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Original subtitles

SIRENE

ESPLOSIONI

- Le bombe! - Ci bombardano!

Rosetta!

Rosetta! Rosetta!

Mamma mia, questa muore! Arnaldo, vai a prendere dell'acqua.

Vai a prendere l'acqua!

Rosetta!

ROMBO D'AEREl

Signora.

Bevi, Rosetta. Bevi, figlia d'oro.

È finita, sono andati via. Apri gli occhi, guarda mamma tua.

Sono andati via, bevi.

- Mamma! - Rosetta!

SlRENA

Senti? Sono andati via, non posso sentirti piangere.

Io ti porto via da qua. Chiudo "bottega" e ti porto via da Roma.

È finita, sono andati via.

Stanno sempre a sparare! Morissero tutti, assassini!

- Posso tirare su? - Sì, tira su!

- Non si può, è deformata. - È passata, Rosetta.

Madonna, guarda che fumo! Io sto là.

Che hanno fatto?

C'è molto fumo verso il Tiburtino. Qui è caduto il cornicione.

"La Maestà del Re ha fatto rimettere al governatore di Roma..."

- Il Papa? - No.

"La Maestà del Re ha fatto rimettere al governatore di Roma..."

"..tutto il popolo, diceva ieri Carlo Sforza nel suo discorso

che è sceso profondamente nel cuore degli italiani,

ha raccolto con dignità la dura prova alla quale è stato sottoposto.

Pio Xll, ha inviato un telegramma al presidente Roosevelt..."

Giovanni, mi devi aiutare.

- Devo portare via mia figlia. - Siediti.

Ha il cuore debole, stava per morire.

- Dove vuoi andare? - Via da Roma!

- Quei cornuti tornano, non rispettano neanche il Papa. - Meglio.

- Così la guerra finisce prima. - Scemo! Hai visto quanti morti?

- Che fa Mussolini? - Lo voglio sentire, quel fanatico!

- Qualcosa deve dire. - Vi ubriaca con le chiacchiere.

Se non venivano a bombardare, non andava male. Si guadagnava bene.

- Certo. - Io ti darei le chiavi del negozio.

Potresti controllarlo ogni tanto? Anche la casa.

- Se ti fidi... - Certo.

Facciamo un po' d'inventario... da amici.

- La roba che si guasta la vendo a Buonanni. - Mi dispiace che vai via.

- Tu non vai via? - Non ho i soldi.

- Non durerà più di un mese, non credi? - Certo.

- Ti aspetto tra un'ora. - Perché tra un'ora? - Tra un'ora.

Se succedeva qualcosa a Rosetta, sarei andata in giro ad ammazzare.

Chi ammazzavi?

Ti faccio perdere tempo, Giovanni.

Tu mi puoi domandare tutto.

Lo so, tu eri un amico sincero di mio marito.

Per quella carogna non farei nulla.

Allora anche tu sei falso come gli altri! Sembravate fratelli!

Tu vivevi con lui, ma gli volevi bene?

- L'avevo sposato. - Però non ti piaceva.

Mi fai pena.

Io andavo a dormire con le bestie e mangiavo una volta al giorno.

Lui aveva i soldi e mi portava a Roma. Io ho sposato Roma, non lui.

Come si fa a stare insieme a un vecchio?

Non voglio pensarci, pace all'anima sua.

Siedi.

Lui mi raccontava tutto di te.

- Che ti raccontava? - Tutto.

- Davvero? - Una volta stavamo a pescare,

mi diceva com'eri fatta, si vantava. Stavo per buttarlo in acqua!

Doveva anche dirti che non "stavo" con lui da due anni!

Con chi stavi?

Non dire fesserie! Con una figlia da crescere, non pensi a quello!

Allora... tu non hai mai voglia?

Sono fatti miei.

Che fai?

Questa è un'ora morta.

Non viene mai nessuno.

Puoi chiudere quanto vuoi, si vede che non mi conosci.

Anche tu mi vuoi un po' di bene.

- Pensa a tua moglie. - Lascia stare.

Se una bomba la fa morire, ti sposo.

Stai fermo, Giovanni. Giovanni, alzati.

Giovanni, stai fermo!

Ah!

- Ti sei fatta male? - "Te possino ammazzà!"

- Dove ti sei fatta male? - Un po' qua.

Qua?

Giovanni!

Giovanni, non farlo mai capire a mia figlia, capito?

- Sarei capace di fare una pazzia. - Ti sei pentita?

Per me non è successo niente, è tutto come prima.

Ci vediamo domani.

Non avere questo atteggiamento da padrone! Io non ho padroni!

Grazie anche di questo!

Fai mettere subito l'altra serratura!

- L'ho già detto a Gaetano. - Va bene.

- Se c'è qualche novità, ti scrivo. - Io no!

Mi ci vuole una pagina per una parola!

- Bastano i saluti! - Tu potresti venire una domenica?

Ci ho pensato. Ciao!

Ciao.

CORO MlLlTARE lN TEDESCO

Rosetta,

mettiti a sedere.

Mamma, senti come cantano bene.

Figli di...

- Con chi ce l'ha? - Con tutti.

Io no, ce l'ho con uno solo.

- Che stanno cantando? - Sempre roba seria.

Mettono addosso una malinconia!

Lavera malinconia l'abbiamo noi italiani!

Per la smania di partire, non ha dormito stanotte. Poveretta!

FlSCHlETTA

- Che succede? Dove siamo? - Non lo so.

PARLANO lN TEDESCO

- Una bomba ha fatto saltare i binari. - A Napoli ci vado a piedi?

Ci vorranno 4 o 5 ore per aggiustarli.

- Mondo cane! - Ringrazi il Cielo che i treni funzionano ancora!

