All language subtitles for I.Delitti.del.Barlume.S12E02.iTALiAN.1080p.WEB.H264-NEUROSiS

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Original subtitles

*

*

Va bene, scusi. C'è un po' di casino, comunque glielo faccio rifare, eh?

Va bene?

Cappuccino normale, no, eh?

Oh, Marchi', al dodici il cappuccino era con granella di nocciola!

Gliela doveva mettere la Tizi!

- E allora vaglielo a dire alla Tizi! - Io, eh?

Tizi, ma non sei al bancone?

C'è la fila!

Eh, Marchino, adesso non posso, stacci te!

C'è da mettere la granella al 12!

Ehm... digli che è finita. Non mi vedi?

Ohi, ohi! Cosa ha combinato stavolta?

S'è chiuso nello sgabuzzino e non esce! Son preoccupata.

Cosimo! Dai, vieni fuori!

Chi sei te? La mi' moglie?

No, son Marchino!

Sì, figurati, questa è la voce della mi' moglie.

Palmira!

- Boia, è bello di "fori"! - Appunto son preoccupata.

Vabbè, io vado a mettere la granella di noccioline.

Sì, però, scusa Tizzi, se voi lo ossessionate...

Ossessioniamo! Ma se gli abbiamo trovato un neurologo bravissimo?

- Un luminare, eh! - Si fa presto a dire luminare!

- Come si chiama? - Professor Brogiotti.

Ma non è quel neurologo... quello dell'elettroshock?

Ma no, ma cosa dici? Figurati!

Bimbi, vi ho sentito, eh!

Ma no, Cosimo, sereno, ora capiamo meglio.

Lascia fare a me.

Te rimani dentro, noi si indaga su questa faccenda della lobotomia!

Magari non è vero!

Mi scusi, potrebbe vendermi un litro di "leche"?

No, non posso. Guardi è domenica mattina,

lei ha idea di quanti cappuccini dobbiamo fare?

Almeno mezzo de litro?

Mi dispiace, non si può. Non si può.

La prego, mi manda Giovanni Birindelli,

ci tiene tanto, "por favor"!

Marchino! Oh, daglielo no? Ma povero Biri!

Praticamente non ci vede più,

gli è morta anche la moglie un anno fa, non fare il solito stronzo, no?

- Va bene. Va bene. Tenga. - "Gracias"!

Beppe, guarda, già che sei lì, fai lo scontrino alla signora

per un litro di latte. - Quanto costa?

Boh, fai due euro.

Gracias!

Allora, parlo io:

se non mi lasciate in pace, io chiamo la polizia!

Ha ragione! La vostra metodologia è una tortura.

Ma noi cerchiamo di aiutarlo!

No, babbo! No, apri!

Adesso apri, eh!

Allora, ragazzi, io ve lo dico anche per il vostro bene,

se lo volete veramente aiutare, armatevi di calma e pazienza.

Sì, certo, calma pazienza e 'na camicia di forza!

Cioni, sono Vittoria.

Commissaria come state? Siete arrivati?

Come "siete"?

Quindi sapevi che Tassone mi si era infilato in macchina?

No.

Ma sì, certo, come no! Gliel'avrai aperto tu il bagagliaio!

Vabbè, dai, lasciamo perdere. Passami Govoni!

Fusco! Fusco!

Ci devi dire al fedele Cioni, che qua in Montenegro,

per colazione, si mangiano degli spiedini di coratella d'agnello,

che sono la fine del mondo!

Sì, va bene. Poi glielo racconta lei

davanti a uno spaghettino allo scoglio.

- Me lo deve salutare tanto, tanto! - Tanto, tanto.

- Pronto Commissaria! - Allora?

Sì è fatta viva la Rusic? - Un messaggino ieri.

Bene. Tu hai continuato a farle credere

che devi ancora sistemare delle cose, sì? Certo.

E le ho detto che arriverò a "Goraz", lì, come si chiama,

insomma in Montenegro, in tre, quattro giorni, addirittura,

così lei hai tutto il tempo di trovarla. Bravissimo Govoni!

Oh, mi raccomando lì a Pineta, che il commissariato è in mano vostra.

Ma certo! Pronti a ogni evenienza!

Lei non mi ha visto, ho battuto anche i piedi.

Pronto? Commissa...

- Ha messo giù, eh? - Eh, sì.

- Beh, la linea forse. - Sì, infatti.

E quindi siamo soli, eh?

- Soli. - Davvero.

Che poi staranno nei Balcani giusto il tempo di acchiappare la Rusic.

- Che è furba come un gatto. - Eh.

E quando la prendono quella?

Oh, ma c'è anche Tassone, eh?

- Lo sai quanto lo stimo, eh? Però... - Eh. Però?

- No... - Se non è per un paio di giorni,

ce ne metteranno tre, quattro giorni al massimo,

nel frattempo che vuoi che su...

Ecco!

Che? - Non ho un buonissimo presentimento io.

Ma figurati, sarà Vittoria che deve dirci qualcosa che si è scordata.

Rispondi tu, dai.

Commissariato di Pineta, esserci sempre! Indietreggiare mai!

Come? Ma chi parla? E' la polizia o no?

Sì, sì, siamo noi. Dite pure. Scusi.

Sono della Misericordia di Pisa.

Siamo intervenuti in una casa fuori dal paese... - La Croce Rossa.

In Via Lanciani, 32!

- Sì! - ..in Via Lanciani, 32!

- Via Lanciani, 32. - Via Lanciani, 32.

Abbiamo trovato un signore deceduto. - C'è un morto!

- No! E' anziano,

ma abbiamo trovato delle pasticche sul tavolo,

come da prassi... - Siamo noi che dobbiamo dirvi

come procedere certo! Esatto. Quindi muovetevi!

Sì, arriviamo subito. Grazie della telefonata, sei stata... Pronto?

Ha messo giù?

Sì, oggi non saluta nessuno. E' così.

Cioni. Il dovere ci chiama.

E noi dobbiamo rispondere?

- Forte e chiaro! - Forte e chiaro! Andiamo.

- Sì. - Sì!

- Vabbè, finisco dopo? - Sì, sì, andiamo!

Noi, eccellenza, andiamo. Arrivederci.

Bada, la Patrizia com'è cresciuta.

La Giulia invece la vedo un po' emaciata!

No!

Ma fammi capire, ma gli metti il granturco insieme alla biada?

Sì, certo, come hai detto te. Sì!

Sarà...

Sì, magari forse non gliene metto abbastanza,

lo sai che io non ci sono portato per queste cose. Per niente proprio!

Questo è poco, ma sicuro.

Ma stai imparando, eh?

Certo ci vogliono due o tre anni per prenderci la mano,

ma vedrai che, alla fine, va tutto da solo.

Mhm. Ecco, appunto, proprio di questo volevo parlarti.

No, ma invece di aspettare due o tre anni,

io avrei trovato un compratore,

un brav'uomo che si prenderebbe la tenuta.

E' bravo, è mille volte meglio di me come pastore, fattore, tutto.

E poi pagherebbe anche di molto bene.

Ma che ci faccio coi soldi, io qui dentro a 'sta cella?

Che ne so, ci compri le sigarette.

Ho smesso.

- La cioccolata. - Mi fa veni' le carie ai denti.

Ascoltami bene.

Io sto bene così:

la gioia mia più grande è sapere che le capre stanno bene e mi pensano,

e tu stai lì con loro e ogni tanto mi porti le foto delle mie ragazze.

Ma te le faccio portare da lui,

la mettiamo come clausola nel contratto di compravendita.

Lui, ogni mese, o scadesse... guarda...

Ma che stai dicendo?

Ma ti rendi conto di quello che hai detto?

Le foto per contratto?

Oh, queste sono cose che si fanno per amore o non si fanno!

Dai, Carmine, ma neanche io lo faccio con amore, su!

Eh, l'ho visto infatti!

Figurati che amore può avere uno che m'ha fatto arrestare!

No, adesso non è che ti ho fatto arrestare io, scusa, Carmine, eh!

- Bastava che non ammazzavi la gente e stavi fuori. - No!

No, bastava che ti facevi i cazzi tuoi!

- Ma che cazzi miei? - Si!

Ma allora è una vendetta?

Ci sei arrivato finalmente! Tutti e due all'ergastolo!

Io qui dentro e tu lassù con le mie capre!

Ma io...

Le do da mangiare ai lupi le tue capre, hai capito?

Non me ne frega un cazzo delle tue capre. 'Sto stronzo!

Tu non ti conosci Viviani, pensi di averci la scorza dura,

ma dentro sei molle come una ricotta! Ricotta?

Guarda, adesso torno lassù e faccio una grigliata che non hai idea!

- Ha avuto uno shock anafilattico. - Il morto?

- O chi, il gatto? CIONI: Perché è morto anche il gatto?

No, Cioni, la signorina diceva così per dire.

Ah, sì!

- Come si chiamava? - Fuffolo.

- Il morto? - Ehi! Il gatto del morto!

Ho capito, ma il morto invece come si chiamava?

Giovanni Birindelli. Deve aver scambiato, per sbaglio,

le pasticche per il cuore con gli ansiolitici della badante,

a cui evidentemente era allergico. Perché era anche cieco.

Boia, ce l'aveva tutte.

Ce l'aveva tutte, 86 anni, eh! Mica bruscolini!

Comunque, questo è ciò che abbiamo capito,

perché non è che la badante ci abbia saputo aiutare più di tanto.

- E' lei che vi ha chiamato? - Sì, esatto.

E' di là in salotto. Parecchio sotto shock.

Va bene lasci fare a noi.

- Ci pensiamo noi. - Grazie!

Detto di andare a comprare leche.

Detto di andare a comprare leche.

Detto di andare a comprare leche.

Salve!

Detto di andare a comprare leche. Detto di andare a comprare leche.

- Uscita. Uscita. - Detto di andare a comprare leche.

Sì, sì. E dopo che le ha detto di andare a comprare il leche...

- Sono andata a comprare leche! - Certo, e poi è tornata.

E trovato lui "muerto"!

"Todo" gonfio, steso sul tavolo!

