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Original subtitles

È la nona luna e mezza.

Ma forse bisogna cominciare dalla prima, anzi...

Da prima della prima.

- Ciao, Livia. - Ciao, Claudia. - Ciao, Fabio.

- Che carina! - È bellissima.

Questo sarebbe il posto delle biciclette.

Questa è la banda del passeggino. Hai un figlio e puoi fare tutto.

- Io non lo so. - Om!

- Dai, faccio tardi. Ciao, amore. - Ciao.

Tuo padre ha rubato le stelle del cielo e le ha messe al posto dei tuoi occhi.

- Mi guardi proprio gli occhi. - Ti ho sentito!

- La potevi scegliere brutta. - Infatti è colpa mia.

- Allora. Tieni. - Grazie.

A te niente, non leggi le note!

Suoni da vent'anni. Potresti leggere lo sparito.

Non serve, io ho orecchio.

(in inglese) Uno, due, tre, quattro.

SUONANO "RUMORE" DI RAFFAELLA CARRÀ

(Livia) La musica, Fabio...

..un viaggio ogni tanto.

La mia vita era esattamente come la volevo.

Non avrei permesso a nessuno di cambiare questo equilibrio.

- Livia, non ti chiudo le tube. < Dai, basta!

- Sono schiava della pillola. - Pazienta cinque anni e sei fuori.

Ancora cinque anni alla menopausa?

- No! - Solo tu la vuoi.

Di solito mi chiedono di rimandarla. Poi come fai a essere sicura...

..che non vorrai figli? - Non ho mai pensato ai figli.

Nemmeno io. Poi mi sono innamorato.

Guarda. Le cose cambiano.

- Se lo volesse Fabio? - Lo avrebbe detto.

Però è un peccato! Hai un utero perfetto. Non invecchia.

È come il culo di Jennifer Lopez.

- Se penso a tua sorella! - Niente?

- Ci stiamo provando, ma... - Poverina!

Quando mi capita una cosa bella, io mi sento in colpa.

Se avessi una bacchetta magica, scambierei i nostri corpi.

- È un'idea geniale. - Cosa?

- La bacchetta magica. - In che senso?

Lei non può avere figli, ma li vuole.

Tu non li vuoi, ma potresti partorire un figlio suo.

Io voglio chiudermi le tube e tu mi proponi di fare un figlio per mia sorella?

- Sì! - No!

- Com'è andata oggi a scuola? - Male.

- La prossima volta andrà meglio. - La aiuto ad attraversare? - Sì.

- Aspetti. - Grazie. - Grazie a lei.

- Se non ci fossero le nonne! - Sono la madre.

Faccia attraversare e si metta gli occhiali!

Mamma, domani voglio pisciare scuola.

Chi ti ha "imparato" a dire "pisciare"?

Non si può sostare in doppia fila! CLACSON

- Che succede? - Comprano il SUV...

..per andare al supermercato. Abitano nella savana?

- Perché suoni? Quanta fretta! - Stiamo aspettando te!

- Ora le faccio una bella multa. - No, sta con i bambini.

- Prego. - Scrivi! Più sono brutte e più sono cattive!

Hai visto quelle con il SUV?

Maleducata! Falle pure eccesso di velocità...

..e guida senza cintura. - Così mi piaci.

- Hai visto che bel bambino? - Bello. Che fai?

Lo adotti, lo cresci, lo fai studiare...

..e poi al semaforo lo scambiano per un lavavetri.

Io voglio un figlio sangue del mio sangue. Chiedo troppo?

E piangi. Dai, piangi! Hai pianto pure stamattina.

- Sono in ovulazione! - Tina, io non lo faccio a comando.

Poi se lo dici con questa faccia, non mi aiuti.

- Sali in macchina. - Una collega è rimasta incinta...

..bevendo dieci uova ogni mattina. - Quello era Rocky Balboa.

- Dammela, è mia! - No!

- Dammela! - No!

- Dammela! - No.

- Dammela! - No.

- Dammela! - No!

È sempre l'inverno più freddo. Basta TV. Grazie.

- Dammela! - No.

- Papà! (insieme) Sì?

Rocco ha messo il vestito della principessa al dinosauro.

- Guarda. - È più bella nuda.

- Dammela! - Non litigate. - Venite qua.

- Da chi ha preso nostro figlio? - Non da me.

Lasciala a lui, poi ne chiediamo un'altra a Babbo Natale.

Lui la porterà molto più bella di questa. Va bene?

Non sbuffare. Non essere forastica.

Domani li accompagni tu a scuola? Io devo andare in Comune...

..a chiedere i documenti per il concorso. - Amore, è impossibile.

Domani inizio alle 8 e ho dieci pazienti in terapia ormonale.

- Certo, perché lavori solo tu! - In questo momento...

Un architetto non può essere disoccupato, perché è libero professionista.

Poi se non fossi rimasto io a casa con i bambini...

..la tua carriera sarebbe andata a puttane.

- Io ho capito. - Cosa?

- Ha detto una parolaccia. - Ha capito.

Amore, non andare via. Ti preparo la cena!

< Non sai cucinare, sai solo mangiare!

Non è vero, io cucino bene. Tu che vuoi mangiare?

- La pasta alle GONGOLE. - Pasta alle GONGOLE? Tu?

- Io voglio il GHIUSTEL! - Vuole il GHIUSTEL. Come facciamo?

- Facciamo GHIUSTEL con le GONGOLE? - No.

(una bambina canta) Non è Babbo, è zio Natale...

..come fosse un criminale.

- Mi versi un po' di acqua? - Subito, nonna.

(Tina) Amore di zia. (Maria) Basta con questi telefoni!

Zia e nipote! Avanti.

- Mamma, a me un piatto normale. - È Natale, il piatto di Natale.

- Di Natale! - Ecco qua.

- Ecco. - Grazie.

A te niente tortellini perché sei "vegetale", ma puoi prendere il brodo.

- È di carne? - No! - Meno male!

- Meno male. - È di pollo. - È carne bianca, dai!

(Livia) Ti sta bene questo maglione.

Mi hai fatto un bel regalo. Forse i bottoni sono troppo...

No! Sono carini. L'ho comprato anche a mamma e papà.

- Potevamo prendere pure il cappello. - No, era troppo!

Già i bottoni, poi pure il cappello!

Senti. Un goccetto di vino oggi che è Natale?

- Va bene, è il compleanno di Gesù. - Per Gesù.

- Va bene. - Siediti, Antonio.

Buon appetito!

(insieme) Buon appetito. - Buon appetito, nonna e buon Natale.

(in calabrese) Abbiamo mangiato tortellini, parmigiana di melanzane...

..e insalatina. Lo so, da te è un'altra cosa.

Mamma, siamo impazienti di venire a mangiare da te.

È morbido! Sembra ancora attaccato alla capra.

- È bellissimo! Guarda. - È utile. - Il mio era vecchio.

- Caffè per tutti! - Grazie!

- Ci voleva. - Poi una bella tombola. - Per forza.

Ti ho preparato un po' di brodo avanzato...

..la parmigiana e le zucchine a scapece.

- Grazie, Maria. - Tanti nipoti, tanti avanzi. Grazie.

(Costanza) Un altro cellulare non ci voleva.

- L'abuso è l'anticamera del peccato. < Ma le tre sorelle lo hanno.

- Solo lei non lo aveva. È ingiusto. < Ma sono schiave di questi aggeggi.

- Beate te che non devi pensare a nessuno. - Voi ne avete quattro!

Nella nostra comunità siamo quelli che ne abbiamo meno.

- Livia, tu... - Non cominciare.

- Non dico quattro, ma almeno uno. - Lo sapevo!

- Poi diventi vecchia e ti penti. - Sono già vecchia.

Una femmina senza figli è una femmina a metà.

Ancora? Io non ho l'istinto materno.