- Io non ringrazio nessuno! - Affari suoi!

(CESIRA) Guarda i monti della Forcella.

- (ROSETTA) Dov'è Sant'Eufemia? - (CESIRA) Laggiù.

- (CESIRA) Andiamo a piedi. Si può scendere? - Certo.

- Sarà una lunga camminata, ce la farai? - Mi piace camminare.

- Mi passa la mia roba? - Certo, signora.

Il sacchetto! Dov'è il sacchetto?

(CON ACCENTO STRANlERO) Signora!

- Grazie. - Prego.

Quando finisce la guerra?

PARLA lN TEDESCO

Din-don! Din-don!

PARLA lN TEDESCO

Non capisco!

- Dice che finirà per Natale. - Sei mesi? Sono lunghi!

- Glielo dica a loro! PARLA lN TEDESCO

(lN CORO) Din-don! Din-don!

Si fa così, Rosetta.

(lN CORO) Oh!!!

Attenta!

Mettila al centro della testa e non tenere il collo rigido.

Guarda.

(CESIRA) Anch'io ho perso l'abitudine, mannaggia!

(lN CORO) Oh!!!

(lN TEDESCO) Arrivederci!

Arrivederci!

- Arrivederci! - Arrivederci!

- Non sono cattivi quei tedeschi. - No, mamma.

Quanto siete belle, e come vi guardano i miei figli!

Rosario, per te prendi del pane e formaggio

e per Luigino due o tre fette di salame.

- A che ora partiamo domattina? - Rosario, quando partite?

- Quando vuole, il mulo è pronto. - Domattina presto.

- Hai anche una camera per stanotte. - Con quel prezzo!

Perché ti lamenti? Non ti ho fatto pagare neanche in anticipo.

- Io non ti conosco, bella signora. - Stai tranquilla.

- Questi li conosci? - Gesù, Giuseppe e Maria!

Chi ha visto mai tanti soldi? Questa signora è una banca!

Arriva Scimmiotto!

- Che cerchi, Scimmiotto? - Sapete bene chi cerco.

- Del pane, del vino? - Non fate la furba, dove sono i vostri figli?

- In Albania! Stanno facendo la guerra per il Re e per Mussolini.

Controlla.

- Chi va in bici, Vincenzo? - Mio marito non ha abbastanza fiato.

- Ci vado io. - Allora faremo presto le corse.

- Chi sono? - Sono di Roma, dormono qui e poi vanno a Sant'Eufemia.

Gli ho dato un letto, siamo cristiani.

I vostri figli sono disertori e se li prendiamo, dobbiamo fucilarli.

Bravo, si devono fucilare i disertori!

Presto, dagli del vino. Bevi, Scimmiotto.

Date a me.

Che succede nella capitale, signora?

- Arrivano delle bombe così! - Tra un mese vedrete che succede!

- Siamo decisi a farla finita. - Speriamo. - Fermatevi a Fondi.

A Fondi c'è da mangiare. A Sant'Eufemia la farina non c'è.

- Io sono di là, mi conoscono. - Vi possiamo ospitare al Comando.

- Potreste aiutarci. - Specialmente in cucina.

Io non faccio la serva.

Aiutare la milizia è un onore.

Tu ci verresti?

Ci verresti o preferisci andare in mezzo alle capre?

- Va' da tua sorella! - Calmatevi o cambio tono.

Che cambio tono?

Guarda questo morto di fame!

- Toccala un'altra volta! - Sono perbene, sono fascisti!

- Meritereste di essere fucilata. - Sono femmine, non vale la pena.

- Metti giù quel sasso. - Buttalo! - Mamma!

Vi potrei obbligare a venire al Comando perché siamo in guerra.

La convinco, Scimmiotto.

CANTO DEL GALLO

(SOTTOVOCE) Rosetta. Rosetta.

- Sta per sorgere il sole! - Ho sonno!

Disgraziata.

Quelli tornano. Non sono riuscita ad addormentarmi!

Rosetta.

Mamma.

Oh, mamma mia! Mamma ti veste. Prendi.

Ho fatto male a far vedere i soldi, hanno una faccia da ladri!

Con questi arriviamo dove vogliamo. Sbrigati, figlia d'oro.

- Tu non sei mai stata sul mulo. - Mai, mamma.

Io all'età tua ci andavo come una pazza, li pungevo per farli correre.

Dove possiamo trovare due muli per andare a Sant'Eufemia?

- Non vi porterà nessuno, la gente non si muove più. - Ma io pago!

- A piedi la creatura non ce la fa. - Io sto andando alla Forcella.

ROMBO D'AEREl

- Stanno andando un'altra volta a Roma. Arrivederci. - Arrivederci.

- Hai paura? - No, qui non ho paura.

ROMBO D'AEREO

SPARl

Ci voleva ammazzare!

- Perché, mamma? - Chi lo sa!

Andiamo.

- Da questa parte. - Quel vecchio... - Non ti intromettere.

CORO

IL CORO Sl lNTERROMPE

- Tu sei Paride. - E tu sei Cesira.

- Hai sempre la barba lunga. - Non abbiamo i barbieri di Roma.

Lei ha fatto i soldi a Roma! La riconosci?

Luisa!

- Aspetti un bambino! - Me ne ha fatti fare tre!

- Si accomodi, signora. - Siediti, Cesira. - Grazie.

- Mia nipote. - Piacere.

Stiamo festeggiando un brutto anniversario, il mio matrimonio!

Vieni, figlia mia!

Che aria! Ti viene subito voglia di parlare in "sant'eufemiese".

PARLA lN DIALETTO

- Hai capito? - No.

Significa una persona che non sta mai ferma, che gira sempre.