Ha preso le mie pasticche, "entiende"?

- Che sono queste? - Quelle! Quelle!

Detto di andare a comprare leche...

Sì, scusi! Perché ha preso le sue pastiglie? Gliele chiedeva?

No! No! Detto di andare a prendere leche!

Questo l'abbiamo capito! Ma quante pasticche c'erano qui dentro?

- Due, tre, o... - Quasi piena!

- Ah, quasi piena! - Uff!

- Detto di andare a comprare leche! - Certo! Sì, sì!

- Sono andata a compare leche! - Sì, va bene.

- Era andata a comprare il leche! - Ci concede un secondo?

Scusi. Ci scusi un attimo.

Ma scusa, ma se le ha mangiate tutte. cosa c'entra l'allergia?

Infatti. O si è ammazzato...

..o qualcuno voleva ammazzarlo.

E questo "qualcuno" gliel'ha sbriciolate di nascosto

nel piattino o nel bicchiere.

Di nascosto poi! Era pure cieco!

Però è strano.

Lo ammazzi con le pasticche e lasci così il barattolino in bella vista?

Forse era fatto apposta per depistarci, eh?

Ahh!

Scusate, eh?

Scusate, si può porta' via il Birindelli,

o si deve stare qui a fa' notte? - Si deve stare qui a fa' notte.

Possibilmente insieme!

No, no, scherzo. Però dobbiamo aspettare la Scientifica

per tutti gli accertamenti. - Giusto, giusto.

- Quindi facciamo andar via tutti? - Beh, sì.

- Sì. - No? - Sì.

- Sì. - No? - Sì, sì, sì.

Boia, ma lo fate per mestiere per davvero?

- Ora basta, però! - Tutti fuori, per favore,

che questa è la scena del crimine. - Possibile omicidio.

- Forza! Tutti fuori! - Su!

Hello!

Italiano?

Poco.

Russo?

Peccato che noi no!

Senta, noi polizia italiana.

Ah-ha, polizia italiana.

Sì, cerchiamo una persona con molte denunce.

No. Macché denunce, che non capisce le denunce.

Noi cerchiamo una persona femmina molto bella!

Sì! Vabbè. Senta. Can you help us?

Ancora con 'sto inglese? Non capisce! Aiuto! Aiuto!

- Aiuto! - Eh.

- Non gridi così. - E ho capito.

- Sì? - Ya!

- Bene. - Sì.

Speriamo!

Permesso?

- Irini. - Sì?

"Pochito" italiano. In "ristoranto".

Ecco un'ottima idea.

Sì, infatti, così ci facciamo tradurre, no?

- No, al ristorante dicevo. - Ristorante.

Vabbè, no, anche la traduttrice,

così almeno ci dice che cosa c'è scritto sul menù

e non ordiniamo "ad minchiam"!

Ma non è che siamo qui solo per mangiare.

Però mica possiamo morire di fame, eh, scusa!

- Eh! - Salve!

- Salve! - Salve.

Dove mi...

..andiamo...

- ..mangiare. - Mangiare, vedi. - Sì?

- Poco italiano cameriera. - Va bene.

- Andiamo! - Sì.

-Mangiare, anche lui mangiare, vabbè. -Visto?

Scusate, ma che succede qui?

Scusate, voi sareste? Se posso permettermi.

Io sarei la nipote del morto.

E io sarei il cugino. Perché state chiudendo la casa?

Perché ci sono delle indagini in corso.

- Ma se s'è ammazzato! - Adesso indaghiamo e poi valutiamo.

E Fuffolo?

- Chi? Il gatto del Biri!

- C'era affezionato, eh! - Aspetti, scusi, Biri chi?

Giovanni Birindelli, il morto, genio!

No, abbassiamo i toni, per favore. Siamo due poliziotti.

Stiamo lavorando per dare giustizia al vostro parente defunto.

Quindi, al limite, vorremmo sentire dei grazie e dei per favore.

E allora te li dico: per favore, non chiudete casa,

perché oltre al mi' zio, morirà anche il gatto di fame,

perché se è fuori non rientra e se è in casa è chiuso dentro!

- Grazie! - Prego! - Prego!

Ma come le ho detto prima, siamo autorità statali,

non siamo degli accalappia gatti!

E ma forse era meglio il contrario, visto la competenza!

- No, le battutine. Arrivate... - Non vi azzardate!

- Questo tono non ci piace. - Ora ci calmiamo e ricominciamo.

- Ma non vi azzardate, qui si riapre tutto! - Chi s'azzarda?

Eccoci!

Non ho capito una beata minchia di quello che hai detto,

però dalla quantità delle parole deve essere proprio

che siamo nel posto giusto. - Sì.

- Polizia? - Sì!

No, non proprio.

Sì, come non proprio? Sì, polizia italiana.

Io sono questore, questore di Pisa. Pezzo grosso.

Pezzo grosso, quindi mangiare tanto.

No, ma siamo qua perché dobbiamo arrestare una pericolosa criminale,

una "muchacha", una "muchachita muy bonita",

ma anche "muy peligrosa", pericolosa.

Già non siete spagnoli, però si capisce dal mimo, no?

- Viene adesso. Viene adesso. - Va bene.

- Grazie. - Fai venire anche la carne.

Eh? Che qua è tutta verdura.

Arriva, arriva. Vado, vado.

Questo ristorante è bellissimo. Il posto è magnifico.

come si chiama Il ristorante?

- Kojoba. "Me kojoba"! - Mhm. Sì.

Invece, il nome della criminale che stiamo cerchiamo è Anna Rusic.

- Anna Rusic? - Sì!

Sì, Anna Rusic.

- Ah, Irina! - Finalmente!

- Irina! - Poco italiano. Irina poco italiano.

Buon appetito.

- Grazie. - Tu sei Irina quindi?

- Sì. - E parli italiano?

Sì. Ho vissuto un po' di tempo in Italia.

Bene, allora potresti chiedergli, per favore,

se conoscono questa signora qui?

Tu la conosci?

No, di persona no, ma so chi è.

E' una grande benefattrice del paese.

Ha sempre avuto un gran bel cuore Annuccia,

oltre a un bel cul...

- ..riculum diciamo. - Sì!

No, a dire il vero ha fatto cose molto buone per la gente del paese.

- Hai visto? - Sì.

E non torna mai da queste parti? Non ha una casa?

Vuole che chiedo a loro?

- Sì! - Eh!

- Ha la casa dei genitori. - E dov'è?

In fondo del paese.

Va bene, dai andiamo.

No, che andiamo? Fusco. ma non finiamo di mangiare?

La carne è buonissima! Ma non ha preso niente!

Ma non ha capito che se questa è considerata una benefattrice,

- magari qualcuno l'avvisa? - E chi?

Non lo so, ad esempio, il proprietario del ristorante

che, guarda caso, è andato via! - Ah!

Andare via?

- Sì. Subito. - Sì, pare di sì!

Io finire mangiare qua.

Con calma, voi mangiate con calma. Buon appetito!

Ma come Fusco? Loro sì e noi no?

Sì. Da quanto ho capito, è meglio se loro restano qua

e forse anche lei. - Ma perché?

No, no, dicevo così, giusto per finire il pasto.

No, non posso lasciarla andare sola soletta.

Mi prendo solo questo spiedino da passeggio,

me lo porto via. Buon appetito.

Buon appetito. - Grazie.

- Ci accompagni? - Sì, volentieri.

Bene.

Attento con quello spiedino,

che se cade si cava un occhio! - Se cado.

Ma se mangiavamo seduti a tavola, non era meglio?

- Non dovevi preoccuparti. - Sì. Certo.

- Si va su... - Sì, sì.

..un po'... la strada è un po' così.

Sì! E' piena di sassetti.

Sì, sembra di essere a Matera.

Magari!

Ragazze!

La cosa che ho detto a Carmine della grigliata era una bischerata, eh!

Vi lascio libere, tutte contente?

Libere, avanti, forza.

Tutte libere!

Sì, lo so, vi domanderete: "Dove lo troviamo da mangiare?"

Avete un bosco, un bosco intero per voi,

pieno di erbette, di arbustini, di possibilità, avanti!

Scambiare la libertà per... per una manciata di fieno?

No, libere! Avanti! Tutti liberi!

Libere!

Io non ce la faccio.

Non ce la faccio.

Io non ce la faccio, ragazze.

No, sig. sindaco. Intanto ci hanno praticamente sequestrato mio cugino.

Non ho capito. Ma allora è ancora vivo?

No, hanno sequestrato il cadavere per fare le indagini,

l'autopsia, ma che ne so!

Vabbè, comunque è meno grave questa, no?

Beh, insomma: non possiamo seppellirlo, fargli un funerale.

E poi c'è il dramma del povero Fuffolo.

Di F-Fuffo?

Il gatto del mi' zio. E rischia di morire di fame, eh!

Ah, questo è un problema serio. Bon!

Allora "femo" una roba: adesso "mi" vado al commissariato

a dirgliene quattro

e vi lascio in compagnia di Franca, che si occupa di tutto lei.

Ma veramente io avevo tutte le pratiche della Tari da sbrigare.

Franca, ma è di Fuffolo che stiamo parlando qua,

mica "cicci cicci", "bau bau".

E poi, ripetiamo: priorità, ipocrisia, voto di scambio!

Dai! Siediti pure, tieni. Vai. No, quella è la sedia del sindaco, eh!

Rischiamo di confondere il cittadino! Siediti sullo sgabello!

Vedrete adesso al commissariato che "degheio" che combino! Vedrete!

Allora, facciamo così: voi ora tornate a casa

e poi mi procurate delle foto,

una descrizione del gatto e ci si vede domani, eh?

Ma no, le foto le abbiamo di già!

Ah!

Benissimo.

Signora dice che Anna non è tornata a casa da anni.

Anche se il padre è malato.

E' molto malato.

Mhm.

Grazie signora. Ehm...

..puoi chiederle se posso usare un secondo il bagno?

- Certo. - Grazie.

- Prego. - Grazie.

Che bei quadri, signora, mi piace molto lo stile di questa casa.

