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MANFREDI: "Il tempo è un'illusione.
Non mi ricordo chi l'ha detto.
Voglio convincermi che sia la verità.
Se è un'illusione, non esiste davvero.
E allora non può neanche finire.
Come sembra che stia capitando a me."
(CARDIOBIP)
MANFREDI: "Quindi, questa è l'anticamera della morte?
Ma perché non viene nessuno a chiedere il conto
dei miei peccati e dei miei errori?
Eppure, ne ho fatti tanti.
Lo sanno tutti che ho fatto quello che mi pare per tutta la vita.
Che ho viaggiato e sperperato senza pensare ai figli.
Che non ho mai fatto quelle cose da bravo padre,
come portarli a scuola.
Quindi, forse, è meglio restare in silenzio.
E' troppo tardi per parlare.
Qualche tempo fa, mi è stato diagnosticato un brutto male.
Ormai mi restano due mesi di vita.
Qualcuno arriva alla fine depresso, incazzato, rincoglionito. Io no.
Preferisco staccare la spina un attimo prima.
E' stato bello, ma ora è finita.
Che non si dica che Manfredi Alicante...
..non abbia anche provato a volare."
(TONFO)
("OU VA LE MONDE" LA FEMME)
(PARLA IN FRANCESE)
(BUSSANO ALLA PORTA)
(PARLA IN FRANCESE)
Via.
"Uchi Mata".
Pronto?
Ok.
Va bene. Ciao.
Eh? Che dici? Non sento.
Eh, quando?
Vabbè, dai, ti richiamo più tardi, ho il ristorante pieno. Ciao, ciao.
Che succede?
- Prepari i tavoli 14 e 16, per favore? Dai. - Sì.
- Quattro carbonare all'otto. - Subito.
Amid, mi prepari i piatti, per favore?
(PARLA IN FRANCESE)
La Parietti è bloccata nel traffico, quindi cambiamo la scaletta.
Nel pubblico abbiamo una signora di 102 anni.
Partiamo intervistando lei.
Ragazzi, sta cadendo il Governo e noi parliamo con la vecchia? Dai, su!
Mi dispiace, ma Teo e Simone m'hanno detto così.
Ma perché zoppichi?
Ho la tallonite.
Marco, c'è tuo fratello all'ingresso che ti aspetta.
Mio fratello?
MANFREDI: "Loro sono i miei figli.
E, come in ogni famiglia, ognuno ricopre un ruolo fisso, immutabile,
che fa comodo a tutti.
Anche a me, ovviamente, hanno assegnato un ruolo.
Il cattivo.
Ma ora che il colpevole di tutti i loro mali se n'è andato,
a chi daranno la colpa per la loro infelicità?
E' la grande prova, ragazzi. Il cattivo non c'è più.
Ora tocca a voi."
(VOCI INDISTINTE)
Ahò!
Non te magna' l'uva, che è piena de pesticidi.
Eccole qua le tre vedove.
Che belle, tutte e tre insieme.
Ora che non c'è più Manfredi, potremo diventare amiche, finalmente.
Forse è per questo che si è suicidato, eh, mamma?
Allora è morto per niente.
Mariella?
Ma che hai fatto? Sembri una ragazzina.
Chirurgia estetica, è ovvio, no?
- Ma che domande fai? - Non l'avrei mai detto.
MARIELLA: Comunque lo sai, sei sempre il più bello di tutti.
Oh.
Ciao.
- Com'è? - Bene.
- Ciao. - Ciao.
Tu sei Guido, quello che chiamano Gandhi, giusto?
(PARLA IN FRANCESE)
GUIDO: E tu devi essere... Didier?
Sì. Gaelle mi parla sempre di te.
(PARLA IN FRANCESE)
No, dicevo che...
..c'è questo nuovo direttore di rete che di sicuro mi darà la possibilità
di condurre un programma un po' più serio, politico. Un talk, no?
Anche perché sono anni che parlo solo di cazzate.
Che è un peccato, perché gli è sempre riuscito benissimo
parlare di cazzate.
Mia moglie.
NADINE: Dimmi come sono. GUIDO: Le polpette?
No, io sono vegano, ti ricordi? - Oh, putain, è vero.
GUIDO: Senti un po'... Dudù? Prossima vittima?
Piantala.
Che tipo è?
E' simpatico.
Insegna yoga, l'ho conosciuto a un corso.
Quindi stavolta ti sposi veramente?
(PARLA IN FRANCESE)
GAELLE: Tu pensa a Sara.
GUIDO: Guarda che non sono stupido, lo so che pensate tutti.
"Guarda avanti, volta pagina, ormai son passati due anni..."
- Tieni. - No, no, grazie, per carità.
Io ho sempre pensato che noi fossimo...
..indistruttibili.
- Lo so, però... - Però?
Però? Dai, dillo: "Guarda avanti".
Eh, sì.
Ma no, questa con Sara è una crisi passeggera.
- Vedrai che lo capirà anche lei. - Ma no, Guido, ma ha un altro. Dai.
Ha solo bisogno di tempo per riordinare un po' la sua vita.
Fidati.
- I bambini come stanno? - Come li vedi. Bene.
(PARLANO IN FRANCESE)
MARCO: Scusate? Un attimo di attenzione. Sì.
Chiedo agli italiani di tradurre per i francesi.
Vi volevo ringraziare per essere qui,
è bello vedere così tante persone che hanno voluto bene a papà
e a cui papà ha voluto bene. - Allora dovrei andarmene.
Eh?
NADINE: Ciao, Leo.
LEO: Oh, ciao, Nadine. Come stai?
NADINE: Sono contenta che sei venuto.
LEO: Sì, pure io.
Ci sono anche i suoi cinque figli.
Dico cinque, perché Gaelle è stata sua figlia a tutti gli effetti,
come noi.
"La mia unica figlia femmina non figlia", diceva lui.
Con tutto il rispetto per il suo vero papà.
Rémy, non te la prendere.
Mi sono scritto un piccolo discorso che vorrei leggervi,
se non vi dispiace. E' breve, non è lunghissimo.
"Papà era un uomo particolare".
"Ha alternato viaggi, avventure, mestieri".
"Con noi spesso è stato distratto, diciamo, poco presente, lo sappiamo".
"Però, se oggi siamo tutti qui riuniti..."
"..comprese le sue tre mogli, penso voglia dire qualcosa, no?".
"E..."
"..credo che... che non esista un solo modo di volere bene"
"e penso che papà ce lo ha dimostrato".
"Mi piace citare Garcia Marquez".
"'Ti amo non per chi sei, ma per chi sono io quando sto con te'".
"Ecco".
"Questo è per me papà".
"In questi giorni ho molto pensato al modo in cui se n'è andato, e..."
"..devo dire che, all'inizio, ho molto sofferto".
"Però poi ho capito che papà non era la persona"
"che poteva andarsene un po' alla volta".
"E quindi penso sia giusto che la sua uscita di scena"
"coincida con la sua vita spericolata, pazza, a 100 all'ora".
"E, diciamolo, anche molto coraggiosa".
Nadine, tu sei stata l'unica che è riuscita a placarlo.
Prima di Bordeaux, penso che il posto in cui si è fermato più a lungo
sono stati i nove mesi nella pancia di nonna Tea.
So che vi mancherà molto, a te e a Mattia,
però so anche che ce la farete.
Riposa in pace, papà.
Grazie. Scusate, eh.
(APPLAUSI)
- Bravo. - Mi stai a pijà per il culo?
- No. - Stronzo!
Poi Garcia Marquez, oh...
- Mattia? - Sì.
Non è possibile! Madonna quanto sei cresciuto.
- Quanti anni hai, adesso? - 17.
- 17 anni. Wow. MARIELLA: Leo?
Madonna, 17 anni è un uomo. MARIELLA: Leo?
MARIELLA: Leonardo! Vieni a salutare tua madre. - Ma', non urlare.
Eh, arrivo, arrivo. Lo sai che non ci sento, no?
Ma come, non ci senti?
(PARLANO IN FRANCESE)
MARIELLA: Raccontami qualcosa.
Senti, ma', non rompere. Dai, basta.
- Ciao, Leo. - Ciao, Leo.
Oh, Guido.
- Ancora così, stiamo? GAELLE: Excusez-moi.
Excusez-moi!
(GAELLE PARLA IN FRANCESE)
Io volevo dedicare a papà...
..la sonata che sto studiando per l'esame per entrare al Conservatorio.
Scarlatti, sonata 27 in SI Minore.
(MUSICA PIANOFORTE)
(PARLA IN FRANCESE)
Merci.
(insieme) Bonjour.
