All language subtitles for Mina.Settembre.S01E01.iTALiAN.1080p.WEB.H264-NEUROSiS_ita

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English Download
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
el Greek
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian Download
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish Download
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

♪ Con lui volando lontano dalla terra ♪

♪ Dimenticando le tristezze della sera ♪

♪ In paradiso, oltre le nuvole ♪

♪ Pazza d'amore come le lucciole ♪

♪ Quando ami da morire ♪

♪ Chiudi gli occhi e non pensare ♪

♪ Il tempo passa, l'amore scompare ♪

♪ E la danza finirà ♪

♪ Una notte a Napoli ♪

♪ Con la luna e il mare ♪

♪ Ho incontrato un angelo ♪

♪ Che non poteva più volar ♪

♪ Una notte a Napoli ♪

♪ Delle stelle si scordò ♪

♪ E anche senza ali ♪

♪ In cielo mi portò ♪

Susy! Ciao. Che ci fai qua?

Un incontro di lavoro, un'intervista per la mia trasmissione.

- Ah. - Sì, il nuovo format.

Parlo con le persone in casa. Vabbè, ma tu? Tutto a posto?

- Sì, ero a Ischia per un convegno, ma sono tornata prima. - Capisco.

Ti saluto, vorrai tornare a casa e anch'io vado di fretta.

Ciao.

- Ciao. - Susy!

- Stammi bene! - No, hai perso un ore...

Vabbè.

Claudio!

Amore!

Mina!

Che ci fai qui? È successo qualcosa?

È successo che avevo voglia di vederti.

Sei contento?

Sì, certo, sono contento, non mi aspettavo di... vederti.

Se no che sorpresa sarebbe?

- Ma che fai? L'aria di Ischia ti ha fatto bene. - Sì.

Cambiare aria fa bene ogni tanto. Ho capito che non posso continuare così.

La vita deve andare avanti.

È quello che avrebbe voluto anche mio padre.

È la cosa più bella che potevi dirmi.

Mi mancavi.

Scusami se ti ho trascurato.

Scusami, scusami, scusami.

- Ah! Ahi. - Che c'è?

Non lo so.

Che succede?

Questo cos'è?

Mi fai schifo!

Carme', mi senti?

Purtroppo stamattina ho poca linea, non ho neanche il 3G.

Eh?

Prima i sacchetti con i confetti per tutti

poi le bomboniere per i testimoni e ora per i parenti.

Non si può fare! Gli ho detto di rivedere il budget.

Gliel'ho detto in modo educato, come so fare io.

Alla fine quella che ti ha detto?

- Oh! - L'hai sentita più?

Signora! Che modi sono?

Quante storie per qualche briciola!

Questa la chiamate "qualche briciola"?

La prossima volta vi lancio uno sfilatino.

- Madonna mia, l'ha presa! - Che è successo?

L'ha presa.

Oddio, perdonami, scusa! Ti sei fatta male? Vieni.

- Mi dispiace. - Mi hai quasi ucciso! Questo è un senso unico!

Ho capito, rilassati.

Via Baracco è chiusa, Via Noce è bloccata da un camion.

- Come arrivo a casa? Devo volare? - Vuoi avere ragione?

Una persona civile lo avrebbe spinto a mano fino alla fine del vicolo.

Ma tu cammini senza guardare. Credi di stare a Zurigo?

È colpa di gente come te, se la città è ridotta così.

Vergognati!

- Vergognati tu a sparare sentenze! - Troglodita!

Ecco che si guadagna a essere gentili con chi non conosci.

- Fammi largo, devo passare. Scansati. - E passa.

Che vuoi?

Entra dentro! Stai sempre in mezzo alla strada! Muoviti!

- Buongiorno, Trapanese. - Dottoressa! - Sì?

- Questi sono per voi. - Ah...

- Grazie. - Vostro marito non si arrende, eh?

Fa bene, perché con le donne ci vuole tenacia.

Va bene, grazie.

Vi accompagno, così faccio due passi.

A stare tutto il giorno chiuso nella guardiola, esco pazzo.

Quando ero autista dell'Atan era un'altra cosa.

Quella sì che era vita!