Che c'entra? Lo provi quando te lo mettono in braccio. Ricordi?

- Un figlio tuo è un'altra cosa. - Non sono d'accordo.

Non dobbiamo riprodurci tutti! Ci siete voi a ripopolare il pianeta.

È una visione egoista della vita.

- Egoista, certo. (Vanni) Non sai cosa perdi.

- Anche gli omosessuali fanno i figli e tu no? - Dai!

Potete continuare a parlare di figli davanti a me.

Non c'è problema.

Costanza!

(Livia) Il panettone batte il pandoro.

Com'è possibile che abbiamo lo stesso DNA?

- Tu mangi tanto e resti magra. - Mangio solo la domenica da mamma.

Guarda lo spione.

- Ciao, spione! - Dai, poverino!

- Ci guarda. - È una vita che ci guarda.

(canta) È un panciuto quarantenne...

..senza barba e senza renne.

Che carine! Ricordi quando dovevamo dire noi la poesia di Natale?

Certo, la facevi dire prima a me per fare bella figura.

No! Perché mi davi coraggio.

Davvero?

Vuoi parlarne?

Nicola ha detto che ho due possibilità.

Tengo il fibroma e non riuscirò mai a portare avanti una gravidanza...

- Oppure? - Mi tolgono tutto.

- Ma l'adozione? - Sì, mi piacerebbe tanto!

Però dovremmo essere sposati. Poi in Italia sono anni di trafile.

Poi pensi che Gianni adotterebbe un bambino, magari straniero?

No.

Ho buttato una laurea, lavoro in mezzo al traffico...

..e se mai mi sposerò, sarò una vecchia con il velo.

Ma volevo solo una cosa nella vita.

Gli avanzi di mamma.

CLACSON

L'ho trovata.

Fabio è a un seminario, tornerà tra poco. Tieni.

- Bella! - Tieni, amore.

- Come si chiama? - Non so, non parla italiano.

- Dov'era? - Ai giardini di Castel Sant'Angelo.

Si sarà persa. Perché l'hai portata qua? Portala al Comando.

- La posso tenere? - No!

Sei impazzita? Non è un gattino.

- È una bambina. La staranno cercando. - L'hanno abbandonata!

Va riportata subito! Hai capito?

Tieni, amore.

Una zia di Gianni non poteva avere figli.

Una cugina ne aveva fatti dieci e lei ne aveva preso uno dicendo...

..che lo aveva partorito in casa. - Quando? - Negli anni '60.

Allora gli italiani non erano censiti.

Tina, questo è sequestro di bambina. È gravissimo!

VOCI NON UDIBILI

Sì.

- Ne parliamo dopo? Sto lavorando. (Manfredi) Prima mi chiami, poi mi liquidi.

Anch'io ho da fare.

Dove eravamo rimasti?

- Scusa, Livia. Dicevi? - Nicola, facciamo quella cosa.

- Vuoi il mio corpo? Se Fabio è d'accordo... - Non scherzo.

- Non ti chiudo le tube. - No, Nicola!

Facciamo quella cosa.

BUSSANO ALLA PORTA

- Sei sicura? - Sì, ho deciso.

Voglio fare il bambino per mia sorella. Sta perdendo la testa.

Forse sono troppo vecchia o avrei dovuto avere figli prima?

- Ci sono più contro che pro. - Va bene.

Però si può fare.

- Però dopo... - Facciamo una cosa a tre. - Mi chiudi le tube.

- Devo avere pazienza per qualche mese? - Prestare la pancia?

- Quindi tu e io dovremmo... - Non ho capito.

- È un gesto nobile. - Di nascosto? Sono pubblico ufficiale. - Pure io.

In alcune tribù una donna che portava avanti la gravidanza per un'altra donna...

..era considerata sacra come le vacche, le mucche.

Andiamo in un Paese dove si può fare.

- Ti appoggerò come sempre. - Quanto costa?

Se proprio insisti! Come si dice, a caval donato...

Sei sicura, sicura?

Somiglierà a me o a Fabio?

Sarà vostro figlio a tutti gli effetti. Avrà il vostro DNA.

(Tina) Sangue del tuo sangue.

Io dovrò solo sfornarlo.

È facile!

L'operazione dovrà essere tenuta nascosta anche ai familiari.

In Italia il figlio è di chi lo partorisce. Dovrà risultare partorito da Tina.

- Serve un posto dove non fanno domande sui documenti. - Un Paese dell'Est?

- Viaggi al nono mese? - Lo fai nascere straniero?

- Ci sarebbe il paese dei miei. - In Calabria? Sempre straniero è!

Il paese di papà vicino Viterbo. C'è un ospedale lì...

..e conosco una persona che mi deve un favore.

Livia, tu nasconderai la gravidanza. Con il tuo fisico per i primi sei mesi...

..non avremo problemi. Invece Tina dovrà simularla.

Parliamo dell'impianto dell'embrione.

Qui di giorno è un casino.

Evitiamo testimoni. Agiremo di notte.

PORTA CHE SBATTE (insieme) Shh!

Prenderete i farmaci per favorire l'impianto...

..e stimolare la funzione ovarica. Per fortuna, ancora produci uova.

- Ormai sode. - Gianni.

- Gianni! - Bella.

- È un Khrapush originale. - Non sai quanto costa. - Quanto?

- Più di 500.000. - Non tanto.

Tu produrrai il seme e lo porterai qui entro due ore o perde mobilità.

Con il traffico di Roma, quando arrivo, gli spermatozoi sono maggiorenni.

Poi operiamo.

Prenderò un ovulo di Tina, uno solo...

..e il seme di Gianni. - Io sono il tappo?

Facciamo un bel cocktail.

Agitato, non mescolato.

Poi travasiamo tutto nel calice di Livia.

Se l'ovulo è forte e ci va bene, tra nove mesi brindiamo.

- A me va sempre bene. - Se ti scoprono?

- Se la scoprono? - Se mi scoprono...

- Lo tieni tu. - Non ci scoprono.

Rocco dorme. Fatico meno con le pazienti sotto ormoni.

Ora vai a dormire, ma prima ti lavi i denti perché hai l'alito di un facocero.

< Dammi un bacio. Dai un bacio a papà.

Ora scompari. Uno, due.

- So cosa hai fatto. - È una patatina! La poso.

- Ti fa male, ma non parlavo di quella. - Allora di cosa?

Della faccenda delle tue amiche, le sorelle. Giochi a fare Dio?

Quei due meravigliosi rompicoglioni di là sono nati nello stesso modo.

Ma in Canada dove c'è una legge da anni. Qui da noi è reato!

Una volta l'interruzione di gravidanza era reato, il voto alle donne un'utopia.

Per quello che abbiamo fatto noi stanotte c'è la pena di morte in parecchi Paesi.

- Vuoi andare in carcere? - Temi che trovi uno più sexy in cella?

- Non fare lo spiritoso! - Zitto.

Non ti permettere! In Italia sei l'unico genitore legale dei nostri figli.

Se ti succede qualcosa, che fine fanno i bambini?

Stiamo lottando da anni perché anch'io venga riconosciuto come padre...

..e tu vuoi rovinare tutto? Per chi?

Per un'amica che non ha avuto le nostre possibilità.

- Non so se ti interessa, ma io non lo farei. - L'ho già fatto.

Perché negare a qualcuno il piacere di svegliarsi di notte...

..con un dinosauro sotto il culo?

E Bingo!

(Maria) A tavola!

È pronto.

Venite a tavola? È pronto.

- Fai tu? - Certo.

(cantano) Tu sei il pane dei poveri.

- Stai nel tuo respiro. (cantano) Sei allegria per tutti.

(cantano) Ti ringraziamo, Signore. - Sempre peggio.

< Perché ci è venuto così? (cantano) Ti ringraziamo, Signore.

