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Buongiorno Arielle.
Ciao, papà.
Chiudi gli occhi.
- Vado al lago. - Ok.
- Stai bene? - Uh, un pò fiacca.
La mia piccola bambina.
- Ci vediamo tra un minuto. - Ok.
- Ti voglio bene. - Ti voglio bene.
Ok.
Ho dovuto nasconderlo ad Arielle. Queste cose sono come una famiglia per lei.
Questa piccola bestiola.
Beh, magari ha contaminato l'acqua per il mio bestiame.
Uh-Uh.
È già stato un anno molto duro per gli affari.
I test sull'acqua dovrebbe raccontarci tutto.
Ma potrà essere difficile fare un'autopsia ad un procione?
... queste nuvole lo sono.
Buongiorno.
I maiali amano le melodie.
- Cosa stai dicendo? - Niente, niente.
Ecco qui le uova ed il latte.
Vuoi del formaggio? Oggi ho della cagliata freschissima.
La prossima volta, magari. Christian.
Mio nipote, Christian.
Sta con me per... beh, vedremo.
Tuo padre è in casa?
Devo solo pagarlo. Anche se abbiamo una questione da affrontare.
E voi due... parlate.
Vuoi vedere un procione morto?
Com'è morto?
Beh signore, questo è il mistero.
Signore?
Tu sei strana.
Mia zia dice che prendi lezioni scolastiche a casa.
Quindi cosa non va in te?
C'è qualcuno?
Jonathan?
Devo pagarti i latticini di questa settimana.
Oh, grazie.
C'è qualcos'altro?
Mi sento un pò imbarazzata a parlartene.
Sono caduta, lì fuori, sul tuo vialetto.
Mi dispiace.
Dove ti sei fatta male?
Sì...
sembra a posto.
Solamente... a posto?
Lei è occupata.
No, no, no, scusami.
Farò in modo in salare il vialetto più diligentemente.
Allora... perché sei qui?
Da dove vieni?
Ho viaggiato nel tempo e nello spazio, fra i rischi della vita, ed ora sono proprio qui con te.
"La città."
Dopo aver spinto mia madre sull'orlo della disperazione, fui mandato nella spaventosa fattoria della zia Liz,
o comunque, in un posto per delinquenti.
- Le ragazze della scuola non sono come te. - E come sarebbero?
Manufatte... plastiche... digitalizzate.
- Sei fuori. - Allora dimmi di fermarmi.
Lascio una luce accesa per te, nel caso dovessi cambiare idea.
Sei stato solo molto tempo, John.
Entrambi, diciamo.
John.
Christian... va tutto bene?
- Nepal. - Bhutan!
- No, ascoltami, George Leigh Mallory. - Il prima spedizione sull'Everest...
In Nepal. Te l'avevo detto.
Scommettiamo?
- Qualsiasi cosa. - Pulire le gabbie dei polli.
- D'accordo, per due settimane. - Un mese.
Stai tremando, papino?
No,
Tu avevi ragione, Arielle... ed io ho sbagliato.
Tesoro, la prossima volta che scommettiamo, prima una stretta di mano.
Sai che c'è ancora tempo per organizzarti una festa.
- Sto bene così, papà. - Sì, ma sono i tuoi dolci 16 anni.
Se dici ancora una volta i "dolci 16 anni", ti farò a pezzi con una mossa di karate.
D'accordo, penso di aver già imparato la lezione.
Allora come ti sembra questo Christian?
Tenebroso.
Come se fosse uscito da un romanzo poliziesco.
Comunque ha abbastanza un buon profumo.
- Avete fatto qualcosa? - No.
- Dopotutto siamo eterosessuali. - Lo so, papà.
- Non con lui. Per favore non costringermi. - Non lo farei mai.
Ok, bene, perché non voglio parlare di questo con te.
- Non puoi parlarmi di una cosa che non è successa? - Esatto.
Chuck non sta bene. Non avremmo dovuto portarlo.
Chuck, Chuck, starà bene.
Guardagli gli occhi.
Sinceramente, dimmi se ti sembra che stia bene.
Sei un'anima premurosa. Non sono animali domestici, sono lavoratori.
Lavorano per noi. Sono i nostri mezzi di sussistenza.
Andiamo.
Chuck, prenditi cura di Dorisa.
Non abbatterti.
Arielle, tu non abbatterti.
Tesoro, uno dei nuovi cuccioli... non ce l'ha fatta.
- Per questo c'è il biologo? - Sì.