Certo, con tutte quelle fermate era una scocciatura.

Ma in realtà qualcuna la saltavo. Doveva vedere le facce della gente!

- La lasciavate a terra? - Lo facevo per loro.

Le migliori storie d'amore sono nate alle fermate del pullman.

Faccio un salutino a donna Rosaria. Con le donne ci vuole tenacia!

Trapanese.

Se sapevo dell'ascensore rotto, non venivo.

- Voi siete del consultorio? - Sì. Voi siete?

- Ammaturo Concetta. - Ah, certo. Prego, accomodatevi.

Mi avete fatto venire fino qua per questa fesseria?

Un ragazzino di undici anni che dall'inizio dell'anno

non è andato mai a scuola è una fesseria?

Kevin non va a scuola perché deve sostituire il fratello.

Appena Jonathan esce, lui torna a scuola.

- Esce da dove? - Un piccolo errore giudiziario.

Finché la cosa non si aggiusta, Kevin fa... Come si dice?

Il pony espresso.

- Va in motorino a undici anni? - Con il casco.

Se no lo fermano e vedono che è piccolo.

Così gli rovinate la vita. Ma che futuro gli garantite?

Voi siete andata a scuola, avete studiato.

E state qua dentro dalla mattina alla sera per 2000 euro al mese?

- Magari. - Ecco, appunto.

Scusate, vado perché ho da fare.

- Relazionerò al dirigente scolastico. - Relazionate.

Relazionate pure, dottore'. Tanti auguri, eh!

Mamma mia! Ma che ha quella?

Lascia stare. Che cos'è questo casino?

Mi stanno facendo impazzire con la storia del nuovo ginecologo.

- Per favore, parlaci tu. Almeno tu sei... - La psicologa, sì.

Ho smesso per fare l'assistente sociale.

- Sì, ma a te danno retta. - Andiamo, Rosaria.

Ragazze! Ve l'ho già detto.

La Asl dice che verrà nominato entro l'anno.

- Se! - Con il Natale di mezzo?

Voi ci credete?

- No, per niente. - Impossibile.

- E se serve durante le feste? - Chiamiamo il dottor Rattazzi.

Io mi sono sempre trovata bene.

- Pure io. - Sì.

Grazie al suo certificato sono stata sei mesi a casa, pagata.

- Tu in cambio gli hai fatto un regalino. - Era il minimo.

Allora non vi lamentate! Perché Rattazzi è sotto inchiesta.

- Certo, la legge se la prende sempre con chi fa del bene. - Brava.

Io vado. A casa ne ho altri due e con mio marito tre.

- Sì, anch'io. - Buon Natale! Buone feste!

- Andiamo. - Buone feste a tutti.

Auguri, dottoressa.

- Arrivederci. - Buon Natale.

- Buon Natale. - Mai una volta che mettono a posto.

- Si stancano troppo. - Gli pesa la pancia.

Titti, ma dove sei?

Oddio, scusami!

- Scusa! - Ma non abitavi da sola?

- Poi ti spiego. - Me ne vado.

Aspetta, voglio presentarti Max.

- Ora? - Sì.

Max, Mina. Mina, Max.

Presentiamoci. Ciao.

- Ciao, Max. - Mina. Buone feste.

- Ciao. - Che timidoni che siete!

Aspetta!

Hai visto che carino? È pure più giovane di me.

Mi ha dato il suo numero in posta per farmi passare prima.

Non perché sono più vecchia, ma gli stavano portando via l'auto

e ci siamo conosciuti così.

Mina, ma che fai?

Titti, ho approfittato fin troppo.

Da oggi riprendi possesso della tua casa e della tua libertà.

Che dici? Io non voglio che te ne vai.

La prossima volta chiudo a chiave la camera e il problema è risolto.

No.

- Ma poi dove andresti? - Da mia madre.

Da tua madre? Sei impazzita?

Perché? Il tempo di trovare casa. Poi mamma sarà contenta.

Che fai? Mi stai rigando tutto il parquet!

Ciao, mamma. Anche io sono contenta di vederti.

Non ce la faccio, è un piombo.

Se credi di stabilirti qui per sempre, hai fatto male i conti.

- Ci penso io. - Ciao.