Però così si freddano.

- Usa la panna di soia. Costanza non vuole che le bambine ingrassino. - No!

- Fa schifo. Poi neanche se ne accorge. - Dai!

- Apri. - No. - Ho detto di aprire la bocca.

Apri la bocca!

Che state combinando?

Mimì e Cocò, associazione a delinquere.

- Sei pronta? - Tu?

- Buone queste fragole! - Vai. - Dove le hai prese?

- Scusate. - È buona la panna di soia.

- È come quella normale. - Scusate.

Scusate, volevo essere sicura prima di dirlo.

- Finalmente... - Prima che muoio.

- Vai. - Aspetto un bambino.

- La Madonna mi ha fatto la grazia! - È bellissimo!

Bravo, Gianni! È un miracolo!

- Un miracolo! - Zia!

- Brava! - Figlia mia bella! - Papà.

- Ringraziamo il Signore. - Certo. - Proprio Lui dobbiamo ringraziare.

Brava, Tina.

- Adesso? - Adesso sono cazzi.

Scusa. Aspettavo un'ora decente per bussare.

- Ciao, entra. - Posso? - Buongiorno.

- Ciao. - Vieni.

- Dorme? - Come al solito.

Ultimamente la mattina è un bradipo.

Io vado. In bocca al lupo!

- Cucù! - Tina!

- Ti ho portato la colazione. - È l'alba! - Eccola qua.

- È verde! - È una centrifuga di finocchio, sedano e zenzero.

Drena e rinforza la difese immunitarie.

- Prima il caffè. - Il caffè no.

- Nero. - No, alza la pressione e fa male al feto.

Al massimo l'orzo, uno al giorno.

Questo è più piccolo dell'unghia di un mignolo e già rompe?

Niente tinte all'ammoniaca, al massimo uno shampoo alla camomilla.

Ho preso il Rilastil. Mettilo su pancia, gambe e fianchi per tutta la gravidanza.

- Che fa? - Evita le smagliature.

- La gravidanza può portarle. - Signore, aiutami!

Poi attenzione alla dieta. Niente cibi crudi, prosciutto, salame...

- Mortadella? - No! Frutta e verdura mai...

..se non sono trattate con un antibatterico. Poi niente alcol.

- Che tortura! - Livia.

Tutto quello che mangi, bevi e annusi si trasmette a questa briciolina.

Ma forse io avrò qualcosa di buono di mio...

..da trasmettere a questa briciolina? - Le gambe?

- Niente tacchi. - Ho solo tacchi.

- Se vuoi, ti presto qualcosa. - Meglio scalza.

- Che fai? Poi? - Niente pantaloni stretti, tipo questi.

Va bene, facciamo così. Mettili tu, a te stanno bene.

Io non li porto così.

Cerca di andare a letto presto.

- No! - Sì.

VOCI NON UDIBILI

- Come sta la mia cooperativa preferita? - Benissimo.

- Abbiamo preso solo sei chili. - Io li ho presi, lei li ha persi.

Non vogliamo sapere il sesso della briciolina.

A me non importa. Basta che stia bene.

Spogliatevi, cioè spogliati.

- Oddio! < Guarda che musetto.

- Va bene. - È tutto a posto?

La morfologica è perfetta, le analisi erano perfette da prima dell'impianto.

- Mi suda la mano, Tina. - Pulisci la pancia con la salvietta.

Oddio!

- Si muove tanto! - Non ti sembra un miracolo?

No, a me sembra Alien.

- Maschio o femmina? - Non lo sappiamo. È un po' una roulette russa.

- Stai benissimo. - Sono stata fortunata.

Certo, stai con me!

Non fare la fanatica, stai andando in maternità per finta. È truffa.

Salute!

Speriamo che non sia maschio o dobbiamo sopportare un altro laziale.

Meglio frocio che romanista.

- Sei cretino? - Perché? - Come perché?

Non ricordi che il mese scorso Martinelli si è sposato con il fidanzato?

Dai, Gianni! Abbiamo anche raccolto i soldi per il regalo!

Come al solito, tu non hai messo niente.

Dai, l'ho detto con simpatia.

Sì, gli sei stato proprio simpatico.

Gianni.

Secondo te, dovrei fare il Botox?

Sì, al cervello.

Già, alcune sono talmente paralizzate che non riescono più a parlare.

- Come mi stanno? - Bene.

Davvero?

Tina!

- Che hai messo? - I pantaloni di Livia.

- Hai detto che mi stavano bene! - A Livia stavano bene.

- Dai, amore. - Dai, su!

Dai! Sto leggendo.

Un po' di rispetto. L'unica cosa che seguo è lo sport.

Ma dovresti fare lo sport.

Che fai? Tina! Dai, hai i pantaloni di Livia.

Siamo in salotto, è giorno. Dai!

- Poi non dire che è colpa... - E piange. Ecco fatto, piange.

Accidenti! Adesso dove stavo?

Hai perso il segno! Contenta?

Com'è il sesso in gravidanza? Prima è così.

- Non lo abbiamo mai fatto qui. - Sul letto?

Sul tappeto.

(Livia) Poi diventa così.

Ti faccio un linfodrenaggio, hai le caviglie gonfie.

Guardi le caviglie?

Amore, ho tutti gli ormoni in circolo.

- Voglio fare l'amore. - Aspetta.

Mettiti così.

- Ti metti lì? - Sì. Mettiti così.

- Non ce la faccio. - Perché? - Non si può.

- Perché? - Non si può fare. - Non ti piaccio più?

No! Tu sei meravigliosa, stupenda! Davvero.

È che... mi sento osservato.

- Da chi? - Dal figlio di Gianni!

(Tina) Non ho mai sentito la voglia di birra. - Esiste.

Sai tutto tu? L'ho letto!

Nella biografia di Vasco Rossi?

Oddio, la pipì!

- Ciao, amore. - Ciao.

- Benvenuta! - Ciao.

Ciao. Ci volevi tu a portarla qui. In dieci anni sarà venuta due volte.

- Permesso? - Dai questi a me. - Grazie.

- Prendi una tisana prima di iniziare. - Sì.

Ciao, bella! Come stai? Da tanto non ci vediamo.

Aspetti un bambino? Stupendo! Non sapevo niente.

C'è anche tua sorella! Che carina, ti accompagna.

State sempre insieme. Anch'io devo fare il corso di respirazione.

Sono incinta del secondo. Stupendo!

Se avessi saputo com'era, non avrei fatto neanche il primo.

Fai la spesa, allatti, chatti, cambi i pannolini...

..prepari cena e pappette, ti svegli perché il bimbo piange, ti riaddormenti...

..e ti risvegli perché piange di nuovo.

E sai che il giorno dopo tutto questo accadrà di nuovo.

Io avevo cominciato bene. Niente TV, solo giocattoli svedesi.

Adesso benedico Peppa Pig...

..perché quando sta là davanti ipnotizzato, io mi faccio la doccia.

Non mi tolgo i peli dal 2014, ma neanche mio marito se ne accorge più.

Che c'è? È una macchia.

Il bello di essere madri è trovare le macchie.

Non sai se è moccio, omogeneizzato, rigurgito, ma con un po' di saliva va via.

Però avere un figlio è stupendo. A un certo punto ho pensato...

.."Ormai la mia vita è andata. Fai un figlio unico?"

Ed eccomi qua. Voi tutto bene?

È stato un piacere chiacchierare con voi.

Adesso devo andare in bagno, ho la nausea e devo vomitare.

Ci vediamo dentro. Stupendo!

Chi è?

Seguite gli esercizi che vi mostrerà Valeria.

Se siete qui per aumentare l'energia o controllare il dolore...

..lo studio della respirazione vi sarà utile.

È una terra di frontiera fra il mondo fisico e quello spirituale.

