Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
Downloaded from YTS.MX
Official YIFY movies site: YTS.MX
(Giordano) A volte è meglio non sapere le cose.
Il bello della vita è proprio questo,
ignorare che cosa accadrà domani.
Anzi,
che cosa accadrà tra un istante.
Del resto,
come potremmo nutrire qualunque speranza sul nostro futuro
se lo conoscessimo già?
(rombo di un aereo)
Caracas!
(stridio di pneumatici e clacson)
- (un uomo ansima) - (clacson)
(voci indistinte in lontananza)
(clacson)
(voci indistinte)
(versi di sforzo)
(voci ovattate) Duce! Duce! Duce!
- (fischio acuto) - (insieme) Duce! Duce! Duce!
Siamo come un esercito.
Questi vogliono portare la guerra santa in casa nostra.
(capo) Non hanno capito un cazzo.
A me questa democrazia ha rotto il cazzo.
Noi siamo in guerra,
in guerra per difendere la nostra civiltà,
le nostre radici.
Noi siamo cristiani.
La croce è il nostro Duce.
E resteremo in piedi,
di fronte al nemico, con onore.
E altri cadranno.
Se qualcuno poi non è d'accordo...
può pure parlare.
Duce.
- (voci sommesse) Duce! Duce! - Duce!
(insieme) Duce! Duce! Duce! Duce! Duce!
Duce!
(insieme) Duce! Duce! Duce! Duce! Duce!
(voci indistinte)
(voci e suoni ovattati)
(voci e suoni non udibili)
(voci non udibili)
(urla indistinte)
- (urla) - (urla indistinte)
(gemiti)
(gemiti)
- (zip dei pantaloni) - (versi di disgusto)
(allarme di un locale)
(urla indistinte)
(urla della donna)
(urla)
(la donna singhiozza e ansima)
(geme)
- Lascia questo coltello o ti ammazzo. - (rumore metallico della lama)
Questo sarebbe l'onore? Uccidere un povero disgraziato?
Allora è vero che stai con gli arabi di merda.
Figlio di puttana!
Portati questa merda, va'! Va'!
(ansima)
Sei un fratello?
Che Allah ti benedica.
Salaam alaikum.
Sto morendo?
Non ti preoccupare, non è niente.
Aiuto!
Aiuto!
(ragazzo) La luce di Dio è tutta qui, è dentro di me.
Non l'ho mai sentito così forte.
(voci indistinte parlano in arabo)
(parlano in arabo)
(fischio e voci ovattate)
(il fischio si intensifica)
(il fischio si interrompe)
La luce di Dio.
(tira su col naso)
La luce di Dio.
La luce di Dio.
(musica dal locale)
(voci indistinte)
(parlano in arabo)
Salaam alaikum.
Alaikum salaam.
- (in arabo) Quello chi è? - (in arabo) Fallo entrare.
- È musulmano? - Vuole diventarlo.
Vieni qui vestita in questo modo, con uno che non sappiamo neanche chi è,
nemmeno saluti
e ordini cosa dobbiamo fare.
Non ti ho mai visto portare l'elemosina con tua madre.
Ho vergogna per tuo padre, che Allah protegga la sua anima.
- Mio padre non mi ha mai giudicata. - (in italiano) Andiamocene, dai.
(in arabo) Chi sei tu per giudicare?
Non sei Dio.
Sei solo un uomo.
Allah è grande e misericordioso
e di tutto questo non vedo nulla nei tuoi occhi.
Coloro che credono e compiono il bene saranno perdonati e ricompensati.
Tu invece subirai un castigo dal tormento doloroso.
- Tu sei il demonio! - (rumore di passi)
(in italiano) So che hai provato a salvarlo.
Voglio solo pregare per lui.
Ma non so come si fa.
Vieni con me, entra.
(Djamel) Non temere.
Hai ragione.
Sono il demonio.
(Djamel parla in arabo)
"Al nome di Dio, il credente,
il misericordioso."
(Djamel) Le abluzioni per noi sono parte della preghiera.
(parla in arabo)
(canti in arabo in lontananza)
È il momento della preghiera.
Vieni con me.
Noi preghiamo spalla a spalla,
per non far passare il demonio.
(un uomo parla in arabo)
(parlano in arabo sottovoce)
(parlano in arabo)
(fischio e voce ovattata di Djamel)
(voci ovattate)
(voce ovattata di Djamel)
(ragazzino, sottovoce) Giordano.
Giordano!
(fischio)
(uomo) Scusate. Vai, fai passare...