E' bella, sì. Piace molto anche a me.

Però!

Quante volte vi devo dire? Ero fuori casa, quando è "muerto"!

E lo posso provare.

Lui mi ha detto di andare a comprare leche...

- No, perché... - No, no. Dopo.

E invece sì! Lui mi ha detto di andare a comprare leche

e io "soy" andata a comprare leche. - Vada avanti!

- Andiamo avanti. - Soy andata al Barlume

e ho comprato un litro di leche.

Ecco, ma perché proprio al Barlume? Che è così lontano da casa?

Perché domenica, supermercato, alimentari, tutto "serrado".

- "Serrado"? - E' chiuso. - Giusto.

- Tengo lo scontrino. - Ahh.

Registrato il giorno e l'ora "tambien, mira"!

- "Muy bien", questo lo teniamo noi. - "Mira"!

Grazie.

Ora posso andare?

Basta che non va a comprare il leche!

Mi ha detto lui di andare a comprare leche!

- Sì! Sì! Grazie. - Ho sbagliato io.

- Grazie della collaborazione! - Scusatemi.

Mi raccomando, non si allontani dal Pineta, eh?

- Lasci il telefono acceso, che possiamo richiamarla. - Esatto.

- Arrivederci. - Grazie.

Bene.

- Ecco qua. E adesso dobbiamo chiamare i Birindelli.

- Lo so! Io sono già nervoso. - Sì, eh?

- Chiami te? - Io?

- Sì. - No. Ehm...

..sasso, carta e forbice. Eh?

- Sasso, carta, forbice. Vai. - Vai.

- Sasso, carta, forbice. - Eh, vabbè.

- Sasso, carta, forbice. - Macché pari. Aspetta.

- Sasso, carta, forbice. - Vabbè dai, basta! Chiama te!

- No. No. - Io? I gradi, dai. Chiama tu.

- Sei anche più bravo. - Sì, quando ti pare a te.

- Basta che tieni in vivavoce. - Sì! Chiamo in vivavoce.

- E stai rilassato. - Sì!

- Cioè: respira... - Mi agiti così! - Sì.

- Scusa. - E' peggio.

- Pronto? - E' GianCarlo Birindelli?

Sì, sono io. Chi parla? - E' il commissariato di Pineta.

Rieccoli!

Sì, rieccoci, ma con buone notizie:

siamo qui per dirle che,

dopo un lungo inseguimento fuori casa di suo cugino...

- F-Fuffolo! Fuffolo! - Fuffolo! Fuffolo!

Faccio il giro.

Fermo! Bloccalo!

Fuffolo! Fuffolo!

Bel... bello.

Bravo!

..abbiamo trovato il gatto,

l'abbiamo acchiappato, è qui con noi.

Ora, la procedura vuole che noi lo portiamo al gattile

e voi poi lo andate a recuperare

e pagate per tutti i giorni in cui starà lì.

Ma di che gatto parla?

- Come "di che gatto parlo"? - Fuffolo.

Fuffolo, a cui il Birindelli era tanto affezionato!

- Ma no! Fuffolo è qui con noi! Come lì con voi?

Sì, l'abbiamo trovato un paio d'ore fa,

ora è in giardino che mangia le sue crocchette.

- Scusi... Quindi a non rivederci e a non risentirci! Bene?

Ques... e questo chi è? Chi sei?

Non sei Fuffolo?

Foschina, scusa, ma che fai?

Cerco di salvare una creatura indifesa!

Ma non appiccicarlo proprio sulla porta del bar.

E ti preoccupi della porta del bar?

Vabbè, non è che ti stiamo dicendo di non attaccarlo,

però magari lo mettiamo dentro. - No!

- Dentro si vede meno! - Ricordatelo. Queste non valgono nulla.

- Capito? - A proposito, voi.

Ora che c'è?

Invece di attaccare il vizio del gioco a una creatura,

guardate se andate ad attaccare questi in paese!

Che l'è meglio! Ecco.

- Ma cosa ci s'entra noi? Certo.

E' colpa vostra, se non c'è più il gatto!

- Ora sarà colpa nostra. Sì! Colpa vostra!

Perché se eravate meno...

..merde, Gino non scappava alle Seychelles.

Io non mi prendevo il gatto per farmi compagnia

e ora il gatto non era sparito!

Foschina, a me il tuo discorso mi sembra un pelino contorto. Sai?

- Comunque... - E te non ti azzardare! Ti vedo, eh!

Ma che sei in combutta coi rapitori?

Ma che rapitori! - Ma si sarà perso, su!

Sai come sono i gatti, no?

Ma scusi, signora, ha perso il gatto? - Sì!

- Ma lei dove abita? - In Via Dussol!

Ma secondo me son stati quei due poliziotti.

- Che dice? - Chi?

Perché cercavano il gatto del Birindelli,

- non è che l'hanno scambiati? - Signorina! Scusi,

ho sentito quello che ha detto. Ma erano per caso...

..due agenti, uno diversamente magro e uno diversamente sveglio?

Eh, mi sa proprio di sì!

Perché ero lì in servizio, per l'appunto con la misericordia,

e "non ne hanno fatto una a verso". - Cioni e Govoni!

Allora, il giorno che ne fanno uno a modo, loro lì, mi metto a dieta!

E se si incasinano per un gatto, figurati un pochino col Birindelli!

Ma infatti. Che sia un suicidio,

"a me mi" pare parecchio, ma parecchio strano.

E dunque noi abbiamo un assassino in giro per il paese, capito?

E se a dargli la caccia sono quei due geni investigativi,

quello fa a tempo a raggiungere il Rimediotti alle Seychelles a nuoto.

Capito? Allora, ascolta a me, queste come si chiamano Ampelino?

- Carichi. - Carichi bravo!

- E quanto vale il regio? - Quattro.

- E queste come si chiamano? - Scartine

- E valgono poco. Dammi il cinque! - Dai, bravo.

Bravo veramente, dai!

Allora, che cosa non è 'sto posto? Guarda!

E' "muy" bello però...

No, però "nada". Te adesso lo vedi così, no,

ma devi immaginare tutti 'sti alberacci, per esempio, via, no?

E poi tiriamo su una "bea" struttura a due piani,

una bella costruzione.

Sì, ma Paolo, chissà quanti permessi ci vogliono?

Ci vogliono sì, sì, in effetti.

Poi, so che i permessi li dovrebbe dare il sindaco,

che mi dicono essere una persona intransigente, difficile,

ma si dà il caso che il sindaco sono io, perciò...

Susanita, fidati, no?

Tu mi entri in uno spiraglio che è fra la socia e la prestanome, no?

E poi "potemo" anche fare, che ne so, un ristorantino, no?

Che il mare ti mette appetito.

E, volendo, anche due camere sopra,

che dice che il mare sia anche afrodisiaco, no?

Ma non so, Paolo. Ma sicuro?

Guarda, mi permetti? Io sono un po' psicologo delle donne,

mi piace entrare nei loro pensieri. Credo di capire...

- ..è la sabbia che non ti piace, vero? - Non lo so!

Sì, tutti quei granelli. Granelli che ti entrano dappertutto, no?

Granelli maledetti, ma noi facciamo tutto cemento, capito?

Fino all'ingresso al mare, poi scalette e via.

E tu immagina quando saremo io e te qua,

davanti a un bel tramonto romantico.

- Uh, perdonami! - Sì.

Ah, il telefono. Sì, anche io ho delle telefonate...

- Pronto? - Pronto,

Sono il Biagini. L'idraulico.

Ma qui non mi apre nessuno?

- Non c'è Jonathan? - E chi sarebbe?

- Il mio fidanzato. Qui non c'è nessun Jonathan.

E poi la porta è chiusa. E non si apre, non c'è verso.

E poi io "c'avrei" anche parecchio da fare, eh!

- Aiuto! - Aspetti. Aspetti un attimo.

- Aspetti. JONATHAN: Mi si è chiusa la porta del bagno!

C'è uno che urla che si è chiuso nel bagno.

Ma lei le chiavi non ce l'ha? - Sì, ce le ho io! Arrivo, arrivo.

"Perdoname", Pablo. Il mio fidanzato è un imbecille.

Lo immaginavo, sai?

Perché a guardarti, mi pari una donna che ha una certa, scusami...

..carenza d'affetto. Un po' di calore umano.

Fammi sapere qualcosa, non ci siam regolati come al solito...

- Eccolo! - Oh, eccolo qua!

- Ecco. - Allora...

No, no, no. Bono. Bono. Tutto offerto da me medesimo.

- Grazie Marchino. - Bravo "ciccio". - Grazie a voi.

Anzi, vi volevo dire che sto lavorando a bestia.

Sono in fermento, cioè sono qui al bar così, però...

..ho in testa un pezzone incredibile che vi volevo far sentire...

- Ascolta Marchino, prendi una sedia e mettiti a sedere. - Sì.

Allora, i pezzi vanno bene. Ma...

..devono essere più crudi, più cattivi, Marchino!

Ti "s'è" detto! Ci devi andare giù peso, senza pietà.

- E poi hai una faccia, Marchino! - Perché? Che faccia ho?

A modino, pulitina, sembri il classico "nice guy", deh! Due palle!

- Te la sei beccato la denuncia? - Eh?

- Hai fatto il selfie, mentre picchiavi uno? - No.

Ai trapper ci devi credere,

bisogna sentire il puzzo della strada, del sangue.

Se ti fanno lo stub, deve usci' la polvere da sparo!

Avessi almeno una cicatrice brutta.

..o un tatuaggio.

- No, no. Ma io il tatuaggio me la voglio fare, eh? - Mhm.

Il mio animale preferito, il delfino, qua sulla spalla.

Un delfino, sì. Fattici un puffo, a 'sto punto.

Almeno alle elementari si raccatta qualcuno!

Deve essere una cosa tosta, brutta, cattiva! Un teschio, to'...

O una figa nuda.

Ma te non pensi ad altro?

Ma si fa per dire: o è violenza o è sesso spinto.

E' questo il linguaggio del trapper contemporaneo.