Per il mio compleanno, voglio vedere mamma.
Questo è ciò che voglio.
- Conosci un modo per farcela, giusto? - Sì, credo di sì.
- Sai, l'ultima volta che ci abbiamo provato... - Lo so. Non si presentò, ma sono passati anni.
Papà, ho davvero voglia di vederla.
Sei sicura?
Ho bisogno che tu ci prova.
D'accordo.
Devo correre alla fattoria del signor Dhaliwal. Tornerò prima di notte.
Arielle, per piacere, era solo un incubo.
No, questa volta era diverso. C'era una bambina inquietante.
Una bambina inquietante, una vecchia signora spaventosa, un mimo pazzo.
No.
- Non mi stai prendendo sul serio. - Ascolta, lo so di cosa si tratta.
- So che lo fai per non essere sola... - Non è vero.
... di notte.
Tornerò prima di notte.
Uh... Dio... andiamo.
A presto, John
Tesoro, ci sei?
Tesoro, ci sei?
Eccomi papino. Che succede?
Sono bloccato da una tormenta di neve. Potrei ritardare di qualche minuto.
Ma va tutto bene?
Tesoro, riesci a sentirmi?
Pezzo di merda.
Spazzatura.
Ciao, hai contattato Jonathan Ens della fattorie MAJ.
Papà?
Christian, vattene! Lasciami in pace!
Sorpresa.
Felice sedicesimo compleanno, mia piccola Arielle.
Forza, dopo tanti anni tua madre è tornata per lo spettacolo del tuo sedicesimo compleanno,
come qualcosa uscito da un libro di fiabe.
Avevo la sensazione che mi avresti chiesto di venire qui.
- È stato papà a dirti di venire. - Cosa te lo fa pensare?
Grazie per essere venuta.
Non l'avrei perso per nessun motivo al mondo.
Ho tre punti proprio lì.
Sì, bella questa.
E poi sono stata presa a calci da un cavallo proprio qui.
E poi guarda questa cicatrice sulla mia schiena.
È davvero impressionante, cara. Ok, ti sei tenuta occupata.
Sono goffa.
- Hai preso da me. - Davvero?
Ci sarà un sacco di tempo per rispondere alle tue milioni, trilioni, di domande.
Ma per ora... solo una.
Dove sei stata?
Quasi ovunque.
- Ti sono mancata? - È la seconda.
Mamma.
Così tanto... che non puoi immaginarlo.
Allora... hai un ragazzo?
No!
- No? - No.
Beh, quasi... c'è questo ragazzo, ma non è adatto per me.
Perché?
È nei guai.
"Guai", non sono comuni in tutti gli adolescenti?
Che tipo è?
Profondo.
Sicuro di sé.
Sono quasi certa che abbia lasciato un procione morto sotto il portico.
Chiedo scusa... cos'ha fatto?
Dovrei provare a ricontattare papà, e sentire se sta bene.
- Meglio, meglio che tu non lo faccia. - Perché no?
Cerca di capire, ok? Lo so che è molto difficile.
Ma dovrebbe sapere che sei qui.
Lo so, è solo che non mi sento pronta a vederlo, ok?
Pensavo di esserlo, ed essere qui... A piccoli passi... ok?
Ok.
Ok.
Ma aspetta mamma, sei appena arrivata.
Sì, certo. Ho preso una stanza in un hotel a Fairview.
Non andrò da nessuna parte.
Passerò a ritrovarti presto. Te lo prometto.
Ok, mamma.
Grazie.
È stato bello.
Ti voglio bene piccola mia. Così... così tanto.
Buon compleanno.
Grazie.
Ti voglio bene anch'io.
Quindi... torta per colazione, è tutto quello che speravi?
Tu che sei tornato a casa sano e salvo, è il miglior regalo in assoluto.
Sì, è una strana sensazione, vedere la neve cadere in quel modo.
E tu qui... da sola... di notte... e sei sopravvissuta. Come hai fatto?
Mi sono solo tenuta occupata, immagino.
Tranquillo, ci penso io.
- Sicura? - Uh-Uh
Mi dispiace di non poterti dare tutto quello che mi hai chiesto.
Tua madre... Ci ho provato davvero. Il suo numero è disattivato.
Le ho scritto delle email... nessuna risposta.
Non preoccuparti, papà.
- Come sapevi qual'era la mia stanza? - Non lo sapevo. Usciamo.
- Mi stai chiedendo di uscire? - Proprio ora.
Per fare cosa?