(fischio del treno)
- (voce indistinta dall'altoparlante) - (voci indistinte)
(clacson)
(uomo) Vai, muoviti!
(uomo) Vai, scemo di merda! Vai, muoviti!
Ma che vuoi? Che guardi? Svegliati!
(uomo) Vai, ti ho detto cammina!
(uomo) Allora? Che c'è? Muoviti!
Maestro, siamo sinceramente onorati di ospitarla.
Tra di noi ha tanti appassionati ammiratori.
Ci siamo permessi, maestro, di prepararle il benvenuto
che riserviamo solo alle persone speciali.
- (Giordano) La camera? - 313, terzo piano.
Lechiavi.
- L'accompagno. - Non è necessario, grazie.
(Giordano) È passata una vita.
Perché me ne sono andato?
lo lo so e non lo so.
Ci sono domande che sfuggono a qualsiasi risposta.
(segnale acustico e scatto della serratura)
Andare via fu giusto?
E ora è giusto tornare?
È arrivato il momento di non girare più la testa dall'altra parte.
(applausi)
Signore e signori,
stasera abbiamo il piacere di avere tra di noi
il fondatore della casa editrice
che ho la fortuna di dirigere.
Saggista, romanziere, tradotto in molte lingue,
ma è molto di più di tutto questo.
(Saverio) È un combattente della nostra terra.
È stato lontano molto tempo,
ma da lontano ha continuato a parlarci.
(Saverio) E oggi è qui con noi.
- (Saverio) Giordano Fonte! - (applausi)
"Questa è una città spugna,
una città che ti inghiotte.
Mi fa orrore,
nello stesso tempo in cui mi affascina.
Questa città, ossessione,
ha occupato con invadenza
la maggior parte dei miei pensieri da quando ero ragazzo.
Dico a me stesso:
'È mai possibile che non abbia saputo fare altro
che parlare di Napoli?'"
Sono storie di tanto tempo fa, cose dimenticate.
- (uomo) Napoli non ti ha mai dimenticato! - (donna) E tu non hai dimenticato Napoli!
Maestro.
(Saverio) Il tuo pubblico.
(Saverio) Ora che sei tornato, aspetta un grande racconto su Napoli.
Vabbè, certo, Napoli, sì.
lo mi domando se ha senso scrivere ancora.
La tua scrittura ha senso per tutti noi.
Basta! Basta, con queste smancerie, con tutte queste buffonate.
Scusate, non servono a niente.
Scusate.
Scusate, io non ce l'ho con voi, ce l'ho con me stesso. Scusa, Saverio.
lo approfitto di...
di questo invito, di questa bella occasione,
per dire che non scriverò più.
(mormorio dal pubblico)
(Giordano si schiarisce la gola)
- (ragazzo) Oh, acchiappa questo! - (ragazzino) No, lasciatemi stare!
- (colpi e gemiti) - Oh!
- (Giordano) Oh! - Fatti i cazzi tuoi, cornuto!
- Ehi, stai bene? - Lasciami stare!
- Come ti chiami? - Fatti i cazzi tuoi.
(Giordano) Ehi!
Guarda questo fetente! Vieni qua!
Fermati! Fermati!
(Giordano) Vieni qua! Fermati!
Ehi! Ehi!
(rumore di passi)
(voci indistinte in lontananza)
- (tintinnio di chiavi) - (scatto di una serratura)
(cigolio di una porta)
(voce indistinta da una TV)
(Mussolini dalla TV) Perché la storia ci insegna
che gli imperi si conquistano con le armi
ma si tengono con il prestigio.
E per il prestigio occorre...
una chiara, severa, coscienza razziale...
- Che stabilisca non soltanto... - (gemiti di dolore)
- (tonfo) - (TV)...delle differenze,
- (gemiti di dolore) - (TV)...ma delle superiorità nettissime.
(applausi dalla TV)
- (voce indistinta dalla TV) - (gemiti di dolore)
(gemiti di dolore)
(respiri affannosi)
(respiri affannosi e gemiti di dolore)
(Giordano urla)
(ansima)
(in arabo) Liberami...
(Yasmina) Salvami...
(Caracas) Chi sei?
Chi sei tu? Che ci fai a casa mia?
Non tornare mai più o ti ammazzo, vattene!
(sottovoce) Vattene.
(Caracas, sottovoce) Yasmina...
Yasmina...
(parole indistinte)
(Caracas ansima)
Ti amo. Ti amo.
(sospira) Ti amo.
(urlano)
(ansima)
(Giordano) Via via che passano i giorni,
si compie una trama al di là della mia volontà.