- GAELLE: Bonjour. - Buongiorno.
Ahò, ha detto: "Buongiorno". E' italiana?
GUIDO: Ma chi è?
Che ne so.
- Bonjour. - (insieme) Bonjour.
- Bonjour. Buongiorno.
Mi scusi, ma la signorina chi è?
La signorina ha tutte le buone ragioni di essere qua.
NOTAIO: Dunque, apro il testamento, ecco qua...
..di Manfredi Alicante, nato il 20 gennaio 1950 a Roma.
Esatto.
Dunque, ha lasciato anche una lettera per voi.
Ecco qua. Qualcuno di voi la vuole leggere?
Ahò, leggila tu, dai. La legge lui, sì, sì.
GUIDO: Grazie.
Allora... ehm...
"Cari ragazzi, se state leggendo questa lettera,"
"suppongo sia arrivato il mio momento".
"C'è una novità che vi stupirà un po',"
"ma aspettate ad incazzarvi, sentite prima cosa ho da dire".
"Molti anni fa, ho avuto una relazione con una donna"
"di cui non sapete nulla." - E' la sua amante?
GUIDO: "Ricorderete quando avevo investito"
"sulle pale eoliche, in Puglia?".
(LEO RIDE)
"E' lì che l'ho conosciuta..."
"..e me ne sono subito innamorato".
(ridendo) Un'altra volta?
GUIDO: "Direte: 'Un'altra volta'?".
"Ma non fatemene una colpa adesso che sono morto, vi prego".
"Lei è rimasta incinta, ma poi mi ha chiesto di sparire".
"Cinque anni fa, però, sono stato contattato da questa ragazza"
"che dovreste avere di fronte".
"Luisa Alicante, vostra sorella".
"E' così, ragazzi. Non siete cinque fratelli, ma sei".
'Sto cazzo.
(in francese) Oh, cazzo!
- Leggi, leggi. - "Allora, credetemi,"
"non è l'ennesima fregatura che vi ho dato".
"La scoperta di Luisa è stata la più incredibile della mia vita".
"E' una bellissima persona".
"Spero che Leo sia lì con voi, almeno in questa occasione."
Sì, e con il tuo spirito.
"Vi voglio bene..."
- "..papà". LEO: Amen.
NOTAIO: Allora, ai cinque figli legittimi"
e alla signorina Leconte Gaelle,
per effetto di un pareggiamento delle quote
effettuato dal signor Alicante, andrà l'allevamento di ostriche
sito nel Bacino di Arcachon, unico bene che vostro padre possedeva.
- Ed è tutto? - C'est tout.
Ma come, "c'est tout"?
Quanti anni hai, esattamente?
34.
Come me.
Ah.
LEO: Sarà contenta mia madre.
LEO: Vi rendete conto che questo continua a darci le sole
anche da morto? - Non sono una sola.
MARCO: Per cortesia, cerchiamo di avere un po' di rispetto per un padre
che non c'è più. Per cortesia.
Gandhi, gli dici che non deve rompere i coglioni?
- Lo puoi dire a me direttamente. - Digli che con lui non ci parlo.
Smettetela. Ma che avete, quattro anni?
GAELLE: Guardate come gli assomiglia.
Ha lo stesso mento di Manfredi, un po'...
- Come hai detto che ti chiami? - Luisa.
GUIDO: Vabbè, quindi siamo sei fratelli...
..quattro madri e tre padri. Per ora.
Guardate, è stato un colpo pure per me quando me l'ha detto.
Mia madre me l'ha detto prima di morire, perciò...
MARCO: Almeno ha avuto il coraggio di dircelo. LEO: Sì, certo, no?
Uno si sente dire: "Ciao, sono vostra sorella",
il giorno del funerale di tuo padre, e che problema c'è? Eh? Anzi.
Ringraziamolo papà, no? Che è stato così sincero.
Ha ragione, anche a me girano i coglioni.
- Wow! Gandhi s'è schierato. - Sì, contro di me, come al solito.
-Tutte le volte che io dico una cosa. -Ma che c'entri? Non è vero.
Perché ti devi sempre mettere in mezzo?
- Non sei mai d'accordo. - Stiamo dicendo un'altra cosa.
Lasciamo stare, dai.
GUIDO: Pure tu, non potevi trovare un momento migliore. Proprio adesso?
E' il suo modo carino per dirti:
"Come cazzo ti è venuto in mente di presentarti così?".
Papà me l'ha chiesto. Voleva parlarvi, poi si è ammalato,
poi ha scritto una lettera e mi ha chiesto di essere presente
quando sarebbe stato il momento.
Che facevo, gli dicevo di no?
Tu sei Leo, giusto? - Non ce la faccio più.
Sei Leo, tu? - Sì, sono io, sì.
Grazie. No, perché voi siete cinque, io sono solo una.
MATTIA: Io... mi chiamo Mattia.
Sì, me lo immaginavo. Sei il piccolo.
Sì.
Vabbè, andiamo a berci una cosa, no?
Andiamo a bere?
LEO: Ma vaffanculo. - No, oppure no.
Non dobbiamo per forza, possiamo salutarci qua.
Ecco, brava.
Posso dirti una cosa?
- Dimmela. - Non chiamarlo papà.
Era mio padre.
E mi sembra, invece, che non fosse il tuo.
MARIELLA: Tuo padre è sempre stato un arrogante figlio di puttana.
- Ma', stai calma. - Lui e quelle cazzo di pale eoliche!
Che poi, dico io, ne avesse costruita una. Una!
Senti, ma', hai scoperto un tradimento dopo quasi 40 anni,
non mi sembra una tragedia. - E invece sì!
Sono stufa di farmi prendere per il culo da quell'uomo!
- Hai capito, Leonardo? - Ma dove vai?
Me ne vado a Roma. E salutami quei quattro stronzi.
- A ma'! MARIELLA: Sta' zitto!
Ma vaffanculo.
(PORTA SBATTE)
"Ma'". La traditrice che viene tradita.
Sono le piccole soddisfazioni della vita.
"La sola vittoria contro l'amore è la fuga".
Bella questa. Gandhi? Eh?
Napoleone, coglione.
(GAELLE PARLA IN FRANCESE)
MARCO: No, ma poi scusa, voglio dire,
cerca di avere un po' di pietà per me.
E' morto mio padre, ho pure scoperto di avere un'altra sorella.
Sto solo dicendo che, secondo me, Leo ha il diritto
a essere ancora incazzato con noi. Punto.
Vi siete lasciati da 15 anni, oh.
E allora? Ci sta ancora male.
- Ci sta male perché è sociopatico. Ecco perché. No, Marco.
Perché è sensibile.
Posso almeno pisciare in pace?
- Incredibile, oh. Lo difendi sempre. Sì.
Proprio io e te non ci capiamo più.
GUIDO: Dai, mettetevi sotto.
- Volete salutare la mamma? - Sì.
- La chiamo? - Sì.
(LINEA LIBERA)
(LINEA INTERROTTA)
Non avrà sentito, adesso richiamo.
(NOTIFICA)
Eccola.
ROCCO: Che ha detto mamma?
No, non è la mamma, è la zia.
(CANTO BUDDISTA)
MARCO: Ti rendi conto che cavolo ha messo in piedi questo?
Quindi dal mare le mettono qua per spurgare?
Per pulire?
Deve essere il suo ufficio.
Il suo scannatoio, vorrai dire.
Che vuol dire "scannatoio"?
LEO: (ridendo) Vieni, vieni, che te lo spiega Marco.
Oh, una volta papà se ne è mangiate 50 davanti a me. Pensavo che morisse.
Seh, vabbè. Come tutti gli egoisti, aveva una pellaccia.
A me mette tristezza 'sto posto.
(GAELLE FISCHIA)
Ragazzi!
Siamo nella merda.
Dice che i dipendenti non vengono pagati da nove mesi.
Nove mesi, ci sono un sacco di debiti.
GUIDO: Mai una gioia, te l'ho detto.
- Quant'è la cifra? Non lo sa, dice che la produzione
era in crescita, poi Manfredi ha avuto un'intuizione
e si è affidato a un nuovo esperto.
Nuovo esperto?
GAELLE: Bonjour.
Non ci posso credere.
Sono veramente desolato per vostro padre.
Grazie, grazie.
- Ma quanti siete? - Eh... Ma cosa avete qui?
- Ma, allora, voi non sapete niente? - No.
Vostro padre aveva convertito il suo allevamento di ostriche...
..in una coltura di perle.
Perle?
- Sì, perle. - Perle.
Guardate.
Basta mettere un piccolo parassita dentro...
- (sottovoce) Un parassita? - ..e dopo due anni, una perla.