Controllando la respirazione agiamo su aspetti fondamentali della vita.

Scusate il ritardo.

- Qui? < Le scarpe. - Scusa.

Ecco. Scusate.

- Continuiamo a respirare. - Ecco qua.

Le metto fuori.

Possono fregarle? Sono nuove!

- Unisciti a noi, Gianni. - Sì, mi metto qui.

- Nella posizione del loto. - Il loto?

Ora chiudete gli occhi...

..e iniziate a sentire il vostro respiro come un flusso che sale.

- Lo sentite? - È la nausea.

Qualsiasi cosa sia state nel vostro respiro.

Qui prima c'era una scuola di ballo, ci venivo sempre.

- Però non mi hai portato mai. - Perché sei così permalosa?

- Basta! - Non devi partorire veramente.

- Ma tu sì. - Vi ricordo che qualcuno di voi sta per mettere al mondo una vita.

No, Livia, resta.

- Viene in sala parto con me. - Non vuole me.

È mia sorella. Siamo molto legate.

Infatti io mi sento male al posto suo. Lei mangia e io vomito.

Lei dimagrisce e io ingrasso.

Lei è allegra e io... Io mi deprimo!

Come non detto.

State nel vostro respiro.

Ha perso qualcosa?

- Credo tante cose. - Se vuole, l'aiuto.

No, lavora. È un anno che siete qui!

Prendiamo una birra? Oggi sono senza figli! Tutta vita.

Ragazze, ho chiuso l'accordo per la tournée in Argentina.

- Dai! - Aspetta.

< Ci sentiamo via mail. Grazie.

- È strana questo periodo. - È gonfia. - Secondo me, beve.

Bello! Avevo bisogno di una bella notizia.

- Quando si parte? - Il 20 luglio.

- Di quale anno? - Di questo.

- Che succede? - No, non posso.

- Mi hanno regalato uno spumante. - Evviva!

< Brindiamo alla creatura in arrivo? - Bravo, papà.

Per me maschio o femmina sono uguali.

Non dovete chiamarlo per forza Antonio. Fai tu.

Auguri.

Però se venisse un maschietto, ne basta uno, sarei contento.

Lo scopriremo quando nasce.

- È femmina. (Antonio) Un'altra? (Maria) È la Provvidenza.

Lo ha detto Nicola. Potevi andare da un altro ginecologo.

(Antonio) Va bene, il sesto sarà maschio. Brindiamo! - Dai!

(Antonio) Come si brinda a Milano, Fabio? - Non lo so, io sono astemio.

- Poi sono di Bergamo. (Antonio) Bergamo o Milano è lo stesso.

< Brindiamo! - Occhi.

- Occhi. - Occhio!

- Che c'è? - No, niente. Pipì.

- Vai. - È incinta, deve espellere.

Oddio, Costanza!

- Stai male? - No, tutto bene.

- Hai litigato con Vanni? - No, quello non sa neanche litigare!

- Le bambine stanno bene? - Sì, stanno bene.

Però i figli sono un dono del Signore, giusto?

- Certo. - Però sono impegnativi.

Richiedono un sacco di energia. Devi sempre controllare cosa fanno.

Quello si gratta, quello ha la bolla. Che cazzo fanno? Non chiamano.

Che sarà successo? Mamma mia!

L'ansia non ti abbandona più, da quando nascono, per tutta la vita.

- Sono... - Come? - Sono incinta.

- Un altro? - Che devo fare?

- Sì, un altro. - È il quinto, Costanza.

- Fai qualcosa. Leggi un libro, vai al cinema. - Ma quello non vuole.

- Beata te! - Insomma.

Eccoci qua.

- Caffè? - Sì. - Ecco qua.

(Tina) Costanza senza zucchero. Anch'io senza zucchero.

Tua sorella è un po' gelosa. Hai visto com'è nervosa?

- Mi sento in colpa. - Non devi. Aspetta.

- Questo è per te. - Grazie, mamma.

- Caffè? - No, grazie. - Quanto zucchero? Va bene, amaro.

- Mamma, è bellissima! < È la Madonna di Pompei. - Grazie.

- Vanni è contagioso. - Diceva Eduardo...

.."Essere superstiziosi è da ignoranti, non esserlo porta male".

- Anch'io ho una bella notizia. - Davvero?

Parto per una tournée in Sudamerica.

- Con il mio gruppo. - Proprio quando nasce il bambino!

- Non preoccuparti, c'è Gianni con me. - Quello è il problema.

Perché partorisci in un paese sperduto?

- C'è la nonna, come faccio? - Ci sono io. - Grazie.

Volevamo fare nascere il bambino nel paese di origine del padre.

In questa famiglia non ci è mai importato del padre!

- Mamma, siediti. - Vuoi il caffè? - Corretto.

IN SOTTOFONDO "RUMORE" DI RAFFAELLA CARRÀ

VOCE NON UDIBILE

- Che succede? - Soffoco! Soffoco!

- Amore! - Respira.

- Respira e rilassati. - Ho avuto un incubo.

Ti faccio una tisana allo zenzero e ti passa tutto.

- Non voglio la tisana. - Dai, sono gli ormoni.

- Stai nel tuo respiro. - Non mi piace la tisana.

Voglio un gin tonic. Tu neanche sai fare il gin tonic!

Fai le tisane con lo zenzero! Vi siete fissati. Sai che ti dico?

- A me fa schifo lo zenzero. - Livia! Livia!

- Che altro vuoi da me? - Niente.

Non posso bere il gin tonic.

Dovevi pensarci prima. Tu fai così, ti butti.

Vai a culo! Il resto del mondo si fa il culo e tu ti butti a culo.

- Io ho studiato tanto per fare quello che faccio. - Sei invidioso?

Livia, sei pessima. Sai che ti dico?

Oggi sono contento perché la tua bella idea ti ha fatto capire...

..che le cose non vanno sempre come dici tu. - Perché non mi hai fermato?

Tu mi hai solo comunicato la tua decisione.

Mi hai mai chiesto se io volevo un figlio?

- Non vogliamo figli. - Non è questo il punto.

Hai deciso che, siccome tu non volevi un figlio, non lo volevo neanche io.

Tu sei il centro del tuo mondo. Esisti solo tu!

Sto facendo un figlio per mia sorella!

Perché pensi che sia una sfigata, ti fa pena e hai i sensi di colpa!

Questa è la verità!

Dove vai?

Vado a respirare!

Ogni tanto ne ho bisogno anch'io.

Allora se vuoi un figlio, fallo con un'altra!

Non hai capito niente, come al solito.

Avrai pure orecchio, ma non ascolti mai.

Fabio.

CLACSON

Che cafona! Ora glielo dico.

- Sul marciapiede! - Lo so.

Faccia con comodo. Magari ci dice la marca del rossetto.

- Dottore! - Signora Federici. - È strano incontrarla in borghese.

- Salve. - Lui è Manfredi.

- È il mio architetto. - Se è single, organizziamo una cena.

Adesso no, ha le macchine dietro. È meglio andare.

Un attimo, la fretta fa diventare brutti.

(Manfredi) Così io sarei il tuo architetto.

- Non parlo della mia vita con le pazienti. - Sei contromano!

Non metto il cartello: "Nicola Paglia, ginecologo gay".

- Magari! - Mamma mia!

- Ti piace. - Che cosa? - La fica.

Basta con questa storia!

- Allora perché fai il ginecologo? - Per evitare conflitti di interesse.

Se vuoi, faccio l'urologo.

(filodiffusione) RDS! La radio 100 per 100 grandi successi.

Abbiamo mangiato la burrata domenica. Una volta a settimana basta.

- Io la voglio. Hai paura che ingrassi? - No, mi piaci così.

- Ma ti sale il colesterolo. - Sì!

È buono questo. È in offerta.