Che io abbia intrapreso un viaggio nel passato è fuori dubbio,
così come è fuor di dubbio che tale viaggio conduca...
a una domanda sul futuro.
Cosa accadrà?
- (musica ad alto volume) - (voci indistinte)
(voce non udibile)
Dimmelo adesso che mi ami.
(rumore di passi che si allontanano)
(Giordano) Hai detto che se fossi tornato mi avresti ucciso.
- Hai già ucciso un uomo? - Che sei tornato a fare?
Tagliami la gola, come volevi fare l'altra sera.
Tu sei un pazzo, un pover'uomo.
Cosa ti serve per uccidere?
Un motivo? Dei soldi?
Ho letto quello che hai scritto. Non hai più un cazzo da dire.
(voci indistinte)
(rombo di uno scooter)
- (clacson) - (ragazzo) Scimmie di merda!
Ma stai sempre in mezzo alla strada?
(imitano il verso delle scimmie)
- Sali là! - (ragazzo) Che schifo!
- Vattene al Paese tuo! - (ragazzino) Sali!
Scimmie di merda, andatevene al Paese vostro!
Andiamocene. Andatevene al Paese vostro!
Vaffanculo, scimmie di merda!
- Signora, io voglio questo. - Piano, ragazzi.
(voci indistinte)
Signora, io sono piccolo, una crocchetta.
(signora) Sì, piano piano.
- Che grosso! - Tieni, piccolo.
- Quando non ha i soldi, sai com'è... - Non te li puoi spendere.
- Tieni, mangia pure tu. - No, no, mangia, mangia.
Volete dell'acqua?
- Per farci cosa? - Per annaffiare le piante?
- Signora, prendete due birre. - (signora) Eh, piano piano.
(ragazzo) No, muovetevi, macché "piano piano".
(ragazzo) Mantieni, fammi aprire le birre.
- (signora) Tieni. - Mantieni.
Tieni. Piano, piano.
Questi sono come la peste. Un virus.
(ragazzo) Guardate là.
(voci indistinte dei ragazzi)
Tu dove vivi?
- Buonasera. - (direttore) Buonasera, maestro.
- Posso disturbarla? - (direttore) Certamente.
Oltre che un dovere, è un piacere.
Dunque, ehm...
Mi rendo conto che è un po' tardi...
Avevo consegnato della biancheria, può controllare se è pronta?
Guardi, maestro, non mancherò di fargliela trovare in camera.
Ah.
lo avrei una certa urgenza.
- Controllo immediatamente. - (Giordano) Grazie.
- (fischia) - (Giordano farfuglia)
Mi dispiace, maestro, ma per lei non c'è nulla.
Ah, ehm...
Non c'è nulla? Vogliamo controllare meglio?
Le assicuro che lo stanzino della biancheria è vuoto.
Mi permetto di insistere.
Senz'altro.
(versi)
Maestro, probabilmente è stata spostata nel pomeriggio.
In questo momento non saprei come risolverla.
- Prendo un appunto... - Evidentemente mi sono sbagliato io.
Evidentemente...
Faccia i miei complimenti a tutto il personale.
- Non mancherò. - Mi fa sentire a casa.
Grazie.
- Buonanotte. - Prendo un appunto. Buonanotte.
(segnale acustico e scatto della serratura)
(Giordano, sottovoce) Fate piano piano. Piano, piano, piano!
(ragazzo) Accendi le luci!
- Entrate e state zitti. - Guardate dove ci ha portato.
(ragazzo) Dai, accendi la luce. Accendi la luce.
(insieme) Eh! Bravo, zio!
- Ehi, ehi... - (ragazzo) Che bello qua dentro!
- Fermi! Fate piano piano. - Wow!
- Non rompete niente. - (voci indistinte dei ragazzi)
- Com'è bello! - (voci indistinte)
(Giordano) E meno male che vi ho detto di non rompere niente! Piano!
- Non rompete niente. - (ragazzo) Il cesso fa paura!
Zio, prendi!
Ho detto fate piano!
- (voci indistinte) - (Giordano) Piano, piano, piano!
- (voci dei ragazzi) Vieni qua! - Mangiatelo tu!
Questo è il completo che metteva la buonanima di mio nonno.
- Come sto, zio? - (voci indistinte dei ragazzi)
- (ragazzo) Come sto? - Giordano.
- Sei elegante. - Sei elegante, sì.
- (ragazzino) Giordano! - Sei elegante. Che c'è?
- Che cos'è? - Questa è una macchina fotografica.
- È un po' vecchia, ma funziona ancora. - E come funziona?
Guarda, così. Mh?
