All language subtitles for Mameli.Il.Ragazzo.che.Sogn├▓.L.Italia.Episodio.01.1080p.WEBRIP.ITA.AC3.ODINO

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Original subtitles

[RESPIRO NERVOSO]

[RAFFICHE DI VENTO]

[RUMORE DI PASSI]

[NITRITO DI CAVALLO]

Non c'è più tempo per la paura.

Di là da quel muro c'è la battaglia che cerchi da sempre.

La battaglia che tutte le parole che hai letto e scritto

e le persone che hai amato e gli occhi in cui hai guardato

ti hanno portato ad affrontare.

[RUMORE DI PASSI IN MARCIA]

[SPARO, NITRITO]

Andiamo !

La battaglia per la libertà.

[MUSICA DI VALZER]

- Francesco, che ci facciamo qui ? - Troviamo una fidanzata, Goffredo.

- A una festa da ballo ? - Pensi di trovare la tua sposa per strada ?

Guardali. Se non mettono il nome su tutti i carnet, si sentono male.

Neanche guardano le dame.

Non vogliono conoscerle, corteggiarle o farle innamorare.

Ma che c'entra ? Sai come va il mondo.

- Il matrimonio è una transazione commerciale. - E' tempo di cambiare.

- Beviamoci su. - Che fate ? Non potete ! - Ridagliela, dài.

- Bevete con noi, signorina ? - Chiamo la marchesa.

No, la marchesa no...

Aspettate. Tieni. Signorina ! Come vi chiamate ?

- Signorina ! - Lasciatemi stare.

Francesco Castiglione.

[MUSICA DI VALZER]

[GOFFREDO SI SCHIARISCE LA VOCE]

- Tranquilla, non ho visto niente. - Perché, che cosa dovevate vedere ?

Non ballate ?

No, in effetti mi sto nascondendo. Non sopporto i balli.

- Ho detto qualcosa che non va ? - No, anzi convengo con voi.

- Allora come mai siete qui ? - Dovere familiare.

I Ferretti sono amici di mia madre.

- Io e la marchesina giocavamo insieme da piccoli. - Ah.

Conoscete Geronima ? Com'è ? Io non l'ho mai vista.

- Da piccola era un vero tormento. - Ah, sì ?

Sì, una di quelle bambine moleste che ti sta sempre appiccicata.

- Poi la madre... - La marchesa ? - Una reazionaria bigotta.

Chissà com'è ora la figlia dopo otto anni in collegio dalle suore.

Ah, eccovi voi due, vi siete trovati !

- Geronima, da quanti anni non vi vedevate ? - Troppi, madre.

Goffredo si complimentava per l'educazione che ho ricevuto.

Ho saputo da vostra madre che vi dilettate a scrivere poesia.

Deve esservi facile adulare le ragazze.

Adesso scusateci, Geronima è attesa in sala da ballo.

Il vostro carnet è pieno, cara.

Ho un appuntamento con Gilda.

- Con chi ? - La cameriera. - Ah.

A te...

- Goffredo ? Che cosa ridi ? - Niente.

[MUSICA DI VALZER]

[DIALOGO NON UDIBILE]

Mentre noi ballavamo in quella primavera del 1847

un fremito di libertà percorreva l'Europa e la nostra povera Italia

occupata dagli austriaci e divisa in tanti piccoli Stati.

Dietro una pace apparente, due forze sotterranee si combattevano.

Una per liberare i popoli

e l'altra raccolta attorno a circoli segreti nelle capitali d'Europa

disposta a ogni infamia purché tutto rimanesse com'era.

[PARLA IN FRANCESE]

Anche i nostri affiliati di Vienna condividono la stessa paura.

A Genova il morbo repubblicano imperversa nei salotti borghesi.

Ogni giorno la polizia scopre nuove associazioni

ispirate alle idee di quel Mazzini.

Per questo bisogna schiacciarle senza pietà.

Il mio contingente a Genova è al vostro servizio.