Ah, vero! Quindi, se ti gonfio di botte,

smetti di anda' a tromba' in giro?

Oh, Chantina, fai per bene! Che deve pensa' Marchino?

Che fai cacare?

Vabbè, comunque, un tatuaggio te lo devi fare, poche storie.

Vabbè! Faccio una roba in giapponese sulla schiena.

E chi la vede sulla schiena?

I trapper seri se li fanno in faccia, Marchino!

Brava ciccia. Un bel tatuaggio in fronte ti devi fare!

No, dai ragazzi, in faccia no, deh. Ma cos'è? Deh!

- Oh, Marchino, ma che tu pensi che basti il talento? - No, no!

Hai ragione, la competizione è tanta. Però...

Lo sai quanti pezzi nuovi escono ogni venerdì in Italia?

- 7.000! - Sono tanti!

Vabbè, dai! Vabbè! E...

..ci penso.

Sì, ma non ci pensare troppo,

perché quelli real fanno le cose d'istinto,

fanno le cose con le budella. - Con le budella.

- Forza! - Va bene. Va bene.

Intanto che ci pensi,

ci porti un altro giro, perché io l'ho già finita.

- Sì, subito. Arrivo. - Vai!

Ce la farà?

Ci penso, eh?

Eh!

Minchia, Vittoria!

Mi ha messo paura!

- Ma come? Stava dormendo anche lei? - No, tranquilla. No, si figuri.

Ma com'è possibile? Le dico che mi devo riposare un secondo,

che deve continuare a presidiare la casa,

per vedere se ci sono dei movimenti strani, e che fa? Dorme?

Mi ero appisolato un attimo, d'altronde siamo tutti stanchi o no?

E poi magari, Annuccia non c'è, come dice Irina, eh!

Ho trovato delle tracce in bagno che mi fanno pensare il contrario.

Mutandine?

E poi non mi fiderei di quello che dicono Irina e la madre.

Questo paese tifa tutto per Anna e contro di noi.

Ma infatti, questo "Goran", come minchia si chiama 'sto paese,

non mi convince. No!

- Adesso se n'è accorto? - No, guarda.

Con il calare della notte, mi è venuta una specie di percezione.

Intuito.

Sì, un'intuizione che mi dice

che forse la cosa migliore è se ci prendiamo un bell'hotel, eh?

Per essere più tranquilli, tranquilli.

Ci prendiamo una bella stanza e dormiamo insieme io e lei.

Ma non era tanto innamorato di Anna Rusic?

- Adesso va... - Eh?

..a rinvangare, a pescare nel torbido. E lei allora?

Non era tanto innamorata della Rusic?

Forse potrebbe essere un'occasione buona

per consolarci a vicenda.

Fermo! Sta uscendo la madre della Rusic.

- Ma dove sta andando a quest'ora? - Dal tabaccaio?

- Ma che dal tabaccaio? - Oh, qua fumano!

Magari va dov'è nascosta Anna. La seguo.

- No, vengo anch'io allora! - No!

- No, lei deve stare qui a presidiare la casa. - Ma perché?

Perché sì. Perché sì! Non si addormenti.

Devo presidiare? Allora presidio!

Se era per presidiare, facevo il preside.

Ma non ti stai allargando un po' troppo?

Beh, in assenza della Fusco, i gradi...

Ma vuoi mettere il mio rapporto con Vittoria?

E il mio col questore? E sempre una questione di gradi, eh?

..di gradi.

- Pezzi di merda! - Eh?

- Oltraggio a pubblico ufficiale! - Ma oltraggio cosa?

Buono! Marchino!

- Voglio un giorno di gabbio! - Ancora con questa storia?

- Questa è una roba seria! - No! Tanto non ti si arresta.

- Hai capito? - E allora ti picchio!

Ma basta! Ma vaff...

- C'è il medico legale. - E allora picchio anche lui!

No, no, no!

E' un caso vero. Vai a lavorare al Barlume, vai!

Siete delle merde! Me ne vado, va bene. Ho capito.

- Scusi, eh, ma... - Ma la Fusco non c'è?

No, è in miss...

- E' in ferie! - Ferie.

Ma può dire tutto a noi. Prego.

Dico a voi?

Certo. Prego.

Sicuro?

Ma certo. Sono la massima autorità in questo momento.

Dunque.

Come già ipotizzato dalle infermiere sul posto,

il decesso è avvenuto per una grave forma di allergia

alla dose di psicofarmaci rinvenuti.

- Mhm. - Dose, senza dubbio, eccessiva.

Quindi sarebbe morto lo stesso, anche senza reazione allergica?

Esatto, solo in un tempo più lungo.

Invece, con il sopraggiungere dell'ingrossamento delle ghiandole,

la morte è avvenuta in meno di venti minuti,

precisamente tra le 11:30 e le 12:30 del mattino.

No, scusi, eh? Scusi un attimo. Prendi lo scontrino?

Lo scontrino del Barlume che ci ha portato la badante diceva...

..10:59?

- Eh! Precisamente - Eh!

Ma non è che la Dominga

con questo scontrino voleva crearsi un goffo alibi.

Perché è andata al Barlume a comprare il latte,

per avere dei testimoni e una prova.

E poi è andata a casa e l'ha ammazzato.

Eh? E' andata così?

Potrebbe essere andata così.

E io che ne so? Gli agenti siete voi!

- Giusto. - Agenti scelti!

Dal destino. Che ci ha messo al posto giusto, al momento giusto. Eh?

Eh, eh, eh, eh. I gradi.

Eh, beh, i gradi.

Firmalo.

- Pronto? - Sono il notaio Aloisi!

- Ah, buongiorno! - Buongiorno un par di palle!

Siete voi che vi occupate della morte del Birindelli?

Sì, sì. Sul pezzo anche in questo...

E allora cercate di venire subito,

perché sta succedendo un disastro coi parenti del morto!

- Sì, però noi stavamo... Forza!

Forza! Venite, senza fare tante chiacchiere!

Certo.

Dobbiamo andare. Grazie.

E' Aloisi, ci ha chiamato per quella storia.

Ancora la storia del gatto? No.

Eh, lo so.

Caffè?

- Caffè? - Caffè!

Ma grazie!

Ma che gentilezza! Guarda, proprio quello che ci voleva!

Un buon caffè.

Mmm. Mmm.

Ehm...

Non... è...

Cosa...?

Armi? Ah, la pistola?

- Eh! - Io non...

..non ce l'ho, non tengo pistola. Non porto la pistola.

Sono stato ministro degli Interni.

No, portare una pistola sarebbe degradante, di cattivo gusto.

Ahh! Sorpresina. Ehi!

Ferma, ferma. Dammi qua la pistola!

Lascia qua! Su le mani. In alto le mani!

Ecco, più su. Andiamo a casuccia, eh? Da Annuccia.

Andiamo a casuccia, eh? Vai, angelo del focolare!

Vai, vai avanti! Mannaggia!

- Ohh! Se Dio vuole siete arrivati! - Ma cos'è successo?

Quando i parenti hanno scoperto

che il Birindelli aveva cambiato il testamento

e aveva lasciato tutto a questa badante colombiana,

sono usciti completamente di capo.

- E gli sta bene a quei gattari maledetti! - Eh!

Venite! Io qui non ci potrei neanche stare!

Va bene! Ma quanto tempo fa l'ha cambiato - Ma nemmeno un mese fa.

- Qui gatta continua a covarci. - Salve. Sì.

Il problema è che la nipote si è chiusa dentro lì,

con il testamento,

e minaccia di strapparlo e buttarlo dentro il gabinetto.

- Forza! Vedete di fare qualcosa! - Sì! Ci pensiamo noi!

Apra immediatamente la porta!

Guardi che strappare un testamento è un reato.

Perché, ammazzare una persona no? - Anche quello!

E allora andate ad arrestare la Dominga! - Ha ragione!

- Ecco cos'è, un'assassina! - Adesso che stiamo indagando

non vi lamentate più, eh? - No, no.

Mi lamento che state indagando male!

- Ahh! Avete preso perfino il gatto sbagliato!

Quello era facile sbagliarsi, non era semplicissimo!

Gli assassini? Ma quando li prendono?

Boni! Boni!

Che io qua dentro sono in appalto, diciamo,

e che se arriva la polizia, quella vera... - Vera?

Ora basta! Non ne posso più di questo atteggiamento! Tutti zitti!

Shh!

- Govoni! - Cioni!

Quindi?

- Quindi, lei viveva con lui. - Sì.

- Non c'era segno di effrazione. - No.

Ha anche provato a crearsi quell'alibi maldestro,

dello scontrino slash: "Detto di andare a comprare leche!"

"Detto di andare a comprare leche".

Ora ha anche il movente!

- Va presa prima che scappi. - Sì.

Messa in custodia cautelare e spremuta come un limone, eh?

Vai!

Signorina, se lei adesso esce e consegna il testamento al notaio,

noi possiamo procedere con l'arresto di Dominga Rodriguez.

Anche perché il testamento non le conviene buttarlo,

dato che costituisce una prova.

Piano. Fai piano! Chiama tua figlia Anna. Anna!

- Anna! - Più forte.

Anna!

Ehh!

Gian Luigi Maria, tutti questi chilometri per me ti sei fatto?

Mhm! E come si dice?

Se il carro di buoi non va alla montagna,

tira più un pelo o Maometto?

Boh!

Non ho capito se mi stai paragonando a Maometto o alla montagna,

o al carro di buoi, ma ti posso dire?

- Mhm. - Ne sono adulata.

Molto meno adulata sarà la tua amichetta Vittoria Fusco.

- Dove l'hai messa? - Fusco è al sicuro.

Siamo sicuri?

- Sì. - Si?

- Sì. - E allora possiamo fare una bella chiacchierata inter nos,

mentre, contestualmente, io approfitterei di questa colazione,

che mi avete illuso essere preparata per me.

Beh! Chi sono io per negartelo allora, prego.

No, distanza di sicurezza. Prego cosa?

- La colazione! - Ahh! E' di là?

- Sì. - C'è la cucina?

Ah-ha.