- Oh. - E...
..le più rare possono valere anche un milione.
- Un milione? - Sì.
E quante perle abbiamo prodotto?
Una.
E' dentro la vetrina.
MARCO: Solo quella?
E quella vale un milione, però.
JEAN: Purtroppo, quella...
..ha qualche piccolo difetto e vale 500.
MARCO: 500.000, dai.
JEAN: 500 euro.
GUIDO: 500 euro, Marco! MARCO: Come, 500 euro?
GUIDO: Ma sì! - L'ha chiamata Luisa.
MARCO: Che?
La perla, Luisa.
MATTIA: L'ha chiamata Luisa.
LEO: Come l'ha chiamata? GUIDO: L'ha chiamata Luisa.
(LEO RIDE)
Io ho mollato un film a metà. Non ce la faccio a restare.
Io ho i bambini che vanno a scuola domani, non posso.
Ragazzi, scusate, ve lo ripeto, sono cose importanti, queste.
E' morto vostro padre, non le può fare qualcun altro per voi.
Voi dovete parlare con l'avvocato di Manfredi,
con il commercialista e con il direttore di banca, ok?
Va richiesta la sua posizione fiscale in Francia e in Italia
e va chiarito il ruolo di questo... Jean.
Ma quello è un coglione, dai.
- Ma Leo... - Una perla in tre anni. Ma per favore.
MARCO: Che poi non ho capito perché l'ha chiamata Luisa.
- Veramente, non capisco. E non "Marco", vero?
La perla "Marco".
MARCO: Beh, perché? - Colpo di scena.
Marco non era il preferito.
Non pensavo che avesse ancora dei debiti.
GAELLE: Bella eredità che mi ha lasciato.
Gaelle, per lui metterti nel testamento è stata una cosa carina.
L'ha fatto col cuore.
I famosi "gesti col cuore" di Manfredi Alicante.
Vabbè, io, se volete, posso firmare una delega.
Chi rimane?
-C'è Mattia. No, Mattia è minorenne, non va bene.
GUIDO: Leo, tu come sei messo?
Non te lo danno qualche giorno al ristorante?
- Io? GUIDO: Eh.
Forse, boh.
Penso di sì.
Eh, andrebbe bene.
Sì, firmate tutti una procura a Leo e ve ne potete andare.
LEO: Sì, però va bene, ok, rimango io.
Però non mi rompete i coglioni, eh. Perché le cose le faccio io,
le faccio a modo mio, e non voglio lamentele.
Allora, se le cose le fa lui, come dice lui,
è meglio che non le fa, perché lo sappiamo che va male.
GIORGIA: Ragazzi, per favore, siete tutti qua. Fate uno sforzo e restate.
- Mamma? - Sì?
Ce la fai a tornare in aereo con i bambini?
Certo. Mica mi sono rincoglionita.
- Ok. Io rimango. - Ah.
Possiamo usare questa casa, finché ce l'abbiamo. Dormite tutti qua.
In effetti, io con la redazione potrei trovare un modo, cioè...
..zoom call, telefonate.
Vabbè.
Rimango anch'io.
GAELLE: Ragazzi, dormite insieme, vediamo chi sopravvive.
Lui.
Mi accoltella mentre dormo.
E basta. E smettila.
- Mamma? Sì?
- Ti porti pure Manfredino, va bene? - Prego. Qualcun altro?
- Ma che c'entra, scusa? - Come, che c'entra? Tu rimani, no?
Io? No.
Ginger, ti prego, ma stai scherzando? Sei un avvocato, parli francese.
Ma ci vedi a noi con questa burocrazia? Che dobbiamo fare?
GIORGIA: Ma devo rientrare, devo lavorare.
Ho capito, lo studio è tuo, quindi... Dai, eh.
GAELLE: Ok, anche io rimango.
Chiedo se possono trovare un'altra truccatrice fino alla fine del film.
LEO: Cioè, alla fine rimaniamo tutti?
Sembra un horror, cazzo.
GAELLE: Mh.
E Luisa?
- Eh. - Eh.
GIORGIA: Luisa va avvisata anche lei, sì. E' erede quanto voi.
Chi l'avvisa?
Ce la giochiamo a stecchetti? Dai, il più corto.
(BUSSANO ALLA PORTA)
Ammazza che brutta pensione.
- Buongiorno pure a te. - Abbiamo scoperto che papà ha dei debiti.
Ha convertito l'allevamento da ostriche da mangiare
a ostriche da perle.
Solo che non le fanno, le perle.
Io non ho soldi per i debiti di papà, mi dispiace.
Se è per questo, nemmeno io.
Solo che dobbiamo rimanere qui a Bordeaux qualche giorno per capire.
- Non posso. - Eh, nemmeno io. Ciao.
Ciao.
(PORTA SI APRE)
Senti, a me non va di faticare, te lo dico. Già non mi va di restare.
E nemmeno mi va di convincerti, nemmeno ti conosco.
Te la faccio facile, non mi devi convincere, io non posso restare.
- A posto? - Ok.
Ma me ne offri una?
- Ormai sono calde. - Meglio.
Ma poi, pure che potessi restare, che faccio?
Rimango a farmi mandare a cacare dai miei fratelli?
Ma tu devi capire un po' di cose.
Nella nostra famiglia, di base, tutti...
..mandano a cacare sempre tutti. Cioè, nessuno si fila mai nessuno.
Mattia.
Non lo vedevo...
..da quando era appena nato e avevo chiuso i rapporti con mio padre.
Gaelle... aveva 15 anni.
E Marco...
..mi ha rubato la ragazza. Non ci parliamo da una vita.
Lo so.
Nella nostra famiglia...
..se tu litighi con qualcuno e provi a fare pace...
..un altro ti chiamerà incazzato...
..perché voleva che tu continuassi a litigarci.
E la cosa peggiore è il lato "volemose bene".
Una volta ogni morte di Papa ci si incontra, ci si abbraccia,
si fanno progetti comuni, ci si dice che siamo una grande famiglia, e poi?
E poi? Eh?
Si torna sempre al punto di partenza. Questo è.
E siamo nati pure con parti regolari, eh.
Io sono nata settimina, mia madre mi ha fatta nel water...
..insieme alle feci.
Che ti sei preso prima?
Ho visto che ti sei preso... - Ah, sì, un ansiolitico.
Eh, te ne posso chiedere uno?
Vai, butta giù. - Grazie.
Che poi...
..avevo pure smesso di prenderle.
Sì. Mi avevano aiutato un sacco quando mi sono separata, poi...
..ho ricominciato... -Scusa, non ho capito, che hai detto?
Mi avevano aiutata quando mi ero separata,
però poi ero riuscita... Ma perché, sei stata sposata?
Sì, due volte.
Con Kostas vivevamo a Tangeri, in Marocco.
Poi, vabbè, ci sono stati dei problemi.
Lui ha avuto dei casini con la droga, con qualche arresto.
- Vabbè, lo sai come vanno queste cose. - Sì, certo, come no?
L'altro non so nemmeno più dove sia.
Probabilmente sarà in Belize, da qualche parte.
Madonna, oh, sei proprio uguale a papà. Spiccicata.
Comunque, la perla è uscita.
E l'ha chiamata Luisa.
Per la felicità di tutti noi.
Io vado.
Sì, io non posso rimanere, perché ho già disdetto la stanza, pure.
Ok.
(PORTA SI CHIUDE)
Ho usato soltanto il primo cassetto, eh.
Ok?
Senti, il materasso che diceva Nadine, sai dov'è?
GAELLE: Eccolo, tieni.
- Ma che è? - Il materasso.
E' ad aria, va gonfiato.
- Ad aria? - Mh.
- Andiamo bene. - Perché no?
Senti, ma...
..ma che ha? Perché io gli parlo, ma non reagisce.
E' l'adolescenza, Guido.
Alla faccia dell'adolescenza, è muto.
GIORGIA: Piano!
GUIDO: Sara, quello che ti fa stare più tranquilla.
Se non vuoi andare all'aeroporto,
te li faccio portare da mia madre a Casal Palocco. Ma certo che può!
- Guardalo. Neanche me lo chiede. GUIDO: Grazie.
- Sì, e la ringrazia pure. Hai capito come sta?
Ciao, ma'.
Ciao.
PATRIZIA: Su, su, che è tardi.
- Torni presto? - Certo che torno presto.
Vai. Alé.
- Ciao. - Ciao, papà.
PATRIZIA: Allora, siete pronti? E quando arriviamo a Roma?
(insieme) Pizza! PATRIZIA: Ciao.
GIORGIA: Ciao!
