All language subtitles for Mina.Settembre.S02E06.iTALiAN.720p.WEB.H264-NEUROSiS_ita

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
el Greek
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish Download
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

♪ Con lui volando lontano dalla terra ♪

♪ Dimenticando le tristezze della sera ♪

♪ Quando ami da morire ♪

♪ Chiudi gli occhi e non pensare ♪

♪ Il tempo passa, l'amore scompare ♪

♪ E la danza finirà ♪

♪ Una notte a Napoli ♪

♪ Delle stelle si scordò ♪

♪ E anche senza ali ♪

♪ In cielo mi portò ♪

- Ehi. - Ehi.

È tardissimo!

Ti va di pranzare insieme oggi?

Va bene.

- All'una e mezza al circolo? - Ok.

- Buongiorno. - Ciao.

No, grazie, prendo il latte.

Che hai stamattina? Hai una faccia terribile.

Mi sono pure messa il fard!

Anche con il fard si vede che non stai bene.

Hai litigato con Claudio.

Sì, abbiamo un po' discusso.

- Ci hai spiato? - Sì, ora mi metto a spiare!

È che ho le mie intuizioni.

E poi stamattina anche lui non ha voluto il caffè.

Aveva una faccia appesa!

Hai fatto due più due, non sono intuizioni.

- No, io ho le intuizioni. - Mmh.

- Almeno prendi un biscotto. - Grazie, buona giornata.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Allora? Come va l'umore oggi?

Avete ragione, scusatemi, in questi giorni sto un po' fuori fase.

Non vi preoccupate, io vi capisco.

- Sto attraversando un momento terribile. - Mi dispiace.

Mi sogno Rosaria tutte le notti.

- Sono sogni belli, allora! - No, sono proprio sogni horror.

- Improvvisamente arriva lui, il mostro. - Chi?

L'usurpatore che si è preso la stanza del dottor Domenico.

Non è un usurpatore, il dottor Jovine è qui a pieno diritto.

Comunque, durerà per poco.

Io gliel'ho sentito dire.

Dice che con la gente del quartiere non si trova, non li capisce.

- Vabbè, buona giornata. - Buona giornata.

- Non sai cucinare? - No.

Non ci credo!

- Veramente? - Eh!

- Prendi i surgelati. - Buongiorno.

C'è il signor De Rosa che ti aspetta.

Ah. Senti, Trapanese sta uscendo pazzo appresso a te.

Appresso a me? È sempre stato pazzo. Ora fosse colpa mia!

- Arrivederci. - Ci vediamo dopo.

- Eccoci qua. - Buongiorno.

- Buongiorno. Prego. - Grazie.

- È successo qualcosa a Vincenzino? - No, lui sta bene.

- Ah. - A dire la verità, anche io.

- Allora? - Ecco...

Io parto per la Spagna, ho già avvisato il giudice,

ma volevo salutare anche lei, perché ci ha sempre aiutati.

Ma... scusi, non ho capito, va per lavoro?

- No. - Si accomodi.

Sì, grazie.

Ecco, dottoressa, mi sono innamorato.

So che alla mia età può sembrare ridicolo, ma che ci vuole fare? È capitato.

Lei questa estate è venuta in vacanza da noi, ci siamo conosciuti e innamorati.

Vado a vivere a Valencia da lei.

A Vincenzino chi fa da amministratore di sostegno?

Mi hanno detto che lo sistemeranno in una casa famiglia. Non è stata informata?

- No! - Dottoressa, io sono dispiaciuto.

È il figlio di mia sorella Carmela, gli voglio bene, ma io ho 62 anni.

Mi capita questa occasione e che faccio, me la perdo?

La vita è una sola, dottoressa bella.

Vincenzino sa della casa famiglia?

Sì, io gliel'ho spiegato, ma non sono sicuro che mi abbia capito.

Non c'erano altri parenti che potessero prendersi cura di lui?

- Ci sono solo io. - Dalla parte del padre?

Della famiglia del padre non c'è più nessuno.

- Signor De Rosa, lei ha un figlio! - Chi, Michele?

- Sì, Michele. - Per carità!

Quello non è un figlio, è un castigo di Dio.

- Che fa? - Vorrei saperlo anch'io.

