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Original subtitles

La tensione è alta.

È per il Campionato Nazionale, il punteggio è in parità.

Restano 44 secondi,

il North Carolina State a 52,

Houston a 52,

che finale.

Sì, ora ci sono tre Guardie,

poiché Gannon è in campo insieme a Whittenburg e Lowe.

Meno di 25 secondi, un passaggio pericoloso.

Ricordate, hanno una squadra in campo,

per bloccare qualsiasi cosa in arrivo.

Oh, quasi rubata da Drexler.

Gannon punta al basket.

Mancano sette secondi.

Ora, Sidney va da Bailey nell’angolo,

restano cinque secondi. A Whittenburg.

Whittenburg prova un tiro da 10 metri.

Fallisce, indietreggia.

Lorenzo balza, Lorenzo balza, e la infila dentro.

La squadra-Cenerentola ce l’ha fatta.

I... I Wolfpack hanno vinto il Campionato Nazionale.

2 luglio 2011 Raleigh, NC

Lorenzo Charles, il cui canestro allo scadere

ha fatto vincere l’NCAA '83 per l’NC State rimane uno dei momenti più indelebili

del campionato,

ha perso la vita lunedì quando il bus che stava guidando

si è schiantato sulla I-40 a Raleigh, nel North Carolina.

Charles aveva solo 47.

RALEIGH NORTH 800 METRI

So che è un momento duro per la famiglia,

ma è anche un momento per riflettere sulla vita di un uomo meraviglioso.

Negli ultimi 28 anni,

io e Lorenzo siamo stati uniti

da un momento del campionato,

e lo saremo per sempre, insieme.

C’è un detto, che come gli atleti invecchiano,

le loro imprese diventano sempre più grandi con il passare degli anni.

Ma la verità è che

si allontanano sempre di più.

Dopo il funerale, ho detto alla mia squadra,

ho detto: “Ragazzi, se non ci vediamo

almeno una volta l’anno,

verremo soltanto ai funerali gli uni degli altri.”

- Già. - Che bellezza.

- Sì. - È stato bello, sì, sì.

Un Anno Dopo

Big T.

- Ehi. - Ehi.

Ehi...

Come va?

Come va, baby?

- Big T, Big... - È bello rivederti, Matt.

Aspetta, sei più magro, baby.

...baby.

Beh, ripensate a un anno fa, non questo Super Bowl

- ma l’ultimo. - Sì.

E c’era quella pubblicità, che attraversava le decadi

e c’erano i momenti migliori,

- non solo dello sport. - Giusto.

Tipo il primo uomo sulla luna, momenti così.

Oh, sì, sì, sì.

E c’era Lowe che andava a canestro.

Hai presente, baby, io ero l’uomo...

Da brividi lungo la...

- Oh, mi sedetti... Congelato. - Ti capisco.

Dissi, Cristo santo!

Facevo parte di una cosa che... Un momento come quello.

Ogni giorno si tratta... Almeno da che mi ricordo,

da quando è successo,

dicono tutti, sapete:

- “È quello del team rosso degli ’80.” - Giusto.

Cioè, parliamo di...

Una cosa che non finirà mai e poi mai.

- Già, hai ragione. - Sapete, quello che facemmo

- e cosa significò... per la gente, - Per la gente.

Cioè, non esiste storia più grande...

di quella che abbiamo vissuto noi.

Quando iniziai a giocare, crescendo sui campetti da gioco,

vidi mio cugino, David Thompson...

Dereck Whittenburg Guardia Senior 1983 Wolfpack

...vincere il Campionato Nazionale nel ’74.

Quello era il mio sogno,

entrare nella North Carolina State,

giocare per Norm Sloan, Mr. Giacca a Scacchi.

Volevo vincere il Campionato Nazionale

come fece lui nel 1974.

Per me, c’era solo un posto per realizzare quel sogno,

la DeMatha High School,

giocare per il leggendario Morgan Wootten.

Abbiamo qui Morgan Wootten...

...il coach della DeMatha High School di Hyattsville, nel Maryland.

Questa è la vecchia palestra del DeMatha, proprio qui,

non ho mai perso una partita, in questo palazzo.

Morgan Wootten era un grande coach fondamentale.

Bene, gente, addestramento a mitraglia, forza. Muoversi.

State giù.

Difendi tenendoti basso e muovendo i piedi,

fai le scivolate di difesa, fai questo...

Avanzate, avanzate.

Passi e prendi la palla con due mani.

Questo è un allenamento davvero ottimo.

Ehi, Morgan, qui alla DeMatha abbiamo una bella tradizione,

un gran club di gioco, e c’è qualcuno che conosce un bel detto.

Sentiamolo.

Sidney, vieni qui. Fammi sentire quel detto.

Se la notte buboli con i gufi...

...all’alba non puoi librarti con le aquile.

Ricordatelo. Riposatevi e state pronti.

Ricordo di attraversare il campo, la prima settimana alla DeMatha.

Sono in seconda liceo, e conosco il mio amico difensore,

Sidney Lowe.

In 46 anni di allenatore alla DeMatha High School,

non penso di aver mai visto due...

Morgan Wootten Coach alla DeMatha HS

...lavorare insieme meglio...

di Sidney e Whittenburg.

Credo che capisse il mio gioco...

Sidney Lowe Guardia Senior Wolfpack 1983

...capisse me, sapeva...

che tutto quel che doveva fare era buttarsi e io l’avrei trovato.

Io e Sidney diventammo liceali “All-Americans”,

e quando fu il momento di andare al college,

Norm Sloan venne a ingaggiarci entrambi.

Ed eccoci alla N.C. State,

con la possibilità di vincere il Campionato Nazionale.

Così, arrivati al campus, eravamo matricole,

e ci guardiamo intorno e c’è un tizio alto due metri e cinque,

ed era Thurl Bailey.

Dissi: “Questo tizio alto e allampanato, da dove spunta fuori?”

ma noi accogliemmo lui e lui accolse noi.

E penso che Norm Sloan...

...sia un grande coach e tutti i ragazzi laggiù, tutti grandiosi.

Li conosco tutti di persona.

Stiamo facendo un magnifico primo anno,

e poi Norm Sloan ci dice che andrà in Florida,

e ci lascerà,

ed è una notizia orribile.

Ma la buona notizia è che correva voce che...

Morgan Wootten...

forse sarebbe stato il nostro nuovo coach.

Offerta di $700.000 Fatta a Wootten

Parlai con Dereck e Sidney, loro discussero e dissero:

“Vieni quaggiù, vinceremo il Campionato nazionale.”

Eravamo entusiasti. Chiamammo il coach:

“Coach, lei viene?”

Deve venire, coach, deve venire, davvero.

Abbiamo bisogno di lei.

Kathy, la mia stupenda moglie,

mi disse:

“Se vai laggiù in visita...

Wootten Deciderà Oggi

...accetterai il lavoro.”

Così parlammo un po’,

io pregai molto,

e...

Conclusi la mia carriera alla DeMatha.

Wootten Rifiuta l’Offerta

“Il coach non verrà.”

Cioè, fu un vero shock, all’epoca.

Beh, chi ci allenerà?

Ero un po’ preoccupato di accettare questo lavoro, francamente.

Come ho detto, sono il figlio di Rocco...

e Angelina Valvano di Napoli.

E avrò in colloquio di lavoro alla Tobacco Road nel North Carolina.

Cioè, eccomi qua, voglio davvero questo lavoro,

vado a fare il colloquio.

Sentite qua: scendo dall’aereo e loro...

E mi aspettano all’aeroporto. Un tizio mi dice:

“Salve, sono Billy Red Bob.”

E io dissi: “Dove sono gli altri due?” Sapete?

Non so. Cosa ne so, io?

Cosa ne so?

Dovevano essere più persone.

Così, per cercare di adeguarmi, dissi: Jimmy Talley Tony.

E mi dissero di no, assunsero un coach di New York,

Jim Valvano.

Alla conferenza stampa, lui fa il suo ingresso.

Non sembra un coach,

sembrava più un entertainer.

Quando andai al colloquio, feci...

27 marzo 1980

...quello che si fa pregare. Dissi che volevo un contratto pluri-settimanale

e quello è ciò... È quello che mi diedero.

È...

All’inizio, Jim non piacque ai suoi competitori.

Mike Krzyzewski Coach Capo alla Duke 1980-Presente

Sapete, loro... Non piaceva

perché lo vedevano solo come un giovanotto

e qui... Con una bella camicia, venuto dalla ACC,

cosa diamine vuole questo tizio?

Disse...

Lefty Driesell Coach Capo del Maryland 1969-86

...“Andrò d’accordo con Dean Smith. Sarò amico di Dean Smith.”

Risposi: “Beh, non funzionerà affatto, Jimmy.”

E parlava che quando era arrivato qui,

andò sulla Hillsborough Street per farsi tagliare i capelli.

Ed entrò dal barbiere e il tizio gli disse:

“Oh, sei quel Jimmy V, il nuovo Coach Capo di qui.”

E lui: “Sì, vero.” Gli disse: “Beh, spero che farai meglio

del tizio che avevano prima.”

E Coach V rispose: “Beh, quel tizio che era qui prima,

ha vinto il Campionato Nazionale.”

E il barbiere lo guardò e ammise: “Già.

Ma pensa a quello che Dean Smith avrebbe potuto fare con quella squadra.”

Coach Valvano...

era un vero sognatore.

Dal primo giorno, quando mise piede in questo palazzo,

ci fece mettere tutti in cerchio...

dicendoci che il suo obiettivo era vincere il Campionato Nazionale

fin dal primo giorno.

E iniziò a parlare di questo suo sogno.

Thurl Bailey Senior Attaccante Wolfpack 1983

“Lo so, vincerò il Campionato Nazionale.” Chi lo dice mai?

Chi lo dice alla propria presentazione ai suoi giocatori:

“So che vincerò il Campionato Nazionale”?

Ma più parlava,

più noi ci facevamo attenti,

e più ascoltavamo.

Ci dipinse un quadro,

disse: “Se riesco a farvi vedere quello che vedo io

e a sognare quello che sogno io, ce la possiamo fare.

Possiamo vincerlo. Questa può essere la squadra.”

Il mio obiettivo, ciò che voglio fare ogni anni,

è vincere il Campionato Nazionale.

Voglio tagliare la rete del canestro.

Abbiamo una pratica ogni anno.

Quando arrivano sul campo, non ci sono palle,

non c’è allenamento. Facciamo solo pratica a tagliare la rete.

È vero, abbiamo delle forbici. Forbici d’oro.

Loro... Ci portiamo ognuno sulle spalle degli altri, tagliamo la rete,

mi tirano su, io taglio l’ultimo pezzo, e facciamo così.

Era una recita, come se avessimo appena vinto,

tutti tagliano la rete e tutto il resto,

ma era una cosa seria.

Vi dirò, la prima volta è stata stramba, e forse anche la seconda,

ma quando fai pratica con qualcosa...

spesso,

poi la fai tua davvero.

Quello è il mio sogno,

tagliare le reti,

e sognerò il mio sogno.

Il primo anno con Coach Valvano non finì bene.

A malapena 500,

il secondo anno, facemmo il torneo,

perdemmo il primo round,

e davanti ai nostri occhi trascorrono tre anni

e non siamo riusciti a superare il primo round.

Il college basket all’epoca era davvero molto speciale.

E la qualità di gioco era superiore a quella odierna.

Giocatori come Michael Jordan,

Michael “The Magnificent One”.

E poi, quando vai giù a alla St. John's,

c’è lo stupendo tiratore mancino Chris Mullin.

Poi si passa per Georgetown dove c’è il Dominator,

Patrick Ewing.

Dovete anche ricordare che in quell’era,

i giocatori restavano a scuola.

Giocavi contro i ragazzi da matricola...

Roy Williams Assist. Coach del North Carolina 1978-88

...e quei ragazzi erano ancora lì quando tu eri al secondo anno,

e quando eri un junior,

e anche quando eri un senior.

La rivalità diventa più forte, il gioco migliore,

e così anche i giocatori.

Gli anni ’80 per l’intera ACC basketball...

furono i migliori per il college basket di quanto potevano essere

in una conferenza.

E il North Carolina era il programma.

Sapevi che per vincere

dovevi superare il North Carolina,

e dovevi battere una squadra il cui coach era Dean Smith.

North Carolina vinse il campionato nell’82,

così entrando nel nostro anno da senior,

dovevamo sconfiggere i Campioni Nazionali del North Carolina.

Noi avevamo Sam Perkins e Jordan.

Beh, eravamo la seconda squadra migliore nella conferenza

perché avevamo Ralph Sampson, di due metri e 13,

per due volte Giocatore dell’Anno al College.

Era il giocatore di quell’era,

e indovinate un po’?

Era di ritorno per il suo anno senior.

Dopo il mio anno senior al liceo con...

Ralph Sampson Centro del Virginia 1979-83

E i possenti Boston Celtics venivano a casa mia

a dirmi che avrei potuto avere l’opportunità

di essere la prima scelta nell’NBA.

E comunque, da matricola,

al secondo anno, e da junior,

avevo avuto l’opportunità di fare la stessa cosa.

Adoravo i miei compagni di squadra? Sì.

Adoravo andare a scuola? Sì.

