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Original subtitles

Ssh ! Fermi.

- Ce l'hai ? - Sì, stavolta lo becco.

- Preso ! - Giorgio, spara ! Spara !

Vai, vai ! Qui !

- L'ho preso, Ca' ! (accento napoletano) Macché !

[PARLA IN RUMENO ]

L'ha preso lui ! [ULULATO ]

- Guarda se è ancora vivo. - E' morto.

Mi metto in posa.

- Vieni, Giorgio. - Che bei dentoni ! Ora li stacco.

Ci facciamo una collana, come i pellerossa.

[SCATTI FOTOGRAFICI ]

- Dolce. - Signor Giorgio !

Mi scusi, non la trovavo.

- Grazie. - Ha chiamato di nuovo sua moglie, sembrava agitata.

- Strano. - Ha chiesto se era andato dalla signora Miranda. - Ora vado.

Eccola qua. Bella Luna ! Ti si è affezionata.

- Perché ho anch'io un cagnolino. - Sarà per quello.

- Portala entro le 17 in pensione, altrimenti chiude. - Sì.

Tanto sono di strada, abito là vicino.

- Sei una ragazza fortunata. - Sì. - Ciao, buon week-end !

- Anche a lei... e buon viaggio. - Grazie.

[CLACSON ]

Scusi, ci vogliamo far togliere pure la patente ?

Ci mancherebbe solo questa.

- Come stai, Carmine ? - Bene.

- Per quella pratica ? - Ci vuole ancora tempo.

- Sono passati tre mesi. - Tu fai il pistolero in piazza.

Macché ! Rompeva i coglioni a mia figlia.

- Gliel'ho fatta solo vedere. - Non si può fare.

Così... non si può fare.

- Tanto tu sei tranquillo. - Sì, tranquillo. Vuoi un caffè ?

- No, è andato già il mio collega. - Sicuro ? Ci vediamo dopo.

- Buona giornata a tutti. - Finché siamo vivi, è sempre buona.

Come sta la suocera ?

Meglio, ogni tanto si lamenta che l'anca le fa male.

Qualsiasi cosa... anche di notte, una telefonata e arrivo.

Grazie.

- Mi dài una rosa e... - L'orsetto va bene ?

- No, la macchina. - Faccio un pacchetto ? - Due.

Grazie, dottore.

Il solito, ragazzi.

- Come va ? - Buongiorno. - Buongiorno, signor Giorgio.

Bel tipo il vinaio, eh ? Tutte le fortune.

[SQUILLI DI CELLULARE ]

- Sì ? - Ha richiamato la signora Pillon. - Dimmi !

- Si lamenta del dolore all'anca. - Si lamentasse !

- La protesi è al suo posto. - Vuole che passi da lei.

Ma che cazzo passo ? Ho un convegno tra pochi minuti.

- Che le dico ? - L'importante è farla stare ferma.

- E' preoccupata. - Fatele leggere la Bibbia.

- Va bene. - Sì, va bene.

'Sta vecchia rincoglionita !

Ti ho visto interessato alle protesi eterne.

Che cazzo ci devo fare con le protesi eterne ?

Da me vengono dopo i 70 anni.

Quanto devono campare, 10... 15 anni ?

- I massaggi sono previsti ? - Questa volta no. - Ah, no ?

Troverete degli omaggi all'uscita.

Bene ! Mia moglie ci fa i regalini di Natale.

Invece la mia vuole gli assegnini di mantenimento tutti i mesi.

- Che hai trovato ? - Un foulard, una cravatta, dei gemelli.

- Per Natale sei a posto. - Sì. - Io vado. - Io resto.

Ciao, De Santis.

(radio) Nove, telefonate in sala operativa.

[CLACSON ]

Dottore ! Una volta mi invita a uno di questi bei convegni ?

No, lasci stare, sono cose noiosissime.

Immagino. "Vabbuò" !

Buona giornata allora.

Anche a lei.

'Sto chiattone di merda !

Si crede furbo. Gli sto con il fiato sul collo.

Tutti 'sti cazzi di viaggi e regali. Vedrai il botto che gli faccio fare.

Parti, dài. Andiamo a fare visita ai rumeni.

Oh ! Buongiorno.

Allora ? Che hai qua ?

- Solo vestiti. - Solo vestiti ? Quindi me ne posso andare ?

Non apri qua ?

(in napoletano) Apri !

Ehi ! Hai visto che c'era la sorpresa ?