[PARLA IN FRANCESE]

L'esercito è fedele al Re e il Re è fedele alla sua corona.

("Vanno per l'uomo dei momenti")

("in cui la prepotente dell'amore ebrezza della vita lo scioglie.")

"E allora il passato e il futuro si confondono."

"Oh, certo, è un istante divino quello !"

(Ma quando l'anima si riscuote e nuovamente alla vita si affaccia...)

"Quando tutta la verità crudele ne sente"

"quell'istante le torna alla memoria"

"siccome ai caduti angeli le risate dei sorrisi del ciel."

Vi chiede un appuntamento. Volete rispondergli ?

Portategli questo.

Domani stesso.

- Smettetela ! Sono qui per vigilare sulla marchesina. - E' al sicuro.

Goffredo la uccide di noia con i suoi sermoni politici.

- Non dite così. - Decisamente sì. E' la verità.

- E' bello. - Quando l'ho finito ve lo regalo.

Ma il mare è calmo, dove vedete la tempesta che dipingete ?

- Non devo vederla, ce l'ho dentro. - Che volete dire ?

Mi sento come questa barca, piccola e impotente contro le ingiustizie.

- Quali sono le ingiustizie per voi ? - Pensate a Gilda.

La sua famiglia l'ha messa a servire quando aveva solo otto anni.

Erano così poveri che non potevano permettersi i soldi per sfamarla.

Come troppe altre ragazze non può sperare in un futuro diverso.

Capisco, però le cose stanno cambiando.

In Europa si parla di democrazia, di suffragio universale.

- Per gli uomini, non per le donne. - Beh, per chiunque volesse votare.

- A molti uomini interessa poco, credetemi. - No, infatti.

Sai perché da piccola ti stavo sempre appiccicata ?

Perché mi piacevi.

- L'avevi capito, no ? - Sì, assolutamente.

- Infatti. - Certo.

[RISATE]

"Gli incompresi si dividono in due categorie: donne e scrittori."

Hai letto Balzac ? I suoi libri sono vietati dalla Chiesa.

Non tutte le ragazze che vanno in collegio sono bigotte come pensi.

[NITRITI]

- Vi faccio vedere una cosa. - Dove mi portate ? - Di qua.

"Un solo Dio, un solo padrone, la di lui Legge."

"Un solo interprete di quella Legge: l'Umanità."

"Per la Legge data da Dio all'Umanità"

"tutti gli uomini sono liberi, eguali..."

- Tenetemi ! - "Fratelli".

"E' dovere dell'uomo combattere il privilegio, l'arbitrio"

"e l'egoismo con tutti i mezzi che stanno in sua mano."

Al collegio dicevano che a pensare di cambiare il mondo

si finisce ammazzati o in esilio

e che quelli che la pensano così sono degli illusi.

Come noi ?

Allora noi siamo così illusi che il mondo lo cambieremo, insieme.

Fino alla morte.

Fino alla morte.

[BUSSANO ALLA PORTA] - Geronima ! - Mia madre.

- Geronima. - Madre, aspettate, non sono presentabile.

Non ce la faccio più a nascondermi. Ti amo.

- Allora sposami, marchesina. - Che cosa ?

> Geronima. - Arrivo !

- Sì o no ? - Sì. Sì, sì. Vai, vai, vai.

- Hai detto di sì. - Sì, sì !

- Geronima, sto per entrare. - Madre, venite.

[TINTINNI'O DI BICCHIERE]

Leviamo i calici per il Paese che sogniamo, l'Italia !

- Libera, unita e repubblicana. - All'Italia !

Io voglio brindare al Re. Papà è nella sua Marina. Viva il Re !

- Vieni qui, figlio degenere. - Piano ! - Vieni qui !

- Lascialo a me il codardo. - Solo se mi concedi di brindare alla donna

che ha rubato il mio cuore da più di vent'anni. - Giorgio, ti prego.