- Vai in ospedale, Nadine? - Sì, mi farà bene lavorare.
- Vi ho fatto un po' di spesa. MARCO: Ah, grazie.
Che ha detto la sorella?
Eh?
GAELLE: La sorella, che ha detto? - Non lo so.
- Rimane o no? LEO: Non lo so.
Ottimo.
- Vabbè, vi cucino qualcosa allora, dai. - Mm, grande, grazie.
Non lo ringraziare, non è generosità.
Lo dice solo perché non vuole mangiare piccante.
LEO: Ancora con questa storia della prostatite?
- Ce l'avevi due anni fa. MARCO: Ce l'ho ancora.
GUIDO: Sì, autodiagnosticata.
GIORGIA: Certo. - Non fare lo spiritoso. E' cronica. Chiaro?
Vabbè, sentite, io stasera non ci sono.
Mh? Buon appetito.
- Che ha detto? - Ah, e comunque è tutto molto bello.
LEO: E' tutto molto bello.
- Leo? MARCO: E' matto.
(PORTA SBATTE)
Mollaci un attimo, però. Sempre con 'sta tensione.
Leo, ma dove vai?
Io con Marco e Giorgia non ci mangio.
Va bene tutto, Guido, ma la cena come vecchi amici non ce la faccio.
- Marco non è un tuo vecchio amico, è tuo fratello. - Ah, mio fratello?
Leo, senti, nessuno meglio di me può capire come ti senti, e lo sai.
Ma siamo tutti qui, per una volta.
E' morto nostro padre. Sforzati.
E torna dentro, dai, Leo.
Dai.
(SOSPIRA)
Bonsoir, messieurs. GUIDO: Bonsoir.
(in francese) Avete già deciso? Sì.
(in francese) Sì, per me una ratatouille e un'acqua tonica.
Un'acqua tonica hai preso, eh? Ma tu ti ricordi chi eri?
Bello, biondo, con gli occhi azzurri e un cazzo grosso così.
Soprattutto biondo.
Non scopi da quando ti sei lasciato con Sara.
Quanti sono, due anni?
(in francese) Un Margarita.
(in francese) Altro? - E... da magiare.
Vorrei prendere questo qui. (in francese) Da mangiare?
Sì. Oui.
(in francese) Una quinoa e salmone e avocado.
(in francese) Gluten free. Sono celiaco.
Che ridi?
Celiaco? Ancora con 'sta stronzata?
Dai, Guido, non rompere i coglioni.
Ma falla finita tu col veganesimo, dai.
Ah, perché sarei diventato vegano per Sara.
- Non è così? Sì, sì.
- Eh? Sì, sì.
- MARCO: Voilà. - Mmm. Buoni.
Sicuramente meglio di quello che ci avrebbe cucinato il cuoco sordo.
(TONFO)
Sapete che sono stravolta? Vado di sopra a leggere un poco.
- Buonanotte, Gaelle. - Amore, ti ho fatto i gamberi, però.
Lo sai che non mi piacciono.
Già, è vero.
Buonanotte.
- Succede spesso? - Tutti i giorni.
- Mattia mangia? - No. Quando compone, non mangia mai.
Senti, lo sai che la quota sul tuo matrimonio è bassissima?
Praticamente, non vale la pena neanche giocarla.
Che stronzi.
Dai, cerca di capirci. Tre matrimoni saltati.
Sai cosa?
Alla fine, l'unica cosa veramente buona che ci ha insegnato Manfredi...
..mangiare bene.
Non è vero, non essere cattiva.
Ha fatto quello che ha potuto. Sempre meglio del tuo vero padre.
Diciamo che tra tutti e due è stata una bella lotta.
LEO: Non era sua figlia. Per quello, papà era più tranquillo con Gaelle.
- E basta criticare, su. - Era tosto pure con te.
Non ti dava mai attenzioni. Sui bambini, su Sara, sul judo.
Sei andato alle Olimpiadi e non ti ha nemmeno visto in televisione.
Meno male che non mi ha visto in televisione, per come sono andato.
Eh?
Meno male che non mi ha visto in televisione, per come sono andato!
Appunto. Quindi, se per una volta non cerchi di mettere pace,
fidati che fai un favore a qualcuno.
Guarda che il ruolo del buono me lo avete dato voi.
- Chi, noi? - In famiglia, sì.
- Ma che stai a di'? - Poi, a essere come me, ci rimetti sempre.
Pensaci. Pensaci.
Minchia. Buono.
Excusez-moi!
Excusez-moi! Possibile un altro Margarita?
Quando è successo il casino tra te, Marco e Giorgia,
io sono venuto da te... - Sì.
...a dirti di voltare pagina, di andare avanti. E tu che hai fatto?
- Che ho fatto? - Ti sei incazzato. - E quindi?
Sono andato da Marco e gli ho detto che stava facendo un'infamata,
perché stava facendo un'infamata. - Vorrei vede'.
- E si è incazzato pure lui. - Ah, pure?
Poi sono andato da papà e gli ho detto che doveva essere... vabbè...
un po' più presente con voi. - Ma papà non doveva essere presente.
Doveva incazzarsi con Marco. E invece che ha fatto? L'ha difeso.
Guido non se lo immagina neanche quanto ci sono rimasto male
quando ho scoperto che ha preso le parti di Leo.
In 47 anni, l'unica volta che si è schierato, è stato contro di me.
Oh, noi abbiamo vissuto 20 anni insieme nella stessa stanza.
Ci sono rimasto male, mi sono sentito tradito, sì.
Marco, era la donna di tuo fratello.
Ma che cazzo c'entra? Ci siamo sposati, abbiamo avuto un bambino.
La verità è che è stata la solita tiritera.
Hanno detto: "Marco è il preferito di papà"
"e per questo lui si schiera dalla sua parte".
Ma non è questo il motivo.
Il motivo lo so soltanto io.
Gli ho prestato i soldi, ho firmato le cambiali.
L'ho visto piangere, capisci? Ti assicuro, non è una cosa bella.
Loro dove cazzo stavano?
Eh.
Andiamo a questo american pub? Voglio suonare la campanella.
- Se sapevo che ti riducevi così... - Ma che siete matti?
...ti portavo a giocare a freccette.
(GUIDO RIDE)
Ti stai facendo vecchio, eh?
- Ma vaffanculo! - Ma che cazzo, no! Ma che schifo!
- Ma sei proprio stupido! - (in francese) Che succede?
(CONATI DI VOMITO)
(PARLANO IN FRANCESE)
Che stavate facendo? Gli zozzoni?
Oh, 'sta buono, questo è judoka.
(PARLA IN FRANCESE)
- Guarda, ti faccio una faccia così. - No, no.
No...
Aspetta, aspetta, mi viene da vomitare.
Io pure. Io pure.
("TIRED FEET" ALELA DIANE)
(TINTINNIO BOTTIGLIE)
("TIRED FEET" CONTINUA)
("TIRED FEET" DAL COMPUTER)
Sei sveglio.
Oh.
Leo.
Scusa, Leo, mi rispondi, per favore?
(MUSICA SI INTERROMPE)
Che c'è?
Come, che c'è? Ti ho chiesto... Ti ho chiesto perché non dormi.
Alza la voce, non ti sento.
(MUSICA RIPRENDE)
Posso? Ti dà fastidio se fumo?
- Vuoi? - No, ho smesso.
Hai smesso?
Sei diventato salutista?
No, ipocondriaco.
Dai, Leo, basta, per favore.
Non mi hai neanche salutato.
Sono 15 anni che non mi parli.
Senti...
..vuoi sapere se ho una donna?
- Non... Sì, ce l'ho.
Fa la cameriera al ristorante dove lavoro.
- Bene, mi fa piacere. Eh, pure a me.
Perché non l'hai portata?
Potevi portarla.
Tu dici?
- Beh... - Con tutti i precedenti che abbiamo?
Mh?
Piano, quante te ne prendi?
Dai, ti faccio il letto, non puoi dormire così.
Alzati, ti faccio il letto. Oh.
(PORTA SI CHIUDE)
(CELLULARE SQUILLA)
(sottovoce) Ma chi è?
Sì?
Eh.
Mh-mh.
Ma dai?
Addirittura?
Eh, fammi pensare.
Ok. Ciao.
Mi hanno offerto un programma nuovo, quotidiano.
- Bene. Posso scegliere gli autori, tutto.
- Sono un sacco di soldi. - Era quello che volevi, no?
Beh, insomma. E' un programma nazionalpopolare, di svago.
La politica e l'attualità me la scordo.
A fare l'attualità come vuoi tu, ci arriverai.
E' una scelta di vita, eh.
Mi ci vorrebbe papà.
