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Non ho deciso io di nascere.
Non mi è mai stato chiesto.
Sono stato gettato nel mondo.
Sono cresciuto in questa città.
In questo cimitero.
In questa città fantasma sperduta tra le montagne.
A Medellín non si vede l'orizzonte.
Non riuscirò mai a fuggire da questa città.
Finalmente è arrivato il momento che il Paese aspettava.
La firma ufficiale e definitiva dell'accordo di pace.
I firmatari utilizzeranno un oggetto singolare, il balligraph, che rappresenta il superamento dell'uso delle armi per risolvere i conflitti in Colombia.
I proiettili hanno scritto il nostro passato.
La pace scriverà il nostro futuro.
Invitiamo a firmare il signor Rodrigo Londoño, comandante delle FARC EP.
Per la mia generazione, la firma della pace nel 2016 ha rappresentato una promessa di futuro.
Quale sarebbe il futuro di un Paese che non ha mai conosciuto la pace?
sottotitoli a cura di francescovecchi
Sono nato due anni dopo la morte di Pablo Escobar.
Non ho conosciuto mio padre.
Mi ha lasciato prima che nascessi.
Sono il figlio di questa generazione cresciuta dalle donne.
A 13 anni sono stato scomunicato dalla Chiesa.
Ho confessato al sacerdote che mi masturbavo pensando a Gesù Cristo.
Ho conosciuto le strade di Medellín a 14 anni.
In uno dei suoi angoli ho provato la droga.
Il mio hobby preferito era fumare marijuana e guardare film tutto il giorno.
Mi sono innamorato del cinema perché era l'unico posto dove potevo piangere.
Nel 2017 ho invitato i miei amici a partecipare a un casting per un lungometraggio che volevo dirigere.
Mi chiamo Juan Perez.
Ho 23 anni.
Che altro?
Sto studiando graphic design.
Sto anche studiando teatro e recitazione, che mi piace molto.
Come ti chiami?
Il nome non ha molta importanza.
Perché non interessa a nessuno.
- Quanti anni hai? - Ne ho 24.
Di cosa ti occupi?
Scrocco.
Non faccio nulla di specifico, mi limito a scroccare.
Ho 19 anni.
Sono figlio unico.
Non ho un padre, non l'ho mai conosciuto.
Volevo essere un prete.
- Sì? - Sì, da piccolo.
Vengo da una famiglia molto conservatrice.
I primi anni della mia vita sono stato educato a diventare un sacerdote.
Ti piacciono i ragazzi o le ragazze?
Credo che mi piacciano i ragazzi, ma non lo so.
A volte sento che la mia sessualità è condizionata dai traumi e dalle cose che si passano.
Non ho trovato una ragazza che mi piace.
Ma sì, credo che mi piacciano i ragazzi.
Mi chiamo Camilo Machado. Quasi tutti mi chiamano MH.
Sono la principessa porca della banda.
Ora ho 23 anni.
Non so cos'altro vuoi sapere.
Che cosa fai?
Qualche tempo fa ho lasciato l'università. Studiavo design della moda, ma...
Sentivo di aver già imparato quello che volevo imparare, quindi l'ho messa da parte e ora lavoro come modello di webcam.
Di cosa ti occupi?
Qualche tempo fa ho iniziato a esplorare il mondo drag.
In un certo senso mi ha permesso di occuparmi di moda, fotografia e di imparare a truccarmi.
Diciamo che con questo ho esplorato vari spazi.
- Ti trasformi? - Esatto.
In realtà all'inizio era per curiosità.
Non mi ero reso conto che ci sarebbe voluta così tanta forza.
Ho finito per esplorare le cose ben oltre la prima volta, mettiamola così.
Come ti definisci quando indossi una maschera?
Sharlott Zodoma.
- Continuo? - Sì.
O ricomincio da capo?
Ricomincia da capo. Parla più forte, per favore.
Mi chiamo Camilo Najar. Ho 21 anni. Sono studente.
Sono uno studente di grafica. Terzo semestre.
Tutto qui.
Non mi interessa niente.
Il mio film sarebbe un B-movie di fantasmi.
Una metafora della realtà che stavamo vivendo e allo stesso tempo un omaggio ai film colombiani che hanno ispirato la mia adolescenza.
Cosa pensi del Paese in cui vivi, la Colombia?
Me ne vergogno.
Perché?
Perché...
