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Zulu
Armida, lui è Goffredo Mameli.
Andiamo là in fondo a parlare con i nostri amici.
- Sei scemo ? - Non diamo fastidio. Siamo dei clienti. Ti paghiamo.
-Tuo marito ? -Giangio è in prigione per colpa dei vostri traffici.
- Mi ha lasciata con Gin e Netta qui da sola. - Madame, vi prego.
Non voglio guai per la vostra politica.
Non è solo nostra, c'entra il futuro vostro e dei vostri figli.
Ai miei bambini non serve l'Italia, ma un piatto di minestra la sera.
Non avete la più pallida idea di come si vive qui !
- Andiamo, è inutile. - Aspetta.
E' vero, non sono mai entrato in un posto così.
Per questo dobbiamo rimanere, per rivendicare ciò che vi serve.
Solo insieme possiamo cambiare le cose.
Mettetevi lì. Chiamami "madame" un'altra volta e finisci male.
Grazie, madame.
- Dài, andiamo. - Hai visto ? Te l'ho detto.
Se avevano prove, venivano a casa, non in libreria.
- La prossima volta saranno lì, pronti ad arrestarci. - Sicuro.
Quindi forse dovevamo essere un po' più prudenti. Che ne dite ?
Il contrario. Bisogna portare in piazza più gente possibile
e fargli vedere che siamo un esercito.
Non si possono portare in piazza più di dieci persone.
- Noi la facciamo con diecimila. - Diecimila...
Troviamo il giorno giusto.
- Tra un mese. - Per l'anniversario della rivolta di Balilla
e la cacciata degli austriaci ? - Sì.
C'è anche la processione al santuario dell'Oregina.
Per le manifestazioni religiose non ci sono restrizioni.
L'ho detto che è un genio. Alla Madonna dell'Oregina !
- Sempre sia lodata ! - Sempre sia lodata !
Dovremmo recitare un proclama al posto dell'inno liturgico.
Sarebbe epico.
Ci pensi tu, poeta ?
Serve il rum ?
Siamo derisi, derisi da tutti.
Calpesti e derisi.
Calpesti... Cal-pe-sti e de-ri-si.
Dell'elmo...
Dell'elmo di... Scipio. Scipio.
Dell'elmo di Scipio s'è cinta la testa...
S'è desta.
Evviva... Evviva l'Italia.
L'Italia s'è desta.
Fino alla morte.
"Fino alla morte."
Siam pronti alla morte.
Uniamoci.
L'unione e l'amore
rivelano ai popoli le vie del Signore.
I bimbi d'Italia si chiaman Balilla.
Uniti per Dio, chi vincer ci può ?
- Faccio io. Posso ? - Sì.
Sono bravissimo ! Eh ?
Chi è questo Balilla della festa ?
Cento anni fa Genova fu conquistata dagli austriaci.
- Erano cattivi ? - Molto. Trattavano i genovesi da schiavi.
Se la prendevano anche con donne e bambini.
Un giorno agli austriaci si bloccarono i cannoni nel fango
e costrinsero tutti i genovesi ad aiutarli a suon di frustate.
A uno di loro, Balilla, un bambino poco più grande di voi
salì tantissima rabbia. - Talmente tanta rabbia
che lui prese un sasso e iniziò a urlare a tutti
"Che l'inse ? Volete che cominci ?"
E scagliò il sasso fortissimo contro gli austriaci.
Da allora iniziarono le rivolte e il 10 dicembre Genova fu liberata.
E com'è finita ?
- Ancora non si sa. - Che l'inse ?
- Che l'inse ? - Che l'inse ?
- Che l'inse ? - Sì !
I mazziniani della Giovine Italia vengono se non ci sono i monarchici.
- Andassero "a bagascia" ! - Non capiscono che più siamo e meglio è ?
- Lascia stare. - Quante dobbiamo farne ancora ? - Duemila.
- Duemila ? - Sì.
Ho finito. Cioè non ancora, forse manca qualcosa.
- "Il Canto degli Italiani". - Devi essere spietato.