Una mossa alla "Kansas City", come diceva lui.
Non devi farlo per forza, Marco.
Anche se sono tanti soldi.
Noi ce la facciamo lo stesso, lo sai.
Hai detto "noi"?
Ogni tanto te lo ricordi che siamo una famiglia.
Vado ad asciugarmi.
- 'giorno. - Ciao.
Madonna che mal di testa. La nottata peggiore della mia vita.
- Guido, si chiama "hangover". - No, si chiama "materasso ad aria".
Se ti butti sopra ubriaco, è normale che esploda.
Come minimo, ringraziami che ti ho trovato un altro materasso.
(CELLULARE SQUILLA)
(PARLA IN FRANCESE)
(GUIDO RIDACCHIA)
La luna di miele.
Che carini. Dove andate, a Goa? - Guido, è un matrimonio.
Ho capito, Gaelle, ci devi stare.
Stiamo scrivendo un libro sui tuoi tentativi di matrimonio.
Me lo ha detto anche Marco che volete portarmi tutti sfiga,
ma da te, Gandhi, non me lo aspettavo.
- No, io non voglio portarti sfiga. Ah, no? - No.
E che stai facendo?
- Che c'è? Non vuoi che mi sposo? - Niente.
No, è che non...
Scusate.
MARCO: Mi fai impressione con 'sta nasca. Ti fa male?
GUIDO: No! Ho due tamponi che mi arrivano fino al cervello.
Tutto bene.
LUISA: Guido, mi puoi passare la maionese, per favore?
MARCO: Ci metti la maionese, tu?
Sì.
GAELLE: Vabbè, ci sta che siamo un po' imbarazzati, senza offesa,
però... non ti conosciamo, cioè...
MARCO: Io stavo pensando che è incredibile, no?
Stiamo qua tutti insieme, tutti i fratelli insieme, per la prima volta.
Che cos'è la vita, eh? - Una merda.
(PARLANO IN FRANCESE)
Vabbè, però...
Se vuoi, io posso dormire pure sul divano, per stanotte.
- No, tranquilla, figurati. - No, ma preferisco, veramente.
Luisa, tranquilla. Ok?
Luisa, benvenuta in famiglia.
Alla fine, cinque o sei fratelli, che cambia?
L'importante è essere uniti, no? Lo abbiamo dimostrato noi.
Uno vive a Roma, uno a Milano, uno a Parigi,
una a Bordeaux, uno a Casal Palocco...
..e tu in Puglia. Hai colto lo spirito. Cin.
- Casal Palocco è Roma, comunque. - Sì, te piacerebbe.
GIORGIA: Ciao, scusate il ritardo.
MARCO: Amore. - Sono riuscita a fare tutto.
GIORGIA: Ehi. - Ciao.
NADINE: Lei è Giorgia, la moglie di Marco. Lei è Luisa.
- Luisa... Quella Luisa. MARCO: "Quella Luisa", sì.
GIORGIA: Piacere di conoscerti. - Luisa Alicante.
GIORGIA: Meglio che ci sia anche tu,
perché ho scoperto un bel po' di cose.
Purtroppo, non ho buone notizie.
Manfredi aveva circa 570.000 euro di debiti.
MARCO: Cosa? - Bingo!
GIORGIA: Sì, 200.000 in una banca, 190 in un'altra
e 180 in un'altra ancora con sede distaccata in Lussemburgo.
(VOCI SOVRAPPOSTE)
Oh, l'ha fatto apposta.
LEO: L'ha fatto apposta. Ma sì, certo.
(VOCI SOVRAPPOSTE)
GIORGIA: Ragazzi. Scusatemi, ragazzi.
Una soluzione legalmente c'è. Voi potete rinunciare all'eredità.
Che vuol dire, rinunciare all'eredità?
Se i debiti sono troppi, rinunciando, non passano a voi.
Ovviamente, non passano a voi neanche gli eventuali benefici, però,
mi sembra evidente che non ci sono. LEO: Fatemi pensare.
Momento molto difficile.
LEO: Mi dispiace, ma a malincuore...
..rinuncio.
- Ma è ovvio rinunciare. - Anche io rinuncio.
LEO: Bene, dai, allora domani si parte, ok? Va bene?
No, dovete comunque incontrare il notaio e lui vi può ricevere sabato,
quindi bisogna restare. - Bravi, bravi.
Cioè, voi rinunciate all'eredità di papà, così su due piedi?
- Siete degli insensibili di merda. - Ah, noi?
- Sì, voi. LEO: Senti chi parla!
GUIDO: Ma non è una questione di sensibilità.
E' che tu hai i soldi e noi no.
A parte il fatto che non ho una lira e poi io mi faccio un culo così...
- Solo tu ti fai un culo così? Noi no? - Solo te? Non ho capito.
Il problema è che 600.000 euro per un allevamento di perle,
che tra l'altro non produce perle, è troppo. Ma non lo capisci, Marco?
Sì, capisco. Capisco che, come al solito,
quando c'è da fare qualcosa di coraggioso, tu te dai.
Ma veramente?
Veramente, sì. - E' uno scherzo?
No, sono serio.
Ti conosciamo. - Ma vaffanculo, Marco. Vaffanculo.
- Dove vai? - Ogni volta che parlate di Manfredi finite a litigare.
- Prenditela con lui. NADINE: Non avete rispetto!
MARCO: Ginger, pure tu, che cazzo di consigli dai?
Marco, ma sei di fuori? Dico la cosa più sensata.
- Ma di questo delle perle che sappiamo? - Non erano soci.
Lavorava per lui. Da quel punto di vista siete tranquilli,
potete fare come volete. Questa è una grande dritta, eh.
Allora lo teniamo, l'allevamento.
- Non mi sembra il caso. - Non è il caso, te.
Comunque, io all'allevamento non rinuncio, mi dispiace.
Anche perché, se comincia a produrre perle,
potrebbe essere una svolta per noi.
Eh... pure io... mi piacerebbe tenerlo.
NADINE: Vorresti tenerlo? - Ecco.
Sono tanti soldi. Io non posso...
Ha detto che lo vuole tenere, Nadine.
- Marco, non lo forzare. - Non lo sto forzando.
No! Per la prima volta che si esprime, lasciatelo esprimere.
(PARLA IN FRANCESE)
Vi dovete intromettere tutte le volte.
Allora, sono due sì e tre no.
MARCO: Ecco. - Luisa, manchi tu.
MARCO: Luisa. GIORGIA: Cosa vuoi fare?
MARCO: Tu che vuoi fare?
Bere.
Ecco, bravi. Fatevi tutti un bicchiere, così vi calmate.
Hai freddo? Ti sei messo la copertina?
Eh, ho freddo, sì.
LEO: Lo vuoi un Whisky col cortisone? - Ma mi lasciate stare?
GAELLE: Certo che il Whisky nel flute da Champagne...
Ma chi ti ha insegnato a vivere?
Nessuno. L'hai vista mia madre, no?
- Mh. - Quello è stato il mio genitore migliore.
Luisa, vedo che apprezzi, gradisci, ti piace?
- Sì. GAELLE: Ma la lasci stare?
- E' l'unica cosa che mi rilassa. LEO: Non solo a te.
Ce l'hai con me?
Ma vai a cagare, vai.
LEO: Perché? Io non ho mai frequentato persone
a cui non piacesse bere. - Beh, a Manfredi non piaceva.
Infatti non lo frequentavo.
Sì, che poi non si è capito perché abbia voluto investire in vini.
GAELLE: Era astemio. (MUSICA DALLA RADIO)
LEO: Quando si è messo a importare i sali del Mar Morto dalla Giordania?
GUIDO: Perché, quando voleva vendere i supplì in Costa Rica?
Io quando sono andato in Costa Rica a trovarlo,
ho passato le due settimane più belle della vita mia.
GUIDO: Eh, grazie, con le sudamericane.
MARCO: Ma che c'entra? Sempre queste battute devi fare?
Questa mi ricorda quando mi facevo i cannoni dentro al Colosseo.
Ah, sì, pure a me.
("SCEGLI ME" VERDENA DALLA RADIO)
A me questi mi hanno sempre fatto cacare.
(BUSSANO ALLA PORTA)
- E chi è? GUIDO: Vai a vedere.
GIORGIA: Che ore sono? LEO: Magari ti vende la perla Luisa.
GUIDO: Ma la fai finita?
Ciao.
(PARLA IN FRANCESE)
Che dice? Non ho capito.
(PARLA IN FRANCESE)
E' rimasta chiusa fuori casa.
Ah. Non vi posso aiutare, ho la tallonite, mi fa male il tallone.