Ok, ci sono questi ragazzi della scuola che vanno in giro in questo lotto di terra,
bevendo alcolici e lasciandosi andare alla ribellione giovanile.
Quindi rubiamo loro da bere e diamo fuoco a qualcosa.
Io credo che ieri sera tu abbia lasciato un regalo sulla mia veranda.
Non volevo che ti dimenticassi di me, e le gioie sono come rugiada, non credi?
Qual è il tuo problema nell'immediato?
Che tu non ti stai preparando per uscire con me. Dai!
Non posso uscire. Mio padre è...
Se la zia mi becca, vado subito in riformatorio. Quindi vedi cosa sto rischiando per te?
Prometto che tornerai sana e salva.
Oh, mio Dio.
Ragazzi nuovi.
- Ho detto loro che saresti venuto. - Ehi, Deb, come stai?
- Sono Bronwyn. - Lo so. Lei è...
Ehi, devi incontrare Jay, il mio uomo.
Quello della moto mezza scassata. Mi avevi detto che sapevi ripararla, ricordi?
Ehi, sei venuta con Christian, giusto? È dannatamente carino ed eccitante.
Io sono Hailey, o Hales, o Hey.
Ma io ti conosco. Da dove?
Sono Arielle... Ens. Eravamo nella stessa squadra di curling.
Oddio, sembra passata un'eternità.
Ciao!
Prendi ancora le lezioni scolastiche a casa? Fanno schifo?
Scusami, ma sono super felice di questo sciroppo d'acero per la tosse
che ha fatto Bronwyn. È insopportabile come i ladri. Ne vuoi un sorso?
Bronnie, lascia stare quella stupida troia. Lei è la mia migliore amica.
Lei è Arielle.
Lo so chi sei. E tu sai chi sono io?
Sono la figlia di Tim Bateman.
- Ok, ma non so chi sia. - Beh, tua madre lo conosceva.
Scusami?
Tua madre conosceva mio padre, come lui conosceva il suo di dietro.
- Era sua madre? - Giuro che non so di chi parli.
Dovevi andartene da qui qualche secondo fa.
- Non capisco. - Troppo tardi.
Ti distruggerò!
Non avrei dovuto lasciarti da sola, laggiù. Mi dispiace.
Ehi, che stai facendo?
Io e mia madre... eravamo abituate a scrivere e cantare musica.
Mi calma.
- Figo! Io suono una piccola armonica. - Che figata! Dovremo formare una band!
Adesso non m'importa proprio!
Mi sembra giusto.
Quella ragazza ha parlato di mia madre e di suo padre!
Dimentica ciò che ha detto! È solo un'anima da bar senza cuore!
Dov'è tua madre?
Lei...
lei se n'è andata.
Molto tempo fa.
Lei non era... non era brava a fare le cose che fa una mamma.
Era un'artista, una fotografa, una cantante... ha viaggiato molto.
Anche se, fosse successo qualcosa tra loro, tu non centri nulla, ok?
Ehi... Arielle.
Merda.
Chi è la ragazza?
Chi era la ragazza?
- Chiamare la polizia era un pò eccessivo. - Non puoi capire quanto fossi preoccupato.
Perché sei uscita?
Perché lui voleva che lo facessi.
Nessun ragazzo mi ha mai guardata così.
Ok.
Ok... in ogni caso non deve succedere più.
Puniscimi, mettimi in punizione, qualunque cosa... Lo so.
Mi dispiace.
Sono così felice che tu sia al sicuro.
Se ti fosse accaduto qualcosa...
non riesco nemmeno ad immaginarlo.
Andiamo, sto congelando qui fuori!
Allora... come ti senti?
- Non posso più vederti. - Te l'ha detto?
Te lo sto dicendo io.
Non posso. Non posso farlo di nuovo.
- Ma ciò non significa che non possiamo. - Non posso fidarmi di te.
Non sono me stessa.
Forse lo sei.
Buon pomeriggio.
Sono 4 dollari e 50.
E i 50 centesimi del resto. Ti auguro una buona giornata.
Grazie.
- Tim Bateman, è lui il proprietario? - Suppongo di sì.
È qui? Potrei parlarci velocemente?
Ah, tesoro, Tim è mio marito. Deceduto qualche tempo fa.
- Cosa... - Mi sono sbagliata. Mi scusi.
- E tu chi sei? - Mi scusi.
- Ehi, tempismo perfetto. - Andiamo? Ho dei compiti da fare.
- Dove sono le tue cose da signora? - Erano finite.