- Allora, prego, dopo ti te. - Oh, ma che galantuomo.

Ma che "galandonna"!

Prego "mammuccia", dopo di lei.

Praticamente dopo di tutti.

Non ho fame.

Però sai, magari il panino sarà anche buonissimo, è che...

..proprio mi si è chiuso lo stomaco. Capito?

Mi ha fregato un'altra volta. Non ci posso credere!

Cioè, quella ogni volta mi umilia,

mi tende delle trappole, in cui io cado sistematicamente.

Io non ce la faccio più.

- No capire italiano. - Meglio così, guarda. Fidati.

Bere.

- Vado. - Però prima sparami!

Dai sparami!

Non ce la faccio più.

Massimo!

Viviani!

Oh! Ci sei?

Massimo!

- Oh, ragazzi! - Eh?

- Cioè, il posto è bellissimo. - Il posto è bello.

Il posto è bello. Dovrebbe essere questo ma...

Sai, dovrebbe fare una ristrutturatina

e farci un agriturismo.

- Magari. - Via le capre e dentro i turisti.

- Soldi a palate. - Veramente.

Viviani!

Ma forse anche con le capre, sarebbe più suggestivo.

Massimo!

Bimbi?

- Allora c'è! Allora c'è, sì. - Andiamo, è su.

Oh, bimbi, ma che ci fate qui?

Siamo venuti per riportarti giù a Pineta!

- Ma magari! - Eh?

- Venderei mi ma', guarda! - Leva 'ste gambine.

Mettiti a sedere, dai, Pilade, così tu ripigli fiato.

Ohi! Mi ci voleva proprio, guarda.

Ma te, tutti i giorni, fai su e giù così?

- Sì. - Ma perché non le vendi le capre?

Perché Carmine non vuole.

Ma mollale, no? Tanto, "ti importa una sega", dai!

Ci ho provato, Aldo. Ma morirebbero, ho un cuore di ricotta.

Ecco che cuore ho!

Sì, e questo fa di te una bellissima persona,

ora però bisogna che tu scenda una o due giorni,

giusto per stare un po' dietro

a quei fenomeni investigativi di Cioni e Govoni,

sennò il povero Biri non avrà mai giustizia!

E noi mai pace!

- E chi è Biri? - Il Biri. Oh, Massimino,

ti si spiega mentre si scende giù a Pineta, dai!

Non posso, Emo! Come faccio con le bestie?

Bisogna trovare qualcuno che le badi! Sennò come faccio a scendere?

Le bestie. Le bestie... trovare qualcuno...

..e lasciamoci loro, no?

Ma cosa dici? Ma perché non ci rimani te?

Guarda, io solo per il panorama resterei,

l'aria bona, a parte ogni tanto una zaffata di "eau de merde",

però purtroppo non posso!

Perché gli devo spiegare la dinamica del tutto, no?

Ma noi non siamo mica capaci.

Beh, però, Aldo guarda, che se è solo per qualche giorno,

non ci vuole "una sega", eh!

Basta che vi ricordate mattina e sera:

acqua, fieno e chiudere bene il cancelletto.

Semplice, no? Come ha detto? Mattina e sera: acqua, fieno...

- E? - Chiudere bene il cancelletto!

- Perfetto! - Bravo! Ciao ragazzi!

- Che ci vuole? Su, dai! - Se volete fare merenda, c'è il latte. Ciao!

- Dai! - Ciao.

- Ora mi sto arrabbiando. - Anche noi, eh!

Ti dico che quando tornata a casa, Birindelli era già gonfio e "muerto".

E del testamento non sapevo "nada"!

Dominga, vuoi farci credere che non te ne abbia nemmeno parlato?

No! Forse era una sorpresa.

Sì, sai che sorpresa da morto! Dominga, dicci la verità!

Ora basta, non parlo più!

Come "no"?

Devo fare una telefonata.

- All'avvocato? - No.

- E a chi? - A chi?

Non ti preoccupare.

Dammi il telefono e "despues" comincia a "preocupar".

- Dalle il telefono. Per favore.

Sì, sì. Glielo sblocco.

"Gracias". Un "momentito", eh?

Sì.

Questa è civiltà! Altro che capre, merda e biada!

Senti un po', Schopenhauer,

ma te non dovevi dare una mano alle indagini?

Sì, perché?

No, perché sei invece stai qua a bere, magari mi dai il cambio.

Che dici?

Ma l'hai sentito?

Aspettavo proprio esattamente te!

- Me? Sì.

Scusa, dà qua.

Dimmi un po'. Hai servito te la badante del Birindelli?

No. Marchino!

- Ohh! Ma cosa urli? Son qua! - E io che ne so!

Marchino, dimmi tu allora.

Sei stato tu a servire... come si chiama la colombiana?

- Dominga. - Dominga?

E secondo te chi? C'è qualcun altro che lavora qua?

Guarda, non cominciamo con le polemiche, perché c'ero pure io!

Sì! E cosa stavi facendo?

Probabilmente stavo fermando mio suocero, sennò smontava il bar!

Avanti ragazzi, eh? Non perdiamoci in cazzate.

Ha parlato quello che son due anni che non fa un turno al bar.

Turno al bar cosa? Te non sai dove sono stato io finora!

Lasciamo stare, guarda! Invece, a che ora hai servito Dominga?

Ehm, sarà stata tarda mattina?

In che stato era?

- Agitata, sì. - Agitata in che senso?

Sembrava che senza latte morisse qualcuno.

- E infatti... - Emo!

Poi ha pagato, ho fatto lo scontrino e ciao.

E "Ciao".

Ma "ciao", "ciao"?

"Ciao", deh.

"Ciao". Ok. "Ciao".

Qualche altro dettaglio?

Sì, che mi stava a veni' in mente una strofa bomba

e mi avete fatto perde' l'ispirazione.

Marchino, ma tanto te non hai il fisico per la trap.

Hai mai pensato allo Zecchino d'Oro?

Vedrai. Vedrai quando mi verrete a chiede' l'autografo!

Sì, certo, però nel frattempo continua a lavora', tiè.

-Approfittane ora, che tra un po' qua non mi vedete più. -Non vedo l'ora.

Scusate! Ma non avete mica visto la Graziella e la Rita?

- Chi? - Le mie due socie

del comitato "gatti liberi e felici".

S'era fissato qui al Barlume, per poi andare insieme al commissariato.

Qui non si son viste.

Perché al commissariato?

Per fare un sit-in per il mio povero Mirtillo.

- Ma non l'avevi ritrovato, scusa? - Sì.

Ma non mangia più, non esce di casa, ha paura di tutto.

Quando trovo quei due terroristi, li sistemo io!

"Terroristi". Mica l'hanno fatto apposta.

Che me ne importa! Intanto hanno traumatizzata una povera creatura.

- La Fusco? FOSCHINA: Ma che "Fusco"? Il mio gatto!

Anzi, è meglio vada via, perché più ne parlo e più mi entra il nervoso.

Se vengono, dite che sono là.

Aspetta, Foschina, veniamo anche noi.

- E' che voglio domandargli un paio di cose a quei due. - Ecco.

Meglio! Così, più siamo e meglio è. E si alza un polverone!

Vedrai.

Beppe, ti lascio il bar. Torno subito, eh?

Sì. Sì, tra altri due anni.

Guarda che roba!

E che mi dici di questa colazione?

No, no, è che uno si fissa con la nostra colazione, no?

Cappuccino e brioche e invece guarda qui che meraviglia.

Pollo alla brace con una polentina di funghi. Che bontà!

Ma, per tornare a cose serie, ci ho pensato su,

ho fatto due conti e la cosa migliore, secondo me, è...

..sposiamoci.

No, ma subito però. seduta stante.

Chiamiamo un prete qualsiasi, un ortodosso se vuoi.

O un islamico, quello che vuoi, e ci sposiamo!

E ho fatto anche due conti, te l'ho detto,

e tra il patteggiamento e un po' di buona condotta, che ci daranno?

2 o 3 anni di galera.

E che è esattamente il tempo che ci vuole per il mio prepensionamento.

Poi, dove vuoi tu, ce ne andiamo dove vuoi. Io e te, eh?

- Che bello! No, è bello... è... - Ma?

E' così bello, cuoricino mio, che io dico, ma perché aspettare?

Poi, scusami, ma a te sembra giusto che io debba andare in carcere?

Ho capito che ho rubato, ma l'ho fatto per aiutare mia mamma,

il mio povero papà malato, queste anime perse in un...

..paesino, molto meno fortunate di noi. Dai!

Tu hai tutte le ragioni del mondo, pistacchino del mio cuore.

Però, capisci che non si può fare?

E poi il carcere di Pisa è un 4 stelle.

Oh, lo chiamano Hotel Don Bosco.

E se l'Hotel Don Bosco mi rovina e quando esco non ti piaccio più?

Ma che non mi piaci più?

Tu mi sei sempre piaciuta e sempre mi piacerai,

è che noi non possiamo scappare.

Devo tornare a Pineta a prendere un po' di soldi, lo stipendio

e poi fare i certificati per il pensionamento.

Hai ragione.

Mhm. Lo vedi? Lo vedi che già andiamo d'accordo e d'amore.

E lo sai che facciamo io e te adesso?

No!

Ci facciamo tre mesi di vacanza, prima di questo purgatorio.

E dove?

In Giamaica.

Giamaica. Mica perché non danno l'estradizione?

- Ah, non danno l'estradizione? - Eh, no!

- Eh, no, non ci avevo neanche pensato. - Ah, guarda!

- Sai che immagine ho avuto? - No, quale?

- L'immagine di... - Di...

..io e te sdraiati su una spiaggia tropicale...

Sì.

-..con delle noci di cocco in mano... - Sì.

..a dormire nelle capanne sul mare...

In Giamaica.

Lì.

E Giamaica sia!

Però facciamo in fretta, allora,

dobbiamo partire subito, prima che la Fusco ci becca.

Ma non c'è nessuna fretta.

Finisci di mangiare con calma,

non mi tocca nessuno al mio paese.

Non ho tempo adesso, Franca, torna più tardi.

- Sono io, Paolo! - Susanita?

