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Original subtitles

Jovial.

Jovial...

- Buone vacanze. - Anche a te.

Grazie.

Quando parti?

Stanotte, con la Ryanair.

Lunedì, in auto.

- Ciao. - A presto.

...per cui se ne approfittano del fatto che io sia lì...

Dov'è?

Navidari.

È un bel posto.

Ma non riesco a vedere molto sole, solo luce artificiale.

Ti friggerai.

Portati della crema solare, non si sa mai.

Divertiti a spaccarti la schiena.

Grazie.

Sei quasi soffocato.

Stefan!

Strano.

Sono sveglio.

Oh, merda.

È casa mia.

- Ciao Cédric. - L'insonne.

Tutto bene?

Certo.

Pronto per le vacanze.

- Quindi, quando parti? - Lunedì, spero.

Lunedì?

- Minestra. - Minestra?

- Fatta in casa? - Sì, fatta in casa.

Ho dovuto svuotare il frigo prima di partire.

Grazie.

Nessun problema.

- Andiamo? - Sì.

Cos'è quello?

Questo?

Jolie l'ha fatto per me.

È per proteggermi.

Non posso indossarlo qui.

Come sta?

Sta crescendo molto velocemente.

Vieni, ti faccio vedere come piegare i tovaglioli.

Così.

La vado a prendere dopo la scuola.

Mangiamo insieme.

Poi la lascio a casa di sua madre quando vado a lavoro.

Qui, guarda.

Cambierà il mondo.

Sono serio!

Ti credo.

Questa mattina la madre di Marian, un amico d'infanzia, mi ha chiamato.

Non lo vedo da sei, sette anni.

Mi ha chiesto se potevo andare a trovarlo.

Mi ha detto che è in prigione.

Non mi ha voluto dire per cosa.

Non sapeva che sto lavorando all'estero.

E?

E cosa?

Andrai a trovarlo?

Non lo so.

Forse.

Sarò da quelle parti, comunque.

Quando mi ha chiamato...

È strano.

Sono riaffiorati ricordi d'infanzia di ogni tipo.

La foresta.

La nostra casa di villeggiatura.

Catturare le lucciole.

Metterci nei casini.

E com'è che si chiama?

Marian.

Marian Croitoru.

Quanto durano le tue vacanze?

Quattro settimane, chiude il cantiere.

Cosa c'è che non va?

Non lo so...

Potrei fermarmi un po' di più.

Di più?

Un po'.

Vado a scaldare la tua minestra.

I primi treni a viaggiare sul suolo europeo

arrivarono qui.

Era il milleottocento e...

non mi ricordo esattamente quando.

Scusi.

Mi scusi?

L'ho toccata.

Nessun problema.

Mi sono svegliata stamattina da un sonno profondo, intenso.

Ho aperto gli occhi.

Mi sono guardata intorno.

E in quel momento, mezzo sveglia, mezzo addormentata,

un improvviso senso di panico si è impossessato di me.

Non riuscivo a ricordarmi i nomi delle cose intorno a me.

Ho visto la sveglia sul comodino.

E sapevo cosa fosse.

Ma non mi venivano le parole.

Neanche la parola "comodino".

Sapevo cosa fosse la tenda, che fluttuava leggera nella brezza.

Ma non riuscivo a rievocare la parola "tenda",

oppure "brezza mattutina".

Lentamente, il panico diminuì.

Ero sdraiata lì, che guardavo in alto verso un mondo senza nome.

Mi sentivo animalesca.

Mi sembrava che l'intera stanza fosse parte di me.

Io ero la tenda e la sveglia e il copriletto e la brezza mattutina.

Io c'ero e non c'ero.

Tutto divenne liquido

e si arrese all'unicità di diecimila cose.

Ma poi ho sentito in lontananza una sirena.

Una sirena.

E i nomi delle cose ritornarono, come un'onda che si infrangeva sopra di me.

Poi mi sono alzata e ho preparato il caffè.

Eccola qui, la mia meraviglia.