Ogni anno venivo valutato nello stesso modo

e ogni anno decidevo di tornare a scuola.

Reynolds Coliseum 12 gennaio 1983

State guardando dal vivo a un Reynolds Coliseum tutto esaurito

a Raleigh, nel North Carolina,

per gli NC States Wolfpack,

in avvicinamento ai numeri due in classifica, i Virginia Cavaliers.

A ripensare al Coach Valvano,

a quello che ci diceva della sua visione

di andare al Campionato Nazionale

e di battere l’UNC e l’UVA di Ralph Sampson...

Non l’avevamo ancora fatto.

Ma ora siamo nel nostro anno senior, il primo incontro ACC in casa,

la linea dei tre punti, l’x-factor.

E la nuova linea dei tre punti,

mai implementata prima nel college basket,

e ora mi si accendono gli occhi.

Sono un tiratore da tre punti.

Pronti al via, Cozell McQueen e Ralph Sampson saltano.

Palla ai Wolfpack.

Dereck Whittenburg, il numero 25, la guardia tiratrice.

Tira dall’area dei tre punti.

Dereck Whittenburg.

Lowe,

Di nuovo Whittenburg dai tre punti.

Cozell McQueen Centro al Secondo Anno nei Wolfpack 1983

Caspita, quasi tirava da metà campo.

Esce dall’area di tiro.

Whittenburg dal parcheggio qui fuori!

Whittenburg, tenta i tre punti.

Oh.

Centrato in pieno.

- Non volevo passare. - Oh, bene. Bene.

- In quell’incontro non ho mai passato. - Oh, bene.

Non cercavo nemmeno di passare, in quell’incontro.

Oh, bene.

- Tre punti per Whittenburg. - Oh.

Con 14 punti, i Wolfpack conducono il gioco.

Li stava uccidendo.

Ernie Myers Guardia al Secondo Anno nei Wolfpack 1983

Aveva 27 punti alla metà.

Stavamo uccidendo il Virginia.

Avevamo il comando, avevamo lo slancio,

questa è la nostra chance di battere Ralph Sampson.

Così, usciamo, e mi passano la palla in quell’angolo.

Non lo dimenticherò mai, quel lato sinistro.

Whittenburg.

Charles è lì, ma Sampson la porta via,

ed è fallo.

Credo che Whittenburg si sia storto una caviglia.

E va bene.

Forse si è solo stortato un piede...

Thurl Bailey Senior nei Wolfpack 1983

...ma, gente, se era scatenato! Perché adesso?

E chiedono un time out e Jim si rialza,

arriva l’allenatore. E dissi:

“Yo, cosa diavolo ci fai qui in campo?

Sto bene. Mi passerà giocando.”

Ecco il totale degli attacchi,

il cuore e l’anima per i Wolfpack.

Vedevo Valvano che continuava a guardarmi dalla panchina,

like I’me mi guardava, come se... Come rientravo.

25-Dereck Whittenburg 27 Punti

Ma non potevo rientrare in gioco.

Il Virginia si riprende.

Sampson su Bailey.

Oh, sì, il Virginia torna a condurre.

Sampson studia Bailey.

Il Virginia vince 88 a 80 e batte il North Carolina State.

Dopo l’incontro, siamo tutti negli spogliatoi

e la diagnosi fu di un piede rotto,

potrei dover saltare il resto della stagione.

Forse non giocherò mai più al college.

Arrivò Coach V e gli diedero le brutte notizie

e lui colpì la porta, disgustato.

Era

Era adirato.

Terry Gannon Guardia al Secondo Anno dei 1983 Wolfpack

Sapevamo di non poter vincere senza di lui,

quella era la sensazione.

Whit era il tizio di due metri e passa più intimidatorio

che avessi mai visto.

Whit era il cuore di quella squadra.

Senza Whit non si vince.

Bene, questo ciclo è finito.

Finito.

Quando ottenni il primo lavoro, dissi a mio papà: “Beh, non è bello, papà?”

Rispose: “Cosa vuoi fare?” Dissi: “Vinceremo

il Campionato Nazionale.” E lui: “Ci sarò.”

Dissi: “Sarà dura.” E lui: “Ci sarò.”

E poi, dopo otto anni di lavoro

prima di riuscire a entrare nel campionato

che sognavo di vincere... Otto anni.

Il primo anno che ci riesco, faccio il coach a Iona,

e chiamo a casa, mia mamma e mio papà a New York,

e dissi: “Ce l’abbiamo fatta, ce l’hanno offerto!”

Così celebrammo come fanno gli italiani: mangiando.

Sapete, era domenica. Così mangiammo, va bene?

Inizi alle 2:00, finisci a mezzanotte,

con un intervallo intorno alle 6:00, sapete?

Mio padre mi chiama di sopra, in camera sua,

e non ci ero mai stato, in camera di mio padre, sapete?

e mi chiama e dice... C’è una valigia.

Ora, ricordate, ve l’ho detto: la mia famiglia viene da...

Mio padre non ha mai lasciato New York.

Mio padre pensa che qualsiasi cosa a nord del George Washington Bridge

sia Canada, va bene?

Lo capite?

Avete presente cosa dico?

Oh, ha una valigia. “A cosa ti serve?”

Disse: “Ci sarò quando vincerai il Campionato Nazionale...

Ho fatto i bagagli.”

Dissi: “Papà, è difficile.” “Beh, tu ce la farai.”

Perdemmo nel primo round.

L’anno dopo, la stessa cosa: perdemmo al secondo round.

Mi disse, “Ce la farai.” Mi spostai nel North Carolina.

Arrivammo al torneo, lo chiamai, e divenne una frase,

un tormentone. Mio padre disse: “Ho i bagagli pronti per te.”

Era una di quelle persone per cui, dopo che gli parlavo,

mi sentivo sempre meglio.

Perché?

Non lo vedevo spesso, e viaggiavo di continuo, sapete?

E poi me ne resi conto.

Quello che mi diede... Lo chiamo così.

Il dono che mio padre mi fece e che penso sia il più possente,

il più grande dono che io abbia mai ricevuto.

Il dono che mio padre mi fece ogni giorno della mia vita

è stato credere in me.

Mio padre credeva in me.

Credeva in me quando fallivo.

Era la sola persona che, quando non ce la facevo,

mi guardava dritto negli occhi dicendo:

“Ce la farai, lo so.

Ho pronti i bagagli. Ce la farai.”

Dopo il mio infortunio...

Dereck Whittenburg Senior nei Wolfpack 1983

...la squadra le prese,

andò giù in Carolina.

Lay-up interno inverso.

Che mossa, per Michael Jordan.

Le abbiamo prese dal Wake Forest,

perdiamo dal Maryland,

perdiamo da Notre Dame.

Voglio dire, le cose andavano male.

Non andavamo da nessuna parte.

Alcuni di noi piangevano, negli spogliatoi.

Whittenburg non è tornato. Perdono l’incontro.

Stu Coman Editore The Wolfpacker

È solo... Sapete, era... Quasi come se tutto

stesse crollando pezzo per pezzo.

Solo provare a ritornare come prima...

29 gennaio 1983 Il record della NC State è 9-7

...e guarire, andare... Andare avanti.

Dev’essere dura.

Hah, già, lo so.

E provo a stringere i denti

e, sapete, andare avanti.

Jim mi diceva:

“Devo tornare sul campo,

Devo essere il primo a crederci.

Devo dire che ribalteremo le carte in tavola,

e devono sapere che lo credo davvero.”

Il Coach mi parlava...

Sidney Lowe Senior nei Wolfpack 1983

...sul tenere i ragazzi pompati, farli andare avanti,

e non farli diventare rinunciatari.

E lui mi diceva, le cose miglioreranno.

Crediamo nel Coach V e ci fidiamo di lui...

...e, sapete, ci sostiene davvero

quando ci abbattiamo perché è dura avere

una serie di delusioni

e poi cercare di riconnettersi e tornare insieme come squadra.

Ecco arrivare Lowe sull’apertura,

a Bailey...

E tutto a un tratto...

Terry Gannon Al Secondo Anno nei Wolfpack 1983

...siamo competitivi e iniziamo a battere le altre squadre.

Sidney fa cosa sa fare ai tiri,

Thurl fa sempre cosa sa fare.

Cozell gioca in difesa,

Lorenzo sta diventando una potenza.

Io tiro dai tre punti,

ed Ernie Myers segna punti

e ritorniamo a essere una squadra.

Coach Valvano era davvero riuscito a far sì che la squadra

a credere, e così, ora,

torno dai dottori

e mi dicono che sono guarito al 70,

al 75 percento.

Basandomi su come ci si sente.

E dissi di sentirmi pronto a giocare.

Ero davvero entusiasta,

pronto a sfidare l’UVA.

E perdiamo.

Sono incavolato nero.

Torniamo in casa e perdiamo contro il Maryland.

Ero furibondo.

Ho sbattuto fuori Coach Valvano e lo staff,

ho chiuso la porta, meeting privato.

E tutto a un tratto, Jim salta su

e sbatte la porta, e si sente urlare da dietro

e noi andiamo in un’altra stanza,

e V dice che Dereck

sta facendo un discorso motivazionale alla squadra.

Mi sono messo davanti ai miei compagni di squadra

e ho detto: “Sentite,

o giocate duro, o alzate i pugni,

e ce le diamo di santa ragione adesso, qui.”

Lo si sentiva, sapete: "Figli di baldracca,

non sono tornato per perdere,”

e hanno detto che negli spogliatoi si era messo davanti a tutti,

e lo si sentiva gridare

attraverso i muri di cemento.

Valvano provava a condurre la cosa,

e ci guardava e...

Sapete, aveva quell’espressione...

Gli piaceva quel che sentiva.

Ralph Waldo Emerson, parlando alla classe di diplomandi di Harvard

disse: “Niente di clamoroso è mai stato realizzato

senza entusiasmo.” Quanto entusiasti si è in un giorno?

Sarò eccitato ed entusiasta ogni giorno

che Dio mi regala qui sulla Terra.

Imparando a conoscerlo,

si vedeva che c’era ben di più

di quello che pensava la gente.

Voleva conoscere noi.

Ti invitava nel suo ufficio

e ti faceva accomodare,

e poi diceva: “Parliamo di quello che vuoi.

Possiamo parlare di qualsiasi cosa tu voglia.”

E così ci sentivamo vicini,

lo percepivamo come una cosa reale.

A questo tizio stiamo a cuore.

Quando mi abbracciava,

era un abbraccio forte,

potente, lungo, sapete?.

Non era... Non era una pacca e basta.

Era una... Una stretta che, sapete, era... Mi abbracciava

e mi diceva qualcosa.

Mi diceva che mi voleva bene.

Era quasi come un papà.

Me lo ricordo vividamente, come fosse oggi,

Coach Valvano ci disse:

“È davvero semplice, ragazzi.

Vinceremo il Torneo ACC...”

The Omni Atlanta 11-13 marzo 1983

“...per entrare nel Torneo NCAA.”

All’epoca, solo 52 squadre

arrivavano al Torneo NCAA.

Avevamo subito 10 sconfitte.

Se non vinciamo il Torneo ACC,

abbiamo chiuso, torniamo a casa.

E V diceva: "Ehi, si sopravvive e si avanza...”

Ernie Myers Al Secondo Anno nei Wolfpack 1983

“...una partita per volta.”

Ricordo quando lo disse e che io lo guardai,

tipo: “...Ehi.”

Primo Round Torneo ACC NC State (17-10) vs. Wake Forest (17-10)

Dobbiamo andare e vincere questa cosa.

35-Sidney Lowe CARRIERA: 704 ASSIST 2º SULLA LISTA ACC ALL-TIME

Sidney ha due tiri liberi per pareggiare la partita.

E segna ambo le volte.

E così, Wake Forest decise

di fare l’ultimissimo tiro

e tenne la palla per quasi tre minuti.

70-70, parità al The Omni di Atlanta.

Siamo in campo, e loro si tengono la palla.

Queste due squadre combattono per la sopravvivenza

nel primo round del Torneo ACC.

Finalmente viene richiesto un timeout.

E questo è il genio del coach in gioco,

sapete, Coach Valvano.

Disse che non permetterà loro di trattenere la palla.

Dobbiamo uscire e fare la “trap”.

Non si aspettavano che raddoppiassimo la marcatura.

Pensavano che avremmo lasciato che tenessero la palla.

Ma i rischi sono che se diventiamo troppo aggressivi

e lasciamo qualcuno scoperto, possono avere un facile canestro.

Ora vediamo cosa fanno.

Hanno preparato, hanno fatto una trap a mezzo campo,

ma sono in area.

E Lowe intercetta.

Ed eccolo lì, Sidney Lowe, boom,

ruba la palla,

e non so perché non me l’ha passata,

ma la lanciò a Lorenzo.

All’interno, oh, fallo!

E restano tre secondi di gioco.

Alvis Rogers ha fatto fallo su Lorenzo Charles.

A meno di cinque secondi dalla fine,

Lorenzo Charles è ai più importanti tiri liberi della sua vita.

43-Lorenzo Charles STAGIONE FT - 67,6%

Charles prova a far sopravanzare la State

con tre secondi rimasti.

Sbaglia.