- Perché non l'hai detto ? - Roba da mangiare.

Perché non me l'hai detto prima ? Ah ? Te l'ho chiesto. Chiudi.

- Che cos'è ? - Un "carnat", un wurstel.

- Ne vuoi uno ? - Lo dài a "soreta".

Vieni con me, devo parlarti.

- Che stai facendo ? - Che sto facendo ?

[VOCI NON UDIBILI ]

Ehi, Ceausescu !

Spegni. Chi ti ha dato 'sto coso ?

- E' un regalo. - Togliti il casco, non capisco.

- Me l'hanno regalato. - Sì ? - Sì.

Chi te l'ha regalato sa di avertelo regalato ? Ouh !

Fa di nuovo i viaggi con te ?

Non fa più viaggi. Va a scuola, studia.

- Questo pacco ? - Lo manda mia madre a mio fratello.

- Hai un fratello più piccolo ? - Sì. - Dove sta ?

- Con la nonna. - A Bucarest ? - Sì. - Ci sono belle donne lì.

Chi ti ha regalato 'sto motorino ?

- La signora Tamanin. - Ah... vabbè.

Non fare lo stronzo con me. Hai capito ? Io ti controllo.

Salutami tua madre, è una brava donna.

Andiamo.

[PARLANO IN RUMENO ]

[MUSICA DI ORGANO ]

Sono molto nervosa, non so se ho suonato bene.

- Sei stata brava. - Sì ? - Sì.

- Adrian è arrivato ? - No, non l'ho visto.

- Mi ero raccomandata. - Diletta, è tutto pronto. - Sì.

- La banda è arrivata, i ragazzi sono pronti. Andrà bene. - E' vero.

- Sarà una giornata fantastica. - Bellissima. - A dopo. - A dopo.

- Ti aspetto da due ore. - Mi ha fermato la polizia.

- Come mai ? - Volevano sapere dove avevo preso il motorino.

- Gli hai detto che te l'ho dato io ? - Sì.

Vai dalla signora e dato che ci vai, portale queste.

- Va bene ? - Sì. - Poi vai in chiesa e dài una mano a mia moglie.

- Oggi c'è la festa, ti ricordi ? - Sì. - Dài, sbrigati.

Veloce !

[MUSICA DI PIANOFORTE ]

- Ciao, papà. - Ciao. - Buongiorno. - Salve.

Guardate papà che ha portato.

- Grazie. Hai visto ? - Ecco qui. Guarda che macchinetta.

- Ti piace ? - Sì.

Mamma dov'è ?

- Ti ho chiamato cento volte. - Due volte.

Ho portato il cane in pensione, così in questi due giorni sei tranquilla.

- Le medicine a mamma ? - Gliele porta Adrian.

- Tanto deve sistemarle il lavandino. - Mamma? - Un attimo.

- Lei si aspettava che ci andassi tu. - Perché ? - Mamma, vieni ?

Un attimo. Per la contabilità.

- Qualcosa non va ? - Vuole rivedere delle cose.

Alcune fatture non coincidono con le uscite. Sai com'è !

- Mamma. - Ho detto "un attimo". Ci vai da mamma prima di partire ?

- Non ce la faccio. - Senti che ha imparato Matteo.

- Vado io. Che ha imparato Matteo ? - "Fra' Martino." - Davvero ?

- Eh ! - Facciamogliela sentire.

[SUONANO "FRA' MARTINO" ]

Amore, non sai quanto mi andrebbe, ma purtroppo vado di fretta.

Ma che avevi capito ?

Grazie.

Questo non lo porti ?

- No, quello no. - Comprato e mai usato.

Dovevi venirci oggi però.

Hai visto gli occhiali per guidare ?

Me l'avevi promesso, lo sai da due mesi.

Ci verranno tutti, i mariti di tutte.

- Tieni. - Grazie. - Matteo non sta bene

io dovrò organizzare la festa, Bea è quella che è...

- Non ce la farò mai. - Ma come no ?

- Ma che dici ? - Sono preoccupata. - Non devi preoccuparti, sei forte.

Poi quando torno riprendiamo quel discorso, eh ?

- Quale discorso ? - Niente.

- Ciao, buon lavoro. - Grazie.

- Hai incrociato Marta oggi ? - Sì, ma non mi ha salutata.

- Non ti avrà riconosciuta. Ha ripreso a bere. - Di nuovo ? - Sì.

- Non è per cattiveria, ma... - Oggi non riuscivo a starle vicino.