Mi chiedi di fare la spesa con te e poi non posso scegliere niente.

- È un modo per stare insieme. - Certo! Lui sceglie...

..e io spingo il carrello e pago. - Allora fai la spesa da solo.

- Che ho detto? - Il colesterolo è sugli scaffali a destra.

- Dove vai senza chiavi della macchina? - Vado a piedi. Io sono atletico.

131,75 "euri". Grazie.

(in inglese) No cash. Solo POS.

Sono sempre soldi. Non lo avevo letto. Stavo discutendo con mio marito.

Sì! Io chattavo con Barbara D'Urso.

- Ciao, Livia. - Ciao, Claudia.

Livia, tua sorella è incinta e le fai fare il facchino? Ti aiuto?

No, mi hanno detto di fare esercizio.

Dopo il parto, vieni in palestra da me e ti rimetto a nuovo.

Guarda qua! Ciao!

Che caldo! Ciao, briciolina!

- Fa caldo. - Per fortuna non esci! Rischieresti di partorire al supermercato.

Che desolazione! Si vede che Fabio non c'è.

- Grazie di avermelo ricordato. - Scusa.

Va bene, con l'alimentazione ci siamo lasciati andare.

Ma ora recuperiamo. Abbiamo fatto la spesa.

La smetti con questo noi? "Facciamo", "dobbiamo", "abbiamo".

È irritante, perché fatico solo io. Per favore, mi dà fastidio.

- Questa? - Che è?

- La birra. - Fa latte, lo dice anche la nonna.

- Livia! - Se sta lì, non l'ho bevuta.

- Che fai? Non ti fidi di me? - No.

- Ricordi Terence? - Il fidanzato di Candy Candy?

- Quello con la messa in piega? - Il criceto. - Cosa hai ricordato!

Il criceto che ci hanno regalato mamma e papà ed è scappato.

- No, era morto. - No, ricordi male. - Io ricordo benissimo.

Era morto. Tu gli dovevi dare da mangiare, ti sei dimenticata ed è morto.

Non ti abbiamo detto niente per non turbarti.

Ma dubito che ti avrebbe scosso.

Che c'entra? Sto diventando una vacca per te e tu ricordi questa storia?

Non sei cambiata. Hai fatto un gesto generoso, ma sei la solita egoista.

- Pensi solo a te. - Tu sei una vittima.

Non lo hai capito? La strada della felicità è lastricata di vaffanculo!

- Vaffanculo! - Brava!

Se ti impegni, sei brava a incazzarti.

Io mi impegno da una vita e sono stanca.

Sono stanca di arrivare sempre seconda, di non avere un nome...

..di essere solo "la sorella di Livia".

Sono stanca! Tu sei così occupata a stare al centro dell'attenzione...

..da non accorgerti di me che ti corro dietro.

- Adesso sono stanca! - Ma cosa insegnerai a tua figlia?

- A essere infelice come te? - Di sicuro a non essere come te.

Sai che ti dico? Tu non meriti questa bambina!

Tina!

CHIAMATA IN ARRIVO SU SKYPE

(Maria) Livia! Non ti vedo.

Mamma, allontanati dallo schermo.

Adesso ti vedo. Vanni ci ha messo...

..Skype sul computer. Come stai? Com'è Buenos Aires?

Sai che avevamo una zia là vicino, in Venezuela? Antonio!

È bella Buenos Aires.

- Figlia mia bella! (Livia) Ciao, papà.

- Che ora è là? - Qui...

Qui sono le... È quasi mezzanotte.

Sono tornata dal concerto. Voi che fate svegli a quest'ora?

- Per chiamare te! - No, sta facendo il ragù per domenica.

(Antonio) Vengono a pranzo Tina e Gianni. - Immaginavo.

- Hai portato la fotografia di Fabio? - Sì.

Ti manca?

- Sì, mi manca tanto. (Antonio) Quando torni?

Tua sorella è capace di non partorire senza di te.

Lo so.

- Quando monti il lettino? Tra un po' nasce. - Lo monto.

Il piede sul tavolino.

No, levali.

SQUILLI DI CELLULARE

< È tua madre! - Dille che la richiamo.

< Sto facendo una cosa importante. - Il Fantacalcio?

- È l'ultima giornata! < Pronto?

(in calabrese) La faccio richiamare.

Sì, la pancia cresce. Tutto bene, grazie.

La saluto, a presto.

Tua madre vive a Viterbo da trent'anni e ancora parla calabrese.

Il calabrese è per sempre.

SEGNALE DI SMS IN ARRIVO

Gianni!

- Di chi sono queste cosce? - Del pollo?

Sul tuo telefono.

È una spam.

- Dammelo. - No.

- È uno scherzo tra colleghi. - Il collega si chiama Joana?

Di cognome, Giancarlo Joana. Gli ho fatto dei favori per dei permessi.

Lui ti ha ringraziato con la sua espressione migliore?

Pensi che sia scema?

Hai ragione, perché solo una scema poteva stare con uno come te...

..che nella vita ha letto solo la biografia di Lotito!

Solo una scema poteva aspettare per tanti anni una proposta di matrimonio...

..che non è mai arrivata!

Solo una veramente scema poteva decidere di fare un figlio con te!

Quella incinta è tua sorella.

La bambina è nostra. Livia la deve solo partorire.

Sei sicura che non la vorrà tenere?

Non si fanno le cose contro natura. Se i figli non vengono, non vengono.

Ecco, piangi. Dai, piangi.

- Tina... - Vaffanculo!

Vai via! Anzi vado via io.

No, vai via tu. Adesso esco e quando torno, non ti voglio trovare!

- Tina! < Tina un cazzo!

L'acqua bolle. Come lo tiro fuori?

Bella la piccoletta! L'ho sempre detto.

Nella botte piccola c'è il vino buono.

Signorina. Mamma mia, lei è bellissima!

Bella che...

Che ho detto? Era un complimento.

(canzone di Massimo Ranieri dalla radio) Perdere l'amore...

..quando si fa sera...

..quando tra i capelli un po' di argento li colora.

Rischi di impazzire...

..può scoppiarti il cuore...

(canta) Perdere una donna e avere voglia di morire.

Lasciami gridare...

..rinnegare il cielo...

..prendere a sassate tutti i sogni ancora in volo.

Li farò cadere ad uno ad uno...

..spezzerò le ali del destino...

..e ti avrò vicino.

(un uomo canta) Cambia il tempo attorno a te.

< Cambia il tempo attorno a te...

..e la musica vecchia dov'è?

MUSICA IN LONTANANZA

(canta) Somma il passato al futuro e poi...

..moltiplica per sei.

Salta su questa DeLorean, vai...

..con Doc e con McFly.

L'amore ai tempi dello swing...

..ti fa così.

Quando balla, balla forte e deforma le forme.

La medicina magica, la musica, la cura contro ogni stress.

E Billie Holiday che balla dance.

< Me ne andavo da quella Roma puttanona...

..borghese, fascistoide.

Quella Roma "vogliamoci bene e andiamo avanti".

Me ne andavo da quella Roma delle pizzerie, dei Sali e Tabacchi, delle latterie...

..di erbaggi e frutta.

Me ne andavo da quella Roma dei mostaccioli, dei supplì.

(uomo) Vai a dormire?

Vogliamoci bene, brutti stronzi!

SUONO DEL VIOLONCELLO

BATTITO CARDIACO DEL FETO

FISCHIO DALLA RADIO

VOCI NON UDIBILI

MUSICA DI VIOLONCELLO DAL TABLET

- Collega! - Un momento.

Polizia locale, non è la stessa cosa.

Scusi. Queste sono le chiavi del suo appartamento. È il 27, quello là.

L'amico suo, Alieri, è da quella parte al 34.

L'accompagno, mi fa piacere.

- Porto qualcosa? - No, faccio da solo.