Se sbagli il primo tiro libero,

ora devi azzeccare il secondo tiro libero.

E tutta quella pressione è su di te,

e noi diciamo: “Uh-oh.”

Oh, gente. Ti prego, fai il prossimo.

Cozell McQueen Al Secondo Anno nei Wolfpack 1983

E io: “Fai quello dopo. Ti prego, fai quello dopo.”

Ancora in parità a 70 a tre secondi dalla fine.

WAKE FOREST 70 N.C. STATE 70 SECONDA METÀ :03

Ce l’ha fatta.

E fa canestro al secondo.

E dissi: “Okay, okay, okay.

D’accordo. Noi... Vinceremo questa cosa.

Sapete? Vinceremo questa cosa.”

La partita è finita.

Vince il North Carolina State, 71-70.

Davvero, ho controllato

il primo, e poi ho fatto il secondo.

Sapevo se... Era uscito a sinistra,

così ho capito di spostarmi indietro un pochino a destra

e l’ho insaccata.

La seconda è stata quella che ha contato, vero?

Già. Sì.

Semifinali del Torneo ACC NC State (18-10) vs. North Carolina (26-6)

Ecco il lineup iniziale

per il primo incontro di oggi.

Sapete, dobbiamo vincere.

Mike Warren - Attaccante al Secondo Anno nei Wolfpack 1983

Che opportunità abbiamo?

Campioni Nazionali che difendono il titolo,

tanti giocatori della NBA sul campo.

41- Sam Perkins JUNIOR ATTACCANTE ALT: 2,05 PESO: 106

Sam Perkins.

Preso i più grandi giocatori di basket

nella storia del gioco, lì sul campo.

Numero 23, Michael Jordan.

23-Michael Jordan GUARDIA AL SECONDO ANNO ALT: 1,98’ PESO: 88

Dovete ricordarlo:

Io ero un senior.

25-Dereck Whittenburg GUARDIA SENIOR ALT: 1,85 PESO: 88

Non li vedevo

come Michael Jordan, questo grande giocatore.

Credevo di essere meglio di lui.

Michael Jordan non era... Lo avrei stracciato.

Grande saltatore, Whittenburg, non funziona.

Perkins, sul rimbalzo.

La palla non voleva entrare.

Non ci riuscivo.

Dereck Whittenburg è stato davvero piatto.

Merito a Michael Jordan che lo contrasta

con le sue lunghe braccia.

Ma in qualche modo, resistiamo.

V diceva sempre, sapete, di resistere a basta,

e provare a rubarla alla fine.

Michael Jordan commette un fallo.

Ed è incredulo, mentre scuote la testa.

Fu una decisione terribile, e provai...

Roy Williams Assist. Coach del North Carolina 1978-88

...a capire se Whittenburg, o Sidney, o Jimmy,

avessero pagato gli arbitri o una qualche follia simile...

Michael Jordan per il fallo è fuori dal gioco,

e all’improvviso, andiamo in parità.

70-70 e mancano due secondi.

Il Carolina avrà la palla.

Brad Daugherty è... Si lancia a giocare.

- Perkins... - Ecco Perkins.

E tira la palla.

Guardiamo e: “Oh, mica male davvero.”

Da bordo campo, Perkins da otto metri e mezzo.

La vedo ancora adesso. Credevo andasse dentro.

- Perkins. - Ecco Perkins.

Sul buzzer.

È finita.

Niente NCAA per noi.

- Perkins. - Ecco Perkins.

- Sul buzzer. - Ooh.

Ce l’aveva. Era lì.

Ve lo dico io, era lì.

È mancato meno di un centimetro a Sam Perkins

per mandarci a casa.

Thurl Bailey Al Secondo Anno nei Wolfpack 1983

Tanto così.

Così, si va ai supplementari.

Ci sembrò di avere una nuova vita.

Ora Michael è fuori,

e pensiamo di avere un’opportunità, ma il North Carolina

esplode nei supplementari, e ci distacca di sei punti.

Dalle panchine del North Carolina sono tutti in piedi, adorano ciò che vedono.

NC State 76 North Carolina 82 2:13 rimasti SUPPL.

Quando giochi contro una squadra di Dean Smith,

capisci che se sei sotto di due o tre punti

con un paio di minuti alla fine, la partita è finita.

Max Perry Assist. Diplomando nei Wolfpack 1983

E con sei punti di svantaggio,

da come la vedevo,

avevamo chiuso, la stagione era finita.

Niente timer,

e sono in vantaggio di sei punti,

con soli due minuti alla fine.

Potrebbero solo trattenere la palla e vincere l’incontro.

Dobbiamo fare qualcosa.

Coach V si inventò la strategia

di mettere elementi sulla linea di tiro libero,

sapete, e di fallo.

E o sbagliano o forse ne fanno uno, ne sbagliano uno,

e noi possiamo migliorare il punteggio.

Pensava in modo diverso.

La strategia che nessun coach avrebbe mai fatto

è provare di metterli sulla linea

e dar loro punti.

Brad Daugherty va sulla linea.

Ha sbagliato il tiro finale. La State la farà con due...

Ora, abbattiamo il vantaggio a quattro.

Un altro fallo per loro.

Quando il primo tizio ha sbagliato,

la pressione è ben peggio per il tizio successivo,

perché il successivo ha visto il primo sbagliare.

E lo slancio cambia,

il linguaggio del corpo cambia,

e inizi a dire... “Beh, cavoli,

non ce la... Neanche lui ce la farà.

Dentro e fuori, la State ce la fa.

Ecco che arriva McClain a spingere.

Whittenburg e tre punti.

Finalmente fa una conversione.

Ottantadue, 81.

Un altro fallo.

Fallo da dietro di Gannon.

E poi, dopo che il secondo tizio ha sbagliato,

oh, santo... Il terzo tizio non aveva nessuna possibilità.

Così, Braddock andrà sulla linea.

Grande tiratore di tiri liberi, quasi l’86 percento.

E sbaglia il grande colpo.

Il vento è cambiato.

Carolina 82, State 81.

Whittenburg arriva, passa sotto,

gira, in alto, la State ha il comando.

Dieci punti per Whittenburg e l’ha fatto

in meno di cinque minuti.

North Carolina State ha sconfitto il North Carolina.

Nella, sapete, semifinale,

ho stracciato Michael Jordan.

- Hai fatto schifo tutto il tempo. - Gli hai fatto il mazzo.

Sei stato orribile fino ai supplementari.

Volete dirmi chi diavolo era Michael Jordan?

Tu... Hai iniziato a fare punti nei supplementari, e io ero...

Cioè, chi diavolo è Michael Jordan? L’ho stracciato di brutto.

Dov’eri per tutto il gioco, per amor di Dio?

L’ho stracciato di brutto.

Vincere come abbiamo fatto,

mi prendete in giro?

Quelli erano giocatori leggendari

e un coach leggendario.

È lì che inizi a pensare,

“Wow, guarda cos’abbiamo fatto.”

In tanti avevano abbandonato quella squadra.

A metà stagione Whittenburg dovette andar via,

e per molti era finita, ma hanno tenuto duro.

È stato un qualcosa...

Non so perché l’ho fatto.

Volevo abbracciarlo davvero.

E lo sollevai

e volevo solo tirarlo su,

tipo per festeggiare,

perché non ho avuto occasione di festeggiare,

così volevo festeggiare e dire: “Ehi, abbiamo vinto.”

Ho viaggiato con la mia famiglia, e...

Dopo la partita

E questa è la mia... Questi sono i miei parenti stretti.

- Giusto? - Sappiamo degli italiani.

Questi... Sapete come sono gli italiani, noi...

È incredibile, e questo è...

Questo è il mio fratellino più piccolo.

Parlami dell’incontro. Cosa ne pensi dell’incontro di oggi?

Oh, per me è stato magnifico.

- Oh, nessun problema? - Fantastico.

- Ti sei stata preoccupata? - Oh, mai. Mai.

Chi altri vuol dire...

Cosa ne pensi dell’allenatore, oggi?

- Splendido. Magnifico. Magnifico. - Ottimo.

Fantastico.

University of Virginia 27-3.

Otto vittorie di seguito.

North Carolina State, 19-10.

Hanno avuto la settima sconfitta contro il Virginia.

Il Virginia va alla grande.

Credo che sia la miglior squadra in America.

L’ho detto un sacco di volte.

Abbiamo questo immenso compito davanti

e c’erano dei dubbi.

Basati sui nostri avversari.

Devi guardare la tua storia,

ma sapevamo che se fossimo riusciti a vincere questo incontro,

eravamo in gara.

Eravamo dentro.

Eravamo nel torneo, senza questione.

Ora, vanno da Sampson di nascosto.

...Sampson a canestro.

Inarrestabile, e Mister Superman

una volta in quell’area.

- Sampson salta su e sbatte... - Oh, sì.

Sampson davvero è scatenato.

Il Virginia ha il comando più distaccato, con otto punti.

E Jimmy Valvano dice basta.

Coach V, prima dell’incontro, ci aveva dato il piano di gioco

e noi siamo usciti e abbiamo iniziato a giocare.

E se le cose non andassero bene, avrebbe cancellato tutto quanto

sul posto e avrebbe cambiato l’intero piano di gioco

a metà incontro.

Così viene da ognuno di noi

a darci istruzioni individuali.

Era il suo momento.

Ha colto quel momento.

“Bene, gente, so cosa fare.

Ecco come ci muoveremo."

Jim Valvano, con un’intuizione,

si inventò un triangolo o due.

DAVE ODOM Assist. Coach del Virginia

Un qualcosa che non avevamo visto per tutto l’anno

e mise due tizi a marcare Ralph.

NC State 51 Virginia 59 11:26 rimasti

In un triangolo, hanno giocato così sul campo.

Ralph... McQueen ha la palla.

...e la porta via.

Ci sbalestrò un po’,

e la nostra risposta fu patetica.

Fu un fiasco.

Ecco il passaggio.

...ed ecco un furto di palla.

Thurl Bailey la porta via per il Wolfpack.

Ha cambiato il gioco.

E di nuovo, il Virginia con cinque.

Gannon, tre punti, e si è a due.

Il NC State non molla.

Avevamo qualcosa di magico,

lo si sentiva, lo si sapeva.

Era come uno tsunami.

Le cose iniziarono a fare massa.

Bailey su Sampson,

è sull’orlo e cade dentro!

Bailey, bel colpo.

La State è in vantaggio di due.

...ecco, Whittenburg.

Sette secondi sull’orologio,

Whittenburg la lancia e va dentro.

Beh, quando si va così alla grande, si inizia a pensare.

Cenerentola sconvolge la città.

Il Torneo dell’ACC

e l’ingresso automatico nella NCAA sono in ballo qui all’Omni.

N.C. State 78 Virginia 75 Seconda metà

I Cavaliers sono sotto di tre, mancano 48 secondi.

Tre quarti...

Se la passassero a Sampson...

È aperto per un pallonetto.

Sampson la perde con Gannon!

Gliel’ha tolta dalle mani.

Oh, che furto, da parte di Terry Gannon!

Gannon che è uno e 82

l’ha sottratta da sotto a Ralph Sampson.

Quella cosa della Virginia, non me la dimenticherò mai,

quando gli hai tolto la palla di mano e ci hai fatto vincere l’incontro.

Beh, non avrei nemmeno dovuto provare a stargli dietro.

Cosa vuoi fare, bloccargli il tiro?

- Gi ha bloccato la difesa. - Cioè... Dal bordo, no?

Ho la madre di tutti i poster...

- E poi l’ha messa dentro. - Hai bloccato la rotula di Ralph.

Già. Quel piccolo... Alla fine ha giocato in difesa.

Il North Carolina State ha vinto il Torneo ACC.

Che gran vittoria per il NC State.

Batterli è stato...

O forse la miglior parola è “incredibile”

perché... Abbiamo devastato Sampson.

Abbiamo battuto uno dei migliori giocatori che abbia mai giocato.

Abbiamo sottratto loro il Campionato ACC.

Cosa voleva dire?

Che nn dovevo più vedere Ralph.

Non dovevo più vederlo.

È finita.

E cos’ho fatto? Ho trovato V,

e sono andato a sollevarlo,

quello era il mio rituale.

E ora, sembra sia una pratica.

Sapete, taglieremo la rete

e anche Valvano prende la rete

e la tiene alta,

come avevamo provato.

Questo tizio era...

Era quello per cui ci aveva preparato.

Valvano parlava che potevamo vincere,

poteva vederlo

perché l’aveva sognato.

Poteva vederlo.

E ora, abbiamo la visione davanti a noi,

la vediamo, la sentiamo,

ora, sappiamo...

"Ehi, questo italiano folle

forse ha ragione.”

Avevo 16 anni,

e sentii parlare il Reverendo Bob Richards.

Lo ricordate? Il tizio dei cereali Wheaties, decatleta

campione olimpico del salto con l’asta?

Bob Richards guardò un gruppo di questi ragazzi

su un campo da basket e disse:

“Il Signore deve aver amato le persone comuni

perché ne ha fatti tanti di noi.”

Ed eccomi lì, 16 anni, a pensare di essere speciale

e un uomo che rispetto dice: “Il Signore deve aver amato

le persone comuni, ne ha fatti tanti di noi, comuni.”

