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- Così ha sognato. - Sì. Sapesse come sono contento!
Per me era una preoccupazione non riuscire mai a portarle un sogno!
Finalmente oggi ho il sogno ed è un sogno fondamentale.
Non stia in piedi, si accomodi.
Non ho mai avuto il coraggio di chiederle una cosa.
- Le scarpe, devo toglierle? - Come vuole.
Bene, le racconto il sogno.
Ho sognato che ero in una libreria molto frequentata da intellettuali.
I padreterni! Scrittori, giornalisti, saggisti, commediografi.
Tutte persone che hanno avuto più fama e fortuna di quanta ne meritano.
Nel sogno tutti questi scrittori, giornalisti, eccetera eccetera,
stavano intorno a un uomo molto importante con un lungo tabarro
che aveva in mano un quadretto,
una riproduzione eseguita da lui stesso e che tutti ammiravano.
Io stavo in disparte.
A un certo punto mi sono fatto coraggio e mi sono mosso
per andare ad ammirare l'oggetto di tanto entusiasmo.
Ma l'uomo con il tabarro ha detto: "Tu non puoi guardarlo né toccarlo!"
Chi era l'uomo con il tabarro?
E' uno scrittore, uno di loro. Io...
Non so bene che cosa rappresentasse quella riproduzione perché...
l'uomo l'ha nascosta, ma io ho idea che si trattasse di...
quella donna poco vestita con un bambino al seno che si vede nella...
nella "Tempesta" del Giorgione. - Chi era l'uomo con il tabarro?
- Era Moravia. - Chi?
- Lo scrittore, Alberto Moravia. - Non era Alberto Moravia.
Come sarebbe? Era Moravia, lo ricordo bene. Lo conosco.
No, lei si sbaglia. L'uomo con il tabarro era suo padre.
La riproduzione che aveva con sé era un ritratto di sua madre.
Che c'entrano mio padre e mia madre con quei radicali?
Erano suo padre e sua madre.
Io non ho problemi con mia madre.
Di mio padre ne abbiamo parlato.
Da lui ho preso solo l'insufficienza cardiaca.
Lei non soffre di insufficienza cardiaca
e non ha avuto le malattie per cui si è curato. Mi dica di suo padre.
Brrr! Che freddo!
Ecco.
Ecco... Quanto è distante Treviso da Venezia?
30 chilometri, neanche mezz'ora di treno.
Così poco?
Allora perché non andiamo a stare a Venezia che è così bella?
Buona idea.
Beh, se... se tuo padre sta meglio.
Non sta meglio. Deve essere molto grave,
altrimenti non lo avrebbero convinto a operarsi.
Su! Non essere così pessimista.
- Sei qui. - Certo.
- Da quanto è entrato? - Prima fanno la lastra.
Che ha detto il professore?
Quando mai i professori dicono qualcosa? Non dicono mai niente.
- Sant'Antonio ti aiuta. - Lasciala!
Non piange solo per il babbo, ma anche per te che la fai soffrire!
- Che c'entro io? - Sei venuto per il padre morente
e ti sei portato una puttana!
Dite cose senza senso, è la mia fidanzata.
Una donna rispettabile non prende una matrimoniale con il fidanzato!
Non va in giro a Venezia con uno che dovrebbe assistere il padre!
Si mangia le erre per fingersi straniera.
- No, è mezza francese. - Ti lasci incantare come un babbeo.
La sua pelliccia costa almeno tre milioni!
Ecco perché non ci ha mandato i soldi a fine mese!
- Aveva già quella pelliccia. - Allora gliel'ha pagata l'altro!
- Chi? - Chi c'era prima di te.
- Suo marito che è morto? - Lo avrà fatto morire lei.
Ora si prepara a sistemare te! Ha già adocchiato la casa di papà.
- Cristo! - Torna qua, non fare scene!
Pensa a tuo padre. Non ti vergogni?
(miagolio) Ha già mangiato.