No, eh ?
Oh, Goffredo. Hai qualcosa da farci leggere ?
No, in realtà non è ancora finito, però arriverà. Buon lavoro.
"Il Canto degli Italiani".
"Il Canto degli Italiani". Suona bene, no ?
- Sì. - "Il Canto degli Italiani". - Sì, abbiamo capito.
- Aah ! - Chi è ?
Nino ! Sei impazzito ? Mi hai fatto prendere un colpo !
- Il tuo canto ha un problema. - Quale ?
Ci vuole la musica. Devono cantarlo tutti !
Tutti lo devono cantare !
Quindi ti è piaciuto ? Pensavo di cambiare l'inizio.
Invece di "Evviva l'Italia, l'Italia s'è desta", "Fratelli".
- "Fratelli" ? - Sì.
Lo sapevo che eri bravo.
Ora dobbiamo solo trovare il musicista giusto.
Ascoltiamo. [NOTE BASSE]
(insieme) Uuuuu.
Bravo, concentrato, in maschera. E un, due, tre...
# Una furtiva... #
La nota, la nota !
Ricominciamo. [BUSSANO ALLA PORTA]
Già è difficile, se mi interrompete...
(in genovese) Se vuole, la butto, ma il postino dice che è urgente.
Me la dia.
# Una furtiva
# lagrima
# negli occhi suoi spuntò... #
- E' incredibile. # Quelle festose giovani...
E' perfetta.
Davvero ? Grazie, maestro.
# Una furtiva lagrima... #
- Bravo. Per oggi abbiamo finito. - Di già ? - Sì, vai.
"S'è cinta la testa. Dov'è la vittoria ?"
"Le porga la chioma, ché schiava di Roma..."
# Fratelli d'Italia... Fratelli di... Fra...
# Fratelli d'Italia...
# Fra... Fra... # Più semplice, più semplice.
Un coro, un coro.
Si bemolle.
Si bemolle.
# Fratelli... Fratelli...
# Di... Di...
# D'Italia... # Si bemolle.
[BRUSI'O E RISATE]
- Nino, c'è il tuo amico di Torino. - Bixio, meno male che sei qua.
Sai dove posso trovare questo... "Mameli" ?
Molto piacere, Michele Novaro. Complimenti, è bellissimo.
Dove possiamo trovare un pianoforte ?
- Là. - Perfetto.
Allora, all'inizio avevo pensato a qualcosa di solenne
ma poi ho pensato che per cantarla tutti in coro
ci vuole qualcosa che ci faccia divertire.
Quindi perché non iniziare con un bel Si bemolle ?
- Partiamo con il Si bemolle. - Vai.
[MUSICA NON UDIBILE]
Poi parte, però non forte, cioè non piano.
Mezzo forte.
# Fratelli d'Italia
# l'Italia... #
[VOCI E MUSICA NON UDIBILI]
Qua partiamo. E' una marcia. Più mosso, va bene ? Una cavalcata.
[VOCI E MUSICA NON UDIBILI]
# Siam pronti alla morte, siam pronti alla morte
# l'Italia chiamò ! Sì ! #
Questo ce l'ho aggiunto io. [APPLAUSI]
- Bravo ! - Bravo !
- E' bellissimo ! - Complimenti ! - Evviva l'Italia !
- Grazie. - Grazie a te.
- Netta, dalli a tutti. - Signora, preghi per la Madonna.
- Preghi per l'Oregina. - Pregate per l'Oregina.
- Pregate per l'Oregina. - Preghi per la Madonna.
- Pregate per la Madonna. - Preghi per l'Oregina.
Preghi per la Madonna.
Signore, preghi per la Madonna.
Preghi per la Madonna.
Ragazzi ! Abbiamo ottenuto un collegamento con i lombardi.
- Bene ! - Ne verranno un centinaio. Non arriveremo mai a diecimila.
Usate i vostri figli per distribuire questa robaccia !
- Mamma, noi vogliamo farlo. - Non sapete che cosa c'è scritto.