PARLA IN DIALETTO

Significa: "Domani e dopodomani vado portando il cuore nei pantani".

- Dove sta mia zia? - A Napoli, con la figlia.

- Armando? - È morto.

Io sono nata là.

L'ho affittata io. Aspetto dei parenti da Formia.

- C'è un posto per me? - È tutto occupato da questi signori.

Io sono scappato da primavera.

Paride, dalle la capanna del telaio. Il telaio lo metti da te.

- Paride, ricorda che siamo parenti! - Qui lo siamo tutti.

- Io non torno a Roma, stamattina ci stavano per uccidere. - Come?

- Un aereo ha ammazzato un ciclista. - Qui stiamo lontano da tutto.

- Passiamo il tempo a mangiare. - Gli inglesi stanno per arrivare.

- Inglesi o tedeschi non importa. - Si sbrigassero però! - Giusto.

Se vincono i tedeschi, mi ammazzo.

- Che le hanno fatto i tedeschi? - A me niente.

- Allora? - Lascia stare la politica e mangia.

Tu, suona!

- Lui aveva un'orchestrina a Fondi. - Qui suona gratis.

Suona "Vivere"!

# Vivere senza più gelosia... #

- Signora, ha un negozio? - Di cosa? - Alimentari.

Allora siamo colleghi, Filippo De Libero, ho il negozio a Fondi.

- Noi siamo indispensabili. Basta che non vengano i russi. - Perché?

I russi non lasciano commerciare e la vita senza commercio è inutile.

- Ragioniere, sei un dio! - Il Papa cosa dice?

Ieri ha fatto un discorso, piangevano tutti.

- Hanno ucciso donne e bambini! - Le nostre bombe non ammazzano?

- Avete voluto voi la guerra! - lo? - Anche tu.

- Io no. - Però hai il distintivo.

- Che importa? - Ce l'ho anch'io, ma non la volevo. Suona!

- Ci dovevate pensare prima! - Parli come se non fossi italiano.

Non lo sono se significa stare qua a mangiare mentre gli altri muoiono.

Siamo dei porci! Almeno confessiamolo!

Michele, perché devi guastare sempre tutto?

- Non è cattivo, signora. - No, non è cattivo.

Per fortuna ci sono io a guadagnare in casa!

- È un idealista. - Mi fregano sempre con questa parola.

Suoniamo "Faccetta Nera".

# Bell'abissina, aspetta e spera che già l'ora si avvicina... #

Posso aiutarti a trovare qualcosa.

Una volta si trovava tutto, bastava avere i soldi.

Adesso no.

Comprami 50 chili di farina, 20 chili di polenta...

Vuoi ceci, cicerchie, lenticchie?

- Quanto costano? - Sono prezzi ragionevoli.

Un vaso di strutto e due bottiglioni d'olio.

- L'olio lo sogni! - No, mamma, io ne ho uno.

ROMBO Dl AEREO

Non ti impressionare, passano tutte le sere.

- Perché loro non si lavano? - Sono signore, non zappano la terra.

Da ragazza ho fatto la stessa vita vostra!

- Eravate proprio in miseria. - Ascoltala, figlia mia.

Papà.

In un sacchetto ci sono 60 noci. 10 persone ne vogliono tante per uno.

Che operazione devo fare?

Tu devi "imparare" a noi.

Guarda questo pezzo di pane,

se io ne voglio dare un po' a te e un po' a me, che faccio?

- Stupido! - Non è colpa sua. Quest'anno non è andato a scuola.

- Quando torna zio, ti "impara". - Tu aspettalo.

- Non lo lasceranno partire da là. - Dove sta? - In Russia.

- Alle donne il forestiero piace. - Non hanno uomini?

Peppino scappa!

- Non resiste lontano da questa creatura. - Non l'ha mai vista.

- Carrube? - Si davano ai cavalli. - La guerra cambia tutto.

Antonio, gettano i "lucernoni"!

(lNSIEME) I lucernoni!

ROMBO D'AEREl

- (ROSETTA) Che bello, viene voglia di pregare. - Prega.

Le domando scusa, non volevo offendere lei.

Non mi sono impressionata. Ma quelli che vogliono?

- Spiano i movimenti delle truppe. - A noi ci vedono? - Certo.

Allora un posto sicuro non esiste?

Non ci può essere ed è giusto che non ci sia.

Quanto è pessimista! Ha tanti peccati da scontare?

- Chi non ne ha? - Io non faccio peccati.

Forse uno... dell'altro ieri.

- Vede? - Non è un peccato da doverci morire.

E poi, che c'entrano queste creature?

Ti sta venendo un culetto da donna!

Signora!

Michele!

- Signora, sono desolato! - Non si spaventi, è una creatura!

- Volevo invitarvi a fare una passeggiata. - Asciugati, cara.

- Dica anche alla bambina che mi scusi. - Venga più tardi.

No, mamma!

- Non fare quella faccia. - Non lo voglio più vedere!

Non ti ha visto, non ci vede e poi veniva dalla luce.

A me sembra matto. Suo padre l'ha fatto studiare per farsi offendere.

- Ha detto delle cose giuste. - Che ne sai tu della vita?

Se mi rispondi come quello, ti gonfio la faccia di schiaffi.

Dovevi vedere come correva!

Dobbiamo tenercelo buono, suo padre ha di tutto.

Prosciutti, pasta, tutto!

Prima! Sono arrivata prima io!

- Come corri! Che libro è? - Storia. Sono stata bocciata.

- A che scuola vai? - Dalle suore.

- Dalle suore non si impara la verità. - Perché?

Michele dice che non mi devi mandare dalle suore.

Ci sono le scuole pubbliche.