(accento veneto) Non si faccia incantare. Gliel'ho dato poco fa.
Lo dica a sua mamma. La chiave del cancello è sul pilastro.
Grazie.
- Come andiamo là? - Lo operano in giornata.
(miagolio)
Sant'Antonio, qualunque cosa purché non soffra.
(dallo schermo) - Tenga. - Grazie.
Non vedo l'ora di fare un bagno.
- Apro le valigie. - Ci pensi tu?
Sì.
Vieni.
- Lo vuoi molto caldo? - Sì, mettici un po' di schiuma.
Ottima idea!
Ho telefonato in albergo e mi hanno detto che eri qui.
Ho visto che facevano questo film che hai sceneggiato tu e...
- Bravo, che fai lì? - Volevo fare il bagno con te.
- Bene! - Vieni.
Dai, così!
- Racconti quello che facciamo noi? - Non lo so.
Allora... Come va?
Mentre venivo via, stava entrando in sala operatoria.
Ne ha per molto?
E...
- Io torno là. - Sì.
Giuseppe, sei qui! Ti abbiamo cercato a casa, in albergo, dappertutto!
- Non pensavo che fossi... - Sì. Perché?
E' morto!
Poverino!
- Piangi? Neanche lo conoscevi! - Mi dispiace.
Da noi non si usa fotografare i morti.
Neanche da noi, ma ho pensato che...
Non rimani a dormire da me stanotte?
Preferisco di no, anzi è meglio che per qualche giorno...
Devo lavorare come un dannato. Con tutti i soldi che ho speso,
devo inventarmi qualcosa e soprattutto devo vederci chiaro.
- Chiaro in che cosa? - Tutto, anche nei nostri rapporti.
Giusto.
Però non ti dispiace se mentre tu rifletti,
io ti metterò al corrente, magari per telefono,
di alcuni problemi pratici?
- Ho da pagare l'affitto. - D'accordo.
- La luce, il gas. - Lasciami i soldi per il taxi.
Cafone!
(clacson)
- Sì? - Signorina, sono Marchi.
- Fa venire Giovannelli al citofono? - Attenda.
(Giovannelli) Sali. - No, sto correndo alla RAI
per un'intervista che mi pagano ma non so quando.
Puoi darmi un anticipo sulla rata di consegna?
- Perché? Consegni? - Ti chiedo un anticipo perché...
No! Non ci sperare. Quando consegni sarai pagato. Mi stai rovinando!
Le maggiori compagnie americane stanno sbavando per questo Giuda.
La trovano un'idea fantastica. Telefonano, telegrafano. "Jude!"
Supplicano perché mandi anche poche pagine, anche solo la bozza!
Se sapessi scrivere io!
Questa è la realtà. Nel cinema c'è la dittatura del regista.
Gli sceneggiatori sono ignorati.
Se a una conferenza stampa si parla dei contenuti di un film,
il critico non chiede il parere allo sceneggiatore
che ha lavorato al testo per mesi.
Chi scrive le storie? Chi le inventa? Gli sceneggiatori.
- La pubblicità? - Sì.
- Quando posso riscuotere il mandato? - Tra un paio di mesi.
- Ho già preparato la fattura. Mi dia il codice fiscale. - Sì.
Scusi.
Siamo qui con lo scrittore e sceneggiatore Giuseppe Marchi.
(il motore non si avvia)
- Ci siamo prima noi. - Eh?
- Ci siamo prima noi per il taxi! - Ah!
- Da che parte andate? - Parioli.
Vi dispiace se vengo con voi? Vi accompagno e poi proseguo.
- Abito lì. - Che dici?
- Passiamo prima da te. - Va bene!
Grazie.
(voci non udibili)
- Studentesse? - Come?
- Studentesse? - No, l'università non serve.
- Studiamo il flauto dolce. - Già, è di moda la musica classica.
C'è la miseria, la disoccupazione, ma se cerchi un taxi, non lo trovi.