Ciao, zia.

Posso essere lì alle 7:30.

Va bene.

Perfetto.

Sarebbe bello, sì

Grazie.

Ciao, zia.

Soffitto.

Stiamo assistendo a una diminuzione nei livelli di ossigeno

e a un incremento di anidride carbonica, metano e nitrogeno,

che provoca il soffocamento e la morte delle piante

Quindi, ho immaginato una pianta che potesse adattarsi ad un allagamento regolare

OK.

E dove hai trovato l'ispirazione?

Beh, ho studiato le piante che crescono vicino ai fiumi.

Sono anfibi.

E ho usato le loro caratteristiche ecologiche e morfologiche.

Mentre una pianta normale marcisce e muore,

la mia pianta si ispessisce, permettendole di accumulare un maggior numero di sostanze nutritive.

E addirittura sviluppa nuove radici.

- Radici secondarie. - Sì.

La parte che è sotto l'acqua muore

e la parte superiore, con l'ispessimento e le nuove radici,

galleggia finché le acque non si ritirano.

O, finché queste nuove radici non si attaccano a una nuova riva del fiume.

Ed è così che la pianta può crescere, sopravvivere e riprodursi.

E nel tuo disegno, il tuo fiore è fiorito.

Ho pensato che sarebbe stato bello vedere i fiori galleggiare sull'acqua.

Meraviglioso.

Una pianta che sconfigge l'alluvione.

Grazie. Super, Polly.

Qualcun altro desidera presentare il proprio organismo inventato?

Ciao.

Posso aiutarla?

Ero curioso.

È un orto comunitario?

Qualcosa del genere, sì

Può fare richiesta per un lotto ma c'è una lista d'attesa.

Sì, OK.

Sarebbe interessato...?

Oh, no.

Bene.

- Posso chiederle una cosa? - Certo.

Sa cosa sono questi?

Diversi tipi di semi.

Questo potrebbe essere un seme di grano ma non sono sicura.

Dovrebbe piantarli per scoprirlo.

Dove li ha trovati?

Non ne ho idea.

Li ho trovati nella tasca.

Sì, possono andare lontano, trasportati dal vento.

Può piantarli nel mio lotto. C'è posto.

No, va bene. Grazie.

Come vuole.

Magari vorrebbe delle carote?

È molto gentile ma in realtà sto cercando di svuotare il frigo.

Ok, vado.

Quindi va da quella parte?

Sì, devo andare a Vilvoorde.

È lontano.

Non molto lontano, va bene.

Capisco. Ad ogni modo, è una bella camminata.

Sì ma camminare fa bene alla salute, giusto?

Sì, è vero.

E tu?

Diamo un'occhiata al danno.

Ecco qui.

Una vecchia carretta.

Sì. Lo so.

La posso aggiustare, ma devi davvero iniziare a pensare a comprartene una nuova.

Conosco alcune persone a Targoviste.

OK, ci penserò.

Sarà pronta entro lunedì?

- È il giorno in cui vorrei partire. - Martedì.

Cos'è?

Minestra.

È...

Niente di straordinario.

OK.

Lunedì.

Andiamo, riscaldiamola.

Minestra!

Che ottima minestra.

Sì, una minestra buonissima.

Ci hai messo della barbabietola?

Sì, c'è della barbabietola.

Un po' di tutto.

Non ho mai imparato a cucinare.

A volte, vorrei averlo fatto.

Non è mai troppo tardi per imparare.

No, ma...

Guarda le mie mani.

Guarda le sue mani.

C'è così tanto che vorrei fare e che non sarò mai in grado di fare.

La lista diventa più lunga, non più corta.

Ma Mihai, hai tutto il tempo del mondo!

Con quel motore in corpo non morirai mai.

Motore? Quale motore?

Parla del mio defibrillatore.

Quindi ora come stai?

Ti hanno mai fatto l'anestesia totale?

No.

Mi hanno addormentato per questo.

Mi hanno proprio dato una bella botta.