- Cosa è successo? - Un casino!

Il tuo fidanzato ci ha scoperto?

Ma quale fidanzato? Un casino "muy" grosso.

Mi hanno appena chiamato i miei parenti di Bogotà.

L'ambasciatore della Colombia sta venendo qui ed è "muy" incazzato.

Con chi è incazzato? Io non lo conosco 'sto qua.

E' incazzato con la polizia.

Hanno ingabbiato mia zia, Dominga Rodriguez!

Mi spiace. Ma non la conosco io. Cosa c'entro io?

Pablo Escobar la conosceva!

Sì, Pablo Escobar!

Era la tata del cugino di Pablo Escobar,

che è un politico molto potente ora in Colombia!

Sì. Ma cosa c'entro io? Andasse a lamentarsi dalla polizia.

Non vuole lamentarsi, la vuole liberare.

Bon, va bene lo stesso! Sempre dalla polizia deve andare.

Forse non ha idea che in 'sto paese c'è una roba che si chiama:

"divisione dei poteri". Loro sono loro, io son io.

No, Pablito, sei tu che non "entiendes".

Lui è un politico e si rivolge a un altro politico.

E chi sarebbe quest'altro politico?

- "Ti! Mona"! - No!

Non mi parlare in veneto ora, che mi eccito,

e non è proprio il momento! - Paolo, se non li aiuti,

passi un guaio.

Ma questo qua mica... Non sono mica...

..armati, cioè.

- Certo che sono armati! - Ah, ecco.

E quando arriva 'sto ambasciatore che porta pena, qua?

"Ahora".

Allora, fai una roba.

Susanita, tu vagli incontro e cerca di prendere tempo.

Io chiamo il Questore, che lui ha degli agganci importanti!

- Sentiamo. Sbrigati! - Mi raccomando.

Ci mancava la tata di Escobar, ci mancava!

Ma cosa ti ho fatto di male, San Marco Martire!

Pronto, Pasquali? Dimmi. Dimmi in fretta però, perché stiamo partendo.

Ah, già presa la Rusic!?

Presa in che senso? In qualche modo l'ho presa la Rusic.

Bene, così si può concentrare un attimo su questo problema

della tata di Pablo Escobar.

Ma che minchia stai dicendo, Pasquali?

Ti sei fumato di nuovo un bel torcione di erba di quelli, eh?

No, le giuro eccellenza, son più lucido di un cane antidroga.

Dice che sta arrivando l'ambasciatore della Colombia qui da me.

- Eh? - La prego, mi aiuti.

Cerchi di saper qualcosa di... capito...

E vabbè, non ti preoccupare. Appena sono in autostrada,

vedo che cosa sta succedendo, chiedo e poi ti richiamo.

Ti richiamo subito, subito. Eh?

Ciao.

Terroristi! Terroristi!

- Calmatevi! - Terroristi!

- Per favore, basta. - Terroristi!

- Abbassiamo gli animi. Per favore. - Terroristi!

Bone! Bone! "Chetatevi"!

Si è capito il concetto, ora. Per piacere, calmate i bollenti spiriti

e fate parla' noi.

- Assassini! - Ma quali assassini?

- Assassini! Assassini! - Ci dovreste ringraziare.

- Ma di che? - Ma come di che?

Se non era per noi, finiva spiaccicato sotto un TIR!

Era meglio, piuttosto che la vita d'inferno che gli si presenta.

Traumatizzato!

- E allora portatelo dallo psicologo! - Ce lo paghi te lo psicologo. Eh?

Assassini! Assassini

Basta! Non ricominciate di nuovo! Parte la denuncia, eh!

Siamo noi che vi si denuncia a voi!

- Assassini! Assassini! - Boni! Boni!

- Assassini! - Ora basta!

- Assassini! Assassini! - Stavolta non ha funzionato!

Prendi la pistola.

- Assassini! - Ho detto: "Sparo!"

Meno.

Come "meno"? Meno di questo...

Scusatelo. Scherza.

Come? Eh, sì, scherzo. Non è che...

Il telefono.

Commissariato di Pineta?

Ma cosa avete combinato? Disgraziati!

Noi? Nulla.

Ma se Tassone mi ha appena confermato

che l'ambasciatore della Colombia sta venendo qui da me

per liberare 'sta benedetta Dominga!

Come l'ambasciatore?

Sì! Avete arrestato la tata di uno dei cartelli!

Un pezzo grosso della politica!

No, aspetta, Pasquali. Scusa, ma del cartello o della politica?

Tutt'e due, "mona"! I cartelli e la politica.

Il cartello!

Pasquali, guarda, se stai scherzando, adesso no! Proprio no!

No, ma soprattutto non scherzano neanche loro, sai!

Ho fatto delle ricerche su internet, su "Gloogle"

e questi hanno "le machete", hai capito?

Se ci va bene!

Dovete liberarla subito!

Però, non si può! Non si può, Pasquali!

Perché ci sono tutta una serie di indizi, slash prove, per cui no!

Non mi interessa, slash conta un par di balle!

Non mi faccio tagliare una mano

perché te e quell'altro "mona" andate ad arrestate la gente sbagliata!

No, però attenzione. Non è la persona sbagliata,

qui si tratta di una persona sospettata!

Che è abbastanza diverso.

Il sospetto è che voi altri avete fatto un'altra cagata!

Quindi adesso la rimandate a casa e poi mi richiamate!

Pasquali, guardi... E butta giù. Butta giù. Buttan tutti giù.

E io lo sapevo! E io lo sapevo!

- Ma cosa sapeva? - Che non ne combinate una giusta!

Eccolo, arriva lui dall'alpeggio con le capre!

- Esatto! - Sì, arriva.

Arriva uno che ha risolto più casi lui in un paio di mesi,

di voi due insieme in tutta la vita!

- Sempre sopra. - A ributtare sopra. - Calma, calma!

- Ecco. - Sediamoci. Riprendiamo dall'inizio.

Avanti, allora...

Eccoli.

Franca, carissima!

Ascolta, proposta matta.

Cosa ne dici se, per un giorno, io e te ci scambiamo gli uffici?

Eh? Ti godi il comfort, vista mare...

Ma anche il mio è vista mare. Guardi.

Ma cosa? Dai! Vedi l'angoletto così del maretto piccolo, piccolo. Dai!

Ma io ci sto bene.

Sì, perché alla fine l'uomo si abitua a tutto, anche alla galera!

Dai, vien su, dai. Prima che ci ripenso. Dai.

Ora?

Cosa credi che non ho visto come guardavi la poltrona mia,

con desiderio quasi carnale, no?

Ecco, oggi tu hai vinto la lotteria. Guarda.

Non mi ringraziare.

Ecco, vedi com'è più arioso qua, no?

Rispetto a quel buco buio dove stai tu,

con quei faldoni polverosi,

quell'odore di morte proprio.

Ecco la poltrona, siediti!

Ecco qua. Ahh!

- Com'è? Eh? E' comoda? - Sì.

- Ah, bene. Vado a farti un caffè. - Ma l'ho già preso.

E te ne prendi un altro.

Salve! Stavo andando a fare il caffè, lo volete anche voi?

Lei.

Ma come? Ma no...

Io son soltanto il segretario.

Tranquilla, tutto a posto. So tutto.

Non aver paura per me.

Segretario? Colleghi.

Sì, certo, Susanita ha già spiegato tutto alla nostra sindachessa, qua.

E io, sotto sue precise direttive,

ho già parlato con la polizia. Perciò...

Ma quando mai? Io non so nulla.

- Non fare la modesta, Franca. - E cosa ha detto la polizia?

Ha detto che presto ci faranno sapere. Perciò...

- Richiamiamoli. Certo.

Li richiamo.

Ehm... ascolta.

"Scoltes", proposta "loca".

Ma se, invece, noi vi accompagniamo proprio al commissariato, no?

E così voi ve la gestite direttamente da lì!

Chiama.

E falla 'sta chiamata, Paolo.

Va bene. Era un'idea come un'altra.

Peraltro, da un umile segretario.

Metto vivavoce così sentite anche voi altri.

Commissariato di Pineta?

Ascolta Cioni, sono io.

Non mi far sprecar parole inutili, che sono le mie ultime ore,

a che punto state?

- E' lui. - E' lui.

- Insieme, sì. - Ora?

Sì, Pasquali, stiamo ripercorrendo passo, passo l'indagine,

per capire se, inavvertitamente,

abbiamo fatto qualche piccolo passo falso.

Non possiamo, ecco, liberarla così dal nulla, capisce?

Volete parlare? Dire qualcosa?

Fai una cosa. Liberatela!

Guarda, liberatela subito, poi dopo cercate semmai 'sto passo falso,

capito? Adesso! - Non si può.

Non si può liberare!

Sì, ti dico che si può! Fidate. Ostia!

Pr... Ha buttato giù.

- Ci fosse almeno la Fusco. - Eh?

Ci fosse almeno la Fusco, vi avrebbe già ammazzato a tutti e due, a voi.

Ma noi stiamo facendo solo il nostro lavoro.

Ma mica la mettiamo sul personale, eh?

Dominga era a casa, sapeva delle pillole,

sicuramente anche dell'allergia,

aveva un movente come quello dell'eredità,

e poi s'è creata un goffo alibi con lo scontrino. - Esatto.

Senza contare che, se il Birindelli si voleva suicidare,

magari lasciava un biglietto, qualcosa, una letterina.

Magari l'ha ammazzato "qualche d'un altro"!

Chi? Non c'era nessun altro! Non c'era segno di effrazione. Chi?

Magari è stato un parente? Che, oltre ad avercela con lui,

aveva anche le chiavi di casa, ad esempio?

Piuttosto, dove sono le analisi e i reperti della scena del delitto?

- Sono nel mobile, nell'armadio. - Vogliamo lasciarli lì?

No.

- Perché li devo prendere? - Di corsa!

- Vai! Prendi. - Li prendo io.

Sei lì così.

Eh?

- Scusatelo, però... - Eh.

Hai visto che alla fine poi, l'abbiamo sfangata.