- E' vero. - Non riuscivo a respirare. - Veramente ?

- Il marito se n'è andato di nuovo. - Con una peruviana.

- L'hai vista ? - Certo. - Di colore ? - Neanche tanto.

Marroncina... e bassa, tanto bassa.

- Deve essere la razza. - Sì.

- In Perù sono tutte basse. - Povera Marta !

- Doveva lasciarlo tempo fa. - Come si fa con i figli ?

- Roba da matti ! - Bene, no ? - Sì.

- Ci vediamo alla festa. - Certo !

- Tu vieni ? - No, stasera sono con il mio "moroso".

- Ciao, Michele. - Buongiorno. - Grazie. Ecco.

- Per le ragazze. - Grazie. - Ciao a tutti. - Buona giornata.

Ciao, amore.

- Proprio lei si scandalizza ! - Poverina, dài.

Anche al marito piacciono le marroncine.

Ma almeno se lei comincia a bere, il vino non lo paga.

- E' un vantaggio. - Già.

- Allora ? - Ancora un attimo.

Mio marito ci avrebbe impiegato due minuti.

E' colpa di tua mamma, non dà una passata ai piatti.

[CAMPANELLO ] - Vai a vedere chi è. - Vado.

Mi ha intasato tutto.

- Chi è ? - Mamma, sono io. - Mi mancava solo questa !

Grazie.

- Dài ! - Buongiorno, mamma.

- Ciao. Come mai qui ? - Volevo salutarti prima della festa.

- Non sei contenta ? - Sì. - Le medicine sono arrivate ? - Sì.

- Me le ha fatte portare da quello là. - Mamma !

Vieni, devo parlarti.

Perché non è venuto lui ? Devo parlargli, te l'avevo detto.

Ho rivisto i conti...

E' partito per lavoro, mamma.

- Lavoro "de mona" ! - Non cominciamo, per favore.

L'azienda è nostra, lui non è un Tamanin.

Sei tu la padrona, non quel "terron" di Roma.

- E' mio marito. - Prendilo per le palle come facevo io con tuo padre.

Bastava che muovessi il culo... Io avevo un bel culo.

Non come il tuo, piatto come un'asse da stiro.

- Dài. Puntura ! - Il professore ha detto di smettere con le punture.

Quello mi ha rovinata !

Avevo l'artrosi, non c'era niente sulla lastra.

- Ti ha operato per divertimento ! - Per gli "schèi" che gli ho dato.

- Fammi la puntura. - L'abbiamo fatta due ore fa.

- Faccio quello che voglio. - Io vado.

Sonja, Don Carlo aspetta Adrian per l'allestimento.

- Appena può. - Certo.

Hai ricevuto le cose da vestire ?

Sì, qualcuna l'ho presa per Adrian.

- Hai fatto bene. - Altre le ho spedite.

Mio marito prende un sacco di roba e poi neanche la mette.

Ha i soldi da buttare quello lì... i miei !

Quando muoio io, ti mangerà tutto.

[MUSICA DALLA RADIO ]

[SQUILLI DI CELLULARE ]

Adrian !

Bravo !

Bravo, bravo.

L'ho fatta speciale oggi.

Ho messo anche il pollo.

Mi è venuta bene ? Ti piace ?

Parliamo in italiano.

Adrian.

[FISCHIO ]

Uno, due, tre, prova. Si dice così ? [FISCHIO ]

Scusate, sono un disastro con le cose elettroniche.

Grazie per essere venuti. Vi ricordo i nostri appuntamenti.

Sulla nostra destra

abbiamo il banco degustazioni offerto dall'azienda Tre Re.

Lardo di cervo, salsicce di cinghiale...

tutte le nostre specialità locali. Grazie, Teresa. Grazie, Lucina.

Tra poco i lupetti venderanno i biglietti della Lotteria.

Mi raccomando, siate generosi come sempre.

Il primo premio è quella stupenda bicicletta

offerta da Ciclo Lombardo.

Volevo ringraziare anche Don Carlo.

Grazie, Don Carlo.

La prima da ringraziare è proprio lei

che segue questo progetto con grande generosità, entusiasmo

sempre con il sorriso sulle labbra.

- Se la nostra biblioteca aprirà, sarà merito tuo. (insieme) Brava !

Grazie anche a tutti voi che avete risposto con grande partecipazione.

Facciamo un grande applauso ai nostri splendidi musicisti.