Raffaele ci conosce, ma Bianca e Lazzaro penseranno

che siamo disgustosamente sentimentali.

Vi chiedo di alzare i calici.

Non siete giovane per proporre un brindisi ?

Non posso contraddirvi, ma sono anche troppo giovane per sposarmi ?

Vogliate benedire la mia intenzione di sposare Geronima Ferretti.

- Ma certo. A Goffredo e Geronima. (insieme) A Goffredo e Geronima !

Non sei contenta che mi sposo ?

Mi chiedo solo se non siate stati un po' precipitosi.

- Di che hai paura ? - Hai talento per la poesia e ami la politica.

Queste cose fanno parte di me e posso condividerle con Geronima.

Non ci credo, saremo ufficialmente fidanzati.

- Non ho dormito tutta la notte. - Neanch'io. Vieni.

Marchesa, buongiorno. Vi porgo gli ossequi dei miei genitori.

- Ringraziate la marchesa Zoagli e porgetele i miei omaggi. - Certo.

- Se mi concedete qualche minuto... - So che cosa volete.

Geronima è un libro aperto. Per questo mi sono premunita.

Vi aspetta colui che ci protegge da quando mio marito ci ha lasciate.

Padre Sinaldi. Venite.

Quali sono le vostre risorse economiche ?

Insomma, come intendete mantenere la marchesina, Goffredo ?

- Dovrei avere delle rendite. - "Dovreste" ?

Sì, non ci ho pensato in concreto, ma ce la faremo.

Voi siete astratto in tutto, vero ?

Non le mancherà nulla, ve lo assicuro.

Vedete, con il vuoto entusiasmo non si mantiene una marchesa.

Così come la sconsiderata passione politica

è un pessimo investimento per una famiglia. - Che volete dire?

Non è un mistero che la carriera di vostro padre sia stata frenata

dalle frequentazioni politiche di vostra madre.

- Dove volete arrivare ? - Un ammiraglio della Marina

non può avere una moglie fuori controllo.

- Perché parlate di politica e di mia madre ? - Bene.

Dedichiamoci a voi e di come il vostro liberalismo familiare

vi ha contraddistinto in molti ambiti.

Cominciamo dall'espulsione dall'Università ?

- Il provvedimento è stato ritirato. - E' successo anche in altre scuole.

Così vostra madre vi ha affidato a un precettore

un mazziniano ricercato dalla polizia.

- Ingiustamente. - Credete alle teorie che vi ha insegnato ?

Dopo la Rivoluzione francese il mondo non può tornare come era.

Basta subire l'oppressione straniera in virtù di un'idea medievale !

Date del folle a me e a tutte le persone perbene del regno !

Io non vi conosco e non mi permetto, parlavo in generale.

Parlando in generale si giudica senza pietà

e chi giudica commette il peggiore dei peccati.

Non abbiamo più niente da dirci.

Non pensiate che finisca qui.

Padre Sinaldi ha convinto mia madre a respingerti.

Si sta adoperando per combinare un matrimonio al più presto.

- Io non so che fare... - Fuggi con me.

Sposami, non c'è altra soluzione.

Speravo tanto di sentirtelo dire.

- Avevo paura... - Non dubitare mai di me.

Conosco un prete a Recco disposto a sposarci subito.

Ti amo.

Anche io.

- Ci vediamo domani mattina all'alba, qui. - No, non qui.

- Vediamoci davanti alla porta abbandonata. - Preparati, amore mio.

[RINTOCCHI DI CAMPANA]

[BUSSANO ALLA PORTA] Papà.

- Posso chiederti il calesse domani mattina ? - Sì, certo. - Grazie.

Goffredo, avvicinati.

- La mamma ti ha mai raccontato di quando ci siamo fidanzati ? - No.

Quando hanno saputo che lei voleva sposare me

i nonni non hanno festeggiato, avevano altri piani per lei.

Noi abbiamo tenuto duro, gli abbiamo fatto capire

che non ci saremmo mai arresi e alla fine hanno ceduto.

