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♪ Con lui volando lontano dalla terra ♪
♪ Dimenticando le tristezze della sera ♪
♪ Quando ami da morire ♪
♪ Chiudi gli occhi e non pensare ♪
♪ Il tempo passa, l'amore scompare ♪
♪ E la danza finirà ♪
♪ Una notte a Napoli ♪
♪ Delle stelle si scordò ♪
♪ E anche senza ali ♪
♪ In cielo mi portò ♪
Figuraccia o no, al lavoro ci devi tornare. Non puoi assentarti per sempre.
"Per sempre" no, ovvio. Per un po'.
Ho deciso di prendere qualche giorno di ferie.
Me ne vado a Procida.
- Un'altra volta? - Sì.
Tu e Gianluca avete una fissazione per quell'isola.
Devo stare un po' da sola.
Ho fatto troppi casini, devo ritrovare lucidità.
- Insomma, scappi per la vergogna. - No.
Mi prendo un tempo per ritrovare il mio equilibrio.
È la stessa cosa, ma come lo direbbe la tua amica Giulia.
C'è Max.
- Non gli avevi detto di sparire? - Non si devono incontrare.
- No. - No.
Povera Titti, che casino!
- Mamma mia, speriamo bene! - No, di qua, vieni.
Andiamo pure noi, sono stanca.
- Così, all'improvviso? - Sì.
Tanto poi Titti ci chiama e ci racconta.
- Fammi finire qui. - Vai!
Ehi, ciao.
- Ciao. - Ciao.
Ciao!
Già vai via, collega?
Sì. Abbiamo una festa.
Non eri quella che odiava la mondanità?
Ho cambiato idea. Solo gli stolti non lo fanno.
- Noi dobbiamo scappare. - Sì, alla festa.
- Divertitevi. - Ciao.
- Prego. - Grazie.
Scusi?
- Cosa ti posso offrire? - Ma sei gelosa?
Di Abbamondi? Tu sei pazza!
- Sì, sì, sei gelosa! - Vai!
Non riesco a smettere di pensarci.
Quella signora ha detto che sei al quinto mese.
- Noi siamo stati insieme cinque mesi fa. - Forse ti confondi, Max.
- È passato tantissimo tempo. - No, non mi confondo.
Sai perché? Quella sera c'era Juventus-Napoli e il Napoli vinse.
I conti tornano, il bambino potrebbe essere mio.
Tra me e te è stato solo uno sbaglio.
Io e Giordano ci vogliamo bene veramente.
Vuoi fare finta di niente? Lo vuoi sposare senza che lui sappia niente?
No, lui sa.
Lui sa, ma non sa che tu sai.
Anzi, mi ha proprio chiesto che tu non sapessi.
- Mi stai facendo girare la testa. - Mi fai facendo agitare, è meglio se vai.
- Dobbiamo parlare di un sacco di cose. - Non è il momento, vattene.
Se sono il padre, voglio fare parte della sua vita.
Com'è andata?
Giordano mi lascerà, sicuro. Una sola cosa mi aveva chiesto.
Quindi Max ha capito tutto?
- Sì. - È colpa di zia Rosa, mi dispiace.
In effetti, tecnicamente è stata lei a spifferare l'informazione.
- Giordano non può arrabbiarsi con te. - Che gliene frega della tecnica?
- Mi lascerà. - No, non ti lascerà.
Spiegagli come sono andate le cose e ti capirà.
Le difficoltà vanno prese di petto.
- Sì. - Gli parlo.
- Brava. - Grazie.
- E poi ci fai sapere. - Sì, certo.
Andiamo, dai.
- Di chi sarebbe questa festa? - Senti, non mi scocciare.
- Non volevo fare la parte della sfigata. - Mmh, va bene.
- Grazie. Ciao. - Ciao.
Paolo mi ha invitata a pranzo domani, nel nostro ristorante.
- Dice che mi deve parlare. - Ora me lo dici?
Aveva una voce calma, tranquilla, come se la rabbia gli fosse passata.
- Pensi che voglia tornare a casa? - Boh.
Però io sarei contenta.
- Lo ami ancora? - Che paroloni!
Io so solo che separarci è stato un fallimento.
- Davanti alle difficoltà... - Non si scappa, sì.
Buonanotte, Crudelia.
A Domenico hai detto che ti assenti per qualche giorno, sì?
Mmh.
- Gli ho mandato un messaggio. - Brava.
No, non gliel'ho mandato, però l'ho scritto.
- Lo mando dal traghetto. - Mina!