- E' "Il Canto dei Fratelli", a te piace. - E' importante.
E' per dare loro un futuro migliore.
"Un futuro migliore" ? Insegnagli a leggere e a scrivere come fai tu.
D'accordo.
[BUSSANO ALLA PORTA] Avanti.
- E' un santino. - Apritelo.
Ormai circolano per tutta la città.
- Buongiorno. - Parlavamo di te, Goffredo. - L'hai scritto tu ?
- Può darsi. - Hai scritto un canto meraviglioso.
Complimenti, Goffredo. E' davvero incisivo.
L'ho mandato agli amici di Torino e Milano. Devono accorrere in massa.
- Non so come ringraziarvi. - Sai che ho un debole per te.
Siate prudente, ragazzo.
Buona giornata.
Quanto ci metterà il Governatore a spegnere la luce dell'Entelema ?
Manderà spie ovunque per fiutare le libere idee repubblicane.
- Quindi non c'è speranza ? - Sì che c'è !
Adelaide, certe parole possono cambiare il mondo.
[CAMPANE A FESTA]
[VOCIARE INDISTINTO]
- Siamo tanti. - Siamo tanti.
Permesso ? Scusatemi.
- Ragazzi ! - Francesco.
Sta arrivando una marea di gente e non solo da Genova.
- Nino ! - Nino !
- Bene. - Nino ! - Nino !
- Che dici, partiamo ? - Sì.
Andiamo ?
Andiamo.
[PREGHIERE IN LATINO]
Ecco. Adesso che facciamo ?
[NITRITO]
C'è qualche problema, tenente ?
Disperdetevi e tornate alle vostre case.
Di qui non passa nessuno.
E' una processione, dobbiamo arrivare al santuario.
Questi sono gli ordini.
- Scusi, padre. - Ritornate alle vostre case o spareremo.
Io ti conosco ! Io ti conosco !
- Questa è un'ingiustizia ! - Ora ?
Ora.
[NITRITO]
# Fratelli d'Italia...
(in coro) # L'Italia s'è desta. #
Puntare ! Do l'ordine ?
# Dell'elmo di Scipio, s'è cinta la testa. #
Siete un cretino ? Volete sparare sulla Madonna e uccidere un prete ?
Abbassate le armi !
# Dov'è la vittoria ? Le porga la chioma
# ché schiava di Roma
# Iddio la creò.
# Stringiamci a coorte, siam pronti alla morte
# siam pronti alla morte, l'Italia chiamò. #
Ci volete ammazzare ? Ci volete ammazzare ? Allora sparate !
# Siam pronti alla morte, l'Italia chiamò ! #
Ce l'ho con voi, "rumente" !
# Noi siamo da secoli
# calpesti, derisi
# perché non siam popolo
# perché siam divisi.
# Raccolgaci un'unica
# bandiera, una speme.
# Di fonderci insieme
# già l'ora suonò.
# Stringiamci a coorte, siam pronti alla morte
# siamo pronti alla morte, l'Italia chiamò.
# Stringiamci a coorte, siam pronti alla morte
# siamo pronti alla morte, l'Italia chiamò ! Sì ! #
Venite. Permesso ? Ragazze, è lui.
- Scusate, l'avete scritto voi ? - Vi prego, una firma.
- Ve lo firmo io, ragazze. - Dammi qua.
- Francesco. Buonasera. - Grazie !
- Vi ringrazio. - Grazie. - Grazie.
Ragazzi, salite ! Siamo più di trentamila.
- Li hai contati ? - Sì, tutti.
[APPLAUSI] Bravi, ragazzi !
- C'è ancora gente che parte. - Ma che cosa abbiamo fatto ?
Che cosa abbiamo fatto ?
Dedico questa giornata a chi doveva essere qui con noi.
Lei sarebbe stata fiera di te.
Siamo così tanti che nessuno ci può fermare.
La rivoluzione è partita, amico mio. Da oggi cambia tutto.
Da oggi cambia tutto !