- Ti do una mano io, Mattia. MATTIA: No!
Stai fermo, grazie. Faccio da solo.
Calmo, eh.
E io che pensavo di essere l'unico matto in famiglia.
Ma non eri sordo? Come hai fatto a sentire?
- Eh? - Come hai fatto a... Ma vaffanculo, va'.
GUIDO: Vabbè, io vado a letto, mi fa male il naso.
LEO: Vuoi una mano? GUIDO: No.
- Io pure vado a dormire. - Oh!
MARCO: Ve ne andate tutti?
- Ragazzi, usciamo, siamo a Bordeaux. - Sì, usciamo, usciamo.
- Ma che "mosceria", però. - Buonanotte.
Sì, vado anch'io.
- E ti pareva, amore... - 'notte.
Pure io ho sonno, dai.
- Gaelle, usciamo. - La prossima volta, eh?
Chi mi ama, mi segua.
Vabbè...
Io esco.
(PARLA IN FRANCESE)
(MATTIA URLA)
Shh.
GUIDO: Certo che ho la voce nasale, ho il naso rotto.
Ti ho chiamato tre volte e non mi hai risposto.
Se mi fa male? Certo che mi fa male.
No, Sara, non ho detto che morirò.
Ok. Va bene, Sara, ok. Va bene. Scusa il disturbo, eh. Ciao. Ciao.
E vaffanculo, va'.
Tu dormi sul letto, stanotte, e Mattia dorme con mamma.
Ma no, tranquilla, dai.
Dai, vieni qui, ti aiuto. Vieni.
- Ti faccio male? - No, no.
Tutto bene?
Eh... è che mi fanno incazzare tutti questi litigi.
Aspetta, fai piano.
Ecco, perfetto, grazie.
E tu, invece, con Luisa? La finite?
Cos'è, sei gelosa perché non sei più l'unica figlia?
- No. - Ah, piano.
Scusa.
Non mi va di essere gentile con lei. Punto.
E tu mi dici che stavi pensando in macchina?
No, è che, quando stavo per dirtelo...
..abbiamo fatto un incidente, quindi è un brutto segno.
Ma io amo i brutti segni.
(GUIDO RIDE)
(GAELLE PARLA IN FRANCESE)
- Aspetta. - Fai piano, però.
("TATIANA" LA FEMME DALLA RADIO)
(PARLANO IN FRANCESE)
Senti, non sapevo qual era il tuo lato.
(RUMORE DI STOVIGLIE)
(TUONO)
Ammazza, ma piove.
Eh?
Che bello parlare con te del tempo.
Scusami.
Mi puoi anche chiedere delle cose.
Tipo?
Non lo so, tipo come sto.
Non c'è bisogno, Giorgia, si vede. Scusa.
Sei cambiata.
Sono cresciuta, Leo.
Non cresciuta, è diverso. Sei cambiata.
(TUONO)
Te lo ricordi quel festival di musica indie
che avevamo organizzato in Cilento?
Era stato un successone.
Beh, dai, economicamente, un disastro.
Vabbè.
Ho ancora i buffi.
Però ci eravamo divertiti. Madonna...
Te lo ricordi quel DJ indiano? Era...
..come si chiamava?
Hookie Spooky.
Hookie Spooky, sì. - Era bravo.
Bono, anche. Era un bono pazzesco.
Ti eri incazzato, perché ero andata io a prenderlo all'aeroporto,
te lo ricordi?
- Chissà che fine ha fatto. - E' morto.
- Ma che dici? Sì, a Londra, a una festa.
Quinto piano, stava scopando con una ragazza...
..scopano forte, scopano forte, sono cascati di sotto e sono morti.
- Ma che dici? Ti giuro. E' morto così. Davvero. Ma, guarda, meglio.
Perché così almeno ho un debito in meno da pagare.
Questa qua era una battuta degna di tuo padre.
Dovevi fare questo di lavoro, tu. Dovevi organizzare festival musicali.
Mh.
Eri bravo.
Eri bravo.
(MUSICA MALINCONICA)
Cos'è? Che gusto è?
E' fragola, ti piace.
Vuoi?
Ma ha i pezzettoni.
Vabbè...
..ma è cremoso.
No, però, coi pezzettoni non mi piaceva, lo sapevi, dai.
Mamma mia! Ho capito! Però, e dai!
(PORTA SI APRE)
Comodo, comodo.
Lo sapevo che c'eri tu.
Senti, ti ho visto, ieri, come guardavi Virginie.
Scopate? Mm?
Un bacetto, niente?
No, niente.
E come pensi di conquistarla?
Con quest'aria da musicista sfigato?
Tanto parte.
Se ne va a Barcellona per un anno.
Ho capito, e tu che fai, la fai partire così?
Tu ti devi svegliare, però.
Hai 17 anni, sei intelligente, sei anche un bel ragazzo,
nonostante tutto.
Se vuoi una cosa, te la devi prendere.
Guarda che nella vita niente è scritto, ricordatelo.
Fai una mossa alla "Kansas City".
Finta di corpo, scarti... spiazzi tutti.
Devi sparigliare.
Vabbè, ora esci, che devo...
Dai, vai.
- Marco... - Eh?
Ma tu sai chi è Zendaya?
Come no. Una figa atomica.
Vai, che sennò non ci riesco. - Ah, sì, certo. Scusa.
In bocca al lupo per l'esame. - Grazie.
Monsieur Alicante?
- Monsieur Alicante? - Moi.
Si vous voulez.
(PARLANO IN FRANCESE)
(SBAGLIA NOTA)
(MUSICA RIPRENDE)
MARCO: No, io a queste condizioni non lo faccio.
Senti, la conosco la televisione, è chiaro?
Ho capito che non posso fare "Otto e Mezzo",
però fatemi impostare il programma come dico io.
Eh, e cambiamolo 'sto sistema, una volta per tutte.
E' inutile che stiamo qui a discutere, dai, non perdiamo tempo.
Fammi sapere che volete fare. Così non lo faccio. Va bene? Grazie.
'Sti stronzi.
30 anni di televisione,
mi vogliono far tornare a quando facevo "Gira la ruota".
Oh, hai sentito?
Ho sentito, ma ho mal di testa.
Hai sentito e non te ne frega un cazzo.
A me non me ne frega un cazzo?
A me? Lascia stare, per favore.
Tu hai chiesto com'è andata la mia, di giornata?
Ma che cazzo c'entra come vanno le tue giornate?
- E' una telefonata importante. - Non posso starti sempre dietro!
E' una settimana che sto qua per te.
Che vuoi, il premio? Vuoi il premio? E' morto mio padre!
Senti un po' se ti fa male il tallone?
Infatti mi fa male, va bene?
Infatti, mi sembrava proprio uno di quei momenti
in cui ti fa male il tallone. - Tu è un anno che hai mal di testa.
E fatti due domande.
- Ma quanto sei stronza. Ma vattene a 'fanculo.
(LUISA FISCHIETTA)
Tutto bene?
La compagna di mio padre ha detto che il nome doveva essere in corsivo.
Qui è in stampatello.
(PARLA IN FRANCESE)
E' che lo stampatore deve aver fatto un errore.
E, secondo lei, ci dovremmo tenere per l'eternità...
..un'urna scritta male perché il vostro stampatore è un coglione?
Vabbè, ma che ti frega, Leo? Tanto le dobbiamo gettare, le ceneri.
(PARLA IN FRANCESE)
Ci può fare uno sconto.
Mio padre non ha vissuto tutta la sua vita per avere il nome scritto
con questo carattere di merda.
E' chiaro?
- Io vado a fare pipì. - Sì.
- LUISA: Ma tu fai sempre così? - Così, tipo?
Tipo che...
..non parli con tuo padre per anni
e poi ti incazzi per una scritta in stampatello.
Nell'ultimo periodo, papà aveva cominciato a chiamarmi.
Ah, sì? - Sì.
Ma mi chiedeva cose normali.
Come stavo...
..come andava il lavoro.
Cose così.
All'inizio, un po' imbarazzante, però poi...
(ridendo) ..sempre meno, no?
Sì.
E poi, una sera...
..mi ha scritto un messaggio: "Chiamami, è urgente".
E io non l'ho fatto.
Non mi andava di parlare dei cazzi suoi.
E non mi andava di fargli capire che avevo dimenticato tutto.
E il giorno dopo si è ammazzato.
GAELLE: E adesso con queste che facciamo?
Le spargiamo nell'allevamento.
Ah, decide lui?
GUIDO: Mettiamole in un cimitero, così ci possiamo andare tutti.
MARCO: Papà? Uno spirito libero, in una tomba?
- E' morto, Marco. - Ma che vuol dire?