Non è bello dire che sono colombiano o che sono nato in una terra in guerra.
Una terra di ladri.
Una terra colonizzata.
La mia famiglia è composta per lo più da donne, ma diciamo che il nucleo è composto da due donne.
- E tuo padre? - Mio padre è morto quando avevo 3 anni.
Da allora mia madre è rimasta vedova, non ha mai creato un legame con un'altra persona.
Era vedova, decisamente vedova, diciamo così.
Puoi dirmi cosa è successo a tuo padre?
Vorrei saperlo anch'io.
Diciamo che ne so poco perché è un argomento che ha fatto soffrire molto mia madre.
Anche se ora sono un adulto, lei ha tralasciato molti dettagli.
Tutto quello che posso dire, quello che so a metà, è che giocava alla roulette russa.
- Tuo padre si è suicidato? - Esatto.
Molto tempo fa, quando ero in prima o seconda media, mio padre è mancato per tutto l'anno.
Mi lasciò senza pagare la retta scolastica per tre mesi.
Un insegnante mi ha fatto vergognare davanti a tutta la classe:
“Non ti do i voti perché non li hai pagati”.
A casa mia madre disse: “No, non abbiamo soldi per pagare”. Così ho fatto...
Ho avuto quei soldi, ho fatto qualcosa.
Non l'ho più fatto.
Avevo un amico che sapeva come ottenere facilmente dei soldi e siamo andati a prenderli, per pagare la scuola.
Che cosa avete fatto?
No, abbiamo fatto una rapina, in un posto...
Cioè, è grave, ma so che era necessario per poter continuare la scuola.
Non potevo permettere che mi cacciassero perché mio padre non c'era.
Cosa pensi dell'HIV?
L'HIV non è l'unica cosa, ci sono molte altre malattie, per esempio una volta ho preso la sifilide.
Lo dico perché sono cose normalissime che possono capitare a chiunque.
Non ho il tabù di coprire la cosa e dire: “Quello sporco frocio s'è preso Dio sa cosa!”
Chiunque può prendersi qualsiasi cosa.
Cerco di prendermi cura di me stesso.
Non gli avevo mai detto “sono gay”.
Una mia amica ha fatto la spia: “Oh, tuo figlio è gay”.
Così mia madre mi chiese: “È vero, Camilo?”. E io ho detto di sì.
Ha iniziato a piangere e io le ho detto: “Perché piangi? Non sono malato,solo mi piace prenderlo in culo”. Scherzo.
Ha capito che il fatto che io sia gay non ha mai fatto sì che la gente mi passasse sopra o altro.
Ho molte insicurezze, ma il fatto di essere gay non è mai stato una di queste.
Mi preoccupa di più avere l'acne che essere omosessuale.
Che tipo di ragazzi piacciono a Camilo Najar?
Cattivi.
Cattivi e alti, ecco tutto.
Ma non ho mai avuto uomini così. Sempre ragazzi bassi e gentili.
Normali.
Camilo Najar, ho sentito un'attrazione immediata per te.
Non sapevo se stessi giocando con me, ma questo è ciò che mi piaceva.
Condividevo il tuo nichilismo e volevo capire il tuo modo di vedere la vita.
In quel casting ho capito che saresti stato il protagonista del mio film.
Il nome del tuo personaggio, lo stesso del titolo del film che avremmo fatto insieme, sarebbe stato Anhell69.
In onore del tuo nickname su Instagram.
Questo nome definisce perfettamente il film che volevo fare.
Angeli che vivono in un inferno di desideri.
Anhell69 è ambientato in una Medellín distopica, senza passato né memoria,
dove Pablo Escobar era diventato il padre di una nazione senza alcun riferimento paterno.
In questa città governata dalla violenza,
c'erano così tanti morti che non c'era più posto nei cimiteri, e i fantasmi avevano iniziato a coesistere coi vivi.
La spettrofilia, l'attrazione sessuale per i fantasmi, divenne comune in città.
Anhell69 è stato il primo a fare sesso non protetto con un fantasma.
Questa nuova pratica sessuale si è diffusa rapidamente tra i giovani di Medellín.
Anhell e i suoi amici iniziarono a cercare amanti fantasma sui social network per invitarli a feste clandestine.
Feste in cui umani e fantasmi potevano coesistere,
ballare,
scopare.
Il governo e la chiesa hanno deciso di annientare i giovani con tendenze spettrofiliache.