Ma, in realtà, io ero molto più tranquilla al mio paese,

che qui in Albania.

-Ma perché tu sei ricercata pure qua? -Eh, certo!

Ma c'è una minchia di paese al mondo in cui non sei ricercata?

Giamaica!

E' la Giamaica, mo ci arriviamo in Giamaica!

Comunque sei stata tu a dire che l'aeroporto di Tirana era più vicino.

- No? - Infatti è così,

solo, magari, non perdiamo troppo tempo. Eh, biscottino?

Chi vuoi che li avvisi i poliziotti albanesi!

La Fusco è sotto la tua custodia,

la macchina gliel'abbiamo presa in prestito, nessuno può beccarci!

Beh! In effetti.

Ah. Oh! Oh!

Oh, oh!

Appena siamo in aereo, la fai liberare la Fusco?

Ma certo.

Ma tu credi che io voglia privare della libertà

una nostra carissima amica?

- Beh, potresti. - No.

- No? - No, no.

- Ma quanto sei bella! Ma tu quanto sei bello!

Quanto sei bugiarda. Guarda.

Cinquanta euro, resto mancia.

- Pistacchino. - Dimmi cuoricino.

Non vorrei mai che cominciassero a sparlare alle mie spalle. Capito?

- Ma tu devi stare tranquillo. - Eh, sì.

Lo sai come uscirai da questa storia?

- Sposato? - Specchiato.

Pieno di onori

per aver fatto arrestare questa pericolosissima criminale,

dopo tre mesi di inseguimento in giro per il mondo!

- Ti rendi conto? - Eh, sì. Eh?

- Sei pronta? - Prontissima! - E andiamo!

Ah, l'Albania!

Guarda che lagunetta meravigliosa. Guarda, sembra Mestre.

- E' bellissima. - Guarda quante palafitte,

trabocchi. Mi è venuta fame. - Adesso?

Adesso, sì.

Mancano quattro ore al volo.

E poi, in aeroporto, è pieno di polizia così.

Ci cerchiamo un bel ristorante, ristorantino di pesce, magari, eh?

In fondo, questo è un po' il nostro viaggio di nozze, no?

E allora godiamocela, dai!

- Va bene. - Ah, guarda. Questo com'è?

Ohh!

"Laguna e Patohut".

Mhm! Carino. Però facciamo una cosa molto veloce?

Ma guarda, velocissima. Una sveltina gastronomica.

Questo è lo scontrino che ci ha dato Dominga come alibi.

Peccato che è delle 10:59.

E quindi non esclude la sua presenza a casa del Birindelli,

all'ora della morte. - Invece a che ora è morto?

- Tra le 11:30 e le 12:30. - In verità, dopo le 12:00.

Perché?

Perché sono arrivati i tabulati

e ha risposto al telefono fisso alle 12:00.

Quindi fino a quell'ora era vivo.

Quindi lei è andata al Barlume a comprare il latte per avere un alibi.

Sì, che però non funziona.

E poi è tornata a casa del Birindelli. Quanto ci vuole?

Mezz'ora a anda' e mezz'ora a torna'.

- Sì. - Dieci minuti al Barlume,

per il casino della domenica,

dovrebbe avergli dato le pasticche a mezzogiorno. - Sì. - Sì.

In quanto fanno effetto?

Secondo il medico legale, stando alla sua allergia,

ecco, ci vuole 15 minuti.

Quindi è morto fra le 12:15 e le 12:30.

A meno che...

..vuoi scommette che non l'hanno cambiata?

- Cosa? - Ma certo, ma certo.

L'ho sempre fatto io.

Però adesso stavo lassù, in mezzo a quelle capre,

e tutta la loro merda...

- Chiama il Barlume. - Chiamo il Barlume.

- Chiama il Barlume. - Sì.

Mannaggia alla merda di capra! Dai.

Beppe, son Massimo, senti, ma avete aggiornato l'ora legale

nell'orologio della cassa?

Veramente, io non sapevo manco che c'era.

Abbiamo cambiato l'orario sulla cassa?

E che ne so! Di solito lo fa Massimo.

- Parlaci tu. - Ma con chi?

Con Massimo.

- Che vuoi? Ciao, Tizi, un favore.

- E' nuova! - Ma dai, che ci metti un attimo su.

Devi solo farmi uno scontrino e dirmi che ora c'è scritto.

Hai ripreso a gioca' a guardie e ladri?

Allora?

Sto andando, fammi arrivare.

Dice le 14.20.

Ma ora sono... - Le 15:20.

Quindi è come dicevo io! Perfetto! - Eh, insomma, tocca "sistemallo".

Vabbè, passo io, che se aspetto voi! Figurati.

- Pronto? - Ciao.

Massimo?

- Ma che ciao? - Sì, sì. Ciao.

E' come dicevo io.

Non hanno cambiato l'ora!

E quindi?

Quindi Dominga è andata a comprare il latte alle 11:59,

non alle 10:59.

Eh.

E siccome ci vuole mezz'ora per arrivare al Barlume,

più il tempo di comprare il latte,

Dominga sarà uscita di casa massimo per le 11:00,

quindi non può avergli dato le pasticche,

prima di esser andata al Barlume. - E nemmeno dopo,

visto che è tornata alle 12.30

Eccoci. E quindi avete fatto casino, un'altra volta. Come sempre.

Vabbè, ma magari l'ha ammazzato qualcun altro.

Ah, e quando lo dicevo io, invece no, eh?

- Non era vero, allora. - No, no.

- E' per gradi. - Scusate un attimo.

Scusate un attimo.

- Questo qui dove stava? Era sul tavolo, no?

- Accanto al morto. - Sì.

Beh, è strano, no?

Cosa?

Che uno completamente cieco si metta a leggere un libro, no?

E' difficilino.

Cieco. Dai.

- Per me, sì. - Infatti. Vabbè, poi...

- C'era anche una penna, vero? - Sì! Eccola. Eccola qua.

Non funziona.

Eh, no.

Ma cosa?

Passatemi una matita.

Tieni. Eccola. - Una matita? - Sì.

Dammi.

No, no, ragazzi. E' una prova repertata, non si può!

- Se arriva la Fusco. - Ci fate lavorare?

Guarda là! Eccola!

Ecco la lettera d'addio.

Lui...

..era convinto di averla scritta, e l'ha scritta,

ma essendo cieco non s'è accorto che non funzionava...

..più l'inchiostro.

E che dice?

Che lascia tutto a Dominga. E raggiunge la sua amata Marisa.

E' sua moglie.

Si volevano tanto bene, ragazzi. Povero Biri.

E allora è veramente un suicidio?

Stavolta mi sa proprio di sì.

Sì. Parla italiano?

Ok, finalmente.

Allora.. allora si sono fermati qua, sulla laguna.

Non lo so, forse c'è un ristorante.

Va bene, allora, appena vedo la macchina ferma,

vi rimando la posizione precisa.

Va bene?

Ok. Benissimo. State arrivando?

Va bene, va bene, a tra poco.

A dopo.

Ok. Ok, ok.

Hai visto che posticino? E il fritto è delicatissimo.

- Guarda, guarda che coincidenza. - Minchia!

Scusate se vi disturbo.

No, ma lei non disturba mai, commissaria.

Anche perché lei, Questore,

immagino che stava consegnando questa pericolosa latitante alle autorità.

E certo! Sennò mica stavamo qua.

Non prima però di aver fatto un piccolo detour gastronomico

e propedeutico al duro carcere.

- In questo simpatico ristorante? - No, in Giamaica.

- Ahh! - Sì.

Abbiamo patteggiato con Anna Annuccia per tre mesi di gloria,

sesso e reggaeton.

Beh! Compassionevole.

- Ma poi me la sposo, eh? - No!

- Ma sì. - Ma che fa? Ma che fate?

Vi sposate e subito dopo vi separate.

E' ancora più doloroso così!

Adesso che mi ci fai pensare, forse sì. Ma anche forse no.

- Piccolo cuore. - Pistacchino!

Un mese?

- Ma no, sarebbe straziante. Pensaci. - Mhm.

- Eh, sì. - D'altronde Vittoria ha sempre ragione.

E infatti io vi propongo un brindisi, per celebrare questo nostro epilogo.

Che dite?

Sarò breve.

Addio.

Oddio!

Ma non la inseguiamo? - No.

La lasciamo illudere che ce la farà anche questa volta.

Certo, oh! Però qui si sta bene, eh?

Bello fresco.

A senti' Massimo, chissà che incubo pareva e invece...

E anche le capre, quando gli hai dato da mangiare, stanno serene.

- Come te. - Eh, già

E si va anche di molto d'accordo! Eh!

Ma quelle bestie lì di chi sono?

Saranno della tenuta lì in fondo, prima della salita.

Ah, già, giusto. Sì, sì.

Zio, ora vado di là a farmi un panino. Te lo vuoi?

Panino col formaggio del Viviani, mai.

Ma sei matto?

Casomai piglio qualcosa in frigorifero, eh?

- Aldo! - Sì!

Le bestie sono sparite!

Ma sei sicuro?

E sono sicuro, sì! Vieni a vedere!

Saranno dentro la stalla.

Ma, quindi quelle bestie erano quelle di Massimo?

- E' un casino di nulla. - Alla grande.

E vabbè.

Ecco qua.

Massimo, questa è l'ultima, eh?

Anzi, bevi in fretta, che mi devi dare una mano.

Sono appena arrivato, Tizi! Dai.

Io invece son qui da stamattina,

Beppe e Marchino non ho capito che roba importante dovevano fare.

Quindi, vedi di sbrigarti, che 'sto bar sarebbe anche tuo.

Azzardo un'ipotesi! Secondo me, faresti meglio a tornare su.

Ma te sei matto, Emo!

Qui almeno c'è il mare, l'arietta fresca, gli amici,

le donne in bikini...

Le quali, però, non ti cagano manco di striscio.

Meglio colleziona' due di picche, che merda di capra.

- T'assicuro. - Mhm.

Per non parlare di tutti quei belati, notte e giorno.

A Pineta, al Barlume! E anche a te, guarda.