Ha lasciato l'Università, se ne è andato di casa e sono tre anni che non mi parla.

- Mina, come stai? - Ciao, Vincenzino. Posso entrare?

- Sì. - Io sto bene.

Tu come stai?

- Ho un gatto! - Ah.

- Vieni, te lo faccio vedere. - Sì.

Un gatto?

- Eccolo, è lì. - Mmh.

Mi tiene compagnia. Si chiama Ciccillo!

Io gli parlo e lui mi risponde.

Vincenzino, possiamo andare in cucina? Ti devo parlare.

Sì.

- Hai visto come è cresciuta? - Tantissimo.

- Anche questa. - Uh!

Tuo zio ti ha detto che parte?

Sì, parte. È bello che parte, no?

Sì, è bello,

ma ti ha detto anche che tu qui da solo non puoi stare?

Non lo so.

Purtroppo è così.

Ci vuole una persona che stia qui a casa con te.

Sì?

Sì, ma pare che nessuno possa prendere il suo posto.

- Io non li faccio i guai. - Lo so, però è obbligatorio.

Vieni tu, allora.

Non posso, deve essere un parente.

Un mio parente chi è? Mio zio!

- Sì, ma tuo zio parte, no? - Non lo so.

Vincenzino, senti, il giudice ha pensato

che la soluzione migliore per te è quella di andare in un'altra casa,

una casa grande, bella, con tanti amici con cui giocare.

- Chi sono questi amici? - Non li conosci ancora.

Allora non sono miei amici. Non voglio andare in un'altra casa, voglio stare qui.

Qui il mio gatto mi tiene compagnia. Non mandarmi via di qui, ti prego.

Ti prego, ti prego.

Ehi.

Eccoti qui!

- Vieni. - Andiamo.

Non andiamo al ristorante.

- Ah, no? - No.

Beh? Com'è venuta?

È bellissima.

Vieni.

Grazie. Hai lasciato tutto com'era.

- Non lo so, sembra rinata. - È pronta per una seconda vita.

Siediti, arrivo subito.

- Ta-dan! - Ah!

- Ti aiuto? - No, ce la faccio.

Olé!

Grazie.

Allora... Beh...

- A lei. - A lei.

Mamma mia, quanti ricordi.

Perché non partiamo?

Io e te, domani mattina.

- Claudio... - No, aspetta, fammi finire.

Lo so, è un momento delicato, lo capisco.

Forse per questo dovremmo prendere del tempo per noi,

per parlare con calma delle nostre cose, delle cose che non vanno.

Tre giorni, io e te da soli.

Io, te e... il mare. Che dici?

Dico che sarebbe bello...

però ho un problema al lavoro.

Appena lo risolvi, partiamo.

Dammi un paio di giorni per capire.

Beh, intanto mangiamo.

- Eccoci. - Prego.

Dia qui.

Grazie mille.

- Ti aiuto, aspetta. - Ecco.

- Sorpresa. - Che cos'è?

- Gli spaghetti ai ricci! - Pensa quanti ne potremmo pescare domani.

Avanti, dimmi come sono.

- Ehi, Mina. - Ehi.

Ha chiamato il giudice tutelare.

Alla casa famiglia di Varcarturo vogliono sapere quando possono prendere Vincenzino.

Digli di aspettare. Lui non è pronto a lasciare casa sua.

- E tu che vuoi fare? - Non lo so.

Tu intanto prendi tempo, forse una speranza c'è.

- Devo essere sicura che questo cugino... - Quale cugino?

Lo zio di Vincenzino ha un figlio con cui non parla da tre anni

e che pare sia un castigo di Dio.

Ah, e tu vorresti fargli fare l'amministratore di sostegno?

- No, non ho detto questo. - Mmh.

Vincenzino è troppo grande per adattarsi in una casa famiglia.

- E quindi? - Quindi almeno un tentativo lo devo fare.

Mi serve un giorno in più. Ce la fai?

Sì, ce la faccio, ma con Vincenzino chi ci sta stasera?

Ehm...

Ci starei io, però è un periodo un po' delicato con Claudio.

- Ho capito, ci sto io. - Per domani risolvo, promesso.

Sei un angelo.

- Te ne devi andare, hai capito? - Sì, sì.

Tieni! Ringrazia che non ti denuncio per i soldi che devi cacciare!