Mi ha trattata male, non ho voglia né di parlargli né di vederlo.
- Invece, secondo me... - Buonanotte, amica mia. Ciao.
Vedi che ho ragione e si tratta di una fuga?
Uh! Ancora?
Zia?
Sono tornata!
Ieri niente cena.
Stamattina niente caffè.
- Mi hai messa in punizione? - Scusami.
Ho dormito malissimo tutta la notte. Mi sento uno straccio.
Perché, non ti senti bene?
No, è che stavo pensando...
- Secondo te... - Eh.
Volere bene a qualcuno vuol dire fare quello che ti chiede
anche se non è la cosa giusta oppure fare la cosa giusta
anche se è il contrario di quello che ti chiede?
- Stai pensando a zio Alfonso? - Eh...
Brava, stavo pensando proprio a lui.
Ci vorresti tornare insieme?
- Ma no! È che sono preoccupata. - Lui sta bene, zia.
Forse, però, sei tu che cominci a patire questa condizione...
da single, ecco.
Vabbè, sì.
È possibile che sia come dici tu.
- Sai che facciamo? - Mmh?
Ti prepari la borsa e vieni a Procida con me.
- "A Procida"? - Sì.
Il caffè lo faccio io.
Ehi, buongiorno.
Ho qualcosa di orrendo sulla faccia o mi devi dire qualcosa?
La seconda.
Ok.
Sono sveglio. Vai, ti ascolto.
Non è niente di importante, ne parliamo in un altro momento.
Dormi.
Tanto io sono a casa. Attacco alle sei, lo sai.
Mmh.
- Buongiorno. - Buongiorno.
È successo qualcosa di brutto?
No, nessun problema.
Datemi cinque minuti, sistemo le mie cose, mi metto il camice e arrivo.
Con permesso.
- Come va? - Bene.
Ci pensi ancora?
Sai com'è, quando si vuole bene a qualcuno, così funziona.
Ci pensi spesso.
- Grazie. - Grazie a voi, signorina.
Eccoci arrivate.
L'aria di qui ci farà bene.
- Speriamo. - Vedrai.
- Ti do una mano? - No, grazie, tranquilla.
Vieni, vieni. Hop!
Juliette e Sophie sono carinissime.
- Sì? - Sì.
Siamo fuori stagione, ci tratteranno come regine.
Meno male.
Le regine in Francia le decapitavano, speriamo bene.
Che sta succedendo?
Il marito della tua amica è venuto a trovarle,
ma pare che lei non sia tanto contenta.
Il francese si studiava a scuola all'epoca mia.
Ciao, Sophie...
Ehi, Juliette.
- Mina. - Ciao.
- Siete arrivate. - Eccoci qua.
Non nel momento migliore, a giudicare dal vostro entusiasmo.
- Zia, dai. - Ha ragione, signora, mi deve scusare.
- Abbiamo un po' di problemi familiari. - Vabbè, dammi del tu. Io sono Rosa.
- E io Juliette. - Tanto piacere.
- Vi accompagno nella vostra camera. - Grazie.
Grazie. Tieni.
- Di niente. - Che carina questa Juliette!
È proprio un amore di ragazza.
Ha torto la figlia. Secondo me, il padre è uno stronzo.
- Speriamo di no. - No, io me lo sento!
Sono sicura che lui è un uomo pericoloso.
Sei tornata in forma, ti sei ripresa. Sono tornate le intuizioni...
- È l'aria. - Tutto a posto, bene.
- Grazie, al prossimo controllo. - Alla prossima.
- Ciao. Proprio a te stavo pensando. - Come mai?
Ho prenotato in un hammam.
Trattamento completo con saletta privata tutta per noi.
Cavolo, scusami.
Ti chiamavo per dirti che stasera devo preparare la lezione di domani.
Scusa, non doveva pensarci Mina?
Mi ha dato buca, per giunta per messaggio.
Mi sa che non torna neanche più.
Non ti preoccupare, sposto la prenotazione.
Stasera ti do una mano con la lezione.
Sicura che non ti scoccia questa cosa?
Perché dovrebbe? Ci vediamo dopo da te.
Ciao.
Ne è valsa la pena o no?
No, bello è bello il panorama,
ma la salita un po' meno.
Senti che pace che c'è.
Che c'era!
A questi motorini io bucherei le gomme.
Sono ovunque.
- È Sophie. - È uguale.
- Ciao, Mina. - Ciao.
- Ciao. - Scusami per prima, ero arrabbiata.
- Ce ne siamo accorte. - No... Zia.