È un'esperienza davvero strana.

Occhi chiusi.

Occhi aperti.

Il tempo scompare.

E non è come dormire

Tutto è nero.

Sbatti le palpebre

e sparisce tutto.

E i giorni successivi ho dormito molto.

E ho visto

le cose più strane.

I bambini erano riuniti intorno al mio letto

e Adrian ci ha detto che partiva per girare il mondo.

Le persone continuavano a entrare.

La stanza era piena di persone

Intorno al letto, sul davanzale.

C'erano almeno 50 persone.

E le conoscevo tutte per nome.

Andrea. Dragos, Gavril.

Il piccolo Lionel.

Tua sorella.

E c'eri anche tu.

Sì, eri lì.

E c'era della musica.

E io ho pianto.

Ho pianto.

Ero grato per questo raduno.

Ma qualche giorno dopo, quando mi ero ripreso del tutto,

Sanda mi ha detto che lei era l'unica a cui era permesso visitarmi in ospedale.

Solo lei.

Ti hanno operato il cuore.

È una cosa seria.

Quando ritorni ad agosto

dovremmo organizzare un incontro.

Con tutti.

Ok?

OK.

Vai a trovare Anca? Passerò dall'ospedale stasera.

Dille di chiamare Sanda, così che i bambini possano vedersi durante estate.

Lo farò.

Cerca di evitare Vienna.

Mio fratello è passato da quella parte ieri ed è stato un incubo.

Dovresti passare da Graz.

Graz, dici.

Ciao.

- Scusa se sono in ritardo. - Non preoccuparti.

Qui ci sono i daikon.

- Ecco, per i capelli. - Grazie.

Sono stato sorpreso dalla pioggia.

Ah, sì.

Volevo portarlo a casa ma forse è meglio mangiare qui.

Se è possibile?

Sì, certo.

Zia, il ragazzo con i pantaloncini chiede se può mangiare qui.

OK. Certo.

Le tue scarpe sono fradice, vero?

Sì, lo so.

Vuoi metterle sotto il termosifone per farle asciugare?

Non penso che sia una buona idea.

Ma dopo devi andare lontano?

Scusa?

Devi andare lontano con quelle scarpe?

Oh no, vivo a Jette.

Ah, Jette.

Ho vissuto lì per molto tempo. Place du Mirroir.

È bello, no?

Ehm, sì. È carino.

Vado spesso al parco.

Gioco a badminton con i miei colleghi.

È...

È davvero piacevole ora che sta diventando più caldo.

È sempre pieno di persone.

Persino di sera.

Lo trovo davvero speciale...

- Ciao. - Ciao.

Buonasera.

Buonasera.

Grazie.

Buona serata.

Mi sento davvero in colpa per questi ragazzi che fanno le consegne.

Già.

Specialmente con le scarpe bagnate.

Perché lo fanno tutti?

Devi mangiare meglio, fratellino.

Mangio bene.

Beh? Cos'hai mangiato stasera?

Cinese.

Take-away?

No, al ristorante.

Mihai Stanescu chiede se hai chiamato Sanda.

OK.

La mamma non vede l'ora di vederti.

Ha perfino preparato la casa delle vacanze.

Davvero?

Esatto, lo so.

Voleva che te lo dicessi.

Mi ha mandato sei messaggi.

Quindi, come stai?

Come stai?

Non ho molto tempo.

Sono a casa.

Mi addormento.

Mi sveglio dopo due, tre ore.

Mi metto la giacca e esco.

Vago.

Vado in posti dove non sono mai stato.

Mentre giro vedo altre persone. La maggior parte con dei cani.

E quando ho troppo freddo vado a casa.

Sono stanco, Anca.

Lo so.

Marian Croitoru è in carcere.

Per cosa?

Non ci posso credere.

Avevo una cotta per lui quando ero giovane.

Era carinissimo.

Eri pazza di lui.

"Marian, Oh Marian..."

Anca.

Puoi parlare per un po'?

Per favore?