Lei va al San Damiano, l'istituto più costoso di Roma.

In ltalia più hai i soldi e più stai con i preti e con le monache.

- Rosetta! - Rosetta! - Ma cosa le dici!

Mi dispiace, ma ogni tanto devo dire quello che penso.

- Tu vai in chiesa? - lo?

Tre o quattro anni fa volevo diventare prete.

- Davvero volevi diventare prete? - Veramente.

- Perché poi hai rinunciato? - Ho capito che non avevo la vocazione.

Cioè l'avevo e per questo non dovevo diventare prete.

- Rosetta! - Non voglio venire!

- Non essere arrabbiata! - Non devi farle questi discorsi.

Rosetta è una santa, io non sono degna di essere sua madre.

- Non è vero, lei è meglio di quello che crede. - Che sono io?

Una negoziante. Ma non è guastata dal negoziare.

- Negoziare guasta? - Lei è rimasta com'era. - Cosa?

- Una contadina. - Non è un complimento.

- Oggi è un complimento. - Che vuol dire?

Gli ignoranti sono i cittadini, sono loro i veri incivili.

Con i contadini si potrà ricominciare dopo la guerra.

Ma che vuol dire?

Loro potranno costruire qualcosa di nuovo,

oggi sono gli altri che li fregano come vogliono.

Ti sbagli, i contadini non li cambi e non li freghi.

Io ho fatto un po' di soldi perché sono come loro,

non mi fido di nessuno. Un quadrifoglio!

Porta fortuna. Tieni.

Mannaggia!

Mi piacerebbe essere a Roma in questo momento!

Tu non fumi?

No.

- Hai la ragazza? - No.

- Non l'hai mai avuta? - No.

Come puoi stare senza donne? Un uomo normale non può.

Se uno non ha la forza di fare un sacrificio è come tutti gli altri.

Ci si può privare di tante cose, ma non dell'amore.

- Ehi, ragazzina, vieni qua! - Ma che vogliono quelli?

- Che vuoi? - Sono felice di rivedervi.

- Le chiedevo la scorciatoia per la Sella. - È sempre dritto.

Lui è il figlio di Filippo, lo ricordate? Uno dei buoni.

Allora sarà soddisfatto di quello che è successo. Diglielo.

Voglio vedere la sua faccia. Digli quello che è successo.

- È meglio andare. - Diglielo.

- Hanno messo il Duce in prigione. - Non dire fesserie.

L'hanno messo dentro come un ladro. Lui che ha fatto l'impero!

Vedrete quello che succederà adesso.

Vent'anni di gloria rovinati in un giorno, in un'ora.

Il Duce è stato un fesso a non eliminarvi prima!

Per voi non ci vuole la ragione, ci vuole questa!

Metti giù quell'arma!

Lascia perdere, ci penseranno i tedeschi a sistemare tutto.

Se è vero, allora posso morire contento. Forza, spara.

- No! - Stai buona, non sparerà.

Vi prenderanno a calci nel sedere!

Vi faranno leccare la terra con la lingua. Lecca la terra!

Ringrazia il Cielo che abbiamo un cuore grande. Andiamo, segretario.

Hai visto, vanno via. Ma tu ci credi? Mi sembra una commedia.

- È vero, stanno scappando. - Ma non è possibile!

Sì, per noi comincia una nuova vita.

- Allora possiamo tornare a Roma. - Sì, siamo liberi!

Voglio dirlo a mio padre, a mia madre, a tutti!

Mi sembra un gran casino!

Scusami, Rosetta.

Mi fa piacere che hanno liberato il Duce.

Poveretto, ha moglie e figli pure lui.

Voi che ne pensate del Duce...

- come uomo? - A me mette soggezione.

Non si può far l'amore con uno così, ti gela!

Basta spegnere la luce.

- Perché ridete? - Vai a leggere.

- Dimmelo. - Niente, si parlava di politica.

- Signora, perché ridete? - Pensa al gioco.

Un momento. Asso.

- Scopa! - Ha fatto scopa.

(MlCHELE) Entrate.

Questi due inglesi hanno bisogno d'aiuto.

Sono sbarcati da un sottomarino per una missione.

- Noi che c'entriamo? - Possiamo nasconderli per qualche giorno.

Se li aiuti, gli altri poi protesteranno.

- No, ti fucileranno. - E allora?

Noi abbiamo dei doveri anche verso la famiglia.

Ci sono molte spie, i tedeschi potrebbero scoprirlo.

Se arrivano qui, portano tutti in Germania.

- Bisogna pensare ai bambini. - Ma tu non ne hai.

- Non bisogna pensare solo a se stessi. - Hai rimesso il distintivo.

- Andiamo, signori. - (CESIRA) Michele.

- Gli diamo noi una pagnotta? - Senti questa scema.

La notte si sveglia per la fame e pensa a dare le pagnotte.

Andiamo.

- Però dopo vanno via. - Sapevo che sei una persona perbene.

- "Mortacci tua!" - Bisogna disinfettare.

Sono abituata, con tutto quello che taglio alla bottega.

Grazie. Questo deve essere buono, me l'ha dato una brava persona.

All'inglese.

All'altro inglese.

A Michele.

A Rosetta un poco. E a me.

- Alla vittoria. - Alla vittoria. - A un mondo nuovo.

Tanta gente aspetta che qualcosa cambi davvero.

Cambierà. Intanto bisogna battere i tedeschi.

Buono.

Lo beviamo tutto in onore di Giovanni.

- Evviva Giovanni. - A Giovanni.

- Chi è Giovanni? - Ancora un po', mamma.

Ti vuoi ubriacare? A me già bruciano le orecchie.

- In ltalia ci sono tante cose buone. - Voi non conoscete l'ltalia?