Oh, mi prendi in giro?
Che cos'è?
È uno scherzo.
Prima hai detto qualcosa...
- Che stai facendo? Vattene, psicopatico! - Non volevo spaventarti, ma era l'unico modo.
Mi dispiace che siamo stati fermati, ma non capisco perché
non possiamo, voglio dire, m piaci davvero.
- No, io non ti piaccio, ok? - Non è vero.
No, sono una verginella, strana, chiusa in casa come un pulcino!
Per me non sei così.
Oh, certo... allora cosa ti piace di me?
Hai appena seppellito il procione.
Cosa?
- Volevi urlare, agitarti e dare di matto... - Mi stavi spiando, brutto pazzo?
Ma non potevi lasciarmi vincere, e da quel momento mi sono innamorato di te.
Sì, ti stavo spiando.
Non riesco a non farlo.
Da quanto tempo sei qui?
- Credevo che gli agricoltori si alzassero presto. - Dio, sei un'idiota. Dobbiamo andarcene da qui.
- No, finché non accetti di uscire con me. - È l'ipotermia che sta parlando!
Non esco da qui finché non mi dici di sì, e che la mia vita è nella tua.
Stavo fingendo.
È di capra.
Oddio, papà... lo fai sempre.
Scusa.
Ho solo avuto un piccolo incidente.
Pranzo alle 15.
Sì, lo so.
Volevo solamente, eh... Non abbiamo mai avuto modo di parlare.
- Seriamente? - Beh...
Papà, ora sto mangiando lo stufato.
Tu e il ragazzo glamour...
- Christian? - Sì. Tu e lui...
Abbiamo avuto una sessione di pomiciata nel frigo, sì.
Ok.
- Devo essere sempre sincera, giusto? - Giusto.
Beh, è colpa sua se ti sei messa nei guai.
Papà, ha fatto un enorme gesto romantico e rischiava di congelare,
a morte solo per vedermi. Cosa avrei dovuto fare se non limonare con lui nel frigo?
Quel ragazzo è pericoloso, e non voglio vederti fare un grosso sbaglio.
Non è questo che significa essere un adolescente?
E possiamo evitare di parlarne, perché so degli uccelli, delle api, dei preservativi e degli alberi.
Che cosa?
Niente, è solo una filastrocca, papà. Lascia stare.
Ok.
- Mai sentito parlare di allevamento di castori? - Nell'allevamento non sono molto preparata.
Dovremmo allevarli.
Prestarli o venderli a clienti che vogliono che un torrente diventi di loro proprietà.
Non riesco ad immaginare di vivere qui. Così fuori dal resto del mondo.
Perché sei qui, Hailey?
Bronwyn ha scoperto che sei stata al negozio di famiglia, e che stavi curiosando su suo padre.
Dio.
Quindi... è super incazzata.
Tipo... vorrebbe ucciderti da quanto incazzata è.
Perché?
Non capisco.
Perché pensi che tua madre se ne sia andata?
Mio padre mi disse che era quasi esaurita. Il loro matrimonio non fu un granché.
Le mancava la città, il viaggiare.
Dimmi quello che sai... per piacere.
Non dev'essere una gara.
Arielle potrebbe tornare presto. E farebbe molte domande.
E sarebbe la cosa peggiore del mondo, se le dicessi la verità?
Douglas è morto.
Quattro anni e mezzo fa.
Lo so.
L'alto giorno, da te, quando sono scivolata sul ghiaccio
- è stato il giorno in cui ho deciso. - Deciso cosa?
Che era ora si smetterla di tenere il broncio per il passato.
Sono... felice che tu l'abbia superato. Ora devo proprio andare.
Puoi parlare con me. Riguardo lei.. tua moglie.
E perché dovrei farlo?
Ehilà, signor Ens. Ci sono altri latticini pronti, vero?
Stai lontano da lei.
Ti dico una cosa, papà. Starò lontano da lei se glielo dici.
Sono in giro da quanto, una settimana?
È incredibile quante persone dicono stronzate su di te.
Strano, solitario, sua moglie fuggita, tiene sua figlia rinchiusa...
Devi lasciare libera, papà. Prima o poi.
Allora dev'essere vero.
Mia madre ed il padre di Bronwyn andavano a letto insieme.
E poi ha rotto, ed ecco perché il signor Bateman...
capisci...
si suicidò.
Non riusciva a sopportare di non stare con lei.
È questo ciò che pensa l'intera città?