- Buonasera. - Grazie.

- Come si chiama? - La Sfinge.

Bisogna risolvere il quiz per parlare con lei.

Dai!

- Ehm... Sonia, mi pare. - Vedi di non farti scappare anche questa.

C'è chi fa scappare le badanti e chi fa scappare i mariti.

Certo, Claudio mi ha tradito perché non ho saputo tenerlo, vero?

No, hai fatto bene. Un magistrato affermato, un bell'uomo...

- Sai quanti te ne capitano! - Ma non lo potevi vedere!

Io non lo potevo vedere? Non mi ricordo.

Comunque cambiare idea è sintomo di intelligenza.

Ah...

Io raccolgo le mie cose e libero la tua stanza. Voi state qui.

No, Sonia, non preoccuparti. Vado nello studio di mio padre.

Grazie.

- Tanto è una cosa provvisoria. - Eh...

Il provvisorio non ci mette niente

a diventare provvisorio definitivamente.

Vabbè, dai.

Buonanotte, mamma.

No! Che fallimento!

Trentotto anni, senza un marito, senza un figlio, senza una casa!

Senza un lavoro.

- Come senza un lavoro? - Quello lo chiami lavoro?

- Faceva la psicologa... - Che?

La psi... Vabbè! Un lavoro inutile anche quello.

Comunque, guadagnava bene.

Adesso si è messa a fare la buona samaritana.

- È sufficiente per oggi. Buonanotte. - La buona samaritana!

Sfogati, ti fa bene.

Se gli avessi aperto, quel ragazzo sarebbe vivo.

Eri la sua analista, ha citofonato alle due del mattino.

Dovevi mandarlo a casa, hai agito correttamente.

Dovevo aiutarlo!

Io voglio sentirmi libera di aprire la porta.

Voglio dare un aiuto concreto, entrare nella vita delle persone.

Non voglio solo ascoltare, capire, indirizzare...

Allora hai sbagliato mestiere.

Lo so.

Se facessi l'assistente sociale, mi sentirei più utile.

Dovresti ricominciare tutto

prendere un'altra laurea, fare un concorso.

- È una pazzia? - Sì.

Ma è una pazzia bella.

Bella e coraggiosa.

Sì?

Ho portato la biancheria. Apro il divano letto?

Grazie.

- Scusate, ma il 14 è uscito? - Ma stiamo giocando a tombola?

- Numero 15! - Ce l'ho io.

Trapanese, che succede?

Dottore', non vi avevo creduto, ma ci avete fatto un bel regalo di Natale.

È arrivato il nuovo ginecologo.

Ah! Era ora!

Vieni, Mina, ti presento il dottor Gambardella.

È di questa zona come me, ci conoscevamo già.

Molto lieto, Domenico.

Chiamami Mimmo.

Le nostre strade si incrociano ancora.

Avrei giurato che fosse un senso vietato.

- Pure voi già vi conoscete? - Sì. - No.

Scusate.

- Aspettava me? - Sì. - Prego, venga.

- Le hai fatto qualcosa? - No.

Si accomodi.

Dottoressa, non mi riconoscete?

Nanninella!

- Come stai? Quanto è passato? - Nove anni.

Mamma mia!

Però Nanninella non c'è più, dottore'.

Che succede? Perché sei qua?

- Stasera io devo morire. - Che dici? Che significa?

- Voi avete figli, dottoressa? - No.

Io ho un figlio.

Si chiama Pietro.

Ha quattro anni, è la mia vita.

È nato da una storia con uno... Vabbè, ve lo spiego o avete capito?

Io ho fatto tanti sbagli.

Però so fare la mamma e mio figlio è un bambino sereno.

Io sono stata sempre attenta a tenerlo lontano dal mio lavoro.

Pietro?

Comunque, due giorni fa stavo con lui ai giardinetti

e l'ho perso di vista un attimo, il tempo di una telefonata.

E niente, non lo trovavo più.

L'ho chiamato, l'ho chiamato, ma era come sparito.

A un certo punto lo vedo mano nella mano con un uomo.

Pietro!

Lo chiamo un'altra volta.

Pietro...

Lo mette in macchina e parte. Io comincio a chiedere aiuto.