Ed ero un po’... Sapete, ti rabbui a 16 anni

quando ti dicono così.

E poi disse la frase che mi cambiò la vita a 16 anni,

che mi colpì allora e mi colpisce altrettanto oggi.

Disse: “Ogni santo giorno,

in ogni percorso di vita,

la gente comune fa cose straordinarie,

la gente comune esegue cose straordinarie.”

18 giugno 1992

La prossima notizia è dura da riportare

ma vela diciamo schiettamente, proprio come...

...Jim Valvano vorrebbe che facessimo.

All’ex coach di basket del North Carolina State

e commentatore di basket della ESPN

hanno diagnosticato il cancro.

Non abbiamo altri dettagli.

Jimmy è a casa nel North Carolina, il morale è alto,

e a Jimmy vanno le preghiere e gli auguri di tutti noi qui.

THURL BAILEY Senior nei Wolfpack 1983

Ricordo di averlo scoperto...

e fu come un pugno nello stomaco

perché una cosa del genere non succede, a me.

Quelle cose non accadono

a un tizio così.

Dissero che se la chemio avesse funzionato, avrebbe vissuto un anno.

PAM VALVANO STRASSER Moglie di Jim

Altrimenti sarebbero stati 10 mesi.

- Non parlo spesso di V. - Uh-hmm.

Perché non mi sembra di avere le parole

per rendergli giustizia.

- Già, verità. - Ancor oggi non so

come descrivere esattamente

- tutto quel che era. - Uh-huh.

Per me V era davvero troppo straordinario.

Sì. Giusto. Da adorare.

Cioè, sapete, quest’uomo

poteva lottare in ogni situazione

e così, penso anche all’epoca,

anche se sapevo che gli si stava deteriorando il fisico,

...è come, cioè... Pensavo che l’avrebbe superato.

- Uh-hmm. Già. - Pensavo che avrebbe trovato un modo.

- Sì. - Uh-hmm.

Anche se stava male,

non smetteva di dire

di provare qualcos’altro,

che fosse una medicina sperimentale

o chissà cosa,

proviamoci.

Jimmy mi disse: “Starò bene, hanno una nuova cura.”

SONNY VACCARO Amico

“Prenderò questa roba e parleremo la settimana prossima

o il mese prossimo.”

Non penso fingesse.

Credo che pensasse davvero che avrebbe vinto lui.

17 marzo 1983

Il giorno prima del Torneo NCAA

Il giorno prima dell’incontro, Valvano era fuori

a parlare con qualcuno di noi e disse:

“Sentite,” disse. “Non posso concentrarmi sul prossimo incontro.”

“E sono pagato per farlo.” E aggiunse: “So bene

che questi ragazzi non avranno la testa nel gioco.

Sarà la peggior sconfitta della storia.”

Avevamo appena battuto Wake, e il North Carolina,

e il Virginia con 19.000 persone agli Omni

e ci mandano a Corvallis

a scontrarci con la Pepperdine.

So che è il Torneo NCAA.

TERRY GANNON Al Secondo Anno nei Wolfpack 1983

Ma la testa ti dice, ce la faremo.

L’NCAA si occupa di tutti i piani di viaggio, no?

Così andiamo a Corvallis, nell’Oregon

e ci portano in questo hotel.

Mike Warren Al Secondo Anno nei Wolfpack 1983

Era un grande hotel.

Non so se lo affittino all’ora o al giorno,

o alla settimana.

È un posto dove porti baldracche e prostitute.

COZELL MCQUEEN Al Secondo Anno nei Wolfpack 1983

Mi prendete in giro?

La stanza del Coach V aveva un letto

con uno specchio sul soffitto sopra al letto.

Era un posto speciale.

Già, ci ritroviamo a parlare di che tipo di hotel fosse.

Di certo non stavamo parlando,

sapete, “...e la Pepperdine?”

E quattro dei suoi cinque tiri sopra al 50 percento...

Primo Round del Torneo NCAA NC State (20-10) vs. Pepperdine (20-8)

È un tiro difficile. Forza.

Whittenburg finora ha tirato tre palle sciolte.

Eravamo in vantaggio di sei...

JIM HARRICK Coach Capo della Pepperdine

...con la palla

con un minuto per andare ai supplementari.

Guardi l’orologio, e guardi il punteggio,

e ti dici: “È possibile.”

THURL BAILEY Senior nei Wolfpack 1983

Cioè, ci vorrebbe un miracolo.

Niente timer, niente tiro da tre punti,

in pratica eravamo morti.

DERECK WHITTENBURG Senior nei Wolfpack 1983

Ricordo di aver guardato l’orologio e di aver pensato,

“Domani devo tornare in classe a studiare storia.

Gente, è stata una bell’avventura.”

Beh, per recuperare devono rubare la palla, ora.

Non penso che possano vincere se continuano a guardare

- la linea di tiri liberi. - Eccolo qua.

- Eccolo qua. - Rubata da Lowe.

La NC State ha...

Lowe la offre a Charles,

Charles va a canestro.

E Lowe commette un fallo su Wilson

e Lowe esce dall’incontro.

L’unica cosa a cui potevo pensare...

SIDNEY LOWE Senior nei Wolfpack 1983

...era aver deluso i miei compagni.

35-Sidney Lowe Uscito per fallo

Ho abbandonato i miei compagni.

Sidney Lowe, la sua carriera è finita.

Spero che non finisca così, per un fallo.

Lowe, ricordi, era in differita?

- Già. - Così cambiò il torneo.

Tornammo all’hotel e guardammo l’incontro,

e il commentatore che dice:

"Oh, che peccato, Sidney Lowe esce per un fallo

alla sua ultima partita di college basket.”

E lanciammo di tutto alla TV,

ma vincemmo l’incontro.

Gannon, Terry fa un... E sbaglia.

Rimbalzo, e...

e afferrata da Orlando Phillip.

C’è un furto di McClain ma un fallo su McClain.

Fecero fallo sul più grande tiratore di ogni tempo

nella storia della Pepperdine, Dane Suttle,

che in quattro anni aveva una media di 84 percento

di tiri liberi,

su cui potevi praticamente scommetterci la casa.

La Pepperdine... Sente qualcosa, nell’aria,

lo si può annusare.

Pensavano che l’incontro fosse finito.

COZELL MCQUEEN Al Secondo Anno nei Wolfpack 1983

E saltavano su e giù, battevano il cinque a bordo campo.

E uno dei piccoletti dalle panchine

mi puntò: "Ehi, Whittenburg,

te ne vai a casa, ACC a te!”

Oh, ci dicevano di tutto.

Tutto quel che devono fare i Waves sono i loro tiri liberi

e possono uscire vincenti.

E questo è l’uomo che si vuole sulla linea, Dane Suttle.

E sbaglia, rimbalzo, Wolfpack.

Lorenzo Charles passa a McClain.

NCAA SPORTS PEPPERDINE 59 NC STATE 55 SUPPLEMENTARI

Venticinque secondi...

Slam dunk di Thurl Bailey.

...va a Suttle che subisce un fallo.

Non so come sia riuscito a essere di nuovo scoperto.

Ma dovemmo di nuovo far fallo su Suttle.

Ora, come prima, Dane Suttle,

è di nuovo alla linea di tiri liberi.

Qual è la probabilità

che ci dia una possibilità?

Beh, stiamo per scoprirlo.

59-57, Suttle ha l’uno contro uno.

Sale e non va bene.

Palla ai Wolfpack.

Sbagliò di nuovo.

Jim Valvano dice un tiro.

È Whittenburg.

Dereck prova ed è bloccato.

I Wolfpack hanno la possibilità di finire in parità.

Ci credereste?

Mi fecero fallo

e ora io devo andare a tirare.

E ora sulla seconda riga di quella di fallo,

hanno Cozell McQueen che non c’è più.

Quarantaquattro minuti e 51 secondi

e ha tutti questi punti.

Sbaglia. Ha sbagliato il tiro libero.

Cozell sul rimbalzo e la palla va dentro.

Ottimo, grazie a Cozell McQueen.

NCAA SPOTS PEPPERDINE 59 N.C. STATE 59 SUPPLEMENTARI

Siamo in parità a 59. Tre secondi alla fine.

Dane Suttle perde l’equilibrio

e andiamo ai doppi supplementari.

Che ripresa eccezionale

per il North Carolina State.

- Tu e Lowe... - Io e Lowe...

- ...cambiaste lato. - Cambiammo lato

- perché ero mancino. - È vero.

E così pensai che Lowe avesse capito. Sapete, gli dissi,

e gli spiegai: "Ehi, Lowe, io sono mancino

e tu sei destrimane. Fammi andare su questo lato.

Posso prenderla in caso lui sbagli.”

E Lowe mi guardò tipo: “Beh, potrebbe non sbagliare.”

- Non si può sapere. - Quindi Lowe credeva in me e tu no.

Quando avete finito con il battere la Pepperdine,

non venni con voi perché ero rimasto indietro

a fare tutte le cose da scout.

Mancavano quattro minuti e andai a letto

- perché... - Ma smettila!

- Oh, sì. Ero ancora... - Dici sul serio?

Ero sconvolto.

Dissi: “Non... Non vinciamo questa partita.

Abbiamo perso. Non ci posso credere.”

Andai a dormire,

e dopo due o tre minuti,

dissi: “Diavolo, devo alzarmi e vedere cos’è successo.”

Accesi la TV e voi stavate ancora giocando.

Oh... Cos’ho fatto?

Sei sicuro? Sì.

Ora, ecco Whittenburg.

Campione dei tre punti per il North Carolina State.

Guardai la loro panchina

ed era come se fosse morto qualcuno.

Oh, adesso non ridete più, eh?

Oh, vi battevate il cinque, prima.

Mancano cinque secondi.

NCAA SPOTS PEPPERDINE 67 N.C. STATE 69 DOPPI SUPPLEMENTARI

I Waves cercheranno di andare ai tripli supplementari.

Wilson spara.

- Ce la fa! No. - No, è fuori. Non va bene.

Il rimbalzo... L’incontro è finito.

NC State 69 Pepperdine 67 Finale 2SUPP

Ha vinto il North Carolina State.

Sopravvivemmo di nuovo.

Ernie Myers Matricola nei Wolfpack 1983

E... E andammo avanti.

Torneo NCAA Secondo Round NC State (21-10) UNLV (28-2)

Nessuno si ricorda quanto bello fu l’UNLV.

Penso che perdettero solo due incontri, quell’anno.

Erano una squadra fantastica.

Ed ecco Sidney Green.

Bailey lo incontra. Sidney ci prova.

Sidney Green era un forward-star per l’UNLV,

ed è un grande giocatore, davvero grandioso, ma tosto.

È bello tosto.

Sidney fece un commento su...

Sidney Lowe Senior nei Wolfpack 1983

...che è Thurl Bailey.

“Sì, ho visto l’incontro ieri sera, e Bailey mi ha lasciato indifferente.”

“Non ho paura di Bailey.”

Beh, sta provando a farsi largo.

Vedete, pensavano tutti che Thurl, poiché era molto snello,

parlava poco... Che fosse un mollaccione.

Hai detto niente a Sidney Green?

Sai, era lui che parlava, e basta.

- Già. Già. Vero. Già. - E leggemmo... Leggemmo l’articolo,

sapete: “Bailey non... Non mi ha mostrato niente.”

- Giusto. - I media volevano incitare una rissa.

- Già. - E io dissi loro:

“No, era un gran giocatore e”... Ma intanto pensavo:

“Lo straccerò da paura.”

Dico solo, sapete?

Ed ecco Sidney Green.

Si fa strada al canestro e fa punto, e fallo.

L’UNLV con il gioco di Sidney Green ha dominato l’incontro.

Restano undici minuti e mezzo, con un vantaggio di 12 punti.

Il più vasto dell’incontro, e Jim Valvano

non vuole vedere il suo sogno infrangersi qui.

Quell’articolo in quel giornale mi mise molta responsabilità addosso,

non che dovessi entrare e vincere l’incontro da solo

ma avevo un incentivo in più per giocare bene,

per aiutarci ad avanzare al nuovo... Allo stadio successivo.

Lorenzo Charles sbaglia, Bailey è lì.

Bailey si fa notare.

Ricordo di avere molta più responsabilità all’attacco

verso la fine di quell’incontro.

Dereck, e Sidney, e tutti erano...

Mi passavano tutti la palla.

Whittenburg all’interno a Bailey.

Bailey fa un gioco interno e conduce di quattro punti.

Ma Bailey ha fatto i suoi ultimi cinque.

- La difesa... - La facemmo una questione personale.

Thurl, che parla poco, disse:

“Sapete, lascerò che a parlare sia il mio gioco.”

e non concesse nulla...

Per noi fu più personale che per Thurl.

C’erano tanti sguardi del tipo:

“Vogliamo battervi tanto quanto voi volete battere voi.”

NCAA SPORTS N.C. STATE 67 UNLV 70 2ª METÀ

I Wolfpack con la palla.

Whittenburg da metà campo, 70-67.

Ecco il pallonetto di Thurl Bailey.

Un saltatore, bene.

Thurl ne fa un altro ancora.

L’UNLV conduce per un punto.