Voglio solo sentire la tua voce.

È buona.

È l'unica cosa che sono bravo a cucinare.

Quindi, tu

- vuoi semplicemente che io parli un po'? - Sì, per favore.

Non ho molto tempo.

Mi sono addormentato.

Beh, ovvio.

Ho finito la tua minestra.

Ora ti devo buttare fuori.

Vai a letto presto domani.

Leggi un libro.

Niente alcool, niente television.

Non preoccuparti.

Devi soltanto trovare una routine più bilanciata.

Guida piano, fermati spesso.

Dai alla mamma un bacione da parte mia.

Una sciapa di seta.

Le piacerà molto.

E qualche disegno dei bambini.

Ciao, fratellino.

Anca.

Potrei fermarmi un po'.

Cosa vuoi dire?

Non so quando tornerò.

OK.

- Ma... - Oh, ciao.

Che cosa ci fai qui?

Oh, io sto andando a Vilvoorde.

Per prendere la macchina.

È dal meccanico.

A Vilvoorde.

E tu? Cosa stai facendo?

Io sono qui per lavorare.

Studio i muschi.

Sono una briologa, in realtà.

Sto facendo un inventario di tutti i diversi tipi di muschio che crescono qui.

Ora ho un po' perso il conto, ma...

Interessante.

Vuoi vedere?

Certo.

Vedi, questo è un brachythecium rutabulum.

E questo è un atrichum undulatum.

Due specie molto comuni.

I muschi crescono ovunque, ma la maggior parte delle persone non se accorge neanche.

Come me.

E questo, che stai tenendo in mano,

è come una micro-foresta.

Una foresta che è piena di vita.

Lo vedo.

I muschi sono le prime piante che sono cresciute sulla terra.

E penso che ci saranno ancora quando noi ci saremo estinti da tempo.

Intendo dire, ci sopravviveranno.

Penso che abbiano molto da insegnarci, nonostante le loro dimensioni.

E si può mangiare?

No, in realtà. È piuttosto difficile da digerire.

E qui cosa stai facendo?

Sto studiando come i muschi reagiscono a elementi che disturbano il loro ambiente.

Come l'inquinamento?

Per esempio.

E li conti?

Sì.

Uno per uno.

Con la mia piccola lente di ingrandimento.

Grazie.

Devo andare.

Recuperare la macchina.

Cosa vedi?

Vedo queste foglie veramente minuscole.

Quasi trasparenti.

È davvero bellissimo.

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Grazie. - Stai bene?

Sì, sto bene.

I primi treni a viaggiare sul territorio europeo arrivarono qui.

Più o meno qui.

Non lo sapevo.

Andiamo avanti?

Aspetta!

Ti avevo perso.

Guarda.

Grazie.

Sei troppo vicino.

Un po' più in alto.

Grazie.

Vedi? Questi sono chiamati sporofiti.

Minuscoli steli con una capsula in cima.

Queste capsule si aprono così che le spore del muschio possano disperdersi.

Puoi passarmi la borsa, per favore?

Devi appuntarti tutto?

Sì, perché ogni volta vedo cose nuove.

Vuoi un biscotto?

Perché no.

Grazie.

È arrivato il vento.

Sì, sta diventando più freddo.

Ho qualcosa incastrato nella scarpa.

Aspetta.

Ascolta.

Mi ricordo.

Il mio colore è il verde.

Zia.

Sì, arrivo.

Ti posso aiutare?

No, siediti e basta.

Ecco qui.

Grazie! Sto morendo di fame.

È perché lavoro fuori. Fa venire appetito.

Attenta, è caldo. Mangia piano.

- Vuoi qualcosa da bere? - No, ma serviti pure.

Cos'è quello?

- Cos'è cosa? - Quella borsa di plastica laggiù.

Una specie di minestra.

Minestra?

Per te.

Per me?

L'ha portata un ragazzo. Capelli corti, portava dei pantaloncini.

Dovrò chiamare tua madre!

Non ci provare!

Come si chiama?

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