Vai a farmi un caffè e portami anche qualcosa da mangiare

perché la tua zuppa era tremenda. - Addirittura !

Immangiabile, vai !

- Ehi, Adrian. - Ciao.

- Non ti avevo visto. Sei qui da molto ? - Da un po'.

- Ti dà fastidio se mi siedo ? - No.

- Pezzo di merda ! - Con chi ce l'hai oggi ?

Con quello vicino a mia madre. Pezzo di merda !

- Il poliziotto ? - Sì, le sta sempre intorno.

- Se le fa qualcosa, lo ammazzo. - Sei matto. - Perché ?

- Mica mi fa paura. - No... niente.

- Stai bene. - Buonissimi. - Vi offro un caffè ?

- La pettinatura è bella. - Grazie.

- Grazie. - Prego.

- Posso offrire un caffè ? - E' per la signora.

- Un caffè, per favore. - Subito.

- Almeno te lo porto io, dài. - Non pesa così tanto, grazie.

Mi scusi.

- Per la nipotina ? - Adesso glielo porto.

- Prego. - Buongiorno.

- Mamma, sei venuta. Come sono contenta ! - I ragazzi ?

Bea è da qualche parte, Matteo è a casa con la tata, non stava bene.

- Buongiorno, signora. - Ciao, Sonja. - Ecco.

Dài, mangia, non te li tolgo dalla paga.

Porta un caffè a mia figlia, che dorme sempre

con tutte quelle gocce che prende. - Glielo prendo.

No, veramente, sono già così tanto nervosa.

- Perché ? - Per la festa, no ?

- Non è che sei in menopausa ? - Dài ! - Hai quasi 50 anni.

- No, 43. - Poco importa, dopo i 40 va tutto in malora.

- Guarda che pancia hai ! - Non sono in menopausa.

- Buongiorno. - Buongiorno. - Bella festa.

- Peccato per il tempo, speriamo che tenga. - Certo.

- La vedo in forma. - Anche lei. - Ci difendiamo.

- Devo andare, ho tante cose da fare. - Arrivederci.

- Arrivederci, signore. - Ho tanti di quei dolori ancora !

- Ecco i lupetti con i blocchetti. - Ci mancavano solo loro.

Mi raccomando. Ricominciamo la musica !

- Guardate quanti premi. - No, grazie.

Che noia queste cose !

Guarda mia mamma come si diverte.

[VOCI INDISTINTE ]

Me ne dài un po' ?

- E se mi vede tuo padre ? - Non c'è, è via per lavoro, dice.

- Quando torna ? - Lunedì. Perché ? - Così.

Me la dài ?

[MUSICA JAZZ ]

- Bea. - Eccola. Che cazzo vuole ?

Torno subito, Ok ?

Come devo dirti che non voglio che bevi ?

- Io vado. - Dove vai ? - Dove cazzo voglio.

- Me ne vado. - E' colpa mia ?

No, è solo lei che è una stronza depressa.

Bea !

[SEGRETERIA TELEFONICA: "LA PREGHIAMO DI ATTENDERE." ]

["RISPONDE 339739..." ]

[TUONI ]

- Agnese, vai via ? - Piove, mi si rovina tutto !

- Sono solo due gocce. - E' roba fatta a mano.

Ragazzi... ma dove andate ?

- Tra poco inizia il ballo. - Sta piovendo.

- Dove va lei ? - Non c'è più nessuno.

- Hai visto Don Carlo ? - No.

- Don Carlo ? - Non l'ho visto.

[TUONI ]

Piove, piove, dài !

- Quanta acqua ! - Inizia a piovere, corri !

[VOCI INDISTINTE ]

[TUONI ]

Diletta !

- Che fai sotto la pioggia ? - No... niente.

- Abbiamo raccolto abbastanza soldi. - Li ho visti !

- Andiamo in macchina. - Le mie cose ? - Le prendi domani.

- Io non volevo. - Che cosa ? - Prima.

- Che cosa non volevi ? - Non volevo niente !

[TUONI ]

- Signora, è lei ? - Sì, Jacqueline, sono io.

- E' tutta bagnata, l'aiuto. - Grazie. Matteo ?

- Ha mangiato e non ha vomitato. Adesso sta riposando. - Bene.

- Bea ? - Non l'ho vista per niente.

- Non è ancora rientrata ? - No.

Posso andare via o ha bisogno di qualcosa ?

Puoi andare. Hai fatto tutto... la lavastoviglie, i panni ?