Pensare all’articolo da Sidney Green

e come non avevo mostrato...

Dovevo fargliela vedere.

Settanta a 69...

NCAA SPORTS N.C. STATE 69 UNLV 70 2ª METÀ

25 secondi,

e il Wolfpack prova a fare una mossa.

Dereck Whittenburg sbaglia all’esterno.

Thurl Bailey al rimbalzo.

Di nuovo Bailey, va bene e il N.C. State passa al comando.

Quando il tiro partì,

Sidney Green era proprio davanti a me

e reagì un po’ troppo lentamente

e io l’afferrai, e la infilai nel cesto.

Giustizia poetica.

Giustizia poetica.

NCAA SPORTS N.C. STATE 71 UNLV 70 2ª METÀ

Due secondi, Hudson la passa a Booker,

Booker la lancia, ed è finita.

L’incontro è finito.

Il N.C. State trionfa di nuovo.

Non gli ho ma detto niente durante la partita,

mentre giocavamo, e non gli ho detto nulla.

Dissi qualcosa durante la conferenza stampa.

Dissi: “Quanto è bravo Thurl Bailey, adesso?

- Quanto è bravo Thurl Baily adesso, Sid?" - No.

Mica male, non è vero?

Come ci si sente ad avere così tanti incontri tirati

e fare delle rimonte drammatiche come avete fatto, Thurl?

Beh, sembra che ora sia un’abitudine.

Ne abbiamo fatti quattro, cinque di seguito, così.

Quanto possiamo continuare così?

Stavano iniziando a darci nomignoli.

Ci chiamarono il Team of Destiny,

Cardiac Pack.

Siete un Team of Destiny, cosa ne pensate? È destino?

Dirò la verità, sembra iniziare a esserlo.

- ...siamo arrivati... - Ne abbiamo fatti cinque così.

Quando ne hai cinque, sei iniziando dal Torneo ACC.

- Sì, già. - Porca vacca.

Ve lo dirò, è... È straordinario.

Sapete, quel tipo di spirito del mai darsi per vinti,

il pubblico lo percepì,

e chi era V in quel momento e com’era la squadra,

eravamo un gruppo di ragazzi che voleva divertirsi

che, uh, parlava con chiunque ed eravamo solo felici.

E il pubblico lo percepì.

Ma volevo salutare mio papà e mia mamma,

e tutti i miei fratelli. E la multi-famiglia...

Ehi, ho dimenticato mio... Dimenticai mio papà, la mia sorellina,

e il mio fratellino.

E lasciate che vi dica, Ned, mi inviò dei soldi.

Mi stanno sudando sul vestito.

- Devo indossarlo di nuovo. - E...

Andiamo. Bene.

Grazie.

- Bene. - Oh, è un’esperienza?

Sentite quei fan. Adorano questi ragazzi.

Quando il coach V porta un sacco di lettere,

telegrammi da tutti, gente che non conosci nemmeno.

Lesse... Legge la lettera di una signora

il cui marito è in coma in un ospedale.

È un fan del basket.

Lei non lo è affatto.

Ma siete nella stanza d’ospedale con lui mentre è in coma

e accende la TV sulla nostra partita

perché forse lui riesce a sentire il gioco.

E lei lo segue in questo viaggio.

Impara chi è la N.C. State e come sono emersi dal nulla,

e come hanno ottenuto grandi cose.

E lo scrive in quella lettera: “Voi ragazzi

mi avete dato una ragione per credere.”

Dunque ora rappresentiamo qualcosa

che non potevamo nemmeno immaginarci, prima.

Non si tratta solo di vincere incontri,

si tratta di speranza.

E come le sue condizioni peggiorarono,

passò molto tempo al Duke Hospital.

Ed è ironico che Coach Krzyzewski,

Coach K, lo visita più di tutti.

Questa parte è su alcuni dei migliori coach di tutti i tempi

e quando vedo... Questa è di me e Jimmy.

Innanzitutto, due dei più grossi nasi di ogni tempo.

- Ma... - Misuriamo i nasi, qui?

Credo che stessimo per prenderci a beccate a vicenda, sai?

Proprio qui, facendo così.

Mike Krzyzewski Coach Capo della Duke

Siamo venuti quaggiù insieme all’ACC nello stesso...

Nello stesso anno, ma lui non mi piacque.

Vado contro di lui.

Lui è un tizio esuberante e il più delle volte

quando la gente vince, non esprime le sensazioni

come questo italiano da New York.

Cosa sta facendo?

Ce lo rinfaccia?

Poi, quando smise di fare il coach e iniziò alla televisione,

diventammo amici legatissimi.

E quando iniziò a lottare contro il cancro, diventammo amici speciali,

Sono stati davvero quattro dei mesi più belli

che io abbia mai avuto in un’amicizia con nessuno.

All’ospedale della Duke,

dovemmo mandare via infermieri e tutti quanti.

Parlavamo, ridevamo, piangevamo,

e lì mi chiese, mi disse: “Ehi, ho questa idea

di provare a battere...” Mi dice: “Dicono che non posso batterlo

ma voglio esserci quando lo battiamo.

E la V Foundation iniziò nella sua stanza d’ospedale

in quel periodo.

Era un’idea di Jim da coach: “Come posso vincere?

Come posso vincere?

Io... Mi dicono che mi resta poco da giocare in questa partita.

Continuo a giocare finché non vinciamo.”

24 marzo 1983

Abbiamo vinto tutti questi assurdi incontri tirati.

Dobbiamo arrivare ai 16.

Semifinali del Torneo Regionale NCCA

Alla fine abbiamo una vittoria facile contro lo Utah.

Ecco qua, Whittenburg con un pallonetto.

Siamo appena dietro...

Ancora una vittoria e andiamo fra i quattro finalisti.

Ma indovinate chi ci aspetta?

"Oh, gente, il mostro,

il fagiolo magico. È lui.”

E stavolta dev’essere furioso

che gli abbiamo rubato il Torneo ACC.

Ricordo che prima di quell’incontro, un reporter mi chiese:

“Beh, li avete appena battuti.

Siete più sicuri, ora?"

Cioè, è Ralph Sampson, per amor di Dio. Sicuri?

Siamo matti?

Finale del Torneo Regionale NCAA NC State (23-10) vs Virginia (29-4)

Il NC State ha tirato la palla così bene...

Palla a Sampson.

La vuole.

Va a Ralph.

Ha fatto gli ultimi sei tiri, ora.

Quanto era plausibile pensare di poterli battere due volte,

in due giochi consecutivi?

Quanto era plausibile?

Thurl Bailey Senior nei Wolfpack 1983

Beh, considerando dove eravamo,

sapevamo che era possibile.

NCAA SPORTS N.C. State 49 VIRGINIA 56 2ª Metà

Sette punti di vantaggio per il Virginia. Il loro vantaggio più grande.

Indietro di sette, con sette minuti alla fine...

Dereck Whittenburg Senior nei Wolfpack 1983

...tempo che basta e avanza, specialmente per noi.

Cioè, cavoli, ci hai dato cinque minuti in più

per fare qualcosa che avevamo fatto prima.

Whittenburg, spara e colpisce.

Cozell McQueen passa a Lowe, poi va verso l’alto,

Sidney Lowe, linea di base.

A Thurl Bailey sfugge la palla e il NC State segue di due punti.

Un minuto e mezzo di gioco.

Whittenburg... Oh, attenzione!

Abbiamo la prima parità dal 10-10...

Parità, e mantengono il controllo della palla.

E loro... La tengono.

La passano in giro...

Credo che stiano giocando per l’ultimo tiro.

Resta solo un minuto.

Così V urla: “Fallo!"

Whittenburg fa un fallo su Othell Wilson.

Chi fa una cosa simile? Chi fa un fallo in parità?

Ma, sapete...

Cosa si può dire?

Oh, no. Non è affatto convenzionale.

È una follia.

Va ben oltre le cose tecniche del manuale del coach.

E ora tutti gli occhi sono puntati su Othell Wilson.

C’era molta più pressione...

Dave Odom Assist. Coach del Virginia

...perché sapevamo che era un fallo intenzionale

ed era, cioè... Ti guardava direttamente

sfidandoti a fare quei due tiri liberi.

E vedevi che chi avrebbe fatto quei tiri si sentiva i suoi occhi addosso.

In quel caso facevi bene se azzeccavi il 50 percento dei tuoi tiri liberi

che non basta per vincere l’incontro.

11-OTHELL WILSON STAGIONE: 72,6%

Ora, ecco Othell Wilson...

Già. Sette punti...

...palla.

Non va bene. Ha sbagliato.

Il Wolfpack ha la palla.

Virginia 62, North Carolina State 61.

Dereck fa la sua mossa.

Su, spinge in fuori, Charles ha... Non va bene.

Fallo del Virginia.

E Lorenzo Charles va sulla linea

e se sei il Virginia e ti serve qualcuno sulla linea,

vuoi proprio Lorenzo Charles.

Mi sento bene perché so che non è un bravo tiratore ai liberi

e se Othell Wilson ne ha uno su due,

lui probabilmente avrà 0 su due.

Ricordo il coach V che ci parlava specificamente

di cosa fare quando Lorenzo fa i suoi tiri liberi.

Quella era la nostra strategia.

Sapete, non stava dicendo davvero... Non diceva:

"Bene. Dovete fare così.”

Diceva: “Gente, ecco cosa faremo

quando Lorenzo farà i suoi tiri liberi.”

Charles,

due tiri.

Due tiri.

Questo è un tiro libero senza problemi per uno che normalmente ha difficoltà.

Punteggio in parità.

NCAA SPORTS N.C. STATE 62 VIRGINIA 62 2ª Metà 0:23

Si possono dare tutti gli onori al Virginia

in questo momento con i tiri liberi.

Il Virginia ha 23 secondi ed è indietro di un punto.

NCAA SPORTS N.C. STATE 63 VIRGINIA 62 2ª Metà

All’ultimo gioco abbiamo quattro persone su Ralph.

NCAA SPORTS N.C. State 63 VIRGINIA 62 2ª Metà

“Non fate prendere la palla a Ralph.” Sento solo quello.

“Non fate prendere la palla a Ralph.”

Sette secondi sul timer.

Questo è il tiro.

...un hook shot all’interno.

Palla buona. È finita.

Vince il NC State.

E il North Carolina State ha battuto il Virginia

per la seconda volta di seguito dopo l’attacco dei “cardiac kids”.

Cos’hai detto alla panchina del Virginia?

- Già. - Mi prendevano in giro

- ogni volta che tiravo. - Oh.

- Nessuno lo sapeva. - D’accordo.

Cose tipo: “Oh, hai sbagliato, Whittenburg, non sei così bravo,”

così andai a dire davanti alle telecamere: “Tornatevene a casa.”

- Già, te la sei giocata bene. - Tornatevene a casa.

Tornatevene a casa.

Cavoli, tornatevene a casa.

Tornatevene a casa.

Hanno battuto il grande Ralph Sampson due volte.

L’hanno battuto nel Torneo ACC, quando contava.

E per batterlo... Per andare fra le quattro finaliste,

loro possono fare tanti altri incontri.

A noi bastano quei due.

Avete vinto otto incontri di fila, avete vinto incontri all’ultimo momento,

e questo ne è stato un altro esempio.

La tua squadra ha un gran cuore.

Sai, una cosa, quando si parla di cuore e di carattere,

a questi ragazzi non mancano, e i tre senior,

sai, Whittenburg e Lowe e Bailey,

è come se fossimo in una storia d’amore, adesso.

2.000 fan assiepati lungo i cancelli del terminal sud a mezzanotte

per vedere i campioni dell’ovest tornarsene a est.

Sono passati 10 giorni e 11.000 chilometri

da quando questa squadra ha messo piede sul terreno del North Carolina.

Congratulazioni. Siete straordinari.

Già. È stato... È davvero fantastico.

Tornerete mai a terra dopo queste vittorie stratosferiche?

Non... Beh, non ancora per una settimana.

Ci manca una settimana.

C’era gente ovunque.

Ci incitavano, cioè, era da pazzi.

Dovevo toccarli tutti.

Fino all’ultimo.

Siamo su un bus

e la gente è assiepata sopra al ponte,

ammassati ai lati della highway e sul ponte.

Ci saranno state 5.000 persone agli allenamenti.

E guardai V e gli dissi:

“Cosa ci fa qui tutta questa gente?

Non siamo mai venuti qui con 5.000 persone agli allenamenti.”

E lì V mi mise le braccia attorno e mi disse:

“Goditela e basta.”

Facemmo un raduno e direi che c’erano 6.000 o 7.000 persone

e qualcuno disse: “Se mettiamo qui il bus,

possiamo farli entrare di nascosto.” Dissi: “Farli entrare dove?

Voglio essere nel mezzo di questa folla.”

Cioè, quanti raduni hanno fatto per voi?

Sapete, quanta gente viene a un raduno per te, in una vita?

Ora che arrivassero ad...

...Albuquerque, Valvano era il prescelto dal destino.

Era come...

E avrebbe tenuto in mano il microfono

e tenere le cose sciolte.

...da Albuquerque, nel New Mexico. È Jim Valvano nel nostro show.

E, coach, che benvenuto.

Ognuno pensava... Questo è come...