Per me, vanno tenute in casa.
- Che brutta idea. MARCO: Non se ne parla proprio.
Finché sono vivo io. GUIDO: Mamma mia, che paura.
E' arrivato Gengis Khan.
La duna di Pilat.
La duna di Pilat.
Papà diceva che lì ritrovava la pace.
Gli piaceva andarci...
..e guardare l'Oceano.
Ma che stai a di'? A papà nemmeno gli piaceva il mare.
No, non è vero, aveva cominciato anche a nuotare.
LUISA: Quando è venuto a trovarmi in Marocco,
ci siamo fatti dei bagni bellissimi. Gli piaceva il mare.
Scusa, e da quando tu sai cose che noi non sappiamo?
GUIDO: Che tu non sai.
Ma la finisci di contraddirmi? Sempre a punzecchiarmi.
Io? Rompi il cazzo a tutti. Che hai, sei nervoso? Avete litigato?
Non mi mettere in mezzo.
Rinunci all'eredità e vuoi decidere... - Ancora con l'eredità?
- Sì, ancora con l'eredità. - Ragazzi! Votiamo.
- Che coglioni, sempre a votare, basta! GUIDO: Veramente, che palle.
Facciamolo alla duna. Ha ragione Mattia, è perfetta la duna.
GAELLE: Luisa, sei l'ultima arrivata, non puoi decidere tu.
- Grazie. - Sì, infatti. Sei l'ultima arrivata, non decidi.
Posso dire una cosa a voi due?
Mi avete proprio rotto il cazzo, va bene?
Pare che è un'esclusiva essere figli suoi.
Neanche ci volevo stare qua, me l'ha chiesto lui.
Pare che v'ho rubato qualche cosa.
Gaelle.
Oh, Gaelle! Me lo dici qual è il tuo obiettivo?
Farmi sentire una merda per che cosa?
Perché anche io faccio parte della famiglia? Ma che cazzo me ne fotte.
Sono stata sola per tutta la vita mia,
ci posso tranquillamente continuare a stare.
Io da papà ho preso quello che m'ha dato. Era poco? Sì, era poco.
Me lo sono fatto bastare.
E, se posso dire,
è stata una delle poche cose belle della mia vita, perciò...
..mi spiace per voi, perché mi pare che manco l'avete conosciuto a papà.
(GUIDO SI SCHIARISCE LA VOCE)
MARCO: Che stai facendo?
GAELLE: Ma che cazzo! - Leo, ti sei tagliato.
Tranquilla, Nadine, lasciami stare.
Le divido, così ognuno ci può fare quello che gli pare.
Ma te non stai bene, oh.
MARCO: Tu sei psicopatico. Tu hai problemi al cervello.
Capito? Non stai bene, ti devi curare. - Dai. Calmati.
Guarda che cazzo hai fatto. Ma guarda che cazzo hai fatto!
GUIDO: Oh, Marco. MARCO: Guarda che cazzo hai fatto.
- Marco... - 'Sto testa de cazzo! - Marco!
- Ma leva... - Marco, calmati.
MARCO: 'Sto pezzo de merda!
(VOCI INDISTINTE)
MARCO: Te rendi conto che ha fatto? GUIDO: Basta!
Stai esagerando, lo capisci?
GUIDO: Adesso ti calmi e torniamo di là.
MARCO: Sì, sì, mi calmo. Sì, sì.
Due...
Uno, due, tre, quattro, cinque, sei e sette.
GUIDO: Torniamo di là.
Nadine...
..e noi figli.
Marco, questa è per te.
LEO: Grazie, Nadine. Grazie.
(audio) MANFREDI: Luisa, sai che il mito che in Francia si mangia bene
è una cazzata?
In 15 anni di Bordeaux, a forza di paté, burro e maionese,
ho preso 15 chili, ho il colesterolo a 300... LEO: Ma che è?
(audio) MANFREDI: E' un miracolo che sono ancora vivo.
LUISA: Sono dei messaggi che mi mandava papà.
(audio) MANFREDI: Eh, Mattia cresce .
Quella per il piano è una passione vera.
Parla poco, vive nel suo mondo.
Ma non mi dispiace questo suo carattere.
Senza, non avrebbe questo talento.
Ieri sera sono stato a cena dal mio amico Guillaume.
Pensa che a 92 anni beve, fuma, ride sempre.
E poi non ha nessuna paura della morte. Come fa, non lo so.
Io ne ho 20 di meno e forse è l'unica cosa
che veramente mi spaventa.
Ripenso spesso al crollo di Guido alle Olimpiadi.
Ti ricordi, te ne ho parlato?
Non credo di avergli mai detto quanto mi sia dispiaciuto.
Ma vorrei che fosse fiero di essere arrivato fin lì.
Eh, in famiglia abbiamo avuto sempre dei segreti.
"Non lo dire, lo sai solo tu..."
E' stato un continuo.
Ma se solo avessimo avuto il coraggio di parlarci sinceramente,
sarebbe andato tutto meglio e avremmo litigato molto di meno.
Voglio andare a vivere a Barcellona.
Questo è il mio segreto.
E questa da dove è uscita?
GAELLE: Io...
..io ho paura di non riuscire a sposarmi neanche questa volta.
LEO: Io...
..ho un gran senso di colpa nei confronti di papà.
Io...
..ho paura di...
..smettere di pensare a Sara.
GUIDO: Perché non so che cosa ci potrebbe essere dopo.
Io vorrei riuscire a capire meglio Mattia.
Io mi sono appena fatta tre anni di carcere.
Minchia.
- Che cosa? LUISA: Sì.
Il mio ex marito spacciava,
mi ha chiesto di portare dell'eroina dal Marocco all'Italia...
..e l'ho fatto.
- E poi? LUISA: Sì.
E poi mi hanno arrestata.
Figo.
Eh, già.
Vi dovevo dire che ero stata in carcere per piacervi, non ho capito?
(RISATE)
Ve lo dicevo prima.
MARCO: Mi volete far credere che papà si faceva tutta 'sta camminata
per venire fino quassù?
Ma non ci credo neanche se lo vedo, guarda.
MATTIA: Io la facevo.
Lui guardava me.
Me e la duna.
Almeno è andata così quella volta che ci siamo venuti insieme.
LEO: Non era il suo posto preferito?
Dove ritrovava la pace?
- MATTIA: Sì. - LEO: E ci venivate sempre insieme, no?
Non ho detto "sempre", ho detto che gli piaceva.
Con me ci è venuto una volta. Poi, forse, con mamma altre...
NADINE: Non mettermi in mezzo, Mattia. Mai stata qua con papà.
MARCO: A bugiardo.
NADINE: Da che parte tira il vento?
LUISA: E' Grecale, tira da Nord-Est. Le dovremmo spargere di là.
MARCO: Siamo venuti fino a qua e nemmeno le tiriamo verso il mare?
No, no, capiamolo bene, sennò facciamo come Keith Richards,
che si è pippato le ceneri del padre.
LEO: Ehm, mi si è bucato il sacchetto.
Mentre camminavo, mi si è bucato il sacchetto.
Vabbè, io comunque, a casaccio così, non le tiro.
- No. - Ma perché?
Torna a far parte della natura, Marco, è una cosa bella.
No, no.
Io me le porto a casa.
Le metto in salotto. Mi fa compagnia, papà.
NADINE: Ognuno fa quello che crede.
Ciao, papà.
("AUSGEHEN" ANNENMAYKANTEREIT)
("AUSGEHEN" CONTINUA)
Ecco fatto, me lo sono pippato.
("AUSGEHEN" CONTINUA)
(VOCI INDISTINTE)
No, no! Ma che sei matto? I Laser Game!
Vi prego, facciamo questa cazzata. Vi prego, Marco.
Ma dove cazzo vai? Hai 80 anni, Guido!
- Leo, andiamo tutti! - MARCO: La rivincita degli oppressi.
(PARLA IN FRANCESE)
(VOCI SOVRAPPOSTE)
(PARLANO IN FRANCESE)
Siamo una squadra, o giochiamo divisi?
No, rompiamo la tradizione. No.
- Secondo me, divisi, no? - No, no, una squadra.
- Tutta una squadra. - Una squadra, ha ragione. Capo. Oh.
Ci devi portare una squadra forte. Gli facciamo un culo così! Traduci.
Nome? Nome della squadra?
- Il nome. - Il nome della squadra.
- Beatles. I Beatles. - Ma che Beatles?
- The Alicantes. Los Alicantes. - Los Alicantes.
- Alicantes! - Andiamo, va.
Ma dove stanno questi?
(VOCI SOVRAPPOSTE)
Arrivo!