Poliziotto locale, da questa parte.

- Grazie per il consiglio. Stanotte ho dormito in macchina. - Figurati!

Però questo residence cosa molto. Come fanno i separati con i figli?

- Fra un po' lo scoprirai. - Già, perché quella è figlia mia. - Sì.

- Ti sembra normale che uno fa una cazzata in vent'anni... - Una?

- Due cazzate e lei rovina una storia? - Mi aiuti?

Le donne vivono la coppia come un patto. Se le tradisci, tradisci il patto.

Non era un tradimento! Mi ha mandato una foto del culo che era anche bello.

- Massimo rispetto. - Sei "culista"? - Sto con Livia! Cioè stavo.

Livia da questo punto di vista è la numero uno. Una così non la trovi...

- Grazie. - No, nel senso... Comunque abbiamo una cosa in comune.

- Ti faccio una tisana allo zenzero. - No, faccio una doccia.

- Io già sono più rilassato. - Perché sei nel tuo respiro. - Già.

- Che profumino! Che cos'è? - Spezzatino di seitan.

- È carne. - Praticamente sì. Il seitan è una proteina del glutine.

È nutriente come... Assaggia.

Tieni.

- Com'è? - È nutriente.

- Ti piace? - È nutriente, - Ma il sapore?

È nutriente come la carne.

- Questo è il 34. - Suoniamo.

- Le ho dato le chiavi. - Sì.

- Porto la borsa in camera? - Che gentile! Grazie.

Sì, qui noi facciamo servizio completo.

- Servizio completo! - Nicola! - Ciao! Grazie per l'informazione.

- Vieni. - Non sapevo dove andare.

- Accomodati. - Carina la portiera!

Nicola! Bello!

- Tutto bene? - Sì.

- È una comune. - Sì.

- Un po' di vino? - Faccio da solo.

- Che è successo? - Ho litigato con Manfredi.

- Pure tra uomini... - Si litiga pure sul pianeta gaio.

- Pensa tu! - Ecco l'insalata! Sediamoci.

Ormai vi sposate, fate i figli. Avete rinunciato a tutti i privilegi.

Tu fai pure il ginecologo e stai davanti a una cosa che non ti piace.

Secondo te le ginecologhe sono lesbiche.

- I dentisti appassionati di carie e... - Ho capito.

A volte Manfredi è davvero pesante.

Lo capisco, sta tutto il giorno con i bambini da solo.

Non è facile. Ricordalo quando sarai padre.

Se Tina glielo farà fare!

Sapete che vi dico? Peggio per lei.

- Io sto bene. Sono anche dimagrito. (insieme) Quella è l'ansia.

No. Porca troia!

- Brindiamo? - Sì.

- Da astemio ad alpino in pochi giorni. - Gianni, mi dici una cosa?

Perché la mia donna dovrebbe tenere in grembo il figlio di uno come te?

- Hai ragione! - No, ha fatto una cosa bellissima.

- Grazie al cazzo, l'idea è tua. - Scusa.

Ti capisco. Da quando è iniziata questa storia, Tina è diventata ingestibile.

- Io sentivo il bisogno di svagarmi. - Con chi? - Joana.

- Come? - Joana. - Che nome è?

- È rumeno. - Un'extracomunitaria? - La Romania è in Europa. È vero?

- Sì. - Non l'ho tradita. Facevamo solo Dirty...

Ci scrivevamo le cose porche al telefono...

..e lei si vendica come se ci fossi andato a letto. Ci potevo andare!

Io non pensavo che Tina potesse lasciarmi.

Lei è sempre stata così insicura, così...

- Ossessiva. - Passivo-aggressiva. - La donna perfetta.

Secondo te...

Tu che sei un guru, posso chiederti una cosa?

No! Ho detto di no!

Non avete fame?

Basta, questa roba fa schifo.

(Tina) Livia, sei qua?

< Sono Tina.

< Ti ho visto, Livia.

- Sei tu? - Che fai qui?

Niente, guardavo la luna.

Ti ho cercato per tutto il palazzo.

Ho portato questo.

- Che cos'è? - Il dessert.

- È dietetico? - Tiramisù con la Nutella.

Hai paura che tenga la bambina?

- Come stai? - Dimmi tu come sto.

La pancia è tua.

- E di Gianni. - L'ho cacciato di casa.

- Che cosa? - La via della felicità è lastricata di vaffanculo?

Davvero?

- Ora? - Boh!

- Come boh? - Non so, ma non ho paura.

Oddio! È vero che la maternità ti cambia.

- Guardati. - Io sono sempre la stessa.

La gente mi guarda in modo diverso, perché ho il pancione. Non so se mi piace.

Ora capisco perché certe donne hanno la depressione postpartum.

Io ho la depressione preparto.

Non volevo fare la vita che ha fatto mamma.

Tre figli, la casa, nonna!

Ci vuole troppa fiducia nel futuro.

Secondo me non esiste nessuno capace di fare quello che hai fatto tu.

Invece esiste.

Tu. Tu lo avresti fatto per me, vero?

Sì.

Io mi devo sdraiare.

- Vuoi andare giù? - No, stiamo qua in terrazzo.

Ci mettiamo nel canottino. Qui c'è un'aria bellissima. Aiutami.

Vieni, entriamo tutte e due.

- La sera vengo qua, si sta bene. A casa si soffoca. - Appoggiati.

La chiamiamo Luna?

- Tu devi decidere il nome. - No, Luna è perfetto.

È bello Luna.

Ciao, Luna! Come si muove!

Mettiti comoda, sentila bene.

Oddio! È il tiramisù, sono gli zuccheri.

- Mi siete mancate. - Anche tu.

La rompipalle.

Stronza.

Cara Luna, se stai guardando questo video, vuol dire...

..che tua madre ti ha raccontato come sei nata.

Portarti con me questi mesi...

..è stata una delle esperienze più incredibili che io abbia mai fatto.

È come andare in Nepal o suonare Charles Mingus o baciare Fabio.

So che diventerai una donna meravigliosa come tua madre...

..e mi fa piacere pensare che un po' sarà stato anche merito mio.

(TV) Buonasera. Ci occupiamo subito della violoncellista sconosciuta...

..e del suo video che ha raggiunto 3 milioni di visualizzazioni.

Ancora ignota la sua identità né è stato possibile risalire...

..a un profilo noto tramite l'account con il quale ha caricato questo video.

MUSICA DI VIOLONCELLO

(radio) Sono Roberta Lanfranchi. Buon pomeriggio! Sono le 15:00 su RDS.

< Abbiamo notizie del musicista in maternità?

< Il toto violoncellista non dà risultati...

..anche se l'account è italiano.

< Sono più di tre milioni le visualizzazioni...

..ed è stato condiviso un milione di volte. È una ninna nanna infallibile.

(TV) Di lei si sa che è una donna, suona il violoncello...

..è circa all'ottavo mese di gravidanza...

..e ha stregato tutto il mondo del web. Guardate.

SQUILLI DI CELLULARE

- Ehi! (Fabio) Ehi.

- Volevo sapere come stai. - Sei tu, vero?

< Chi?

La donna del video.

- Che hai? Sei ubriaco? - Sì, perché?

- Non posso ubriacarmi? - No, anzi. Finalmente!

- Che vuoi? - Niente.

Volevo sapere come stai.

- Il video è bello. - Lo ha visto tanta gente!

- Tre milioni è più di tanta gente. - Forse la pancia va di moda.

Sai che io ho scritto la musica? L'ho proprio scritta.

- Ho fatto una fatica! - Ti è piaciuto? - Sì.

- Mi è piaciuto. - Che novità!

Tante novità! Io ho cominciato a bere e tu a impegnarti.

- Potresti diventare famosa. - Non credo.

Non posso svelare di essere la misteriosa violoncellista incinta.

- Tu che dici? - Io che dico.