- (scatto della fotocamera) - Si può vedere com'è venuta?
No, non subito. Bisogna svilupparla.
- Che cosa? - (colpi alla porta)
- (Giordano, sottovoce) Zitti. - Chi è?
- La pizzeria? - (ragazzo) Avete chiamato la pizzeria?
- Ma quale pizza? Zitti. - (ridono sottovoce)
- (colpi alla porta) - Ssh, zitti.
- (voce indistinta del ragazzino) - (ragazzo) Stai zitto.
- (colpi alla porta) - Nascondetevi.
(colpi alla porta)
- Nasconditi! - (colpi alla porta)
Vai!
(colpi alla porta)
Mi perdoni, maestro, non volevo disturbarla,
ma sono giorni che non la vediamo uscire ed eravamo preoccupati.
Si sente bene?
Maestro?
Posso aiutarla?
(voci indistinte)
(voce concitata di una donna)
(voci concitate)
(rumore di passi)
Non ci posso credere, ho sognato tanto questo momento.
(donna) Amore, corri! Si è avverato il mio sogno!
(donna) Prego, maestro.
Venga, maestro. Venga.
Maestro!
(uomo) Qualcosa non va?
(farfuglia) Scusate... Scusate.
Ma non eravate venuto qui per le vostre cose?
Quali cose?
- Venga. - (uomo) Prego, maestro.
Il proprietario precedente ci aveva detto che erano appartenuti a voi
e noi li abbiamo custoditi,
sperando che un giorno sareste tornato.
I miei libri...
Il mio scrittoio.
(Giordano) Voi sapete dov'è questo posto?
E questo è il chiostro di San Domenico, dove stavano i frati.
Il vecchio orfanotrofio.
Non ve lo ricordate?
Non ve lo ricordate?
Chi siete? Che volete?
Si può visitare l'orfanotrofio?
È chiuso.
(custode) Non c'è più nessuno, sono rimasta solo io.
Sono uno scrittore.
Vorrei raccontare una storia che riguarda questo luogo.
Accomodatevi.
(custode) Ce ne stanno, qua dentro, di storie da raccontare.
Le creature erano tante...
e ognuna con una storia diversa.
Ve li ricordate tutti i bambini che sono stati qui?
(custode) Tutti.
Tutti.
E stanno ancora qua.
Sì, non se ne sono mai andati via.
(custode) Qua è dove facevano lezione.
Prima, però, facevamo la preghiera tutti quanti insieme.
Qualcuno si svegliava prima degli altri
e veniva dentro alle cucine da me per un po' di caffè.
Era il nostro piccolo segreto.
(custode) Questo era il dormitorio.
Ognuno di loro restava solo di notte.
Gridavano dentro al sonno.
"Mamma, aiuto!"
"Mamma."
"Aiuto, mamma, vienimi a prendere."
"Vienimi a prendere, mamma."
(Giordano ansima)
Che è? Non vi sentite bene?
(ansima)
Chi è? Chi è questo bambino?
Com'era bello e com'era bravo!
Sempre solo, non giocava mai con le altre creature,
sempre zitto, era gentile.
Poi, per sopravvivere...
diventò cattivo, violento.
E se ne scappò,
crescendo come figlio di nessuno in questa città
che gli faceva da mamma.
Ma è cambiata.
Eh, che storia volete raccontare?
(squillo del telefono)
(squillo del telefono)
(sospira)
(squillo del telefono)
(squillo del telefono)
Questo perché non volevi più scrivere.
Ma questa è la cosa più bella che io abbia mai letto!
Questi primi capitoli che mi hai mandato promettono un capolavoro.
È il tuo romanzo più grande, Giordano.
L'ambientazione, i personaggi, la tensione...
Non stacchi mai gli occhi dalla pagina.
Quello che racconti non è Napoli.
È il mondo.
(Saverio) La zona della ferrovia potrebbe essere una baraccopoli in India,
un barrio sudamericano, una favela brasiliana.
E i personaggi!
Quel bambino... siamo tutti noi, soli, perduti.
Quando ho letto l'orfanotrofio, io tremavo dalla commozione.
E quel vecchio, smarrito,
in questa città che ti inghiotte.
Nessuno mai l'ha descritta così, è il presente.
È meraviglioso quello che hai scritto.
Ti prego, dimmi soltanto una cosa.
L'uomo che ti guida,
il fascista che si vuole convertire all'lslam...
È fantastico.
Lo hai incontrato?
Lo conosci?
Esiste davvero?
(Giordano) Un mistero.