(in coro) # Stringiamci a coorte, siam pronti alla morte
# siam pronti alla morte, l'Italia chiamò.
# Stringiamci a coorte, siam pronti alla morte
# siam pronti alla morte, l'Italia chiamò. Sì ! #
Grazie, ne avevo bisogno...
Mameli Goffredo e Bixio Gerolamo ?
In persona. A che dobbiamo l'onore ?
Ah ! Ah !
[CANTANO]
(insieme) Unione ! Forza ! Libertà !
Giù le mani ! Levatevi dai piedi !
(insieme) Libertà ! Unione !
Fateci passare !
(insieme) Unione ! Forza ! Libertà !
Unione ! Forza...
- Forza ! - Peccatori !
(insieme) Unione ! Forza ! Libertà !
- Apri ! - Fai piano !
- Fallo di nuovo ! - Buffone ! Chiudi !
- Con quali accuse ci tenete qui ? - Fermo ! Non serve a nulla !
- Calmati, calmati. - Lasciami !
Ahia ! Mi fai male !
Il braccio !
Che merde !
No, aspetta, devo dirti una cosa.
Tua madre mena più forte.
Fermi !
- Fermatevi immediatamente ! - Fermi !
E' mio figlio.
- Scusa, papà. - Avete lanciato sassi contro delle carrozze.
- Potevate uccidere qualcuno. - Io e Nino non eravamo lì.
- Chi ci ha denunciato è un miserabile ! - Abbassa la voce.
- E' già tanto che sono entrato. - Scusa, non volevo coinvolgerti.
Sono tuo padre, per forza sono coinvolto.
- Andiamo a casa, forza. - Non vado da nessuna parte.
O li liberate o mi mettete dentro con loro !
Per cortesia.
- Apri ! - Muoviti !
Avanti.
Mi chiamo Carlin Repetto. Faccio il camallo giù al porto.
Grazie per essere rimasto. Non me l'aspettavo.
Abituatici, lo fa sempre.
Guarda chi c'è. Il Governatore.
Hai visto come l'hanno conciato ?
Adesso è schedato come un agitatore mazziniano.
Quelli che l'hanno ridotto così che cosa sono ?
Per farlo uscire ho dovuto chiedere un favore personale all'ammiraglio.
Da Torino arrivano voci di possibili repressioni ancora più violente.
Devi parlarci, Adelaide. Devi indurlo alla prudenza.
Non mi ascolterà. Ormai è grande e decide da solo.
Aspettiamo che ce lo riportino in una bara ?
Giorgio, il futuro dell'Italia dipende dai giovani come Goffredo.
Questa a chi l'hai rubata, al tuo amico Mazzini ?
Scusami.
A volte penso che con lui abbiamo sbagliato tutto.
Gli abbiamo fatto credere di essere nato in un mondo che non esiste.
Dove le persone si amano, dove cambiare è facile
e seguire i propri ideali è la cosa migliore del mondo.
Non è la cosa più bella che potessimo fare ?
Dove l'avete visto ?
Sinaldi e il Governatore ne hanno uno simile. Sapete che cos'è ?
Potrebbero essere legati. Come c'è la Massoneria e i Carbonari
forse c'è una società segreta nelle forze della Restaurazione.
Questo è il secolo delle spie
ma mi terrei lontano da certe fantasie, Goffredo.
L'avete già visto, vero ?
Sì, è stato tanto tempo fa
durante la repressione dei moti del '31.
Ne aveva uno simile un comandante, credo che fosse austriaco.
Non sono sicuro che fosse lo stesso.
E' possibile che esista questa società ?
Si dice che dopo la Restaurazione, per dirigere le decisioni politiche
sono stati creati circoli segreti collegati tra loro in tutta Europa.
Magari sono solo fantasie.
Se posso darvi un consiglio, state lontani da queste persone.
Davvero.
Raffaele Rubattino aveva ragione
ma non sapeva che in quei mesi il mondo stava cambiando per sempre.
- Grazie per aver fatto da tramite. - Se non era per te, ero ancora lì.
Per qualsiasi cosa chiedi pure a Carlin.
Lo avrebbe fatto chiunque.