Potrebbe essere una stronzata, no? Voglio dire... è passato molto tempo.
Lui è morto, tua madre non è qui, perciò...
chissà.
Il mio consiglio e di lasciar perdere.
Guarda avanti... la vita è troppo breve.
Sì.
Ti ringrazio Hailey... di essere così gentile con me.
Evita la città, ok?
Ok?
Lo sai, Bronwyn è la mia miglior amica, e tutto il resto, ma onestamente è pazza.
Sì, i cuccioli non stanno bene.
Qualsiasi cosa tu sappia dirmi su di lui.
Sì, come vuoi che mi faccia perdonare?
Sì, ho letto il tuo biglietto.
Beh, suppongo che dovrò dichiararmi colpevole
e sperare nella pietà della Corte.
Sì.
Sì, si potrebbe fare.
- Ciao. - Ehi.
La mia preziosa ragazza.
- Quanto tempo abbiamo? - Circa un paio d'ore.
È andato a Neville ad aiutare un cliente.
- Ok. - Dove hai parcheggiato?
Lungo la strada. È sicuro.
Non mi piace questo. È come se gli stessi mentendo. Fra noi non ci comportiamo così.
Lo so che è difficile... e apprezzo la tua sincerità.
Dunque papà ti ha chiamata per dirti che volevo vederti.
Proprio così.
Mi aveva detto di no.
Uhm... beh, non è così.
Perché pensi che l'abbia detto?
Questa è la casa di tuo padre. E non voglio denigrare nessuno.
Oddio, perché tutti mi state prendendo in giro su tutto?
Cosa vuoi che ti dica? Che quando si ubriaca si dimentica?
Si ubriaca?
Papà?
Adesso dobbiamo proprio parlare di questa cosa sgradevole?
Quindi stai cercando di dirmi che mio padre si ubriaca di nascosto?
È questo che vuoi dirmi?
Dico solo che quando eri più piccola, un secondo dopo che la tua testa
si posava sul cuscino, lui era sulla bottiglia... o in un bar.
Non ti credo.
Se ha ottenuto aiutato, è fantastico.
Hai avuto una relazione?
Sì.
Ed è per questo che te ne sei andata?
- Cosa t'ha detto? - Lui nulla, ma a quanto pare tutta la città lo sa.
Tutto cambiò quando io e tuo padre ci sposammo.
Prima parlavamo di viaggi, di vedere il mondo.
Ma poi... tutto quello che voleva era tenermi qui.
Ero infelice.
Poi sei arrivata tu e le cose, per un periodo, migliorarono,
ma successe che... io e Tim Bateman ci innamorassimo l'uno dell'altra.
Lo amavi più di papà?
Ma tu hai deciso di chiudere?
Dopo che in città tutti lo scoprirono, io...
Ho umiliato tuo padre.
La famiglia di Tim.
Ho cercato di risistemare le cose con tuo padre. Sono tornata da lui.
Ma Tim
non poteva sopportarlo.
L'hanno trovato nel suo garage, col motore ancora accesso.
E di chi era la colpa?
Quel pezzo di merda parcheggiato lì, è tuo?
Salve.
Hai 30 secondi o ti sequestro quel rottame.
È questo il mio grande crimine contro l'umanità, vero?
Perché, se vuoi, ho un piede di porco nel bagagliaio, e puoi sfondare i fanali posteriori.
Sei al guinzaglio stretto mentre sei qui, signor Ross, ricordatelo.
Ah... sai già il mio nome.
Probabilmente dalla scorsa notte, quando hai fatto accostare me e Arielle.
Sei in libertà vigilata. Dovresti conoscere il mio lavoro.
Un'altra cazzata e te ne torni in città e subito in riformatorio. Vuoi questo?
È una sua idea... di suo padre?
Ti ha chiesto un favore?
O magari vi fate dei favori a vicenda.
Lei è una brava ragazza. Tutti noi vogliamo che rimanga tale.
Davvero?
Perché da quello che ho sentito, non le è permesso neppure uscire di casa.
Fattoria.
Dimmi tre cose su di lei. Tre.
Si chiama Arielle te lo concedo.
Andiamo agente, altre due.
Qualcos'altro?
- Bene, adesso posso andare. - Te l'ho dirò io quando potrai andartene.
A proposito, si scopa mi zia ad alta voce.
Quel mio vecchio vestito, quello rosso coi merletti,
saresti così bella con quello, coi capelli pettinati così.
Quale vestito?
In soffitta, c'è un grosso scatolone di vestiti.