La città si impegnò in una pulizia sociale guidata da un esercito chiamato Cacciatori di Spettrofili.
L'omosessualità è la mela marcia di questo tempo.
Pentiamoci! Pentiamoci, siamo ancora in tempo!
Prendiamoci cura dei nostri figli, delle nostre famiglie.
Il diavolo sta tentando i nostri giovani.
Proteggiamo i nostri figli.
Prendiamoci cura della nostra società.
Il diavolo non è la nostra strada.
Gli spettrofili iniziarono a uscire solo di notte, l'unico momento in cui potevano passare inosservati.
Dopo una festa, Anhell rimase a vedere i primi raggi di sole.
Al mattino viene ucciso da un cacciatore di spettrofili.
Dopo la sua morte, trasformato in fantasma, Anhell divenne il simbolo di una ribellione di spettrofili.
I giovani cominciano a scendere in piazza, chiedendo il diritto di vivere coi loro fantasmi.
Ma furono sterminati senza pietà.
Trasformati in fantasmi,
iniziarono a vagare per le strade della città, in attesa di una nuova generazione di spettrofili che li scopasse.
Come si vede Camilo Najar tra cinque, quattro anni?
Ovviamente a tutti piace avere soldi e viaggiare, ma i miei interessi si concentrano principalmente su...
non so... i piaceri carnali e mondani.
Lavorerei per procurarmi droghe o alcol, per divertirmi, per compensare qualcosa.
Forse sì, per compensare qualcosa, ma...
Non so se si può trovarlo ideale per fare i conti col futuro e con quello che si farà,
quando tutto ciò che ho ora è già grande e inestimabile.
Tra dieci anni mi vedo morto.
- Davvero? - Sotto un ponte.
Tu vuoi morire. Non hai paura della morte?
No, per niente.
Ha mai fatto uso di eroina?
Non me la sono mai iniettata, ma l'ho inalata.
- Ti piace? - Certo.
Camilo Najar, sei morto una settimana dopo questo casting.
La tua morte è stata così improvvisa che non hai mai saputo che saresti stato il protagonista del mio film.
Anhell69, fantasma tropicale.
Anhell69 passione.
Anhell69 gioventù.
Anhell69 morte.
Un angelo per Cami, sapendo che siamo figli del diavolo.
E lui lo sapeva.
Dopo la morte di Camilo, altri amici cominciarono a morire.
Daniel González.
Julian Castro.
Sergio González.
Lola Dalsthrom.
Daniel Cárdenas.
La maggior parte di loro si è suicidata o è morta per overdose.
A quel tempo andavo a più veglie funebri che compleanni.
I miei social network hanno iniziato a trasformarsi in un cimitero.
Sono entrato in un vuoto esistenziale che ho cercato di riempire con feste che finivano con i primi raggi di sole.
Voglio fare l'attore.
- Attore? - Sì, voglio tutto.
Voglio Hollywood, voglio i riflettori.
- Cosa? - Voglio i vestiti...
Voglio essere un attore, voglio Hollywood, voglio tutti i vestiti, le luci della ribalta.
La fama. Voglio essere la puttana di Hollywood!
- Quanto è bello sognare! - E tu? Sembri così compiaciuto...
Io? Beh, voglio cambiare il mondo.
Come tutti noi qui, giusto?
Voglio entrare nei libri di storia.
- In cosa? - Nei libri di storia.
Che bello, entrare nella storia!
Anche se è per aver fatto qualcosa di brutto, come uccidere qualcuno...
“L'ho uccisa”. È il mio nome.
- Che figata! - E tu?
Il mio sogno è prendere gli ormoni.
Voglio essere una ragazza, avere il seno.
Capelli lunghissimi.
È quello che voglio davvero.
Messa a punto completa!
Tu cosa vuoi?
Voglio andarmene da qui, da questo Paese, dal terzo mondo.
Il primo russo o arabo pazzo che mi dice: “Andiamo!”, siamo due per uno...
Siamo fuori di qui!
Ce ne andiamo.
- Se ci procuriamo un Sugar... - Uno Sugar Daddy!
Esattamente. Ce ne andiamo tutti!
La morte mi ha fatto pensare alla memoria.
Senza saperlo, quando ho iniziato il processo di Anhell69 ho cominciato a tenere una registrazione audiovisiva dei miei amici.
