunque.
Abbiamo radunato i patrioti che rischiano arresto e fucilazione.
- Dobbiamo portarli fuori città. - Dalle porte è impossibile uscire.
- Modane le controlla con i suoi. - L'unica è fuggire via mare.
- Gerolamo. - Ho sentito il comandante della Marina americana.
Non oseranno sparare su di loro.
Ha accettato di attraccare al porto
giusto il tempo di imbarcare l'autore del "Canto degli Italiani".
- Abbiamo sbagliato a dubitare di te. - E' colpa mia.
Non sono abbastanza coraggioso come voi.
Bene. Nino.
- Scusa. - No. Adesso dovete andare.
- E' tardi. - Sì, però Stefano... - Gli diamo una mano noi.
- A Stefano ci penso io, voi andate. - Andiamo bene...
Dài.
- Ah ! - Piano. - Ciao, Gin. Ciao, Netta.
- Ragazzi, difendete Roma anche per noi. - Vincete !
Sai che Gin voleva venire a combattere ?
- Mi ascolti ? - Come ho fatto a essere così cieco ?
- Che ? - Carlin ! Tu come lo hai scoperto ?
Quando sono venuti all'osteria da Armida, Boccardo era fuori.
Mi sono fatto la domanda: "Chi è la spia ?"
Così ho iniziato a sospettare di tutti, tra cui Carlin.
- Era sempre con noi. - Perché non me lo hai detto ?
Non volevo accusare nessuno ingiustamente.
Volevo delle prove certe.
Che fosse il figlio di Modane ho avuto fortuna.
- Ci ha salvato la vita. - Così siamo pari.
Prima di partire mia madre mi ha detto una cosa.
"La vera forza è nel capire quando è il momento di dire basta"
"anche nella lotta per i propri ideali."
- Ha ragione. - Sì, ma è difficile per me, Nino.
Ogni giorno può essere l'ultimo
e mi sembra di non avere fatto abbastanza.
C'è come un fuoco dentro di me.
- Ogni volta che brucia sento una voce dire... - Non succederà nulla.
Tu devi promettermi una cosa.
Quando è il momento di dire basta, me lo dirai.
Te lo dirò.
Carlin Repetto aveva molte informazioni riservate.
- Adesso i francesi sanno dove attaccare. - C'era da aspettarselo.
- Quei ratti schifosi hanno spie ovunque. - Nino.
Hanno questo segno per riconoscersi.
- Voi che ne sapete di questi ? - So che sono tutti collegati.
Modane, gli ufficiali austriaci. Spie, religiosi, anche i francesi.
Benissimo. Sappiamo chi sono, dove ci attaccheranno.
Prepariamo una bella accoglienza. Via.
Nino, aspetta un secondo.
Mi servirebbe il tuo aiuto per fare una cosa.
- No. - Dài, su, vieni con me ! - No !
[DIALOGHI NON UDIBILI]
Adele ! Adele !
Nino, dove è Goffredo ?
Dove è Goffredo ? Che è successo, Nino ?
- Parlami. - Quindi un po' ci tieni a me.
- Mi hai fatto prendere un colpo. - Sono un grande attore. - Certo.
- Che fai ? - Ciò che provo per te non è una ubriacatura passeggera.
A Genova abbiamo rischiato di morire.
Mentre ero lì con il fucile puntato alla testa
pensavo solo che non ti avrei più rivista.
Adele, vuoi sposarmi ?
Io sono già sposata.
Creeremo una legge sul divorzio come in Francia.
Però...
Però !
Eh... Se è maschio, lo chiamate Nino.
Mentre noi ci amavamo liberi
l'esercito francese con 25.000 uomini guidati da Oudinot
sbarcava a Civitavecchia e puntava su Roma.
- Tu pensi che questo li fermerà ? - Non li fermerà.
Li costringerà a chiedersi se fanno la cosa giusta.
- Hai paura ? - Tu no ? - No.
Senio, tu e i tuoi al cancello.
- Mameli, Bixio, sapete che fare. - Sì, comandante. - Conto su di voi.
I francesi pensano di vincere usando i cannoni.
Noi siamo in meno, lo so.
Noi li attaccheremo di sorpresa dove non se lo aspettano.
Dobbiamo dividerli in due schiere e infilarci nel mezzo.
Così non potranno usare l'artiglieria.
Fatelo per voi ! Fatelo per Roma !
Fatelo per l'Italia !
(insieme) Sì !
[GRIDA]
[PARLANO IN FRANCESE]
[RULLO DI TAMBURI]
- Generale. - Ssh.