Non credo, nessuno si spende per uno come me.
"Uno come te" in che senso ?
Io sono un bastardo.
Mia madre serviva in una casa di ricchi
poi il padrone l'ha messa incinta quando aveva dodici anni.
Il giorno dopo che sono nato eravamo in mezzo alla strada.
Certa gente è fuori dalla grazia di Dio.
- Hai convinto qualcuno ? - Ho raccattato una bella ciurma.
Gli ho promesso che si mangia e si beve gratis.
Chi mugugnava l'ho picchiato.
(in genovese) Amici ! C'è qualche astemio qua ?
- Ma quale astemio ! - Carlin !
- Dammi un bicchiere. - Bevi, alla salute !
(in genovese) Chi non beve con me, che gli vada tutto di traverso !
Il mio amico Goffredo deve dirci una cosa.
- Non voglio fare un discorso troppo retorico. - Vai.
Le cose le capiamo anche noi, basta che siano sincere.
Amici, ciò che vi dirò sarà esposto peggio che da chiunque altro...
Smettila di fare il modesto, sei un chiacchierone. Dài, parla !
Dài !
Siamo riuniti come una sola classe sociale, il popolo italiano.
(insieme) Sì ! - E' vero. Siamo noi !
- Siamo noi ! - Cosa che per molti dovrebbe essere impossibile.
Però questo 1848 è l'anno dell'impossibile.
- E' vero. - Impossibile un'insurrezione in Sicilia
e portare trentamila persone al santuario dell'Oregina.
- Sì ! - Bravo !
Impossibile che Carlo Alberto concedesse la costituzione
così come Ferdinando di Borbone e il Papa ! - Vero.
Impossibile che le rivolte infiammassero Parigi e Vienna
però tutto questo è accaduto.
Che aspettiamo a fare quello che vogliamo tutti ?
- Fare l'Italia ed essere italiani ! (insieme) Sì !
Milano ! Milano ! Il popolo si è sollevato !
Hanno cacciato gli austriaci !
Dico sul serio ! Sulle barricate si canta il nostro canto !
E allora forza ! Alle armi !
(insieme) Sì ! Alle armi !
Questo è tutto quello che abbiamo. Dovremmo armare tutti i volontari.
Siamo nella "bratta" fino al collo.
Facciamo prima a partire disarmati, avvolti nelle bandiere bianche.
- All'arsenale ? - Mi hanno quasi sparato.
[BUSSANO ALLA PORTA]
- Chi è ? - Sono Bianca. Cerco Goffredo Mameli.
Armida, apri.
- Buonasera. - Buonasera.
Grazie.
- Potrei avere del vino ? - Subito.
Signora Rebizzo. Loro sono i miei compagni, l'Entelema.
Lei è Bianca De Simoni Rebizzo, una cara amica di famiglia.
- E patriota. - Buonasera. - Buonasera.
- Volete andare a Milano con queste? - Non abbiamo molte alternative.
Un po' mi manca la foga di quando si è giovani e non si può aspettare.
Con mio marito e con Rubattino finanzieremo la vostra impresa.
Questa è una lettera di credito da spendere al banco di Genova.
Dovrebbe bastare per comprare armi e abiti adatti.
Non so come ringraziarvi.
Sai che ho un debole per te.
Buona fortuna, italiani.
- Che patriota. - Che donna.
Grazie. Non so come avremmo fatto senza di voi.
State attenti. Fatevi onore in Lombardia.
Andiamo.
Volete sapere come hanno chiamato il battaglione ? "Giuseppe Mazzini".
Quale nome migliore ?
Quanto ci vuole per arrivare a Milano ?
Quattro giorni di marcia.
Spero che abbiano comprato anche delle scarpe con i nostri soldi.
- Immagino di sì, Bianca. - Mi compiaccio.
- Li avete finanziati voi. - Sarebbero partiti comunque.
Sì, papà. Goffredo è un eroe !
Sì ed è laggiù a rischiare la vita
mentre costoro stanno qui a prendere il tè. Vieni.