Piacere, io sono un'ospite di Juliette.
È anche la zia di Gianluca, l'amico di cui ti ho parlato.
Molto lieto, io sono Benoit. Insegno a mia figlia a guidare la Vespa.
Andiamo al piazzale del Castello d'Avalos, mi sembra più sicuro.
Mmh.
Quando arrivate di sopra, vi offro un aperitivo?
- Ah, grazie! - Un'altra salita? No!
No. È come se avessimo accettato.
- Grazie lo stesso. - Va bene.
- Ciao. - Ciao.
- È gentile. - Mmh.
Che è "mmh"?
Non capisco mamma che è andata in crociera.
- Eh... - Guarda che meraviglia!
- Abbiamo una vista mozzafiato! - Senti, Mina, a proposito di mamma...
- Mmh. - Ti volevo dire...
Scusa.
Ah, parli del diavolo...
- Ehi! - Ma dove sei?
Ciao anche a te. Siamo a Procida, guarda.
Un'altra volta? Ma c'è anche Rosa?
- Che fate? - Storie complicate, poi ti raccontiamo.
- Rosa, vieni qui. - Ciao, sorellina!
Eh, "sorellina"... Dimmi una cosa, quando torni al paese tuo?
- Mamma! - Non ha niente da fare a casa sua?
Ti sta attaccata come la cozza allo scoglio. E poi parla!
- Dice un sacco di sciocchezze! - La smetti?
Non ti preoccupare, Olga. Ai comandi! Eh?
Io so quando parlare e che cosa devo dire.
Ecco, brava, io questo volevo sentire.
- Meno si parla e meglio è. - Mamma...
Ha attaccato.
- Vabbè. Che voleva dire? - Che ne so? È pazza!
Tu che cosa mi stavi dicendo?
Che è pazza e te la devi sopportare, questo stavo dicendo.
Ci sono abituata, zia, non ti preoccupare.
- Ciao. - Ciao.
- Come stai? - Bene. Tu?
Bene.
Sempre bellissimo qui, eh?
Allora? Di cosa volevi parlarmi?
Subito, senza neanche ordinare il vino?
Mi conosci, sono impaziente.
Tra un po' devo anche tornare in tribunale.
Vabbè, allora non ci giro tanto intorno.
Mi sto frequentando con un'altra persona.
In che senso "frequentando"? Ci fai sesso?
- Prego. - Grazie.
Grazie.
Ti pare che ti invito a pranzo per parlarti di una cosa del genere?
No, hai ragione, scusami.
È che ci siamo lasciati da pochi mesi.
È diverso con Nora.
- Non si chiamava Nora la tua stagista? - Sì.
Ormai è architetto. È anche molto brava.
È una cosa seria.
- Ciao. - Ciao.
Un whisky e Titti, per favore. Ho bisogno di sostegno.
Ti posso aiutare con il whisky.
Titti l'ho appena sentita e ha detto che arriva. O almeno spero.
In che senso?
È tutto il giorno che dobbiamo incontrarci.
- Non la vedo da stamattina. - Però non avete litigato.
- Avremmo dovuto? - No, no, per carità.
- Buonasera. - Salve, salve.
Sophie.
- Sophie, che succede? - Mia madre è una stronza.
Ecco che succede!
Questo concetto è già stato espresso stamattina.
Che dici se riuscissimo ad articolarlo meglio? Eh?
Voglio andare a un concerto a Napoli con papà domani sera,
ma lei non mi ci manda.
Perché?
Perché è arrabbiata con lui e se la prende con me.
- Non è da lei. - Eh.
Non so, mi sembra strano.
Io ho parlato con Gianluca e mi ha detto...
che anche tu avevi lasciato tuo marito, ma poi gli hai dato una seconda chance.
E se parlassi con lei e magari la convincessi a fare lo stesso?
Non lo so, Sophie, non mi sembra il caso.
Lei lo ama ancora, io lo so.
L'ho vista piangere un sacco di volte perché le mancava.
So che c'è un problema tra loro due, ma non riesco a capire qual è.
Ti prego, Mina, aiutami ad aiutarli.
Ti prego.
Stai tranquilla, provo a parlarle io.
- Mmh? Tanto è in cucina, no?
Vatti a sciacquare il viso.
- È cambia... - Shh! Abbassa la voce!
Lei non gli crede.
Traduci.
Ah. Juliette dice che è colpa di Benoit, se lei non si fida.
Forse l'ha tradita.
- Se non ci fossi io... - Mannaggia.
- Ehi, come va? - Una disfatta totale.