- Vaffanculo. - Imbecille.

- Buonasera. - Buonasera.

- Scusate, abita qui Michele De Rosa? - Abitava.

- Ah. Sapete ora dove sta? - È là.

- Sta caricando i bagagli in macchina. - Grazie.

- Prego. - Grazie mille.

Scusa!

Scusa!

- Dove stai andando? - Non sono fatti tuoi.

Prima di andare dove stai andando, domani passa da me.

Sono un'assistente sociale, ti devo parlare. Sto al consultorio del quartiere.

Napoli è diventata Stoccolma?

Appena mi sfrattano, ho già l'assistente sociale personale? Guarda questa...

- Giordano ama i nomi corti. - Ehi.

- Ciao. - Ciao.

- Che c'è? Che hai combinato? - Hai litigato con Claudio?

No, litigato no, però abbiamo parlato.

Finalmente ho trovato il coraggio di dirgli che non voglio un figlio.

Oggi a pranzo mi ha invitato ad andare tre giorni in barca.

- Bello! - È romantico.

Dovrei pensarlo pure io, no? Invece perché mi è venuta l'ansia?

Senti, vacci, almeno capisci.

Non posso andare, perché ho un problema da risolvere.

C'è un mio assistito che...

Mina, tu avrai sempre un problema di qualche assistito da risolvere,

ma il tuo quando lo risolvi?

Ha ragione.

Dai, ti accompagno a casa.

- Preferisco stare sola. - E da sola che fai?

Niente, cammino.

Mi fa bene camminare.

Ti fa anche bene parlare.

No, stasera no.

Comunque, grazie.

Claudio, io non lo so a che ora torno a casa.

Forse farò un po' tardi, tu non ti preoccupare.

Sto camminando.

Ho bisogno di pensare a te, a me, a... tutto.

Vai a letto, non aspettarmi e cerca di dormire. Ciao.

♪ Mai saprai ♪

♪ Che in un giorno qualunque io ti penso ♪

♪ Mai saprai ♪

♪ Che come un segreto ti tengo dentro ♪

♪ Come l'inverno ♪

♪ Che si tiene dentro una rosa E la difende ♪

♪ Mai saprai ♪

♪ Che questo addio è una cosa preziosa ♪

♪ Mi chiederò che cosa fai ♪

♪ Come vivi adesso ♪

♪ Se il tuo sguardo è lo stesso ♪

♪ Quando sentirai il mio nome ♪

♪ Tra la gente per strada O forse mi avrai dimenticata ♪

♪ O forse in un ricordo Mi verrai a cercare ♪

♪ Dritto in fondo come Quella strada verso il mare ♪

- Che hai fatto? - Ehi.

- Sei tutta bagnata. - È solo un po' di pioggia.

- Perché tu sei già pronto a quest'ora? - Ah...

Allora, che hai deciso? Vieni con me?

Te lo posso dire tra un po'? C'è il cugino di Vincenzino che...

"Il cugino"...

Claudio, che stai facendo?

Parto oggi. Faccio un salto in Procura, metto a posto le cose e me ne vado.

Ma... aspetta qualche giorno, no?

Tu dimmi: "Aspettami e vengo con te."

Allora io ti aspetto, ti aspetto per 15 giorni, tutto il tempo che vuoi.

Ma tu me lo dici ora.

Questo cugino oggi...

Mina, basta.

Quando avrai risolto il problema del cugino, ci sarà un altro cugino,

poi un altro problema e un altro ancora.

Mina, lo sai anche tu. Ammettilo.

Hai ragione.

Ce ne ho messo di tempo, ma alla fine ci sono arrivato.

Il nostro matrimonio è finito.

Claudio, mi dispiace.

Avrei voluto farcela, davvero.

Anch'io,

ma non ce l'abbiamo fatta.

Io parto oggi pomeriggio alle sei.

Mi passi a salutare?

Tic, tac... Mannaggia.

Claudio è venuto a salutarmi. Mi ha detto che se ne va.

Mi dispiace assai, tesoro mio.

Ma poi è un uomo veramente d'oro,

come non se ne trovano più di questi tempi.

Educato, gentile.

Magari avessi avuto lui come figlio,

al posto di quello scombinato che mi ritrovo!