- E' una bella storia. - Sì.

Tenete duro anche voi.

Grazie, papà.

- Marchesina, dimenticate questo. - Grazie, Gilda. Grazie.

- Sono così felice per voi. - Geronima ?

- Nascondili dopo in giardino. - Va bene. Andate.

- Sì ? - Geronima, venite qui, per favore.

Geronima, vi presento il marchese Stefano Giustiniani.

- Lieta di conoscervi. - Io ancor di più, mi creda.

Prego.

Il marchese era un caro amico di vostro padre.

E' qui per chiedere la vostra mano.

No, no... Io sono già promessa.

Il signor Mameli è un pericoloso sovversivo.

Non è così.

Non è così, lo sapete e io lo sposerò.

Madre !

- Voi eravate favorevole. - Vostra madre è d'accordo con me.

Desistete dai vostri propositi e sposate il marchese

o sarò costretto a denunciare il giovane Mameli.

E voi sapete bene

che quelli come lui quando finiscono in prigione...

non escono vivi.

[RINTOCCHI DI OROLOGIO]

[LA PORTA SBATTE]

[PIANTO DI GERONIMA]

[SCATTO DI SERRATURA]

Geronima, su... Asciugatevi queste lacrime.

Perché, madre ? Che cosa avete contro Goffredo ?

Che cosa posso fare io ? Padre Sinaldi ha valutato

che il marchese Giustiniani è il partito migliore per voi.

Lui vuole solo il nostro bene.

Lo so, vi ho sempre detto che il matrimonio è

il momento più bello e importante nella vita di una donna.

E' così, ve l'assicuro.

Ma dovete capire che nel matrimonio non è importante solo lo sposo.

Avrete una casa tutta vostra, una bella casa

dove potere ricevere delle persone al nostro pari.

Poi avrete dei figli di cui occuparvi.

Lo so, è difficile

ma è così per tutte.

E' così per tutte.

Io non sono tutte.

[LA PORTA SI CHIUDE]

Signor Mameli ! Signor Mameli, è inutile, non è più qui !

- Che dite ? - Vi hanno scoperti. Hanno portato via la marchesina.

- Dove l'hanno portata ? - A Fontanegli.

[NITRITI]

(in latino) Preghiamo Dio Padre onnipotente.

Per Cristo nostro Signore.

Benedici il marchese Giustiniani e la marchesa Geronima Ferretti...

Rifiutate le nozze, abbiate pietà di me e della mia anima.

(in latino) Stefano Giustiniani, volete accogliere

la qui presente Geronima Ferretti come vostra legittima sposa

secondo il rito della santa madre Chiesa ?

(in latino) Lo voglio.

(marchesa, piangendo) No !

Presto, un medico ! Aiuto !

- Lei dov'è ? - E' tutta colpa vostra.

Geronima ! Geronima !

No, no...

Amore mio, perché l'hai fatto ?

Perché, amore mio ?

Perché ?

Fino alla morte.

[VOCE NON UDIBILE]

[DIALOGO NON UDIBILE]

[BUSSANO ALLA PORTA]

[SCATTO DI SERRATURA]

Goffredo, sono io.

Ti prego, mangia qualcosa.

- Francesco ha chiesto se può venire a trovarti. - Voglio stare da solo.

Non vuoi tornare a Genova con noi ? Dài, Goffredo.

Allora ?

- Che facciamo ? - Dobbiamo partire. - Non me la sento di lasciarlo così.

Rispettiamo la sua volontà, non c'è altro modo per aiutarlo.

Coraggio.

La carrozza è quasi pronta.

[TUONI]

Come l'astro morente arde e balena

ferve l'anima mia rinvigorita nel bacio della morte.

Addio, per sempre addio, sogni d'amor, di gloria.

Addio mio suol natio.

Addio, diletta all'anima del giovane cantor.

[RUMORE DEL MARE]

(Fino alla morte, fino alla morte, fino alla morte...)