Paolo si è innamorato di un'altra e Titti ha passato tutto il giorno fuori casa,
perché non ha il coraggio di dire a Giordano di Max.
Cavolo, mi dispiace. Perché non venite anche voi un po' qui?
Sai che non è una cattiva idea?
- Che dice? - Ci invita a Procida.
Devo solo vedere come posso organizzarmi con il lavoro e ti dico.
Vabbè, fatemi sapere. Ciao, ciao.
Vedrai che ti piacerà.
Ieri non aveva i capelli biondi la donna del tuo amico?
Mettiamoci qui.
- È un'altra. - Certo che se la spassa, eh?
Scusa, posso averne ancora uno?
Grazie. Poco ghiaccio.
Giornata pesante, eh?
Purtroppo sono tutte così, da quanto è venuto Benoit.
- Lui mi mette in agitazione. - Ho visto, me ne sono accorta.
Sophie dice che gli vuoi ancora bene.
- Ti ha mandato lei, vero? - Sì.
Vorrebbe che io e suo padre ci rimettessimo insieme, lo so,
ma l'amore da solo non basta, abbiamo un rapporto troppo conflittuale.
Perché litigate?
Diciamo che Benoit non si è comportato bene,
però non mi va tanto di parlarne.
Certo, capisco.
- E tu, invece? - Io che?
A te cosa non ha funzionato?
La prima volta che sei venuta qui
avevi bisogno di tempo per capire di chi fossi innamorata.
Mmh.
Oggi avevi la stessa faccia.
Già. Sì.
È solo che adesso il mio problema è un altro.
Anche a me non va tanto di parlarne.
Lo capisco.
- Buonanotte, Juliette. - Buonanotte.
Io capisco che con me la situazione è diventata imbarazzante,
ma lasciare il corso è una cazzata.
Sei un'adulta, non sei una ragazzina.
- Un'assenza può capitare a tutti. - No, quella vuole proprio lasciare.
Dimmi la verità, Domenico.
Ci tieni ancora, vero? Se no non si spiega tutta questa rabbia.
Giulia, ma che vuol dire?
Se un collega ti dà buca all'improvviso, non ti arrabbi?
Io ho la sensazione che per te ci sia qualcosa di più. Scusami se insisto.
Non avete avuto solo una storia di sesso, me l'avete detto entrambi.
Senti, se ti dovessi dire che Mina mi è indifferente, ti direi una bugia...
però non sono pentito di averla respinta.
Io con te sto bene veramente.
Serve solo un po' di tempo per gestire la fine di una storia, no?
Ecco di che cosa potresti parlare domani a lezione.
La fine di una relazione?
Prima o poi tocca a tutti affrontarla.
- Svegliati! - Veramente starei in vacanza.
Sì, vabbè, ho visto Juliette qua sotto
che stava parlando al telefono con qualcuno di nascosto.
Lo rimproverava del fatto
che era venuto qui a Procida contro il suo volere.
- È l'amante! - Dai, zia, lasciami dormire.
Svegliati! Gli ha dato appuntamento tra mezz'ora al Crocicchio.
Non so neanche dove sta,
però se ti dai una mossa, riusciamo a inseguirla.
- Io sarò "pappice"... - No!
- Però pure tu... - No.
- Eh... Comunque, so dov'è il Crocicchio. - Brava.
- Andiamo. - Andiamo.
- È qui. - Eh.
- Eccola! Questo è il Crocicchio? - Mmh.
- Il Crocicchio non è un incrocio? - Sono due ancore messe a croce.
- Che ne so? - Vabbè.
Speriamo che l'uomo misterioso arrivi subito,
perché con questa umidità che c'è, le mie ossa si stanno squagliando.
Forse sta succedendo qualcosa.
- Gianluca? - Tuo fratello, quello famoso?
- Ah-ah. - No, non mi dire.
È proprio lui.
Non può essere l'amante di Juliette, è troppo piccolo.
Oddio, forse invece lo è!
No, forse no.
Ma che stanno combinando?
Che ne so, zia? Questa storia non mi piace per niente.
Irene, non è proprio il momento.
- Volevo dirti che noi siamo partite. - "Partite" per dove? Poi "noi" chi?
Mina, hai proposto tu a me e a Titti di raggiungerti a Procida.
- Non sei contenta? - Eh! Contentissima, proprio.
Vabbè, ci vediamo alla pensione di Juliette.
- Sì, ciao. - Ciao.
- Qui adesso succede un casino. - Fai presto!
Lei va da una parte, lui dall'altra.