Mi lasceresti dormire un altro po'? Ho passato la notte sveglia.

Scusami, non ti preoccupare. Volevo solo dirti che non sei sola.

Mmh. No?

No, no, resto io con te.

La solitudine è una brutta cosa.

Io non mi sento sola.

Vedrai, quando capirai che veramente se ne è andato.

Io ho il mio lavoro.

Il lavoro non ti tiene compagnia.

A casa c'è bisogno di un affetto.

Ho capito, vado a farmi la doccia.

Vabbè.

In ogni caso, io non me ne vado da qua fino a che non ti vedo sistemata.

Zia, non c'è bisogno.

Sto bene, veramente. Grazie.

È già deciso. Io ho telefonato a zio Alfonso.

Anche lui è d'accordo. Resto qui per tutto il tempo necessario.

Va bene, amore.

Eh? Vuoi che ti vado a fare un bel caffè?

Ti vado a fare il caffè.

- Buongiorno. - Venite a vedere.

Un imbecille ha parcheggiato nel cortile. Sta pure dormendo.

- Ecco qui. - Lo conosco, deve venire da me.

Tranquillo, Canè, la dottoressa risolve.

Buongiorno. Che fai, dormi in macchina?

Dove devo dormire? Lo sapete che non ho più una casa.

Parcheggia la macchina fuori, qui non può stare.

- Assolutamente. - Parcheggiala bene.

- Ti aspetto di sopra, al consultorio. - Secondo piano.

- Sicura? Se no gli sguinzaglio la belva. - No, trattenete la belva.

- Grazie. - Forza, giovanotto.

Se non mi dovete assistere, che volete da me?

- Ho parlato con tuo padre. - Ah.

- Vi ha detto lui di cercarmi? - No.

Che vi ha detto di me?

Che non vi vedete da tre anni e che tu non gli parli.

- Vi ha raccontato perché? - No. Dimmelo tu.

Mi ha mandato la polizia a casa. Pensava che mi drogassi.

- Ed era vero? - Qualche canna ogni tanto, come tutti.

Era incazzato perché avevo lasciato l'Università,

ma Medicina è troppo difficile per me, io conosco i miei limiti.

- Ora che fai? Come campi? - Come avete visto.

Mi hanno sfrattato perché non pagavo l'affitto da mesi.

Non lavori? Non fai niente?

Piccole cose, lavoretti. Pochi soldi, ma almeno sono libero.

Te lo ricordi tuo cugino Vincenzino?

Come no! Vincenzino, il più simpatico della famiglia.

Completamente fuori di testa. Non lo vedo da anni.

Gli è successo qualcosa?

No, è una delle persone che seguo come assistente sociale.

Sapevi che tuo padre gli faceva da amministratore di sostegno?

Lui adesso non lo può più fare, perché si trasferisce in Spagna.

Quante vite ha quello?

Vincenzino resta senza sostegno.

E quindi?

- Si guadagna qualcosa? - No.

Lui sarebbe disposto a ospitarmi a casa sua?

- Sì, la possibilità ci sarebbe. - Perfetto, faccio io l'amministratore.

- Mi avete cercato per questo, no? - Volevo capire se ce la potevi fare.

Allora, sono abbastanza intelligente per badare a Vincenzino?

Non è una questione di intelligenza, ci vuole senso di responsabilità

e non mi pare che tu ce l'abbia così tanto.

Se non ce l'ho, me lo faccio venire. Fatemi fare una prova.

Se avete cercato me, non avevate tanta altra scelta, giusto?

- Ehi. - Finalmente!

- Com'è andata? - Bene, una notte tranquilla.

- Bene. - Salve.

Lui sarebbe il famoso cugino?

- L'unico e il solo. - Ah, bene.

- Io ho da fare, devo scappare. - Va bene.

Ricordati che entro oggi devo dare una risposta a quelli di Varcarturo.

- Sì. Rosaria, grazie mille. - Di niente, non preoccuparti.

- Vincenzino, ciao! - Ciao.

Ciao. Prego. Arrivederci.

Vincenzino! Mamma mia!

Da quanto tempo! Come stai?

Ti ricordi di me?

Sono Michele, tuo cugino.

Giocavamo sempre lì sul tavolo con le costruzioni.

- Ero piccolo, sono cresciuto. - Michele!