Ah !

Ah !

- Ah ! - Ehi !

Ehi !

Aggrappatevi a me !

- Mollate la cassa ! - No ! - State affogando !

Aiutami con la cassa !

Vai, vai !

Dài, vai !

Fermo.

Bene, ho salvato tutto.

Ce l'ho fatta.

Oh, grazie.

Posso chiederti un posto dove posso lasciare 'sta roba ?

Che cosa sono ?

Formaggi francesi.

Formaggi francesi.

Stanotte ho preso una burrasca.

Ho spezzato il timone e ho rotto l'albero maestro.

Meno male che mi sono incagliato sugli scogli. Stavo perdendo tutto.

- "Addio mio suol natìo." - Mettetela via, per favore.

Sei un poeta ?

Quando ti ho visto sulla scogliera sembravi un fantasma.

Forse lo ero.

Sei uno di quei romantici che si ammazzano per le donne ?

- Per amore ? - Sì. La donna che amavo è morta per me.

Vivere è solo un tradimento.

La vita stessa è un tradimento.

Di se stessi. Tradimento degli altri.

Tradimento di Dio.

Io se non fumo, non respiro.

Se li vuoi, te ne lascio una scatola.

Siete un contrabbandiere ?

Sono cose per i miei amici della rivoluzione.

- Anche i sigari ? - No.

Questi sono per Nino Bixio.

- Per chi ? - Mi chiamo Gerolamo, ma tutti mi conoscono come Nino.

Ex mozzo, ex pilota della Regia Marina Sarda

e capitano di navi mercantili.

- E' da tanto che state in mare ? - Da sempre.

Mi sono imbarcato a tredici anni come mozzo.

Sono stato ovunque. Nelle Indie, nelle Americhe...

Ora sono appena tornato dal Brasile.

- Nostalgia di Genova ? - No, ho perso il lavoro.

Volevano farmi comandare una nave negriera.

Trasportare schiavi. A me ?

- Quella come ve la siete fatta ? - E' un ricordo dell'Amazzonia.

Sai che tra gli Indios è pieno di cannibali ?

No, non lo sapevo.

Io domani vado a Genova e tu vieni con me.

- A fare che ? - Consegniamo quelle casse.

Poi ti presento ai miei amici, quelli della rivoluzione.

Allora è deciso, domani andiamo a Genova.

Domani andiamo a Genova.

Hai qualcosa da mangiare ?

- Sì. - Vallo a prendere.

[RINTOCCHI DI CAMPANE]

[VOCIARE INDISTINTO]

Buongiorno.

Buongiorno, signora.

Oh, Sua Altezza ! A che cosa dobbiamo l'onore ?

Ho portato i formaggi francesi.

E' un amico, è fidato.

- Siamo sicuri che non sia una "trombetta" ? - No, è un poeta.

Rilassati, Nino Bixio sa riconoscere una spia.

Prego, avanti.

Questa è l'Entelema, società libera di giovani patrioti.

Quello che ci ha aperto era Boccardo, il presidente.

[VOCI SOVRAPPOSTE]

- Per che cosa combattiamo ? - Per l'Italia unita. - Non esiste.

Vieni, vieni.

- Dobbiamo prendere una decisione. - Così moriamo tutti.

Hai ragione, ma così...

Dovremmo chiamare la nostra terra come ci dice il cuore: Italia !

- Stefano Castagnola. - Ci arrestano per una misera coccarda tricolore !

- Giacomo Parodi. - Hanno chiuso le sartorie che hanno pezze tricolori !

Dovremmo scendere in piazza e protestare !

Sì, per farci sparare addosso.

Vuoi che ci chiudano la bocca con la paura ? Ha ragione Mazzini.

Bisogna lottare per un'Italia libera, anche a costo di morire !

Sono vietati i raduni con più di dieci persone.

E' rischioso portare il popolo in piazza.

Ma per le manifestazioni religiose e le celebrazioni del Re si può !