- Conosciamo Leonardo da Vinci, Michelangelo. - Questi sono morti.

I vivi non li conoscete. Guardate che occhi.

Apri gli occhi, fagli vedere. Sono due stelle.

- Belli. - Bellissimi.

Se invece di sbarcare dal fondo dello stivale, cominciavate più su,

ci sarebbero state meno rovine.

Tante creature come lei non sarebbero morte.

Il Comando avrà avuto una ragione.

Il Comando dà gli ordini, non conosce questi occhi.

Chiedigli se dobbiamo restare qui pure quest'inverno.

Non lo sanno.

Non vogliamo abusare della vostra ospitalità. Noi andiamo.

E dove dormono? "Siamo in ballo, quindi balliamo".

In montagna, signora, ora siamo forti.

(MlCHELE) Ci sono le grotte qui sopra, per tutta la costa.

- Grazie tante. - Di niente.

- Grazie, signora. - Arrivederci.

- Arrivederci. - (MlCHELE) Aspettate, vedo se...

Venite.

Sparecchia, io devo prendere un po' d'aria. Senti la fronte.

Come sei calda, mamma!

Io non posso bere il liquore, mi dà alla testa.

CESIRA RlDE

- Chi è Giovanni? - Ancora ci pensi? Perché lo vuoi sapere?

- Così. - È un amico, ci si può fidare di lui.

- Gli vuoi bene? - Ma che bene!

Non gli posso volere bene? Una vedova non può più volere bene?

Ha moglie e figli.

Non è giusto stare fino alla morte con una persona che non si ama più.

È brutto andare a letto tutte le sere con uno che non ti piace.

Vieni.

Cavalluccio, cavalluccio, questa figlia quanto è "ciuccio"!

Questa figlia va alla scuola e si mangia la scarola. Buonanotte.

- Finalmente, Michele! - I topi non rispettano niente.

- Hanno rosicchiato anche la Bibbia.- Mettiti al centro.

Non siamo in chiesa, volevi leggerci una bella storia.

Michele, leggi quello che vuoi.

Qui ci sono delle belle storie, anche più belle dei romanzi.

Leggo quando Gesù cammina sul mare. Anzi, la resurrezione di Lazzaro.

Mamma, vieni qua, stai più comoda.

No, devo preparare l'erba per la cena.

- Chi è quello? - È figlio di sfollati nuovi, la mamma è malata.

Li trova tutti lei!

Siamo diventati come le capre che mangiano l'erba.

- Scusa, leggi. - Chi ha i sacchi di farina, non li vende. - Leggi.

I contadini delle capanne basse hanno messo la farina sotto terra.

Non si trova neanche più il sale.

- Dovremmo aiutarci tutti. - Siamo tutti italiani. - Leggi, Michele.

"C'era un ammalato, un certo Lazzaro di Betania,

- del villaggio di Maria..." - Mi potevate chiamare prima!

"Maria era quella che unse il Signore di olio odorifico

e gli asciugò i piedi con i capelli.

- Lazzaro, suo fratello, era malato." - Amen.

"Le sorelle mandarono a dire a Gesù: Signore, colui che tu ami è malato.

Gesù disse: Questa malattia non è a morte,

ma è per la gloria di Dio affinché il figlio di Dio sia glorificato.

Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro..."

- Mi dai un po' di pane? - Stai buono.

"..si trattenne ancora due giorni nel luogo dov'era."

- Achille! Hai preso l'olio? - No, volevano un terzo di più.

Fesso, aumenterà di più. Bisogna comprare!

Una cartolina per Serafino e una lettera per Cesira.

- Hai sentito la radio? - Lo sbarco è fallito a causa di una donna.

- Ma ora l'offensiva la faranno sul serio. - Questa volta è vero.

- Signora Cesira, ci siamo! - È tornato il figlio di Battista.

- Parliamo dopo. - Arrivederci.

Michele, continua.

"Si trattenne due giorni nel luogo dov'era. Poi disse ai discepoli:

Torniamo in Giudea. I discepoli gli dissero:

Maestro, cercavano di lapidarti e tu vuoi tornare là?

Gesù rispose: non vi sono 12 ore nel giorno?

Se uno cammina di giorno, non inciampa

perché vede la luce di questo mondo, ma se cammina di notte..."

Hanno cercato di rubare a casa mia, ma Giovanni li ha fregati!

È meglio di un fratello!

Mi avrebbero rovinato, ho la dote di Rosetta nell'armadio.

Siete tutti morti, peggio di Lazzaro.

Con la vostra farina, con la paura dei ladri, con la roba murata,

non vi fa resuscitare neanche Cristo!

Michele!

- Che gli avete fatto? - Niente.

Mamma, nessuno l'ascoltava!

Ha ragione Michele.

Ti vuoi fermare? Che ti abbiamo fatto?

- Niente. - Ci hai chiamato morti!

- Morti di fame se continua così. - Sono morto io. - Alla tua età?

Tu quello che hai dentro, giusto o no, lo dici sempre.

- Io non ho il coraggio di dirlo. - Tu sei anche troppo sincero.

- Non sono sincero con te. - Con me?

Sì, con te.

Andate via! Ci volevano anche le capre! Dovrò pulire qua.

Il cancelletto è rotto da quando sono andata via.

Andiamo, piove.

Ti voglio bene, Cesira.

- Con i guai che abbiamo, pensi a queste cose? - Te lo devo dire.

Dopo potrai pure prendermi a schiaffi, ma è vero.

(CESIRA) Quegli scemi sono venuti a vedere il teatro!

- Tu non pensi a queste cose? - lo?

Anche tu ci pensi, ma hai qualcuno nella testa.