Eh!

- Michele! - Aspetta.

Ho un gatto, guarda!

- È come ce l'aveva zia Carmela? - Sì, si chiama Ciccillo.

Aspetta, vado a prendere una cosa.

Mi pare che gli abbia fatto piacere rivederti.

- Che vi avevo detto? - Mmh.

Michele!

No! Hai ancora la scatola vecchia delle costruzioni!

Sono proprio quelle!

Che vogliamo costruire?

- Un palazzo. - Ok. Per prima cosa dobbiamo fare...

- Le finestre. - La porta.

- Il portone. - "Il portone", esatto.

Vincenzi', sei contento che hai rivisto tuo cugino?

Sì.

Secondo me, dobbiamo fare prima il pavimento.

- "Il pavimento"? - Eh.

- Quadrato? - Sì.

Michele, vieni qui.

Allora, facciamo così, io prendo ancora un po' di tempo con il giudice.

Facciamo una prova, vediamo come va.

- Ok. - Assicurati che mangi.

Cucina tu qualcosa per tutti e due e chiudi a chiave la porta di casa,

perché a volte lui la notte si sveglia e vuole uscire.

Ho fatto lavori più difficili.

Ti chiamo dopo.

- Ciao, Vincenzi'! - Ciao, ciao.

- Arrivederci. - Ciao.

Allora, il pavimento.

Lo dobbiamo fare quadrato, come hai detto tu.

Claudio ha anticipato la partenza. Parte oggi alle sei, senza di me.

Io mi sento in colpa, perché forse aveva ragione lui,

dovevamo stare insieme qualche giorno da soli

per capire se il nostro matrimonio è davvero finito.

Mi fa impressione pure a dirlo che è finito.

Ma l'hai detto.

Sì, l'ho detto.

Tu credi che io l'abbia sempre saputo, ma che non volessi ammetterlo?

Esatto.

Tu invece che cosa ne pensi?

Credevo che potessimo farcela, se no non ci avrei nemmeno provato.

Ne sei sicura?

Non lo so.

Forse non volevo lasciare nulla di intentato, non volevo avere rimorsi.

E che altro?

Forse non volevo fare la scelta sbagliata

o passare tutta la vita senza scegliere.

Quindi è stata una decisione razionale?

Forse già da allora avevi smesso di amare tuo marito.

"Amare" significa immaginare il futuro insieme a qualcuno.

Tu lo hai mai immaginato con Claudio?

All'inizio sì,

però poi ho smesso.

- "All'inizio" quando? - Quando ci siamo sposati.

E poi?

Quando hai deciso di riprovarci?

Voglio dire... la immaginavi una vita con Claudio?

Avere dei figli, invecchiare insieme?

No.

Non me lo immaginavo.

Forse perché eri ancora innamorata di qualcun altro?

Del tuo collega?

Fare la scelta giusta è difficile.

Anche accettare la felicità è complicato.

Sono contento che tu sia passata.

E ora che succede?

- In che senso? - Tra di noi.

Voglio dire, tu parti e...

Ci rivedremo? Resteremo amici?

Mina, io...

Io avrei voluto passare tutta la mia vita con te,

ma se tu non ci sei, beh...

allora mi prendo tutto il resto.

Come questa barca, come la mia libertà di partire.

Voglio prendermi tutte le cose belle della vita.

Ci sono ancora un sacco di cose che io non ho capito.

Certe volte nemmeno me ne accorgo se sto vivendo una cosa bella.

Lo so.

Ma in questo momento me ne sto accorgendo.

- Anch'io. - Non voglio perderti.

Non mi perderai.

Dammi solo il tempo...

di trasformare questo sentimento in qualcos'altro.

Che guardate a fare? Ne avevo bisogno.

- Dico a Giordano di portartene un altro? - Sì, brava.

- Giordano. - Come stai?

- Non è facile chiudere un matrimonio. - Lo sai che lo so.

Mettila così, chiusa una porta, si apre un portone.

Tu il portone aperto già ce l'hai, devi solo deciderti a entrare.

Domenico. Lo sai pure tu che in fondo...

Però ora non aspettare un anno prima di deciderti.

C'è l'improbabile.

- Che faccio? - Mi sa che ti ha vista.

- Meglio che vada. - Mmh.