Girano voci che Re Carlo Alberto potrebbe concedere una costituzione.

Manifestiamo per sostenerlo in questo nobile proposito.

- Non se ne parla. Ti trattieni molto? - Resto. - Bene.

Bisogna spostare il confine di ciò che è lecito, bisogna rischiare !

Serve un manifesto che porti in piazza chi ama la libertà.

(insieme) Sì, è vero !

L'elegia di un moderno Tirteo.

- Prego? - Tirteo, il poeta spartano che esortava i suoi alla battaglia.

Il poeta guerriero.

Bene, visto che abbiamo un esperto di poesia

magari puoi scriverci qualcosa. - No...

- Certo che lo farà ! - Io non sono capace. - Ssh.

- Chiedete a... - Lo farà.

("E' dovere dell'uomo combattere l'egoismo con tutti i mezzi.")

("A pensare di cambiare il mondo si finisce ammazzati o in esilio.")

(- "Quelli che la pensano così sono degli illusi." - Come noi ?)

(Allora noi siamo così illusi che il mondo lo cambieremo insieme.)

(Fino alla morte.)

[BUSSANO ALLA PORTA] Goffredo, sono io. Come stai ?

- Un certo Nino ha lasciato un biglietto per te. - Grazie.

- Ti faccio preparare qualcosa ? - No, devo uscire, mangio dopo.

La nave al porto ?

- La nave al porto. - Cerco Nino Bixio.

[LO SPIONCINO SI CHIUDE]

[SCATTO DI SERRATURA]

- Nino è qui ? - Seguitemi.

Venite.

[BUSSANO ALLA PORTA] Hai visite.

Ah, sei arrivato finalmente !

Mi hanno chiesto altri sigari. Che faccio ?

Sì, altri sigari. Digli di farseli bastare, va bene ?

Vai, vai !

- Che cos'è questo posto ? - Eh...

E' il mio ufficio, il mio deposito.

- Il mio tutto, il mio rifugio. - Ti lasciano vivere qui ?

Sì, in cambio di merce pregiata.

Non posso scrivere il programma, non è il mio genere.

Allora scrivi una poesia.

- Non scrivo da mesi, da quando lei... - So quello che ci vuole.

Rum ! Lo fanno gli schiavi nelle piantagioni di canna da zucchero.

Fa miracoli per l'ispirazione.

Tieni.

Se Nino Bixio dice che sei un poeta... sei un poeta.

- Che cosa sei tu ? - Un poeta.

Un poeta.

Vai, scrivi. Scrivi !

Gli schiavi...

Gli schiavi... Che cosa vogliono gli schiavi ?

La libertà.

Libertà...

Goffredo !

- Oh, Goffredo ! - Che c'è ? Che c'è ?

Ma hai dormito qui ?

Ma...

Non urlare.

Che cosa sono tutti questi fogli ?

La poesia.

- Dov'è la poesia ? - Ma che fai ?

Eccola.

"Alba. Spiaggia. Schiavi."

"Dio confonda colui che dispera"

"che abbandona una vinta bandiera, che nel fango si assise e posò."

"Nelle vene agli schiavi si desta un ardire, una vita novella."

"Oh, sorgete, levate la testa, che il momento fatale v'appella."

- Te l'ho detto che era un poeta. - Hai fatto bene a portarcelo.

- E' potente. - Sì, degna di... Com'era ? Tirtéo.

- Tirtèo. - Tirtèo.

Ssh ! Questa la leggiamo all'Università.

Chi può impedirci di leggere una poesia ?

- Ve lo dico io, nessuno. - Bravo.

Nessuno !

"Dei fratelli le intrepide schiere strette insieme in un patto d'amor."

(insieme) "Ha l'Italia gli antichi peccati"

"nel selvaggio col sangue lavati, espiati con lungo dolor."

"Solo il pianto cosparse l'oblio sulle macchie di sangue fraterno."

"Cancellò gli odi antichi in eterno che diviser le nostre città."