Ssh.
Avanti !
[VOCIARE INDISTINTO]
Vai !
Andiamo ! [GRIDA]
Carica !
[PARLA IN FRANCESE]
Sì ! [GRIDA DI ESULTAZIONE]
Non abbiamo ancora vinto niente !
- Dobbiamo inseguirli ! - E noi li inseguiremo !
[GRIDA DI ESULTAZIONE]
Attenzione ! Ho un messaggio di Mazzini per voi.
Mazzini vuole provare a trattare con i francesi.
Per me è un errore. Dovremmo sfruttare il momento propizio.
Comandante, forse Mazzini ha ragione.
Abbiamo troppi nemici per perdere l'unico alleato possibile.
Voglio andare a parlare con lui.
Garibaldi e Mazzini stavano per arrivare alle mani.
(in coro) # Fratelli d'Italia
# l'Italia s'è desta
# dell'elmo di Scipio
# s'è cinta la testa. #
Domani incontrerò l'ambasciatore francese.
E' dalla nostra parte. Presto Roma sarà libera.
[ESULTANO]
La Repubblica sta vincendo !
[CANTA IN GENOVESE]
Perché i francesi avrebbero dovuto tradire
i princìpi della loro costituzione per compiacere il Papa ?
Ci credeva Mazzini, ci credevamo tutti noi.
[BUSSANO ALLA PORTA]
Invece Garibaldi aveva ragione.
[BUSSANO ALLA PORTA]
- Nino ! Che succede ? - Eh.
- I francesi ci stanno attaccando. - Come ?
I francesi ci stanno attaccando.
- Come è possibile ? - Sta dormendo ? - E' l'alba.
Eh, dorme.
Oh, svegliati !
- Oh ! - Nino ! - Svegliati ! - Che succede ?
- Svegliati ! - Sei impazzito ? - I francesi ci attaccano, muoviti.
- Hanno rotto la tregua ? - Mazzini trattava con loro ?
Sì, sono gli altri francesi.
- I Borboni. - I napoletani ? - Ci stanno attaccando da sud.
Dài.
- Torniamo presto. Mentre sono via non ti sposare con nessuno! - Scemo.
Ci mancavano i Borboni.
E' di Mazzini.
Scrive di uno scontro a Palestrina con i borbonici.
"La battaglia è stata dura, ma le forze della Repubblica hanno vinto."
"Goffredo si è fatto onore, ma è tornato a Roma malato."
Goffredo !
I francesi hanno rotto la tregua. Attaccano di nuovo il Gianicolo.
- Devo tornare vicino a Garibaldi. - No !
- Non sei in condizione, devi stare qua. - Guarda che ho scritto ieri.
"Quando assassinano il nostro Paese, il solo letto è quello di morte."
Te lo avevo promesso, ti ricordi ?
Ti avrei detto basta, quando sarebbe stato il momento.
(sottovoce) Questo è il momento.
Fermati.
"Dopo pochi giorni è tornato a combattere al fianco di Garibaldi."
Dài ! Attento !
No !
- Che è successo ? - La gamba !
Dài che non è grave !
"Gli assediati perdettero"
"circa 400 morti."
Quattrocento.
No ! Voglio guardare.
Viva la Repubblica !
Ci sono i nomi degli ufficiali ?
[PARLANO IN FRANCESE]
- Sono pazzi ? - L'ambasciatore non ha il potere di chiudere l'accordo.
Ci serve la pace a costo di andare a Parigi a piedi.
La Repubblica Romana è attaccata da ogni fronte.
I francesi a nord, i borbonici a sud.
Si vocifera che gli austriaci sono pronti a intervenire.
- Scotti. - Perché sono molto felice di vederti.
Lui è Agostino Bertani, è un medico patriota.
- Vorrei che ti visitasse. - Buongiorno. - Buongiorno.
Lei è venuto inutilmente.
Dicono che la ferita deve guarire da sola.
Goffredo, fatemi vedere.
Portatemi delle garze pulite, acqua e pinze !
[VERSI DI DOLORE]
[VERSI DI DOLORE]
C'è un principio di cancrena.
Bisogna impedire che l'infezione si espanda.
Siamo in tempo per curarlo, vero ?
No, è troppo tardi.
Bisogna amputare.
Nino.
Non dormi ?
Come va la guerra ? Stiamo vincendo ?
Manchi a tutti.
Garibaldi parla solo di te ai giovani. Sono geloso.
Perdere la gamba non è una tragedia.
Perdere la vita, quello è brutto
per te e per noi che ti vogliamo bene.