Se corri, lo raggiungi e ci parli.
- Sì. - Io non corro con te.
- Ho paura che si rompa un femore. - Va bene.
Per la prossima lezione, un esercizio pratico.
Quando tornate a casa, parlate con i vostri genitori.
Chiedetegli di raccontarvi il loro rapporto con gli ex.
Da come ne parleranno, voi capirete l'importanza,
ma soprattutto il senso della lezione che abbiamo fatto oggi.
Alla prossima, ragazzi.
Li hai mangiati tutti! Lasciali a me!
- Basta! - La prossima volta.
Professo', a proposito di ex, voi come state messo?
In che senso come sto messo?
- Su, avete capito. - No.
Che è successo con la professoressa Settembre? Vi siete lasciati?
Non è successo niente. Non ci siamo lasciati, non stavamo insieme.
- Siete sicuro? - Basta, Cammarota.
Vabbè.
Però, professo', cercate di fare pace.
Senza di lei, la lezione è più scocciante. Pure voi siete diverso.
- "Diverso" come? - Più scocciato.
Ci vediamo, Cammaro'.
Arrivederci, professo'.
Siamo stati insieme una sola volta, però è stato bellissimo.
Mi sono innamorato, Mina, e pure lei, secondo me.
- Prima ho visto che ti spingeva via. - Perché ha paura!
Non solo perché sono molto più piccolo di lei,
ma anche perché sono amico di Sophie.
Tu sai che a lei piaccio. Juliette non vuole farla soffrire.
Se avesse voluto chiudere, me l'avrebbe detto o sarebbe sparita.
Invece continua a rispondere ai miei messaggi e alle mie telefonate.
È sempre molto dolce con me.
È come dico io, Mina, la sua è solo paura.
Gianluca si sbaglia. Forse è colpa mia, non gli ho mai parlato apertamente.
Come sono andate le cose? È stata solo una sbandata?
La mia vita è un casino da troppi anni e lui con me era così carino.
Ho ceduto.
Mi sono voluta regalare un momento di evasione, ma ho sbagliato.
- L'ho capito subito. - Perché non gliel'hai detto?
Ci ho provato, ma lui non vuole capire. Non voglio essere dura.
- Gli adolescenti sono così fragili. - Però bisogna fargli aprire gli occhi.
Scusami, se non ti sei innamorata di un altro,
qual è il problema con Benoit?
Lui ti ha tradita?
La storia è più complicata
e inizia tanto tempo fa.
Io e Benoit ci siamo incontrati grazie alla musica.
Certo, per lui era un lavoro e per me solo un hobby,
ma è stato amore a prima vista.
All'inizio eravamo felici, in una perenne luna di miele.
Poi per Benoit è arrivato il successo e con quello anche lo stress,
l'ansia da performance, la paura di perdere la vena creativa.
Benoit ha iniziato prima a bere e poi ad assumere sostanze.
Coca, anfetamine...
Ma anche antidepressivi, allucinogeni...
Benoit diceva che voleva smettere, ma poi ci ricadeva sempre.
Poi tutto da manuale, tradimenti, bugie, scenate...
La nostra vita è diventata uno schifo.
Lasciavo sempre Sophie dai miei genitori.
Con la scusa di seguire Benoit in tournée,
l'ho protetta per anni dal peggio di suo padre...
ma un anno fa ho deciso che dovevo proteggere anche me stessa.
Così ho mollato tutto e siamo venute qui.
Senza dire a Sophie che suo padre è un tossicodipendente.
Non posso, non voglio distruggerlo ai suoi occhi.
Lei lo adora.
Pure tu lo ami ancora.
Sei disposta a farti detestare invece di dire la verità.
Lui dice che questa volta con le droghe ha chiuso,
che sono sei mesi che è pulito, che è cambiato,
però ho paura.
- Certo. - Non gli credo più.
Non devi decidere tutto subito. Puoi aspettare, vedere come va.
Nel frattempo, gli apri dei varchi, lo metti alla prova su cose piccole.
Dici che dovrei mandare Sophie a Napoli con lui?
Io dico che Sophie ha bisogno di stare con suo padre.
Forse vedere che gli dai fiducia
potrebbe allentare la tensione tra di voi.
Non lo so, pensaci.
- Papà! - Zia, ehi.
- Vado a cercare Gianluca. - Per fare che cosa?
Non mi sembra il caso di invitarlo a questa simpatica réunion famigliare.
- No, voglio dirgli di tornare a Napoli! - Ah!
- Non deve incontrare Benoit. - Brava.