Fermatelo! È mio figlio, fermatelo!

- Antonio! Aiutami, il bambino! - Ssh!

Se fai la brava, nessuno lo tocca.

Mai potevo aspettarmi che in questa storia c'entrava Antonio.

Antonio è uno della famiglia del mio uomo

perché io sono la donna di un uomo molto importante.

- Parla con mamma. - Dove sei?

Quando vieni a prendermi?

Amore... adesso stai tranquillo, la mamma pensa a tutto.

Poi ha attaccato e mi ha detto che cosa dovevo fare.

Anto', non puoi chiedermi questo.

Ma lui mi ha riso in faccia e poi mi ha dato questo.

- Che cos'è? - Una specie di veleno.

Stasera devo scioglierlo nel bicchiere del mio uomo.

Gli verrà un infarto e nessuno capirà che è stato ucciso.

- Però poi toccherà a me. - Perché?

Antonio non è scemo.

Non può lasciare in giro una che sa come si è liberato del boss.

- Con i Luongo non si scherza. - I Luongo?

Tu stai con Ciro Luongo? Chiama subito la polizia.

La polizia? Non vi facevo così ingenua.

- Volete lavarvene le mani? - Smettila. Io voglio aiutarti.

Che devo fare?

Antonio tiene mio figlio a Monteleone, a San Giovanni.

Quella è zona sua.

Quando io farò quello che devo fare, lui lo libererà, io lo so.

Prendetevi cura di lui.

Toglietelo dalle mani di quella gente.

Poi quando si farà più grande, gli darete questa lettera.

Dentro gli spiego delle cose.

Mio figlio deve sapere che sua mamma non l'ha abbandonato.

Io non sono un'assassina, ma per salvarlo farò anche questo.

Però voi mi dovete promettere che lui avrà una vita migliore.

Oddio...

Dimmi un po'.

Ti dico di sì.

Se ti fidi, scelgo io il posto per il pranzo.

- Io non mi fido di nessuno, ma faccio un'eccezione. - Grazie.

Oh, scusa. Scusa.

Pronto?

Mina, che sorpresa! Non pensavo che mi chiamassi.

Ah... No, di queste cose è meglio non parlarne al telefono.

No, non ho nulla da fare. Il tempo di arrivare, va bene? Sì.

Arrivo, ciao.

Giada, mi dispiace, ma dobbiamo rinviare il pranzo.

Ah! Ti chiamo per gli auguri.

- Ciao. - Ciao.

Mamma mia, che freddo!

Eh, è gelato!

Diecimila euro per ritrovarmi senza utero e ovaie!

Quel disgraziato voleva operarmi nella sua clinica privata.

I fiori di Claudio.

Voi siete un santo, io non so come ringraziarvi.

- È mio dovere, non ringraziatemi. - Arrivederci.

Dottoressa.

Quando finisco qui, posso offrirti un caffè in segno di pace?

Come se avessi accettato, grazie. Che hai fatto, hai volato?

- Sì, mi hai chiamato. - Cambiavo l'acqua ai fiori. Vieni.

- Prego, si accomodi. - Grazie, dottore.

Stasera Nanninella andrà sullo yacht dei Luongo per una festa di Natale

e avvelenerà Ciro Luongo.

- Un veleno? - Sì, una specie di veleno.

Mah! Mi sembra una storia assurda.

- Ciro Luongo è un capo solido, a quanto ci risulta. - Vi risulta male.

Faccio delle domande in giro e vediamo che esce fuori.

- Delle domande in giro? - Mmm.

- Nanninella stasera lo uccide. - Che dovrei fare? Dimmelo tu.

Dovrei mobilitare il corpo di polizia

perché l'amante di Luongo ha parlato con un'assistente sociale?

Qual è il problema?

Che Nanninella è l'amante o che l'ha detto a una semplice assistente sociale?

- "Semplice" l'hai aggiunto tu. - So quello che pensi del mio lavoro.

- Non l'hai mai accettato! - Non è vero.

Che c'entra questo adesso?

Io mi preoccupavo per te.

Ti saresti presa il peso del mondo sulle spalle.