Dài, mancano solo venti miglia.
- Come "venti miglia" ? - Ancora ?
Carissima madre. Poche righe solo per farti sapere che sto bene.
Procediamo spediti per arrivare quanto prima dai nostri fratelli.
Le staffette dicono che a Milano continuano a battersi come leoni.
Anche Venezia si è sollevata e ha cacciato gli austriaci.
Tutto per l'Italia e con l'Italia.
Amatemi. Goffredo.
Non possiamo fermarci ?
- No ? - No. - Dài, il Mincio è da quella parte.
- Io ho fame, non mangiamo da ieri sera. - Ssh.
- Fermiamoci mezz'ora, dài. - Tieni. - Grazie.
- E' l'ultima ? - Stamattina hai mangiato la penultima.
Altolà !
- Chi siete ? - Non sparate ! Siamo volontari genovesi.
- Dove andate ? - Dobbiamo arrivare al Mincio.
- Il passaggio sul fiume è interdetto. - Ma come ?
- Gli austriaci sono là. - Ordine di Re Carlo Alberto.
Tutti i volontari devono confluire al campo.
Seguiteci.
- Confluiamo. - Andiamo, ragazzi.
Scusate, tenente. C'è qualcosa da mangiare all'accampamento ?
Che cosa ha detto ?
[NITRITI]
Com'è ? Buono ?
E' un po' sciapo.
- Che c'è ? - Non riesco a stare fermo qua.
Vado a mangiare qualcosa.
Mameli. Oh !
- Voi siete Mameli ? - Sì.
"Il Canto degli Italiani" è arrivato fino a Torino, siete contento ?
C'è poco da essere contenti. Perché siete fermi qui ?
Siamo bloccati qui perché mancano le mappe della Lombardia.
- Le hanno dimenticate a Torino. - Non ci credo.
Così lasceranno l'Italia agli austriaci.
Parlate con il generale Longoni.
-Tutti i volontari fanno riferimento a lui. La sua tenda è là. -Grazie.
Nino.
Che cosa avete da guardare ?
- Voi siete quelli dell'Oregina o sbaglio ? - Sì, siamo noi.
Voi volontari borghesi siete più dannosi degli austriaci.
Fate largo.
- Siete voi i volontari di Genova ? - Sì. - Venite con me.
Basterebbe poco per stanare gli austriaci.
Vorreste entrare nel quadrilatero
tra le fortezze di Mantova, Verona, Legnago e Peschiera.
Se raggiungiamo Venezia, sarà la fine per gli austriaci.
Lo so, ma il comando è stato categorico.
Non si muove nulla fino all'arrivo dei cannoni.
- Quando arrivano? - Ci vuole tempo. - Gli austriaci si riorganizzano.
- E se arriva l'ordine di ritirarsi? - Devo obbedire.
C'è un modo per interrompere questa inutile tregua, ma servono dei pazzi
che inneschino il conflitto nel quadrilatero
e costringano Modane a muoversi.
Non abbiamo molte mappe, ma abbiamo questa.
A sei miglia dal fiume, su una rocca, c'è Pozzolo.
E' un avamposto strategico, difeso da un piccolo contingente.
Da lì si controllano gli accessi al quadrilatero.
Se qualche matto lo conquistasse
gli austriaci interverrebbero e si scoprirebbero sul fianco.
A quel punto io sarei obbligato a intervenire.
[VOCI NON UDIBILI]
- Alzate le mani ! Fermi ! - Mani in alto ! - Fermi !
- Fermi ! - Butta giù il fucile !
- Fermi ! - Giù le armi !
- Giù le armi ! - Fermi !
[SPARO]
- Giacomo ! - Stai fermo ! - A terra !
- Aah ! - Aah !
Aah !
- Giacomo. - Giacomo ! Giacomo !
Giacomo.
Giù ! Giù !
[RINTOCCHI DI CAMPANA]
Come sta ?
Veloci ! Dài !
- Su le mani ! - Alza le mani ! - Dentro, veloci !
[ESULTANO]
"Guerra" non fu più solo una parola.