(fischia) Accidenti!
Se chiami l'idraulico, viene dopo due settimane.
Per far battere un copione a macchina, devi metterti in ginocchio!
E' già l'una!
Io rinuncio al taxi, però... Se spingiamo quella macchina azzurra
e riusciamo a metterla in moto, vi accompagno a casa gratuitamente.
- Okay. - Va bene? Andiamo.
Cerca qualcuno che copi a macchina? Che cosa?
Roba di cinema. Devo consegnare un soggetto.
La mia dattilografa si è ammalata e alla copisteria, capirai!
Io sono capace. Potrei esserle utile.
- Tu batti a macchina? - Non preoccuparti.
- Davvero sai battere a macchina? - Ho fatto anche la scuola.
Dai, spingi!
Forza, ragazze! Spingete!
Dai!
Dai! Eccola!
Ora sono fuori allenamento, ma se prendo la rincorsa...
- Quante pagine hai fatto? - Quattro.
In un'ora? Se andiamo avanti così, ci stiamo fino alle due di notte.
Per me è uguale. Voglio sapere come va a finire.
- Ti interessa? - Non sapevo che Giuda fosse innamorato di Maddalena.
Infatti non è vero.
E' un'idea del mio produttore e secondo me è una stronzata.
Comunque se vuoi copiarli tutti, ci fai nottata.
- Poi che racconti ai tuoi? - Che dormo da un'amica.
- Qui c'è solo il mio letto. - Per me va bene.
- Fai spesso queste scappatelle? - No, è la prima volta.
- Non sei mai stata con un uomo? - Sono vergine.
- Non avrai scelto me? - No, è stato il caso.
La mia amica lo ha fatto da due mesi. Se resto così, siamo diverse.
Verresti a letto con me per metterti in pari con la tua amica?
Fai troppe domande. Non sono stupida.
Io ho molti più anni più di te.
- Forse mi piaci proprio per questo. - Già! Va di moda.
Hai visto che pancia che ho?
Perché non fai moto e mangi troppo. Ma io ti metto a posto.
Insalata e mozzarella e da domani in piscina. A che ora andiamo?
Sai nuotare? - Non ho tempo di andare in piscina!
Peccato! Potresti piacere di più.
Va bene, però ora te ne vai perché io devo copiare tutta questa roba.
Lo finisco io! Non dormo qui?
No, non ho tempo per le minorenni vergini!
Non sono vergine e ho 18 anni.
- Fila! - Domani andiamo in piscina.
Vengo all'una e mangiamo là. Tu mangerai la tua mozzarella.
No, la mangio alla tavola calda qui sotto.
(istruttore) Va bene così, dottore. Si allontani dalla corda. La molli!
- Che fa? Cerchi di rimanere a galla. - Lei mi dice di lasciare la corda!
- Senta! Mi aggiunge un po' di peso? - Sì.
Lasci.
(respiro affannoso)
- Stanco? - No.
Manca un giro. Ti fa bene, sai? Stasera ci pesiamo.
Scommetto che hai perso un altro chilo, forse anche di più.
- Ho avuto un amante. Se vuoi, te lo presento. - No, grazie.
Uno della tua età. Poi due compagni di scuola. Bartocci e Leonardi.
Brava.
Senti, piccolina. Tu hai troppi anni meno di me. Mangi ancora il gelato!
Che figura ci faccio?
Io non voglio dimagrire né fare footing né nuoto. Voglio mangiare!
Ho la testa piena di sceneggiature e devo scrivere un libro.
Ho anche molte donne.
Che stronzo!
Tu devi lasciarmi in pace! Io sono una persona seria, non...
No, io...
Bugiarda. Sei una bugiarda.
Dimmi solo che non ti ho deluso, che ti è piaciuto.
- Più che con qualsiasi altra! - Benissimo.
D'ora in poi farai l'amore solo con me.
E un giorno o l'altro mi sposerai.
- Andiamo in piscina domani? - Domani ho una riunione di lavoro.