Chi sono, rosso o blu?
I rossi sono i nostri.
(VOCI E URLA SOVRAPPOSTE)
MARCO: Ahò, zitti che capiscono dove stiamo.
GUIDO: Marco! - Oh! Dove stai?
Ore tre.
GUIDO: Ore tre, 'sto cazzo!
(sottovoce) Leo.
(MUSICA MALINCONICA)
Oh! Marco, mi hanno preso!
(sottovoce) Ragazzi? Leo?
LUISA: Leo, sono morta!
LEO: (sottovoce) Marco. Oh.
Siamo rimasti io e te.
- Senti, facciamo una cosa. - Sì.
Vedi 'sto buco?
- Tu ti metti qua tipo cecchino. - Ok.
- Coprimi le spalle. - Va bene.
Ammazziamo 'sti due stronzi.
- Al mio tre. - Sì.
- Dai. Uno... - Aspetta, aspetta. - Che c'è?
- Ma che cazzo fai? - Ho tirato la bomba.
Dai, ti prego, fa' il serio. Falla finita per una volta. Dai.
- Ok. - Io vado. - Vai. Tre, due, uno, via.
(VOCI SOVRAPPOSTE IN FRANCESE)
L'ho ucciso. L'ho ucciso. Vai, vai.
Sì!
(GRIDA DI ESULTANZA)
- Abbiamo vinto, cazzo! - Abbiamo vinto! Sì! Sì!
(VOCE IN FRANCESE DA ALTOPARLANTE)
Testa di cazzo.
Stronzo.
(in coro) # The Alicantes, The Alicantes, The Alicantes. #
Ragazzi, io vado, sto cotto.
- No, Leo! - No, ma dai!
- No, no, no. GAELLE: No!
Sì. Domani abbiamo pure il notaio. Dobbiamo andare via, dai.
(VOCI SOVRAPPOSTE)
- No, non me lo ricordare. - Vado via.
Marco, ordini tu? Io vado a giocare ai giochetti, eh.
Un altro giro, dai.
E Luisa dov'è?
Non lo so, stava là, prima.
- Guarda chi c'è. - Chi?
MARCO: Come, chi? Guarda, Virginie.
(in francese) Cazzo.
- Oh. - Mh?
E' il tuo momento adesso, ok? Vai là...
..sicuro, capito? Gli fai la "Kansas City".
Ma già sta con un ragazzo.
Ma quello è un amico, si vede lontano un miglio. Vai, vai.
- Vai. - Ok.
Come sto?
Dai.
- MATTIA: "Kansas City"? MARCO: "Kansas City". Vai.
Vodka. Vodka.
Ahi.
(CONATI DI VOMITO)
Luisa.
Ahi, ahi, ahi. Tranquilla.
- Stai male? - No.
- Aspetta... Oh, là là. - No, ho finito.
Così. Respira.
Aspetta, vieni qua. Vieni qua.
- Dove? - Qui, guarda.
- Oh... - Fa un po' schifo, eh? - Sì.
Voilà. Non fa niente.
Non cominciare a volermi bene, però, eh?
Sai che...
..a Parigi fa super figo avere una sorella spacciatrice?
Ma quale spacciatrice!
Magari, così avrebbe senso tutto il tempo che ho passato in carcere.
Luisa, scusami.
Sono stata un po' stronza.
Sì.
- Ohi. - Mh?
Luisa?
Stava male, è andata a casa.
- Fammi fare un tiro. - Tieni.
Che c'è?
Ma che fai?
Che faccio?
(PARLA IN FRANCESE)
Ahò. Ma che cazzo fai? Ma che sei scemo?
(VOCI E URLA SOVRAPPOSTE)
Pezzo di merda. Ma che cazzo fai? Oh, che cazzo! E stai fermo!
- 'Sto testa de cazzo! - Stop!
Se la prende col fratellino mio!
Oh...
..come va?
Smettila di trattarmi come un bambino!
- Ahò. - E grazie per i tuoi consigli del cazzo!
Quali consigli, oh?
Mi sono fatto bocciare al Conservatorio per colpa tua!
Ti sei fatto bocciare? - Mi sono fatto bocciare apposta!
Me l'hai detto tu che i musicisti sono sfigati!
Tu e il tuo cazzo di "Kansas City"!
Che cazzo stai a di'?
Mi hai fatto sbagliare tutto!
Ma che sei un coglione che ti fai bocciare?
Mica ti ho detto di farti bocciare, scusa!
Bravo, Marco. Bravo.
- Sei scemo. Io ti ammazzo. - Bravo! Bravo, Marco.
- Io ti ammazzo. Hai rotto il cazzo! - Bravo, Marco!
Bravo! Bravo!
- Falla finita. - Bravo!
- Vaffanculo! - Ma vaffanculo.
- Vaffanculo! - Coglione.
(PARLA IN FRANCESE)
C'ho ragione che sei un coglione. Sfigato.
Vieni qua! Vieni qua, che mo te meno!
Oh!
(GEMITI)
(MUSICA DRAMMATICA)
E' finita, vero?
Sì, Marco.
E' finita.
NOTAIO: "In conformità con quanto stabilito, dichiariamo,"
"all'unanimità..."
"..di rinunciare, senza termini o condizioni,"
"all'eredità di nostro padre, Manfredi Alicante."
GUIDO: Oh. - Bella, no? Alé.
- Oh. Questo lo metto qua... - Alé.
Alé.
- Ma questo che cos'è? - Una cabasa.
L'ha comprata in Nicaragua.
Sì, eravamo pieni di quelle cose, da ragazzini.
- La posso tenere? - Ma certo.
Tu, Luisa, che farai adesso?
Mhm.
Non lo so, probabilmente tornerò in Puglia.
Anche se non ho più una casa. Però un posto lo trovo dove dormire.
- Io ho preso tutto. Ok.
- Tu, Mattia? Dai, andiamo. - Sì. Arrivo.
MARCO: Va bene. Sì, parlaci tu.
Poi chiamami.
Convinto.
Ho preso delle cose che possono piacere a Manfredino.
Ho rifiutato.
Ho rifiutato il programma.
Sì?
Bravo.
Ho fatto la "Kansas City".
- Le sai aprire? - Certo.
- Guarda. MARCO: Ma non è che ci fanno venire l'epatite?
Macché. Più fresche di così.
Oddio, conoscendo papà, non mi fiderei.
LUISA: Mmm.
Dammene un po' una, va'.
- Tu mangi il pesce, adesso? - Dammene una.
- 20 anni vegano e ti mangi l'ostrica? - Eh.
MARCO: Perché ti mangi l'ostrica?
(sottovoce) Fatti i cazzi tuoi.
Oh, non facciamo passare una vita prima di rivederci, però, adesso.
No, venite tutti al mio matrimonio, no?
LEO: Sì, vabbè, così buchiamo il primo appuntamento.
Luisa, ci devi essere, eh.
Certo.
Magari affitto una casa ad Ansedonia, eh?
Dove ci stiamo tutti insieme. Faccio un numero.
Eh, bravo, fa' un bel numero.
Che è, oh?
(PARLA IN FRANCESE)
No, no, no, no.
- Che schifo! - No, dai, ma che schifo, tutto nudo!
(VOCI SOVRAPPOSTE)
MARCO: Copriti.
LEO: Ma che fa?
(MATTIA URLA)
(GAELLE PARLA IN FRANCESE)
GUIDO: Ma è un cretino. - E' pazzo.
La risposta è "sì". Ma mi sa che ha ragione lui, ragazzi.
- Voi state fuori. - Eccone un altro.
MARCO: Ma dai. GAELLE: Voi siete fuori.
Mattia! Eccolo!
Che spettacolo veramente...
- Loro stanno fuori, eh? Vieni qua! - No, no, no.
Attenta al collo!
No!
Questi sono matti.
GUIDO: Marco!
Ahò. Ahò, aspettatemi.
Vengo pure io!
MANFREDI: "E invece tutti insieme non si sono mai più rivisti.
Di Luisa hanno tutti subito perso le tracce.
Guido al matrimonio di Gaelle non ci è andato.
E il rapporto tra Marco e Leo è tornato più o meno quello che era.
Qualcosa, però, è cambiato.
Quell'immagine fissa che avevano l'uno dell'altra,
adesso non è più tanto fissa. Si muove, varia, cambia forma.
Magari sarebbe stato bello un finale diverso,
loro che passano il Natale insieme attorno a una tavola, con i nipotini,
e il ricordo del grande patriarca.
Ma siamo nel mondo reale.
E bisogna sapersi accontentare."
Sottotitoli a cura di SKY ITALIA
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