Mi sentivo responsabile e l'ho fatto per proteggerti.

Questa protezione dov'era quando sei andato a letto con quella?

Io...

Io so quanto tu volessi bene a tuo padre

e so anche quanto hai sofferto per la sua morte.

Ma dopo che lui è morto, tu mi hai parcheggiato.

Mi sentivo inutile. Se io c'ero o no, per te era uguale.

- Quindi è colpa mia? - Non ho detto questo.

Io ho sbagliato, lo so.

Ma voglio... vorrei...

una seconda possibilità.

Adesso non è il momento di parlare di noi.

- Puoi aiutarmi con Nanninella? - Perché fa questo freddo qui?

Qui non funziona niente, ma tu non lo sai perché non sei mai venuto.

Mi aiuti, sì o no?

- Mina, io non... - Ho capito, lascia stare.

Scusami il disturbo.

E basta fiori, Claudio. Fai opere di bene, è meglio.

Che vuoi ancora?

Niente.

Volevo solo dire che il caffè lo offrirei io.

Ma vaffanculo!

Quando ero piccolo, questo quartiere era difficile.

Crescere qui non è stato facile.

Cerchi di commuovermi per farti perdonare?

Ho capito subito che tu non perdoni facilmente.

- Certo. Il famoso intuito maschile? - Se cominci così, io...

Va bene, hai ragione. Scusami, sono un po' nervosa.

A volte il mio lavoro mi fa sentire impotente.

Che è successo? Se ti va di parlarne.

Ho poche ore di tempo per salvare una mamma e il suo bambino.

- Salvarli da chi? - Da gente bruttissima.

Mamma mia!

Dopo diversi anni al Pronto Soccorso al Pellegrini non le senti più.

- Hai lavorato al Pellegrini? - Ho iniziato lì il tirocinio, poi...

Nessuno ferma un'ambulanza, anche in un posto malfamato.

- La fanno sempre passare, no? - No, dipende. Una volta...

- Tu puoi avere un'ambulanza? - Perché?

Se salviamo il bambino, Nanninella non dovrà più fare nulla.

Quale bambino? Questa Nanninella che deve fare?

Poi ti spiego. Mi aiuti o no?

- Ti serve un'ambulanza? - Esatto.

- Devo mischiarmi con quella gente brutta? - Esatto.

No, io conosco la gente brutta e non voglio averci a che fare.

Anzi, è meglio che torno al lavoro. Lasciamo stare.

- Una domanda. - Eh.

Quanti anni ha questo bambino?

Dotto', a voi non posso dire di no. Questa l'ho appena sistemata.

Non l'ho ancora riconsegnata, quindi stateci attento.

- Grazie. - Tutti dicevano che mia moglie era sterile.

Grazie al dottore ora abbiamo tre figli.

- Ah. Complimenti! - Grazie.

A tutti e due.

- Avete mai guidato un'ambulanza? - No. È difficile?

- Andiamo bene! - Conosco qualcuno che può guidarla.

Sei sicura che sia la persona giusta?

Come no! Siamo in ottime mani. Dai, intanto vestiamoci.

Dottoressa, che meraviglia! Un sogno che si realizza!

Sono stato una vita nel traffico e ora finalmente tutti si scansano.

Trapanese, qua non scherziamo, la situazione è seria.

- Siamo in guerra e in guerra tutto è lecito! - Il pullman!

- Oh! - Ah! Mamma mia!

- Attenta. - Scusa. - Dottoressa, tutto a posto!

Ecco qua, siamo arrivati.

Tutto chiaro? Dobbiamo smuovere le acque.

Facciamo attenzione ai dettagli, dobbiamo capire dov'è Pietro.

Siamo sicuri che dobbiamo dire quella fesseria?

- Avete un'idea migliore? - No. - Allora forza.

Che è successo?

- Chi è morto? - Se siamo qua noi, allora siamo ancora tutti vivi.

- Cerchiamo un bambino infetto. - Infetto da che cosa?

Eh...

- Non posso dirvelo. - Niente di meno! È così grave?

Trapa... Catanese! Dicevamo di non creare allarmismi.

La situazione è pericolosa

- Se hanno contatti con il bambino, scatta il contagio. - Catanese!