La prossima settimana sarò più libero.
(Giuseppe fischietta)
Oddio!
E adesso? Oddio!
- Scusi, il dottor Corsini? - La prima porta a destra.
Grazie.
- Ciao, Giorgio. Devo dirti una cosa. - Sì. Prego.
- Abbia pazienza cinque minuti. - Si figuri.
Grazie.
- Che succede? - Ieri sera ho urinato sangue.
- Ho passato la notte in bianco. - Sì, vieni.
Signorina!
Un'urina per ematuria. Ti affido a lei, poi ripasso a prenderti.
- Deve consegnarmi un po' di urina. - Quando?
- Se ha lo stimolo, subito. - Davanti a lei?
Non mi spaventerebbe. Là in fondo c'è la toilette.
- Non ho lo stimolo. - Si sieda e aspetti.
Ho fatto.
Ecco.
- Fatto? - Adesso è normale.
Allora seguimi.
Facciamo le analisi. Se troviamo tracce di ematuria, ti telefono
e domani facciamo la lastra. - Mi costerà tanto?
- Questa clinica è convenzionata? - Dovrebbe.
- Perché analisi e lastre? - Dopo i 40 anni
il sangue nelle urine è normale anche se sei in salute.
- Posso stare tranquillo? - Sì. Anzi, ci leviamo il pensiero?
Tra mezz'ora arriva il radiologo e fai la lastra.
- Allora non sei tranquillo! - Lo dico per te, ti levi il pensiero.
Decidi tu.
- Perché non ci vediamo stasera? (Giuseppe) Ora non posso spiegarti.
Ci sentiamo più tardi, ti chiamo appena posso.
No. Se telefoni qui, mi fanno l'interrogatorio. Ti chiamo io.
- Forse non ci sarò. - A un certo punto tornerai.
Ti chiamo domani. Ora non ti posso spiegare.
D'accordo, vengo a prenderti per andare in piscina. Ciao.
Mi sono spaventato per le tue urine.
L'ematuria può essere un sintomo grave, ma nel caso tuo non lo è.
Vedi il rene destro? E' abbassato. Significa che è un rene mobile.
Succede a molte donne dopo il parto.
- Io non ho partorito. - Ti sarai strapazzato.
- Che devo fare? - Mangiare.
Se ingrassi, si riforma il cuscinetto che tiene il rene al suo posto.
Altrimenti scende e provoca il sangue che trovi nelle urine.
E' la prima volta che sento parlare di rene mobile.
Mi fa pensare ai pianeti, all'Aida. No, al Rigoletto.
Quindi sto tranquillo? E questa macchia?
Non è niente. La notte metti due rialzi sotto i piedi del letto,
così il corpo è inclinato.
- Di giorno? - Stai normale.
- Che hai fatto? - Ho un rene mobile.
Sono stato male e ho fatto degli esami.
Non te l'ho detto per non farti stare in pena.
Ahi! Dice che non è grave, ma...
- Devi dormire così? - Devo abituarmi.
Anch'io, se permetti.
Piano! Piano!
Uffa! E' un disastro.
Sì.
- Che altro devi fare? - Non fare. Niente piscina né sforzi.
- In tutti i sensi. - Non possiamo fare l'amore?
- Poco. - Poco quanto?
Non c'è una regola. Sai come si dice, non abusare.
- Ogni 15 giorni? - Esagerata! Diciamo...
Una volta a settimana.
No, se devi curarti, facciamo le cose per bene.
Ogni 15 giorni. Mi impegno io, stai tranquillo.
Povero Gepi! Tutto malato, senza dirmi nulla.
Ma io so curarti. Sposami e vedrai.
Non è il momento di parlare di matrimonio.
Sono incinta.
- Che hai detto? E la pillola? - A volte me la scordo.
- Sia chiaro, se fosse vero... - Non dirmi di abortire, non lo farei mai!