- Sì, ho stirato anche le camicie del signor Giorgio. - Brava, vai.

- Buona domenica. - Grazie, signora. - A lunedì. - A lunedì.

[CITOFONO ]

[CAMPANELLO ]

- E le chiavi ? - Non le trovo.

- Dove hai la testa ? - Che vuoi ? - Dove sei stata ? - Lasciami stare.

- E' successo qualcosa ? - No. Ora mi cambio ed esco.

- Tu stasera non esci. - Io esco. - Con chi ? - Che ti importa ?

- Quando tuo padre non c'è non esci. Dammi il telefono. - Esco, esco !

- Io ho bisogno di stare tranquilla. - Prenditi quelle cazzo di gocce

e vai a dormire. - Come ti permetti ? - Lasciami !

Dove vai ? Dove vai ? Apri la porta.

[MUSICA ROCK AD ALTO VOLUME ] Non esci !

Apri la porta !

(urlando) Apri la porta ! - Vaffanculo, mamma !

Bea, apri questa porta !

Spegni questo schifo di musica !

[VERSO DI UCCELLI NOTTURNI ]

[RONFO ]

[RUMORE INDISTINTO ]

Mamma.

Ho sentito un rumore.

Amore, c'era la finestra aperta... è stato il vento.

L'ho chiusa, dormi tranquillo. E' tutto a posto.

[RUMORE INDISTINTO ]

Bea ?

Ma sei tu ?

Bea ?

- Bea ? - Che vuoi ?

- Ho sentito dei rumori. - Sarà il vento.

Spegni la luce.

- Mamma ! - Amore, amore !

- Mamma, ho paura. - Non è niente, non è niente !

- Che succede ? - Vai dentro !

- Che è successo, mamma ? - Vai dentro !

Vado a chiamare papà. Chiuditi dentro, stai con lui.

[SEGRETERIA TELEFONICA: "LA PREGHIAMO DI ATTENDERE..."]

[NOTIFICA DAL CELLULARE ]

- Giorgio ? - Pronto ?

- Devi venire subito. E' entrato qualcuno e gli ho sparato. - Cosa ?

[VOCE NON UDIBILE ]

[VIBRAZIONE DI CELLULARE ]

- Pronto ? - Carmine, ho un problema.

- Vediamoci tra mezz'ora al solito posto. - Ci vediamo lì.

[SQUILLI DI CELLULARE ]

[CITOFONO ]

[PIANTO DI DILETTA ] Ssh !

Ero sola, ero sola... avevo paura per i miei figli.

- Vado a vedere. - No, no, no... è morto.

Ti prego, non lasciarmi da sola, io mi sento male.

- Dobbiamo chiamare la polizia. - No, no, no... no.

No, Giorgio mi ha detto...

di aspettarlo, di non fare niente, fa tutto lui.

La chiama lui.

- Ora che faccio ? Mi porteranno via i bambini. - No. - Sì.

Diletta, calmati. Andiamo a sederci, calmati.

- Non posso andare in prigione. - Non ci andrai, ti sei difesa.

- Non mi crederanno, mi porteranno via i bambini. - No, no, no. - Sì.

- Non avere paura. - Mi gira la testa.

"Fu l'inizio di un lungo viaggio."

"La piattaforma vagò per l'oceano per molti mesi, spinta..."

[ROMBO DI MOTORE ]

- Dov'è ? Dov'è ? - E' su, lì vicino all'acquario.

- Stai con lei. - I ragazzi ? - Sono in camera di Bea.

- Stanno bene ? - Sì, sì, sì.

- Che paura ! - Come stai ? - Ho tanta paura.

- Non dovevi chiamare nessuno. - Ero spaventata.

- Non dovevi chiamare nessuno. - Tu non c'eri. - Giorgio !

Giorgio !

Respira ancora.

Guarda chi è.

Oddio !

Oddio !

Che succede ?

- E' Adrian. - Come ? - Respira ancora. Vai in camera.

- Oddio... - L'ha preso bene.

Questa spara meglio di te.

Comunque sta messo male.

Che cazzo faccio ? Chiamo l'ambulanza ?

Mica ha sparato con quella ?

Oh !

- Mica ha sparato con quella ? - Ho solo quella.

Hai la merda in testa ?

Mmm ?

Hai la merda in testa.

Trovami 'sta cazzo di pistola e portamela.

"Se il ladro, colto a scassinare, viene percosso e muore"

"non c'è delitto di omicidio." Lo sapevi ? - Che stai dicendo ?