...stiamo andando in guerra e, sapete...

Sonny Vaccaro Amico

...ci siamo, è finita,

rischio la vita, fate silenzio, andate a dormire, e quant’altro.

Lui non era fatto così.

Se n’è uscito e... Ora, ha tutte le attenzioni del mondo

mentre gli altri tizi stavano scappando da quelle attenzioni.

Quella telecamera era su di lui con un gruppo di scatenati

dal North Carolina.

Mi hanno chiesto, il reporter disse quando avremmo il coprifuoco

e per la prima volta da 16 anni,

abbiamo avuto un coprifuoco e voglio che tutti sappiano

che ogni fuoco era coperto.

Na, na, na, na, la, la, la

- La, la, la, la, la, la, la... - Wolfpack.

N.C. STATE Benvenuto Wolfpack

Quattro Finaliste del Torneo NCAA NC STATE (24-10) vs. Georgia (24-9)

Eccoli per le semifinali Nazionali.

Giocare con la Georgia che ha battuto il North Carolina,

un’altra squadra-Cenerentola.

Abbiamo giocato uno degli incontri migliori e li abbiamo gestiti bene.

Il North Carolina State ha vinto il 25º incontro dell’anno.

Ma nessuno stava guardando il nostro incontro.

Erano tutti presi da Louisville-Houston.

Quattro Finaliste del Torneo NCAA Houston (30-2) vs. Louisville (32-3)

E ora, a centro scena,

le due squadre rosse numero uno e due del Paese.

I Louisville Cardinal sono la numero due,

gli Houston Cougars la numero uno.

Un giornalista sportivo ci paragonò a...

David Rose Guardia Senior degli Houston

...una confraternita, e questa fu chiamata Phi Slama Jama.

Un articolo in un giornale si trasformò in un fenomeno nazionale

e credo che vincemmo 26 incontri di fila.

Abbiamo fatto un trionfo...

Hakeem Olajuwon Centro al Secondo Anno negli Houston

...con la forza, sapete?

Ed è quello che potenzia un’intera squadra.

E così c’erano... Era unità da ogni posizione...

guardie, ali... Tutti andavano alla grande.

Michael Young era potenza pura.

Reid Gettys Guardia al Secondo Anno negli Houston

Metteva la palla nella mano sinistra,

sembrava un difensore della NFL e poi, boom.

Larry Micheaux “Mr. Cattivo.”

Non si è ritrovato quel soprannome per caso.

Benny Anders era la versione umana di un film di successi.

Olajuwon insaccava ogni cosa.

E quelli che non andavano dentro, era perché non ci aveva provato.

Clyde Drexler è come se lo avessero calato dal soffitto.

Ricordo che stavamo giocando contro i Memphis State,

ripartiamo dopo una breve pausa

e vedo Andre Turner prepararsi

a caricare e penso: “Oh, gente.”

Clyde decollò ed era come se si fosse sulla pista di un aeroporto.

Uh-oh. Oh. Incredibile.

È saltato sopra all’avversario. Gli è saltato sopra!

È stato incredibile.

Per molti questa è forse la squadra più di talento mai giunta in finale,

forse con alcune stelle che diventeranno professionisti.

Già. Non dico nulla in contrario.

Per tutto l’anno tutti... Parlavano tutti di noi,

sapete? Non correte con loro, non correte con loro,

non accelerate il gioco, trattenete la palla, rallentate,

rallentate, e il Louisville disse: “Ma stiamo scherzando?

Noi giochiamo così.”

Omoni di due metri che si contendono la palla sul campo...

Sapete, abbia inizio il gioco.

E, gente, che partita che è stata.

Bobby l’ha persa, l’ha ripresa.

È... dalla squadra.

Michael Young, bellissimo passaggio.

Terry Gannon Al Secondo Anno nei Wolfpack 1983

Un cesto dopo l’altro. Passaggi strepitosi

e intese, era straordinario.

Ci siamo. Attenzione.

Non avevo visto una partita così da 30 anni.

Ecco Benny Anders, ...alle costole, oh.

Noi eravamo migliori in quell’incontro

di quanto non fosse il Louisville.

Raggiunto da Anders.

Che incontro che sta giocando...

...avete visto?

Clyde decollò.

Era come se non volesse più atterrare.

E Dave Rose mi guardò e disse:

"Bello, quando saremo vecchi,

diremo a tutti che abbiamo giocato

con alcuni dei migliori giocatori di sempre.”

Eravamo tutti in una stanza a guardare l’incontro

e assistemmo a quello spettacolo.

Olajuwon era il solo tizio

per cui tutti dissero: “Wow.”

È una forza, è dominante... È un problema.

Respinto da Olajuwon.

Tre, due, ed è finita.

Voialtri oggi avete fatto 13 schiacciate.

Non so se vi rendete conto che è davvero buono e la percentuale...

- Quante? - 13.

Tutto lì? Per me è fantastico.

Oh, santi numi. Cosa sta per succederci?

Già. Abbiamo avuto una grande stagione,

ma siamo davvero pronti per questa squadra?

4 marzo 1993 ESPY Awards

Ricordo la sera prima delle prove per gli ESPY.

Ero fuori di testa. Volevo chiamare V a casa.

Al telefono mi rispose sua moglie, Pam, giù in Carolina

e le disse che dovevo parlare con Jimmy, ma lei: “Sta molto male.

Non vuole parlare con nessuno.”

Dissi: “Mettilo al telefono, Pam.

Devo parlare con lui.”

Finalmente ho Jimmy al telefono e gli stavo dicendo

di che serata fantastica che sarebbe stata

e lui mi disse, interrompendomi,

disse: “Dick, non m’importa di trofei, placche o premi.

Non vedrò la mia bambina diplomarsi... a scuola.

Non accompagnerò le mie figlie all’altare.

Non verrò.” Dissi: “Jimmy, tu devi venire.”

Lui e Pam e io e mia moglie Mickie volammo giù insieme.

Lui ha vomitato per tutto il volo.

Mike Kryzewski Coach Capo della Duke

Pam aveva un sacchetto che era... Era per vomitare,

e doveva portarlo in giro di continuo

perché poteva capitare in ogni momento.

Era impossibile che quella sera avrebbe fatto un discorso.

Parlo di un uomo a cui ho imparato a volere bene,

che rispetto, che ammiro. Il mio caro amico, Jim Valvano.

Faticò persino a salire fino al podio.

Ma vi dirò che, una volta lì,

partì.

Non ho una di quelle cose con il gobbo davanti,

quindi parlerò più a lungo di chiunque abbia parlato questa sera.

Andrà così.

Il tempo è molto prezioso, per me.

Non so quanto me ne rimanga.

Terry Gannon Al Secondo Anno nei Wolfpack 1983

Il discorso agli ESPY che ora è diventato una parte immensa

della vita di quelli che, sapete, conoscevano Jim Valvano

o magari non lo conoscevano prima.

Innanzitutto era una cosa che, per noi che eravamo sul campo

all’epoca o che giocavamo per lui,

era quello che faceva prima di ogni incontro,

e lo faceva a metà di ogni incontro.

Ci sono tre cose che dovremmo fare ogni giorno.

Se lo facciamo ogni giorno della nostra vita, si... Che meravigliosa...

La prima è ridere. Dovreste ridere ogni giorno.

La seconda è pensare.

Dovreste passare un po’ di tempo con i vostri pensieri.

E la terza è che dovreste far sì che le vostre emozioni vi facciano piangere,

per gioia o per felicità.

Pensateci: se ridete, pensate e piangete,

è una giornata piena.

È una gran giornata.

Se lo fate sette volte a settimana, avrete qualcosa di speciale.

E quello schermo lassù sta lampeggiando, “30 secondi,”

come se mi fregasse adesso di quello schermo, eh?

Ho... Ho... Ho tumori in tutto il corpo.

Mi preoccupo ora di un tizio là dietro che mi dice che 30 secondi, eh?

Sei un...

Dice al tizio...

Sonny Vaccaro Amico

...che non ti presto attenzione, mi ricordo.

Dio gli ha dato delle parole quella sera da passare a noi.

Quello che mi piacerebbe poter fare è passare il tempo che mi è rimasto

e dare... Forse qualche speranza agli altri.

Mi serve il vostro aiuto. Ci servono soldi per la ricerca,

forse non salverà la mia vita, ma potrebbe salvare quella dei miei figli,

potrebbe salvare qualcuno che amate ed è molto importante

e così diamo il via alla Jimmy V Foundation

per la ricerca sul cancro.

E il suo motto è “Non datevi per vinti.

Non datevi mai per vinti.”

Il cancro potrà anche portarmi via le mie abilità fisiche,

ma non può toccarmi la mente, non può toccarmi il cuore,

e non può toccarmi l’anima, e quelle tre cose

andranno avanti per sempre.

Vi ringrazio, e che Dio vi benedica.

Vedendolo fare quel discorso agli ESPY,

avevamo un sorriso enorme stampato in viso per tutto il tempo,

pur sapendo cosa stava passando

e sapendo che quello che aveva...

Thurl Bailey Senior nei Wolfpack 1983

...era terminale, stava ancora lottando.

Avrebbe vinto ancora.

Avrebbe vinto ancora.

3 aprile 1983

Il giorno prima del Campionato della NCAA

Coach, può dirci come, se può,

come gestirete Hakeem... Come lo fermerete?

Non ci occuperemo solo di lui,

ma proveremo a gestire la loro squadra giocando un po’,

oso dirlo, un gioco con un tempo più lento.

Ci siamo allenati... Ci siamo allenati oggi alla 2:00,

dalle 2:00 fin verso le 3:30,

non andremo a canestro per un’ora e mezza, sapete?

Così, se abbiamo questa apertura,

magari proviamo ad andare a canestro martedì mattina.

Si Avvicina la Mezzanotte per il N.C. State

Se mi aveste chiesto come diavolo il North Carolina State avrebbe battuto Houston?

È impossibile che sarebbe... Che fosse potuto succedere.

Dite una preghiera per il povero vecchio N.C. State

Pensavo che lo Houston li avrebbe uccisi.

Non penso che ci sia modo perché il NC State possa vincere.

Mia madre, il cui secondo figlio lei adora come nulla al mondo,

cioè, lei... Mia madre ha scommesso sullo Houston

e gli diede otto punti, per quel giorno.

Ve lo dico io, è molto deludente.

Dunque nessuno pensava che potessimo vincere quell’incontro.

4 aprile 1983 Albuquerque, New Mexico

Incontro del Campionato NCAA

Arriva l’ora della partita ed entriamo negli spogliatoi...

Sidney Lowe Senior nei Wolfpack 1983

...e il Coach V che ha sempre detto ai media

di come manterremmo la palla, ora ci si mette davanti

inizia a dire, sapete:

“Se pensate che tratterremo quella palla

davanti a questi milioni di persone,

siete fuori di testa.”

E dice di tutto, e biiip, e poi ancora biiip, biiip.

Disse: “Pensate che tratterremo la palla?”

Dereck Whittenburg Senior nei Wolfpack 1983

“Cioè, siamo qui adesso.

Whit, tu tirerai fin che vuoi, e Sidney, tu gestirai lo spettacolo.

E Thurl Bailey, un lancio via l’altro."

Disse: “Non terremo la palla,

ma la... Gliela ficcheremo giù per la gola.”

Ci diede ogni munizione che aveva

per darci l’ida che era ora o mai più.

Max Perry Assist. Diplomando nei Wolfpack 1983

Non ho mai parlato di quel discorso senza commuovermi.

Era davvero eccellente.

Prese quei ragazzi da qui

e li portò qui, in un lampo.

E non uscirono dalla porta.

Sfondarono il muro di mattoni per scendere in campo.

Diene giù McQueen nell’angolo, passaggio a Sidney

che spara un lancio da sei metri, ecco.

Rimbalzo e schiacciata di Thurl Bailey.

Il NC State è spietato.

E stupirà non poche persone.

E usciamo e siamo incandescenti.

Eravamo pompatissimi,

ma non riuscivamo a fare un tiro.

Da cinque metri, non è buono.

E ora il North Carolina State ne ha sbagliati 10 di fila.

Voialtri andavate su e giù

e noi avevamo tirato tipo 80 volte nei primi due minuti.

- Già. - E tre canestri.

Coach V saltò su e disse:

“Sapevo che avremmo dovuto trattenete quella... palla.”

“Dannazione!”

E Coach V aveva detto ai ragazzi: “Sentite,

non schiacceranno la palla,

perché quando schiacciano la palla

iniziano a gasarsi,

e diventano sicuri di loro e non possiamo affrontarli così.

Dunque, non importa cosa succede, ma loro non faranno canestro.”

Stavamo cercando di trovare il ritmo

ma... Il tempo...

Hakeem Olajuwon Al Secondo Anno nello Houston

...non riusciamo a entrare in quel ritmo

e, sapete, ci eravamo sbagliati

...di brutto.

Dobbiamo segnare presto...

David Rose Senior negli Houston

...e a volte, quando non segni presto,

la squadra si guarda intorno e si chiede:

“Bene. Chi prenderà in mano il gioco?”

E Clyde si ritrovò nel mezzo di un fallo,

e quello è un po’ debilitante.

Palla persa presa dall’NC State

e re-intercettata e persa, fuori campo,

e Drexler ha quasi commesso fallo.