Io ho solo mia figlia.

ROMBO D'AEREl

- Ho deciso di tornare a casa. - Se vuoi, mamma.

- Là non bombardano più, invece qua sono sempre più vicini. - È vero.

Sei dimagrita, hai bisogno di mangiare e a Roma ne abbiamo.

Che gambette fredde! Vieni qua, figlia mia.

- Perché Michele non viene più? - Non lo so.

- Tu piaci a Michele. - Smettila.

Ha ragione, sei bella.

Ha 25 anni! Non bisogna mai mettersi con uno più giovane.

- Però è il più buono di tutti. - Oggi la bontà è inutile.

Senti che vento!

- Michele è un sovversivo. - Cos'è?

Uno di buon cuore che non ha molta voglia di lavorare.

- Dobbiamo restituirgli il libro. - Me lo ha regalato.

Sarebbe un buon marito.

Non ha vizi. Se eri più grande, ti facevo fidanzare con lui.

- Che dici, mamma! - Un giorno dovrai pensare a queste cose.

Senti come ride questa ranocchia!

- Nascondila, è fresca. - Grazie.

Nascondila, papà non la deve vedere.

- (BAMBlNO) Mi dai del pane? - (ROSETTA) Stai zitto!

- Dammelo, dammelo! - Zitto!

(CESIRA) Evangelisti! Evangelisti!

- Evangelisti, mi vendi un formaggio? - Mi chiamo De Santis.

- Non ti chiami Evangelisti? - Siamo della religione evangelista.

Che vuol dire?

- Osservare i precetti del Vangelo. - Ma vendi il formaggio?

Io non vendo formaggio, ma uno te lo posso dare.

- Che ha quella capra? - Deve partorire.

- È piccolo! - Ne vuoi due?

- Quanto costa? - Mille lire l'uno. - È oro?

È meglio dell'oro, è formaggio! L'oro non si mangia.

- Il Vangelo vi insegna a chiedere questi prezzi? - Lo vuoi o no?

Con quel prezzo si comprava una casa un anno fa.

Se tu lo compri al prezzo mio, ce l'avrai con me.

Invece se io lo vendessi al prezzo tuo, ce l'avrei con te.

Il Vangelo vuole che gli uomini si amino.

- Siete peggio degli strozzini. - Calmati, sorella.

- Vuoi un agnellino per Pasqua? - Non mi freghi più.

Buono.

Buono.

Buono.

- Dove posso trovare della farina? - Non lo so.

Se si ammala Rosetta, esco con il coltello e trovo la farina!

Uno di questi giorni dobbiamo andare dai contadini con i fucili!

- Giusto, lei è un uomo! - Se lo fate, vi sparo!

- Tu che c'entri? - Lui non può capire, non ha figli.

- Che insegnate ai figli? - (CESIRA) Vuoi insegnarmelo tu?

- (RAGIONIERE) Vai da mamma! - (MlCHELE) Fatelo e vi sparo.

- Ti credevo lontano. - Presto andrò via. - Dove? - Giù.

- Non ti sei fatto più vedere. - Vengo con te a Fondi.

- I tedeschi ti possono sparare. - Ho un amico che ha del cibo.

- È troppo rischioso. - Anche a te può succedere qualcosa.

Tu non mi conosci. Prima che un tedesco mi tocchi...

Sono pazzi! Gli lasciano mangiare il grano!

Via!

- Mangiano il grano. - Non temere, non sono tedesco.

- Sei russo. - Sì, russo traditore.

Tu sembri donna ucraina. Hai occhi ucraini, sei bella.

- Questa via è sicura? - Andate.

Sono gli ultimi giorni per i tedeschi... e anche per me.

- Quanto è bello! È proprio russo? - È un disertore.

Non dicono che in Russia ci sono uomini così!

ROMBO Dl MOTORE

Ehi! Dove posso trovare dello zucchero, farina...

Scatolette, miele, dello zucchero? Insomma, quello che si può trovare.

Se te lo dico, non dirai ai tedeschi dove nascondo le provviste?

Te lo giuro.

Io ho detto ai tedeschi che non avevo niente. Allora loro...

Ta, ta, ta, ta, ta...

Se volete, vi do questo latte. Non mi serve più, a chi lo do?

Gaetanino non c'è più. A chi lo do?

Lo volete? Chi vuole questo latte?

Chi lo vuole?

ORDlNl MlLlTARl IN TEDESCO

(CESIRA) Scappa!

- Michele, da dove vieni? - Da Sant'Eufemia, vi salutano tutti.

- Lei è una mia amica, è sfollata anche lei. - Si accomodi.

Per di qua.

Sono vecchi amici. Il signor ufficiale comanda l'antiaerea.

Michele!

- Cesira, un'amica di casa. - Si accomodi. - Servitevi.

Avvocato, come si è procurato questo pane?

Ce l'ha regalato un soldato e noi gli abbiamo regalato qualcosa.

- Uno scambio, insomma. - Sì.

È proibito. Chi era il soldato?

- Vado a preparare il caffè. - L'aiuto.

- Stai comoda. - No! L'aiuto.

Michele, mangia il dolce.

- Lei cosa fa? - Sono laureato.

- In che? - Lettere.

A Roma ho studiato filosofia.

Allora capirà perché noi italiani "prendiamo tutto con filosofia."

Non lo capisco. Non capisco neanche le vostre differenze di classe.

Lei ha tutto e i suoi contadini niente.

Questo non è il nostro pranzo quotidiano, l'abbiamo fatto per lei.

Ieri sono andato nelle campagne, vivono come i negri.

Lei non li conosce, nessuno li obbliga!

Voi siete la testa dell'ltalia, è colpa vostra.