- E' la Bibbia. - Quel ragazzo è vivo.

- Forse se lo portassimo noi senza aspettare... - Sei un medico ?

Magari se lo spostiamo, lo uccidiamo.

Morirà dissanguato.

- Non dovevi fare questo. - Che cosa ?

Invece di tranquillizzarmi mi dici che morirà dissanguato.

- Perché sta morendo. - Io non ho colpe.

E' entrato in casa, i miei figli urlavano... E tu mi accusi ?

- Non ti sto accusando. - Sì. - Diletta...

Ti ho visto con quella donna. Vuoi aiutare lei come aiutavi me ?

Io sono venuta da te perché non riuscivo più a vivere.

- Lo so. - Avevo solo bisogno di qualcuno che mi stesse vicino.

E tu ? Tu te ne sei approfittato.

Non preoccuparti, non lo dirò a nessuno.

E' meglio non dire certe cose.

Non dirle mai.

E' il 118, dica.

Pronto ? Pronto ?

[SQUILLI DI CELLULARE ]

Adrian !

- Adrian ! - Ehi, non lo toccare. - E' un mio amico.

- Chiamiamo l'ambulanza. - Vai in camera !

- Mi lasci ! - Vai in camera !

- Mi lasci ! - Non lo toccare, vai in camera.

- Non toccarla. - Oh, ma sei pazzo ? Leva le mani.

Io sono figlio della merda e vuoi fare paura a me ?

Vai da tua figlia, falla calmare, spiegale la situazione

e dille di stare zitta.

Poi vediamo come risolvere questa storia.

Vai.

[SQUILLI DI CELLULARE ]

[RESPIRO FLEBILE ]

"Mio Dio, mi pento e mi dolgo dei miei peccati"

"perché peccando ho meritato i tuoi castighi e ho offeso te..."

E' colpa sua, è così.

E' entrato di notte in casa nostra per rubare.

Se tua madre non l'avesse fermato...

poteva farvi del male.

Sapeva che io non c'ero, per questo è venuto.

- E' entrato in casa nostra. - Papà...

non è venuto per rubare.

- Amore mio, è così. - Non è venuto per rubare.

E' venuto per me.

L'ho chiamato io.

Ero arrabbiata con mamma...

perché non voleva farmi uscire.

Così l'ho chiamato...

per stare un po' con me.

Stava andando via.

E' tutta colpa mia.

E' tutta colpa mia.

Adesso dobbiamo stare calmi.

Se l'hai chiamato tu...

diranno che tua madre ha sparato a un innocente.

Dovrà affrontare un processo, i giornalisti...

le cattiverie della gente.

Lo sai, tua madre è una donna fragile.

Io non potevo avere quella pistola.

Dobbiamo tenere per noi questa cosa.

Dobbiamo tenerla per noi.

Ti prometto che il ragazzo tornerà a casa.

Lo salveremo.

Volevo prendere un bicchiere d'acqua per il ragazzo.

Prego.

Io la invidio, sa ?

Ma non per la fede.

Si dice che lei sia un uomo molto amato

e che le donne siano molto generose con lei.

Mi perdoni, ma questa è una cittadina così piccola.

Si sa tutto di tutti.

Io vengo da Napoli, là è diverso.

Anche la signora si fida ciecamente di lei.

Era qui prima di suo marito, no ?

Per aiutare...

come lei.

Ha ragione.

Adrian, Adrian.

Adrian, mi senti ? Eccomi.

Apri gli occhi, Adrian.

Mi senti ? Respira piano.

Respira piano... l'ambulanza sta per arrivare.

Apri gli occhi.

Apri gli occhi, guardami. Sì, sì... Tieni gli occhi aperti.

Io sono qui, Adrian.

Respira piano, Adrian.

Scusate, vi ho rubato una mela.

Se volete, chiamate l'ambulanza.

Però comincia a pensare come devi spiegargli l'accaduto.

Che gli dici ?

Che un ragazzino disarmato è entrato in casa

e tua moglie gli ha sparato mentre stava scappando ?

E poi ?

Che gli dici ?

Che ti hanno sequestrato porto d'armi e pistola

e che questa...

te l'ho data io ?

Gli dici questo ?

No, perché getti nella merda pure me...

e questo mi sta un po' meno bene.

Pensa che schifo la vita !

Indovina dove ti ho rimediato questa.

Da suo zio.

Che cosa dobbiamo fare ?