Adesso ti interessa la mia opinione? Questa sarebbe...

..la novità delle novità. - Dai, non volevo parlare di me.

- Volevo parlare di te, di noi. - Di noi? Ma di noi chi?

Chi noi? Io e te?

Io, te e tua sorella? Io, te, tua sorella e sua figlia?

Oppure dei tuoi genitori o di Gianni! Come dimenticare Gianni!

- Ma noi chi? Chi cazzo siamo noi? - Va bene.

Mi dispiace, ho sbagliato. Hai ragione.

Ecco, brava. Buona fortuna, Livia.

Tanto è già fortunata.

SQUILLI DI TELEFONO

Fabio. Fabio!

Apri la porta.

Sono iniziate le... Sei ubriaco?

- Sono iniziate le contrazioni. - Quel figlio non è mio.

Stai in macchina con il finestrino aperto.

Nove lune e mezza.

Di solito ci vogliono dieci lune per portare a termine una gravidanza.

Ma questa non è stata normale.

- Serve un passaggio? - Metto la valigia dietro.

La valigia.

Sali. Non lì, in macchina.

Chiudi.

- Ti sono piaciuti... - Monta.

- Ma se dici una parola, ti metto la museruola e finisci dietro. - Certo.

- Come stai? - Bene. Però sbrighiamoci a tirarla fuori, sono esausta.

- Ciao, Gianni. - No, davanti.

- Come va con le contrazioni? - Meglio.

- Dopo stanotte, adesso tutto tace. - Allora abbiamo tempo.

(Gianni) Tina, ti levi il cuscino? - Non è un'idea saggia.

Se fossimo stati saggi, la briciolina non sarebbe qui.

- Oddio! - Che c'è? - Calma.

È la pipì, devo fare tanta pipì. Ti fermi qua?

- Ma siamo partiti da 40 minuti! - Portala tu sulla vescica. Pesa.

Se ti vede qualcuno?

Chi ci può essere in questo posto sperduto a quest'ora?

- Dov'è il bagno? - Di là.

Oddio, c'è lo spione!

- Che fa qua? - Non lo so. Ci ha visto!

- Magari non ci ha riconosciute. - Ci ha visto sicuro.

"Tina, amor mio."

No, è troppo impostato.

Basta il nome, Modesta. No, Modesta è orribile!

Tina, solo Tina. Basta dirlo gonfio di amore.

Tina! Basta questo.

Antonio, era il vicino di casa. Lo spione.

Dice di avere incontrato le nostre figlie all'autogrill vicino Ceri.

- Ceri? - Il paese di Gianni.

Ci fa gli auguri per il nipotino in arrivo.

Dice che c'erano tutte e due e quella con la pancia era Livia.

Impossibile, Livia è in Argentina.

Lo spione è professionista, non sbaglia mai.

Le tue figlie!

- Sorpresa. Salutate papà Nicola. - Ciao!

- Ci vedi? - Sì, ma che succede? (Manfredi) Che succede?

- Ci manchi! - Anche voi mi mancate tanto.

- Come procede la missione? - Siamo in sosta per rifornimenti.

Aspetta.

Senti.

Volevo dirti che ho riflettuto e sono fiero di te.

Questo tuo essere un po' "Romanzo Criminale" è molto sexy.

(Gianni) Tina. - Scusa un secondo.

(Manfredi) Che succede? < È una scena imperdibile.

Guarda.

- La tutina della Lazio! - È bella?

Che fa?

Volete sposarmi tu e la bambina?

Gianni.

- È bellissimo! - Lo so. L'ho pagato 990 euro.

- Vai via! - Ha detto la cosa sbagliata.

- Com'è andato il concorso? - Bene, sono felicemente disoccupato.

- Va bene, libero professionista. - No, disoccupato. Ma ho avuto un'idea.

- Cioè? (Manfredi) Facciamo un altro bambino? - Non guardate me.

- Perché non hanno detto niente? - Forse volevano farci una sorpresa.

Ma ora gli facciamo noi la sorpresa.

- Vanni. - Che c'è, papà?

- Questa macchina va pure a 80. - "Chi va piano..."

- Buongiorno. - Accettazione. - Di là?

È di là. Ecco, qui.

- Ma è sempre lei? - È la sanità, c'è la crisi.

- Impegnativa? - È un parto. - Stia calma.

Si chiama così perché è impegnativa.

- Ecco qua. - Io vado a chiamare quella persona.

- Compili il modulo e firmi. - Vai a sederti, Tina.

I documenti di mia sorella.

- Ciao. - Ciao.

- Maschio o femmina? - Femmina. Tu?

Io sono sicura che è maschio, perché ho una strana sensazione.

Mi sento un po' maschio e un po' femmina anch'io.

Però è un po' pigro, non vuole uscire.

Avrà preso dal padre.

L'ho visto una volta sola e poi è sparito.

Però io ho tenuto lo stesso il bambino. Un maschio ci vuole.

L'uomo della mia vita lo partorisco io.

SQUILLI DI CELLULARE Oddio...

- Ecco il modulo da firmare. - È mamma! - Spegnilo.

Ha provato a chiamare anche me. Fai finta di firmare.

- Lei è Teresa, l'ostetrica. Lei è Livia. - Tina.

- Tina. - Salve, Tina.

Sei primipara attempata. Ma io sono abituata.

Ormai tutte le partorienti sono grandi, anche qui al paese.

- Tu ancora niente? - Niente, non vuole uscire. È pigro, è un maschio.

(canta) Tu sei il pane dei poveri.

Cantiamo tutti insieme?

- Per piacere, Vanni! - Dai! Tu volevi fare il tenore da giovane.

(canta) Ti ringraziamo, Signore... - Basta!

- Ma cantavamo sempre in macchina. - Sì!

Ma "L'Internazionale", "Bella ciao", "Bandiera rossa"!

- Cosa abbiamo sbagliato con te! - Ma papà!

- Antonio, la pressione. - A tre anni ti ho portato a sentire Berlinguer.

Lo abbiamo cresciuto a pane e Festa dell'Unità.

La sera ti leggevo Marx per addormentarti.

Va bene che Marx è soporifero, ma ora sei diventato catecumenale!

- Neocatecumenale. - Vaffanculo!

- Antonio! - Sì, Maria!

Io non dico che doveva diventare comunista, ma almeno un 5 Stelle.

Fra un po' ci superano pure le biciclette.

- È sempre lui. - Oppure il gemello. - Incredibile, oggi funziona tutto.

Io vado, come al solito sono da solo.

Ti sei sistemata. Ora ti devo visitare.

- Sì. - Il padre può rimanere.

- Non sei il padre? - Già.

- Sì, ma... - Non è il compagno.

Succede. La gente vuole i figli, poi si lascia durante la gravidanza.

- Neanche nasce e già paghi gli alimenti. - Se ti comporti male.

- Non era grave. - Beh... - Smettetela.

Carina, difende la ex.

- È il compagno di mia sorella. - Ex.

Tu stavi con una sorella e hai fatto il figlio con l'altra?

- Non me lo avevi detto. - La madre è lei. - Sì.

- Però... - Fuori. - Hai visto?

Andiamo. Vediamo a che punto sei.

Quattro centimetri. Ancora...

Buongiorno. Io sono Nicola, il ginecologo di Livia.

- Tina. - Anche di Tina. Queste sono le analisi di Tina.

- Non ci dovrebbero essere problemi. - Problemi!

Ormai la gravidanza è una malattia.

Qui il primo ginecologo è arrivato vent'anni fa. Prima bastavamo noi.

Quante ne morivano di parto prima? VOCE NON UDIBILE

Sempre meno di quelle alle quali ora fate il cesareo.

- Impegnativa? - Che dici? Palumbo Tina è ricoverata qui?