Ho capito che Anhell69 non era solo un lungometraggio.
Anhell69 doveva essere un film senza confini,
senza genere,
un film trans.
Quali sono i tuoi sogni?
Viaggiare molto.
Sì... fare quel che...
Voglio dire... essere libero. Il mio sogno è essere libero.
Non essere legato a nulla.
E...
essere ricco, sicuramente.
RIFORMA DELLA POLIZIA
SCOMPARSO SEBASTIAN RESTREPO
Cosa stai filmando?
Sto filmando un posto dove venivo con un amico che è morto.
Anche io ho dei compagni che sono morti.
CI STANNO UCCIDENDO
Di cosa?
Uccisi.
È successo al mio amico al villaggio. Ero con lui e...
Ero con lui e...
Quando sono arrivato a Medellín, pochi giorni dopo ho ricevuto la notizia che era stato ucciso.
Gli avevano sparato otto volte. È stato un casino, un massacro.
Hanno costretto la sua famiglia ad andarsene. Molto triste.
Immagina che vengano a casa tua per cercarti, per ucciderti, che casino.
Sono nati per trionfare.
Come ti vedi nel futuro?
In un futuro prossimo o lontano?
In un futuro prossimo o remoto.
Nel futuro prossimo,
magari con le tette.
Forse, non lo escludo.
In un futuro lontano, non ne ho la più pallida idea e nemmeno mi interessa.
Mi piace vivere nel presente.
Voglio il rum, ho bisogno di rum, rum, rum!
I miei primi vent'anni sono stati super tumultuosi.
Uscire ogni mercoledì e scopare con uno diverso ogni giorno.
Mi piaceva farlo senza preservativo.
Poi mi sono ammalato.
Ed è stato tipo...
“Potresti avere l'HIV”.
E io ho pensato... “Ma va?”
Per me non significa e non ha mai significato nulla.
Io dico che viviamo in tempi privilegiati.
In questo momento, nel 2021, vivere con l'HIV non è così incasinato come lo era negli anni '80.
Tipo: “Oh no, è malato. È disgustoso. È una puttana e così via”.
Per me non è così. Non mi rappresenta.
È proprio questo che sto cercando di decostruire qui e ora.
Beh, in parole povere...
È "diffamazione della troia" e "diffamazione del corpo"...
È quello che cerco di fare, anche se non me ne rendo conto,
è quello che cerco di fare sempre, semplicemente esistere.
Annuncio pubblico.
È arrivato il momento della pulizia sociale.
Froci, tossicodipendenti, guerriglieri.
Tutta la sporcizia sociale sarà eliminata.
A nessuno sarà permesso di uscire dopo le otto di sera.
Non ci assumeremo alcuna responsabilità per eventuali danni collaterali.
Solo Dio può giudicarci.
Medellín è la Mecca dell'omosessualità.
Medellín è anche la Mecca di Pablo Escobar, di ciò che ci ha insegnato, di ciò che è stato per noi.
Questa situazione è ancora molto diffusa. Per strada, ti indicano.
Tipo: “Amico, punta il dito contro di noi. Ci sta bene, siamo fatti così”.
“Noi siamo i diversi, gli Altri, qui in città”.
“E non ci interessa”.
“Fanculo compagni”.
Per esempio, c'è un amico a cui volevo molto bene...
È successo che...
Eravamo in giro, in un giorno normale, come tutti i fine settimana, come sempre.
Non si è presentato e il lunedì ci hanno detto che era stato trovato impalato.
Uno può pensare, “No, qui non succede”.
“Noi siamo tranquilli, possiamo essere froci super-liberi...”.
Eppure le cose brutte succedono ancora, come è successo a lui, ed è stata troppo dura.
È stato trovato in un parco del cazzo.
Impalato. Ma dai...
Impalato? Non siamo più ai tempi di Dracula.
La mia famiglia era molto violenta.
Ricordo di essermi sdraiato accanto a mio zio, inzuppato di sangue.
I miei zii erano sempre intrisi di sangue.
Quando ero piccolo, soffrivo molto di incubi, avevo molti incubi.
Nei miei incubi c'era sempre qualcosa che mi inseguiva.
Ricordo che una volta ero a letto, mi sono svegliato e c'era una roccia che mi girava intorno.
Poi la stanza è scomparsa, è svanita, è diventata una foresta.
C'era un essere scuro, come un bambino, nell'ombra...
che mi chiamava.