- Ciao. - Ciao.

Ciao.

- Ecco il secondo. - Ah, bravo, Giordano.

- Ciao. - Ciao.

Sapevo che frequentavi questo posto. Carino, eh?

- Posso? - Grazie.

- Scusa, vado di fretta. - Ricorda che abbiamo una cena in sospeso.

- Quale cena? - La cena che mi avevi promesso.

- Il nostro piccolo accordo sottobanco. - Sì, quella cena.

Ehm... In questi giorni sono impicciata.

Sentiamoci la settimana prossima. Grazie, ciao.

Una sera stavamo...

Aspettate.

- Pronto, dottoressa? - Voglio solo sapere come va.

- Vincenzino sta bene? - Sta come un papa.

Ho fatto gli spaghetti olive e capperi e se li sta mangiando tutti.

e ha fatto subito amicizia.

Anzi, ora ve lo passo.

- Va bene, grazie. - C'è Mina che ti vuole.

Ciao, Mina.

- Ciao! - Sto mangiando gli spaghetti di Michele.

Sono contenta di sentire che stai bene. Domani passo a trovarti.

- Ok? - Sì.

- Ciao. Buona serata. - Buona serata, buona serata.

- Che ha detto? - "Buona serata."

Sì, è evidenziato anche qui.

Mi scusi.

- Ciao. - Ehi, posso chiederti un favore?

Sono con un cliente, ma se è una cosa veloce, dimmi.

Sì, al volo.

Puoi fare un'istanza per cambiare l'amministratore di sostegno?

Sì, mi dai i dati e lo facciamo.

- Va bene, grazie. - Ciao.

- Mi scusi. - Prego.

Professore, per sua la denuncia abbiamo raccolto gli elementi...

Permesso? Buongiorno.

- Chi li manda? - Non lo so, io devo solo consegnare.

- Mi scusi, io... - Per lei.

- Ancora? - Anche questo è per lei.

- Ha un corteggiatore originale. - Sì.

- Forse è meglio che tolgo il disturbo. - Professore, può restare...

Non si preoccupi, avvocato, la chiamo domani.

Qualche rosellina ci voleva, questa stanza era un mortorio.

Tu sei impazzito. Hai visto che c'era un cliente?

Si è fatto una risata, mi pare, no?

Stai male. Fino a qualche giorno fa mi sembravi più normale.

- Infatti lo ero. - Cosa è cambiato?

Ho saputo che ti sei separata. Adesso ho campo libero.

Ma quale campo libero?

Tra me e mio marito è una separazione momentanea.

Senti, grazie per questi fiori,

ma ora per cortesia vediamo di non scadere nel ridicolo.

Vabbè, tanto sia io che te sappiamo come finirà questa storia.

Sì, io lo so, ma non è lo stesso finale che speri tu.

- La cena è confermata? - Ma quale cena? Mi lasci lavorare?

Vai.

Vedremo.

Avanti.

Ehi.

Ciao.

Tua sorella?

È partita. Fa sempre una breve apparizione e poi se ne va.

Mmh.

Ho iniziato a leggere i questionari della settimana.

No, senti questa. Allora...

"Alla mia prima esperienza sessuale avevo sei anni."

"Mi sfrugugliavo la mazzarella. Mia madre mi ha dato un pacchero."

- Alcuni fanno veramente tenerezza. - Senti questa.

"Da grande voglio fare la zoccola come mia madre. Ha tanti soldi."

"Si trucca tantissimo e i maschi la rispettano."

Hai capito?

- Domenico, senti, ti volevo dire... - Mmh.

Scusami solo un secondo.

Pronto?

Sì, sono la dottoressa Settembre.

Ho capito. Sì, arrivo subito, grazie.

- Che è successo? - Un problema con un mio assistito.

Vengo con te.

Grazie.

- È uno tranquillo, non era mai successo. - Che è successo?

L'abbiamo trovato al cimitero.

Ha scavalcato per entrare mentre era ancora chiuso.

- Vincenzino, ti potevi fare male. - Lo so, però ho pensato alla mamma.

- La volevo vedere. - Lo sai che la mamma non c'è più, vero?

- Sì, però lì la sento più vicina. - L'importate è che l'abbiamo trovato.

- Sì. - Però bisogna fare più attenzione.