(voci concitate indistinte)
(Giordano) Era diventato fascista da ragazzo.
Oppresso dalla violenza della città,
aveva trovato ordine e sicurezza nel mito della patria,
una famiglia nei suoi fratelli squadristi,
nel duce un padre.
- Era persuaso... - Duce!
...che quel mondo fosse ammantato di una mistica alta...
- Duce! Duce! - ...guerriera...
- ...rigeneratrice. - (insieme) Duce!
- (Caracas urla) - (voci concitate indistinte)
(sirene)
- (Caracas ansima) - (Giordano) Ma le sue convinzioni...
erano state presto smentite dalla certezza
che nella crudeltà non esiste ordine,
non esiste patria
e nessun tipo di padre.
(Caracas geme)
(geme)
(rumore di passi)
(voci indistinte parlano in arabo)
(Giordano) Laggiù, grazie a quelle cure, per la prima volta,
aveva sentito pietà e compassione.
Per questo si era fermato ad abitare quell'inferno.
Il pianeta ferrovia,
una sconfinata ragnatela siderale,
interamente colonizzata da diseredati e ultimi della terra.
Qui venne accolto.
Qui trovò rifugio.
Qui divenne "Caracas".
(voci non udibili)
(Giordano) A veva raccontato a tutti di essere nato laggiù, a Caracas,
ma non era vero.
(voci indistinte)
(ride)
(Giordano) Lo aveva fatto per costruire attorno a sé un alone di mistero
ammantato dalle fantasie di un giramondo
che non aveva mai lasciato Napoli.
Diceva che prima o poi ci sarebbe tornato,
forse da vecchio, per morire in pace.
Più semplicemente, a Caracas era andato suo padre,
tanti anni prima.
E dal giorno della sua partenza non aveva saputo più nulla di lui.
(voci non udibili)
(Giordano) Sotto quel velo che non riusciva a nasconderla,
accanto a suo padre e al suo incedere lento,
Yasmina era sempre stata un'anima inquieta.
(voci indistinte)
(Giordano) Non sopportava più di vivere in disparte,
di rispettare regole lontane dal suo sentire.
I due facevano finta di non conoscersi,
perché i loro mondi erano troppo lontani.
Ma
come spesso accade,
tra terra e cielo,
tra angeli e demoni,
il destino...
segna un sentiero di gioia e disperazione.
"Solo Napoli poteva partorire un figlio così tormentato,
tra ideologia fascista e desiderio di pace.
Si fece spiritualmente arabo
il giorno in cui gli americani invasero l'Iraq,
con la scusa di voler riportare la democrazia.
Pensò di non potersi chiamare più né cristiano, né occidentale,
come se quell'evento di colpo avesse lacerato la sua identità,
sostituendola per forza d'odio con un'altra.
Per quale ragione io sia diventato suo amico
e perché a un certo punto le nostre strade si siano incrociate
ancora non mi è dato saperlo."
(tuono)
(tuono)
(scroscio della pioggia)
(tuono)
(urla indistinte dell'uomo)
(parole indistinte)
(voci indistinte)
Che fai qui?
(suoni ovattati)
(Giordano ansima)
- (sottovoce) Giordano. - (Giordano) Mh?
- Giordano? - (tuono)
(tuono)
(soffio del vento)
(tuono)
(ansima e parla in arabo)
(parla in arabo)
(parla in arabo)
(parla in arabo)
(parla in arabo)
(Caracas parla in arabo)
(parla in arabo)
- (tuono) - (Mussolini dalla TV) Che riguardi...
della politica interna,
il problema...
di scottante attualità
è quello razziale.
Anche in questo campo
noi adotteremo...
Se ci credi, non ti brucia.
(Giordano) Chi è?
(annaspa)
(ansima)
(rumore indistinto)
(tintinnio di chiavi)
(la porta si chiude)
(rumore di passi)
(Caracas) Giordano, ti sei svegliato?
(Caracas) Mh...
(Caracas) Stai ancora così? Muoviti, ci stanno aspettando.
(Caracas) Mamma mia, mi sto pisciando sotto.
Hai scritto tutta la notte, voglio vedere quando mi fai leggere qualcosa.
Come diceva il grande Gustave Trophée,
"Quando devo scrivere qualcosa, non mi do pace finché non ho finito".
- (scroscio della pipì) - Come faccio io quando devo pisciare.
(Caracas ride)
- (Caracas fa un verso di sollievo) - (sciacquone)
Fai presto. Ti aspetto giù, muoviti.
- Chi è Gustave Trophée? - (Caracas) Gustave Trophée?