NC State 10 Houston 7 12:20 restanti prima metà

Sì, Kirk, lo stanno additando ora.

È il suo terzo fallo.

Clyde stava patteggiando con il coach.

Reid Gettys Al Secondo Anno nello Houston

“Non mi faccia uscire, non mi faccia uscire.”

E ricordo di aver pensato: “Questo è un azzardo.”

Ecco Whittenburg,

rimbalzo a Micheaux,

ne esce Drexler, guardatelo bene, ora.

Ricordate quando una settimana prima del torneo...

- Uh-hmm. - Stessa situazione.

- Giusto. - Andre Turner.

- Oh. Che saltò sopra il... - Gli saltò sopra.

- Giusto. - E fece una schiacciata.

Giusto, giusto.

E così lui... Così ne viene fuori un lungo rimbalzo

e Clyde lo prende e io inizio a indietreggiare,

- ero come... - Era su un poster.

Oh, Cristo, sono qui, The Lone Ranger,

sarò su ogni poster per il resto della mia vita

in cui... Mi salta oltre.

E arrivo alla linea tratteggiata e dissi: “Uh-uh.”

Reggie, guarda quest’azione.

Oh, la carica.

Drexler ha commesso il quarto.

Ha puntato al placcaggio,

e a molti fan non è piaciuto l’arbitraggio.

Non è semplice da giudicare. È una di quelle...

Mi stava maledicendo, a terra. Era furibondo.

Lo rividi anni dopo

all’NBA All-Star Game a Charlotte negli spogliatoi,

e capivo che stava cercando... Mi guardava

e cercava di ricordarsi. Mi conosceva ma non sapeva dove...

Così vado... Vado da lui e dico:

“Clyde, l’ultima volta che ti ho visto eravamo sdraiati sul pavimento

nell’arena di Albuquerque

e tu mi hai chiamato con ogni nome possibile.”

Mi disse: “Gannon! Sei ancora molte di quelle cose.

Mi hai placcato, era un fallo per te.”

E la prima metà è finita.

Siamo North Carolina State 33, Houston 25...

NC State 33 Houston 25 Intervallo

...e finora una grossa sorpresa.

Arriviamo all’intervallo e siamo in vantaggio di otto punti

contro il possente Houston,

50 milioni di persone ci stavano guardando

e avevamo 20 minuti

e la possibilità di vincere il Campionato Nazionale.

Inizio della Seconda Metà

Whittenburg si fa avanti...

Avete visto Hakeem, l’ha caricato con la palla.

Alvin Franklin.

Caspita, che risveglio.

Risvegliammo Phi Slama Jama.

Li risvegliammo.

E lo Houston è in fuga, un lungo passaggio ad Anders,

avvicinamento all’angolo destro, con l’idea di tirare...

Olajuwon, tira da due metri, va bene.

Ci fu uno sforzo comune nella seconda metà,

per dare la palla all’omone, darla a lui,

vediamo se... Vediamo se Cozell McQueen

può gestire Hakeem da vicino.

Gettys con la palla sul lato sinistro,

va da Olajuwon, lo intralcia,

fino in fondo, un salto... Stupendo!

Simao ora 35 a 33. Lo Houston ha...

Houston ha superato l’NC State mandandolo nell’oblio.

Era molto intimidatorio, sotto canestro.

Ernie Myers Matricola nel Wolfpack 1983

Nessuno riusciva a lanciare.

Era dappertutto.

Hakeem con un altro blocco.

Oh, di nuovo Olajuwon.

17 punti, 17 rimbalzi, e 7 blocchi.

Non poco.

34-AKEEM ABDUL OLAJUWON PUNTI 17, RIMB 17, TIRI BLOCC 7

Di nuovo Olajuwon, e di nuovo buona.

E siamo 42 a 35, il più grosso distacco dello Houston nell’incontro.

N.C. STATE 35 HOUSTON 42 2ª METÀ

E ricordo di essere seduto in panchina, e guardavo il timer,

siamo in vantaggio di sette, e ho questa sensazione

che vinceremo questo incontro,

che vinceremo anche questo

e diventeremo Campioni Nazionali.

NC State 35 Houston 42 10:05 rimasti

La cosa che accadde in quell’incontro fu che

ottennero il vantaggio

e Olajuwon si stancò

per via dell’altitudine di Albuquerque.

Jerry, Olajuwon è esausto.

Ma è lì con l’ossigeno, cerca di recuperare il fiato.

Se il tuo campion principale è stanco e mostra di esserlo,

allora di colpo l’armatura si sta spezzando

e di colpo li guardi e pensi:

“Uh-oh.” Non va mica bene.

E così Coach Lewis disse: “Devo guadagnare tempo.

Proviamo a rallentare il timer.”

A volte una squadra prende tempo troppo presto

e questo rovina il suo slancio.

- Già. - Ecco lì... La palla.

Ecco. Non è lo Houston, Bert, hai ragione.

Lowe ha la palla, nel cerchio, lato sinistro,

Whittenburg, una bella lunga, lì. Splendido.

42, 37, è stata...

Per molti versi, Guy Lewis

può essere stato un ottimo coach per noi quella sera

perché quando ritirò la palla, cambiò il gioco del tutto.

Ecco Lowe con un tiro da sette metri, canestro!

Siamo 52 a 48. Houston in vantaggio di quattro punti.

Ed ecco Young, Young ha la quarta

e ottiene un fallo da Charles per ostruzione.

Tornammo in un’area familiare,

in cui eravamo in svantaggio!

In cui eravamo a nostro agio.

Di solito è molto bravo con i tiri liberi.

Il suo tiro libero va fuori.

E va a Sidney Lowe.

Lowe passa a Whittenburg, tira dall’angolo sinistro...

Boom! E i Wolfpack sono a due punti.

Giù lungo il lato sinistro... Young passa a Olajuwon,

la passa a McQueen e sbaglia,

ripresa da McQueen, e da Lowe,

Sidney in area di tiro.

Sidney Lowe la lancia a Whittenburg,

Da otto metri, bene!

E ora sono in parità.

Ragazzi, hanno nove vite.

Non si danno mai per vinti.

N.C. STATE 52 HOUSTON 52 2ª METÀ

Ora vediamo cosa ne sarà di questa strategia.

Ecco qual era la strategia:

lasceremo loro passare la palla,

ma ci assicureremo di fare fallo su Alvin Franklin

la matricola. Ce ne assicureremo.

Gettys con la palla, a sinistra, Franklin la prende direttamente

...corre fin quasi a metà campo

e c’è un fallo di Whittenburg,

mentre raggiunge Franklin.

Immagino ci sia un grosso tiro libero per lo Houston

e Franklin va sulla linea.

Se fa canestro la prima volta e lo fa anche alla seconda,

potrebbe portare un vantaggio di due punti.

Era il bersaglio perfetto,

una matricola, 50 milioni di persone che guardavano quella partita,

e mi dite che farà canestro con quel tiro libero?

Franklin sulla linea, uno e uno, la pressione sale.

Questo è per il Campionato Nazionale. Il punteggio è in parità.

Il lancio è partito. Non è buono.

Rimpallo al North Carolina State.

Time out. North Carolina State 52,

Houston 52.

Che finale.

N.C. STATE 52 HOUSTON 52 2ª METÀ

52-52, tutti urlano e gridano.

Jim Valvano del North Carolina State disse:

“Credo nell’avidità.”

Perché li sente come una squadra del destino.

Eravamo abbastanza calmi.

Il piano era di scendere in campo, trattenere la palla...

Sidney Lowe Senior nei Wolfpack 1983

...per l’ultimo tiro.

Avremmo aspettato lo scadere del timer

e poi a 10 secondi dalla fine, io avrei preso la palla.

Avevo segnato due o tre punti di fila...

Dereck Whittenburg Senior nei Wolfpack 1983

Sono pronto. Sono gasato.

Rinvio ai Wolfpack,

a metà campo, l’orologio ticchetta.

Ci eravamo aspettati che lo Houston avrebbe fatto

ciò che avevano fatto: giocare uomo a uomo,

mentre escono nell’area...

Terry Gannon Al Secondo Anno nei Wolfpack 1983

e ora è la trap del... Ora siamo fregati.

È una trap a metà campo ma Jim Valvano forse non l’aveva anticipata.

Quindi ora si passano la palla,

ed è lì quando, sapete, iniziate a dire:

"Bene. Cosa sta succedendo?"

La palla va n ogni posto,

non dovrebbe essere lì, due volte! Quasi la rubano.

Mancano 25 secondi.

Passaggio pericoloso.

Sembrava che in qualche modo

la palla sarebbe stata ritornata

e so che sono bravi ragazzi, Houston... Mai cattivi...

Max Perry Assist. Diplomando nei Wolfpack 1983

...avrebbero vinto e i bravi non ci sarebbero riusciti.

Ricordate che hanno Hakeem, lì,

a bloccare qualsiasi cosa entri.

Mancano 14 secondi.

Oh, quasi rubata da Drexler.

Ora Sidney va da Bailey nell’angolo.

Sid mi passa la palla nell’angolo.

Thurl Bailey Senior nei Wolfpack 1983

Vuole che la tiri io.

Ma non ho fatto un canestro nella seconda metà.

Così guardo Whit

che è un po’ oltre la metà campo

e devo fargli avere la palla.

Così guada e fa quella

pessima giocata fondamentale di Thurl,

un passaggio a metà campo.

Houston ha tutti quegli atleti.

Mi arriva la palla

e siamo io e Benny Anders allo stesso tempo.

Mi sono alzato e ho pensato che fosse la palla definitiva.

Benny prende quel passaggio. Lo intercetta.

Reid Gettys Al Secondo Anno nello Houston

Lo... Sapete, ero lì che pensavo:

che finale poetico per questa stagione.

Vinceremo il Campionato Nazionale

per un furto dopo una trap e una schiacciata.

Benny Anders si stente per la palla

con una mano e io mi stendo con due.

Grazie al Cielo per la DeMatha High School e Morgan Wootten,

che mi hanno insegnato il principio fondamentale

di afferrare la palla con due mani.

Whit ha la palla a 10 metri dal canestro.

E in quel momento,

agito le braccia: “Sono libero!”

Terry, tutti dicono che eri libero

sul lato destro.

Eri libero?

Ci fu un breve momento di follia

in cui pensavo davvero che il tizio

che aveva la palla a metà campo l’avrebbe passata a me.

Ma quel momento svanì quando capii che eri tu.

Non solo non te la passai,

non guardai nemmeno verso di te.

Te la sto ancora chiedendo.

- Sai cosa mi disse V? - No, non l’ha mai detto.

- No, non l’ha mai detto. - V l’ha detto eccome.

- Non disse nulla del genere. - Disse: “Sono contento che non hai dato

la palla a Terry perché se la sarebbe fatta addosso.”

Non ha mai detto niente di simile.

Se la sarebbe fatta addosso.

Bel passaggio. Davvero un bel passaggio.

Cinque secondi lasciati a Whittenburg.

So che devo andare là.

E la feci volare.

E la guardo, tutti la guardano,

ed è come se la palla andasse in slow-motion.

Whittenburg prova un tiro da 10 metri.

La traiettoria del lancio di Whit era impeccabile,

ma era... Certo, era corto.

Ed è lunga, e mancano tre secondi.

Pensai di poter correre ed afferrare la palla

ed era... Sapevo che era corta.

Hakeem Olajuwon Al Secondo Anno nello Houston

Ma temevo la difesa e le interferenze.

Dunque tutti rimasero immobili.

Il solo individuo che si mosse...

Fu Lorenzo Charles.

Devi buttarti a canestro.

Mancano sette secondi.

Si può vedere il tempo.

Whittenburg, oh, è lunga.

Hanno vinto. Allo scadere.

Lorenzo Charles la insacca.

Un tiro sbagliato da 10 metri!

Corsi a prendere Lowe per il collo:

“Caspita, ce l’hai fatta. Ce l’hai fatta.

Tu... Abbiamo vinto, abbiamo vinto, abbiamo vinto.”

Mi disse: “Lasciami il collo. Non riesco a respirare.”

Il North Carolina State ha sconvolto lo Houston.

Caddi in ginocchio,

vidi l’ondata di fan che entrava in campo.

Davvero magico.

Una volta dentro e noi che saltiamo e ci abbracciamo,

Luanne Sides, credo fosse lei che mi saltò sulla schiena,

una cheerleader carina, e chi arriva a togliermela di dosso

se non T, e mi afferra, e io: “Perché diavolo...

- Ehi, era un mio momento con te. - Finalmente mi stavano abbracciando.

Non era il nostro momento. Avremmo potuto averlo più tardi.

La squadra-Cenerentola ce l’ha fatta!

La scarpetta di cristallo si adatta.

I Wolfpack hanno vinto il Campionato Nazionale.

Corsi ed andai a centro campo ad Albuquerque, nel New Mexico,

con 50 milioni di persone che mi guardano, no?

Per abbracciare Dereck Whittenburg.

E per la prima volta in 10 incontri,

sta abbracciando qualcun altro.

Così sono lì nel mezzo, da solo.

V corre in giro.

Cercava qualcuno da abbracciare.