Non mi farà tacere con un pranzo, io dico la verità!

Mamma mia!

Bisogna tenerli buoni, viene qua tutti i sabati.

Ci metta il veleno nella minestra!

Noi tedeschi abbiamo il culto della verità!

- Ha bevuto tutto il fiasco. - Mi scusi. - Mangia quello che vuoi.

- Posso prendere gli avanzi per mia figlia? - Certo.

CANTO

- Chi è? - Lo fa cantare sempre. - Ha dello zucchero?

Un po' di farina?

Tu e Michele...

Il caffè!

- Fammi il piacere. - Sì.

CANTO

- (MlCHELE) Voi avete la guerra nel sangue. - (TEDESCO) La guerra?

La guerra è un'esperienza insostituibile per diventare uomini.

Allora preferisco castrarmi.

Perché dobbiamo sprecare soldati preziosi sul fronte italiano?

Non è vero, eravate battuti in partenza.

Non si faccia illusioni, intanto si metta bene in testa,

Iei e i suoi connazionali, che quando si sbaglia, bisogna pagare!

Pagare! E anche i vostri figli pagheranno lacrime amare!

- Che c'entrano i figli? - Non l'ascolti.

- Avete fatto impazzire una donna, ma non me! - Non l'ascolti!

SlRENA

- Scappiamo! - (AVVOCATO) Coraggio, mamma.

- (CESIRA) Che Dio ci salvi! - (AVVOCATO) Dio, proteggici!

- Che paura! Che paura! - Mamma, non fare così!

Cesira!

ESPLOSIONl

Non ci vedo!

MlTRAGLIATRlCE

Che fai?

SlRENA

Se ci vedesse Rosetta, faremmo proprio una bella figura.

Io ti pettino in un altro modo, basta con queste trecce.

- Mi piacerebbe pettinarmi come te. - Ci provo.

Ti sei alzata di due dita da quando sei qua.

Vado sulle montagne.

- Come ci vai? - Ci arrivo.

- Stai attento. Perché ci vai? - A fare qualcosa di buono.

- Ciao, Rosetta. - Verrai... a Roma?

Non lo so, ma vi mando qualche libro.

- Hai l'indirizzo? - Domanderò dove stanno Cesira e sua figlia.

Venite a vedere i tedeschi nel pagliaio, scappano!

Tra due o tre giorni andremo via anche noi! Andiamo!

Dateci qualcosa da mangiare.

- Dateci da mangiare! - Non ne abbiamo, è finito tutto.

Fate presto.

Vai a prendere la pagnotta.

Abbiamo bisogno di qualcuno che venga con noi,

che ci insegni la strada più corta, dobbiamo arrivare presto di là.

- Vieni tu. - Non sono di questi posti, non conosco niente. - Niente.

Allora tu.

Tutti vi possono dire che io sono di Ceprano, è lontano. Siamo sfollati.

Dateci dell'acqua.

- Andate a prendere dell'acqua! - Svelti.

Presto!

Corri!

Dammi il pane nelle mani! Non siamo cani arrabbiati!

- Ci accompagni tu. - È mio figlio! È mio figlio!

Lui non conosce le montagne. Legge, scrive, studia!

Muoviti o sparo.

Prendete me! Io conosco le montagne.

Vi accompagno io dall'altra parte.

Ci vado io, Maria.

Presto, c'è molta strada da fare!

Tu sei troppo vecchio, deve venire lui. È suo dovere.

Non vi preoccupate, prima di stanotte torno.

Arrivederci, mamma. Arrivederci a tutti.

Figlio mio! Michelino!

Torna, stai tranquilla.

- Michele! - Michele, scappa!

SPARO

Andiamo.

Michele si è diretto per la valle, ci aspetta a Fondi.

- È sicuramente così. - (FILIPPO) Doveva tornare questa notte.

Michele sa che gli americani sono in arrivo e che noi andremo via.

Serafino non si è fermato un minuto!

- Andiamo, Filippo. - Porto io le valige con il mulo.

- Sapremo presto di Michele. - Tra due giorni sarete a Roma.

- Paride, vieni. Luisa ti vuole vedere! - Torno subito.

- Resta con tua moglie. - Ci mette sempre un giorno per partorire.

Chi nasce e chi muore.

Michele è intelligente, non si è fatto fregare da quel tedesco!

Andiamo.

È finito tutto! È finito tutto!

Questo cannone è tedesco o americano?

Gli alleati faranno arrivare i tedeschi a Milano in un giorno.

- Quando possiamo tornare a Roma? - È questione di ore. - Di più.

Gli americani!

CORO IN AMERlCANO

(AMERlCANO) Ehi, signorina! Signorina!

- Signora Cesira. - Che vuole?

PARLA IN AMERlCANO

- Se gli favedere le gambe, le fa una foto. - A tua sorella!

Non vuole, scusi.

Caramelle? Grazie, "paisà"!

ROMBO D'AEREO

MlTRAGLIATRlCl

ORDlNl IN AMERlCANO

Non possiamo andare a Fondi, bombarderanno in ogni momento.

Bisogna aspettare che l'esercito avanzi di più.

Noi voltiamo a sinistra, tra cento metri. Auguri.

La Madonna vi accompagni.

- Che facciamo? - Filippo, voglio saperlo, andiamo. - Hai ragione.

(FILIPPO) Paride, noi andiamo. Dobbiamo sapere del ragazzo.

- Mamma, andiamo? - Dove, è un macello!

- Io torno a Sant'Eufemia. - No, neanche morta!

- Abbiamo avuto troppa fretta. - Io vado.

- Tu che fai? - Vi accompagno.

- Arrivederci. - Auguri, Filippo.

Maria, appoggiati a me.

Appoggiati.