(ride) E che ne so, me lo sono inventato!
L'ho proprio inventato. Fai presto!
(Caracas) Ti aspetto giù!
(la porta si chiude)
Giordano, mi raccomando.
Ci ho messo un sacco a convincerli a incontrarti.
lo sono stato accolto come un fratello, ma sono diffidenti con gli estranei.
Non farmi fare figure di merda. Non fare l'ironico come tuo solito.
Capito?
(voci indistinte)
Aspettami qua e non muoverti.
(voci indistinte)
(voci indistinte)
Lo so che a voi piace il caffè,
ma noi preferiamo il tè.
Ci fa sentire a casa.
(Djamel) Lo assaggi.
- Le piace? - A me fa sentire un ospite.
(Djamel) Ha scritto tanto di questo nei suoi libri.
Del vivere come un ospite,
un esule, ovunque,
cercando sempre un altrove.
(Djamel) Non si è mai annoiato.
Non mi ricordo tutto quello che ho scritto.
Sono felice che voglia scrivere di noi.
(sottovoce) Non l'ho mai detto a nessuno, ma...
io sono cresciuto in questo quartiere.
Quando io ero bambino, voi non ci stavate.
Questa non è più la mia città, ma...
In questa povera gente, riconosco qualcosa che ho già visto tanti anni fa.
(Giordano) Non vengono qua solo per mangiare e per bere, è vero?
Non sanno dove andare e qua possono stare insieme.
Ma che cosa gli date voi
che noi non siamo stati capaci di dare?
Gli uomini sono ossessionati da ciò che disperatamente gli manca...
quello che non hanno più,
o forse che non hanno mai avuto.
Per esempio, la verità.
(Djamel) O la fede in Dio.
Non ho mai creduto che ci fosse bisogno di un Dio
per sapere cosa è giusto e cosa è sbagliato.
Magari, a volte, può aiutare a sentirsi meno soli,
ma anche questo con scarsi risultati.
(Djamel) E allora...
Cosa è venuto a cercare qui in mezzo a noi?
Sono venuto a cercare il mio amico.
Speriamo di poterla ispirare, maestro.
(canti in arabo in lontananza)
È il momento della preghiera.
(Djamel) Se vuole, può unirsi a noi.
(canti in arabo)
(Djamel parla in arabo)
(voci indistinte ripetono in arabo)
(Djamel parla in arabo)
(parla in arabo)
(Djamel parla in arabo)
(parlano in arabo)
- (Djamel parla in arabo) - (voci concitate in lontananza)
(voci concitate indistinte)
(voce in arabo dalla TV)
AFGHANISTAN: LA RITIRATA I TALEBANI FESTEGGIANO L'INDIPENDENZA
(voci concitate indistinte)
(gridano in arabo)
- (stridio di pneumatici) - Stronzo! Uomo di merda!
Mi hai lasciata sola, mi hai abbandonata!
Levati dal cazzo!
- Potevo essere morta! - Levati!
(Yasmina) Non ti fai schifo?
Chi è questo vecchio che ti porti appresso? Eh?
- Gli dai il culo per soldi? - Mannaggia la troia...
Ti ho detto che non devi più venire qua.
- Non ti fai schifo? - Non devi venire più.
- (Yasmina parla in arabo) - Vattene, non mi toccare.
- Non mi toccare, vattene! Vattene! - (Yasmina singhiozza)
- Sono pulita, te lo giuro. - Non mi toccare. Non ti credo.
- Ho smesso per sempre. - Non ti credo.
- (Giordano) Ma sei pazzo? - Non sto mentendo!
- Non ti ho insegnato niente? - Che mi devi insegnare?
- Ti prego, credimi. - (Giordano) Questo sei.
- Un fascista, un violento. - Non rompere il cazzo pure tu.
- Almeno tu... - Mi hai fatto una testa così.
Almeno tu...
Islam, redenzione, purezza, e alzi le mani su una ragazza?
Ho sempre provato ad aiutarla, a salvarla,
ma mi tiene lontano dalla luce, è il mio peccato!
Il peccato, Gesù Cristo, Allah, Dio, la rivoluzione...
Conta solo quello che senti, non fare il fanatico!
Non farti fottere.
Ma quale luce?
La luce di Dio.
- La luce di Dio? - La luce di Dio.
(la portiera si chiude)
(voci indistinte)
Yasmina!
Scendi!
Sto qua per te.
Lo so che mi senti.
Sto qua per te. Sto qua per te!
Perdonami, amore. Perdonami!
Amore, perdonami! Perdonami, amore!