Così trovò l’amico più vicino e gli saltò addosso.

Ma dopo, è stato buffissimo perché mi disse:

“Dove diavolo eri? Ti stavo cercando.”

Dissi: “Beh, ti darò un bell’abbraccio proprio adesso, allora.”

Non era solo un momento glorioso del 1983.

Era Jimmy che correva per tutto il campo.

Sonny Vaccaro Amico

E quesi ragazzi, loro non... Guardate questi ragazzi, 30 anni...

Guardate cos’hanno fatto.

Avete mai visto più emozione

che all fine di questo incontro?

Che sia davvero successo?

Era incredibile.

Quando cerchi di definire la parola “incredibile”...

Mike Krzyzewski Coach Capo della Duke

...dici la State che batt lo Houston.

Quello era incredibile.

Se fossi un tizio di Hollywood,

e stessi scrivendo una sceneggiatura

su come sarebbe dovuta finire,

nessuno ti crederebbe.

Non può finire così, ma fu proprio così.

Ernie Myers Al Secondo Anno nei Wolfpack 1983

Quello fu un bel passaggio alla fine dell’incontro.

Fu un passaggio magnifico.

Quel gioco era stato disegnato per Lorenzo Charles.

E gli avevo detto di tenersi pronto.

Vidi Lorenzo libero. Renzo, prendila.

Oh, come...

Suona bene. Suona davvero bene.

- È un originale, no. - Gridò.

- Feci tutto in un movimento... - Lo, sta arrivando.

- La tira su... - Sta arrivando, Lo.

È una squadra del destino. Non c’è alcun dubbio.

Hanno nove vite. Hanno cento vite.

Non saranno mai battuti.

Alcuni giornalisti scrissero che era destino.

Sports Illustrated disse che era un miracolo.

E noi ovviamente diremmo:

"Ehi. Avevamo l’affiatamento.

Pensavamo di poter vincere.”

E il nostro coach ci disse

che avremmo vinto il Campionato Nazionale.

Dunque siamo in parte noi, in parte il destino,

e in parte un miracolo, e tutte e tre le cose.

Cosa posso dire? È un sogno per me e i miei giocatori.

Ed è magnifico. Non ho...

Io... Sapete, io... Tutti mi definiscono sciolto, ed è vero.

Ma ora... Sono quasi senza parole,

non mi vengono battute, oltre al clamoroso stupore

di far parte di una squadra campione nazionale.

E questi ragazzi, loro sono le stelle,

e hanno realizzato questo sogno. Sono davvero fiero di loro.

Non dimenticherò mai quando Obama venne a...

Qualcuno disse a Obama che Lo era all’aeroporto.

Mi chiamò: “Yo, bello, indovina chi ho conosciuto?”

“Chi hai conosciuto?”

Disse: “Ho fatto una foto con il presidente!”

Risposi: “Il presidente chi?”

“Obama, bello!”

“Hai fatto cosa?”

Obama voleva conoscermi. Gli diedi la mano,

posai per una foto, firmai un autografo con lui, così.

I servizi segreti vennero a prendermi.

Disse: “Quando arrivarono, temevo di aver fatto qualcosa.”

Wow.

Già.

Su quella nota, facciamo un brindisi

a Lorenzo Charles

che non è più con noi.

È una splendida riunione, questa.

Ehi.

Per quelli che sono con noi e non sono con noi.

Vi voglio bene, ragazzi.

- Vi penso sempre. - Anch’io vi voglio bene.

Di continuo, bello.

- Di continuo. - Di continuo, bello.

Una sera sono a casa, squilla il telefono. Rispondo: “Sì?"

Dicono: “È il... Parlo con il Coach Valvano?"

Dissi: “Sì, sono io.” E loro:

“Qui è la Casa Bianca.”

La Casa Bianca!

Cosa fareste se riceveste una chiamata dalla Casa...

Riagganciai.

Forse voi ricevete un sacco di chiamate dalla Casa Bianca.

E questa è... Era la mia prima.

Sapete, pensai fosse un... Che fosse mio cugino o chissà chi.

Sapete, mio cugino Tullio che mi chiamava o chissà cosa.

Così appesi. Il telefono squillò di nuovo.

Disse: “Coach, questa è la Casa Bianca.

Non riagganci.” Dissi: “No, è caduta la linea.

Non ho riagganciato.”

Fecero il primo grande sconvolgimento nella storia dell’umanità.

Era l’eredità dei perdenti.

Valvano, del North Carolina State,

fu la causa di questa incredibile nascita

del college basket.

E cambiarono il mondo.

Essere campione nazionale

ed essere una persona carismatica come lui,

adesso è una celebrità.

Ora è più grande della vita stessa.

Sono stato lontano dalla NC State.

Mi chiese di tornare e di fare il coach con lui.

Forse erano tre anni dal campionato,

ma le cose sono ben diverse.

Era richiestissimo.

Andava in giro a fare molti discorsi,

talk show.

Quando arrivò il successo,

ci si dimentica delle cose quotidiane.

E cos’è che dimentichi di più?

Dimentichi di essere un coach.

I ragazzi erano ingaggiati.

Alcuni di loro avevano un passato discutibile.

E così indagavo.

Dicevo: “Quel ragazzo è finito in un mare di guai.

Stu Coman Editore The Wolfpacker

Perché hai scelto lui?”

E lui rispondeva: “Credo di poter cambiare chiunque.”

Disse: “Se passo del tempo con questi ragazzi, penso

di poter fare la differenza e di far cambiar loro vita.”

Ma non poteva passare quel tempo con loro.

Poi la tempesta si abbatté.

FALLI PERSONALI

Con l’uscita del libro.

Un manager ed ex consulente accademico avevano collaborato,

cercarono di scrivere un libro su quello che succedeva

nel programma della NC State.

Le Promesse Spezzate e i Sogni Infranti

del Basket Milionario alla North Carolina State

di Jim Valvano

L’NCAA annuncia un’investigazione nelle accuse del libro su Valvano

Le accuse dicevano che gli studenti atleti

avevano chi facesse i lavori accademici al posto loro.

Dave Didion Investigatore dell’NCAA

Che ricevevano voti non accurati,

che ricevevano soldi,

che erano coinvolte attività di scommettitori.

I Wolfpack Oggetto di Indagine Statale Di BARRY JACOBS

Il North Carolina State Risponderà a Domande su Partite Truccate

Fu un anno e mezzo di intense notizie nazionali,

ogni giorno.

Ciò che scoprii fu che non esisteva un caso

in cui le cose sensazionalizzate dal libro fossero vere.

Non c’era un caso in cui gli studenti atleti venivano pagati,

e non davano loro voti non accurati.

Ciò che trovammo, e cosa per cui multammo l’istituzione,

fu che gli studenti atleti vendevano i loro biglietti omaggio per gli incontri.

Avevano anche venduto un po’ dell’equipaggiamento di gioco.

Dunque divenne davvero il primo caso

in cui una scuola venne accusata e trovata

priva di controllo istituzionale.

Jim non era coinvolto direttamente nelle violazioni,

ma era responsabile per essere a conoscenza

di come il programma veniva operato.

Mi assumo totale responsabilità e consapevolezza

per il nostro programma e io... Sono qui

perché vorrei far parte di questo... Della soluzione.

Penso che fosse colpevole di negligenza,

ma alla fine ci fu un gran numero di studenti atleti

che lo delusero.

Il N.C. State Sospeso dalla NCAA Punizione di Due Anni

per il Programma di Basket; Valvano Rimane Coach

Una volta rese pubbliche le scoperte

e le punizioni, il pubblico credeva ancora che

quel che era nel libro e quello che diceva di Jim fosse vero.

Era difficile far sì che la gente capisse

che quello non era necessariamente il caso.

Un anno e mezzo di pubblicità negativa,

voci su tutta questa corruzione, non si possono cancellare

nemmeno se l’NCAA interviene

e dice che il 99 percento non è affatto vero.

Valvano Pronto a Dimettersi

Fabbricarono cose per distruggerne l’immagine

perché... Non solo aveva vinto,

ma non sopportavano il modo in cui aveva vinto.

E lui non aveva imbrogliato.

E pensai che fosse ingiusto

quello che gli era accaduto,

era totalmente sbagliato.

Dopo la conclusione delle indagini

e Jim fu sollevato dal suo incarico

al North Carolina State,

gli scrissi una lettera di supporto.

Volevo che sapesse che pensavo il mondo di lui

e i suoi principi e ciò in cui credeva.

E poi provai la forte sensazione che, se avessi avuto un figlio

e se avessi dovuto scegliere un coach per cui giocare,

mi sarebbe piaciuto che avesse giocato per Jim.

Oggi la North Carolina State University...

Reynolds Coliseum 21 febbraio 1993

...commemora il 10º Anniversario di quella squadra-Cenerentola.

Di ritorno per il decimo anniversario del Campionato del 1983,

non eravamo sicuri che coach Valvano avrebbe partecipato.

Non solo era malato, ma...

Non pensavamo che avrebbe rimesso piede

nel Reynolds Coliseum dopo quanto successogli.

Era agrodolce. Era bello essere lì con tutti,

ma, sapete, ovviamente, qualcuno mancava.

Sapete, quel che stava succedendo davvero era...

Sarebbe arrivato, coach V?

Jim Valvano.

Sapevamo che sarebbe stata l’ultima volta che lo vedevamo come una squadra.

Ecco il nostro coach che adoravamo,

e di colpo non lo vedremo più.

Non riesco a parlarne.

Non ce la faccio.

Era dura per me

perché io... Non è come voglio ricordarlo.

Arrivò e lo aiutai a sedersi.

E mi mise le braccia attorno e mi disse,

in un orecchio: “Ti voglio bene.”

Mi disse che mi voleva bene.

Risposi: “Anch’io le voglio bene, coach.”

Lasciate che vi dica cosa significa per me...

La squadra dell’83.

Sono speciali perché hanno insegnato a me

e al mondo intero tante lezioni importanti.

La prima, la speranza,

che le cose possono migliorare

nonostante le avversità.

La squadra dell’83 mi ha insegnato a sognare

e l’importanza dei sogni,

perché nulla può succedere se non la si sogna prima.

E quella squadra mi ha insegnato la persistenza,

l’idea di non darsi per vinti mai e poi mai.

Non rinunciare mai.

Mai smettere di lottare.

E alla fine mi hanno insegnato di volersi bene gli uni gli altri.

E non se ne parla abbastanza nello sport,

ma posso dirvi che se mi aveste chiesto

cosa si diceva a bordo campo

mentre percorrevamo questa strada,

la parola “bene” era usata

come in: “Coach, le voglio bene.”

Thurl, ti voglio bene.

E Terry, ti voglio bene.

E Whit, ti voglio bene.

Quando avete un sogno

e lo buttate nel mezzo dell’idea di non smettere mai di credere

e di volersi bene gli uni gli altri,

si possono compiere miracoli.

Ed ecco cosa mi ha insegnato la squadra dell’83.

E oggi io combatto...

Una battaglia differente.

Vedete che ho problemi a camminare, ed è vero.

E ho problemi a stare in piedi a lungo, ed è vero.

Il cancro mi ha portato via tante delle mie abilità fisiche,

ma vi prometto che non mi darò mai per vinto in questa battaglia.

E se per caso il Signore mi vuole,

riceverà il miglior cronista

ed ex coach di basket che abbiano mai visto lassù.

Questo ve lo dirò.

Una volta.

LA STATE ADORA JIMMY

Wolfpack.

Grazie e che Dio vi benedica tutti.

Grazie a tutti.

È dura pensare che non...

Che non sia qui.

Tutto quello che ha passato,

dice l’essenza di chi era come uomo, come persona.

Non parlava... tanto per parlare.

Faceva davvero quanto diceva fino alla fine.

E, sapete, era...

Sì, ce l’ha fatta.

Jim adorava la vita, sapete?

Non solo vederla, ma vivere la vita.

E ottenne quanto più possibile da ogni giorno.

E io ero presente, il giorno in cui morì.

Sapete, ero lì quando morì e...

Ma il suo spirito non è mai morto.

Aveva sempre questi cartoncini.

Pam Valvano Strasser Moglie di Jim

E scriveva i suoi sogni su quei cartoncini,

e se li metteva sempre nella giacca.

E io, ovviamente, portavo tutte le sue giacche

in lavanderia e così, sapete,

estraevo quei cartoncini e li leggevo,

e uno di quelli diceva:

“Vincere il Campionato Nazionale.”

E l’ultimo diceva:

“Battere il cancro.”

Sports Illustrated dichiarò il Campionato del 1983 della NC State

come il miglior momento del college basket del 20º secolo.

A tutto gennaio 2013, la V Foundation

ha dato oltre 100 milioni di dollari alla ricerca sul cancro.

Restano cinque secondi. A Whittenburg.

Whittenburg prova un tiro da 10 metri.

Non è buona. Un passo indietro.

Lorenzo Charles è rimasto.

Lorenzo Charles la butta dentro.

La squadra-Cenerentola ce l’ha fatta.

La scarpetta di cristallo si adatta.

I Wolfpack hanno vinto il Campionato Nazionale.

Questa è una storia d’amore in memoria di Lillian Whittenburg. (1937-2013)

Traduzione di: Matteo Molinari

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