TUTTI I NOSTRI ANTENATI E I NOSTRI MORTI PRENDONO I NOSTRI CORPI
E DANZIAMO ALLA VOSTRA MORTE
La realtà ci sputava in faccia.
Migliaia di giovani sono scesi in piazza per protestare contro un governo di estrema destra salito al potere.
La mia macchina fotografica era la mia arma nelle strade.
Cosa vorresti fare nella vita?
Un'opera d'arte.
Cosa pensi del futuro? Come ti vedi tra qualche anno?
Beh, onestamente... non lo so.
L'intero concetto di futuro sembra essere semplicemente un'illusione.
È un po' difficile rispondere a questa domanda, perché...
Diciamo che crescere in un Paese come questo ti toglie le speranze o le aspettative.
Non credo che ci sia un futuro.
Il presente è quello che c'è.
Ehi, amico mio, vuoi comprare una rosa?
- Quanto costa? - 1000 pesos, per il defunto.
- È un affare. - Un affare. Dammi.
Di che colore?
Dammi quella bianca, per favore.
- Dio ti benedica. - Grazie.
- Papi, ho anche gli scapolari... - Un'altra volta, fratello.
Ok, papi. Un'altra volta allora. Dio ti benedica!
Uno dei registi che più mi hanno influenzato ha accettato di guidare questo carro funebre.
Victor Gaviria, il suo cinema mi ha fatto credere che fosse possibile un cinema di non credenti,
degli emarginati,
un cinema di chi non appartiene a niente e a nessuno, un cinema di chi è escluso.
Cosa posso dirti?
Che spero di trovare presto l'amore.
Di educarmi molto di più per essere un'artista più rilevante di quanto non lo sia ora.
Forse questo è il mio obiettivo.
Come ti vedi tra cinque anni?
A volte preferisco non concentrarmi sul futuro.
Perché...
Ovviamente mi immagino come una persona di successo, con molti obiettivi raggiunti.
Ma a volte sono più aperto all'incertezza perché preferisco vivere nel presente.
A volte fai molti piani e oggi rischi di scomparire.
Preferisco che il presente arrivi quando deve arrivare.
Sharlott.
Mitico.
Trasgressore.
Non ho capito perché mi hai chiesto, nel cimitero, di filmarti da solo.
Ora capisco il significato di quel momento.
Grazie per aver condiviso con me la tua ultima testimonianza.
Il tuo ultimo ricordo.
Morte.
La morte è la cosa più bella che un uomo abbia.
Penso che...
La morte è il più grande premio di questa vita.
La morte.
Cosa ne penso?
Beh...
Lei è nostra amica.
È lei che è sempre con te. Non ti porta ancora via.
Sei qui in questo momento perché lei vuole che tu sia qui.
Sei qui in questo momento perché lei non vuole portarti via.
Lei ti tiene sempre per mano. L'ho sempre pensato.
Sono un suo buon amico perché le sono stato molto vicino.
Sono stato molto vicino a lei.
La morte è troppo stigmatizzata.
Dovremmo smettere di vederla come dolore e iniziare a vederla come riposo, perché la verità è che...
Penso che questo piano o il solo fatto di essere qui, implichi già una situazione di disagio.
Implica lotta, sofferenza, dolore.
Essere vivi implica molte cose.
Anche cose “buone”, sì, ma...
In genere si insegna che la morte è sofferenza, dolore, un sacco di connotazioni negative...
No, la morte è spogliarsi semplicemente di questo e...
Non so, trascendere... verso qualcosa di migliore, credo, qualcosa di più pacifico.
Sono morto.
Sono morto molte volte e in molti modi in questa città.
Una notte mi sono ucciso.
Sono morto per overdose.
Mi hanno sparato in testa in mezzo alla strada.
Sono stato ucciso dalla guerriglia.
Sono stato ucciso dai narcos.
Sono stato ucciso da un pazzo che credeva troppo nella religione.
Sono stato ucciso da un cacciatore di spettrofili.
Sono stato ucciso dalla polizia.
Sono stato ucciso dal governo.
Il mio sogno è avere una casa, un posto a cui appartengo.
Come sarebbe la tua casa?
Senza pareti.
Che altro?
Senza finestre.
Che altro?
Senza mobili.
Senza letto.
Con persone o senza persone?
Con gli esseri, con gli animali.
Con gli insetti.
Con la natura.
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