Scendi! Scendi!
lo ti credo!
lo ti credo.
lo credo a te come credo a Dio!
(Caracas) Non lasciarmi solo pure tu!
Non lasciarmi solo pure tu.
(sottovoce) Non lasciarmi solo pure tu.
- Ti amo. Ti adoro. - Perdonami...
Perdonami...
(sottovoce) Perdonami...
Scusa.
Scusa.
Voglio andare via.
Con te.
(in arabo) Mi vuoi sposare?
(Yasmina fa un respiro profondo)
- Ci vogliamo ammazzare? Piano! - (clacson)
Dove stiamo andando? Che è successo?
- (rombo del motore che accelera) - Vai piano!
(voci indistinte)
- Che dobbiamo fare qua, che succede? - Ora vedi che succede, vieni.
(in arabo) Mi dai dei soldi?
Dai, dai...
(in arabo) Te li ridarò, lo giuro.
Quante volte ho detto alla mamma che non le deve dare i soldi?
(Caracas) Vieni, vieni.
- Hai sempre tutta questa roba appresso? - Sono i miei appunti.
(un cane abbaia)
Ma questo è morto.
Meglio per lui. Vieni.
(spacciatore) Tu che vuoi?
(spacciatore) Che vuoi?
Stai un'altra volta qua? Te ne devi andare, sei piena di debiti.
Ora ti prendi questi cazzo di soldi
e io e te non abbiamo più niente da spartire, hai capito?
- Brava. Tieni, un regalo per te. - Non ti far vedere mai più.
E vedi di fare poco lo stronzo, che lo dico al mio uomo
e ti faccio ficcare un coltello nelle palle!
- (spacciatore) Stai sempre qua. - Vaffanculo!
- Stai sempre qua. - Pezzo di merda!
Cazzo! (parla in arabo)
(spacciatore) Che vuoi?
Che vuoi?
"Lo dico al mio uomo e ti faccio ficcare un coltello nelle palle!"
Quello era lo spacciatore, quello che le vendeva la droga.
Allora è finita veramente. Inshallah!
- (canta) Yasmina mia, amore mio! - (Giordano) Ehi...
Boccuccia di rosa, forellino!
- Dammi un bacetto. - (Giordano) Tu sei pazzo.
- Mi hai seguita, stronzo! - (Caracas) No, siamo capitati per caso.
- Non è vero che ti fidi di me. - L'ho fatto per proteggerti.
- Sì, sì. - Ho portato il bodyguard, guarda.
- Allora è proprio vero. - Che cosa?
- Che ve lo buttate nel culo. - (ridono)
Qualche volta... Facciamo pace, dai.
Lo sai che cosa dice il profeta Maometto, vecchio mio?
"Chi fa ridere i suoi compagni guadagna il paradiso." Inshallah!
Andiamocene. Vieni, Giordano. Vieni, vieni, vieni.
(Caracas) Non è vero che ce lo buttiamo nel culo.
Vieni, Giordano!
(voci indistinte)
- (voci indistinte) - (Yasmina) Cheese!
- Okay. - (Caracas) Sorridi, sorridi.
- (Caracas) Abbraccialo forte. - (scatto della fotocamera)
- (Caracas) Ridi, Giordano! - (scatto della fotocamera)
- (Caracas) Sorridi, sorridi. - (bacio rumoroso)
(Caracas) Aspetta, aspetta, aspetta.
Vai, vai, vai.
(scatti della fotocamera)
Pure io sono stato un fanatico.
Volevo cambiare il mondo, come tutti i ragazzi a quell'epoca.
Sapete che facevamo? Andavamo nei vicoli più bui a portare la speranza.
Dicevamo all'analfabeta, alla mamma di sette figli, al disoccupato:
"Guardate che siete esseri umani pure voi,
nessuno si può approfittare, nessuno vi può umiliare,
dovete essere capaci di stare uniti".
E ci stavano a sentire!
Perché ci credevano, ci venivano appresso.
Che cosa non avremmo fatto per la democrazia...
(Giordano) Per amore di questa città in cui siamo nati.
(voce non udibile)
Sapete che cosa mi manca di più di quei giorni? L'odore del mare.
(Giordano) Ma come l'ho conosciuto da ragazzo.
lo darei qualsiasi cosa in cambio di quell'odore.
Pure... la libertà.
- Pure la democrazia? - Pure la democrazia.
- Accetteresti il ritorno del fascismo? - Ma pure del comunismo!
- Accetterei pure te. - Compagno Giordano!
- Non fare lo stronzo. - (ridono)
(Yasmina) Amore, vieni! Facciamoci il bagno.