- Che non succeda più. Buona giornata. - Arrivederci, grazie.

- Ciao, ciao. - Grazie.

Tuo padre aveva ragione. Non mi dovevo fidare di te.

Ieri sera è andato tutto bene. Era tranquillo, abbiamo mangiato.

Poi è andato a dormire e mi sono dimenticato di chiudere la porta a chiave.

Mica l'avrete fatto bere!

No! A lui neanche piace la birra.

- Vero, Vincenzino? - Sì, è vero.

Dovevi stare attento, invece inviti gente, vi mettete a bere... Ti rendi conto?

- Poi mi chiedi perché ho dubbi su di te. - Ti piacciono i gatti?

- Sì. - Io ne ho uno grigio, si chiama Ciccillo.

- Ah, è un bel nome. - Sì.

Sai che mi dispiace che sia finita in questo modo?

È colpa mia.

Vabbè, certo Michele ha fatto una grande stupidaggine,

ma mi dà la sensazione di essere un bravo ragazzo.

Sai chi mi ricorda?

- Mia sorella quando era più piccola. - Ah, sì?

Pure lei del tutto inaffidabile?

Sì. Sapessi quanti pensieri mi ha dato.

Il problema suo è che aveva bisogno di qualcuno che si fidasse di lei

nonostante le cazzate che faceva.

Ho capito, però in questo caso ci andava di mezzo Vincenzino.

- Adesso che succede? - Che succede?

Stasera mi organizzo con Rosaria e domani andrà in una casa famiglia,

sempre che riesca a farglielo accettare.

- Posso fare qualcosa? - No.

- Zio Alfonso. - Mina.

Ciao!

- Come stai? - Che piacere rivederti.

- Domenico, lui è il marito di zia Rosa. - Molto lieto.

Onorato, Domenico. Allora io vi lascio, vado via.

- Va bene, grazie ancora. Ciao. - Arrivederci.

Non è che vi ho disturbato, no?

No, quando mai! Che hai fatto?

Ti trovo in grande forma, sei ringiovanito. Andiamo.

No, senti, potremmo andare a parlare da un'altra parte?

È meglio se Rosa non mi vede.

- Mmh? - Ah.

Come vuoi. Vieni di qua.

C'è un bar molto bello. Se vuoi, ci beviamo una cosa.

- Ciao. - Ciao, come stai? Ti disturbo?

Assolutamente no, hai beccato la pausa tra un paziente e l'altro.

Ah, bene.

- Ci hai messo un po' a chiamarmi. - No, la verità è che avevo...

No, io non voglio delle scuse.

Vuol dire che ci hai pensato bene e questo mi rassicura.

Sì, la verità è che ci ho pensato molto bene.

Se ti va, mi farebbe davvero piacere rivederti.

Che ne dici di questa sera?

- Non ti ha detto nulla? - No, niente!

Sono quasi due mesi che me ne sono andato di casa e non ti ha detto nulla?

- No. - Questa è Rosa.

È una brava donna, ma ha un vizio.

È troppo buona. È come una cassata.

Una fetta va bene, anche due,

ma a quattro ti stucca, no?

Con sei ti senti male

e con tutta la cassata ti ricoverano.

Tu pensa quanta cassata ho mangiato in 40 anni di matrimonio.

Un altro, per cortesia.

E poi parla, parla, parla, parla...

Magari dice anche cose interessanti qualche volta, ma ne dice troppe.

È come una radio sempre accesa, non si spegne mai.

- Zia Rosa ha pure un sacco di qualità. - Te l'ho detto.

- Ma solo ora ti sei accorto che è così? - No, l'ho sempre saputo.

È che prima c'era l'amore.

Poi la pazienza e poi la sopportazione.

Tu dove vivi ora?

Ho affittato una piccola casa in campagna molto isolata.

Grazie. Non si sente un rumore.

Non si sente una voce, niente. Neanche i grilli si sentono.

Lei non lo sa.

- Ah. - E non lo deve sapere, eh!

- No. - Mi raccomando, non le dire nulla.

Anzi, fai una cosa, non le dire nemmeno che ci siamo incontrati.

- Mmh. - Per carità, non le dire nulla.

Nulla.

- Titti. - Mina, ciao.

Sono stanca, è stata una giornata bella piena.