- Ciao! - Troppo tardi, mi sa.
- Ciao. - Guarda chi abbiamo incontrato al porto.
- Ciao. - Ah.
Anche se il signorino mi aveva promesso che sarebbe venuto solo nei week-end.
- Ah. - Gianluca, ci sei anche tu!
- Tu lo sapevi. - Come stai?
- Sono contenta. - Ciao, Juliette!
- Eccoli. - Ciao.
Lui è Benoit. È il marito di Juliette.
- "Enchanté", Benoit. - Ciao, Irene.
- Benoit. - Gianluca.
- Ciao. - Ciao.
Ho una fame tremenda! A che ora si mangia qui?
- Prima si devono sistemare, no? - Venite.
Grazie.
Ho pensato che mentre aspettiamo potresti suonare qualcosa.
No, tesoro, non penso sia il caso.
Dai, è da un sacco che non ti sento cantare. Che ti costa? Siamo solo noi.
- Ma sì, dai! - Per favore.
- Però non canterò in francese. - No?
Farò un pezzo della tua Flo.
- Ah! È quella del concerto. - Ah.
In omaggio ai presenti e alla terra che ci ospita.
Che gentile, grazie.
♪ A cosa serve il cielo ♪
♪ Che guarda e non ci tocca ♪
♪ A cosa serve l'acqua ♪
♪ Se ha sete, sete la mia bocca ♪
♪ A cosa serve un lampo ♪
♪ Se la notte non accende ♪
♪ Nai, na, na, nai, na, na, na ♪
♪ Se fosse di diamante, Questo mio cuore ti darei ♪
♪ Nai, na, na, nai, na, na, na ♪
♪ Ma un passero incostante ♪
♪ Oddio, che romantici! ♪
Il romanticismo è sopravvalutato, Mina lo sa.
♪ Mani aperte e sincere ♪
Che gli prende?
Non sarà il suo genere.
♪ Te lo lasci scappare Via lontano da te ♪
Mina?
Uè, vieni, vieni!
Il telefono di Gianluca è sempre spento. Tu sei riuscita a parlargli?
- Sì, poco fa. - Come sta?
Sta bene, sta facendo una passeggiata. Lui ama questa isola, lo sai.
- Che mi nascondete? - Niente! Perché?
Siete strani, tutti quanti. Sento che c'è qualcosa che non va.
Stai tranquilla, Irene, davvero. Ora mi lasci un po' sola?
Mi voglio riposare, stamattina Zia Rosa mi ha buttata giù dal letto.
- Dai, ci vediamo dopo. - Va bene.
Sophie aveva ragione a dire che potevo trovarti qui.
Dice che è il tuo posto preferito.
- Sai che le piaci? - Che intuito.
Si vede proprio che sei un bravo papà. La conosci bene.
Guarda che non devi essere geloso.
È normale che una ragazza della sua età straveda per suo padre.
Non hai capito un cazzo.
Non è Sophie che mi interessa, ma Juliette
e anche io interesso a lei.
Siamo stati insieme, lo sai?
- Che cazzo dici? - Sì. Chiedilo a lei, se non mi credi.
Chiedile anche se è contenta che tu stia qui.
Sorrideva sempre prima che tu arrivassi. Adesso è sempre incazzata.
Puoi farle tutte le serenate che vuoi, ma tu resti uno stronzo e lei lo sa.
È scappata fino a qui per non stare con te.
Ahi, come canto io
Nel tempo dell'abbraccio, nel tempo dell'addio
Ieri mi sembra la vita di un'altra
Un sospetto atroce, che possa essere oggi
- Benoit! Da quanto tempo! - Flo!
- Che bello vederti! - Che ci fai qui?
Ti presento mia figlia Sophie. È una tua fan, voleva conoscerti.
- Sei bellissima. - Tu di più.
Io vado a prendere da bere, che dite?
- Posso chiedere a qualcuno dello staff? - No, faccio io.
Vi lascio chiacchierare tra ragazze e intanto mi guardo in giro.
Qual è la tua canzone preferita?
Mi piacciono tutte, ma la mia preferita è "Bellissima presenza".
Allora stasera te la dedichiamo.
Ok, noi riprendiamo dalla seconda. Tre e...
Ahi, come canto io
Nel tempo dell'abbraccio, nel tempo dell'addio
Amore, come stai? Ti stai divertendo?
Sì, sì, ci divertiamo.
- Ti devo dire una cosa importante. - Dimmi, ti ascolto.
Vai.
Dai!
È che...
mi manchi da morire.