- Ci facciamo un bagno? - Eh, sì, un bagno...
(Giordano) lo mi sto congelando! Mamma mia, che freddo!
(Giordano) Ti ho chiesto io di venire qua?
(Caracas tira su col naso, piange)
(Giordano) Che c'è?
(Giordano) Caracas, che succede?
Come si fa a rimanere qua per sempre?
Come si fa a fermare questo momento?
(Caracas) Amore, vieni, che fa freddo.
- (voci indistinte) - (risate)
Dovevi vedere, guidavo come un pazzo e questo si è cacato sotto!
Si è cacato sotto, veramente!
E poi in quel posto una puzza di merda...
- È uscito, camminava tutto così... - (ridono)
Giordano, come hai detto quando hai visto a quello sopra le scale?
- Non mi ricordo un cazzo! - Ma come fai a non ricordatelo?
Ha detto: "Questo morto, è morto!" E io ho detto: "Meglio per lui!"
Ma quale morto, quello era sballato.
E tu quando ci hai visto insieme come hai detto?
"Allora è proprio vero che ve lo buttate nel culo."
- Ah, questo se lo ricorda! Oh! - Oh!
- Stai bene? - Ha trovato 100 euro per terra.
- Ti sei fatto male? - (Giordano) No...
- Come no? - (Giordano) Non è successo niente.
- (Caracas) Tutto a posto? - Zitti...
(suonano "Simme 'e Napule, paisà")
(Giordano) Dove sta il vino?
(canta in napoletano) lo, un po' ubriaco di vino
Penso al male e penso al bene
Ma la tua bocca corallina
Cerca la mia per baciarmi
- Oh! - (Yasmina) Che c'è?
(canta) Tarantella, se il mondo è una ruota
Cogliamo il minuto che sta per passare
(cantano tutti in coro) Basta che c'è il sole
Che c'è rimasto il mare
Una ragazza carina cuore a cuore, una canzone da cantare
Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, ha dato
Scordiamoci il passato, siamo di Napoli, compaesani!
- (Caracas) Piano, piano. - Sto bene.
(cantano in coro) Che c'è rimasto il mare
Una ragazza carina cuore a cuore, una canzone da cantare...
Grazie della compagnia, amici cari.
- Non ti reggi in piedi, Giordano! - Vuoi che ti accompagniamo?
No, no, buonanotte. Buonanotte, buonanotte.
"Separarsi è un sì dolce dolore,
che dirò buonanotte fino a che non sarà mattino."
Diglielo.
Diglielo.
Ce ne andiamo, Giordano. Ci sposiamo.
Le grandi storie hanno tutte un grande finale.
Che Dio vi benedica.
(Giordano) Ah...
Il romanzo l'ho quasi finito.
E ho trovato il titolo.
Lo chiamerò "Caracas".
"Caracas."
- (la portiera si chiude) - (baci)
Andiamo, dai.
Ciao, Giordano!
(Giordano) A volte, è meglio non sapere le cose.
Il bello della vita è proprio questo:
ignorare che cosa accadrà domani.
Anzi,
che cosa accadrà tra un istante.
Del resto...
come potremmo nutrire qualunque speranza sul nostro futuro
se lo conoscessimo già?
- (Djamel parla in arabo) - (Caracas ripete in arabo)
(continuano a parlare in arabo)
(ragazzino, sottovoce) Giordano...
(ragazzino, sottovoce) Giordano...
(ragazzino, sottovoce) Giordano.
(ansima)
(voce di Yasmina riecheggia) Caracas...
(voce di Yasmina riecheggia) Caracas...
(Yasmina) Caracas...
(Yasmina) Caracas...
(scroscio d'acqua in lontananza)
(scroscio d'acqua)
(voci e suoni non udibili)
- (fischio dei fumogeni) - (voci concitate indistinte)
- (esplosione) - (allarme di un locale)
(urla indistinte)
(gemiti di dolore)
(capo) Caracas!
(geme)
(ansima)
(capo) Allora!
Giordano...
La luce di Dio...
sta qua.
Non l'ho mai sentita così forte come in questo momento.
C'è una cosa che voglio chiederti da tanto tempo.
Perché ti chiamano Caracas?
Perché quello è il posto da dove vengo.
Quando divento grande, devo fare soldi e me ne devo andare da qua.
Devo tornare a Caracas da mio padre, mi sta aspettando.
Mi devo comprare una villa con una piscina enorme.
Dobbiamo stare insieme per sempre.
Vuoi venire pure tu?
Amico, sorridi!
(scatto della fotocamera)
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.