Ti dirò che...

..mi è appena parso di sentirne uno.

Per farti capire

quanto mi sono entrati in testa.

Ti dirò, mi è parso di sentirlo anche a me.

Massimo! Ma c'è una capra qui!

E perché dev'essere per forza mia?

Ma sei scemo? Portala via subito! Muoviti!

- Ma quella lì com'è saltata fuori, scusa? - Carolina.

- Ma che ci fai qui? Al Barlume? - Ma io...

Ma ti pare!

Ma cosa ci fai qui?

Intanto, sei l'ho messe dentro.

Boia, guarda qui. Deh!

Cosa fai lì? Alzati un po' e dammi una mano. Dai.

No, non ce la faccio, non ce la faccio.

Vabbè, io vado a raccatta' le altre.

- E queste qui? - "So una sega io".

Uh, il telefono!

Oh, è Massimo, cosa faccio?

"So una sega"!

Ecco, ma non sai dire altro?

Pronto.

- Bimbi, che avete combinato? - Niente, perché?

Perché ve lo domando io.

Come mai ci sta la Carolina qui, eh? Al Barlume, sconvolta.

Avete lasciato aperto il cancelletto?

No, no, no. - No?

E allora come ci è arrivata qua, volando?

Ma lo non so. Te lo giuro, oh.

Sarà di un altro. Perché le tue sono tutte qui nel recinto.

Avanti, allora, le voglio vedere.

- E come faccio? Col cellulare.

No, lo sai che non mi riesce.

- Fallo fare ad Aldo. No, Aldo non c'è.

-E' andato a raccatta' quell'altre... Raccatta' cosa?

Pilade! Una cosa, una, vi avevo chiesto di fare! Una sola!

E noi ti s'era detto una cosa sola: che qui non ci si voleva sta'!

Oh, ragazzi.

Senti. Oh, oh! Ma mi dici cos'è successo?

Niente, per colpa di quei due sciamannati, devo torna' subito,

su di corsa, mannaggia a loro. Mannaggia. - Va bene.

- Riportatela un po' alla tenuta. - Certo Tizi. Vieni. Vieni

- Io non ho parole. - Vieni. Vieni.

- Ma non ho parole io. - Se gli scappan le capre. Boh.

Che dicono? Tutto a posto?

- Sì. - Sì, sì, tutto a posto. Tutto a posto.

Ah! Tornano indietro?

Sindaco, è stato un vero piacere.

Piacere mio, veramente.

Prossima volta, magari facciamo per telefono,

che anche per voi venir qui,

con quel peso di ferro pesante nella giacchetta è una fatica, dico.

"Italianos". E' stato un piacere.

- "Encantado". - Grazie ancora.

- Gracias. - "Vamonos".

Sei stato bravissimo.

A cosa? Che non mi son fatto venire l'infarto?

Dai, non fare il modesto!

Comunque diciamo che adesso tu mi devi un favore.

- Ecco. - Eh, già!

Anzi, sarebbe due, con la faccenda della discarica.

Vedrai che saprò come sdebitarmi.

- Vado. - Dove?

Da mia zia.

Dopo tutto quello che ha passato, non mi va di lasciarla sola,

la poveretta. - Certo! Poveretta. Certo.

Però ricordati che i debiti di riconoscenza son un po'

come le cartelle esattoriali: prima li ripiaghiamo e meglio è.

Ciao.

Zietta! Mi dispiace tanto.

Come stai?

Allora, facciamo...

To', mettilo dietro la testa.

Allora, l'inchiostro c'è, gli aghi pure, disinfettante...

Ti ricordi come si fa?

Sì, sì, mi ricordo, non mi far perdere il filo.

Il cotone, l'ovatta, la vaselina... vabbè c'è tutto dai.

E i guanti?

Eh! Non ce l'ho. Vabbè, dai, ho le mani pulite. L'ho lavate. Dai.

Beppe, ma te davvero a Roma facevi il tatuatore?

Tra le tante cose, sì.

- Vabbè, dai, iniziamo. - Fammi vedere.

Questo qui, in fronte.

Che c'è, non lo sai fa'?

No, sì, lo so fa', però boh!

Un ideogramma in fronte, ma sei sicuro?

- Non ci vuoi ripensare, magari? - Ma che pensa'.

I veri trapper agiscono d'istinto, fanno le cose con le budella.

Vabbè. Oh, se ti penti, io non voglio sape' niente, eh?

Ma te lo sai cosa c'è scritto su questo ideogramma qui?

- No. Che c'è scritto? - "Samurai feroce, ma elegante".

E' quello che sarò io, quando diventerò famoso.

Ma scusa, non è meglio diventa' prima famosi e poi, nel caso,

ti fai 'sto coso in fronte? - Dai, Beppe, su!

Non è roba per te. Ci vuole poesia, arte.

- Non ce l'hai, su, forza! - Ho capito. Sta' fermo, mo!

- Sì. - Immobile.

Perché fa male?

Beh, sì, fa male. Un po' fa male. Non come una katana, però...

Dai...

- Ehi! - Non ti ho nemmeno toccato.

Ahia!

- Che è? - Fa male.

- To'! - Sì.

Stringi, forte.

Fai tatuaggio "samurai coraggioso", com'era 'sto coso?

Ecco, esatto.

Quello, sì. Stai fermo.

Fermo! Fermo!

Non devi tremare. Non Tremare.

Grazie.

Da quando in qua gli interrogatori si fanno al parlatorio?

A interrogarti ci penserà il Procuratore,

io sono a posto così. - Ahh!

Quindi a cosa devo il piacere?

Sono venuta a riportarti questa.

- Te la ricordi? - Beh.

Ma non si restituiscono i pegni d'amore.

Pegno non lo so, amore non direi proprio.

Vittoria, lo so, sono stata una stronza.

E so anche che non mi crederai,

ma quando ti ho scritto

che quello che provo per te è qualcosa di speciale,

non stavo mentendo.

Sai cosa sento? - Mhm.

Che io e te siamo fatte l'una per l'altra.

E lo sai anche te.

Prendila. In un mondo giusto,

e anche molto più divertente,

noi due, adesso, non saremmo in un carcere, ma su un panfilo,

sdraiate, a largo di qualche isola.

Sì, ma in questo, invece,

che non è poi così noioso,

i sono una guardia e tu sei una ladra.

Quindi, senza rancore,

ma ti dirò: senza neanche troppo dispiacere.

Ma insomma, non ho capito: ma chi è che ha lasciato aperto il recinto?

- Lui! - Lui!

Te o lui?

No, il recinto avevi detto che lo chiudevi te.

Ma te, te lo sei sognato.

Ma... vedi, prima dici le cose e poi ti scordi d'averle dette. Dai!

Ma senti che coppietta arzilla.

Guardate che vi porto dal mio neurologo, eh?

Ma stai zitto te, ringrazia piuttosto noi,

sennò a quest'ora te l'avevan già fritto il cervello. - Boni.

Boni, sta arrivando la Tizi.

Oh, meno male, almeno ci si sciacqua il gargarozzo.

Mi dispiace, ma queste birrette sono per i nostri agenti scelti.

Grazie.

Perché ora bevete anche in servizio?

- Due birrette per festeggiare. - Per festeggia' cosa?

Il fatto che è tornata la Fusco, così loro possono ricominciare

a "fa' una sega di nulla", no?

Oh, portate rispetto che io e il collega abbiamo appena sventato

un caso diplomatico internazionale. - Eh.

Diplomatico? Ma non era nemmeno un bignè!

Sventato o causato?

Causato, slash sventato.

Sì, certo, come no. Ma sapete una cosa?

Mi sono mancati.

Ebbene sì, l'ho detto.

Meglio in mezzo a Cioni e Govoni che dietro a quella lì.

Sicura?

Perché in tutti questi anni

è l'unica che è riuscita a fregarla e sedurla.

Sì, è vero, ma finalmente mi sono liberata.

Io, alla Rusic, non ci penso più.

Ma io sì! Cioni, mi lasci interloquire con la signora Fusco.

Non eravamo d'accordo su tre mesi,

dico tre mesi di gloria...

..sesso e Bob Marley!

Anche non in quest'ordine, ma io sarei morto felice.

Ma perché, qua con noi non è felice?

- No! - Fusco, lei mi ha strappato il cuore

e se l'è mangiato come un cocomero sulla spiaggia,

lasciandomi qui solo, triste e con una voragine nel petto.

Oh, ma non dica così, che a casa si preoccupano.

A casa? Non vedo nessuno a casa.

Vedo una macchina da presa che riprende il mio dolore.

No, ma non ascoltatelo.

A lui basta una puntata, uno spaghettino alle vongole

e gli è già passata. - Passata o non passata,

io con la Fusco non ci voglio avere più niente a che fare!

La Fusco? Ma chi è? Io manco la conosco.

Ma magari!

# Al Tango Club Pistoia

# i passi son parecchi. #

- Oh! Tizi. - Mhm. - Oh!

- Che c'è? - C'è tuo padre in cucina che si sta facendo un panino.

E allora?

E allora sta alla grandissima, sta più in forma di me!

- Quello ci vuole poco. - No, Tizi, dico sul serio!

Sta in piedi, balla, prende le cose al volo.

Ma te lo sarai sognato, Beppe.

No, non me lo sono sognato, l'ho visto con i miei occhi!

Vieni a vedere! Vieni!

Vieni. Vieni. Vieni pure tu, così lo vedi con i tuoi occhi.

Ohioi.

Stava qua.

- Stava qua. - Beppe, non fa ridere.

Ma io te lo giuro! Stava qui, l'ho visto.

Questo. Stava in frigo e adesso sta qua. Come te lo spieghi?

Come me lo spiego?

Che domani ti porto dal neurologo anche te, e me lo faccio dire da lui.

Ecco come me lo spiego.

Ma io l'ho visto coi miei occhi. Te lo giuro.

Beppe, sei stanco anche te.

Andiamo a letto, dai. Andiamo.

Ma cantava.

Non bastava il mi' babbo, eh? Anche te ci volevi.

Sottotitoli a cura di SKY ITALIA

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