Ho capito, non vieni al Locale.

No, stasera no. Non ce la faccio, scusami.

Tranquilla, volevo solo sapere se stavi meglio.

- Grazie. - Allora riposati, ci sentiamo domani.

Va bene? Ciao.

Oh!

Ma che...

Mi volevi uccidere?

Titti, perché mi guardi così? Sono Max.

- Max... - Eh.

- Io ora devo scappare. - Aspetta, stavo venendo proprio da te.

- Ah, sì? - Sono appena tornato a Napoli.

Però io ora ho un appuntamento...

Stavi per uccidermi e adesso te ne vai così?

- Ti va se ci rivediamo domani? - Max, sentiamoci.

Io ora devo andare, scusa.

Zia, che stai facendo?

Ho trovato dei quadri e sto sistemando la parete.

Scendi, è pericoloso, per favore.

Vieni qui, ti do una mano.

- Ti aiuto. - Eccoci. Oh!

- Tu mi nascondi qualcosa. - Ma che dici?

Hai incontrato quella pappamolla di Alfonso e non me lo vuoi dire.

- Come fai a saperlo? - Te l'ho detto che io prevedo, intuisco.

- Tu non mi credi! - Mi fai paura.

È uno scherzo!

- Vi ho visti dal balcone. - Ah, ecco!

Zio Alfonso mi ha detto

che due mesi fa se n'è andato di casa.

Quello fa sempre così. Se ne va, poi ritorna.

La verità è che non può stare senza di me.

E se non torna?

Vuol dire che era destino.

D'altronde, se lui non se ne fosse andato, io non starei qui ad aiutarti

in un periodo così difficile della tua vita.

Non sei contenta?

- Moltissimo. - Eh!

Moltissimo.

È solo per un periodo.

Troveremo una persona che si occupa di te e torneremo qui a casa.

Non ho capito.

Adesso andiamo in un'altra casa, dove ci sono tanti amici.

Solo Michele è mio amico.

- Ti troverai bene. - Dove sta Michele?

È dovuto andare via, ma ti verrà a trovare ogni tanto.

Io voglio stare con lui.

Purtroppo questo non è possibile.

Adesso chi è?

- Michele! - Voi che ci fate qui?

- Vincenzi'! - Michele!

Grazie. Ieri ho fatto la cazzata più grossa della mia vita.

L'ho fatta proprio con te, a cui voglio bene,

e ho capito che è stata l'ultima, altrimenti sono fottuto a vita.

Devo ringraziare pure voi,

che mi avete fatto capire quanto sono stato stronzo.

Vorrei rimediare.

Michele mi ha chiesto di aiutarlo a trovare un lavoro.

Ti prendi una bella responsabilità.

La polizia non ha verbalizzato niente. Resettiamo tutto.

Così pure Vincenzino può restare a casa, no?

Michele, io ho un gatto tutto grigio. Lo vuoi vedere?

- Si chiama Ciccillo. - Come quello di zia?

Sì, eccolo, è lì.

- Gli portiamo i croccantini? - E l'acqua.

- Mangia tanto? - Sì.

Hai deciso di adottare Michele?

Te l'ho detto, mi ricorda un po' com'era mia sorella.

Chi credi che l'abbia aiutata a rimettere la testa a posto?

Tu.

Senti, Michele è un bravo ragazzo.

Anche lei lo era. Dagli un'altra possibilità.

Sì, certo che gliela do.

Dovrò stare attenta, li dovrò controllare sempre.

Ti aiuto io.

Ormai hai capito che me ne intendo di "cape sciacque", no?

Mina.

Domani rientro in consultorio.

Non mi va di lavorare solo in clinica, mi terrò solo qualche paziente.

Mi manca troppo il quartiere, la gente come me.

Ma Ermanno?

Si era capito che stava lì malvolentieri, no?

L'ho aiutato a trovare un posto al Vomero.

Sono contenta che ci rivedremo tutti i giorni.

- Adesso devo andare. - Sì.

Ho lasciato l'anticamera piena di pazienti.

- A domani, allora. - A domani.

Ciao.

Ferma, ferma, ferma!

Alla clinica Sanitas a Posillipo.

No, scusi, lasci perdere la clinica. Segua quello scooter, quello lì.

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.