[VOCI NON UDIBILI]
Il sangue di Giacomo
l'urlo dell'austriaco trafitto erano verità.
In quel silenzio, guardandoci negli occhi
era chiaro a tutti che non saremmo mai più stati gli stessi.
E Genova, le nostre case
le nostre vite precedenti apparvero d'improvviso lontanissime.
Signore, accogli la sua anima.
Amen.
Amen.
Andiamo via. Gli austriaci possono tornare da un momento all'altro.
- Ha ragione. - Dove volete andare ?
Abbiamo innescato il conflitto, i Sabaudi arriveranno sicuramente.
Chi te l'assicura ?
Non voglio morire per quelli che nemmeno ci vogliono.
Se ce ne andiamo, sarà stato tutto inutile.
Lo dobbiamo a Giacomo e a chi ha dato la vita per questo giorno.
Come fanno i Sabaudi a sapere che siamo qui ?
Vado io al campo. Avviso Longoni e torno con loro.
- Chi è per restare ? - Io sono per restare, Boccardo.
- Anch'io. - Restiamo.
- Allora vai, Nino. - Vado.
(in latino) Ave Maria... - Basta.
(in latino) Ave Maria, piena di grazia...
La smetti di pregare ? Non serve !
(in latino) Ave Maria, piena di grazia...
- Smettila ! - Lasciami stare !
- Hai capito ? - Non litigate !
Abbiamo tutti paura, lo so, ma pensateci...
Oggi abbiamo affrontato chi calpesta la nostra terra e abbiamo vinto.
E' stato orribile assistere alla morte di Giacomo, è vero
ma dobbiamo sperare che l'esercito arrivi presto.
Vi assicuro che non morirà più nessuno.
- Fermo, mani in alto ! - Sono io, Boccardo.
- Dove sei stato ? Sei sparito due ore ! - Mi sono addormentato.
- Ti sembra il momento ? - Non vedevo un letto da un mese.
Mi sono steso e non mi sono rialzato più.
Mi hai fatto prendere un colpo !
- C'è qualcosa da mangiare ? - Sì. La prossima volta dormi qua con me.
Troppo stretto. Scusate, non è colpa mia.
- Sempre "scusa". - Era comodo lì.
Avevo ucciso.
Il tormento che provoca uccidere un altro uomo
un ragazzo come me, nessuno lo può capire.
Sapevo che era qualcosa che non mi avrebbe più abbandonato.
Seppellire il suo corpo non avrebbe alleviato il mio dolore
ma era l'unica cosa che mi sentivo di fare in quel momento.
Non è possibile.
Tranquillo.
[NITRITO]
- Sta tornando Nino, ragazzi. - E' da solo.
- Quindi ? - Andiamo, restare qua è inutile.
- Hai avvisato Longoni ? - Sì, Modane gli ha impedito di muoversi.
Stavano litigando, poi è arrivata una staffetta
con la notizia di una disfatta in un posto a nord... A Custoza.
- I Sabaudi vogliono accordarsi con gli austriaci. - Una resa ?
Non lo so, ma stanotte un generale austriaco parlava con Modane
e dopo è stato dato l'ordine di smobilitare.
Qui non verrà nessuno ad aiutarci. Se restiamo qui, ci massacrano.
- Che facciamo ? - Andiamo, dài.
- Andiamo via. - Andiamo. - Andiamo.
"Figgeu", andiamo !
-Dove sono finiti tutti ? -Te l'ho detto, non c'è più nessuno.
Guarda.
Scusate. Avete visto una colonna militare ?
[PARLA IN DIALETTO]
- Eh ? A Cremona ? - Sì.
Dividiamoci al fiume.
Non siamo per niente al sicuro qui.
Ehi, altolà !
[PARLA IN FRANCESE]
Siamo italiani, non austriaci !
Siete briganti o peggio ancora sciacalli !
- Per quelli come voi c'è l'ordine di fucilazione ! - Oh.
Caricate ! Puntate !
Sottotitoli RAI Pubblica Utilità
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