Voi state tranquilli, noi facciamo presto non vi succede niente a nessuno.

Qual è l'appartamento?

Mi hanno detto solo al palazzo Monteleone e che il bambino ha circa quattro anni.

Aiutateci voi.

Sappiamo che il bambino è stato affidato da poco a un parente che abita qui.

La madre ha mostrato sintomi ed è stata subito ricoverata.

- La malattia è molto contagiosa. - In pratica, è come un colera.

- Andiamo! - Aspettate!

Dottore', trovatelo quanto prima, questo bambino!

Hai detto bene!

- Il colera? Li hai fatti scappare. - Che potevo dire?

Ora che facciamo?

- Io non vi ho detto niente. - Andiamo. - Chiudi.

- È qua. - Signora! Signora!

- Buongiorno. - Che volete?

Stiamo tutti bene, andatevene.

Se il bambino è qua con voi, correte un grosso pericolo.

Potreste avere crampi improvvisi, sudare o avere convulsioni. Pensateci.

Fatecelo visitare.

- Faccio prima una telefonata. - No! No.

Perché... Più tempo perdete e più il bambino rischia di contagiarvi.

- Certo. - Fateci entrare.

No, il bambino non è mio figlio.

Se non lo dice Antonio, non entra nessuno.

Faccio prima una telefonata e poi se ne parla.

Non mi sento bene!

- Non mi sento bene! - Dottoressa!

- Oh! - Che c'è, dottoressa?

Ho i crampi e sto sudando freddo. Mi sono contagiata.

Quando abbiamo soccorso la mamma, non dovevate levare la mascherina!

No! Non è cosa. Prendete il bambino e andatevene.

Ora tornano i miei figli da scuola, non voglio guai.

- Dov'è? - Di là, prendetelo.

- Vi posso lasciare? - Prendete il bambino! - Andate!

- Reggete questa. - Date a me.

Andiamo, andiamo.

Anto'... ti supplico, ripensaci.

Non supplicare. Cammina.

Che bello! È arrivata Nanninella mia!

"Piccire'", devo aspettarti ancora? Dai!

Quanto sei bella!

Buonasera.

Bravo, Antonio. Mi hai stupito come hai preparato.

Piccire', vieni qua.

Brindiamo io e te, prima che vengono tutti.

Sei bellissima.

- Grazie. - Guarda chi è arrivato.

Don Ciro, i miei rispetti.

- Tutto a posto? - Sì.

Sediamoci.

Perché non è venuta mamma a prendermi?

Perché voleva farti una sorpresa.

Un giro sull'ambulanza con la sirena. Ti piace?

- Non è divertente? - Sì.

- Lo yacht salpa alle otto. - Sono le otto meno un quarto.

- Non arriveremo mai. - Io la chiamo.

Ti faccio parlare con mamma, sei contento?

Non risponde.

Pietro sta bene, te lo portiamo. Ti prego, non fare sciocchezze.

- Speriamo che senta il messaggio. - Speriamo di arrivare... vivi!

Siete in mano all'arte! Faccio una scorciatoia. Tenetevi!

Oh!

- Trapanese! - È giocoforza, dottore'!

- Te lo portiamo. Non fare sciocchezze. - Piccire'.

- Ciro, non lo bere! - Oh!

- Ma che cazzo fai? - 'Sta cessa!

Che c'era nel bicchiere? Ti dicevo di non fidarti di questa zoccola.

- Chissà che ci aveva messo dentro. - Aspetta, ci parlo io.

Non ti preoccupare, ora penso io a lei.

Voi continuate pure la festa. Andiamo.

- Fermi tutti! Polizia! - Abbassa la pistola.

- Abbassa la pistola! - Anto'!

Dottoressa, che guaio! Qui è pieno di polizia!

Speriamo che non sia tardi. Tu resta con il bambino.

- Fermatevi! - Scusatemi. Claudio!

Che succede?

Grazie a te abbiamo arrestato Ciro Luongo.

Aveva dieci chili di cocaina.

- Nanninella sta bene? - Sta bene.

Tranquilla.

Tu che ci facevi nell'ambulanza?

Ah... No, è una storia lunga.