- Lei chi è? - La mamma! Non si vede? - Da cosa lo vedo?

- Mamma mia! - Qui abbiamo Palumbo Modesta.

- È Tina. - Si fa così? - Dov'è?

Tra poco torno per l'epidurale.

- Tina. (Tina) Che c'è? Mamma?

< Che fa qui?

- Mamma! Papà! < Mamma.

Livia, che è quella pancia? Tina, dove sta la pancia?

Tu non eri in Argentina? Livia, Tina, che state combinando?

Niente.

Se esce, le spiego una cosa.

Non sono cazzi miei, ma mi sembrano piuttosto amari.

Livia, tu non volevi figli.

- Io non capisco. - Livia, di' qualcosa!

Ahia!

Mamma, papà e Vanni, la bambina è nostra.

- L'ha messa incinta Gianni? - No. - È stato Nicola.

- Il ginecologo. - L'ha messa incinta il ginecologo? - No!

- È pure gay. - Quelli sono affari suoi.

- Non ho detto "frocio". - La bambina è biologicamente nostra.

Il DNA è stato shakerato e non mescolato...

Cioè, il mio spermatozoo che nell'utero di Livia...

Gianni, scusa.

Nicola, il nostro ginecologo, ha fecondato un ovulo di Tina...

..con uno spermatozoo di Gianni e lo ha inserito nel mio utero.

(Antonio) Non so se ho capito. - Ahi!

Questo è peccato mortale. È contro natura.

È blasfemia!

(Maria) Hai le contrazioni rapide. - Voi siete pazze.

Come avete pensato di fare una cosa simile!

Io capisco il comunismo, la condivisione, ma questo è troppo.

- La pressione. - Livia mi ha fatto il più bel regalo della mia vita.

Ha aiutato mia figlia ad arrivare fino a me.

Poi vi lamentate di me. Avete cresciuto due figlie di Satana...

..alla mercé di un medico criminale e sodomita!

- Sodomita? Frocio. - Preghiamo!

Vanni, non capisco perché in questo Paese mia sorella può donarmi un rene...

..ma non può prestarmi l'utero!

Ringraziate Dio che non siete sorelle, altrimenti c'era pure l'incesto.

- Mamma mia! - È catecumenale e pure stronzo.

- Cioè? - Che ha detto? - Non ho capito.

Io non sapevo che lui sapesse.

Lo sapevo. Papà, mamma, parlate voi.

Qualcuno dice qualcosa?

Noi eravamo sposati da cinque anni, ma i bambini non arrivavano.

Quante ne abbiamo tentate?

Siamo andati pure al santuario della Madonna di Pompei.

Poi ci siamo trasferiti a Roma, perché c'erano i medici più bravi.

Niente. Io so che cosa si prova.

Allora abbiamo fatto le pratiche per l'adozione.

Quando ci hanno assegnato la bambina, io sono rimasta incinta dell'altra.

Poi è nato Vanni. Succede, a volte il corpo si sblocca.

Scusa.

Adesso capisco perché mi sono sempre sentita diversa.

- Mi avete adottato. - Tina, io ho partorito te.

Poi è arrivata Livia. Aveva due anni.

Quanto ti abbiamo voluta!

Io mi dimentico quale abbiamo adottato.

- Oddio! - Mi dispiace, Livia.

Oddio!

SEGNALE ACUSTICO - Oddio! - Stai male?

- Oddio! - Non ti senti bene?

Si sono rotte le acque.

Medici, infermieri, portantini, ostetrica!

Qui deve nascere mia nipote. Muovetevi! Prega, stronzo!

Teresa, c'è posta per te!

Eccola! Che è? Una festa?

- Io entro, perché sono la... - Entrano solo i parenti stretti.

- Io sono il padre. - Io sono la mamma. - Di là.

Mettiamoci di qua.

- Lei dove va? - Io sono il medico.

Ci siamo?

- Io vado a preparare di là. (Teresa) Bravo.

- Mi sono perso qualcosa? - Fabio!

È una telenovela. Grazie di essere venuto.

- Mi dispiace, faccio solo cazzate. - Ma belle come le tue non le fa nessuno.

Lei chi è? Non voglio saperlo. Tu puoi fare quello che vuoi.

Però gli uomini non dovrebbero entrare in sala parto.

- Si agitano e bisogna aiutarli. - Infatti. - Poi si traumatizzano.

Loro sono convinti che là sotto è solo luna park.

- Quando capiscono che ci scoppia la bomba atomica... - La bomba?

Poi è finita. Comunque può entrare uno solo, decidete voi.

- Vengo io. (Nicola) Io passo.

- Non sei ginecologo? - Mi occupo di quando entra, non di quando esce.

- Se serve un cesareo, sono qui. - Speriamo di no.

Mi aspetti? Recapito la bambina e arrivo.

- Ti preparo un gin tonic. - Sì! - Ho imparato a farli.

- Ahia! - Ci siamo.

Andiamo a fare questa impresa.

Tutto questo casino e non siamo nemmeno sorelle.

In che senso?

- Ci siamo? - Ci siamo.

Sicuro? Non è pipì? Va bene.

Si è deciso. Se vuole venire qualcuno, io non mi offendo.

- Vengo io? - No, tu no.

Vado con il dottore e con il mio bambino.

È l'uomo della mia vita. Non mi lascerà mai. È vero, dottore?

È vero che non mi lascerai mai?

- È un bel colpo di scena. - Sei venuto in bicicletta?

Sì, ho anche battuto qualche record personale.

Dovrei cominciare anch'io. Hai fatto un bel gesto.

San Giuseppe 2.0.

(in calabrese) Mamma, non venire. Non ti fanno entrare.

È in travaglio. Sta con i dottori.

Sì, ho mangiato un tramezzino.

Un tramezzino basta. Sono anche nervoso!

- Brava, spingi ancora! - Fammi l'epidurale.

- L'ho fatta. - Di più! La morfina!

Datemi il peyote. Drogami!

- Non ce la faccio! - Come non ce la fai?

Come ha fatto l'umanità finora? Dai, sei bravissima!

- Non è vero! - Mi dispiace.

Zitta, bugiarda!

- Non la distrarre! Asciugala. - Come al corso.

Asciuga pure l'altra.

Piano. Respira.

Fai un bel respiro.

Adesso fai un bel respiro e pensa a una cosa che ti piace fare.

- Che mi piace fare? - Suonare. (Teresa) Cosa suona?

- Il violoncello. - Pensa che stai suonando e non ti vuoi fermare.

Respiro e spingi! Ecco! Ecco!

- Ecco la testa, la vedo. - La sento!

Cazzo!

VAGITI

(Teresa) Non è vero che una donna è brava se fa un figlio e se non lo fa, è incapace.

< A me non sono venuti.

Comunque, una donna è mamma se mette al mondo un figlio...

..oppure una canzone o una torta. Tanto è uguale.

Io ho 5.000 figli, tutti quelli che ho fatto nascere.

Se li incontro per strada, li potrei riconoscere.

Io capisco subito, appena mettono fuori la testa, se sono in gamba...

..e questa è gagliarda.

Non voglio sapere l'impiccio che avete fatto.

I figli non sono di chi li partorisce, ma di chi li cresce.

- Come la chiamate? < Luna. - Bel nome di merda.

(Gianni) Non la toccate.

Avete lavato le mani? Poi il respiro, sono germi.

Di chi è questa piccoletta? Che bella!

- La principessa di papà! - Piangi, Gianni?

Piangi, piangi.

Sai quella cosa che dicono del parto?

Dicono che dopo dimentichi il dolore. È una bugia.

Però, se tu desideri una famiglia, parliamone.

Io ho già una famiglia. Siamo io e te...

..e questi disagiati che ci stanno intorno.

Sì!

Eccoci!

L'aquilotta di papà.

Però somiglia un po' a Fabio.

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