Quando mi hai chiesto di fermarmi...
avrei dovuto ascoltarti.
Mi sono illuso di potere difendere la Repubblica
e vendicare Geronima.
Vendicare Francesco, vendicare Giacomo.
Mi sentivo invincibile.
Ora guardami.
- Muoio per una stupida ferita. - No, no, no.
La vita non finisce.
Anche senza una gamba resterai la solita mammoletta
che si strugge per le donne.
Poi finalmente avrai anche tu una cicatrice di guerra come la mia.
Me lo racconterai mai come te la sei fatta ?
E' un ricordo dell'Amazzonia.
Niente Amazzonia, niente pirati.
Niente squali.
Avevo 13 anni.
La mia matrigna mi ha colpito con un ferro rovente.
Sai che cosa ho fatto io ?
Ho pianto.
Mi sono umiliato davanti a lei.
Non lasciarmi solo.
Non lasciarmi solo...
("Carissima madre, due righe alla meglio.")
("Vado stando totalmente meglio.")
("Stai di buon animo come lo sono io.")
("Sono contento delle notizie su papà nella tua ultima lettera.")
("Penso molto a lui, dàgli un bacio. Amami, Goffredo.")
Non va bene, lo dice solo per non farci preoccupare.
- Sì, è quello che temo anche io. - Dobbiamo fare qualcosa.
Ho già trovato un imbarco per Civitavecchia, parto stanotte.
- Allora vai e riportarlo a casa, promettilo. - Certo. - Promettilo.
Se i francesi bombardano, dobbiamo lasciare la città.
Non mi muovo da Roma senza di lui.
[VERSI DI DOLORE]
[GRIDA]
Ora dobbiamo solo sperare di averla presa per tempo.
Papà, sei qui ?
Mi dispiace tanto.
- Al porto io sono stato un pazzo. Non volevo. - Ssh.
Mi dispiace, papà.
- Sono stato un pazzo. - Goffredo.
Sono io.
Qui c'è frate Luca.
Voglio fare una cosa.
Tu mi hai chiesto di sposarti.
Fallo ancora.
Non posso.
- Perché non puoi ? - Ci sposeremo, quando starò meglio.
Faremo un matrimonio vero con i miei, con tutti.
Con i nostri bambini vivremo
nella nostra Italia.
- Ti amo. - Amore mio.
[RULLI DI TAMBURO]
- Datemi vostre notizie. - Siatene certo.
- Io non posso venire con voi. - Ciceruacchio.
- Mettete in salvo la famiglia. - Tranquillo, ci rivediamo qui.
Nino, aiutami a mettere in salvo gli uomini.
- Non posso lasciarlo da solo. - Andiamo, forza.
Non posso.
- Dobbiamo portare via i pazienti ! - Ti aiuto.
Non piangere, amore mio.
No, vedi ? Non piango più.
Cantiamo allora.
Andiamo !
# Se il Papa è andato via...
(in coro) # Buon viaggio e così sia.
(in coro) # Al Campidoglio.
(in coro) # Il popolo dica la gran parola.
(in coro) # Daghe i romani vogliono
# mai più triregno e stola.
# Addio... # Addio, Sacra Corona... #
Goffredo...
No...
(piangendo) Non mi lasciare...
"I caduti di questi giorni."
"Centola Silvio."
"Govini Altiero."
"Lotti Ettore."
"Mameli Goffredo."
Anche grazie al "Canto degli Italiani"
l'Unità d'Italia fu realizzata dal popolo
con la spedizione dei Mille comandata da Garibaldi e Nino Bixio
che raggiunsero la Sicilia sulle navi di Raffaele Rubattino.
Tra i volontari c'era un giovane tipografo di Genova
che aveva imparato a scrivere nell'osteria di sua madre.
Giovanni detto Gin.
[# FRATELLI D'ITALIA]
[# L'ITALIA S'E' DESTA]
[# DELL'ELMO DI SCIPIO]
[# S'E' CINTA LA TESTA.]
[# DOV'E' LA VITTORIA ?]
[# LE PORGA LA CHIOMA]
[# CHE' SCHIAVA DI ROMA]
[# IDDIO LA CREO'. #]
[DIALOGHI NON UDIBILI]
[# STRINGIAMCI A COORTE, SIAM PRONTI ALLA MORTE]
[# SIAM PRONTI ALLA MORTE, L'ITALIA CHIAMO'.]
[# STRINGIAMCI A COORTE, SIAM PRONTI ALLA MORTE]
[# SIAM PRONTI ALLA MORTE, L'ITALIA CHIAMO' ! SI' ! #]
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