Invece sì! Ti ho sempre detto che non ti sposo,
non voglio storie e non voglio... - Non urlare!
Urlo quanto voglio a casa mia! Se non ti va bene, puoi andartene.
Aaah! Sto male, non ho una lira, ho bisogno di lavorare
e mi faccio incastrare come un imbecille? No, cara!
- Chi ti incastra? - Tu non sei incinta?
- No! Volevo vedere come reagivi! - Dove vai? Dove vai?
Dove vai?
Sono sempre stato leale con te, me ne devi dare atto.
Guardami! Ti ho mai detto che ti sposo? No.
Allora perché piangi? Perché piangi? Guardami, su!
- Chi piange? - Sì che piangi. Perché? Guardami!
- Io ti voglio bene. - Anch'io ti voglio bene.
- Non è vero. - Che discorsi fai?
- Se non ti volessi bene... - Lasciami! Poi sai come finisce.
- Finisce bene! - No!
- Ti fa male. - Fammi male.
(squilli di telefono)
Non lo avevi staccato? Lascialo suonare, non rispondere.
- Pronto? - Sono io.
- Chi? - Sono Giuseppe.
Ah! Giuseppe, ciao. Che succede?
Sto malissimo! Ho dei dolori che non puoi immaginare.
- Da urlare! - Il letto è rialzato?
Sì, è rialzato.
- Prendi un Voltaren. - Non c'è una farmacia qui vicino.
- Poi non ce la faccio a uscire. - Io vengo domani alle sette.
- Intanto fai una verticale. - Non ci arrivo a domani! Aah!
Spero che tu non vada. Quello non ha niente, è malato in testa.
Solo quando ti serve qualcosa! Vergogna!
Neanche una schiava era trattata come mi tratti tu!
Poi so che te le fai con quella ragazzetta!
Telefona a lei invece di rompere a me!
Sii generosa una volta nella vita. Abbi pietà, mandami un medico!
Dove trovo un medico?
Quello che curava mio marito è morto e non valeva niente.
Io sono andata da quel tuo amico che sta all'Addolorata.
L'ho chiamato, ma viene domani alle sette.
Ha detto di fare la verticale, ma io voglio un'iniezione di morfina!
- La verticale? - Sì, perché...
Devo mettere a posto un rene mobile. Ho anche un rene mobile!
Sto male per fare la verticale e per la morfina serve un dottore.
A noi non la danno. Hai capito qual è il problema?
Sì, ma non urlare. Stai calmo.
Fammi pensare. Tu mi vuoi un po' di bene?
Vuoi capire che sto morendo? Non ce la faccio più! Aiutami.
Senti, da un po' di tempo è venuto a stare nel palazzo un anestesista.
Sì, va bene anche l'anestesista, purché venga subito.
Suona e io gli butto le chiavi. Sei un angelo!
Grazie, angelo. Ciao.
- Ecco... Aaah! - Su!
- Fatemi un'iniezione, sto male! - Mi dispiace, ma non è il caso.
Posso sapere perché?
Le origini di un dolore spastico come potrebbe essere questo...
Scusi se la interrompo, io ho sempre saputo, anzi creduto,
che il dolore spastico... - Facciamo un dibattito?
- Io sto male! Fatemi un'iniezione! - Stavo spiegando alla signora
che attenuando il dolore si altera il quadro clinico.
Il chirurgo deve avere gli elementi di giudizio allo stato naturale.
Se lei ha un'ulcera perforante... Ha vomitato?
- Lo chieda a me! Che ne sa lei? - Non essere villano!
- Vogliamo aiutarti. - Non sembra!
State dicendo un sacco di stupidaggini senza pensare a me.
- Chiamo un'ambulanza. - Sì.
- Aaah! - Stai buono, su!
- Attenti, piano. - Piano.
(lamenti)
- Portiamolo in sala operatoria. - Non è pronta.
(Giuseppe) Come? - Shh!
- Il professore è arrivato? - No.
- Laparotomia? - Sembra di sì.