Chiamate quel ciccione di De Santis, è un medico.

Saprà fermare l'emorragia, no ? Poi capiamo che dobbiamo fare.

Digli che tua suocera sta male, ma digli che è urgente.

Chiamalo, farà tutto quello che gli dico io.

Io devo pisciare.

Mi scusi, signora. Dov'è la toilette ?

E' di sopra, vicino alla camera.

- Quell'uomo mi fa schifo. - E' l'unico che forse può aiutarci.

Non senti come parla ? Non vedi che fa ? Mi fa paura.

A me fai paura tu. Se non ti fossi imbottita di sonniferi

avresti visto entrare Adrian. - Tu hai voluto tenere la pistola.

Perché vai a sparare per i boschi con quel pazzo ?

Che c'entra lui con noi ?

Io... a sparare ? Vattene affanculo, Diletta.

Io nella merda per quel rumeno non ci finisco.

Devi cercare di respirare, Adrian, per favore !

Io sono qui, Adrian, sta arrivando l'ambulanza.

Apri gli occhi, ti prego. Respira piano.

Io sono qui con te. Dio è qui vicino a te, ti salverà.

Padre, io non vedo nessun Dio, ma se lo dice lei...

- Sta molto male. Tra quanto arriva? - Tra poco. [CITOFONO ]

Ha visto ?

Ho fatto prima che potevo...

- Mi dispiace. - Buonasera, dotto'. - Buonasera.

- E' successo qualcosa a sua mamma ? - No, no.

Non è successo nulla alla signora Miranda.

Pensavo... Ma allora ?

E' successa una cosa, una persona sta molto male.

Lo immaginavo, altrimenti...

non mi avreste chiamato a quest'ora.

Io sono un ortopedico, se posso aiutare...

Appunto, sia d'aiuto. Prenda la borsa e venga con me.

Andiamo.

Salga.

Che è successo ? E' il figlio della rumena.

Voglio sapere come sta messo.

Gli avete sparato ?

- E' entrato per rubare, è caduto ed è partito un colpo. - No...

Io devo andare... non posso fare niente.

Mi hai rotto il cazzo !

Ti faccio sentire una bella cosa. Ascolta.

(registratore) "Lo so che si sgretolano."

[RISATA DI DE SANTIS ] "Le mettiamo solo ai vecchi."

"Che cazzo te ne frega ?"

"Vedrai che regalino ti faccio arrivare pure a te."

"Sì, ti faccio arrivare un bel regalino."

Un regalino, pezzo di merda ? Eh ?

Basta o devo farti sentire tutto ? Ne ho ancora.

Sta morendo. Che posso fare ?

- Dimmi se può arrivare in clinica da te. - Da me ?

Lo portiamo da te e mi dici se puoi fare qualcosa per lui

perché sennò ti rovino, ma ti rovino forte.

[RANTOLI ]

[MUSICA ROCK DALLE CUFFIE ]

E' morto.

"Accoglilo nel luogo della luce e della pace."

"Gli sia concesso di passare oltre le porte di morte"

"e di giungere alla dimora dei beati nella santa luce."

"La sua anima non soffra pena alcuna."

"Nel giorno della risurrezione degnati di resuscitarlo"

"con i tuoi santi ed eletti."

"Perdonagli tutti i suoi peccati perché ottenga la vita immortale."

"Per Cristo nostro Signore..." [CITOFONO ]

Risponda.

La faccia andare via.

Sonja, sono le tre. E' successo qualcosa ?

Signora, mi scusi tanto, ma Adrian non è tornato a casa stanotte.

Non so dov'è, sono disperata, lui mi avverte sempre.

Non lo so... non lo so.

Il suo motorino è parcheggiato qui, davanti al vostro cancello.

- Pensavo che... - Come ?

Mio figlio è sparito e il suo motorino è parcheggiato qui davanti.

Non so che fare, volevo chiamare la polizia

ma poi ho visto le luci accese e pensavo che...

L'ho chiamato, ma non risponde, non so che devo fare.

- Devo chiamare la polizia ? - Apra.

- Ti apro. - Grazie.

[PIANTO DI DILETTA ]

Si è fatto male. E' caduto con il motorino, vero ?

- Sta all'ospedale ? - No.

(in rumeno) Oddio !

Ma allora ?

- E' venuto qui questa notte. - Qui ?

Perché ?

E' entrato per prendere delle cose.

Quali cose ?

E' pazzo, di notte... Poteva venire domani mattina.