Sei andata via solo stamattina!
Lo so, però mi manchi tanto, perché io ti amo tanto.
Ti sento strana. Sicura che va tutto bene?
No, va tutto bene, è che ora devo andare.
Ci vediamo domani.
- A domani. - Ciao.
Brava, ottimo discorso, sintetico ma completo.
Oh.
Ciao, Giordano.
- Che ci fai qui? - Secondo te?
- Devo parlare con Titti. - Non c'è. Neanche arriva.
Sta fuori Napoli.
Ma lo sai che è meglio? Almeno parliamo un po' io e te.
- Voglio sapere che cosa gli hai detto! - Niente!
Gli ho detto che non volevo parlare.
Gianluca, guardami.
Mi guardi?
- Gli hai detto di te e Juliette? - È pronto!
Veniamo!
Vado a chiamare zia Rosa.
- Vi porto il parmigiano. - Ti accompagno.
Juliette, senti... Notizie da Sophie? Come sta andando?
Bene, però ha detto che Benoit era molto silenzioso sul traghetto.
Pensandoci, anche qui, quando sono partiti.
Magari sono troppo prevenuta.
"Mon chéri", nel segno di una buona stella
L'anima patinata è la parte più vera di te
Tu che hai le gambe più lunghe non puoi mica ballare
A tempo di "Grazie, le faremo sapere"
Pa, pa, pa, pa, pa
Ma un bijou, una moneta, un'opinione
La faccia giusta per ogni occasione fa il picco di share
Mentre a noi dicono: "Ho buone notizie per quella cattedra vuota"
"Siete in 3600"
Mon chéri, ho speso tutto in formazione
- Mi passi un po' di pane? - Sì, tieni. Scusa.
Grazie.
Non le risponde neanche più al telefono.
Non so che gli è preso, ma Sophie è da sola e si è impaurita.
- Cerco una barca che mi porti a Napoli. - Aspetta, ti accompagno.
Juliette ha avuto un'emergenza, dobbiamo scappare a Napoli.
- Che è successo? - Ehm... Niente di grave, però...
Non vi preoccupate, andate, qui ci pensiamo noi.
- Sì, vai, tranquilla. - Prendo le mie cose.
- Ti aspetto alla macchina. - Sì.
Vabbè, mangiamo. Non sarà niente, vedrai.
Vabbè...
Ancora niente?
Aspettate, vengo con voi.
- Credo di aver fatto un casino. - Che casino?
Gli ho detto di noi due.
Come ti è venuto in mente?
Chi ti credi di essere? Tu non sei niente per me, Gianluca!
- Non sei niente e non sai niente. - Juliette, calmati.
Cos'è che non so?
Non sono fatti tuoi. Ora te ne devi solo andare.
- Juliette, io volevo solo aiuta... - Basta, lasciami in pace!
Adesso voglio solo ritrovare mio marito e mia figlia
e sapere che stanno bene.
Giacomo, andiamo!
Gianluca.
Mi dispiace.
Irene...
No, non mi chiedere niente, ma cerca Gianluca.
Ha bisogno di te.
Ciao.
Nai, na, na, nai, na, na, na
Se fosse di diamante, questo mio cuore ti darei
Nai, na, na, nai, na, na, na
L'abbiamo trovato, ma forse non è il caso che tu lo veda.
Suo marito non è molto lucido, signora. È meglio se viene a vedere di persona.
Vado io?
- Sì. - Va bene.
- Venga. - Sì, grazie.
Probabilmente ha preso della ketamina.
Sappiamo di uno stronzo qui fuori che la dà ai ragazzini.
Benoit.
Oh, Benoit!
Sono Mina.
Mamma mia. Ti porto a casa.
- Grazie. Scusi. - Si figuri.
Buonasera. Per favore, Via Boezio, 63.
Ehi.
Mina ti ha detto tutto, ovviamente.
No...
però quello che è successo l'ho capito da sola.
Allora vai, di' quello che devi dire.
Mi dispiace tanto che stai soffrendo.
So bene che cosa vuole dire essere soltanto una parentesi
per una persona che invece tu ami alla follia.
Dev'essere stata dura per te.
Non ci avevo mai pensato.
Lo so.
Mi dispiace.
Sono stato uno stronzo.
Sì. Concordo, sì.
Mi sei mancato tanto. Tanto.
- Come ti senti? - Fisicamente non c'è male.
Moralmente uno schifo.
- Ci credo. - Juliette e Sophie sono ripartite?
- Immagino che non mi vorranno più vedere. - Sono di là.