"Un'idea ci fiammeggia nei volti"

"come un uomo in un giuro raccolti"

"al conflitto fatal si verrà."

Goffredo.

Goffredo ! Ho ricevuto il biglietto con la tua poesia e sono corso.

Stai bene, finalmente !

- Nino. (insieme) "Noi giurammo a quest'anno di gloria"

"nell'ebbrezza di un'altra vittoria, non più udita ecatombe sacrar."

Francesco Castiglione, mio grande amico. Lui è Nino Bixio.

- Sei pronto a ballare ? - Perché "ballare" ?

- "Nell'ebbrezza di un'altra vittoria..." - Viva l'Italia.

- Viva l'Italia ! - Viva l'Italia !

(tutti) Viva l'Italia ! Viva l'Italia !

Viva Mazzini ! Abbasso gli austriaci !

- Viva l'Italia ! - Viva Mazzini !

- Viva l'Italia ! - Viva l'Italia !

- Viva la Repubblica ! - Viva l'Italia unita !

- Viva l'Italia ! - Viva l'Italia !

Viva l'Italia !

Viva l'Italia !

- Wuu ! - Wuuu !

- Hai visto la faccia del Rettore ? - Sì.

Tu ovviamente sei invitato a cena.

- No, non ci vengo. - Dài !

- Dài, su ! - Non voglio darvi disturbo.

- Ma quale disturbo ? - Mamma, lui è Nino di cui ti ho parlato.

- E' un onore conoscervi, marchesa. - Accettate il nostro invito ?

- Sì. - Andiamo.

Mamma, posso stare qua con voi ?

Nino è stato anche in Sudamerica, come papà.

Lì ha incontrato gli Indios...

- Papà, tu li hai visti ? - Non sono stato in Amazzonia.

Bixio, siete per caso parente di Tommaso Bixio

il direttore della Zecca di Genova ?

- Sarebbe mio padre. - Ah. Come mai vi siete imbarcato così giovane ?

- Mi piaceva l'avventura. - Capisco.

- Questa cicatrice, come... - Giovanni, non fare domande.

Non vi preoccupate, marchesa. Squali.

- Squali ? - Sì. Abbiamo naufragato al largo di Singapore.

Eravamo in tre. Uno è stato mangiato, l'altro è impazzito.

- Io sono l'unico che può raccontarlo... - Avete lottato... ?

Ssh ! E' un segreto. Non urlare. Promesso ?

- Bella famiglia. - Ti hanno fatto troppe domande.

Si vede che vi volete bene.

Anche i tuoi genitori stanno a Genova ?

Buonanotte.

Buonanotte, Nino.

- Non ti piace il nostro ospite ? - Hanno rischiato l'arresto.

Ormai ti arrestano se sventoli una bandiera !

Possono farlo per molto meno, basta una parola di troppo.

Bixio è un avventuriero, ha poco da perdere.

- Goffredo tutto. - Goffredo non è stato traviato da Nino.

L'amore per la libertà ce l'ha da sempre.

Per questo sono preoccupato.

Quando esce, tremo all'idea di non vederlo tornare.

Anch'io ho paura, però da quando ha incontrato Nino e i ragazzi

Goffredo è tornato a sorridere. - Sì.

Aprite, carabinieri !

Che è successo tra Nino e suo padre ?

- Nino non parla con il padre da quando aveva 16 anni. - Perché ?

Per colpa della matrigna. Non ha fatto che perseguitarlo.

- L'ha cacciato di casa a 13 anni. - Perciò si è imbarcato.

Gli ha imposto di fare il militare al posto del fratellastro.

Nino si è rifiutato e lui l'ha mandato in galera.

- Così Nino si è fatto sette anni in Marina. - C'è Nino. - Ragazzi.

Aprite ! Aprite, carabinieri !

- Appuntato, di qua, forza ! - Entro dentro. - Dentro, forza !

- Guardate di là ! - Qua non c'è nessuno.

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