Scusatemi tanto, ma... dov'è adesso ?

- Sonja. - Sì ?

E' entrato in casa... per rubare.

Per rubare ?

Non è possibile.

- Da voi ? - Sì.

Mi dispiace, vi chiedo perdono. Vi chiedo perdono per lui.

Mi dispiace.

L'avete portato via ? L'avete arrestato ?

No... è ancora qui.

(in rumeno) Grazie.

Grazie ! Grazie, signora. Grazie, grazie mille, grazie !

Grazie, grazie !

Ero terrorizzata.

Ero sola, avevo paura per i miei bambini.

Non capisco.

Me lo sono trovato davanti, non l'ho riconosciuto.

- Come ? - Ti giuro, io non l'ho riconosciuto.

(piangendo) Non l'ho riconosciuto, non l'ho riconosciuto...

Ti giuro... Mi dispiace.

- Che è successo, signora ? - Avevo paura.

- L'ha minacciata. - Come ?

- Aveva questa. - No.

No, la prego, no !

No !

Dov'è ?

E' su.

"Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te."

"Tu sei benedetta tra le donne e benedetto è il frutto del seno tuo."

"Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori"

"adesso e nell'ora della nostra morte, amen."

"Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te."

"Tu sei benedetta tra le donne"

"e benedetto è il frutto del seno tuo Gesù."

Gli sono sempre stato vicino.

[PARLA IN RUMENO ]

[PIANTO ]

(sottovoce) Prendi i soldi dalla cassaforte e portameli qua.

La situazione era grave, Adrian stava morendo.

Tutti abbiamo pensato che l'unica cosa da fare era provare a salvarlo.

L'ambulanza non arrivava, così abbiamo chiamato il dottore.

- Gli è morto tra le braccia. - Che stupida... che stupida !

Continuavo a chiamarlo senza fare niente.

- Se fossi uscita prima, forse... - No, no, no.

Lui non voleva venire in Italia. L'ho costretto io... io !

Pensavo che avrebbe avuto un futuro qui.

Oggi alla festa rideva insieme a vostra figlia.

Io ero così contenta che aveva un'amica.

Non mi sono accorta mai di niente, niente di niente.

Lo vedevo solo tanto arrabbiato, tanto...

Ma mi dicevo "passerà, passerà". Invece...

Forse Adrian aveva bisogno di soldi.

- Non lo so. - Sappiamo che siete brava gente.

Questi sono 20.000 euro.

Altri 80.000...

te li farò avere tra qualche giorno, quando sarai in Romania.

Tu hai un bambino più piccolo, no ?

E così...

gli darai un futuro, potrai pagare la scuola...

e stargli più accanto...

tra la tua gente.

Almeno daresti un senso...

a questa disgrazia. - Questa disgrazia ?

- Voi dite che lui è venuto con una pistola. - L'hai vista

e sai da dove proviene.

Sì, ma Adrian non avrebbe mai preso una pistola in mano.

Un uomo ha sparato a suo padre... davanti a lui.

Lui ha visto suo padre morire.

Mio figlio aveva il terrore delle pistole.

Sonja... Adrian è venuto qui armato per rubare.

No !

No ! Non vi credo !

Non è vero !

Mi state raccontando bugie, tutte bugie !

Che cosa avete fatto a mio figlio ? Che cosa avete fatto a mio figlio ?

- Vi denuncio tutti ! - Vieni qua. - Lasciami ! - Sonja !

- Vi denuncio tutti, lasciami ! - Vieni qua. - Lasciami !

- Lasciami ! - Sonja, ascolta.

Aspetta... ascoltami, ascoltami !

Io li conosco bene. Sonja, questa gente ti rovinerà.

Pensa a tuo figlio piccolo, pensa a tuo figlio piccolo.

Pensa solo a lui adesso, pensa solo a lui.

Brava... brava.

Prenditi questi soldi e torna in Romania, cazzo.

Ti prego.

Adrian è venuto qui per rubare.

Domani diranno questo in paese. Sapranno di tuo fratello.

Diranno che eravate d'accordo con lui.

Ne uscirai distrutta, perderai tutto.

Non crederanno a quello che dirai. Che pensi, eh ?

Una donna di notte sola con i figli, un rumeno gli entra in casa.

Se voleva scappare, se era armato o no

non gliene frega un cazzo a nessuno.

Farò arrivare il corpo di tuo figlio in Romania.

Parlerò io con tuo fratello.

Lo porterà lui.

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