Quel bambino?

- Non mi dire che... - Tu non chiedermelo e io non te lo dico.

Avete arrestato anche lei?

Come tutte le persone a bordo, è la procedura,

ma se collabora, trovo una soluzione sia per lei che per il bambino.

Posso?

Non immagini quello che abbiamo fatto per arrivare qua.

No, lo immagino eccome.

Va bene.

Agente.

Grazie, dottore', voi mi avete salvato la vita.

Ma dov'è mio figlio?

Pietro!

Amore!

Vita mia!

Agente... li porti via.

Andiamo.

Ora come facciamo con il bambino?

Lo lasciamo con sua madre, finché non scopro che ruolo aveva.

Stai tranquilla, ti ho detto.

Grazie.

Non lo ammetterai, ma io so che l'hai fatto per aiutarmi.

Me la sono guadagnata una cena con mia moglie?

Tutto è bene quello che finisce bene.

Salve.

Trapanese sta portando l'ambulanza in officina.

Io prendo un taxi per tornare a casa. Vieni con me?

Ah...

Facciamo un'altra volta.

- Ce l'abbiamo fatta, dottore'! - Grande, Trapanese!

Avrai fatto colpo sul ginecologo

per fargli rischiare la carriera il primo giorno di lavoro.

È cresciuto nella Sanità, conosce queste storie.

- Si sarà immedesimato. - Sì e si è "ingrifato".

Fidati, queste cose le capisco.

Sono contenta per te, arriva al momento giusto.

- Per cosa? - Per avere un'avventura.

Claudio ti ha tradita?

Tradiscilo pure tu, così siete pari e patta e poi decidete.

- Semplifichi un po' troppo le cose. - E tu le complichi sempre troppo.

Nell'ordine, alcol, aggiornamento veloce di quello che mi sono persa

e poi ancora alcol.

Devo dimenticare di avere un figlio adolescente

che mi ha detto che non sono male per essere una vecchia.

Alcol!

- Gianluca è diventato uno stronzo. - Attenta a come parli di mio nipote.

Io dico in senso buono.

Lui ha sempre ragione e se dice che la madre è vecchia, lo è.

- Sì. - E voi siete più stronze di lui.

Allora? Intrighi, passioni, crimini? Che mi sono persa?

Oggi niente, giornata sciapa.

Mina ha rubato un'ambulanza, si è finta medico

e ha rischiato di essere linciata per salvare un bambino dalla malavita.

- Solo? Giornatina tranquilla. - Non mi piace esagerare.

Smettila di fare Rambo. Hai rischiato da due a cinque anni.

Tanto tu mi tiri fuori.

Sei il migliore avvocato penalista di Napoli.

Migliore no, dai.

Tra i migliori cinque.

La storia più succulenta

che ha fatto tutto insieme al nuovo ginecologo dell'ambulatorio

che è già rimasto ammaliato dal fascino della nostra dottoressa...

Mina Settembre!

- Sei ubriaca? - Com'è questo ginecologo?

Com'è? Vabbè, brutto non si può dire.

Che nel gergo di Mina...

Vuol dire che gli salteresti addosso! Ti conosco!

Smettetela subito!

- Va bene. Come va con tua madre? - Eh, vabbè.

- Cioè? - È un ottimo stimolo a trovare casa.

Aah...

Questa pigna non stava qua!

Stava qua!

Mi sposta le cose!

Quel balcone stava più a destra.

Oh! Che dico?

È colpa sua! Mi fa impazzire!

Sono tornata!

- Mamma, che fai? - Ssh!

Non stai bene?

Per forza! Mi sposta le cose!

Visto che domani è la vigilia, hai già deciso come festeggiare?

- Io odio le feste, lo sai. - E ti pareva!

Ma tu devi parlare sempre? Lo capisci "ssh"?

- Veramente io... - Come ti chiami, spegni la luce!

E non fare troppo rumore!

Ho la testa che mi scoppia!

Mina...

Sì, volentieri, grazie.

- Pure in Romania fate questo gesto? - Sì, sì.

"Vabbuò", ho capito.

"L", "T", "H", "R"...

"P", "D".

Perfetto, amore mio.

Evviva.

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.