(Giuseppe) Sembra? - Vuole il confessore?
(Giuseppe) Voglio il professore! Dov'è? Perché non è qui?
- Ecco il professore! (Giuseppe) Ha cent'anni!
- Ulcera? - Direi.
(Giuseppe) Come? Decidetevi! - Silenzio! Preparatelo.
(Giuseppe) L'imbianchino o il maestro alla sua età sono in pensione!
Questo che taglia le pance lo fanno lavorare?
Ti opera lui? Ora gli parlo. Professore, scusi!
- Gruppo sanguigno? - RH negativo.
- Sorella, un favore. - Dica.
La prego, deve fare una telefonata al numero 879164.
Le risponde una ragazza. Le dica di avvertire la sua amica di venire qua.
- Stia tranquillo. - Le dica che...
Sono disposto a sposarla "in articulo mortis".
- Che ore sono? - Le undici.
- Meno dieci. - Stai bene.
- Hai bisogno di niente? - No, grazie.
Ho preso la tua macchina in garage, così se hai bisogno di qualcosa...
Non avevi niente, ma ti hanno operato perché avevi i sintomi di un'ulcera.
Non ti hanno levato neanche l'appendice! Meglio così, no?
Mi hanno squartato per niente?
Sono degli incompetenti, dei mascalzoni! Ah! Ah!
Ho dei dolori. Qualcosa c'era, cazzo!
- Non muoverti! - Li ho ancora. Vuol dire...
- C'è qualcosa... Ah! - E' la ferita, non devi muoverti.
Chiama il dottor Corsini. Spiegagli quello che è successo!
E' colpa di quel farabutto che mi hai mandato!
- E' il primo anestesista di Roma. - Un coglione.
Ti ha assistito tutta la notte. Dovresti ringraziarlo.
- Fammi la cortesia di dire a quella selvaggia... - Aaah!
Dove l'hai trovata? Villana con tutti!
Poi ti avverto, ti ha rubato dei soldi.
- Quando sono arrivata, frugava nelle tasche della tua giacca. - Aah!
Viene subito.
Vado a fumare una sigaretta.
Manda via quella puttana o non mi vedi più!
Il suo amante ti ha fatto aprire la pancia.
Quale amante? Non lo conosceva nemmeno!
Lo ha chiamato perché sapeva che abitava nel suo palazzo.
Tu mi hai proibito di telefonarti!
Andare a letto con l'anestesista non è una buona ragione
per farti spaccare. Mandala via! - Aaah!
Sto malissimo e a quanto pare è stato un errore.
- Si poteva evitare di... - Avevamo il dovere di intervenire.
Erano i sintomi di una perforazione intestinale.
- Vipera! - Lei ha detto al dottor Miglietta
di aver sofferto di ulcera duodenale che invece non ha.
- Vuole avere ragione! - Sei contenta? Disgraziata!
A che pensi?
A che penso?
Oggi mi sono fatta visitare dal ginecologo dell'ospedale.
Ho fatto mettere la visita sul tuo conto.
Dice che non posso restare incinta perché ho l'utero infantile.
Sei contento? Potremo fare l'amore quando vogliamo.
Non sai pensare ad altro!
Pensi che io possa fare l'amore in queste condizioni?
Di' alla suora di farmi l'iniezione, mi fa male.
E' il rene, te l'ha spiegato Corsini. Devi tenere la testa in basso.
- Ci penso io. - Qui dicono che non è vero...
- Pronto? - Sono Marchi. Mi passa Giovannelli?
- E' in riunione. - Già, è sempre in riunione!
Gli dica che il soggetto su Giuda è finito.
- Chi? - Giuda Iscariota.
- Capito? - Sì.
Purtroppo sono stato molto male, ma tra qualche giorno consegno.
Gli dica che ho risolto la faccenda dei 30 denari con un'idea geniale.
(campanello) Costosa, ma geniale.
- Glielo dica. Grazie. - Va bene.