Ho detto a tuo padre di lasciarteli, per quando saresti cresciuta.
Ora ti starebbero tutti.
Vediamo.
Sei così bella.
Sei diventata grande.
Grazie per avermelo detto.
Tu sei un tesoro raro, e dovresti ringraziarmi di essere stata la peggior mamma del mondo.
A volte sento come se mancassero dei pezzi della mia vita.
Ehi...
guardati attorno.
C'è molto di più di questo.
C'è un mondo intero là fuori, e spero tu riesca a vederlo.
Perché non dovrei riuscirci?
- Ci vediamo presto. - Ok.
Ehi, amico.
Sì.
Ok.
Sì, no, posso farcela. Ti ringrazio Wendel.
Io... io comunque apprezzo la tua offerta.
Ok, amico.
Sì.
Che stai facendo?
Quello morto è risultato positivo al test, per una malattia contagiosa.
- Li ucciderai senza dirmelo? - Pensavo fosse meglio se non l'avessi saputo.
Per chi? Per te?
L'acqua è tossica. Vuoi vederli soffrire?
- Dev'esserci un altro modo. - Beh, non c'è.
Non avresti dovuto affezionarti così tanto.
Tornatene a casa.
Sarà una cosa veloce.
Vai!
Non devi vedere questo.
Arielle?
Li ha uccisi.
Proprio davanti a me.
Ok... sfogati pure. Va tutto bene.
Parlamene pure.
Di che si tratta, tesoro?
Perché tu sei qui?
Sono qui perché mi hai chiesto di essere qui.
Oddio.
Sono qui per te, ed è tutto ciò che conta.
Forse sei pronta.
Forse sei pronta a sentire del passato.
- Riguardo le bugie. - A che bugie ti riferisci?
A riguardo dell'incidente.
Quale incidente?
Tesoro...
sei annegata.
Proprio qui.
Avevi 5 anni.
Cinque anni.
La fattoria era in difficoltà. Ho dovuto trovarmi un lavoro in città... al supermercato.
Lasciai tuo padre a prendersi cura di te.
Ha provato a fare del suo meglio, ma quell'infelicità dentro di lui,
lo portò a bere, causando quello che successe.
Il tuo cuoricino si fermò per 9 minuti.
Pensavamo di averti persa.
Ma poi accadde un miracolo.
Le mie preghiere furono esaudite, e feci una promessa.
Promisi che sarei rimasta, che sarei stata con tuo padre,
e promisi che sarei stata la madre migliore che potessi essere.
Ma poi la relazione venne allo scoperto, e Tim
si suicidò.
E tuo padre mi cacciò via, Arielle.
Hai capito?
Lui mi cacciò.
E mi dispiace che non ti abbiamo mai detto la verità,
e che non ho avuto il coraggio di portarti via con me.
Devi andartene da qui, Arielle.
Questo posto ti sta uccidendo.
Non posso andarmene.
Lui ti distruggerà. Non ti lascerà mai andare via.
Troverà sempre una ragione.
E tu, che sei una ragazza dal cuore buono, starai ai suoi ordini, finché un giorno ti sveglierai.
Non me ne andrò di nuovo.
Non me ne andrò finché non sarai pronta ad andartene anche tu.
Come sapevi quale finestra era la mia?
Non lo sapevo.
- Come sapevi che mia zia era fuori? - Non lo sapevo.
Sei sicura?
L'hai mai fatto?
Ecco perché sono qui, genio.
Non ti va di farlo?
Almeno gliel'hai chiesto?
Chiedergli cosa?
- Se, loro... Elizabeth. - Non ci vuole uno scienziato missilistico, John.
La tua piccola puttanella in mutande, che mangia la mia torta!
- Con tutto il rispetto, Elizabeth, modera i toni. - Con tutto il rispetto, John, hai cresciuto una troia!
È stato troppo forte, scusami.
Non è colpa della ragazza.
Guarda chi era sua madre.
Immagino stia solo seguendo le sue orme.
John.
Da quanto tempo?
Tu e la signora Glancer, da quanto tempo?
Dove l'hai trovato?
Perché non me l'hai detto?
- Non era una cosa seria. - Strano modo di essere sincero con me.
- Sei salita in soffitta? - Sì.
- Devi cambiarti. - L'ho appena fatto.
Vestiti come prima!
Questo... cos'è questo?
Questo, John...
questo sono io...
e per la prima volta, so la verità.
Me l'hai nascosta per tutta la vita.