- Fatemi sapere di Michele! - Hanno sbagliato, vanno verso le bombe!

- Arrivederci, signora. - Arrivederci.

- Ciao, Rosetta. - Arrivederci.

- Signora, venga con noi. - No, ciao.

Andiamo, passiamo per Ceccara, arriveremo prima a Roma.

Non ti porto a morire! Muoviti! Tu sei pazza!

Michele è tuo padre, tuo fratello? Muoviti o ti picchio!

Muoviti!

Corri, Rosetta! Voglio andare a Roma.

Corri!

Mannaggia!

Muoviti, andiamo.

(CESIRA) Tu non mi vuoi fare arrivare a Roma!

Vuoi mangiare?

Sì.

Tieni.

ROMBO Dl MOTORl

- Chi sono quelli? - Gli alleati, mamma.

Vieni, andiamo all'ombra.

Mamma mia, le gambe!

- Dormiresti un po'? - Sì.

Stenditi qua.

- Te lo levo? - No.

Rosetta.

- Rosetta. - Sì, mamma. - Andiamo via.

GRlDA

Rosetta!

Scappa!

Rosetta!

Mamma!

Rosetta!

Mamma!

Rosetta.

Figlia d'oro.

- Ce la fai ad andare via? - Sì.

Rosetta.

Rosetta.

Sapete cosa ci hanno fatto quei turchi che comandate voi?

Sapete cosa hanno avuto il coraggio di fare in un luogo consacrato?

Pace.

Bella pace! Avete rovinato per sempre mia figlia!

Adesso è peggio che morta. No, non sono matta!

Guardate! Dite ancora che sono matta?

Ladri, cornuti, figli di mignotta!

Rosetta.

Rosetta!

Rosetta!

Rosetta.

Ti aiuto.

- Ti fa molto male? - No.

- Parlami, dimmi qualcosa. - Che devo dire?

Sembra che ce l'hai con me, creatura santa!

Domani saremo a casa, ne sono sicura.

Troviamo da dormire per questa notte e domani si parte.

- Tanto... - Non dire così, non mi fare impazzire.

- Ne abbiamo passate tante, passerà anche questa. - Non ne parlare più.

ROMBO Dl MOTORE

Abbiamo lasciato le valige in mezzo alla strada, le possono rubare.

Vieni.

Vieni, Rosetta.

# Vieni, c'è una strada nel bosco,

il suo nome conosco, vuoi conoscerlo tu?

Vieni, c'è una strada nel cuore,

dove nasce l'amore che non muore mai più. #

Appoggiati.

- Avete avuto dei problemi con quegli africani? - Ho detto di no.

Alla valle stamattina hanno rovinato mezzo paese.

Se toccavano mia sorella facevo una strage, ho un mitra nascosto.

- Fino dove ci puoi portare? - Poco dopo Fondi.

- Se volete, mia madre ha un letto. - Volevo andare sulla Casilina.

Lascia prima passare gli americani, poi ti potrai muovere sicura.

Ti piace ballare?

Pensa a ballare!

Alla "guagliona" le piace?

- Ti piace ballare? - Lasciala in pace, non ha neanche 13 anni!

Io sono fidanzato con una di 15, in Ciociaria le donne maturano presto.

- Stasera facciamo festa per la vittoria! - Noi dobbiamo dormire.

Io non voglio dormire, mi voglio divertire.

# Vieni... #

A te non piace cantare?

- Mi piace. - Allora canta!

# Vieni, c'è una strada nel bosco. #

Dai! # Il suo nome conosco, vuoi conoscerlo tu? #

Canta!

# Vieni, è la strada del cuore dove nasce l'amore... #

ROSETTA CONTlNUA A CANTARE

LAMENTl

Rosetta?

Rosetta!

Il vestito!

Rosetta.

Rosetta!

- Che c'è, signora? - Signora, che succede?

Forse è andata a Fondi a cercare Michele.

Figlia mia, sola di notte! Quella è andata a Fondi!

- Quanto ci vuole per arrivare al paese? - L'accompagno io.

Perché non mi ha detto niente?

- Andiamo da Filippo De Libero. - Prendo le scarpe.

Hanno ammazzato il figlio di Filippo.

L'hanno trovato alla Forcella stanotte.

Michele.

Proprio Michele?

Hanno visto i tedeschi ammazzarlo.

Sua madre muore di dolore!

Signora, sua figlia è andata con mio figlio Florindo.

- Dove? - Qui vicino, a ballare. - Dove? - Qua vicino!

Come si permette? È una creatura, io gli do una coltellata!

Se c'è andata, vuol dire che le piaceva. Lui non l'ha obbligata.

La mia creatura è cambiata.

Che ho fatto di male? Che ho fatto?

Tra poco torna!

- Perché non me l'hai detto? - Dormivi.

- Allora vi siete messi d'accordo ieri sera! - Sì.

- Chi te le ha date? - Florindo.

- A che ti servono? - Le metto.

- Le metti? - Sì.

Non mi dire sì con quella faccia!

Tu non metti queste calze! Non le metti!

Non le metti! Io spacco la faccia a quel disgraziato!

Non piange nemmeno...

questa stupida.

Aveva ragione Michele.

Scappi, scappi...

e poi guarda che "mazzate".

Non hai più chiesto di Michele.

È morto!

Mamma.

Figlia.

Figlia d'oro.

Perdonami.

Perdonami.

Basta, Rosetta, basta.

Vieni qua, figlia d'oro. Basta, Rosetta, basta.

Basta, Rosetta.

Basta, Rosetta, basta.

Calmati, Rosetta.

Figlia mia.

Dormi.

Figlia mia.

Dormi.

Dormi.

Dormi.

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