- Ciao. - Ciao.
- Come stai? - Male.
- Io non ho dubbi sulla mia diagnosi. - Sul rene mobile?
Sì. Però vorrei che ti vedesse il primario.
Se vuoi, prendo appuntamento per domani.
- Mi costa molto? - No. Ti faccio fare lo sconto.
Scansati.
Scansati!
Stai attenta!
- Com'è andata? - Sospettano la tubercolosi renale.
Non è una cosa tragica, ma forse dovrò fare un'altra operazione.
Un giorno o l'altro faccio uno sproposito.
- Non mi chiedi cosa? - Lo immagino.
- E non mi dici niente? - Ti capisco.
Un mese di antibiotici che mi ridurranno uno straccio
e poi decideranno di farmi l'operazione.
Che operazione?
Mi tolgono il rene destro.
Ti hanno ordinato gli antibiotici perché pensano che bastino.
Gli antibiotici mi spezzano e basta! Sai che ti dico?
Se deve essere così, la faccio finita prima! Non mi opero. Capito?
La faccio finita prima!
Tu te ne freghi. Perché non mi dici niente? Vai via, tanto non mi aiuti!
Ricorda, se deve essere così, io la faccio finita prima!
Mi butto nel Tevere.
Vai, lasciami solo. Per piacere, vattene.
Lasciami solo, ho detto!
Quel posto è occupato, c'è il mio giornale.
Non si fa più così neanche sul treno.
Pronto? Che fai? Sei ancora lì? Perché non vieni?
Perché non me lo hai detto?
Quando? Domani?
A che ora?
A che ora? Vabbè, ci vediamo domani.
Maleducato! Io me ne frego dei treni!
(campanello)
Un momento, sono al telefono.
No, scusa, non è niente. Non posso parlare adesso.
E' una seccatura. Ti chiamo più tardi, ciao.
- Scusa, credevo che fosse... - Non può venire.
I suoi non la lasciano più venire.
Non poteva telefonarmi? Ha bisogno dell'ambasciatore?
Ieri mi ha dato appuntamento e non mi ha avvisato che non poteva venire.
Ha mandato me per spiegarti e per sapere come stai.
Ho il rene mobile, conseguenza di una tubercolosi renale.
Siamo al punto di partenza. Allora?
C'è un avvocato, una persona molto importante che vuole sposarla
e la sua famiglia ci tiene.
- Quindi si è fidanzata. - Quasi.
Dal suo punto di vista borghese ha tutte le ragioni.
Vuole sposare uno che ha un reddito sicuro.
Non ho nulla contro di lei, mi fa tenerezza.
Figura patetica, fuori del tempo. Però vorrei che restassimo amici.
Non capisco perché la spiegazione debba arrivare da terze persone.
Se dobbiamo separarci,
è giusto farlo guardandoci negli occhi, da persone civili,
senza sentimentalismi.
Va bene, dille di venire tra qualche giorno, quando starò meglio.
- Ciao. - Ciao.
- Che fai? Ti fermi? - Un secondo, faccio subito.
- Sì? - Mi porta l'assegno al quinto piano?
- Salga in ufficio. - Il sesto piano mi porta iella.
(clacson) Un momento!
(Giovannelli) Quale assegno? - Per il soggetto di Giuda.
Vuoi anche i soldi? Mi hai rovinato l'idea!
- Ho messo anche l'ultima cena. - Non me ne frega niente!
- Arrivo! - Non è come volevo io!
Gli americani vogliono che Giuda si innamori di Maddalena, la puttana!
Lei gli chiede 30 denari e lui denuncia Gesù per avere la taglia.
Poi Maddalena non gliela dà perché Gesù l'ha convertita.
Allora lui si impicca mentre Gesù viene crocifisso.
- Dovrei scrivere questa cazzata? - Sai dove devi andare?
- A fare in culo. - Bravo!
- Chi ti ha aperto? - Ho la chiave.
Ah, già!
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