Qualsiasi cosa... e tutto ciò che ho fatto, l'ho fatto solo per proteggerti.
Sei patetico.
Quali altri segreti stai nascondendo, John?
Smettila di chiamarmi John... e vai a cambiarti.
E togliti quella treccia.
Mamma ha detto che sarei stata bene così, ed aveva ragione.
Non puoi parlare così! Sai cosa penserà la gente?
Sto diventando la puttana pazza della città, proprio come mia madre.
Sì, dannazione! Proprio come lei!
Oh, credevi che scappassi da qui, piangendo come una ragazzina?
Tu non l'avrai!
Mi senti?
Non te lo permetterò.
Che c'è?
- Il tuo aspetto. - Cos'ha di strano?
Sexy.
Stavo per dire sexy.
Allora, dove vuoi andare?
Ho bisogno di bere.
Ok, d'accordo.
Prenderò una Pina Colada, di seguito della Vodka russa.
E poi, per finire, il suo miglior Pinot nero.
Ottima scelta, signorina.
Ecco i suoi drink.
Tuo padre e mia zia.
- Fra noi, non voglio che ci siano mai segreti del genere. - Nemmeno io.
Sei mesi fa ho picchiato un ragazzo a caso, e uscì fuori che lui era, tipo...
capisci... un ritardato mentale.
Era una stupida iniziazione...
e gli ruppi la clavicola
ed ora ha una perdita permanente dell'udito in una delle sue orecchie.
Ed i ragazzi che mi sfidarono a farlo, se ne fregarono. Erano solo annoiati, soli.
Quegli stronzi avevano scelto lui perché sapevano della sui problemi.
Pensavano che lo fossi anch'io, o forse che
non l'avrei mai fatto, o non so a cosa pensassero.
Ma gli feci del male...
tanto male.
È la cosa peggiore che abbia mai fatto.
Era lì fermo... alla sentenza mi fu data la possibilità
di dire qualcosa, di scusarmi, e...
Non riuscii, perché dire che mi dispiaceva, sarebbero solo state parole
ed era ormai troppo tardi. Lui stava già a pezzi.
Volevo dirtelo... tutto qui.
Non mi merito niente di buono.
Io... Mi dispiace.
Ma quando si tratta di Arielle. Lo capisco.
Mi sento malissimo per averti spaventata.
Mi puoi perdonare?
Ho visto la luce accesa, ed ho pensato fosse il tuo modo di dirmi che mi avevi perdonato.
Ok, vedo che ho del lavoro da fare qui.
È passato del tempo dall'ultima volta che ho avuto una relazione.
È questo cosa centra?
Beh... sì... sì...
Intendo dire, io...
Tu mi piaci.
John, questa sera sono andata dalla polizia e ti ho denunciato per violenza.
L'agente che ha preso la mia dichiarazione, è una ragazza così adorabile.
Una persona così gentile, l'agente Ruth Shocka.
John, ti è famigliare l'agente Ruth Shocka? Perché sembra ti conosca molto bene.
Oserei dire che potrebbe odiarti più di quanto ti detesti io.
Dopo aver appreso la tua familiarità con l'agente Ruth Shocka, ho ritirato la mia denuncia.
Ho capito quanto sia triste la tua esistenza.
Di quanto sei solo... riservato.
Triste... veramente.
Ma voglio essere chiara.
Stai lontano da me, altrimenti io o l'agente Ruth Shocka
ti faremo a pezzi.
Patetico ometto.
E quella non è adatta a te!
Posso parlarti un secondo?
Mi dispiace davvero molto... per tuo padre.
Non lo sapevo.
Non sapevo proprio nulla.
E odio il fatto che la mia famiglia ti abbia fatto del male.
È tutto.
Mi dispiace molto, Bronwyn.
Non azzardarti a nominarlo, hai capito?
Mai!
Te l'avevo detto che non avevamo finito.
Ha colto di sprovvista Arielle.
L'ha colpita alla testa con una bottiglia
e lei ha cercato solo di difendersi. Poi tutto divenne pazzesco, davvero pazzesco.
- Ti era stato detto più volte di starle lontano. - Tutto ciò che ho fatto è stato lasciarle fare.
C'erano minorenni ubriachi, droghe nell'edificio,
il che è, senza dubbio, una violazione della libertà vigilata.
D'accordo. Chiama il mio agente di sorveglianza, rimandami in riformatorio,
e tirami fuori dai guai, perché sono stanco di questo posto.
Cosa le accadrà?
Sarà accusata.