Su quello che vogliono fare io non so dirti.
Credo che in realtà dipenda molto anche da te.
Che vuoi dire?
Benoit, Juliette ti ama ancora, però tu devi cambiare.
- Veramente e per sempre. - Come faccio?
Una soluzione c'è.
- Sono venuto a salutarvi. - Dove vai?
In comunità.
Mina ne conosce una qui a Napoli molto valida.
Non voglio perdere più tempo.
Mi dispiace di averti delusa.
Almeno adesso ho capito la verità. Tra voi due la migliore è la mamma.
- Dai, Sophie. - Invece ha ragione.
Mi dispiace per tutto quello che ti ho fatto passare.
Lo capisco se non ne vuoi più sapere di me.
- Ehi, ciao! - Ciao!
- Ciao. - Ciao.
- Com'è andata? - Bene.
Scusate se vi abbiamo lasciato nei casini.
Figurati, ci siamo abituate.
Io mi sono divertita a gestire il ristorante.
- Eh, "gestire"! Che parolone! - Ciao.
Ciao.
Sono contenta che ci siamo incrociati, almeno ci possiamo salutare.
Sì, anche perché io non verrò più tanto spesso a Procida.
Come mai?
A scuola si stanno un po' incazzando. Devo studiare, se no rischio.
Capisco.
Mi dispiace.
- Fate buon viaggio. - Grazie.
- Vi aspetto a Procida quando volete. - Grazie.
- Grazie. - Ciao.
- Ciao, Sophie. - Ciao.
- Vabbè, noi prendiamo un taxi? - Sì.
- Siamo in cinque, serve la navetta. - Prendete voi il taxi.
Io vado a piedi, devo fare una cosa prima di andare a casa.
- La valigia me la porti tu? - Sì, te la porto io.
Al posto di Juliette, io l'avrei mandato proprio a quel paese.
Zia, quando ami qualcuno, non lo lasci al suo destino,
soprattutto se combatterà la battaglia più difficile della sua vita.
Hai ragione.
- Sì? - Domenico, sono Mina. Posso salire?
Va bene.
- Ciao. - Ciao.
Che ci fai qui?
Sono venuta a chiederti scusa.
Entra, dai.
Grazie.
Giulia! Ciao.
- Scusatemi, non volevo disturbare. - No, tranquilla.
- Vi lascio soli. - Aspetta, non c'è bisogno.
In realtà, devo scusarmi anche con te.
Non voglio più creare equivoci o situazioni, come dire...
poco rispettose, ecco.
Mi sono comportata come una ragazzina e mi dispiace.
Questi giorni fuori mi hanno aiutata.
Io ho capito che sto bene
e vorrei che voi due foste felici insieme.
Ti ringrazio.
Volevo dirti anche una cosa sul corso. Ho deciso di continuare.
- Sempre se per te va bene. - Per me non c'è nessun problema.
Sei mancata pure tanto ai ragazzi.
- Veramente? - Chiedi a Cammarota, quando torni.
Va bene, allora noi ci vediamo domani al consultorio.
Ehm... Buona giornata, buon appetito.
- Ciao. - Ciao.
- È stata brava. - Mmh.
Sei a casa?
Sono tornata.
Ehi!
Che succede?
- Dimmelo tu. - Cosa?
Max è passato al Locale, sa del bambino.
Quando pensavi di dirmelo?
Io volevo dirtelo, te lo giuro. È solo che...
Non hai avuto il coraggio e sei scappata.
Non so che cosa ti ha detto Max.
- Ti giuro che non gliel'ho detto io. - Non mi interessa com'è andata.
- Io ti ho chiesto una cosa. Una. - Lo so.
Ti ho aspettato per dirti che me ne vado.
Dove vai? Per quanto tempo?
Non lo so.
Grazie, grazie mille.
- Zia, che stai facendo? - Ah, Mina!
Parto, è arrivato il momento anche per me.
- Te ne torni a casa tua? - Sì.
Ho voglia di stare con la mia famiglia.
La tua famiglia è solo tuo figlio. Dici che non ti pensa proprio.
Scusami, ma non capisco.
Vabbè, però a me fa piacere lo stesso stargli vicino.
Juliette e Benoit mi hanno fatto capire che è proprio così che si fa,
soprattutto nei momenti più difficili.
Riccardo è in un momento difficile?
Tesoro, adesso devo scappare, se no ho paura di perdere il treno.
Grazie, amore. Poi ti chiamo.
Ci vediamo presto, eh?
- Ciao. - Ciao.
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