È un reato minore... primo reato... servizi sociali.
Credevo fosse una ragazza educata e corretta.
Non ne avevo idea.
Era tutto così incasinato.
Non puoi aiutarla. Tutto ciò che ha conosciuto è questo tipo di vita.
Un'esistenza solitaria... finché non si è allontanata.
Forse doveva succedere, forse qualcuno deve portarla via da quella fattoria.
Forse... ma non sarà facile.
Suo padre le ha appena pagato la cauzione.
Dovremmo farti fare un controllo.
- Potresti avere una commozione celebrale. - Come se ne sapessi qualcosa.
Buongiorno.
Sei tornata alla normalità?
Ti senti bene?
Le capre sono asciutte.
Niente latte.
Che strano.
Io me ne vado.
Cosa?
Finisco le faccende di oggi e poi basta. Me ne vado.
E dove?
Con Christian?
No, no, non penso proprio Arielle.
Non sei tu a decidere.
Cosa diavolo ti è preso ieri sera? Hai mandato quella ragazza in ospedale.
Suo padre aveva una storia con mamma, ma non ho bisogno di dirtelo.
Non si parla altro che di tua madre.
- Non hai nemmeno il coraggio di rispondere. - Perciò, in qualche modo, è entrata in te.
No.
Sono tuo padre e ti voglio bene, ma il tuo posto è qui.
Non puoi tenerla lontana da me.
Non più.
Sai perché l'ho dovuto fare?
Perché?
Lei era malata.
Ti amava, ma qualcosa dentro di lei cambiò.
Cambiò nel suo cuore.
Il suo cuore divenne sempre più scuro, scuro.
Nessuna bambina dovrebbe mai essere separata dalla madre, tranne questa volta.
Questa volta doveva andare così. Ho dovuto cacciarla via.
Arielle.
Ti ho mentito.
Non l'ho cercata io.
Non le ho mai mandato email, e non l'ho mai chiamata.
Non ci ho provato.
Non ho mai pensato di farlo.
Perché?
Perché tua madre è morta.
Si tolse la vita.
Si affogò.
Proprio lì nel laghetto.
Ci andò dentro con la macchina.
Arielle.
No!
Non avvicinarti a me!
Mi ha detto dei vestiti in soffitta. Mi ha fatto la treccia.
- Arielle, erano solo incubi. - No, l'ho riportata indietro!
Vieni qui. Vieni qui, vieni qui.
Oh, ti voglio bene.
Ti voglio bene.
E per quanto sia difficile sentirlo, stai meglio senza di lei.
Arielle.
Apri la porta.
Arielle, per piacere.
Ehi.
Ehi!
Fermati!
Fermati!
Ciao, tesoro.
Ciao.
Tu...
Sì, sì, mi mancavano le nostre stimolanti conversazioni intellettuali.
Sai, sei sempre stato bravo con le parole.
È venuta su benissimo, John, la nostra piccola Arielle.
Brillante... distinta... una cara anima premurosa.
Proprio come sua madre.
L'hai persa, John.
Ti sta per lasciare.
Morirai qui da solo, in questa disgustosa, puzzolente e schifosa fattoria.
Morirai da solo, coi tuoi animali da fattoria, con le tue puttane e col tuo niente.
E tua figlia sarà felice.
Se ne andrà da questa prigione... e mai, mai più ritornerà.
Te l'avevo detto che non avevamo finito.
Non sta succedendo davvero.
Tu non sei qui.
Perché?
Perché il tuo cadavere in decomposizione, è sul fondo di quel laghetto.
Perché ti gettai io.
Dolcezza.
Dolcezza... tu eri in pericolo.
Tu mi hai messo in pericolo.
Ero quasi morta.
Oh... oh, piccola, non è andata così.
Non è quello che è successo. Non so cosa ti abbia detto.
Non so cosa ti abbia detto, piccola.
Non ci farai mai più del male.
Cercò di ucciderti. Ti legò alla macchina e ti spinse dentro.
Cercò di ucciderti. Ti ha spinto, tesoro. Io ho cercato di salvarti. Ti legò dentro...
Gliel'ho detto che non avevamo ancora finito.
Cosa c'è che non va in te?
Non abbiamo ancora finito.
Sicura che è questo ciò che vuoi?
Così bello.
Mi mancherà.
- Possiamo andare. - Sicura?
Sì, sì.
Sai già dove vuoi andare?
- In che direzione stiamo andando? - Sud.
Sud suona divinamente, signore.
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